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Posts Tagged ‘infiltrazioni’

Immigrazione e infiltrazioni di terroristi

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

immigrazione-via-mare“Non mi risulta che in ambito NATO siano mai stati sollevati allarmi specifici su una presunta correlazione tra immigrazione in Italia e rischi per la sicurezza a livello terroristico. In 4 anni di frequentazione dell’assemblea parlamentare che oggi presiedo, non ho mai sentito paventare in rapporti, relazioni, discorsi, alcun nesso diretto tra immigrazione e terrorismo. Siamo ben consapevole che i terroristi del Bataclan non hanno bisogno dei barconi. Viaggiano in business, hanno passaporti europei e spesso sono cittadini europei”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato, in una intervista a La Verità in merito alle frasi che Matteo Renzi, nel libro e in un comizio, ha attribuito al segretario generale della Nato. “Nei miei frequenti contatti diretti con il Segretario Generale – continua – non si è mai parlato di una cosa simile. Si è sempre, ovviamente, esaminato con attenzione il tema delle migrazioni. Anche se l’ottica Nato è più legata alla sicurezza nei paesi d’origine che alle destinazioni. Siamo interessati alla stabilità dei Paesi di partenza, che molto spesso, quando viene meno, è la causa dei flussi. Il segretario Stoltenberg sarà ospite al Meeting di Rimini con il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, tra pochi giorni, giovedì 24 agosto. Una visita importante, nella quale si toccheranno i temi della sicurezza del mediterraneo e la Libia. Magari avrà occasione di chiarire il suo vero pensiero”.

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Giochi, politica e criminalità straniera

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2012

COMMISSIONE ANTIMAFIA & COMITATO ORDINE E SICU...

COMMISSIONE ANTIMAFIA & COMITATO ORDINE E SICUREZZA 003 (Photo credit: ACS - Ufficio Stampa Consiglio regionale Umbr)

La presenza della criminalità straniera in Italia è “consolidata” e “si concentra soprattutto sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sul traffico di droga e sulla prostituzione”, ma alcune organizzazioni criminali straniere, come ad esempio la mafia russa, “palesano, riferisce Agipronews, un’evidente capacità di espansione nel gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine”, allo scopo di riciclare il denaro sporco. Lo ha spiegato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri nel corso di un’audizione in Commissione Antimafia. MSC/Agipro (Federica Cirella)

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Territorio e infiltrazioni camorristiche

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

“Il governo deve intervenire per difendere Palmarola e Zanone, patrimonio turistico del Paese. Chiedo ai ministri dell’Interno e dell’Ambiente quali iniziative assumeranno per: impedire la realizzazione di pontili sulle isole di Palmarola e Zannone; tutelare i valori naturalistici delle due isole al fine di prevenire pericoli di alterazioni gravi e irreparabili all’ambiente terrestre e marino; per inserire Palmarola e Zannone tra le aree definite ‘monumento naturale’, per scongiurare la realizzazione di qualsiasi intervento edilizio, ogni attività agro-silvo-pastorale nonché interventi che alterino la vegetazione esistente o l’ecosistema”. Lo chiede il senatore del Pd Raffaele Ranucci in un’interrogazione rivolta al Ministro dell’interno Roberto Maroni e al Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo. Nell’interrogazione Ranucci, riferendosi all’approvazione della delibera dell’Amministrazione Comunale di Ponza che prevede l’istallazione di pontili sulle isole di Palmarola e Zannone, ricorda le due interrogazioni da lui presentate negli anni scorsi, cui il governo non ha mai risposto dimostrando “totale disinteresse”. In una del 2009 chiedeva al governo di tutelare quelle isole; nell’altra, del marzo 2011, Ranucci sottolineava che ‘la Direzione investigativa antimafia continua a mandare segnali di allarme in merito alla forte offensiva che le mafie stanno realizzando per accaparrarsi ampi segmenti dell’economia del basso Lazio, in particolare della provincia di Latina e nello specifico nel sud pontino con ramificazioni nelle isole Pontine, in settori chiave come quello del turismo, dell’edilizia e del commercio’. Per Ranucci, “al di là del rischio di rovinare territori di rilevante interesse naturalistico-ambientale, dietro la delibera del Comune di Ponza sembra profilarsi l’inquietante rischio dell’influenza della malavita organizzata nella realizzazione del piano particolareggiato del porto di Ponza e di quello per l’utilizzazione degli arenili”. A tal proposito, il senatore del Pd ricorda che “la Direzione antimafia ha più volte evidenziato i rischi di infiltrazioni camorristiche nelle isole di Ponza e Ventotene, e che Ponza è stata investita da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Latina denominata ‘Ponza Nostra’, dalla quale si evincono attività malavitose di stampo camorristico, pesantemente inserite nel tessuto amministrativo, commerciale ed economico dell’isola”. Conclude Ranucci: “Sono tutti elementi che impongono una maggiore attenzione da parte del governo e non certo il completo disinteresse dimostrato fino ad oggi”

