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Posts Tagged ‘influenza’

Influenza: il virus è in anticipo

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Sono 642mila i cittadini costretti a letto a causa dell’influenza dall’inizio della sorveglianza epidemiologica. Il virus è in anticipo, nello stesso periodo dello scorso anno infatti aveva colpito 505mila persone. Nell’ultima settimana di rilevazione (18-24 novembre) i nuovi casi ammontano a 167.000. Il livello di incidenza del virus in Italia è pari a 2,76 casi per mille assistiti. Le regioni più colpite sono Sicilia (4,16), Lombardia (4,39), Piemonte (4,11), Toscana (3,10) ed Emilia-Romagna (3,07). In totale potrebbero essere oltre 7 milioni gli italiani colpiti dall’influenza nel corso dell’interna stagione 2019-2020. E’ quanto emerge dal 36° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), in corso a Firenze, con la partecipazione di oltre 3.000 camici bianchi da tutta la Penisola. “La nostra società scientifica, grazie ai medici sentinella distribuiti su tutto il territorio e a un’esperienza ventennale, è asse portante di questo sistema di rilevazione – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) –. La campagna di vaccinazione anti influenzale sta andando bene, anche se è iniziata un po’ in ritardo. A differenza dello scorso anno, non abbiamo registrato criticità nella distribuzione delle scorte di vaccini e la copertura si preannuncia buona. Non è mai troppo tardi per ricorrere a questo fondamentale strumento di profilassi. Il vaccino è ben tollerato, efficace e sicuro. Sta continuando l’ascesa della curva epidemica, la situazione è sotto controllo e il sistema assistenziale riesce ad assorbire i carichi di lavoro: quest’anno infatti in tutto il territorio si è avuto un incremento della domanda e dell’offerta del vaccino antiinfluenzale, che fa ben sperare sui numeri positivi di copertura vaccinale in tutte le persone a rischio”. “Il nostro ruolo nel contrasto all’influenza è fondamentale – aggiunge il dott. Ovidio Brignoli, Vice Presidente Nazionale SIMG -. Come medici di famiglia siamo presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale e possiamo fornire alle istituzioni sanitarie, locali e nazionali, tutti i dati relativi a incidenza, prevalenza e mortalità. Sulla base di questi numeri è possibile pianificare interventi concreti di salute nell’interesse della collettività. Nella popolazione generale esistono alcune tipologie di persone che presentano un rischio maggiore di contrarre l’influenza, di trasmetterla e di sviluppare le complicanze correlate, sono gli individui considerati fragili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) li ha suddivisi in cinque diverse categorie a rischio, ovvero i bambini al di sotto dei 5 anni di età, le donne in gravidanza, gli over 65, i pazienti cronici e gli operatori sanitari”.
Con il Piano Nazionale Prevenzione 2017-2019, il Ministero della Salute ha confermato la volontà e necessità di raggiungere un obiettivo di copertura minimo pari al 75% e uno ottimale del 95% per la vaccinazione antinfluenzale, da raggiungere in tutte le categorie a rischio individuate dal Piano. Nella stagione 2018-1019, però, i livelli di copertura del vaccino antinfluenzale tra le diverse fasce d’età, comprese le categorie più a rischio, hanno evidenziato percentuali ancora lontane dagli obiettivi fissati nel piano. I bambini al di sotto dei 5 anni, per esempio, mostrano livelli tra l’1,7% e il 3,1%, mentre fra gli over 65 il livello di copertura è pari al 53,1%. “Durante la scorsa stagione i casi gravi sono stati 809 (pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva) con insufficienza respiratoria secondaria ad influenza – sottolinea il dott. Aurelio Sessa, responsabile SIMG del settore -. I decessi riconosciuti come effetto finale dell’influenza sono stati 198. L’età media di questi pazienti era di 63 anni e l’età media dei deceduti di 68 anni. L’84% dei casi gravi e l’89% dei deceduti aveva almeno una comorbidità e l’80% non risultava vaccinato. Questi dati ci devono far riflettere sull’utilità della vaccinazione antiinfluenzale. Il virus dell’influenza è caratterizzato da una capacità di diffondersi molto elevata. Una persona è in grado di infettarne altre otto nell’arco di 1 metro di distanza, rendendo classi scolastiche, metropolitane, aerei o altri luoghi di incontro molto pericolosi. Per questo la copertura vaccinale è in grado di fare da scudo efficace ed evitare gravi danni al sistema Paese. La nostra la raccomandazione è di estendere la vaccinazione a più categorie possibili”.

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Le nostre crisi di identità

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Fin dai primi vagiti cerchiamo di farci notare e ad allargare la nostra sfera d’influenza. Nel prosieguo ogni momento della nostra esistenza diventa un’occasione per farci distinguere e a centrare l’attenzione degli altri su di noi. Questa tendenza non è solo individuale ma collettiva. Il grande oratore affascina con la sua eloquenza e si procura dei fan che in un certo qual modo si identificano con lui e tendono ad appropriarsi dell’ascendente che promana per sentirsi parte di una comunità di pensiero e comportamentale affine. Se questo aspetto lo rapportiamo all’agire politico odierno forse è più agevole comprendere il nostro atteggiamento nei confronti di chi scende in piazza, è ripreso dai media nei talk show o nelle interviste compresa la carta stampata. Incominciamo con il notare che la cartina di tornasole si ripone tutto nel saper esercitare l’eloquenza come arma di comunicazione di massa cogliendo con abilità i nostri punti più sensibili nel nostro vedere gli eventi della vita e di ricercare chi sa metterli in mostra con sagacia e fermezza. Tutto questo, ad esempio, potrebbe spiegare gli “umori” degli italiani nei confronti di taluni politici. Penso al successo elettorale di Matteo Renzi alle europee del 2014. E’ bastato poco per suscitare in noi una speranza di rinnovamento dei politici, della loro classe dirigente e del loro modo di gestire gli eventi nel corso d’opera. Ma gli è bastato un passo falso per far crollare la sua leadership. Da qui la ricerca affannosa per scuotere l’immobilismo esistente. Fu trovato, nell’immaginario collettivo, nel carisma esercitato da Grillo e dal suo Movimento. Divenne il classico grimaldello per cercare di rendere consapevoli i responsabili dei partiti tradizionali che era caduto il carisma ideologico e che era il popolo con la sua sete di giustizia, onestà e franchezza di idee e modo di esporle per fare la differenza con il passato. Ma se è l’ascendente di taluni per procurarsi sostenitori vi è anche il rovescio della medaglia nella perdita di fiducia nel sentire popolare se l’eroe del giorno tradisce questo rapporto fiduciario non nutrito con sincerità ma con l’inganno. Lo è stato per Renzi con la sua famosa frase: “Enrico stai sereno…” e qualche giorno dopo lo accoltellò alle spalle. Renzi giura che non fu intenzionale ma a poco serve se è percepito diversamente dal popolo degli elettori. Ora è la volta di Matteo Salvini e gli chiediamo, riesumando una famosa frase latina: Quousque tandem abutere patientia nostra? (Riccardo Alfonso)

