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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘inefficienza’

Scuola: i numeri dell’inefficienza

Posted by fidest press agency su martedì, 22 Mag 2018

A certificarlo è l’Aran con un report che esamina l’evoluzione numerica degli “Occupati nella pubblica amministrazione”: attraverso un’analisi dei dati, risulta che negli ultimi 15 anni sono stati bruciati 35mila posti, ma poi si scopre che nel 2016 – quindi anche dopo il piano straordinario della Buona Scuola voluto dal governo Renzi – c’erano ancora quasi 150 mila docenti e Ata precari chiamati a sottoscrivere contratti di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche; nel 2016, il precariato utilizzato tra gli insegnanti era addirittura del 13,5% e delll’11,6% tra i collaboratori scolastici, gli amministrativi e i tecnici. Considerando che lo scorso anno non si è andati oltre al mero turn over, ad oggi questi dati preoccupanti possono considerarsi confermati se non addirittura rafforzati. Infine, risultano dimezzati i nuovi dirigenti scolastici: 15 anni fa erano 12 mila, oggi ce ne sono in servizio 7 mila e a settembre quasi 2mila posti andranno in reggenza.Sono dati impietosi che confermano la pessima gestione del precariato scolastico e l’irragionevole opposizione dell’amministrazione a stabilizzare tutti coloro che sono stati selezionati, formati e abilitati per entrare nei ruoli dello Stato. A rendere ancora più difficile il quadro è l’inerzia della politica che continua ad assecondare certe scelte insensate. Anzi, negli ultimi anni a peggiorare la situazione ci si è messo di buona lena il legislatore, che ha avallato la riduzione del tempo scuola, ha prodotto una serie di norme che hanno favorito la perdurante disparità di trattamento economica e giuridica subìta dal personale a tempo determinato, sino alla finzione dell’organico di fatto utilizzato in organico di diritto, inclusi i posti in deroga su sostegno, funzionale a far risparmiare lo Stato perché così non assume a tempo indeterminato né paga i mesi estivi.
Marcello Pacifico (presidente Anief): Come si fa a pensare che in queste condizioni, con percentuali altissime di personale precario che ogni anno viene nominato in istituti diversi, cambiando continuamente colleghi e alunni, la scuola italiana possa affrancarsi dai problemi cronici? Come si fa a parlare di continuità didattica se gli insegnanti cambiano in numero così massiccio? Come si può parlare di scuole di qualità se poi non si mette a disposizione per un periodo congruo nemmeno il personale amministrativo, tecnico e ausiliario?

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Salute: conferma inefficienza di 21 sistemi sanitari differenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

Ministero salute“I dati del rapporto Osserva Salute 2015, uniti a quelli sull’impennata della mortalità nel nostro paese, che riportano l’ Italia ai livelli del secondo conflitto mondiale, ci inducono a fare alcune riflessioni. L’aspettativa di vita e’ in diminuzione, aumentano, invece, i tumori, con una spesa per la prevenzione pari al 4,1% del budget sanitario nazionale che ci colloca agli ultimi posti in Europa: spendiamo poco in prevenzione e tanto per curare malattie ad uno stadio in cui le terapie a disposizione sono poco efficaci.
Troppo poca l’attenzione all’igiene alimentare, all’ambiente e, in generale, alla prevenzione su fumo ed alcol. Colpisce la diseguaglianza tra Nord e Sud, con i cittadini di Campania e Sicilia che vivono mediamente quattro anni meno rispetto ai cittadini del Nord. Emerge un quadro di scarsa efficienza, con ventuno sistemi sanitari differenti poco coordinati tra loro che, evidentemente, ancora pongono poca attenzione alla cura di ambiente e territorio ed alla prevenzione. Sarebbe auspicabile una riflessione su questi dati e sulle cifre da destinare alla nostra salute, coinvolgendo le società scientifiche accreditate per riportare l’aspettative e la qualità della vita a standard migliori”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) Diego Piazza.

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Berlusconi: tasse tra parole e fatti

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

“Non metteremo le mani in tasca agli italiani”, “ridurremo le aliquote al 23 e 33%”. Queste le promesse dell’attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in materia di fisco che sono state prontamente smentite dall’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che raggruppa 33 Paesi industrializzati. Siamo il terzo Paese per le tasse, 43,5%, dopo la Danimarca e la Svezia. Ovviamente, non possiamo paragonare le strutture e i servizi dei due Paesi nordici con quelli dell’Italia, cosi’ il contribuente deve sobbarcarsi i costi aggiuntivi dovuti all’inefficacia e inefficienza dei servizi pubblici. Per esempio se non funzionano i trasporti pubblici il cittadino dovra’ sobbarcarsi l’onere di utilizzare quello privato. In questo senso la “tassazione” del disservizio si aggiunge al 43,5% della fiscalita’. Al presidente del Consiglio Berlusconi potremmo cantare la famosa canzone di Mina: parole, parole, parole. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Giustizia e congresso della Anm

