Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘industria’

L’industria meccanica chiude

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

«Condividiamo la preoccupazione dei sindacati», dice Marco Nocivelli, presidente di Anima Confindustria, «ma contestualmente alla chiusura delle attività produttive, chiediamo al governo di iniziare a metterci in condizioni di recuperare i dispositivi necessari per poter riaprire al più presto e far lavorare in sicurezza i nostri collaboratori». Nocivelli commenta così la modifica alla lista dei codici ATECO comunicata ieri per decreto del ministero dello Sviluppo economico. Molta parte dell’industria meccanica italiana in tre giorni si vede costretta a chiudere i battenti e con lei centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione. «Sappiamo che questa sospensione, però, deve avere un termine previsionale. Se la sicurezza è legata alla disponibilità dei dispositivi, come mascherine, guanti, occhiali e camici, abbiamo bisogno di un aiuto. Gli ordini dei Dpi da noi effettuati sono stati bloccati alle dogane con il risultato che nella maggior parte dei casi non risulta possibile reperirli in quantità sufficiente e in tempi adeguati».Nocivelli guarda alla data del 6 aprile come un ultimatum perché «se si ferma l’industria meccanica, si ferma il Paese. Dobbiamo garantire una continuità. Sia al mercato domestico, dato che i nostri macchinari sono alla base di ogni filiera produttiva italiana. Sia al mondo perché non possiamo nemmeno perdere il nostro secondo polmone, quello dell’export. Proponiamo, allora, la possibilità di riaprire i magazzini a inizio aprile per evadere gli ordini esteri, di poter lavorare a turni e orari ridotti. Siamo anche convinti che sia necessario identificare un modello simile a quello israeliano o individuare il modello in base alle fasce d’età, che sta circolando in questi giorni. Non fermateci perché non si fermi il Paese. Siamo consapevoli che noi come tutta l’Italia stiamo andando incontro a un nuovo equilibrio: come industriali conosciamo la necessità di un piano strategico utile a far fronte a una situazione nuova e di forte crisi. Siamo disponibili a collaborare con le istituzioni e alle autorità. Allo stesso tempo, chiediamo al governo di aiutarci a rassicurare i sindacati e i lavoratori continuando così a costruire il bene comune per i singoli, le famiglie e l’intera Italia. Ci vuole massimo sforzo, perché la vita delle persone passa dalla salute e dalla dignità del posto di lavoro».

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COVID-19: UE e industria per finanziare ulteriori ricerche attraverso l’iniziativa sui medicinali innovativi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

L’Innovative Medicines Initiative (IMI), un partenariato pubblico-privato tra la Commissione europea e l’industria farmaceutica, ha lanciato oggi un invito rapido a presentare proposte di ricerca per sviluppare trattamenti e diagnosi in risposta all’epidemia di COVID-19. Fino a 45 milioni di euro di finanziamenti verranno da Horizon 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE.
La call fa parte della risposta coordinata dell’UE alla minaccia del COVID-19 e integra i finanziamenti d’emergenza per la ricerca già mobilitati di recente nell’ambito di Horizon 2020. Qui puoi trovare ulteriori informazioni sull’IMI e, invece, sulle azioni di ricerca dell’UE sul COVID-19 cliccando qui (fonte Commissione europea).

