Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘informazione’

Coronavirus e informazione di Stato. Cara Rai, per favore, evitiamo…..

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta alla Rai: “Siamo invasi e, nello stesso tempo, affamati di informazione. L’emergenza è tale che le cose cambiano da un’ora all’altra. Mediamente ci si affida solo a fonti istituzionali e/o chi si ritiene affidabile e autorevole. Tra queste fonti, ovviamente, non può non esserci la Rai che, è bene ricordarlo, è pagata da tutti noi contribuenti con la tassa di possesso (canone…) sull’apparecchio tv che abbiamo in casa e/o ufficio. Ieri domenica, tutti a casa e dove forse le abitudini tradizionali sono un po’ scombussolate, per cui il gradevole pranzo domenicale, visto che si mangia tutti i giorni a colazione, a pranzo e a cena a casa… è diventato un po’ meno tradizionale… capita di volersi aggiornare tramite il canale “ammiraglio” della Rai, col TgUno dell’ora di pranzo. Ci si collega alle 13,30 (grossomodo) e ci si deve – letteralmente – sorbire un cinque minuti abbondanti di pubblicità velocissime (e quindi più sgradevoli della media), intasate di messaggi diversi uno dall’altro, e che, quando stai tirando un sospiro di sollievo che sembrano finite e senti in anticipo nella testa la musichina della sigla del tg… ce ne sono ancora altre e sempre più turbinose. Superato questo fastidio ecco finalmente il TgUno.Ti informi, ascolti, vedi, generico ma importante per darti idea della situazione. Ad un certo punto, servizio su hotel che ospita malati. La giornalista inviata speciale: “pensate, questo hotel ospitava calciatori di serie A….” e poi informa sui pregi della vicenda. Cara Rai, per favore, evitiamo (il “noi” è d’obbligo visto che lo fai coi soldi di tutti noi) di propinarci questa roba. Sì, lo sappiamo, non è facile sapere cosa dirà il giornalista pinco o il giornalista pallo, agitato e in stato d’apprensione mandato al “fronte”…. Ma si potrebbe evitare. Anche perché, altrimenti, oltre a beccarsi gli improperi di chi ascolta (che in tanti crediamo non abbiano al centro dei loro modelli di vita i calciatori di serie A), la prossima volta le informazioni uno se le va a cercare altrove, ché forse hanno più credibilità. Grazie. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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L’informazione ai tempi del Coronavirus è sempre più digitale e interconnessa

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

L’informazione digitale ai tempi del Coronavirus apre nuovi scenari e conferma l’importanza delle piccole realtà editoriali che operano sul territorio. L’emergenza sanitaria sta cambiando abitudini e quotidianità, spingendo sull’acceleratore del digitale, con le testate online locali che si sono viste più che triplicare le visite. «Ci rendiamo conto in questo momento di particolare eccezionalità e difficoltà dell’importanza che il digitale ha assunto nella nostra vita di tutti i giorni», premette Marco Giovannelli, presidente di ANSO – Associazione Nazionale della Stampa Online. «Nell’emergenza i canali informativi, attraverso la loro autorevolezza e attendibilità, diventano una fonte indispensabile dai quali andare ad attingere notizie e aggiornamenti. In questa fase storica però, a giocare un ruolo significativo è l’informazione digitale e in particolare quella che passa attraverso piccole realtà editoriali che si basano esclusivamente sull’online».
Il valore aggiunto è il territorio. «Quello che ciascuna testata racconta con strumenti digitali trasformando quella che può sembrare solamente un’informazione locale in una informazione iperlocale, ovvero con profonde radici sul locale ma anche profondamente interconnessa», prosegue Giovannelli. In questa ottica, diventano fondamentali iniziative come ALocal, il progetto che ANSO ha sviluppato grazie alla collaborazione con GNI – Google News Initiative e che permette a tutti gli associati ANSO di avere a disposizione un servizio unico per reperire informazioni su quello che accade in Italia. «L’unione e i servizi in questo difficile momento sono di forte aiuto ai piccoli editori digitali, così come la possibilità di condividere esperienze e know-how aiuta tutti ad essere sempre più innovativi sul proprio territorio», aggiunge il presidente di ANSO. «La drammatica emergenza sanitaria che stiamo vivendo mette il mondo dell’informazione davanti ad quadro netto: non esiste una stampa di serie A e una di serie B. Come già abbiamo ribadito nelle sedi istituzionali con il Ministro, i maggiori segnali di vita del settore negli ultimi anni sono arrivati solamente dai piccoli nativi digitali: sono gli unici che hanno creato opportunità di lavoro in un contesto di crisi complessiva dell’informazione».ANSO rivolge un profondo ringraziamento a tutte le professionalità che in queste settimane di grande emergenza continuano a svolgere il loro lavoro fino in fondo, dagli operatori degli ospedali alle forze dell’ordine fino a quanti lavorano nel settore della distribuzione. «Ci associamo all’invito giunto da più parti e in continuazione a restare a casa: il digitale permette di non muoversi garantendo però una sempre puntuale informazione».

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Informazione adeguata e corretta al servizio dei cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

“L’informazione di quotidiani e periodici costituisce uno strumento fondamentale per la conoscenza delle regole sul contenimento e il contrasto alla diffusione del Coronavirus. L’emergenza sta determinando una situazione di grave crisi per le imprese editrici e per l’intera filiera della stampa che richiede interventi urgenti”: ha dichiarato il Presidente della Federazione italiana editori giornali (Fieg), Andrea Riffeser Monti.“Alle evidenti difficoltà nelle aree maggiormente colpite si aggiunge il marcato calo degli investimenti pubblicitari per la cancellazione degli eventi (fiere, incontri, mostre, ecc.) catalizzatori di significativi volumi di pubblicità. Il tutto in un quadro di persistente e strutturale crisi delle vendite di copie e di pubblicità.” “Rivolgiamo al Governo, al Parlamento e alle Istituzioni tutte un appello per sostenere l’informazione di qualità, le edicole e la distribuzione con uno stanziamento straordinario di risorse. Sono necessarie misure:
sulla pubblicità, con il credito di imposta sul totale degli investimenti effettuati sui giornali;
sui costi delle materie prime, con un credito d’imposta sugli acquisti della carta;
sulla rete di distribuzione con un sostegno, anche finanziario, alle edicole e ai distributori per garantire l’accesso dei cittadini all’informazione e favorire la consegna dei giornali a domicilio.
Chiediamo ai Comuni, nell’ambito dell’accordo FIEG – ANCI, un impegno straordinario per sostenere le edicole, azzerando tutte le imposte locali e i canoni, almeno per tutto il 2020, ed attivando rapidamente le altre iniziative per la valorizzazione dei punti vendita dei giornali.
Abbiamo poi chiesto, nell’ambito dell’accordo di collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), un confronto per individuare strumenti che facilitino l’accesso al credito e l’acquisizione di garanzie da parte di edicolanti e distributori. Infine – ha concluso Riffeser – rivolgiamo un invito per sostenere un piano straordinario di consegna dei giornali a domicilio per consentire a tutti i cittadini la possibilità di continuare a leggere e ad informarsi anche in questa situazione di difficoltà.”

