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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘indotto’

L’industria dei parchi diventimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Con un indotto stimato di 800 milioni di euro, che, oltre agli ingressi, comprende hotel, ristorazione, merchandising e altri servizi complementari, il settore dei Parchi Tematici sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel sistema dell’offerta turistica italiana.
A dimostrarlo è il primo incontro ufficiale tra il Ministro delle Politiche Agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio e i Rappresentanti dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, in occasione della presentazione del libro “L’industria dei Parchi Divertimento: un patrimonio di valore per il territorio” che si è svolta questa mattina nella sala Cavour del MIPAAFT. Nel corso della conferenza stampa, moderata dalla giornalista, autrice e conduttrice RAI Margherita Basso, Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, ha delineato il profilo e il peso specifico di un comparto in costante sviluppo, che conta ad oggi più di 230 strutture tra parchi tematici, acquatici e faunistici.
Nel 2017 il comparto ha sviluppato un giro d’affari di 376 milioni di euro, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, a fronte di 18.4 milioni di ingressi venduti, con un tasso di incremento che sfiora il 10%. Rilevanti anche i dati relativi all’occupazione: il settore genera 20.000 posti di lavoro stabili, che arrivano a 60.000 tra le assunzioni stagionali e l’indotto. Sul fronte dell’hôtellerie si calcola un totale di circa 1 milione di posti letto venduti nel corso dell’anno, considerando sia le strutture convenzionate sia gli eventuali resort interni ai parchi. In linea con l’andamento del settore nei principali Paesi Europei, anche in Italia si afferma la tendenza dei visitatori ad allungare il tempo medio di permanenza, abbinando la visita al soggiorno in hotel.
Tutti questi dati dimostrano il ruolo strategico dei parchi a tema nello sviluppo territoriale e nazionale, rendendo quanto mai necessaria una più stretta collaborazione con le Istituzioni competenti. Da oltre mezzo secolo i parchi si contraddistinguono sul mercato nazionale per l’impiego di ingenti capitali volti all’innovazione e all’aggiornamento di servizi e prodotti, elementi vitali nel campo del divertimento e dell’intrattenimento.“L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un valore indiscusso per il turismo nazionale e internazionale. Dobbiamo puntare sempre più sulla diversificazione e sulla destagionalizzazione dell’offerta se vogliamo essere un Paese capace di attrarre diverse tipologie di visitatori, anche alla luce del report oggi presentato e che conferma come il visitatore dei parchi non sia un turista mordi e fuggi ma alto spendente, con importanti ricadute su tutto il territorio in termini di mercato e occupazione” –, è quanto ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Stiamo lavorando sull’enoturismo, sul turismo sostenibile, rurale, bisogna lavorare anche sul turismo dei ‘parchi di divertimento’ che da sempre si contraddistingue per l’impiego di importanti capitali, servizi e prodotti innovativi”.
Volano di investimenti e occupazione, i Parchi Tematici rappresentano un mercato che ha ancora un grande potenziale di espressione: l’inizio di una concreta collaborazione con le amministrazioni pubbliche locali, regionali e nazionali ha una portata storica per il comparto e sarà propedeutica per una nuova fase di espansione. Qualificandosi come vere e proprie destinazioni tematiche, i parchi contribuiscono alla crescita dei flussi sul territorio, migliorando ulteriormente la qualità e l’appeal dell’offerta turistica del nostro Paese sia sul mercato interno sia sul mercato internazionale.

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Piemonte: il prezzo della crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

Il Piemonte è tra le regioni che in questi anni più hanno subito il peso delle difficoltà economiche. Oggi a Roma i vertici dell’Indesit avrebbero annunciato ai sindacati la decisione di spostare la produzione di lavastoviglie in Polonia. Una presa di posizione che andrebbe a colpire in primo luogo la nostra Regione e Provincia. Sono 400 i lavoratori dipendenti dello stabilimento di None, senza contare tutti coloro che vengono impiegati nell’indotto. Nel 2009 ci trovammo di fronte ad una situazione simile. Anche in quel caso il futuro dello stabilimento torinese veniva messo in discussione, ma dopo una lunga trattativa tra azienda e sindacati si trovò una soluzione. Oggi chiediamo alla proprietà di dimostrare lo stesso impegno che mise in campo all’epoca. Il gruppo di Sinistra Ecologia Libertà con Vendola in Regione Piemonte presenterà un’interrogazione urgente per chiedere all’Assessore di riferimento quali iniziative intenda mettere in atto per garantire i livelli occupazionali dell’azienda e la tutela dei lavoratori dell’indotto. I piemontesi hanno già fatto grossi sacrifici, le imprese dimostrino responsabilità. (Monica Cerutti, Sinistra Ecologia Libertà)

