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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Nomina come Innovation Manager i professionisti di Studio Volpi

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Carnago (Varese) Il Ministero dello Sviluppo ha da poco reso pubbliche sul proprio sito le nomine nazionali degli Innovation Manager, ovvero gli esperti abilitati ad affiancare le Pmi e le reti d’impresa su progetti legati alla Digital Transformation e Industria 4.0. Tra i professionisti nominati, è presente anche Studio Volpi con i propri manager.
La nomina permetterà quindi a Studio Volpi, e al suo hub d’innovazione QuarryUp, di supportare chi richiederà il “Voucher per l’Innovation Manager” erogati dal MiSE. In questo modo i soggetti richiedenti, Pmi e reti di impresa, potranno avvalersi della consulenza degli specialisti dell’innovation company carnaghese che sosterranno, con la propria esperienza e il proprio know-how, i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 .
I manager di Studio Volpi sosterranno progetti che riguarderanno soprattutto le seguenti attività:
integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale; simulazione e sistemi cyber-fisici; prototipazione rapida; sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA); interfaccia uomo-macchina; manifattura additiva e stampa tridimensionale; internet delle cose e delle macchine;
integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali; programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati; programmi di open innovation.

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Largo agli Innovation Manager nelle piccole e medie imprese italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

Una grossa spinta alla trasformazione tecnologica e digitale del nostro tessuto produttivo è arrivata il 1° luglio 2019, data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 7 maggio 2019 del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), che stanzia complessivamente 75 milioni di euro in tre anni sotto forma di voucher. Ciascuna PMI potrà chiedere un massimo di 40mila euro per coprire fino al 50% del costo delle consulenze fornite da un Innovation Manager, per un periodo limitato ma non inferiore ai 9 mesi.Con la pubblicazione del decreto del 29 luglio è il MISE ha definito anche le modalità per iscriversi all’albo dei professionisti e delle società di consulenza. Dal 27 settembre al 25 ottobre, attraverso una piattaforma informativa, i manager qualificati e le società di consulenza potranno quindi presentare la domanda di iscrizione all’elenco degli Innovation Manager. L’attesa è che i nuovi iscritti all’elenco siano circa 10.000.A questo punto tanti titolari di PMI potranno sentirsi confusi da questo vortice di cambiamento, proprio come accadeva un decennio fa di fronte al proliferare di professionisti del digitale. “L’innovation manager è la figura che esplora e valuta le opportunità di innovazione, per poi incaricarsi dello scouting e della selezione di potenziali partner, come startup e centri di ricerca”, spiega Andrea Bellucci, Business Innovation Manager e Presidente di Stargate Consulting, società che affianca le imprese nello sviluppo di processi di innovazione profittevole e forma i futuri Innovation Manager. “La sua capacità più rilevante, però, è la leadership: un valido innovation manager infatti è in grado di introdurre nuove metodologie e accompagnare il cambiamento culturale, anche scontrandosi con la sindrome del ‘si è sempre fatto così’”.Concretamente, però, come si fa a selezionare un innovation manager competente? Bellucci propone 3 consigli per gli imprenditori che vogliono sfruttare l’opportunità offerta dal voucher per creare valore tangibile per la propria azienda:
1. Troppo spesso si parte dal preconcetto per cui l’innovazione sia una pura e semplice questione di tecnologie. In realtà, il vero innovation manager è un hybrid thinker: “one part humanist, one part technologist, one part capitalist”.
2. Nell’odierno mercato del lavoro, i cosiddetti professionisti I-Shaped, che possiedono competenze molto specifiche su una sola disciplina, convivono con quelli Hyphen-Shaped, che sanno “un po’ di tutto” senza essere esperti di un ambito particolare. L’innovation manager, al contrario, è T-Shaped: ha una consapevolezza maggiore in termini di business e impatto dell’innovazione sul mercato e sul lavoro, ma al tempo stesso sa muoversi con disinvoltura in ambito digital, financial, scouting.
3. Come spesso accade per le professioni di recente introduzione, gli innovation manager possono provenire da percorsi accademici e professionali molto eterogenei. L’iscrizione nell’apposito registro del MISE sarà un “bollino di garanzia” che identifica chi ha diritto di qualificarsi come tale, ma è bene che le aziende facciano un passo in più, assicurandosi che il aspirante consulente abbia frequentato un corso di formazione specifico negli ultimi 5 anni. Stargate Consulting, pioniere in Italia, offre un programma articolato su cinque moduli: Strategia di innovazione, Progettare l’innovazione, Agile Project Management, Intellectual Property Management e Valutazione investimenti e strumenti finanziari per l’innovazione.

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