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Infrazioni: rifiuti, la Commissione deferisce l’Italia alla Corte per non aver bonificato o chiuso 44 discariche

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

corte di giustizia europeaBruxelles. La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE per la mancata bonifica o chiusura di 44 discariche che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l’ambiente.Malgrado i precedenti ammonimenti della Commissione, l’Italia ha omesso di adottare misure per bonificare o chiudere 44 discariche non conformi, come prescritto dall’articolo 14 della direttiva relativa alle discariche di rifiuti (direttiva 1999/31/CE del Consiglio). Come altri Stati membri, l’Italia era tenuta a bonificare entro il 16 luglio 2009 le discariche che avevano ottenuto un’autorizzazione o che erano già in funzione prima del 16 luglio 2001 (“discariche esistenti”), adeguandole alle norme di sicurezza stabilite in tale direttiva oppure a chiuderle.
Considerata l’insufficienza dei progressi in quest’ambito, la Commissione ha trasmesso un parere motivato supplementare nel giugno 2015, nel quale si esortava l’Italia a trattare adeguatamente 50 siti che rappresentavano ancora una minaccia per la salute e l’ambiente. Nonostante alcuni progressi, nel maggio 2017 non erano ancora state adottate le misure necessarie per adeguare o chiudere 44 discariche. Nell’intento di accelerare il processo la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
A norma del diritto dell’UE, gli Stati membri sono tenuti a recuperare e smaltire i rifiuti in modo tale da non mettere in pericolo la salute umana e l’ambiente, vietando l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti. In Europa si dovrebbero svolgere solo attività di discarica sicure e controllate. La direttiva sulle discariche (direttiva 1999/31/CE del Consiglio) stabilisce norme per proteggere la salute umana e l’ambiente, in particolare le acque superficiali, le acque freatiche, il suolo e l’atmosfera dagli effetti negativi della raccolta, del trasporto, del deposito, del trattamento e dello smaltimento e mira a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative delle discariche di rifiuti, durante l’intero ciclo di vita della discarica.Esistono molti modi per smaltire i rifiuti. L’interramento nel suolo, ossia nella discarica, è il modo meno sostenibile dal punto di vista ambientale e dovrebbe essere limitato al minimo assoluto.Questa causa fa parte di un esercizio orizzontale che interessa altri sei Stati membri: Bulgaria, Cipro, Spagna, Romania, Slovenia e Slovacchia. La Corte ha già pronunciato sentenze di condanna nei confronti di Bulgaria, Cipro e Spagna.

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Il ministro Galletti, le discariche e il pallottoliere

