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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘informazione’

XXIII Congresso Nazionale CIPOMO_Tra tecnologia e informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Lecce 16-18 maggio 2019 si tiene il XXIII Congresso Nazionale di CIPOMO (Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri). Si propone quest’anno di affrontare un tema estremamente attuale: l’evoluzione della Medicina attraverso il sorprendente sviluppo tecnologico e le numerose informazioni che da esso provengono. I membri del CIPOMO si riuniranno in questa occasione per capire, discutere e riflettere su quanto le nuove tecnologie e i nuovi canali di informazione, come i social e l’intelligenza artificiale, stiano influenzando il mondo dell’oncologia e soprattutto quanto i medici oncologi siano preparati e propensi al cambiamento.
Il Congresso si apre con un’analisi dei tradizionali mezzi di comunicazione finora utilizzati per parlare di medicina. Il confronto tra il punto di vista giornalistico e quello medico forniranno utili spunti di riflessione sull’importanza di veicolare informazioni mediche accurate. La seconda parte della giornata sarà dedicata, invece, ai nuovi canali di informazione che caratterizzano l’era digitale in cui i professionisti della sanità sono spesso portati a interfacciarsi in maniera completamente innovativa.
Dopo una giornata dedicata ai metodi di comunicazione del presente e del futuro, durante la sessione dal titolo “Comunicare nella cronicizzazione”, verrà preso in esame da un lato il ruolo della comunicazione tra operatori e tra ospedale e territorio, dall’altro il contenuto tra trasmettere. Si cercherà di capire e discutere, infatti, quale potrebbe essere il modo migliore per parlare di tematiche delicate e complesse come la gestione delle tossicità, la gestione degli stili di vita e l’immunoterapia.
Nella stessa giornata verrà dedicato ampio spazio a riflettere su come la tecnologia incida sia sull’organizzazione sanitaria attraverso la costruzione dei percorsi come quello dei PDTA (percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) che sui servizi di assistenza tramite le reti oncologiche regionali.
Consapevoli delle potenzialità offerte delle nuove tecnologie, il Congresso metterà in luce come queste possano migliorare gli attuali servizi di assistenza, toccando temi come i big data, le nuove normative legate alla privacy e alla sicurezza e il rapporto del cittadino con le nuove tecnologie sanitarie.
Nella settima sessione, attraverso una sorta di vetrina, si darà spazio alle concrete nuove tecnologie disponibili: l’intelligenza artificiale, le chatbot, nonché la gestione automatizzata delle terapie. Luca Colombo, Country Director Facebook Italy, sarà chiamato a discutere della possibile esistenza del connubio fra social media e medicina. Consapevoli della necessità di formare in maniera adeguata i primari oncologi del domani, un’intera sessione verrà dedicata all’OMFT (Oncology Management Fast Track), programma di formazione manageriale organizzato da CIPOMO in collaborazione con SDA Bocconi, che negli ultimi anni ha coinvolto 50 oncologi. Il viaggio di tre giorni sull’impatto dell’evoluzione della comunicazione e della tecnologia terminerà con un’occasione di riflessione, prevista per sabato 18 maggio, quando saranno presentati i progetti di CONTACI. L’iniziativa si propone di riportare al centro della cura gli aspetti meno appariscenti ma altrettanto importanti della medicina per offrire una buona assistenza, come l’ascolto, l’empatia e l’organizzazione dei servizi in funzione dei bisogni dei malati. Sarà un momento di incontro e confronto fra pazienti, medici, infermieri e associazioni, che si concluderà con la premiazione dei migliori progetti in ambito oncologico e assistenziale.

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“Riforma equilibrata a tutela della cultura e della libera informazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

“Il Parlamento europeo è chiamato ad esprimere un voto di importanza cruciale, per l’approvazione definitiva della Direttiva sul diritto d’autore, a tutela dei valori democratici europei di una stampa libera e a garanzia della centralità della cultura e della creatività nella società contemporanea. Proteggere l’industria culturale e dell’informazione, rendendola economicamente indipendente, significa proteggere le nostre libertà.” È quanto affermano, in un comunicato congiunto, il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), Andrea Riffeser Monti, e il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi, in vista delle fasi finali dell’iter di approvazione della Direttiva UE sul diritto d’autore, il cui voto è in programma il 26 marzo a Strasburgo in seduta plenaria.“Esprimo il mio convinto apprezzamento per il senso di responsabilità sin qui dimostrato dai nostri europarlamentari – ha dichiarato Andrea Riffeser Monti – con l’auspicio che anche in occasione della prossima, ultima, votazione non vorranno far mancare il loro sostegno ad una riforma equilibrata e aderente al mutato contesto tecnologico e digitale. Una riforma che, partendo dalla consapevolezza di un necessario riequilibrio economico, incoraggerà forme di cooperazione virtuosa con quei soggetti della Rete che riproducono ed elaborano i contenuti editoriali, attraverso l’introduzione della giusta e proporzionata remunerazione per l’uso digitale delle opere dell’ingegno, per conferire una concreta dignità al lavoro intellettuale e, più in generale, per ottenere il riconoscimento di principi e diritti patrimonio della nostra civiltà europea.” “Il mondo del libro nel suo complesso – ha aggiunto Ricardo Franco Levi –, dagli autori, agli editori, ai librai e ai bibliotecari, sostiene una Direttiva il cui valore è soprattutto nell’equilibrio tra i diversi interessi di tutti gli attori in gioco. È comprensibile che l’equilibrio possa dispiacere a chi oggi ha posizioni dominanti, ma le norme proposte pongono le basi per la crescita dei settori creativi e culturali in Europa, giacché favoriscono l’innovazione a partire dalle modalità per valorizzare i diritti d’autore nei contesti digitali. Bloccarle in dirittura d’arrivo e rinviare tutto alla prossima legislatura equivarrebbe a porre un freno alla crescita delle imprese europee in un ambito, quello culturale, che ha effetti su istruzione, ricerca, diffusione della cultura e quindi di una cittadinanza consapevole. Per questo sono ottimista, sono sicuro che i nostri europarlamentari sapranno scegliere da che parte stare”.

