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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘inefficienze’

M5S Lombardia. Società partecipate. ARIA: “si faccia pulizia, non sommare tre inefficienze”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

“Emerge sempre più l’approssimazione con la quale viene affrontata la fusione delle tre società strategiche di Regione Lombardia in ARIA. Parlare di approssimazione nella gestione di questo delicato capitolo è addirittura un eufemismo. Almeno due delle società interessate alla fusione hanno risultati scarsamente apprezzabili.La carenza di strategia di questa operazione è evidenziata dalla completa mancanza di un piano industriale. Di fatto stiamo facendo una ristrutturazione aziendale ma chissà perché nessuno parla di esuberi del personale e di valorizzazione dei rami di azienda da cedere. Insomma siamo di fronte ad aria fritta. Il rischio è che si sommino tre inefficienze e non che si voglia fare veramente pulizia”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, sull’audizione in Commissione Regionale Bilancio con le Società partecipate coinvolte nel processo di fusione di cui al PDL 61 ‘Disposizioni in merito alla fusione delle società partecipate in modo totalitario Azienda Regionale Centrale S.p.A. (Lispa) e Infrastrutture Lombarde SpA (Ilspa) – Nuova denominazione della Società incorporante: Azienda Regionale per l’Innovazione e gli acquisti SpA (Aria SpA).

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Salute rubata: per l’OCSE 2 euro su 10 bruciati da inefficienze, sprechi e corruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

Ministero saluteRoma. Intervenire in modo organico su sprechi e corruzione in sanità è la via necessaria per il recupero di risorse finanziarie da destinare a un’assistenza sanitaria più efficiente. Lo afferma, in modo autorevole e definitivo, il nuovo rapporto dell’OCSE Tackling Wasteful Spending on Health che fa il punto su come incidere contro la malagestio e i reati corruttivi che sottraggono risorse alla salute, un fenomeno diffuso in quasi tutti i sistemi sanitari nel mondo. Secondo l’OCSE, tra sprechi, inefficienze e corruzione i sistemi sanitari spendono male fino ad un quinto delle risorse: in Europa si buttano via 2 euro su 10. In particolare, si usano pochi farmaci generici, si effettuano troppi parti cesarei, si accettano ricoveri inutili e accessi anomali al pronto soccorso. Un paziente su dieci nei Paesi OCSE, poi, è inutilmente danneggiato presso il punto di cura e ciò costringe a impiegare altre risorse per correggere errori prevenibili“Non possiamo che accogliere con soddisfazione e con altrettanta preoccupazione – sottolinea Francesco Macchia, presidente di ISPE-Sanità, l’Istituto per la promozione dell’etica in sanità che studia il fenomeno della corruzione in sanità proponendo strumenti e sistemi per contrastarla efficacemente – il monito proveniente da OCSE. La soddisfazione sta nel veder confermati quegli aspetti della sanità pubblica che ISPE-Sanità aveva sottolineato come problematici – sprechi e corruzione – per una sanità finalmente responsabile ed ovunque efficiente. Preoccupazione – continua Macchia – poiché il recentissimo dramma assistenziale vissuto a Nola dettato dall’emergenza, impone un ripensamento improcrastinabile dei modelli organizzativi di erogazione delle prestazioni sanitarie sul territorio, da incardinare sulla lotta a sprechi e corruzione. Certamente bisogna conoscere il territorio, profilare il suo bacino d’utenza, coordinare e condividere in rete i dati provenienti dalle diverse strutture sanitarie presenti: solo così si può iniziare una pianificazione che consenta di attuare i Lea e soprattutto individuare i bisogni di cura dei cittadini, calibrando l’offerta sanitaria. I pazienti riversi a terra e sottoposti a cure mediche a Nola sono il sintomo più evidente di questa deriva in cui medici e professionisti fanno sì del proprio meglio ma trascurano di contribuire a risalire alle cause prime di questi fenomeni. Ripensare, e presto, i modelli organizzativi avviando processi di controllo e di formazione etica del personale volti allo sviluppo delle aziende e al miglioramento dei servizi sanitari consente di contenere lo spreco di risorse e ridurre gli spazi di arbitrio e di inefficienza in cui la corruzione si annida a ogni livello. Questo al fine di tutelare la salute dei cittadini, i loro diritti, e l’impianto universalistico del Servizio Sanitario Nazionale, affinché funzioni bene, sempre e ovunque”.
Sarà proprio questo uno dei focus intorno ai quali ruoterà la partecipazione attiva di cittadini, istituzioni e personale sanitario in occasione della seconda “Giornata Nazionale contro la Corruzione in Sanità per la salvaguardia del SSN” che, nell’ambito del progetto comune “Curiamo la corruzione”, si terrà a Roma il prossimo 6 aprile.

