Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘industria’

Industria: Istat, produzione maggio -20,3% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio scende del 20,3% su base annua e sale del 42,1% su aprile.”Un rimbalzo insufficiente! Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli” conclude Dona.

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Il ruolo dell’industria cosmetica?

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

Aiutare a costruire un’economia resiliente in un modo che supporti un mondo sostenibile, migliori la qualità della vita, rispetti i diritti umani e protegga l’ambiente. È quanto emerso dal confronto di un panel di esperti delle principali Organizzazioni Non Governative Mondiali e Alex Keith, CEO, P&G Beauty, che hanno concluso che per far diventare l’industria “orientata al futuro” e costruire un business resiliente dobbiamo affrontare delle sfide sistemiche attraverso azioni collettive.Nasce così la piattaforma P&G Responsible Beauty, un approccio basato sul pensiero sistemico che affonda le sue radici nelle connessioni e interdipendenze di cinque principi guida: Qualità & Performance; Sicurezza; Sostenibilità; Trasparenza, Equità & Inclusione.A guidare il progetto, con Alex Keith, il P&G Responsible Beauty Advisory Council, un Gruppo di consiglio formato dai rappresentanti di Royal Botanic Gardens, Kew (la massima autorità mondiali nella scienza botanica), WWF, Rainforest Alliance, Skin Health Alliance e la Roundtable on Sustainable Biomaterials.P&G Beauty ha anche condiviso gli obiettivi P&G Responsible Beauty 2030. Tra questi, la condivisione trasparente di tecnologie, programmi e processi che possono aiutare l’industria cosmetica ad avere un maggiore e positivo impatto sul mondo. Come prima azione tangibile, P&G sta rendendo pubblica una guida completa all’utilizzo sicuro dei vegetali nei prodotti cosmetici.

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L’ECSA ribadisce la posizione dell’industria marittima europea

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

“L’ECSA esprime profonda preoccupazione per la fine incombente del periodo di negoziazione e per la mancanza di progressi nelle discussioni”, ha commentato Martin Dorsman, segretario generale dell’ECSA.I recenti colloqui tra l’UE e il Regno Unito non hanno prodotto i risultati tanto attesi. Speriamo che dopo la riunione ad Alto Livello di lunedì scorso su un accordo per un ritmo accelerato dei negoziati porti finalmente ai progressi necessari e accolga pienamente il voto di oggi al Parlamento europeo che ha raccomandato un accordo globale che includa le preoccupazioni fondamentali del settore marittimo europeo. ”
Il prossimo Accordo di Libero Scambio (free trade agreement) dovrebbe includere necessariamente il trasporto marittimo in quanto il settore è fondamentale per garantire che le relazioni commerciali UE-Regno Unito possano essere di fatto realizzate. L’Accordo di Libero Scambio dovrebbe includere anche:
Accesso reciproco al mercato per i trasporti internazionali, il cabotaggio e i mercati offshore
Fluidità del commercio
Libera circolazione dei marittimi e dei lavoratori a terra, nonché dei passeggeri
Una parità di condizioni nelle misure fiscali, ambientali, sociali e normative
Allo stesso tempo, l’ECSA chiede un forte dialogo marittimo UE-Regno Unito come piattaforma per discutere approcci comuni alle politiche marittime nonché, per quanto riguarda il quadro politico globale, dell’IMO, dell’OCSE, dell’ILO e dell’OMC.”L’industria è fermamente convinta che uno scenario difficile o senza accordi nel gennaio 2021 debba essere evitato a tutti i costi. Qualora un ALS non fosse realizzabile in un arco di tempo così limitato, entrambe le parti dovrebbero già cercare soluzioni pragmatiche e flessibili per sostenere le imprese e la regolare prosecuzione degli scambi, con il minor numero possibile di ostacoli alle frontiere marittime dell’UE e del Regno Unito “, ha concluso Dorsman.

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Più fondi all’industria culturale italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“Abbiamo presentato un parere contrario di minoranza al DL Rilancio in commissione Cultura – dice il capogruppo in commissione Cultura per FDI e responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone – quindi, abbiamo votato contrariamente al parere proposto dalla maggioranza. Gli interventi previsti per la cultura, lo spettacolo, il teatro, il cinema, la danza, gli spettacoli viaggianti, tutta l’industria culturale, la scuola, lo sport, le associazioni sportive dilettantistiche, le società sportive dilettantistiche, gli enti di promozione sportiva sono insufficienti. Sono state sì introdotte numerose nostre proposte ma i fondi stanziati sono insufficienti e necessitano di numerosissimi decreti attuativi. Ci auguriamo che nel passaggio parlamentare i nostri emendamenti possano essere accolti, così da migliorare l’impianto del decreto.”