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Industria culturale italiana e conseguenze dal coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Interventi immediati a sostegno dell’intero settore culturale per contenere il pesantissimo impatto che l’emergenza Coronavirus sta avendo sulle imprese e sui lavoratori. Lo chiede Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI), Federazione Italiana dell’Industria Culturale che riunisce le associazioni dell’editoria (AIE), della musica (AFI, FIMI, PMI), del cinema e audiovisivo (ANICA, APA, UNIVIDEO) e servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale (AICC), in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini e al Ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli.“Gli effetti della diffusione del virus sulle aziende e lavoratori del settore – spiega Cipolletta – è significativo e preoccupante. Il drastico calo di vendite di prodotti culturali, libri, musica e dvd, la cancellazione di concerti, la disdetta di mostre e visite culturali con presenze nei musei che non raggiungono il 20% di quelle normalmente registrate, l’annullamento di festival ed eventi fieristici, la chiusura delle sale cinematografiche, la sospensione delle produzioni audiovisive nazionali e internazionali e in generale il congelamento di attività o iniziative già programmate stanno generando infatti danni economici assai rilevanti su tutto il territorio nazionale, stravolgendo investimenti e sviluppo delle industrie per quest’anno e, probabilmente, anche per quelli a venire e generando una crisi di liquidità per le aziende del settore”.In quest’ultimo week end gli incassi cinematografici sono crollati del 75% e sono andate al cinema solo 324.000 persone, mentre l’anno scorso erano più di un milione; nella sola giornata di ieri, il crollo ha raggiunto il 90%. Il 70% delle prenotazioni online di mostre e musei sono state cancellate, così come ben 7.400 spettacoli dal vivo provocando perdite di incassi pari a 10,5 milioni di euro per i soli eventi musicali, mentre i libri hanno subito un calo di vendite del 25% con punte del 70% nelle zone maggiormente colpite dal virus.Quella che le imprese culturali stanno affrontando ha ormai il carattere di una vera e propria calamità, al pari di quanto sta avvenendo per molte altre imprese che operano in Italia, che potrebbe produrre danni strutturali con il rischio di piegare un sistema di imprese strategico per il futuro del Paese, per la salvaguardia del suo patrimonio, la diffusione della cultura, essenziale non solo per l’economia italiana ma per la stessa qualità della vita. Va affrontata in una logica emergenziale anche questa parte della crisi che sta attraversando il sistema Italia, con interventi urgenti di contenimento dei suoi effetti a breve e medio termine.Per questo Confindustria Cultura Italia chiede misure suggerite dalla gravità della situazione:
misure volte a garantire liquidità alle imprese come la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte, e una maggiore attenzione da parte del sistema bancario per l’accesso al credito;
CIGS per i lavoratori delle imprese del settore anche dove non già prevista;
assicurare in modo rapido i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.
A questi interventi di carattere generale devono essere associate urgenti misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo contingenti diventino strutturali al termine dell’emergenza.

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La Commissione Industria, ricerca ed energia visita le imprese di Lombardia e Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Parlamento europeo. Industria aerospaziale ed innovazione i temi al centro della missione della delegazione della Commissione ITRE del Parlamento europeo nelle due regioni del nord Italia tra il 24 e il 26 febbraio.
Prenderanno parte alla missione i deputati Patrizia TOIA (S&D) (Italia) – capo delegazione, Massimiliano SALINI (PPE) (Italia), Andrius KUBILIUS (PPE) (Lituania), Josianne CUTAJAR (S&D) (Malta), Christophe GRUDLER (Renew) (Francia), Henrike HAHN (Verdi) (Germania), Georg MAYER (ID) (Austria). A questi si affiancheranno i membri accompagnatori Eleonora Evi (NI) (Italia), Isabella Tovaglieri (ID) (Italia), Andrea Caroppo (ID) (Italia).
I parlamentari visiteranno diverse realtà imprenditoriali di Lombardia e Piemonte che rappresentano un modello in settori come l’aerospazio, la difesa e l’innovazione. Lunedì 24 saranno a Varese alla divisione elicotteri di Leonardo e alla Alfredo Grassi spa. Martedì sarà la volta del centro aeronautico Leonardo a Torino, della Thales Alenia, della Altec e della LMA Aerospace Tecnology.
I deputati avranno anche la possibilità di confrontarsi con i rappresentanti di Federchimica (lunedì), Politecnico di Torino (martedì), Polihub e Politecnico di Milano, European Research Council (mercoledì).
Il viaggio della delegazione arriva in un momento cruciale per la definizione del prossimo bilancio pluriennale europeo che sostiene ampiamente l’innovazione nei settori oggetto della visita. Il Parlamento europeo ha chiesto più coraggio nella definizione di un quadro finanziario in grado di sostenere queste industrie fondamentali per il futuro della UE.
La visita si concluderà mercoledì 26 febbraio alle 13.30 con un breve punto stampa presso il palazzo della Regione Lombardia, piazza Città di Lombardia 1, Milano.Programma sintetico:
Lunedì:14.00 – 16.00 Visita presso Leonardo – Divisione elicotteri 16.30 – 18.00 Visita presso la Alfredo Grassi S.p.a con scambio di vedute su innovazione e sostenibilità 20.30 Incontro con Federchimica per una discussione sulle materie di competenza della Commissione ITRE.
Martedì: 9.30 – 11.00 Visita presso il centro aeronautico Leonardo – Torino Caselle
11.30 – 12.00 Visita alla Thales Alenia Space – Thales Alenia Space Overview
12.45 – 13.10 Visita presso Altec
14.30 – 15.30 Visita presso L.M.A.
16.00 – 18.00 Politecnico di Torino – Incontro con autorità e rappresentanti del mondo industriale.
Mercoledì:
09.15 – 09.45 Visita a Polihub e Officine Edison
11.00 – 13.30 Incontro con le autorità regionali sulle politiche a sostegno di innovazione, ricerca, investimenti e sviluppo sostenibile: esperienze maturate nel settore dell’utilizzo di fondi europei e aspettative sul bilancio pluriennale 2021-2027 (Palazzo della Regione Lombardia, Sala Opportunità – 13esimo piano).

