Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘industria’

Industria: Istat, fatturato giugno -0,2% su mese

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2022

Secondo i dati dall’Istat, il fatturato dell’industria a giugno scende dello 0,2% sul mese precedente e sale del 18% su base annua.”Il dato negativo è ben peggiore di quanto appaia. Il flebile calo dello zero virgola è in realtà ben più grave e consistente se si considera che è falsato e dopato dagli extraprofitti delle società energetiche e dall’inflazione. Depurando il fatturato dall’illusione ottica dovuta ai prezzi, la flessione mensile sarebbe già dell’1,6%. A questo effetto, vanno poi aggiunti gli extraprofitti miliardari delle industrie energetiche, un omaggio di Putin e delle speculazioni dei mercati all’ingrosso, che gonfiano il fatturato con un +68,4% su giugno 2021 e un +3,4% su maggio 2022, senza il quale la diminuzione mensile triplicherebbe, passando da -0,2 a -0,6%. Infine, per i settori di attività economica il primato spetta alle attività estrattive con +86% e alla voce coke e prodotti petroliferi con +71,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per tutte queste ragioni il Governo deve intervenire nuovamente contro le società energetiche che il 30 giugno non hanno ancora versato il primo acconto. Inoltre il contributo va applicato sul 100% degli extraprofitti e non con un’aliquota del 25% come attualmente previsto dal Dl Aiuti” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato giugno -0,2% su mese

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a giugno scende dello 0,2% sul mese precedente e sale del 18% su base annua. “Il dato negativo è ben peggiore di quanto appaia. Il flebile calo dello zero virgola è in realtà ben più grave e consistente se si considera che è falsato e dopato dagli extraprofitti delle società energetiche e dall’inflazione. Depurando il fatturato dall’illusione ottica dovuta ai prezzi, la flessione mensile sarebbe già dell’1,6%. A questo effetto, vanno poi aggiunti gli extraprofitti miliardari delle industrie energetiche, un omaggio di Putin e delle speculazioni dei mercati all’ingrosso, che gonfiano il fatturato con un +68,4% su giugno 2021 e un +3,4% su maggio 2022, senza il quale la diminuzione mensile triplicherebbe, passando da -0,2 a -0,6%. Infine, per i settori di attività economica il primato spetta alle attività estrattive con +86% e alla voce coke e prodotti petroliferi con +71,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per tutte queste ragioni il Governo deve intervenire nuovamente contro le società energetiche che il 30 giugno non hanno ancora versato il primo acconto. Inoltre il contributo va applicato sul 100% degli extraprofitti e non con un’aliquota del 25% come attualmente previsto dal Dl Aiuti” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato maggio +1,4% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2022

Secondo i dati resi noti dall’Istat, il fatturato dell’industria a maggio sale dell’1,4% sul mese precedente e del 23,6% su base annua.”Dato dopato da inflazione e caro bollette. Un’illusione ottica senza la quale il fatturato cala dello 0,3% su aprile. Gli extra profitti milionari delle industrie energetiche, un regalo immeritato e intollerabile, gonfiano il fatturato con un +72,7% su marzo 2021 e un +9,8% su aprile 2022, senza il quale la crescita mensile sarebbe poco sopra lo zero, +0,6%. Ancora una volta, poi, per i settori di attività economica il primato spetta alle attività estrattive (+139,9%) e alla voce coke e prodotti petroliferi con +66,4%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Efficienza energetica nell’industria, gli investimenti 2021 crescono dell’8%

