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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘inganno’

Greensill: un altro inganno per i risparmiatori?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

Greensill come la crisi dei subprime? Ancora una classica operazione speculativa, con possibili pericolose conseguenze sistemiche.Nei giorni scorsi il gruppo finanziario Greensill ha portato i suoi libri contabili in tribunale a Londra e dichiarato insolvenza. Greensill Capital è un fondo londinese che porta il nome del suo fondatore.La sua “mission” iniziale era la finanza della supply-chain: anticipare il pagamento delle fatture, emesse da clienti e fornitori minori nei confronti delle grandi corporation, garantendo loro incassi più celeri. I fornitori erano contenti di ottenere i pagamenti dovuti e, quindi, di sottrarsi ai tempi lunghi delle corporation. In seguito, la Greensill Capital portava le fatture all’incasso presso le grandi imprese, ottenendo naturalmente un certo premio. Queste ultime vedevano, con soddisfazione, allungarsi i tempi di pagamento. Purtroppo, però, non tutti i bilanci delle imprese coinvolte erano, e sono, trasparenti e solidi.Il sistema veniva propagandato come una “democratizzazione del capitale e della finanza”. Ovviamente, la “monetizzazione” degli asset acquisiti (le fatture da incassare) veniva trasformata in investimenti o in crediti per altre imprese. Ancora più importante era la cartolarizzazione delle fatture acquisite che venivano “impachettate” con altri prodotti finanziari e titoli vari da piazzare agli investitori, in particolare quelli istituzionali. Proprio come accadde negli Usa con i subprime prima della Grande Crisi.Il sistema veniva internazionalizzato con una rete finanziaria, attraverso la creazione di istituti e di banche, la realizzazione di rapporti con grandi organismi finanziari e assicurativi e la partecipazione attiva in importanti operazioni di finanziamento o di acquisizione di altre corporation. Ciò è avvenuto con la “benedizione” della City, del governo di Londra e persino della Casa Reale britannica. Lex Greensill è stato consulente speciale per gli affari finanziari del governo di David Cameron, il quale nel 2018 ebbe l’incarico di special adviser della Greensill Capital. A coronamento di tutto ciò, la regina Elisabetta II nel 2017 nominò Lex Greensill “Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico”. Il cerchio magico si era così chiuso.Di fronte a un così promettente pedigree, gli investitori sono stati pronti a partecipare all’affaire. Prima il fondo americano di private equity, General Atlantic, poi il conglomerato industriale-finanziario giapponese, SoftBank Group. Intanto, il valore di mercato della società aumentava quotidianamente. Del resto, oggi si stima in 55.000 miliardi di dollari il mercato supply-chain. Con la cartolarizzazione, i “titoli salsiccia”, ovviamente con rendimenti superiori a quelli delle normali obbligazioni di Stato, sono stati piazzati a importanti clienti, tra cui la Global Asset Management (GAM), società di gestione patrimoniale svizzera. Anche il Credit Suisse ne avrebbe comprato per i propri clienti per almeno 10 miliardi di dollari. Per rendere i titoli più attraenti era necessario che fossero coperti da importanti compagnie assicurative internazionali. E qui entrò in campo la giapponese Tokyo Marine, che l’anno scorso, verificata la mancanza di solidità della Greensill Capital, decise di non rinnovare le garanzie assicurative su 4,6 miliardi di dollari di crediti.Nel 2014, Greensill Capital acquistò una banca tedesca, la Nordfinanz Bank AG di Brema, poi Greensill Bank AG, usata per espandere le operazioni della casa madre in molti settori e per raccogliere fondi anche da piccoli risparmiatori. L’iniziale affidabilità della banca ha spinto molti comuni e altri enti pubblici tedeschi a investire in questi “titoli salsiccia”. Ora, purtroppo, la banca è esposta per oltre tre miliardi di euro. Perciò la Bafin, l’equivalente della nostra Consob, è stata costretta a sospendere la licenza e a fermare tutte le operazioni finanziarie della banca. Le conseguenze globali dell’insolvenza della Greensill Capital sono tutte da verificare. Il rischio sistemico deve essere ancora misurato. La vicenda segue altri casi simili, come quelli di Wirecard e di GameStop. Il ripetersi di questi disastri finanziari speculativi ripropone l’urgenza di una seria riforma del sistema finanziario internazionale e, comunque, almeno di un coordinamento tra le agenzie di controllo per tutelare i risparmiatori e i settori delle economie reali. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Libro di Nicola Porro: Le tasse invisibili. L’inganno di stato che toglie a tutti per dare a pochi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Uscita prevista: fine ottobre. Un’inchiesta sulla più grande ingiustizia del nostro paese: le tasse invisibili. L’autore smonta i luoghi comuni con la forza delle idee e di dati inoppugnabili, attingendo agli insegnamenti degli economisti di ogni epoca per metterci sull’avviso: date a Cesare quel che è giusto dare.
Pagare le tasse è dovere di ogni onesto cittadino, ma uno stato che si rispetti ha il dovere ancora più imprescindibile di imporre tributi equi e trasparenti. E invece, guardando all’intrigo di tasse e balzelli italiani, si scopre che il contribuente di casa nostra è continuamente assillato da richieste di denaro che somigliano a una ingiustificata fregatura. Dalle tasse pensate a fin di bene che generano disastri, come la tobin tax sulle transazioni finanziarie, a quelle invisibili, come l’obbligo del seggiolino tecnologico o dell’auto ecologica, introdotti secondo principi apparentemente inattaccabili ma che colpiscono soprattutto i meno abbienti. O ancora, le tasse apparentemente basse, come quelle universitarie, che tuttavia rappresentano un costo per la collettività a favore di pochi privilegiati. (by La Nave di Teseo)