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Premio Industria Felix

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Vince a Salsomaggiore la migliore impresa under 40, leader nella ricerca e commercializzazione di device di ultima generazione per una migliore gestione del diabete e del dolore cronico. E’ sempre la cornice dell’Emilia Romagna a ospitare la realtà di un’azienda salsese che, anche per questa edizione, riceve il Premio Felix come migliore impresa under 40 per performance gestionali e affidabilità finanziaria della provincia di Parma.
Il suo nome è Theras Lifetech, leader nella ricerca e nella commercializzazione di tecnologie d’avanguardia per il trattamento e il monitoraggio del diabete in continuo (80% dell’impegno aziendale) e per la gestione del dolore cronico (20%).
“E’ con particolare orgoglio che ritiriamo il premio anche quest’anno. Se è vero che è stato difficile raggiungere i risultati che hanno consentito il conseguimento del premio l’anno scorso, confermarli è ancora più complesso e può avvenire solamente se tutte le componenti del sistema aziendale funzionano alla perfezione, dai prodotti al personale – precisa Federico FERRARI, COO di Theras
Lifetech che ha ritirato il Premio – Siamo già concentrati al 2020, anno in cui, ancora una volta, abbiamo alzato ulteriormente l’asticella sia in termini di risultati che in termini di nuovi prodotti, accomunati dalla caratteristiche di sostenibilità per il sistema sanitario e di usabilità per l’utente finale” Theras Lifetech è stata scelta tra le migliori d’Italia per L’Emilia-Romagna, le Marche, l’Umbria dalla Giuria riunitosi all’Università LUISS Guido Carli e – si legge nella motivazione del Premio Industria Felix – “Quale migliore Impresa Under 40 della provincia di Parma per performance gestionale e affidabilità finanziaria”

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Industria: Istat, -1,3% produzione 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a dicembre scende del 2,7% rispetto a novembre, mentre nella media del 2019 cala dell’1,3% rispetto al 2018.”Peggio di così non poteva andare. Anche se l’Istat, nel dare nei giorni scorsi il calo congiunturale del Pil del quarto trimestre, -0,3%, aveva già in parte considerato i dati preliminari della produzione in suo possesso, è evidente che il crollo reso noto oggi è così sconfortante che diventa difficile immaginare un’inversione di tendenza del Pil per il primo trimestre 2020. L’Italia, quindi, torna in recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non c’è un solo raggruppamento, dai beni di consumo ai beni intermedi, in territorio positivo, né rispetto a novembre né rispetto a dicembre 2018, mentre il trimestre registra una diminuzione dell’1,4%” prosegue Dona.
“Se poi consideriamo che si è perso quasi un quinto della produzione industriale rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è completo. Dal 2019 al 2007 l’industria segna un -19%. Per i beni di consumo durevoli, poi, la distanza rispetto a 12 anni fa è del 28,6%, quasi un terzo. Un abisso!” conclude Dona.

