Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘innovativa’

Formazione innovativa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Per arrivare all’Industria 4.0 occorre formare i lavoratori delle imprese, specie delle piccole e medie, attraverso una formazione innovativa, continua, di qualità e legata all’attuale domanda del mercato, una formazione 4.0. A questi temi è stata dedicata la riflessione nel corso del convegno organizzato da Fapi – Fondo Formazione PMI a Bologna ieri dal titolo Coltivare il Talento Fapi 4.0, che ha visto la partecipazione di importanti key opinion leader, imprenditori e operatori del settore.«Solo l’8,3% dei lavoratori italiani è impegnato in programmi di formazione permanente. C’è quindi ancora molto da fare e questo è il momento giusto per rilanciare in modo serio e importante la formazione continua e le politiche per il lavoro – ha detto nella sua introduzione Francesco Lippi, Presidente del Fapi -. Il Fapi, il fondo interprofessionale per la formazione continua nelle piccole e medie imprese, è pronto e in prima linea per fare sempre di più, anche con strumenti flessibili come lo sportello impresa, che finanzia formazione mirata e di qualità, e lo sportello per gli aggregati di rete che prevede contributi per gruppi omogenei di imprese di un territorio o di un settore o filiera produttiva».Fapi ha sviluppato in 15 anni di attività esperienze e competenze per rispondere a questa necessità, basti pensare che sono stati erogati più di 50 milioni di euro in formazione negli ultimi 4 anni – 16 mln di euro solo nel 2017, e sono stati coinvolti complessivamente 37.000 aziende e 360.000 lavoratori in tutta Italia.
In Emilia Romagna il tessuto delle PMI è particolarmente rilevante e altrettanto sviluppata è l’attività di Confapindustria Emilia Romagna dove oltre 1.600 imprese, che contano 18.000 collaboratori, hanno aderito a Fapi. «Grazie a un sistema capillare e ben funzionante di formazione finanziata anche le aziende più piccole possono accedere a una formazione di pari livello delle realtà più grandi e coerente con le loro attuali esigenze – ha sottolineato Andrea Paparo, direttore Confapindustria Emilia Romagna -. Tra i corsi cui hanno avuto maggiormente accesso le PMI dell’Emilia Romagna, quelli relativi a comunicazione e marketing, lingue straniere, internazionalizzazione, risorse umane e management, sviluppo organizzativo, informatica, amministrazione e contabilità, salute e sicurezza sul lavoro: tutte leve chiave per garantirne la competitività».Pier Paolo Redaelli, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Bologna, ha confermato l’importanza per le imprese di avvalersi di formazione sia per gli imprenditori sia per i dipendenti, facendosi affiancare da professionisti che conoscono le opportunità del mercato e i vincoli burocratici; mentre Stefano Mastrovincenzo, amministratore unico IAL Nazionale ha evidenziato come sia proprio in un momento favorevole per l’economia che le imprese devono valorizzare ulteriormente il capitale umano delle competenze e degli skill attraverso una formazione innovativa e legata alla domanda. Hanno confermato questi trend due interessanti case history di PMI 4.0 che hanno saputo innovare investendo sia sul capitale umano attraverso percorsi di formazione sia su quello tecnologico: Mauro Barchiesi di Bora (stampi e stampaggio di componenti metallici, 250 dipendenti) ha raccontato la profonda trasformazione e digitalizzazione dei processi e della produzione che ha coinvolto i dipendenti, con oltre 3.000 ore di formazione finanziata da Fapi; Daniela Fiorani dell’azienda agroalimentare Il Sole ha sperimentato come la formazione possa incidere nello sviluppo di nuovi prodotti e nell’incremento della produttività. «Dopo quattordici anni di vita del nostro Fondo proseguiamo con slancio la nostra attività – ha concluso Francesco Lippi, presidente Fapi – rilanciando, attraverso una serie di eventi in tutta Italia, l’importanza della formazione continua per le aziende e i lavoratori. C’è ancora molto da fare per allineare le competenze alla esigenze attuali del mercato, nell’ottica del piano nazionale Industria 4.0, e vogliamo catalizzare l’attenzione affinché non si perdano le opportunità che i corsi Fapi possono offrire».