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Confindustria: produzione industria -33,8% su anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Secondo le stime di Confindustria, a maggio la produzione industriale diminuisce del 33,8% (dati grezzi) rispetto ad un anno prima, dopo il -44,3% rilevato in aprile.”Una Caporetto! Anche se c’è un rimbalzo tecnico apparentemente notevole rispetto ad aprile, si tratta solo di un effetto ottico dovuto ai bassi livelli del mese precedente. Il punto vero, è che il crollo su base annua resta superiore a quello avuto nell’anno buio del 2009″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Considerando, infatti, i dati corretti per gli effetti di calendario, mentre oggi Confindustria registra una caduta, rispetto a maggio 2019, del 29,6%, a maggio 2009 c’era stata una riduzione annua del 21,7%, inferiore del 26,7%. Insomma, anche se a maggio le cose vanno meglio di aprile, non c’è da essere allegri” conclude Dona.

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Per un nuovo partenariato tra l’UE e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

L’industria marittima europea manifesta apprezzamento per il parere adottato il 28 maggio dalla Commissione TRAN del Parlamento Europeo, che sarà incluso nelle raccomandazioni finali del PE, che saranno votate a giugno, sui negoziati per un nuovo partenariato tra l’UE e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.Tuttavia, ECSA sottolinea l’esigenza di compiere urgentemente progressi nei negoziati al fine di consentire una transizione graduale nella catena di approvvigionamento.Il testo sottolinea inoltre la necessità di un accesso reciproco e paritario al mercato per i servizi di trasporto marittimo internazionale, nonché di cabotaggio e del settore offshore. Secondo l’ECSA, ciò è molto importante e contribuirà a sostenere l’interdipendenza commerciale e energetica sia dell’UE che del Regno Unito.”A più lungo termine, l’ECSA sottolinea l’esigenza per l’UE e il Regno Unito di mantenere condizioni paritarie per le industrie e si compiace di vedere che tale aspetto viene riconosciuto nel parere TRAN, “Ha continuato Dorsman.Lo shipping è un’attività globale che richiede regole globali e standard comuni. Qualsiasi regionalizzazione è dannosa per il funzionamento regolare, sicuro ed efficiente delle operazioni di navigazione, compreso il movimento dei marittimi e del personale di terra.L’ECSA sostiene pertanto il parere della TRAN che richiede al futuro partenariato di prevedere un approccio comune per quanto riguarda il quadro politico globale dell’IMO, dell’OCSE, dell’ILO e dell’OMC.L’ECSA ritiene che evitare divergenze nella regolamentazione in materia di affari marittimi debba essere riconosciuto come principio guida.Data l’urgenza imposta dalla prossima scadenza, l’ECSA spera – e incoraggia fortemente – che i negoziati procedano rapidamente.L’ECSA avverte inoltre che una transizione graduale non può avvenire fintanto che non vi sia certezza e chiarezza sui termini dei futuri rapporti.Le compagnie di navigazione sono solo una parte dell’intera catena di approvvigionamento e si affidano alla preparazione e alla prontezza di altri, comprese le autorità dell’UE e del Regno Unito.

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Salvare industria culturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

