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Posts Tagged ‘innovazione’

Le 5 innovazioni tecnologiche che rivoluzioneranno il 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

polo tecnologico1Milano (MI) 3 gennaio 2018– Il 2018 è appena all’inizio, ma si sta già delineando come l’anno che scombinerà le carte in gioco nella tecnologia. Tra le tendenze tecnologiche su ci si aspettano grandi novità nel prossimo anno, Cisco ne indica 5, da tenere d’occhio e su cui investire.
1. Mettere i dati al lavoro. Le aziende oggi raccolgono più dati di quanto un cervello umano potrebbe elaborare in una vita (spesso anche considerando più persone). Per questo Cisco realizzato soluzioni basate sull’apprendimento automatico per raccogliere e analizzare i dati, da qualsiasi luogo. Tutto per aiutare i propri clienti a fare le cose al meglio. Qualche esempio? Le banche possono individuare e risolvere i problemi con le loro app mobile prima di chiamare gli utenti. I musei possono vedere quali attrazioni vengono visitate più frequentemente. E l’elenco può continuare. Nel 2018 molti altri nuovi esempi daranno prova del limite a cui l’immaginazione umana può tendere.
2. Re-inventare il funzionamento delle reti.Nel corso degli ultimi 30 anni, le reti hanno funzionato più o meno allo stesso modo. Per gestirle era necessario un esercito IT che programmasse manualmente le reti. Ora non più: nel 2018 amministrare le reti non sarà più manuale, perché le reti intuitive saranno in grado di programmarsi da sole. Il passaggio da manuale ad automatico è già a buon punto, nelle nostre reti. Pensando alla rete come un’auto, fino ad ora per procedere doveva esserci qualcuno al volante. Ma una rete intuitiva è come un’automobile a guida autonoma. Una volta definita la destinazione, l’auto sa come arrivare. È necessario allestire la rete in un nuovo edificio? La rete configurerà automaticamente le macchine e le collegherà nel modo giusto. In millisecondi, non più in ore, senza che nessuno debba spostarsi o farlo manualmente.
3. Assistenti virtuali automatizzati. Oggi, agli assistenti virtuali si chiede di mostrare le previsioni del tempo, o le indicazioni stradali. Il punto è che bisogna chiederlo. Ma se non lo facessimo? Nel 2018, gli assistenti virtuali saranno abbastanza intelligenti da capire ciò di cui le persone hanno bisogno prima che gli venga comunicato. Per esempio, entrando in una sala riunioni ‘intelligente’, la smart room è in grado di comprendere dal cellulare chi è entrato nella stanza. Dopodiché lo strumento di videconferenza interagisce con l’agenda dei presenti e avvia la riunione, perfettamente puntuale. La stanza inoltre si accorge che sono entrate poche persone e alza la
temperatura di un paio di gradi, per rendere la permanenza più confortevole. Così è possibile concentrarsi sulla riunione, senza perdere tempo a cercare un maglione. Questo è il potere degli
assistenti automatici: tutti dispositivi e i sensori che parlano tra loro in background per far accadere le cose giuste al momento giusto. Sembra fantascienza, ma è già una realtà. E nel 2018 sarà ancora più diffusa.
4. Dieci, cento, mille cloud. Non si tratta più di cloud al singolare. Si tratta di accedere a dati e applicazioni su qualsiasi cloud, di volta in volta quello che funziona meglio. E di poterli spostare a
piacimento. In tutta sicurezza.Chi preferisce un cloud privato nel proprio Data Center. Chi preferisce un cloud pubblico. Qualsiasi cloud. Oppure anche un mix di varie soluzioni. Ora è possibile gestire
e proteggere i dati ovunque, indipendentemente dall’utilizzo di un cloud o di un centinaio di cloud.
Il 2018 sarà l’anno in cui i dati saranno memorizzati ovunque si desidera. Sarà possibile adottare un cloud privato nel data center. Oppure optare per i cloud pubblici di Microsoft, Amazon e Google. Ma
anche fare un misto di tutte le opzioni. Più ampia è la scelta, meglio è. Perché i dati saranno protetti, gestiti e orchestrati in modo efficace, indipendentemente dal fatto che si stia usando un cloud o un centinaio di cloud.
5. Sicurezza integrata in tutto Non si tratta di ‘sicurezza su tutto’ o ‘sicurezza ovunque’. La parolina ‘embedded’ che sta in mezzo è davvero importante. Nel 2018, sarà possibile integrare la sicurezza in tutto ciò che si fa. Le soluzioni di cybersecurity osservano il comportamento delle persone o delle cose, imparano i modelli, e ricevono o inviano avvisi se si verificano dei cambiamenti. Questo aiuta le aziende a rilevare violazioni della sicurezza prima che si verifichino. O almeno a rispondere più rapidamente. “Osservandole con attenzione, queste tendenze sono tutte strettamente correlate tra loro,” conclude Degradi. “Non vanno pensate come tendenze separate. Sono una piattaforma digitale, che può essere la base per migliorare un po’ tutto. Le aziende che vogliono prosperare nell’era digitale sono quelle che le padroneggeranno tutte e cinque.”

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Presentazione del volume “Vision and Trends of Social Innovation for Europe”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

europa comunitaria1Innovazione e benessere dell’individuo: sono i temi al centro di “Vision and Trends of Social Innovation for Europe” il volume di Filippo Addarii e Fiorenza Lipparini (fondatori di PlusValue) presentato presso la sala stampa della Camera dei Deputati dall’onorevole Antonio Palmieri (FI) coordinatore Intergruppo Parlamentare per la sussidiarietà. Lo studio pubblicato per la direzione generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea ha come obiettivo di fare un bilancio dell’efficacia delle politiche e dei programmi di finanziamento europei a supporto dell’innovazione sociale dell’ultimo decennio e di proporne una rinnovata visione che possa orientare il prossimo decennio di programmazione. Secondo gli autori, per essere rilevante rispetto alla complessità e all’urgenza delle sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare, la nuova strategia europea per l’innovazione sociale dovrà essere incentrata sul benessere dell’individuo, sistemica e fortemente politica.
afferma Filippo Addarii autore di Vision and Trends of Social Innovation for Europe.
Al termine della presentazione si è anche parlato dei rischi che corre l’Italia quando lascia andare all’estero idee e risorse che potrebbe invece valorizzare al suo interno. Sarebbero circa 35 i miliardi di euro persi dall’Italia, a favore della Gran Bretagna, con l’emigrazione oltremanica di 700mila italiani dall’inizio della crisi economica. conclude a margine dell’incontro Filippo Addarii.Alla presentazione oltre a Filippo Addarii e Fiorenza Lipparini di Plus Value, e all’onorevole Antonio Palmieri, sono intervenuti Nadia Boschi Head of Sustainability Lendlease Italia e Riccarda Zezza AD di Life Based Value – Maternity as a Master.

