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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘innovazione’

CREA per l’innovazione 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

E’ la “Genomica” (il moderno nome della genetica) – cioè la scienza che descrive e determina le caratteristiche degli esseri viventi – l’ultima frontiera di un’agricoltura sempre più sostenibile, competitiva e resiliente ai cambiamenti climatici. Ed è in questo ambito che opera il CREA GENOMICA E BIOINFORMATICA, con l’obiettivo di rendere l’industria sementiera italiana protagonista del mercato sementiero e l’agricoltura nazionale “proprietaria” dei semi che coltiva, una condizione che oggi spesso non si verifica. 4 le principali tappe per essere protagonisti della rivoluzione genomica che ci attende nei prossimi anni: Una nuova dimensione della biodiversità. Dopo aver sequenziato i genomi delle principali specie agrarie, la sfida dei prossimi anni sarà comprendere la biodiversità. Comprendere è molto più che caratterizzare e conservare, è trovare i geni che rendono una varietà diversa da un’altra. Sarà necessario ricorrere sempre più al sequenziamento completo dei genomi di varietà/linee diverse della stessa specie, in modo da costruire il pangenoma, cioè la somma dei geni di tutte le varietà di una specie, compresi quelli presenti solo in alcune varietà e che sono i responsabili della biodiversità. Conoscere il pangenoma significa, ad esempio, capire in modo approfondito cosa rende le nostre varietà tipiche diverse dalle altre, ma anche quali geni ci servono per selezionare le varietà necessarie per l’agricoltura di oggi. Una piattaforma di genomica avanzata per il miglioramento genetico. Si tratta di applicare il genome editing (cioè la biotecnologia recentemente premiata con il Nobel) al miglioramento genetico delle principali specie coltivate (progetto BIOTECH). Si ricercano nuovi geni per resistenza alle malattie ai picchi termici estivi ed alla limitata disponibilità idrica e si sviluppano nuovi modelli di selezione basati sulla selezione genomica, una tecnologia che consente di predire le migliori combinazioni di geni per permettere alle piante di adattarsi alle condizioni climatiche future e di essere coltivate con il minor impatto ambientale possibile. In questa prospettiva, il Centro Genomica e Bioinformatica è impegnato nel trasferire al sistema sementiero nazionale le avanzate tecnologie messe a punto e per questo lavora in stretta collaborazione con il mondo sementiero, tramite progetti di finanziati direttamente da privati. La scoperta dei microrganismi intorno alle piante. Ogni pianta vive circondata da un universo di microrganismi, alcuni patogeni, altri benefici. Studiandolo con gli strumenti genomici, si possono isolare i ceppi benefici da utilizzare per promuovere la performance agronomica e la resilienza agli stress ambientali delle colture. Il DNA per tracciare le filiere agroalimentari. La tracciabilità è un requisito essenziale per garantire la qualità delle produzioni agricole e dei prodotti alimentari ed i metodi basati sul DNA si stanno affermando come strumenti di controllo affidabili, efficienti ed altamente sensibili. Quindi, se da un lato, il Centro studia i genomi delle piante, dall’altro usa queste informazioni per sviluppare sistemi di tracciabilità delle filiere agroalimentari basati sul tracciamento del DNA: presso il Centro si stanno sviluppando test da impiegare direttamente sui luoghi di produzione, con costi limitati e gestibili anche da personale non specializzato.

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Cavalcare l’onda dell’innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