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Le inefficienze di Trenitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

“Il gruppo Ferrovie dello Stato agendo in una condizione monopolista, percependo importanti stanziamenti dal Governo e consentendo una crescita esponenziale del costo del biglietto, segnatamente per i mezzi ad alta velocità, dovrebbe per lo meno tutelare i diritti fondamentali di ciascun consumatore che ha la sfortuna di imbattersi nelle vetture decadenti e devastate dei suoi treni”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato del PdL autore di due interrogazioni ai Ministri Matteoli e Tremonti al fine di chiedere riscontri in merito ad alcune recenti inefficienze, come il blocco per guasto dell’Eurostar Alta velocità Milano –Napoli del 23 luglio che oltre a pesanti disagi ha maturato oltre 6 ore di ritardo. “Non dimentichiamo – continua – che il gruppo dal 2008 ha consentito la chiusura degli uffici oggetti smarriti delle proprie stazioni, andando a creare una serie infinita ed intollerabile di problemi ai distratti viaggiatori a cui malauguratamente è capitato di lasciare qualche bagaglio nel treno. La presenza di un ufficio oggetti smarriti all’interno di una delle stazioni ferroviarie più grandi e frequentate in Italia – come ad esempio la Stazione Termini di Roma – rappresenta un requisito indispensabile per poter parlare di efficienza e soprattutto di rispetto verso il consumatore di un servizio pubblico”. “A queste mancanze si aggiunge l’incapacità di gestione dell’emergenza da parte del Gruppo e l’esempio del blocco del treno lo scorso 23 luglio a Labico nelle campagne romane ha rappresentato un esempio lampante. Mancanza di acqua, assenza di aria condizionata, intempestivo intervento della protezione civile a cui si aggiunge un insostenibile ritardo del treno pari a 6 ore”. “Chiedo al Governo di fare chiarezza su queste discutibili scelte operative – conclude – sollecitando una rinnovata valutazione in itinere dell’efficienza nonché della capacità di gestione del patrimonio della società per azioni da parte del corpo dirigenziale del gruppo Ferrovie dello Stato utilizzando come parametri di riferimento anche il livello di qualità dei servizi ed il grado di tutela riservato ai consumatori poiché è  prioritario additare i dirigenti responsabili di gravi ed oggettive inefficienze”.

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Manovra finanziaria: non c’è tempo per discuterne

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2010

Tremonti ha liquidato la manovra dell’Italia dei Valori, alternativa a quella presentata dal governo, con un lapidario “non c’è tempo”. Mi domando cosa significhi non c’è tempo, per questi signori. Si trova il tempo per affossare con 15 miliardi al mese il debito pubblico e, invece, non ce n’è per capire come tappare questa mastodontica falla da oltre 1800 miliardi che affonderà la nave Italia entro un semestre. Non c’è tempo per capire come tagliare le inefficienze ed i costi insostenibili della politica e del carrozzone pubblico, ma ce n’è per deprimere i consumi e far chiudere migliaia di partite Iva, aumentando le tasse. Non c’è tempo per discutere dell’abolizione delle Province, ma ce n’è per togliere fondi per l’accompagnamento dei disabili.
L’Italia dei Valori, in un quadro economico finanziario disastroso per il Paese, propone una manovra da 64 miliardi di euro in due anni contro la pagliacciata dei 24 miliardi del governo, ed il ministro dell’Economia la archivia con un “non c’è tempo”? Il governo ha l’obbligo di valutare tutte le opportunità per salvare l’Italia dal rischio default, un’emergenza di cui si discute molto negli ambienti economici internazionali.
L’Italia dei Valori ha depositato un progetto che smentisce, nei contenuti, quello dell’esecutivo. Abbiamo dimostrato che è possibile recuperare 64 miliardi di euro in due anni senza soffocare i ceti più fragili. E’ possibile recuperare quasi il triplo di quanto proposto da Tremonti e Berlusconi senza vessare le famiglie, senza tagliare i fondi pubblici alle forze di Polizia, senza abbattere il sostegno alla scuola pubblica (e nel frattempo gonfiare i finanziamenti a quelle private, come nel caso di La nostra contromanovra, liquidata dal “non c’è tempo” di Tremonti, propone risultati più importanti e sacrifici che non acuiscono le differenze sociali già esistenti, poiché punta alla riduzione degli sprechi e delle poltrone inutili.Non crediamo di essere più bravi degli altri o di avere l’antidoto magico. Semplicemente partiamo da un presupposto che è alla base dello stato sociale: quando c’è da mettere le mani in tasca ai cittadini, si deve partire dalle tasche degli evasori e di chi ha depredato il sistema economico e sociale, politici inclusi. La realtà è che questa contromanovra il governo non può permettersela poiché scardina il sistema clientelare e di potere con cui i partiti si spartiscono soldi e poltrone. Il “non c’è tempo” di Tremonti non è una porta in faccia all’Italia dei Valori, ma alle speranze dei cittadini. (Antonio Di Pietro)

