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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

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Nuove scoperte sulla risoluzione dell’infiammazione e del dolore cronico

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Il numero di pazienti con patologie infiammatorie e dolore cronico è in costante aumento, ma per loro ci sono buone notizie: negli ultimi anni sono state realizzate scoperte illuminanti sulla fase di risoluzione dell’infiammazione, e in particolare sul ruolo cruciale delle proresolvine, che offrono opzioni di trattamento innovative.Una delle più importanti ricerche in materia è quella condotta dal Prof. Charles Serhan della Harvard Medical School: sarà lui in persona a presentarne i risultati durante lo European Summit on Inflammation Resolution, il più importante evento internazionale sul tema, che quest’anno avrà un’edizione digitale promossa da Metagenics Academy.L’appuntamento è sabato 12 giugno, dalle 14.00 alle 18.30. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione è obbligatoria: https://www.europeansummitspm.eu/it/ Molto più di un semplice webinar, l’evento sarà un vero e proprio virtual summit che riunirà i maggiori esperti mondiali secondo un format innovativo, che ricorda i grandi eventi televisivi, unendo al rigore scientifico la massima chiarezza divulgativa.L’EU Summit on Inflammation Resolution riunirà da tutto il mondo gli specialisti più in vista impegnati nella ricerca sui meccanismi degli SPM o proresolvine e sulle loro applicazioni cliniche più promettenti nel trattamento delle patologie infiammatorie. «Oggi abbiamo la conferma che sia possibile intervenire sulla riduzione dell’infiammazione – spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Academy – Dopo lunghi anni di studi scientifici, un’innovativa ricerca della Harvard Medical School ha dimostrato che larisoluzione dell’infiammazione non è un processo passivo e incontrollabile. Al contrario, procede attraverso pathway specifici e dipende da una serie di fattori ben definiti e modificabili. In particolare gioca un ruolo cruciale il meccanismo degli SPM o proresolvine. Oggi è possibile, grazie al progresso delle tecniche farmacologiche di estrazione, derivare gli SPM dagli acidi grassi essenziali Omega-3, ottenendo così integratori naturali che offrono un approccio innovativo, integrativo alla terapia farmacologica, nel trattamento delle patologie infiammatorie, nonché straordinarie prospettive di intervento nelle malattie cardiovascolari e reumatologiche».L’evento del 12 giugno vedrà alternarsi sul palco virtuale i massimi esperti mondiali nel trattamento delle patologie infiammatorie: Charles Serhan (scopritore delle proresolvine e professore all’università di Harvard) e un panel di punta dei massimi esperti europei (Joan Claria, Giovanni Scapagnini, Loukman Omarjee, Nicola Biagio Mercuri, Valerio Chiurchiù e Vincent Castronovo)

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Libertà di informazione: Russia e Bielorussia pari sono

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2021

Non è solo per il nome simile, la Bielorussia è anche detta Russia Bianca ma, anche, per i comportamenti dei due presidenti, Vladimir Putin e Alijaksandr Lukashenka, che imprigionano gli oppositori: Aleksej Navalny è detenuto nelle carceri russe e Roman Protasevich in quelle bielorusse.Ultima azione è quella del presidente Lukashenka che ha obbligato all’atterragio un aereo europeo, partito da una capitale europea (Atene) con destinazione una altra capitale europea, Vilnius (Lituania). L’aereo aveva a bordo il giornalista Protasevich, inviso al regime bielorusso, così Lukashenka ha colto l’occasione del sorvolo sul territorio bielorusso per costringere militarmente il velivolo ad atterrare. In risposta, l’Ue ha chiesto ai vettori europei di evitare il sorvolo sul territorio bielorusso e impedisce agli aerei delle compagnie bielorusse di fare altrettanto sul territorio comunitario.In soccorso di Lukashenca è arrivato Putin che ha deciso (ufficialmente per motivi tecnici) di proibire alle compagnie aeree europee di sorvolare il territorio russo, se scelgono di non volare su quello bielorusso. In Bielorussia, come in Russia, l’informazione è strettamente controllata dai rispettivi governi e il fatto che un giornalista, in questo caso Protasevich, faccia informazione diversa da quella decisa dal regime bielorusso, provoca reazioni illegittime e violente. L’Ue ha imposto misure restrittive nei confronti della Bielorussia, anche in relazione alle elezioni presidenziali, definite fraudolente, che hanno riconfermato Lukashenka, al potere dal 1994 (ben 27 anni!). L’Ue non riconosce i risultati delle elezioni, in quanto né libere né regolari.Ulteriori sanzioni sono state definite in questi giorni e riguardano l’export, il settore petrolifero e quello finanziario.La libertà di informazione è uno dei cardini della democrazia. Negarla, arrestando chi informa, definisce un regime dittatoriale. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Distorta informazione sui vaccini mRna. Ci si mettono anche gli esperti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2021