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L’influenza a settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

Parma Il virus influenza di specie B è stato identificato ieri dalla Prof.ssa Flora De Conto e dalla Prof.ssa Maria Cristina Arcangeletti e dai loro collaboratori nei Laboratori di Virologia Molecolare e Virologia Isolamento agenti virali dell’Unità Operativa Complessa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, diretta dalla Prof.ssa Adriana Calderaro, Direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia e afferente al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. L’impiego di tecnologie molecolari avanzate, in sinergia con metodi colturali convenzionali, in uso all’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, ha permesso una diagnosi rapida di infezione da virus influenza B da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di Pediatria Generale e d’Urgenza; la bambina è stata ricoverata con febbre e mal di gola riferita a una generica affezione dell’apparato respiratorio per la quale non era stato formulato un sospetto clinico di influenza.
Il risultato è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico, in quanto dimostra che la circolazione di virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale e ribadisce la necessità di attuare da parte degli specialisti controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati, in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce ed accurata.
Com’è noto il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato.L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato, rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemieSoltanto lunedì, la stessa équipe di virologi specialisti ha effettuato la diagnosi tempestiva di un caso di Dengue in un altro paziente pediatrico italiano di ritorno da un viaggio nel Sud-Est asiatico.Questi risultati di grande utilità per i pazienti sono possibili anche grazie al supporto della continua attività di ricerca condotta sugli stessi virus (Arbovirus e virus Influenza) nel Centro, che ha un’attività scientifica documentata da pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche.

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Appropriatezza della vaccinazione influenzale 2.0

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Per appropriatezza, in sanità si intende la misura di quanto una scelta o un intervento siano adeguati rispetto alle esigenze del paziente e al contesto sanitario. Si parla di uguaglianza quando un intervento viene fornito nello stesso modo a tutti – a tutti lo stesso – e di equità quando l’intervento viene modulato in funzione delle diverse esigenze – a ciascuno il suo.
L’appropriatezza della vaccinazione influenzale nasce da dati epidemiologici, immunologici, clinici e socioeconomici che, combinati insieme, portano a concludere che, per ogni fascia di età c’è il vaccino giusto che, a oggi, si identifica nel quadrivalente per i bambini, gli adolescenti e gli adulti in età lavorativa, mentre per gli anziani il vaccino più appropriato risulta essere quello adiuvato, in quanto hanno bisogno di una protezione maggiore.
L’appropriatezza vaccinale trova conferma sia nella circolare annuale sull’influenza, emanata dal Ministero della Salute, che raccomanda il vaccino adiuvato a partire dai 75 anni di età, sia nelle politiche sanitarie della maggior parte delle Regioni italiane [ad esempio Lazio, Sicilia, Campania, Puglia6, Emilia-Romagna7], che hanno deciso di esplicitare con maggior precisione il criterio di appropriatezza, indicando l’utilizzo del Vaccino Adiuvato con MF59 per tutti gli over 75 e per gli anziani 65-74 anni con patologie croniche o fattori di rischio e del QIV (quadrivalente) per tutti i soggetti da 6 mesi a 64 anni e per la fascia 65-74 in buona salute.
Anche in altri Paesi, come per esempio l’Inghilterra, sono state adottate le stesse iniziazioni vaccinando (stagione influenzale 2018/2019) tutti gli ultrasessantacinquenni con il vaccino adiuvato, mentre il vaccino quadrivalente è stato destinato alla popolazione adulta a rischio8.Ma l’appropriatezza vaccinale non si ferma qui. Un nuovo metodo di produzione su cellule, al posto del tradizionale sistema di crescita su uova, promette di rivoluzionare la vaccinazione influenzale.
Secondo il CDC, Center for Disease Control and Prevention statunitense, i virus influenzali coltivati su uova subiscono dei cambiamenti che inducono l’organismo a produrre degli anticorpi meno efficienti nel prevenire la malattia causata dallo specifico virus influenzale in circolazione8. Mantenendo invece il virus nelle cellule sin dall’isolamento iniziale, il vaccino influenzale così prodotto aiuta a evitare i cambiamenti del virus causati dall’adattamento alla crescita su uova e può consentire la produzione di un vaccino con componenti virali più simili a quelle del virus circolante. Una conferma viene anche dalla ricerca presentata recentemente dalle Università di Milano e di Genova: queste hanno analizzato un campione rappresentativo dei ceppi influenzali di tipo H3N2 identificati nella stagione 2016/17, valutandone le differenze con i ceppi vaccinali H3N2 di riferimento propagati nelle uova o su coltura cellulare.(fonte: Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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Carta d’identità dell’influenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Il termine influenza, usato ormai anche nei Paesi anglosassoni, deriva dal latino influentia e può essere correlato all’astrologia. Infatti, nell’antica Roma si pensava che la comparsa delle epidemie influenzali fosse legata a una sfavorevole congiunzione delle stelle. Tuttavia, la storia dell’influenza comincia già qualche secolo prima di Cristo. Il primo “reperto” storico della malattia viene fatto risalire alla famosa peste di Atene, del 430 avanti Cristo. L’elevata mortalità riscontrata durante la presunta pestilenza sarebbe infatti legata, secondo le teorie più recenti, a un’epidemia influenzale gravissima complicata da sovrainfezioni batteriche risultate poi mortali.
La prima vera pandemia in Europa si è registrata ufficialmente nel 1580. Da allora sono state descritte altre 31 pandemie. Le più gravi si sono verificate nel 1743, nel 1889-1890, nel 1918-19 (la cosiddetta spagnola, provocata dal virus A sottotipo H1N1), nel 1957 (è la volta dell’asiatica causata dal virus AH2N2) e nel 1968 la Hong-Kong, provocata dal virus AH3N2, ultima pandemia prima di quella in corso. Secondo i dati epidemiologici, alla spagnola va il triste record della mortalità, con oltre 20 milioni di decessi. Meno pesanti, sotto il profilo della mortalità, sono state invece l’asiatica e l’Hong-Kong, che pure hanno interessato decine di milioni di persone in tutto il mondo.
Nonostante queste osservazioni storiche, la maggior parte degli studi sull’influenza ha preso il via con l’isolamento del primo virus umano avvenuta nel 1933. Da allora la scienza ha potuto mettere a punto una serie di osservazioni crescenti che hanno consentito di ottenere un profilo preciso e circostanziato dei flussi influenzali.
I virus influenzali fanno parte della famiglia degli orthomyxoviridae, genere orthomyxovirus. Hanno la forma di una sfera, più o meno simile a un pallone da calcio pur se di dimensioni infinitesime rispetto a esso (siamo nell’ordine degli 80-120 nanometri di diametro). Ma, soprattutto, sulla loro superficie esterna appaiono “spinosi”, perché presentano alcune protuberanze sottili chiamate in termine scientifico “spikes” (chiodi o spine). Queste strutture sono fondamentali per la risposta dell’organismo al virus, per l’attività dei farmaci e per la messa a punto dei vaccini. Al loro interno si trovano, infatti, i cosiddetti antigeni di superficie, ovvero le emoagglutinine (contraddistinte dalla sigla H) e le neuraminidasi (contrassegnate con la lettera N). Si conoscono tre “classici” tipi di virus influenzale, che differiscono in base alle proteine presenti sulla loro superficie: il virus di tipo A e il virus di tipo B – che possono causare le epidemie influenzali – e il virus C, che talvolta dà origine a un’infezione asintomatica o simile al raffreddore (di scarso rilievo epidemiologico per l’uomo).
Passando a valutare dall’interno la struttura del virus, questa è caratterizzata dal patrimonio genetico virale, sotto forma di acido ribonucleico (RNA): è “costruito” come un vero e proprio mosaico che comprende 8 frammenti distinti per i virus di tipo A e B e solo 7 per il tipo C.
A, B e C, come detto, non sono altro che le sigle che individuano le caratteristiche degli antigeni interni del virus. I virus di tipo B e C hanno come unico serbatoio l’essere umano, mentre quelli di tipo A possono infettare diverse specie animali: ad esempio i suini, gli equini, gli uccelli e il pollame oltre alle anatre. Addirittura, questi virus possono infettare anche i mammiferi marini.
Quando si classificano i virus influenzali di tipo A, quindi, inizialmente si propone la lettera dell’alfabeto che caratterizza gli antigeni interni, in seguito si inseriscono le lettere H e N. Poiché i due antigeni possono associarsi casualmente fra loro, è possibile un grande numero di combinazioni. A oggi, i sottotipi A che sono stati associati con la malattia umana sono H1N1, e H3N2, pur se esiste la rara eventualità che altri sottotipi possano determinare patologia nell’uomo. Per capire bene cosa significano le sigle che leggiamo ogni giorno nella stagione invernale, quindi, occorre ricordare questo ordine: tipo, specie dalla quale il virus è stato isolato (questo dato è omesso per i ceppi isolati dall’uomo), località dell’isolamento, numero assegnato dal laboratorio, anno di isolamento. Nel caso del Virus A si aggiunge il sottotipo. (fonte: Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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Influenza: Il picco previsto per Capodanno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Sono 505.000 gli italiani costretti a letto a causa dell’influenza dall’inizio della sorveglianza epidemiologica. Solo nell’ultima settimana i nuovi casi ammontano a 138.000. Le Regioni più colpite risultano Piemonte, Liguria, Lombardia, P.A. di Trento, Toscana, Abruzzo e Sicilia. La stagione sta seguendo lo stesso trend dello scorso anno e probabilmente il picco si verificherà intorno a Capodanno. In totale potrebbero essere oltre 5 milioni gli italiani colpiti dall’influenza nel corso dell’interna stagione 2018-19. Anche quest’anno si segnalano su tutto il territorio nazionale alcuni problemi sull’accesso ai vaccini. In diversi distretti sanitari le scorte sono già finite e questo ha creato problemi sia ai cittadini che al personale medico-sanitario. E’ quanto emerge durante la seconda giornata del 35° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). L’evento si chiude domani a Firenze e vede la partecipazione di oltre 3.000 camici bianchi da tutta la Penisola. “I ritardi nella consegna dei vaccini e altri disguidi sono anche causati dal fatto che le gare, per l’acquisizione di questi presidi sanitari, sono biennali – afferma il dott. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale SIMG -. Risulta quindi difficile riuscire ad avere il numero corretto di vaccini perché ogni stagione coinvolge una quota diversa di popolazione. Se vogliamo concretamente aumentare le percentuali di immunizzazione vanno migliorati questi aspetti organizzativi. Ciò nonostante la campagna vaccinale prosegue con buoni risultati. Registriamo, con soddisfazione, una rinnovata fiducia da parte dei cittadini”. “Il nostro ruolo nel contrasto all’influenza è fondamentale – aggiunge il dott. Ovidio Brignoli, Vice Presidente Nazionale SIMG -. Come medici di famiglia siamo presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale e possiamo fornire alle istituzioni sanitarie, locali e nazionali, tutti i dati relativi a incidenza, prevalenza e mortalità. Sulla base di questi numeri è possibile pianificare interventi concreti di salute nell’interesse della collettività”. “L’influenza un fenomeno complesso e che colpisce circa il 10% dell’intera popolazione italiana – conclude il dott. Aurelio Sessa, responsabile SIMG del settore -. Non può essere sottovalutata e bisogna ricordare che la vaccinazione è l’arma migliore a nostra disposizione. La prevenzione però passa anche da una serie di semplici regole di buona igiene che vanno seguite con particolare attenzione in questo periodo delicato dell’anno. Noi medici di famiglia dobbiamo essere i primi a dare il buon esempio ai nostri assistiti, a partire proprio dal ricorso alla vaccinazione”.