“Raccogliamo l’appello di Pierluigi Battista stamattina sul Corriere per un Fondo della cultura ma rivendichiamo di essere stati la prima forza politica a proporlo fattivamente in parlamento – dice il responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, deputato capogruppo in commissione Cultura Federico Mollicone – nonostante Conte non abbia menzionato i luoghi della cultura, gli spettacoli e i lavoratori dell’industria culturale nella conferenza stampa di ieri sera, la cultura deve poter avere una “Fase 2”, una programmazione per garantire la riapertura delle imprese, il lavoro degli addetti e la fruizione da parte degli utenti. La cultura vale 1 milione e mezzo di occupati e muove fino al 16% del PIL. Vanno, quindi, garantiti nel decreto “Aprile” l’estensione del fondo per le emergenze anche ai settori dell’industria libraria, fonografica, discografica, dei servizi museali, delle mostre temporanee – così da trasformarlo in un vero e proprio Fondo per le arti nazionale – con una dotazione di mezzo miliardo,l’introduzione di un credito d’imposta per gli affitti di teatri, cinema e sale per spettacoli, l’estensione del reddito di ultima istanza anche ai lavoratori dello spettacolo, l’aumento dell’indennità già introdotta, un prolungamento della durata dei provvedimenti per le sospensioni contributive e tributarie, un credito d’imposta per l’editoria per l’acquisto della carta. È necessario introdurre delle misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo diventino strutturali, causando una flessione nella richiesta di domanda di cultura per molti mesi. In particolare, chiediamo al ministro Franceschini di recepire, guardando già al rilancio dell’Italia culturale, la nostra storica proposta per la detrazione dei consumi culturali individuali, come l’acquisto di dvd, libri, biglietti per teatro e musei, alla pari della detrazione a fini fiscali dei ticket medicinali, e di aumentare i termini di validità dei voucher per gli eventi e spettacoli da 12 a 18 mesi, dato che riorganizzare la stagione degli eventi teatrali o di musica sarà complicato alla luce dell’affollamento dei calendari che si avrà in seguito alla fine dell’emergenza e le difficoltà organizzative per l’emergenza pandemica.Franceschini si faccia sentire sui tavoli del governo, ne va della sopravvivenza della bellezza italiana. Ci preoccupa, comunque, che l’appello venga sostenuto da alcune Fondazioni lirico-sinfoniche, che non hanno brillato per corretta qualità gestionale – un conto è tutelare i lavoratori, un altro è non pagare gli oneri previdenziali e creare danno erariale, come fatto da Carlo Fuortes a Roma.”

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L’influenza del COVID-19 sull’industria del retail

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

In questo nuovo mondo in cui ci si trova a fare i conti con il COVID-19, la linea d’azione più sicura è quella di sostituire le attività di persona con le alternative online. Stiamo assistendo a questo fenomeno in prima persona nel mondo della vendita al dettaglio, poiché ai consumatori viene chiesto di rimanere a casa e una quantità significativa di acquisti tradizionali in negozi fisici viene temporaneamente spostata online.Il virus ha anche portato a un’inaspettata impennata delle richieste di metodi relativamente nuovi di gestione dell’ordine, come la consegna a domicilio e il ritiro in strada. I settori della vendita al dettaglio, della vendita all’ingrosso e della produzione stanno rispondendo a questo cambiamento della domanda – guidato dai consumatori – ricercando e mettendo al lavoro migliaia di operatori di magazzino e delle consegne. L’e-commerce è il segmento del commercio al dettaglio in più rapida crescita. Secondo le previsioni di Retail Economics, le vendite online dovrebbero raggiungere il 53% di tutti gli acquisti nel Regno Unito entro il 2028. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 potrebbe aver ulteriormente accelerato questo cambiamento e con esso la necessità di tecnologie che permettano ai retailer di massimizzare le opportunità online nel modo più efficiente, ecologico ed economico possibile.L’osservatorio e-commerce B2C del Politecnico di Milano rileva che in Italia la richiesta di food&grocery online è cresciuta fino a 20 volte rispetto alla richiesta media. Ci possono essere fino a dieci passi necessari quando si evade un ordine di e-commerce: dalla ricezione e conferma dell’ordine del cliente, all’invio delle liste di prelievo al magazzino e al reperimento degli articoli da parte degli operatori, all’imballaggio e alla spedizione degli ordini, fino alla consegna, alla ricezione dell’ordine e persino ai potenziali resi. Si tratta di un processo ad alta intensità di lavoro e i recenti annunci relativi all’aumento delle assunzioni in ambito retail servono unicamente a dare ulteriore peso a questo punto.
Se la pandemia di COVID-19 si protrarrà per mesi e i consumatori si affideranno al commercio elettronico per i loro acquisti quotidiani, questo potrebbe avere un impatto a lungo termine sull’equilibrio tra vendite online e fisiche. Chiunque sia passato a fare acquisti online può testimoniare la facilità e il tempo risparmiato dal processo e ci vogliono solo poche settimane perché diventi un’abitudine.Con le misure di isolamento in vigore per quello che sembra essere il prossimo futuro, l’e-commerce sta rapidamente diventando la norma. Ciononostante, i retailer devono ancora guardare ad un futuro post-COVID-19: i consumatori torneranno nei negozi al dettaglio in estate? Migreranno definitivamente all’online facendo anticipare la previsione per il 2028? O ci sarà forse un doppio rimbalzo che vedrà i consumatori tornare in massa nelle vie dello shopping una volta eliminato il coprifuoco? Tutte queste sono domande che i retailer dovranno porsi nei prossimi mesi.Il cambiamento del comportamento dei consumatori, accelerato dal virus in pochi mesi, ha sicuramente cementato le argomentazioni a favore di un’espansione dei metodi ibridi di gestione degli ordini, che uniscano personale addetto all’e-commerce e al negozio fisico – e questi a loro volta aiuteranno il retail a cambiare, ridimensionare, aggiustarsi e reagire quando le cose torneranno alla normalità.Mentre molti rivenditori hanno visto crescere il business dell’e-commerce, gli eventi globali hanno preso la parte di vendita al dettaglio in più rapida crescita e l’hanno messa sotto steroidi. Ciò che stava crescendo rapidamente sta ora crescendo incredibilmente velocemente, e ciò che stava cambiando rapidamente sta ora cambiando alla velocità della luce.Le aziende che mostrano agilità e abbracciano il cambiamento in questo nuovo mondo saranno quelle che avranno più successo. Metodi efficaci di e-commerce e di gestione ibrida degli ordini giocheranno un ruolo importante nel superare la tempesta in corso e contribuiranno a far progredire il settore del commercio al dettaglio dopo il ritorno al business as usual.