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L’arte di produrre Arte: Competitività e innovazione nella Cultura e nel Turismo

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

arte di produrre arteRoma Mercoledì 6 dicembre 2017 ore 10.00, Associazione Civita, Sala Gianfranco Imperatori Piazza Venezia, 11. Il tema dell’innovazione, al centro di questo Rapporto – curato da Pietro Antonio Valentino ed edito da Marsilio Editori – riguarda quella prodotta dalla rivoluzione informatica e dalla diffusione del digitale che ha modificato sia le modalità di produrre e consumare cultura che il rapporto fra domanda e offerta nel settore turistico. L’indagine realizzata dall’Associazione Civita sulle Industrie Culturali e Creative (ICC), al fine di procedere ad un confronto internazionale e porre in evidenza i cambiamenti strategici in atto nei principali paesi europei (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), ha utilizzato le definizioni di ICC e di occupazione culturale totale date dall’Eurostat che sono in linea con quelle di altre istituzioni internazionali come l’Unesco. Facendo ricorso ai dati “ufficiali” si rilevano risultati meno “rosei” di quelli derivanti da molte delle indagini empiriche condotte in Italia che evidenziano comunque l’esistenza di ampi spazi non utilizzati per far crescere il settore e la sua importanza per l’economia nazionale e lo sviluppo locale. Considerando, ad esempio, l’occupazione culturale totale o cultural employment (comprensiva sia degli occupati nelle imprese dell’ICC che di tutti coloro che svolgono una funzione culturale e creativa nel settore pubblico, nel “terzo settore” o in uno degli altri settori dell’economia), l’indagine rileva che nel 2015 in Italia, quest’ultima, è stata di poco superiore alle 614mila unità con un significativo aumento (+3,7%) rispetto al 2011; confrontando il dato italiano con quello di altri paesi europei si rileva che in Germania sono circa il doppio di quelli italiani e nel Regno Unito circa l’84% in più.Il valore più elevato è quello del Regno Unito dove nel 2015 il cultural employment contribuisce per il 3,6% alla creazione dell’occupazione totale del paese (la stessa percentuale è pari in Germania al 3,0%). Il peso occupazionale dell’insieme delle attività culturali e creative è in Italia pari al 2,7%, in linea con il dato della Francia, ma inferiore a quello rilevato per la media dell’Europa a 28 (2,9%).
La prima è che in tutti i paesi l’occupazione culturale ha subito meno gli effetti della crisi.
La capacità delle industrie culturali e creative di reagire meglio agli shock negativi dei contesti, è stata diversa da paese e paese. Pur se, in Italia, la domanda di cultura è diminuita meno di altre, la reazione del settore alla crisi ha messo in evidenza che è necessario innovare di più e allargare il mercato (interno ed estero) dei prodotti culturali ideati e realizzati in loco.
La seconda è ancora più importante dal punto di vista economico.La “rivoluzione informatica” sta modificando in maniera significativa il modo di produrre “cultura” consentendo di scomporre i processi produttivi (ripartendo attività e funzioni in tre grandi fasi: pre-fabbricazione, fabbricazione e post-fabbricazione) nonché di delocalizzare quelle a minor valore aggiunto (in genere la fase di fabbricazione).
Con la scomposizione e delocalizzazione del ciclo, il mercato dei prodotti culturali e creativi si estende, assumendo una dimensione sempre più internazionale. I pochi dati ancora a disposizione rivelano che il mercato mondiale è cresciuto nell’ultimo decennio a ritmi elevati. L’export di cultural goods (i prodotti culturali destinati al consumo finale) ha superato (nel 2013) i 212 miliardi di US$ e nel periodo 2009-2013 è cresciuto del 42,5%. A queste cifre bisogna aggiungere poi l’export dei servizi culturali, di più difficile rilevazione statistica. Il dato disponibile (2012) e limitato ai paesi più industrializzati valuta a poco più di 100 miliardi di US$ l’export di questi servizi che per i paesi europei e per gli USA è più elevato di quello dei cultural goods.
Per l’Italia tutto ciò richiede un cambiamento delle politiche di sostegno al settore che devono puntare a sviluppare competenze e know-how che permettano alle imprese e alle attività di localizzarsi nelle attività a più alto valore aggiunto. Il sostegno deve essere ad ampio spettro, non solo finanziario, ed investire le attività formative, una più stretta collaborazione tra pubblico-privato, la definizione di standard e regolamentazioni internazionali e, insieme, rafforzare il ruolo di istituzioni che preservano il know-how e i contratti.
Il Rapporto rileva, dunque, una tendenza di crescita per tali turismi creativi potenzialmente capace di sostenere l’economia di aree del Paese che non fanno parte degli attuali attrattori turistici. Se il mercato di sbocco dei beni e dei servizi culturali non è più costituito solo da “consumatori” nazionali ma da “buyer internazionali” di beni e servizi intermedi, risulta quanto mai necessario incrementare la competitività delle imprese dell’ICC rispetto a questi nuovi acquirenti.
Questi i temi su cui, moderati da Riccardo Luna, Direttore responsabile di Agi, si confronteranno gli ospiti dell’incontro con l’obiettivo di dare l’avvio ad un confronto in merito alle opportunità derivanti dalla rivoluzione digitale e dalla trasformazione in atto nelle offerte e nei consumi culturali: elementi-chiave per rafforzare la competitività del nostro ecosistema imprenditoriale anche sulla scena dei mercati globali. Il programma in agenda prevede:
SALUTI Gianni Letta, Presidente Associazione Civita
INTRODUCE Pietro A. Valentino, Curatore del Rapporto
INTERVENGONO Armando Peres, Presidente Comitato Turismo OCSE
Domenico Arcuri, Amministratore Delegato INVITALIA
Stefano Pighini, Presidente LVenture Group
Marco Bicocchi Pichi, Presidente Italia Startup
Paolo Giulini, Fondatore Musement
MODERA Riccardo Luna, Direttore responsabile Agi
Verrà distribuita copia della pubblicazione edita da Marsilio Editori

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L’innovazione sostenibile nel settore chimico

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

ICA academyAncona. Seminario organizzato il 29 novembre presso l’Ordine degli architetti, pianificatori e conservatori della provincia di Ancona (via Matas 13/17).Quanto è importante la sostenibilità ambientale nella realizzazione di nuovi prodotti? È uno dei temi che ICA Academy, ente di formazione di ICA Group, accreditato presso la Regione Marche, tratterà nel seminario.
Dopo i saluti e l’introduzione al corso, Lorenzo Paniccia, R&D Technical Manager, parla della bio-innovazione nelle vernici per interni. Infatti ICA Group ha realizzato un nuovo prodotto, ora in commercio, composto da materiali rinnovabili derivanti da innovativi processi di raffinazione di sostanze vegetali “di scarto” non competitive con l’alimentazione umana. Si chiama Iridea bio, è sviluppato nel pieno rispetto ambientale e della salute degli utilizzatori finali e garantisce prestazioni analoghe alle altre vernici tradizionali, derivanti dal petrolio. Questo apre uno scenario nel settore chimico totalmente nuovo, dato che anche la produzione è virtuosa poiché taglia fortemente le emissioni nell’aria di CO2. Produrre 1000 kg di questa vernice significa abbattere di 300 kg la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, ovvero l’equivalente di 2521 km percorsi da un’auto. Dopo Lorenzo Paniccia, tra i fondatori di ICA Academy insieme ad Andrea e Claudio Paniccia, la terza generazione del gruppo, Rinaldo Guagnoni, direttore vendite Italia, presenta le tendenze di mercato e i concetti di naturalezza e matericità delle finiture per legno. Chiude la serie di interventi Giacomo Borraccini, R&D Chemical/Physical Testing Specialist, con le prestazioni delle vernici e le principali normative di riferimento. Segue dibattito. (foto: ICA academy)

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Maker Faire Rome: The European Edition 4.0