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L’influenza sintomi e rimedi

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

È una patologia respiratoria causata da virus che appartengono alla famiglia Orthomy-xoviridae, di cui si riconosco tre tipi: A, B e C. I virus A e B sono di maggior interesse anche da un punto di vista pandemico per l’uomo. Il virus A è distinto in 16 sottotipi in base alle caratteristiche antigeniche della nucleoproteina (sottotipo H) e della matrice proteica (sottotipo N). Il virus penetra nella cellula tramite endocitosi formando un endosoma. La neuroaminidasi degrada il recettore e gioca un ruolo essenziale sia per la replicazione virale sia la liberazione del virus dalle cellule infettate. La risposta immunitaria più importante che sviluppiamo è quella contro l’antigene H, quella contro lo N permette solo di limitare la diffusione. Le più estese e gravi pandemie sono state provocate dal virus A, in parte dovute a un riarrangiamento degli antigeni H e N. Le epidemie d’influenza A iniziano bruscamente nel periodo invernale per raggiungere il picco endemico in 3 settimane e una durata complessiva di 2-3 mesi. I sintomi principali comprendono: stato febbrile improvviso (38° sino 41°C), cefalea, malessere, mialgia, tosse e faringodinia. Nelle forme non complicate la fase acuta si risolve in 5-7 giorni, sebbene la tosse possa persistere per alcune settimane. Negli anziani, bambini e persone a rischio la complicanza principale è la polmonite. Ecco perché i medici consigliano la vaccinazione a partire dai soggetti più deboli: bambini e anziani. (Servizio Fidest)

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Freddo e inverno sono arrivati: come difendersi dall’influenza

