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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘industria’

L’export dell’industria manufatturiera

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2021

Timidi segnali di rinascita nel primo trimestre 2021 per l’industria calzaturiera grazie all’export (+0,3% in quantità e +3% a valore) ma i livelli pre-covid restano lontani. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, dopo le flessioni senza precedenti registrate nel 2020, con una perdita di circa 1/4 del fatturato e della produzione nazionale, il graduale miglioramento nella situazione epidemiologica, con il conseguente allentamento, in Italia e in diversi Paesi, delle misure restrittive adottate per arginare i contagi, ha favorito in avvio dell’anno un ritorno a livelli di attività un po’ meno negativi rispetto ai trimestri precedenti, benché ancora ampiamente sottotono.Il report di Assocalzaturifici indica come anche il prezzo medio al paio degli acquisti delle famiglie italiane sia diminuito nel primo trimestre del -3,5%, a causa del maggior peso, sul totale, di calzature leisure e pantofoleria, dal valore medio più contenuto rispetto a quelle per occasioni formali. Solo le calzature sportive e le sneakers evidenziano un recupero nei consumi (+7,8% in volume), seppur decisamente parziale. Sul fronte dell’export emerge l’incremento dei flussi verso Svizzera (+13% in quantità) e Francia (+8% in quantità), entrambe legate al terzismo effettuato per le griffe internazionali del lusso, e fuori dall’Europa la crescita della Cina (+44,4% in volume e +74,8% in valore sui primi 3 mesi 2020), che ha interessato in particolare l’alto di gamma (il prezzo medio verso questo mercato è cresciuto del 21%) premiando quindi soprattutto i grandi marchi del fashion. A favorire queste performance, l’espansione economica del Paese, il revenge spending dei consumatori dopo le restrizioni subìte durante l’emergenza sanitaria, e l’ingresso diretto di merci che in precedenza transitavano da Hong Kong (che registra infatti una contrazione dell’11,4% delle calzature in arrivo dall’Italia). Le esportazioni attuali verso la Cina risultano ben al di sopra dei livelli 2019 pre-Covid (+11,2% in volume e +24% in valore).

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Industria: Istat, fatturato aprile +3,3% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad aprile sale del 3,3% sul mese precedente e del 105,1% su base annua. “Dati eccellenti, per non dire fantastici. Finalmente recuperati i valori pre-crisi. Non solo si tratta del quinto rialzo mensile consecutivo, ma si è recuperato abbondantemente quanto perso per colpa del Covid. Meglio di così non si poteva sperare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 5,6%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è superiore del 3,5%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto ad aprile 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto dell’8,2%, +7,6% su aprile 2018. Insomma, una vittoria su tutta la linea” conclude Dona.

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Industria: Nardi, investire in infrastrutture per rendere stabile la crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

“I dati sulla crescita della produzione industriale sono particolarmente incoraggianti e ben auguranti, perché dimostrano che siamo davvero all’inizio della fine della crisi. Questo non significa che siamo usciti dal tunnel, ma conferma che il tessuto produttivo del nostro Paese ha saputo resistere e che ora sta rialzando la testa”. Lo dichiara Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera.“E’ compito della politica, quindi, far sì che questa spinta divenga strutturale e non congiunturale – continua – Dobbiamo cioè evitare che si tratti di un semplice rimbalzo rispetto ai dati negativi visti in questo anno in mezzo di pandemia: dobbiamo far sì che vi sia un sostegno vero alla ripresa produttiva e quindi all’occupazione, attraverso scelte strutturali, a cominciare dagli investimenti nelle infrastrutture necessarie a rendere sempre più competitiva la nostra capacità produttiva”.

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Progetto “Riqualificazione del polo produttivo dell’Industria del Cinema”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Oggi gli studi di Cinecittà a Roma, principale polo produttivo cinematografico italiano, non soddisfano la domanda di grandi produzioni cinematografiche in termini di innovazione tecnologica e dimensioni.Le odierne capacità infrastrutturali e produttive non hanno soddisfatto la domanda internazionale a causa principalmente dell’indisponibilità e dell’inadeguatezza degli studi. Aumentiamo l’attrattività di Cinecittà riqualificando gli studi cinematografici e migliorando il livello qualitativo e quantitativo dell’offerta produttiva.Rinnoviamo le infrastrutture e le tecnologie di produzione; Ampliamo l’area a disposizione con Stages di grandi dimensioni ! La costruzione di nuovi studi, teatri ad alta tecnologia ed il recupero degli studi esistenti, con investimenti in nuove tecnologie, sistemi digitali e servizi saranno propedeutici per attrarre produzioni cinematografiche, televisive italiane e straniere e competere con i maggiori competitor internazionali. Chiediamo pertanto al Ministro alla Cultura Dario Franceschini di intervenire al più presto per riqualificare questo importantissimo polo cinematografico. Cambiare si può! Kevin Pimpinella Fondatore Studenti per Draghi