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Piemonte: infiltrazioni ‘ndrangheta

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

L’inchiesta anti-‘ndrangheta dimostra come anche in Piemonte le infiltrazioni della criminalità organizzata abbiano assunto preoccupanti dimensioni. Il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine ha fatto emergere una ragnatela di collegamenti e di complicità che assumono l’aspetto di una vera e propria occupazione dell’economia e della società. Si tratta di un grave problema politico, che non intendiamo sottovalutare, e a cui il PD dedicherà una specifica iniziativa di mobilitazione e di sensibilizzazione. Sosteniamo l’operato dello Stato con tutta la nostra convinzione ed auspichiamo che l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine colpisca alla radice il fenomeno e che in tempi rapidi si faccia certezza sulle responsabilità personali e chiarezza sulle eventuali relazioni tra le persone indagate e il mondo della politica. Sappiamo che la politica, che è immersa nella società, corre dei rischi e siamo i primi a rinnovare l’impegno di una severa valutazione dei comportamenti e delle relazioni. Occorre erigere muri sempre più alti. Vogliamo, però, ribadire che i dirigenti del PD i cui nomi vengono riportati nell’ordinanza e che non sono stati raggiunti da alcun provvedimento, non risulta abbiano mai messo in atto comportamenti collusi o fuori dal rispetto pieno e totale della legge. Il PD è vicino ai propri dirigenti. Siamo certi che nulla sapessero del profilo criminale di persone sentite o incontrate in occasione di appuntamenti elettorali o nell’ambito delle normali attività politico-istituzionali o semplicemente perché concittadini. (Gianfranco MORGANDO Segretario regionale PD Piemonte)

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Infiltrazioni mafiose

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

Forlì 21 maggio 2011, a partire dalle ore 10 in Piazzetta “Novanta Pacifici” per presentare la nuova legge di contrasto alle infiltrazioni mafiose e per la cultura della legalità. «Si tratta di un risultato importantissimo: l’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna ha di recente approvato la legge regionale per la prevenzione e il contrasto alle infiltrazioni del crimine organizzato; una legge che opera su più livelli,dall’educazione alla legalità fino a provvedimenti di contrasto a usura e racket, mettendo in rete le informazioni che Amministrazioni, forze dell’ordine e altri soggetti hanno accumulato negli anni – ricorda Monari, che presiederà il convegno – Con l’Osservatorio Regionale raccoglieremo tutti i dati e il materiale disponibile. La Giunta predisporrà unCentro di Documentazione aperto ai cittadini, in cui sarà possibile informarsi e trovare contenuti aggiornati e completi.Verranno attivati percorsi didattici, saranno realizzate iniziative pubbliche e verrà istituita, il 21 marzo, la Giornata regionale in ricordo delle vittime di mafia. La legge velocizza le procedure burocratiche per l’utilizzo dei beni sequestrati: per facilitare il recupero ad uso sociale di tali beni da parte dei Comuni, la Regione attiverà uno sportello per fornire assistenza e informazioni e saranno erogati contributi per cofinanziare gli interventi di restauro, risanamento e riutilizzo». «Dopo il saluto di Marco Di Maio, Segretario territoriale del PD di Forlì, il Consigliere Regionale Tiziano Alessandrinirelazionerà sui contenuti della legge, quindi gli interventi del Consigliere regionale Thomas Casadei, del referente regionale dell’associazione Libera Daniele Borghi, del Presidente dell’Assemblea legislativa Matteo Richetti, del Procuratore aggiunto della DNA Alberto Cisterna e del Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani. Le conclusioni saranno affidate al Presidente del Gruppo PD alla Camera dei Deputati Dario Franceschini» afferma Marco Monari. Il Segretario Regionale del PD Stefano Bonaccini, il sindaco di Forlì Roberto Balzani, il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi e la vicepresidente del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna Anna Pariani interverranno all’appuntamento

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Roma: sicurezza e infiltrazioni criminali