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Nel 2021 in Italia gli investimenti per l’efficienza energetica in ambito industriale hanno raggiunto i 2,2 miliardi di euro, quasi totalmente (90%) per tecnologie hardware e solo in minima parte per soluzioni digitali e software. Si tratta di un 8% in più rispetto all’anno precedente, ma è difficile parlare di ripresa, visto che il 2020 aveva fatto registrare risultati particolarmente negativi (-19,6%) e che l’inversione di tendenza non è stata sufficiente a riportare i valori ai livelli pre-pandemici (peraltro già in frenata dopo il boom del biennio 2015-17) a causa di diversi fattori normativi e di mercato. Infine, l’ultimo trimestre del 2021 è stato investito dalla forte crescita dei prezzi delle commodities, a cui non è però corrisposto un aumento degli investimenti in efficienza energetica. Sono alcuni dei risultati contenuti nel Digital Energy Efficiency Report 2022 redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano e presentato questa mattina nell’ambito di un convegno a cui hanno preso parte, in tre diverse tavole rotonde, anche le numerose imprese partner della ricerca. L’aumento più sensibile all’interno delle tecnologie hardware (+8,4% di investimenti in totale) riguarda la cogenerazione (+21%), seguita dall’illuminazione efficiente (+8%) che però è ancora ben lontana dal colmare il -21% registrato nel 2020 rispetto al 2019. Le soluzioni digitali, invece, sono cresciute appena del 4% e quasi la metà degli investimenti (74 milioni di euro, pari al 47%) ha riguardato i sistemi di raccolta e monitoraggio dei dati energetici di processo. Gli stanziamenti del PNRR potrebbero contribuire a invertire la rotta? “Purtroppo l’efficienza energetica nel comparto industriale è la Cenerentola del Piano nazionale di ripresa e resilienza – commenta Federico Frattini, vicedirettore dell’Energy&Strategy e responsabile dell’Osservatorio DEER – e i fondi che le sono stati destinati sono decisamente esigui rispetto a quelli indirizzati ad altri settori. Le motivazioni possono essere diverse: fattori di carattere strategico, come la scelta di incentivare maggiormente l’installazione di impianti da fonti di energia rinnovabile per andare incontro agli obiettivi di decarbonizzazione imposti dalle direttive europee; oppure fattori legati alle caratteristiche intrinseche del parco edilizio ad uso civile, che essendo più arretrato rispetto a quello industriale è oggetto della maggior parte dei fondi per la riqualificazione degli edifici. Tuttavia, il processo di digitalizzazione delle imprese gioca un ruolo fondamentale per raggiungere qualunque obiettivo nell’ambito della transizione ecologica e dunque abbiamo ragione di ritenere che, superata l’attuale fase emergenziale, gli investimenti in chiave industriale saranno trainati dai fondi per il Piano Transizione 4.0”.In continuità con il triennio 2018-2020, le maggiori diffidenze sono legate agli eccessivi tempi di ritorno degli investimenti e all’incertezza del quadro normativo, ma nelle PMI si registra anche una mancanza di consapevolezza da parte del top management. Quasi il 90% delle imprese afferma che il rincaro dei prezzi dell’energia porterà a un incremento, nell’immediato o nel prossimo futuro, degli investimenti in efficienza energetica, soprattutto su tecnologie – illuminazione, inverter, motori elettrici, aria compressa – relative al processo produttivo. Quanto alle ESCo, si registra un rallentamento nella crescita, soprattutto rispetto al biennio 2017-2018: nel 2021 quelle certificate sono aumentate di appena 2 unità. Il 36% afferma di avere lo stesso numero di dipendenti del 2020, e una identica quota di averlo aumentato del 10% o più. Tuttavia, la maggioranza del campione (52%) dichiara un fatturato a fine 2021 accresciuto di oltre il 10% (anche l’Ebitda, nel 54% dei casi), a fronte di un 19% che ha subìto una diminuzione nei ricavi (il 14% di oltre il 20%). Emerge quindi un quadro sostanzialmente positivo che conferma il percorso di ripartenza intrapreso dal settore dell’efficienza energetica industriale nel corso del 2021, atteso in ulteriore crescita nel 2022.

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Industria: Istat, prezzi produzione gennaio +35,3% anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile i prezzi alla produzione dell’industria aumentano dello 0,2% su base mensile e del 35,3% su base annua. “Un guaio per i consumatori, dato che questi rincari verranno inevitabilmente traslati in avanti sui clienti finali, con effetti sull’inflazione e sulla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. Se l’incremento congiunturale appare contenuto, +0,2%, su base annua è il secondo maggior rialzo di sempre, ossia dall’inizio delle serie storiche iniziate nel 2020, dopo il primato del mese precedente con +36,9%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori sulla base dello studio condotto sui dati Istat. “Insomma, altro che inflazione destinata a rallentare nel corso del 2022 come stimava tempo fa la Bce. Se non si interviene subito con nuove misure di politica fiscale, l’intervento della Bce sarà più massiccio con effetti nefasti sui tassi di interesse e sugli investimenti, con mutui e prestiti più cari ma anche con un aumento dell’onere del debito pubblico che sarà pagato con una riduzione dei trasferimenti alle famiglie o un aumento delle tasse” conclude Dona.

