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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘industria’

Industria: Istat, sale produzione, +0,8% a febbraio

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio sale dello 0,8% su base mensile e dello 0,9% su base annua.”Una buona notizia. Dopo i crolli di fine 2018, l’anno nuovo prosegue con un andamento positivo, anche se la variazione è ancora negativa rispetto ai dati grezzi della produzione industriale di novembre 2018 e a maggior di ottobre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori”E’ positivo, in particolare, il dato dei beni di consumo che salgono del 4,7%, anche se quelli durevoli, vera cartina di tornasole della condizione economica delle famiglie, sono ancora al palo con +0,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Rispetto ai valori pre-crisi del febbraio 2008, poi, si è ancora sotto del 30% (-29,8%) per la produzione di beni durevoli, una voragine da colmare. In 11 anni si è perso quasi un quinto della produzione totale, -19,2%” conclude Dona.

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“Facciamo crescere l’Italia: Dieci anni di industria farmaceutica nazionale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

Roma Giovedì 17 gennaio – ore 17.30 Hotel Nazionale, Sala Capranichetta Piazza Montecitorio 131 “Facciamo crescere l’Italia – Dieci anni di industria farmaceutica nazionale”. L’evento sarà occasione per fare il punto sullo stato dell’industria farmaceutica italiana e sui risultati raggiunti dal settore negli ultimi dieci anni, anche grazie alla presentazione dei dati del Rapporto Nomisma “Industria 2030 – La Farmaceutica Italiana e i suoi campioni alla sfida del nuovo paradigma manifatturiero”. Il farmaceutico è uno dei settori che contribuisce maggiormente a produrre crescita, sviluppo e occupazione in Italia, facendo primeggiare il nostro Paese anche a livello europeo: un successo reso possibile dai numerosi gruppi farmaceutici con proprietà ed headquarter italiani che, insieme alle multinazionali presenti in Italia, si sono distinti negli ultimi anni per gli elevati ritmi di crescita e redditività e per la capacità di internazionalizzazione e innovazione.Ad introdurre i lavori dell’evento saranno Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria e Piero Gnudi, Presidente di Nomisma. Seguirà un talk moderato dal giornalista Nicola Porro nel quale si confronteranno cinque tra i più importanti imprenditori dell’industria farmaceutica italiana: Alberto Chiesi, Presidente Chiesi, Sergio Dompé, Presidente e CEO Dompé, Stefano Golinelli, Presidente Alfasigma, Francesco De Santis, Presidente Italfarmaco e Lucia Aleotti, Presidente Menarini.

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Istat industria: dal 2007 ordini interni -34,6%, fatturato int. -37,9%

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad ottobre scendono su base mensile sia il fatturato dell’industria (-0,5%), che gli ordinativi (-0,3%).”Dati pessimi, che attestano il rallentamento dell’economia nel quarto trimestre. Le previsioni del Governo, quindi, di una crescita del Pil dell’1,2% per il 2018 diventa fantascienza. Non a caso, tutti, Ue, Upb, Istat, hanno previsto per quest’anno un +1,1 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo lo studio dell’associazione, se si confrontano i dati dei premi 10 mesi del 2018 con quello medio pre-crisi del 2007, a fronte di un fatturato totale sceso del 30,8%, quello interno è crollato del 37,9%. Gli ordinativi ordinativi totali in 11 anni sono calati del 24,8%, quelli interni sono precipitati del 34,6%.”Non solo per tornare ai valori pre-crisi la distanza è ancora abissale, ma se le cose invece di migliorare peggiorano, allora il recupero diventa un miraggio” conclude Dona.

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Pomodoro da industria Nord Italia: il punto di metà campagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