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

La Giunta capitolina, presieduta dal sindaco Alemanno, ha approvato un protocollo di intesa tra Roma Capitale e Prefettura di Roma, per prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture verso quelle attività considerate maggiormente a rischio. La delibera, che coinvolgerà Roma Capitale e tutte le aziende del ‘Gruppo Roma Capitale’, si colloca sulla scia della direttiva del 23 giugno 2010 del Ministro Maroni con riferimento agli appalti pubblici, e nasce al fine di contrastare i tentativi di infiltrazione criminale che attualmente sfuggono alle maglie della direttiva ministeriale. Il protocollo di intesa tra Roma Capitale e Prefettura di Roma fa riferimento a quelle attività legate al ciclo di realizzazione di alcune opere pubbliche, quelle che si trovano a valle dell’aggiudicazione principale, e che in assenza di norme specifiche antimafia sono più a rischio. In tal senso, lo stesso Ministro ha previsto la sottoscrizione tra prefetture e stazioni appaltanti, di protocolli di intesa con cui le verifiche antimafia vanno estese anche agli ambiti che normativamente sarebbero rimasti esclusi. Nello specifico, il protocollo prevede l’inserimento nei contratti di clausole che contengano l’obbligo per le imprese aggiudicatarie o affidatarie di comunicare alle aziende appaltanti del ‘Gruppo Roma Capitale’ l’elenco delle imprese coinvolte nel piano di affidamento, con riguardo alle forniture ed ai servizi sensibili. Ovvero quelle attività imprenditoriali che riguardano in maniera particolare l’intera filiera degli esecutori e dei fornitori, tra le quali il trasporto di materiali a discarica, lo smaltimento rifiuti, la fornitura e il trasporto terra e di inerti, di calcestruzzo, l’acquisizione diretta o indiretta di materiale da cave per inerti e da cave di prestito per movimenti terra e le forniture di ferro lavorato e i servizi di guardiania di cantiere. Inoltre, sempre nell’accordo, è previsto l’obbligo da parte delle aziende del ‘Gruppo di Roma Capitale’ di comunicare al Prefetto l’elenco delle imprese, al fine di consentire le necessarie verifiche antimafia, come indicato dal D.P.R. n.252/1998.  A seguito delle verifiche effettuate, qualora emergano elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa nelle società o imprese interessate, la Prefettura ne darà immediata comunicazione a Roma Capitale, che procederà all’applicazione della clausola di risoluzione del contratto prevista nel bando di aggiudicazione o nei contratti relativi alla realizzazione dell’opera o alla fornitura dei beni e servizi.Sempre per combattere tentativi di infiltrazione della criminalità mafiosa è già stato raggiunto un accordo che prevede la costituzione di un tavolo in Prefettura con il coinvolgimento di Roma Capitale e Camera di Commercio di Roma, per monitorare attività e transazioni tra privati da cui potrebbero emergere eventuali profili anomali riconducibili ad attività illecite.

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Infiltrazioni mafiose a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

«Di fronte al quadro delle indagini della Direzione nazionale Antimafia sulle infiltrazioni delle attività criminali nella Capitale è necessario adottare provvedimenti più incisivi. Il Prefetto e la Camera di Commercio devono costituire una task force per elaborare uno schema di controllo sulle attività economiche che metta in atto un effettivo monitoraggio di tutte le transazioni economiche e commerciali che possono risultare sospette». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Per quanto attiene le competenze a noi affidate, Roma Capitale dal 2008 ha intensificato e incrementato i controlli per il recupero dell’evasione fiscale dei tributi comunali, controlli che hanno l’effetto di aumentare la trasparenza delle attività economiche che si svolgono sul territorio. In particolare, nell’anno 2010 i controlli effettuati dalla società Aequa Roma sono stati intensificati di circa il 20% rispetto all’anno precedente». «È necessario però un più stretto coinvolgimento di tutte queste attività di controllo che non può non coinvolgere la Prefettura e la Camera di Commercio che hanno gli strumenti principali per monitorare le attività economiche».

