Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘ingredienti’

Dove c’è olio di palma ci sono sempre più grassi saturi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 Mag 2017

olio di palmaLa risposta è no. A rivelarlo è l’ultimo studio realizzato dalla piattaforma Campagne Liberali, intitolato “Senza olio di palma, ma più saturi” che testa la composizione dei prodotti che hanno eliminato il palma dopo le pressioni mediatiche portate avanti da organizzazioni non governative e attivisti. Campagne Liberali è un’associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico e sperimentale.Lo studio – condotto selezionando un campione esemplificativo di 25 prodotti del mercato alimentare italiano destinati soprattutto a bambini e adolescenti – analizza le etichette e confronta le tabelle nutrizionali e la lista degli ingredienti, in particolare i grassi saturi e la tipologia di oli e grassi impiegati. Il risultato è il seguente: in molti dei prodotti che hanno sostituito l’olio di palma con altri ingredienti, la percentuale di grassi saturi è comunque superiore o simile rispetto ad altri prodotti analoghi che lo utilizzano.In un caso specifico, a fronte della sostituzione dell’olio di palma con altri oli vegetali, la presenza di grassi saturi è addirittura aumentata di 5 grammi rispetto alla precedente composizione del medesimo prodotto . In altri casi il vantaggio dei prodotti senza palma è assente o assolutamente poco significativa dal punto di vista nutrizionale, considerando anche la dieta giornaliera nel suo complesso e il profilo nutrizionale di questi prodotti dal punto di vista lipidico e calorico*. Oltretutto anche la normativa europea richiede che le riduzioni dei grassi e grassi saturi, affinché non si determini una comunicazione fuorviante al consumatore, possano essere comunicate solo se in percentuali significative rispetto alla media del mercato.Lo studio vuole aprire una riflessione sulle confezioni dei prodotti alimentari che riportano claim apparentemente salutisti, come il “senza olio di palma”. Secondo Campagne Liberali, questi claim sono spesso fuorvianti per il consumatore, come dimostra la ricerca: l’assenza di olio di palma, infatti, ben evidenziata sulle confezioni e nell’ambito di diverse campagne di comunicazione, è stata associata erroneamente a una salubrità maggiore dei prodotti. Tuttavia l’analisi delle tabelle nutrizionali dimostra che in casi importanti e noti ciò non corrisponde alla realtà. Soprattutto nei prodotti più gustosi ed attraenti per i giovani consumatori. “L’uso indiscriminato della pubblicità “senza olio di palma” – sostiene l’associazione Campagne Liberali – Cittadini liberi di scegliere – evidenziata sulle confezioni dei prodotti alimentari, nei siti web e nelle campagne di comunicazione sui media sta spesso fuorviando il cittadino consumatore e le sue scelte. Per questo abbiamo voluto analizzare le argomentazioni e i claim che hanno riguardato in questi mesi l’olio di palma. Il nostro metodo sperimentale ha voluto mettere in luce che certe accuse spesso risultano essere false e che le pubblicità sui prodotti spesso si rivelano ingannevoli, e ciò è ancora più grave quando si tratta di prodotti destinati per lo più ai bambini e alla fascia di età degli under 18″. (foto: olio di palma)