Il Prof. Giorgio Palù, membro autorevole del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e Presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA), in audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, il 18 maggio ha dichiarato che la seconda dose dei vaccini a mRna, cioè Pfizer e Moderna, “può essere somministrata anche dopo 90 giorni. Secondo studi in questo modo la risposta è più forte”. “E’ molto importante la risposta cellulo-mediata, per la quale non abbiamo ancora nella routine pratica una misurazione”. E questo è così vero che su ‘Nature’ la settimana scorsa è uscito un lavoro che dimostra che potremmo ritardare anche di 90 giorni la seconda dose con un vaccino anti-Covid a mRna perché la risposta che si ha nel richiamo, il cosiddetto boost, è ancora più forte. Questo è un dato che ulteriormente ci rassicura”.Per fortuna usa ”POTREMMO”, dato che comunque è necessario che tali eventuali studi, in realtà uno studio, siano adeguatamente resi pubblici e presentati all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per richiedere il prolungamento del periodo tra prima e seconda dose di Pfizer e Moderna. Lo studio in realtà riguarda solo Pfizer.Il pezzo su Nature, reperibile qui https://www.nature.com/articles/d41586-021-01299-y, riporta solo la notizia di uno studio e non un lavoro. Non si tratta di un articolo scientifico, infatti, dato che il lavoro completo è riportato nelle referenze solo come preprint, ovvero stesura preliminare in bozza, accessibile online, ma non ancora accettato per la pubblicazione su una rivista scientifica, come dichiarato dagli autori. Lo studio è stato condotto dall’Università di Birmingham, in collaborazione con l’Ente di Salute Pubblica inglese. La notizia non è stata correttamente interpretata, e soprattutto diffusa, dal Prof. Palù, che parla di lavoro e sembra abbia letto solo il titolo, senza neppure impegnarsi ad esprimere in italiano il concetto ‘boost’, cioè ‘aumento’.Si riporta la traduzione del pezzo reperibile su Nature dal titolo Delaying a COVID vaccine’s second dose boosts immune response, dove si evidenziano i punti importanti.Traduzione della notizia: Ritardare la seconda dose del vaccino COVID aumenta la risposta immunitaria Gli anziani che hanno aspettato 11-12 settimane per il loro secondo vaccino hanno avuto livelli di anticorpi di picco più alti di quelli che hanno aspettato solo 3 settimane. Di fronte a una fornitura limitata di vaccini, il Regno Unito ha intrapreso un audace esperimento di salute pubblica alla fine del 2020: ritardare le seconde dosi di vaccini COVID-19 nel tentativo di massimizzare il numero di persone che sarebbero almeno parzialmente protette da ricovero e morte. Ora, uno studio suggerisce che ritardare la seconda dose del vaccino mRNA Pfizer-BioNTech potrebbe aumentare le risposte anticorpali dopo la seconda inoculazione più di tre volte in quelli più anziani di 80 anni.È il primo studio effettuato su come un tale ritardo influisce sui livelli di anticorpi del coronavirus, e potrebbe ispirare le decisioni di programmazione del vaccino in altri paesi, dicono gli autori. “Questo studio supporta ulteriormente un insieme di prove in aumento sul fatto che l’approccio adottato nel Regno Unito per ritardare la seconda dose ha davvero pagato”, ha detto Gayatri Amirthalingam, un epidemiologo dell’Ente Salute Pubblica inglese di Londra e un co-autore del preprint, durante un briefing stampa. Molti vaccini COVID-19 sono dati in due dosi: la prima inizia una risposta immunitaria, e la seconda, intervento di richiamo, la rafforza. Gli studi clinici dei tre vaccini usati nel Regno Unito hanno generalmente caratterizzato un intervallo di tre o quattro settimane tra le dosi. Ma per alcuni vaccini esistenti, un’attesa più lunga tra la prima e la seconda dose produce una risposta immunitaria più forte. Ritardare i richiami di COVID-19 potrebbe anche espandere l’immunità parziale tra una fascia maggiore della popolazione rispetto al programma di dosaggio più breve. Il 30 dicembre, il Regno Unito ha annunciato che avrebbe ritardato la seconda dose fino a 12 settimane dopo la prima. Per determinare se il ritardo ha pagato, Amirthalingam e i suoi colleghi hanno studiato 175 destinatari del vaccino di età superiore a 80 anni che hanno ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer o 3 settimane o 11-12 settimane dopo la prima dose. Il team ha misurato i livelli di anticorpi dei destinatari contro la proteina spike della SARS-CoV-2 e ha valutato come le cellule immunitarie chiamate cellule T, che possono aiutare a mantenere i livelli di anticorpi nel tempo, hanno risposto alla vaccinazione.I livelli di anticorpi al picco erano 3,5 volte più alti in coloro che hanno aspettato 12 settimane per il loro richiamo rispetto a quelli delle persone che hanno aspettato solo 3 settimane. Il picco di risposta delle cellule T era più basso in quelli con l’intervallo prolungato. Ma questo non ha causato un declino più rapido dei livelli di anticorpi nelle nove settimane dopo l’iniezione di richiamo.I risultati sono rassicuranti, ma sono specifici per il vaccino Pfizer, che non è disponibile in molti paesi a basso-medio reddito, dice Alejandro Cravioto, presidente del gruppo consultivo strategico di esperti sull’immunizzazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I paesi dovranno considerare se le varianti che circolano nella loro particolare regione potrebbero aumentare il rischio di infezione dopo una sola dose di vaccino, dice. Per il Regno Unito, estendere l’intervallo tra le dosi è stata chiaramente la scelta giusta, ma il blocco del paese merita parte del credito per quel successo, dice Stephen Griffin, un virologo dell’Università di Leeds, Regno Unito. “La gente è teoricamente vulnerabile tra il primo e la seconda vaccinazione”, dice. “Ciò che ha funzionato nel Regno Unito è il mantenimento delle restrizioni allo stesso tempo della vaccinazione”. Riferimento: Parry, H. M. et al. Preprint at medRxiv https://doi.org/10.1101/2021.05.15.21257017 (2021). Conclusioni: Le risposte anticorpali di picco dopo la seconda dose del vaccino BNT162b2 sono notevolmente migliorate nelle persone anziane quando questa è ritardata a 12 settimane, anche se le risposte cellulari sono inferiori. La vaccinazione ad intervallo prolungato può quindi offrire il potenziale per migliorare ed estendere l’immunità umorale. È ora necessario un ulteriore follow-up per valutare l’immunità a lungo termine e la protezione clinica.In breve si inserisce il significato che distingue l’immunità umorale, che migliora con l’intervallo più lungo tra le due somministrazioni di Pfizer, e l’immunità mediante le cellule, che invece peggiora.L’immunità umorale si riferisce alla produzione di anticorpi, e a tutti i processi che la accompagnano per l’eliminazione degli elementi patogeni. Questa cresce ritardando la seconda dose per i soggetti con più di 80 anni.L’immunità mediante le cellule è la più efficace nel rimuovere cellule infettate da virus. Questa decresce ritardando la seconda dose per i soggetti con più di 80 anni. er concludere lo studio non ha assolutamente la valenza che gli attribuisce Palù. Carla Rossi, consulente Aduc, Presidente del Centro di Studi Statistici e Sociali (Ce3S), già Professore all’Università degli Studi di Roma, Tor Vergata (in abstract)

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L’informazione quotidiana nel tg a misura di senior

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Un’informazione chiara e puntuale sull’attualità, sulle vaccinazioni, l’evoluzione della pandemia, ma anche con un occhio agli aspetti pratici, alle piccole grandi problematiche di ogni giorno, dall’economia alla cura della casa, la salute, il benessere, l’offerta culturale, la tecnologia. Questo e molto altro in Senior News, il primo tg a misura di senior, che offre informazione, rubriche utili, consigli sui più vari aspetti della quotidianità, con un linguaggio pensato appositamente per gli utenti silver, centrato sui loro bisogni e interessi. Nato da Senior Italia FederAnziani, il format spazia fra i temi più importanti per i senior, viaggiando sul social network più frequentato dagli over 65 (Facebook), su Youtube, attraverso la rete virtuale dei centri anziani, divenuta, in questi mesi di pandemia, più attiva che mai. Insomma un tg interamente dedicato agli over 65 e ai loro bisogni, in rete tutti i giorni dal lunedì al venerdì, alle 14.30, sul web. Tanta attualità ma anche tante rubriche di carattere pratico, come l’appuntamento con la cucina, e poi ancora la rubrica per la digital inclusion, utile per imparare per esempio ad usare le app, i consigli sulla salute sessuale dei senior, e ancora l’appuntamento settimanale con grey-panthers.it con i suoi preziosi suggerimenti su temi di grande interesse per i senior.“Senior News cerca ogni giorno di ascoltare le necessità che emergono dai senior e rispondere con dei contenuti adeguati”, dichiara Eleonora Selvi, Portavoce di Senior Italia FederAnziani e Direttrice Responsabile di Senior News, “Un tg pensato appositamente per loro significa non solo informare, ma anche aiutarli ad affrontare la preoccupazione, la solitudine, l’ansia per una situazione, come quella attuale segnata dal Covid, impegnativa sul piano psicologico. D’altra parte sono proprio loro, i senior, che hanno dimostrato, in tanti, grande forza nel reagire e adattarsi al contesto della pandemia. L’idea di questo tg è nata, infatti, proprio nel momento della chiusura dei centri anziani e del distanziamento sociale. Ci siamo resi conto di quanto ‘tecnologici’ siano i nostri senior, che hanno dimostrato tutta la loro resilienza riorganizzando rapidamente la loro vita sociale attraverso Youtube, Facebook e i sistemi di messaggistica per proseguire a casa propria le attività che prima svolgevano nei centri sociali: dai corsi di ginnastica, ballo e musica, a quelli di cucina, solo per fare qualche esempio. A questa loro dimestichezza con smartphone e Pc vogliamo rispondere portando loro nuovi contenuti, con una striscia di informazione quotidiana che veicoli importanti consigli su come mantenersi in salute, fare prevenzione, imparare a riconoscere i sintomi delle principali patologie croniche e gestirle al meglio, ma anche informare su temi come pensioni, economia, risparmio, diritti, difesa dei consumatori, su come difendersi dalle truffe e su come vivere bene anche in periodi difficili come quello che stiamo attraversando, che vede negli anziani la fascia di popolazione più fragile e bisognosa di corretta informazione. E tutto questo anche con il coinvolgimento delle società scientifiche e delle organizzazioni dei medici e degli operatori sanitari che da sempre lavorano al nostro fianco, in modo da garantire un’informazione scientifica corretta e impeccabile”.Ampio spazio alla salute, per rispondere ai bisogni e alle domande del popolo della terza età. Ecco quindi che il tg arricchisce, grazie alla sua ampia diffusione e al suo linguaggio peculiare, l’impegno che Senior Italia FederAnziani da sempre porta avanti nel sensibilizzare i senior con le sue campagne di informazione sanitaria. I temi, quelli centrali dal punto di vista della salute dei senior: la promozione dei sani stili di vita, l’attenzione alla prevenzione, le malattie croniche, le patologie respiratorie, l’asma, l’asma grave, la bpco, le patologie oncologiche, il tumore del polmone o carcinoma polmonare, la leucemia, il diabete, lo scompenso cardiaco, l’ipertrofia prostatica benigna, la cistite, la fragilità ossea, le patologie delle valvole cardiache, l’ipercolesterolemia, l’incontinenza urinaria, l’epatite C, l’aderenza alla terapia. Argomenti puntualmente approfonditi anche attraverso video interviste a medici ed esperti.