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Industria: Istat, fatturato febbraio +0,2% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a febbraio sale dello 0,2% sul mese precedente e dello 0,9% su base annua.”Dati molto promettenti. Se il rialzo su gennaio è minimale, appena sopra lo zero, è un’ottima notizia il fatto che per la prima volta da quando è scattato in Italia il lockdown, ossia da marzo 2020, si registra un dato positivo nel confronto su base annua, +0,9% su febbraio 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo lo studio dell’associazione, inoltre, il fatturato è superiore non solo rispetto a gennaio 2021, ma anche nel confronto con tutti i precedenti picchi degli indici destagionalizzati avvenuti dopo lo scoppio della pandemia: dicembre (+2,8%), ottobre (+2%) e soprattutto agosto (+1,2%), quando c’era stato un notevole rimbalzo.

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Gli alberi, l’industria del legno e il suo cambiamento, al centro di una mostra multidisciplinare

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

La mostra multidisciplinare del duo di designer italiani, residenti ad Amsterdam, Studio Formafantasma (Andrea Trimarchi, 1983 e Simone Farresin, 1980) che dal 15 maggio al 24 ottobre 2021 porta al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato un progetto espositivo nato da una ricerca sulla governance dell’industria del legno. La mostra, originariamente iniziata e organizzata dalla Serpentine Gallery, è stata curata a Londra da Hans Ulrich Obrist e Rebecca Lewin, e con Cristiana Perrella al Centro Pecci.L’industria del legno, estremamente diffusa in tutto il mondo e per questo difficilmente regolabile, nasce nel XIX secolo dall’esplorazione, a scopo scientifico e commerciale, dei territori coloniali e delle loro biodiversità (bioprospezione), diventando in breve tempo una delle attività produttive di maggior impatto, sia in termini economici che ecologici. La mostra è organizzata come gli anelli del tronco di un albero, protetti da quella membrana detta strato cambiale (ugualmente ricordata dal titolo dell’esposizione), che corre attorno al tronco degli alberi, producendo legno all’interno e permettendone così l’accrescimento: gli spazi centrali della mostra presentano dati e ricerche sotto forma di interviste, materiali di approfondimento e due filmati realizzati da Formafantasma a conclusione della loro ricerca, mentre gli spazi perimetrali offrono alcuni casi studio che forniscono informazioni su come il legno viene acquistato e utilizzato nel mondo. Ognuna di queste indagini si è sviluppata in collaborazione con esperti nei settori della scienza, dell’ingegneria, delle politiche ambientali e della filosofia.Il percorso di mostra si apre con alcuni campioni rari di legni duri, esposti per la prima volta nella Grande Esposizione del 1851, che rappresentano alberi abbattuti fino a causarne l’estinzione, arrivando poi a mobili e sedute disegnate da Studio Formafantasma, tutti realizzati da un unico albero sradicato da Vaia, la tempesta che nel 2018 ha colpito il nord Italia. Le riflessioni nate dal progetto sono anche oggetto, nella mostra di Prato, di inediti accostamenti e suggestioni come, tra gli altri, il confronto con la pluriennale ricerca di Giuseppe Penone sugli alberi. Tra i lavori esposti, anche un’opera “olfattiva” realizzata dalla ricercatrice e artista dell’olfatto Sissel Tolaas, capace di evocare la terra bagnata e la flora di un bosco che offre al visitatore un ricordo coinvolgente di ciò che perderemmo non tutelando l’ambiente e le foreste. CAMBIO evidenzia il ruolo cruciale e la responsabilità del design nei confronti dell’ambiente e la necessità che vada oltre i propri confini: attraverso una rinnovata comprensione della filosofia e della politica degli alberi, il futuro del design può e deve tentare di tradurre l’emergente consapevolezza ambientale con risposte informate e collaborative.In occasione della mostra al Pecci, sarà pubblicata da Nero Editions una nuova edizione in italiano del volume precedentemente edito da Koenig Books per la Serpentine Gallery (già alla sua terza edizione inglese).Disegnato dallo studio SJG/Joost Grootens di Amsterdam, in lingua italiana, con un formato reader tascabile, il libro oltre alle interviste e testi critici che approfondiscono la ricerca condotta dai due designer sull’estrazione, la produzione e la distribuzione di prodotti in legno, presenta contenuti inediti relativi a un ulteriore capitolo dell’indagine sviluppato sul territorio Toscano. Il volume comprende testi e interviste di: Mauro Agnoletti, Jennifer L. Anderson, Paola Antonelli, Emanuele Coccia, Marco Fioravanti, Formafantasma, Lesley Green, Frederic Lens, Rebecca Lewin, Faustino Londoño e Nelson Ortiz, Mark Nesbitt e Caroline Cornish, Philipp Pattberg e Pieter Baas, Giuseppe Penone, Vanessa Richardson, Paulo Tavares. La mostra e il volume sono realizzati con il sostegno dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi.