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Preceduto da notizie preoccupanti provenienti dall’Australia, dove c’è stato un alto incremento della diffusione della malattia e dei casi gravi rispetto agli anni precedenti, con oltre 50 morti, il male di stagione è alle porte e non è il caso di prenderlo “sotto gamba”. Secondo le previsioni, quest’anno saranno circa 5 milioni gli italiani colpiti dall’influenza, con un maggiore interessamento delle fasce che comprendono bambini ed anziani.L’influenza non va sottovalutata poiché è la terza causa di morte fra le malattie infettive, dopo la Tubercolosi e l’Aids. Il 90 per cento dei decessi si registra fra gli anziani, questi spesso preceduti da complicanze che ne determinano l’ospedalizzazione. “Se è vero che l’influenza non deve destare preoccupazione nella popolazione sana, essa può portare conseguenze gravi nei soggetti più a rischio” – dichiara il Prof. Fabrizio Pregliasco, Virologo, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario IRCCS Galeazzi di Milano. “In tal senso, il vaccino costituisce, senza dubbio, un salvavita per le categorie più fragili: i bambini piccoli, gli over 65 e coloro che sono affetti da patologie croniche sia di natura respiratoria che cardiaca”. Anche se il picco influenzale è atteso dopo l’Epifania, migliaia di italiani sono già bloccati a letto in queste ore; la causa però non è solamente l’influenza vera e propria, infatti si stanno ancora registrando infezioni ad opera di virus “cugini”: “Attualmente, oltre i primi casi di influenza conclamata, stiamo assistendo, principalmente, alla circolazione di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da uno dei 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti dell’influenza stagionale, ma che sono ugualmente debilitanti” – precisa il Prof. Pregliasco.Per il picco dell’influenza “vera” bisognerà ancora aspettare un almeno mese, ma come distinguerla dagli altri “mali di stagione”? “La “vera” influenza – continua il Prof. Pregliasco – si riconosce perché causa la presenza contemporanea di tre fattori: febbre elevata (più di 38 gradi) ad esordio brusco, sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari e sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola. Questi sintomi perdurano per diversi giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze, purtroppo a volte dall’esito addirittura fatale. Per tutte le altre patologie circolanti nei mesi invernali, si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali, ugualmente fastidiose, certo, ma non pericolose come può essere l’influenza per alcune categorie o fasce d’età”.Oltre alla vaccinazione ci sono alcune misure efficaci nel prevenire infezioni di questo tipo: lavarsi frequentemente le mani, coprire la bocca e il naso quando si starnutisce e tossisce e rimanere a casa nei primi giorni di malattia respiratoria febbrile per non contagiare le persone con cui si viene in contatto. L’influenza è altamente “età-dipendente”: se è vero che il paziente anziano è maggiormente vulnerabile al virus di tipo A, il virus B ha un impatto relativamente maggiore nei bambini e negli adolescenti. Una strategia vaccinale ottimale dovrebbe tener conto di questi aspetti epidemiologici.
“Gli anziani, anche se in buona salute, hanno una ridotta capacità di risposta agli stimoli antigenici ed è quindi importante scegliere per loro un vaccino in grado di potenziare la risposta immunitaria” – continua il Prof. Pregliasco. “Nei vaccini adiuvati, oltre all’antigene, cioè quella sostanza che è propria dei batteri o dei virus verso la quale dobbiamo innescare la difesa, contiene anche altre sostanze adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a reagire in maniera più efficace alla presenza del virus”.Tutto ciò è stato ampiamente confermato dalla ricerca scientifica, infatti il vaccino adiuvato viene utilizzato in circa 30 paesi del mondo, inclusi gli Stati Uniti d’America. Recentemente, anche il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) Inglese ha espresso parere positivo per l’utilizzo del vaccino trivalente adiuvato negli over 65 in Gran Bretagna a partire dalla stagione influenzale 2018-19.“Vaccinarsi – conclude il Prof. Pregliasco – rappresenta un indubbio contributo a preservare le aspettative e la qualità di vita, soprattutto nei più anziani, sia in termini di benessere fisico che psicologico. La prevenzione è l’arma vincente, perché offre sempre la grande opportunità di poter condurre una vita in salute, attiva e indipendente”.

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L’influenza sta facendo registrare il picco di casi in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 6 gennaio 2018

influenzaNell’ultima settimana di rilevazione (25–31 dicembre 2017) sono stati 673mila gli italiani a letto colpiti dal virus, con un netto incremento del numero di diagnosi rispetto ai 7 giorni precedenti (438.800) in tutte le fasce di età. I dati emergono dall’ultimo rapporto Influnet elaborato dal Dipartimento Epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità. “La nostra società scientifica, grazie ai medici sentinella distribuiti su tutto il territorio e a un’esperienza ventennale, è asse portante di questo sistema di rilevazione – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) -. Dall’inizio della sorveglianza (a metà ottobre), abbiamo registrato nel nostro Paese 2.168.500 casi di influenza. Sta continuando l’ascesa della curva epidemica e il livello di incidenza è superiore a quello osservato nella precedente stagione influenzale. La situazione è sotto controllo e il sistema assistenziale riesce ad assorbire i carichi di lavoro: quest’anno infatti in tutto il territorio si è avuto un incremento della domanda e dell’offerta del vaccino antiinfluenzale, che fa ben sperare sui numeri positivi di copertura vaccinale non solo negli anziani ma anche nelle persone a rischio”. Il livello di incidenza del virus in Italia è pari a 11,11 casi per mille assistiti. Le regioni più colpite, dove è stata superata la soglia dei 13,50 casi ogni mille assistiti (considerata intensità molto alta), sono Basilicata (34,89), P.A. Trento (22,02), Calabria (21,57), Marche (16,87), Liguria (14,97) e Piemonte (14,48). “Insieme all’influenza circolano regolarmente gli altri virus respiratori, pari ad altri 315 mila casi nell’ultima settimana – sottolinea il dott. Aurelio Sessa, responsabile SIMG del settore -. Il carico assistenziale non è solo per i pronto soccorso ma anche per i nostri ambulatori e per le tante visite domiciliari che impegnano i medici di medicina generale, i pediatri di famiglia e i servizi di continuità assistenziale. In Europa si sta assistendo a un incremento dell’attività influenzale nell’ovest, nord e sud del Continente con una positività dei tamponi nella sorveglianza virologica del 32% e un incremento rispetto alla precedente settimana del 28%. Vi è un’importante co-circolazione tra virus A e virus B, pari al 50% di ciascuno”.