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L’industria globale degli smartphone raddoppierà nei prossimi 10 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2022

Un presente profittevole, un futuro estremamente positivo: questo è ciò che emerge da Persistence Market Research in merito all’evoluzione dell’industria degli smartphone, la quale conta oltre 6 miliardi di users a livello globale. Il mercato, dopo aver toccato quota 507 miliardi di dollari nel 2021, crescerà globalmente fino a 983 miliardi entro i prossimi 10 anni (+94%) con un CAGR del 6,8%. Crescono i ricavi del mercato, ma, allo stesso tempo, anche i prezzi dei singoli dispositivi: secondo Tech Times, infatti, quest’impennata sta spingendo sempre più consumer ad abbracciare l’idea dell’acquisto ricondizionato. Non è un caso che, a livello economico, l’11% dei ricavi totali del settore “smartphone related” sia rappresentato dai dispositivi usati e ricondizionati. Il segmento in questione ha raggiunto i 50 miliardi di ricavi nel 2020 e si prevede un aumento a 144 miliardi entro il 2031 (+188%) con una crescita annuale composta del 10,2%. A livello globale, l’India è il paese in cui è prevista la crescita di mercato più elevata, mentre in Europa è il Regno Unito a prendersi la scena. Entrando più nello specifico, e ragionando più per tipologia di prodotto e non per area geografica, i telefoni ricondizionati domineranno l’asset di competenza con un CAGR dell’11% nel periodo temporale preso in analisi. Non per niente, nel solo Regno Unito il 60% dei consumatori sta valutando l’acquisto di un refurbished device. Dagli Stati Uniti si passa alla Cina con il portale di riferimento in ottica tech news, ovvero Giz China, che commenta lo scenario nazionale, parlando della crescente domanda di dispositivi ricondizionati da parte della popolazione. Ciò comporta e comporterà anche delle iniziative mirate da parte delle realtà del territorio al fine soddisfare le richieste dei consumer. Si prosegue con Business Insider che, all’interno di un approfondimento dedicato ai trend del 2022 relazionati al mondo e-commerce, mette in risalto anche i dispositivi ricondizionati in quanto sono sempre più richiesti dagli appassionati. Bangkok Post si conferma sulla stessa lunghezza d’onda, inserendo i ricondizionati tra i prodotti che rivoluzioneranno lo stile di vita e d’acquisto delle persone nel corso dell’anno corrente. E ancora, il portale d’informazione specializzato Android Central realizza una vera e propria classifica dei migliori telefoni ricondizionati del 2022, offrendo così ai singoli consumer consigli mirati ed efficaci. Per concludere, Science Direct, all’interno di uno studio inerente all’economia circolare, inserisce l’interesse e la propensione dei consumer all’acquisto di prodotti ricondizionati all’interno di un elenco relativo agli atteggiamenti da adottare per ridurre la mole di rifiuti e abbracciare un futuro sempre più sostenibile.

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Industria: Istat, fatturato marzo +2,4% su mese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a marzo sale del 2,4% sul mese precedente e del 21,4% su base annua.”Dato positivo, ma dovuto in gran parte all’illusione ottica determinata dal caro bollette e dagli extra profitti milionari delle industrie energetiche che gonfiano il fatturato complessivo con un +61,9% su marzo 2021 e un +12% su febbraio 2022. Anche per i settori di attività economica, il record spetta alla voce coke e prodotti petroliferi con +65,5%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, il caro energia sta determinando un’ingiustizia e uno squilibrio preoccupante: al costo proibitivo che manda in tilt i bilanci di molte delle nostre industrie corrisponde un regalo milionario insperato e immeritato per altre. Formalmente questo consentirà di non cadere in recessione, ma quando questa bolla speculativa finalmente si sgonfierà, cosa che prima o poi accade sempre, conteremo i feriti e i sopravvissuti” prosegue Dona. “Secondo il nostro studio, comunque, se si confronta il fatturato di oggi con quello di 3 anni fa, prima dello scoppio della pandemia, attualmente è maggiore, nei dati corretti per gli effetti di calendario, del 25,3% rispetto a marzo 2019, addirittura +68,2% su marzo 2020, quando, però, si era in pieno lockdown” conclude Dona.

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Rubix presenta a MECSPE le soluzioni integrate per l’industria