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Un duro colpo per i giganti dell’industria agricola

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

La scorsa settimana è entrata in vigore una nuova normativa dell’UE che rende più difficile l’accesso al mercato ai pesticidi e alle sostanze tossiche presenti nel nostro sistema alimentare. Questo renderà il nostro sistema alimentare il più trasparente del mondo e garantirà l’accesso pubblico agli studi industriali che la Bayer voleva tenere segreti. Ci sono voluti anni di campagne prima che ciò accadesse, ma abbiamo vinto! Sono passati cinque anni da quando abbiamo lanciato la prima campagna d’azione per cercare di ottenere questa nuova legge. E non sarebbe stato possibile senza le piccole donazioni regolari dei membri di WeMove Europe come te. Le donazioni regolari ci hanno permesso di fare ciò che era necessario per vincere. Che si trattasse di incaricare i migliori scienziati indipendenti per verificare i “dati scientifici” inaffidabili della Bayer, di organizzare una grande trovata mediatica all’ ultimo minuto, o di preparare azioni di massa destinate ai responsabili delle decisioni. Siamo stati in grado di fare qualsiasi cosa. La nuova legge è un brutto colpo per la grande industria agricola e una vittoria per tutti gli europei. Potete essere sicuri che quelli come la Bayer non prenderanno questa sconfitta alla leggera, e quindi dobbiamo prepararci al prossimo attacco.

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IT e Industria 4.0: nuova partnership tra smeup e Progetto 6

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Crescita, acquisizione di competenze e sviluppo di nuovi mercati: con questo obiettivo è stata siglata la nuova partnership nel mondo IT tra Progetto 6, innovativa realtà specializzata nell’Identification Technology e Industria 4.0, e smeup, azienda leader nel panorama informatico italiano.Una sinergia che porterà Progetto 6 ad avere un nuovo importante soggetto al suo fianco per incrementare le proprie proposte e le proprie competenze: smeup entra infatti nel capitale sociale di Progetto 6 aderendo al suo piano industriale, con l’obiettivo di una crescita reciproca sul territorio, sui prodotti e sulla ricerca di nuove soluzioni adatte al mercato. L’accordo fornirà ai clienti delle due aziende un offering ancora più variegato e arricchito delle reciproche competenze sviluppate in anni di esperienza con aziende di settori differenti. Con i suoi oltre 700 clienti, Progetto 6 è presente sul mercato da oltre 25 anni fornendo alle aziende soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate per numerosi ambiti della gestione aziendale. Negli anni si è specializzata nella risoluzione dei problemi connessi all’identificazione di persone, attività e merci, con particolare riguardo alla gestione e il controllo degli accessi, la rilevazione delle presenze, il controllo della produzione e la logistica del magazzino.Con la partecipazione in Progetto 6, smeup, con sede legale a Erbusco (BS) e altre 12 sedi nel nord e centro Italia, con 450 collaboratori e 2350 clienti in Italia e nel mondo, rafforza così l’offerta di soluzioni applicative dedicate ad un settore di primaria importanza nel mercato. A qualche mese dall’acquisizione di Data Dea, società specializzata in Software per il mondo Trasporti e Logistica, smeup sceglie quindi di continuare ad investire in ambiti aziendali di supporto alla logistica e alla movimentazione fisica, con uno sguardo importante dell’industria 4.0. Con l’ingresso in Progetto 6, l’azienda dell’ICT consoliderà il suo offering per aziende di medie e grandi dimensioni. Con 55 milioni di euro di ricavi nel 2019, infatti, smeup intende essere leader nel mondo delle soluzioni applicative per le imprese, integrando le proprie competenze anche con quelle di Progetto 6 che diventerà parte integrante del gruppo.

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Industria: Istat, fatturato gennaio +2,5% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria sale del 2,5% sul mese precedente e scende dell’1,6% su base annua.”Un effetto ottico! Il buon recupero su dicembre è solo un’illusione, un abbaglio che non deve trarre in inganno. Infatti, la vera cartina di tornasole per capire se si è finalmente usciti dal tunnel della crisi è il fatturato rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, ancora inferiore dell’1,6 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, il fatturato, nei dati destagionalizzati, risulta ancora inferiore dello 0,6% anche su febbraio, ultimo mese pre-lockdown. Insomma, si sta andando nella direzione giusta ma il cammino è ancora lungo. Non si uscirà dal tunnel e i dati resteranno altalenanti fino a che non si uscirà dalle misure restrittive e dalle varie chiusure delle attività economiche” prosegue Dona. “Purtroppo ci sentiamo orfani del dato degli ordinativi, che avrebbe potuto darci un’idea dell’andamento futuro del fatturato e dello stato di salute delle nostre industrie” conclude Dona.