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Industria: Istat, produzione febbraio, -1,2% su mese

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio scende dell’1,2% rispetto al mese precedente e del 2,4% su base annua.”Dati di un’altra era geologica, che comunque attestano che il rialzo di gennaio era solo un rimbalzo tecnico e che il Paese era già malridotto ben prima della catastrofe Coronavirus” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Una caduta a febbraio che avrebbe comunque avuto pesanti ripercussioni sul Pil e portato l’Italia, con tutta probabilità, in recessione tecnica, indipendentemente dall’attuale emergenza, come attesta la caduta della produzione su base trimestrale, sia rispetto al trimestre precedente (-0,8%) che rispetto ad un anno prima (-1,3%)” prosegue Dona.”Se poi confrontiamo i dati di oggi con quelli del febbraio 2008, non si è ancora recuperato più di un quinto della produzione industriale (-20,9%). Ci domandiamo, quindi, se mai l’Italia potrà colmare questa voragine e tornare ai livelli pre-crisi di 12 anni fa, visto quanto sta ora accadendo nel mondo” conclude Dona.

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L’industria meccanica chiude

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

«Condividiamo la preoccupazione dei sindacati», dice Marco Nocivelli, presidente di Anima Confindustria, «ma contestualmente alla chiusura delle attività produttive, chiediamo al governo di iniziare a metterci in condizioni di recuperare i dispositivi necessari per poter riaprire al più presto e far lavorare in sicurezza i nostri collaboratori». Nocivelli commenta così la modifica alla lista dei codici ATECO comunicata ieri per decreto del ministero dello Sviluppo economico. Molta parte dell’industria meccanica italiana in tre giorni si vede costretta a chiudere i battenti e con lei centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione. «Sappiamo che questa sospensione, però, deve avere un termine previsionale. Se la sicurezza è legata alla disponibilità dei dispositivi, come mascherine, guanti, occhiali e camici, abbiamo bisogno di un aiuto. Gli ordini dei Dpi da noi effettuati sono stati bloccati alle dogane con il risultato che nella maggior parte dei casi non risulta possibile reperirli in quantità sufficiente e in tempi adeguati».Nocivelli guarda alla data del 6 aprile come un ultimatum perché «se si ferma l’industria meccanica, si ferma il Paese. Dobbiamo garantire una continuità. Sia al mercato domestico, dato che i nostri macchinari sono alla base di ogni filiera produttiva italiana. Sia al mondo perché non possiamo nemmeno perdere il nostro secondo polmone, quello dell’export. Proponiamo, allora, la possibilità di riaprire i magazzini a inizio aprile per evadere gli ordini esteri, di poter lavorare a turni e orari ridotti. Siamo anche convinti che sia necessario identificare un modello simile a quello israeliano o individuare il modello in base alle fasce d’età, che sta circolando in questi giorni. Non fermateci perché non si fermi il Paese. Siamo consapevoli che noi come tutta l’Italia stiamo andando incontro a un nuovo equilibrio: come industriali conosciamo la necessità di un piano strategico utile a far fronte a una situazione nuova e di forte crisi. Siamo disponibili a collaborare con le istituzioni e alle autorità. Allo stesso tempo, chiediamo al governo di aiutarci a rassicurare i sindacati e i lavoratori continuando così a costruire il bene comune per i singoli, le famiglie e l’intera Italia. Ci vuole massimo sforzo, perché la vita delle persone passa dalla salute e dalla dignità del posto di lavoro».