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Criminalità a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

“Evitiamo che le organizzazioni mafiose e criminali, disturbate dalle retate e dai controlli nei luoghi dove operano tradizionalmente, tendano a spostarsi nei confini di Roma, mettendo in pericolo l’economia e la sicurezza della città”, lo dichiarano in una nota congiunta il presidente della Commissione sicurezza Fabrizio Santori, e i consiglieri Ludovico Todini e Domenico Naccari,  membri della medesima Commissione che oggi si è riunita per discutere i dati emersi dal Terzo rapporto sulla criminalità organizzata redatto dal Codici, il Centro per i diritti del cittadino. n“La forte azione del governo Berlusconi e lo straordinario lavoro delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata, che hanno consentito di catturare un numero di criminali come mai era accaduto durante le altre legislature,  sfiorando quota settemila arresti, se da una parte è un ottimo risultato e segno finalmente di un  deciso cambio di passo, pone però il problema collaterale dello spostamento dei malavitosi dai loro luoghi abituali di azione e residenza alle strade e ai quartieri di Roma. Quanto emerge dal rapporto del Codici, con il quale ci siamo confrontati oggi durante una riunione della Commissione sicurezza , è preoccupante, ed è necessario porre subito in atto adeguati rimedi. Bisogna porre regole chiare e rigide per evitare infiltrazioni anche nel settore degli appalti. Roma ospiterà forse le Olimpiadi del 2020, sono in programma i numerosi interventi presentati di recente agli Stati Generali della città, tra essi il recupero del Tevere, per esempio, la valorizzazione di Roma antica e il polo turistico: impegneremo il sindaco con un documento perché siano messi in campo tutti gli strumenti necessari per evitare le infiltrazioni mafiose negli appalti”, concludono Santori, Todini eNaccari.

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Allarme mafia anche a La Spezia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

Il recente Report della DNA (Direzione Nazionale Antimafia) sulle infiltrazioni mafiose anche nella nostra provincia non deve stupire ma deve allertare tutte le Istituzioni ad alzare la guardia. In periodi di crisi economica, come quello che stiamo attraversando, queste associazioni criminali godono di una grande liquidità e diventano altamente concorrenziali, in quanto avendo la necessità di ripulire il denaro derivante da proventi illeciti, possono porsi sul mercato con prezzi stracciati e così facendo mettono in ginocchio le tante piccole aziende sane del territorio. La trasparenza nelle procedure d’appalto e la responsabilizzazioni dei grandi appaltatori privati nella scelta delle aziende sono gli strumenti principali di contrasto alla criminatà organizzata che nei nostri territori si veste in giacca e cravatta e tenta di invadere ed intaccare il territorio. Le associazioni criminali sono una sorta di virus letale che rischia di contaminare gli equilibri economici di un territorio e gradualmente distruggerlo alla sua base rendendo un’economia, in crisi, schiava di un potere economico falsato da una ricchezza acquisita con attività criminose. Le associazioni di categoria devono farsi parte diligente nel vigilare e segnalare eventuali anomalie. La politica deve essere “sentinella” di prima linea nel garantire Trasparenza, Legalità e Sicurezza ai cittadini. Da sempre mi batto per la diffusione della cultura della Legalità e credo che la diffusione di quella che dovrebbe essere scontata ma oggi è diventato un Valore debba continuare con forza fin dalla tenera età, all’interno delle scuole e delle famiglie, per veder crescere una generazione con un senso civico sempre maggiore.

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‘Ndrangheta in Australia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

I risultati dell’operazione “Il Crimine 2” che ha portato oggi all’arresto di 41 persone per ‘ndrangheta riportano all’attenzione delle cronache le infiltrazioni e gli affari delle cosche all’estero in particolare in Germania, Svizzera, Canada e Australia.  E proprio su quest’ultimo Paese in particolare si sono riaccesi i riflettori. Tra gli arrestati anche Tony Vallelonga, originario di Nardodipace in provincia di Vibo Valentia, che della città australiana di Stirling era addirittura divenuto sindaco. Il rapporto stretto e diretto tra ‘ndrangheta e continente australiano è noto soprattutto grazie al libro “Australian ‘ndrangheta. I codici di affiliazione e la missione di Nicola Calipari”, scritto da Enzo Ciconte e Vincenzo Macrì.  Nel libro, edito dalla Rubbettino editore, è stato raccolto materiale del tutto inedito della relazione finale consegnata da Calipari, il funzionario del Sismi morto in Irak nel 2005, al ministero dell’Interno, che consente di aprire uno squarcio sulla presenza della ‘ndrangheta nel continente australiano, di cui sinora poco si sa e pochissimo si è scritto.  Vincenzo Macrì delinea un quadro della presenza della ’ndrangheta in Australia, prima e dopo la missione di Calipari dal quale si comprende la straordinaria capacità di diffusione della mafia calabrese, anche rispetto alle “consorelle” italiane più famose, come mafia siciliana e camorra, che in Australia sono del tutto assenti. Al contrario, la presenza della ’ndrangheta è continua, invasiva e pericolosa, tanto da costringere il governo australiano ad una serie di interventi investigativi e repressivi, di grande rilievo, che tuttavia non produssero risultati definitivi. Enzo Ciconte affronta una analisi dettagliata del materiale documentale allegato alla relazione di Nicola Calipari, ed in particolare degli esemplari manoscritti di “codici della ’ndrangheta” rinvenuti dagli investigatori australiani nelle abitazioni di uomini d’onore calabresi. Il raffronto anche con i codici ottocenteschi e con quelli conosciuti dopo la missione di Calipari consente di cogliere la sostanziale omogeneità non solo dei riti di affiliazione, ma degli stessi modelli organizzativi che regolano la vita dei “locali” di ’ndrangheta in ogni parte del mondo e l’importanza che tali codici assumono, anche ai nostri giorni, quale forte richiamo identitario.