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Consigli degli esperti su come difendersi dall’influenza

Posted by fidest press agency su martedì, 19 dicembre 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Preceduto da notizie preoccupanti provenienti dall’Australia, dove c’è stato un alto incremento della diffusione della malattia e dei casi gravi rispetto agli anni precedenti, con oltre 50 morti, il male di stagione è alle porte e non è il caso di prenderlo “sotto gamba”. Secondo le previsioni, quest’anno saranno circa 5 milioni gli italiani colpiti dall’influenza, con un maggiore interessamento delle fasce che comprendono bambini ed anziani.
Anche se il picco influenzale è atteso dopo l’Epifania, migliaia di italiani sono già bloccati a letto in queste ore; la causa però non è solamente l’influenza vera e propria, infatti si stanno ancora registrando infezioni ad opera di virus “cugini”: “Attualmente, oltre i primi casi di influenza conclamata, stiamo assistendo, principalmente, alla circolazione di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da uno dei 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti dell’influenza stagionale, ma che sono ugualmente debilitanti” – precisa il Prof. Pregliasco.
“La “vera” influenza – continua il Prof. Pregliasco – si riconosce perché causa la presenza contemporanea di tre fattori: febbre elevata (più di 38 gradi) ad esordio brusco, sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari e sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola. Questi sintomi perdurano per diversi giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze, purtroppo a volte dall’esito addirittura fatale. Per tutte le altre patologie circolanti nei mesi invernali, si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali, ugualmente fastidiose, certo, ma non pericolose come può essere l’influenza per alcune categorie o fasce d’età”.Oltre alla vaccinazione ci sono alcune misure efficaci nel prevenire infezioni di questo tipo: lavarsi frequentemente le mani, coprire la bocca e il naso quando si starnutisce e tossisce e rimanere a casa nei primi giorni di malattia respiratoria febbrile per non contagiare le persone con cui si viene in contatto.
L’influenza è altamente “età-dipendente”: se è vero che il paziente anziano è maggiormente vulnerabile al virus di tipo A, il virus B ha un impatto relativamente maggiore nei bambini e negli adolescenti. Una strategia vaccinale ottimale dovrebbe tener conto di questi aspetti epidemiologici.
“Gli anziani, anche se in buona salute, hanno una ridotta capacità di risposta agli stimoli antigenici ed è quindi importante scegliere per loro un vaccino in grado di potenziare la risposta immunitaria” – continua il Prof. Pregliasco. “Nei vaccini adiuvati, oltre all’antigene, cioè quella sostanza che è propria dei batteri o dei virus verso la quale dobbiamo innescare la difesa, contiene anche altre sostanze adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a reagire in maniera più efficace alla presenza del virus”.Tutto ciò è stato ampiamente confermato dalla ricerca scientifica, infatti il vaccino adiuvato viene utilizzato in circa 30 paesi del mondo, inclusi gli Stati Uniti d’America. Recentemente, anche il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) Inglese ha espresso parere positivo per l’utilizzo del vaccino trivalente adiuvato negli over 65 in Gran Bretagna a partire dalla stagione influenzale 2018-19.“Vaccinarsi – conclude il Prof. Pregliasco – rappresenta un indubbio contributo a preservare le aspettative e la qualità di vita, soprattutto nei più anziani, sia in termini di benessere fisico che psicologico. La prevenzione è l’arma vincente, perché offre sempre la grande opportunità di poter condurre una vita in salute, attiva e indipendente”.

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Arriva l’influenza: cautele

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

influenzaMilano. Preceduto da notizie preoccupanti provenienti dall’Australia, dove c’è stato un alto incremento della diffusione della malattia e dei casi gravi rispetto agli anni precedenti, con oltre 50 morti, il male di stagione è alle porte e non è il caso di prenderlo “sotto gamba”. Secondo le previsioni, quest’anno saranno circa 5 milioni gli italiani colpiti dall’influenza, con un maggiore interessamento delle fasce che comprendono bambini ed anziani.L’influenza non va sottovalutata poiché è la terza causa di morte fra le malattie infettive, dopo la Tubercolosi e l’Aids. Il 90 per cento dei decessi si registra fra gli anziani, questi spesso preceduti da complicanze che ne determinano l’ospedalizzazione. “Se è vero che l’influenza non deve destare preoccupazione nella popolazione sana, essa può portare conseguenze gravi nei soggetti più a rischio” – dichiara il Prof. Fabrizio Pregliasco, Virologo, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario IRCCS Galeazzi di Milano. “In tal senso, il vaccino costituisce, senza dubbio, un salvavita per le categorie più fragili: i bambini piccoli, gli over 65 e coloro che sono affetti da patologie croniche sia di natura respiratoria che cardiaca”.
Anche se il picco influenzale è atteso dopo l’Epifania, migliaia di italiani sono già bloccati a letto in queste ore; la causa però non è solamente l’influenza vera e propria, infatti si stanno ancora registrando infezioni ad opera di virus “cugini”: “Attualmente, oltre i primi casi di influenza conclamata, stiamo assistendo, principalmente, alla circolazione di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da uno dei 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti dell’influenza stagionale, ma che sono ugualmente debilitanti” – precisa il Prof. Pregliasco.
Le regole per non “farsi influenzare”Per il picco dell’influenza “vera” bisognerà ancora aspettare un almeno mese, ma come distinguerla dagli altri “mali di stagione”? “La “vera” influenza – continua il Prof. Pregliasco – si riconosce perché causa la presenza contemporanea di tre fattori: febbre elevata (più di 38 gradi) ad esordio brusco, sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari e sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola. Questi sintomi perdurano per diversi giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze, purtroppo a volte dall’esito addirittura fatale. Per tutte le altre patologie circolanti nei mesi invernali, si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali, ugualmente fastidiose, certo, ma non pericolose come può essere l’influenza per alcune categorie o fasce d’età”.
Oltre alla vaccinazione ci sono alcune misure efficaci nel prevenire infezioni di questo tipo: lavarsi frequentemente le mani, coprire la bocca e il naso quando si starnutisce e tossisce e rimanere a casa nei primi giorni di malattia respiratoria febbrile per non contagiare le persone con cui si viene in contatto.
L’influenza è altamente “età-dipendente”: se è vero che il paziente anziano è maggiormente vulnerabile al virus di tipo A, il virus B ha un impatto relativamente maggiore nei bambini e negli adolescenti. Una strategia vaccinale ottimale dovrebbe tener conto di questi aspetti epidemiologici.“Gli anziani, anche se in buona salute, hanno una ridotta capacità di risposta agli stimoli antigenici ed è quindi importante scegliere per loro un vaccino in grado di potenziare la risposta immunitaria” – continua il Prof. Pregliasco. “Nei vaccini adiuvati, oltre all’antigene, cioè quella sostanza che è propria dei batteri o dei virus verso la quale dobbiamo innescare la difesa, contiene anche altre sostanze adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a reagire in maniera più efficace alla presenza del virus”. Tutto ciò è stato ampiamente confermato dalla ricerca scientifica, infatti il vaccino adiuvato viene utilizzato in circa 30 paesi del mondo, inclusi gli Stati Uniti d’America. Recentemente, anche il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) Inglese ha espresso parere positivo per l’utilizzo del vaccino trivalente adiuvato negli over 65 in Gran Bretagna a partire dalla stagione influenzale 2018-19.