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Testate giornalistiche ed agenzie di stampa insostituibili per una corretta informazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

“Esprimo apprezzamento per le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria e all’informazione, Andrea Martella, che in un momento difficile per il Paese ha invitato i cittadini ad informarsi sulle testate giornalistiche nazionali e locali e dalle agenzie di stampa per evitare messaggi fuorvianti e dannosi per la comunità”.Il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha così commentato le dichiarazioni di Martella sull’informazione in materia di diffusione del coronavirus.“In questi momenti difficili, la stampa è impegnata a coadiuvare lo sforzo di coloro che operano nel contrasto al diffondersi del coronavirus con una informazione corretta, verificata, attendibile. Le nostre testate giornalistiche – ha concluso il Presidente della Fieg – confermano la disponibilità a pubblicare quanto le Istituzioni riterranno utile ed opportuno, assicurando ai cittadini una informazione equilibrata, non allarmistica, attenta e consapevole del ruolo e dell’importanza che svolge”.

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Al via la V edizione di “In-formazione Universitaria”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Roma, Torna a Euroma2, Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico da mercoledì 26 febbraio a sabato 29 febbraio 2020, la V edizione dell’evento dedicato all’orientamento universitario: “In-formazione Universitaria”. Rivolto agli studenti delle Scuole Superiori che si trovano a dover effettuare una scelta importante della loro formazione, “In-formazione Universitaria” ha come obiettivo quello di aiutare i ragazzi nella valutazione del percorso universitario da intraprendere.Si prevede un’altra edizione dai grandi numeri: quattro giornate in cui saranno presenti con i propri stand 36 Università, dove Professori e Studenti universitari forniranno ai numerosissimi studenti partecipanti informazioni sui piani di studio del proprio Ateneo e consigli utili per effettuare una scelta consapevole.I ragazzi, che la mattina saranno accompagnati nella visita dai propri Professori ed il pomeriggio potranno tornare insieme alle loro Famiglie, avranno modo di porre domande direttamente a coloro che ogni giorno vivono o lavorano nell’ambiente universitario, valutare attentamente l’ampio ventaglio di offerte formative proposto da ogni Ateneo e Accademia e scegliere la strada più adatta alle proprie esigenze, interessi ed inclinazioni individuali. “La manifestazione rientra tra i numerosi eventi a carattere sociale ed educativo promossi da Euroma2, rivolti in particolare alla formazione dei più giovani e realizzati grazie al consolidato rapporto di collaborazione con gli Istituti Scolastici – ha dichiarato il Presidente di Euroma2 Davide Maria Zanchi. Info-universitaria riscuote ogni anno sempre maggior successo, confermando Euroma2 come punto di riferimento per il proprio territorio, e ci rende particolarmente orgogliosi di poter essere vicini agli studenti ed alle loro Famiglie nella scelta del percorso scolastico ed aiutarli nel cammino di costruzione del loro futuro”.L’evento “In-Formazione Universitaria” ha ricevuto importanti riconoscimenti da parte delle Istituzioni, ottenendo il Patrocinio della Regione Lazio e della Citta Metropolitana di Roma Capitale, come iniziativa di particolare valore per la comunità del territorio.www.euroma2.it

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Informazione: “se governo non manterrà impegni possibile sciopero generale”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

“L’informazione riparta dal lavoro. E dall’uso corretto e responsabile delle parole”. Così scrive il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso in un editoriale pubblicato sul sito di Articolo21. “Nessuno deve farsi illusioni: gli interventi previsti dal governo nella manovra di bilancio per il 2020 sono soltanto pannicelli caldi. Mancano misure strutturali per dare stabilità al sistema e porre le basi di un rilancio ineludibile. Aver finanziato altri prepensionamenti senza affrontare il tema del contrasto al precariato e della cancellazione dall’ordinamento di una vergogna chiamata “collaborazioni coordinate e continuative” finirà per aggravare la situazione dell’Inpgi e ampliare l’area del lavoro irregolare. Certo, rispetto alla prima stesura la norma è stata resa meno devastante, accogliendo alcuni dei rilievi della FNSI (e di questo va dato atto al sottosegretario all’editoria, Andrea Martella), ma a questo punto serve un cambio di passo”.
“Già alla ripresa di gennaio – scrive Lorusso – è necessario che il governo mantenga gli impegni assunti e attivi i tavoli per il lavoro e per la messa in sicurezza dell’Istituto di previdenza, a partire dall’allargamento della platea degli iscritti. In mancanza di risposte convincenti, la FNSI metterà in atto gli strumenti di lotta – già approvati dai propri organismi – fino allo sciopero generale”. “Sarà necessario uno sforzo di responsabilità collettiva anche sul piano della qualità e delle credibilità dell’informazione” conclude Lorusso. “Il giornalismo deve favorire l’uso corretto e responsabile delle parole. Anche per questo, la FNSI sarà ad Assisi, il 24 e 25 gennaio prossimi, per partecipare insieme con Articolo 21 ed altre associazioni, alle iniziative per contrastare il linguaggio dell’odio”.