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

parlamento europeodi Marco Affronte, portavoce M5S al Parlamento europeo. Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che già non ha competenze ambientali per occuparsi del suo Ministero, certo farebbe fatica a trovare posto al Ministero delle Finanze. Pare infatti che coi numeri non abbia molta dimestichezza. Come sappiamo l’Italia è da tempo in infrazione europea per via delle molte discariche abusive sparse sul territorio. Nonostante anni e anni di “avvertimenti”, il nostro Paese s’è fatto pescare in infrazione per 198 discariche. Con sentenza del dicembre 2014 la UE ci ha condannato a pagare 42,8 milioni di Euro all’anno. Nel frattempo qualche discarica abusiva è stata chiusa (ma qualcun’altra è venuta alla luce) e l’Italia deve ancora bonificare la bellezza di 133 discariche. La lista completa aggiornata a giugno 2016, con due mesi di ritardo rispetto al previsto, è stata pubblicata ieri (la trovate in fondo a questo post).Nel marzo del 2016 Galletti, rispondendo ad un “question time” alla Camera, ha promesso che avrebbe stanziato 290 milioni di Euro per le bonifiche (qui il link), somma necessaria secondo i piani regionali. Purtroppo quei soldi non pare siano stati spesi. E, come detto, ci sono ancora 133 discariche abusive sul suolo nazionale. Appena 22 in meno di sei mesi fa. Lo sa anche il “Ministro”, che due giorni fa ha ripromesso, sempre in un “question time” alla Camera: “Abbiamo adottato un Piano straordinario di bonifica su 45 discariche in attuazione della legge di stabilità 2014: con le risorse disponibili sono stati immediatamente finanziati interventi per oltre 68 milioni. Con questi soldi potremmo mettere in sicurezza 29 discariche in Abruzzo, Puglia, Sicilia e Veneto”. E le altre 88 discariche? Le lasciamo lì? E i 290 milioni promessi a marzo, che fine anno fatto?
Galletti farebbe meglio a promettere di meno e a fare di più. Anche perché intanto il tassametro europeo corre a 40 milioni all’anno di multe. La situazione è ancora più grave se consideriamo il fatto che l’elenco dei siti non viene aggiornato, ma è bloccato alla data della sentenza. Logico, in quanto trattasi di una “fotografia” scattata al giorno della sentenza, ma assurdo se pensiamo che il quadro è in continua evoluzione e la situazione attuale non contempla l’ingresso dei nuovi siti che vengono scoperti. E ce ne sono parecchi.Per quest’ultimo aspetto, sconcertante, abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione europea, in modo da fare lue sul reale operato del Governo: “L’Italia è in procedura di infrazione a seguito della sentenza del 2/12/14 (caso C-196/13, procedura di infrazione 2003/2077) per le discariche abusive non bonificate sul territorio nazionale. Al terzo aggiornamento, primo semestre 2016, tali discariche sono 133, contro le 198 iniziali. Purtroppo è da rilevare che tale lista non rappresenta un quadro esaustivo della situazione delle discariche abusive in Italia, in quanto la lista non è dinamica, ma ad esaurimento: non è contemplato, infatti, che entrino in lista le nuove discariche che in questi ultimi anni siano state scoperte. Dato che però, invece, sono molti i casi di nuove discariche abusive venute alla luce in questi anni,Si domanda alla Commissione Europea:
– attraverso quali procedure sia possibile segnalare alla Commissione i casi di nuove discariche abusive in Italia;
– come ritenga di procedere affinché, una volta verificatane l’esistenza, anche queste nuove discariche siano bonificate”.

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Infrazioni comunitarie: Multe da 476 milioni di euro all’anno per l’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