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

Roma Venerdì 1 Dicembre 2017, ore 9:00 / 3 Dicembre 2017 Fiera di Roma Via Alexandre Gustave Eiffel. L’Università Roma Tre parteciperà al Maker Faire Roma 2017 con uno stand dove saranno mostrate alcuni progetti innovativi e avere informazioni sulle attività didattiche e di ricerca del Dipartimento di Ingegneria. L’atteso appuntamento con “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0”, il più grande evento europeo sull’innovazione e sull’impresa 4.0, si svolgerà dall’1 al 3 dicembre 2017 alla Fiera di Roma.Con 7 padiglioni a disposizione (uno in più rispetto allo scorso anno) per oltre 100mila mq di estensione, Maker Faire Rome è la fiera dove prende forma la rivoluzione digitale, il luogo della ribalta dedicato alle famiglie, ai bambini e a tutti gli appassionati di innovazione, ma anche il format consolidato per le aziende e gli innovatori di professione che utilizzano la cultura digitale come mezzo per affrontare le nuove sfide dei mercati. Tanti, attuali e coinvolgenti gli altri temi della quinta edizione. Si va dall’Internet delle cose alla manifattura digitale fino all’agricoltura 4.0, passando per il cibo del futuro alla sensoristica; mobilità smart, riciclo e riuso, edilizia sostenibile; robotica; realtà virtuale e aumentata, salute e benessere; scienza e biotecnologie.

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Innovazione e nuove tecnologie nella sanità

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

berlinoBerlino. Sono i temi centrali di Frontiers Health, l’evento sulla salute digitale più importante d’Europa. Speaker ed esperti di fama internazionale si riuniscono a Berlino per due giorni di dialoghi, dimostrazioni pratiche e sessioni di approfondimento sulle innovazioni all’avanguardia e sulle tendenze future. Oltre a nuove prospettive su cure e procedure, l’evento è anche l’occasione per conoscere le startup più promettenti in ambito healthcare. Si tratta di un settore in fase di trasformazione e sempre più interessato dalle tecnologie digitaliper aspetti che, ad esempio, riguardano il rapporto con i pazienti, le soluzioni di diagnostica, i trattamenti, l’assistenza sanitaria.Nel panel dedicato alla “Trasformazione Digitale nel Pharma”, l’intervento di Eugene Borukhovich, Global Head of Digital Health Incubation & Innovation di Bayer, tratterà delle iniziative di Open Innovation dell’azienda. Prima tra tutte il progetto Grants4Apps, un felice esempio di collaborazione con le startup che si muovono sui grandi temi della salute e dell’agricoltura. “Il nostro obiettivo è creare un vero e proprio ponte tra innovatori e Bayer, per contaminarci a vicenda, creare valore per azienda e utilizzatori, scoprire talenti in grado di proporre nuove idee per una salute migliore”. Bayer sta investendo molto in questo progetto globale che ha declinazioni in 23 Paesi, tra cui l’Italia, affiancando le startup nel loro sviluppo con percorsi di incubazione, accelerazione, investimenti, workshop ed eventi con esperti del settore.A testimoniare gli sviluppi italiani del programma, Alessandro Rancitelli, Responsabile di G4A Italy con gli esempi concreti di progetti pilota attivati in seguito al lancio dell’incubatore G4A nella sede Bayer a Milano.
L’evento Frontiers Health rientra nelle Conference Frontiers dedicate al settore sanitario, che realizza conferenze internazionali sulla tecnologia e l’innovazione sin dal 2005.

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SACE (Gruppo CDP) e Unicredit per le PMI e l’innovazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 novembre 2017

universita_degli_studi_di_trentoTrento. Unicredit e SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento da 250mila euro per sostenere le attività di Ricerca e Sviluppo di LeMur Srl.
La linea di credito, erogata da Unicredit e garantita da SACE, è finalizzata a supportare l’innovazione della PMI trentina che utilizzerà le nuove risorse per analizzare le possibili applicazioni industriali dei filati siliconici con partner esteri. “Come risultato siamo stati i primi al mondo, e al momento anche gli unici, in grado di filare il silicone creando un prodotto straordinario – ha dichiarato Mario Dorighelli, Amministratore delegato di LeMur -. Le applicazioni escono dal solo campo tessile per aprirsi a quello medico, automobilistico, sensoristico, dei sistemi di monitoraggio, dei teli di copertura, dell’abbigliamento tecnico e protettivo, e molto altro”. Con questa operazione SACE e Unicredit confermano il proprio impegno in favore delle aziende italiane del settore tessile, un comparto dove il Made in Italy gioca, a livello globale, un ruolo di primaria importanza. Già cliente di SACE in altre occasioni, la LeMur è stata supportata anche da SIMEST attraverso finanziamenti per la patrimonializzazione.

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In lizza per il titolo di Capitale europea dell’innovazione 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

berlinoDieci città (Aarhus, Berlino, Copenaghen, Helsinki, Nizza, Parigi, Tallinn, Tampere, Tel Aviv e Tolosa) sono le candidate al concorso “Capitale europea dell’innovazione”. Le finaliste sono state selezionate tra 32 candidature ammissibili da un gruppo di esperti indipendente per aver applicato idee innovative al fine di migliorare la qualità della vita nei centri urbani e di coinvolgere maggiormente i cittadini nelle rispettive comunità.Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, ha dichiarato: “Ogni nuova edizione del premio Capitale europea dell’innovazione mette in luce idee sempre più stimolanti e innovative da tutta Europa. La gara dura di quest’anno dimostra la vitalità dei nostri ecosistemi locali di innovazione. Il percorso finora è stato molto eccitante e il meglio deve ancora venire. Non vedo l’ora di annunciare i vincitori a novembre e di collaborare ulteriormente con loro.”
Il vincitore del concorso sarà annunciato al Web Summit di Lisbona il 7 novembre e riceverà 1 milione di euro per continuare a sostenere le attività innovative della città, mentre due città finaliste riceveranno 100 000 euro ciascuna. Tra i vincitori delle precedenti edizioni del concorso figurano Barcellona nel 2014 e Amsterdam nel 2016.

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Grotta dei desideri: innovazione, arte, cultura e stile