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Grande festa della scuola innovativa e inclusiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 ottobre 2017

biblioteca centrale romaRoma.  Biblioteche di Roma, mercoledì 25 ottobre 2017 ore 10: convegno di apertura e inaugurazione dell’area espositiva. con il Global Junior Challenge, il concorso internazionale che premia l’uso creativo della tecnologia per portare l’innovazione tra i banchi di scuola. Nel convegno di apertura grandi nomi della cultura italiana ricordano il pensiero e l’impegno di Tullio De Mauro, a cui da questo anno è dedicata la manifestazione, mentre nell’area espositiva oltre 90 progetti provenienti da tutto il mondo raccontano un nuovo modo di fare e immaginare la scuola. Con il progetto Make: Learn: Share: Europe 5 delegazioni di studenti di 4 paesi diversi si incontrano a Roma per un hackathon internazionale sul tema dell’innovazione digitale in Europa. All’evento è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica. Alfonso insegna matematica e coinvolge i suoi studenti in laboratori di robotica dentro gli ospedali e i centri di cura. Stella ha aperto un fablab all’interno del suo istituto, mentre Chiara a soli 16 anni fa parte del team italiano degli ambasciatori digitali. Sono solo alcuni dei protagonisti del Global Junior Challenge, il concorso internazionale, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, che premia l’uso creativo e innovativo delle tecnologie per l’istruzione e il futuro dei giovani. Dal 25 al 27 ottobre nella capitale, oltre 90 progetti provenienti da 16 paesi raccontano esperienze di didattica inclusiva, capaci di valorizzare i talenti e di non lasciare nessuno indietro: dalla realizzazione di un percorso museale multimediale accessibile ai non vedenti a dispositivi tecnologici pensati per attrezzare le palestre delle scuole per gli studenti disabili.
Perché una scuola di qualità è una scuola che sa accogliere. È questo il grande insegnamento del prof. Tullio De Mauro, che per oltre dieci anni ha guidato come presidente la Fondazione Mondo Digitale, e a cui da questo anno è dedicato il Global Junior Challenge. Nel convegno di apertura, in programma il 25 ottobre alle ore 10 presso Biblioteche di Roma, grandi nomi della cultura italiana, da Luca Serianni a Giuseppe Laterza, si incontrano per ricordare e proseguire il pensiero e il lavoro del celebre linguista. Con il metodo del Lego Serious Play docenti, studenti e dirigenti scolastici si confrontano per disegnare insieme la scuola del futuro.
L’evento finale del Global Junior Challenge coincide con la working conference del progetto Make: Learn: Share: Europe, promosso nell’ambito del programma europeo Erasmus+, in collaborazione con Roma Capitale, Municipalità di Sheffield (Regno Unito), Municipalità di Riga (Lettonia), Municipalità di Gijón (Spagna) e Istituto Scolastico Knut Hahn (Svezia). Cinque delegazioni di giovani ambasciatori digitali, tra i 14 e i 19 anni, si incontrano a Roma per un hackathon internazionale (26 ottobre) sul tema dell’innovazione e inclusione digitale in Europa.
Il 27 ottobre alle 10, in Campidoglio, la cerimonia di premiazione, con il premio speciale Tullio De Mauro al docente innovatore. Consegna il premio Silvana Ferreri De Mauro.

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75 milioni di euro a Evotec per finanziare la ricerca medica innovativa

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

Banca europea per gli investimentiIl piano di investimenti per l’Europa continua a sostenere progetti innovativi nel settore della sanità. La Banca europea per gli investimenti (BEI) stanzierà 75 milioni di euro per Evotec da investire nella ricerca e nello sviluppo di cure delle malattie gravi. Il prestito è garantito dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), l’elemento centrale del piano di investimenti per l’Europa, il cosiddetto piano Juncker. Evotec utilizzerà questo prestito a lungo termine per finanziare la scoperta di nuovi farmaci e lo sviluppo di cure dei disturbi e delle patologie gravi. Si tratta di un nuovo tipo di finanziamento, il primo grande investimento azionario in un’industria europea nel quadro del FEIS, e del primo investimento contingente del FEIS, in quanto la banca condivide il rischio dell’esito positivo dell’attività di ricerca e sviluppo (R&D) di Evotec. All’atto della firma, il Vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Lo sviluppo di cure innovative è un processo che richiede investimenti costanti e il piano di investimenti può fare la propria parte. Sono felice che, con l’accordo di oggi, il piano vada a sostenere la ricerca volta a curare i disturbi e le patologie gravi.”L’accordo con Evotec arriva a qualche giorno dalla conclusione degli accordi con MagForce, per lo sviluppo di nuovi trattamenti del cancro al cervello, e con Apeiron, che sta a sua volta sviluppando trattamenti per la cura del cancro, in particolare di un tipo raro che colpisce i bambini.Oggi il FEIS ha anche firmato un accordo con ACT Ventures per offrire 20 milioni di euro di finanziamenti a piccole imprese tecnologiche in Irlanda. I dati FEIS più aggiornati per paese sono disponibili qui. Un comunicato stampa completo sull’accordo di oggi è disponibile qui.

