Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘informati’

Informazione e informati in crisi: Come difendersi e come attaccare

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

internetL’informazione e’ sempre stata il motore principale delle azioni di chiunque, a 360 gradi coinvolge tutto il nostro quotidiano. In passato in modo particolare, e ancora oggi molto, e’ stata appannaggio dei potenti per dominare chiunque. La nascita delle religioni e degli imperi, per esempio, e’ frutto di chi deteneva questo potere. Che sia qualcosa di potente, e’ dimostrato che teorie concepite in totale potere dell’informazione da parte di pochi, quando si credeva che oltre le colonne d’Ercole ci fosse il vuoto, sono ancora oggi una delle principali spine della comunita’ mondiale.
Da alcuni decenni c’e’ stato un po’ di sconvolgimento, grazie all’introduzione di massa di Internet. Ed ora cominciano a riflettere e capire perche’, anno 2017, parliamo di crisi. Quello che sarebbe il ruolo portante dell’informazione, non sembra -in molti casi e per fortuna non tutti- sia assolto. L’informazione tendente al dominio dell’individuo -quella di oggi, ma per l’appunto “tendente” perche’ ancora molto non in essere- ha alcuni aspetti che sono problematici e distorcenti rispetto alle funzioni primarie che invece si credeva dovessero essere assolte. Problematicita’ che nasce proprio dal mezzo tecnico e dall’uso dello stesso. Stiamo parlando dei cookie, file di servizio che vengono inviati da un sito Internet all’utente che vi si collega, allo scopo di registrarne l’accesso e di rilevare altri dati, per favorire l’interattività (usati anche in modo illecito, ma qui stiamo parlando dell’uso lecito, che’ per quello illecito ci sono le norme che -in teoria- tutelano gia’ i naviganti). Quando in Rete ci colleghiamo a notizie o articoli o video, o facciamo degli acquisti o interloquiamo con qualcuno, grazie ai cookie (tranne nostro specifico rifiuto, non sempre accettato) entriamo in banche dati di profilazione che, ogni volta che navighiamo (ovunque), o nella nostra posta elettronica (se non abbiamo rinunciato in modo esplicito), ci informano su tutto quello che potrebbe potenzialmente interessarci perche’ abbiamo, per l’appunto, gia’ mostrato interessi specifici. Ecco quindi che se abbiamo letto qualcosa di costume o di politica o di una qualche scienza, ci vengono proposte cose simili o novita’ sulle stesse; se abbiamo comprato, per esempio, un libro di narrativa contemporanea, ecco che ci verranno offerti altrettanti libri. E cosi’ via per tutte le materie e argomenti. Ci creiamo cosi’ un nostro microcosmo con tutto quello che ci e’ piaciuto una volta, e che chi ci manda queste informazioni crede che ci debba piacere sempre. Chi ci manda queste informazioni non e’ un filantropo, ma un’azienda commerciale che fa business sui nostri potenziali interessi, sia per rivendere la pubblicita’ a cui si presume che siamo interessati, sia per rivendere veri e propri servizi e/o prodotti. Contesto in cui, se non si ha una precisa consapevolezza e capacita’ di resistere e di alternativa, ci convinciamo sempre piu’ della giustezza e della universalita’ delle nostre scelte (che cominciano a non essere piu’ tali, ma si trasformano in gusti). Se un essere senziente lo fai crescere in uno specifico ambiente, senza altri contatti se non con quello a cui e’ abituato e verso cui ha mostrato i primi interessi, va da se’ che il nostro essere si convince che quello e’ l’Ambiente, l’universo. E gia’ ci sono le prime degenerazioni umane: quelli che convinti che tutto il mondo gira intorno a se’, vengono presi da una sorta di delirio di onnipotenza e intolleranza nei confronti dei diversi da questo Ambiente con cui, piu’ o meno casualmente, possono capitare di interloquire.
Ecco che l’informazione a 360 gradi ci si ritorce contro. Non perche’ la “troppa” informazione ci fa male (come forse potrebbe arguire un novello dittatore che fa occhiolino al passato), ma perche’ qualunque cosa esista, se non ha una regola stabilita’ in modo democratico, lasciata a se stessa degenera e diventa strumento dei piu’ forti contro i piu’ deboli. E la regola, nel nostro caso, parte dalla consapevolezza di chi, che cosa e come; consapevolezza del dubbio e curiosita’ del non-conosciuto. Il preciso contrario di cio’ che ci accade se siamo circondati da cookie che raccolgono i nostri gusti e ci propongono in continuazione cose ad essi collegate.
Domanda: e’ questo che volevamo con l’informazione a 360 gradi? Non e’ che da sudditi di chi deteneva le leve dell’informazione siamo diventati sudditi di noi stessi… che vuol dire comunque sudditi? Dalla religione imposta da altri siamo passati alla nostra specifica religione, alimentata e imposta da noi stessi?
Va da se’ che, acquisita consapevolezza di questo pericolo di ghettizzazione, volendo continuare a sviluppare la nostra coscienza, il senso critico e di avventura, possiamo serenamente continuare a farci sommergere da offerte di ogni tipo, immagazzinando cookie e quant’altro sui nostri sistemi di collegamento alla Rete. Ma se abbiamo consapevolezza o dubbi anche dei nostri limiti, librarci liberi da queste informazioni in Rete sarebbe la cosa migliore. Nel contempo, dovremmo/potremmo diventare sentinelle per e nella nostra comunita’, dandoci subito regole e perorando le stesse si’ che tutte le comunita’ abbiano opportunita’ di consapevolezza. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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World Water Day: gli italiani informati e virtuosi sull’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