È di 1,4 milioni di tonnellate il quantitativo di pomodoro da industria lavorato sino ad oggi nella filiera del Nord Italia. Il dato di metà campagna è stato reso noto dall’Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia in occasione dell’annuale visita alla filiera da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli che quest’anno ha riguardato le realtà produttive di Menù di Medolla (Modena), azienda completamente ricostruita dopo i terremoti del 2012 grazie alla esemplare determinazione della famiglia di Rodolfo Barbieri, e di Opoe-Gruppo Cavicchi di XII Morelli di Cento (Ferrara), guidata dal presidente Cristiano Cavicchi, che ha inaugurato un innovativo impianto evaporatore, in grado di contenere i consumi energetici ed il cui costo è stato finanziato, insieme ad altri interventi, al 40% con quasi 2 milioni di euro derivanti dal Psr dell’Emilia-Romagna. Gli incontri hanno coinvolto esponenti e tecnici della Regione, dell’associazione di imprese di trasformazione Anicav e delle Op Asipo, Apo Conerpo ed Apol.
“Ad oggi – spiega il presidente dell’Oi Tiberio Rabboni – è stato trasformato quasi il 50% dei quantitativi di pomodoro contrattati con picchi maggiori di raccolta nel Ferrarese, dove in alcune zone siamo già al 60%, e valori più contenuti nell’area tra Parma e Piacenza dove ci attestiamo al 45%. In generale, allo stato attuale, gli operatori della filiera stimano un possibile calo della produzione totale nell’ordine del 10% rispetto a quanto contrattato ad inizio campagna. Buono il dato del brix, ossia il grado zuccherino del pomodoro, che si attesta attorno ad un valore di 4.9. La compagna di quest’anno, che ha avuto inizio intorno alle metà di luglio e proseguirà indicativamente sino a fine settembre, è stata sin qui caratterizzata da un andamento molto sostenuto delle consegne di materia prima in stabilimento tanto che, facendo un raffronto con le annate passate, siamo più avanti di una settimana nell’andamento dei conferimenti. Non sono mancate alcune difficoltà legate al maltempo (in primis grandinate) che ha colpito soprattutto la zona della Lombardia, del Veneto ed il Ferrarese. Dal punto di vista agronomico abbiamo dovuto affrontare alcune problematiche per la presenza del ragnetto rosso nel Piacentino, avversità che si sta manifestando in modo sempre più severo e preoccupante tanto che come Oi abbiamo proposto alla Regione Emilia Romagna di studiare insieme un approccio condiviso che coinvolga tutti gli attori del territorio: istituzioni, università, consorzi fitosanitari, consorzi agrari, rivenditori di agrofarmaci ed associazioni ed operatori agricoli anche di altri settori per mettere a punto una strategia innovativa di carattere intercolturale che consenta una difesa efficace. Per il futuro vorremmo giungere ad un marchio che certifichi la qualità, l’eticità e la sostenibilità ambientale della produzione di pomodoro italiano su scala europea”.

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Veneto: secondo trimestre positivo per l’industria

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Nel secondo trimestre 2018, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato un incremento del +4% (era +3,2% nel trimestre precedente) ed anche la variazione congiunturale destagionalizzata ha confermato una crescita del +3% (era -0,8% nel trimestre precedente). L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere Veneto è stata effettuata su un campione di 1.505 imprese con almeno 10 addetti (www.venetocongiuntura.it).«Il quadro che emerge dall’analisi congiunturale del settore manifatturiero nel secondo trimestre 2018 è complessivamente positivo, ma evidenzia anche segnali di preoccupazione per il trimestre successivo – sottolinea Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto –. Sono risultati in sintonia da un lato con l’andamento dell’economia globale, che continua a crescere su livelli significativi, dall’altro con le incertezze globali che condizionano l’andamento dell’economia regionale orientando le previsioni al ribasso. Diventa fondamentale quindi un costante monitoraggio del sistema industriale per conoscere in tempo reale lo stato di salute delle imprese che non possono essere lasciate sole, mettendo in atto politiche di rilancio che rafforzino la competitività del tessuto produttivo, che puntino sull’internazionalizzazione, digitalizzazione e la valorizzazione del capitale umano».
Sotto il profilo dimensionale l’indicatore ha mostrato la performance migliore nelle imprese di piccole dimensioni con un aumento del +4,9%; seguono le medie e grandi imprese con una crescita del +3,6%. La crescita più marcata ha riguardato i beni di investimento (+5,9%), seguiti dai beni intermedi (+5%) e di consumo (+2,1%). A livello settoriale la tendenza positiva è evidente nel comparto della gomma e plastica (+8,4%), nei comparti delle macchine ed apparecchi meccanici (+6,5%), nei mezzi di trasporto (+6%) e nei metalli e prodotti in metallo (+5,2%). Nel secondo trimestre 2018 è leggermente aumentata la quota di imprese che registrano incrementi dei livelli produttivi (56% contro il 55% del trimestre precedente) mentre è rimasta stabile al 27% la quota di quelle che dichiarano variazioni negative della produzione. Il tasso di utilizzo degli impianti si è ridotto attestandosi a 72,5%. I valori massimi riguardano i settori della carta, stampa ed editoria (79,2%), gomma e plastica e metalli e prodotti in metallo (entrambi 75,9%), mentre le variazioni minime si registrano nei comparti dei mezzi di trasporto (68,3%), marmo, vetro, ceramica (68,6%) e legno e mobile (68,7%). Il livello di giacenze dei prodotti finiti è ritenuto adeguato dal 56% delle imprese industriali, per il 5% le giacenze sono in esubero e per il 37% non ne tiene. Le previsioni, invece, indicano un peggioramento delle aspettative degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Solo per gli ordini esteri il saldo si attesta a +3,5 punti percentuali, mentre per tutti gli altri indicatori il saldo ha registrato un valore negativo: produzione -4,6 p.p. (era +17,3 p.p.); fatturato -1,7 p.p. (era +19,5 p.p.); ordini interni -6,3 p.p. (era +13,7 p.p).