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Sardine italiane, aringa svedese e informazione militante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

Di Vincenzo Olita. Per un’Associazione di cultura liberale qual è Società Libera che concentra la sua attenzione sulla complessità della libertà dei moderni, il pensiero politico di Clistene e Cicerone, di Machiavelli e Locke, di Mosca e Gramsci, di Einaudi e Popper, di Giovanni Sartori e Nicola Matteucci costituisce un possente schermo culturale verso miserie e povertà della quotidianità politica. Efficace toccasana per decifrare e comprendere secolari modelli di aggregazione politica-sociale, lo è meno per valutare estemporaneità politica e fulminanti collegamenti organizzativi.E’ il caso delle sardine italiane e dell’aringa svedese Greta Thunberg, fenomeni socio-politici presentati come spontanei, istintivi, sinceri e liberi da supporti e condizionamenti. Apparizioni improvvise, insomma, destinate ad un fulgido cammino; nel primo caso, per innovare la scena politica italiana, nel secondo per scuotere e orientare i leaders del mondo sul problema ambientale. Tutto da accogliere, interpretare e forse sostenere se così fosse, ma non lo é, almeno per chi, come noi, rifugge da logiche di parte, e qui, invece, l’apparato sostenitore, davvero imponente e robusto, è del tutto unilaterale nel senso del politicamente corretto. Si va dalla quasi totalità dei partiti ai sindacati, dalla Presidenza della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio all’ANPI, dal partito di Bergoglio al Segretario di Stato cardinale Parolin, dai Papaboys ad altre organizzazioni cattoliche, da Vip e Star dello spettacolo all’Unione europea, per la Thunberg poi, “Persona dell’anno” per il Time, c’é da aggiungere la Segreteria generale dell’Onu. Basterebbe quest’universo consensuale a dimostrazione che trattasi di fenomeni di smisurato spessore e significato politico culturale, se poi consideriamo la massiccia copertura mediatica, assicurata dalla globalità delle emittenti televisive e dai principali quotidiani, da un’informazione che informa poco ma unanimemente milita, allora, di sicuro, con le sardine e l’aringa siamo già entrati nella storia. (fonte: http://www.societalibera.org)

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In calo la fiducia nell’informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

La difficoltà di accedere a informazione di qualità sembra preoccupare gran parte degli europei: il 59% di essi è infatti preoccupato per la diffusione delle fake news. Lo rivelano i dati dell’indagine sulla fiducia nell’informazione commissionata a livello europeo da Readly[1], dai quali emerge anche che il 63% degli italiani teme di non poter accedere a un’informazione veritiera – contro il 56% degli intervistati in Germania e il 48% in Svezia.In particolare, il 33% degli italiani intervistati ritiene di essere esposta “spesso” a notizie false; il 12% “molto spesso”. Queste percentuali aumentano tra i giovani tra i 18 e i 34 anni: il 41% di essi si ritiene “spesso” esposto alle fake news; il 19% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ritiene di esserlo “molto spesso”. Nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni solo 1 giovane su 100 ritiene di non essere in alcun modo esposto alle fake news.
Secondo la ricerca commissionata da Readly, la fiducia nell’informazione appare compromessa a livello globale: gli intervistati, tuttavia sembrano avere a cuore la ricerca di fonti di qualità per garantire che ciò che stanno leggendo sia veritiero.Oltre un terzo dei lettori (38%) ha dichiarato di verificare personalmente la veridicità delle notizie, e questa percentuale sale al 49% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. Il 40% degli italiani intervistati afferma di ritenere che una notizia sia vera se riportata da una piattaforma affidabile, come un’app di riviste, o da un autorevole organo di stampa (38%); la percentuale sale al 42% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. In media, infine, un quarto degli intervistati ritiene di essere sicuro che il contenuto sia attendibile se è firmato da un giornalista noto (24%).Marie-Sophie von Bibra, Head of Growth per l’Italia di Readly, ha commentato: “Le fake news continuano a essere un problema, ma – soprattutto i giovani – sembrano sempre più attenti a selezionare e a verificare le notizie. I nostri lettori stanno mettendo in atto misure intelligenti per riconoscere e selezionare i contenuti: questo potrebbe spiegare perché anche in Italia, come in Europa, stiamo assistendo a una fruizione delle riviste digitali sempre più ampia e con cadenza regolare sulla piattaforma Readly”.Nel considerare l’approccio all’informazione, il 9% degli italiani intervistati ha dichiarato di avere attualmente accesso a un giornalismo verificato e di qualità tramite servizi a pagamento; il 35% ritiene di essere disposto a pagare in futuro per accedere a contenuti editoriali garantiti da un editore ed evitare di incappare in notizie false. Questa percentuale sale al 40% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, così come nella fascia di età tra i 45 e i 50 anni. La ricerca commissionata da Readly ha dimostrato che le aspettative future in termini di veridicità dell’informazione sono basse: quasi i due terzi (63%) degli italiani intervistati ritengono che le notizie false aumenteranno nei prossimi due anni. Tre su quattro giovani nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni (74%) affermano di essere preoccupati per la difficoltà nell’accedere a contenuti verificati. Il 17% degli intervistati ritiene che non sia possibile smascherare una fake news.Readly è un servizio di abbonamento digitale che consente di avere accesso illimitato “all you can read” a migliaia di riviste nazionali e internazionali in una app, sia in streaming che in assenza di internet.Readly è stata lanciato in Svezia nel 2013 e l’app è disponibile a livello globale; è attualmente attivamente commercializzata in Svezia, Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Stati Uniti, Irlanda e Italia.

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La corretta informazione sulla salute diventa “virale”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

La Fondazione Mondo Digitale, con il contributo non condizionante di MSD Italia, lancia “Viral but healthy”, un programma formativo per aiutare i giovani a comprendere l’importanza della prevenzione e a proteggersi da fake news sulla salute. L’11 novembre, a partire dalle ore 9, l’appuntamento è alla Palestra dell’Innovazione di Roma con il “White hackathon”, una maratona di creatività alla ricerca di soluzioni efficaci per una corretta informazione sulla prevenzione delle patologie più diffuse. Sono stati invitati rappresentanti del MIUR e della Regione Lazio. Una fake news in sanità fa danni enormi con costi sociali ed economici altissimi. E quelle sulle vaccinazioni hanno un rischio maggiore di condivisione e percezione di veridicità, seguite molto a distanza dalle informazioni sui vari screening (prostata, colon-retto e seno). Lo rileva la recente ricerca “Impatto delle fake news in ambito sanitario”, finanziato dal ministero della Salute e condotto dal Ceis-Eehta (Economic Evaluation and Hta) della Facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata in collaborazione con la Kingston University di Londra. Come si possono aiutare i cittadini a interpretare correttamente le notizie e a valutare le scelte giuste per la salute? Quale ruolo può giocare la scuola per formare una consapevolezza critica nei più giovani? Sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, promuovere una corretta comunicazione per le famiglie, diffondere nelle scuole strumenti di informazione consapevole, combattere le derive delle “cure social”: sono solo alcune delle sfide lanciate dal progetto “Viral but Healthy”, realizzato dalla Fondazione Mondo Digitale con il contributo non condizionante di MSD Italia. L’immunoprofilassi è pericolosa? Gli antibiotici funzionano contro ogni tipo di infezione? Come valutare l’affidabilità di una notizia? Come distinguere scienza da falsa scienza? L’originale programma “per le competenze trasversali e per l’orientamento” (ex Alternanza scuola-lavoro) coinvolge 55 studenti del liceo scientifico Vito Volterra di Ciampino: guidati da esperti ragazze e ragazzi imparano a conoscere i meccanismi della comunicazione scientifica e a comprenderne rischi e potenzialità, per diventare portatori di una comunicazione sana, capace di contagiare la comunità.