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Berlusconi e lo scontro Tv

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2013

Non sono le urla, le pitonesse e la costante tensione, gli ingredienti utili a costruire il consenso tra gli elettori. La ripartenza in grande stile dei talk show televisivi in un clima di scontro al calor bianco sulla vicenda della decadenza di Silvio Berlusconi, radicalizza le opinioni e non sposta voti, o ne sposta pochissimi.A sostenerlo è Mario Rodriguez, consulente, docente all’Università di Padova e autore di ConSenso, saggio sulla comunicazione politica edito da Guerini e Associati e dal 5 settembre in libreria. “I sondaggi, – spiega Mario Rodriguez – ci dicono che questo scontro quasi tutto televisivo sulla decadenza di Berlusconi non fa guadagnare voti a nessuno. Il motivo è chiaro: siamo di fronte a un modo di comunicare che non mette al centro delle proprie attenzioni chi riceve il messaggio e lo rielabora, ma solo chi lo emette.”Il caso Berlusconi, appare un caso da manuale– spiega Rodriguez nel suo libro– di quelli che vengono definiti gli effetti limitati dei media. La casalinga di Voghera, che in passato votava DC, oggi guarda Il grande fratello e vota Berlusconi, mentre la casalinga di Casalecchio di Reno, che prima votava PCI, e ora guarda anche lei Il grande fratello, continua a votare a sinistra. E’ il segno di quanto poco la TV sposti il voto degli italiani. Basti pensare a una vicenda oramai celebre: il caso Clinton – Lewinsky. Mesi di dibattiti e polemiche e le ricerche fatte allora dimostrarono che i media avevano imposto all’attenzione il fatto, ma non avevano spostato gli orientamenti politici.“Se continuiamo a rimanere fermi all’idea che per fare comunicazione politica occorre andare a urlare in TV presidiandola manu militari – conclude Rodriguez – non si supereranno mai le difficoltà attuali e la disaffezione dei cittadini. La crisi della politica si specchia in questa incapacità di creare consenso. E la soluzione è una sola. Serve la capacità di trovare parole e frasi appropriate, credibili, capaci di motivare le persone, dare senso ai comportamenti che si chiede di mettere in campo. È la rivincita della parola sull’immagine, dell’autenticità sulle ambiguità, delle chiacchere quotidiane sulla tv. Parole da dire con passione ma da pensare dal punto di vista di chi ascolta.” M. Rodriguez, Consenso. La comunicazione politica tra strumenti e significati, prefazione di Ilvo Diamanti, pp.142, euro 16,50, ISBN 978-88-6250-476-8, Guerini e Associati, 2013.
MARIO RODRIGUEZ (Napoli 1947) è un consulente di comunicazione in ambito politico e pubblico ed è professore a contratto di Comunicazione pubblica all’Università degli Studi di Milano e di Comunicazione politica a Padova. Dopo le prime esperienze di lavoro come giornalista e dirigente politico è stato dirigente d’azienda e senior consultant di una delle principali società di relazioni pubbliche internazionali. Nel 1994 ha fondato la MR & Associati Comunicazione. Collabora sin dalla fondazione con il quotidiano Europa ed è autore di diversi saggi apparsi sulla rivista Comunicazione Politica. Ha collaborato ai volumi La rivoluzione elettorale, a cura di Renato Mannheimer e Giacomo Sani (1993) e Milano a Roma, a cura di Ilvo Diamanti e Renato Mannheimer (1994).

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Gli ingredienti per uscire dalla crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Mag 2012

Le imprese sono come il pallone in una partita di calcio: non smettono mai di muoversi. La regola vale anche per l’azienda farmacia e quindi sbaglia il titolare che non tiene sempre acceso il proprio cervello. Parole di Franco Falorni, commercialista e docente di economia d’impresa alla facoltà di Farmacia di Pisa, mattatore a Cosmofarma dell’evento che ieri mattina ha cercato di irradiare un po’ di ottimismo in una platea intristita dalle insistite analisi del giorno prima sugli effetti delle liberalizzazioni (almeno quattro gli incontri di sabato sul tema). Organizzato dal Laboratorio Farmacia, il centro studi diret to dallo stesso Falorni, il convegno ha messo sul tavolo non la ricetta ma gli ingredienti che serviranno alla professione per uscire dal tunnel. E per cambiare, perché come s’è detto un’azienda è come un pallone e il movimento è insito nella sua stessa forma.
E allora la parola d’ordine è quella di non vedere nel mutamento solo un male né nella crisi solo un rischio. «Come diceva Einstein» ha ricordato Falorni «solo chi non ha fiducia nelle sue capacità ha paura». Certo le incognite non vanno nascoste: come ha ricordato Riccardo Varaldo, presidente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, lo spostamento di prodotti extra-canale è certamente destinato a proseguire nei prossimi anni e questo – unito all’allargamento delle farmacie – comporterà nel tempo una diversificazione della rete, con presidi caratterizzati da modernizzazione e innovazione da una parte e dall’altro presidi di connotazione tradizionale. Ma ci sono anche le opportunità: come ha ricordato con una robusta serie di dati Carla Colicelli, direttore del Censis-Forum per la ricerca biomedica, le famiglie e i cittadini sono chiamati nel tempo a coprire di tasca propria una fetta sempre più consistente di prestazioni ed è forte il bisogno di soggetti che sappiano offrire a questa domanda risposte qualificate e dal corretto rapporto prezzo-beneficio, anche per contrastare le sirene talvolta pericolose della sanità low cost.
La conclusione è un invito ai titolari perché non si perdano d’animo. L’hanno persino messo in musica alcuni giovani titolari di Pisa, in un applaudito videoclip proiettato al termine del convegno: i farmacisti sono ancora qua.(fonte farmacista33)