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Sanità Lazio: nuovi aggravi per le famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Mag 2010

In attesa  della presentazione dei decreti che la Regione Lazio sottoporrà il prossimo 31 maggio ai tecnici del Ministero del Tesoro, il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei cittadini dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it), Corrado Stillo, ha dichiarato: <<Mentre si fanno sempre più insistenti  le voci su centinaia di tagli di posti letto negli ospedali romani, previsti dal Piano di rientro dal deficit elaborato dai tecnici della Regione Lazio, chiediamo alla Presidente Polverini  di confrontarsi con le organizzazioni di tutela dei diritti dei malati prima di apporre la sua firma ai provvedimenti  programmati. Riteniamo, come più volte ribadito, che scaricare sui malati e sui loro diritti tutte le inefficienze e le ruberie che hanno portato al tracollo della sanità laziale sia profondamente iniquo e penalizzante dal punto di vita etico- sociale. Le misure di austerità annunciate, se non accompagnate da valide alternative sul territorio, comprimeranno ancora di più la sfera dei diritti alla salute per i cittadini di Roma e del Lazio. La lotta agli sprechi, annunciata in campagna elettorale e finora rimasta lettera morta, si sta solo materializzando con progetti di chiusura di reparti ospedalieri vitali per gli utenti del SSN. I cittadini conoscono dove sono annidati gli sprechi, le storture, gli abbandoni: non saranno gli incontri con i soli esponenti politici istituzionali a dare soluzione a problemi da essi stessi creati. Invitiamo la Presidente Polverini a valutare con attenzione provvedimenti che, se presi in solitudine, rischierebbero di provocare tensioni sociali  di alto rischio>>

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Roma: Veltroni e la politica delle apparenze

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

“Veltroni ha lasciato Roma e i suoi quartieri con lavori di urbanizzazione mai partiti, scuole e mercati rionali lasciati a metà, questione nomadi ingestibile e mai pianificata, bilancio in rosso, servizi AMA inesistenti, strade insicure e invase dalla prostituzione”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “Oggi – prosegue Santori – stiamo cercando di rispondere a queste inefficienze con impegno e mille difficoltà, tra il nervosismo dei cittadini e l’intolleranza dei quartieri verso l’Amministrazione, cercando in tutti i modi di far recuperare quella fiducia che è svanita a causa della mala amministrazione di Veltroni. Credo che l’ex Sindaco debba rispettare Roma e soprattitto il suo appuntamento con l’Africa”.