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Industria: produzione giugno +0,5% su mese, +1,7% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a giugno sale dello 0,7% su base mensile e del 2,1% su base annua.”Bene che, dopo i continui sali e scendi, ci siano stati due mesi consecutivi di rialzi, ma non basta! A giugno, infatti, siamo solo tornati sullo stesso livello di marzo e l’indice destagionalizzato è ancora inferiore rispetto a dicembre 2017. Insomma, siamo ben lontani dall’aver imboccato un percorso positivo di crescita, che è quello che servirebbe al Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se, infatti, si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi del giugno 2008, la produzione industriale è ancora inferiore del 17,1% ed i beni di consumo durevoli hanno una voragine da colmare, un gap del 32,4 per cento. Va meglio per i beni di consumo non durevoli, anche se permane una distanza del 5,1 per cento” conclude Dona.

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Industria: produzione aprile -1,2% su mese, +1,9% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Secondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale ad aprile cala dell’1,2% su base mensile e sale dell’1,9% su base annua.”Dati negativi. Il Paese è di nuovo fermo. A parte i beni strumentali, infatti, si registrano cali congiunturali in tutti i raggruppamenti. Ci preoccupa, in particolare, la diminuzione dell’1,3% dei beni di consumo, -2,1% per i durevoli, segno che i consumi delle famiglie sono sempre al palo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se poi consideriamo che rispetto a 10 anni fa c’è ancora una abisso da colmare, è chiaro che il calo diventa ancora più preoccupante. Se si confrontano i dati di oggi con quelli dell’aprile 2008, infatti, la produzione è ancora inferiore del 21,1% ed i beni di consumo durevoli hanno un gap rispetto ai valori pre-crisi del 29,4 per cento. Va meglio per i beni di consumo non durevoli, anche se permane una distanza dell’8,3 per cento” conclude Dona.

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Difesa commerciale: strumenti più efficaci per proteggere occupazione e industria

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Parlamento europeo. In base al nuovo regolamento, l’UE potrà imporre tariffe più elevate sulle importazioni da Paesi terzi oggetto di dumping o di sovvenzioni. L’accordo tra deputati e ministri degli Stati membri è stato raggiunto lo scorso dicembre, ma serve ora l’approvazione della Plenaria affinché entri in vigore.Nel corso dei negoziati, i deputati si sono assicurati che i costi sostenuti dalle impese europee per conformarsi agli accordi sulle norme sociali e ambientali internazionali saranno presi in considerazione per il calcolo dei dazi.Dopo l’approvazione in via definitiva del regolamento, le indagini sui casi di antidumping saranno notevolmente più brevi e coinvolgeranno anche i sindacati. Sarà inoltre istituito un help desk per le PMI.L’Unione europea sta aggiornando il proprio regolamento di difesa commerciale del 1995 per adeguarlo alle mutate esigenze di imprese, lavoratori e consumatori europei. Tali misure integrano le norme anti-dumping recentemente approvate, incentrate sui Paesi terzi che interferiscono pesantemente nell’economia.La nuova legge entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, prevista per la prima metà di giugno 2018.

