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Coronavirus: quello che c’è da sapere

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

Il tutto è cominciato quando lo scorso 31 dicembre 2019 le autorità sanitarie cinesi hanno reso nota la presenza di un focolaio di sindrome febbrile, associata a polmonite di origine sconosciuta, tra gli abitanti di Wuhan, città di circa 11 milioni di abitanti situata nella provincia di Hubei, nella Cina Centro-meridionale, alla confluenza tra il Fiume Azzurro e il fiume Han.
Il 7 gennaio è stato isolato l’agente patogeno responsabile dell’epidemia: si tratta di un nuovo betacoronavirus, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha denominato SARS-CoV-2, ad indicare la similarità con il virus della SARS, che nel 2002-2003 causò una epidemia globale con 8.096 casi confermati e 774 decessi. Nello stesso meeting l’OMS ha denominato COVID-19 la malattia causata dal nuovo virus.
I coronavirus, così chiamati per la caratteristica forma a coroncina visibile al microscopio, sono una famiglia di virus che causa infezioni negli esseri umani e in una varietà di animali, tra cui uccelli e mammiferi come cammelli, gatti e pipistrelli. Sono ben conosciuti dai ricercatori: si tratta infatti di virus molto diffusi in natura, che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
I coronavirus vengono veicolati all’uomo da ospiti intermedi, che per la Mers sono stati i dromedari, per la Sars forse lo zibetto. Il contagio, anche in questo caso, è stato di tipo zoonotico, ovvero causato dalla trasmissione del virus da animale a uomo, non a caso l’epicentro dell’epidemia è un mercato dove venivano venduti anche animali selvatici vivi. Non sappiamo ancora con precisione quale sia stato l’animale che ha trasmesso il virus all’uomo: appare comunque probabile, anche alla luce di quanto avvenuto nelle epidemie verificatesi sino ad oggi, che il serbatoio dei coronavirus sia stato un mammifero.
Il SARS-CoV-2, come altri coronavirus, si trasmette attraverso le goccioline del respiro della persona infetta, che possono essere trasmesse con la tosse o gli starnuti, oppure tramite contatto diretto personale, oppure toccandosi la bocca, il naso o gli occhi con le mani contaminate.
Tuttavia, molte persone con COVID-19 possono presentare solo sintomi lievi, particolarmente nelle prime fasi della malattia. È quindi possibile essere infettati da qualcuno che, ad esempio, ha solo una leggera tosse e non avverte altri sintomi.
Per contenere il contagio da COVID-19, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità raccomandano di seguire alcune semplici regole:
1. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con un gel a base alcolica;
2. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
3. Evitare strette di mano ed abbracci sino a quando non sarà finita l’emergenza;
4. Evitare luoghi affollati;
5. Evitare contatti ravvicinatti mantenendo una distanza di almeno un metro nei confronti delle atre persone;
6. Coprire bocca e naso con fazzoletti monouso se si starnutisce o si tossisce; in loro assenza, utilizzare la piega del gomito;
7. Se si hanno sintomi simili a quelli dell’influenza, non recarsi al pronto soccorso né presso gli studi medici, ma telefonare al me-
dico di base, al pediatra di libera scelta, alla guardia medica o ai numeri regionali di emergenza, disponibili sul sito del Ministero
della Salute.Il Ministero della Salute raccomanda inoltre di non assumere farmaci di propria iniziativa, in special modo antibiotici, che non hanno alcun effetto contro i virus.
L’OMS raccomanda di indossare una mascherina solo se si sospetta di aver contratto il nuovo Coronavirus e si hanno sintomi quali tosse o starnuti, o se ci si prende cura di una persona con sospetta infezione da nuovo Coronavirus. L’uso razionale delle mascherine è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.
Per quanto riguarda invece i pacchi provenienti dalla Cina e più in generale le merci Made in China, l’OMS ha dichiarato che non presentano alcun rischio, dal momento che il virus non è in grado di sopravvivere a lungo sulle superfici.
Il virus può causare sintomi lievi, simil-influenzali, ma anche malattie gravi come la polmonite. Le persone con condizioni croniche preesistenti, come ipertensione e altri disturbi cardiovascolari, diabete,disturbi epatici e malattie respiratorie, sembrano essere più a rischio.
Da un esame dei circa 45.000 casi confermati in Cina sino all’11 febbraio, è stato evidenziato che:
• L’86,6% dei casi riguardava persone di età compresa tra i 30 e i 79 anni;
• L’80,9% dei casi presentava sintomi lievi;
• Il 14% dei casi era in condizioni serie, con polmonite o difficoltà respiratorie;
• Il 5% dei casi era in condizioni critiche, con insufficienza respiratoria, shock settico, insufficienza multiorgano.
In Italia il sistema di sorveglianza integrata dell’Istituto Superiore di Sanità sul COVID-192 evidenzia, sulla base dei casi positivi a tutto il 10 marzo scorso, una età media di 64 anni, per il 61% di sesso maschile, con una percentuale quasi irrilevante (1,3%) di casi con età inferiore ai 18 anni, mentre quasi il 40% dei casi riguarda persone con oltre 70 anni di età.
Il 14% dei casi sono asintomatici o paucisintomatici, il 44% presenta sintomi lievi, il 22% sintomi severi, il 5% è in condizioni critiche,
mentre per il 15% dei casi non si hanno indicazioni. Nel complesso, l’86% dei decessi si è registrato tra persone di età superiore ai 70 anni.
I sintomi sono tipicamente respiratori: febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, grave affaticamento polmonare. Al momento non ci sono terapie specifiche: la malattia si cura come i casi di influenza grave, con terapie di supporto (antifebbrili, idratazione), ma contrariamente all’influenza non sono disponibili antivirali specifici. Nei casi più gravi ai pazienti viene praticato il supporto meccanico alla respirazione. Sulla base dei dai disponibili, l’OMS ha suggerito una terapia antivirale sperimentale, che è stata utilizzata anche allo Spallanzani per i primi pazienti positivi al virus, e che è basata su due farmaci: il lopinavir/ritonavir, un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da HIV e che mostra attività antivirale anche sui coronavirus; ed il remdesivir, un antivirale già utilizzato per la Malattia da Virus Ebola, potenzialmente attivo contro l’infezione da nuovo coronavirus. Recentemente le autorità sanitarie cinesi hanno inserito nelle loro linee guida l’utilizzo del tocilizumab, un anticorpo monoclonale umanizzato attivo contro il recettore dell’Interleuchina-6, sviluppato dalla Roche per il trattamento dell’artrite reumatoide. Tutto questo perchè al momento non esistde un vaccino tuttavia, ora sono in corso studi clinici su terapie e sono in fase di sviluppo più di 20 vaccini».
Dove è maggiormente diffusa l’epidemia?
L’area nella quale attualmente il numero dei casi positivi cresce ad un ritmo più sostenuto è l’Europa, con epicentro in Italia ma in rapida espansione anche in Francia, Germania, Spagna. L’altro focolaio in espansione è situato in Iran e da lì si estende in tutto il Medio Oriente, mentre un terzo focolaio, in Corea, appare in fase di ripiegamento, e cresce rapidamente il numero dei casi negli Stati Uniti.
L’Italia è il paese col maggior numero di casi confermati dopo la Cina: al momento (dati della Protezione Civile, 11 marzo, ore 18) i