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Censura e sequestro degli strumenti di informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Alcuni giorni fa, dietro disposizione del Tribunale del Riesame che ha accolto la tesi dell’accusa a suo tempo respinta dal giudice per le indagini preliminari (gip), i carabinieri hanno posto sotto sequestro preventivo le attrezzature di Radio Studio 54, un’emittente dell’area metropolitana fiorentina accusata di diffamazione e odio razziale. E’ di oggi la notizia che, grazie ad un server in Usa, l’emittente ha ripreso le sue trasmissioni via web. Vedremo gli sviluppi.
Le accuse rivolte sono note da tempo e pesanti. Per il fatto in sé e per l’applicazione di provvedimenti che, a nostro avviso, ledono libertà di informazione e di espressione.
Il fatto in sé è bene che ognuno lo giudichi da solo. Se condividere o meno le opinioni del leader di questa radio, Guido Gheri, sulla presenza di immigrati e su alcuni approcci istituzionali ed umani all’accoglienza dei migranti. Indipendentemente dalle parole usate (“colorate” e fastidiose, per chiunque), rimane il fatto che si tratta di opinioni. Certo, se Gheri avesse organizzato squadre di picchiatori contro migranti e chi sostiene la loro accoglienza, sarebbe più che giusto bloccarlo ed impedirgli di procrastinare i reati violenti di cui si starebbe macchiando. Ma non è questo il caso. Gheri parla, esprime le sue opinioni. Non fa altro. Quindi, umanamente, lo si può ascoltare, condividere, disprezzare, sintonizzarsi per ascoltare altro.
Riguardo l’applicazione di provvedimenti… è qui che, come si dice in gergo, “casca l’asino”. Le leggi che vengono richiamate da chi ha deciso il sequestro ci sono: i reati d’opinione. E, nonostante sono decenni che partiti di governo (passati e recenti, e di diverso “colore”, e comunque con maggioranze parlamentari qualificate per approvare qualsiasi provvedimento) sostengono l’opportunità di abolirli, questi reati continuano ad esserci. E, in teoria e in pratica, i magistrati fanno il loro dovere… o meglio, come è consentito al loro ufficio, decidono discrezionalmente se applicare o meno alcuni provvedimenti, anche in forma preventiva. E nel nostro caso hanno deciso per quello che a Radio Studio 54 da una parte, noi di Aduc dall’altra, proprio non ci piace: il sequestro degli strumenti di informazione. In mezzo, siccome la radio di Gheri è considerata di “destra”, ci sono quelli di sinistra contrari ai reati d’opinione che stanno zitti, e quelli di
destra che denunciano la censura… denuncia che sempre quelli di destra non fanno quando vittime sono quelli di sinistra. Chiaro, no?
A nostro avviso ci sono alcuni capisaldi importanti del nostro patto istituzionale che, di per sé, non hanno colore perché servono a tutti: di governo, di opposizione o indifferenti che si sia. E questi patti andrebbero difesi sempre. Nel nostro caso, però, c’è un problema: che questi patti non sono chiari. In diversi patti si afferma la libertà di espressione e di comunicazione, mentre nel contempo (non a caso come strascico ed eredità dei codici scritti nel nostro Paese durante il regime fascista del secolo scorso e tutt’ora in vigore) esistono i reati d’opinione. In un contesto in cui si affida al singolo magistrato la discrezione e l’opportunità di applicarli… un potere discrezionale che, se di per sé è bene che ci sia sempre, sarebbe meglio non dovesse fare riferimento anche ai reati d’opinione. Che non dovrebbero esistere in un Paese civile e in un regime a democrazia cosiddetta occidentale/liberale.
Radio Studio 54 (ci auguriamo con cognizione di causa/effetto) ha scelto di entrare in questo tritacarne dei reati d’opinione ed affidarsi alla discrezione dei magistrati. Ottima la scelta del tritacarne, ché si confà ad una emittente libera. Da affrontare nel modo più ampio possibile il confronto/scontro sulla descrizione dei giudici, anche pagando pesantemente di persona. Ampiezza di cui noi siamo sostenitori.
A questo punto c’è da chiedere ampia mobilitazione. Il caso deve investire la politica nazionale. E’ bene ricordare che i due Mattei della politica politicante (Salvini e Renzi) in diverse occasioni si sono pronunciati per l’abolizione dei reati d’opinione, e con loro diversi dei deputati dei loro partiti. Speriamo solo che non venga fuori che, siccome Guido Gheri è di destra, tirando tirando il ministro Salvini esprima solidarietà nel silenzio del senatore Renzi. Qualcuno potrebbe sentirsi contento, ma sbaglierebbe: la libertà di opinione e di espressione riguarda tutti e va difesa sempre. E per coloro che hanno presenze e responsabilità istituzionali, sarebbe proprio il caso di passare dalle parole ai fatti. E quando questi ultimi sono notevoli (proprio perchè “fastidiosi”) sono ottima occasione per usarli come pretesto di iniziativa politico-istituzionale. La “fastidiosità” dà loro quel clamore e quella curiosità che si prestano ad un confronto pubblico
di sostegno all’iniziativa parlamentare. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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XXIII Congresso Nazionale CIPOMO_Tra tecnologia e informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Lecce 16-18 maggio 2019 si tiene il XXIII Congresso Nazionale di CIPOMO (Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri). Si propone quest’anno di affrontare un tema estremamente attuale: l’evoluzione della Medicina attraverso il sorprendente sviluppo tecnologico e le numerose informazioni che da esso provengono. I membri del CIPOMO si riuniranno in questa occasione per capire, discutere e riflettere su quanto le nuove tecnologie e i nuovi canali di informazione, come i social e l’intelligenza artificiale, stiano influenzando il mondo dell’oncologia e soprattutto quanto i medici oncologi siano preparati e propensi al cambiamento.
Il Congresso si apre con un’analisi dei tradizionali mezzi di comunicazione finora utilizzati per parlare di medicina. Il confronto tra il punto di vista giornalistico e quello medico forniranno utili spunti di riflessione sull’importanza di veicolare informazioni mediche accurate. La seconda parte della giornata sarà dedicata, invece, ai nuovi canali di informazione che caratterizzano l’era digitale in cui i professionisti della sanità sono spesso portati a interfacciarsi in maniera completamente innovativa.
Dopo una giornata dedicata ai metodi di comunicazione del presente e del futuro, durante la sessione dal titolo “Comunicare nella cronicizzazione”, verrà preso in esame da un lato il ruolo della comunicazione tra operatori e tra ospedale e territorio, dall’altro il contenuto tra trasmettere. Si cercherà di capire e discutere, infatti, quale potrebbe essere il modo migliore per parlare di tematiche delicate e complesse come la gestione delle tossicità, la gestione degli stili di vita e l’immunoterapia.
Nella stessa giornata verrà dedicato ampio spazio a riflettere su come la tecnologia incida sia sull’organizzazione sanitaria attraverso la costruzione dei percorsi come quello dei PDTA (percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) che sui servizi di assistenza tramite le reti oncologiche regionali.
Consapevoli delle potenzialità offerte delle nuove tecnologie, il Congresso metterà in luce come queste possano migliorare gli attuali servizi di assistenza, toccando temi come i big data, le nuove normative legate alla privacy e alla sicurezza e il rapporto del cittadino con le nuove tecnologie sanitarie.
Nella settima sessione, attraverso una sorta di vetrina, si darà spazio alle concrete nuove tecnologie disponibili: l’intelligenza artificiale, le chatbot, nonché la gestione automatizzata delle terapie. Luca Colombo, Country Director Facebook Italy, sarà chiamato a discutere della possibile esistenza del connubio fra social media e medicina. Consapevoli della necessità di formare in maniera adeguata i primari oncologi del domani, un’intera sessione verrà dedicata all’OMFT (Oncology Management Fast Track), programma di formazione manageriale organizzato da CIPOMO in collaborazione con SDA Bocconi, che negli ultimi anni ha coinvolto 50 oncologi. Il viaggio di tre giorni sull’impatto dell’evoluzione della comunicazione e della tecnologia terminerà con un’occasione di riflessione, prevista per sabato 18 maggio, quando saranno presentati i progetti di CONTACI. L’iniziativa si propone di riportare al centro della cura gli aspetti meno appariscenti ma altrettanto importanti della medicina per offrire una buona assistenza, come l’ascolto, l’empatia e l’organizzazione dei servizi in funzione dei bisogni dei malati. Sarà un momento di incontro e confronto fra pazienti, medici, infermieri e associazioni, che si concluderà con la premiazione dei migliori progetti in ambito oncologico e assistenziale.

