Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘industria’

Industria: Istat, fatturato febbraio +2,8% su mese

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a febbraio sale del 2,8% sul mese precedente e del 20,9% su base annua. “Dato positivo, ma falsato. Il rialzo del fatturato, infatti, in parte è solo un miraggio dovuto al caro bollette di luce e gas e agli extra profitti milionari delle industrie energetiche che gonfiano il fatturato complessivo con un +47,7% su febbraio 2021. Anche per i settori di attività economica, il record spetta alla voce coke e prodotti petroliferi con +51,7%. Peccato che al fatturato di queste poche aziende corrisponda un caro bollette per tutte le altre e costi diventati proibitivi. Nodi che prima o poi verranno al pettine. Per questo, ora che Arera ha ricevuto i contratti di queste compagnie sarebbe il caso che il Governo andasse finalmente a tassare chi ha fatto questi extra profitti da sceicchi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, comunque, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 16,3% nei dati destagionalizzati, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 14%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto a febbraio 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 21,5%. Insomma, non si può dire che i dati non siano positivi” conclude Dona.

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Robeco: Come accompagnare l’industria dell’olio di palma verso obiettivi sostenibili

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2022

A cura di Peter van der Werf, Senior Manager for Engagement di Robeco. L’olio di palma è un ingrediente contenuto in quasi la metà dei prodotti confezionati che si trovano nei supermercati, dalla pizza al cioccolato, dallo shampoo al dentifricio. Eppure, in pochi si rendono conto che la produzione di olio di palma può avere un costo enorme per l’ambiente e per le persone che lo raccolgono. Il viaggio verso la sostenibilità nella produzione di olio di palma è difficile e presenta molte sfide da affrontare. Ma crediamo che le aziende che sono disposte a cambiare in meglio abbiano bisogno dell’aiuto di vari partner. Per alcuni investitori gli aspetti negativi sono una ragione sufficiente per eliminare del tutto le aziende produttrici di olio di palma dall’universo investibile. Questo porta a chiedersi se l’engagement possa contribuire alla trasformazione del settore. Contrariamente all’opinione pubblica, ed escludendo la soluzione più facile, crediamo che sia possibile, a patto che si osservino regole e principi chiari. Le regole prevedono che per poter entrare a far parte del nostro universo di investimento, infatti, le società che appartengono all’industria dell’olio di palma devono soddisfare alcuni obiettivi chiari. Nel 2019, Robeco ha intensificato gli sforzi nel settore, richiedendo a tutte le società partecipate di diventare membri della Roundtable of Sustainable Palm Oil (RSPO) e di dotare di certificazione almeno il 20% delle proprie piantagioni, ma anche di prepararsi a rigorose tabelle di marcia per arrivare al 100%. Dal 1° gennaio di quest’anno, la soglia per la certificazione RSPO è salita al 50%, con un chiaro percorso che punta ad avere almeno l’80% delle piantagioni certificate entro la fine del 2024. Robeco usa l’engagement per aiutare le aziende a raggiungere questi obiettivi. Per quelle società che si trovano appena sopra il 20% indicato, Robeco ha istituito un programma strutturato di engagement rafforzato per aiutarle a raggiungere l’obiettivo di certificazione successivo. L’olio di palma è un mezzo importante per questi produttori per guadagnarsi da vivere, dando loro accesso alle catene di fornitura globali. Tuttavia, la loro piccola scala rende difficile per loro pagare i costi di certificazione, che invece non costituiscono un problema per le grandi compagnie industriali.Ci aspettiamo che le aziende con cui ci stiamo impegnando usino la loro influenza per sostenere questi gruppi di piccoli proprietari, aiutandoli ad organizzarsi e a farsi certificare, oltre che per fare pressione sui governi affinchè applichino standard più severi e sistemi di gestione del rischio più efficienti. Avere standard di produzione chiari, globali e minimi di sostenibilità a cui aderire è il tassello critico del puzzle. Ecco perché Robeco, come membro della RSPO e attraverso collaborazioni con altre istituzioni, contribuisce attivamente a migliorare ulteriormente i principi del sistema di certificazione. La certificazione RSPO è uno strumento potente per allineare e garantire pratiche di produzione minime, ma il non possederla non significa necessariamente che i terreni non siano in regola. Al contrario, potrebbe semplicemente significare che un’azienda non ha ancora completato il processo di certificazione necessario per garantire che tutti i propri terreni soddisfino gli standard. Per assicurare questa garanzia di sostenibilità in graduale crescita, la RSPO richiede che ogni azienda membro abbia un piano scadenzato per passare alla certificazione al 100% entro cinque anni dall’adesione alla RSPO e dall’inizio del processo di certificazione. (abstract http://www.verinieassociati.com/)