A cura di Christophe Donay, Head of Asset Allocation & Macro Research di Pictet Wealth Management. Questa ondata di innovazione tecnologica presenta quattro caratteristiche essenziali: è dirompente, esponenziale, deflazionistica e globale. Inoltre, riveste un ruolo importante nelle previsioni sulla crescita economica e sulla performance delle varie asset class. Sinora l’attuale ondata di innovazione non ha aiutato granché la crescita e la produttività perché ha semplicemente “rottamato” alcuni settori senza necessariamente aumentare la domanda complessiva.Tuttavia, si profila all’orizzonte una fase molto più creativa in cui i nuovi prodotti e servizi basati su innovazioni recenti contribuiranno finalmente all’espansione economica. L’innovazione, insieme – per così dire – a una crescita salariale più solida ed equa, potrebbe dare impulso a una maggiore produttività. Altri osservatori sostengono invece che i cambiamenti dettati dall’innovazione nei processi produttivi, soprattutto in relazione al ruolo dell’uomo, potrebbero esacerbare le disuguaglianze e sfociare nell’estromissione dei lavoratori non preparati a confrontarsi con le ultime novità tecnologiche o per lo meno in una riduzione dei loro stipendi. Una prospettiva che spiana la strada al populismo. Al contempo, le società più innovative potrebbero invadere il territorio delle funzioni statali – si pensi ad esempio al progetto di valuta digitale di Facebook (Libra) – nonché la privacy di tutti noi. L’innovazione appare spesso come l’uovo di Colombo in grado di trainare l’economia e aumentare la competitività nel lungo periodo. L’offerta di prodotti e servizi innovativi alimenta la domanda, che a sua volta dà impulso alla crescita economica. Ad esempio, l’avvento delle nuove tecnologie di calcolo e comunicazione negli anni ‘90 del secolo scorso ha generato un aumento del PIL annuale degli USA del 3,5%, ben superiore al tasso di equilibrio a lungo termine del 2,5%. Nel 2016 il CEO di Google Sundar Pichai dichiarò che “L’IA è la scoperta più importante dell’umanità, forse ancor più dell’elettricità o del fuoco”.D’altro canto, le innovazioni possono anche far sorgere nuove problematiche, dal momento che riducono la privacy personale e favoriscono le diseguaglianze. In particolare, l’automazione delle occupazioni di basso e medio livello aumenta il divario salariale e contribuisce alla polarizzazione sociale.Al di là di questi timori, l’innovazione può rappresentare una fonte di extra rendimento in un contesto di rendimenti persistentemente bassi. L’asset class che potrebbe trarre maggiori vantaggi da questo trend è quella delle azioni. Basti pensare che negli ultimi 10 anni l’indice Nasdaq, che dà ampio spazio alle società innovative, ha generato rendimenti annui del 20% circa, oltre il doppio di quelli dello Stoxx Europe 600. Gli investitori dovrebbero tenere a mente 4 cose. Primo: i rendimenti azionari delle società più innovative sono destinati a crescere grazie a migliori prospettive di utili e a favorire l’economia nel suo insieme. Secondo: l’attuale ondata di innovazione produrrà probabilmente un aumento delle valutazioni tramite le conseguenti pressioni al ribasso che esercita sui tassi di interesse – un’evoluzione che interessa i mercati azionari come anche le obbligazioni in circolazione. Terzo: l’impatto deflazionistico di questa ondata di innovazione dovrebbe dare ulteriore impulso alle valutazioni delle società attive in quest’area poiché aumenta l’attrattiva dei flussi di cassa in rapida crescita attualizzati a oggi. Quarto: le società innovative dovrebbero cavarsela meglio dei peer poiché (non si limitano a seguire ma) trainano la rivoluzione.Ma spesso un rendimento sopra la media comporta rischi più elevati. Detto ciò, le società davvero innovative di norma superano il mercato a lungo termine. Una prospettiva allettante per chi ha un orizzonte di investimento lungo, soprattutto nell’attuale fase di rendimenti bassi di cui ancora non si vede la fine.Gli investitori potrebbero tuttavia mirare a una buona rappresentanza dei diversi temi legati all’innovazione nei rispettivi portafogli per non perdere l’onda (o le onde) dell’innovazione.