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“Riforma equilibrata a tutela della cultura e della libera informazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

“Il Parlamento europeo è chiamato ad esprimere un voto di importanza cruciale, per l’approvazione definitiva della Direttiva sul diritto d’autore, a tutela dei valori democratici europei di una stampa libera e a garanzia della centralità della cultura e della creatività nella società contemporanea. Proteggere l’industria culturale e dell’informazione, rendendola economicamente indipendente, significa proteggere le nostre libertà.” È quanto affermano, in un comunicato congiunto, il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), Andrea Riffeser Monti, e il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi, in vista delle fasi finali dell’iter di approvazione della Direttiva UE sul diritto d’autore, il cui voto è in programma il 26 marzo a Strasburgo in seduta plenaria.“Esprimo il mio convinto apprezzamento per il senso di responsabilità sin qui dimostrato dai nostri europarlamentari – ha dichiarato Andrea Riffeser Monti – con l’auspicio che anche in occasione della prossima, ultima, votazione non vorranno far mancare il loro sostegno ad una riforma equilibrata e aderente al mutato contesto tecnologico e digitale. Una riforma che, partendo dalla consapevolezza di un necessario riequilibrio economico, incoraggerà forme di cooperazione virtuosa con quei soggetti della Rete che riproducono ed elaborano i contenuti editoriali, attraverso l’introduzione della giusta e proporzionata remunerazione per l’uso digitale delle opere dell’ingegno, per conferire una concreta dignità al lavoro intellettuale e, più in generale, per ottenere il riconoscimento di principi e diritti patrimonio della nostra civiltà europea.” “Il mondo del libro nel suo complesso – ha aggiunto Ricardo Franco Levi –, dagli autori, agli editori, ai librai e ai bibliotecari, sostiene una Direttiva il cui valore è soprattutto nell’equilibrio tra i diversi interessi di tutti gli attori in gioco. È comprensibile che l’equilibrio possa dispiacere a chi oggi ha posizioni dominanti, ma le norme proposte pongono le basi per la crescita dei settori creativi e culturali in Europa, giacché favoriscono l’innovazione a partire dalle modalità per valorizzare i diritti d’autore nei contesti digitali. Bloccarle in dirittura d’arrivo e rinviare tutto alla prossima legislatura equivarrebbe a porre un freno alla crescita delle imprese europee in un ambito, quello culturale, che ha effetti su istruzione, ricerca, diffusione della cultura e quindi di una cittadinanza consapevole. Per questo sono ottimista, sono sicuro che i nostri europarlamentari sapranno scegliere da che parte stare”.