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

giorgia surinagiulia petrungaroCampora San Giovanni (Cs) 1 agosto a partire dalle ore 21 in piazza San Francesco grazie al supporto dell’associazione “Aics No Limits” mentre la “Fashion Dinner” è pianificata per il 2 agosto, sempre alle ore 21, presso l’Hotel La Principessa di Campora San Giovanni. A sua volta l’evento “Dalla parte delle donne” è programmato per il 3 agosto alle 21 a San Pietro in Amantea (Cs). La “Serata di Gala”, come di consueto, si terrà il 4 agosto nell’incanto e nella suggestione del Parco della Grotta di Amantea (Cs) alle 21. La “Cerimonia di consegna delle borse di studio” si svolgerà invece il 24 settembre presso il Municipio di Cariati (Cs), in un abbraccio ideale tra Tirreno e Ionio. Gran finale nella Capitale, presso la “Rome University of Fine Arts”, per la premiazione degli stagisti dei corsi di fotografia e cinematografia e per la presentazione del bando di partecipazione della quattordicesima edizione. Senza dimenticare il “closing party” della Grotta dei desideri che avrà luogo all’interno del Twiga di Falerna (Cz) nel segno della raffinatezza. Sullo sfondo i vini firmati iGreco: dal bianco al rosso, senza dimenticare il pluripremiato rosato che omaggeranno gli ospiti trasmettendo loro il senso della Calabria.
Lunghissimo l’elenco dei personaggi che prenderanno parte alla kermesse: da Giorgia Surina, tra radio, fiction e televisione, a Giovanni Scifoni che alterna le sue performance tra teatro e piccolo schermo e che nell’immaginario collettivo rimane il vice questore Davide Tempofosco di “Squadra Antimafia”. E ancora: il tuffatore azzurro Giovanni Tocci, fresco di medaglia ai mondiali, l’attrice Milena Miconi, la creatrice di gioielli Daniela Moretti, i protagonisti della fiction televisiva “L’onore e il rispetto”, Milena MiconiGraziano AmadoriValerio Morigi e Giulia Petrungaro, la conduttrice della Domenica Sportiva Giorgia Cardinaletti, il prefetto ed il vice prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao ed Emanuela Greco.
Confermata la giuria tecnica di professionisti e volti noti del mondo della moda: Graziano Amadori, stilista delle dive e presidente della commissione di valutazione che eleggerà i designer vincenti, Michela Zio (giornalista tra le più accreditate del settore), Rosanna Trinchese (art director della Camera della moda del Principato di Monaco) e Stefania Arnaldi (direttore della rivista “La mia boutique”).
Allo stilista primo classificato andrà un assegno di 2 mila euro finanziato da Banca Mediolanum, mentre per chi raggiungerà la piazza d’onore la borsa di studio è di 700 euro, messa a disposizione dal progetto Calabria’s. A queste cifre già rilevanti si aggiungono altre due borse di studio da 300 euro cadauna destinate al vincitore del premio della Stampa e della Fashion Dinner. Quest’ultimo è supportato dalle lavorazioni dolciarie dei Fratelli Marano, mentre il premio della Stampa è sostenuto dal dottor Federico Lorelli che, oltre a svolgere la professione di dentista nel suo studio di Vibo Valentia dove ha introdotto l’uso costante dell’immagine fotografica, omaggerà il vincitore del volume “Genti di Calabria” di Pino Bertelli, un viaggio antropologico tra i volti che popolano la regione. Per gli stagisti due assegni da 250 euro. Per essere sempre informati basta cliccare sul sito http://www.grottadeidesideri.com o consultare la pagina Facebook ufficiale. (foto: giorgia surina, giulia petrungaro, milena miconi, Graziano Amadori)

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Giffoni Innovation Hub entra nella coalizione internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

Luca TesauroGiovani e alfabetizzazione digitale, Giffoni Innovation Hub entra nella coalizione internazionale promossa dalla Commissione Europea per estendere a un numero maggiore di cittadini Ue le abilità necessarie per vivere in società ed economie sempre più digitalizzate. La creative agency ispirata e promossa da Giffoni Experience è ufficialmente tra i 200 membri della Digital Skills and Jobs Coalition, inclusa tra le 10 iniziative concrete della New Skills Agenda for Europe. Giffoni Innovation Hub entra, inoltre, nella rete dei “pledgers” che unisce organizzazioni, enti governativi e imprese che adotteranno un programma effettivo di azioni per ridurre il digital skills gap in Europa nei prossimi tre anni. “Entro il 2020 – spiega Luca Tesauro, ceo di Giffoni Innovation Hub – coinvolgeremo in attività di training al mondo digitale 600 studenti universitari di età compresa tra i 18 e i 28 anni per incrementare le opportunità lavorative in un settore, quello delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), che nei prossimi tre anni in Europa genererà 756 mila posti di lavoro. Possibilità che, secondo i calcoli dell’Unione, potremmo non essere in grado di cogliere per la carenza di competenze adeguate. Nel continente – continua Tesauro – la disoccupazione giovanile è oggi quasi al 20 per cento. Non solo: più di un terzo della forza lavoro e circa il 45 per cento dei cittadini risultano analfabeti digitali, cifre che delineano uno scenario in cui è necessario agire subito per non perdere le tantissime occasioni prodotte dalle nuove professioni digitali”. Con uno sguardo alle pari opportunità: “Ci aspettiamo di moltiplicare la partecipazione femminile alle attività di Giffoni, presenza che già nel 2016 ha toccato quota 47 per giffonicento”. Come “pledgers” Giffoni Innovation Hub entro il 2020 si impegna a realizzare ulteriori iniziative con partner nel settore della tecnologia, università, associazioni, startup ed enti governativi. “Organizzeremo – aggiunge Tesauro – dodici workshop formativi per un coinvolgimento totale di 120 insegnanti e 1800 studenti delle scuole primarie e secondarie in Italia per aumentare le competenze su numerosi topic, tra cui: coding for kids, l’educazione alla programmazione sin da bambini, i videogame lab, altro settore in costante espansione, business startup, come da una semplice idea sia possibile far nascere una impresa di successo, intelligenza artificiale, ambito che su scala globale ha tutte le carte per rivoluzionare il futuro del mondo”.
Il direttore di Giffoni Experience, Claudio Gubitosi, soddisfatto del successo si è congratulato con il team di Giffoni Innovation Hub: “L’intuizione di intraprendere con determinazione la strada dell’innovazione in Giffoni Experience si sta rivelando sempre di più strategica e aperta a tutte le direttive europee a favore dei giovani. In soli tre anni sono stati raggiunti obiettivi impensabili e una reputazione che mi inorgoglisce”. (foto: Luca Tesauro, giffoni)

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Innovazione organizzativa ed innovazione sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Gabriele GiorgiAll’Università Europea di Roma si è tenuto il seminario dal taglio internazionale “Innovazione organizzativa ed innovazione sociale. Due facce della stessa medaglia”.
Durante l’incontro sono state presentate ricerche condotte in partnership con la Montpellier Business School e l’università Andalucia Loyola.
In particolare è ospite, per circa 2 mesi, nel laboratorio Business@Health dell’Università Europea di Roma (www.uerbusinesshealth.com) il Prof. Francesco Montani della prestigiosa business school francese.
“Recenti sondaggi stimano che nei Paesi OECD il 13%-18% dei lavoratori fa ormai parte dell’economia della conoscenza”, ha spiegato il Prof. Francesco Montani.
“In questo contesto, le politiche organizzative attuali prevedono necessariamente un’intensificazione delle richieste di comportamenti innovativi, essendo i lavoratori i primi responsabili della creazione di nuove idee che hanno il potenziale di accrescere la competitività delle imprese nel mercato globale.
Tuttavia, l’aumento delle richieste di innovazione non è necessariamente accompagnato da un corrispettivo miglioramento del benessere dei lavoratori. Al contrario, ricerche recenti evidenziano come problemi di salute mentale nei luoghi di lavoro siano in crescente aumento. Queste constatazioni illustrano la necessità di conciliare efficacemente le richieste di innovazione con il bisogno di benessere nel luogo di lavoro attraverso la messa in atto di politiche e strategie manageriali che consentano al contempo di mobilitare il potenziale creativo e innovativo dei lavoratori e salvaguardare la loro salute mentale. Al fine di fornire evidenze scientifiche in grado di aiutare le organizzazioni a rispondere efficacemente a tale necessità, il presente intervento illustra i risultati preliminari di un progetto di ricerca cross-culturale volto a esaminare il ruolo della compassione nella promozione dell’equilibrio innovazione-benessere nelle organizzazioni”. Gli psicologi Gabriele Giorgi e Javier Fiz Perez, fondatori del Laboratorio Business@Health dell’Università Europea di Roma hanno spiegato che l’analisi della letteratura scientifica evidenzia ormai come l’innovazione sia cruciale per il successo organizzativo. Un parallelismo interessante è quello tra innovazione organizzativa ed innovazione sociale. Troppo spesso infatti l’innovazione viene ridotta a stringenti logiche di business, oppure alle nuove tecnologie o alla rigorosa analisi dei processi aziendali. Una visione più ampia considera l’innovazione sociale fondamentale per costruire un approccio vincente al cambiamento organizzativo. Infatti, oggi più che mai, qualsiasi nuova soluzione si valuta e parametrizza in termini multipli (efficacia, efficienza, sostenibilità, etica), per la quale il valore creato (in termini di benefici) si matura a favore della società nel suo insieme piuttosto che a favore solo dei singoli individui o della singola organizzazione.
I relatori del seminario sono pertanto della convinzione che i costrutti psicologici di autenticità, compassione, intelligenza emotiva, soft skills, benessere ed accountability, opportunatamente integrati con i processi di innovazione, rappresentino dei mattoni su cui ogni azienda possa costruire un cambiamento strategico che al contempo crei nuove relazioni, nuove collaborazioni e maggiore benessere. (foto:Gabriele Giorgi)

