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Posts Tagged ‘innalzamento’

Verso Parigi COP21: Dall’Europarlamento una roadmap ambiziosa contro il cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2015

climateUn accordo cogente e giuridicamente vincolante che permetta di limitare l’innalzamento della temperatura della Terra al massimo a due gradi nei prossimi decenni. Questo l’ambizioso obiettivo per cui si batterà l’Europarlamento in vista della Conferenza di Parigi sul clima (COP21) del prossimo dicembre.A spiegarlo oggi, nel primo convegno interparlamentare fra Parlamento europeo e Parlamento italiano organizzato a Roma dall’ufficio del PE in Italia, il Presidente della Commissione Ambiente dell’Europarlamento Onorevole Giovanni La Via e l’eurodeputato francese Gilles Pargneaux, relatore del rapporto su COP21 che verrà votato a Strasburgo a fine ottobre 2015.
“L’Europa arriva alla conferenza di Parigi con una posizione chiara e unitaria”, ha dichiarato Pargneaux. “Vogliamo che i paesi che parteciperanno a COP21 prendano degli impegni concreti sia per quanto riguarda la riduzione dei livelli di CO2 che per quel che concerne gli aspetti finanziari. In particolare, con la risoluzione di cui sono relatore, chiederemo:
1) di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050 e ridurle del 40% entro il 2030;
2) sempre entro il 2030, di fare in modo che almeno il 30% dell’energia che utilizziamo provenga da fonti rinnovabili;
3) infine di aumentare del 40%, entro il 2030, l’efficienza energetica a livello globale”.
“Poi – ha continuato Pargneaux – come Parlamento europeo spingeremo perché venga istituito un fondo verde mondiale contro il cambiamento climatico, a cui tutti i paesi del mondo contribuiscano, dal 2020, con una somma complessiva di almeno cento miliardi di dollari l’anno. Infine chiederemo che almeno il 20% delle risorse provenienti dalla tassa sulle transazioni finanziarie, attualmente in discussione in undici paesi UE fra cui l’Italia, venga destinato alla lotta al riscaldamento globale. Vogliamo fare in modo che le tecnologie meno inquinanti diventino più appetibili sul mercato e istituire un meccanismo di monitoraggio delle misure contenute nel futuro accordo che, ogni cinque anni, verifichi la loro effettiva attuazione”.”Siamo a qualche mese da una scadenza storica – ha concluso Pargneaux – e c’è la necessità che associazioni, cittadini e decisori politici mettano insieme i propri sforzi per far sì che la conferenza sul clima di Parigi COP21 non sia solo un momento in cui si prova a fare qualcosa ma diventi invece un incontro in cui si decide di fare qualcosa”.
L’Onorevole Giovanni La Via, presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, che sarà capo delegazione del PE a COP21 a Parigi, ha ricordato: “l’Europa, da Kyoto a Copenaghen, ha sempre ricoperto e continua a ricoprire un ruolo di leader nel contrasto al cambiamento climatico. Oggi, alla vigilia della conferenza di Parigi, continuiamo a individuare obiettivi ambiziosi da perseguire compatti, tutti i paesi europei insieme”.”L’Europa intende riaffermare e anzi aumentare questo sforzo, che in alcuni casi è andato addirittura a discapito della nostra competitività e del nostro sistema industriale – ha spiegato La Via – ma il nostro impegno ha senso solo se lo portiamo avanti insieme a tutti i grandi attori sulla scena mondiale e ai principali emettitori di gas serra. Gli Stati Uniti, con la nuova politica ambientale del presidente Obama, e la Cina, con il suo recente impegno a ridurre le emissioni di CO2, sono due esempi che vanno nella giusta direzione. Ma su 196 paesi partecipanti alla conferenza di Parigi, per ora solo sessanta hanno dichiarato i loro obiettivi in materia di lotta al cambiamento climatico”.”Se non si fa niente – ha aggiunto La Via – nei prossimi decenni la temperatura globale aumenterà di cinque o sei gradi e, nonostante le misure che abbiamo messo in atto fino a ora, l’incremento sarà comunque di tre o quattro gradi. Già oggi, l’ONU ci dice che i profughi costretti a fuggire dai propri paesi a causa del cambiamento climatico sono venticinque milioni in tutto il mondo. Se non affrontiamo il problema con un impegno globale, si rischia di arrivare, nel 2050, a cento milioni e ho paura che questa stima potrebbe essere addirittura conservativa”.Concludendo il suo intervento, l’Onorevole La Via ha identificato la sfida chiave a cui l’Europa si trova a far fronte: “Dobbiamo mantenere la competitività dei nostri sistemi industriali pur perseguendo obiettivi ambientali importanti”, ha dichiarato. “Questa è la vera sfida per il futuro. Dobbiamo puntare di più sull’economia circolare e sul riutilizzo dei rifiuti come risorse, perché se li gettiamo semplicemente via è come buttare via dei soldi. E dobbiamo fare in modo che i crediti di carbonio che si possono acquistare sul mercato, attraverso lo schema di compravendita delle emissioni ETS, abbiano un giusto prezzo che serva da deterrente a inquinare, quindi magari non sette Euro a tonnellata di CO2 com’è ora, ma qualcosa come venticinque Euro a tonnellata”.Gian Paolo Meneghini, direttore dell’ufficio del Parlamento Europeo in Italia, ha sottolineato: “Il convegno di oggi è un primo passo verso la costruzione di una fiducia e di un dialogo reciproci fra Parlamento europeo e Parlamento italiano. Raggiungere un accordo storico a Parigi sarebbe il più grande segno di una solidarietà non solo europea ma globale”.