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V edizione del Premio Innovazione Digitale nella Sclerosi Multipla

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

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Prorogato fino alle ore 23.00 di lunedì 26 ottobre il termine per partecipare alla V edizione del Premio Innovazione Digitale nella Sclerosi Multipla (già Premio Merck in Neurologia). Il principale obiettivo dell’iniziativa, destinata a Enti Universitari e Ospedalieri pubblici o privati, IRCCS pubblici o privati e Organizzazioni senza scopo di lucro con sede nel territorio italiano, è quello di favorire l’adattamento e la convivenza con la patologia attraverso la Digital Technology. Il Premio, indetto da Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha ottenuto, anche quest’anno, il patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN).Merck, anche in questa edizione, mette in palio 2 premi da € 40.000 ciascuno che saranno assegnati ai due migliori progetti in base alla graduatoria definita dalla Commissione giudicatrice.I progetti potranno coinvolgere diverse figure professionali interessate alla gestione della persona con SM, in qualsiasi ambito e dovranno prevedere l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative, come ad esempio software di supporto alla persona con SM (anche in specifiche fasi della vita), programmi per la gestione delle difficoltà connesse all’attività fisica, dispositivi mobili e wireless con o senza sensori indossabili (mobile health). Potranno essere valutati, inoltre, progetti che prevedano l’attivazione di percorsi preferenziali che riducano in maniera significativa il forte impatto della patologia sulla vita quotidiana delle persone con SM, sempre attraverso l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative.Sul sito http://www.premioinnovazionedigitalesm.it sono disponibili tutte le informazioni relative alla modalità di partecipazione e di presentazione del progetto, ai criteri e alla modalità di valutazione, alla Commissione che giudicherà i lavori e all’annuncio dei vincitori.

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Fisco: Riduciamo tasse innovando

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Tra Legge di Bilancio, Recovery Plan e collegati, daremo la risposta migliore a quanto emerso dall’indice internazionale sulla competitività fiscale, elaborato dal centro studi Epicenter, che indica il sistema fiscale italiano come il meno competitivo tra tutti quelli dei 36 Paesi più industrializzati aderenti all’Ocse.Continueremo a ridurre le tasse, come abbiamo iniziato a fare con la scorsa Manovra, ma innovando. Sempre di più, perché non ha senso parlare di riforma se non si alza il livello della digitalizzazione, dell’automazione dei processi, della semplificazione normativa. Così aumentiamo la competitività del Paese.Andiamo per ordine, perché stiamo lavorando ad una revisione complessiva dell’intero sistema.Partiamo dalla digitalizzazione del Fisco, che possiamo fare anche attingendo alle risorse del Recovery Fund. Questo vuol dire semplificare il complicato processo di accertamento e riscossione attraverso: – una più organica collaborazione, e in prospettiva l’unificazione, tra le diverse banche dati degli uffici pubblici, che permetta di sgravare contribuenti ed imprese dalla presentazione di documenti e dati già posseduti dalla pubblica amministrazione (ad esempio: Isa automatici); – l’incentivazione dei pagamenti elettronici, con i meccanismi del Cashback e della Lotteria degli Scontrini, anche per approfondire la lotta all’evasione fiscale; – la digitalizzazione di Agenzia delle Entrate (migliorare il cassetto fiscale, rendendolo al passo con i tempi, e passare dallo sportello fisico allo sportello virtuale e dalle file negli uffici pubblici all’ufficio per appuntamento, investire nell’assistenza telefonica e digitale diffusa); – estendere, il più possibile, su base volontaria, la fattura elettronica anche a chi oggi non la fa. Stiamo poi, raccogliendo e riordinando, in un Testo Unico del Contribuente le centinaia di norme fiscali sparse in mille rivoli, favorendo così un processo che ci porta all’eliminazione di quelle inutili o ridondanti, in un’ottica di trasparenza dell’amministrazione pubblica e di semplificazione.Vogliamo anche semplificare la vita a 4 milioni di lavoratori autonomi soggetti all’Irpef, superando gli squilibri che provoca il sistema del “saldo-acconto” e basando la riscossione delle imposte su quanto effettivamente incassato dal contribuente, non più sull’incasso presunto. Si tratta di sfruttare le potenzialità tecnologiche per arrivare ad una riscossione mensile o al massimo trimestrale, così da consentire al contribuente di pianificare al meglio la gestione della liquidità e anche di scontare più rapidamente eventuali crediti di imposta e agevolazioni fiscali.In cantiere c’è anche la “bonifica” della giungla di detrazioni e spese fiscali, le Tax Expenditures, che oggi complicano il sistema fiscale e minacciano il principio della progressività. Diversi miliardi possono essere ottenuti dai “sussidi ambientalmente dannosi” e dal tetto alle detrazioni fiscali per i redditi sopra una certa soglia. Fondi utili a finanziare parte della riforma fiscale complessiva.Questo ci aiuta anche a costruire un assegno unico che accorpi assegni familiari e bonus vari, spesso difficili da attivare, aggiungendo risorse aggiuntive, così da finanziare una politica ad hoc per la famiglia, capace di stimolare consumi e natalità. Una politica che ha funzionato bene in Francia e in Germania e che semplifica la vita al cittadino, che oggi rischia di non ricevere un bonus o un assegno perché non lo conosce e non sa di averne diritto.Ma semplificare vuol dire anche cancellare una serie di tributi di dimensioni insignificanti che complicano il quadro tributario. È un’operazione, pienamente gestibile, che rende necessario un piccolo sforzo del bilancio pubblico, ma che aiuta il rapporto tra cittadino e fisco.Stiamo sviluppando una fiscalità di vantaggio per le filiere più colpite dalla pandemia Covid e per i territori che si trovano in una situazione di “svantaggio”, stabilizzando ad esempio la decontribuzione al 30% per le imprese del Mezzogiorno sui dipendenti, introdotta con il Decreto Agosto.È una riforma importante, e complessa, su cui stiamo lavorando 24 ore su 24, perché sono provvedimenti che non possono più aspettare”.Così Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, in un lungo post sui social, delinea