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L’informazione al consumatore deve essere sempre trasparente e veritiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

In merito al NutrInform Battery, Cia-Agricoltori Italiani condivide la posizione del Governo italiano che, dopo aver ascoltato i pareri del mondo scientifico, ha proposto il sistema di etichettatura fronte-pacco come alternativa all’etichetta a semaforo francese, il Nutriscore, per l’adozione di un sistema di etichettatura armonizzata nel mercato unico.Secondo Cia il nostro Paese si è, finora, battuto a Bruxelles per promuovere un sistema normativo basato solo su rigorosi pareri scientifici, per garantire ai consumatori le informazioni più dettagliate e di facile comprensione sugli alimenti. Tutto questo senza che venga mai pregiudicata la competitività del sistema agricolo europeo o siano danneggiate le filiere di qualità. Come è già stato ampiamente dimostrato, agire come sistema Italia si rivela sempre premiante. Occorre,ora, lavorare a stretto contatto col mondo della scienza e della ricerca per raggiungere un largo consenso sulla proposta del “sistema a batteria” italiano. Un metodo che premia la qualità e dei prodotti e informa davvero il consumatore. L’Europa deve favorire un’etichettatura nutrizionale che sia informativa/formativa e non prescrittiva, come invece rischia di essere il Nutri-score, che -secondo Cia- comporta la stigmatizzazione di prodotti specifici che sono parte integrante della nostra dieta e delle tradizioni rurali europee.

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Coronavirus: Salvare l’informazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

La Federazione Italiana Editori Giornali, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, lo SNAG, il SI.NA.GI, il FENAGI, l’UILTuCS, l’Usiagi e la CISL Giornalai, verificato che gli interventi per il settore, introdotti da Governo e Parlamento su iniziativa del Sottosegretario Martella con i decreti per l’emergenza e la manovra di bilancio, vanno nella giusta direzione, rilevano che nel corso dell’esame parlamentare non sono state introdotte alcune ulteriori e attese misure in favore della filiera dell’editoria giornalistica.Il diritto dei cittadini ad una informazione plurale e di qualità si garantisce assicurando condizioni di sostenibilità economica a tutto il settore. I giornalai ribadiscono la necessità e l’urgenza di adeguate azioni a difesa della filiera dell’informazione minacciata, in un momento di evoluzione strutturale verso il digitale, da una crisi senza precedenti, aggravata dalla Pandemia da Covid-19, per: ▪ salvaguardare l’indipendenza economica ed il pluralismo; ▪ assicurare la capillarità della diffusione dell’informazione; ▪ garantire i livelli occupazionali ed il welfare del settore; ▪ preservare la rete delle edicole presidio necessario per garantire accesso all’informazione a tutti i cittadini.

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Covid: Serracchiani, Conte avvii campagna informazione su vaccini

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

“Avviare una campagna di comunicazione per informare i cittadini dell’importanza e opportunità di vaccinarsi, facendo ampio uso dei media tradizionali e dei canali social, eventualmente anche ricorrendo a testimonial popolari, e contemporaneamente avviare ogni azione utile a smascherare le cosiddette “fake news” sull’utilizzo dei vaccini che continuano a circolare in rete. La richiesta non ha connotazioni partitiche e auspico possa essere condivisa trasversalmente”. Lo chiede la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte con un’interrogazione sottoscritta dai colleghi dem Elena Carnevali, Andrea Frailis, Stefania Pezzopane e Antonio Viscomi.Ricordando che “lo stesso Ministro Speranza ha annunciato che il Piano per le vaccinazioni contro Covid-19 è una priorità assoluta del Governo”, la parlamentare spiega che “una volta disponibili in massa i vaccini, l’adesione consapevole da parte della popolazione sarà l’arma migliore che abbiamo a disposizione per combattere la pandemia. Poiché le caratteristiche della campagna vaccinale anti-Covid sarà necessario informare per tempo il pubblico e rassicurarlo sulla sicurezza dell’immunizzazione”. “E’ al contempo necessario contrastare la diffusione di false notizie che – aggiunge Serracchiani – potrebbero insinuare preoccupazioni o diffidenza nei confronti dei vaccini, un fenomeno che l’Oms ha definito una minaccia globale”.

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Informazione: nasce il contratto Uspi – Cisal