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L’allarme in Europa per il “cattivo virus” invernale che porta vomito e diarrea

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

vaccino bambino

Aumentano i casi di contagio da norovirus. Dall’Agenzia esecutiva del Regno Unito, l’allerta e i consigli per ridurre il rischio di contagio: il “norovirus” che circola attualmente in Europa è altamente contagioso. Mentre le temperature precipitano, i funzionari delle istituzioni sanitari britanniche lanciano l’allerta sostenendo che quest’anno è aumentato il rischio di prendere il temibile virus del “vomito”, il norovirus che sta circolando attualmente in Europa. Il norovirus è tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica, costituendo così un serio problema nel campo della sicurezza alimentare per la possibilità di causare infezioni di breve durata, ma con violenti attacchi di diarrea e vomito. È estremamente contagioso e si diffonde facilmente in ambienti in cui le persone sono vicine l’una all’altra, come nei luoghi di lavoro o in centri commerciali affollati. Il Public Health England, l’agenzia esecutiva del Ministero della Salute del Regno Unito, ha avvertito che l’aumento dei casi di norovirus è comune durante l’inverno e che quest’anno si sta rivelando del 14% superiore alla media rispetto ai mesi invernali degli anni precedenti. Nick Phin, vicedirettore del National Health Service e Director della Public Health England, ha diramato alcuni semplici consigli per evitare il contagio che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene utili rilanciare anche in Italia, dato l’elevato numero di segnalazioni+ analoghe anche in Italia. Innanzitutto ha evidenziato che “la maggior parte delle persone effettuerà un recupero completo entro 1 o 2 giorni, ma è importante bere molti liquidi durante questo periodo per prevenire la disidratazione, specialmente nei giovanissimi o negli anziani. “Se le persone hanno la diarrea e il vomito non devono preparare il cibo per gli altri e noi consigliamo di evitare di visitare ambulatori medici, case di cura e ospedali se hanno sintomi. Se qualcuno manifesta attacchi particolarmente violenti deve contattare i numeri d’emergenza sanitaria o il medico curante. “Uno dei modi migliori per proteggersi dal norovirus e per aiutare a prevenire l’infezione è praticare una buona igiene personale, che comprende il lavaggio completo delle mani dopo l’uso del bagno e prima di mangiare o preparare cibi”.

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Identificato all’Università di Parma il primo virus influenzale alle porte della stagione epidemica invernale

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 dicembre 2017

Parma. parma universitàIl virus influenza di specie B è stato identificato dalla Prof.ssa Flora De Conto e dalla Prof.ssa Maria Cristina Arcangeletti e collaboratori nel Laboratorio di Virologia Molecolare dell’Unità Operativa Complessa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, diretta dalla Prof.ssa Adriana Calderaro, Direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia e afferente al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.
Com’è noto il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato. L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato, rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie.L’impiego di tecnologie molecolari avanzate in uso presso l’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha permesso una diagnosi tempestiva di infezione da virus influenza B da un tampone faringeo di un ragazzo di 15 anni pervenuto al Pronto Soccorso Pediatrico con sintomatologia (tosse, febbre) riferibile ad infezione dell’apparato respiratorio, poi ricoverato nel reparto di Pediatria – Sezione Infettivi.Tale risultato è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico, perché dimostra che la circolazione di virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale e ribadisce la necessità di attuare controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati, in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce ed accurata.Informazioni aggiornate al 26 novembre 2017 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla base dei dati disponibili, attestano una bassa circolazione di virus influenza in Europa, con una proporzione di virus Influenza di specie B relativamente prevalente rispetto a quella della specie A. In Italia, dati dell’Istituto Superiore di Sanità riportano 4 casi di infezione da virus influenza B rivelati tra la Puglia ed il Veneto nella settimana tra il 20 ed il 26 novembre scorso.Questo risultato è stato possibile anche grazie al supporto della continua attività di ricerca condotta sugli stessi virus nel medesimo Centro, che ha pubblicato sulle prestigiose riviste scientifiche “Plos ONE” uno studio sull’infezione da virus influenzale A(H1N1) e sulla rivista “Scientific Reports” del gruppo “Nature” un altro studio sui metodi innovativi per la diagnosi di infezione da virus dell’apparato respiratorio mediante l’utilizzo della spettrometria di massa.

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Mostra ‘Dopo Carosello… tutti a letto! L’influenza di pubblicità e TV sui bambini’

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

carosello italiano

Roma Fino al 28 Febbraio 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11. In occasione dei 60 anni dalla nascita di Carosello e 40 anni dal suo termine (3 febbraio 1957 e 1° gennaio 1977), la biblioteca di Scienze della Formazione suggerisce una bibliografia ed espone dei libri sul ruolo della pubblicità e della televisione con riguardo all’influenza che esercitano sui bambini.
Dal 1957 al 1977 i bambini sono stati, in un certo senso incoraggiati, alla visione di Carosello, dalle 20.50 alle 21.00. Per una legge allora vigente non era concesso fare della pubblicità all’interno di alcuno spettacolo televisivo serale.
Famosi registi hanno realizzato gli sketch del programma, la cui trama doveva essere estranea al prodotto, pubblicizzato poi in pochi secondi.Carosello è stato in Italia l’inizio di un’era mediatica fortemente improntata al consumismo ed ha influenzato i gusti e le abitudini alimentari, i comportamenti di stile di vita e di consumo (Sygmunt Bauman ha definito con questi cambiamenti il passaggio ad una società “liquida”) e anche la costruzione dei ruoli di genere.

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Influenza in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

img_0319L’influenza stagionale colpirà quest’anno 5 milioni di italiani. Da metà ottobre 260.000 italiani hanno contratto la malattia e altri 850.000 da sindromi respiratorie acute. Se non ci saranno variazioni significative il picco dell’infezione è previsto per la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. C’è ancora tempo: i medici di famiglia lanciano un appello perché tutti i cittadini si vaccinino contro una patologia che ogni anno provoca una media di 8.000 decessi. E lo fanno in apertura dal 33° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) che comincia oggi a Firenze. L’evento, dal titolo “Ritorno al Futuro: nuove generazioni, nuove idee e nuove cure per le Cure Primarie del nostro Paese”, vede quest’anno la partecipazione di oltre 3.000 camici bianchi da tutta la Penisola. “La vaccinazione deve essere rivolta a tutti perché più i cittadini si vaccinano maggiore è la protezione generale – afferma il dott. Claudio Cricelli Presidente Nazionale SIMG -. Questo si chiama “effetto gregge” che ci consente di contenere la diffusione del virus, di salvaguardare la salute, soprattutto delle categorie a rischio, e ridurre i costi indiretti, quantificabili in 1,6 miliardi ogni stagione influenzale. Ovviamente, devono immunizzarsi i cittadini affetti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie, anziani, bambini, donne in gravidanza. Per queste persone il vaccino è gratuito e basta recarsi al più presto dal proprio medico di famiglia. Tutti gli altri possono acquistarlo in farmacia”. “Purtroppo i tassi di vaccinazione nel nostro Paese sono in costante diminuzione – aggiunge il dott. Ovidio Brignoli Vice Presidente Nazionale SIMG -. E’ un dato preoccupante che deve far riflettere tutti. Noi medici di famiglia siamo quelli più a stretto contatto con i cittadini e quindi dobbiamo incentivare il più possibile il ricorso all’immunizzazione. E dobbiamo dare per primi il buon esempio vaccinandoci. Tuttavia solo il 7% dei medici si protegge, un dato decisamente troppo basso. Ci auguriamo che quest’anno ci sia un incremento delle vaccinazioni anche per gli operatori sanitari”. In Italia funziona la rete nazionale Influnet composta da oltre 1.000 medici di medicina generale e pediatri coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità – conclude il dott. Aurelio Sessa responsabile SIMG del settore -. Questi operatori effettuano una sorveglianza epidemiologica e virologica settimanale che monitorizza in tempo reale l’andamento dell’influenza su tutto il territorio nazionale. Da metà ottobre a fine aprile di ogni anno. Questa rete è coordinata anche a livello europeo con altri 24mila medici sentinella perché l’influenza, insieme a AIDS e tubercolosi, è fra le patologie che devono essere costantemente sorvegliate come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