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Creme solari in montagna: Consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Tempo di montagna, di neve, sole, freddo e vento. La neve  riflette i raggi del sole 4 volte piu’ della sabbia (+400%) ed ha effetti piuttosto aggressivi  sulla pelle. La minore distanza dal sole e il conseguente aumento delle radiazioni, il freddo e il vento completano l’opera. Occorre quindi una buona crema solare per evitare le scottature e danni maggiori, quali il melanoma. Ricordiamo che il sole e’ responsabile per il  70% dell’invecchiamento della nostra pelle. Molti consumatori utilizzano le creme tenute in cassetto dall’estate scorsa. Sono ancora efficaci? Anche le creme solari hanno una scadenza. La legge prevede che, oltre all’elenco degli ingredienti, sia mostrata anche la data di scadenza post apertura. L’indicazione e’ effettuata a cura del produttore. Le creme solari sono costituite da una emulsione di grasso, acqua e filtro solare ed e’ proprio la presenza del grasso che pone il problema della durata delle creme, perche’ puo’ rapidamente degradarsi, soprattutto se viene esposto al calore, e far perdere efficacia al prodotto. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Passeggiata letteraria nel Castello di Casanova

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Castello di Spessa a Capriva del Friuli, sera di San Valentino,  cibi stuzzicanti, nel nome e nella sostanza, accompagnati ciascuno da una musica, interpretata dal vivo: si inizia con La seduzione e il peccato (cappesante al profumo di agrumi di Sicilia e rosmarino), si prosegue con Il gioco ed il capriccio (carezze di Granzoporo e noci di Mare), e via via con altre inconsuete portate fino alle Dolcezze e provocazioni d’Oriente (goloso cofanetto di pasta di mandorle).
Atmosfere settecentesche, cibi raffinati, grandi vini: questi gli ingredienti di  “San Valentino nel Castello di Casanova”, due giorni da trascorrere nel rilassante scenario del Collio goriziano, terra di nobili vini. Ad attendere gli innamorati,  una sorpresa in camera, benvenuto nel resort  in nome di Casanova,  e una romantica passeggiata letteraria fra alberi secolari, bersò, balconate ornate di statue del parco del castello : 10 tappe scandite da tabelle in ferro battuto dove sono incise frasi di Casanova sull’amore, le donne, l’amicizia, la vita. E ancora: una camminata en plein air fra le viti delle tenuta che circonda il castello; una visita alla cantina di invecchiamento duecentesca, la più antica e scenografica del Collio, con degustazione guidata vini, definiti “di qualità eccellente” da Casanova nelle sue Memorie; un pranzo goloso davanti al caminetto a base di piatti e prodotti del territorio nell’Hosteria del Castello, ricavata dalla ristrutturazione di vecchi rustici e affacciata sul green di un campo da golf a 18 buche; una Vespa gialla, a  disposizione per vagabondare in libertà fra le dolci colline del Collio. E per finire, la Cena della seduzione a lume di candela.
Un susseguirsi di nobili signori e illustri personaggi hanno segnato la storia e la vocazione all’ospitalità del Castello di Spessa, dove oggi sono state ricavate 15 eleganti suites arredate con mobili del’700 e’ 800 italiano. Il Castello è il cuore di un ampio Resort con campo da golf, Azienda vinicola, l’elegante Tavernetta al Castello con un eccellente Ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country chic, e la caratteristica Hosteria del Castello.  Pacchetto: per 2 pernottamenti a persona €  270,00 € se si pernotta al Castello e € 225,00 € se si sceglie la Tavernetta al Castello.