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Riduzione tasse è inganno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

Tasse“Il ministro dell’economia Padoan è sempre più in imbarazzo: a ‘Porta a Porta’ ha sbugiardato Renzi sul taglio delle tasse, affermando che nel 2017 non ci sarà nessun taglio sull’Irpef, a differenza di quanto aveva annunciato il premier. Oggi ha provato goffamente ad arrampicarsi sugli specchi nascondendosi dietro fantomatici tagli di spesa nonostante una crescita rallentata dimostrata dalla revisione al ribasso delle stime sul Pil. Come al solito il governo gonfia il petto con gli annunci propagandistici che poi vengono clamorosamente smentiti: altro che governo della riduzione delle tasse. Renzi mostra ancora una volta la sua faccia da illusionista, è l’ennesimo inganno nei confronti degli italiani”. E’ quanto afferma il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.

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Renzi in un mare di guai

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Maggio 2015

Banca d'ItaliaNon bastassero i dati ballerini che adesso i sondaggi sulle regionali ci raccontano (con partite apertissimi dove invece il Pd credeva di vincere a mani basse) ma per il premier i fronti aperti si stanno moltiplicando e sono tutti caldi e ad alto rischio implosione”. Lo scrive “Il Mattinale” ( http://www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Con il problema dei problemi che neanche le sue barzellette sono mai riuscite a celare. I conti che non tornano e che alla fine della giostra demoliranno lui e il suo fragile a arrabattato esecutivo. Ieri per il povero Matteo Renzi è arriva un’altra, l’ennesima, doccia fredda: nuovo record per debito pubblico Italiano: ‘il debito delle Amministrazioni pubbliche – ha fatto sapere Palazzo Koch – è aumentato in marzo di 15,3 miliardi, a 2.184,5 miliardi superando il precedente massimo di 2.169 toccato nel mese di febbraio’. E adesso come la mettiamo, caro Renzi? E adesso come la mettiamo, caro Padoan? Il ministro dell’Economia e delle finanze non ci aveva detto che il debito doveva stabilizzarsi nel 2015 e scendere dal 2016? Come mai continua a crescere e Bankitalia ha certificato un nuovo record? Domande senza risposta. Il governo non commenta i dati scomodi. Fa solo spot pubblicitari, nulla di più”. “Ci avevano raccontato che le Province, con il famigerato provvedimento Delrio, sarebbero scomparse, e con esse i costi per lo Stato. Falso: le Province vivono e costano come prima – ci dice la Corte dei Conti – continuando a spendere la bellezza di 7 miliardi all’anno”. “E sulle pensioni? Continua la grande lite tra Renzi e Padoan dopo la decisione della Corte costituzionale. Renzi vuole posticipare il decreto per ragioni di opportunismo elettorale; Padoan, per i suoi impegni in sede europea, vuole farlo subito anche se a costi ridotti, ridottissimi. Evidentemente vorrebbe accontentare l’Europa, ma scontentando 5-6 milioni di pensionati. In ogni caso siamo di fronte a un imbroglio. Un imbroglio nei confronti dell’Europa, ma un imbroglio soprattutto nei confronti di quei pensionati che dopo la sentenza della Consulta aspettano di riavere i propri soldi. Noi diciamo basta, che si faccia un decreto, che restituisca tutto a tutti, e che Renzi si assuma le sue responsabilità. Altro che tesoretto”. “Altro fronte aperto è quello della scuola. Renzi litiga con i sindacati? È uno scontro per finta. Non c’entrano i contenuti, ma solo la lotta di potere all’interno del Partito democratico. Da una parte i renziani, dall’altra i “sindacalisti” del Pd. E chi ci rimette è chi vorrebbe una scuola seria ed una riforma degna di questo nome. Altro che assunzioni clientelari senza concorso e senza merito”, conclude “Il Mattinale”.