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28 febbraio, giornata delle “malattie rare”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Il 28 febbraio prossimo si celebrerà a livello mondiale la giornata delle “malattie rare”, un evento che ci obbliga a riflettere sul livello di attenzione della generalità della cittadinanza e delle istituzioni su un problema che riguarda migliaia di cittadini in prima persona e le loro famiglie.  I dati che emergono dalle recenti statistiche la cui ultima di pubblico dominio della Isfol – realizzata dall’Istituto per gli Affari Sociali (Ias), in collaborazione con la Federazione italiana malattie rare Uniamo-Fimr Onlus, Orphanet-Italia e Farmindustria evidenzia una situazione che impone un ovvio e quantomai necessario innalzamento dei livelli di guardia e di protezione sociale per gli elevatissimi costi di assistenza e della cura che le malattie rare comportano e che vanno a gravare in gran parte su famiglie che non sono sempre in grado di farvi fronte e che purtroppo s’impoveriscono sempre di più. Secondo l’indagine il costo medio mensile sulle famiglie – nel 35 % dei casi già sotto la soglia di povertà – per la cura e l’assistenza di queste patologie supera i 500 euro (per  una famiglia su quattro) fino ad arrivare ad oltre 2000 e risulta che almeno il 20% degli intervistati ha avuto bisogno di un aiuto finanziario che nella metà dei casi non è pervenuto dal sistema del welfare ma dai parenti.
Resta comunque da fare molto, anzi troppo anche perché non risultano essere stati ancora attuati gli importanti impegni presi dal governo Prodi, tramontati dopo la sua caduta e che riguardano i seguenti punti per i quali facciamo un appello al Ministero della Salute affinché possano essere concretizzati:
•    la realizzazione di un programma nazionale triennale sulle malattie rare;
•    l’istituzione di un fondo nazionale per le malattie rare, per la ricerca, lo sviluppo e l’accesso dei pazienti ai medicinali orfani;
•    l’istituzione di un comitato nazionale per le malattie rare presso il Ministero della Salute (rappresentanti delle Regioni, dei seguenti Ministeri: Salute, Pubblica Istruzione, Università e Ricerca, Politiche per la Famiglia, Solidarietà sociale e dell’ISS e delle associazioni di tutela dei malati) con compiti consuntivi e propositivi sulla gestione del fondo;
•    la defiscalizzazione della ricerca sui farmaci “orfani” quale possibile incentivo per le case farmaceutiche che inevitabilmente hanno poca attrattiva nei confronti degli stessi;
•    la disponibilità  e gratuità di farmaci (classe C), di alimenti, di dispositivi medici e di altre sostanze attive utili per la cura sintomatica e di supporto esclusivamente dei soggetti portatori di malattie rare.