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Crescita dell’industria dei servizi immobiliari

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

E’ una realtà sempre più importante nel panorama europeo e aumenta più del mercato immobiliare. Nel 2019 il fatturato di questo comparto nei cinque grandi Paesi europei è stato superiore a 385 miliardi di euro con un aumento dell’1,2 per cento sul 2018. A livello continentale questa industria pesa per oltre 480 miliardi di euro. Anche in Italia il settore è in grande sviluppo, e nel 2019 ha raggiunto i 43 miliardi di euro con un incremento di quasi il cinque per cento sull’anno precedente. È una crescita superiore a quella registrata nel mercato immobiliare che è stata del 3,9 per cento. La Germania si conferma il mercato più importante, la Spagna si muove sulla scia dell’Italia mentre il mercato francese rimane in una posizione intermedia, con un fatturato in contrazione. I mercati più produttivi per fatturato medio per occupato si confermano quello tedesco, con 273mila euro per addetto, e quello francese, con 257mila euro. Sono questi alcuni dei dati illustrati oggi a Roma da Scenari Immobiliari in apertura del convegno FUTU.RE, durante il quale è stato presentato il quinto “Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia”. Il Rapporto èrealizzato con la collaborazione delle principali società di servizi italiane (Abaco Team, Agire Gruppo IPI, BNP Paribas Real Estate, CDP, Coima, Cushman & Wakefield, Generali Real Estate, GVA Redilco, Revalo, Rina Prime Value Services, Sidief, Yard).
Nei cinque Paesi analizzati si arriva a quasi due milioni di addetti diretti, corrispondente all’1,3 per cento della forza lavoro totale. Accanto agli addetti diretti si sommano quelli indiretti, con un indotto stimato in 786mila unità. In Italia nel 2019 l’intera filiera dei servizi all’immobiliare (dalla progettazione alla vendita) supera il mezzo milione di addetti (+2,9% sul 2018), tra diretti e indiretti, facendo registrare una crescita del 15,8 per cento in cinque anni, ai primi posti in Europa. http://www.secglobalnetwork.com

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Industria: Istat, produzione novembre,-0,6% su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a novembre scende dello 0,6% su base annua.”Il Paese arretra. Ennesimo tonfo della produzione, con pericolose ripercussioni sul Pil. L’impercettibile rialzo su base mensile non basta certo a compensare il nono calo consecutivo su base annua o la riduzione dell’1,1% registrata da gennaio a novembre in termini tendenziali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un quadro sconfortante se consideriamo che non solo si è perso quasi un quinto della produzione industriale rispetto ai valori pre-crisi, dal novembre 2007, infatti, l’industria segna un -19,5%, ma la situazione è peggiorata anche ad appena due anni fa, ossia a novembre 2017, con un gap da colmare del 3,4%. Per i beni di consumo durevoli, poi, la distanza rispetto a 12 anni fa è del 27,3%. Una voragine!” conclude Dona.

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Finanziamenti all’industria spaziale europea

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

“L’industria spaziale europea è una delle più competitive al mondo e grazie al nuovo Programma Spaziale è pronta ad affrontare le sfide poste dal mercato globale, primi tra tutti Usa e Cina. Il settore Spazio dà lavoro ad oltre 230mila persone in tutta Europa e crea valore per oltre 62 miliardi di euro, mentre un terzo dei satelliti del mondo è “made in Europe”. Ora la sfida interna è quella di difendere il finanziamento approvato, pari a 16,9 miliardi di euro, dal tentativo della presidenza finlandese del Consiglio europeo di diminuirlo del 12%. Le ricadute previste dal nuovo programma spaziale sono stimate attorno ai 70 miliardi di euro, un valore di cui potrà beneficiare il settore aerospaziale italiano con le sue grandi e piccole aziende presenti in prima linea sulla frontiera dell’innovazione”. Lo ha affermato l’eurodeputato Massimiliano Salini, relatore del dossier sul nuovo Programma Spaziale Europeo presentato oggi a Napoli al Convegno “Gli Stati Generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa” con le più alte Istituzioni europee e italiane.