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Scandali romani e informazione

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Milano 25 marzo 2019 il Sottosegretario all’informazione e all’editoria, Vito Crimi, ha convocato gli Stati generali dell’editoria Plaude all’iniziativa Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa, che già due anni fa propose la costituzione di un tavolo di consultazione permanente presso il Dipartimento informazione ed editoria di Palazzo Chigi al fine di coinvolgere tutti gli attori della filiera di produzione e distribuzione delle notizie. Più di recente, nel novembre scorso, il professor Razzante esortò l’esecutivo a convocare gli Stati generali dell’editoria, con la medesima finalità di promuovere un confronto permanente tra quegli attori, al fine di individuare le soluzioni migliori per rilanciare il settore. «Un’iniziativa utile e costruttiva – commenta il professor Razzante – che riproposi in una fase in cui i grillini tuonavano contro la stampa e contro i giornalisti, minacciando ritorsioni e vendette per come avevano trattato le vicende giudiziarie riguardanti Virginia Raggi. L’arresto, a Roma, di Marcello De Vito, Presidente del Consiglio comunale e il terremoto giudiziario nel Movimento Cinque Stelle romano dovrebbero far riflettere seriamente i grillini sulla necessità di avere una stampa libera. C’è da augurarsi che i giornalisti continuino con puntualità, ma senza accanimento, a raccontare il marcio che si sta scoprendo in queste ore nella capitale. Auspicabile, altresì, che gli Stati generali non vengano ora usati dai 5 Stelle per consumare pericolose vendette contro l’informazione di qualità, che merita sostegno e valorizzazione, anche online».Il prof. Ruben Razzante è a disposizione per interviste e commenti.

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Le aziende a caccia di informazioni per il post Brexit

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Quello del Regno Unito è un mercato che, per l’export 2018 del Fvg, vale oltre 723 milioni di euro: esportiamo soprattutto mobili (per il 40% dell’export, ossia il primo mercato in assoluto e ancora in crescita tra 2017 e 2018), ma anche macchinari, apparecchi per uso domestico, articoli in materie plastiche, apparecchi per le telecomunicazioni, alimentari e bevande (in particolare vino). Un mercato su cui le ancora incerte modalità della Brexit influiranno non poco, soprattutto in caso di “no deal” o di uscita disordinata, come è stato evidenziato all’approfondimento specializzato, organizzato per le imprese friulane dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine tramite Promos Italia assieme All’Agenzia delle Dogane, con la partecipazione di Ice e dei funzionari dell’agenzia delle dogane stessa. Una giornata informativa che si è svolta in contemporanea a livello nazionale ed è stata declinata su tutti i territori, per quello friulano a Udine il mattino e Pordenone nel pomeriggio.
Il Regno Unito, ha precisato la componente di giunta Lucia Piu, intervenuta in rappresentanza della Camera nell’appuntamento udinese, è il 4° paese di esportazione per l’Italia ed è il sesto per il Friuli Venezia Giulia. Come ha poi evidenziato Roberto Luongo, il direttore generale Ice – fino a poco fa proprio direttore dell’Ice-Londra e quindi particolarmente esperto del tema Brexit –, «vi sono circa 43 mila imprese italiane che esportano in Uk e sono quasi esclusivamente imprese piccole e medie». Quanto all’export, per il Fvg si è già registrato un piccolo calo: si è passati dai 731 milioni di export registrati nel 2017 ai 723 nel 2018.«Come Ice abbiamo studiato diversi scenari a seconda della modalità di uscita e in caso di no deal o uscita disordinata, l’effetto calcolato sarebbe una perdita di 4,5 miliardi di export difficilmente riassorbibili da altri mercati». E i settori economici italiani coinvolti sono numerosi e “di peso”: oltre ai già citati mobili e alla meccanica, tutta la componentistica auto motive, l’innovazione, il fashion, ma anche i vini, per cui la Gran Bretagna è addirittura il terzo mercato mondiale, concentrandoci sul Fvg.L’Ice resta al momento punto di riferimento fondamentale per le imprese e ha già studiato l’avvio di un Desk di informazione e orientamento, che sarà attivato subito dopo l’uscita effettiva, quindi dopo il 29 marzo. «Ice inoltre ha avviato una serie di collaborazioni sui singoli settori e coordina tutte le iniziative di promozione dei prodotti italiani in Uk affinché le imprese italiane possano continuare a operare con successo su questo fondamentale mercato». Ad approfondire tutti gli aspetti pratici a livello doganale sono stati il responsabile dell’agenzia delle dogane di Udine Giovanni Muro e quindi i funzionari Cinzia Grassani (sulle semplificazioni all’export come il sistema degli esportatori registrati e lo status di esportatore autorizzato), Daniele Candolini e Olivo Pascoli (sull’impatto della Brexit nel settore delle accise).

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La buona informazione è il miglior alleato delle foreste mondiali