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Lavoratori: per mettere in crisi la crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Piombino 30 giugno 2011 ore 10.00 Centro giovani “F. De Andrè” Viale della Resistenza Manifestazione “Inchiesta Operaia – La parola dei lavoratori del polo siderurgico per mettere in crisi la crisi”. La Lucchini Spa (Gruppo Severstal) è la maggiore azienda del territorio piombinese e di tutta la Provincia di Livorno. Ha un personale occupato di circa 3000 dipendenti (che oltrepassano i 5.000 con i lavoratori impiegati nell’indotto). Considerato inoltre che su 35.000 abitanti residenti nella zona di Piombino circa il 10% è impiegato in questa azienda, la crisi di questo settore avrebbe un impatto sociale devastante. L’iniziativa dei lavoratori della Lucchini costituisce un impulso contro l’assuefazione ormai radicata nella società italiana alla destrutturazione del mondo del lavoro e dell’industria. Il fine della Manifestazione, che coinvolgerà anche diversi esponenti del sindacato e della politica, tra i quali Paolo Ferrero, è quello di assicurare la salvaguardia occupazionale e la tutela dei lavoratori coinvolti nella crisi, nella piena consapevolezza dell’importanza strategica che la Lucchini Spa riveste, sia sotto il profilo produttivo che occupazionale, per il sistema siderurgico italiano. Nell’ambito di questa operazione di cultura del lavoro verranno divulgati e discussi anche interessanti risultati frutto di una ricerca/inchiesta realizzata con il contributo dell’Università di Torino e dell’IRES CGIL. Programma della giornata
Ore 10.00 Inizio Seduta Antimeridiana Presiedono Monica Sgherri e Vittorio Mantelli
Saluto presidente Regione Toscana Enrico Rossi. Introduzione Alessandro Favilli L’inchiesta Relazione di Vittorio Rieser IRES CGIL Risposte e domande sull’Inchiesta Operaia
Dario Fontana Università di Torino La voce degli operai Proiezione delle interviste audio/video ai lavoratori Interventi
Gianni Anselmi Sindaco di Piombino
Maria Grazia Meriggi Università di Bergamo
Ivano Tognarini Università di Siena
Luciano Guerrieri Presidente Autorità Portuale di Piombino
Ore 15.00 Interventi
Valeria Parrini Presidente Associazione Toffolutti
Casini Benvenuti IRPET
Vittorio Bardi Resp. Naz. Siderurgia ed energia FIOM
Francesco Piccioni Resp. economia il Manifesto
On. M. Grazia Gatti Responsabile Nazionale industria PD
Gianfranco Simoncini Assessore al Lavoro della Regione Toscana
Roberta Fantozzi Segreteria nazionale PRC Responsabile Lavoro e Stato Sociale
Conclude Paolo Ferrero Segretario Nazionale PRC In collaborazione con Gruppo Consiliare alla Regione Toscana FDS-Verdi, Gruppo Consiliare PRC Comune di Piombino, Dipartimento Nazionale Inchiesta PRC

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Il sistema Italia con Finest