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Mafie: infiltrazioni nel Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

“E’ estremamente allarmante la reazione della Direzione Investigativa Antimafia circa le infiltrazioni mafiose a Roma e nel Lazio, serve una reazione forte delle Istituzioni che devono sostenere la battaglia di legalità delle forze dell’ordine e della magistratura -così commenta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, le anticipazioni del quotidiano “Il Messaggero” sulla relazione semestrale al Parlamento sulle attività della DIA-. Nelle prossime settimane approfondiremo le questioni, ma il quadro che emerge mette in relazione diverse indagine già note mentre in alcuni casi emergono fatti nuovi e inquietanti. Dagli interessi nei lavori per la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga nord a Civitavecchia, alle agromafie nel mercato ortofrutticolo di Fondi, alle attenzioni lungo il litorale laziale”.Nella Relazione si legge testualmente “La discovery di rilevanti investigazioni ha confermato come le organizzazioni macrocriminali, oramai radicate nel Lazio, soprattutto nella Provincia di Latina, siano protese a stringere alleanze finalizzate ad aggredire, in maniera sempre più stringente strategie volte a imporre un vero e proprio monopolio in alcuni settori commerciali”. “Molto spesso i settori di interesse riguardano proprio rifiuti e cemento -prosegue Parlati-. Nel 2009 sono state ben 288 le illegalità nel settore rifiuti secondo il Rapporto Ecomafie di Legambiente con 319 persone denunciate, 23 arresti e 180 sequestri, mentre non si ferma l’escalation delle illegalità legate al cemento con 881 infrazioni, delle quali 329 nella Provincia di Latina, 1.219 persone denunciate e 360 sequestri, che fanno piazzare il Lazio stabile al terzo posto, dopo Campania e Calabria, nella classifica per queste illegalità. Servono norme più severe, con l’inserimento di tutti i gravi reati ambientali nel Codice penale, ma allo stesso tempo la Regione deve fare nuove verifiche cogliendo l’occasione della discussione sul piano rifiuti regionale per dare impulso alle Amministrazioni locali per una nuova stagione di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti, settori a basso livello di illegalità e infiltrazione, facilitando sul fronte del cemento abusivo il riavvio delle ruspe per gli abbattimenti.” Tutti i cittadini che vogliono fare segnalazioni su casi di illegalità ambientale possono rivolgersi al numero verde 800-911856 dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, che Legambiente Lazio gestisce con l’Assessorato regionale all’Ambiente.

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Aquila: infiltrazioni camorristiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

La Guardia di Finanza ha arrestato sei persone appartenenti al clan dei Casalesi ree di aver tentato di mettere le mani su alcuni appalti per la ricostruzione dell’Aquila. L’operazione denominata “untouchable” è scattata a seguito di un lungo periodo di intercettazioni dalle quali è emerso con chiarezza come gli arrestati disponessero l’invio di denaro necessario a finanziare le imprese che venivano poi costituite all’Aquila per loro conto, e attraverso le quali si aggiudicavano i lavori per la ricostruzione. “Posso dire con molta franchezza – ha detto Concetta Alfieri, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti – che stiamo parlando di una non notizia visto che da tempo si sapeva delle infiltrazioni della camorra nella ricostruzione aquilana. Grazie al lavoro svolto dai finanzieri, però, ora il problema sta venendo a galla in tutta la sua gravità, abbiamo i primi arrestati e stanno emergendo anche pesanti coinvolgimenti di costruttori aquilani che hanno fatto affari con persone appartenenti al clan dei Casalesi.” L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha visto impegnati circa 500 militari e ha portato al sequestro di 21 società, 118 immobili ed altri beni per un valore complessivo di 100 milioni di euro. “Senza intercettazioni – ha proseguito l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – l’operazione messa in atto con successo della Guardia di Finanza non sarebbe stata possibile. Mi auguro che questa vicenda possa essere di monito per il governo che sta cercando caparbiamente di far approvare da tempo il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, per limitarle e circoscriverle nel tempo e nei modi. Questa è la riprova della loro importanza e di quanto esse siano determinati ai fine delle indagini messe in atto dalle forze di polizia”.