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Industria calzaturiera: Brusco calo del fatturato

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

Il report di Assocalzaturifici analizza nel dettaglio l’export, da cui emerge che tra i primi 10 mercati esteri in valore cresce solo la Corea del Sud (+14,3% nei primi 11 mesi), che cede peraltro il -5,2% in quantità. Contengono le perdite la Svizzera (-7,6%, destinazione dei prodotti realizzati dalle aziende terziste per le griffe internazionali del lusso) e la Cina (-4,4%), protagonista di un forte recupero (+43%) nel bimestre ottobre-novembre. Marcato calo delle vendite sia verso i partner dell’Unione Europea (-13% in valore la UE27) che fuori dai confini comunitari (-18%), dove il Nord America perde il -30% in valore, l’area CSI il -20%, il Medio Oriente il -25%, il Far East il -13%. L’attivo del saldo commerciale è atteso ridursi a 4,2 miliardi di euro (in flessione del -14% sul 2019). Al crollo dei livelli di attività nella prima parte dell’anno, causato dal lockdown, ha fatto seguito, nei due trimestri successivi, solo un’attenuazione della caduta (rimasta peraltro a doppia cifra), anziché un rimbalzo. La seconda ondata del virus in autunno ha subito interrotto i primi timidi segnali di risalita (a settembre vendite estere e acquisti delle famiglie in Italia avevano eguagliato i volumi dell’analogo mese 2019). Nel trimestre conclusivo dell’anno, in particolare, export e consumi (con le vendite natalizie compromesse dalle misure restrittive) sono risultati ancora largamente insoddisfacenti. In merito ai consumi, secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca per Assocalzaturifici, in Italia nel 2020 sono state acquistate 26 milioni di paia in meno rispetto al 2019. Il prezzo medio al paio risulta sceso del -6,8% anche per il maggior utilizzo, nei mesi di quarantena, di pantofoleria e calzature informali di minor valore medio unitario.I segmenti merceologici più colpiti sono quelli delle scarpe “classiche” per uomo e donna (con cali di poco inferiori al -30% in quantità), mentre per le calzature da bambino e le sportive/sneakers le flessioni sono nell’ordine del -15%. Meno pesante, la frenata per il segmento pantofoleria/relax, sceso del -6,1% in paia e del -5,3% in spesa.Per quanto riguarda i canali di vendita, crescita decisa dell’online (+30% in quantità e +17% in spesa). La quota sul totale valore di tale modalità di shopping (peraltro in costante ascesa negli anni recenti) è passata dal 14,1% del consuntivo 2019 al 21,4%. Solo sette anni prima (2013) gli acquisti su internet coprivano appena il 3,6% della spesa per calzature delle famiglie.
Gli altri canali di vendita hanno invece chiuso il 2020 con profonde perdite: -28% le paia acquistate presso il dettaglio tradizionale (ma con un -42% in spesa); -44,4% quelle presso gli ambulanti; tra il -20 e il -25% quelle comprate nelle catene di negozi, nei grandi magazzini o nelle grandi superfici specializzate.

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Industria: fatturato 2020 -11,5% su 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria scende nella media del 2020 dell’11,5%.”Un anno funesto! Dati devastanti. Il 2020 segna un tracollo del fatturato, -11,5%, secondo solo a quello dell’anno più buio della crisi precedente, il 2009, quando rispetto al 2008 ci fu un tonfo pari al 19%. Anche il fatturato interno registra un -11,5% contro il -17,5% del 2009″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.“Gli ordinativi, che purtroppo non saranno più rilevati a partire dal prossimo comunicato, pur scendendo del 9,6% rispetto al 2019, hanno, però, una caduta più contenuta nel confronto con il 2009, -9,6% contro un -22,3%, un dato che fa sperare in un ripresa del fatturato 2021″ conclude Dona.