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Dal 9 all’11 giugno, alla Fiera di Bologna, gli operatori del settore che visiteranno lo spazio di Rubix presso il Villaggio ASCOMUT (Pad. 14, Salone Macchine & Utensili, Stand G22) potranno scoprire le novità dedicate al mondo dell’utensileria meccanica con i sei marchi di cui Rubix è distributore leader in Italia (Bass, Boehlerit, Dümmel, HPMT, Mimatic e Stock) e conoscere la vasta offerta di Rubix in ambito sicurezza-DPI e TGM, che comprende i due marchi esclusivi GISS, brand #1 in Europa nell’offrire una protezione completa agli operatori, e Roebuck, dedicato ai dispositivi ergonomici che riducono le vibrazioni e quindi il rischio di infortunio alle mani degli utenti. A MECSPE sarà presentato in anteprima il nuovo catalogo Rubix dal titolo Toolbox > Utensili Manuali. La 1° edizione del catalogo approfondisce l’ampia scelta di 3.600 utensili manuali (10 categorie prodotto) sia Roebuck che di tutti i più importanti brand del mercato. Un esempio di questa filosofia sono i servizi offerti nell’ambito dell’utensileria meccanica, delle macchine utensili e della metrologia: comprendono presetting, taratura, riaffilatura degli utensili speciali e assistenza diretta, sia a distanza sia sul campo. Inoltre, la gestione delle scorte di utensili, DPI e altri materiali viene semplificata grazie all’integrazione con sistemi di distribuzione automatica di Rubix, che portano in produzione ciò che serve, quando serve e dove serve, con stock personalizzati e monitorati per permettere alle imprese di ridurre consumi e costi.

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Industria: Istat, fatturato febbraio +2,8% su mese

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a febbraio sale del 2,8% sul mese precedente e del 20,9% su base annua. “Dato positivo, ma falsato. Il rialzo del fatturato, infatti, in parte è solo un miraggio dovuto al caro bollette di luce e gas e agli extra profitti milionari delle industrie energetiche che gonfiano il fatturato complessivo con un +47,7% su febbraio 2021. Anche per i settori di attività economica, il record spetta alla voce coke e prodotti petroliferi con +51,7%. Peccato che al fatturato di queste poche aziende corrisponda un caro bollette per tutte le altre e costi diventati proibitivi. Nodi che prima o poi verranno al pettine. Per questo, ora che Arera ha ricevuto i contratti di queste compagnie sarebbe il caso che il Governo andasse finalmente a tassare chi ha fatto questi extra profitti da sceicchi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, comunque, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 16,3% nei dati destagionalizzati, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 14%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto a febbraio 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 21,5%. Insomma, non si può dire che i dati non siano positivi” conclude Dona.

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Robeco: Come accompagnare l’industria dell’olio di palma verso obiettivi sostenibili

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2022

A cura di Peter van der Werf, Senior Manager for Engagement di Robeco. L’olio di palma è un ingrediente contenuto in quasi la metà dei prodotti confezionati che si trovano nei supermercati, dalla pizza al cioccolato, dallo shampoo al dentifricio. Eppure, in pochi si rendono conto che la produzione di olio di palma può avere un costo enorme per l’ambiente e per le persone che lo raccolgono. Il viaggio verso la sostenibilità nella produzione di olio di palma è difficile e presenta molte sfide da affrontare. Ma crediamo che le aziende che sono disposte a cambiare in meglio abbiano bisogno dell’aiuto di vari partner. Per alcuni investitori gli aspetti negativi sono una ragione sufficiente per eliminare del tutto le aziende produttrici di olio di palma dall’universo investibile. Questo porta a chiedersi se l’engagement possa contribuire alla trasformazione del settore. Contrariamente all’opinione pubblica, ed escludendo la soluzione più facile, crediamo che sia possibile, a patto che si osservino regole e principi chiari. Le regole prevedono che per poter entrare a far parte del nostro universo di investimento, infatti, le società che appartengono all’industria dell’olio di palma devono soddisfare alcuni obiettivi chiari. Nel 2019, Robeco ha intensificato gli sforzi nel settore, richiedendo a tutte le società partecipate di diventare membri della Roundtable of Sustainable Palm Oil (RSPO) e di dotare di certificazione almeno il 20% delle proprie piantagioni, ma anche di prepararsi a rigorose tabelle di marcia per arrivare al 100%. Dal 1° gennaio di quest’anno, la soglia per la certificazione RSPO è salita al 50%, con un chiaro percorso che punta ad avere almeno l’80% delle piantagioni certificate entro la fine del 2024. Robeco usa l’engagement per aiutare le aziende a raggiungere questi obiettivi. Per quelle società che si trovano appena sopra il 20% indicato, Robeco ha istituito un programma strutturato di engagement rafforzato per aiutarle a raggiungere l’obiettivo di certificazione successivo. L’olio di palma è un mezzo importante per questi produttori per guadagnarsi da vivere, dando loro accesso alle catene di fornitura globali. Tuttavia, la loro piccola scala rende difficile per loro pagare i costi di certificazione, che invece non costituiscono un problema per le grandi compagnie industriali.Ci aspettiamo che le aziende con cui ci stiamo impegnando usino la loro influenza per sostenere questi gruppi di piccoli proprietari, aiutandoli ad organizzarsi e a farsi certificare, oltre che per fare pressione sui governi affinchè applichino standard più severi e sistemi di gestione del rischio più efficienti. Avere standard di produzione chiari, globali e minimi di sostenibilità a cui aderire è il tassello critico del puzzle. Ecco perché Robeco, come membro della RSPO e attraverso collaborazioni con altre istituzioni, contribuisce attivamente a migliorare ulteriormente i principi del sistema di certificazione. La certificazione RSPO è uno strumento potente per allineare e garantire pratiche di produzione minime, ma il non possederla non significa necessariamente che i terreni non siano in regola. Al contrario, potrebbe semplicemente significare che un’azienda non ha ancora completato il processo di certificazione necessario per garantire che tutti i propri terreni soddisfino gli standard. Per assicurare questa garanzia di sostenibilità in graduale crescita, la RSPO richiede che ogni azienda membro abbia un piano scadenzato per passare alla certificazione al 100% entro cinque anni dall’adesione alla RSPO e dall’inizio del processo di certificazione. (abstract http://www.verinieassociati.com/)