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

Si è tenuto presso la sede di Finest Spa, il primo incontro operativo per un progetto dedicato alla promozione dell’internazionalizzazione delle aziende italiane nella Regione di Kragujevac in Serbia, dove FIAT ha avviato parte della sua produzione automobilistica, aprendo importanti opportunità di business per tutte le aziende dell’automotive e dell’intero indotto. Il meeting, voluto da Finest, è consistito in una riunione tecnica tra i principali partner economici, finanziari ed istituzionali italiani che operano a sostegno dell’internazionalizzazione ed era finalizzato a pianificare un’attività coordinata degli stessi su Kragujevac al fine di aggredire il mercato in un’ottica di Sistema. Ad illustrare incentivi e strumenti messi a disposizione dal Governo locale è intervenuto il Console serbo a Milano, S.E. Bojan Stevanovic, che ha sottolineato come il business che si è venuto a creare non riguarda solo l’industria automobilistica e le sue forniture e subforniture, ma l’intero sistema economico della regione, dalla ricettività alberghiera, ai servizi alle aziende e ai lavoratori, dalla rete delle infrastrutture e trasporti alle attività commerciali e ricreative. Il prossimo passo del progetto prevede una seconda riunione tecnica tra gli enti, la partecipazione alla fiera dell’Automotive di Kragujevac nel maggio prossimo e la firma di un accordo degli accordi di collaborazione e i protocolli d’intesa necessari per la costituzione dello sportello del Sistema Italia a Kragujevac. L’Italia è il 3° partner commerciale della Serbia, nel periodo 2007-2009 gli investimenti  italiani hanno avuto un notevole incremento e ad oggi sono 200 le imprese che investono nel Paese, tra cui Generali, Fantoni e Acegas Aps. Finest ha finalizzato in Serbia un totale di 26 operazioni, per un impegno di quasi 20 milioni di euro e un volume di investimento generato di 167 milioni di euro. Edilizia e costruzioni, metallurgico e legno/mobile i principali settori di intervento mentre Udine, Gorizia, Venezia e Trieste sono le Provincie maggiormente presenti in Serbia col sostegno di Finest. (Manuela Caminada)

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Terza Edizione di Pharmexpo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Napoli, 26, 27 e 28 novembre, nei padiglioni 5 e 6 della Mostra d’Oltremare di Napoli. Durante la tre giorni di puro b2b le aziende, i farmacisti ed i medici si confronteranno con incontri diretti e mirati. E mentre cresce la curiosità tra i nuovi partecipanti, si fortifica la fiducia in chi rinnova la sua presenza. I numeri in crescita sono, infatti, la prova evidente che al terzo anno di vita, Pharmexpo è già considerato una manifestazione irrinunciabile per gli operatori de settore farmaceutico e per quelli che operano nell’indotto. Di grande prestigio, anche quest’anno, i nomi degli espositori. Tra le aziende farmaceutiche che hanno nuovamente aderito si segnalano Abbott, Eli Lilly Italia, GlaxoSmithKline e Sigma Tau. Per la prima volta saranno invece in fiera la Merck Sharp & Dohme, Procter & Gamble. Tra l’offerta dei servizi e delle altre divisioni merceologiche si annoverano aziende come Guacci, Infotech Logistica, La Finestra sul cielo, Martefarma, Rarifarm, Te.Co. Instruments, Theorema Farmacie, Zuma solo per citarne alcune. Negli ampi saloni espositivi di Pharmexpo sarà possibile trovare le novità dei prodotti farmaceutici ed il meglio dei servizi, per rinnovare e modernizzare farmacie e studi medici: accessori e complementi di arredo, strumenti informatici, servizi assicurativi, robotica e macchine automatiche, elettromedicali, insegne luminose e croci led, tecnologie per la logistica e la distribuzione. Inoltre, quest’anno un’area più ampia ospiterà la presentazione dei prodotti legati alla cosmesi ed al benessere. Come sempre una particolare attenzione sarà riservata anche alla sezione celiachia, alla dietetica, alla galenica, ai prodotti omeopatici ed alla linea baby. Un’offerta completa a 360°, quindi, che darà ai farmacisti e medici la possibilità di scoprire i nuovi arrivi del mercato sanitario e trovare le soluzioni più opportune, per migliorare i servizi offerti ai cittadini. Girando tra gli stand gli operatori potranno, infatti, esaminare da vicino le offerte, confrontarsi direttamente con i produttori, esporre le loro esigenze e necessità. Pharmexpo non sarà però solo vetrina espositiva, ma anche un’occasione importante per fare il punto sull’attuale situazione del settore e prospettare le future azioni da intraprendere, per migliorarlo e renderlo più produttivo. La Terza Edizione del salone farmaceutico di Napoli punterà, quindi, a favorire al massimo l’interscambio, la multidisciplinarietà e la sinergia tra i professionisti del sistema sanitario, invitando allo stesso tavolo università, aziende ed istituzioni. Le stesse case farmaceutiche, oltre a proporre i loro nuovi farmaci, promuoveranno attraverso i convegni l’idea di un farmaco che vada oltre il suo significato immediato di cura, per diventare anche un valido motore di sviluppo economico. http://www.pharmexpo.it