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

I media di tutto il mondo hanno un ruolo fondamentale nel raccontare il dramma della deforestazione che è una delle condizioni principali che produce un aumento dei cambiamenti climatici, dei problemi sociali, sanitari e che porterà ad un incremento esponenziale dei profughi ambientali. E questo dovere deontologico non ha frontiere. Un comune sentire, condiviso dal network di giornalisti ambientali presenti al 15esimo Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura organizzato da Greenaccord e dalla Regione Toscana a San Miniato (PI). Diversi esperti nella comunicazione ambientale hanno sottolineato il legame, stretto eppure sottovalutato dal ricco Occidente, tra le foreste che cadono e le persone che emigrano.Per Davide Demichelis, documentarista Rai, “uno degli ostacoli più importanti che si trova fronte chi vuole parlare di deforestazione sono gli enormi interessi economici e politici sottostanti al fenomeno”. Resta quindi “una cornice stretta nella quale muoversi. Motivo in più per sforzarci di trovare storie forti e positive per il pubblico. Penso che debba essere condiviso da tutti il motto della Bbc: informare, educare e divertire. È la modernità a chiedercelo. Viviamo nell’età dell’America First e del ‘Prima gli italiani’. Ma noi abbiamo il dovere di raccontare il dramma dei profughi ambientali e come la deforestazione nel mondo sta accrescendo la massa di persone che sono costrette a fuggire dai propri Paesi a causa dei cambiamenti climatici”.Per la tedesca Katharina Seuser, ex presidente dell’Enaj (European Network of Agricultural Journalists), organizzazione europea di giornalisti e comunicatori che si occupano di agricoltura, “l’obiettivo di tutti deve essere quello di vegliare sull’indipendenza della stampa e sull’etica dei giornalisti che devono essere messi nelle condizioni di ascoltare tutti i punti di vista”. Occorre sostenere “una gestione sostenibile delle foreste per mantenere le risorse naturali senza depauperarle a danno delle future generazioni”, ha sottolineato Seuser.L’esigenza di un approccio internazionale alle tematiche ambientali “è qualcosa di non più rinviabile”, ha spiegato Stefania Falasca, giornalista del quotidiano Avvenire. In Italia questo approccio ha ricevuto una grande spinta dall’Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco, “un’enciclica profetica della quale si fa ancora fatica a capire pienamente il valore. Non a caso ora il Santo Padre ha deciso di fissare un sinodo per il prossimo ottobre espressamente dedicato all’Amazzonia”. Un tema globale che imporrà una sfida ai giornalisti italiani. La questione ambientale in Italia comincia infatti ad essere trattata dai media nei primi anni 70, “ma solo dopo Chernobyl si ha un risveglio dei quotidiani italiani, che si concentra però soprattutto sulle emergenze locali. Oggi invece quello che occorre è promuovere la cultura ambientale a 360° e avvicinare a questi temi tutti i cittadini”. Per Delfina Santoro, esperta di Gamificationlab dell’Università La Sapienza di Roma, “è fondamentale definire una nuova cornice entro la quale la comunicazione deve muoversi, raccogliendo la sfida di raccontare storie positive. La tecnologia non è un rifugio e gli approcci tecnologici asettici non creano una vera connessione fra le persone. Ma per fare ciò serve il coinvolgimento diretto delle persone e la capacità dei mass media di diventare ambasciatori delle tematiche ambientali”.

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Sudari: notizie e informazione liquefatta

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Roma martedì 12 marzo 2019 ore 18.30 (13 marzo / 10 maggio 2019) Via della Conciliazione 4 In collaborazione con la Galleria Luigi De Ambrogi. Arrivano per la prima volta a Roma “I sudari” del giornalista e artista Gianluigi Colin: in un periodo in cui la carta stampata è messa sotto attacco costante e viene accusata di “superamento” da parte dei nuovi media, le parole liquefatte delle rotative si fanno opere e trovano nuova forma e nuovo significato. Una metafora della comunicazione contemporanea in cui Gianluigi Colin, dal privilegiato punto di vista di artista e giornalista, pone al centro della propria ricerca la mitologia dei quotidiani, dei libri, della cultura, riflettendo sul sistema dei media, operando nel dialogo tra immagini e parole e affrontando il tema dello sguardo e della memoria.
I Sudari di Colin sono una sequenza di opere astratte, cariche di sedimentazioni cromatiche, di striature ripetute, di campiture dilatate nello spazio. La particolarità di questa nuova serie risiede nell’origine di questi lavori e mette in luce la storia personale e la radice concettuale della recente ricerca dell’artista: Gianluigi Colin, infatti, si appropria di grandi tessuti utilizzati per pulire le rotative di quotidiani e di stabilimenti di arti tipografiche. Si tratta di “roto-pitture” su tessuti in poliestere, usati per “rimuovere” simbolicamente le parole e le immagini nella produzione editoriale.
Le opere in mostra nascono nel complesso magma della realtà tipografica, portatrice della memoria di giorni, mesi, anni di informazioni, intrise di inchiostri ed energie collettive. Autentici “stracci di parole”: il grado zero di ogni forma di scrittura.L’artista, dal suo punto di vista privilegiato, osserva il mondo attraverso il suo farsi storia a partire dal flusso infinito delle immagini della cronaca quotidiana, che arrivano a depositarsi nella memoria individuale solo dopo il filtro dei media. Il “capitale” iconografico della nostra storia presente è il punto di partenza dell’indagine, che mette da parte una lettura ideologica per porre al centro la ricerca sulle trasformazioni tecnologiche che in questi anni hanno mutato i processi conoscitivi, la cultura della rappresentazione e, soprattutto, l’atteggiamento progettuale. Per queste ragioni, la mostra Sudari rappresenta un capitolo del tutto nuovo, inatteso e sorprendente nel percorso di Gianluigi Colin.

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Diritto all’informazione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

Il Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, ha incontrato il Sottosegretario di Stato con delega all’Informazione e all’Editoria Vito Claudio Crimi. Nel corso dell’incontro Riffeser ha prospettato interventi volti a contrastare la profonda crisi dell’editoria giornalistica e a promuovere l’informazione di qualità. In particolare, il Presidente della Fieg si è soffermato sulla necessità di rifinanziare il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa per il 2019. Il Presidente della Fieg ha ribadito l’importanza di azioni adeguate di promozione della lettura, attraverso il sostegno attivo alla domanda di abbonamenti a quotidiani e periodici anche online.Il confronto è proseguito sulla necessità di regole per il riequilibrio del mercato pubblicitario.Riffeser ha, inoltre, ribadito l’esigenza di un adeguamento generazionale nelle redazioni giornalistiche per garantire una informazione di qualità. È stata poi convenuta la necessità di forme di sostegno alle edicole per garantire l’accesso all’informazione stampata sempre e ovunque. Di particolare attualità la proposta per una significativa campagna di comunicazione congiunta della stampa con le istituzioni per la promozione della partecipazione dei cittadini al voto. Nel ringraziare il Sottosegretario Crimi per il positivo e costruttivo dialogo, il Presidente della Fieg ha, infine, sottolineato la necessità di interventi urgenti, anche in vista del confronto del Governo con tutta la filiera dell’informazione.