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Stampa 3D per l’industria: a Modena si incontrano 38 aziende da tutta Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Modena Giovedì 24 maggio a partire dalle 9.30 presso la sede di Campogalliano (MO) – il workshop “Additive manufacturing, qualità ed affidabilità a confronto”, rivolto in particolare ai responsabili del Quality Management e Ricerca a Sviluppo.
Si tratta di una giornata di confronto reciproco sul mondo Additive Manufacturing, dove i diversi attori, produttori di polveri, di macchinari e del prodotto finito si incontrano in tavole rotonde tematiche, dove possono condividere lo stato dell’arte e le prospettive di evoluzione futura. All’evento, moderato dall’esperto di sviluppo manageriale Phil Taylor, nonché Console Onorario Britannico per il Commercio, partecipano numerosi esperti: Paolo Veronesi, Professore associato del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Riccardo Toninato, Additive Manufacturing Manager di Lima Corporate, Enrico Annacondia, Coordinatore delle Attività Associazione Italiana Tecnologie Additive (AITA), Fabrizio Montagnoli, Engineering Manager & Responsible Level 3 Leonardo Elicopters, Pierluigi Tozzi, Lead Engineer Additive Manufacturing and Composites di Baker Hughes, Giacomo Rigoni, Additive Manufacturing Quality Specialist TEC Eurolab Srl.
Un mercato mondiale di 6 miliardi di dollari che supererà i 10 miliardi nel 2020. Sono i numeri dell’additive manufacturing e del 3D Printing, secondo le stime contenute nel Wohlers Report. La stampa additiva ha un ruolo chiave per la produzione di alto livello ed è uno degli aspetti più promettenti della trasformazione dei processi industriali in corso: dà la possibilità di progettare con un elevato grado di libertà e dunque di generare geometrie complesse facendo sì che si possano produrre componenti più efficienti. Ma consente anche di ottenere prodotti con prestazioni superiori rispetto alla manifattura tradizionale, con migliori proprietà del materiale, riduzione del peso e dunque dei consumi. Inoltre il processo additivo garantisce la progettazione e la realizzazione dei componenti come pezzi unici e non come frutto della fusione di più parti, garantisce costi di realizzazione inferiori, con tempi di sviluppo ridotti e resa del processo produttivo più elevata.

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Industria: marzo, fatturato e ordini annui +3,4%

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a marzo il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, sale del 3,6% su base annua, mentre l’indice grezzo degli ordinativi totali aumenta del 2,6% rispetto a marzo 2017. “Dati positivi. Finalmente crescono sia il fatturato che gli ordinativi, sia su base mensile che annua. Tira, poi, il mercato interno che sembra in buona salute e, per una volta, fa addirittura da traino alla variazione congiunturale sia del fatturato che degli ordinativi. Preoccupa, invece, il calo degli ordinativi esteri, che scendono dello 0,8% rispetto a febbraio 2018” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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CDP, finanziamento di €30 milioni a Unigrà per investimenti in Industria 4.0

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Cassa depositi e prestiti (CDP) ha concesso un finanziamento di 30 milioni di euro a Unigrà, azienda agroalimentare italiana diversificata, integrata verticalmente e attiva in vari settori alimentari. Unigrà è una realtà internazionale con 750 dipendenti e un fatturato di 556 mln di euro, di cui circa il 35% all’estero, con oltre 100 Paesi serviti.
L’operazione permette a CDP di supportare i piani di sviluppo dell’azienda e dare un nuovo contributo alla crescita in Italia dell’industria 4.0.I fondi di CDP saranno utilizzati da Unigrà per avviare una serie d’investimenti relativi al rinnovo tecnologico, all’incremento dell’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale, anche attraverso l’efficientamento logistico delle attività produttive in Italia.
CDP supporta attivamente lo sviluppo dell’Industria 4.0 in Italia – via d’accesso privilegiata per il miglioramento delle performance industriali – attraverso l’ottimizzazione delle condizioni lavorative e l’aumento della produttività e della qualità produttiva degli impianti. Sono più di 900 le aziende italiane che hanno usufruito – direttamente o indirettamente – nel 2017 del supporto di Cassa depositi e prestiti, per un controvalore di €1,9 miliardi mobilitati e con un effetto leva garantito pari a 3x.
Unigrà, nata nel 1972 e fondata da Luciano Martini, ha sviluppato nel tempo la propria missione di realizzare materie prime, semilavorati e prodotti finiti di alta qualità per tutti i canali del settore: Industriale, Artigianale, Laboratori, Retail e Ho.Re.Ca. l’Azienda è attiva nei seguenti settori alimentari: agricoltura, trasformazione e vendita di oli e grassi vegetali, margarine, cioccolato, creme vegetali e semilavorati per la produzione alimentare, in particolare dolciaria. Nonostante la forte crescita all’estero, il principale sito produttivo del Gruppo rimane lo stabilimento di Conselice (RA). Il Gruppo opera sul mercato con i marchi Master Martini, Martini Linea Gelato, GLF, Martini Food Service, OraSì e Gioia.