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Industria: Istat, fatturato 2021 +22,6%

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a dicembre scende del 2,1% sul mese precedente e sale del 14,3% su base annua, mentre nella media del 2021 cresce del 22,6% sul 2020. “Se il 2021 si chiude con dati ottimi, il calo congiunturale di dicembre è un segno premonitore che non fa presagire nulla di buono. Per il 2022, infatti, pesa come un macigno il caro bollette. Gli extra-profitti milionari delle industrie energetiche hanno finora dopato il fatturato complessivo, con un aumento su dicembre 2020 del 58,1%, ma si tratta solo di un effetto ottico. Il raddoppio delle bollette di luce e gas registrato da gennaio, infatti, avrà pesanti ripercussioni su tutte le altre industrie con aumenti dei costi di produzioni spesso insostenibili che manderanno in rosso i bilanci di molte imprese, con effetti disastrosi su produzione e fatturato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso per ora non possiamo che essere più che soddisfatti del fatto che si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato del 2021 con quello pre-pandemia del 2019, è superiore dell’8,6%, +10,3% il fatturato interno, +5,5% quello estero. Insomma, si sono interamente e abbondantemente recuperati i valori pre-Covid e pre-lockdown” prosegue Dona.

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Industria: Istat, fatturato ottobre +2,8% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a ottobre sale del 2,8% sul mese precedente e del 16,9% su base annua. “Dati ottimi. Per l’ottava volta consecutiva il fatturato è superiore ai valori pre-crisi sia di gennaio che di febbraio 2020. Un’onda positiva iniziata a marzo 2021 e che non si è ancora infranta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 13,3%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore dell’11,3%. Ancora meglio per il fatturato interno che segna, rispettivamente, +17,1% e +14,8%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto a ottobre 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 15%, +14,6% su ottobre 2018” prosegue Dona. “Preoccupa, invece, il crollo dei mezzi di trasporto, con un pesante -12% su base annua” conclude Dona.

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Commento Comgest: Industria dentale e digitalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

A cura di Alistair Wittet, Gestore del fondo Comgest Growth Europe di Comgest. L’industria dentale ha beneficiato della crisi pandemica, accelerando la digitalizzazione del settore. Ed è emersa come un improbabile vincitore, primeggiando negli ultimi 18 mesi. Diversi studi dentistici che in precedenza utilizzavano la tecnologia di modellatura per creare impronte digitali della bocca sono ora passati allo scanner intraorale, una tecnologia digitale in grado di creare un disegno 3D della bocca del paziente.Il dispositivo permette ai dentisti di creare impianti o corone e la sua adozione è accelerata durante la crisi, poiché gli utenti possono utilizzarlo a mani libere.La trasformazione digitale dell’industria dentale ha creato un flusso di entrate ricorrenti per Straumann, che oltre allo scanner intraorale, vende altre risorse digitali che i dentisti sono più propensi ad acquistare una volta che hanno optato per lo scanner.Per quanto riguarda le prospettive future in Europa, ci aspettiamo una ripresa a V, dove le vendite organiche accelerano man mano che il portafoglio esce dalla crisi, superando i livelli pre-pandemia.Un esempio è la transizione verde; abbiamo assistito ad una domanda estremamente elevata di veicoli elettrici in corrispondenza della progressiva ripresa dalla crisi.Infine, abbiamo anche visto la forza di diversi attori dell’e-commerce l’anno scorso, soprattutto quelli con un approccio omnicanale come il rivenditore di moda Inditex, le cui vendite sono del 9% superiori a quelle pre-crisi, grazie ad una chiara sinergia tra negozi fisici e lo spazio online.Tra i settori più interessanti evidenziamo quasi alla pari sanità e IT, seguiti dai beni di consumo discrezionali. (abstract)

