Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

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Misure finanziarie di sostegno per il settore librario, l’industria discografica

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“Il governo dia seguito alle osservazioni introdotte nei pareri delle commissioni in Senato e introduca già nel corso della conversione misure finanziarie di sostegno per il settore librario, l’industria discografica e l’estensione delle misure di sostegno alle imprese anche al settore culturale e dello spettacolo.Non possiamo permetterci una Nazione senza teatri e senza cinema, senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori, parchi divertimento, senza spettacoli, senza concerti, senza produzioni cinematografiche, senza musei, senza gallerie d’arte.Vanno, quindi, garantiti nel decreto “marzo” l’estensione del fondo per le emergenze anche ai settori dell’industria libraria e fonografica, l’introduzione di un credito d’imposta per gli affitti di teatri, cinema e sale per spettacoli, l’estensione del reddito di ultima istanza anche ai lavoratori dello spettacolo, l’aumento dell’indennità già introdotta, un prolungamento della durata dei provvedimenti per le sospensioni contributive e tributarie, un credito d’imposta per l’editoria per l’acquisto della carta.Inoltre, la cultura aiuta a diminuire gli effetti psicologici dell’isolamento: chiediamo, quindi, che i prodotti culturali vengano inseriti fra i beni di prima necessità e garantita la loro reperibilità e vengano incentivate forme di lavoro agile anche per i lavoratori dello spettacolo, così da mitigare anche gli effetti economici dei provvedimenti.
Infine, siamo soddisfatti dell’introduzione nel parere dell’ottava commissione della necessità di adeguare i palinsesti Rai per l’aiuto alla didattica a distanza, in particolare all’esame di maturità.Chiederemo, con una risoluzione in commissione Istruzione assieme alle colleghe Frassinetti e Bucalo, che la Rai adegui i propri palinsesti con canali appositi e diversificazione per fasce orarie, così da coadiuvare il lavoro dei docenti.” Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura, responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone.

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Industrie Fluviali: il nuovo Ecosistema Cultura di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Roma Giovedì 13 febbraio 2020 ore 18.00-20.00 Industrie Fluviali, Via del Porto Fluviale 35.Industrie Fluviali prosegue la sua mission di innovazione culturale e riflessione sul presente, aprendosi al territorio con iniziative e appuntamenti originali e attenti agli stimoli sociali contemporanei, portando negli spazi d’archeologia industriale di via del Porto Fluviale una serie di nuovi inediti appuntamenti verso una rinnovata concezione di cittadinanza e diversità.
Aspettando i nuovi focus tattili e visivi, il 13 febbraio 2020 debutta a Industrie Fluviali un nuovo format: Parole correnti. Vocabolario essenziale contemporaneo.Parole Correnti è una serie di eventi mensili tematici, incentrati ognuno su una parola altamente significativa dell’oggi, organizzati da Artwave con Industrie Fluviali.Esperti, artisti e attivisti dialogano intorno ad una parola-chiave della contemporaneità per trasformarla, liberarla dagli stereotipi e comprendere la complessità del nostro tempo.Il primo appuntamento di Parole Correnti è con #poliamore: cosa significa esattamente questa parola? Come funziona una relazione poliamorosa? Quali sono le possibilità e i rischi? Quali implicazioni comporta rispetto all’identità, all’orientamento e alla consapevolezza della vita sessuale ed emotiva di ognuno e ognuna?Parole Correnti si propone di aprire nuovi orizzonti di senso sul poliamore, tramite un dialogo fra tre prospettive diverse e complementari: quelle di Dante Antonelli, Pietro Turano e Veronica Vizzari.Al termine di questo dialogo, una sessione di Q&A permette ai partecipanti di confrontarsi direttamente con gli ospiti. Infine, i ruoli si invertono e il pubblico, attraverso un breve workshop, diventa protagonista dell’incontro condividendo suggestioni, emozioni, pensieri, racconti, abitudini.Intervengono: Dante Antonelli, regista e drammaturgo tra i più importanti del panorama teatrale italiano. Ha affrontato il tema del poliamore nel suo ultimo spettacolo, Atto di Adorazione, che ha debuttato nel 2019 al RomaEuropa Festival. Il suo è il punto di vista dell’arte e del processo creativo, anticipatori mai banali della realtà. Pietro Turano, attore, tra i protagonisti della serie tv SKAM Italia. Attivista impegnato per i diritti LGBT+ in qualità di consigliere nazionale Arcigay, è componente del direttivo di Arcigay Roma. Il suo è il punto di vista della società reale, quella fatta di esseri umani in carne e ossa che ogni giorno si scontrano con pregiudizi e discriminazioni. Veronica Vizzari, psicoterapeuta e docente, conduttrice di gruppi ad approccio bioenergetico. Da anni lavora in campo clinico e scientifico nell’ambito della sessuologia. Il suo è il punto di vista della ricerca scientifica che indaga l’interdipendenza tra corpo, psiche e sfera emotiva. L’incontro, supportato da Odoya editore, è moderato da Cristina Cassese, responsabile della sezione Cultura di Artwave, specializzata in antropologia culturale e formatrice in percorsi sugli stereotipi di genere e d’identità.www.industriefluviali.it