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Industria: Istat, -11,4% produzione 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a dicembre la produzione industriale scende dello 0,2% su novembre, mentre in media, nel 2020, cala dell’11,4% sul 2019.”Un anno funesto. Un terremoto si è abbattuto sulle nostre industrie. O arrivano al più presto i soccorsi del Recovery Plan o saremo seriamente inguaiati. La produzione del 2020 è scesa rispetto al 2019 dell’11,4%, il secondo peggior risultato di sempre dopo la caduta del 18,8% del 2009 (cfr tabella n. 1). Ma per quanto riguarda i beni di consumo, il crollo del 2020, pari a -11,4%, è superiore persino al 2009 quando precipitarono “solo” del 7,4 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, rispetto ai dati destagionalizzati, non solo la produzione di dicembre è ancora inferiore del 3,7% rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, e del 4,9% su gennaio, ultimo mese pre-pandemia, ma è addirittura inferiore del 5,2% rispetto al rimbalzo di agosto” conclude Dona. Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, i beni di consumo non durevoli hanno un gap da recuperare dell’11,1% su gennaio, 10,1% su febbraio e del 7,8% su agosto. by Mauro Antonelli

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Industria calzaturiera italiana: Calo produzione e fatturato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Il comparto calzaturiero in Italia ha sperimentato nel terzo trimestre dinamiche un po’ meno sfavorevoli, ma comunque ancora non positive. E’ quanto emerge dai dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, che evidenziano nel periodo esaminato cali a doppia cifra nel fatturato delle aziende raggiunte dall’indagine (-26,6%). Solo il 14% degli intervistati ha dichiarato di aver superato, o quantomeno eguagliato, il fatturato del terzo trimestre 2019, mentre più della metà del panel ha denunciato un calo compreso tra il -20 e il -50%. Dati che trovano riscontro nell’indice della produzione industriale di Istat, che ha registrato in luglio-settembre un -17,4%. Il calo da inizio anno resta considerevole, in tutte le variabili.Nel dettaglio, relativamente al mercato interno, i dati cumulati dei primi 9 mesi mostrano contrazioni degli acquisti delle famiglie italiane del -17,8% in quantità e del -23% in termini di spesa, con prezzi medi in calo del -6,3%, anche per il maggior utilizzo, nei mesi di quarantena, di pantofoleria e calzature ad uso domestico di minor valore medio unitario (oltre che per il minor numero di cerimonie e occasioni di utilizzo). Secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca per Assocalzaturifici, i segmenti merceologici più colpiti risultano quelli delle scarpe “classiche” per uomo e donna (con cali attorno al -30%), mentre per le calzature da bambino e le sportive/sneakers le flessioni sono comprese tra il -15 e il -20%. Meno pesante, come anticipato, la frenata per il segmento pantofoleria/relax, sceso del -7,4% in paia e del -6,8% in spesa.Malgrado il boom delle vendite online, si profila dunque un 2020 nero per gli acquisti in Italia, considerato anche il crollo dei flussi turistici dall’estero e dei mancati introiti da essi derivanti, soprattutto per le fasce lusso.Le esportazioni, che da sempre costituiscono il traino del settore, hanno subìto nei primi 9 mesi dell’anno una contrazione del -20,1% in quantità, con un -17,2% in termini di valore. Complessivamente sono stati esportati da gennaio a settembre, operazioni di pura commercializzazione incluse, 127,1 milioni di paia (quasi 32 milioni in meno rispetto all’analogo periodo del 2019) per 6,4 miliardi di euro. Prezzi medi in aumento del +3,6%.I dati diffusi da Istat evidenziano come, dopo il dimezzamento subìto nel bimestre marzo-aprile di lockdown (-52% in volume) e il trend ancora marcatamente sfavorevole di maggio-giugno (-26,5%), nel trimestre luglio-settembre, pur in assenza di alcun auspicabile “rimbalzo”, la riduzione si sia decisamente affievolita (-6,5% in volume e -1,5% in valore tendenziali), grazie in particolare al mese di settembre, in cui il numero di paia esportate ha eguagliato quello dello stesso mese 2019 (+0,3%).Le esportazioni entro i confini comunitari (che rappresentano il 65% del totale quantità) sono calate nei primi 9 mesi 2020 del -16,5% in volume (-14,5% a valore). Superiore al 20%, sia in quantità che valore, la flessione dei flussi verso la Francia, che comprendono anche prodotti del terzismo per le griffe; meno pesante quella verso Germania (-14% in paia, che fa seguito però alla riduzione del -8,4% registrata già a consuntivo 2019), Olanda (-12%, con un -2,6% in valore) e Belgio (-13,4%).Tra le destinazioni extra-UE (scese nell’insieme del -26% circa in quantità, quasi dieci punti percentuali più di quelle comunitarie, e del -19,3% in valore), cali nell’ordine del 30% per il Nord America (con gli USA che segnano un -35% in volume e -29,6% in valore). In Far East (che perde il -23,3% in quantità, globalmente), arretramenti non trascurabili in tutti i principali mercati (Cina -20% in volume, Hong Kong -35%, Giappone -25%), con l’unica eccezione della Corea del Sud (cresciuta del 16% in valore, pur a fronte di una flessione del -6,8% nelle paia), che ha raggiunto il settimo posto nella graduatoria dei paesi di destinazione in valore (era decima a consuntivo 2019). Quanto alla Cina, va sottolineato un certo dinamismo nel terzo trimestre (+16,8% a valore), ascrivibile perlopiù – considerato l’incremento rilevante dei prezzi medi – al solo alto di gamma: i volumi hanno ceduto infatti il -2,1% su luglio-settembre 2019. Male anche la CSI (con la Russia che perde il -25% in volume) e il Medio Oriente (-20,5%). Un po’ meno pesante (-16,4% in quantità e -9% in valore) la riduzione dell’export verso la Svizzera, tradizionale hub logistico-distributivo delle grandi multinazionali del lusso, grazie al recupero (+6% nelle paia e +10% in valore) registrato nel terzo trimestre.