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“Indovina l’Ictus. Osserva, Riconosci, Intervieni”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

A come “anticoagulanti”, F come “fibrillazione atriale”, I come “ictus cerebrale”, M come “monitoraggio cardiaco”. Sono 33 le parole inserite nel Glossario creato per dare vita alla campagna di informazione online “Indovina l’Ictus. Osserva, Riconosci, Intervieni”, progetto realizzato da A.L.I.Ce. Italia Onlus, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, in collaborazione con Medtronic.
Nel Glossario, pubblicato sul sito http://www.indovinalictus.it, vengono presentati e spiegati in modo sintetico e divulgativo i termini principali legati alla patologia. Sul sito è inoltre presente un questionario interattivo che permette agli utenti di verificare e aumentare la propria conoscenza delle pratiche di prevenzione e cura dell’ictus. Attraverso 10 domande a risposta multipla, ognuna da compilare entro un minuto di tempo, si chiede all’utente come agirebbe nei confronti di una persona che manifesta alcuni dei sintomi tipici dell’ictus. Nel corso della compilazione, chiunque voglia cimentarsi potrà visualizzare le proprie risposte giuste e quelle sbagliate e, nel profilo finale, verrà invitato a consultare le voci del glossario in cui si è mostrato “meno preparato”, così da colmare le proprie lacune.
“È fondamentale diffondere la cultura della prevenzione sia primaria che secondaria e insistere sul ruolo chiave del fattore tempo – dichiara la Dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus. L’ictus cerebrale, definito come “l’epidemia del XXI secolo”, può essere evitato nell’80% dei casi attraverso il riconoscimento e il trattamento dei principali fattori di rischio quali fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, alimentazione non corretta, scarsa attività fisica. È nostro compito informare ed educare la popolazione, considerando non solo la dimensione epidemiologica di questa patologia, ma anche l’impatto socio-economico e le conseguenze in termini di mortalità e soprattutto di disabilità”.
L’ictus cerebrale è più diffuso di quanto si possa pensare: rappresenta, infatti, la prima causa di invalidità, la seconda di demenza e la terza causa di morte. In Italia, colpisce ogni anno circa 100.000 persone mentre quelle che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con conseguenze più o meno invalidanti, sono oggi circa un milione: il fenomeno, però, registra una costante crescita, considerando che le cure sono migliorate, si vive più a lungo e che il nostro Paese è tra quelli con aspettativa di vita più elevata.E tu sapresti cosa fare di fronte ad una persona che quando sorride ha la bocca storta, che non riesce ad esprimersi o che non riesce a capire quello che le viene detto? Sai che, in caso di sospetto ictus, va chiamato prima possibile il 112 per essere trasportati con urgenza in un Ospedale dotato di una Unità Neurovascolare (o Stroke Unit)? Lo sai che solo in questi Centri vengono somministrate le terapie adeguate e si fa riabilitazione precoce? Sai che maggiore è il tempo che trascorre tra l’insorgenza dei sintomi e il trattamento, maggiore è il rischio che l’ictus provochi danni cerebrali irreversibili e conseguente invalidità? Verifica anche tu quanto conosci l’ictus cerebrale sul sito http://www.indovinalictus.it, compila il questionario online e scopri se sei in grado di salvare una vita!A questa e ad altre domande vuole dare una risposta A.L.I.Ce. Italia Onlus che ha fortemente voluto e sostenuto questo progetto proprio per offrire un servizio utile al Cittadino e per sottolineare, ancora una volta, quanto siano importanti il tema della prevenzione e del fattore tempo per evitare le conseguenze più gravi di un ictus cerebrale e contribuire a salvare molte vite.

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Un prezioso sodalizio nell’informazione scientifica

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

A qualche mese dalla messa online di FarmaCommunity, la prima comunità virtuale dedicata al farmacista, Fenagifar mette a segno dopo quella con la Federazione degli Ordini Farmacisti Italiani, un’altra collaborazione d’eccellenza con Fondazione Umberto Veronesi.
FarmaCommunity, nata con il preciso intento di contrastare le fake news e fornire uno strumento di informazione sanitaria vera e certificata che imposti al contempo una modalità di dialogo multicanale tra il farmacista e il cittadino, trova nella partnership con Fondazione Umberto Veronesi una profonda condivisione di valori e obiettivi. Da sempre, infatti, la volontà dei giovani farmacisti è di fornire un reale contributo in merito alle più importanti tematiche sanitarie, sia nell’ambito dell’informazione scientifica generale, sia rivolta direttamente ai cittadini.
Al fine di diffondere contenuti scientificamente validi, FarmaCommunity si avvale di un Board di professionisti d’altissimo profilo, tra cui importanti opinion leader e un team di esperti Fenagifar specificamente formati.
Una vera community necessita della collaborazione di tanti attori, che agiscano da perno e consolidino una rete viva e dinamica. Fondazione Umberto Veronesi rappresenta un’eccellenza italiana nel campo della ricerca scientifica, della prevenzione e nella progettualità finalizzata al bene dell’individuo. Questo contributo, unico nel suo genere, non può che certificare ed impreziosire l’impegno e la missione di FarmaCommunity.
La partnership tra FarmaCommunity e Fondazione Umberto Veronesi inizialmente vedrà la condivisione di materiali che arricchiscano di contenuti le discussioni della piattaforma e rendano ancora più ricchi di qualità scientifica i diversi temi affrontati. In un secondo momento la collaborazione si stringerà in un rapporto di crescente cooperazione tra il board di FarmaCommunity e la redazione di Fondazione Umberto Veronesi.

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Rai: canone e informazione pubblica. Gli intoccabili contro la libertà di informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Sulla Rai sembra proprio che tutti i politici, di maggioranza e di minoranza, non riescano ad esprimersi se non in termini di potere e lottizzazione. E’ di ieri l’audizione del vice-premier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in commissione vigilanza della Rai. E il nostro incipit è banalmente confermato. Nonostante le guerre guerreggiate del suo partito e del suo incaricato, Vito Crimi, sottosegretario a capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, col piano di decrescita del finanziamento pubblico all’editoria per “disintossicare le testate dai soldi pubblici e dalla politica” … nonostante questo, quando si è di fronte alla Rai, scatta il meccanismo degli intoccabili, categoria in cui si annoverano tutti coloro che, per nomina partitica, amministrano e lavorano alla tv di Stato. Certo, il nostro ministro, che è populista dichiarato, non può fare a meno di sostenere che uno degli obiettivi del suo governo è
far calare il canone/imposta della Rai dagli attuali 90 euro all’anno, ma al di là dell’esternazione che lui ritiene le porti popolarità, tutto quello che riguarda la Rai, e solo preoccupazione per meglio spartirsela, dando un pezzetto a tutti, sì da tenerseli buoni, ma tenendo il grosso per sé.
Questa sarebbe l’alternativa per l’informazione: meno soldi ai privati, conferma del carrozzone della tv di Stato e migliore spartizione. “Non c’é alcun cenno di privatizzazione dei canali Rai nel contratto di servizio”; e sulle accuse di dumping per la pubblicità: “consiglio ai privati di rivolgersi all’Antitrust”…. Che – ricordiamo noi – sulla materia si è ampiamente pronunciata in passato, confermando lo stato dei fatti.
Il referendum del 1995 che chiedeva la privatizzazione della Rai… inesistente… e dire che più popolari dei referendum cosa ci dovrebbe essere…. forse noi abbiamo un concetto e una pratica diversa di “popolare”?
Niente, ordinaria amministrazione. I politici che, quando erano all’opposizione, facevano gli alternativi e che una volta al potere sostengono di voler “disintossicare le testate dai soldi pubblici”… certo, danno loro meno soldi, visto che sono quasi tutte testate di opposizione alla politica del governo, tanto loro -oggi al potere – non ne hanno bisogno, chè la Rai basta e avanza. Questa la chiamano libertà di informazione.