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Italia Startup porta l’innovazione italiana a Singapore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

singapore-marinaItalia Startup prosegue la propria politica di sostegno allo sviluppo internazionale dell’ecosistema dell’innovazione italiano. Dal 3 al 4 maggio l’Associazione sarà presente, per il terzo anno consecutivo, all’Innovfest Unbound di Singapore dove, in collaborazione con l’Italian Trade Agency (ITA), darà l’opportunità ad alcune giovani imprese innovative associate, scaleup e ai loro partner, aziende incluse, di prendere parte a uno dei più importanti eventi in Asia sui temi dell’innovazione e delle startup.Saranno le startup Bermat, Littlesea, Mon-k, Wear, Wib e XMetrics insieme all’agenzia della Provincia Autonoma di Trento Trentino Sviluppo e all’acceleratore di startup hardware Industrio le realtà associate a Italia Startup che prenderanno parte alla missione per presentarsi all’Innovfest Unbound di Singapore, manifestazione che attrae oltre 8.000 persone da tutto il mondo. I partecipanti avranno così l’opportunità di entrare in contatto con l’ecosistema startup asiatico e le possibilità di funding, partnership, market expansion o ricerca che esso offre. Grazie alla collaborazione con ITA, sarà allestita una “Italian Area” che ospiterà le startup e gli incubatori associati partecipanti, dando loro la possibilità di incontrare investitori e stakeholders provenienti da Singapore ma anche da tutto il mercato asiatico. Sono previsti 60 minuti di pitching time dedicato alle startup italiane oltre all’accesso a eventi privati quali hackatons, competizioni e speed dating con investitori.Oltre alla partecipazione in fiera, per dare ancora maggior visibilità e supporto ai partecipanti, nelle giornate del 2 e 5 maggio verrà organizzata un’agenda di attività che comprende incontri con investitori e partner locali, visite a incubatori e acceleratori, centri di ricerca e meeting per dare tutte le informazioni su come operare a Singapore ed in Asia.“La presenza per il terzo anno di fila dell’Associazione e dei suoi associati ad Innovfest è motivata dalla grande attrattività del mercato asiatico per l’innovazione italiana e dalla convenienza di Singapore come rampa di lancio verso tale mercato.” commenta Marco Villa, consigliere di Italia Startup con delega allo Sviluppo Internazionale “Singapore è il Paese più competitivo in Asia ed il secondo nel mondo. Gli sforzi del governo e del settore privato, in pochi anni, hanno creato uno degli ecosistemi più dinamici ed attrattivi per startup e scaleup da varie parti del mondo. Per queste ragioni è particolarmente utile dare alle startup italiane e all’ecosistema che le sostiene la possibilità di aprirsi verso questi mercati, tanto dinamici quanto meno affollati dei tradizionali sbocchi europei ed americani.”Con la presenza di 65 fondi di Venture Capital ed investimenti per circa $1bn sia nel 2014, che nel 2015, Singapore è al centro dell’innovazione in Asia. È inoltre il quarto centro finanziario al mondo e il primo Paese in Asia per easiest place to do business, most competitive country, IP protection and transparency. La missione a Singapore rientra tra le numerose attività relative all’area Sviluppo Internazionale organizzate da Italia Startup allo scopo di promuovere l’ecosistema italiano all’estero e sviluppare una rete di rapporti solidi con altri ecosistemi mondiali.

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Presentazione del volume ‘Forme Imminenti. Città e innovazione urbana’

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

ambienteRoma Giovedì 27 Aprile 2017, ore 18:00 Dipartimento di Architettura Largo Giovanni Battista Marzi 10. Forme imminenti, città e innovazione urbana Presentazione del nuovo libro del professore Alberto Clementi, a cura del professore Paolo Desideri. Parteciperanno alla discussione Achille Bonito Oliva, Gregorio Botta, Enrico Menduni, Anna Laura Palazzo, Alfredo Pirri. “Un libro esito di una riflessione teorica e un percorso di approfondimento sulla città, di uno dei maggiori pensatori dell’urbanistica italiana contemporanea: Alberto Clementi. Nell’incrocio di posizioni e ipotesi, intorno ai diversi aspetti del progetto contemporaneo, si delineano i tratti di un viaggio internazionale, un itinerario reale e virtuale, nel tentativo di comporre un mosaico della situazione urbana tra città e luoghi, da tempo ormai alle prese con i profondi mutamenti della contemporaneità, le questioni dell’ambiente, il valore del paesaggio, la transizione energetica, i mutamenti climati accelerati, e al contempo le nuove tecnologie, dentro un’epoca in cui sta cambiando ogni cosa”. Alberto Clementi è un urbanista. E’ stato per molti anni preside della facoltà di Architettura dell’Università di Chieti-Pescara e segretario della Società Italiana degli Urbanisti. È Autore di numerosi volumi tra cui: “Infrascape. Infrastrutture e paesaggio” (Firenze 2003), (con, M. Ricci); “Ripensare il progetto urbano” (Roma 2004).

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Nasce il Quarto Polo Popolare

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

foto antonino SenatoOggi nasce a Bologna presso l’Hotel Meeting a Calderara Di Reno alle ore 15.00, il quarto polo. Si tratta di una nuova formazione politica confederativa, che vede aggregarsi svariate Associazioni, Movimenti politici, Sindacati autonomi e piccoli partiti, oltre alla società civile, che non si riconosco nei partiti attuali o tradizionali, con l’intento di dare una svolta decisiva al modo di governare l’Italia, ponendo al primo posto il diritto di ogni cittadino ad avere un lavoro, una casa, la sanità gratuita, la pensione assicurata, nonché la sicurezza. La finalità primaria che il Quarto Polo Popolare si prefigge è restituire, innanzitutto, la propria sovranità al Popolo Italiano, ormai coinvolto in un processo economico, sociale e civile voluto esclusivamente dall’Unione Europea, di grande degrado. “L’Italia deve ritrovare la propria identità – dichiara il futuro Segretario politico, Antonino Magistro – riconquistando la propria Sovranità Popolare, per non divenire lo zerbino di un’Europa che la Antonino Magistroimpoverisce sempre più. Il nostro partito denominato “Quarto Polo Popolare” rappresenta la vera innovazione politica nello scenario italiano, in quanto si fonda sulla partecipazione diretta alla vita politica dei cittadini. Il m5s ha dimostrato di essere un contenitore politico virtuale, apparentemente democratico e partecipativo, ma sostanzialmente guidato solamente da 4 persone. Il Pd è diventato ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Noi intendiamo essere concretamente un movimento che farà proprie le idee e i progetti dei cittadini. La sinistra ha disatteso le speranze che riponevano in essa coloro i quali erano convinti fosse l’espressione politica della difesa dei lavoratori e delle classi più deboli. Difatti, chi la rappresenta o l’ha rappresentata ha tutelato unicamente gli interessi dei potenti. Il centro e la destra non hanno saputo costituire un’alternativa compatta perché non sono stati in grado di creare una Leadership capace di guidare. Lo scenario politico italiano è stato teatro delle gesta insensate di tre poli non in grado di guidare un paese sempre più allo sbando ed in vendita al peggiore offerente.
Per tale motivo, il Popolo Italiano è stanco ed impoverito. Chi governa, in realtà, “governa” lo scambio di poltrone e di favori, facendo finta di litigare per dare un senso a qualcosa che non ha senso. C’è bisogno di democrazia libertà legalità e di umanità. Da Bologna, a partire da sabato prossimo, si prenderanno le mosse per dar vita ad un nuovo modo di concepire la politica, ponendo l’uomo ed i suoi diritti e la carta dei diritti, al centro del pensiero politico, impegnandosi contro la povertà ed il degrado, a favore del benessere”. (foto antonino Senato)