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Legambiente: infiltrazioni criminali in Abruzzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

“Come temevamo gli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo hanno scatenato gli appetiti dei clan, e il ciclo del cemento si conferma la via maestra per la penetrazione del crimine organizzato nell’economia legale. Dopo i sei arresti effettuati questa mattina dalla Guardia di Finanza nei confronti di esponenti dei Casalesi, bisogna prendere atto che non esistono territori immuni e che i tentativi di infiltrazione mafiosa vanno di pari passo con le grandi occasioni di business. La situazione si aggrava se si pensa che a fiancheggiare la criminalità organizzata ci sono imprenditori collusi e “colletti bianchi”, i nuovi protagonisti dell’ecomafia”. Così il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, si complimenta con forze dell’ordine e magistratura per l’operazione “Untouchable”, sottolineando la necessità di tenere alta la guardia.
“La ricostruzione post-terremoto sarà lunga e impegnativa. Stanno per partire centinaia di appalti pubblici e migliaia di commesse private – aggiunge Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo –. Le intercettazioni, ancora una volta strumento chiave nelle indagini sulle ecomafie, dimostrano che i clan escogitano sempre nuove modalità per nascondersi dietro imprenditori e prestanome apparentemente puliti. Così riciclano denaro sporco e fanno affari con i soldi della collettività. E, come ci insegnano i casi di infiltrazioni mafiose nel ciclo del cemento, c’è il rischio che si costruisca utilizzando cemento depotenziato e/o materiali scadenti, mettendo in pericolo la vita dei cittadini”.

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Voto estero rischio criminalità?

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

“Vale la pena ribadire, a difesa del principio costituzionale del diritto di voto per gli italiani residenti all’estero, che un Rischio infiltrazioni della malavita nelle votazioni esiste sempre e ovunque”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL, rispondendo alle dichiarazioni di Pisanu secondo cui sarebbe necessario rivedere la questione del voto perché  rischia fortemente di essere controllato dalla criminalità. “D’altronde, la democrazia -nella sua imperfezione- resta sempre il migliore dei sistemi di organizzazione politica mai sperimentati dalla umanità ed immagino che il senatore Pisanu, persona che stimo e rispetto, ne conosca bene le regole. Piuttosto si potrebbe -più seriamente- mettere mano alle modalità di voto previste dalla legge ordinaria, così come da noi già proposto in tempi non sospetti ovvero prima delle elezioni 2008”.

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Infiltrazione criminalità organizzata

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

“Dispiace che il collega Mantovano nel corso del suo autorevole intervento, in occasione della presentazione del rapporto CNEL sull’infiltrazione della criminalità organizzata nel nord Italia, abbia voluto equiparare Buccinasco (Milano) con San Luca (Reggio Calabria)” – è quanto afferma Mario Mantovani, Senatore lombardo e Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti. “Purtroppo è noto che la criminalità organizzata stia cercando di acquisire sempre maggiori posizioni di potere anche al Nord – prosegue Mantovani – ma paragonare una cittadina della Provincia di Milano con San Luca, piccolo borgo dell’aspromonte, unanimemente considerato il cuore della ‘ndrangheta calabrese mi pare offensivo anche nei confronti dell’attuale Amministrazione Comunale che anni governa la propria città con la massima trasparenza”.  “Ciò non toglie – conclude il Sen. Mantovani – che le parole del collega Mantovano debbano essere un monito per tenere alta l’attenzione delle Amministrazioni locali e delle forze dell’ordine sui crescenti interessi della malavita in tutto il nord Italia”.