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Onda promuove il diritto e il valore dell’informazione al paziente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

“Quando un paziente è correttamente informato, si cura meglio e impiega al meglio le risorse sanitarie in termini di servizi e di spesa farmaceutica, innescando un processo virtuoso a vantaggio dell’intero sistema e della collettività”, sostiene Francesca Merzagora, Presidente di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. “Alla base di una corretta informazione del paziente però non ci sono dottor Google o i consigli dei seppur ben intenzionati amici, ma una buona comunicazione tra medico e paziente, essa stessa da considerarsi tempo dedicato alla cura”. Per promuovere una corretta informazione del paziente, intesa al tempo stesso come diritto giuridicamente sancito e come valore individuale e sociale, Onda ha pubblicato l’opuscolo “L’informazione al paziente, tra diritto e valore”, con il contributo incondizionato di Roche, disponibile on line sul sito http://www.ondaosservatorio.it. La corretta informazione attraverso la comunicazione medico-paziente ha da sempre rivestito un ruolo cruciale nell’attività clinica, ma oggi, nel vasto panorama di opzioni terapeutiche disponibili, che comprende anche farmaci generici e biosimilari, è ancor più importante al fine di promuovere la continuità delle cure e l’aderenza terapeutica. “Secondo i dati di recenti indagini condotte da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato solo la metà dei medici dichiara di accertarsi che il proprio assistito abbia compreso le indicazioni su terapie e percorso di cura e delle sue eventuali difficoltà economiche; per un terzo invece non è prioritario informare su alternative terapeutiche o sull’esistenza di farmaci equivalenti o biosimilari”, prosegue Merzagora. “I pazienti d’altro canto hanno una conoscenza scarsa riguardo al farmaco biosimilare: solo il 9% sa la differenza tra biologici e biosimilari, mentre il 41% non ha la minima idea di cosa sia un biosimilare”.
La pubblicazione di Onda offre uno spazio di approfondimento sul tema farmaci biologici e biosimilari, prendendo spunto da tre documenti pubblicati, rispettivamente, da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), dalle Società Scientifiche (AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, SIF – Società Italiana di Farmacologia, SIFO – Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, CIPOMO – Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) affiancate dai pazienti oncologici che fanno riferimento alla Fondazione AIOM e da Farmindustria, voce delle aziende farmaceutiche. I tre position paper condividono la necessità di affidare esclusivamente al giudizio clinico e dunque al medico prescrittore la scelta rispetto al tipo di farmaco (biologico di riferimento vs biosimilare), valorizzando il coinvolgimento attivo del paziente che deve essere sempre correttamente informato sulle motivazioni della decisione terapeutica.

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«Le testate digitali locali sono vitali per l’informazione»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

È un mondo variegato e con caratteristiche diverse. Quello che le accomuna è l’essere native digitali. La galassia delle testate locali inizia a prendere forma grazie al lavoro di AgCom che da un paio di anni lavora all’Osservatorio permanente delle testate digitali.
Nell’ambito di Glocal – Festival del giornalismo digitale, Adriana Lotti, dirigente del Servizio Economico-Statistico di AgCom ha presentato a Varese i risultati della prima edizione dell’Osservatorio. Con lei erano presenti il presidente di ANSO – Associazione Nazionale della Stampa Online, Marco Giovannelli, Riccardo Terzi, strategic partner manager News Iniziative di Google e Nicola Amelio, ceo di Presscomtech.«Il lavoro che abbiamo svolto in tanti mesi – ha spiegato Adriana Lotti – ci ha restituito un risultato interessante in cui emergono diverse tipologie di realtà editoriali. Abbiamo tantissimi soggetti molto piccoli, ma anche realtà strutturate con fatturati importanti. AgCom ha a cuore questo lavoro perché l’informazione è un elemento essenziale nella vita dei cittadini. Per questa ragione a breve partirà una nuova edizione dell’osservatorio».Avere un quadro sempre aggiornato e anche più partecipato è fondamentale per conoscere lo stato dell’editoria locale e iperlocale. Da quindici anni ANSO è a fianco di queste realtà attraverso un lavoro di servizio e valorizzazione delle esperienze. «Grazie a una azione costante con le istituzioni – racconta il presidente dell’Associazione Nazionale della Stampa Online, Marco Giovannelli – si è arrivati all’inserimento della definizione del quotidiano online come prodotto editoriale nella riforma della stampa, con AgCom ha preso il via l’Osservatorio e da ultimo tutti i giornalisti possono finalmente avere un contratto specifico che non gravi troppo sull’attività delle imprese editoriali. Il lavoro con AgCom è importantissimo e siamo orgogliosi di aver coinvolto anche Google in un lavoro strategico per il mondo dell’informazione».
ANSO ha partecipato attivamente alla settima edizione del festival Glocal con diversi appuntamenti tra cui quello del confronto con alcune realtà associative a livello europeo. Nel corso degli ultimi due anni infatti si è intensificata l’attività dell’associazione anche su base continentale seguendo da vicino i lavori della Commissione e del Parlamento Europeo in materia di editoria.

