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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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La scuola è iniziata nella maggior parte delle regioni da ormai un mese e mezzo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Eppure, tanti posti da docente non sono ancora stati assegnati: rimangono vuoti oppure sono stati coscienziosamente assegnati, in via del tutto temporana, a dei precari consapevoli che avrebbero lasciato la mano. Considerando le province di tutta Italia, si stima che sono migliaia i supplenti annuali ancora da nominare. Con molti istituti scolastici costretti, per questo motivo, a praticare l’orario settimanale provvisorio ridotto. La situazione peggiore, come da tradizione italica, è quella del sostegno agli alunni disabili. In pratica, anche cambiando regione il risultato rimane immutato: per assegnare una supplenza annuale, con scadenza 30 giugno 2021 o 31 agosto 2021, occorre convocare dieci precari regolarmente collocati in quelle graduatorie. Ma perché è avvenuto questo? Prova a rispondere il leader dell’Anief, Marcello Pacifico: “I motivi dell’alto numero di defezioni – dice il sindacalista autonomo – dipendono quest’anno anche dal fatto che, evidentemente, tanti docenti precari non se la sono sentita di lasciare i loro affetti, la loro terra e le loro sicurezze proprio nei giorni di piena ascesa dei casi di contagio Covid19. Di suo, va aggiunto, l’amministrazione ha determinato un’organizzazione delle graduatorie davvero pessima, che trova l’apice nella Legge 128/2013, la quale giustifica l’assegnazione di una cattedra di sostegno su tre ai docenti supplenti. Ma poi nel computo va messa anche la carenza di docenti specializzati nell’insegnamento ai disabili, per combattere la quale il Governo ha indicato la necessità di investire oltre un miliardo della prossima Legge di Bilancio per assumere 25 mila nuovi docenti di sostegno”.Dopo le mancate immissioni in ruolo è arrivato il turno delle mancate supplenze. Secondo l’ex numero uno del ministero dell’Istruzione, Marco Bussetti, quando convocati dall’Ust di Milano, da lui diretto, “numerosi docenti” avrebbero “rinunciato o si sono dichiarati assenti. Tanto è vero che complessivamente sono state inoltrate “112.000 domande e oltre 11.000 nomine”.

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Scuola: Dal 2019 in Francia la primaria si inizierà a tre anni

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

Il Ministro dell’Istruzione transalpino ha presentato l’importante riforma scolastica al Consiglio Superiore dell’Educazione, avallata anche dai neuro-scienziati: la plasticità del cervello prima dei sei anni è particolarmente propizia all’assimilazione del linguaggio, ed è proprio in questa fase che si fabbricano i futuri abbandoni scolastici. Anief, da diversi anni, si è fatta paladina della proposta, presentando formali emendamenti in Parlamento già nel 2014 e più di recente con le modifiche da attuare al decreto legislativo 65/2017 specifico per la revisione della scuola fino a 6 anni. In quell’occasione – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – chiedemmo l’anticipo e la compresenza dei maestri dell’infanzia e primaria. Con il nostro progetto, si sarebbe prodotto il prolungamento della scuola dell’obbligo fino a 18 anni, andando in questo modo ad incidere direttamente sulla lotta alla dispersione scolastica, di cui ciclicamente si torna a parlare senza però mai realizzare provvedimenti efficaci. Perché ad oggi le sezioni Primavera sono ordinarie, ma soltanto per il 25% della popolazione studentesca coperta dallo Stato.

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Amministrative: sia la fine per un nuovo inizio

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2011

“Nel Pdl serve una rivoluzione copernicana che ponga il merito al centro ed eviti che Roma precipiti nello stesso abisso in cui stanno cadendo Milano e Napoli. E’ tempo di lavorare ancora più seriamente per il territorio e per le vere esigenze dei cittadini ed impegnarsi giorno dopo giorno in ogni settore della società civile con determinazione e concretezza. L’ombrello del presidente Berlusconi in campagna elettorale non basterà più” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere del Pdl di Roma Capitale, che aggiunge: “I risultati delle elezioni di due settimane orsono sono stati inconfutabili e ora il ballottaggio conferma che tanti elettori hanno inviato un messaggio forte e chiaro a tutta la classe dirigente del Pdl”.

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Usa: fra stimolo all’economia e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