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Infiltrazioni mafiose negli appalti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

Roma 19 novembre alle 9,30 Aula Magna dell’Istituto Superiore Antincendi di Roma, in Via del commercio, 13  si terrà il convegno sulle infiltrazioni mafiose negli appalti delle province laziali. La ‘Ndrangheta la fa da padrona in quattro province della Regione, ma anche la Camorra agisce nelle provincia di Roma, Latina e Frosinone, mentre cominciano ad essere evidenti le presenze anche di Cosa Nostra e Sacra Corona Unita.  Per far fronte a quelle che è diventata una vera e propria emergenza, la FILLEA CGIL Roma e Lazio ha organizzato per il 19 novembre prossimo un convegno dal titolo ‘Cantieri trasparenti: le mani giuste sulla regione’ in cui illustrerà la mappa aggiornata della situazione nella Regione e le proposte della categoria per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti del Lazio.  Relazionerà Roberto Cellini, Segretario Generale FILLEA Cgil Roma e Lazio, che così introduce l’argomento: “Il Lazio è entrato a pieno titolo tra le regioni che presentano un tasso di criminalità organizzata alto che si esercita in tutte le attività tradizionali dell’economia, ce lo confermano tutti gli organismi di ricerca e di controllo accreditati. La nostra regione è seconda solo alla Lombardia, a smentita dei luoghi comuni, per numero di segnalazioni di operazioni sospette sia in termini assoluti che in rapporto al Pil regionale. Interverranno: Vincenzo Bonifaci, Vice Presidente dell’ANCE, Enzo Ciconte, Presidente dell’Osservatorio tecnico-scientifico sulla sicurezza e la legalità della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, segretario Generale CGIL Roma e Lazio, Maurizio Fiasco, Sociologo, Luigi De Ficchy, Procuratore Capo di Tivoli, Piero Luigi Vigna, già Procuratore Nazionale Antimafia. E’ stato inoltre invitato Tommaso Cottone, Procuratore Capo Regione Sardegna. Coordinerà Enrico Fierro, giornalista e concluderà i lavori Walter Schiavella, Segretario Generale FILLEA CGIL.  Al convegno sono stati invitati a partecipare il Comune di Roma, la Provincia di Roma, la Regione Lazio, l’Abi, l’Acer, l’ASL, la CdLT, la Casa, la Cassa Edile di frosinone, la Cassa Edile di Latina, la Cassa Edile di Rieti, la Cassa Edile di Roma e Provincia, la Cassa Edile di Viterbo, il Cefme, il CNA, la Confartigianato, il CTP Roma, DPL, l’Edilcassa, la Federlazio, la Feneal-UIL, la Filca CISL Regionale e di Roma, la Formedil, l’Inail, l’Inps, la Lega delle Cooperative, l’Associazione LIBERA CONTRO TUTTE LE MAFIE, i partiti politici, la Prefetture, la SILP, UIR e URCEL.  Inoltre, il convegno è stato presentato al Presidente della Corte d’Appello di Roma, Giorgio Santacroce, per l’impegno strategico che la FILLEA si prefigge per contrastare il fenomeno.

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Infiltrazioni mafiose nell’edilizia pontina

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

“Ci si stupisce che ci sia gente che ancora si meraviglia di quella che è una cronaca del tutto normale” . Queste le prime parole del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli all’allarme, lanciato dal prefetto Bruno Frattasi, sul rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti legati all’edilizia pontina. “Basterebbe invece  – incalza Marinelli – entrare in una qualsiasi libreria per trovare, dopo il successo di Gomorra, un altro libro sul medesimo argomento. In particolare, Elio Veltri, insieme a un magistrato dell’antimafia, ha appena dato alle stampe  il fortunato best-seller ‘mafia pulita’. In tale opera, gli autori evidenziano i meccanismi economici mediante i quali progressivamente sono espulse dal mercato le imprese pulite  sistematicamente sostituite da un’imprenditoria mafiosa e, come tale, malata”. Prosegue polemico l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Semmai le notizie relative al grido d’allarme degli imprenditori pontini possono servire quale cartina tornasole dell’ espansione inarrestabile della delinquenza organizzata in terre rimaste ancora relativamente integre. E’ facile essere profeti nell’ipotizzare una futura ‘calabresizzaione’ della provincia di Latina visto che, secondo recenti inchieste, sembrerebbe che il 27% della popolazione calabrese è in un modo o nell’altro legato alla ‘ndrangheta. La cosa è del tutto ovvia in quanto in quella sfortunata regione la mafia sporca e pulita ha sostituito completamente Stato, Economia e forse purtroppo anche senso civico”.  Al duro attacco di Marinelli si aggiungono le parole della responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti Camelia Di Marcantonio che specifica: “Frattasi è stato accusato dal senatore Fazzone di aver strumentalizzato tutto e il senatore avrebbe anche affermato che non è vero che c’è la mafia nel Lazio. In tal modo si è come delegittimato il ruolo di Frattasi. Finchè il Governo non riconoscerà la presenza della ‘ndrangheta nella parte meridionale del Lazio – conclude la Di Marcantonio – come sarà possibile scoprire eventuali appalti illegittimi? Sarebbe necessario sensibilizzare chi di dovere a controlli sulle gare relative a grandi opere per poi arrivare a quelle minori. Se non vengono prese in considerazione le verifiche sui grandi appalti come operare un controllo capillare anche sulle commesse ad aziende per piccole opere?”.

