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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Sull’influencer marketing, interviene lo IAP

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha emanato alcune ingiunzioni sul fenomeno dell’influencer marketing nei social media; interventi sui brand Sunsilk, Alessi, Insalatissima Rio Mare e Garnier Skin Active, oltre che su influencer Chiara Nasti, Chiara Bolognesi e Martina Ravotti.L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha emanato alcune ingiunzioni sul fenomeno dell’influencer marketing nei social media, giudicando poco trasparente questo canale di promozione commerciale, come più volte denunciato dall’Unione Nazionale Consumatori.
Tra i post oggetto delle ingiunzioni dello Iap, quelli su Istagram di Chiara Nasti relativi a “Sunsilk” che, ad avviso del Comitato di Controllo, non erano “idonei a rendere inequivocabile l’identificazione di quel contenuto come frutto di un accordo di natura commerciale tra la blogger e il brand”, altri di Chiara Bolognesi, relativi alla candela profumata “Alessi”, altri ancora per la blogger Martina Ravotti (Insalatissime Rio mare e Garnier Skin Active). In tutti i casi i post sono stati considerati come una violazione dell’art. 7 della Digital Chart, secondo il quale la comunicazione commerciale digitale deve sempre essere riconoscibile come tale.
“Prosegue la battaglia che abbiamo iniziato sul tema della pubblicità promossa in modo occulto dagli web influencer. Infatti, nonostante l’intervento dell’Antitrust e l’emanazione di linee guida, le recenti ingiunzioni dello Iap attestano che la guerra è ben lungi dall’essere vinta” afferma l’avvocato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ dal luglio 2017, quindi ormai da un anno, che l’Antitrust, su segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori, ha individuato i criteri generali di comportamento che vanno adottati dagli influencer e ha chiesto di rendere chiaramente riconoscibile la finalità promozionale di tutti i contenuti diffusi mediante i social media. Ma, come attesta ora lo Iap, l’azione di moral suasion dell’Authority non è bastata” prosegue Dona.”Per questo, dato che nella precedente legislatura, su nostro input, la Camera ha approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo ad intervenire a livello legislativo affinché l’attività dei web influencer fosse regolata, chiediamo che quell’ordine del giorno sia ora rispettato e attuato” conclude Dona.L’odg impegnava il Governo ad intervenire a livello legislativo “affinché l’attività dei web influencer sia regolata, permettendo ai consumatori di identificare in modo univoco quali interventi realizzati all’interno della rete internet costituiscano sponsorizzazione”.Secondo la Digital chart emanata dallo IAP per rendere chiaramente riconoscibile la finalità promozionale di un post, vanno inserite avvertenze, come #ad #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura di beni ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda. Diciture alle quali bisogna sempre far seguire il nome del marchio. Regole alle quali devono attenersi anche le aziende che commissionano le campagne pubblicitarie tramite gli influencer.

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Indagine sul fenomeno dell’influencer marketing nei social media

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

camera deputatiL’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell’esposto dell’Unione Nazionale Consumatori, ha deciso di aprire un’indagine sul fenomeno dell’influencer marketing nei social media. L’associazione, infatti, nel mese di aprile aveva presentato un esposto chiedendo di accertare se era legittima la pubblicità camuffata che molti personaggi famosi sui loro blog o sui social network attraverso la pubblicazione di foto e video. “Ottima notizia. Il Codice del Consumo, all’art. 22, prescrive di indicare l’intento commerciale di una pratica. Per questo all’Antitrust abbiamo chiesto di accertare la legittimità di questa pubblicità indiretta che compare in spazi non prettamente pubblicitari, senza essere segnalata come tale. La pubblicità, specie se occulta, ha il potere di influenzare inconsapevolmente i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Se fatta sul web è in grado di raggiungere una vasta platea di persone. A maggior ragione è efficace se fatta da personaggi che hanno online un largo seguito di followers, spesso adolescenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora, dopo che anche alla Camera è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad intervenire a livello legislativo – affinché l’attività dei web influencer sia regolata, permettendo ai consumatori di identificare in modo univoco quali interventi realizzati all’interno della rete internet costituiscano sponsorizzazione -, bisogna che tutti i soggetti e le istituzioni interessate si mettano attorno ad un tavolo per stilare nuove regole e linee guida da seguire” prosegue Dona.
“Il problema, infatti, non è certo il comportamento delle star di internet, ma quello delle aziende che richiedono alle agenzie che gestiscono i vip, di pubblicare, con evidenti finalità promozionali, foto e video su popolari piattaforme social. E’ bene che una pratica così diffusa sia in Italia che all’estero tra i personaggi più amati dello sport, della moda e dello spettacolo, non si traduca in un inganno per i consumatori ed in particolare per gli utenti più giovani della rete” conclude Dona.

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