corte di giustizia europeaSono 110 gli agglomerati condannati secondo la prima (in totale sono tre) procedura di infrazione inflitta all’Italia dall’Unione Europea per mancato adeguamento di impianti e reti di depurazione. In Sicilia sono 43 gli agglomerati di oltre 40.000 abitanti/equivalenti coinvolti con 80 interventi – solo Palermo ne ha circa 10.“I motivi dei ritardi sono legati alla pessima gestione delle rete idriche: manca il concetto di sistema idrico integrato – afferma Vania Contrafatto, Assessore per l’Energia e i servizi di pubblica utilità Regione Sicilia – “Ci sono ancora nella nostra Regione realtà che a Roma chiamano “i pozzettari”, reti idriche gestiti dai singoli cittadini che ostacolano le opere in atto. Nonostante questa anarchia di sistema, da quando la Presidenza del consiglio mi ha nominato Commissario Straordinario per la progettazione, l’affidamento e la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione, sono già stati avviati 10 interventi. Entro la fine dell’anno partiranno altri 10 e nei primi mesi del 2017 saranno avviati i restanti con l’obiettivo di avere una rete idrica funzionante entro il 2020.” “La Regione Sicilia è una terra meravigliosa con dei paesaggi che non hanno nulla da invidiare ai luoghi esotici, – continua Contrafatto – ma la mala gestione non ha dato un bel biglietto da visita. Siamo quindi qui a Watec Italy per trovare soluzioni innovative e tecnologiche per restituire alla Sicilia la bellezza che merita.”
Sono 40 i Paesi coinvolti, 50 le aziende che partecipano e 60 i relatori – tra esperti, accademici e decisori – che nei prossimi 3 giorni si confronteranno e accenderanno l’attenzione, con le loro testimonianze, sui temi più stringenti legati al trattamento e alla tutela della risorsa idrica, bene tra i più preziosi.Nelle conferenze, saranno approfondite tematiche come: il trattamento delle acque reflue industriali e i sistemi di distribuzione; la gestione delle acque reflue; la gestione urbana e rurale dell’acqua; la desalinizzazione nelle isole del Mediterraneo; il cambiamento climatico; l’acqua e l’agricoltura sostenibile; acqua e finanza; le perdite idriche. Fra i relatori si avvicenderanno importanti figure come l’onorevole Fulvio Martusciello, membro del Parlamento Europeo; Pavel Misiga, direttore pro-tempore della direzione generale Ambiente della Commissione Europea; il vice commissario per gli Affari Istituzionali presso il Dipartimento Ambiente della città di New York Eric Landau; un alto rappresentante della Banca Mondiale, Alexander Danilenko, che tratterà il tema “Acqua pubblica e sanità”; il professor Corrado Clini che, nell’ambito della conferenza sui cambiamenti climatici, effettuerà un approfondimento su Venezia, affrontando temi come la gestione delle maree, il trattamento dei fanghi e il caso di Porto Marghera. Sarà inoltre presente Vania Contrafatto, assessore per l’Energia e i Servizi di pubblica utilità della Regione Sicilia.Tra gli obiettivi di Watec Italy 2016 vi è quello di supportare le imprese partecipanti nel riconoscimento di linee finanziarie eleggibili in grado di posizionarle sui principali mercati esteri. Esperti di finanziamenti europei (a gestione diretta e indiretta) e nazionali (SACE) saranno consulenti delle aziende che esporranno. Inoltre, delegazioni provenienti da tutto il mondo – Nigeria, Australia Benelux, India, Israele, Cina Singapore, ecc. – sono state selezionate come potenziali buyers per avviare importanti iniziative a supporto dell’Export Credit e del trasferimento tecnologico.Prema Zilberman, direttore generale di Kenes Exhibitions, ha affermato: “Crediamo che Watec Italy 2016 sia una vetrina importantissima per le aziende italiane e venete che si occupano del trattamento dei reflui industriali e civili e un’occasione per le industrie dei settori maggiormente inquinanti di interagire con realtà di eccellenza e adottare nuove tecnologie per migliorare la sostenibilità idrica di produzione. La scelta di organizzare una mostra convegno sull’acqua proprio in Italia, a Venezia, nasce da molteplici fattori, in primis dalla presenza di eccellenze industriali che producono infrastrutture e tecnologie innovative, dalla centralità commerciale che da sempre contraddistingue questo territorio e dalla consapevolezza che qui l’acqua ha sempre giocato un ruolo vitale”.Watec Italy 2016 è patrocinato dalla Commissione e Parlamento europeo e dal New York City Environmental Protection Department e realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Sicilia, ICE – Istituto nazionale per il Commercio Estero, Confindustria Venezia, Porto di Venezia, Anbi Veneto, SSCE, Italveco, IBNET, Danieli Plant Engeeniring, Boer Group, Consorzio Arica, Coldiretti Veneto, RWL Water.

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Verbali al codice della strada e multe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

La seconda sezione civile con un’ordinanza pubblicata in data odierna 13 giugno 2011 conferma l’orientamento giurisprudenziale predominante in tema di termini del deposito dei ricorsi alle multe per infrazioni al codice della strada. Lo rileva Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti”. Secondo la Suprema Corte è pertinente a tal fine, solo la data del timbro postale e non quella di arrivo dell’atto in cancelleria. Nel caso in cui il plico con il ricorso giunga presso il Giudice di Pace dopo la scadenza del termine di legge, l’impugnazione è da ritenersi comunque effettuata tempestivamente. Come è noto, infatti, la sentenza n. 98/2004 della Corte costituzionale era intervenuta sull’articolo 22 della legge 689/81 chiarendo, si riteneva definitivamente, il termine per l’impugnazione dei verbali. Secondo la nota decisione della Consulta, risulta che quando l’opposizione è notificata mediante raccomandata con ricevuta di ritorno è rilevante ai fini del computo del termine, soltanto la data in cui il notificante ha consegnato il plico alla posta ciò in relazione al combinato disposto con l’articolo 149 Cpc e con l’articolo 4 della legge 890/82. Se la consegna materiale del plico è avvenuta entro il termine previsto dalla disposizione di cui all’articolo 22, non rileva che l’atto sia in seguito arrivato alla cancelleria del giudice oltre il termine previsto per il ricorso. Nel caso di specie gli ermellini hanno accolto con rinvio il ricorso del trasgressore.