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Inganno padano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2012

“‘Inganno padano. La vera storia della Lega Nord’ non contiene alcuna falsità o insulto nei confronti del Carroccio e dei suoi esponenti, ma solo fatti concreti e incontrovertibili, scrupolosamente verificati, sui quali invitiamo i vertici locali e nazionali della Lega Nord a confrontarsi con noi. Cosa che sino ad ora, pur invitati alle varie presentazioni del volume che sono state organizzate in giro per il Paese, hanno sempre ritenuto opportuno di non fare. Invito che ribadiamo anche in questa sede”. Così i giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano, autori del saggio “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, giunto alla terza ristampa e pubblicato dalla casa editrice palermitana La Zisa, rispondono agli attacchi dei giorni scorsi da parte dei vertici di via Bellerio. “Ci permettiamo anche di ricordare – aggiungono – che la prima copia del volume è stata spedita a suo tempo allo stesso Umberto Bossi con l’invito a segnalare le possibili inesattezze contenute nel volume. Segnalazioni che non sono mai arrivate”.
Il libro: Fabio Bonasera, Davide Romano, “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, Prefazione di Furio Colombo, Ed. La Zisa, 3a ristampa. Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere.
Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare a Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.
Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista. Ha lavorato per molti anni nell’ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate ed è stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato, tra l’altro: Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005); La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007).

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Manovra: inganno su auto blu

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Si legge nell’art. 2 della manovra che le auto blu oggi in servizio, che non devono superare i 1600cc di cilindrata, possono essere utilizzate fino alla loro dismissione o rottamazione e non possono essere sostituite. Si tratta dell’ennesima presa in giro ai danni degli italiani per ciò che concerne le false promesse di tagli ai costi della politica. Infatti, purtroppo, non tutti i cittadini sanno che le auto assegnate in dotazione a Ministri e Sottosegretari sono acquisite dal Ministero dei Trasporti mediante contratti di noleggio. Non ci vuole certo un grande azzeccagarbugli per scoprire l’inganno… Lo dichiara l’on. Francesco Cosimi Proietti di Futuro e Libertà per l’Italia.

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Inganno padano

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

“Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord” di Fabio Bonasera e Davide Romano,  Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90 (www.lazisa.it) Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi. Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista professionista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino. Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista pubblicista. Ha lavorato per molti anni nell’ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate ed è stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98.

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“L’inganno quotidiano”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Alcuni contributi tratti dal libro “L’inganno quotidiano” “I media in generale, e l’informazione giornalistica e televisiva in particolare, non sono né formativi né esaurienti nel trattare i temi legati ai diritti umani, questo è quanto emerge dal pareri di esperti. Esame che evidenzia come, innanzitutto, i diritti umani facciano sì parte dell’informazione ma non ne costituiscano quasi mai l’elemento motore. È la citazione a prevalere piuttosto che la trattazione e l’analisi approfondita dei temi dei diritti umani poiché  tali, cosa che, sottolinea l’International Council on Human Rights Policy di Ginevra, ostacola la qualità dell’informazione. E la qualità dell’informazione gioca un ruolo decisivo nella formazione della conoscenza e della coscienza del pubblico… La maggior presenza dei diritti è confermata anche dai professori Pellerey e Pastorino, ma è una presenza “condizionata da motivazioni polemiche esterne al valore proprio del diritto”. Vale a dire, i diritti umani hanno ragion d’essere richiamati solo in funzione delle strategie generali delle testate giornalistiche, della possibilità che questi offrono di “confermare o giustificare e comprovare l’interpretazione del mondo, le visioni generali dei motori esplicativi dei fatti, sostenuta e promossa dalle testate”… La professoressa Zanetti ci descrive un quadro assai poco edificante: strumentalizzazione dei media per sensibilizzare l’opinione pubblica, violazione della Convenzione di Ginevra per la divulgazione di immagini di prigionieri di guerra, uso propagandistico dell’informazione rispetto ai presunti legami tra Iraq e al-Qaeda sul tema delle armi proibite nelle mani del dittatore iracheno.
“… Forse lo spirito di questa operazione è ardito, ma è proprio quello di cui necessitano sempre le imprese coraggiose e pionieristiche. Le naturali conclusioni sono indicate da Giuseppe Giliberti: esiste un deficit culturale sui temi dei diritti umani che va colmato intervenendo nei processi formativi, dalle strutture scolastiche di base fino alle scuole di formazione della professione di giornalista” (dalle conclusioni di Massimo Persotti – Amnesty International).  “Sono passati oltre due secoli, ma i paesi al mondo nei quali si può dire siano veramente riconosciuti il diritto di espressione e la libertà di stampa sono una trentina. Nei restanti 150 queste libertà sono pressoché sconosciute. Tra questi, poi, vi sono 21 paesi che addirittura utilizzano ogni mezzo per reprimere la libertà di stampa e i diritti fondamentali dell’uomo, fino ad arrivare a macchiarsi di crimini contro l’umanità”.