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Istat industria: dati altalenanti, male ordinativi interni, -20,8% dal 2007 al 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a gennaio il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, sale su base annua del 5,3%, mentre per gli ordinativi totali l’indice grezzo cresce del 9,6%.”Dati altalenanti. Dopo i risultati eccellenti di dicembre, ora si assiste ad un calo generalizzato su base congiunturale, sia per il fatturato che per gli ordinativi, sia per quelli esteri che per quelli interni. Nulla di buono, insomma, anche se restano molto elevati gli incrementi annui” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Preoccupa, in particolare, il crollo degli ordinativi interni, che rispetto al mese scorso precipitano del 6,4%, attestando così che a dicembre il rialzo era casuale” prosegue Dona.
Secondo lo studio dell’associazione, i dati degli ordinativi di oggi confermano che è la domanda interna il problema delle industrie italiane.
“Fino a che le famiglie italiane non acquistano o acquistano lo stretto necessario, le imprese non vendono. Dal 2007 al 2017, mentre gli ordinativi esteri sono saliti del 10,7%, quelli interni sono crollati del 20,8%. Una sproporzione di 30 punti percentuali di differenza, che dimostra che in questi 10 anni di crisi il problema delle industrie italiane non è stata l’eccessiva tassazione o la competizione con l’estero, ma la domanda interna troppo bassa” conclude Dona.

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Formazione innovativa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Per arrivare all’Industria 4.0 occorre formare i lavoratori delle imprese, specie delle piccole e medie, attraverso una formazione innovativa, continua, di qualità e legata all’attuale domanda del mercato, una formazione 4.0. A questi temi è stata dedicata la riflessione nel corso del convegno organizzato da Fapi – Fondo Formazione PMI a Bologna ieri dal titolo Coltivare il Talento Fapi 4.0, che ha visto la partecipazione di importanti key opinion leader, imprenditori e operatori del settore.«Solo l’8,3% dei lavoratori italiani è impegnato in programmi di formazione permanente. C’è quindi ancora molto da fare e questo è il momento giusto per rilanciare in modo serio e importante la formazione continua e le politiche per il lavoro – ha detto nella sua introduzione Francesco Lippi, Presidente del Fapi -. Il Fapi, il fondo interprofessionale per la formazione continua nelle piccole e medie imprese, è pronto e in prima linea per fare sempre di più, anche con strumenti flessibili come lo sportello impresa, che finanzia formazione mirata e di qualità, e lo sportello per gli aggregati di rete che prevede contributi per gruppi omogenei di imprese di un territorio o di un settore o filiera produttiva».Fapi ha sviluppato in 15 anni di attività esperienze e competenze per rispondere a questa necessità, basti pensare che sono stati erogati più di 50 milioni di euro in formazione negli ultimi 4 anni – 16 mln di euro solo nel 2017, e sono stati coinvolti complessivamente 37.000 aziende e 360.000 lavoratori in tutta Italia.
In Emilia Romagna il tessuto delle PMI è particolarmente rilevante e altrettanto sviluppata è l’attività di Confapindustria Emilia Romagna dove oltre 1.600 imprese, che contano 18.000 collaboratori, hanno aderito a Fapi. «Grazie a un sistema capillare e ben funzionante di formazione finanziata anche le aziende più piccole possono accedere a una formazione di pari livello delle realtà più grandi e coerente con le loro attuali esigenze – ha sottolineato Andrea Paparo, direttore Confapindustria Emilia Romagna -. Tra i corsi cui hanno avuto maggiormente accesso le PMI dell’Emilia Romagna, quelli relativi a comunicazione e marketing, lingue straniere, internazionalizzazione, risorse umane e management, sviluppo organizzativo, informatica, amministrazione e contabilità, salute e sicurezza sul lavoro: tutte leve chiave per garantirne la competitività».Pier Paolo Redaelli, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Bologna, ha confermato l’importanza per le imprese di avvalersi di formazione sia per gli imprenditori sia per i dipendenti, facendosi affiancare da professionisti che conoscono le opportunità del mercato e i vincoli burocratici; mentre Stefano Mastrovincenzo, amministratore unico IAL Nazionale ha evidenziato come sia proprio in un momento favorevole per l’economia che le imprese devono valorizzare ulteriormente il capitale umano delle competenze e degli skill attraverso una formazione innovativa e legata alla domanda. Hanno confermato questi trend due interessanti case history di PMI 4.0 che hanno saputo innovare investendo sia sul capitale umano attraverso percorsi di formazione sia su quello tecnologico: Mauro Barchiesi di Bora (stampi e stampaggio di componenti metallici, 250 dipendenti) ha raccontato la profonda trasformazione e digitalizzazione dei processi e della produzione che ha coinvolto i dipendenti, con oltre 3.000 ore di formazione finanziata da Fapi; Daniela Fiorani dell’azienda agroalimentare Il Sole ha sperimentato come la formazione possa incidere nello sviluppo di nuovi prodotti e nell’incremento della produttività. «Dopo quattordici anni di vita del nostro Fondo proseguiamo con slancio la nostra attività – ha concluso Francesco Lippi, presidente Fapi – rilanciando, attraverso una serie di eventi in tutta Italia, l’importanza della formazione continua per le aziende e i lavoratori. C’è ancora molto da fare per allineare le competenze alla esigenze attuali del mercato, nell’ottica del piano nazionale Industria 4.0, e vogliamo catalizzare l’attenzione affinché non si perdano le opportunità che i corsi Fapi possono offrire».