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COVID-19: UE e industria per finanziare ulteriori ricerche attraverso l’iniziativa sui medicinali innovativi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

L’Innovative Medicines Initiative (IMI), un partenariato pubblico-privato tra la Commissione europea e l’industria farmaceutica, ha lanciato oggi un invito rapido a presentare proposte di ricerca per sviluppare trattamenti e diagnosi in risposta all’epidemia di COVID-19. Fino a 45 milioni di euro di finanziamenti verranno da Horizon 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE.
La call fa parte della risposta coordinata dell’UE alla minaccia del COVID-19 e integra i finanziamenti d’emergenza per la ricerca già mobilitati di recente nell’ambito di Horizon 2020. Qui puoi trovare ulteriori informazioni sull’IMI e, invece, sulle azioni di ricerca dell’UE sul COVID-19 cliccando qui (fonte Commissione europea).

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Industria culturale italiana e conseguenze dal coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Interventi immediati a sostegno dell’intero settore culturale per contenere il pesantissimo impatto che l’emergenza Coronavirus sta avendo sulle imprese e sui lavoratori. Lo chiede Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI), Federazione Italiana dell’Industria Culturale che riunisce le associazioni dell’editoria (AIE), della musica (AFI, FIMI, PMI), del cinema e audiovisivo (ANICA, APA, UNIVIDEO) e servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale (AICC), in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini e al Ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli.“Gli effetti della diffusione del virus sulle aziende e lavoratori del settore – spiega Cipolletta – è significativo e preoccupante. Il drastico calo di vendite di prodotti culturali, libri, musica e dvd, la cancellazione di concerti, la disdetta di mostre e visite culturali con presenze nei musei che non raggiungono il 20% di quelle normalmente registrate, l’annullamento di festival ed eventi fieristici, la chiusura delle sale cinematografiche, la sospensione delle produzioni audiovisive nazionali e internazionali e in generale il congelamento di attività o iniziative già programmate stanno generando infatti danni economici assai rilevanti su tutto il territorio nazionale, stravolgendo investimenti e sviluppo delle industrie per quest’anno e, probabilmente, anche per quelli a venire e generando una crisi di liquidità per le aziende del settore”.In quest’ultimo week end gli incassi cinematografici sono crollati del 75% e sono andate al cinema solo 324.000 persone, mentre l’anno scorso erano più di un milione; nella sola giornata di ieri, il crollo ha raggiunto il 90%. Il 70% delle prenotazioni online di mostre e musei sono state cancellate, così come ben 7.400 spettacoli dal vivo provocando perdite di incassi pari a 10,5 milioni di euro per i soli eventi musicali, mentre i libri hanno subito un calo di vendite del 25% con punte del 70% nelle zone maggiormente colpite dal virus.Quella che le imprese culturali stanno affrontando ha ormai il carattere di una vera e propria calamità, al pari di quanto sta avvenendo per molte altre imprese che operano in Italia, che potrebbe produrre danni strutturali con il rischio di piegare un sistema di imprese strategico per il futuro del Paese, per la salvaguardia del suo patrimonio, la diffusione della cultura, essenziale non solo per l’economia italiana ma per la stessa qualità della vita. Va affrontata in una logica emergenziale anche questa parte della crisi che sta attraversando il sistema Italia, con interventi urgenti di contenimento dei suoi effetti a breve e medio termine.Per questo Confindustria Cultura Italia chiede misure suggerite dalla gravità della situazione:
misure volte a garantire liquidità alle imprese come la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte, e una maggiore attenzione da parte del sistema bancario per l’accesso al credito;
CIGS per i lavoratori delle imprese del settore anche dove non già prevista;
assicurare in modo rapido i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.
A questi interventi di carattere generale devono essere associate urgenti misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo contingenti diventino strutturali al termine dell’emergenza.