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Firema Caserta: rilancio dell’azienda

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

“Si sta entrando nel quarto mese senza stipendio per i dipendenti Firema, e la cassa integrazione non sarà probabilmente efficace prima di dicembre, la situazione è drammatica quanto insostenibile” lo dichiara il deputato campano Americo Porfidia che aggiunge “Ci chiediamo e rivolgiamo la domanda i responsabili di questa situazione, come facciano a vivere, a sostenere se stessi e le loro famiglie i circa 500 operai Firema che non percepiscono stipendi da oltre tre mesi. Non capiamo perché la Regione Campania non abbia ancora preso in mano la situazione per trovare una soluzione al destino dell’azienda, che coinvolge un indotto di non poche dimensioni. Non dimentichiamo – continua Porfidia – che discutere di Firema significa discutere del futuro occupazionale dell’intera Provincia di Caserta, e immettere sul territorio altre decine di disoccupati può avere conseguenze terribili. Chi ha servito per anni un’azienda punto di eccellenza della produzione dei treni merita rispetto e attenzione, soprattutto nella situazione di grave crisi economica ed occupazionale che investe il paese e il sud in particolare. E’ indispensabile che lo Stato intervenga per accreditare nuove commesse all’azienda, per rilanciarne il futuro lavorativo in vista di un generale ammodernamento del reparto infrastrutturale nazionale. Rivolgendo ancora una volta solidarietà e vicinanza ai lavoratori Firema – conclude Porfidia – ci auguriamo che quanto prima possano essere pagate le spettanze, e che il Governo, con il forte e responsabile coinvolgimento di tutti i soggetti  interessati alla situazione Firema, in primo luogo le istituzioni locali, si impegni per il rilancio dell’azienda e del settore delle infrastrutture ferroviarie nazionali” vedere seguito: qui

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Un piano della Fiat

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Dichiarazione di Gianfranco Morgando  (Segretario regionale PD Piemonte)  “Voglio credere a Marchionne quando afferma che non esiste alcun piano della Fiat che contempla pesanti tagli a Mirafiori. Come PD abbiamo valutato positivamente il rafforzamento internazionale di Fiat nella convinzione che questo produrrà ricadute positive a Torino e sull’indotto. Vedremo il 21 aprile il piano del Lingotto.  Tuttavia, le indiscrezioni giornalistiche sono fonte di gravi preoccupazioni e rendono evidente la necessità di una ripresa del confronto sulle prospettive dell’industria automobilistica italiana. Appare sempre più assordante il silenzio del Governo su questioni fondamentali per il futuro del sistema produttivo del nostro Paese”.

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Roma: Manifestazione e la circolazione nel caos

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2009

Roma 22 dicembre. I lavoratori della Fiat e dell’indotto, che da Termini Imerese, Pomigliano, Cassino, Arese, e dalla Sevel di Adessa sono giunti in Piazza di Monte Citorio mentre a Palazzo Chigi è in corso il confronto fra vertici Fiat ed organizzazioni sindacali, hanno fatto sentire la loro presenza ed hanno messo in ginocchio il traffico della Capitale che già intenso per le festività natalizie è andato letteralmente in tilt costringendo i romani a lunghissime attese sui bus e in auto. Sul fronte del lavoro va registrata una spaccatura tra i confederali Cisl Cgil e Uil e i RdB, Slai Cobas e Sdl Intercategoriale. Questi ultimi non hanno accettato il piano Marchionne e i toni tra le parti restano duri. Dichiara Vittorio Gramillo, dello Slai Cobas di Pomigliano “Quella di Marchionne, che mantiene inalterato il suo piano, è una grave provocazione”. “E’ incredibile che Cgil Cisl Uil accettino di rimanere al tavolo mentre tutta la piazza grida vergogna”. E soggiunge: “RdB, Slai Cobas e Sdl continueranno a mantenere alta la mobilitazione unitaria e già dai prossimi giorni rilanceranno le iniziative per difendere i diritti dei lavoratori Fiat contro gli interessi delle elite imprenditoriali e sindacali”.