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La situazione in cui versa l’industria alberghiera in questi mesi è drammatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

Ad un fermo totale dei mercati turistici internazionali, vera linfa vitale per il nostro Paese e per le strutture ricettive, si aggiunge una impossibilità di spostamento fra le Regioni che di fatto azzera anche il mercato interno; l’impossibilità di svolgere eventi e manifestazioni di presenza aggiunge un ulteriore livello di drammaticità ad un comparto che rischia di sparire.Se si pensa che queste affermazioni siano esagerate, afferma Roberto Necci imprenditore alberghiero nonché Chairman di Investhotel Capital Partners che si occupa di ristrutturazioni aziendali spesso salvando le aziende dal fallimento, basta farsi un giro nelle nostre città e vedere quante strutture alberghiere, ormai deserte cominciano ad avere i primi segnali di incuria e degrado.Occupandomi di crisi di impresa ho ben chiara la situazione di alcune aziende che rischiano con queste condizioni di sparire definitivamente dal mercato, del resto continua Roberto Necci difficilmente una azienda riesce a stare per troppo tempo senza ricavi e con un orizzonte di ripresa a dir poco incerto, gli aiuti, quei pochi arrivati si sono immediatamente esauriti ed all’orizzonte vi sono ulteriori problematiche.Innanzitutto molte aziende in questo periodo hanno aumentato il livello di indebitamento, gli aiuti infatti per la maggior parte dei casi sono stati dei rilasci di garanzie statali per favorire la liquidità ma questa va rimborsata e da quello che sono le analisi di Investhotel Capital Partners difficilmente senza una modifica dei piani di ammortamento o ulteriori interventi le aziende saranno in grado di affrontare rimborsi.Le aziende che non andavano benissimo prima della crisi hanno visto ulteriormente deteriorare le loro posizioni verso banche aumentando in maniera esponenziale il mondo degli NPL ( Non performing loan ) o UTP ( unlikely to pay ) ovvero crediti oramai deteriorati; una normativa europea ancora più stringente impone ulteriori sacrifici alle banche che detengono tali esposizioni, praticamente tutte le banche italiane, con ulteriore difficoltà nel finanziare l’economia e le aziende.Una situazione non semplice conclude Roberto Necci che se da un lato ha necessità di consapevolezza da parte dell’imprenditore nell’organizzazione dei processi aziendali futuri, dall’altro vi dovrà essere una chiara analisi della situazione da parte del nostro governo.

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Aerospazio essenziale per lo sviluppo industriale

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

“Il fiasco della missione Avio, lancio del razzo Vega che avrebbe dovuto portare in orbita due satelliti e poi finito fuori rotta dopo pochi minuti dal decollo, rischia di rappresentare un fendente alla politica spaziale italiana. A seguito dell’incidente, il titolo di Avio è crollato in borsa perdendo più del 16%. Il tutto mentre si gioca una delicatissima partita all’Esa, in predicato di nominare un nuovo direttore generale. L’Italia da favorita a ricoprire quel ruolo – peraltro come contribuenti dell’Agenzia abbiamo raddoppiato gli stanziamenti arrivando a 2 miliardi di euro – rischia di essere subalterna a causa di una candidatura debole espressa dal Governo. Questo avvantaggerebbe, a nostro discapito, Francia e Germania che puntano invece a potenziare il settore dei vettori. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Fraccaro, che ha la delega alle politiche spaziali, batta un colpo. L’Italia sia protagonista nel campo aerospaziale, comparto strategico non solo in un’ottica di sviluppo industriale ma anche per l’innovazione scientifica e tecnologica”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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La situazione in cui versa l’industria alberghiera in questi mesi è drammatica