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Industria: Istat, fatturato 2021 +22,6%

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a dicembre scende del 2,1% sul mese precedente e sale del 14,3% su base annua, mentre nella media del 2021 cresce del 22,6% sul 2020. “Se il 2021 si chiude con dati ottimi, il calo congiunturale di dicembre è un segno premonitore che non fa presagire nulla di buono. Per il 2022, infatti, pesa come un macigno il caro bollette. Gli extra-profitti milionari delle industrie energetiche hanno finora dopato il fatturato complessivo, con un aumento su dicembre 2020 del 58,1%, ma si tratta solo di un effetto ottico. Il raddoppio delle bollette di luce e gas registrato da gennaio, infatti, avrà pesanti ripercussioni su tutte le altre industrie con aumenti dei costi di produzioni spesso insostenibili che manderanno in rosso i bilanci di molte imprese, con effetti disastrosi su produzione e fatturato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso per ora non possiamo che essere più che soddisfatti del fatto che si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato del 2021 con quello pre-pandemia del 2019, è superiore dell’8,6%, +10,3% il fatturato interno, +5,5% quello estero. Insomma, si sono interamente e abbondantemente recuperati i valori pre-Covid e pre-lockdown” prosegue Dona.

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Industria: Istat, fatturato ottobre +2,8% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a ottobre sale del 2,8% sul mese precedente e del 16,9% su base annua. “Dati ottimi. Per l’ottava volta consecutiva il fatturato è superiore ai valori pre-crisi sia di gennaio che di febbraio 2020. Un’onda positiva iniziata a marzo 2021 e che non si è ancora infranta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 13,3%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore dell’11,3%. Ancora meglio per il fatturato interno che segna, rispettivamente, +17,1% e +14,8%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto a ottobre 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 15%, +14,6% su ottobre 2018” prosegue Dona. “Preoccupa, invece, il crollo dei mezzi di trasporto, con un pesante -12% su base annua” conclude Dona.

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Commento Comgest: Industria dentale e digitalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

A cura di Alistair Wittet, Gestore del fondo Comgest Growth Europe di Comgest. L’industria dentale ha beneficiato della crisi pandemica, accelerando la digitalizzazione del settore. Ed è emersa come un improbabile vincitore, primeggiando negli ultimi 18 mesi. Diversi studi dentistici che in precedenza utilizzavano la tecnologia di modellatura per creare impronte digitali della bocca sono ora passati allo scanner intraorale, una tecnologia digitale in grado di creare un disegno 3D della bocca del paziente.Il dispositivo permette ai dentisti di creare impianti o corone e la sua adozione è accelerata durante la crisi, poiché gli utenti possono utilizzarlo a mani libere.La trasformazione digitale dell’industria dentale ha creato un flusso di entrate ricorrenti per Straumann, che oltre allo scanner intraorale, vende altre risorse digitali che i dentisti sono più propensi ad acquistare una volta che hanno optato per lo scanner.Per quanto riguarda le prospettive future in Europa, ci aspettiamo una ripresa a V, dove le vendite organiche accelerano man mano che il portafoglio esce dalla crisi, superando i livelli pre-pandemia.Un esempio è la transizione verde; abbiamo assistito ad una domanda estremamente elevata di veicoli elettrici in corrispondenza della progressiva ripresa dalla crisi.Infine, abbiamo anche visto la forza di diversi attori dell’e-commerce l’anno scorso, soprattutto quelli con un approccio omnicanale come il rivenditore di moda Inditex, le cui vendite sono del 9% superiori a quelle pre-crisi, grazie ad una chiara sinergia tra negozi fisici e lo spazio online.Tra i settori più interessanti evidenziamo quasi alla pari sanità e IT, seguiti dai beni di consumo discrezionali. (abstract)