casi confermati totali sono 12.462, tra cui 827 decessi e 1.045 persone guarite. Circa il 58% dei casi è concentrato in Lombardia, il 14% in Emilia-Romagna, l’8% in Veneto. Sui casi confermati ancora aperti, 3.724 si trovano in isolamento domiciliare, 5.838 sono ricoverati con sintomi lievi o medi e 1.028 sono ricoverati in terapia intensiva. In significativa crescita anche la Germania, specialmente nei länder del Nordrhein-Westfalen e del Baden-Wurttemberg, la Francia, in particolare nelle regioni Haut-Rhin, Oise, Alta Savoia, Mulhouse e Ajaccio, e la Spagna, con un elevato numero di casi concentrato nella regione di Madrid, nel Pa-
ese Basco e nella regione della Roja.
In Egitto, Emirati Arabi, i nuovi contagi giornalieri crescono ad un ritmo significativo.In Corea del Sud i contagi hanno cominciato a crescere a partire dal 19 febbraio scorso. Il contagio è partito dalla città di Daegu.
Negli Stati Uniti sono segnalati casi di COVID-19 in 38 stati su 50. I maggiori focolai si trovano nello stato di Washington, dove è stato re- gistrato il primo caso di COVID-19 degli USA e dove si trova il Life Care Center di Kirkland, nei sobborghi di Seattle, la casa di riposo dove si sono verificati ben 16 decessi tra gli ospiti.
In Italia sono in vigore sull’intero territorio nazionale, sino al 3 aprile, le seguenti misure:
• la mobilità in entrata, in uscita ed all’interno delle suddette aree è consentita soltanto per comprovate esigenze lavorative,per necessità o per motivi di salute, o per il rientro presso la propria residenza;
• divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione per chi è posto in quarantena o risulta positivo al virus, e raccomandazio-
ne per i soggetti con sintomi respiratori e febbre superiore a 37,5° C di rimanere a casa limitando al massimo i contatti sociali;
• sospensione di tutte le attività sportive in tutti gli impianti, pubblici e privati; sono consentiti soltanto gli allenamenti degli atleti di interesse nazionale e le manifestazioni sportive organizzate da organismi internazionali, all’interno di impianti a porte chiuse o
all’aperto senza presenza di pubblico;
• raccomandazione ai datori di lavoro di favorire la fruizione delle ferie dei dipendenti;
• chiusura degli impianti sciistici;
• sospensione di manifestazioni, eventi e spettacoli di qualunque natura, compresi cinema e teatri, e delle attività di pub, discote-
che, scuole di ballo, sale giochi e scommesse;
• sospensione delle attività scolastiche ed universitarie, fatta eccezione per le lezioni e gli esami svolti in modalità a distanza; sono
escluse dal divieto le attività formative che riguardano il personale sanitario;
• sospensione delle gite scolastiche e di istruzione, ed obbligo di certificato medico per il ritorno a scuola dopo cinque giorni di
assenza;
• sospensione delle cerimonie civili e religiose, compresi i funerali; i luoghi di culto possono rimanere aperti purché garantiscano
ai frequentatori la possibilità di rimanere a distanza tra loro di almeno un metro;
• chiusura di musei, biblioteche ed altri istituti culturali;
• sospensione dei concorsi pubblici, salvo quelli nei quali la valutazione avviene solo su base curriculare o in modalità telematica;
sono esclusi dal divieto i concorsi per le professioni sanitarie e per il personale della protezione civile;
• obbligo per bar e ristoranti di apertura dopo le 6 e chiusura entro le 18;
• obbligo per i gestori di bar e ristoranti, e per i gestori di attivitàcommerciali, di far rispettare la distanza interpersonale di almeno
un metro tra i clienti;
• sospensione di ferie e congedi per il personale sanitario e tecnico e per il personale impegnato nelle unità di crisi;
• chiusura dei mercati, dei centri commerciali e dei negozi grandi e medi nelle giornate festive e prefestive; sono esclusi dal divieto farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari;
• sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri termali, e dei centri culturali, sociali, ricreativi.
• sospensione degli esami per il conseguimento della patente di guida e proroga dei termini previsti dal codice della strada per l’effet-
tuazione delle prove di guida;
• sospensione di tutti i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali che coinvolgono personale sanitario o personale impiegato
nei servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità;
• divieto per gli accompagnatori di sostare nelle sale d’aspetto dei pronto soccorso, e limitazioni per l’accesso dei visitatori di altre
strutture sanitarie (case di riposo, hospice, strutture riabilitative,etc.);
• promozione del lavoro a distanza;
• disposizioni organizzative finalizzate a contenere la diffusione del virus nei penitenziari e negli istituti penali per minorenni; Sul sito della Protezione Civile Italiana è disponibile il testo integrale di tutti i provvedimenti assunti in relazione all’emergenza coronavirus dal
Governo, dal Ministero della Salute e dagli altri Ministeri, dalle Regioni e dalla stessa Protezione Civile.
La prima raccomandazione dell’OMS per coloro che sono malati ma devono mettersi in viaggio verso le aree interessate dall’epidemia, è quella di ritardare o evitare il viaggio, soprattutto se sono anziani o con malattie croniche o patologie sottostanti. La situazione è in continua evoluzione, quindi si raccomanda di verificare prima di ogni spostamento al di fuori della propria regione eventuali restrizioni ed obblighi di segnalazione e di isolamento previsti dalla regione nella quale si è diretti.
Cosa fare se si sospetta di aver contratto l’infezione?
Secondo l’OMS si è in presenza di un caso sospetto, che deve quindi essere sottoposto a test, quando si verifica uno di questi casi:
• il paziente presenta una infezione respiratoria acuta (febbre ed almeno un sintomo di difficoltà respiratoria, come tosse o mancan-
za di respiro) e senza altra eziologia che spieghi completamente la presentazione clinica e che nei quattordici giorni precedenti l’in-
sorgere dei sintomi sia stato in un’area o in un Paese dove vi sia trasmissione comunitaria locale del virus; in base alla classificazio-
ne dell’OMS, l’Italia rientra tra i paesi nei quali è in corso la trasmissione locale del virus;
• il paziente presenta una infezione respiratoria acuta di qualunque tipo ed ha avuto contatti ravvicinati con un caso probabile o con-
fermato di COVID-19 nei quattordici giorni precedenti l’insorgere dei sintomi;
• il paziente presenta una infezione respiratoria acuta grave (febbre ed almeno un sintomo di difficoltà respiratoria, come tosse
o mancanza di respiro), tale da richiedere il ricovero, e senza altra eziologia che spieghi completamente la presentazione clinica.
In questi casi, le indicazioni del Ministero della Salute sono di non recarsi al Pronto Soccorso, ma di chiamare il medico di base, il pediatra di libera scelta, la guardia medica o i numeri regionali di emergenza, disponibili sul sito del Ministero della Salute.
Se invece i sintomi sono lievi e non si è stati recentemente in zone a rischio epidemiologico, e non si sono avuti contatti con casi confermati o probabili, il consiglio del Ministero della Salute è di rimanere a casa fino alla risoluzione dei sintomi applicando le consuete misure di igie-ne delle mani e delle vie respiratorie.
Il Servizio Sanitario Nazionale e il ruolo dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” In Italia è attiva da anni una capillare rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS).
La capacità di intervento e risposta del nostro Servizio Sanitario Nazionale è andata perfezionandosi con il passare degli anni alla luce delle esperienze maturate con altre epidemie, come la SARS, l’influenza.L’isolamento tempestivo di eventuali casi sospetti in strutture ad elevato livello di protezione permette di ridurre il rischio per la collettività. (n.r. Abbiamo cercato di fare un abstract del lungo comunicato che ci è pervenuto dallo Spllanzani a cura del dott. Salvatore Curiale Science communicator
Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”