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Per una cardiologia innovativa, efficace e sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

firenzeFirenze. Si svolgerà il 20 e 21 aprile a Firenze, alla Stazione Leopolda, la seconda edizione di “Thinkheart with GISE”, appuntamento promosso dalla Società italiana di cardiologia interventistica (GISE). Si partirà dai dati raccolti nei centri di emodinamica italiani, per riflettere ad ampio spettro, grazie al confronto tra clinici e decisori, istituzioni e società civile, sul tema di un nuovo modello di governo della cardiologia interventistica nell’ambito del sistema sanitario nazionale, puntando su innovazione, efficacia e sostenibilità.“Il progetto ha preso vita dalla sempre maggiore consapevolezza di come l’efficacia dell’assistenza sanitaria non sia una sfida che possa essere affrontata esclusivamente sul piano clinico: è la governance dell’intero percorso, oggi, a determinare il successo di un modello di welfare sanitario innovativo e veramente efficace”, spiega Giuseppe Musumeci, Presidente GISE.Una consapevolezza necessariamente evidente nel caso delle malattie cardiovascolari che, pur a fronte di un importante calo della mortalità, continuano a crescere in Europa, come in Italia. Secondo i recenti dati del Rapporto European Heart Network 2017, tra il 1990 e il 2015 il numero di casi di malattia cardiovascolare nel continente è cresciuto in assoluto del 34 per cento tra gli uomini e del 29 per cento tra le donne. In Italia si è passati dai 2 milioni di casi tra gli uomini ai 2,6 milioni e dai 2,13 milioni ai 2,78 milioni tra le donne: un ecumenico +30 per cento. Rispetto all’aumento complessivo della popolazione italiana negli ultimi 25 anni, è comunque diminuita la prevalenza, rispettivamente passata dal 6 al 5 per cento per gli uomini e dal 4,66 al 3,9 per cento per le donne.Di pari passo sono in crescita i costi che, tra spesa sanitaria, mancata produttività, costi sociali e via dicendo, hanno superato i 200 miliardi di euro nei soli Paesi UE; in Italia nel 2015, secondo il Rapporto, le malattie cardiovascolari hanno assorbito 15,7 miliardi di euro di sola spesa sanitaria, pari al 15 per cento del totale.“Tutte ragioni, queste, per cui GISE sente forte la responsabilità di farsi promotrice di un approccio più sinergico, che coinvolga tutti gli attori del percorso assistenziale: aziende, decisori, amministratori, pazienti – continua Musumeci. Solo una visione globale, infatti, incentrata sul concetto di qualità di vita del paziente e dei suoi familiari, aspetto quest’ultimo spesso sottovalutato, può assicurare un controllo della spesa sanitaria che non pregiudichi validità delle cure ed eccellenza nella ricerca e nell’innovazione”.GISE da molti anni promuove una consistente raccolta di dati sull’attività dei centri di emodinamica in Italia, un patrimonio di conoscenze inestimabile, la cui corretta lettura ed approfondita analisi possono indicare i percorsi da seguire per determinare le strategie e le azioni possibili volte a concreti progetti di miglioramento. L’appuntamento del 20 e 21 aprile costituirà pertanto una nuova importante occasione di confronto, “un’ulteriore decisiva tappa verso la definizione di un modello di cardiologia interventistica nel nostro Paese che possa essere in costante positiva evoluzione e realmente sostenibile”, conclude il Presidente GISE.