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Campidoglio: Giunta approva istituzione Forum Innovazione di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

campidoglioRoma Promuovere il confronto tra l’Amministrazione Capitolina e la cittadinanza sui temi strategici della trasformazione digitale. Con questo obiettivo la Giunta ha approvato l’istituzione del Forum Innovazione, uno spazio permanente che intende favorire la partecipazione di cittadini e associazioni ai processi decisionali sulle politiche di innovazione.Il Forum si articolerà in quattro laboratori tematici – open government, competenze digitali, agenda digitale e smart city – a supporto dell’Amministrazione nell’elaborazione di proposte e nel monitoraggio sullo stato di avanzamento delle iniziative in materia di innovazione.L’iniziativa sarà coordinata dall’Assessorato Roma Semplice con il coinvolgimento di Consiglieri Capitolini e dei Municipi.”L’istituzione del Forum Innovazione rispetta gli impegni assunti nelle Linee Programmatiche ed è coerente con la nostra idea di costruzione partecipata del futuro di Roma – dichiara l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano – Attraverso il Forum intendiamo accrescere le opportunità di partecipazione dei cittadini alla definizione delle politiche dell’innovazione”.

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Bike sharing in Europa: Boom grazie a innovazione e sostegno dei governi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

bicilondraPoiché i centri urbani densamente popolati di tutto il mondo sono alle prese con problemi legati all’aumento dei consumi di carburante e delle emissioni di carbonio, le soluzioni verdi per la mobilità come i servizi di bike sharing pubblico stanno guadagnando popolarità. L’allontanamento dalle automobili personali verso soluzioni di mobilità sostenibili è favorito dalle tariffe elevate dei parcheggi, dai costi volatili del carburante e dalla crescente congestione del traffico nelle aree urbane trafficate.“I pendolari urbani stanno considerando diverse opzioni di mobilità per ottimizzare i tempi di viaggio e la convenienza degli spostamenti brevi, inferiori a 5 chilometri”, afferma Debanjali Sen, analista di Frost & Sullivan. “L’interesse dei consumatori ha portato diversi operatori di bike sharing pubblico ad esplorare l’integrazione del bike sharing con i trasporti pubblici e altri metodi di trasporto condivisi, come ad esempio il car sharing / ride sharing su una piattaforma digitale unificata per semplificare i pagamenti e le prenotazioni.”
L’approfondimento ha rilevato che la flotta dei servizi di bike sharing più che raddoppierà, aumentando da 151.302 unità nel 2016 fino a 341.250 unità nel 2025. L’Europa meridionale e occidentale assisteranno ad un’elevata attività nell’ambito dei servizi di bike sharing. Circa 196 città nell’Europa meridionale hanno oltre 35.000 biciclette a noleggio; nell’Europa occidentale, 150 città hanno quasi 70.000 biciclette a noleggio. Spagna e Francia sono i mercati più forti, ma Regno Unito, Germania e Italia si stanno rapidamente espandendo.
Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: https://goo.gl/H9ZHPu <https://goo.gl/H9ZHPu?utm_campaign=PR_AZ_BikesharingITA_21.2.16&utm_medium=email&utm_source=Eloqua&utm_content=CFRSU000002132514&gt;
Anche se i servizi di bike sharing pubblico hanno una richiesta sempre maggiore, gli elevati costi di assicurazione potrebbero rappresentare un deterrente per la loro adozione su larga scala. Inoltre, le linee guida sulla sicurezza dei programmi di bike sharing spesso non sono allineate con quelle dettate dagli schemi assicurativi, richiedendo pertanto un’analisi più approfondita e una soluzione delle questioni assicurative.
“A causa dei costi operativi e di capitale spesso proibitivi legati ai programmi di bike sharing pubblico, è probabile che le città e gli operatori di bike sharing dipenderanno da sponsorizzazioni di terze parti”, osserva Sen. “Alcuni fornitori di rilievo utilizzano il modello della pubblicità. Il loro successo incoraggerà le aziende provenienti da diversi mercati verticali, come ad esempio quello della sanità, degli stili di vita, bancario e alimentare, ad entrare nel mercato dei servizi di bike sharing pubblico come sponsor, partner pubblicitari e finanziatori per le opportunità di promozione del marchio.”

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Sanità, a Parigi Roche protagonista di innovazione sul diabete