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Coronavirus: quello che c’è da sapere

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Lo scorso 31 dicembre 2019 le autorità sanitarie cinesi hanno reso nota la presenza di un focolaio di sindrome febbrile, associata a polmonite di origine sconosciuta, tra gli abitanti di Wuhan, città di circa 11 milioni di abitanti situata nella provincia di Hubei, nella Cina Centro-meridionale, alla confluenza tra il Fiume Azzurro e il fiume Han, a circa 1.100 chilometri da Pechino, 800 da Shangai, 1.000 da Hong Kong. Il punto di partenza dell’infezione è stato identificato nel mercato del pesce e di altri animali vivi (c.d. “wet market”) di Huanan, al centro della città di Wuhan, che è stato chiuso il 1 gennaio 2020. Il 7 gennaio è stato isolato l’agente patogeno responsabile dell’epidemia: si tratta di un nuovo betacoronavirus, che il WHO ha denominato dapprima 2019-nCoV, quindi, a seguito di un meeting della ricerca svoltosi il 10 e 11 febbraio, SARS-CoV-2, ad indicare la similarità con il virus della SARS, che nel 2002-2003 causò una epidemia globale con 8.096 casi confermati e 774 decessi. Nello stesso meeting il WHO ha denominato COVID-19 la malattia causata dal nuovo virus.
I coronavirus, così chiamati per la caratteristica forma a coroncina visibile al microscopio, sono una famiglia di virus che causa infezioni negli esseri umani e in una varietà di animali, tra cui uccelli e mammiferi come cammelli, gatti e pipistrelli. Sono ben conosciuti dai ricercatori: si tratta infatti di virus molto diffusi in natura, che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
I coronavirus vengono veicolati all’uomo da ospiti intermedi, che per la Mers sono stati i dromedari, per la Sars forse lo zibetto. Il contagio, anche in questo caso, è stato di tipo zoonotico, ovvero causato dalla trasmissione del virus da animale a uomo, non a caso l’epicentro dell’epidemia è un mercato dove venivano venduti anche animali selvatici vivi.
È stata dimostrata la trasmissione interumana del virus. Il SARS-CoV-2, come altri coronavirus, si trasmette attraverso le goccioline del respiro della persona infetta, che possono essere trasmesse con la tosse o gli starnuti, oppure tramite contatto diretto personale, oppure toccandosi la bocca, il naso o gli occhi con le mani contaminate. Per questo motivo, è importante evitare uno stretto contatto con le persone che hanno febbre, tossiscono o hanno altri sintomi respiratori. In termini pratici, è raccomandabile mantenersi ad una distanza di almeno un metro da persone che tossiscono, starnutiscono o hanno la febbre, e lavarsi frequentemente le mani con sapone o con una soluzione alcolica. Quando si hanno sintomi respiratorio è necessario praticare la “etichetta della tosse” mantenendo la distanza con le altre persone, coprendo la tosse e gli starnuti con tessuti o indumenti usa e getta, e naturalmente lavandosi le mani frequentemente.
Questo nuovo coronavirus è strettamente correlato da un punto di vista genetico al virus SARS del 2003 e sembra avere caratteristiche simili, sebbene i dati disponibili non siano ancora sufficienti per una valutazione certa. Da quello che sappiamo finora, il virus può causare sintomi lievi, simil-influenzali, ma anche malattie gravi. Le persone con condizioni croniche preesistenti, come ipertensione e altri disturbi cardiovascolari, diabete, disturbi epatici e altre malattie respiratorie, sembrano essere più a rischio. Uno studio epidemiologico pubblicato dal China CDC, l’Agenzia nazionale cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha preso in esame tutti i circa 45.000 casi confermati in Cina sino all’11 febbraio, ed ha evidenziato che:
L’86,6% dei casi riguardava persone di età compresa tra i 30 e i 79 anni;
L’80,9% dei casi presentava sintomi lievi;
Il 14% dei casi era in condizioni serie, con polmonite o difficoltà respiratorie;
Il 5% dei casi era in condizioni critiche, con insufficienza respiratoria, shock settico, insufficienza multiorgano.
Per quanto riguarda la mortalità del virus, lo studio del China CDC ha evidenziato 1.023 esiti fatali, corrispondenti ad un tasso di mortalità complessiva del 2,3% che sale al 14,8% tra le persone di età superiore agli 80 anni. Lo studio ha evidenziato come la presenza di patologie concomitanti aumenti il tasso di mortalità: al 10,5% per le persone con malattie cardiovascolari, al 7,3% per i diabetici, al 6,3% per le persone con malattie respiratorie croniche, al 6% per le persone sofferenti di ipertensione, al 5,6% per i malati di cancro. Le persone senza alcuna co-morbilità hanno evidenziato un tasso di mortalità dello 0,9%.
È comunque ancora troppo presto per poter fornire stime accurate sulla mortalità, e soltanto con l’evolversi dell’epidemia sarà possibile raccogliere dati più dettagliati. Il tasso di mortalità di poco superiore al 2% che si ricava dividendo il numero dei morti per il numero dei casi confermati restituisce una fotografia che potrebbe essere poco accurata: da un lato infatti, poiché la diagnosi precede di giorni o di settimane il recupero o la morte del paziente, il numero dei morti andrebbe rapportato al numero dei casi in essere nel momento in cui il paziente aveva contratto l’infezione, e quindi in questo caso il tasso di mortalità risulterebbe attualmente sottostimato; dall’altro lato però, è possibile che molti casi lievi o addirittura asintomatici non siano entrati nelle statistiche; in questo caso quindi il tasso di mortalità risulterebbe sovrastimato.
I sintomi sono tipicamente respiratori: febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, grave affaticamento polmonare. Al momento non ci sono terapie specifiche: la malattia si cura come i casi di influenza grave, con terapie di supporto (antifebbrili, idratazione), ma contrariamente all’influenza non sono disponibili antivirali specifici. Nei casi più gravi ai pazienti viene praticato il supporto meccanico alla respirazione. Sulla base dei dai disponibili, il WHO ha suggerito una terapia antivirale sperimentale, correntemente utilizzata anche allo Spallanzani per i tre pazienti positivi al virus, basata su due farmaci: il lopinavir/ritonavir, un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da HIV e che mostra attività antivirale anche sui coronavirus; ed il remdesivir, un antivirale già utilizzato per la Malattia da Virus Ebola, potenzialmente attivo contro l’infezione da nuovo coronavirus.
Esiste un vaccino? No. Durante il meeting della ricerca svoltosi il 10 e 11 febbraio a Ginevra, il direttore generale del WHO Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che il primo vaccino potrebbe essere pronto tra diciotto mesi. In una recente dichiarazione, Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, la branca del NIH che si occupa di malattie infettive, ha ricordato che l’NIH aveva sviluppato un vaccino per la SARS, portandolo sino ai trial sugli uomini (la cosiddetta “fase 1”). Ma dopo che l’emergenza SARS cessò, non vi fu interesse a portare avanti i test sul nuovo vaccino.
Quanto è diffusa l’epidemia?
Al 18 febbraio 2020, dati ECDC, Agenzia Europea per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie) i casi accertati complessivi sono 73.328, con 1.873 decessi. Fuori dal continente asiatico, sono stati confermati 15 casi in Australia, 15 negli Stati Uniti, otto in Canada. L’Europa sinora ha fatto registrare 16 casi in Germania, 12 in Francia, nove nel Regno Unito, due in Russia e Spagna, uno in Belgio, Finlandia e Svezia. Un caso soltanto sino ad oggi nel continente africano, in Egitto.
I casi registrati in Italia sono al momento tre: si tratta di una coppia cinese originaria di Wuhan, che si trovava a Roma in viaggio di nozze, e di un cittadino italiano che faceva parte del gruppo di connazionali che si trovavano nella regione dello Hubei e che sono stati rimpatriati e posti in isolamento in una caserma della città militare della Cecchignola a Roma. Il governo cinese ha messo in campo misure imponenti per cercare di contenere la diffusione dell’epidemia Quali sono i rischi per l’Italia e per l’Europa? L’ultimo volo da Wuhan, prima del blocco dei trasporti decretato dalle autorità cinesi, è atterrato a Fiumicino nella mattinata del 23 gennaio, e il 30 gennaio il Governo italiano ha deciso di sospendere tutti i collegamenti aerei diretti da e per la Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao. Il provvedimento comprende anche il traffico aereo con Taiwan. Per quanto riguarda i controlli aeroportuali, in Italia le procedure sanitarie per verificare la presenza di casi sospetti sintomatici ed il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma sono stabilite dal Regolamento Sanitario Internazionale del 2005 e sono gestite dagli USMAF (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) e dai SASN (Assistenza sanitaria al personale navigante) del Ministero della Salute. Possiamo continuare a viaggiare all’estero, soprattutto in Cina? Il nostro Ministero degli Esteri raccomanda:
di evitare tutti i viaggi nella provincia dell’Hubei;
di posticipare tutti i viaggi non necessari in Cina;
di tenersi regolarmente informati sulla situazione dell’epidemia consultando i siti del WHO, dell’ECDC, del Ministero della Salute, oltre al sito http://www.viaggiaresicuri.it e al sito dell’unità di crisi della Farnesina;
se ci si trova in Cina, di seguire le indicazioni delle autorità locali e di contattare, in caso di necessità, il numero di emergenza dell’Ambasciata d’Italia a Pechino (+8613901032957) o il Consolato di riferimento.
Il Ministero della salute e l’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con la Conferenza Stato-Regioni e con vari ordini professionali, hanno realizzato un decalogo per promuovere una corretta informazione sui comportamenti da seguire per prevenire l’infezione da coronavirus:
Lavarsi spesso le mani
Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
Coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce
Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assistono persone malate
I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
Contattare il Numero Verde 1500 se si ha febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni
Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus
Il Ministero della Salute raccomanda inoltre a tutti i viaggiatori che prevedono di recarsi in Cina di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio. La vaccinazione antinfluenzale semplifica infatti la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra COVID-19 e Influenza.
Secondo le raccomandazioni dell’ECDC, perché vi sia un caso sospetto di coronavirus il paziente deve presentare sintomi di tosse e/o mal di gola e/o difficoltà respiratorie; e inoltre, nei 14 giorni precedenti all’insorgere dei sintomi, deve aver effettuato almeno una di queste attività:
aver avuto contatti ravvicinati con un caso confermato o probabile COVID-19,
aver viaggiato in aree dove vi sia, o si presume vi sia, la trasmissione comunitaria del virus;
aver visitato o aver lavorato in ambienti sanitari nei quali erano curati pazienti affetti da COVID-19.
Se un paziente dovesse rientrare nelle condizioni sopra descritte, deve:
contattare il numero telefonico gratuito del Ministero della Salute 1500;
indossare una mascherina chirurgica se entra in contatto con altre persone;
utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani regolarmente.
In Italia è attiva da anni una capillare rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS). La situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con il WHO e l’ECDC, e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo Portale.
La capacità di intervento e risposta del nostro Servizio Sanitario Nazionale è andata perfezionandosi con il passare degli anni alla luce delle esperienze maturate con altre epidemie, come la SARS, l’influenza aviaria, Ebola. Il personale dell’INMI viene costantemente formato sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, che permettono di fornire assistenza ai pazienti affetti da malattie infettive in condizioni di sicurezza. L’isolamento tempestivo di eventuali casi sospetti in strutture ad elevato livello di protezione permette di ridurre il rischio per la collettività. (n.r. Ringraziamo il dott. Salvatore Curiale Science communicator Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” per averci resi partecipi di un suo comunicato ben più lungo di quanto abbiamo riprodotto sperando di aver omesso solo aspetti secondari della sua esposizione. Chi fosse interessato potrà richiedere il testo integrale alla Fidest e provvederemo ad inviarlo via e-mail.)

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Lotta alla criminalità: scambio di informazioni più veloce sui cittadini non-UE

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Condivisione più rapida delle informazioni sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi Vantaggi per pubblici ministeri, giudici e polizia, nella lotta alla criminalità e al terrorismo Nel 2014 le autorità nazionali hanno utilizzato meno del 5% delle informazioni disponibili sulle condanne Una nuova banca dati, approvata in via definitiva martedì, permetterà ai Paesi UE di scambiare più velocemente le informazioni dei casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi.I deputati hanno così deciso di creare una nuova banca dati sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN), a complemento dell’attuale sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), utilizzato per lo scambio di informazioni sulle condanne a carico di cittadini dell’UE.La nuova banca dati centralizzata migliorerà lo scambio delle informazioni estratte dai casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi in tutta l’Unione Europea, contribuendo alla lotta contro la criminalità transfrontaliera e il terrorismo.Il nuovo sistema ECRIS per i cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN): consentirà alle autorità nazionali di stabilire rapidamente se uno Stato membro dell’UE detiene i casellari giudiziari di un cittadino di un paese terzo;
includerà i dati relativi ai cittadini con doppia nazionalità, per garantire che le persone che possiedono due passaporti con cittadinanza di un paese terzo e di uno Stato membro non possano nascondere le condanne a loro carico.
Il Parlamento e il Consiglio hanno concordato che Europol, Eurojust e la futura Procura europea avranno accesso a ECRIS e a ECRIS-TCN, in aggiunta ai giudici e ai procuratori dei Paesi dell’UE.