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Unc: Italia in stagnazione, industrie ferme

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a novembre, su base mensile, resta stabile il fatturato dell’industria e scendono gli ordinativi (-0,3%).”Italia in stagnazione! Industrie ferme! Ma quello che maggiormente preoccupa, in prospettiva, sono gli ordini esteri, che scendono del 7,3% su base annua e dello 0,7% su ottobre. Le esportazioni, infatti, hanno salvato in questi anni di crisi le nostre industrie. Il possibile inasprimento dei dazi rischia, quindi, di diventare letale per il nostro Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se confrontiamo i dati di oggi con i valori pre-crisi, gli ordinativi, rispetto a novembre 2007, sono ancora inferiori del 15,8%, mentre quelli interni registrano addirittura un gap del 26,2%, più di un quarto, quelli esteri sono ancora positivi, nonostante il crollo segnalato oggi, e si attestano al +4,1%. Anche il fatturato totale è calato del 2,2% rispetto ad 12 anni fa, ma mentre quello estero segna un incremento notevole, +22,1%, quello interno è sotto dell’11,8%” conclude Dona.

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Reti Transnazionali tra Industrie e PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Bruxelles. 31 marzo / 1 Aprile 2020. L’utilizzo di Tecnologie avanzate nei nuovi sistemi di Sicurezza e Difesa sta conoscendo una fase di rapido sviluppo. Applicazioni legate ai Big Data, all’Intelligenza Artificiale, alla Cybersecurity, alla Rilevazione Satellitare, sono ormai alla base di ogni strategia militare e di intelligence.Diversi Programmi Europei finanziano queste applicazioni in ambito civile e militare, integrando i fondi a disposizione dei singoli Stati. Ai Programmi internazionali si aggiungono le richieste di Tecnologie per la Difesa, provenienti dalla Nato, dall’Occar e dall’ European Defence Agency, attraverso specifiche procedure di Procurement.Su questi temi GreenHillAdvisory promuove un Workshop a Bruxelles, in collaborazione con la Commissione Europea, dedicato alle Aziende Italiane di hightech interessate ad entrare in questo mercato estremamente competitivo.Un’occasione per conoscere i Programmi Europei di finanziamento e le fasi di Procurement in ambito Sicurezza e Difesa. Un’opportunità di networking nei confronti di tutte le Istituzioni coinvolte nei processi decisionali: Commissione Europea DG Space and Defence / DG Grow, European Defence Agency, European Space Agency, Nato, Occar, Rappresentanze Italiane presso la Ue e la Nato. (fonte: CEO, GreenHillAdvisory http://www.greenhilladvisory.com.