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale eletta nelle liste del PD, membro della Commissione giustizia. “Da tempo noi Radicali manifestiamo le più profonde preoccupazioni per l’oblio in cui, dopo tanto discutere, è caduta la riforma organica della giustizia.  Sul punto non possiamo far altro che ribadire la nostra posizione, ossia che tale riforma è indispensabile per uscire dalla crisi della giustizia, che è colpita da una caduta di qualità e dall’inefficienza. Nella sua relazione odierna il dott. Palamara ha parlato principalmente di cattivo funzionamento della giustizia e di mancanza di risorse, senza minimamente affrontare temi altrettanto importanti quali quelli rappresentati dalla separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, dalla riforma del CSM, da una nuova disciplina dell’azione penale, dal drastico ridimensionamento dei magistrati che, “fuori ruolo”, operano nelle istituzione politiche con un potere esorbitante, dalla riforma dei codici e dalla razionalizzazione delle risorse; tutte questioni, checché ne dica l’ANM, che vanno seriamente e tempestivamente rimesse all’ordine del giorno per definire e deliberare un nuovo “sistema giustizia” che dia al Paese una giustizia giusta ed efficiente. Si tratta delle proposte contenute nella mozione sulla giustizia presentata dai deputati radicali all’inizio di questa legislatura, poi approvata dalla Camera dei Deputati nell’ormai lontano
gennaio 2009. Da allora Governo e maggioranza si sono assunti la responsabilità politica di non aver tentato in alcun modo di trasformare i punti contenuti in quella mozione in concreti progetti di cambiamento. Il tempo degli annunci è quindi terminato, e poiché la riforma della giustizia va fatta non per ragioni “punitive” nei confronti della magistratura, ma perché il Paese ne ha urgente bisogno, noi radicali non possiamo far altro che confermare tutta la nostra determinazione a contribuire nel modo più consapevole a questa grande riforma, in un confronto costruttivo, ma non dispersivo né subalterno a chi, come il sindacato delle toghe, ancora pervicacemente vi si oppone. Occorre una volta per tutte che il Governo rompa gli indugi avviando la fase delle riforme concrete e che su questi temi il PD si apra finalmente ad un confronto senza posizioni pregiudiziali. L’auspicio è che la politica torni ad affermare il proprio ruolo e il proprio dovere nel rinnovamento di una fondamentale realtà istituzionale e sociale del nostro Paese”.

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Riscossione tributi in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

In Italia a differenza degli altri paesi europei si effettuano tanti accertamenti che non vengono riscossi e questo fa “vincere” al nostro paese la maglia nera.  il fisco in Italia incassa solo il 10,4% di quello accertato, contro il 94% degli USA, il 91% dell’Inghilterra, il 87% della Francia, il 84% del Belgio, l’81% della Spagna, l’80% della Svezia, il 64% della Romania, il 58% della Turchia, il 44% dell’Albania ed il 31% della Grecia.  Secondo il Rapporto annuale 2010 redatto dallo Sportello del Contribuente, presentato  a Bari, ciò che incentiva maggiormente l’evasione fiscale in Italia è l’inefficienza degli esattori associata alla bassa qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione. Ogni anno in Italia si stima che vengono evase, tra imposte dirette, Iva e Irap, da 125 a 163 ML D di euro. Di queste, nel 2009, sono state accertate 26,34 MLD di euro e riscosse solo 2,74 miliardi, pari al 10,4%,”considerando i versamenti spontanei dei contribuenti per adesione agli accertamenti o per acquiescenza e quelli riscossi tramite ruoli”. L’89,6% delle imposte iscritte a ruolo non sono state incassate con un danno all’erario di 23,6 MLD di euro.
Dal Rapporto annuale emerge anche che i contribuenti italiani sono “fortemente contrati” ai metodi usati per la riscossione dei tributi definendoli ”iniqui e vessatori”, dal momento che usano mezzi coercitivi in modo sproporzionato, senza alcuna giustificazione”. Un intervento che, come rileva il Rapporto, risulta ”grave anche dal punto di vista degli equilibri con i contribuenti italiani, che si vedono costretti, nella maggioranza dei casi, a ricorrere con successo ai giudici tributari”.
“Purtroppo in Italia la forbice tra accertato e riscosso è troppo elevata e il costo dell’inefficienza della P.A. non può essere sc aricata sui contribuenti onesti” commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani all’apertura della presentazione, a Lecce, del “Rapporto del Contribuente 2010″.  Per frenare l’evasione fiscale e migliorare la Tax Compliance, Contribuenti.it chiede, con urgenza, al Governo di sottoscrivere un patto su 5 punti: 1) il rispetto dello Statuto del Contribuente, che quest’anno è stato disatteso oltre 400 volte dal parlamento, dai governo stesso e dalla pubblica amministrazione; 2) di fermare l’aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie per tutte le famiglie e piccoli imprenditori assistiti dalle fondazioni antiusura; 3) di disincentivare il fenomeno del pagamento delle tasse a rate, che sta diventando l’altra faccia di un’Italia sempre più povera; 4) di riformare urgentemente il fisco su base federale, rendendolo più equo, ponendo al centro del sistema la famiglia al posto dell’impresa e, soprattutto, 5) di trasferire all e Regioni le competenze della riscossione dei tributi eliminando le inefficienze e le vessazioni ai danni dei contribuenti onesti”.