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La montagna torinese ad “Alpi 365”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2009

Torino da venerdì 23 a domenica 25 ottobre al Lingotto Fiere: “Alpi 365”. Il 46% del territorio della provincia di Torino è classificato come montano, essendo ad un’altitudine superiore ai 900 metri. Le “Terre Alte” torinesi danno un rilevante apporto all’economia dell’intera comunità provinciale. Quando si parla di economia di montagna, spesso ci si riferisce al settore turistico e al relativo indotto, ma la prospettiva da cui si valuta l’economia montana torinese deve essere più ampia e comprendere tutti quei comparti in cui operano numerose aziende eccellenti: dal mondo artigiano all’enogastronomia, dalle imprese legate ai temi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile a quelle che producono attrezzature, abbigliamento, sistemi di comunicazione di altissima tecnologia. E’ a vantaggio di tutte queste aziende che la Provincia e la Camera di commercio di Torino propongono iniziative di promozione in occasione della seconda edizione della manifestazione L’obiettivo è favorire uno sviluppo integrato del territorio, rispettoso di tutte le caratteristiche ambientali, culturali e sociali che contraddistinguono il contesto di montagna. La Provincia e la Camera di commercio sostengono “Alpi 365” sin dalla prima edizione e si presentano all’edizione 2009 con uno stand istituzionale congiunto, all’interno del quale saranno presenti anche l’Azienda turistica locale “Turismo Torino e provincia” ed il Parco Nazionale del Gran Paradiso. La filiera foresta-legno provinciale, dai produttori forestali alla seconda lavorazione, sarà presente con due iniziative di punta della Provincia su questo tema: il progetto europeo transfrontaliero “Bois-Lab” (che prenderà ufficialmente il via proprio in occasione di “Alpi 365”) e l’ormai consolidata rassegna biennale “Bosco e Territorio”, dedicata alla meccanizzazione forestale in ambiente alpino. Uno spazio sarà riservato anche al C.R.A.B.-Centro di Riferimento per l’Agricoltura Biologica, che ha sede presso la Scuola “Malva Arnaldi” di Bibiana e di cui la Camera di commercio  e la Provincia sono socie, insieme ai tre G.A.L. (Gruppi di Azione Locale) della provincia e al Consorzio Agrimont (Consorzio Prodotti Tipici di montagna nato nell’ambito dei progetti del GAL Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone). Quest’ultimo spazio sarà dedicato alle eccellenze lattiero-casearie del “Paniere” (Tôma ‘d Trausela e Tôma dël lait brusc), al miele e alle patate di montagna, nonché ad altri prodotti delle vallate della provincia. Inoltre, presso lo stand sono previsti uno spazio-incontri ed una zona per l’intrattenimento dei bambini sul tema del bosco e del legno, con attività gestite da educatori ambientali e artigiani della filiera legno

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L’imprenditoria straniera

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Udine. Lunedì 21 settembre ore 12 Camera di Commercio (Sala Giunta – 5° piano) Sarà il tema della conferenza stampa cui interverranno il presidente Giovanni Da Pozzo e  l’amministratore delegato di Nomisma Giorgio De Rita. Proprio all’osservatorio di studi economici Nomisma, infatti, assieme a Demetra – società specializzata in indagini alle imprese, è stata affidata l’indagine che mette in luce le caratteristiche del fenomeno sul territorio, di cui sono stati analizzati nello specifico, tramite interviste telefoniche a un campione significativo di imprese straniere, diversi fattori: le motivazioni dell’arrivo in Italia; le motivazioni della costituzione dell’azienda attraverso la definizione dei percorsi di transizione dal lavoro subordinato al lavoro autonomo, fino all’avvio di attività imprenditoriali vere e proprie; i fattori che hanno indotto la creazione dell’azienda in provincia di Udine; le forme di impresa; le modalità di avvio delle imprese; i riflessi della cultura di origine dell’imprenditore immigrato sulla struttura e il comportamento dell’impresa nei contesti sociali e di mercato; i fabbisogni di crescita e sviluppo; le linee portanti generali e specifiche per l’arricchimento dei servizi territoriali di supporto alla crescita delle imprese con titolare straniero in provincia di Udine. Lunedì saranno presentati i primi risultati dell’indagine conoscitiva, che sarà completata poi entro fine ottobre. La ricerca servirà alla Camera di Commercio per acquisire gli elementi conoscitivi necessari a definire le caratteristiche dell’imprenditoria straniera in provincia di Udine, ma anche a capire le principali peculiarità che differenziano il fenomeno rispetto al contesto nazionale. Tutto ciò consentirà di individuare l’esistenza di possibili aree di intervento a supporto dell’imprenditoria immigrata a livello provinciale, definendo i possibili servizi necessari allo sviluppo.