“È una ricompensa per i sindacati”. Ecco come Judd Gregg, senatore repubblicano dello Stato del New Hampshire ha caratterizzato il nuovo disegno di legge approvato dal Senato e dalla Camera che salverebbe il posto di lavoro a 160.000 insegnanti, vigili del fuoco e agenti di polizia. Oltre a ciò il disegno di legge stanzierebbe sedici miliardi di dollari per supportare Medicaid, il sistema federale di sanità per i più poveri.  Il costo totale di questo stimolo, parte due quando si considera l’altro approvato all’inizio dell’anno, sarebbe di ventisei miliardi di dollari. Questi soldi saranno destinati a sostenere i bilanci statali che sono tutti in serie difficoltà. Nel caso della California si tratta di un deficit di diciannove miliardi. La nuova legge aiuterebbe anche se non coprirebbe totalmente il buco al bilancio. Come era da prevedere la nuova legge è stata approvata dal Senato con cinquantanove voti democratici e due repubblicani. La stessa storia alla Camera dove la stragrande maggioranza dei voti sono stati forniti dai democratici.  L’opposizione repubblicana è stata quasi compatta e dovuta alla preoccupazione per il deficit. Se gli Stati hanno problemi col bilancio, il governo federale non si trova certo in una situazione migliore. C’è ovviamente la differenza che il governo federale può permettersi il lusso di vivere con i deficit mentre gli Stati devono approvare un bilancio annuale senza deficit. I promotori della nuova legge hanno anche chiarito che i fondi per il mini stimolo non aggiungeranno al deficit. La loro fonte si baserà su dei limiti ad alcuni provvedimenti fiscali alle aziende che operano all’estero. Nonostante l’opposizione della stragrande maggioranza dei senatori repubblicani non pochi governatori del Gop hanno applaudito la nuova misura. Il governatore della California Arnold Schwarzenegger è uno di questi. Il Golden State riceverà 1,2 miliardi di dollari che salveranno 13.000 posti di lavoro.
Per le scuole americane che apriranno le porte per il nuovo anno accademico verso la terza o quarta settimana di agosto si tratta di buone notizie. Non ce ne sono molte di questi giorni.
I fondi per le scuole vengono principalmente da fonti locali e statali dove aumentare le tasse è quasi impossibile. In alcuni Stati l’aumento delle tasse richiede non una semplice maggioranza ma il due terzi dei voti favorevoli. In effetti, la minoranza riesce spesso a limitare le spese.
La retorica antitasse degli ultimi trent’anni ha creato una cultura miope che non riconosce il bene comune. Svuotare le tasse del governo statale o federale si traduce in una mancanza di servizi eccetto per coloro che possono permettersi il lusso di pagarli da se. La campagna di disinformazione della destra sulle tasse come nient’altro che sprechi ha funzionato a tal modo da intimidire i politici di sinistra e creare una destra che deve adorare all’altare di niente tasse in nessuna maniera. Le tasse vanno dunque sempre ridotte secondo i repubblicani. Se si riducono le tasse ai ricchi si ottiene anche uno stimolo all’economia, secondo il mito della destra. I ricchi che pagano meno tasse spenderanno questi soldi per creare posti di lavoro. In realtà cìo non avviene come afferma Paul Krugman, vincitore del premio Nobel per l’economia l’anno scorso. Salvando i posti di lavoro di un maestro, un poliziotto o un vigile del fuoco invece, secondo Krugman, aiuta di più perché questi spenderanno quasi tutti i soldi per potere vivere. Queste spese entreranno nell’economia e serviranno da stimolo ed eventualmente creeranno altri posti di lavoro.
“Questo non è altro che un salvataggio” ha dichiarato il parlamentare repubblicano dell’Indiana Steve Buyer cercando di convincere i suoi colleghi a votare contro lo stimolo. Buyer ha continuato dicendo che lui spera che gli americani ricorderanno il voto nelle elezioni di midterm a novembre.
Ha ragione. Se i democratici sono politicamente astuti potranno fare una campagna dicendo che i repubblicani hanno votato contro i poliziotti ed i vigili del fuoco. Sarà interessante vedere quanti americani sceglieranno di sostenere i poliziotti o il Partito Repubblicano che da quando è stato eletto Obama non fa altro che dire di no a tutto. (Domenico Maceri)

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Il successo di pubblico del film “Baaria”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2009

Il successo conseguito a Venezia dal film “Baaria” di Peppuccio Tornatore ed i consensi, la quantità e la qualità degli attestati di simpatia, registrati nell’opinione pubblica internazionale e nella maggior parte dei mass media, costituiscono un inconsueto “Riconoscimento” del valore e dei valori (e …. del modo di sentire) della Sicilianità. Un “riconoscimento”, questo, che giunge molto opportuno nel momento in cui la identità culturale e la stessa lingua del Popolo Siciliano rischiano di essere cancellate, fra una lottizzazione e l’altra ….  L’FNS, infatti, ritiene che il successo condiviso del film ci autorizzi a sperare nell’inizio di un nuovo, ampio e significativo processo di rinascita della cultura siciliana. Con la conseguente sensibilizzazione ad iniziative mirate alla tutela ed alla diffusione della Lingua Siciliana. Non a caso, le recensioni che hanno preceduto la presentazione di Baaria hanno già inorgoglito e commosso i Siciliani residenti in Sicilia ed i Siciliani, molto più numerosi, della Diaspora.  Ci permettiamo di esprimere queste nostre opinioni senza volere strumentalizzare, in alcun modo, la valenza dell’opera cinematografica ed il relativo ruolo nel settore specifico. Ed, ovviamente, senza voler interferire con le “riserve”, con la “freddezza” e persino con le Critiche feroci, con le quali alcuni noti giornalisti e critici hanno voluto – e forse dovuto – accogliere il film. Massimo rispetto anche per questi ultimi.  Puntualizziamo, tuttavia, che l’impostazione globale del film dovrebbe essere vista anche come un forte abbraccio ideale, nel quale Peppuccio Tornatore ha voluto stringere tutti i Popoli del Mondo. Con i quali il regista siciliano ha voluto e vuole condividere la forte emozione dell’uso della Lingua “materna”, intesa come valore universale. Dalla Sicilia con amore, insomma. Piaccia o non piaccia ai censori di turno. (Giuseppe Scianò  Sikritariu FNS)

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