acqua-fresca4Salute, lotta agli sprechi e preoccupazione per i fenomeni naturali spingono sempre più italiani verso maggior informazione e rispetto dell’acqua. Qual è il rapporto tra gli italiani e l’acqua? I numeri sembrano essere confortanti: ben il 71% la ritiene fondamentale per gli usi che se ne fanno nella vita quotidiana, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della salute (29%), dell’ambiente (23%) e del risparmio economico (19%). Ma gli italiani riconoscono anche diversi problemi legati all’acqua: dalla qualità di ciò che beviamo (44%) alla disponibilità per tutti (21%). E per reagire a tutto ciò c’è chi decide di informarsi meglio (34%) e attuare comportamenti più corretti (24%).
E’ quanto emerge da uno studio condotto da In a Bottle (www.inabottle.it) in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 4.500 italiani – uomini e donne tra i 20 e i 60 anni – e realizzato attraverso un monitoraggio sui principali social network, community e forum per capire cosa pensano e come si comportano nei confronti della risorsa acqua.Quanto è importante l’acqua nella vita quotidiana? Ben sette italiani su 10 (71%) la ritengono fondamentale e appena il 16% gli dà poco valore. Tra gli aspetti più importanti che influenza, un italiano su 3 (32%) gli attribuisce grande incidenza per la salute, seguita dai riflessi sull’ambiente (23%), dal risparmio economico – soprattutto tra le mura domestiche (19%) – e dalle attività sportive (16%).Gli italiani mostrano anche una particolare sensibilità verso alcuni problemi legati all’acqua: per il 44% è molto importante tutto ciò che è legato alla qualità di ciò che si beve, mentre il 21% evidenzia il problema della disponibilità della risorsa per tutti. Non mancano poi coloro che puntano il dito contro gli sprechi che si riscontrano nell’uso di ogni giorno (17%) e chi imputa alle attività dell’uomo possibili conseguenze future su qualità e quantità della risorsa (11%).Oltre un italiano su 2 (52%) è soprattutto preoccupato per i danni ambientali, come il dissesto idrogeologico e le esondazioni. Il 46% è allarmato per un prossimo esaurimento della risorsa. Circa un italiano su 3 (34%) è spaventato per lo spreco nelle reti idriche che ha conseguenze anche per le tasche delle famiglie. Infine oltre un italiano su 4 (28%) ha paura di non sapere se l’acqua che fa bere ai propri figli è totalmente sicura.Davanti a queste problematiche gli italiani sembrano aver preso una confortante coscienza e, infatti, solo il 7%, è il caso di dirlo, se ne lava le mani dicendo che non dipende da lui. Ben uno su 3 (33%), pertanto, dichiara di informarsi di più su tutto ciò che ha a che fare con gli effetti dell’acqua sulla salute o sui meccanismi che permettono di non sprecarla in casa. Il 25%, poi, afferma di aver intrapreso comportamenti più corretti, sia a livello individuale che nell’educazione dei propri figli (21%) o nella sensibilizzazione degli altri (11%).