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Sicurezza sul lavoro: più di 2mila infrazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Il dossier statistico esamina il periodo che va da gennaio ad ottobre 2010. In quest’arco temporale, gli analisti del Cfs Edilizia di Atripalda disegnano la cartina delle inadempienze riscontrate nei 300 cantieri irpini, verificati più volte, per un totale di 559 visite di consulenza.
Nove le categorie che strutturano il report: impianti di cantiere, dispositivi di protezione individuale, adempimenti, scavi, impianti elettrici, macchine, ponteggi-andatoie-ponti, servizi igienico assistenziali, lavori in sotterraneo. Ognuna delle classi, oggetto di verifica, riporta sia il numero delle infrazioni registrate per sottocategoria di appartenenza sia il numero totale delle inosservanze individuate nel periodo temporale preso in considerazione. Ogni inadempienza è poi calcolata in valore assoluto ed in percentuale rispetto al totale delle infrazioni censite.  Per Di Giacomo (presidente Cfs Edilizia Avellino) occorre: “Investire maggiormente in formazione trasversale per elevare nei nostri cantieri gli standard di sicurezza” E per Solimene (direttore Cfs Edilizia Avellino): “Dati preoccupanti ma che non sono una novità. Necessaria una nuova mentalità, nei manager e negli operai, che pone la sicurezza al centro dei processi produttivi” L’Osservatorio Cfs conta, infatti, 759 violazioni che equilvalgono al 32,9 per cento del totale delle inosservanze evidenziate nei primi dieci mesi dell’anno. La normativa di settore stabilisce che quando si fanno lavori superiori a 2 metri di altezza è necessario ricorrere a sistemi di protezione per evitare cadute dall’alto sia di cose che di persone. Su questo fronte, i dati territoriali evidenziano diversi gap. Primo fra tutti la mancanza di sottoponti ovvero di ponti di sicurezza messi al di sotto del piano di lavoro. Quando si costruisce un fabbricato, la legge, in pratica, prevede la realizzazione di sottoponti, a distanza non superiore di 2 metri e 50 centimetri dal ponte base di lavoro, funzionali a scongiurare la caduta di materiale dall’alto. Qui le infrazioni, nei cantieri edili irpini, arrivano a quota 151: il 6,5 per cento del totale registrato. E gli allarmi continuano negli intavolati pericolanti (base di lavoro che deve essere realizzata con tavole fra loro aderenti e fissate in modo da non scivolare) e parapetti inadeguati, non messi in totale sicurezza con inadempienze che ammontano rispettivamente a 135 (5,8%) e 124 (5,3%) casi nel periodo oggetto d’analisi. Sul podio generale della classifica nera delle irregolarità più numerose entrano anche, al terzo posto, gli adempimenti di natura organizzativa con il 17,8 per cento del totale delle infrazioni che tradotto in valore assoluto vuol dire 410 casi di illeciti individuati. Da gennaio ad ottobre 2010, i tecnici del Cfs registrano nei cantieri della provincia di Avellino 81 violazioni (3,7%) per mancanza di piani operativi di sicurezza, 70 inosservanze per totale carenza di notifiche preliminari cioè l’obbligo di comunicare all’Asl e all’Ispettorato del Lavoro di competenza l’inizio di un lavoro edile. Terzo lacuna: informazione e formazione dei lavoratori. Sessantatrè infrazioni, pari al 2,7 per cento del totale, che misurano, in sostanza, il dato delle imprese edili endogene che non hanno ancora provveduto a far svolgere ai propri lavoratori una formazione preventiva di 8 ore obbligatoria per legge già con la 626. Ma le infrazioni non finiscono qua. Ed investono altri campi d’intervento lavorativo come i macchinari adoperati per un cantiere che difettano di protezioni adeguate (10,2% delle infrazioni sul totale) e gli scavi di lavoro dove l’inosservanza più comune è rappresentata dall’assenza di appropriati transennamenti (58 casi di settore). Problemi anche per gli impianti di cantiere dove, ad esempio, recinsioni non sicure, che delimitano un’area di lavoro, si manifestano in 47 casi d’infrazione.