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Il panettone artigiano tiene a Venezia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

La corsa alle tavole imbandite per le festività natalizie è entrata nel vivo: panettoni, pandoro, dolci e specialità gastronomiche non mancheranno nemmeno quest’anno nelle case degli italiani. In provincia di Venezia, come nel resto d’Italia, i prodotti artigiani continuano a essere in cima alle preferenze dei clienti attenti all’acquisto di articoli di qualità preparati nel rispetto della tradizione nella lavorazione e con l’impiego di ingredienti sani e certificati.  Che le aziende artigiane alimentari siano riuscite a far fronte alla crisi economica lo dimostrano i dati forniti dalla Confartigianato Provinciale di Venezia: nel III trimestre 2010 sono 1.131 le aziende attive nel settore, per un +1,9% sullo stesso periodo del 2009 (1.110 le imprese in attività a settembre dello scorso anno). Il totale di 4275 addetti (l’1,3% del montante nazionale) è distribuito soprattutto in pasticcerie, panifici e gelaterie (626 addetti) e in servizi di ristorazione e cibi da asporto (431).Questo in un contesto regionale che, sempre nel III trimestre 2010, ha visto una crescita del numero di imprese del 2,8% sullo stesso periodo dello scorso anno, per un totale di 6.343 aziende alimentari artigiane e 22.179 addetti, di cui 3.035 operanti in pasticcerie, panifici e gelaterie (7,2% del totale nazionale). Panettoni, pandoro, prodotti dolciari e alimentari artigiani continuano dunque a essere simbolo del “Made in Italy” più genuino. A tal proposito, il nome “pandoro” o “panettone” (come quello di altri dolci tipici) può essere riportato sulla confezione solo quando il prodotto rispetti la specifica legge del 2006 che regolamenta la produzione e gli ingredienti secondo norme restrittive. E se la qualità dei prodotti artigiani non si discute, anche i prezzi rimangono sotto controllo: Confartigianato fa rilevare che, nonostante i rincari del 28,3% delle materie prime alimentari, ad ottobre 2010 la dinamica dei prezzi dei prodotti di pasticceria si è mantenuta all’1,6%, al di sotto del tasso d’inflazione dell’1,7%.

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Da dove arriva il nostro cibo?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Strasburgo Parlamento europeo 14/6/2010 (attività legislativa dal 14/6 al 18/6) Spesso i consumatori ci tengono a conoscere anche la provenienza del cibo, per esempio per stabilire limpatto ambientale di un prodotto. I deputati, in commissione, hanno sostenuto l’etichettatura obbligatoria che specifica il paese di origine delle carni, del pollame, dei latticini, della frutta fresca e della verdura, e indicante ogni singolo ingrediente contenuto negli alimenti trasformati sia nella carne, che nel pollame e nel pesce. Le informazioni alimentari possono riguardare anche questioni di sicurezza. Il progetto di direttiva del Parlamento europeo, così come votato dalla commissione ambiente, sostiene la proposta di estendere le regole sull’individuazione degli allergeni in modo da applicarle anche ai ristoranti e non solo agli alimenti preconfezionati. Infine, i membri della commis- sione hanno chiesto che la presenza allinterno del prodotto di una qualsiasi nano-particella sia evidenziata nella lista degli ingredienti.