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Crif: Programma potenziamento organici

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

CRIF – società globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito, con headquarter a Bologna e oltre 4.400 professionisti che operano in sedi dislocate in più di 30 paesi di 4 continenti – prosegue anche nel 2019 i piani di potenziamento dell’organico per sostenere progetti di sviluppo globale dell’azienda.A conclusione del biennio 2017-2018, che per le sole società italiane ha visto l’inserimento in organico di circa 350 dipendenti e più di 300 tirocinanti, per l’anno in corso sono infatti previste 150 nuove assunzioni, al netto delle sostituzioni e degli inserimenti legati all’avviamento di nuovi progetti. I nuovi inserimenti sono previsti principalmente per le sedi di Bologna e Milano ma 30 dei nuovi assunti avranno come sede di lavoro il CRIF Campus di Varignana, nel comune di Castel San Pietro alle porte di Bologna, dove nel 2018 è stato inaugurato un nuovo polo operativo che già oggi ospita un centinaio di dipendenti che stanno sperimentando un’esperienza di smart work di riferimento per l’intera community aziendale, italiana ed internazionale.Per le nuove assunzioni CRIF focalizzerà la ricerca principalmente su profili di Business Analyst, Data Analyst, Data Scientist, Consultant, Software Developer tecnologia .net e java, System Engineer, Network Engineer e Project Manager che verranno inseriti nelle aree:
– BUSINESS ANALYSIS: chi lavora in quest’area si occupa di gestire il ciclo di vita dei prodotti/servizi CRIF. Dallo studio di fattibilità fino all’analisi funzionale, interfacciandosi sia con il mercato per coglierne le esigenze che con i colleghi dell’Information Technologies per lo sviluppo SW.
– CONSULTING: chi lavora in quest’area si occupa di gestire progetti di consulenza riguardanti l’implementazione di strategie/policy di analisi e valutazione del credito, di pianificazione commerciale e di marketing presso banche, istituti finanziari e imprese.
– SALES: chi lavora in quest’area si occupa di promuovere i prodotti/servizi CRIF presso la clientela, assicurando una elevata soddisfazione del cliente.
– INFORMATION TECHNOLOGY: chi lavora in quest’area si occupa dello sviluppo informatico dei progetti/prodotti, nel rispetto dei tempi/costi pianificati e delle specifiche di sicurezza definite a livello aziendale.
In linea generale i candidati ideali sono in possesso di una laurea triennale o magistrale in finance, ingengeria gestionale, ingegneria infomatica, data science e business informatics, matematica e fisica. Completano il profilo una buona conoscenza della lingua inglese, un approccio smart, innovativo e proattivo al lavoro, oltre alla capacità di pensare fuori dagli schemi e di essere goal oriented.

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Le aziende che hanno investito per salvaguardare la privacy delle informazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

Secondo lo studio globale Cisco 2019 Data Privacy Benchmark Study, le aziende che hanno investito per salvaguardare la privacy dei dati sensibili, stanno ottenendo benefici di business tangibili, confermando dunque il legame esistente tra questi due elementi. Gli intervistati che hanno preso parte allo studio confermano infatti minori ritardi nelle vendite così come un numero inferiore di violazioni e di relative perdite economiche. Il regolamento Europeo sulla protezione dei dati, noto come GDPR, che intende rafforzare la protezione dei dati personali e della privacy dei residenti europei, è entrato in vigore nel maggio del 2018. Le aziende di tutto il mondo hanno lavorato assiduamente per essere pronte in ottica GDPR. Secondo il report Cisco 2019 Data Privacy Benchmark Study, il 59% delle aziende ha dichiarato di aver soddisfatto tutti o la maggior parte dei requisiti, il 29% prevede di farlo entro un anno mentre per il 9% ci vorrà oltre un anno. “Quest’anno in particolare, riservatezza e privacy dei dati sono stati aspetti molto importanti. Il dato è la nuova valuta e, mentre il mercato evolve, le aziende ottengono benefici di business reali dai propri investimenti nella protezione dei dati,” ha commentato Michelle Dennedy, Chief Privacy Officer di Cisco. “In Cisco, crediamo fortemente sia nella protezione dei nostri clienti che nella creazione del successo aziendale grazie all’ottimizzazione del valore dei dati e alla diminuzione del rischio”. I clienti vogliono sempre più che i prodotti e i servizi implementati forniscano l’adeguata salvaguardia della privacy. Tali aziende, che hanno investito nella riservatezza dei dati per soddisfare i requisiti del GDPR, hanno subito minor ritardi nelle vendite ai clienti esistenti: 3,4 settimane rispetto a 5,4 settimane per le aziende meno pronte in ottica GDPR. Nel complesso, il ritardo medio nelle vendite ai clienti esistenti è stato di 3,9 settimane, in calo rispetto alle 7,8 settimane registrate un anno fa. Le aziende pronte per il GDPR hanno indicato una minor incidenza delle violazioni dei dati, un minor numero di record coinvolti in incidenti legati alla sicurezza e tempi inferiori di inattività del sistema. Inoltre, la probabilità di subire una perdita finanziaria significativa a causa di una violazione dei dati è stata molto inferiore. Oltre a ciò, il 75% degli intervistati ha dichiarato di aver ottenuto diversi benefici dagli investimenti fatti nella salvaguardia della privacy, che includono maggiore agilità e innovazione derivanti da un adeguato controlli dei dati, nonché vantaggio competitivo e maggiore efficienza operativa grazie a una pronta organizzazione e classificazione dei dati.

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Il bisogno di maggiori informazioni dei medici

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

I risultati di una nuova indagine a livello mondiale rivelano che oltre un terzo (36%) dei 310 medici interpellati ritengono di non disporre di informazioni sufficienti per prendere decisioni su come sequenziare i trattamenti dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR M+). I risultati dell’indagine sono stati presentati come abstract late-breaking (P3.01-108) all’edizione 2018 del Congresso Mondiale sul Tumore Polmonare (WCLC) a Toronto, Canada.I due più importanti obiettivi terapeutici individuati dagli interpellati sono stati: aumentare la sopravvivenza complessiva (77%), seguita dalla qualità di vita (69%), indipendentemente dalla linea di trattamento.I risultati indicano che oltre la metà (55%) dei medici predilige fortemente una sequenza terapeutica che offra ai pazienti la massima durata di trattamento con terapie mirate. Inoltre, i medici hanno riferito una forte necessità di informazioni su potenziali mutazioni di resistenza al trattamento, prima di cambiare la loro pratica corrente.
Il 43% di coloro che preferiscono una terapia con la più lunga sopravvivenza libera da progressione della malattia dichiara di aver necessità di maggiori informazioni per prendere decisioni terapeutiche sulla strategia di sequenza di terapie mirate, rispetto al 23% di coloro che preferiscono una terapia mirata di prima linea, con la possibilità di utilizzare una terapia mirata di seconda linea.Il Professor Thomas Wehler, dell’Ospedale Evangelico di Hamm in Germania, ha dichiarato: “I risultati di questo studio dimostrano che i medici non hanno chiaro quale sia il modo migliore di sequenziare terapie mirate per allungare la sopravvivenza, che è l’obiettivo principale nella scelta delle terapie per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR. Sono necessarie linee guida e maggiori informazioni sull’impatto del sequenziamento terapeutico sulla sopravvivenza complessiva, per aiutare i medici nelle scelte terapeutiche”.La Dottoressa Victoria Zazulina, Responsabile Mondiale, Tumori Solidi, Oncologia, di Boehringer Ingelheim, ha aggiunto: “La disponibilità di maggiori opzioni terapeutiche significa che ora i medici hanno la possibilità di sequenziare terapie mirate per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR e considerare il quadro generale dal momento della diagnosi. Abbiamo intrapreso questa ricerca per conoscere quali considerazioni guidino le decisioni dei medici riguardo all’approccio sequenziale di terapie mirate, e questo studio ha rivelato la mancanza di dati clinici che potrebbero essere alla base di tali decisioni. Pertanto, abbiamo intrapreso uno studio per ottenere evidenze Real World riguardo alla strategia di sequenza della terapia con inibitori di tirosin-chinasi dell’EGFR in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR e siamo ansiosi di condividerne i risultati con la comunità medica, più avanti quest’anno”.
L’indagine promossa da Boehringer Ingelheim ha interpellato 310 medici (Oncologi, Pneumologi, Chirurgi Toracici e Internisti Specialisti in Malattie dell’Apparato Respiratorio) di quattro paesi (Cina: 70, Germania: 70, Giappone: 70, e Stati Uniti: 100), per conoscerne la posizione attuale riguardo alle decisioni sulla sequenza con inibitori di tirosin-chinasi, determinare cosa sia più importante nella scelta della terapia e quali siano i problemi che devono affrontare i medici quando iniziano la terapia mirata in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR. (fonte: http://www.boehringer-ingelheim.com)

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Nuove tutele per i consumatori online: informazioni più chiare sui prezzi di spedizione