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Ad un fermo totale dei mercati turistici internazionali, vera linfa vitale per il nostro Paese e per le strutture ricettive, si aggiunge una impossibilità di spostamento fra le Regioni che di fatto azzera anche il mercato interno; l’impossibilità di svolgere eventi e manifestazioni di presenza aggiunge un ulteriore livello di drammaticità ad un comparto che rischia di sparire.Se si pensa che queste affermazioni siano esagerate, afferma Roberto Necci imprenditore alberghiero nonché Chairman di Investhotel Capital Partners che si occupa di ristrutturazioni aziendali spesso salvando le aziende dal fallimento, basta farsi un giro nelle nostre città e vedere quante strutture alberghiere, ormai deserte cominciano ad avere i primi segnali di incuria e degrado.Occupandomi di crisi di impresa ho ben chiara la situazione di alcune aziende che rischiano con queste condizioni di sparire definitivamente dal mercato, del resto continua Roberto Necci difficilmente una azienda riesce a stare per troppo tempo senza ricavi e con un orizzonte di ripresa a dir poco incerto, gli aiuti, quei pochi arrivati si sono immediatamente esauriti ed all’orizzonte vi sono ulteriori problematiche.Innanzitutto molte aziende in questo periodo hanno aumentato il livello di indebitamento, gli aiuti infatti per la maggior parte dei casi sono stati dei rilasci di garanzie statali per favorire la liquidità ma questa va rimborsata e da quello che sono le analisi di Investhotel Capital Partners difficilmente senza una modifica dei piani di ammortamento o ulteriori interventi le aziende saranno in grado di affrontare rimborsi.Le aziende che non andavano benissimo prima della crisi hanno visto ulteriormente deteriorare le loro posizioni verso banche aumentando in maniera esponenziale il mondo degli NPL ( Non performing loan ) o UTP ( unlikely to pay ) ovvero crediti oramai deteriorati; una normativa europea ancora più stringente impone ulteriori sacrifici alle banche che detengono tali esposizioni, praticamente tutte le banche italiane, con ulteriore difficoltà nel finanziare l’economia e le aziende.Una situazione non semplice conclude Roberto Necci che se da un lato ha necessità di consapevolezza da parte dell’imprenditore nell’organizzazione dei processi aziendali futuri, dall’altro vi dovrà essere una chiara analisi della situazione da parte del nostro governo.

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L’industria manifatturiera italiana perde colpi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

L’industria manifatturiera, una delle colonne portanti dell’economia del nostro Paese, nel III trimestre 2020 ha registrato 475.405 imprese attive, in calo del -0,8% rispetto al 2019 e del -13% in confronto al 2010 (al Nord Italia è del -14,8%). Una fotografia, quella realizzata da Studio Temporary Manager, società specializzata nei servizi di temporary management al fianco delle aziende in difficoltà, che mostra come gli imprenditori italiani nell’ultimo decennio si siano trovati impreparati a dover gestire le proprie aziende. Realtà per lo più familiari, spesso con figure manageriali inadeguate, soprattutto a livello direttivo, aziende quindi poco competitive, con una visione all’internazionalizzazione talvolta non ben pianificata e con una scarsa propensione agli investimenti in innovazione tecnologica. A questi aspetti si aggiunge anche il mancato ricambio generazionale (a cui andrà incontro il 50% delle aziende italiane entro il 2025), dove gli imprenditori, nonostante l’età, sono sempre più restii a pianificare il passaggio del testimone. Una situazione di crisi su cui la pandemia da Covid-19 potrebbe ulteriormente impattare.Ritornando ai dati elaborati da Studio Temporary Manager, tra i settori legati all’attività manifatturiera, dal 2010 a oggi, gli unici con il segno positivo sono quelli legati alla “Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature” (+53% di imprese attive), all’industria delle “Bevande” (+13,4%). Crolla, invece, l’industria del Tabacco (-52,2%), seguita dalla Fabbricazione di prodotti in legno, sughero, paglia, e materiali da intreccio (-28,8%). A livello regionale, a soffrire maggiormente negli ultimi dieci anni sono state la Puglia (-16,6%), il Piemonte (-16,5%), la Lombardia (-15,4%), la Valle d’Aosta (-15%), il Friuli-Venezia Giulia (-14,8%), la Sardegna (-14,7%) e il Veneto (-14,5%). Spostandosi più nel profondo del tessuto territoriale, i cali maggiori nel decennio 2010/2020 riguardano le province di Trieste (-23%), Biella (-21,6%), Varese (-20,7%), Verbano-Cusio-Ossola (-20,1%), Bari (-20%) e Belluno (-19,8%), mentre l’unica provincia che fa eccezione avendo il segno più in Italia è Ragusa (+3,5%).