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Industria: Istat, fatturato settembre +15,2% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a settembre sale dello 0,1% sul mese precedente e del 15,2% su base annua.”Dati ottimi che confermano la piena uscita dal tunnel della crisi per le nostre industrie. Anche se il rialzo congiunturale non è esaltante, per la settima volta consecutiva il fatturato è superiore ai valori pre-crisi sia di gennaio che di febbraio 2020. Un trend positivo iniziato a marzo 2021 e che non si è più interrotto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 9,9%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 7,9%. Ancora meglio per il fatturato interno che segna, rispettivamente, +12,7% e +10,4%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto a settembre 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 9,9%, +8,3% su settembre 2018. Insomma, una vittoria su tutta la linea. Per ora la difficoltà di reperimento delle materie prime non ha rallentato la corsa delle nostre industrie. L’unico settore di attività economica in territorio negativo che risente probabilmente del problema di approvvigionamento delle componenti è quello dei mezzi di trasporto, con un pesante -17,8% su base annua” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato agosto +0,8% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad agosto sale dello 0,8% sul mese precedente e del 13,8% su base annua.”Dati eccellenti. Nonostante agosto sia un mese anomalo, con valori contenuti, dove quindi ci possono essere variazioni percentuali consistenti, amplificate rispetto ad altri mesi, si tratta di dati indubbiamente ottimi. Il fatturato, infatti, è in territorio positivo non solo su agosto 2020 o su luglio 2021, ma anche rispetto ai valori pre-crisi di gennaio e febbraio 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 10,5%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore dell’8,5%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto ad agosto 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 9,7%, +7% su agosto 2018. Insomma, non c’è confronto che non sia abbondantemente positivo, sia nei dati interni che esteri” conclude Dona.

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L’industria delle Life Science come motore di innovazione e crescita sostenibile per il Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

All’alba del nuovo ciclo economico e con l’arrivo dei primi fondi connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il settore produttivo è chiamato ad un ruolo da protagonista per la ripartenza del Paese, in sinergia e dialogando con il pubblico e le istituzioni. Il settore delle Life Science, in particolare, ha fornito un contributo decisivo durante la pandemia e ha evidenziato l’importanza per il Paese di poter contare su un sistema di ricerca scientifica all’avanguardia e di una filiera di produzione e distribuzione di farmaci e dispositivi efficiente e resiliente. È stato questo il punto di partenza dell’evento “L’industria delle Life Sciences come motore di innovazione e crescita sostenibile per il Paese. Modelli per il rilancio nella new normality”, organizzato da The European House – Ambrosetti, 1˚ Think Tank in Italia e 4° nell’Unione Europea nella categoria “Best Private Think Tanks” nell’ultima edizione del “Global Go To Think Tanks Report” dell’Università della Pennsylvania e tra i più rispettati indipendenti al mondo su 11.175 a livello globale e Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico nei settori Healthcare, Life Science ed Electronics, con sede centrale a Darmstadt (Germania) e con una presenza molto rilevante in Italia.L’evento, moderato da Frediano Finucci (Caporedattore economia ed esteri, TG LA7), è stato aperto dall’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia Viktor Elbling, che ha sottolineato il potenziale di una più stretta cooperazione tra Germania e Italia per la crescita degli investimenti e dell’industria.A seguire la professoressa Veronica De Romanis (Full Professor, Università LUISS Guido Carli, Roma), ha illustrato come, “per poter sfruttare al meglio i fondi collegati al PNRR, sarà necessario mettere le imprese, soprattutto quelle innovatrici, nella condizione di crescere, investire e generare valore per l’economia e per la società. Particolare importanza assumerà il contributo di donne e giovani, per cui la pandemia ha reso la situazione ancor più drammatica e che il sistema economico produttivo dovrà saper mettere nelle condizioni di partecipare al rilancio”.Tra i molti dati analizzati nello studio, si evidenzia come Merck fornisca un contributo al PIL complessivo, tra diretto, indiretto e indotto, di 403 milioni di euro. Questo grazie al coinvolgimento diffuso della filiera e a investimenti crescenti: tra il 2015 e il 2019 l’azienda ha investito in Italia 174 milioni di euro (+4,9% medio annuo, un ritmo più elevato della media del settore farmaceutico), concentrati in particolare al Sud presso il sito produttivo di Modugno-Bari. I dipendenti diretti di Merck nel nostro Paese sono oltre 1.200 (con il 50,7 di occupazione femminile), ma superano le 4.000 unità considerando anche l’occupazione sostenuta nelle filiere coinvolte.Questi importanti impatti sono stati commentati da Jan Kirsten (General manager, Healthcare, Merck Italia): “Lo studio della European House of Ambrosetti evidenzia molto bene il valore generato da Merck in Italia e le caratteristiche distintive della nostra presenza. Siamo infatti l’unica tra le maggiori multinazionali estere del settore presenti in Italia a coprire tutte le fasi della filiera, dalla ricerca preclinica e clinica alla produzione e commercializzazione del farmaco, senza trascurare la fornitura di reagenti e strumentazione a supporto della ricerca scientifica.