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Difese immunitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 ottobre 2014

stefano_cascinuIl presidente Stefano Cascinu: “Si rinforzano le difese dell’organismo per sconfiggere la malattia. Rappresenta una nuova branca che si unisce alla chirurgia, radioterapia e chemioterapia”. Efficace nel trattamento del principale cancro della pelle, può essere utilizzata in altre neoplasie in fase avanzata Potenzia le difese immunitarie dell’organismo del paziente per poter meglio combattere il tumore. Si chiama immuno-oncologia ed è la quarta arma nel trattamento del cancro, che si aggiunge alla chirurgia, alla radioterapia e alla chemioterapia. Ipilimumab ha aperto la strada a questa arma terapeutica innovativa e ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma metastatico, un tumore della pelle particolarmente aggressivo: nel 20% dei pazienti rende la malattia cronica. Un risultato mai raggiunto finora. Ed ora può essere utilizzata anche in neoplasie frequenti come quelle del polmone e del rene, che, in fase avanzata, fanno registrare percentuali di sopravvivenza molto basse, inferiori al 20%. Le prospettive offerte dall’immuno-oncologia sono state approfondite nella giornata inaugurale del XVI Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), in corso a Roma fino al 26 ottobre. “Siamo di fronte a un approccio innovativo, in grado di aumentare la sopravvivenza a lungo termine – spiega il prof. Stefano Cascinu, presidente AIOM -. Funziona stimolando le cellule del sistema immunitario a combattere il cancro e persegue una strategia opposta a quella delle terapie ‘classiche’: non colpisce direttamente le cellule tumorali, ma attiva i linfociti T del paziente, potenti globuli bianchi capaci di eliminare o neutralizzare le cellule infette o anormali, che diventano in grado di distruggere il tumore. Proprio per le importanti potenzialità terapeutiche che ne possono derivare, l’immuno-oncologia rappresenta uno dei temi centrali del nostro Congresso, una scelta già realizzata all’ASCO, il più importante congresso al mondo del settore”. Il nostro Paese ha offerto un contributo significativo a numerosi studi registrativi internazionali. “Il melanoma – sottolinea il prof. Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ di Napoli – ha rappresentato il modello ideale per verificare l’efficacia dell’immuno-oncologia. Sono 11.000 le nuove diagnosi stimate nel 2014 in Italia e 1.700 i casi di malattia metastatica. Da 30 anni non si vedevano progressi nelle cure e nessun trattamento poteva migliorare la sopravvivenza in fase avanzata, che in media era di 6 mesi. Ipilimumab ha dimostrato di raddoppiarla a uno e due anni. E un quinto dei pazienti è vivo a un decennio dalla diagnosi: questo significa che, in alcuni casi, è possibile parlare di lungosopravviventi. I risultati emergono da studi clinici che hanno coinvolto più di 5.000 persone, alcune proprio all’Istituto ‘Pascale’. Basti pensare che, a partire dalla fase di sperimentazione, a Napoli sono stati trattati con il farmaco più di 400 pazienti”. Nel settembre scorso ipilimumab, sviluppato da Bristol-Myers Squibb, è stato approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per il trattamento in prima linea dei pazienti colpiti da melanoma metastatico. “È necessario – continua il prof. Francesco Cognetti, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma – che i farmaci realmente innovativi siano subito disponibili per i pazienti riconoscendone l’innovazione. Non possiamo affermare che tutte le nuove terapie debbano essere inserite immediatamente nel prontuario terapeutico nazionale e in quelli regionali ed essere subito disponibili. Il farmaco deve essere valutato per il rapporto costo-efficacia, dando a quelli dotati di un reale impatto sulla storia naturale della malattia il beneficio di essere resi disponibili con rapidità”. Nel 2013 nel nostro Paese sono stati diagnosticati circa 366.000 nuovi casi di tumore (quasi 1.000 al giorno): 200.000 negli uomini e 166.000 nelle donne. Oggi si stanno affacciando altri farmaci immuno-oncologici, come nivolumab, che hanno il potenziale per migliorare la sopravvivenza a lungo termine non solo nel melanoma ma anche nelle neoplasie del polmone e del rene. “Quest’ultima presenta basi immunologiche che la avvicinano al melanoma – continua il prof. Cognetti -. La sfida per gli oncologi è rappresentata dall’identificazione della sequenza terapeutica migliore. Potremo così capire in che modo combinare questo approccio rivoluzionario con la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia”. “Sta suscitando grande interesse il ruolo delle cellule staminali come bersaglio dell’immuno-oncologia – conclude il prof. Carmine Pinto, presidente eletto AIOM -. Partendo da un presupposto fondamentale: le cellule staminali, presenti nel tessuto neoplastico, sono cruciali per generare anche le altre cellule tumorali non staminali. Quindi, la loro eliminazione dovrebbe favorire l’eradicazione della neoplasia. Va ricordato che non abbiamo ancora un’arma specifica contro questo bersaglio. Probabilmente, in un futuro non lontano, grazie alla combinazione dei farmaci, potremo eliminare le cellule staminali tumorali, togliendo così la sorgente di produzione di cellule neoplastiche alla massa tumorale”.