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Insufficienza cardiaca cronica e vaccino contro l’influenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2016

vaccinazioniLe linee guida cliniche e raccomandano la vaccinazione antinfluenzale annuale per i pazienti con insufficienza cardiaca cronica, nonostante questo ci sono alcune limitate contraddittorie evidenze che supportano questa raccomandazione. Si sono occupati di sciogliere il dubbio i ricercatori dell’Università di Oxford che si proponevano di determinare l’impatto della vaccinazione antinfluenzale sul rischio di ospedalizzazione di questi pazienti fragili.
Per raggiungere questo obiettivo sono state usate le cartelle cliniche di circa quattro, milioni di inglesi adulti in un periodo che andava dal 1990 al 2014 allo scopo di investigare l’impatto di questa strategia preventiva. Usando una serie di ‘casi controllo’ sono stati comparati gli effetti della vaccinazione annuale con quelli di anni in cui i soggetti non erano stati vaccinati per stimare i il rateo di ospedalizzazione sia per tutte le cause che per indicazioni specifiche. Analizzando questa mole di dati sono stati identificati oltre 59,000 pazienti affetti da insufficienza cardiaca nel database: si tratta di soggetti con un’età media di 75 anni che nel 49% dei casi erano donne
È stato immediatamente individuato che la vaccinazione contro l’influenza fosse associata con un 32% di rischio inferiore di avere un ricovero ospedaliero per disturbi cardiovascolari nel periodo che andava dal 31º al 301º giorno dopo la vaccinazione. Dato paragonato all’anno corrispondente in cui i soggetti non erano stati vaccinati. La vaccinazione dei soggetti anziani ha mostrato anche un effetto protettivo sia pure meno rilevante sulle ospedalizzazioni dovute a infezioni respiratorie. E il beneficio si è mostrato più evidente nei soggetti più giovani rispetto agli anziani.
“Studi come questo ci dicono che le strategie di prevenzione primaria sono particolarmente importanti nei soggetti cardiopatici” Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania – “innanzitutto perché per chi ha il cuore fragile la stagione invernale rappresenta un pericolo: il freddo aumenta la probabilità di infarto, l’inquinamento aumenta la probabilità di malattie dei bronchi, dei polmoni e del sistema cardiovascolare. È necessario aumentare l’informazione e la sensibilizzazione a questa misura preventiva: ogni anno si registrano da tre a 5 milioni di casi di influenza che hanno come target preferenziale gli over 75 e i cardiopatici a questi numeri si aggiungono anche 10,000 decessi per polmonite ogni anno solo in Italia, che può rappresentare una complicazione dell’influenza e che vanta il primato negativo di essere la prima causa di morte per malattie infettive nei paesi occidentali, Eppure gli anziani conoscono ancora poco le vaccinazioni stagionali: il 22% dei 70-ottantacinquenni non sa nulla e solo il 18,4% ritiene di essere a rischio”.
Nonostante il Ministero della Salute italiano abbia fissato nel 75% la soglia minima di soggetti a rischio da vaccinare (e nel 95% quella ideale) nel 2014 solo un anziano su due si è sottoposto all’immunizzazione da influenza. Si tratta di un pericoloso trend in controtendenza che proprio nel 2014 ha raggiunto il suo punto più basso e che nell’ultimo decennio ha visto la copertura nei soggetti più fragili calata di un preoccupante 15%.

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L’influenza: nel Mondo, in Europa e in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

La situazione nel mondo. I laboratori dell’OMS e altri laboratori nazionali per l’influenza di 81 paesi, dal 21 settembre al 4 ottobre 2015, hanno testato oltre 49.103 campioni: 2.240 sono risultati positivi per virus influenzali, di cui 1.495 (66,7%) sono stati individuati come virus di influenza A e 745 (33,3%) di influenza di tipo B. Dei virus dell’influenza A sottotipizzati, 350 (29,8%) sono stati di influenza A (H1N1) e 824 (70,2%) sono stati di influenza A (H3N2). Dei virus caratterizzati come di tipo B, 138 (66,7%) appartenevano al sottotipo B-Yamagata e 69 (33,3%) al sottotipo B-Victoria.
A livello globale l’attività influenzale è generalmente diminuita o è rimasta bassa in entrambi gli emisferi, con solo pochi Paesi che hanno segnalato elevati livelli di malattie respiratorie. Nell’emisfero settentrionale, l’attività influenzale è proseguita a bassi livelli interstagionali con rilevamenti sporadici. Negli Stati Uniti d’America (USA) è stato segnalato un aumento di virus respiratorio sinciziale (RSV). In alcune nazioni dell’Africa orientale e occidentale sono stati segnalati isolamenti sporadici di virus di tipo A. Nei Paesi tropicali delle Americhe, in America centrale e nei Caraibi l’attività influenzale è rimasta a livelli bassi con l’eccezione di Cuba, dove è stato segnalato ancora un alto numero di infezioni respiratorie acute gravi associate al virus dell’influenza A (H1N1) pdm09 e RSV. In Asia tropicale, nei Paesi del sud e del sud-est asiatico è stata segnalata una bassa attività influenzale globale tranne che in India e nel Laos, in cui è stata segnalata la presenza di virus A (H1N1) in India e del virus A (H3N2) in Laos mentre l’attività influenzale è diminuita nel sud della Cina. In Sud America l’attività dei virus respiratori ha continuato a diminuire nelle ultime settimane dopo che il virus RSV ha raggiunto un picco all’inizio di luglio e l’attività dei virus influenzali ha raggiunto un picco alla fine di agosto. In Cile, dopo il consueto aumento di attività influenzale in agosto e nei primi di settembre, l’attività ILI è diminuita nelle ultime settimane e si è rilevata una ridotta prevalenza di influenza A e ridotti rilevamenti di RSV. In Sud Africa la stagione influenzale si è conclusa entro la metà di settembre con solo sporadiche rilevazioni di virus influenzali B nelle ultime settimane. In Australia e Nuova Zelanda l’attività influenzale ha continuato a diminuire dopo il picco di metà agosto. Recenti rilevazioni di virus influenzali hanno riguardato prevalentemente virus dell’influenza B. In Nuova Zelanda l’attività influenzale si è dimostrata appena al di sopra della soglia di stagione.
La situazione in Europa: In questo periodo dell’anno, l’attività influenzale nella regione europea è bassa, con pochi virus influenzali rilevati. Secondo fonti dell’OMS, nella settimana 42/2015 (12 ottobre – 18 ottobre 2015), l’attività influenzale risulta a bassi livelli in tutti i 32 paesi che hanno riportato i dati del periodo di riferimento. In linea con la bassa attività influenzale in tutte le nazioni europee, i virus dell’influenza sono stati rilevati in 23 pazienti, 3 dalla rete di medici sentinella, 17 da fonti non-sentinella e 3 da casi ospedalizzati di influenza confermati in laboratorio. Sono stati individuati tutti e tre i virus dell’influenza stagionale (influenza A (H1N1) pdm09, A (H3N2) e l’influenza B).
La situazione in Italia: In Italia la nuova influenza è già arrivata. Il primo virus, di tipo A/H3, è stato isolato al Policlinico Sant’Orsola di Bologna il 9 ottobre scorso. Si tratta del primo caso documentato nel nostro Paese e di uno dei primi in Europa. Il microrganismo è stato isolato in una donna anziana ricoverata. L’epidemia comincia così, con casi sporadici, per poi fare il suo normale corso quando le temperature fredde si stabilizzano. Il virus isolato corrisponde ad uno dei ceppi contenuti nel vaccino antinfluenzale: la notizia è positiva poiché fa supporre che il vaccino possa avere una buona validità. Tuttavia, in questi giorni caratterizzati da sbalzi di temperatura, si osserva la diffusione anche di virus respiratori “cugini” che sono favoriti dal clima ballerino. La stagione influenzale vera e propria è attesa per dicembre.
In attesa dei dati della rete Influnet, è possibile confermare le previsioni di inizio periodo che prevedono una stagione di media intensità (4 – 5 milioni di casi) con esordio dell’epidemia dopo Natale. In queste settimane non bisogna comunque abbassare la guardia poiché circolano anche molti virus simil-influenzali facilitati dagli ampi sbalzi termici tipi di questa stagione.
Dal mese di ottobre 2015 è operativo l’Osservatorio dell’influenza guidato dal virologo Fabrizio Ernesto Pregliasco, ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano. L’Osservatorio segue il monitoraggio dei picchi influenzali durante l’inverno e comunica i dati tramite il sito http://www.previenila.it. Attivo anche il numero verde 800.38.50.14 per chiedere informazioni, suggerimenti e indicazioni ai medici dell’AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia. Da ottobre è stata effettuata inoltre la distribuzione del materiale informativo dell’iniziativa (locandina, vetrofania e depliant) nelle farmacie e presso gli studi medici aderenti.