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Industria: Istat, prezzi produzione agosto +11,6% anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto 2021 i prezzi alla produzione dell’industria aumentano dello 0,5% su base mensile e dell’11,6% su base annua. “Rialzo grave e preoccupante. E’ evidente che questi aumenti verranno inevitabilmente traslati sui consumatori finali, con effetti sull’inflazione e sulla riduzione del potere d’acquisto sulle famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo il Governo deve fare di più per calmierare i prezzi, a cominciare da quelli energetici. Gli interventi fatti sulle bollette della luce e del gas, come dimostrano i dati di ieri di Arera, non sono bastati ad evitare una randellata da 355 euro su base annua, con un rincaro di 184 euro per la luce e di 171 euro per il gas. Per questo serve un secondo intervento, che, dopo l’azzeramento degli oneri e la riduzione dell’Iva per il gas, intervenga anche sulle accise, che per il gas pesano sulla bolletta finale per il 15,78% e annulli anche le addizioni regionali del gas che gravano per il 2,10%” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Campagna del pomodoro da industria a gonfie vele in tutto il Nord Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2021

Ad oggi risulta già raccolto il 70% della materia prima contrattata al Nord dove per il 2021 sono stati coltivati 38.621 ettari.“Il pomodoro è stato consegnato alle imprese di trasformazione in modo continuo e fluente – spiega Tiberio Rabboni, presidente dell’Organizzazione interprofessionale Oi Pomodoro da industria del Nord Italia – senza subire interruzioni a causa delle piogge, assenti nel mese di agosto. L’avvio della campagna non era stato dei più semplici sotto il profilo climatico, in particolare per i gravi episodi grandinigeni del 26 luglio, che avevano colpito gravemente oltre 2.000 ettari coltivati a pomodoro nel territorio settentrionale”.Le consegne di agosto sono poi state da record con quantitativi di conferimento all’industria mai registrati prima e di circa 400.000 tonnellate a settimana.“Tutto questo – sottolinea Rabboni – è il risultato di un’attenta programmazione dei trapianti in primavera, di una grande efficienza nella raccolta, di una perfetta organizzazione nei trasporti e di un’ottima sinergia con la velocità di ricezione e di lavorazione da parte dell’industria. In particolare, la programmazione dei trapianti, scaglionata su un lungo periodo, ha consentito di evitare il problema della sovramaturazione nelle settimane centrali di agosto”.Anche la qualità è eccellente con un grado brix elevato, con un valore di quasi 5°, prossimo ai massimi storici, e con un ottimo risultato in colore e nella tenuta della bacca.“Le imprese di trasformazione – conclude Rabboni – stanno realizzando ottimi prodotti per i mercati nazionali e internazionali. I conti si faranno a fine campagna, ma si attendono rese di campo più elevate del valore medio storico. Alle buone rese in campo si aggiunge un indice di pagamento prossimo al 100 da parte dell’industria agli agricoltori, risultato della buona qualità e del poco scarto del pomodoro consegnato. Il buon indice di pagamento, applicato ad un prezzo di riferimento più alto rispetto egli anni passati, si traduce in una reale distribuzione del valore lunga la filiera”.

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L’ape è quel meraviglioso insetto assunto dall’arte a simboleggiare l’industria