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Industria: Istat, fatturato settembre +15,2% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a settembre sale dello 0,1% sul mese precedente e del 15,2% su base annua.”Dati ottimi che confermano la piena uscita dal tunnel della crisi per le nostre industrie. Anche se il rialzo congiunturale non è esaltante, per la settima volta consecutiva il fatturato è superiore ai valori pre-crisi sia di gennaio che di febbraio 2020. Un trend positivo iniziato a marzo 2021 e che non si è più interrotto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 9,9%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 7,9%. Ancora meglio per il fatturato interno che segna, rispettivamente, +12,7% e +10,4%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto a settembre 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 9,9%, +8,3% su settembre 2018. Insomma, una vittoria su tutta la linea. Per ora la difficoltà di reperimento delle materie prime non ha rallentato la corsa delle nostre industrie. L’unico settore di attività economica in territorio negativo che risente probabilmente del problema di approvvigionamento delle componenti è quello dei mezzi di trasporto, con un pesante -17,8% su base annua” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato agosto +0,8% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad agosto sale dello 0,8% sul mese precedente e del 13,8% su base annua.”Dati eccellenti. Nonostante agosto sia un mese anomalo, con valori contenuti, dove quindi ci possono essere variazioni percentuali consistenti, amplificate rispetto ad altri mesi, si tratta di dati indubbiamente ottimi. Il fatturato, infatti, è in territorio positivo non solo su agosto 2020 o su luglio 2021, ma anche rispetto ai valori pre-crisi di gennaio e febbraio 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 10,5%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore dell’8,5%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto ad agosto 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 9,7%, +7% su agosto 2018. Insomma, non c’è confronto che non sia abbondantemente positivo, sia nei dati interni che esteri” conclude Dona.

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L’industria delle Life Science come motore di innovazione e crescita sostenibile per il Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

All’alba del nuovo ciclo economico e con l’arrivo dei primi fondi connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il settore produttivo è chiamato ad un ruolo da protagonista per la ripartenza del Paese, in sinergia e dialogando con il pubblico e le istituzioni. Il settore delle Life Science, in particolare, ha fornito un contributo decisivo durante la pandemia e ha evidenziato l’importanza per il Paese di poter contare su un sistema di ricerca scientifica all’avanguardia e di una filiera di produzione e distribuzione di farmaci e dispositivi efficiente e resiliente. È stato questo il punto di partenza dell’evento “L’industria delle Life Sciences come motore di innovazione e crescita sostenibile per il Paese. Modelli per il rilancio nella new normality”, organizzato da The European House – Ambrosetti, 1˚ Think Tank in Italia e 4° nell’Unione Europea nella categoria “Best Private Think Tanks” nell’ultima edizione del “Global Go To Think Tanks Report” dell’Università della Pennsylvania e tra i più rispettati indipendenti al mondo su 11.175 a livello globale e Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico nei settori Healthcare, Life Science ed Electronics, con sede centrale a Darmstadt (Germania) e con una presenza molto rilevante in Italia.L’evento, moderato da Frediano Finucci (Caporedattore economia ed esteri, TG LA7), è stato aperto dall’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia Viktor Elbling, che ha sottolineato il potenziale di una più stretta cooperazione tra Germania e Italia per la crescita degli investimenti e dell’industria.A seguire la professoressa Veronica De Romanis (Full Professor, Università LUISS Guido Carli, Roma), ha illustrato come, “per poter sfruttare al meglio i fondi collegati al PNRR, sarà necessario mettere le imprese, soprattutto quelle innovatrici, nella condizione di crescere, investire e generare valore per l’economia e per la società. Particolare importanza assumerà il contributo di donne e giovani, per cui la pandemia ha reso la situazione ancor più drammatica e che il sistema economico produttivo dovrà saper mettere nelle condizioni di partecipare al rilancio”.Tra i molti dati analizzati nello studio, si evidenzia come Merck fornisca un contributo al PIL complessivo, tra diretto, indiretto e indotto, di 403 milioni di euro. Questo grazie al coinvolgimento diffuso della filiera e a investimenti crescenti: tra il 2015 e il 2019 l’azienda ha investito in Italia 174 milioni di euro (+4,9% medio annuo, un ritmo più elevato della media del settore farmaceutico), concentrati in particolare al Sud presso il sito produttivo di Modugno-Bari. I dipendenti diretti di Merck nel nostro Paese sono oltre 1.200 (con il 50,7 di occupazione femminile), ma superano le 4.000 unità considerando anche l’occupazione sostenuta nelle filiere coinvolte.Questi importanti impatti sono stati commentati da Jan Kirsten (General manager, Healthcare, Merck Italia): “Lo studio della European House of Ambrosetti evidenzia molto bene il valore generato da Merck in Italia e le caratteristiche distintive della nostra presenza. Siamo infatti l’unica tra le maggiori multinazionali estere del settore presenti in Italia a coprire tutte le fasi della filiera, dalla ricerca preclinica e clinica alla produzione e commercializzazione del farmaco, senza trascurare la fornitura di reagenti e strumentazione a supporto della ricerca scientifica.