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Osservatorio sul mondo dell’industria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL – Settore Industria pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Industria: rallenta la crescita delle SRL dopo l’ascesa degli anni scorsi. Nel 2018 sono aumentati gli addetti (+2,4%), il fatturato (+4,7%) e il valore della produzione (+4,9%) ma in netta decelerazione al confronto del 2017 che segnava un incremento del +3,6% per gli addetti, +5,8% nel fatturato e +6,3% nel valore della produzione. Una frenata ancora più significativa se guardiamo al valore aggiunto che dal+6,4% del 2017 è lievitato solo del +3,7% l’anno scorso. Questo il quadro emerso dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL – Settore Industria pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. L’analisi, sulla base della banca dati Aida –Bureau Van Dick ha riguardato i bilanci 2018 di 88.000 srl appartenenti al settore industria, pari al 21% del totale di srl attive, con un numero di addetti equivalente al 31% del globale. La performance migliore in termini di fatturato si è avuta nel comparto della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (+16,8%); un settore questo che rappresenta solo lo 0,2% delle Srl, lo 0,3% degli addetti e il 2,3% dei ricavi. Tra i comparti più significativi, invece, spicca quello della fabbricazione dei prodotti in metallo (+7%) seguito dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (+5,4%), mentre un po’ a distanza troviamo il comparto della fabbricazione di macchinari ed apparecchiature (+3,8%). Tra gli altri, si segnala la crescita del comparto fabbricazione di computer e prodotti elettronici (+7,1%), seguito dal comparto della fabbricazione di articoli in pelli e simili (+6,3%), dal comparto della metallurgia (+6,1%), dal comparto della carta e di prodotti di carta (+5,6%) e dal comparto della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+5,3%). Nessuno registra un calo dei ricavi, solo due comparti registrano un incremento inferiore all’1% e sono il comparto della fabbricazione di prodotti farmaceutici e il comparto della fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+0,8%).A livello geografico, il risultato migliore è quello del Nord –Est dove si rileva un aumento del fatturato del +6,8% e del valore aggiunto pari a +7,7%. Piccolo non è bello. Le microimprese (fatturato fino a 350.000 euro) sono in sofferenza con valori decisamente negativi (-9,3% di addetti e -3,6% di fatturato) al confronto delle SRL con fatturato superiore ai 10 milioni che presentano un incremento sia del fatturato (+6,7% ) che dei lavoratori (+5,2).

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Industria: settembre, su anno fatturato -1,6%, ordini +0,3%

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a settembre scende su base annua il fatturato dell’industria (-1,6%) mentre gli ordinativi salgono (+0,3%).”Industrie ferme, come il Paese. Il lieve incremento del fatturato e degli ordinativi su base mensile era scontato e ovvio, visto che nel mese di agosto le industrie sono chiuse per ferie. Un rialzo che comunque non basta nemmeno a risollevare le sorti del terzo trimestre 2019, che si chiude in territorio negativo per entrambi. Su base annua, invece, il fatturato precipita, mentre il +0,3% degli ordinativi, non fa presagire nulla di buono per il futuro, visto che quelli esteri sono crollati del 2,3%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se confrontiamo i dati di oggi con i picchi pre-crisi, si evidenzia che gli ordinativi interni, rispetto a settembre 2008, sono ancora inferiori del 18,8%, mentre quelli esteri sono abbondantemente positivi, +13,5%. Insomma, durante la recessione hanno salvato le nostre industrie dal fallimento. Ecco perché la caduta su base annua di oggi è preoccupante. Anche il fatturato totale è calato del 7,1% rispetto ad 11 anni fa, ma quello estero segna un +17,4% mentre quello interno è franato del 16,6%” conclude Dona.

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Industria: Serracchiani a Patuanelli, serve Piano nazionale siderurgia

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Mi “chiedo se il Ministero da lei guidato stia elaborando un Piano nazionale per la siderurgia quale premessa per il mantenimento delle nostre capacità produttive, affinché il rango di potenza industriale dell’Italia non sia gradualmente eroso e perduto”. E’ la domanda che la deputata dem Debora Serracchiani rivolge, in una lettera inviata oggi, al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.
Precisando di “considerare anche politicamente rilevanti le sue chiarissime parole in merito alla necessità che il nostro Paese mantenga una sua produzione siderurgica”, la parlamentare chiede inoltre al ministro “di prendere in mano con la massima energia questo settore, senza esitazione, esplorando tutte le opportunità di rilancio al netto di pregresse valutazioni individuali”.“Non c’è solo Terni dove – ricorda Serracchiani – si sta combattendo una battaglia difficile: sono ben note le situazioni particolari in cui versano gli stabilimenti di Cremona, dove si prevede un taglio della produzione del 70% e di Trieste, quest’ultimo unico sito a produrre ghisa in Italia in fase di dismissione dalla proprietà su pressione delle istituzioni”.