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2021

Con il suo lavoro veramente assiduo, non solo edifica cellette ceree che costituiscono un vero reame ordinato e regolato sotto la reggenza di un’ape, detta regina, ma trae dai fiori con pazienza esemplare sotto ogni rapporto il succo che si tra-sforma in miele. Lavoro istintivo, senza dubbio, ma che noi eleviamo a simbolo per eccellenza. Se confrontiamo la sua attività con quella, ad esempio, del ragno entrambi possono essere considerati industriosi ma con la differenza che quest’ultimo costruisce la sua produzione con l’insidia. Anche se volessimo trascurare il miele che è la produzione industriale dell’ape dovremmo mettere in conto pure l’altro suo prodotto: la cera. Che vediamo nella cera se non un meraviglioso simbolo di luce? L’ape, dunque, ci ammaestra come il lavoro possa solo volgere in dolcezza e in luce ogni più amara e oscura fatica. Al contrario della formica l’ape nelle favole è rappresentata come simbolo spietato di vendetta. Eppure, nel pungere l’ape lascia il proprio pungiglione e muore. Essa muore per difendersi e nessuna morte è tanto grande quanto quella di questo insetto che dinanzi all’insidia sacrifica la sua vita. Il Fénelon proponeva l’esempio delle api al duca di Borgogna, suo allievo, il quale morì prima di essere re. Ecco l’esempio: “Un giovane principe all’apparire della primavera, quando tutta la natura si rianima, passeggiava in un delizioso giardino. Come udì un forte ronzio scorse un alveare. Si avvicinò per godere di quello spettacolo nuovo per lui, e con sorpresa vide l’ordine, la cura e il lavoro di quella piccola repubblica. Le cellette cominciavano a formarsi e ad assumere aspetto regolare. Le api in parte le riempivano con il loro dolce nettare, altri portavano fiori scelti tra la ricchezza della primavera. L’ozio e la pigrizia erano prescritti da quel piccolo stato, tutto era in moto ma senza confusione e senza tumulto. Tra le api, le più esperte guidavano le altre, le quali obbedivano senza rammarico e non nutrivano gelosia per quelle che erano le proposte. Mentre il giovane principe contemplava quella cosa, un’ape, che tutte le altre riconoscevano regina, si avvicinò a lui e disse: “La vista dell’opera nostra e della nostra condotta vi consola, ma essa deve ancora meglio istruirvi. Noi non soffriamo mai, nel nostro stato, né disordine né altro. Nel nostro ambiente si è autorevoli se gioviamo al benessere della nostra organizzazione. Il merito è l’unica via che elevi ai primi posti.” “Noi non ci occupiamo d’altro notte e giorno se non di cose dalle quali l’uomo trae ogni utilità. Possiate voi pure un giorno essere come noi e condurre nell’umana società l’ordine che tanto ammirate nel nostro piccolo stato. In questo modo voi lavorerete sia per la vostra felicità sia per quella degli uomini e adempirete così l’ufficio che il destino vi ha assegnato senza però sentirvi maggiore degli altri, se non per proteggerli, se non per impedire i mali che li minacciano, se non per procurare loro tutti i beni che hanno diritto di aspettare da un governo vigile e paterno.” La sapiente ape regina di Fénelon ignora il machiavellismo e si offre esempio vivente di senno e di generosità. C’è quindi una morale? Certo. Quante vespe umane dovrebbero da questo insetto imparare che cosa sia dignità di vita? E di questo ho trovato sufficiente materia per scrivere un libro per ribadire un concetto semplice nella definizione ma difficile nel volerlo realizzare e che posso riassumere in quello che è il diritto alla vita e a vivere. Abbiamo sostenuto, e a ragione, che il diritto alla vita è sacro mentre abbiamo reso molto sfumato l’altro diritto a vivere. È come dire noi ti garantiamo la vita ma al resto devi provvedervi personalmente. È senza dubbio un modo egoistico per affrontare la situazione. A mio avviso sono due diritti inscindibili tra loro. Che senso può avere, infatti, darsi tanto da fare per assicurare la vita se poi ce la riprendiamo non offrendo ai nascituri l’assistenza necessaria per crescere, maturare e prosperare nella vita a prescindere dai propri natali ma in nome di una solidarietà universale che si può anche chiamare dignità e diritto a voler spartire equanimemente le risorse disponibili sulla terra. (Riccardo Alfonso)

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Industria: Istat, fatturato giugno +3,1% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a giugno sale del 3,1% sul mese precedente e del 28,4% su base annua. “Dati ottimi. Non solo è un bene che, dopo il calo congiunturale di maggio, a giugno si sia tornati subito in territorio positivo, ma il rialzo è anche consistente e promettente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore dell’8,4%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 6,3%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto a giugno 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 7,4%, +6,8% su giugno 2018. Insomma, non c’è raffronto che non sia molto positivo” conclude Dona. (By Mauro Antonelli)

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Green pass: favorevole l’industria dei congressi e degli eventi aziendali