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Un folletto in cucina

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

Roma 27 febbraio ore 17.00 La Feltrinelli viale Libia, 186  Ricette per ogni occasione e per ridare sapore alle giornate che verranno spiegate da Marilina Ricciardi, illustratrice de “Un folletto in cucina” (Paoline). È lui, infatti, lo chef d’eccezione, sempre alle prese con nuove ricette e sapori. In quest’ultimo libro di Fulvia Degl’Innocenti ci sono tutti gli ingredienti per una favola dal sapore deciso e appassionante pensata per i bambini dai 4 ai 7 anni, ma anche per genitori, insegnanti ed educatori. Infatti il protagonista della storia, un folletto, mette a punto una ricetta anche per aiutare i genitori quando i figli sono un po’ musoni, con lo sguardo basso, le braccia strette al petto e la bocca corrucciata: i sorrisini assortiti, una specie di caramelle, che una volta sciolte in bocca, fanno sorridere. La nostra storia incomincia quando il folletto trovatosi a corto di idee, va per una settimana nella cucina della mamma del piccolo Valentino a sbirciare, copiare, curiosare. Lì incontra i problemi delle famiglie, delle relazioni tra fratelli, della quotidianità e, così, prima di andar via lascia un piccolo tesoro: un vasetto d’affetto. Come ha spiegato la stessa autrice Fulvia Degl’Innocenti: «Gli ingredienti di questo vasetto sono il bene che viene dal cuore e che si soffia; i bacini, tanti, che si schioccano; e poi, una pioggia di brillantini. Ma attenzione a non confondere gli affetti! Per questo ogni vasetto deve avere la sua etichetta». Una storia semplice che vuole far riflettere sul valore degli affetti «perché a dar sapore alle relazioni è l’intensità, la capacità di esprimere i sentimenti, i riti e i nomignoli che ci inventiamo per le persone care. E, non ultimo, la fantasia e la creatività nel ridirci ogni giorno: ti voglio bene, a qualsiasi età. Forse, oggi, manca proprio questo». Il libro, come tutti quelli di questa serie destinata ai più piccoli, prevede un’illustrazione per ogni pagina.

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Italiani: popolo di musicisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2010

L’Italia, patria di musicisti come Verdi, Puccini e Paganini e di cantautori come Battisti e De Andrè è una nazione di musicisti? Quanti talenti si nascondono tra le mura domestiche? A svelare l’arcano è un sondaggio realizzato da Subito.it* (www.subito.it), il sito di annunci per comprare e vendere di tutto.  Gli italiani, infatti, non solo amano ascoltare musica, l’88% ha studiato almeno uno strumento (anche solo tra i banchi di scuola) e il 75% lo ha fatto esclusivamente per passione personale. Inoltre il 51% degli intervistati dichiara di continuare a suonare ancora almeno uno strumento, dimostrando di avere quindi nel sangue gli ingredienti fondamentali necessari per trasformarsi in “critico per una notte”. Non sarà che il Festival di Sanremo piace proprio perché risveglia il musicista (vero o mancato) che è nascosto in tutti noi? Ma quali sono le motivazioni che hanno invece spinto il restante 49% a smettere di studiare musica pur volendo mantenere lo status di “critici in poltrona”? Mancanza di tempo (56%) e pigrizia (21%) sono ai primi posti, seguite da un 19% a cui suonare non piace e da un 4% che lo ritiene invece troppo costoso.  Sebbene solo un 7,5% si dichiari completamente negato per la musica, lacrime di coccodrillo e rimpianti accomunano un 23% che si è pentito di aver smesso di studiare e un 18% che dichiara che, se non fosse troppo impegnativo, sarebbe disposto a iniziare a studiare da adulto. Un buon 36% riversa sui propri figli le aspettative disattese, sperando che siano loro a poter vivere il sogno dei genitori. Gli strumenti più suonati dagli italiani sono: Chitarra (classica/elettrica), basso   49%, Pianoforte, organo, tastiera 45%, Flauto, piffero, clarinetto,fagotto, oboe 30%, Batteria, percussioni 22%, Sax, tromba, trombone 11%. Ciò che i nostri musicisti mancati però non sanno è che hanno in realtà a disposizione un vero e proprio tesoro! Circa il 50% di chi ha dichiarato di non suonare più non si è mai liberato del proprio strumento e il 25% lo ha lasciato a casa dei genitori. Considerando che in base ai dati della ricerca il valore medio degli strumenti ancora conservati in ogni casa è di 1.100 Euro, la somma totale che deriverebbe dalla loro vendita potrebbe rappresentare un vero e proprio patrimonio che sarebbe molto più comodo avere in tasca piuttosto che in cantina.