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Industria: dati pessimi, ora rischio recessione

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a giugno scende su base mensile sia il fatturato dell’industria (-0,5%) che gli ordinativi (-0,9%).”Dati pessimi. Ora rischio recessione per il secondo trimestre, che finisce nel peggiore dei modi, con un calo, rispetto al primo trimestre 2019, sia del fatturato che degli ordinativi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se poi confrontiamo i dati di oggi con i picchi pre-crisi, il quadro è ancor più sconfortante. Rispetto a giugno 2008 il fatturato totale è diminuito del 9,5%, quello interno è crollato addirittura del 16,8%. Gli ordinativi totali, rispetto a giugno 2007, sono calati in 12 anni del 14,1%, quelli interni sono franati del 17,4%” conclude Dona.

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Industria:calo della produzione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

In questi mesi l’andamento della produzione industriale è stato caratterizzato da un andamento decisamente discontinuo, in cui aumenti e diminuzioni si sono alternati pressoché ogni mese. I dati pubblicati oggi dall’Istat parlano di un calo del – 0,2% su base mensile e addirittura di una flessione del -1,2% rispetto allo scorso anno.
La diminuzione della produzione non è che l’ennesimo segnale di una crisi che, purtroppo, continua a strozzare la nostra economia, con conseguenze spesso disastrose sui bilanci familiari dei cittadini. Le famiglie continuano a dover affrontare gravi situazioni di difficoltà economica e faticano a sostenere le spese quotidiane anche perché, non ci stanchiamo di ribadirlo, le retribuzioni non crescono in misura proporzionale rispetto al costo della vita.Sulle vendite al dettaglio l’Istituto di Statistica registra invece un aumento del +1,9%, un dato che non solo è opposto a quello della produzione ma che, anche in questo caso, fa emergere un trend discontinuo, poiché solo il mese scorso la stessa voce risultava in diminuzione.“L’inutilità degli interventi realizzati al solo scopo di raccogliere consensi politici appare sempre più evidente, così come è lampante la necessità di azioni concrete finalizzate a far uscire il Paese dalla crisi e dall’incertezza” – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori Nazionale.In questo quadro rinnoviamo la richiesta al Governo di mettere in campo misure efficaci per il lavoro e per la crescita, in modo da rilanciare in modo stabile e duraturo la domanda interna e da fornire una solida base ad una nuova fase economica.

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Industria: Istat, produzione maggio +0,9%

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio sale dello 0,9% su base mensile e scende dello 0,7% su base annua.”Poteva andare peggio, ma non ci siamo! Un ulteriore calo congiunturale, dopo quelli già registrati a marzo ed aprile, avrebbe determinato il ritorno in recessione tecnica nel secondo trimestre 2019, ma il problema è che non ci siamo ancora salvati, considerato che su base trimestrale siamo ancora in territorio negativo, anche se di poco, -0,1%. Insomma, sarà il mese di giugno a dirci l’esito finale sull’andamento dell’economia italiana” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Certo non c’è da stare allegri, considerato che rispetto ai valori pre-crisi del maggio 2007, la produzione totale è ancora inferiore del 19,2%, ossia quasi un quinto. In 12 anni, i beni di consumo durevoli sono crollati addirittura del 28,8%, quasi un terzo. Un abisso da riempire che indica la condizione economica delle famiglie, in difficoltà nell’acquistare i beni più costosi” conclude Dona. (by Mauro Antonelli)

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A Hong Kong l’industria 4.0 parla italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