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L’industria del futuro inizia da qui: Carnot, forza trainante e vetrina dell’innovazione francese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

Parigi. Dal 27 al 30 marzo 2018 il salone “GLOBAL INDUSTRIe”, il maggior evento interamente dedicato all’industria del futuro, riunirà l’ecosistema francese e del resto d’Europa. Gli istituti Carnot, in qualità di vero motore per l’innovazione, illustreranno l’offerta R&D più potente dai migliori laboratori di ricerca francese a disposizione dei produttori. La rete degli istituti Carnot sarà presente allo stand condiviso “Le Village Carnot”, che raccoglie l’offerta di 17 istituti plurispecializzati (padiglione 4, stand 4N103), e allo spazio espositivo 3D Un espace Fabrication Additive (padiglione 5, stand 5D146), oltre che presso gli stand di diversi attori strategici, come imprese, territori e altro ancora.Per aumentare le capacità R&D delle aziende e facilitarne l’accesso alle competenze e tecnologie dei maggiori laboratori francesi, la rete degli istituti Carnot presenterà numerose tecnologie che esemplificano le innovazioni del futuro, come materiali innovativi a base di carta e prodotti tessili che filtrano le onde elettromagnetiche, la batteria autonoma e organica che alimenta cuori artificiali, le ultime novità in fatto di robotica, realtà virtuale e Internet delle cose, ma anche sistemi che migliorano l’efficienza energetica. Le tecnologie presentate saranno spiegate e gestite dai team degli istituti Carnot. Nel corso dei 4 giorni del salone sarà messa a disposizione dei visitatori un’area dedicata alle animazioni e gli esperti degli istituti Carnot saranno disponibili per approfonditi incontri con le aziende.
Con 30.000 professionisti della ricerca e 1.050 brevetti registrati nel 2016, gli istituti Carnot hanno generato 710 milioni di euro in contratti con partner commerciali. Queste cifre dimostrano che la rete degli istituti Carnot rappresenta il principale attore d’oltralpe per la ricerca tra le imprese e i laboratori pubblici. E la creazione di 70 startup ogni anno esemplifica la capacità di velocizzare e diffondere l’innovazione da parte della rete degli istituti Carnot.
Grazie a questi asset, la rete degli istituti Carnot costituisce un partner imprescindibile per fare della Francia il campione dell’industria del futuro e del supporto dell’innovazione commerciale in tutte le regioni del mondo, come Europa, America e Asia.

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Industria: produzione ferma a novembre

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

istatSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a novembre segna una variazione nulla su base mensile e sale del 2,2% su base annua.”Il Paese ancora arranca. La produzione è nuovamente ferma, dopo i segnali di miglioramento di ottobre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”I beni di consumo, pur salendo del 3% su base annua, scendono dello 0,7% su base mensile. Insomma, dati ancora altalenanti ed una ripresa insufficiente rispetto a quella che servirebbe per tornare ai valori pre-crisi” prosegue Dona. “Infatti, rispetto a 10 anni fa, c’è ancora un abisso da colmare. Se si confrontano i dati di oggi con quelli del novembre 2007, la produzione è ancora inferiore del 18,8%, ed i beni di consumo durevoli, che rispetto ad un anno fa registrano la migliore performance, +8,7%, hanno ancora un gap rispetto ai valori pre-crisi del 28,4 per cento, una voragine record” conclude Dona.