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Un nuovo contratto per la regolamentazione dei rapporti di lavoro di natura redazionale nei settori della comunicazione e dell’informazione periodica locale e on line e nazionale no profit. A sottoscriverlo sono state l’Uspi, ovvero l’Unione Stampa Periodica Italiana, fondata nel 1953, che riunisce mille editori di 3mila testate periodiche e on line, e la Cisal, la Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori, costituita nel 1957, che con 1 milione 700mila iscritti è la più importante organizzazione sindacale autonoma d’Italia. Il protocollo d’intesa, firmato nella sede nazionale della Cisal, al numero 1 di Salita San Nicola da Tolentino, a Roma, disciplina i rapporti di lavoro subordinato instaurati nei settori della comunicazione e dell’informazione nel rispetto dell’art. 21 della Costituzione, dell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Legge 3 febbraio 1963, n. 69 (“Ordinamento della professione di giornalista”).A firmare il contratto sono stati, per l’Uspi, il segretario generale Francesco Saverio Vetere, il vice segretario Sara Cipriani e il vice presidente Luca Lani, per la Cisal il segretario generale Francesco Cavallaro, il segretario confederale Fulvio De Gregorio e il segretario generale di Cisal Terziario Vincenzo Caratelli.Cinque le qualifiche professionali: praticante, collaboratore redazionale, corrispondente, redattore con meno e con più di 24 mesi di attività lavorativa, e coordinatore. Per il settore dell’on line, naturalmente, il contratto si applica anche alle nuove figure professionali da tempo presenti nelle piattaforme digitali e multimediali: community manager, web deloveper, web designer, web editor, web imagine editor, videomaker, social media manager. I minimi contrattuali sono compresi tra i 1310 euro del praticante e i 1670 euro lordi al mese del coordinatore più tredicesima mensilità e 7 scatti biennali pari al 3% del minimo tabellare. Le retribuzioni dei collaboratori variano, invece, dal numero di collaborazioni (almeno 2, 4 o 8 a mese), rispettivamente 130, 250 e 500 euro, mentre i minimi dei corrispondenti dai 300 euro nei comuni fino a 30mila abitanti ai 730 euro nelle regioni e nelle città metropolitane. Ai giornalisti contrattualizzati Uspi-Cisal i contributi previdenziali verranno versati alla Gestione Principale dell’Inpgi, mentre quelli assistenziali ad un fondo che le parti provvederanno ad individuare per garantire ai dipendenti la migliore copertura sanitaria integrativa. Uspi e Cisal hanno, inoltre, condiviso l’importanza, specialmente con le attuali modeste prospettive della previdenza tradizionale, di garantire ai lavoratori anche un ulteriore contributo dell’1% della retribuzione mensile da destinare alla previdenza complementare. Previsti, tra l’altro, due giorni di permesso straordinario, anche frazionabili in mezze giornate, per l’aggiornamento professionale e l’acquisizione dei crediti formativi.Uspi e Cisal hanno sottoscritto anche un verbale di accordo sul lavoro autonomo che rende giustizia al settore più debole. Il trattamento economico minimo per i collaboratori coordinati e continuativi è di 3.000 euro (250 al mese per un minimo 144 articoli l’anno per i quotidiani (12 articoli in media per mese di almeno 1.600 battute), 45 per i periodici (almeno 1.800 battute), 40 segnalazioni/informazioni per le agenzie di stampa (anche corredate da foto/video). Se le segnalazioni o informazioni sono corredate da foto il compenso base è maggiorato del 30%, se corredate da video non montati è maggiorato del 50%. Inoltre, minimo 40 collaborazioni per le società di comunicazione e 40 segnalazioni/informazioni (anche corredate da foto/video) per il web.L’importante clausola di garanzia evidenziata nel contratto Uspi-Cisal stabilisce che, nel caso in cui il numero di prestazioni richieste dall’azienda risultasse inferiore al minimo annuale indicato, il pagamento delle stesse avverrà adottando il criterio della proporzionalità.Infine, l’Uspi ha sottoscritto con Cisal, Cisal Terziario, Anpit, Cidec, Confimprenditori, Unica e Cui, un protocollo d’intesa per l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro per dirigenti, quadri, impiegati e operai del “Terziario Avanzato”. Ritenendone l’applicazione «particolarmente adatta all’editoria», l’Uspi intende, così, garantire tutte le figure professionali non giornalistiche del mondo dell’informazione e della comunicazione.«Insomma – sottolineano Francesco Cavallaro e Francesco Saverio Vetere – un fondamentale passo in avanti a sostegno di un settore che merita di essere non solo salvaguardato, ma incoraggiato e valorizzato da norme e tutele finalizzate a garantire sostenibilità alle aziende e dignità ai lavoratori».

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Glocal 2020: Il ruolo dell’informazione in epoca di pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Varese Il festival si apre il 12 novembre mettendo subito a fuoco il tema: all’incontro “Emergenza Covid: le fonti, le testimonianze, le fake news, la deontologia dei giornalisti” sono attesi gli interventi di Valerio Staffelli (Striscia la notizia), Michele Vitello, Vito Romaniello (LaPresse), Luca Viscardi (Radio Number One), Alessandro Politi (Le Iene) e Alessandro Galimberti (presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia). Sarà importante ascoltare le testimonianze dei giornalisti che hanno contratto il virus e che per alcune settimane hanno vissuto in prima persona quello che poi hanno raccontato sul loro giornale. Modera Paolo Pozzi, portavoce del presidente dell’Ordine lombardo dei giornalisti. Inizio alle 9 in sala Campiotti a Varese.Il programma prosegue affrontando la “scienza in prima pagina”, ovvero: come comunicare correttamente dati e ricerche scientifiche, trasmettendo anche il grado di incertezza che, per sua natura, la circonda? Spazio inoltre al mondo dello sport, dal campo da gioco al business, con le competizioni ferme le testate sportive sono state costrette a reinventarsi. La pandemia ha significato anche smartworking. Quindi, la riorganizzazione delle redazioni, la continuità produttiva e gli scenari futuri. Tra i relatori degli incontri previsti venerdì 13 novembre in Sala Campiotti: Roberta Villa, giornalista e divulgatrice scientifica, diventata celebre sui social grazie al suo modo di spiegare la pandemia in tutti i suoi aspetti, sociali e medici, anche attraverso le stories su Instragam; Isaia Invernizzi, datajournalist dell’Eco di Bergamo: è colui che nei giorni in cui i dati venivano diffusi spesso in maniera acritica ha contribuito a dare un ordine alle informazioni e a combattere l’infodemia; Umberto Rosini Technical Project Manager alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’esperto che ogni giorno ha compilato il bollettino sui contagi, la notizia più attesa dagli italiani. Anche quest’anno Festival Glocal porta con sé i due premi giornalistici che dal 2018 accompagnano il festival. Il primo, riservato ai video maker e dedicato alla memoria di Angelo Agostini, chiede ai partecipanti di candidare progetti che raccontano il locale che incontra il globale, un concetto ben riassunto dal nome del festival. Possono partecipare i lavori pubblicati dopo il 31 ottobre 2019. In palio per il vincitore un premio di 1.000 euro. Il secondo è invece riservato invece ai giornalisti che lavorano con i dati. Per partecipare, i candidati devono proporre un lavoro di data journalism pubblicato su una testata giornalistica riconosciuta dopo il 31 ottobre 2019. In palio un premio da 500 euro. A corollario degli incontri, tre le serate previste: il 12 novembre, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio intervista Gianfranco Fabi, giornalista e professore dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza; il 13 novembre, Michele Mezza presenta una serata dedicata al ricordo del filosofo Giulio Giorello scomparso lo scorso giugno, sarà presente anche la compagna di una vita del filosofo Roberta Pelachin. Il 14 novembre al centro congressi Ville Ponti la compagnia teatrale di Valentina Maselli metterà in scena le memorie dei lettori di Varesenews, raccolte durante il periodo di lockdown. Testimonianze di vita quotidiana, racconti emozionanti e storie di sorrisi e lacrime. La maggior parte degli eventi Glocalnews dà la possibilità di ottenere crediti per la formazione professionale continua (FPC)A causa dell’attuale situazione di emergenza sanitaria da Covid-19 gli ingressi agli incontri saranno contingentati e a numero chiuso. Sarà obbligatorio registrarsi su Eventbrite e sulla piattaforma Sigef. http://www.luccamuseum.com

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A proposito d’informazione e di false notizie