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I veri nemici della pace

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2009

Oggi si fa un grande parlare di pace e di guerra anche se il teatro delle operazioni è lontano e la minaccia che può venirci è legata solo al terrorismo integralista degli arabi. In effetti il vero rischio proviene da altri lidi: sono le fabbriche di armi ed i loro lucrosi commerci. Se gli Stati decidessero, tutti insieme, di ridurre tali produzioni di morte, noi avremmo la possibilità d’esercitare un maggiore livello di sicurezza e minore sarebbe la tentazione dei piccoli e grandi “dittatorelli” di entrarne in possesso per i loro “genocidi privati”. Vorremmo che oggi i pacifisti che scendono nelle piazze parlassero anche di queste cose, forse meno suggestive, ma più reali ed inquietanti. Siamo stati sempre convinti che dare un’arma a qualcuno può significare che costui prima o poi sia indotto in tentazione e se ne serva. Se noi glielo impediamo, privandolo di tale opportunità, forse non escluderemmo del tutto il delitto e l’atrocità dei genocidi, ma eviteremmo di “foraggiarlo” e di “eccitarlo” più del necessario. Ma a questo punto, ovviamente, dovremmo chiederci a chi andrebbero affidate le armi per esercitare, in casi estremi, il rispetto delle regole di convivenza. E da qui discende un’altra riflessione. Abbiamo speso decenni per saggiare le nostre “democrazie” liberali ed i nostri Stati di diritto, ma ci siamo accorti che essi non ci rendono immuni dall’essere razzisti, violenti e sanguinari magari non sempre in casa propria ma altrove come se andando all’estero vi fosse licenza di uccidere e di praticare leggi illiberali. In buona sostanza non basta dichiararsi pacifisti per esserlo. E’ un concetto che deve appartenerci geneticamente e deve plasmarsi con un bagaglio culturale adeguato. In caso contrario continueremo a fare le guerre e invocare la pace sulle piazze e sui campi di battaglia di tutto il mondo in uno sterile e ripetitivo gioco delle parti.

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Tagli occupazionali. La rivolta alla Fiat di Torino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 Mag 2009

Da sabato 16 maggio la tensione a Torino è  forte. E’ in gioco, a detta  di taluni leader sindacali la chiusura degli  stabilimenti Fiat in Italia e con pesanti ripercussioni sull’indotto. Che la protesta ha una sua spiegazione, anche se è deprecabile la violenza di piazza, non occorre essere degli economisti per capire che le operazioni commerciali del management Fiat nei confronti della Crysler e della Opel determineranno una enorme e sovradimensionata capacità produttiva degli stabilimenti italiani e nel resto del mondo. Diventa, quindi, legittimo il timore dei lavoratori della Fiat che vedono in pericolo il proprio posto di lavoro, in una sorta di roulette russa che determinerà se e quali stabilimenti resteranno aperti in Italia. A questo punto si giustifica la richiesta di un chiarimento. E’ importante evitare che gli accordi internazionali tra i manager dell’industria automobilistica finiscano con il penalizzare il paese che può meglio degli altri contenere la pressione sindacale e neutralizzare i possibili interventi dello Stato. È legittimo chiedere conto alla più grande impresa privata italiana dei miliardi di euro che lo Stato gli ha regalato nel corso degli anni ed è legittimo chiedere allo Stato di intervenire sulla Fiat per impedire i licenziamenti e l’uso sistematico della cassa integrazione. Oggi in Italia non vi sono stabilimenti “sicuri”; da Mirafiori a Cassino, da Pomigliano a Termini Imerese sono tutti a rischio e sono tutti focolai di rivolta e di protesta contro i licenziamenti. Qui non si tratta di andare a caccia di capri espiatori guardando solo la protesta di piazza. Occorre un deciso intervento del governo poiché è chiaro che esiste un interesse vitale dell’economia internazionale che si avvale del sostegno politico e lo dimostrano gli interventi di Obama in Usa e della Merkel in Germania. E l’Italia di Berlusconi cosa fa? Non possiamo credere che il tutto possa risolversi in una mera questione di ordine pubblico a Torino o altrove.