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I numeri dell’industria italiana della componentistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

produzione-industrialeMilano. – Poco meno di 2.000 imprese, 194.000 addetti (di cui 136mila dedicati all’automotive) per un fatturato complessivo di 51,8 miliardi di euro (di cui 38,8 stimati come giro d’affari direttamente riconducibile alla produzione per il mercato auto): sono i numeri dell’industria italiana della componentistica comunicati da Paolo Zabeo – Coordinatore dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre – in occasione dell’evento “Il cuore dell’automotive batte in Italia”, organizzato oggi a Milano da #FORUMAutoMotive, il movimento di opinione promosso dal giornalista Pierluigi Bonora.In particolare, la performance della filiera ha fatto registrare, ricorda la CGIA di Mestre, un trend positivo per fatturato (+5,7%) e occupati (+3,9%). Dati a cui si aggiunge una particolare vocazione per l’export che, secondo ANFIA, ha raggiunto i 20 miliardi di euro di fatturato. “Si tratta di un settore, troppo spesso nell’ombra – evidenzia Pierluigi Bonora – che riveste una valenza strategica per l’economia e per l’occupazione del nostro Paese, un’eccellenza del made in italy, vero cuore pulsante del mondo dei motori, che ogni giorno alimenta le linee di montaggio dei più importanti marchi mondiali delle due, quattro e più ruote”.

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Non c’è peggior sordo…

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

orecchioDi chi non vuol sentire. Mi sembra la classica commedia di Goldoni: “un sordo, due sordi, tutti sordi. Alla fine si scopre che tutti ci sentivano bene. Ciò sta accadendo in questi giorni in Italia nella convulsa ricerca di una quadratura del cerchio ma che di convulso ha solo il non voler sentire la voce degli altri. Ci stracciamo le vesti nel declamare la crisi del sistema Italia, e a ragione, ma ci guardiamo bene a ricercare la soluzione sebbene sia a portata di mano poiché ciò significherebbe perdere il controllo nella stanza dei bottoni. E allora di quale interesse nazionale parliamo?
Non è certo dell’economia del paese, dell’industria, del lavoro, della giustizia, del fisco, della salute e della scuola. Discettiamo, semmai, sul modo come mercanteggiare una presidenza del consiglio e della repubblica, un posto di ministro e di sottogoverno o di fare una legge elettorale che svantaggi l’avversario.
Questa è, per costoro, la priorità del paese mentre altri tremano alla sola idea che qualcuno possa votare la sua ineleggibilità che lo costringerebbe a presentarsi “nudo” davanti alla giustizia. Una giustizia che è stata presa a sberleffi per venticinque anni e costretta a fare da cassa di risonanza a quanti hanno cercato di sfuggire a un giudizio ma a servirsene per presentarsi da vittima al suo elettorato.
Un’Italia che per colpa di questi sordi per vocazione fa perdere il senso della misura a tutti gli altri. Usque tandem… (Riccardo Alfonso)

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AEB Group acquisisce la veronese Innotec