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Il Parlamento Europeo ha recentemente approvato nuove norme del pacchetto per il commercio elettronico, con l’obiettivo di fornire al consumatore informazioni più chiare sui prezzi di spedizione dei pacchi.La Commissione europea infatti metterà a disposizione un sito dedicato alla comparazione dei prezzi nazionali e transfrontalieri, per permettere ai cittadini ed alle imprese di valutare le diverse offerte e scegliere la spedizione più vantaggiosa in base alle proprie esigenze.Una decisione nata dai risultati di una consultazione pubblica datata 2015, a seguito della quale era emerso che oltre i due terzi dei consumatori rinunciano ad effettuare acquisti online proprio a causa dei costi di spedizione transfrontalieri, ritenuti troppo elevati: prezzi che in effetti, sempre nel 2015, erano in media più elevati da 3 a 5 volte rispetto a quelli nazionali, pur offrendo lo stesso servizio.Le norme di cui sopra per altro permetteranno anche alle autorità di vigilare sui prezzi dei servizi di consegna in maniera più rapida ed efficace, intervenendo là dove questi sembrino irragionevolmente elevati.Sono inoltre previste maggiori opzioni di consegna ed una più semplice gestione del reclamo. A ciò si aggiunga che gli operatori saranno tenuti a comunicare numerose informazioni alle autorità, tra cui il proprio fatturato, il numero di pacchi consegnati, il numero di dipendenti (ed il loro status), le procedure di trattamento di reclamo ed anche informazioni su eventuali subappaltatori.
Noi di CODICI continuiamo a tenere d’occhio la vicenda, sperando innanzitutto che il Consiglio dei ministri UE approvi la proposta in questione facendola entrare in vigore. Dopodiché sposteremo la nostra lente sugli operatori del mercato online, perché purtroppo a volte non bastano ottime regole per garantire ai consumatori comportamenti trasparenti. http://www.codici.org,

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Terrorismo: a Roma i capi delle Polizie UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 febbraio 2018

European-Relationship-Mediterranean-SecurityA Roma la seconda riunione dell’European Relationship for Mediterranean Security (E.R.ME.S.) a cui partecipano i Capi della Polizia dei Paesi dell’Unione Europea che si affacciano sul Mediterraneo.
L’incontro, che segue quello di Lampedusa sul tema dell’immigrazione dello scorso giugno, è l’occasione per un confronto sul tema dello scambio di informazioni tra i servizi di sicurezza e le forze di polizia per la prevenzione e il contrasto del terrorismo.Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha avviato i lavori della riunione con i vertici delle Polizia di Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna.Al centro dell’agenda c’è la condivisione dell’informazioni e l’esperienza italiana del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.), tavolo permanente tra polizia giudiziaria e servizi di intelligence, deputato alla valutazione delle minacce terroristiche e all’adozione delle conseguenti risposte operative a supporto dell’attività del Ministro dell’Interno.I lavori si chiuderanno con l’adozione di una dichiarazione di intenti per delineare i principi e le linee di azione che potranno costituire la base per la definizione, in altri contesti internazionali di cooperazione strategica, di buone prassi da adottare nella comune azione di contrasto. (foto: European-Relationship-Mediterranean-Security) (fonte: GrNet.it)

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Fisco amico? Manco per sogno

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 settembre 2017

fisco2005aL’interruzione del sistema informatico della Sogei, la società che si occupa della gestione dei dati dell’Agenzia delle Entrate, la dice lunga sull’idea di “Fisco amico”. Complicare la vita ai cittadini, sembra, invece, la parola d’ordine. Vero è che l’evasione in Italia ci pone in alto nella classifica europea (nel 2014 l’evasione fiscale e contributiva ha raggiunto la cifra incredibile di 214 miliardi di euro) e che occorre applicare le norme europee, con obbligo di scambiare automaticamente le informazioni su tutti i nuovi accordi fiscali transfrontalieri, come ricorda la commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, per contrastare l’elusione delle imposte, ma infastidire i cittadini, con norme sempre più complesse e richieste di documenti, non risolve il problema e conferma che il fisco non è amico, anzi. La pubblica amministrazione ha ben 128 banche dati, basterebbe farle funzionare. Che cosa aspettano? Lo spesometro ha fatto un buco nell’acqua come avevamo previsto tre anni fa: l’Agenzia si attendeva 3 miliardi ma sono stati recuperati solo 377 milioni. Insomma, c’è sempre, ed è attivissimo, l’ufficio complicazione delle cose semplici. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Roma: Accesso a documenti, dati e informazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

computer-da-tavoloRoma. Facilitare l’accesso alle informazioni e garantire la massima trasparenza dell’azione amministrativa anche grazie agli strumenti digitali. Con questo obiettivo la Giunta ha approvato la proposta per un nuovo regolamento sull’accesso a informazioni, dati e documenti dell’Amministrazione capitolina.Il testo, che dopo l’estate sarà sottoposto per approvazione al voto dell’Assemblea capitolina, riconosce a tutti i consiglieri capitolini e municipali il diritto di avere accesso diretto al sistema informatico di gestione documentale di Roma Capitale. Questo permetterà un controllo più efficace su tutti gli atti dell’amministrazione e un pieno esercizio del mandato elettorale.Un’ulteriore novità di rilievo sul fronte della trasparenza e della semplificazione riguarda l’introduzione della possibilità per i cittadini di effettuare in autonomia le copie dei documenti richiesti attraverso l’uso di apparati digitali, senza pagare i diritti di copia, evitando lo spreco di carta e alleggerendo allo stesso tempo il lavoro degli uffici. “Per la prima volta proponiamo un regolamento unico per tutte le diverse modalità di accesso alla documentazione amministrativa garantite dal legislatore. Un traguardo raggiunto grazie al lavoro svolto in sinergia con i Consiglieri capitolini e municipali e in collaborazione con le strutture dell’Amministrazione per superare il precedente testo risalente a ben quattordici anni fa – dichiara l’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano – In questo modo intendiamo rendere più facile per il cittadino conoscere ed esercitare i propri diritti: la trasparenza è tra i nostri obiettivi strategici e questo è un ulteriore passo in quella direzione”.

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Sicurezza: l’UE è alla guida dei lavori finalizzati a scambiare informazioni, combattere il finanziamento del terrorismo e proteggere i cittadini europei online

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

european commissionBruxelles. La nona relazione sui progressi dell’Unione sulla sicurezza, pubblicata oggi, evidenzia le recenti iniziative volte a prevenire il finanziamento del terrorismo attraverso il traffico illecito di beni culturali e a migliorare l’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’Unione europea. Basandosi su una valutazione complessiva della politica di sicurezza dell’UE a decorrere dal 2001, la relazione sottolinea le lacune e sfide cui è necessario far fronte. L’attuazione incompleta delle politiche in vigore resta un problema irrisolto, come anche l’evoluzione delle minacce (radicalizzazione, criminalità informatica): nell’insieme, questi elementi potrebbero richiedere modifiche degli strumenti in vigore.
Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: «Nell’attuale contesto di sicurezza in rapido cambiamento è necessario intensificare gli sforzi per ottenere risultati su tutti gli elementi essenziali e accelerare i lavori per pervenire ad un’ autentica ed effettiva Unione della sicurezza. La frammentazione ci rende tutti vulnerabili; l’unità e la fiducia, grazie ad una cooperazione più intensa e ad un più agevole scambio di informazioni tra Stati membri, sono l’unico modo che permette all’UE di apportare un concreto valore aggiunto e dare sicurezza ai cittadini europei.»
Julian King, Commissario per l’Unione della sicurezza, ha dichiarato: «La valutazione complessiva risponde all’impegno, che ho preso dinanzi al Parlamento europeo, di procedere a una revisione approfondita della politica di sicurezza dell’UE, la prima in 16 anni. Gli insegnamenti da trarre sono importanti, non ultima la necessità di una maggiore agilità nel reagire ad uno scenario di minacce in continua evoluzione. Avremo occasione di discuterne con il Parlamento in settembre.»
Negli ultimi mesi i progressi sono stati costanti, in particolare con le nuove norme proposte nel luglio 2017 sul traffico di beni culturali, ed è stato raggiunto un accordo su un nuovo sistema di ingressi/uscite per registrare i dati di ingresso e uscita dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere esterne dell’UE.
Si sono intensificati i lavori sulla lotta alla radicalizzazione su Internet grazie ad un piano d’azione che prevede nuove misure intese ad individuare e rimuovere i contenuti illegali di stampo terroristico online.In una rinnovata attenzione per la protezione degli obiettivi non strategici le forze speciali belga e olandese hanno simulato attacchi terroristici sincronizzati in scuole pubbliche. Sostenuta dalla Commissione, l’esercitazione ha fornito preziosi insegnamenti sulla preparazione di fronte ad una crisi. La relazione ripercorre 15 anni di politica di sicurezza dell’UE: la valutazione è positiva e conferma la pertinenza dei principali strumenti di tale politica, ma ne rileva anche le sfide e lacune, tra cui la necessità di adattare le politiche e gli strumenti a disposizione per rispondere alla minaccia in continua evoluzione che il terrorismo rappresenta, come si sottolinea anche nelle conclusioni del Consiglio europeo del 22-23 giugno 2017 e nel piano d’azione del G20 sulla lotta al terrorismo del 7 luglio 2017.