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Mangiare informati è meglio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Basta correggere alcuni comportamenti a tavola per ottenere un buon risultato in termini di protezione cardiovascolare. Le informazioni più recenti confermano che la prevenzione è più semplice di quanto si possa immaginare: migliorare l’alimentazione è un’arma efficace contro le malattie cardiovascolari. La dieta, e in particolare quella mediterranea, dichiarata patrimonio dell’Unesco, è in grado infatti di garantire un’azione protettiva sul cuore e sui vasi sanguigni. Quindi largo ad alimenti che possano favorire la salute del cuore, come frutta e verdura, cereali integrali e fibre, evitando invece cibi poveri di grassi saturi, colesterolo e sodio. Ma gli italiani come si comportano a tavola? In generale evitano di mangiare ciò che dal loro punto di vista può far male, riducendo il più possibile i grassi, con un’attenzione maggiore ai prodotti freschi. Il merito di questa educazione all’alimentazione sana e corretta è in gran parte da attribuire alle numerose campagne di informazione e di comunicazione sul miglioramento dello stile di vita e in particolare sull’importanza della dieta nella prevenzione alle malattie. Si pensava che da sola questo tipo di informazione non potesse migliorare realmente il modo in cui le persone mangiano e prima ancora acquistano cibo. Ma ora uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Public Health dimostra che una maggiore attenzione alla sfera emotiva porta effettivamente a una dieta più sana. Un esempio per tutti è l’“Agenda per la prevenzione cardiovascolare 2012” nata da un’iniziativa della Siprec (Società italiana per la prevenzione Cardiovascolare) con il supporto di Teva, multinazionale farmaceutica, leader nella produzione di farmaci equivalenti, impegnata nel miglioramento della qualità dell’assistenza ai pazienti associata al concetto di qualità e di sicurezza. L’agenda comprende un diario dove annotare i valori di pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, ecc., e una trentina di ricette semplici e gustose, tratte dalla cucina regionale nostrana, in grado di prevenire le malattie cardiovascolari. Ebbene, dal momento del lancio, 90mila agende sono andate letteralmente a ruba in pochi mesi. I cittadini hanno trovato le agende in oltre 6mila farmacie e le hanno portate a casa, decisi a seguire i consigli per una cucina buona e salutare, capace di proteggere il cuore, o le hanno scaricate in formato digitale direttamente dal sito http://www.equivalente.it. “L’Agenda è stata così apprezzata che Teva assieme al Movimento dei Consumatori ha deciso di ampliare l’iniziativa” ha commentato Marco Grespigna, BU Generics Products director di Teva Italia. “Sono in programma una trentina di eventi regionali organizzati sul territorio nazionale, in cui verranno forniti consigli su come prevenire le malattie cardiovascolari ma soprattutto saranno organizzati corsi di cucina salutare in collaborazione con le più importanti scuole di cucina locali. I cittadini interessati potranno imparare nuove ricette e piccole astuzie per mangiare senza rinunciare ai sapori che la cucina made in Italy è in grado di regalare, proteggendo al tempo stesso il proprio cuore”.