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Illuminazione innovativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2011

Samsung in the 1930s.

Image via Wikipedia

Non ci è mai piaciuto sponsorizzare le multinazionali, ma quando le idee che presentano sono innovative e potrebbero favorire i loro consumatori, in questi casi non ci possiamo sottrarre da fare un plauso a questo tipo di iniziative. Così Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.Dalla coreana Samsung arriva, infatti, una novità rivoluzionaria nel campo dell’illuminazione che ci toglierà la snervante abitudine di arrampicarci periodicamente per svitare le lampadine di casa fulminate o vecchie. Le lampadine LED della nuova gamma, secondo la Samsung hanno una durata di 40.000 ore – 40 volte una lampadina incandescente standard. La società ha calcolato che con un utilizzo normale, le lampadine dovrebbero durare per 36 anni.Come è noto la Samsung è il leader mondiale nelle TV a “LED” – che non sono altro che pannelli LCD illuminati da un pannello di LED dietro lo schermo. Le luci a LED stanno diventando sempre più comuni e offrono generalmente una durata media abbastanza lunga, ma 36 anni fanno si che questo tipo di tecnologia diventi veramente rivoluzionaria poiché una lampadina non sarà più una lampadina nel senso che tutti noi intendiamo: sarà un congegno cui è applicata tecnologia digitale composta da LED, chip, driver ed elettronica. Le nuove lampade a LED di Samsung si accendono istantaneamente, diffondondo UV e infrarossi praticamente gratis e producono una luce estremamente uniforme, consentendo un risparmio energetico notevole e salvaguardando, quindi, l’ambiente. L’unico svantaggio è che le lampadine non si acquisteranno a buon mercato. Il modello base verrà venduto al costo medio di 19 dollari con modelli che arriveranno fino a 70 dollari.
Se il futuro è già presente con le lampadine LED, presto però potrà essere archiviata anche questo tipo di tecnologia per l’illuminazione. Una società americana, la Eden Park, sta studiando una tecnologia completamente nuova, di “illuminazione al plasma”, che crea luce da uno strato di carta sottile al plasma tra due fogli di alluminio. La futuristica ricerca è stupefacente tant’è che già ci s’immagina la possibilità di illuminazione sulle pareti come se fosse carta da parati – e consumerebbe quantità microscopiche di energia. La differenza tra il progetto della Eden Park e le nuove lampade a LED della Samsung? Per il primo non si sa nulla di quando le prime luci ‘microplasma’ potranno essere immesse sul mercato, le seconde sono di fatto già in vendita.

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Assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

L’Associazione dipendenti di Banca Intesa chiede che le best practice della democrazia economica, già ampiamente diffuse in varie realtà europee, e soprattutto in quelle che meglio e prima hanno saputo uscire dalla crisi economico-finanziaria, vengano estese anche all’Italia, ad iniziare proprio dal Gruppo Intesa Sanpaolo. A presentare questa istanza, per certi versi totalmente innovativa per lo scenario creditizio nazionale, è stato, nel corso dei lavori della recente Assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo, il vicepresidente dell’ADBI, Associazione Dipendenti Banca Intesa, Claudio Gulinello. Nel proprio intervento, Gulinello, a nome dell’ADBI, ha esposto il fermo convincimento che i lavoratori di Intesa Sanpaolo possano e debbano essere maggiormente coinvolti nella vita aziendale, “perché i dipendenti sono e dovrebbero essere gli attori principali dei piani industriali e dei bilanci sociali”. Gulinello, che è anche segretario nazionale di Unità Sindacale Falcri Silcea, il sindacato autonomo del settore del credito nato in gennaio dall’integrazione di Falcri e Silcea ed aderente alla Confsal, prima confederazione autonoma italiana, ha poi proseguito ricordando il forte interesse che gli economisti e la stampa di settore rivolgono al tema della partecipazione dei dipendenti alla vita dell’impresa, anche mediante la presenza di loro rappresentanti negli Organismi e nei Comitati di Sorveglianza delle banche, una favorevole circostanza, questa, che è già realtà in quei paesi europei (Germania e Svezia in particolare) che meglio hanno reagito alla situazione di crisi verificatasi in questi ultimi anni. Il vicepresidente di ADBI ha pertanto invitato il top management di Intesa Sanpaolo, pur in presenza di una legislazione italiana ancora debole in materia, a fare proprio l’invito all’attuazione di forme virtuose di democrazia economica, “in un’ottica di trasparenza e coesione aziendale sempre migliori”. L’ADBI ha fatto sentire la propria voce nell’assemblea di Intesa Sanpaolo anche per ribadire con determinazione di “non poter accettare che le politiche aziendali rivolte al contenimento dei costi vadano a ricadere solo ed esclusivamente sulla forza lavorativa, anche attraverso iniziative gestionali che producono tensione occupazionale”.