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Teatro: Disorient express

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

cinzia1Roma Dal 29 settembre al 25 ottobre 2015 ore 21,00 teatro Golden Via Taranto 36 Disorient express di Cinzia Leone con Fabio Moreddu per la regia di Fabio Moreddu ed Emilia Ricasoli. Uno spettacolo che racconta la confusione generata da una forma di democrazia virtual-virale alla quale eravamo impreparati: milioni di persone che improvvisamente, grazie alle infinite opportunità di espressione offerte dalla tecnologia e dalla virtualità, parlano, esprimono opinioni e aggiungono informazioni. Siamo disorientati da un vento di contraddizioni che ci spettina tutti i pensieri.. Questo è il perno del racconto plasmato dall’intelligente e diretta ironia di una predicatrice, previsionista e affabulatrice comica che si immedesima – tra battute, gag e copioni tratti dalla nostra vita quotidiana – nella mente confusa di ognuno di noi. Si intitola DISORIENT EXPRESS, l’ultimo lavoro di Cinzia Leone scritto a 4 mani con Fabio Mureddu e prodotto da Cristian Di Nardo in scena a Roma il 3 e 4 luglio alle Terrazze dell’Arte (Palazzo dei Congressi, EUR) e il 17 luglio nell’ambito della rassegna “All’ombra del Colosseo”. “Non è la storia di un treno che non sa dove andare – preannuncia l’attrice che dichiara essersi ispirata dai milioni di input che la giungla tecnologica ci offre – “è una fotografia di gruppo in cui ci siamo tutti e tutti abbiamo un’espressione visibilmente disorientata. Siamo disorientati, sì. Ci aggiriamo nel mondo con l’espressione di nonna nella foto di Natale, scattata dopo che l’hanno rimbambita cercando di farle ricordare i nomi di tutti e trentasei i nipoti.cinzia E come può non essere disorientata un’umanità travolta ogni minuto da un cambiamento? Come possiamo essere sicuri di noi stessi e della realtà che ci circonda se ad ogni notizia sentita in televisione possiamo trovare contemporaneamente la smentita su Internet?
Come possiamo accontentarci anche solo di un lavoro qualunque, in un momento in cui, qualunque sia il lavoro non ti pagano e il massimo che puoi farci è mettertelo nel … curriculum? Come possiamo rilassarci con lo zapping, se, anche potendo scegliere tra centinai di canali, troviamo ovunque la stessa cosa: gente che canta o che cucina?”Per raccontare tutto questo in una sola rappresentazione, che la vede interagire sul palco insieme allo stesso Mureddu e ad una serie di proiezioni, Cinzia affronta i contenuti provando ad aggiornarli in tempo reale, esattamente come avviene nei programmi in diretta, come se ci fosse una redazione costantemente connessa al mondo esterno in tutte le sue inaspettate varianti.“Credetemi sulla parola, la realtà vista così è destabilizzante e comica allo stesso tempo perché i cambiamenti e le contraddizioni continue la rendono invisibile. E’ per questo che siamo disorientati, proprio come treni che viaggiano senza un binario e che non sanno dove andare…”Le musiche sono di Marco Schiavoni, le scenografie sono di Adriano Betti, i costumi sono stati curati da Francesca Mescolini, la consulenza artistica è di Giuliano Perrone. (foto:cinzia)

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Oggi è grande la ‘sete’ di notizie sulla salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2015

tumore metastatico2L’89% dei cittadini sente l’esigenza di un’informazione medico-scientifica corretta. Ma per il 40% i media (giornali, Tv, Internet) non sanno rispondere a questa richiesta quando affrontano l’argomento “tumore”. Prevenzione primaria, diagnosi precoce e stato della ricerca sono i temi su cui gli italiani vorrebbero più notizie in campo oncologico. E il termine “tumore” per il 63% fa meno paura rispetto a “cancro”. Questi risultati emersi da un’indagine FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) su più di 800 cittadini sottolineano l’esigenza di stabilire un nuovo rapporto fra clinici e media. “È compito di una moderna società scientifica anche diventare garante della buona informazione – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. Per questo promuoviamo il primo corso per giornalisti medico-scientifici e oncologi. I due mondi devono imparare a conoscere le reciproche esigenze per rispondere alla richiesta di buona informazione da parte dei cittadini. Il giornalista si aspetta dalla medicina risposte chiare e certezze, mentre la medicina spesso produce dubbi e domande alle quali tenta di rispondere. È possibile trovare una mediazione tra il rigore del linguaggio scientifico e il carattere necessariamente divulgativo di quello giornalistico. Vogliamo offrire ai clinici gli strumenti per comunicare con i media. Un medico non deve temere di essere considerato poco professionale se parla ai cittadini con un linguaggio semplice e chiaro, semplificando le informazioni perché siano comprese meglio dal pubblico. In medicina la parola ‘cancro’ non ha più il significato di spettro e il suo volto è cambiato. Oggi si può guarire, le terapie sono rispettose della qualità di vita. Ed è responsabilità dei media, non solo dei clinici, far conoscere ai cittadini ciò che la scienza ha ormai conquistato: da molti tumori oggi si guarisce”. Il corso si svolge oggi e domani all’Università di Parma con il patrocinio dell’Ateneo emiliano e dell’UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione). “Ogni giornata prevede due sessioni – sottolinea la dott.ssa Stefania Gori, segretario nazionale AIOM -. Nella prima il ruolo di docenti sarà svolto dai clinici. Fra i temi principali che verranno approfonditi: come divulgare in modo corretto i successi (anche parziali) della lotta contro il cancro; scegliere le notizie e regolarne il flusso; leggere un lavoro clinico; seguire un congresso internazionale e capire le novità; le nuove frontiere della lotta al cancro e la ricerca traslazionale. Il modo di comunicare i temi medico-scientifici negli ultimi decenni è cambiato radicalmente. Questi argomenti, fino a una ventina di anni fa, erano per definizione di nicchia e confinati nelle riviste specialistiche. Oggi invece è grande la ‘sete’ di notizie sulla salute”.
Secondo una recente rilevazione, il 32% degli articoli pubblicati nei principali quotidiani toccano, in qualche modo, temi medico-scientifici. Una percentuale impensabile fino a un ventennio fa. E, come evidenziato da un’indagine Censis, la salute si colloca al primo posto tra gli argomenti più interessanti scelti dai lettori dei settimanali (con il 26,8% delle preferenze rispetto al 20% di 5 anni prima), seguita da “tematiche femminili” (22%) e dalla cucina/gastronomia (21%). “Il cancro rientra fra i temi di salute più importanti ma dovrebbe essere affrontato al meglio – conclude il prof. Pinto -. È indispensabile che le notizie non vengano distorte suscitando speranze infondate o allarmismi pericolosi. Talvolta scienziati serissimi, per l’ansia di comunicare i risultati positivi di una nuova ricerca che forse darà frutti solo nell’arco di alcuni anni, enfatizzano le loro scoperte. E spesso i giornalisti, presi dalla frenesia della notizia, dimenticano che ad esempio la parola ‘imminente’ in medicina può significare anche cinque o dieci anni. Il giornalista scientifico non può sconfinare in una comunicazione superficiale e ad effetto, perché si occupa della vita delle persone. Informazione e medicina sono due facce della stessa medaglia, con un obiettivo comune: l’interesse dei cittadini e dei pazienti”. Nella seconda sessione del Corso le parti si invertiranno e i giornalisti insegneranno ai camici bianchi, ad esempio, il modo in cui comunicare la notizia medico-scientifica al pubblico, le tipicità dei diversi mezzi d’informazione (tv, radio, internet, agenzie di stampa, quotidiani e settimanali), come funziona il quotidiano e come utilizzare al meglio i new media.

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Allergie

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2015

allergic reactionsDa giugno 2014, la European Academy for Allergy and Clinical Immunology (EAACI – Accademia europea per le allergie e l’immunologia clinica) sensibilizza sui problemi posti dalle allergie tramite la sua Beware of Allergy Campaign (Campagna per la consapevolezza della presenza di allergie), che affronta asma, allergie alimentari e anafilassi, e le riniti allergiche, insieme a cure mirate per le allergie basate su immunoterapie con allergeni. La campagna online ha avuto 53 milioni di visualizzazione con circa 170.000 clic nelle prime due ondate.Oltre 20 organizzazioni da tutta Europa sostengono la campagna, tra cui la European National Allergy Societies, Patients Organisations e i farmacisti delle comunità (The Pharmaceutical Group of the European Union).In aggiunta a questa campagna di sensibilizzazione alle allergie pan-europea, EAACI organizzerà due attività nel corso del proprio congresso annuale a Barcellona (6 – 11 giugno) per fornire a tutto il pubblico informazioni sulle allergie: Anaphylaxis School e Beat Allergy Run & Walk.EAACI insieme alla Spanish Society of Allergy and Clinical Immunology (SEAIC), alla Spanish Pediatric Society of Allergy and Clinical Immunology (SEICAP) e alle organizzazioni di pazienti AEPNAA e Immunitas Vera, creerà una “Anaphylaxis School” (Scuola di anafilassi) il 6 giugno 2015 nella Plaza de la Universidad. L’evento ha il format di un’aula con un angolo per i bambini per poter giocare mentre genitori e ragazzi possono ricevere più informazioni sui sintomi dell’anaflilassi, come ad esempio usare un dispositivo automatico di iniezione e come prevenire l’anafilassi.L’anafilassi è una reazione allergica molto grave innescata da alimenti, punture di insetti, alcuni medicinali e dal lattice. Se non curata in tempo può provocare il decesso. La somministrazione tempestiva di adrenalina può salvare la vita. Negli ultimi 10 anni, il numero di ricoveri provocato da anafilassi è aumentato di 7 volte.Maggiori conoscenze sulle malattie allergiche aiuteranno a identificare misure di prevenzione, permetteranno di avere maggiori ricerche scientifiche e una maggiore standardizzazione della cura pazienti. Per richiamare l’attenzione dei partecipanti a Barcellona sui probemi delle allergie, il pubblico insieme ai partecipanti al Congresso EAACI a partecipare alla Beat Allergy Run& Walk (Corsa e camminata per sconfiggere le allergie) domenica 7 giugno, con inizio alle ore 20.00 dal Centre de Convencions Internacional de Barcelona. La registrazione è obbligatoria e può essere effettuata online o direttamente sul posto.