C’è una componente italiana nel progetto di re-industrializzazione che vuole trasformare Hong Kong in un hub internazionale di innovazione. La prima linea industriale basata sulla smart production della regione amministrativa speciale cinese sarà infatti realizzata da NiRoTech, società di elettronica di cui è co-fondatore l’imprenditore italiano Roberto Leone. Originario del Bellunese, residente in Cina da oltre 17 anni, Managing Director di un’azienda che fattura 24 milioni di USD e dà lavoro a 42 persone, Leone ha infatti stretto un accordo con un ente semi-governativo locale per costruire un impianto industriale ad altissimo grado di automazione, basato sull’integrazione tra robot, intelligenza artificiale, IoT e cloud. La nuova linea sarà pronta a ottobre 2019: per la prima volta dopo decenni Hong Kong tornerà ad avere un’industria manifatturiera. «E sarà un’industria 4.0 – commenta Roberto Leone –, cioè quel’industria automatizzata e interconnessa che rappresenta il futuro, e che per l’Asia è già il presente. La nuova linea realizzata da NiRoTech permetterà non solo di aumentare la capacità produttiva e ottimizzare i costi, ma soprattutto di ottenere prodotti finiti ad alta tecnologia e di qualità superiore».La linea “smart”, che si sviluppa a L per 40 metri e impiega una decina di robot che operano in autotuning, permette di raddoppiare la capacità produttiva rispetto a un impianto tradizionale, nonché di sviluppare contemporaneamente sei modelli, invece di uno solo. Tutto questo con il lavoro di quattro o cinque persone, «quando lo stesso tipo di produzione in Cina ne richiederebbe 25» spiega sempre Leone.NiRoTech comincerà in autunno a produrre sistemi elettronici per il controllo accessi destinati a clienti europei. Le schede SMD, «componenti relativamente semplici che da anni in tutto il mondo si producono in modo automatizzato» spiega Leone, saranno realizzate da NiRoTech in Vietnam; poi il prodotto semifinito sarà completato e testato a Hong Kong, dove avviene anche la gestione di logistica e spedizioni. L’ottimizzazione dei costi e il controllo totale sulla qualità sono permessi dal particolare modello di filiera che caratterizza NiRoTech: l’azienda, fondata nel 2013, si basa infatti su un network di fornitori affidabili e controllati in Cina e Vietnam, con i quali vengono sviluppati progetti ad alto grado di personalizzazione. Inoltre, negli ultimi anni NiRoTech si è preparata alle sfide dell’automazione digitalizzando completamente il proprio sistema di gestione dei dati, e ora è pronta a integrare produzione e logistica in modo da avere un controllo real time e previsioni affidabili su tutti i processi coinvolti.«Questo a Hong Kong è il primo sito produttivo interamente di proprietà di NiRoTech, 2500 metri quadri con una decina di persone al lavoro, ed è un passo fondamentale per avere una supply chain completamente smart – sottolinea Leone –. Si tratta di un investimento importante che ci permetterà crescere e posizionarci in un settore strategico».
La Cina infatti è decisamente avanti sulla strada dell’automazione: viene considerata la soluzione ai problemi di manodopera, sempre più costosa e sempre più scarsa. A Hong Kong, in particolare, negli anni il manifatturiero è progressivamente scomparso, mentre i costi dei terreni e degli immobili sono lievitati tanto da rendere impensabile sviluppare siti industriali. Il governo però vuole invertire la tendenza e spingere un “Made in Hong Kong” basato su innovazione e tecnologia. «La chiave per essere competitivi è proprio questa, puntare sullo smart manufacturing per realizzare prodotti di qualità eccelsa e ad alto valore aggiunto – conclude Roberto Leone –. Ed è un modello che a mio avviso è estremamente interessante anche per noi europei. Infatti, se l’esperienza con questa nuova linea a Hong Kong sarà positiva, non escludo che in futuro potremo replicarla anche in altri.

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Accordo tra Euler Hermes e Confimi Industria

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

Euler Hermes, società del Gruppo Allianz e leader in Italia dell’assicurazione crediti e Confimi Industria, la Confederazione dell’Industria Manifatturiera Italiana e dell’Impresa Privata, hanno recentemente siglato un accordo di collaborazione per lo sviluppo del business sia in Italia che all’estero delle aziende associate. Grazie all’accordo di partnership, le PMI di tutti i settori merceologici potranno usufruire dei principali servizi messi a disposizione sul mercato da Euler Hermes con l’obiettivo di attenuare i rischi di mancato pagamento nelle transazioni commerciali, in crescita a doppia cifra nei primi cinque mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In allegato il comunicato stampa e la foto di Massimo Reale, Direttore Commerciale Euler Hermes Italia.Web: http://www.pressway.it