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Mostra a Villa Medici

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2010

Roma Viale Trinità dei Monti, 1  Accademia di Francia a Roma – Villa Medici Vernissage Sabato 19 giugno 2010 Apertura al pubblico Da domenica 20 giugno a domenica 26 settembre 2010 La mostra vedrà riuniti due grandi artisti della storia dell’arte, Ellsworth Kelly, artista americano tra i più attivi della scena contemporanea e Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780-1867). L’intenzione non è quella di mettere a confronto due stili o due generi formali, bensì di comprendere quali siano le relazioni che hanno legato il lavoro di Kelly, tra i pittori astratti più significativi su scala mondiale dalla fine degli anni ’40, al pittore francese, un tempo direttore di Villa Medici (dal 1835 al 1841), la cui opera ha nutrito tanto l’arte accademica quanto l’arte moderna più innovativa. La mostra espone lavori recenti e inediti di Ellsworth Kelly, come anche una selezione di suoi disegni di piante e figure (8 oli e 28 disegni), affiancate a dipinti e disegni di Ingres (4 oli e 32 disegni), frutto di una selezione dell’artista americano e provenienti dalle collezioni del Museo Ingres di Montauban, del Museo del Louvre, del Museo di Besançon e del Museo di Lyon. Il percorso della mostra è concepito congiuntamente da Ellsworth Kelly ed Éric de Chassey, direttore dell’Accademia di Francia a Roma, già curatore di diverse mostre su questo artista. (jean auguste)

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Regionali Lazio: candidatura Bonino

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2010

“Mi auguro che l’apprezzamento espresso dal segretario regionale Alessandro Mazzoli sfoci presto nel sostegno esplicito del Pd alla candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio”. Lo dice la senatrice del Pd Vittoria Franco.  “Si tratta ora – prosegue Vittoria Franco –  di recuperare il ritardo con cui per diverse ragioni il Pd sta arrivando a fare le sue proposte per le regionali. Quella di Emma è una candidatura autorevole. Si tratta di una donna politica che già in diverse occasioni ha dimostrato doti di governo e di parlare il linguaggio della chiarezza e della trasparenza. Col contributo di una forza come quella del Pd – conclude Vittoria Franco – Emma Bonino può davvero diventare una candidatura vincente, tra l’altro in una sfida singolare e innovativa tra due donne politiche importanti”

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Niki De Saint Phalle

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

inserzione.aiRoma, 4 novembre 2009 – 17 gennaio 2010 Museo Fondazione Roma Per la prima volta in Italia una mostra presenta oltre 100 opere di Niki de Saint-Phalle, (Neuilly-sur-Seine, 1930 – San Diego, 2002), pittrice, scrittrice, performer che ha legato il suo nome a un percorso artistico straordinario che va oltre le classificazioni e le mode, e si mescola con una vita tumultuosa e affascinante: un’energia che ritroviamo in tutte le sue opere, dalle policrome sculture (Nanas) al famosissimo giardino dei Tarocchi di Capalbio.  Dopo il grande successo della mostra “Hiroshige. Il maestro della natura”, la Fondazione Roma si distingue ancora una volta per una scelta culturale coraggiosa e innovativa.  La mostra, a cura di Stefano Cecchetto, è co-prodotta e organizzata da Arthemisia Group, in collaborazione con The Niki Charitable Art Foundation (California). Il percorso individuato dal curatore segue il percorso interiore dell’artista e permette lo sviluppo parallelo di un’esposizione che allinea numerosi dipinti del primo periodo dell’artista, degli anni cinquanta e sessanta, insieme alle celebri sculture policrome (Nana) per le quali Niki de Saint-Phalle è famosa in tutto il mondo.   Femminismo, mitologia, violenza, le inquietudini private e quelle sociali, sono i temi che permeano le opere di Niki de Saint Phalle. Opere mai disgiunte dalla sua vita e attraverso la mostra, che presenta anche una serie di fotografie, sarà possibile percepire il fil-rouge che collega le diverse e intersecate esperienze della sua tormentata vicenda artistica. Catalogo Skira