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Un’iniziativa creata dall’Unione Europea per stimolare le industrie della moda e del lifestlyle in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2018

E per sviluppare prodotti innovativi basati sul design. Ora, il WORTH Partnership Project riapre le candidature per trovare i prossimi progetti promettenti. WORTH sta per intraprendere la seconda edizione di un viaggio di 4 anni, che ha l’obiettivo di sostenere 150 partnership per tutta la durata del progetto.
La seconda call per l’invio delle candidature si è aperto il 17 aprile. La WORTH Community sta crescendo rapidamente, con oltre 650 membri registrati e pronti a connettersi e a costruire collaborazioni transnazionali. Tutti i creativi sono invitati a registrarsi e a candidarsi alla seconda call del WORTH Partnership Project, che si concluderà il 24 ottobre 2018.
I Progetti premiati riceveranno supporto finanziario, attività di coaching, possibilità di partecipare a eventi internazionali, creazione di legami professionali, crescita del mercato e accesso a una comunità innovativa per rilanciare le proprie idee innovative e dirompenti.
In linea con gli obiettivi dell’Unione Europea, siamo focalizzati sul rendere più competitive le imprese dei settori fashion, lifestyle e beni di consumo, spingendo l’acceleratore su design e innovazione. WORTH Partnership Project è un’opportunità per le PMI e le start-up creative per espandere le proprie capacità di innovazione e design attraverso partnership transnazionali attraverso tutta l’Europa “, ha dichiarato Vicente Cambra, R&D Assistant Manager di AITEX e project manager di WORTH.
I 25 progetti di design altamente innovativi selezionati a seguito della prima call riguardavano un’ampia gamma di settori industriali in 20 diversi paesi europei. Tutti i progetti hanno dimostrato di avere un forte potenziale di mercato e hanno dato vita a veri e propri partenariati intenzionali per sviluppare la creatività europea.
“Dobbiamo riflettere su nuovi modi per mescolare creatività e innovazione e per esprimere la creatività attraverso le lenti di altre discipline” – ha affermato Leslie Holden, direttrice dell’Amsterdam School of Fashion e membro del comitato direttivo.
Un’iniziativa della Commissione Europea che si propone di sostenere collaborazione tra PM e start-up di designers, produttori e imprese tecnologiche per creare nuovi prodotti e realizzare idee innovative e dirompenti. L’iniziativa è attuata da un consorzio in tutta Europa, nella convinzione che le industrie creative (PMI e start-up) siano i principali motori della crescita economica in Europa.

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Migliorare le norme per le industrie comunitarie che operano in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2013

Italiano: Cina amministrativa

Italiano: Cina amministrativa (Photo credit: Wikipedia)

Mentre i ministri degli esteri dell’UE stanno discutendo di autorizzare negoziati con la Cina, nel dibattito di mercoledì i deputati hanno evidenziato che un accordo d’investimento UE-Cina deve garantire una migliore posizione alle imprese UE nel mercato cinese e la sua negoziazione deve essere supervisionata dal Parlamento.I deputati, pur accogliendo con favore l’iniziativa di migliorare le relazioni economiche con la Cina, hanno inoltre chiesto che i servizi culturali e audiovisivi siano esclusi dai colloqui ed esortato i negoziatori a garantire che le merci prodotte nei campi di lavoro cinesi non rientrino in nessun accordo.Contrariamente al clima stabile e aperto cui gli investitori cinesi sono confrontati nell’UE, gli investimenti delle imprese comunitarie in Cina sono gravati da misure discriminatorie, come l’obbligo di costituire joint venture con aziende cinesi che le costringe a trasferire tecnologie strategiche ai partner cinesi. Il testo approvato stabilisce che si dovrebbero avviare colloqui solo se la Cina s’impegna formalmente a negoziare un accesso più facile al suo mercato per le imprese dell’UE.
I deputati rilevano che il surplus commerciale della Cina con l’UE ammonta a 146 miliardi di euro nel 2012, contro i 49 miliardi di euro del 2000 e che le imprese cinesi stanno mostrando un crescente interesse a investire nel mercato UE.Poiché i colloqui toccheranno argomenti pubblici comunitari molto sensibili, per i deputati essi dovranno essere condotti “con la massima trasparenza possibile” ed essere soggetti a controllo parlamentare, affinché gli esiti dei negoziati ottengano la necessaria approvazione del Parlamento europeo.Le merci prodotte in campi di lavoro forzato, ad esempio nel quadro del sistema di rieducazione attraverso il lavoro, generalmente noto con il nome di Laogai, “non dovrebbero beneficiare di investimenti nell’ambito dell’accordo bilaterale di investimento”. Si chiede inoltre alla Commissione europea di valutare l’impatto dei diritti umani in qualsiasi possibile accordo.I deputati chiedono che i servizi culturali e audiovisivi siano esclusi dai colloqui. L’accordo dovrebbe inoltre proteggere i servizi pubblici nell’Unione europea e garantire il rispetto dei diritti comunitari di proprietà intellettuale.