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Premio industria Felix a Theras Lifetech

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

E’ di Salsomaggiore e si chiama Theras Lifetech l’azienda che spicca per aver superato complesse valutazioni che hanno preso in esame i principali parametri di bilancio, al punto di aggiudicarsi il Premi Industria Felix. E’ proprio nella provincia parmense che si sviluppa l’attività di Theras Lifetech, azienda leader nella ricerca e nella commercializzazione di tecnologie d’avanguardia per il trattamento e il monitoraggio del diabete in continuo e per la gestione del dolore cronicoIl premio Industria Felix, assegnato ogni anno da un comitato scientifico composto da economisti, imprenditori e manager di alto profilo, è riservato alle realtà imprenditoriali con bilanci virtuosi che rappresentano un’eccellenza e che contribuiscono, con la qualità gestionale e l’aumento di posti di lavoro, al benessere sociale e al progresso economico. Theras Lifetech è stata scelta “Tra le 15 top imprese con sede legale in Italia per performance gestionali e affidabilità finanziaria Cerved del settore Commercio” – si legge nella motivazione del Premio Il 2019 si è chiuso per Theras Lifetech con un fatturato che sfiora i 65 milioni di euro con una crescita del 100% sull’anno precedente che si era chiuso già con risultato di oltre 32 milioni di euro.E’ composto da più di 80 persone tra dipendenti e collaboratori, metà dei quali impegnati su tutto il territorio nazionale a fornire supporto tecnico a strutture sanitarie, medici e pazienti, con un servizio di assistenza attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Le più importanti partnership di tipo commerciale sono con aziende americane leader nel loro settore. Si tratta di Dexcom e Insulet (che Forbes pone al secondo e quarto posto tra le aziende innovatrici con la miglior crescita) e Nevro, azienda americana che ha brevettato un’esclusiva terapia per il trattamento del dolore cronico. Theras Lifetech, inoltre, collabora con più di 100 strutture ospedaliere e cliniche specialistiche in tutta Italia. In questo momento sono 8 i progetti di ricerca in corso firmati da Theras Lifetech. L’azienda investe ogni anno una parte del fatturato in Ricerca e Sviluppo e in Basic Science Research.

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La Commissione Europea a sostegno delle piccole case editrici e dell’industria musicale

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

La Commissione ha approvato due regimi italiani del valore complessivo di €20 milioni a sostegno rispettivamente delle piccole case editrici e dell’industria musicale, discografica e fonografica nel contesto della pandemia di coronavirus. I due regimi sono stati approvati ai sensi del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato.Il sostegno assumerà la forma di sovvenzioni dirette alle piccole case editrici e alle imprese attive nei settori musicale, discografico e fonografico il cui reddito si è considerevolmente ridotto a causa della pandemia di coronavirus. Il contributo sarà distribuito come segue: i) €10 milioni alle piccole case editrici e ii) €10 milioni alle imprese attive nei settori musicale, discografico e fonografico. Entrambi i regimi mirano a soddisfare le esigenze di liquidità dei beneficiari e ad aiutarli a mandare avanti le loro attività durante e dopo la pandemia.La Commissione ha constatato che i regimi sono in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare: i) l’aiuto non supererà gli €800 000 per impresa; e ii) sarà erogato entro il 30 giugno 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità alle norme UE sugli aiuti di Stato.

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Sale il fatturato dell’industria e degli ordinativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad agosto, su base mensile, sale sia il fatturato dell’industria (+5,9%) che gli ordinativi (+15,1%).”Ottimo rimbalzo per gli ordini, luci ed ombre per il fatturato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nonostante in agosto alcune imprese quest’anno abbiano continuato l’attività per recuperare il tempo perso durante il lockdown, è evidente che comunque molte viaggiavano a regime ridotto rispetto a luglio. Positivo, quindi, che il fatturato sia salito del 5,9% sul mese precedente. Un balzo importante, perché indica che prosegue il cammino di recupero sui valori pre-crisi, ma purtroppo insufficiente, visto che rispetto ad agosto 2019 è sceso del 3,9%. Insomma, per il fatturato è ancora lungo il cammino da fare per recuperare i valori pre-crisi. Non per niente, secondo il nostro studio risulta ancora inferiore del 2,1% nel confronto con febbraio e del 4,1% su gennaio, percentuale che sale, rispettivamente, al 7,7% e al 9,1% per il fatturato estero” prosegue Dona.”Ottimo risultato, invece, senza se e senza ma, per gli ordini. Non solo perché salgono sia su mese, +15,1%, che su anno, +6,1%, facendo ben sperare per il futuro, ma soprattutto perché hanno finalmente colmato il gap rispetto ai valori pre-Covid, salendo del 3,7% su gennaio e addirittura dell’8,2% su febbraio, ultimo mese pre-lockdown, +9,7% gli ordini interni” conclude Dona.

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