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Lo stato sociale U.E.

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. L’idea basilare posta nel testo dall’autore è che la nuova politica sociale non può fondarsi sul presupposto che il progresso sociale debba essere sacrificato al rilancio della competitività economica, perché l’Europa deve gran parte della sua influenza e della sua forza alla capacità di combinare la creazione di ricchezza e lo sviluppo del benessere e della libertà al valore delle sue risorse umane e che esse hanno priorità su tutto. Tuttavia non sembra chiaro il ruolo che la Comunità intende svolgere per una politica innovativa dello stato sociale. Non è vincolando l’età minima lavorativa ai 40 anni ed ai relativi contributi che si possono creare le premesse per una società innovativa. Bisogna pensare qualcosa d’altro. Da qui parte una proposta. Appare rivoluzionaria perché non fissa più confini d’età per il pensionamento, perché fa addirittura sparire questa parola. Perché si afferma la convinzione che bisogna riscrivere regole nuove per affrontare il nuovo che si prospetta

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Processi civili e conciliazione

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

Pochi lo sanno ma, la riforma  del processo civile e le nuove regole per scongiurare il fallimento del progetto di “deflazione  dei processi pendenti e  aumento di  quelli nuovi” , entrata in vigore il 4 luglio con la legge 69,  si può   autorevolmente imporre  solamente con l’attuazione reale della  “delega concessa al Governo, di introdurre e presto la norma obbligatoria sulla mediazione civile per favorire la conciliazione stragiudiziale delle parti”. Occorrono, queste nuove regole  per questi processi civili, per fare in modo che ottimismo e speranze  si contrappongano al  pessimismo  di quelli che hanno difficoltà a comprendere la portata innovativa. La legge 69/2009, così come concepita e’ già ricca di movimenti, ma  la maggiore novità, come affermato dal presidente dell’associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione (A.N.P.A.R.), Dott. Giovanni Pecoraro  consiste nell’aver saputo mettere assieme criteri validi  per indurre le parti  a  concludere con la conciliazione una controversia,   piuttosto che incorrere in sanzioni, quale parte   che ha causato, adottando condotte o tecniche dilatorie, per allungare i processi. Sarebbe un errore gravissimo se in questo momento si ritardasse  anche di un solo giorno l’emanazione di regolamenti attuativi che  servono a  regolare  l’istituto della  conciliazione. Cosa deve fare chi  già vuol fare affidamento  sulla bontà della conciliazione? Secondo quanto affermato dal presidente Pecoraro, la conciliazione può essere già attivata, indipendentemente dai regolamenti attuativi. Ad esempio, se,  le parti in lite, sottoscrivono un verbale di avvenuta conciliazione –  alla presenza di un conciliatore, nominato da un organismo di conciliazione – questo accordo è già titolo idoneo ad accorciare i tempi di durata di un processo ordinario . Questo, per esperienza pregressa, afferma Pecoraro non avviene quasi mai, anzi le parti che prima erano in lite, spesso  trasformano e consolidano il rapporto litigioso in un rapporto di amicizia.  Sono molte le parole del ministro Alfano, continua ancora Pecoraro,  che lasciano intravedere che la mediazione civile e la conciliazione sono apprezzabili nei contenuti e  nello stile perchè: per primo consentono una riduzione del carico di lavoro dei giudici ordinari, per secondo rendono protagonisti  e partecipi gli avvocati e aiutano i giovani laureati in materia giuridiche ed economiche a specializzarsi senza lunghi tempi di attesa per  l’inizio di una nuova professione. Dunque, benevenuta sia la mediazione  e la conciliazione idonea a tutelare tutti i diritti disponibili di ognuno di noi senza spese di giustizia ed in poco tempo (max 4 mesi).