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Scandali romani e informazione

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Milano 25 marzo 2019 il Sottosegretario all’informazione e all’editoria, Vito Crimi, ha convocato gli Stati generali dell’editoria Plaude all’iniziativa Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa, che già due anni fa propose la costituzione di un tavolo di consultazione permanente presso il Dipartimento informazione ed editoria di Palazzo Chigi al fine di coinvolgere tutti gli attori della filiera di produzione e distribuzione delle notizie. Più di recente, nel novembre scorso, il professor Razzante esortò l’esecutivo a convocare gli Stati generali dell’editoria, con la medesima finalità di promuovere un confronto permanente tra quegli attori, al fine di individuare le soluzioni migliori per rilanciare il settore. «Un’iniziativa utile e costruttiva – commenta il professor Razzante – che riproposi in una fase in cui i grillini tuonavano contro la stampa e contro i giornalisti, minacciando ritorsioni e vendette per come avevano trattato le vicende giudiziarie riguardanti Virginia Raggi. L’arresto, a Roma, di Marcello De Vito, Presidente del Consiglio comunale e il terremoto giudiziario nel Movimento Cinque Stelle romano dovrebbero far riflettere seriamente i grillini sulla necessità di avere una stampa libera. C’è da augurarsi che i giornalisti continuino con puntualità, ma senza accanimento, a raccontare il marcio che si sta scoprendo in queste ore nella capitale. Auspicabile, altresì, che gli Stati generali non vengano ora usati dai 5 Stelle per consumare pericolose vendette contro l’informazione di qualità, che merita sostegno e valorizzazione, anche online».Il prof. Ruben Razzante è a disposizione per interviste e commenti.

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Le aziende a caccia di informazioni per il post Brexit

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Quello del Regno Unito è un mercato che, per l’export 2018 del Fvg, vale oltre 723 milioni di euro: esportiamo soprattutto mobili (per il 40% dell’export, ossia il primo mercato in assoluto e ancora in crescita tra 2017 e 2018), ma anche macchinari, apparecchi per uso domestico, articoli in materie plastiche, apparecchi per le telecomunicazioni, alimentari e bevande (in particolare vino). Un mercato su cui le ancora incerte modalità della Brexit influiranno non poco, soprattutto in caso di “no deal” o di uscita disordinata, come è stato evidenziato all’approfondimento specializzato, organizzato per le imprese friulane dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine tramite Promos Italia assieme All’Agenzia delle Dogane, con la partecipazione di Ice e dei funzionari dell’agenzia delle dogane stessa. Una giornata informativa che si è svolta in contemporanea a livello nazionale ed è stata declinata su tutti i territori, per quello friulano a Udine il mattino e Pordenone nel pomeriggio.
Il Regno Unito, ha precisato la componente di giunta Lucia Piu, intervenuta in rappresentanza della Camera nell’appuntamento udinese, è il 4° paese di esportazione per l’Italia ed è il sesto per il Friuli Venezia Giulia. Come ha poi evidenziato Roberto Luongo, il direttore generale Ice – fino a poco fa proprio direttore dell’Ice-Londra e quindi particolarmente esperto del tema Brexit –, «vi sono circa 43 mila imprese italiane che esportano in Uk e sono quasi esclusivamente imprese piccole e medie». Quanto all’export, per il Fvg si è già registrato un piccolo calo: si è passati dai 731 milioni di export registrati nel 2017 ai 723 nel 2018.«Come Ice abbiamo studiato diversi scenari a seconda della modalità di uscita e in caso di no deal o uscita disordinata, l’effetto calcolato sarebbe una perdita di 4,5 miliardi di export difficilmente riassorbibili da altri mercati». E i settori economici italiani coinvolti sono numerosi e “di peso”: oltre ai già citati mobili e alla meccanica, tutta la componentistica auto motive, l’innovazione, il fashion, ma anche i vini, per cui la Gran Bretagna è addirittura il terzo mercato mondiale, concentrandoci sul Fvg.L’Ice resta al momento punto di riferimento fondamentale per le imprese e ha già studiato l’avvio di un Desk di informazione e orientamento, che sarà attivato subito dopo l’uscita effettiva, quindi dopo il 29 marzo. «Ice inoltre ha avviato una serie di collaborazioni sui singoli settori e coordina tutte le iniziative di promozione dei prodotti italiani in Uk affinché le imprese italiane possano continuare a operare con successo su questo fondamentale mercato». Ad approfondire tutti gli aspetti pratici a livello doganale sono stati il responsabile dell’agenzia delle dogane di Udine Giovanni Muro e quindi i funzionari Cinzia Grassani (sulle semplificazioni all’export come il sistema degli esportatori registrati e lo status di esportatore autorizzato), Daniele Candolini e Olivo Pascoli (sull’impatto della Brexit nel settore delle accise).

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La buona informazione è il miglior alleato delle foreste mondiali

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

I media di tutto il mondo hanno un ruolo fondamentale nel raccontare il dramma della deforestazione che è una delle condizioni principali che produce un aumento dei cambiamenti climatici, dei problemi sociali, sanitari e che porterà ad un incremento esponenziale dei profughi ambientali. E questo dovere deontologico non ha frontiere. Un comune sentire, condiviso dal network di giornalisti ambientali presenti al 15esimo Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura organizzato da Greenaccord e dalla Regione Toscana a San Miniato (PI). Diversi esperti nella comunicazione ambientale hanno sottolineato il legame, stretto eppure sottovalutato dal ricco Occidente, tra le foreste che cadono e le persone che emigrano.Per Davide Demichelis, documentarista Rai, “uno degli ostacoli più importanti che si trova fronte chi vuole parlare di deforestazione sono gli enormi interessi economici e politici sottostanti al fenomeno”. Resta quindi “una cornice stretta nella quale muoversi. Motivo in più per sforzarci di trovare storie forti e positive per il pubblico. Penso che debba essere condiviso da tutti il motto della Bbc: informare, educare e divertire. È la modernità a chiedercelo. Viviamo nell’età dell’America First e del ‘Prima gli italiani’. Ma noi abbiamo il dovere di raccontare il dramma dei profughi ambientali e come la deforestazione nel mondo sta accrescendo la massa di persone che sono costrette a fuggire dai propri Paesi a causa dei cambiamenti climatici”.Per la tedesca Katharina Seuser, ex presidente dell’Enaj (European Network of Agricultural Journalists), organizzazione europea di giornalisti e comunicatori che si occupano di agricoltura, “l’obiettivo di tutti deve essere quello di vegliare sull’indipendenza della stampa e sull’etica dei giornalisti che devono essere messi nelle condizioni di ascoltare tutti i punti di vista”. Occorre sostenere “una gestione sostenibile delle foreste per mantenere le risorse naturali senza depauperarle a danno delle future generazioni”, ha sottolineato Seuser.L’esigenza di un approccio internazionale alle tematiche ambientali “è qualcosa di non più rinviabile”, ha spiegato Stefania Falasca, giornalista del quotidiano Avvenire. In Italia questo approccio ha ricevuto una grande spinta dall’Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco, “un’enciclica profetica della quale si fa ancora fatica a capire pienamente il valore. Non a caso ora il Santo Padre ha deciso di fissare un sinodo per il prossimo ottobre espressamente dedicato all’Amazzonia”. Un tema globale che imporrà una sfida ai giornalisti italiani. La questione ambientale in Italia comincia infatti ad essere trattata dai media nei primi anni 70, “ma solo dopo Chernobyl si ha un risveglio dei quotidiani italiani, che si concentra però soprattutto sulle emergenze locali. Oggi invece quello che occorre è promuovere la cultura ambientale a 360° e avvicinare a questi temi tutti i cittadini”. Per Delfina Santoro, esperta di Gamificationlab dell’Università La Sapienza di Roma, “è fondamentale definire una nuova cornice entro la quale la comunicazione deve muoversi, raccogliendo la sfida di raccontare storie positive. La tecnologia non è un rifugio e gli approcci tecnologici asettici non creano una vera connessione fra le persone. Ma per fare ciò serve il coinvolgimento diretto delle persone e la capacità dei mass media di diventare ambasciatori delle tematiche ambientali”.