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La Commissione Industria, ricerca ed energia visita le imprese di Lombardia e Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Parlamento europeo. Industria aerospaziale ed innovazione i temi al centro della missione della delegazione della Commissione ITRE del Parlamento europeo nelle due regioni del nord Italia tra il 24 e il 26 febbraio.
Prenderanno parte alla missione i deputati Patrizia TOIA (S&D) (Italia) – capo delegazione, Massimiliano SALINI (PPE) (Italia), Andrius KUBILIUS (PPE) (Lituania), Josianne CUTAJAR (S&D) (Malta), Christophe GRUDLER (Renew) (Francia), Henrike HAHN (Verdi) (Germania), Georg MAYER (ID) (Austria). A questi si affiancheranno i membri accompagnatori Eleonora Evi (NI) (Italia), Isabella Tovaglieri (ID) (Italia), Andrea Caroppo (ID) (Italia).
I parlamentari visiteranno diverse realtà imprenditoriali di Lombardia e Piemonte che rappresentano un modello in settori come l’aerospazio, la difesa e l’innovazione. Lunedì 24 saranno a Varese alla divisione elicotteri di Leonardo e alla Alfredo Grassi spa. Martedì sarà la volta del centro aeronautico Leonardo a Torino, della Thales Alenia, della Altec e della LMA Aerospace Tecnology.
I deputati avranno anche la possibilità di confrontarsi con i rappresentanti di Federchimica (lunedì), Politecnico di Torino (martedì), Polihub e Politecnico di Milano, European Research Council (mercoledì).
Il viaggio della delegazione arriva in un momento cruciale per la definizione del prossimo bilancio pluriennale europeo che sostiene ampiamente l’innovazione nei settori oggetto della visita. Il Parlamento europeo ha chiesto più coraggio nella definizione di un quadro finanziario in grado di sostenere queste industrie fondamentali per il futuro della UE.
La visita si concluderà mercoledì 26 febbraio alle 13.30 con un breve punto stampa presso il palazzo della Regione Lombardia, piazza Città di Lombardia 1, Milano.Programma sintetico:
Lunedì:14.00 – 16.00 Visita presso Leonardo – Divisione elicotteri 16.30 – 18.00 Visita presso la Alfredo Grassi S.p.a con scambio di vedute su innovazione e sostenibilità 20.30 Incontro con Federchimica per una discussione sulle materie di competenza della Commissione ITRE.
Martedì: 9.30 – 11.00 Visita presso il centro aeronautico Leonardo – Torino Caselle
11.30 – 12.00 Visita alla Thales Alenia Space – Thales Alenia Space Overview
12.45 – 13.10 Visita presso Altec
14.30 – 15.30 Visita presso L.M.A.
16.00 – 18.00 Politecnico di Torino – Incontro con autorità e rappresentanti del mondo industriale.
Mercoledì:
09.15 – 09.45 Visita a Polihub e Officine Edison
11.00 – 13.30 Incontro con le autorità regionali sulle politiche a sostegno di innovazione, ricerca, investimenti e sviluppo sostenibile: esperienze maturate nel settore dell’utilizzo di fondi europei e aspettative sul bilancio pluriennale 2021-2027 (Palazzo della Regione Lombardia, Sala Opportunità – 13esimo piano).

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Premio Industria Felix

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Vince a Salsomaggiore la migliore impresa under 40, leader nella ricerca e commercializzazione di device di ultima generazione per una migliore gestione del diabete e del dolore cronico. E’ sempre la cornice dell’Emilia Romagna a ospitare la realtà di un’azienda salsese che, anche per questa edizione, riceve il Premio Felix come migliore impresa under 40 per performance gestionali e affidabilità finanziaria della provincia di Parma.
Il suo nome è Theras Lifetech, leader nella ricerca e nella commercializzazione di tecnologie d’avanguardia per il trattamento e il monitoraggio del diabete in continuo (80% dell’impegno aziendale) e per la gestione del dolore cronico (20%).
“E’ con particolare orgoglio che ritiriamo il premio anche quest’anno. Se è vero che è stato difficile raggiungere i risultati che hanno consentito il conseguimento del premio l’anno scorso, confermarli è ancora più complesso e può avvenire solamente se tutte le componenti del sistema aziendale funzionano alla perfezione, dai prodotti al personale – precisa Federico FERRARI, COO di Theras
Lifetech che ha ritirato il Premio – Siamo già concentrati al 2020, anno in cui, ancora una volta, abbiamo alzato ulteriormente l’asticella sia in termini di risultati che in termini di nuovi prodotti, accomunati dalla caratteristiche di sostenibilità per il sistema sanitario e di usabilità per l’utente finale” Theras Lifetech è stata scelta tra le migliori d’Italia per L’Emilia-Romagna, le Marche, l’Umbria dalla Giuria riunitosi all’Università LUISS Guido Carli e – si legge nella motivazione del Premio Industria Felix – “Quale migliore Impresa Under 40 della provincia di Parma per performance gestionale e affidabilità finanziaria”