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Romani bocciano qualità servizi pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

“Queste risultanze non mi sorprendono affatto e sono evidentemente sintomatiche di una gestione politica che lascia molto a desiderare”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, ha commentato l’esito del monitoraggio sulla qualità dei servizi pubblici capitolini effettuato da un’agenzia comunale preposta. Secondo la rilevazione,  i cittadini interpellati promuoverebbero soltanto le offerte culturali ed esprimerebbero forti riserve su trasporti pubblici, mobilità, traffico, asili nido e differenziazione dei rifiuti. ” Da tempo – ha poi continuato l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – denunciamo, spesso in solitudine, il degrado e l’inefficienza che da troppo tempo attanagliano Roma. Siamo stufi delle ‘berlusconate’ di Alemanno che in campagna elettorale ha abusato di slogan pubblicitari d’impatto ma all’atto pratico però si è rivelato un cattivo amministratore. Tante promesse a cui non hanno fatto seguito azioni concrete. Devo però evidenziare come troppo spesso l’opposizione in Campidoglio sia stata blanda e succube della maggioranza. Bisognerebbe segnalare con maggior determinazione le storture, trovando l’unità del centrosinistra sui temi e sulle battaglie reali. Auspico un maggior coordinamento e una più spiccata voglia di contrapporsi in modo costruttivo”.

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Inefficienza trasporti nel napoletano

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

“Il problema dei trasporti in Campania è una croce che grava sui cittadini da molti anni. Purtroppo la Sepsa non è l’unica azienda che da problemi di questo tipo, anche la Ctp e l’Anm hanno complicazioni quotidianamente”. Questo è l’inizio della denuncia del responsabile campano dell’Italia dei Diritti, Antonio D’Auria, sull’ennesimo caso di malfunzionamento del trasporto ferroviario accaduto ieri, che ha visto una folla esasperata dagli incessanti disagi protestare, fino all’intervento delle forze dell’ordine, per la mancata partenza di un treno e per il conseguente sovraffollamento del successivo. “Studenti e lavoratori sono ormai esacerbati dalle limitazioni nella quale versa il trasporto pubblico regionale – ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  corse saltate, ore di attesa, mancanza di mezzi e manutenzione, poca professionalità degli addetti ai lavori rendono inottenibile alcun miglioramento nel settore degli spostamenti. La stessa poca competenza del personale rimarcherebbe le già denunciate assunzioni sospette di qualche mese fa. Vi è la necessità di un intervento concreto da parte delle cariche pubbliche per l’esito di un dilemma che sembra non avere fine e non può essere di certo districato da un capannello di viaggiatori irritati”.

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Marinelli sull’inefficienza degli ospedali romani

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Mag 2009

“Chiunque, e noi come loro, si chiede dove vanno a finire i soldi della pressione fiscale insostenibile italiana. È infatti solo dell’altro giorno la notizia, passata a onor del vero molto in sordina, che manca un miserrimo 0,1 percento per arrivare ai record di Prodi, quando però dovevamo andare in Europa. Questo il commento polemico di Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio del movimento Italia dei Diritti, riguardo all’emergenza sanitaria in cui versano gli ospedali romani. Con un numero insufficiente di posti letto e di personale sanitario, l’attività nei pronto soccorso è più lenta e c’è un sovraffollamento nei reparti di emergenza. Per far fronte alla situazione, domani è in programma un summit in Regione, dove l’assessore alla sanità Esterino Montino, i direttori generali e i manager delle Asl e delle aziende ospedaliere cercheranno una soluzione.”Atteso che, la maggior parte dei fondi devoluti dallo Stato alle regioni li percepisce la sanità, -ha continuato Marinelli – nel Lazio sembra che mentre i pazienti diventano sempre più simili ai bambini biafrani, qui qualcuno a forza di mangiare è diventato oltremodo obeso. Montino e tutti i sui amici dovrebbero smetterla di cercare una specificità laziale e dovrebbero guardare senza andare troppo lontano ai modelli di eccellenza per potervi indi copiare. Non bisogna infatti arrivare in Svezia o in altri paesi scandinavi, dove lo Stato dalla culla alla bara da tutto, ma è sufficiente arrivare in Toscana e in Emilia Romagna. Anziché sperperare soldi in inutili convegni, basterebbe acquistare un biglietto di seconda classe Roma-Firenze o Roma-Bologna per insegnare a questi signori come al di là delle tante chiacchiere si faccia sanità pubblica.”

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