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Il maltempo blocca Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

A causa del maltempo e del forte temporale che si è abbattuto nel tardo pomeriggio di ieri sulla città eterna e le piogge della notte sino al mattino di oggi, si sono registrati molti disagi alla circolazione in città.  Secondo la protezione civile, a causa delle forti precipitazioni delle ultime ore si potrebbe verificare  un innalzamento del fiume Tevere nel tratto urbano: gli idrometri posizionati a Ripetta, infatti, alle 17:30 hanno segnalato un livello delle acque pari a 5.71 metri, “con tendenza all’innalzamento”. Sui disagi in cui sono incappati i  romani ha espresso un parere Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Il rischio di allagamento delle banchine si poteva evitare attraverso un piano preventivo  adeguato con cui si sarebbero dovute monitorare le aree a rischio, pensiamo ad esempio alla mancata manutenzione dei tombini che si riempiono di pioggia ogni qualvolta che c’è un temporale violento o agli scarichi fognari” . Per far fronte a tali disagi ieri pomeriggio sono stati impiegati 20 associazioni di volontari e le squadre del Servizio Giardini, che hanno provveduto alla rimozione di alcuni rami di alberi nei  municipi  IV, VI e XVII . “Nonostante l’impegno della protezione civile ancora una volta i romani dovranno pagare lo scotto per la leggerezza dell’amministrazione capeggiata dal sindaco Alemanno – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – , poiché è scientificamente provato che Roma è una città ad alto rischio allagamenti”.

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Maltempo a Roma: possibile innalzamento Tevere

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2010

«La pioggia che in queste ore sta cadendo su tutto il bacino del Tevere, nel Lazio e in Umbria, potrebbe causare un innalzamento del Fiume nel tratto urbano: gli idrometri posizionati a Ripetta, infatti, alle ore 17.30 hanno segnalato un livello delle acque pari a 5.71 mt, con tendenza all’innalzamento. L’allagamento delle banchine si verifica generalmente quando Ripetta supera i 7 metri; evento, questo, che secondo il Centro Funzionale Regionale, potrebbe verificarsi tra le ore 5 e le ore 8 di lunedì 22». Lo comunica Tommaso Profeta, vicecapo di Gabinetto e direttore della Protezione Civile di Roma Capitale. «La Protezione civile capitolina ha dunque allertato la Polizia Municipale e le squadre del volontariato per gli interventi di monitoraggio lungo le sponde del Tevere. Per far fronte ai disagi del maltempo – prosegue Profeta – questo pomeriggio sono stati impiegati 20 associazioni di volontari e le squadre del Servizio Giardini, che hanno provveduto alla rimozione di alcuni rami di alberi in IV, VI e XVII municipio e di cinque alberi caduti su alcune auto in sosta in via Scarpanto (IV municipio), dove domattina i tecnici del Dipartimento ambiente effettueranno le necessarie verifiche di stabilità su tutta l’alberata stradale. Le nostre squadre, poi, hanno risolto un allagamento in via Cassia e altri allagamenti di piccola entità in XII, XV e XI municipio».  «La Sala Operativa della Protezione civile è in contatto continuo con i Vigili del Fuoco, con l’Ardis e con il Centro Funzionale Regionale in modo da intervenire con immediatezza nel caso in cui dovessero verificarsi ulteriori emergenze», conclude Profeta.

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Pensioni

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

“Sulle pensioni sono d’accordo con Fabrizio Cicchitto” lo dichiara in una nota l’on. Giuliano Cazzola, vice presidente della commissione lavoro della Camera e responsabile del Lavoro del PDL che aggiunge “Se il PdL vuole fare sul serio, basterebbe  sbloccare il progetto di legge di cui sono primo firmatario (che prevede, tra le altre cose, un innalzamento del requisito anagrafico in modo flessibile), presentato più di un anno fa alla Camera: un progetto che ha raccolto apprezzamenti e condivisioni anche da parte dei settori riformisti dell’opposizione. Il medesimo progetto è stato presentato anche a Palazzo Madama dalla senatrice Cinzia Bonfrisco. Del resto il tabù dell’età pensionabile è già stato incrinato, per iniziativa del Governo, dalla miniriforma del luglio scorso. Dal 2015 l’età di pensionamento di vecchiaia comincerà a salire automaticamente anche nel settore privato, fino ad arrivare, nel giro di cinque anni, a 62 anni per le donne e 67 per gli uomini. Se poi si volessero verificare gli effetti dell’innalzamento, basterebbe mandare avanti un altro progetto – di cui io sono primo firmatario alla Camera mentre  il sen. Ichino lo è al Senato (ambedue col trait d’unione delle pattuglie dei Radicali) – che prevede la sperimentazione volontaria e triennale della permanenza al lavoro dopo aver maturato i requisiti del trattamento di vecchiaia. Insomma, se la maggioranza volesse davvero alzare il livello di riformismo sul versante delle pensioni, ne avrebbe sicuramente la possibilità. Epotrebbe farlo con tutte le cautele e la gradualità che la situazione richiede”. (On. Giuliano Cazzola)

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