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Nuove importanti informazioni sulla struttura molecolare delle piante

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2015

MelbourneGli scienziati di IBM Research e delle università di Melbourne e del Queensland hanno compiuto un passo avanti nell’identificazione della nanostruttura della cellulosa, la componente strutturale di base delle pareti cellulari delle piante. Sfruttando la potenza del supercomputing di IBM, i ricercatori sono riusciti a modellare la struttura e la dinamica della cellulosa a livello molecolare. Le informazioni derivate potrebbero aprire la strada a varietà di colture più resistenti alle malattie e aumentare la sostenibilità dell’industria della polpa, della carta e fibra – uno dei principali impieghi della cellulosa. Il lavoro, descritto in un recente articolo scientifico pubblicato su Plant Physiology, rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione della biosintesi della cellulosa e delle modalità di assemblaggio e funzionamento delle pareti cellulari delle piante. La ricerca fa parte di un programma a più lungo termine, nell’ambito della Victorian Life Sciences Computation Initiative (VLSCI), finalizzato allo sviluppo di un modello in 3D simulato al computer dell’intera parete cellulare delle piante.
La cellulosa rappresenta uno dei composti organici più abbondanti sulla terra, con una quantità prodotta dalle piante ogni anno stimata in 180 miliardi di tonnellate. Una pianta produce cellulosa legando tra loro semplici unità di glucosio per formare catene, che vengono poi raggruppate per formare delle fibre. Queste fibre si avvolgono quindi intorno alla cellula come principale componente della parete cellulare della pianta, conferendo rigidità, flessibilità e protezione dalle sollecitazioni interne ed esterne. Finora la descrizione dettagliata della struttura delle pareti cellulari delle piante aveva rappresentato una sfida per gli scienziati, a causa della complessità del lavoro e della natura invasiva delle metodiche fisiche tradizionali, che spesso danneggiano le cellule vegetali.“Si tratta di un progetto pionieristico, con il quale mettiamo a frutto la competenza di IBM Research nella biologia computazionale, nei big data e nella smarter agriculture in un progetto scientifico australiano su grande scala, in collaborazione con alcune delle menti più brillanti in questo campo. Siamo entusiasti sostenitori della Victorian Life Sciences Computation Initiative e siamo molto felici di vedere l’impatto scientifico che questo lavoro sta avendo”, commenta il Dr. John Wagner, Manager of Computational Sciences, IBM Research Australia.Utilizzando il supercomputer IBM Blue Gene/Q alla VLSCI, nota come Avoca, gli scienziati sono riusciti a eseguire i quadrilioni di calcoli necessari per modellare i movimenti degli atomi di cellulosa. La ricerca dimostra che, nella struttura della cellulosa, sono presenti tra 18 e 24 catene all’interno di una microfibrilla elementare, molte meno delle 36 catene che si ipotizzavano in precedenza.
“La cellulosa è una parte vitale della struttura della pianta, ma non se ne conosce ancora pienamente la sintesi”, spiega la Dr. Monika Doblin, Research Fellow & Deputy Node Leader presso la School of BioSciences dell’Università di Melbourne. “È molto difficile lavorare sulla sintesi della cellulosa in vitro, perché una volta aperte le cellule vegetali la maggior parte dell’attività enzimatica va perduta; dovevamo quindi trovare altri approcci per studiarne la composizione. Grazie alla competenza di IBM nella modellazione molecolare e alla potenza computazionale della VLSCI, siamo riusciti a creare modelli della parete cellulare della pianta a livello molecolare, che consentiranno di approfondire enormemente la conoscenza sulla formazione della cellulosa”.“Le pareti cellulari delle piante rappresentano la prima barriera ai patogeni responsabili delle malattie. Anche se non comprendiamo appieno la via molecolare dell’infezione da patogeni e la risposta della pianta, stiamo esplorando i modi per manipolare la composizione della parete al fine di renderla più resistente alle malattie”, spiega il Dr. Daniel Oehme di IBM Research.Il lavoro è stato svolto dai biologi del Centre of Excellence in Plant Cell Walls del consiglio delle ricerche australiano (Australian Research Council, ARC) all’interno delle Università di Melbourne e del Queensland, in partnership con IBM Research Collaboratory for Life Sciences. Ospitato presso la Victorian Life Sciences Computation Initiative dell’Università di Melbourne, il Collaboratory permette ai ricercatori di IBM e dell’ateneo di lavorare fianco a fianco sulla ricerca nei campi della medicina e della biologia computazionale.

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Pericolo: rumore forte!

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2015

rumoreCome proteggersi dal rumore nella quotidianità: la “giornata internazionale per la cura dell’udito” per sensibilizzare sulla protezione di questo importante senso – I suoni, la musica, il rumore ci circondano nella nostra vita quotidiana, e spesso sono diventati così familiari da passare inosservati. Tutto questo significa che le nostre orecchie, ogni giorno, devono immagazzinare una grande quantità di informazioni e la costante esposizione al rumore può spesso esser causa di grande stress per l’udito. Sia che si tratti di rumori causati dal traffico, di un lettore MP3 a volume troppo alto o della musica ai concerti, un rumore forte comporta un grande sforzo per le nostre orecchie: da qui l’importanza di proteggere l’udito e di prendere provvedimenti non appena esso inizia a deteriorarsi.Per aumentare la consapevolezza circa il problema crescente della perdita d’udito legata al rumore, l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) nel 2007 ha indetto la “giornata internazionale per la cura dell’udito” (International Ear Care Day), che ricorre il 3 marzo di ogni anno. La campagna di sensibilizzazione, che prevede una serie di numerosi eventi in tutto il mondo, ha l’obiettivo di portare l’attenzione sui rischi che l’uso di apparecchi audio come smartphone o lettori MP3 comporta per il nostro udito, favorendo l’adozione di comportamenti più corretti. L’OMS stima che oggi circa 360 milioni di persone al mondo soffrono di perdita dell’udito. La data del 3 marzo (o 3/3) è stata scelta come “giornata internazionale per la cura dell’orecchio” proprio perché la sua rappresentazione numerica ricorda la forma delle nostre orecchie. I danni causati dal rumore e da apparecchi rumorosi sono spesso sottovalutati; in molti casi possono portare a una graduale perdita dell’udito, anche se le persone colpite spesso realizzano troppo tardi di non essere più in grado di sentire certi suoni. Le persone più a rischio sono quelle che, per lavoro, sono esposte a rumori forti: gli addetti ai lavori autostradali o gli operai che utilizzano macchinari rumorosi, ad esempio, dovrebbero proteggere le proprie orecchie adeguatamente. Macchinari e strumenti come le seghe circolari o i martelli pneumatici facilmente raggiungono un livello di rumore pari a 100 dB, rendendoli rumorosi come un aereo in fase di decollo. In caso di rumore così forte, l’unica soluzione è indossare delle corrette protezioni per le orecchie, come richiesto dalla legge per ogni ambiente di lavoro rumoroso e di cui ogni lavoratore dovrebbe esserne fornito.Tuttavia, si dovrebbe fare attenzione ai rumori forti anche nei contesti extra lavorativi. Sia che si tratti di un’ambulanza che passa a sirene spiegate, un cantiere in strada o il rumore del clacson di un auto, coprirsi le orecchie in queste situazioni sarebbe sicuramente un buon rimedio. Chiunque frequenti discoteche o concerti dovrebbe utilizzare tappi per le orecchie: gli amplificatori moderni posso produrre sino a 110 decibel e oltre, e le nostre orecchie possono danneggiarsi se esposte per troppo tempo a questi suoni. I tappi per le orecchie sono disponibili in numerose tipologie e versioni e possono anche essere personalizzati. Chiunque passi regolarmente del tempo a contatto con ambienti rumorosi dovrebbe averne un paio a portata di mano.
Cosa fare in caso di perdita uditiva? Prima si è consapevoli di una perdita uditiva, più efficacemente è possibile curarla. Se si nota un deterioramento dell’udito è importante rivolgersi al proprio medico e seguirne i consigli: i primi segnali non dovrebbero mai essere sottovalutati. Gli specialisti hanno in adozione metodi professionali che verificano velocemente le funzioni uditive di una persona e possono offrire suggerimenti per affrontare al meglio il problema. Per avere maggiori informazioni sulle fonti più comuni di rumore e consigli utili sull’udito, visitare: http://www.medel.com/it/show/index/id/227/title//

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Nuove norme UE in materia di informazioni che i piccoli investitori