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Rilancio dell’economia e riforma fiscale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2010

Da troppo tempo si parla di riforme: riforma tributaria, della giustizia e di quella costituzionale. Sono sicuramente importanti e necessarie ma, nel mezzo della crisi economica e finanziaria nazionale e globale, non sono le emergenze.  Le vere emergenze oggi si chiamano rilancio dell’economia reale, nuove regole per la finanza, innovazione, occupazione e lotta alla povertà.   I bilanci, le spese e le tasse dipendono primariamente dal funzionamento corretto del motore dell’economia. Se esso si inceppa, da soli non lo rimettono in moto. Possono aiutare il suo funzionamento ma non lo sostituiscono.  Per cui ha senso parlare di riforma tributaria soltanto nel contesto di un  programma di ripresa economica.   Non si vogliono certamente lasciare le inefficienze e le gravi sperequazioni tributarie come sono, ma l’idea che la riforma fiscale possa essere la panacea dei problemi profondi dell’economia e del debito è una dannosa illusione.  Nei passati 12 mesi l’Italia ha perso 400.000 posti di lavoro, ha più che triplicato la cassa integrazione e le PMI hanno ridotto in media del 30-40% il loro fatturato.   E’ quindi l’intero “sistema paese”, quello economico e amministrativo, che deve essere rinnovato per renderlo capace di sostenere la forza innovativa delle nostre PMI sia sul mercato nazionale che internazionale, attraverso l’accesso al credito a tassi di interessi moderati e attraverso il sostegno nelle strategie di esportazione.   Un “sistema paese” deve avere una visione e promuovere investimenti a lungo termine in nuove infrastrutture, nuove tecnologie, ricerca e università per le sfide del futuro. Occorre fare come in Francia. Là è in corso una preoccupata ma viva riflessione su queste problematiche tanto che gli industriali hanno stilato un rapporto  “Disastro collettivo” per l’Eliseo, e riferito dal Nouvel Observateur, in cui si interrogano sul perché grandi ordinativi di importanza strategica e del valore di decine di miliardi di euro nel campo nucleare, del trasporto ferroviario e dell’aviazione siano stati persi dall’industria francese e acquisiti dalla concorrenza di altri paesi. All’interno di un simile progetto una seria riforma fiscale si dovrebbe misurare su ciò che si sta costruendo e non guardando solo alle inefficienze del passato.  Si potrebbe in ogni caso già  incominciare ad apportare alcune significative modifiche fiscali che darebbero il senso della giusta direzione.  Una di queste è l’aumento della tassazione sulle rendite delle attività finanziarie che in Italia è del 12,5% mentre la media europea è tra il 20 e il 22%. Tra queste vi sono le attività speculative e quelle sui derivati finanziari che sono tra i primi responsabili della crisi attuale. Si ricorda che il governo Prodi in merito presentò uno specifico decreto legislativo ma il Parlamento fu bloccato dall’allora stessa maggioranza.  E’ una riforma giusta. Basterebbero semplici meccanismi di esenzione e di progressività per proteggere quei piccoli risparmiatori che hanno investito i loro risparmi in obbligazioni e che contano sugli interessi per far quadrare i loro bilanci.  Un modo concreto per dimostrare di voler fare sul serio quando si parla di riforma del sistema finanziario e di nuove regole per i mercati, sarebbe anche l’introduzione, come propone il premier inglese Gordon Brown e come unanimemente si sosteneva nella Commissione Finanze della Camera della passata Legislatura, di una sorta di Tobin tax”, cioè di tassare le transazioni finanziarie internazionali e le operazioni in derivati. Naturalmente c’è ancora ampio spazio di intervento nella lotta all’evasione fiscale che si calcola intorno al 30% del Pil. Bisogna continuare sulla strada dei buoni risultati ottenuti dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza soprattutto nei confronti dei grandi evasori e dell’economia sommersa. Ogni euro investito in una lotta tecnologicamente moderna alla grande evasione ne rida dieci allo stato.   Nel contempo si potrà approntare una più globale riforma fiscale orientata a tassare meno i fattori produttivi, ossia lavoro e capitale, e un po’ di più, se necessario, certi consumi e i patrimoni. Va comunque salvaguardato e applicato il principio costituzionale della progressività della tassazione in relazione ai livelli effettivi di reddito.  (Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi Paolo Raimondi, economista)

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Bloccati fondi in favore cittadini