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Editoria: Riffeser, pronti al confronto ma nel rispetto reciproco

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

“I governi sono assolutamente liberi di assumere le decisioni che ritengono necessarie ed opportune, ma non possiamo accettare denigrazioni e minacce al lavoro di editori e giornalisti che ogni giorno si impegnano per stampare quotidiani a periodici che informano oltre 40 milioni di lettori.”Così il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, in una lettera inviata al sottosegretario Vito Crimi per avere risposte chiare “che permettano alle imprese di comprendere a pieno il contesto politico nel quale dovranno operare e definire obiettivi e piani industriali” (lettera allegata).
“L’attuale Governo – ha poi dichiarato Riffeser – sta intervenendo sull’informazione in maniera esattamente contraria a quanto stanno facendo gli altri Paesi europei, impegnati a sostenere le profonde trasformazioni di un settore strettamente connesso all’esercizio del diritto costituzionale di informare, di informarsi e di essere informati”.La Fieg è stata ed è sempre disponibile al confronto – scontrandosi a volte con pregiudizievoli dinieghi – nella consapevolezza di operare non esclusivamente in favore degli interessi degli editori, ma di quelli dell’intera filiera, giornalisti, poligrafici e edicolanti, 60.000 lavoratori che con la loro quotidiana attività costituiscono un baluardo della libertà di stampa e della democrazia.La Federazione degli editori negli ultimi mesi ha anche avviato importanti interventi ed iniziative con la collaborazione di enti, istituzioni e autorità che hanno a cuore la ricerca di soluzioni per i problemi del settore.Gli editori italiani ribadiscono la disponibilità ad incontrare il Governo, le Assemblee, le Commissioni e i Gruppi parlamentari per spiegare con pacatezza e senso di realtà la preoccupante situazione del settore e i rischi che sicuramente deriverebbero dall’assenza dei necessari interventi.

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“Prospettive della professione giornalistica e qualità dell’informazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 ottobre 2018

Roma Giovedì 25 ottobre, alle ore 10, presso l’Ordine dei Giornalisti (via Sommacampagna 19), in un incontro dal titolo “Prospettive della professione giornalistica e qualità dell’informazione”, il prof. Razzante discuterà dei contenuti del libro con:
– Emilio Carelli (deputato Movimento Cinque Stelle)
– Pasquale D’Innella Capano (fondatore Telpress Italia srl)
– Antonello Giacomelli (deputato Pd e vicepresidente Commissione parlamentare di vigilanza Rai)
– Giorgio Mulè (deputato e portavoce Forza Italia)
– Sandro Neri (direttore de “Il Giorno”)
– Antonio Nicita (commissario Agcom)
– Carlo Verna (presidente Ordine nazionale giornalisti)
Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma, scrive così ne “L’informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future”, edito da FrancoAngeli, di cui ha curato la pubblicazione e che include scritti di: Marcello Cardani, Elio Catania, Maurizio Costa, Carlo D’Asaro Biondo, Pasquale D’Innella Capano, Luciano Fontana, Giovanni Pitruzzella, Lorenzo Sassoli de Bianchi, Franco Siddi, Antonello Soro e Carlo Verna. “L’informazione che vorrei” intende essere una sorta di manifesto programmatico che spieghi a un pubblico generalista, dal punto di vista degli addetti ai lavori (authority, motori di ricerca, editori, giornalisti, professionisti della comunicazione, manager del settore, esperti), quali saranno gli impegni che Parlamento e Governo dovranno prendere in questi ambiti e quali saranno le sfide più impegnative e avvincenti che attendono l’Europa multimediale e digitalizzata. Nel suo corposo saggio introduttivo e in quello conclusivo, Ruben Razzante analizza le prospettive e gli sviluppi possibili dei media tradizionali e affronta i temi della diffusione in Rete di disinformazione e fake news, della protezione dei diritti in Rete, della valorizzazione della professione giornalistica e della riforma della governance Rai.

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Un ex uomo Mediaset presidente Vigilanza Rai

Posted by fidest press agency su domenica, 22 luglio 2018

di Gianluigi Paragone. Le opposizioni hanno votato il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Sapete che le Commissioni di Vigilanza e di Garanzia sono delle Commissioni che vengono assegnate proprio come Presidenza alle opposizioni.Quindi, le opposizioni chi hanno scelto come Presidente, come uomo di Garanzia per la Vigilanza Rai? Un ex uomo Mediaset! Quindi hanno votato un ex collega di Mediaset – era assunto fino a pochi mesi fa.Allora, noi ci auguriamo che Barachini, faccia il suo lavoro nella maniera più trasparente, libera e limpida possibile nell’interesse degli italiani e non nell’interesse di Mediaset. Perché noi vogliamo una Rai completamente fuori dai radar dei partiti. Una Rai libera, una Rai per i cittadini, una Rai anche libera da tutte le società di appalti esterne che finora hanno ingolfato i lavori di questa grande azienda culturale del paese. (fonte: blog delle stelle) (n.r. Come dire? Mediaset controlla la Rai. E’ una novità? Assolutamente no. Sono 24 anni che lo fa e forse anche prima. Ora, semmai, lo rende pubblico senza reticenza. E’ un bel passo in avanti. A nessuno viene in mente che con questa mossa Mediaset ha raggiunto non solo di nome ma anche di fatto il monopolio delle reti televisive? Viva la pluralità dell’informazione in chiave Mediaset.)

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Violazione del pluralismo politico e della libera concorrenza dei principali mass media