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Sudari: notizie e informazione liquefatta

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Roma martedì 12 marzo 2019 ore 18.30 (13 marzo / 10 maggio 2019) Via della Conciliazione 4 In collaborazione con la Galleria Luigi De Ambrogi. Arrivano per la prima volta a Roma “I sudari” del giornalista e artista Gianluigi Colin: in un periodo in cui la carta stampata è messa sotto attacco costante e viene accusata di “superamento” da parte dei nuovi media, le parole liquefatte delle rotative si fanno opere e trovano nuova forma e nuovo significato. Una metafora della comunicazione contemporanea in cui Gianluigi Colin, dal privilegiato punto di vista di artista e giornalista, pone al centro della propria ricerca la mitologia dei quotidiani, dei libri, della cultura, riflettendo sul sistema dei media, operando nel dialogo tra immagini e parole e affrontando il tema dello sguardo e della memoria.
I Sudari di Colin sono una sequenza di opere astratte, cariche di sedimentazioni cromatiche, di striature ripetute, di campiture dilatate nello spazio. La particolarità di questa nuova serie risiede nell’origine di questi lavori e mette in luce la storia personale e la radice concettuale della recente ricerca dell’artista: Gianluigi Colin, infatti, si appropria di grandi tessuti utilizzati per pulire le rotative di quotidiani e di stabilimenti di arti tipografiche. Si tratta di “roto-pitture” su tessuti in poliestere, usati per “rimuovere” simbolicamente le parole e le immagini nella produzione editoriale.
Le opere in mostra nascono nel complesso magma della realtà tipografica, portatrice della memoria di giorni, mesi, anni di informazioni, intrise di inchiostri ed energie collettive. Autentici “stracci di parole”: il grado zero di ogni forma di scrittura.L’artista, dal suo punto di vista privilegiato, osserva il mondo attraverso il suo farsi storia a partire dal flusso infinito delle immagini della cronaca quotidiana, che arrivano a depositarsi nella memoria individuale solo dopo il filtro dei media. Il “capitale” iconografico della nostra storia presente è il punto di partenza dell’indagine, che mette da parte una lettura ideologica per porre al centro la ricerca sulle trasformazioni tecnologiche che in questi anni hanno mutato i processi conoscitivi, la cultura della rappresentazione e, soprattutto, l’atteggiamento progettuale. Per queste ragioni, la mostra Sudari rappresenta un capitolo del tutto nuovo, inatteso e sorprendente nel percorso di Gianluigi Colin.

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Diritto all’informazione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

Il Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, ha incontrato il Sottosegretario di Stato con delega all’Informazione e all’Editoria Vito Claudio Crimi. Nel corso dell’incontro Riffeser ha prospettato interventi volti a contrastare la profonda crisi dell’editoria giornalistica e a promuovere l’informazione di qualità. In particolare, il Presidente della Fieg si è soffermato sulla necessità di rifinanziare il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa per il 2019. Il Presidente della Fieg ha ribadito l’importanza di azioni adeguate di promozione della lettura, attraverso il sostegno attivo alla domanda di abbonamenti a quotidiani e periodici anche online.Il confronto è proseguito sulla necessità di regole per il riequilibrio del mercato pubblicitario.Riffeser ha, inoltre, ribadito l’esigenza di un adeguamento generazionale nelle redazioni giornalistiche per garantire una informazione di qualità. È stata poi convenuta la necessità di forme di sostegno alle edicole per garantire l’accesso all’informazione stampata sempre e ovunque. Di particolare attualità la proposta per una significativa campagna di comunicazione congiunta della stampa con le istituzioni per la promozione della partecipazione dei cittadini al voto. Nel ringraziare il Sottosegretario Crimi per il positivo e costruttivo dialogo, il Presidente della Fieg ha, infine, sottolineato la necessità di interventi urgenti, anche in vista del confronto del Governo con tutta la filiera dell’informazione.

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“Indovina l’Ictus. Osserva, Riconosci, Intervieni”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