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

L’industria dei congressi e degli eventi aziendali e privati, rappresentata dalle 13 associazioni riunite sotto l’egida di #Italialive, sostiene con forza la scelta del Governo di prevedere il green pass per accedere a congressi, convegni, meeting e convention, e a continuare con decisione nella campagna di vaccinazioni.Nonostante il comparto sia già sicuro dal punto di vista sanitario poiché è normato dalle Linee Guida della Conferenza Stato-Regioni e si è dotato di protocolli ancora più rigorosi, l’adozione del green pass diventa fondamentale per assicurare agli operatori la possibilità di programmazione sul lungo periodo. Congressi ed eventi, infatti, hanno bisogno di mesi di preparazione e il green pass appare oggi come l’unica via percorribile non solo per evitare l’aumento dei contagi ma anche per scongiurare l’incubo di future chiusure.Il settore della event & live industry è infatti stato il più penalizzato dai lockdown. Lo stop a congressi ed eventi ha causato perdite di fatturato di oltre l’80% a un comparto che, prima della pandemia, generava un indotto di 65,5 miliardi di euro con un impatto sul Pil di 36,2 miliardi. Un ulteriore fermo metterebbe in ginocchio aziende e oltre 570.000 addetti causando una crisi senza vie di uscita.Favorevoli all’introduzione del green pass con indicazioni di applicazione chiare e precise sono le associazioni di settore riunite sotto il cappello di #Italialive, l’aggregazione nata per affrontare l’emergenza Covid-19. Le stesse sono disponibili ad impegnarsi nella gestione/controllo del green pass all’accesso e confidano che l’introduzione obbligatoria dello stesso possa aiutare a mantenere aperti gli eventi anche in condizioni di “cambio di colore” per effetto della pandemia.Ed è sempre #Italialive a sollecitare al Governo l’erogazione dei fondi di sostegno economico per le imprese della event & live industry: dopo mesi di attesa le aziende hanno ora il diritto di essere sostenute con i fatti e non con le parole.

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L’export dell’industria manufatturiera

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2021

Timidi segnali di rinascita nel primo trimestre 2021 per l’industria calzaturiera grazie all’export (+0,3% in quantità e +3% a valore) ma i livelli pre-covid restano lontani. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, dopo le flessioni senza precedenti registrate nel 2020, con una perdita di circa 1/4 del fatturato e della produzione nazionale, il graduale miglioramento nella situazione epidemiologica, con il conseguente allentamento, in Italia e in diversi Paesi, delle misure restrittive adottate per arginare i contagi, ha favorito in avvio dell’anno un ritorno a livelli di attività un po’ meno negativi rispetto ai trimestri precedenti, benché ancora ampiamente sottotono.Il report di Assocalzaturifici indica come anche il prezzo medio al paio degli acquisti delle famiglie italiane sia diminuito nel primo trimestre del -3,5%, a causa del maggior peso, sul totale, di calzature leisure e pantofoleria, dal valore medio più contenuto rispetto a quelle per occasioni formali. Solo le calzature sportive e le sneakers evidenziano un recupero nei consumi (+7,8% in volume), seppur decisamente parziale. Sul fronte dell’export emerge l’incremento dei flussi verso Svizzera (+13% in quantità) e Francia (+8% in quantità), entrambe legate al terzismo effettuato per le griffe internazionali del lusso, e fuori dall’Europa la crescita della Cina (+44,4% in volume e +74,8% in valore sui primi 3 mesi 2020), che ha interessato in particolare l’alto di gamma (il prezzo medio verso questo mercato è cresciuto del 21%) premiando quindi soprattutto i grandi marchi del fashion. A favorire queste performance, l’espansione economica del Paese, il revenge spending dei consumatori dopo le restrizioni subìte durante l’emergenza sanitaria, e l’ingresso diretto di merci che in precedenza transitavano da Hong Kong (che registra infatti una contrazione dell’11,4% delle calzature in arrivo dall’Italia). Le esportazioni attuali verso la Cina risultano ben al di sopra dei livelli 2019 pre-Covid (+11,2% in volume e +24% in valore).

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Industria: Istat, fatturato aprile +3,3% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad aprile sale del 3,3% sul mese precedente e del 105,1% su base annua. “Dati eccellenti, per non dire fantastici. Finalmente recuperati i valori pre-crisi. Non solo si tratta del quinto rialzo mensile consecutivo, ma si è recuperato abbondantemente quanto perso per colpa del Covid. Meglio di così non si poteva sperare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 5,6%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è superiore del 3,5%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto ad aprile 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto dell’8,2%, +7,6% su aprile 2018. Insomma, una vittoria su tutta la linea” conclude Dona.