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Industria: Istat, prezzi produzione agosto +11,6% anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto 2021 i prezzi alla produzione dell’industria aumentano dello 0,5% su base mensile e dell’11,6% su base annua. “Rialzo grave e preoccupante. E’ evidente che questi aumenti verranno inevitabilmente traslati sui consumatori finali, con effetti sull’inflazione e sulla riduzione del potere d’acquisto sulle famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo il Governo deve fare di più per calmierare i prezzi, a cominciare da quelli energetici. Gli interventi fatti sulle bollette della luce e del gas, come dimostrano i dati di ieri di Arera, non sono bastati ad evitare una randellata da 355 euro su base annua, con un rincaro di 184 euro per la luce e di 171 euro per il gas. Per questo serve un secondo intervento, che, dopo l’azzeramento degli oneri e la riduzione dell’Iva per il gas, intervenga anche sulle accise, che per il gas pesano sulla bolletta finale per il 15,78% e annulli anche le addizioni regionali del gas che gravano per il 2,10%” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Campagna del pomodoro da industria a gonfie vele in tutto il Nord Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2021

Ad oggi risulta già raccolto il 70% della materia prima contrattata al Nord dove per il 2021 sono stati coltivati 38.621 ettari.“Il pomodoro è stato consegnato alle imprese di trasformazione in modo continuo e fluente – spiega Tiberio Rabboni, presidente dell’Organizzazione interprofessionale Oi Pomodoro da industria del Nord Italia – senza subire interruzioni a causa delle piogge, assenti nel mese di agosto. L’avvio della campagna non era stato dei più semplici sotto il profilo climatico, in particolare per i gravi episodi grandinigeni del 26 luglio, che avevano colpito gravemente oltre 2.000 ettari coltivati a pomodoro nel territorio settentrionale”.Le consegne di agosto sono poi state da record con quantitativi di conferimento all’industria mai registrati prima e di circa 400.000 tonnellate a settimana.“Tutto questo – sottolinea Rabboni – è il risultato di un’attenta programmazione dei trapianti in primavera, di una grande efficienza nella raccolta, di una perfetta organizzazione nei trasporti e di un’ottima sinergia con la velocità di ricezione e di lavorazione da parte dell’industria. In particolare, la programmazione dei trapianti, scaglionata su un lungo periodo, ha consentito di evitare il problema della sovramaturazione nelle settimane centrali di agosto”.Anche la qualità è eccellente con un grado brix elevato, con un valore di quasi 5°, prossimo ai massimi storici, e con un ottimo risultato in colore e nella tenuta della bacca.“Le imprese di trasformazione – conclude Rabboni – stanno realizzando ottimi prodotti per i mercati nazionali e internazionali. I conti si faranno a fine campagna, ma si attendono rese di campo più elevate del valore medio storico. Alle buone rese in campo si aggiunge un indice di pagamento prossimo al 100 da parte dell’industria agli agricoltori, risultato della buona qualità e del poco scarto del pomodoro consegnato. Il buon indice di pagamento, applicato ad un prezzo di riferimento più alto rispetto egli anni passati, si traduce in una reale distribuzione del valore lunga la filiera”.