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L’industria dei parchi diventimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Con un indotto stimato di 800 milioni di euro, che, oltre agli ingressi, comprende hotel, ristorazione, merchandising e altri servizi complementari, il settore dei Parchi Tematici sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel sistema dell’offerta turistica italiana.
A dimostrarlo è il primo incontro ufficiale tra il Ministro delle Politiche Agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio e i Rappresentanti dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, in occasione della presentazione del libro “L’industria dei Parchi Divertimento: un patrimonio di valore per il territorio” che si è svolta questa mattina nella sala Cavour del MIPAAFT. Nel corso della conferenza stampa, moderata dalla giornalista, autrice e conduttrice RAI Margherita Basso, Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, ha delineato il profilo e il peso specifico di un comparto in costante sviluppo, che conta ad oggi più di 230 strutture tra parchi tematici, acquatici e faunistici.
Nel 2017 il comparto ha sviluppato un giro d’affari di 376 milioni di euro, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, a fronte di 18.4 milioni di ingressi venduti, con un tasso di incremento che sfiora il 10%. Rilevanti anche i dati relativi all’occupazione: il settore genera 20.000 posti di lavoro stabili, che arrivano a 60.000 tra le assunzioni stagionali e l’indotto. Sul fronte dell’hôtellerie si calcola un totale di circa 1 milione di posti letto venduti nel corso dell’anno, considerando sia le strutture convenzionate sia gli eventuali resort interni ai parchi. In linea con l’andamento del settore nei principali Paesi Europei, anche in Italia si afferma la tendenza dei visitatori ad allungare il tempo medio di permanenza, abbinando la visita al soggiorno in hotel.
Tutti questi dati dimostrano il ruolo strategico dei parchi a tema nello sviluppo territoriale e nazionale, rendendo quanto mai necessaria una più stretta collaborazione con le Istituzioni competenti. Da oltre mezzo secolo i parchi si contraddistinguono sul mercato nazionale per l’impiego di ingenti capitali volti all’innovazione e all’aggiornamento di servizi e prodotti, elementi vitali nel campo del divertimento e dell’intrattenimento.“L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un valore indiscusso per il turismo nazionale e internazionale. Dobbiamo puntare sempre più sulla diversificazione e sulla destagionalizzazione dell’offerta se vogliamo essere un Paese capace di attrarre diverse tipologie di visitatori, anche alla luce del report oggi presentato e che conferma come il visitatore dei parchi non sia un turista mordi e fuggi ma alto spendente, con importanti ricadute su tutto il territorio in termini di mercato e occupazione” –, è quanto ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Stiamo lavorando sull’enoturismo, sul turismo sostenibile, rurale, bisogna lavorare anche sul turismo dei ‘parchi di divertimento’ che da sempre si contraddistingue per l’impiego di importanti capitali, servizi e prodotti innovativi”.
Volano di investimenti e occupazione, i Parchi Tematici rappresentano un mercato che ha ancora un grande potenziale di espressione: l’inizio di una concreta collaborazione con le amministrazioni pubbliche locali, regionali e nazionali ha una portata storica per il comparto e sarà propedeutica per una nuova fase di espansione. Qualificandosi come vere e proprie destinazioni tematiche, i parchi contribuiscono alla crescita dei flussi sul territorio, migliorando ulteriormente la qualità e l’appeal dell’offerta turistica del nostro Paese sia sul mercato interno sia sul mercato internazionale.

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Industria: aprile, su mese fatturato -1%, ordini -2,4%

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Secondo i dati resi noti dall’Istat, ad aprile scende su base mensile sia il fatturato dell’industria (-1%) che gli ordinativi (-2,4%).”Dati pessimi. Ora rischio recessione. Dopo il calo di aprile della produzione, è la volta di fatturato e ordini. Un secondo trimestre con un inizio da dimenticare al più presto, altrimenti di questo passo torniamo in recessione. Sale anche la probabilità di una manovra correttiva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è ancora più sconfortante. Se confrontiamo i picchi pre-crisi, rispetto ad aprile 2008 il fatturato totale è diminuito dell’8,3%, quello interno è crollato addirittura del 17,3%. Gli ordinativi totali sono calati rispetto ad 11 anni fa del 13,9%, quelli interni sono franati del 25,8%, ossia di un quarto” conclude Dona.

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Industria: aprile, su mese fatturato -1%, ordini -2,4%

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad aprile scende su base mensile sia il fatturato dell’industria (-1%) che gli ordinativi (-2,4%).”Dati pessimi. Ora rischio recessione. Dopo il calo di aprile della produzione, è la volta di fatturato e ordini. Un secondo trimestre con un inizio da dimenticare al più presto, altrimenti di questo passo torniamo in recessione. Sale anche la probabilità di una manovra correttiva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è ancora più sconfortante. Se confrontiamo i picchi pre-crisi, rispetto ad aprile 2008 il fatturato totale è diminuito dell’8,3%, quello interno è crollato addirittura del 17,3%. Gli ordinativi totali sono calati rispetto ad 11 anni fa del 13,9%, quelli interni sono franati del 25,8%, ossia di un quarto” conclude Dona.

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