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Influenza: Vaccinarsi o no?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

vaccinazioniIn prossimita’ della stagione fredda si ripropone il solito quesito: vaccinarsi o no? Il vaccino protegge completamente dall’influenza? Puo’ verificarsi che ci si vaccini e si prenda egualmente l’influenza. E’ possibile. Infatti, il vaccino viene prodotto prima dell’inizio della stagione influenzale, il che significa che il virus dell’influenza puo’ non coincidere con quelli testati per produrre il vaccino. Si calcola che un 30-40% delle persone vaccinate contrae comunque l’influenza. In Italia, come negli altri Paesi europei, la vaccinazione antinfluenzale e’ raccomandata per le persone di eta’ pari o superiore ai 65 anni, per le persone di tutte le eta’ con patologie croniche, e per determinate categorie professionali. Infatti, l’obiettivo della strategia vaccinale non e’ prevenire l’influenza nella popolazione generale, bensi’ di ridurre il rischio di complicanze e decessi, circa 8.000 l’anno, piu’ frequenti in determinate categorie, in particolare negli anziani. Che fare, dunque? Rivolgersi al proprio medico per valutare i pro e i contro, e’ consigliabile.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Dalla fisica del cioccolato all’influenza del colore nella scelta dei cibi

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2012

Roma 23 febbraio 2012 ore 9.00 aula Capozzi – dipartimento di Scienze odontostomatologiche via Caserta 6, Le nuove frontiere dell’alimentazione in un convegno dedicato a Carlo Cannella
Esperti e studiosi delle maggiori università italiane e istituti di ricerca si danno appuntamento giovedì 23 febbraio alla Sapienza per parlare di alimentazione a 360 gradi, in un percorso culturale e scientifico che abbraccia diversi ambiti disciplinari: dalla biochimica all’igiene degli alimenti, dalla sociologia all’epidemiologia, dalla psicologia alla fisica. Al centro dell’incontro anche temi più curiosi come l’applicazione della fisica alla gastronomia per produrre per esempio un buon gelato al cioccolato o sviluppare nuovi prodotti, l’influenza del colore nelle scelte alimentari, il rapporto tra cibo e comunicazione. Il convegno è dedicato alla figura di Carlo Cannella, docente di Scienza dell’alimentazione alla Sapienza a un anno dalla scomparsa. L’iniziativa è promossa dal dipartimento di Medicina sperimentale in collaborazione con il Ciiscam – Centro interuniversitario di ricerca sulle culture alimentari mediterranee. L’incontro è l’occasione per ricordare, alla presenza di numerosi allievi e colleghi, il rigore scientifico e l’efficace attività di divulgazione di Carlo Cannella. I lavori della giornata sono articolati in tre sessioni: la prima è dedicata a nutrizione e alimentazione con particolare attenzione alle nuove scienze come la nutrigenomica che indaga come combinare il profilo genetico individuale con i cibi, per definire un’alimentazione protettiva o addirittura terapeutica. La seconda sessione verte su Psicobiologia e sicurezza alimentare nella ristorazione collettiva. Infine la terza sessione fa il punto sul futuro dell’alimentazione tra ricerca e tradizione con uno sguardo sulle abitudini alimentari degli italiani e sul rapporto tra scienza e industria.

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Influenza. Il vaccino non fa miracoli

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2012

¿INFLUENZA?, AJA Y QUE MÁS....JAJAJ

Image by Immer_Lebend via Flickr

Vaccinarsi contro l’influenza e prendersi l’influenza. E’ possibile. Infatti, il vaccino viene prodotto prima dell’inizio della stagione influenzale, il che significa che il virus dell’influenza puo’ non coincidere con quelli testati per produrre il vaccino. Si calcola che un 30/40% delle persone vaccine contrae comunque l’influenza. In Italia, come negli altri Paesi europei, la vaccinazione antinfluenzale e’ raccomandata per le persone di eta’ pari o superiore ai 65 anni, per le persone di tutte le eta’ con patologie croniche, e per determinate categorie professionali. Infatti, l’obiettivo della strategia vaccinale non e’ prevenire l’influenza nella popolazione generale, bensi’ di ridurre il rischio di complicanze e decessi, circa 8.000 l’anno, piu’ frequenti in determinate categorie, in particolare negli anziani. Che fare, dunque? Rivolgersi al proprio medico per valutare i pro e i contro, e’ consigliabile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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