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

Queste informazioni saranno fornite obbligatoriamente in un documento informativo, in formato A4 lungo non più di tre pagine (Key Information Document – KID).Prima di firmare un contratto, a tutti gli investitori non professionisti dovrebbero essere consegnate le tre pagine, in formato A4, del KID così da aiutarli a capire e a confrontare prodotti di investimento preassemblati e basati sulle assicurazioni (i PRIIPs,  packaged retail and insurance-based investment products), a stimare il costo totale del loro investimento, nonché a essere consapevole del rapporto di rischio-rendimento.Il KID dovrebbe essere chiaramente separato dalla documentazione commerciale e preparato dall’entità, che deve essere chiaramente identificabile, che ha creato il prodotto. I negoziatori del Parlamento hanno ottenuto che, quando possibile, gli investitori saranno informati se il loro investimento contribuirà a progetti con finalità ambientali o sociali. I deputati hanno constatato che, sebbene i PRIIPs possono aiutare i piccoli investitori a diversificare i rischi in molti settori economici, sono tuttavia “non semplici” e, quindi, posso trarre in inganno. I deputati hanno quindi assicurato che, se possibile, agli investitori sarà consegnato anche una “avvertenza di complessità” per avvertire che “il presente prodotto è considerato alquanto complesso e potrebbe non essere idoneo per tutti gli investitori al dettaglio.” Le norme, tuttavia non si applicano a: prodotti di assicurazione non sulla vita, contratti di assicurazione sulla vita nel caso in cui i beneficiari sotto contratto possano essere pagati solo in caso di morte o per incapacità a causa di infortunio, malattia o infermità, o depositi diversi da depositi strutturali e titoli. Saranno anche esentati dal campo di applicazione della legislazione i regimi pensionistici ufficialmente riconosciuti, i prodotti previdenziali che, ai sensi del diritto nazionale, sono riconosciuti come aventi lo scopo primario di fornire all’investitore un reddito in pensione e prodotti pensionistici individuali per i quali è richiesto un contributo finanziario dal datore di lavoro. I KID non devono essere fuorvianti. Se un piccolo investitore è in grado di dimostrare che la perdita finanziaria è stata causata dalle informazioni imprecise o incoerenti del KID rispetto a tutti i documenti contrattuali vincolanti, allora, il produttore del prodotto di investimento potrebbe essere responsabile, ai sensi del diritto nazionale.

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La prima soluzione che protegge dagli attacchi APT

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2012

Le Advanced Persistent Threat sono azioni coordinate e silenti che ricostruiscono le informazioni di accesso ai sistemi colpiti, impossessandosi di preziosi dati come credenziali, password e codici bancari
Gli attacchi “Advanced Persistent Threat (APT)” sono attualmente una delle sfide più complesse per le grandi aziende e gli enti pubblici. Dalle minacce di Operation Aurora su Google fino a Night Dragon, LURID e persino il caso che ha colpito la RSA, questi attacchi sono particolarmente mirati, furtivi e sofisticati, al punto da riuscire a ingannare i tradizionali strumenti di sicurezza.Trend Micro Deep Discovery è la soluzione più completa della propria categoria, progettata appositamente per contrastare la crescente minaccia degli attacchi APT. Deep Discovery non solo mette a disposizione i tool adeguati a rilevare i malware zero-day e le attività di malintenzionati. sull’intera rete e durante tutte le fasi che caratterizzano un attacco, ma è stata anche studiata per fornire strumenti di analisi approfondita grazie ai quali le imprese possono prevenire attacchi futuri.Un attacco APT è normalmente composto da una serie di elementi. Di solito ha inizio con la raccolta di informazioni, finalizzata alla creazione e all’esecuzione di una minaccia basata su tecniche di social engineering, spesso sotto forma di un allegato email pericoloso. Successivamente, vi è la fase di intrusione nella rete, di movimento “laterale” all’interno dell’organizzazione e di data discovery e di estrazione illecita dei dati dai sistemi. Durante tutte queste fasi, attraverso la creazione di backdoor e di canali di comunicazione di tipo command & control, gli attaccanti sono in grado di controllare da remoto i sistemi compromessi.Deep Discovery agisce focalizzandosi sui contenuti pericolosi, sulle comunicazioni sospette e sul comportamento d’attacco umano, dando alle imprese la possibilità di rilevare e quindi bloccare le minacce APT:
· CONTENUTI: la Smart Protection Network di Trend Micro supporta Deep Discovery con i propri strumenti per il rilevamento delle minacce zero-day e del malware avanzato, garantendo una quantità molto limitata di falsi positivi e scansionando oltre 45 miliardi di file ogni giorno.
· COMUNICAZIONI: Deep Discovery utilizza anche il motore di reputazione della Smart Protection Network e le funzionalità di blacklisting per identificare e bloccare i canali command & control, utilizzati dagli hacker per comunicare con il malware introdotto sui sistemi target.
· COMPORTAMENTO: grazie a un lavoro di analisi molto accurato, i ricercatori Trend Micro hanno potuto definire un insieme di regole comportamentali tenendo conto dei classici segnali di un attacco APT, come ad esempio ripetuti errori di login ed estrazione illecita dei dati, elementi che permettono a Deep Discovery di rilevare una possibile intrusione.
“Le APT sono minacce progettate per restare nascoste. Le imprese necessitano quindi di una soluzione in grado di fornire la più estesa e completa analisi possibile sulla rete, che integri funzioni di rilevamento delle minacce e intelligence strategica sulle attività d’attacco umane”, ha spiegato Gastone Nencini, Senior Technical Manager di Trend Micro Italy. “Deep Discovery integra tutto questo, perché dispone delle informazioni raccolte da migliaia di ricercatori in tutto il mondo e dai miliardi di eventi giornalieri esaminati dalla Smart Protection Network”
Trend Micro Incorporated, leader globale nella sicurezza per il cloud, crea un mondo sicuro nel quale scambiare informazioni digitali, fornendo a imprese e utenti privati soluzioni per la sicurezza dei contenuti Internet e la gestione delle minacce. Pioniere nella sicurezza server con un’esperienza ultra ventennale, Trend Micro propone un’offerta completa per la sicurezza a livello client, server e cloud in grado di soddisfare le esigenze di clienti e partner, bloccare le nuove minacce con rapidità e proteggere i dati all’interno di ambienti fisici, virtualizzati e cloud. Basati sull’infrastruttura in-the-cloud Smart Protection Network™ di Trend Micro, le tecnologie, i prodotti e servizi per la sicurezza bloccano le minacce là dove emergono, su Internet, e sono supportati da oltre 1.000 esperti di threat intelligence di tutto il mondo. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito http://www.trendmicro.it

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Ambasciatore Bulgaria incontra forze produttive

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2012

Bari Mercoledì 11 aprile ore 11.30 – Camera di Commercio di Bari S.E. Todor Stoyanov, Ambasciatore pro tempore di Bulgaria in Italia, incontrerà le forze produttive ed economiche del nostro territorio, presso la Sala Giunta della Camera di Commercio di Bari.Scopo dell’incontro, patrocinato dalla Camera di Commercio di Bari e promosso dalla Confapi Bari e Bat è quello di illustrare i programmi di sviluppo economico varati dalla Repubblica di Bulgaria, economia tra le più dinamiche dei Paesi Balcanici. Nel corso dell’incontro verrà altresì illustrato il programma di cooperazione economica italo-bulgaro denominato “Apulia Phoenix”, sostenuto dal Distretto Produttivo Pugliese delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica “La Nuova Energia” .

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Rimborsi Iva rifiuti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Italiano: Palazzo di Giustizia di Roma, Corte ...

Italiano: Palazzo di Giustizia di Roma, Corte di Cassazione (Photo credit: Wikipedia)

Con un Comunicato stampa, l’Associazione Contribuenti Italiani ha annunciato che è stato approvato uno specifico Provvedimento che differisce i termini per l’invio a Lo Sportello del Contribuente del modello UNICO IRT 2012 e richiedere l’assistenza per ottenere il rimborso della maggiore imposta sul consumo (IVA) corrisposta per gli anni pregressi (2006-2012) sulla Tariffa Igiene Ambientale (TIA1 e TIA2).
In particolare, è stato differito il termine del 30 marzo 2012, al 30 aprile 2012 per consentire a tutti i contribuenti aventi diritto al rimborso di presentare a Lo Sportello del Contribuente il modello UNICO IRT 2012 per via telematica all’indirizzo email: irt@contribuenti.it. Come noto, i contribuenti che ad oggi hanno presentato la domanda e che intendono richiedere l’assistenza per ottenere il rimborso sono stati appena 550mila sugli olt re 4 milioni di aventi diritto. La proroga si è resa necessaria per venire incontro alle esigenze dei Contribuenti, soprattutto quelli di minori dimensioni che con una scadenza tanto ravvicinata si sono trovati in difficoltà a gestire la serie dei calcoli necessari per predisporre l’invio modello UNICO IRT 2012, per tutti coloro che non hanno utilizzato il modello UNICO IRT dell’anno in corso o non hanno compilato correttamente i quadri DE, PF SP, SC, ENC, IO, RI, RF, AC. La novità più significativa del modello UNICO IRT 2012, aggiornato con le novità introdotte con la sentenza della Corte di Cassazione n. 3756 del 9/03/2012, è che non necessita dell’assistenza di alcun consulente o associazione di categoria per la compilazione. Infatti, è conforme a quanto previsto dall’art.6 comma 3 dello Statuto dei diritti del contribuente in quanto reso comprensibile anche ai contribuenti sforniti di conoscenze in materia tributaria e che, unitamente alle allegate fatture pagate, può esser e inoltrato anche tramite posta elettronica certificata (PEC).
Lo Sportello del Contribuente stima che, tra famiglie e imprese, la P.A. dovrà rimborsare oltre 300 milioni l’anno. Per le famiglie il rimborso è medio complessivo è di circa 520 euro, mentre per le imprese ammonta a circa 4.250 euro. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito http://www.contribuenti.it, su Contribuenti.it Magazine, su Facebook e su Twitter. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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