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Industria: Istat, -1,3% produzione 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a dicembre scende del 2,7% rispetto a novembre, mentre nella media del 2019 cala dell’1,3% rispetto al 2018.”Peggio di così non poteva andare. Anche se l’Istat, nel dare nei giorni scorsi il calo congiunturale del Pil del quarto trimestre, -0,3%, aveva già in parte considerato i dati preliminari della produzione in suo possesso, è evidente che il crollo reso noto oggi è così sconfortante che diventa difficile immaginare un’inversione di tendenza del Pil per il primo trimestre 2020. L’Italia, quindi, torna in recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non c’è un solo raggruppamento, dai beni di consumo ai beni intermedi, in territorio positivo, né rispetto a novembre né rispetto a dicembre 2018, mentre il trimestre registra una diminuzione dell’1,4%” prosegue Dona.
“Se poi consideriamo che si è perso quasi un quinto della produzione industriale rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è completo. Dal 2019 al 2007 l’industria segna un -19%. Per i beni di consumo durevoli, poi, la distanza rispetto a 12 anni fa è del 28,6%, quasi un terzo. Un abisso!” conclude Dona.

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Crescita dell’industria dei servizi immobiliari

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

E’ una realtà sempre più importante nel panorama europeo e aumenta più del mercato immobiliare. Nel 2019 il fatturato di questo comparto nei cinque grandi Paesi europei è stato superiore a 385 miliardi di euro con un aumento dell’1,2 per cento sul 2018. A livello continentale questa industria pesa per oltre 480 miliardi di euro. Anche in Italia il settore è in grande sviluppo, e nel 2019 ha raggiunto i 43 miliardi di euro con un incremento di quasi il cinque per cento sull’anno precedente. È una crescita superiore a quella registrata nel mercato immobiliare che è stata del 3,9 per cento. La Germania si conferma il mercato più importante, la Spagna si muove sulla scia dell’Italia mentre il mercato francese rimane in una posizione intermedia, con un fatturato in contrazione. I mercati più produttivi per fatturato medio per occupato si confermano quello tedesco, con 273mila euro per addetto, e quello francese, con 257mila euro. Sono questi alcuni dei dati illustrati oggi a Roma da Scenari Immobiliari in apertura del convegno FUTU.RE, durante il quale è stato presentato il quinto “Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia”. Il Rapporto èrealizzato con la collaborazione delle principali società di servizi italiane (Abaco Team, Agire Gruppo IPI, BNP Paribas Real Estate, CDP, Coima, Cushman & Wakefield, Generali Real Estate, GVA Redilco, Revalo, Rina Prime Value Services, Sidief, Yard).
Nei cinque Paesi analizzati si arriva a quasi due milioni di addetti diretti, corrispondente all’1,3 per cento della forza lavoro totale. Accanto agli addetti diretti si sommano quelli indiretti, con un indotto stimato in 786mila unità. In Italia nel 2019 l’intera filiera dei servizi all’immobiliare (dalla progettazione alla vendita) supera il mezzo milione di addetti (+2,9% sul 2018), tra diretti e indiretti, facendo registrare una crescita del 15,8 per cento in cinque anni, ai primi posti in Europa. http://www.secglobalnetwork.com

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Industria: Istat, produzione novembre,-0,6% su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a novembre scende dello 0,6% su base annua.”Il Paese arretra. Ennesimo tonfo della produzione, con pericolose ripercussioni sul Pil. L’impercettibile rialzo su base mensile non basta certo a compensare il nono calo consecutivo su base annua o la riduzione dell’1,1% registrata da gennaio a novembre in termini tendenziali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un quadro sconfortante se consideriamo che non solo si è perso quasi un quinto della produzione industriale rispetto ai valori pre-crisi, dal novembre 2007, infatti, l’industria segna un -19,5%, ma la situazione è peggiorata anche ad appena due anni fa, ossia a novembre 2017, con un gap da colmare del 3,4%. Per i beni di consumo durevoli, poi, la distanza rispetto a 12 anni fa è del 27,3%. Una voragine!” conclude Dona.