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Scoop contagiosi: Viagra senza ricetta

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Dopo Striscia la notizia, anche altri giornali stanno avviando inchieste sulla dispensazione di farmaci etici senza prescrizione. L’iniziativa più recente si deve al Giornale di Monza: un suo inviato ha chiesto, senza esibire la ricetta, prodotti per  la disfunzione erettile, ottenendoli in due delle quattro farmacie monzesi interpellate. “Come presidente dell’Ordine provinciale competente” dichiara il Presidente della Federazione Andrea Mandelli “ho ufficialmente chiesto al giornale di comunicarci in quali farmacie è stato ottenuto il farmaco senza ricetta. Infatti questo genere di denunce resta monco se i mass media non rilasciano le informazioni necessarie a perseguire i responsabili delle infrazioni, e se tutto si traduce nella generica denuncia “dei farmacisti”, a discapito delle decine di migliaia di colleghi che ogni giorno svolgono con dedizione il loro lavoro”. Per Andrea Mandelli la linea è chiara e, peraltro, era già stata enunciata in occasione del servizio di Striscia la notizia, quando Mandelli aveva esortato a denunciare agli Ordini questi comportamenti.  “E’ triste che persistano questi violazioni del codice etico malgrado il costante richiamo della Federazione al rispetto delle regole ” prosegue Mandelli “e malgrado non sia la prima volta che televisione e giornali riportano questi episodi a danno di tutta la professione. Non è accettabile soprattutto ora che, grazie all’impegno di tutti,  si va affermando la centralità della farmacia come presidio del Servizio sanitario grazie proprio alla professionalità del farmacista.  Non è con una difesa d’ufficio che si tutela la professione, ma perseguendo chi ne mette in gioco la credibilità. E approfitto per ringraziare i numerosissimi colleghi che, a tutti i livelli, hanno manifestato il loro appoggio all’azione della Federazione con lettere e mail”. In conclusione Mandelli tiene a sottolineare un aspetto che rischia di essere sottovalutato: ” Anche quando si saranno eliminate le inosservanze da parte dei farmacisti, sarà sempre possibile per chiunque ottenere facilmente senza prescrizione questi e altri farmaci attraverso l’e-commerce, come ricordato anche da una recente indagine commissionata dalla casa farmaceutica Pfizer. Il nodo resta l’educazione delle persone, educazione che deve cominciare dalle scuole e per la quale la Federazione si è detta da tempo disponibile a mettere in campo le sue risorse”. (fonte farmacista33)

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Donne al volante

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

donna al volante1Il 65% delle infrazioni commesse dalle automobiliste italiane non viene sanzionato. Questo il primo dato emerso dall’indagine commissionata da Assicurazione.it, comparatore online di preventivi RC auto e moto, all’istituto di ricerca TNS Italia.  Parlare al cellulare mentre si guida è l’infrazione più comune, commessa dal 51% delle intervistate. Al secondo posto di questo podio particolare una sorpresa che infrange uno stereotipo importante: le donne al volante corrono, e parecchio. Ben il 49% delle automobiliste italiane ha infranto il limite di velocità nel corso degli ultimi 12 mesi e, se questo non bastasse, nel 30% sono passate col rosso e senza allacciare le cinture di sicurezza. A concludere questa cinquina di cui sarebbe meglio non vantarsi altre due violazioni del codice piuttosto gravi: il non mantenere le distanze di sicurezza (29%) e il parcheggiare in zone non consentite (19%).Nell’ultimo anno, secondo la ricerca condotto per conto di Assicurazione.it, il 59% delle patentate italiane è stato coinvolto in un incidente stradale. In questo caso cosa accade? Nel 74% delle circostanze si ricorre alla constatazione amichevole, ma ben oltre 600.000 italiane, magari per evitare le ire dei compagni, hanno preferito pagare di tasca propria l’altro conducente piuttosto che rivolgersi alla compagnia assicurativa. Avranno fatto bene? In media la loro spesa è stata di 200€, quasi il doppio di quanto sarebbe aumentato il loro premio cambiando classe di merito, se si fossero rivolte a un comparatore prezzi come Assicurazione.it ed avessero confrontato le offerte di diverse compagnie.  Sempre secondo l’indagine, le donne sono molto più inclini a risolvere la questione dell’incidente indennizzando l’altro conducente rispetto a quanto non lo siano gli uomini (41% rispetto a 26%)  Secondo il Prof. Gianluca Castelnuovo, docente di Psicologia all’Università Cattolica di Milano,.”  Di emozioni al volante, si sa, se ne vivono tante. La più intensa, forse, è la rabbia per un comportamento scorretto tenuto dagli altri. L’indagine condotta da TNS per Assicurazione.it ha messo in luce anche quali micce accendono l’ira delle donne al volante. L’80% delle automobiliste italiane si è trovata coinvolta in litigi con altri conducenti. Nel 54% dei casi si infuriano per l’esecuzione di manovre pericolose, nel 53% perché non gli viene data la precedenza e, nel 40% perché un altro mezzo ostruisce la carreggiata. Ai rumori, invece, sembra ci siano abituate e l’uso eccessivo del clacson occupa, assieme all’ostruzione del passo carrabile, l’ultimo posto nella classifica dei motivi d’ira delle automobiliste italiane (16%). E’ divertente notare, infine, come le donne siano molto meno tolleranti rispetto agli uomini per quanto concerne gli insulti ricevuti da altri automobilisti. Fanno perdere le staffe al 27% delle automobiliste, quasi 10 punti percentuali in più rispetto a quanto non accada agli uomini. (donna al volante)