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Comprare un’automobile all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Può essere conveniente a patto che il consumatore sia ben informato. L’Unione Europea pubblica su un proprio sito  una tabella comparativa dei prezzi di un centinaio di modelli tra i piu’ venduti da 18 costruttori europei e 8 giapponesi. Individuata la vettura e il Paese dove effettuare l’acquisto, occorre tener presente nella valutazione dei costi l’Iva applicata, le spese di viaggio, e altre spese varie (documentazione, trasporto del veicolo, ecc.). I prezzi indicati sono quelli raccomandati dalle industrie automobilistiche ma alcuni concessionari possono praticare ulteriori sconti. Ricordiamo che l’Iva e’ quella del Paese di destinazione. Per trasferire il veicolo in Italia ci sono diverse soluzioni. La piu’ semplice e’ quella effettuata tramite rimorchio che non ha bisogno di particolari formalita’ oppure si puo’ ottenere una targa e una assicurazione provvisoria per il trasferimento (in genere 3 mesi), altra soluzione e’ quella di immatricolarla direttamente in Italia prima del trasferimento (occorre avere tutti i documenti) e poi ritirare la vettura portandosi appresso la targa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Sì, al federalismo. Ma, se equo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Si parla e si sparla di federalismo fiscale. Al nord, si pensa che sia la panacea per lo sperpero di denaro pubblico verificatosi nel Mezzogiorno; al Sud, invece, si teme che sia un notevole danno per i meridionali.Ci preme premettere che se il Nord gode dell’attuale ricchezza è da ascrivere anche al Sud: le braccia di lavoro dei meridionali che, subito dopo l’ultima guerra mondiale, contribuirono a fare sviluppare le varie industrie. I meridionali, attualmente, contribuiscono ad arricchire il Nord consumando ed utilizzando buona parte di ciò che viene prodotto in quelle regioni. Tanto da apparire il Sud una “colonia” del Nord.Infatti, qualche esempio: la Fiat di Torino quante diecine di migliaia di auto e di autocarri vende nel Sud Italia. Però, pur registrando utili, nelle regioni meridionali, le aliquote Irap ed Iva vengono versate nelle casse della regione Piemonte. Ed anche l’Irpef se anzichè di Società si dovesse di trattare di persona fisica, riferendoci a ditte individuali. Ma che giustizia sociale è mai questa? Lo stesso dicasi per altre diecine di case automobilistiche straniere tutte con le loro sedi legali nel Nord. Ed i vari centri commerciali, tipo Carrefour e Auchan? E le case farmaceutiche, le società di assicurazioni, le società petrolifere, i costruttori di elettrodomestici, le finanziarie e via dicendo? Non solo. Al largo del mare della città di Crotone, da oramai trenta anni, l’Eni (attraverso l’Agip) estrae gas metano, immettendolo nella rete nazionale. Si tratta di un quantitativo considerevole: giornalmente, circa sei milioni di mc. Ovvero: il 20 per cento della produzione nazionale. Per gli utili conseguiti in Calabria l’Eni ( o Agip ) ha versato, sinora,  le aliquote Irap ed Iva alla regione Lombardia. E sempre per il fatto che la sede legale si trovi a Milano. Soltanto, recentemente, la Società Eni Energia è stata smembrata in tre Società: una per il Nord, una per il Centro ed una per il Sud. Realizzando, così, un “federalismo” equo. Dato che, da ora in poi, verserà le aliquote Irap ed Iva nelle casse delle regioni dove sono ubicate le tre sedi e non già in Lombardia. Ebbene: è  giusto tutto ciò! Ecco perchè, in nome proprio del federalismo fiscale, gli amministratori regionali e locali dovrebbero imporre alle società, le cui sedi legali si trovino al Nord, di effettuare il pagamento dei tributi fiscali dove operano e fanno profitti. E se così  fosse il Ministro on. Bossi penserebbe meno al federalismo ed il sud vi crederebbe di più. E sa di amaro pensare che siamo proprio alla vigilia dei festeggiamenti previsti per la ricorrenza dei 150 anni dell’unificazione d’Italia. Centocinquanta anni fa smantellarono industrie (come le Ferriere di Mongiana, in Calabria, dove lavoravano oltre mille operai) ed altre attività per trasferirle al Nord. E questo vizietto – se non interverranno le autorità regionali delle varie regioni – non sembra perso. Ieri, beni materiali. Oggi giorno beni immateriali. Vale a dire: le aliquote Irap ed Iva, ricavate nel Sud. Ossia denaro spettante alle regioni meridionali, inviato al ricco Nord! Quali meravigliose opportunità per il Mezzogiorno d’Italia!  (Rodolfo Bava)