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Premio Arrigo Recordati

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2009

Con la consegna del premio di 100.000 euro a Valentin Fuster, Director of Mount Sinai Heart, New York, United States, si è conclusa la 5° edizione del Premio Internazionale per la Ricerca Scientifica Arrigo Recordati.  La Cerimonia di Premiazione si è svolta in occasione del 19th European Meeting on Hypertension 2009.  Il Professor Bonow, a nome della Giuria, ha consegnato ufficialmente il riconoscimento al vincitore sottolineando che il Premio di quest’anno è stato assegnato con la seguente motivazione: “Valentin Fuster riceve il Premio Recordati per gli eccellenti ed innovativi risultati conseguiti nel campo della diagnostica per immagini”.  Valentin Fuster è a capo di un team di ricerca multidisciplinare; il suo contributo si evidenzia per un’innovativa integrazione dei metodi multimodali dell’imaging e per una pionieristica ricerca nell’applicazione di strumenti di imaging fondamentali per rivelare i meccanismi delle malattie vascolari. Il Premio per la Ricerca Scientifica Arrigo Recordati è stato istituito nel 2000 in memoria dell’imprenditore farmaceutico italiano Arrigo Recordati che guidò l’omonima società per quarantotto anni, attraverso un periodo di grande crescita e sviluppo, sino alla sua scomparsa prematura avvenuta nel febbraio 1999. Il Premio è un riconoscimento internazionale che ha come obiettivo la promozione della ricerca scientifica nel campo delle malattie cardiovascolari e prevede ogni due anni l’attribuzione di 100.000 euro ad uno scienziato per il suo impegno e per i risultati ottenuti nella ricerca in ambito cardiologico. Ogni edizione è dedicata ad un tema specifico.  La decisione della Giuria nell’assegnazione del Premio dell’ edizione 2009 riconosce l’eccezionale valore delle ricerche condotte dal vincitore nella diagnostica per immagini nelle cardiopatie.  Negli ultimi 100 anni, lo sviluppo di tecnologie sofisticate ha permesso di compiere progressi drammatici nella clinica cardiologica per pazienti di ogni età e per ogni tipo di patologia. La capacità del cardiologo di prendere decisioni terapeutiche si è incrementata in modo significativo e altrettanto è migliorata la risoluzione delle patologie. D’altro canto, lo sviluppo cardiaco avviene all’inizio della gestazione, durante le prime 7 settimane, e la causa della maggior parte dei difetti cardiaci rimane sconosciuta: possono essere associati o meno ad altre anomalie, o a sindromi genetiche, oppure ad anormalità cromosomiche. Le lesioni cardiache prenatali possono progredire in utero in modo tale da rendere difficile di riconoscerle, con le attuali tecnologie, dal cuore normale di un feto all’inizio della gestazione. L’ecografia prenatale standard potrebbe non essere sufficiente a rivelare la presenza di cardiopatie congenite nella maggior parte dei feti. Pertanto, lo sviluppo di mezzi adeguati per la diagnosi e l’osservazione delle cardiopatie congenite prenatali avrebbe un impatto significativo sullo sviluppo clinico dei pazienti, compresa l’incidenza di malformazioni congenite cardiache, l’evoluzione di difetti cardiaci durante la gestazione, e l’informazione quotidiana alle famiglie. Tema dell’edizione 2011 del Premio Arrigo Recordati sarà “Le cardiopatie congenite prenatali”
Gruppo Recordati fondata nel 1926, è un gruppo farmaceutico europeo, quotato alla Borsa Italiana con oltre 2.900 dipendenti, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti farmaceutici. Ha sede a Milano, attività operative nei principali paesi europei ed una presenza crescente nei nuovi mercati del centro ed est europeo. Una rete europea di oltre 1.400 informatori scientifici del farmaco promuove un’ampia gamma di farmaci innovativi, sia originali che su licenza, appartenenti a diverse aree terapeutiche compresa un’attività specializzata nelle malattie rare. Recordati si propone come partner di riferimento per l’acquisizione di nuove licenze per il mercato europeo per quelle aziende che non dispongono di reti commerciali in Europa. Recordati è impegnata nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi per l’area cardiovascolare e genito-urinaria, ed anche di terapie per malattie rare.

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