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

diabetePARIGI – Si è aperta a Parigi la 10a edizione dell’Advanced Technologies & Treatment for Diabetes (ATTD), appuntamento internazionale clinico-scientifico che incentra tutta la sua attenzione ai sistemi di cura e governo del diabete ad alto contenuto tecnologico. In uno scenario di rivoluzione digitale e mobile che mostra come negli anni la digital-health stia proponendo sempre nuovi servizi di qualità, i servizi digitali offerti ai diabetici per la gestione della loro patologia sono sempre più numerosi ed efficaci.
Un dato numerico che conferma questa tendenza è quello delle app per il mondo del diabete, che sono passate da 1.101 nel 2013 a 1.787 nel 2016 con una prospettiva di arrivare a 2.877 nel 2021: questo è una delle cifre offerte al simposio di Parigi e che mostrano con chiarezza analitica quanto la gestione della glicemia e dei problemi connessi al diabete siano terreno di sviluppo per sistemi tecnologici avanzati nell’ambito healhtcare.In questo settore Roche Diabetes Care ha presentato all’ATTD tre innovativi sistemi di monitoraggio dei valori del diabete: Il sistema Accu-Chek Guide: innovativo sistema di monitoraggio glicemico interattivo e cloud-based; Accu-Chek Insight CGM system ed Eversense system di Senseonics: soluzioni innovative di monitoraggio continuo del glucosio.
Si tratta di soluzioni ad alta tecnologia che uniscono la facilità d’uso con la possibilita di controllare il proprio valore glicemico, in periodi differenziati di tempo e costruendo diagrammi statistici che rendono il paziente-utilizzatore in grado di programmare le proprie giornate, la propria dieta e la necessita di insulina senza senza ossessione, visto che – come ormai sottolineato dagli stessi diabetologi – è essenziale che le persone con diabete siano meno “ossessionate dalla gestione quotidiana della malattia“.
I sistemi sono già disponibili in Italia? Risponde Massimo Balestri, general manager di Roche Diabetes Italy: “Le soluzioni presentate a Parigi sono già disponibili in Italia. Come azienda stiamo già dialogando con singole Usl, identificando un certo numero di centri di diabetologia, per addestrarli all’uso del sistema e verificarne le risposte. Ad oggi stiamo lavorando con gli ospedali di Padova, Catanzaro, Bari e Olbia, ma l’obiettivo è arrivare a 40 centri coinvolti in tutto il Paese”.Una delle parole chiave che emergono dall’Advanced Technologies & Treatment for Diabetes (ATTD) di Parigi è: cambiamento di sistema. L’evento parigino sta mostrando con forza che se si vuol vincere la battaglia del diabete occorre cambiare paradigma di cura, con un coinvolgimento nuovo e collaborativo di tutti gli stakeholder (pazienti, clinici, aziende, sistemi di cura, decisori politico-economici, ingegneri clinici, start-up, università, agenzie regolatorie). L’esempio è proprio dato dalle app per diabetici: medical device e software connessi, che rilasciano dati di monitoraggio in cloud, con immediata connessione dei dati da parte non solo del paziente, ma anche (previa autorizzazione) del suo diabetologo e del centro di cura da cui il paziente è supportato.
Ma la domanda che da Parigi rimbalza verso la Penisola è: il sistema sanità del nostro Paese è pronto per un nuovo approccio di sistema in cui il paziente e il suo dato siano trattati in modo altamente connesso e davvero utile? Ce la farà l’Italia – frammentata nei sistemi regionali ed anche in mille soluzioni tecnologiche che non dialogano tra loro – a stare al passo di questa profonda rivoluzione che ha nella gestione condivisa dei dati un elemento essenziale di un sistema di cure davvero performante?
Risponde Massimo Balestri (general manager di Roche Diabetes Care Italy), presente a Parigi per la presentazione di tre innovative soluzioni per il supporto dei pazienti con diabete: “Con i dati offerti dal monitoraggio digitale ci troviamo di fronte ad una vera rivoluzione. Il data management oggi è costituito di tre differenti aree: i dati per il paziente, quelli per i clinici e quelli per il livello amministrativo. Ci sono ovviamente centri di cura che sanno già utilizzare molto bene queste tre diverse aree di dati. Se vogliamo fare invece un discorso complessivo e di sistema, possiamo dire che l’Italia è molto differenziata. Abbiamo regioni, come ad esempio la Toscana, che sono molto aperte ad un approccio di fortissima connessione, in cui si promuove la gestione in rete dei dati e si sancisce così la responsabilità dei clinici sulle successive decisioni in merito ai medical device da utilizzare. Sono regioni in cui in pratica si decide di mettere in atto un sistema organizzato e strutturato di raccolta informazioni e che in un certo senso offrono un modo operativo virtuoso ed europeo. Altre regioni invece sono completamente refrattarie. Probabilmente abbiamo bisogno di un passo diverso, ma credo che sarà il cammino complessivo di tutta la comunità scientifica e clinica europea e mondiale a costringere anche il nostro Paese a sincronizzarsi”.

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Innovazione, formazione, trasferimento tecnologico

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli giovedì 12 gennaio 2017, alle 15, nell’Aula Magna del Complesso San Giovanni a Teduccio, in Corso Nicolangelo Protopisani, 70. Apriranno i lavori i saluti di Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II, e di Francesco Guido, Direttore Generale Banco di Napoli. Interverranno Valeria Fascione, Assessore Internazionalizzazione, Innovazione e Startup Regione Campania, Renato Abate, Presidente Confindustria Piccola Industria Campania, Maurizio Montagnese, Chief Innovation Officer Intesa Sanpaolo, e Giorgio Ventre, Direttore Scientifico iOS Developer Academy Università Federico II.Concluderà Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo Verrà sottoscritta una lettera di intenti tra il Banco di Napoli e l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel corso dell’incontro su ‘Innovazione, Formazione, Trasferimento tecnologico. Un nuovo hub per l’open innovation’

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Coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