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

di Agostino Spataro. Oggi, gran parte dell’informazione è manipolata, usata come arma ipnotica di distrazione di massa. La verità? Sembra che non interessi a nessuno. E’ un optional. Da tempi immemorabili la sua ricerca è il chiodo fisso di teologi e di filosofi. I primi sono convinti d’averla trovata e vogliono imporla a tutti con mezzi impropri; i secondi continuano a cercarla con il lanternino. C’è anche chi nega l’esistenza della verità oggettiva, assiomatica, incontestabile e, addirittura, ne sconsiglia l’uso perché ritenuta dannosa per la convivenza pacifica dell’umanità. Un pensiero, a dir poco, singolare, stimolante elaborato dal filosofo austriaco Heinz von Foerster:“il discorso sulla verità ha conseguenze catastrofiche e distrugge l’unità dell’umanità. Il concetto significa guerra- si pensi soltanto alle crociate, alle infinite guerre di religione e alle terribili procedure dell’Inquisizione. Ci si deve ricordare di quanti milioni di persone sono stati mutilati, torturarti e bruciati per imporre con la violenza la propria idea di verità.”(La verità è l’invenzione di un bugiardo- Colloqui per scettici”- Meltemi Editori, Roma, 2001)
Condivisibile o meno, la tesi trova riscontri nella degenerazione in atto del giornalismo sempre più caratterizzato da un’informazione (specie televisiva) corsara, sguaiata, alterata e mirata a deviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi esistenti e, soprattutto, dagli affari inconfessabili dei gruppi dominanti proprietari dei giornali e dei canali. La questione si è acuita con il dilagare sui media, sui “social” della piaga delle false notizie che molti, quasi per nobilitarle, chiamano “fakes”.A proposito, perché tutto quest’abuso di termini stranieri nei media italiani? Esibizionismo provinciale o espediente per escludere dall’accesso alla informazione una fetta consistente del pubblico che sconosce l’inglese? Forse entrambe le cose. Fatti gravissimi che contribuiscono a indebolire, demolire l’identità culturale del popolo italiano, non per portarla nell’alveo del multiculturalismo (per altro da definire), ma “all’ammasso” ossia nel vortice del processo di omologazione in atto pilotato da una cultura egemonica.In Italia c’è anche bisogno di recuperare la sovranità linguistica. Le lingue straniere dovranno essere usate per migliorare i rapporti con l’estero e non per peggiorare quelli con l’interno.Una situazione deregolata in cui ciascuno confeziona una propria verità e la propina al lettore sempre più confuso, incapace di scegliere fra le tante in circolazione. Un impasto male assortito che alimenta un clima rissoso di odio e di violenza, verbale o scritta, d‘intolleranza e di mala educazione che contraddistinguono certi operatori dell’informazione (specie televisiva) impegnati a svolgere, diligentemente, il compitino loro assegnato e ben retribuito.Anche a causa di tale degenerazione la nostra civiltà politica è in declino. E’ finito il tempo del libero e civile confronto delle idee, delle opinioni, del rispetto reciproco.Viviamo nell’epoca della supremazia della finanza globalizzata prevaricatrice perfino dei poteri istituzionali degli Stati sovrani, oltre che dei diritti fondamentali dei lavoratori, dei cittadini.Da qui nasce l’antipolitica che ha soppiantato la politica mediante “campagne” mediatiche condotte da una casta dei giornalisti d’elite e di conduttori tv contro la casta dei politici. Mai una campagna contro la casta dominante dei (loro) padroni editori.L’obiettivo ormai é palese: fiaccare, demolire quel che resta del sistema democratico, partecipativo, cambiare la Costituzione repubblicana, sperimentare nuove forme di governo. Quali?
Domanda: perché si lascia fare tutto ciò? La risposta non è facile. Tuttavia, sappiamo che nulla avviene per caso e per così lungo tempo!Tutto si fa in nome e per conto del’opinione pubblica, anche se in realtà nessuno la rispetta. Poiché non si vuole un’ opinione pubblica critica e reattiva, ma solo una sterminata platea di consumatori, d’individui isolati, esasperati e tuttavia ricettivi di ogni castroneria distillata dal “pensiero unico” (o politicamente corretto!) delle oligarchie neo-liberiste globalizzate.
Ovviamente, non tutta la categoria dei giornalisti pratica questo modo di fare informazione. Molti ancora resistono, combattono contro tali metodi; tanti li subiscono passivamente.In particolare, in questo esercizio si segnala una categoria di zelanti, e vocianti, arrivisti che si spingono oltre il dovuto, fino ad apparire una sorta di “servitori volontari” come quelli descritti da Etienne de la Boe-tie. (in “La servitù volontaria, 1571”)
Spiace ma questa è, in sintesi, la realtà prevalente nell’informazione italiana e straniera cui fa da pendant un giornalismo minoritario ed eroico formato da una schiera di giornalisti che in diversi Paesi (Italia compresa) continuano a essere discriminati, minacciati, imprigionati, mutilati, uccisi. A ogni morte un “coccodrillo” improvvisato, un dis-corso di circostanza, talvolta una lapide.Il ciclo riprenderà a funzionare più di prima poiché il messaggio resta: l’assassinio di un giornalista é un monito per chi, eventualmente, pensa di seguirne le orme. (fonte: Agoravox,it) dall’introduzione al libro “Giornalista senza giornale”:
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/546829/giornalista-senza-giornale/ (Agostino Spataro)

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Coronavirus e informazione di Stato. Cara Rai, per favore, evitiamo…..

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta alla Rai: “Siamo invasi e, nello stesso tempo, affamati di informazione. L’emergenza è tale che le cose cambiano da un’ora all’altra. Mediamente ci si affida solo a fonti istituzionali e/o chi si ritiene affidabile e autorevole. Tra queste fonti, ovviamente, non può non esserci la Rai che, è bene ricordarlo, è pagata da tutti noi contribuenti con la tassa di possesso (canone…) sull’apparecchio tv che abbiamo in casa e/o ufficio. Ieri domenica, tutti a casa e dove forse le abitudini tradizionali sono un po’ scombussolate, per cui il gradevole pranzo domenicale, visto che si mangia tutti i giorni a colazione, a pranzo e a cena a casa… è diventato un po’ meno tradizionale… capita di volersi aggiornare tramite il canale “ammiraglio” della Rai, col TgUno dell’ora di pranzo. Ci si collega alle 13,30 (grossomodo) e ci si deve – letteralmente – sorbire un cinque minuti abbondanti di pubblicità velocissime (e quindi più sgradevoli della media), intasate di messaggi diversi uno dall’altro, e che, quando stai tirando un sospiro di sollievo che sembrano finite e senti in anticipo nella testa la musichina della sigla del tg… ce ne sono ancora altre e sempre più turbinose. Superato questo fastidio ecco finalmente il TgUno.Ti informi, ascolti, vedi, generico ma importante per darti idea della situazione. Ad un certo punto, servizio su hotel che ospita malati. La giornalista inviata speciale: “pensate, questo hotel ospitava calciatori di serie A….” e poi informa sui pregi della vicenda. Cara Rai, per favore, evitiamo (il “noi” è d’obbligo visto che lo fai coi soldi di tutti noi) di propinarci questa roba. Sì, lo sappiamo, non è facile sapere cosa dirà il giornalista pinco o il giornalista pallo, agitato e in stato d’apprensione mandato al “fronte”…. Ma si potrebbe evitare. Anche perché, altrimenti, oltre a beccarsi gli improperi di chi ascolta (che in tanti crediamo non abbiano al centro dei loro modelli di vita i calciatori di serie A), la prossima volta le informazioni uno se le va a cercare altrove, ché forse hanno più credibilità. Grazie. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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L’informazione ai tempi del Coronavirus è sempre più digitale e interconnessa