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Escalation delle azioni immorali

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Lettera al direttore. Servirsi di una notizia vera, alterandone a dismisura l’importanza, allo scopo di vendere più copie del giornale e allo stesso tempo recare danno ad una persona, è palesemente azione immorale, anche perché il lettore viene ingannato non riguardo alla veridicità della notizia, ma riguardo alla sua rilevanza.  A riprova, Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti negano che si siano serviti della notizia sulla casa di Montecarlo per questi scopi, ed affermano che il loro fine era di rispondere al diritto dei lettori di essere informati. Alimentare e cavalcare la curiosità morbosa dei telespettatori, dedicando ore e ore di trasmissioni a tristi fatti di cronaca nera, allo scopo di fare ascolti, pure è azione palesemente immorale, soprattutto perché viene meno ogni rispetto soprattutto per la vittima innocente, ma anche per il presunto assassino. A riprova, i conduttori di questo genere volgare e violento di programmi, affermano che il loro unico scopo è di fare informazione. A mio parere, delle due questa è l’azione più riprovevole. Non vorrei essere offensiva, però mi dà l’impressione si tratti di una sorta di sciacallaggio. Sbaglio? (Francesca Ribeiro)

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Ferrovie Lazio: “se sei disabile non puoi viaggiare”

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

“La riqualificazione delle ferrovie decisa dalla regione Lazio era necessaria – dichiara Maria Antonietta Grosso consigliere regionale del gruppo PRC PdCI e Socialismo2000 – e presto le nostre stazioni saranno dotate di colonnine Sos, impianti di illuminazione idonei, attività commerciali  e pannelli fotovoltaici o solari. Si dimentica ancora una volta, comunque, che le nostre stazioni sono una delle più grandi “barriere architettoniche” esistenti per coloro che sono disabili. Attualmente – precisa Grosso – se devi viaggiare sulle rotaie e sei un disabile su una sedia a rotelle devi informarti di quali treni sono attrezzati, in quali orari passano e in quale stazioni si può scendere perché non tutte sono attrezzate per garantire l’autonomia di chi è su una carrozzella. Quando poi vi sono stazioni che hanno previsto tale problema – aggiunge ancora Grosso – come, ad esempio, quella di Latina, scopri che da lungo tempo il servizio è sospeso e richiede lavori di manutenzione costringendo il malcapitato ad essere sollevato per scendere dal treno e ad attraversare i binari per l’impraticabilità dei sottopassaggi. Le nostre stazioni non saranno più belle ed accoglienti – conclude il consigliere regionale – con il restyling proposto ma lo saranno e saranno più vivibili se terranno conto di tanti cittadini che vivendo una condizione di disabilità non devono essere esclusi dal viaggiare in treno. Mi auguro, come sembra sia previsto per la metropolitana C, rimanendo difficoltà per la A e la B, che rendere praticabili le nostre stazioni consideri anche i cittadini con disabilità, farlo è una priorità imprescindibile”.

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Italiani: un popolo di rassegnati

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, perché molti italiani, pur disprezzando Berlusconi, lo tollerano? Tante le risposte. Una è certamente: perché gli italiani sono particolarmente inclini alla rassegnazione. Siamo dei rassegnati dalla nascita. Ci rassegniamo a convivere con la mafia, a veder morire ogni giorno persone a causa di incidenti sul lavoro, a mangiare porcherie, a respirare porcherie; ci rassegniamo a non essere informati; a  vedere gente che spreca e si sollazza, e gente costretta a privarsi del necessario; ci rassegniamo a vedere in televisione spettacoli desolanti, donne dal volto deformato, e seni e sederi a profusione. Ci rassegniamo al fatto che ogni tre giorni in Italia una donna muore per le violenze subite da un uomo. Ci rassegniamo ad assistere ogni estate all’incendio di migliaia di ettari di bosco; al cemento che mangia la nostra bella terra;  a sentir dire e a veder fare cose che non diremmo e non faremmo mai. Ci rassegniamo a tutto. Ci rassegniamo al fatto che possiamo scrivere una lettera come questa,  vederla anche pubblicata magari, sapendo perfettamente che non serve a nulla, proprio a nulla. Ci rassegniamo ad abbaiare alla luna, come suole dire una mia cara amica. La cristiana santa eroica rassegnazione ci impedisce di impazzire. E’ la nostra salvezza. Rassegnarsi a Berlusconi non è davvero un problema per chi la rassegnazione ce l’ha nel Dna. (Renato Pierri)

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