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L’ape è quel meraviglioso insetto assunto dall’arte a simboleggiare l’industria

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2021

Con il suo lavoro veramente assiduo, non solo edifica cellette ceree che costituiscono un vero reame ordinato e regolato sotto la reggenza di un’ape, detta regina, ma trae dai fiori con pazienza esemplare sotto ogni rapporto il succo che si tra-sforma in miele. Lavoro istintivo, senza dubbio, ma che noi eleviamo a simbolo per eccellenza. Se confrontiamo la sua attività con quella, ad esempio, del ragno entrambi possono essere considerati industriosi ma con la differenza che quest’ultimo costruisce la sua produzione con l’insidia. Anche se volessimo trascurare il miele che è la produzione industriale dell’ape dovremmo mettere in conto pure l’altro suo prodotto: la cera. Che vediamo nella cera se non un meraviglioso simbolo di luce? L’ape, dunque, ci ammaestra come il lavoro possa solo volgere in dolcezza e in luce ogni più amara e oscura fatica. Al contrario della formica l’ape nelle favole è rappresentata come simbolo spietato di vendetta. Eppure, nel pungere l’ape lascia il proprio pungiglione e muore. Essa muore per difendersi e nessuna morte è tanto grande quanto quella di questo insetto che dinanzi all’insidia sacrifica la sua vita. Il Fénelon proponeva l’esempio delle api al duca di Borgogna, suo allievo, il quale morì prima di essere re. Ecco l’esempio: “Un giovane principe all’apparire della primavera, quando tutta la natura si rianima, passeggiava in un delizioso giardino. Come udì un forte ronzio scorse un alveare. Si avvicinò per godere di quello spettacolo nuovo per lui, e con sorpresa vide l’ordine, la cura e il lavoro di quella piccola repubblica. Le cellette cominciavano a formarsi e ad assumere aspetto regolare. Le api in parte le riempivano con il loro dolce nettare, altri portavano fiori scelti tra la ricchezza della primavera. L’ozio e la pigrizia erano prescritti da quel piccolo stato, tutto era in moto ma senza confusione e senza tumulto. Tra le api, le più esperte guidavano le altre, le quali obbedivano senza rammarico e non nutrivano gelosia per quelle che erano le proposte. Mentre il giovane principe contemplava quella cosa, un’ape, che tutte le altre riconoscevano regina, si avvicinò a lui e disse: “La vista dell’opera nostra e della nostra condotta vi consola, ma essa deve ancora meglio istruirvi. Noi non soffriamo mai, nel nostro stato, né disordine né altro. Nel nostro ambiente si è autorevoli se gioviamo al benessere della nostra organizzazione. Il merito è l’unica via che elevi ai primi posti.” “Noi non ci occupiamo d’altro notte e giorno se non di cose dalle quali l’uomo trae ogni utilità. Possiate voi pure un giorno essere come noi e condurre nell’umana società l’ordine che tanto ammirate nel nostro piccolo stato. In questo modo voi lavorerete sia per la vostra felicità sia per quella degli uomini e adempirete così l’ufficio che il destino vi ha assegnato senza però sentirvi maggiore degli altri, se non per proteggerli, se non per impedire i mali che li minacciano, se non per procurare loro tutti i beni che hanno diritto di aspettare da un governo vigile e paterno.” La sapiente ape regina di Fénelon ignora il machiavellismo e si offre esempio vivente di senno e di generosità. C’è quindi una morale? Certo. Quante vespe umane dovrebbero da questo insetto imparare che cosa sia dignità di vita? E di questo ho trovato sufficiente materia per scrivere un libro per ribadire un concetto semplice nella definizione ma difficile nel volerlo realizzare e che posso riassumere in quello che è il diritto alla vita e a vivere. Abbiamo sostenuto, e a ragione, che il diritto alla vita è sacro mentre abbiamo reso molto sfumato l’altro diritto a vivere. È come dire noi ti garantiamo la vita ma al resto devi provvedervi personalmente. È senza dubbio un modo egoistico per affrontare la situazione. A mio avviso sono due diritti inscindibili tra loro. Che senso può avere, infatti, darsi tanto da fare per assicurare la vita se poi ce la riprendiamo non offrendo ai nascituri l’assistenza necessaria per crescere, maturare e prosperare nella vita a prescindere dai propri natali ma in nome di una solidarietà universale che si può anche chiamare dignità e diritto a voler spartire equanimemente le risorse disponibili sulla terra. (Riccardo Alfonso)

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Industria: Istat, fatturato giugno +3,1% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a giugno sale del 3,1% sul mese precedente e del 28,4% su base annua. “Dati ottimi. Non solo è un bene che, dopo il calo congiunturale di maggio, a giugno si sia tornati subito in territorio positivo, ma il rialzo è anche consistente e promettente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore dell’8,4%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 6,3%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto a giugno 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 7,4%, +6,8% su giugno 2018. Insomma, non c’è raffronto che non sia molto positivo” conclude Dona. (By Mauro Antonelli)

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