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Arlecchino

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

Bologna 16 marzo alle ore 21, Teatro Dehon Via Libia, 59  la Compagnia Alfa Prosa di Torino, presenta “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni. Regia di Augusto Grilli. Scene, costumi e luci di Alfa Prosa.  Al centro della commedia troviamo Arlecchino, servo di due padroni, che, per non svelare il suo inganno e per perseguire il suo unico intento, ovvero mangiare a sazietà, intreccia la storia all’inverosimile, creando solo equivoci e guai. La commedia si apre a Venezia in casa di Pantalone de’ Bisognosi, anziano mercante che sta assistendo alla promessa di matrimonio tra sua figlia, Clarice, e Silvio, figlio del Dottore Lombardi. I due sono innamorati ed è una fortuna che possano promettersi, dato che Federico Rasponi, agiato torinese a cui Clarice era destinata, è morto in una lite a causa della di lui sorella Beatrice. Pantalone è un ricco anziano mercante; Brighella è un locandiere e la sua attività è fruttuosa: tanti sono i clienti e i camerieri che lavorano alla sua locanda. Florindo intrattiene affari con diversi mercanti durante il suo alloggio a Venezia, e Beatrice orchestra l’inganno ai danni di Pantalone per i soldi della dote. Un quadro particolare della borghesia che sta emergendo. Truffaldino e Smeraldina sono i due servi, ma vengono comunque esaltati dall’autore per la loro prontezza e scaltrezza, per la loro capacità di adattarsi e di sopravvivere. Nella commedia emerge anche la distanza tra i giovani e vecchi. Prezzo: Intero: 15 Euro Ridotti: 10 Euro (arlecchino)

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L’inganno

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Varie sono le correnti che illudono, ingannano o incantano, come la maga Circe, l’uomo di essere Assoluto, per ridurlo poi al misero stato di maialino. L’antropocentrismo naturalista, che ci venne suggerito nell’Eden “eritis sicut Dii” da chi aveva gridato “non serviam!”. La cabala esoterica madre di ogni gnosi occultistica, che fa di Israele una divinità, onde Dio è malvagio, avendo permesso la distruzione del tempio (70 d.C.), l’espulsione dalla Spagna (1492) e la ‘shoah’ (1945). Purtroppo ci si è messo anche il concilio Vaticano II, sulla scia di Teilhard de Chardin, cfr. Gaudium et Spes n° 14 e 24e Giovanni Paolo II in Dives in misericordia n°1 ha scritto che uno dei punti più importanti e forse il più importante dell’ultimo Concilio è l’aver fatto coincidere antropocentrismo e teocentrismo. Ma “ponere duos fines absurdum et haereticum esse”. Infatti, il fine ultimo o il centro per definizione è uno solo, lo scisso, “s-doppiato”, “s-centrato”, “s-finalizzato” o lo schizofrenico, tendono ad avere due fini e due centri ed è proprio ciò che li rende malati. Un cerchio ha un solo centro, se ve ne fossero due sarebbe mal cerchiato, parimenti vi può essere un fine prossimo e uno ultimo, ma mai due ultimi e diversi, altrimenti uno sarebbe pen-ultimo, “per la contraddizion che nol consente”. Ebbene il Vaticano II, per ammissione di Giovanni Paolo II, ha perso il centro, è una contraddizione nei termini. (Curzio Nitoglia)

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Calo reati a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Roma. «Il calo dei reati nel 2008 – in linea con i dati che abbiamo sempre diffuso – certificato anche dall’Eures per conto dell’Upi, conferma la bontà delle politiche che stiamo seguendo. Il Patto per Roma Sicura, la stretta collaborazione con la Prefettura, la Questura e i comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza stanno dando i loro frutti. Le statistiche sono importanti e dimostrano la correttezza dell’analisi nell’affrontare il problema. Limitarsi, però, a considerarle come un valore assoluto rischierebbe di trarre in inganno: non è un punto di arrivo ma di partenza. La strada è quella giusta. Occorre proseguire e intensificare questa azione». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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