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Il Movimento Astensionista Politico Italiano ha segnalato all’Antitrust e all’Autorità per le garanzie nelle tecomunicazioni quello che ritiene nei suoi confronti: “violazioni sistematiche del pluralismo politico dell’informazione e della libera concorrenza editoriale da parte delle principali testate giornalistiche italiane e delle principali emittenti radiotelevisive nei confronti del pluralismo politico dell’informazione.
Tali violazioni, facilmente riscontrabili anche dai tabulati riassuntivi pubblicati dall’AGCOM, denotano la perenne assenza nel pluralismo dell’informazione di ogni sorta di approfondimento sulle tematiche riguardanti l’astensionismo politico, oggetto di una stretta censura da parte dei mass media, nonostante gli sforzi compiuti contro tale pratica dallo scrivente movimento da un decennio a questa parte.
Sulla base degli ultimi esiti elettorali nazionali del 4 marzo l’area del non voto ha raggiunto in Italia una percentuale molto elevata, pari a circa il 30% dell’intero corpo elettorale, con poco più di 13 milioni e mezzo di elettori che così facendo hanno espresso il proprio voto per mezzo di un voto non utile per i partiti in competizione.
Ebbene, nonostante ciò, tutte le nostre continue richieste comunicative alle principali testate giornalistiche (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, ll Giornale, Il Messaggero, TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TGLA7, Rainews24, SkyTG24 etc.) e di partecipazione agli approfondimenti nei talk-show televisivi di Rai, Mediaset, LA7, nonostante la validità e l’utilità delle nostre argomentazioni nell’affrontare le grandi tematiche ed emergenze politiche attuali in un’ottica di un confronto dialettico democratico, vige una sistematica censura atta a strumentalizzare e condizionare politicamente l’arbitrio e la costituzione del libero pensiero politico dell’intera popolazione italiana.
Da confidenze riservate ricevute dallo scrivente movimento da alcuni noti esponenti politici oltre che da alcuni giornalisti, che tuttavia ci hanno chiesto di rimanere anonimi per timore di ritorsioni, pare che contro di noi esista un vero e proprio cartello editoriale da parte dei principali organi di informazione già citati, volto a censurare direttamente non soltanto quanto da noi redatto e proposto, ma di conseguenza ogni altra notizia di approfondimento sui temi dell’astensionismo politico-elettorale.
Pare inoltre, e questo per noi è un aspetto ancor più grave e inquietante, che tali direttive siano addirittura il risultato di una serie di pressioni giunte agli editori e alle redazioni dei principali mass media da parte dei Dipartimenti per l’Editoria dei passati Governi, al fine di facilitare, evitando ritorsioni, l’erogazione dei contributi economici statali per essi previsti. Per quanto esposto si chiede, in base ai poteri attribuiti alle Autorità in indirizzo, di avviare, ove previsto, le competenti istruttorie e tutti i provvedimenti volti a rimuovere le illegalità emerse da quanto descritto”. (La lettera è firmata da CVDP – Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa e noi per obiettività informativa riproduciamo)

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Sviluppo e gestione di sistemi di informazioni creditizie e commerciali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

CRIF, società globale specializzata nello sviluppo e gestione di sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito, ha annunciato la partnership con il Credit Information and Analytical Center (CIAC) per lo sviluppo di un Sistema di Informazioni Creditizie in Uzbekistan. Il Gruppo bolognese deterrà il 35% del capitale sociale della società di partenariato pubblico-privato.
Questa iniziativa si inserisce nel “Financial Infrastructure Project” attuato in Uzbekistan dalla World Bank e da IFC Finance & Markets Global Practice. Nello specifico, dopo due anni di gare e trattative internazionali sotto l’egida della World Bank, CIAC ha scelto CRIF come partner tecnologico per lo sviluppo del progetto in virtù della sua comprovata esperienza nella fornitura di analoghe soluzioni in Europa, Asia, Africa e nelle Americhe.
L’Uzbekistan, che fa parte del programma di cooperazione economica regionale (CAREC) per l’Asia centrale, è un Paese che sta cercando di realizzare una crescita economica inclusiva. Grazie alla sua posizione strategica, che gli conferisce un ruolo fondamentale come ponte tra l’Europa e il Medio Oriente, e alle recenti riforme istituzionali, dispone delle condizioni adeguate per consolidare la propria crescita, sviluppare i mercati, promuovere la partecipazione del settore privato e sostenere il sistema imprenditoriale nel suo complesso. Secondo le previsioni dell’Asian Development Bank Report, il PIL dell’Uzbekistan dovrebbe crescere del 5,5% nel 2018 e del 5,6% nel 2019.
“La firma dell’accordo tra il credit bureau uzbeko e CRIF è particolarmente importante e opportuna in quanto il Paese sta attualmente attuando un piano di riforme senza precedenti in tutti i settori della propria economia. Questa partnership segnerà una nuova pietra miliare nello sviluppo del sistema di condivisione delle informazioni sul credito a famiglie e imprese, portando soluzioni tecnologiche evolute e competenze globali che andranno a beneficio del nostro settore creditizio e finanziario” – ha commentato Bakhtiyar Khamidov, General Director dell’Uzbekistan Banking Association.

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“L’Informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Milano lunedì 21 maggio alle ore 18 Assolombarda via Pantano 9. Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’informazione Università Cattolica Sacro Cuore di Milano, giornalista professionista e consulente, presenta il suo libro “L’informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future” ed. FrancoAngeli. Interverranno con l’autore:
– Carlo Bonomi, Presidente Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza
– Maurizio Costa, Presidente Fieg
– Carlo D’Asaro Biondo, Presidente Emea Partnerships, Google
– Luciano Fontana, Direttore Corriere della Sera
– Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente Upa
Modererà i lavori Vincenzo Di Vincenzo, Responsabile Ansa Lombardia.
“L’Italia e l’Europa stanno vivendo cambiamenti epocali per il futuro dell’informazione digitale e della produzione e diffusione dei contenuti in Rete. Occorrono scelte coraggiose e politiche illuminate che possano coinvolgere attivamente tutti gli attori in campo e assicurare la crescita sociale ed economica del mondo dei media e un corretto funzionamento della web democrazia, nell’interesse degli utenti”.
Ruben Razzante scrive così ne “L’informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future” – di cui ha curato la pubblicazione e che include scritti di: Marcello Cardani, Elio Catania, Maurizio Costa, Carlo D’Asaro Biondo, Pasquale D’Innella Capano, Luciano Fontana, Giovanni Pitruzzella, Lorenzo Sassoli de Bianchi, Franco Siddi, Antonello Soro e Carlo Verna. “L’informazione che vorrei” intende essere una sorta di manifesto programmatico per la prossima legislatura, che spieghi a un pubblico generalista, dal punto di vista degli addetti ai lavori (authority, motori di ricerca, editori, giornalisti, professionisti della comunicazione, manager del settore, esperti), quali saranno gli impegni che Parlamento e Governo dovranno prendere in questi ambiti e quali saranno le sfide più impegnative e avvincenti che attendono l’Europa multimediale e digitalizzata. Nel suo corposo saggio introduttivo e in quello conclusivo, Ruben Razzante analizza le prospettive e gli sviluppi possibili dei media tradizionali e affronta i temi della diffusione in Rete di disinformazione e fake news, della protezione dei diritti in Rete, della valorizzazione della professione giornalistica e della riforma della governance Rai.
Il volume affronta le criticità attuali del mondo dell’informazione digitale, delinea le priorità dei prossimi anni e intende offrire stimoli e soluzioni ai decisori istituzionali, al management delle imprese editoriali e alle categorie professionali coinvolte, ma anche chiavi di lettura ai cittadini affinché possano sentirsi parte in causa nei processi radicali di trasformazione che interessano il mondo dell’informazione, soprattutto in Rete. Il libro: (ed. FrancoAngeli, 2018)