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

Tomasoni e ZavariseAEB, leader globale nella produzione di biotecnologie per il mercato del vino, delle bevande e per il settore alimentare, ha firmato l’accordo per l’acquisizione della quota di maggioranza di Innotec. L’acquisizione della società leader nella produzione di attrezzature accresce la leadership di AEB rendendo ancora più innovativo il suo portfolio prodotti destinati all’enologia e all’industria del beverage: l’offerta di attrezzature di AEB si arricchisce ulteriormente e diventa tra le più complete e innovative nel comparto del vino e delle bevande (birra, succhi, soft drink, acque minerali, ecc.). Innotec, oltre a continuare la produzione delle attrezzature che hanno reso l’azienda famosa nel mondo dell’impiantistica, svilupperà insieme ad AEB nuove tecnologie per il settore enologico volte a ottimizzare la gestione delle operazioni in cantina.Mario Tomasoni, Chief Executive Officer del Gruppo AEB, ha commentato: “Questa acquisizione ci consentirà di completare la nostra proposta con un numero maggiore di referenze, in particolare per la parte di impiantistica, elevando inoltre gli standard a livello di innovazione e qualità e confermando così la nostra leadership a livello globale.” E continua: “Siamo convinti che la conoscenza e l’esperienza che acquisiamo con Innotec, supporterà il miglioramento degli standard di automazione, ottimizzando tutti i processi nelle cantine e nelle aziende operanti nel comparto delle bevande”.Luca Zavarise, che manterrà la carica di Amministratore Delegato di Innotec e diventerà il secondo maggiore azionista dell’azienda, commenta: “Siamo specializzati nella realizzazione di attrezzature di alto livello riconosciute in tutto il mondo per la loro tecnologia. I nostri sistemi garantiscono la rimozione dei microorganismi naturalmente presenti nelle bevande al fine di ottenere la stabilità biologica del prodotto imbottigliato”.Da evidenziare è anche la filosofia tailor-made che caratterizza l’azienda: “Ogni impianto che produciamo” – continua Zavarise – “è esclusivo, personalizzato e progettato sulla base delle esigenze del cliente. Sono certo che Innotec troverà nella forza commerciale di AEB la giusta integrazione, per trasmettere in maniera professionale e puntuale i propri contenuti tecnologici”.
Fondata nel 1999 a Verona, Innotec ha sviluppato negli anni attrezzature all’avanguardia ed è presente nei principali mercati enologici di tutto il mondo con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro, ottenuto per il 70% dall’export. Oltre all’enologia, la sua area di attività interessa tutti i comparti del beverage: birra, acque minerali, soft drink, succhi, spirits e bevande a base moderatamente alcolica.
AEB Group è una multinazionale italiana leader nel settore delle biotecnologie per vino, alimenti e bevande, presente sul mercato da oltre 50 anni. L’azienda, con sede principale a Brescia, impiega oltre 300 persone dislocate in cinque continenti, tra 8 sedi produttive, 13 filiali commerciali, 4 laboratori di ricerca e sviluppo e 7 laboratori di controllo qualità. AEB Group vanta un’offerta ampia e completa costituita da oltre 500 prodotti e attrezzature all’avanguardia, appositamente studiate per il settore enologico, la birra, i succhi, il sidro e l’industria agro-alimentare. La gamma si completa con gli articoli specifici per l’igiene, la filtrazione e la detergenza. (foto: Tomasoni e Zavarise)

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Industria: maggio, su base annua, fatturato +7,6% e ordini +13,7%

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

istatSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a maggio il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, sale su base annua del 7,6%, mentre per gli ordinativi totali l’indice grezzo cresce del 13,7%.
“Ottimo. Non è solo un rimbalzo, dovuto al calo di aprile. A salire, infatti, non solo i dati congiunturali, ma anche quelli tendenziali e con rialzi significativi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Essendo uguali i giorni lavorativi di maggio 2017 e di maggio 2016, il fatturato cresce non solo nei dati corretti per gli effetti di calendario (+7,6%), ma anche nei dati grezzi (+7,5%). Inoltre si registrano incrementi notevoli sia per il fatturato estero (+9,1%) che, finalmente, per quello interno (+6,8%). Anche gli ordinativi segnano un balzo tutt’altro che trascurabile, +13,7% annuo, +12,1% quelli interni” prosegue Dona.
“Insomma, dati ottimi. Speriamo che i prossimi mesi confermino questa ripresa, visto che la strada per tornare ai valori precrisi è ancora lunga” conclude Dona.

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Anti-dumping: regole UE più ferree per difendere industria e lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

europa-comunitariaIl Parlamento inizierà presto i negoziati con i governi nazionali sulle nuove norme europee anti-dumping per una maggiore tutela dell’industria e del lavoro. Le nuove regole sul calcolo dei dazi d’importazione rappresentano una risposta alla controversia sullo status di economia di mercato della Cina e alle pratiche commerciali sleali da parte di Stati che non fanno parte dell’UE e sono caratterizzati da una pesante interferenza statale nell’economia. Il mandato negoziale include i seguenti punti:
le indagini anti dumping devono tenere in considerazione la conformità del paese che esporta beni nell’UE alle norme internazionali sul lavoro, sulla fiscalità e sull’ambiente, cosi come la presenza o meno di misure potenzialmente discriminatorie contro gli investimenti esteri, di un diritto societario, di proprietà e fallimentare efficace;
la Commissione europea deve presentare una relazione dettagliata che descriva la situazione specifica di un determinato paese o settore per il quale verrà effettuato il calcolo dei dazi;
non dovrebbe esserci alcun onere supplementare per le imprese dell’UE nei casi di anti-dumping, oltre alla procedura attuale che un’impresa deve seguire per chiedere alla Commissione l’avvio di un’inchiesta.Poiché non sono state formulate obiezioni entro martedì 4 luglio a mezzanotte (limite stabilito), il Parlamento avvierà i negoziati con i ministri UE sulla base di questo mandato mercoledì 12 luglio.

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