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La mappa delle infiltrazioni mafiose

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

Roma 19 novembre alle 9,30 presso l’Aula Magna dell’Istituto Superiore Antincendi di Roma, si terrà un convegno dal titolo ‘Cantieri trasparenti: le mani giuste sulla regione’ in cui si illustrerà la mappa aggiornata della situazione nella Regione Lazioe le proposte della categoria per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti del Lazio. Relazionerà Roberto Cellini, Segretario Generale FILLEA Cgil Roma e Lazio. Interverranno: Vincenzo Bonifaci, Vice Presidente dell’ANCE, Enzo Ciconte, Presidente dell’Osservatorio tecnico-scientifico sulla sicurezza e la legalità della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, segretario Generale CGIL Roma e Lazio, Maurizio Fiasco, Sociologo, Luigi De Ficchy, Procuratore Capo di Tivoli, Piero Luigi Vigna, già Procuratore Nazionale Antimafia, Tommaso Cottone, Procuratore Capo Regione Sardegna.  Coordinerà Enrico Fierro, giornalista e concluderà i lavori Walter Schiavella, Segretario Generale FILLEA CGIL. Al convegno sono stati invitati a partecipare il Comune di Roma, la Provincia di Roma, la Regione Lazio, l’Abi, l’Acer, l’ASL, la CdLT, la Casa, la Cassa Edile di frosinone, la Cassa Edile di Latina, la Cassa Edile di Rieti, la Cassa Edile di Roma e Provincia, la Cassa Edile di Viterbo, il Cefme, il CNA, la Confartigianato, il CTP Roma, DPL, l’Edilcassa, la Federlazio, la Feneal-UIL, la Filca CISL Regionale e di Roma, la Formedil, l’Inail, l’Inps, la Lega delle Cooperative, l’Associazione LIBERA CONTRO TUTTE LE MAFIE, i partiti politici, la Prefetture, la SILP, UIR e URCEL. Inoltre, il convegno è stato presentato al Presidente della Corte d’Appello di Roma, Giorgio Santacroce, per l’impegno strategico che la FILLEA si prefigge per contrastare il fenomeno.

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Schizzano i prezzi dei terreni nell’aquilano

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti:”La tanto temuta speculazione è arrivata” “A soli sei mesi dal sisma la paura è diventata realtà e il mattone è stato attaccato dalle infiltrazioni mafiose e illegali”. Questo è stato il commento a caldo di Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, riguardante il nascente business che si sta verificando nel territorio aquilano, che sta facendo lievitare in maniera esorbitante il prezzo dei terreni per uso commerciale. Infatti gli affitti dei lotti sono balzati da poche centinaia di euro fino alla esorbitante cifra di 4000 euro. “Ovviamente a farne le spese sono gli onesti cittadini – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – ed è per questo che l’Italia dei Diritti si schiera accanto ai medi e piccoli commercianti, e esorta le amministrazioni locali a intraprendere una battaglia, sicuramente difficile, affinché trionfi la correttezza e la legalità”. In settimana il direttore di confcommercio, Celso Cioni, ha presentato un progetto che prevede la creazione di un agglomerato commerciale di 130 postazioni e altri progetti per contrastare il funesto fenomeno. Al riguardo la Del Fallo ha espresso consenso a questa iniziativa e ha auspicato la piena realizzazione di questa e altre proposte nel più breve tempo possibile.

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La protesta dell’Idv

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

31 luglio alle ore 11 Palazzo Chigi il Sen. Stefano Pedica Vice Presidente 14^ Commissione Politiche dell’Unione Europea Capogruppo Idv 3^ Commissione Affari Esteri, Emigrazione chiama a raccolta quanti ritengono che il comune di Fondi debba essere sciolto per infiltrazioni criminali. Occorre, secondo il senatore Pedica, far sentire forte la propria voce al “palazzo”. Sarà presente anche l’on.le Antonio di Pietro.

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