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Dove andremo a finire?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Bologna 16 dicembre, alle ore 21, al Teatro Dehon  Via Libia, 59  il grande cantante comico Massimo Bagliani in “Dove andremo a finire?” di Enrico Vaime e Massimo Bagliani. Regia di Enrico Vaime, assistente alla regia Isabella Cazzola, arrangiamento delle canzoni Studio Soggetti.  Piccole e grandi manie del mondo teatrale, canzoni meravigliose come “Piove”, “Mack the Knife”, “Buonasera Signorina”, “Vivere” e altri classici, una carovana di battute e di invenzioni comiche sono gli ingredienti di questo spettacolo interpretato da Massimo Bagliani, scritto e diretto da un maestro come Enrico Vaime, che conferisce a questa storia dal finale surreale un ritmo coinvolgente, con l’ambizione di divertire senza lasciare allo spettatore il tempo di domandarsi: “Dove andremo a finire?” Perché quello si sa  La fortuna di questa domanda è quella di non avere una risposta possibile, o meglio, di averne mille. Quando qualcuno dice questa frase, che serve a riempire i vuoti di conversazione (e fa il paio con “Hai visto? Ha rinfrescato”), nessuno ti sa dire niente di preciso, nessuno indica un punto dicendo: “Andremo a finire lì”. Questa frase ha un tono apocalittico se viene detta seriamente. Se invece è accompagnata da un sorriso, sa di provocazione. È come un gioco: indovina un po’? Provate anche voi ad indovinare dove andrà a finire il nostro protagonista, custode di un teatro non si sa bene se per vocazione o per caso. Amante del pianoforte e della musica moderna, chiuso nel giorno di ferragosto in uno scantinato in attesa di un segno del destino, della protezione civile, dell’ammini-strazione comunale, qualcosa insomma che gli dimostri che la vita continua, che il teatro sopravviverà e si potrà comunicare finalmente senza paura dove siamo veramente andati a finire. (Enrico Vaime) Prezzo: Intero: 20 Euro – Ridotti: 17 Euro (bagliani)

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La guerra dei mondi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Di Herbert Gorge Wells La guerra dei mondi, pubblicato a Londra nel 1897, è considerato uno dei primi romanzi di fantascienza scritto da uno dei pionieri del genere. L’avvio è lento, con una riflessione sulle false certezze umane, a metà tra il filosofico e l’umoristico, nell’epoca dell’illusione positivista. Subito, però, la storia si anima e, in un crescendo di suspense, viene descritto l’arrivo sulla Terra di terrificanti marziani che seminano distruzione e minacciano di cancellare ogni traccia di vita sul pianeta. Un gioco della fantasia e una lente di ingrandimento sulle paure della società post industriale inglese, ancora oggi attuale, grazie a uno stile che coniuga con intelligenza gli ingredienti del racconto fantastico e del romanzo dell’orrore. Pagine 192 Euro 14,00 EAN 978-88-425-4405-0