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Primo rapporto in Ricerca e Innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

In Italia, le imprese dell’Information & Communication Technology investono (anno 2018) 2,6 miliardi di euro in Ricerca e Innovazione (R&I). Si tratta di un dato in crescita ma è ancora di molto sotto la media europea. E anche se il dato 2019 confermerà il trend positivo, per il 2020 rischiano di pesare gli effetti della crisi sanitaria. “I programmi di rilancio di cui si discute oggi, sulla base del Recovery Plan che adotterà l’Unione europea, assegnano un ruolo centrale al digitale e accentuano la priorità di rafforzare gli investimenti in R&S&I ICT, puntando su una solida collaborazione tra istituzioni pubbliche e attori privati con l’obiettivo di mantenere il passo con i paesi guida. Di più vuol dire, aumentare sensibilmente le risorse. Meglio vuol dire concentrare risorse ed energie su ambiti dove maggiori sono le possibilità di sviluppare massa critica e consolidare ecosistemi tecnologici di rilevanza almeno europea. Serve una strategia più ambiziosa per la R&S&I ICT, che valuti costantemente obiettivi, percorsi e orienti gli incentivi alle maggiori potenzialità” – Questo è l’appello lanciato da Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione per l’Information and Communication Technology (ICT) di Confindustria, in occasione della presentazione del 1° Rapporto sulla Ricerca e Innovazione ICT in Italia in collaborazione con APRE, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea. La presentazione è avvenuta alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, in occasione della seconda giornata della Ricerca ICT organizzata dal MUR e da Anitec-Assinform.