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Rivalutazione e promozione di parchi ed aree marine

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2009

In Italia i 165 parchi nazionali e regionali, le 751 aree protette e le 25 riserve marine attirano annualmente circa 155 milioni di visitatori e l’ecoturismo genera un indotto che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro (Osservatorio Permanente sul Turismo-Natura). Numeri interessanti che però potrebbero essere raddoppiati o addirittura triplicati. Infatti secondo gli esperti del settore turistico, dell’ambiente, di marketing e pubblicità n’adeguata rivalutazione e promozione di queste risorse naturali potrebbe raddoppiare l’indotto generato da queste risorse naturali (26%) o addirittura triplicarlo come afferma il (14%) degli intervistati.  La ricetta e’ che parchi ed Aree Marine Protette devono essere promossi e “venduti” come veri e propri prodotti turistici, tenendo conto delle richieste del mercato internazionale del turismo, la “natura” deve diventare produttiva, pur nel suo massimo rispetto e tutela. Secondo un esperto su tre, infatti, per lo sviluppo turistico sono proprio natura e ambiente che dovrebbero essere “sfruttate” maggiormente. Basta con il loro sotto-utilizzo (come lo considera il 62% degli intervistati), e per farlo servono attivita’ e servizi in grado di rispondere alle esigenze della domanda turistica (68%), iniziative di comunicazione che valorizzino il patrimonio ambientale, ma soprattutto uno svecchiamento dell’immagine e dell’offerta.  Ad oggi parchi ed Aree Marine Protette rappresentano la quindicesima parte dell’intero fatturato turistico, ma una loro corretta rivalutazione e promozione può rilanciare “il prodotto-natura”, contribuire a diffondere in modo efficace una vera cultura di tutela dell’ambiente (17%) e soprattutto servirebbe a moltiplicare i visitatori e aumentare l’indotto di questo settore turistico per una cifra compresa tra i 20 e i 30 miliardi di euro, triplicando la sua incidenza sull’indotto vacanziero totale del Belpaese. E’ quanto emerge da uno studio realizzato da Comunicare Ambiente per L’Area Marina Protetta di Portofino, presentato stamane nel corso del convegno “Il ruolo delle aree protette nella promozione del turismo in Italia” presso l’Hotel Kulm di Portofino nell’ambito delle celebrazione per il decennale dell’Area Marina Protetta di Portofino.  L’indagine e’ stata realizzata su 130 esperti del settore turistico, dell’ambiente, di marketing e pubblicita’, oltre a responsabili di testate legate all’ambiente e al turismo. Obiettivo dell’indagine quello di analizzare lo scenario composto da parchi e aree marine protette, il loro legame con il territorio, le possibilita’ di sviluppo come leva del turismo, nel rispetto della natura e dell’ambiente.  L’ambiente? Potenzialmente la piu’ grande risorsa per il turismo e l’economia italiana, ma per gli esperti deve essere promosso e “svecchiato”, una strategia che potrebbe fruttare all’indotto turistico italiano oltre 20-30 miliardi di euro.

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Fiat Termini Imerese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Mag 2009

Gli Indipendentisti Progressisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” sono stati tra i primi a segnalare i rischi  schierati legati al riassetto internazionale strategico di FIAT che sembra potrebbe finire per travolgere lo stabilimento siciliano.  Sin da subito Noi du F.N.S. ci siamo schierati   a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese e dell’intera cittadinanza.  Non siamo meravigliati che adesso, a ruota, un po’ tutti inizino ad accorgersi di quanto grave sia la situazione. Tuttavia crediamo sia il momento per Termini e i suoi  Travagghiaturi di capitalizzare anche questo “cono d’attenzione mediatica” che porta su di loro anche la sollecitudine “coccodrillesca “ di una “politica politicata” miope, ascara e  allo sbando.  Siamo solidali con gli operai, i lavoratori di SicilFiat e dell’indotto e pur non entrando nel merito  invitiamo i sindacati a riflettere sull’ opportunità o meno di organizzare meri  scioperi categoriali, scelta comunque lecita e riservata ai sindacati di categoria e alle Confederazioni. Noi crediamo debba più e meglio e in modo concertato pensarsi ad una mobilitazione politica, sociale, culturale dell’intera Città di Termini Imerese e  del suo hinterland.  Cosa fa il Governo Regionale, cosa fanno i partiti di maggioranza ed opposizione all’ARS come al Parlamento?   E’ il momento di dire, fare e non di tacere!

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