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Ricette tipiche del novarese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Stresa 3 settembre 2009 alle ore 11 (presso la sede del Distretto Turistico in corso Italia a Stresa, Corso Italia,18) presentazione della quarta edizione della manifestazione enogastronomica “Sapori di Lago” organizzata dall’Associazione Cuochi Alto e Basso Novarese e Vco, in sinergia con il Distretto Turistico dei Laghi. La manifestazione partirà venerdì 11 per concludersi domenica 13 un programma piuttosto impegnativo, che sarà illustrato ai giornalisti nel corso della conferenza stampa tenuta dal presidente dell’Associazione Cuochi Vittorio Claudio Stellini e dal presidente del Distretto Turistico dei Laghi Antonio Longo Dorni. Un’occasione di festa per tutta la famiglia, dunque, e per quanti intendono avvicinarsi ad un mondo di sapori fatto di ricette ed ingredienti noti e meno noti (dal tradizionale pesce persico declinato in ogni “modo di cucina” fino al più curioso ragù preparato con il gardon) e ad altrettanto interessanti abbinamenti (un esempio, l’accostamento tra i pesci di lago ed i formaggi di montagna). Ai giornalisti presenti alla conferenza stampa sarà donato in anteprima il piccolo volume con le più gustose ricette a base di pesce di lago, lo stesso che sarà poi  distribuito gratuitamente (fino ad esaurimento scorte) a quanti parteciperanno alla manifestazione.  “Un volume in cui abbiamo voluto raccogliere le ricette elaborate dai nostri chef ed ispirate al pesce di lago protagonista in tavola, dagli antipasti (tra cui l’insalata lacustre, il bauletto di salmone e lavarello affumicati, il gardon marinato all’aglio, il rotolo di coregone, spinaci e toma ossolana), i primi piatti (come le trotelle di fiume in brodetto, i maccheroncini al ragù di gardon, gli gnocchi di patate e ragout di pesci d’acqua dolce) e i secondi (solo per citarne alcuni, il ventaglio di lavarello ai porcini e zucchina trombetta, il filetto di luccioperca in crosta di polenta con salsa di cipolle rosse, il saccottino di persico e prosciutto crudo, la treccia di salmerino su letto di lattuga e flambato con la grappa)

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Ferragosto, destinazioni last minute

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

ferragostoChi deve ancora partire, chi non ha organizzato nulla, chi ha fatto le vacanze in giugno e ormai non se le ricorda nemmeno più, chi vuole semplicemente festeggiare la notte più pazza dell’estate in modo speciale… ecco per tutti le offerte last minute del Ferragosto italiano! Emblema delle vacanze, il 15 agosto (e la sua vigilia) portano con sé la voglia di divertirsi, e sono tante le occasioni tra cui scegliere per trascorrere queste giornate in spensieratezza e allegria.   Il Belvedere Hotel di Riccione (www.belvederericcione.com) propone un gemellaggio con la mondana Capri, inventando il party “Anema e Core”. Un mix di sapori, colori e suoni per celebrare il culmine dell’estate in spiaggia, in cui temi dominanti sono le scenografie al limone, chitarra e mandolino e ingredienti gastronomici mediterranei.  Prima ancora del menu, studiato nel dettaglio dallo chef Fabrizio Mantovani, gli invitati troveranno sui tavoli anfore di olive, pomodorini, mozzarelle, acciughe, pizze e peperoncini. Il Romantik Hotel Le Silve di Armenzano (PG) (www.romantikhotels.com/Armenzano) offre un viaggio indietro nel tempo e propone invece un’ottima cena allietata da speciale musica medievale dal vivo.  Il Castello di Bardi (PR) (www.diasprorosso.com) invita per la vigilia di Ferragosto, venerdì 14, ad un’eccezionale visita guidata della fortezza “By Night”. Un maniero imponente e suggestivo, che fu teatro di fatti d’amore e sangue diventa ancora più affascinante alla luce della luna… Borgo Casale di Albareto (PR) (www.borgocasale.com) invita a trascorrere una serata all’insegna del divertimento e della musica: Ballando con la luna. Sotto il cielo di Casale si celebra la più classica delle notti d’estate tra un cocktail e un passo di danza, in un contesto eccezionale. http://www.ellastudio.it/articolo-3316.htm (ferragosto)

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