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Finanziamenti all’industria spaziale europea

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

“L’industria spaziale europea è una delle più competitive al mondo e grazie al nuovo Programma Spaziale è pronta ad affrontare le sfide poste dal mercato globale, primi tra tutti Usa e Cina. Il settore Spazio dà lavoro ad oltre 230mila persone in tutta Europa e crea valore per oltre 62 miliardi di euro, mentre un terzo dei satelliti del mondo è “made in Europe”. Ora la sfida interna è quella di difendere il finanziamento approvato, pari a 16,9 miliardi di euro, dal tentativo della presidenza finlandese del Consiglio europeo di diminuirlo del 12%. Le ricadute previste dal nuovo programma spaziale sono stimate attorno ai 70 miliardi di euro, un valore di cui potrà beneficiare il settore aerospaziale italiano con le sue grandi e piccole aziende presenti in prima linea sulla frontiera dell’innovazione”. Lo ha affermato l’eurodeputato Massimiliano Salini, relatore del dossier sul nuovo Programma Spaziale Europeo presentato oggi a Napoli al Convegno “Gli Stati Generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa” con le più alte Istituzioni europee e italiane.

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Osservatorio sul mondo dell’industria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL – Settore Industria pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Industria: rallenta la crescita delle SRL dopo l’ascesa degli anni scorsi. Nel 2018 sono aumentati gli addetti (+2,4%), il fatturato (+4,7%) e il valore della produzione (+4,9%) ma in netta decelerazione al confronto del 2017 che segnava un incremento del +3,6% per gli addetti, +5,8% nel fatturato e +6,3% nel valore della produzione. Una frenata ancora più significativa se guardiamo al valore aggiunto che dal+6,4% del 2017 è lievitato solo del +3,7% l’anno scorso. Questo il quadro emerso dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL – Settore Industria pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. L’analisi, sulla base della banca dati Aida –Bureau Van Dick ha riguardato i bilanci 2018 di 88.000 srl appartenenti al settore industria, pari al 21% del totale di srl attive, con un numero di addetti equivalente al 31% del globale. La performance migliore in termini di fatturato si è avuta nel comparto della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (+16,8%); un settore questo che rappresenta solo lo 0,2% delle Srl, lo 0,3% degli addetti e il 2,3% dei ricavi. Tra i comparti più significativi, invece, spicca quello della fabbricazione dei prodotti in metallo (+7%) seguito dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (+5,4%), mentre un po’ a distanza troviamo il comparto della fabbricazione di macchinari ed apparecchiature (+3,8%). Tra gli altri, si segnala la crescita del comparto fabbricazione di computer e prodotti elettronici (+7,1%), seguito dal comparto della fabbricazione di articoli in pelli e simili (+6,3%), dal comparto della metallurgia (+6,1%), dal comparto della carta e di prodotti di carta (+5,6%) e dal comparto della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+5,3%). Nessuno registra un calo dei ricavi, solo due comparti registrano un incremento inferiore all’1% e sono il comparto della fabbricazione di prodotti farmaceutici e il comparto della fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+0,8%).A livello geografico, il risultato migliore è quello del Nord –Est dove si rileva un aumento del fatturato del +6,8% e del valore aggiunto pari a +7,7%. Piccolo non è bello. Le microimprese (fatturato fino a 350.000 euro) sono in sofferenza con valori decisamente negativi (-9,3% di addetti e -3,6% di fatturato) al confronto delle SRL con fatturato superiore ai 10 milioni che presentano un incremento sia del fatturato (+6,7% ) che dei lavoratori (+5,2).

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Industria: settembre, su anno fatturato -1,6%, ordini +0,3%

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a settembre scende su base annua il fatturato dell’industria (-1,6%) mentre gli ordinativi salgono (+0,3%).”Industrie ferme, come il Paese. Il lieve incremento del fatturato e degli ordinativi su base mensile era scontato e ovvio, visto che nel mese di agosto le industrie sono chiuse per ferie. Un rialzo che comunque non basta nemmeno a risollevare le sorti del terzo trimestre 2019, che si chiude in territorio negativo per entrambi. Su base annua, invece, il fatturato precipita, mentre il +0,3% degli ordinativi, non fa presagire nulla di buono per il futuro, visto che quelli esteri sono crollati del 2,3%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se confrontiamo i dati di oggi con i picchi pre-crisi, si evidenzia che gli ordinativi interni, rispetto a settembre 2008, sono ancora inferiori del 18,8%, mentre quelli esteri sono abbondantemente positivi, +13,5%. Insomma, durante la recessione hanno salvato le nostre industrie dal fallimento. Ecco perché la caduta su base annua di oggi è preoccupante. Anche il fatturato totale è calato del 7,1% rispetto ad 11 anni fa, ma quello estero segna un +17,4% mentre quello interno è franato del 16,6%” conclude Dona.

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