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Industria: Nardi, investire in infrastrutture per rendere stabile la crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

“I dati sulla crescita della produzione industriale sono particolarmente incoraggianti e ben auguranti, perché dimostrano che siamo davvero all’inizio della fine della crisi. Questo non significa che siamo usciti dal tunnel, ma conferma che il tessuto produttivo del nostro Paese ha saputo resistere e che ora sta rialzando la testa”. Lo dichiara Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera.“E’ compito della politica, quindi, far sì che questa spinta divenga strutturale e non congiunturale – continua – Dobbiamo cioè evitare che si tratti di un semplice rimbalzo rispetto ai dati negativi visti in questo anno in mezzo di pandemia: dobbiamo far sì che vi sia un sostegno vero alla ripresa produttiva e quindi all’occupazione, attraverso scelte strutturali, a cominciare dagli investimenti nelle infrastrutture necessarie a rendere sempre più competitiva la nostra capacità produttiva”.

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Progetto “Riqualificazione del polo produttivo dell’Industria del Cinema”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Oggi gli studi di Cinecittà a Roma, principale polo produttivo cinematografico italiano, non soddisfano la domanda di grandi produzioni cinematografiche in termini di innovazione tecnologica e dimensioni.Le odierne capacità infrastrutturali e produttive non hanno soddisfatto la domanda internazionale a causa principalmente dell’indisponibilità e dell’inadeguatezza degli studi. Aumentiamo l’attrattività di Cinecittà riqualificando gli studi cinematografici e migliorando il livello qualitativo e quantitativo dell’offerta produttiva.Rinnoviamo le infrastrutture e le tecnologie di produzione; Ampliamo l’area a disposizione con Stages di grandi dimensioni ! La costruzione di nuovi studi, teatri ad alta tecnologia ed il recupero degli studi esistenti, con investimenti in nuove tecnologie, sistemi digitali e servizi saranno propedeutici per attrarre produzioni cinematografiche, televisive italiane e straniere e competere con i maggiori competitor internazionali. Chiediamo pertanto al Ministro alla Cultura Dario Franceschini di intervenire al più presto per riqualificare questo importantissimo polo cinematografico. Cambiare si può! Kevin Pimpinella Fondatore Studenti per Draghi

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Industria: Istat, fatturato febbraio +0,2% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a febbraio sale dello 0,2% sul mese precedente e dello 0,9% su base annua.”Dati molto promettenti. Se il rialzo su gennaio è minimale, appena sopra lo zero, è un’ottima notizia il fatto che per la prima volta da quando è scattato in Italia il lockdown, ossia da marzo 2020, si registra un dato positivo nel confronto su base annua, +0,9% su febbraio 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo lo studio dell’associazione, inoltre, il fatturato è superiore non solo rispetto a gennaio 2021, ma anche nel confronto con tutti i precedenti picchi degli indici destagionalizzati avvenuti dopo lo scoppio della pandemia: dicembre (+2,8%), ottobre (+2%) e soprattutto agosto (+1,2%), quando c’era stato un notevole rimbalzo.

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Gli alberi, l’industria del legno e il suo cambiamento, al centro di una mostra multidisciplinare