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Industrie farmaceutiche e salute pazienti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Roma 8 luglio 2010  – ore 8.30 – 14.00 Camera dei Deputati Palazzo Marini – Sala della Mercede Via della Mercede, 55 Alla luce dell’attuale congiuntura in cui si trova il nostro paese, l’Associazione “Giuseppe Dossetti. i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”(www.dossetti.it) , ritiene di fondamentale importanza organizzare un momento di confronto che non si configuri come un semplice atto di rimostranza e di dissenso, ma che possa essere utile a rimodulare le linee guida del modello di sviluppo e di distribuzione del benessere tracciate nella manovra finanziaria che sta per essere varata.  A tal fine, secondo il consueto metodo propositivo che contraddistingue le nostre iniziative, è stato elaborato, di concerto con i rappresentanti delle diverse articolazioni economiche, istituzionali e sociali del settore esaminato un primo documento di lavoro, derivante dai numerosi, preziosi, contributi pervenutici.  Esso costituirà la base programmatica sulla quale verrà redatto lo statement che sarà presentato alla stampa alla chiusura dei lavori, nonché ai rappresentati del Parlamento.
Il Decreto Legge attualmente all’esame del Parlamento, si basa sulla congiuntura economica negativa del Paese e cerca di porre rimedio alla recessione del 2008-09, che ha registrato un calo del PIL pari a -6,3% e che ha visto un deterioramento dei saldi e l’aumento del debito pubblico, pari a 118,2% del PIL nell’anno in corso. Tuttavia la manovra si concentra sulla correzione dell’indebitamento netto, assorbendo la maggior parte delle risorse: 73% nel 2011, 94% nel 2012 e 97% nel 2013 e basa le proprie maggiori entrate, sulle previsioni del recupero dell’evasione fiscale, pari al 79% nel 2011, sulla riduzione dei trasferimenti agli enti territoriali. Una misura quindi emergenziale dalla quale però ci si aspettava di costruire prospettive e stabilità nella consapevolezza che tutti gli attori coinvolti si assumessero le proprie responsabilità. Se alla parola “tagli” non si associa “futuro”, l’unico risultato che si ottiene è staticità, e se questo appare grave per molti settori, diviene drammatico per il comparto sanitario e per le industrie farmaceutiche. Sono a rischio i servizi per i malati a partire dai fondi appena stanziati con la legge 38 sulle cure palliative, ma anche il futuro dell’industria farmaceutica. L’articolo 11, così come formulato non sigla un patto di crescita con le aziende, anche a fronte di una spesa onerosa, ma crea addirittura le premesse per far crescere le aziende estere a scapito di quelle locali, disincentiva la ricerca, rinnega il Patto per la Salute, almeno così come nella prima stesura del decreto-legge e al momento in cui si scrive. Ad essere colpito sarebbe soprattutto il settore manifatturiero farmaceutico con i suoi 15000 addetti, per il quale la produzione di off-patent destinati al mercato interno rappresenta oltre il 60% dei volumi.

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