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L’innovazione nei tessuti: Technow presenta il progetto “Graphene Inside the Future”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Presentazione a White Milano, spazio Tortona 27 – Superstudio Più, il 24 e 27 febbraio. L’innovazione nel tessuto fa il suo ingresso in Italia dalla porta principale. Technow, giovane azienda svizzera dedicata alla ricerca e sviluppo in ambito tessile, ha scelto il salone della moda contemporanea White Milano per presentare il suo progetto Graphene Inside the Future. Una soluzione altamente innovativa che, nel rispetto del mantra dell’ecosostenibilità, dà un valore aggiunto a tutti i prodotti della filiera tessile: dal filato alle imbottiture accrescendone le proprietà tecniche e fisiche. Condividendo l’impronta innovativa e sostenibile, Technow sarà ospite di WRAD il 24 e il 27 febbraio nello spazio Tortona 27 – Superstudio Più a Milano.Alla base del progetto sviluppato da Technow c’è il grafene. «Un materiale di recente scoperta costituito da un singolo strato di atomi di carbonio con caratteristiche fisiche incredibili e che grazie alla sua estrema duttilità trova applicazioni in diversi settori industriali», spiega Francesco Lazzati, terza generazione di una famiglia di imprenditori tessili e tra i fondatori di Technow.«Attraverso studi e continui test di laboratorio siamo riusciti ad applicare il grafene alle principali fibre tessili (nylon, poliestere, lana e cotone) alle membrane tecniche e alle imbottiture, trasformando prodotti tradizionali in smart textile, ovvero prodotti con caratteristiche uniche, senza però alterare la loro naturale composizione».
Il tutto, con un’anima eco-sostenibile. Prosegue Lazzati: «Il grafene che applichiamo nelle nostre lavorazioni tessili è l’unico ottenuto da biomassa ovvero ricavato dagli scarti di lavorazione del mais, differenziandoci così dai tradizionali processi produttivi del grafene proprio grazie a questa sua natura eco-sostenibile».L’applicazione di questo materiale nel tessile permette accrescere le caratteristiche tecniche dei tessuti. «Innanzitutto, abbiamo un tessuto capace di termoregolarsi con la temperatura emanata da proprio corpo, ovvero in grado di propagare e disperdere calore più velocemente rispetto ad un tessuto tradizionale», spiega il referente di Technow. In secondo luogo, grazie a specifiche tipologie d’applicazione e anche possibile avere «un tessuto antistatico, poiché la distribuzione continua ed uniforma di grafene consente la dispersione delle cariche elettriche lungo la superficie del tessuto». Non ultimo, è antibatterico.
«Infine, grazie alla sua struttura atomica può conferisce ai materiali ottime proprietà antibatteriche, motivo per il quale siamo presenti come Technow a WSM Fashion Reboot Milano tra le aziende attive nella produzione di tessuti antibatterici».Dalle magliette ai giubbotti, dai rivestimenti per arredo fino all’abbigliamento sanitario passando per i rivestimenti dei sedili delle auto e arrivare alle imbottiture, il grafene rappresenta un valore aggiunto per il mondo del tessile. Diversi marchi internazionali hanno già adottato Graphene per capi di abbigliamento in ambito fashion e sportswear.

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L’innovazione tecnologica raggiunge tutti i settori