A come “anticoagulanti”, F come “fibrillazione atriale”, I come “ictus cerebrale”, M come “monitoraggio cardiaco”. Sono 33 le parole inserite nel Glossario creato per dare vita alla campagna di informazione online “Indovina l’Ictus. Osserva, Riconosci, Intervieni”, progetto realizzato da A.L.I.Ce. Italia Onlus, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, in collaborazione con Medtronic.
Nel Glossario, pubblicato sul sito http://www.indovinalictus.it, vengono presentati e spiegati in modo sintetico e divulgativo i termini principali legati alla patologia. Sul sito è inoltre presente un questionario interattivo che permette agli utenti di verificare e aumentare la propria conoscenza delle pratiche di prevenzione e cura dell’ictus. Attraverso 10 domande a risposta multipla, ognuna da compilare entro un minuto di tempo, si chiede all’utente come agirebbe nei confronti di una persona che manifesta alcuni dei sintomi tipici dell’ictus. Nel corso della compilazione, chiunque voglia cimentarsi potrà visualizzare le proprie risposte giuste e quelle sbagliate e, nel profilo finale, verrà invitato a consultare le voci del glossario in cui si è mostrato “meno preparato”, così da colmare le proprie lacune.
“È fondamentale diffondere la cultura della prevenzione sia primaria che secondaria e insistere sul ruolo chiave del fattore tempo – dichiara la Dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus. L’ictus cerebrale, definito come “l’epidemia del XXI secolo”, può essere evitato nell’80% dei casi attraverso il riconoscimento e il trattamento dei principali fattori di rischio quali fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, alimentazione non corretta, scarsa attività fisica. È nostro compito informare ed educare la popolazione, considerando non solo la dimensione epidemiologica di questa patologia, ma anche l’impatto socio-economico e le conseguenze in termini di mortalità e soprattutto di disabilità”.
L’ictus cerebrale è più diffuso di quanto si possa pensare: rappresenta, infatti, la prima causa di invalidità, la seconda di demenza e la terza causa di morte. In Italia, colpisce ogni anno circa 100.000 persone mentre quelle che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con conseguenze più o meno invalidanti, sono oggi circa un milione: il fenomeno, però, registra una costante crescita, considerando che le cure sono migliorate, si vive più a lungo e che il nostro Paese è tra quelli con aspettativa di vita più elevata.E tu sapresti cosa fare di fronte ad una persona che quando sorride ha la bocca storta, che non riesce ad esprimersi o che non riesce a capire quello che le viene detto? Sai che, in caso di sospetto ictus, va chiamato prima possibile il 112 per essere trasportati con urgenza in un Ospedale dotato di una Unità Neurovascolare (o Stroke Unit)? Lo sai che solo in questi Centri vengono somministrate le terapie adeguate e si fa riabilitazione precoce? Sai che maggiore è il tempo che trascorre tra l’insorgenza dei sintomi e il trattamento, maggiore è il rischio che l’ictus provochi danni cerebrali irreversibili e conseguente invalidità? Verifica anche tu quanto conosci l’ictus cerebrale sul sito http://www.indovinalictus.it, compila il questionario online e scopri se sei in grado di salvare una vita!A questa e ad altre domande vuole dare una risposta A.L.I.Ce. Italia Onlus che ha fortemente voluto e sostenuto questo progetto proprio per offrire un servizio utile al Cittadino e per sottolineare, ancora una volta, quanto siano importanti il tema della prevenzione e del fattore tempo per evitare le conseguenze più gravi di un ictus cerebrale e contribuire a salvare molte vite.

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Un prezioso sodalizio nell’informazione scientifica

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

A qualche mese dalla messa online di FarmaCommunity, la prima comunità virtuale dedicata al farmacista, Fenagifar mette a segno dopo quella con la Federazione degli Ordini Farmacisti Italiani, un’altra collaborazione d’eccellenza con Fondazione Umberto Veronesi.
FarmaCommunity, nata con il preciso intento di contrastare le fake news e fornire uno strumento di informazione sanitaria vera e certificata che imposti al contempo una modalità di dialogo multicanale tra il farmacista e il cittadino, trova nella partnership con Fondazione Umberto Veronesi una profonda condivisione di valori e obiettivi. Da sempre, infatti, la volontà dei giovani farmacisti è di fornire un reale contributo in merito alle più importanti tematiche sanitarie, sia nell’ambito dell’informazione scientifica generale, sia rivolta direttamente ai cittadini.
Al fine di diffondere contenuti scientificamente validi, FarmaCommunity si avvale di un Board di professionisti d’altissimo profilo, tra cui importanti opinion leader e un team di esperti Fenagifar specificamente formati.
Una vera community necessita della collaborazione di tanti attori, che agiscano da perno e consolidino una rete viva e dinamica. Fondazione Umberto Veronesi rappresenta un’eccellenza italiana nel campo della ricerca scientifica, della prevenzione e nella progettualità finalizzata al bene dell’individuo. Questo contributo, unico nel suo genere, non può che certificare ed impreziosire l’impegno e la missione di FarmaCommunity.
La partnership tra FarmaCommunity e Fondazione Umberto Veronesi inizialmente vedrà la condivisione di materiali che arricchiscano di contenuti le discussioni della piattaforma e rendano ancora più ricchi di qualità scientifica i diversi temi affrontati. In un secondo momento la collaborazione si stringerà in un rapporto di crescente cooperazione tra il board di FarmaCommunity e la redazione di Fondazione Umberto Veronesi.

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Rai: canone e informazione pubblica. Gli intoccabili contro la libertà di informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Sulla Rai sembra proprio che tutti i politici, di maggioranza e di minoranza, non riescano ad esprimersi se non in termini di potere e lottizzazione. E’ di ieri l’audizione del vice-premier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in commissione vigilanza della Rai. E il nostro incipit è banalmente confermato. Nonostante le guerre guerreggiate del suo partito e del suo incaricato, Vito Crimi, sottosegretario a capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, col piano di decrescita del finanziamento pubblico all’editoria per “disintossicare le testate dai soldi pubblici e dalla politica” … nonostante questo, quando si è di fronte alla Rai, scatta il meccanismo degli intoccabili, categoria in cui si annoverano tutti coloro che, per nomina partitica, amministrano e lavorano alla tv di Stato. Certo, il nostro ministro, che è populista dichiarato, non può fare a meno di sostenere che uno degli obiettivi del suo governo è
far calare il canone/imposta della Rai dagli attuali 90 euro all’anno, ma al di là dell’esternazione che lui ritiene le porti popolarità, tutto quello che riguarda la Rai, e solo preoccupazione per meglio spartirsela, dando un pezzetto a tutti, sì da tenerseli buoni, ma tenendo il grosso per sé.
Questa sarebbe l’alternativa per l’informazione: meno soldi ai privati, conferma del carrozzone della tv di Stato e migliore spartizione. “Non c’é alcun cenno di privatizzazione dei canali Rai nel contratto di servizio”; e sulle accuse di dumping per la pubblicità: “consiglio ai privati di rivolgersi all’Antitrust”…. Che – ricordiamo noi – sulla materia si è ampiamente pronunciata in passato, confermando lo stato dei fatti.
Il referendum del 1995 che chiedeva la privatizzazione della Rai… inesistente… e dire che più popolari dei referendum cosa ci dovrebbe essere…. forse noi abbiamo un concetto e una pratica diversa di “popolare”?
Niente, ordinaria amministrazione. I politici che, quando erano all’opposizione, facevano gli alternativi e che una volta al potere sostengono di voler “disintossicare le testate dai soldi pubblici”… certo, danno loro meno soldi, visto che sono quasi tutte testate di opposizione alla politica del governo, tanto loro -oggi al potere – non ne hanno bisogno, chè la Rai basta e avanza. Questa la chiamano libertà di informazione.

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