Lorenzin beatriceCon questo titolo ha preso il via a Roma la IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici, appuntamento annuale che pone al centro del dibattito il tema dei dispositivi medici avvalendosi dell’intervento dei principali attori del sistema, tra cui ministero della Salute, rappresentanti regionali, esperti nazionali ed europei provenienti dal mondo universitario e industriale, Assobiomedica e tante altre rappresentanze associative delle imprese. Attraverso sessioni e workshop di approfondimento, l’evento (in programma anche martedì presso il centro congressi ‘Auditorium Antonianum’) è l’occasione per presentare i risultati di alcuni tra i più importanti progetti in essere nel settore e le linee politiche programmatiche per il futuro.
Grande spazio è inoltre riservato all’approfondimento tecnico normativo delle maggiori novità nel campo, che tratteggeranno il settore dei medical device nei prossimi anni. Ad aprire i lavori il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. ‘Stiamo lavorando ad un grosso progetto sulla contraffazione dei dispositivi medici- ha detto il ministro- perché sul settore industriale, legato al sistema salute, abbiamo fatto numerosi passi in avanti e soprattutto abbiamo abbandonato un pregiudizio, quello di vedere l’industria come qualcosa che sta fuori dalla porta. Se noi abbiamo un sistema sanitario che continua a splendere con i miliardi di corrette prestazioni che vengono erogate tutti i giorni, creando ricerca, innovazione e un indotto, anche con tutte le ombre che ci sono, è perché il sistema industria è all’interno del sistema salute e deve essere un elemento di valore e valorizzazione. Per me e per il ministero della Salute è così e siamo contenti di essere riusciti a portare avanti questo tipo di approccio, con le difficoltà che tutti conosciamo, mantenendo una visione’.
Che cosa deve aspettarsi il settore dei dispositivi medici per il 2017? ‘Per quanto riguarda i device- ha proseguito Lorenzin- dobbiamo portare a termine il lavoro cominciato, dall’Hta (Health technology assessment, ndr) al Fast track per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, fino al tema che riguarda la valorizzazione dei prodotti ma anche quello delle centrali uniche di acquisto. Io ho più volte indirizzato, e su questo ci stiamo arrivando- ha poi sottolineato il ministro- le centrali regionali a lavorare con il metodo di Consip, che su questo ha fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo quindi sentire tutte le voci e dialogare con gli operatori sanitari per fare scelte, nella formazione di un capitolato, che tengano conto dell’innovazione e della sua specificità ma anche delle eccezioni che ci possono essere’.
Per il resto, per il 2017, il lavoro principale per il ministero sarà quello di avere la garanzia di vedere ‘tra gennaio e febbraio i nuovi Lea nella vita dei cittadini’. Punto centrale della giornata di apertura, intanto, è stata la firma del protocollo d’intesa ‘Fast track’ per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, che consentirà di istituire una procedura veloce per le valutazioni di tali sperimentazioni, assicurando tempi certi e misurabili, a normativa vigente, a cui possano aderire in maniera volontaria e sottoscritta tutti gli stakeholders interessati e coinvolti nel processo.
‘Gli obiettivi del protocollo sono quelli del disegno di legge Lorenzin- ha spiegato Marcella Marletta, direttore generale per i dispositivi medici e diagnostici del ministero della Salute- cioè principalmente la semplificazione, perché abbiamo bisogno di superare quelli che sono i problemi legati alle sperimentazioni cliniche sia dei farmaci sia dei dispositivi medici, abbiamo bisogno dell’individuazione di centri di qualità, abbiamo bisogno di superare la difformità nelle valutazioni e di dare tempi più certi. Sappiamo di avere un problema nei tempi rispetto ad altri Paesi e speriamo con questo protocollo, firmato da tutti gli attori (ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Aifa, Farmindustria, Assobiotech e Assobiomedica), di essere più attrattivi anche per le sperimentazioni cliniche di farmaci e dispositivi oltre che di diventare, volendo, anche il primo hub sperimentale. La ricerca è un volano economico per i Paesi che in questo momento sono in crisi, ma soprattutto vogliamo più ricerca p er tenere a casa i nostri ricercatori’.
Secondo il presidente di Assobiomedica, Luigi Boggio, il protocollo ‘Fast track’ può essere un primo passo verso l’efficienza ‘perché semplifica e in teoria rende più uniforme l’accesso agli studi clinici su tutto il territorio nazionale- ha detto- l’unica preoccupazione è che questo protocollo richiede del ‘volontarismo’, cioè devono adeguarsi le Regioni e gli enti. Noi allora ci auguriamo veramente che venga fatta un’opera di sensibilizzazione molto forte, da parte tutti gli attori, affinché venga recepito’. Per Boggio, inoltre, bisogna guardare all’innovazione in termini di efficacia e non di costo, come invece spesso accade nel nostro Paese: ‘In questo momento tutti gli addetti agli acquisti- ha proseguito- hanno l’ordine di tagliare i costi e di spendere il meno possibile e non esiste un sistema che permetta di valutare il valore di quello che si acquista e gli impatti sull’intera struttura o sull’intero sistema sanitario.
Se un ospedale deve per esempio acquistare una tecnologia, per risolvere in maniera definitiva una cronicità, che invece costa tantissimo al territorio, non la sceglierà mai perché si tratta di un costo aggiuntivo. Finché non colmiamo questo gap, allora, non avremo mai benefici. Devo dire però che il nuovo codice degli appalti suggerisce di analizzare l’offerta in base a criteri diversi: il prezzo è uno, ma assolutamente non l’unico, e si devono analizzare tutti gli impatti che l’acquisizione della tecnologia ha sull’intera organizzazione. Il ciclo di vita del prodotto, lo smaltimento e i consumi elettrici, insomma, sono tutti costi che bisogna analizzare. E oggi francamente questo avviene molto poco’.
Presente all’incontro anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che ha parlato di importanti novità per il settore dei dispositivi medici a partire dal 2017: ‘Dal primo gennaio partiranno tutti i nuovi dipartimenti e i centri dell’Istituto che si occuperanno delle problematiche in questo settore, ma ce ne saranno alcuni che saranno particolarmente focalizzati. Il primo è l’organismo notificato unificato, cioè noi avremo un organismo notificato, che per altro ha superato la rigidissima valutazione della Commissione europea, ispezione avvenuta più volte, per sancire che noi siamo uno dei pochi Paesi ad avere un organismo che rilascia la certificazione europea nei confronti dei dispositivi medici. E questo è molto importante per la ricerca e le aziende italiane che sono tante e che così sono in grado di certificarsi in italiano nel nostro Paese da un ente pubblico.
Poi ci sono i nuovi centri specifici come il Centro nazionale per l’Health technology assessement, quello nazionale per le tecnologie innovative in sanità pubblica, quello nazionale per la telemedicina e poi il Centro nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure che, se il Parlamento andrà avanti sulle leggi che ha in previsione, si occuperà delle linee guida quindi di tutto il programma nazionale per aiutare gli operatori a fare al meglio il proprio lavoro’. Nelle due giornate sono previsti infine incontri e dibattiti incentrati sul monitoraggio dei consumi di dispositivi medici, sulla vigilanza e sulla sorveglianza del mercato con la lotta alla contraffazione, ma anche sull’Health technology assessment (Hta) per il Servizio sanitario nazionale, oltre che sul tema dei dispositivi medici in campo estetico. Sul sito dedicato http://www.forumdm.it è possibile trovare il programma dettagliato dell’evento.

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L’innovazione tecnologica e il settore sanitario globale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2016

the-future-of-healthcareEntro il 2025, si prevede che l’ecosistema della sanità avrà un aspetto radicalmente diverso rispetto ad oggi. Crescendo con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 5,6%, il settore sanitario globale probabilmente raggiungerà quota 2,69 trilioni di dollari di entrate entro il 2025. Tuttavia, le regioni e i settori che genereranno questi profitti cambieranno in modo significativo:Se attualmente l’Europa è il secondo mercato della sanità più grande del mondo, l’Asia è destinata a prendere il suo posto entro il 2025. Il Nord America dovrebbe rappresentare il più grande mercato della sanità fino al 2028 circa, quando l’Asia probabilmente guadagnerà il primo posto.
La crescita della regione Asia-Pacifico nella spesa sanitaria (come percentuale del PIL) è destinata ad essere maggiore rispetto a quella di Nord America ed Europa, sostenendo la forte crescita del mercato.Entro il 2025, l’America Latina è destinata a superare il Giappone diventando il quarto mercato della sanità a livello globale.L’invecchiamento della popolazione in tutto il mondo metterà alla prova i sistemi sanitari esistenti dal punto di vista finanziario e richiederà risultati migliori in ambito sanitario. Ciò provocherà uno spostamento verso cure basate sul valore e richiederà un cambiamento radicale delle politiche nazionali.Anche la crescita della consumerizzazione porterà a modelli di assistenza sanitaria incentrati sul paziente.I progressi tecnologici sbloccheranno valori e segmenti prima inaccessibili. Tra gli altri, le interfacce cervello-computer, gli avatar digitali, i dispositivi indossabili e la medicina di precisione si affermeranno come tecnologie di punta.Il settore dell’informatica sanitaria assisterà alla crescita più rapida, crescendo a un tasso fenomenale del 16,1% fino al 2025. La nuova analisi, intitolata “Vision 2025 – Future of Healthcare”, che fa parte del programma Advanced Medical Technologies Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, esplora i modi in cui si prevede che si evolverà il panorama della sanità. Identifica inoltre 18 tecnologie che avranno un forte impatto su questo settore, sottolinea le aree chiave di crescita all’interno di ogni segmento e si focalizza sulle sfide che le diverse regioni dovranno affrontare per ottenere migliori prospettive future per la sanità.Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: http://frost.ly/12w
“Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della diffusione delle malattie croniche, aumenterà l’attenzione posta su prevenzione e monitoraggio. Ciò si riflette nell’aumento della percentuale della spesa sanitaria destinata a prevenzione, monitoraggio e diagnosi, mentre la quota destinata alle cure diminuirà”, osserva Siddharth Shah, analista del gruppo Transformational Health di Frost & Sullivan. “I nuovi progressi tecnologici volti ad aiutare a mitigare la situazione creeranno nuove opportunità da miliardi di dollari in tutti i settori collegati. L’effetto combinato dei cambiamenti trasformazionali e delle nuove opportunità faciliteranno la nascita di nuovi modelli di business nel settore.”
Frost & Sullivan presenterà aggiornamenti settimanali sui risultati chiave di questa analisi. Le aree di focus comprenderanno: il futuro della sanità nei diversi settori, il futuro della sanità nelle diverse regioni e le 18 più importanti tecnologie che daranno forma a questo settore fino al 2025. (foto: The Future of Healthcare)

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