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. Il 1° novembre i principali operatori cinesi delle telecomunicazioni hanno lanciato i loro piani per il traffico dati 5G, anticipando di due mesi il varo di uno dei maggiori network mondiali di ultima generazione, a dimostrazione del ritmo dell’evoluzione digitale nella più grande economia asiatica. Queste reti wireless ad alta capacità forniscono la piattaforma per la prossima ondata di digitalizzazione, accelerando ulteriormente il cambiamento in molteplici settori tra cui le comunicazioni video, l’intrattenimento, l’e-commerce, la domotica, le applicazioni dell’Internet of Things e la telematica dei veicoli.Il 5G dimostra come le nuove tecnologie trasformino interi settori, generando opportunità per le imprese che desiderano rafforzare il proprio vantaggio competitivo. Noi di Columbia Threadneedle Investments consideriamo quest’ultimo un tema d’investimento centrale, che si manifesta a livello globale in molti settori. Ad alimentarlo è la diffusione di tecnologie tra cui i big data, la robotica, l’intelligenza artificiale e il cloud computing.Consideriamo, ad esempio, il settore della moda. La multinazionale spagnola dell’abbigliamento Inditex, proprietaria di marchi tra cui Zara, ha utilizzato con intelligenza la tecnologia per monitorare l’evoluzione dei gusti dei consumatori e accelerare il proprio ciclo del prodotto, riducendo il tempo che intercorre tra il disegno di un capo di abbigliamento e la sua commercializzazione. Passando al comparto manifatturiero, Keyence, una società giapponese di elettronica, produce sistemi controllati dall’IA per l’automazione di fabbrica, aiutando così i produttori di tutto il mondo a competere in modo più efficace.Le imprese che si adattano con maggior successo alla trasformazione tecnologica non si limitano a innovare: alcune hanno la capacità di alterare in modo fondamentale le dinamiche operative del proprio settore, ponendo una minaccia esistenziale a coloro che non riescono ad adattarsi. Basti ricordare l’incapacità di Kodak di tenere il passo con la digitalizzazione della fotografia, l’invenzione dello smartphone da parte di Apple che ha messo fuori gioco Nokia, o la scomparsa di Blockbuster causata dal pioniere del video on-demand Netflix.Ne consegue che i vincitori di questo processo hanno caratteristiche finanziarie estremamente interessanti. Generano una crescita robusta e una redditività elevata e sostenibile del capitale investito, grazie anche al vantaggio competitivo (“moat”) prodotto dagli effetti di rete: quanti più utenti attirano, tanto più difficile diventa competere con loro.Queste aziende rappresentano una ricca gamma di opportunità per Columbia Threadneedle Investments a livello globale, che è destinata a rimanere interessante nonostante l’impatto del Covid-19. Riteniamo che dopo il regresso della pandemia l’economia mondiale rimarrà in un regime di bassa crescita a lungo termine, che renderà particolarmente appetibili le imprese dotate della capacità di generare un’espansione robusta e rendimenti elevati e sostenibili. In effetti, di recente queste aziende hanno evidenziato valutazioni scontate anche del 30% rispetto ai massimi pre-Covid-19.Analogamente, nei prossimi decenni le classi medie asiatiche genereranno una quota molto maggiore dei consumi mondiali e la loro domanda di servizi finanziari aumenterà notevolmente al crescere della loro ricchezza. La tecnologia sta trasformando ogni area delle economie contemporanee, creando opportunità per gli investitori che si spingono oltre il tradizionale settore della tecnologia rivolta ai consumatori, dominato dai titoli FAANG quotati negli Stati Uniti (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Alphabet, già noto come Google). Il gruppo di società ad alta crescita e alto rendimento su cui si concentra Columbia Threadneedle Investments è costituito invece da un insieme estremamente diversificato e globale di imprese che abbracciano praticamente tutti i settori e che sono ben posizionate per beneficiare di fattori d’impulso strutturali e a lungo termine.