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

L’informazione digitale ai tempi del Coronavirus apre nuovi scenari e conferma l’importanza delle piccole realtà editoriali che operano sul territorio. L’emergenza sanitaria sta cambiando abitudini e quotidianità, spingendo sull’acceleratore del digitale, con le testate online locali che si sono viste più che triplicare le visite. «Ci rendiamo conto in questo momento di particolare eccezionalità e difficoltà dell’importanza che il digitale ha assunto nella nostra vita di tutti i giorni», premette Marco Giovannelli, presidente di ANSO – Associazione Nazionale della Stampa Online. «Nell’emergenza i canali informativi, attraverso la loro autorevolezza e attendibilità, diventano una fonte indispensabile dai quali andare ad attingere notizie e aggiornamenti. In questa fase storica però, a giocare un ruolo significativo è l’informazione digitale e in particolare quella che passa attraverso piccole realtà editoriali che si basano esclusivamente sull’online».
Il valore aggiunto è il territorio. «Quello che ciascuna testata racconta con strumenti digitali trasformando quella che può sembrare solamente un’informazione locale in una informazione iperlocale, ovvero con profonde radici sul locale ma anche profondamente interconnessa», prosegue Giovannelli. In questa ottica, diventano fondamentali iniziative come ALocal, il progetto che ANSO ha sviluppato grazie alla collaborazione con GNI – Google News Initiative e che permette a tutti gli associati ANSO di avere a disposizione un servizio unico per reperire informazioni su quello che accade in Italia. «L’unione e i servizi in questo difficile momento sono di forte aiuto ai piccoli editori digitali, così come la possibilità di condividere esperienze e know-how aiuta tutti ad essere sempre più innovativi sul proprio territorio», aggiunge il presidente di ANSO. «La drammatica emergenza sanitaria che stiamo vivendo mette il mondo dell’informazione davanti ad quadro netto: non esiste una stampa di serie A e una di serie B. Come già abbiamo ribadito nelle sedi istituzionali con il Ministro, i maggiori segnali di vita del settore negli ultimi anni sono arrivati solamente dai piccoli nativi digitali: sono gli unici che hanno creato opportunità di lavoro in un contesto di crisi complessiva dell’informazione».ANSO rivolge un profondo ringraziamento a tutte le professionalità che in queste settimane di grande emergenza continuano a svolgere il loro lavoro fino in fondo, dagli operatori degli ospedali alle forze dell’ordine fino a quanti lavorano nel settore della distribuzione. «Ci associamo all’invito giunto da più parti e in continuazione a restare a casa: il digitale permette di non muoversi garantendo però una sempre puntuale informazione».

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Informazione adeguata e corretta al servizio dei cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

“L’informazione di quotidiani e periodici costituisce uno strumento fondamentale per la conoscenza delle regole sul contenimento e il contrasto alla diffusione del Coronavirus. L’emergenza sta determinando una situazione di grave crisi per le imprese editrici e per l’intera filiera della stampa che richiede interventi urgenti”: ha dichiarato il Presidente della Federazione italiana editori giornali (Fieg), Andrea Riffeser Monti.“Alle evidenti difficoltà nelle aree maggiormente colpite si aggiunge il marcato calo degli investimenti pubblicitari per la cancellazione degli eventi (fiere, incontri, mostre, ecc.) catalizzatori di significativi volumi di pubblicità. Il tutto in un quadro di persistente e strutturale crisi delle vendite di copie e di pubblicità.” “Rivolgiamo al Governo, al Parlamento e alle Istituzioni tutte un appello per sostenere l’informazione di qualità, le edicole e la distribuzione con uno stanziamento straordinario di risorse. Sono necessarie misure:
sulla pubblicità, con il credito di imposta sul totale degli investimenti effettuati sui giornali;
sui costi delle materie prime, con un credito d’imposta sugli acquisti della carta;
sulla rete di distribuzione con un sostegno, anche finanziario, alle edicole e ai distributori per garantire l’accesso dei cittadini all’informazione e favorire la consegna dei giornali a domicilio.
Chiediamo ai Comuni, nell’ambito dell’accordo FIEG – ANCI, un impegno straordinario per sostenere le edicole, azzerando tutte le imposte locali e i canoni, almeno per tutto il 2020, ed attivando rapidamente le altre iniziative per la valorizzazione dei punti vendita dei giornali.
Abbiamo poi chiesto, nell’ambito dell’accordo di collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), un confronto per individuare strumenti che facilitino l’accesso al credito e l’acquisizione di garanzie da parte di edicolanti e distributori. Infine – ha concluso Riffeser – rivolgiamo un invito per sostenere un piano straordinario di consegna dei giornali a domicilio per consentire a tutti i cittadini la possibilità di continuare a leggere e ad informarsi anche in questa situazione di difficoltà.”

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Testate giornalistiche ed agenzie di stampa insostituibili per una corretta informazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

“Esprimo apprezzamento per le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria e all’informazione, Andrea Martella, che in un momento difficile per il Paese ha invitato i cittadini ad informarsi sulle testate giornalistiche nazionali e locali e dalle agenzie di stampa per evitare messaggi fuorvianti e dannosi per la comunità”.Il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha così commentato le dichiarazioni di Martella sull’informazione in materia di diffusione del coronavirus.“In questi momenti difficili, la stampa è impegnata a coadiuvare lo sforzo di coloro che operano nel contrasto al diffondersi del coronavirus con una informazione corretta, verificata, attendibile. Le nostre testate giornalistiche – ha concluso il Presidente della Fieg – confermano la disponibilità a pubblicare quanto le Istituzioni riterranno utile ed opportuno, assicurando ai cittadini una informazione equilibrata, non allarmistica, attenta e consapevole del ruolo e dell’importanza che svolge”.

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Al via la V edizione di “In-formazione Universitaria”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Roma, Torna a Euroma2, Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico da mercoledì 26 febbraio a sabato 29 febbraio 2020, la V edizione dell’evento dedicato all’orientamento universitario: “In-formazione Universitaria”. Rivolto agli studenti delle Scuole Superiori che si trovano a dover effettuare una scelta importante della loro formazione, “In-formazione Universitaria” ha come obiettivo quello di aiutare i ragazzi nella valutazione del percorso universitario da intraprendere.Si prevede un’altra edizione dai grandi numeri: quattro giornate in cui saranno presenti con i propri stand 36 Università, dove Professori e Studenti universitari forniranno ai numerosissimi studenti partecipanti informazioni sui piani di studio del proprio Ateneo e consigli utili per effettuare una scelta consapevole.I ragazzi, che la mattina saranno accompagnati nella visita dai propri Professori ed il pomeriggio potranno tornare insieme alle loro Famiglie, avranno modo di porre domande direttamente a coloro che ogni giorno vivono o lavorano nell’ambiente universitario, valutare attentamente l’ampio ventaglio di offerte formative proposto da ogni Ateneo e Accademia e scegliere la strada più adatta alle proprie esigenze, interessi ed inclinazioni individuali. “La manifestazione rientra tra i numerosi eventi a carattere sociale ed educativo promossi da Euroma2, rivolti in particolare alla formazione dei più giovani e realizzati grazie al consolidato rapporto di collaborazione con gli Istituti Scolastici – ha dichiarato il Presidente di Euroma2 Davide Maria Zanchi. Info-universitaria riscuote ogni anno sempre maggior successo, confermando Euroma2 come punto di riferimento per il proprio territorio, e ci rende particolarmente orgogliosi di poter essere vicini agli studenti ed alle loro Famiglie nella scelta del percorso scolastico ed aiutarli nel cammino di costruzione del loro futuro”.L’evento “In-Formazione Universitaria” ha ricevuto importanti riconoscimenti da parte delle Istituzioni, ottenendo il Patrocinio della Regione Lazio e della Citta Metropolitana di Roma Capitale, come iniziativa di particolare valore per la comunità del territorio.www.euroma2.it