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“Il ruolo dell’informazione e della stampa prima e dopo lo svilupparsi degli eventi sismici”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

Pozzuoli (Na) Venerdì, 13 aprile 2018 alle 16:30, presso la Sala dell’ex Consiglio Comunale di Palazzo Migliaresi, Rione Terra – Convegno giornalistico: “Il ruolo dell’informazione e della stampa prima e dopo lo svilupparsi degli eventi sismici”(Dallo sgombero del Rione terra fino al recente caso di Ischia) , organizzato dai “Giornalisti Flegrei”, in collaborazione con le Associazioni locali allo scopo di catalizzare l’attenzione della stampa sulle problematiche della comunicazione durante gli eventi tellurici, in particolar modo nel comprensorio flegreo, area particolarmente sismica. Due saranno i principali argomenti trattati durante il Convegno, dopo il saluto del Sindaco Figliolia e del Presidente dell’Associazione della Stampa Campana “Giornalisti flegrei” Claudio Ciotola: “Il ricordo del Bradisismo e lo sgombero del Rione Terra”, a cura di Claudio Correale (Presidente dell’Associazione Lux in Fabula) e della Giornalista Eleonora Puntillo e “L’evento sismico di Ischia e le problematiche relative alla gestione di allerta nell’area flegrea” che sarà discusso dal Prof. Giuseppe Luongo, dal Prof. Ciro Biondi, dal Dr. Pietro Greco (Giornalista scientifico), dal Sindaco di Pozzuoli Dr. Vincenzo Figliolia, dal Sindaco di Bacoli Dr. Giovanni Picone e dal Sindaco di Monte di Procida Dr. Giuseppe Pugliese. Ci sarà spazio, inoltre, per la presentazione , a cura del Segretario dell’Associazione della Stampa Campana “Giornalisti Flegrei”, Rosario Scavetta, del Centro Studi sul Giornalismo dedicato al Giornalista Franco Mancusi, per decenni attento osservatore del territorio flegreo. I lavori saranno moderati dall’Avv. Maria Grazia Siciliano, Presidente dell’Associazione Liberass. Aderiscono all’iniziativa anche le Associazioni Lux in Fabula, Osservatorio Flegreo, Dialogos, New Media Ass. Editoriale e il Consorzio Valore Cultura. L’iniziativa gode del Patrocinio della Regione Campania e dei Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida. (fonte: http://www.giornalistiflegrei.it)

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L’informazione e la formazione delle opinioni nella societa’ globale degli algoritmi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2018

La nostra e’ una societa’ complessa, e lo diventa sempre di piu’. Dal momento in cui l’accesso all’informazione -strumento principe del potere- e’ stato liberalizzato, la complessita’ e’ diventata maggiore. Nei secoli e nei lustri passati cio’ che il principe o il potente sapeva, era strumento di sottomissione di coloro che non sapevano. Via via che ci siamo avvicinati alla nostra era -complici le tecnologie di massa applicate all’informazione- questo potere si e’ sempre piu’ eroso. Ma non e’ sparito, si e’ solo trasformato. E i potenti di un tempo oggi sono diversi, articolando il loro potere -sempre con l’informazione- in modo piu’ raffinato ed esclusivo. Ai piu’ l’informazione massificata e le fake-news, ai potenti l’esclusivita’.
Informazione massificata. E’, in genere, quella poco approfondita, fatta di brevi allocuzioni, notizie piu’ o meno gridate e sempre considerate eclatanti, anche se fanno parte di una routine. Metodo che conduce facilmente al loro uso strumentale, di parte e difficilmente formatore di un’opinione. Esempio: un’amministrazione comunale fa cassa con le multe al codice della strada e viene scoperta… ed ecco che di conseguenza, nel mondo dell’informazione massificata, tutte le amministrazioni comunali sono altrettanto disoneste. Non solo, ma anche che tutte le amministrazioni comunali usano il codice della strada solo per fregare gli onesti cittadini. E non solo il codice della strada, ma tutto il sistema di imposizione fiscale delle amministrazioni comunali e’ concepito e usato per fregare gli onesti. E anche se all’evidenza logica tutto questo puo’ sembrare la trama di un film catastrofista, diventa difficile circoscrivere il fenomeno e, magari, usarlo per farne tesoro.
Fake news. Sono il corollario conseguenziale dell’informazione massificata. Indipendentemente dal motivo per cui, una per una, vengono generate, quando arrivano nell’agorà massificata, proprio per la loro caratteristica di comunicare qualcosa di sensazionale, diventano la conferma dei propri convincimenti per il consumatore medio.
Qui si inseriscono le grandi aziende leader dell’informazione del nostro secolo, i vari Facebook, Twitter, etc. Col loro metodo di controllo dei gusti degli iscritti, fornendo loro l’informazione mirata dopo accurata selezione di ogni particolare delle loro navigazioni, contribuiscono a far cedere che cio’ che accade nel mondo e’ proprio quello che uno si aspetta per validare le proprie opinioni… che non sono piu’ tali, visto che non si formano in modo dialettico e di confronto, ma assumono le sembianze di ossessioni. Queste creazioni di mondi funzionali agli specifici gusti dello specifico consumatore, porta anche, da se stessi, a rafforzare una tendenza di scelta per tutto quello che sia funzionale ai propri convincimenti: ed ecco che si leggono (quando si leggono piuttosto che usare tecniche di lettura veloce) libri che possano solo confermare le proprie opinioni, si frequentano solo persone che hanno una similitudine con se stessi, si da maggiore affidamento solo
alle novita’ che provengono da ambiti di provata e apprezzata similarita’, e cosi’ via.
Accade che quello che doveva essere il cittadino globale, non e’ piu’ tale, ma e’ il solito suddito del principe e del potente, con la differenza che a filtrargli l’informazione non sono piu’ i padroni del castello e del vapore, ma quelli nel nuovo capitalismo che si basa sugli algoritmi.
Per chi ancora non se ne era reso conto, e’ quello che sta venendo fuori proprio in questo periodo con la vicenda Facebook. Ne siamo consapevoli? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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