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

La mostra multidisciplinare del duo di designer italiani, residenti ad Amsterdam, Studio Formafantasma (Andrea Trimarchi, 1983 e Simone Farresin, 1980) che dal 15 maggio al 24 ottobre 2021 porta al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato un progetto espositivo nato da una ricerca sulla governance dell’industria del legno. La mostra, originariamente iniziata e organizzata dalla Serpentine Gallery, è stata curata a Londra da Hans Ulrich Obrist e Rebecca Lewin, e con Cristiana Perrella al Centro Pecci.L’industria del legno, estremamente diffusa in tutto il mondo e per questo difficilmente regolabile, nasce nel XIX secolo dall’esplorazione, a scopo scientifico e commerciale, dei territori coloniali e delle loro biodiversità (bioprospezione), diventando in breve tempo una delle attività produttive di maggior impatto, sia in termini economici che ecologici. La mostra è organizzata come gli anelli del tronco di un albero, protetti da quella membrana detta strato cambiale (ugualmente ricordata dal titolo dell’esposizione), che corre attorno al tronco degli alberi, producendo legno all’interno e permettendone così l’accrescimento: gli spazi centrali della mostra presentano dati e ricerche sotto forma di interviste, materiali di approfondimento e due filmati realizzati da Formafantasma a conclusione della loro ricerca, mentre gli spazi perimetrali offrono alcuni casi studio che forniscono informazioni su come il legno viene acquistato e utilizzato nel mondo. Ognuna di queste indagini si è sviluppata in collaborazione con esperti nei settori della scienza, dell’ingegneria, delle politiche ambientali e della filosofia.Il percorso di mostra si apre con alcuni campioni rari di legni duri, esposti per la prima volta nella Grande Esposizione del 1851, che rappresentano alberi abbattuti fino a causarne l’estinzione, arrivando poi a mobili e sedute disegnate da Studio Formafantasma, tutti realizzati da un unico albero sradicato da Vaia, la tempesta che nel 2018 ha colpito il nord Italia. Le riflessioni nate dal progetto sono anche oggetto, nella mostra di Prato, di inediti accostamenti e suggestioni come, tra gli altri, il confronto con la pluriennale ricerca di Giuseppe Penone sugli alberi. Tra i lavori esposti, anche un’opera “olfattiva” realizzata dalla ricercatrice e artista dell’olfatto Sissel Tolaas, capace di evocare la terra bagnata e la flora di un bosco che offre al visitatore un ricordo coinvolgente di ciò che perderemmo non tutelando l’ambiente e le foreste. CAMBIO evidenzia il ruolo cruciale e la responsabilità del design nei confronti dell’ambiente e la necessità che vada oltre i propri confini: attraverso una rinnovata comprensione della filosofia e della politica degli alberi, il futuro del design può e deve tentare di tradurre l’emergente consapevolezza ambientale con risposte informate e collaborative.In occasione della mostra al Pecci, sarà pubblicata da Nero Editions una nuova edizione in italiano del volume precedentemente edito da Koenig Books per la Serpentine Gallery (già alla sua terza edizione inglese).Disegnato dallo studio SJG/Joost Grootens di Amsterdam, in lingua italiana, con un formato reader tascabile, il libro oltre alle interviste e testi critici che approfondiscono la ricerca condotta dai due designer sull’estrazione, la produzione e la distribuzione di prodotti in legno, presenta contenuti inediti relativi a un ulteriore capitolo dell’indagine sviluppato sul territorio Toscano. Il volume comprende testi e interviste di: Mauro Agnoletti, Jennifer L. Anderson, Paola Antonelli, Emanuele Coccia, Marco Fioravanti, Formafantasma, Lesley Green, Frederic Lens, Rebecca Lewin, Faustino Londoño e Nelson Ortiz, Mark Nesbitt e Caroline Cornish, Philipp Pattberg e Pieter Baas, Giuseppe Penone, Vanessa Richardson, Paulo Tavares. La mostra e il volume sono realizzati con il sostegno dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi.

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Un duro colpo per i giganti dell’industria agricola

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

La scorsa settimana è entrata in vigore una nuova normativa dell’UE che rende più difficile l’accesso al mercato ai pesticidi e alle sostanze tossiche presenti nel nostro sistema alimentare. Questo renderà il nostro sistema alimentare il più trasparente del mondo e garantirà l’accesso pubblico agli studi industriali che la Bayer voleva tenere segreti. Ci sono voluti anni di campagne prima che ciò accadesse, ma abbiamo vinto! Sono passati cinque anni da quando abbiamo lanciato la prima campagna d’azione per cercare di ottenere questa nuova legge. E non sarebbe stato possibile senza le piccole donazioni regolari dei membri di WeMove Europe come te. Le donazioni regolari ci hanno permesso di fare ciò che era necessario per vincere. Che si trattasse di incaricare i migliori scienziati indipendenti per verificare i “dati scientifici” inaffidabili della Bayer, di organizzare una grande trovata mediatica all’ ultimo minuto, o di preparare azioni di massa destinate ai responsabili delle decisioni. Siamo stati in grado di fare qualsiasi cosa. La nuova legge è un brutto colpo per la grande industria agricola e una vittoria per tutti gli europei. Potete essere sicuri che quelli come la Bayer non prenderanno questa sconfitta alla leggera, e quindi dobbiamo prepararci al prossimo attacco.

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