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Informazione: “se governo non manterrà impegni possibile sciopero generale”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

“L’informazione riparta dal lavoro. E dall’uso corretto e responsabile delle parole”. Così scrive il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso in un editoriale pubblicato sul sito di Articolo21. “Nessuno deve farsi illusioni: gli interventi previsti dal governo nella manovra di bilancio per il 2020 sono soltanto pannicelli caldi. Mancano misure strutturali per dare stabilità al sistema e porre le basi di un rilancio ineludibile. Aver finanziato altri prepensionamenti senza affrontare il tema del contrasto al precariato e della cancellazione dall’ordinamento di una vergogna chiamata “collaborazioni coordinate e continuative” finirà per aggravare la situazione dell’Inpgi e ampliare l’area del lavoro irregolare. Certo, rispetto alla prima stesura la norma è stata resa meno devastante, accogliendo alcuni dei rilievi della FNSI (e di questo va dato atto al sottosegretario all’editoria, Andrea Martella), ma a questo punto serve un cambio di passo”.
“Già alla ripresa di gennaio – scrive Lorusso – è necessario che il governo mantenga gli impegni assunti e attivi i tavoli per il lavoro e per la messa in sicurezza dell’Istituto di previdenza, a partire dall’allargamento della platea degli iscritti. In mancanza di risposte convincenti, la FNSI metterà in atto gli strumenti di lotta – già approvati dai propri organismi – fino allo sciopero generale”. “Sarà necessario uno sforzo di responsabilità collettiva anche sul piano della qualità e delle credibilità dell’informazione” conclude Lorusso. “Il giornalismo deve favorire l’uso corretto e responsabile delle parole. Anche per questo, la FNSI sarà ad Assisi, il 24 e 25 gennaio prossimi, per partecipare insieme con Articolo 21 ed altre associazioni, alle iniziative per contrastare il linguaggio dell’odio”.

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Sardine italiane, aringa svedese e informazione militante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

Di Vincenzo Olita. Per un’Associazione di cultura liberale qual è Società Libera che concentra la sua attenzione sulla complessità della libertà dei moderni, il pensiero politico di Clistene e Cicerone, di Machiavelli e Locke, di Mosca e Gramsci, di Einaudi e Popper, di Giovanni Sartori e Nicola Matteucci costituisce un possente schermo culturale verso miserie e povertà della quotidianità politica. Efficace toccasana per decifrare e comprendere secolari modelli di aggregazione politica-sociale, lo è meno per valutare estemporaneità politica e fulminanti collegamenti organizzativi.E’ il caso delle sardine italiane e dell’aringa svedese Greta Thunberg, fenomeni socio-politici presentati come spontanei, istintivi, sinceri e liberi da supporti e condizionamenti. Apparizioni improvvise, insomma, destinate ad un fulgido cammino; nel primo caso, per innovare la scena politica italiana, nel secondo per scuotere e orientare i leaders del mondo sul problema ambientale. Tutto da accogliere, interpretare e forse sostenere se così fosse, ma non lo é, almeno per chi, come noi, rifugge da logiche di parte, e qui, invece, l’apparato sostenitore, davvero imponente e robusto, è del tutto unilaterale nel senso del politicamente corretto. Si va dalla quasi totalità dei partiti ai sindacati, dalla Presidenza della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio all’ANPI, dal partito di Bergoglio al Segretario di Stato cardinale Parolin, dai Papaboys ad altre organizzazioni cattoliche, da Vip e Star dello spettacolo all’Unione europea, per la Thunberg poi, “Persona dell’anno” per il Time, c’é da aggiungere la Segreteria generale dell’Onu. Basterebbe quest’universo consensuale a dimostrazione che trattasi di fenomeni di smisurato spessore e significato politico culturale, se poi consideriamo la massiccia copertura mediatica, assicurata dalla globalità delle emittenti televisive e dai principali quotidiani, da un’informazione che informa poco ma unanimemente milita, allora, di sicuro, con le sardine e l’aringa siamo già entrati nella storia. (fonte: http://www.societalibera.org)

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In calo la fiducia nell’informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

La difficoltà di accedere a informazione di qualità sembra preoccupare gran parte degli europei: il 59% di essi è infatti preoccupato per la diffusione delle fake news. Lo rivelano i dati dell’indagine sulla fiducia nell’informazione commissionata a livello europeo da Readly[1], dai quali emerge anche che il 63% degli italiani teme di non poter accedere a un’informazione veritiera – contro il 56% degli intervistati in Germania e il 48% in Svezia.In particolare, il 33% degli italiani intervistati ritiene di essere esposta “spesso” a notizie false; il 12% “molto spesso”. Queste percentuali aumentano tra i giovani tra i 18 e i 34 anni: il 41% di essi si ritiene “spesso” esposto alle fake news; il 19% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ritiene di esserlo “molto spesso”. Nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni solo 1 giovane su 100 ritiene di non essere in alcun modo esposto alle fake news.
Secondo la ricerca commissionata da Readly, la fiducia nell’informazione appare compromessa a livello globale: gli intervistati, tuttavia sembrano avere a cuore la ricerca di fonti di qualità per garantire che ciò che stanno leggendo sia veritiero.Oltre un terzo dei lettori (38%) ha dichiarato di verificare personalmente la veridicità delle notizie, e questa percentuale sale al 49% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. Il 40% degli italiani intervistati afferma di ritenere che una notizia sia vera se riportata da una piattaforma affidabile, come un’app di riviste, o da un autorevole organo di stampa (38%); la percentuale sale al 42% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. In media, infine, un quarto degli intervistati ritiene di essere sicuro che il contenuto sia attendibile se è firmato da un giornalista noto (24%).Marie-Sophie von Bibra, Head of Growth per l’Italia di Readly, ha commentato: “Le fake news continuano a essere un problema, ma – soprattutto i giovani – sembrano sempre più attenti a selezionare e a verificare le notizie. I nostri lettori stanno mettendo in atto misure intelligenti per riconoscere e selezionare i contenuti: questo potrebbe spiegare perché anche in Italia, come in Europa, stiamo assistendo a una fruizione delle riviste digitali sempre più ampia e con cadenza regolare sulla piattaforma Readly”.Nel considerare l’approccio all’informazione, il 9% degli italiani intervistati ha dichiarato di avere attualmente accesso a un giornalismo verificato e di qualità tramite servizi a pagamento; il 35% ritiene di essere disposto a pagare in futuro per accedere a contenuti editoriali garantiti da un editore ed evitare di incappare in notizie false. Questa percentuale sale al 40% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, così come nella fascia di età tra i 45 e i 50 anni. La ricerca commissionata da Readly ha dimostrato che le aspettative future in termini di veridicità dell’informazione sono basse: quasi i due terzi (63%) degli italiani intervistati ritengono che le notizie false aumenteranno nei prossimi due anni. Tre su quattro giovani nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni (74%) affermano di essere preoccupati per la difficoltà nell’accedere a contenuti verificati. Il 17% degli intervistati ritiene che non sia possibile smascherare una fake news.Readly è un servizio di abbonamento digitale che consente di avere accesso illimitato “all you can read” a migliaia di riviste nazionali e internazionali in una app, sia in streaming che in assenza di internet.Readly è stata lanciato in Svezia nel 2013 e l’app è disponibile a livello globale; è attualmente attivamente commercializzata in Svezia, Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Stati Uniti, Irlanda e Italia.