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2009

Cavilli e inefficienze burocratiche ancora una volta rischiano di pregiudicare le attività a favore dei cittadini: “bloccate” presso il Ministero dell’Economia le somme che dovrebbero essere state erogate nel 2009 derivanti dalle sanzioni che l’Autorità per l’energia commina ogni anno agli operatori del settore energetico per la violazione delle norme che regolano i mercati energetici nazionali. Non conosciamo il motivo di tale disguido, ma chiediamo al Ministro Tremonti e al Ministro Scajola di trovare una rapida soluzione del caso che consenta di rendere disponibili le suddette somme che ammontano a circa 2.500.000 euro così come esplicitamente previsto dalla Legge n.244 del 2007. Inaccettabile subire oltre al danno derivante dalla palese violazione dei diritti dei cittadini consumatori da parte delle aziende private, la beffa ad opera delle Pubbliche istituzioni che a causa della loro inefficienza pregiudicano le attività a vantaggio degli stessi consumatori. (fonte: Cittadinanzattiva onlus-)

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Il software IBM per migliorare l’assistenza ai pazienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2009

Implanet, azienda produttrice di dispositivi medici impiantabili, ha scelto la tecnologia IBM come base per il BeepN’Track, un nuovo servizio in grado di tracciare il movimento dei prodotti come  le protesi del ginocchio e dell’anca.   Implanet grazie a una nuova linea di prodotti tracciabili è ora in grado di ridurre i costi legati all’errore umano e alle inefficienze della catena di approvvigionamento. Il servizio BeepN’Track  utilizza i tag RFID ( Radio Frequency Identification) per tracciare i dispositivi medici di Implanet agli ospedali. Implanet appone un numero di serie unico sulla confezione di ogni singolo dispositivo. Prima dell’intervento chirurgico, l’ospedale usa un dispositivo palmare per effettuare la scansione del tag del dispositivo da impiantare e memorizza le informazioni insieme alla documentazione medica del paziente. Il tag viene fornito al paziente dopo l’intervento in modo tale che abbia tutte le informazioni relative alla protesi in caso problemi in futuro.  Le informazioni memorizzate sui tag vengono quindi raccolte dal software WebSphere Sensor Events di IBM e trasmesse al software InfoSphere Traceability Server di IBM. In questo modo Implanet è in grado di gestire e condividere le informazioni con i sistemi di qualsiasi partner commerciale che aderisca agli standard GS1 EPCglobal’s Electronic Product Code Information Services per l’acquisizione e la condivisione dei dati dei sensori.

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Giustizia in vacanza ad agosto

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali – Pd: “La sospensione dei termini processuali nel periodo feriale va dal 1 agosto al 15 settembre, un periodo in cui la giustizia civile e’ sospesa e tutte le udienze e gli atti sono rinviati. Sembra paradossale visto che nel nostro Paese la giustizia, soprattutto civile, e’ intasata al limite della “sopravvivenza” stessa del funzionamento dell’intero sistema. La carenza di personale, il gravissimo malfunzionamento delle cancellerie, i ritardi paradossali nell’esame della cause -che possono slittare anche di cinque anni (!), pena la stessa sopravvivenza degli interessati, soprattutto se anziani- l’accumulo del lavoro per i magistrati, impossibile da smaltire in tempi ragionevoli, rendono la gestione della giustizia estremamente difficoltosa per gli addetti ai lavori e frustrante per i cittadini che si trovano quotidianamente ad esserne vittime. Tant’e’ che le sentenze definitive si hanno dopo un periodo non inferiore di 5-10 anni e parlare di giustizia denegata e grande dispendio economico, non mi sembra tanto fuoriluogo. Un problema che e’ anche sentito nella societa’ civile, tant’e’ che associazioni come l’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) sono anni che, inascoltata pone il problema del superamento di questo gap (1). Non solo, ma anche il ministero della Giustizia ne e’ consapevole, tant’e’ che la riduzione da 45 a 30 giorni fu inserita nel pacchetto Finanziaria 2009 (Ddl 1441/08, art. 62) ma poi stralciata. Un mese di sola vacanza sarebbe comunque una boccata di ossigeno per recuperare la funzionalita’ del servizio, ma sembra che il Governo si limiti paradossalmente a prendere atto di una situazione inaccettabile e irrisolvibile. Per questo, insieme al senatore Marco Perduca, ho presentato un’interrogazione al ministero della Giustizia per sapere se ritenga opportuno adottare tutte le misure necessarie in merito, nella consapevolezza che la riduzione ad un mese del tempo di chiusura dei tribunali rappresenterebbe, per il sistema giustizia, non certo la panacea di tutti i mali, ma una risposta razionale a ritardi ed inefficienze”.

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