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Mense scolastiche romane

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

“In esito alle vicende relative alle mense scolastiche, riportate questa mattina dagli organi di stampa, si rappresenta che nel corso del passato anno scolastico nessuna verifica effettuata dai NAS nelle mense scolastiche romane, ha rilevato infrazioni. Ciò è il risultato della notevole attenzione prestata alla qualità dei prodotti somministrati e ai rigorosi e puntuali controlli delle dietiste comunali e delle Imprese preposte al controllo di conformità del servizio di ristorazione scolastica erogato in tutte le scuole, anche attraverso analisi di laboratorio”. E’ quanto comunica in una nota tecnica l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Roma. “Ricordiamo che la città di Roma vanta un servizio mensa, nelle strutture scolastiche, di qualità elevata garantita anche attraverso un quotidiano e puntuale monitoraggio che assicura il rispetto da parte delle aziende della qualità del cibo somministrato. “Questa amministrazione intende promuovere maggiormente tale servizio tra le famiglie degli alunni romani, attraverso un’azione di informazione sull’importanza di offrire ai bambini un menù equilibrato sia dal punto di vista nutrizionale che dietetico, in linea con la nostra dieta Mediterranea, dando vita ad un vero e proprio Progetto di educazione alimentare che contrasti i disturbi del comportamento alimentare”. E’ quanto dichiara l’assessore Laura Marsilio.

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Trasporto stradale

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2009

Il Parlamento europeo ha adottato un pacchetto legislativo che fissa norme comuni sull’accesso al mercato del trasporto internazionale di merci su strada e su quello ai servizi di trasporto effettuati con autobus, nonché sulle condizioni da rispettare per esercitare l’attività di trasportatore. A rigorose condizioni, sarà possibile effettuare fino a tre trasporti di cabotaggio successivi, mentre, nei viaggi in autobus, i conducenti potranno lavorare fino a 12 giorni consecutivi.  Il regolamento stabilisce che per effettuare i trasporti internazionali è necessario il possesso di una licenza comunitaria e, qualora il conducente sia cittadino di un paese terzo, anche di un attestato di conducente. Fissa quindi le condizioni per il loro rilascio o rifiuto e per l’eventuale ritiro, nonché le sanzioni da infliggere ai trasportatori in caso di infrazione grave al regolamento stesso e le forme di cooperazione tra gli Stati membri per trattarle. Rientrano nel campo d’applicazione del regolamento i trasporti internazionali di merci su strada per conto terzi per i percorsi effettuati nel territorio della Comunità. Nel caso di un trasporto da uno Stato membro verso un paese terzo e viceversa, il regolamento si applica alla parte di percorso effettuato sul territorio di qualsiasi Stato membro attraversato in transito. Non si applica invece alla parte di percorso effettuato sul territorio dello Stato membro di carico o di scarico fintanto che non sia stato concluso il necessario accordo tra la Comunità e il paese terzo interessato.   Altri tipi di trasporto e spostamenti a vuoto, come i trasporti postali effettuati nell’ambito di un regime di servizio universale o i trasporti di veicoli danneggiati o da riparare, non richiederanno una licenza comunitaria e saranno esentatati da ogni autorizzazione di trasporto. D’altro canto, il regolamento si applicherà, a determinate condizioni, ai trasporti nazionali di merci su strada effettuati a titolo temporaneo da un trasportatore non residente (cabotaggio).

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