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La corretta informazione sulla salute diventa “virale”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

La Fondazione Mondo Digitale, con il contributo non condizionante di MSD Italia, lancia “Viral but healthy”, un programma formativo per aiutare i giovani a comprendere l’importanza della prevenzione e a proteggersi da fake news sulla salute. L’11 novembre, a partire dalle ore 9, l’appuntamento è alla Palestra dell’Innovazione di Roma con il “White hackathon”, una maratona di creatività alla ricerca di soluzioni efficaci per una corretta informazione sulla prevenzione delle patologie più diffuse. Sono stati invitati rappresentanti del MIUR e della Regione Lazio. Una fake news in sanità fa danni enormi con costi sociali ed economici altissimi. E quelle sulle vaccinazioni hanno un rischio maggiore di condivisione e percezione di veridicità, seguite molto a distanza dalle informazioni sui vari screening (prostata, colon-retto e seno). Lo rileva la recente ricerca “Impatto delle fake news in ambito sanitario”, finanziato dal ministero della Salute e condotto dal Ceis-Eehta (Economic Evaluation and Hta) della Facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata in collaborazione con la Kingston University di Londra. Come si possono aiutare i cittadini a interpretare correttamente le notizie e a valutare le scelte giuste per la salute? Quale ruolo può giocare la scuola per formare una consapevolezza critica nei più giovani? Sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, promuovere una corretta comunicazione per le famiglie, diffondere nelle scuole strumenti di informazione consapevole, combattere le derive delle “cure social”: sono solo alcune delle sfide lanciate dal progetto “Viral but Healthy”, realizzato dalla Fondazione Mondo Digitale con il contributo non condizionante di MSD Italia. L’immunoprofilassi è pericolosa? Gli antibiotici funzionano contro ogni tipo di infezione? Come valutare l’affidabilità di una notizia? Come distinguere scienza da falsa scienza? L’originale programma “per le competenze trasversali e per l’orientamento” (ex Alternanza scuola-lavoro) coinvolge 55 studenti del liceo scientifico Vito Volterra di Ciampino: guidati da esperti ragazze e ragazzi imparano a conoscere i meccanismi della comunicazione scientifica e a comprenderne rischi e potenzialità, per diventare portatori di una comunicazione sana, capace di contagiare la comunità.

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Censura e sequestro degli strumenti di informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Alcuni giorni fa, dietro disposizione del Tribunale del Riesame che ha accolto la tesi dell’accusa a suo tempo respinta dal giudice per le indagini preliminari (gip), i carabinieri hanno posto sotto sequestro preventivo le attrezzature di Radio Studio 54, un’emittente dell’area metropolitana fiorentina accusata di diffamazione e odio razziale. E’ di oggi la notizia che, grazie ad un server in Usa, l’emittente ha ripreso le sue trasmissioni via web. Vedremo gli sviluppi.
Le accuse rivolte sono note da tempo e pesanti. Per il fatto in sé e per l’applicazione di provvedimenti che, a nostro avviso, ledono libertà di informazione e di espressione.
Il fatto in sé è bene che ognuno lo giudichi da solo. Se condividere o meno le opinioni del leader di questa radio, Guido Gheri, sulla presenza di immigrati e su alcuni approcci istituzionali ed umani all’accoglienza dei migranti. Indipendentemente dalle parole usate (“colorate” e fastidiose, per chiunque), rimane il fatto che si tratta di opinioni. Certo, se Gheri avesse organizzato squadre di picchiatori contro migranti e chi sostiene la loro accoglienza, sarebbe più che giusto bloccarlo ed impedirgli di procrastinare i reati violenti di cui si starebbe macchiando. Ma non è questo il caso. Gheri parla, esprime le sue opinioni. Non fa altro. Quindi, umanamente, lo si può ascoltare, condividere, disprezzare, sintonizzarsi per ascoltare altro.
Riguardo l’applicazione di provvedimenti… è qui che, come si dice in gergo, “casca l’asino”. Le leggi che vengono richiamate da chi ha deciso il sequestro ci sono: i reati d’opinione. E, nonostante sono decenni che partiti di governo (passati e recenti, e di diverso “colore”, e comunque con maggioranze parlamentari qualificate per approvare qualsiasi provvedimento) sostengono l’opportunità di abolirli, questi reati continuano ad esserci. E, in teoria e in pratica, i magistrati fanno il loro dovere… o meglio, come è consentito al loro ufficio, decidono discrezionalmente se applicare o meno alcuni provvedimenti, anche in forma preventiva. E nel nostro caso hanno deciso per quello che a Radio Studio 54 da una parte, noi di Aduc dall’altra, proprio non ci piace: il sequestro degli strumenti di informazione. In mezzo, siccome la radio di Gheri è considerata di “destra”, ci sono quelli di sinistra contrari ai reati d’opinione che stanno zitti, e quelli di
destra che denunciano la censura… denuncia che sempre quelli di destra non fanno quando vittime sono quelli di sinistra. Chiaro, no?
A nostro avviso ci sono alcuni capisaldi importanti del nostro patto istituzionale che, di per sé, non hanno colore perché servono a tutti: di governo, di opposizione o indifferenti che si sia. E questi patti andrebbero difesi sempre. Nel nostro caso, però, c’è un problema: che questi patti non sono chiari. In diversi patti si afferma la libertà di espressione e di comunicazione, mentre nel contempo (non a caso come strascico ed eredità dei codici scritti nel nostro Paese durante il regime fascista del secolo scorso e tutt’ora in vigore) esistono i reati d’opinione. In un contesto in cui si affida al singolo magistrato la discrezione e l’opportunità di applicarli… un potere discrezionale che, se di per sé è bene che ci sia sempre, sarebbe meglio non dovesse fare riferimento anche ai reati d’opinione. Che non dovrebbero esistere in un Paese civile e in un regime a democrazia cosiddetta occidentale/liberale.
Radio Studio 54 (ci auguriamo con cognizione di causa/effetto) ha scelto di entrare in questo tritacarne dei reati d’opinione ed affidarsi alla discrezione dei magistrati. Ottima la scelta del tritacarne, ché si confà ad una emittente libera. Da affrontare nel modo più ampio possibile il confronto/scontro sulla descrizione dei giudici, anche pagando pesantemente di persona. Ampiezza di cui noi siamo sostenitori.
A questo punto c’è da chiedere ampia mobilitazione. Il caso deve investire la politica nazionale. E’ bene ricordare che i due Mattei della politica politicante (Salvini e Renzi) in diverse occasioni si sono pronunciati per l’abolizione dei reati d’opinione, e con loro diversi dei deputati dei loro partiti. Speriamo solo che non venga fuori che, siccome Guido Gheri è di destra, tirando tirando il ministro Salvini esprima solidarietà nel silenzio del senatore Renzi. Qualcuno potrebbe sentirsi contento, ma sbaglierebbe: la libertà di opinione e di espressione riguarda tutti e va difesa sempre. E per coloro che hanno presenze e responsabilità istituzionali, sarebbe proprio il caso di passare dalle parole ai fatti. E quando questi ultimi sono notevoli (proprio perchè “fastidiosi”) sono ottima occasione per usarli come pretesto di iniziativa politico-istituzionale. La “fastidiosità” dà loro quel clamore e quella curiosità che si prestano ad un confronto pubblico
di sostegno all’iniziativa parlamentare. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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