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“L’innovazione tecnologica raggiunge tutti i settori”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. Il 1° novembre i principali operatori cinesi delle telecomunicazioni hanno lanciato i loro piani per il traffico dati 5G, anticipando di due mesi il varo di uno dei maggiori network mondiali di ultima generazione, a dimostrazione del ritmo dell’evoluzione digitale nella più grande economia asiatica. Queste reti wireless ad alta capacità forniscono la piattaforma per la prossima ondata di digitalizzazione, accelerando ulteriormente il cambiamento in molteplici settori tra cui le comunicazioni video, l’intrattenimento, l’e-commerce, la domotica, le applicazioni dell’Internet of Things e la telematica dei veicoli.Il 5G dimostra come le nuove tecnologie trasformino interi settori, generando opportunità per le imprese che desiderano rafforzare il proprio vantaggio competitivo. Noi di Columbia Threadneedle Investments consideriamo quest’ultimo un tema d’investimento centrale, che si manifesta a livello globale in molti settori. Ad alimentarlo è la diffusione di tecnologie tra cui i big data, la robotica, l’intelligenza artificiale e il cloud computing. Consideriamo, ad esempio, il settore della moda. La multinazionale spagnola dell’abbigliamento Inditex, proprietaria di marchi tra cui Zara, ha utilizzato con intelligenza la tecnologia per monitorare l’evoluzione dei gusti dei consumatori e accelerare il proprio ciclo del prodotto, riducendo il tempo che intercorre tra il disegno di un capo di abbigliamento e la sua commercializzazione. Passando al comparto manifatturiero, Keyence, una società giapponese di elettronica, produce sistemi controllati dall’IA per l’automazione di fabbrica, aiutando così i produttori di tutto il mondo a competere in modo più efficace. Le imprese che si adattano con maggior successo alla trasformazione tecnologica non si limitano a innovare: alcune hanno la capacità di alterare in modo fondamentale le dinamiche operative del proprio settore, ponendo una minaccia esistenziale a coloro che non riescono ad adattarsi. Basti ricordare l’incapacità di Kodak di tenere il passo con la digitalizzazione della fotografia, l’invenzione dello smartphone da parte di Apple che ha messo fuori gioco Nokia, o la scomparsa di Blockbuster causata dal pioniere del video on-demand Netflix.Ne consegue che i vincitori di questo processo hanno caratteristiche finanziarie estremamente interessanti. Generano una crescita robusta e una redditività elevata e sostenibile del capitale investito, grazie anche al vantaggio competitivo (“moat”) prodotto dagli effetti di rete: quanti più utenti attirano, tanto più difficile diventa competere con loro.Queste aziende rappresentano una ricca gamma di opportunità per Columbia Threadneedle Investments a livello globale, che è destinata a rimanere interessante nonostante l’impatto del Covid-19. Riteniamo che dopo il regresso della pandemia l’economia mondiale rimarrà in un regime di bassa crescita a lungo termine, che renderà particolarmente appetibili le imprese dotate della capacità di generare un’espansione robusta e rendimenti elevati e sostenibili. In effetti, di recente queste aziende hanno evidenziato valutazioni scontate anche del 30% rispetto ai massimi pre-Covid-19.

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Recovery fund: il mondo dell’innovazione si fa sentire

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

XX è tra i key player che partecipano al progetto Next Generation The Italian Innovation Society, l’evento italiano organizzato da Talent Garden, piattaforma leader in Europa per il networking e la formazione nell’ambito dell’innovazione digitale che, in partnership con Camera di Commercio di Roma/Maker Faire Rome, Sky media partner con Sky TG24, l’importante supporto di Google, Facebook, Cisco, Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center e alla collaborazione di Lavazza e Comin & Partners, ha chiamato a raccolta il più esteso e importante gruppo di lavoro mai creato in Italia sull’innovazione per condividere esperienze, competenze, capacità di analisi e visione, al fine di identificare le principali e prioritarie azioni per generare già nell’immediato concrete ricadute positive sull’industria dell’innovazione.L’ecosistema dell’innovazione che coinvolge, rappresenta e supporta la nuova generazione di imprese e imprenditori e l’economia di domani, risponde quindi alla chiamata di NEXT GENERATION per contribuire a definire un piano di sviluppo efficace sfruttando le risorse stanziate dal Recovery Fund – Next Generation EU, proponendo soluzioni destinate a tre aree quanto mai oggi strategiche per il Paese: Education perché non ci possono essere futuro ed evoluzione senza competenze e la pandemia ha messo in evidenza come sia necessario spingere sulla digitalizzazione del settore garantendo ancora di più ai giovani – e non solo – l’accesso alla formazione e a percorsi mirati con i quali raggiungere livelli di competenza altissimi, Food & Foodtech, Patrimonio culturale.I risultati di quanto emergerà dalle molteplici “think tank” – che già hanno iniziato a comporsi e a confrontarsi e in queste settimane estendendo il coinvolgimento anche altri attori che vorranno portare un contributo alla definizione del futuro – saranno presentati in 10 punti di sintesi nella fase conclusiva dei lavori che si svolgeranno nell’evento del 15 e 16 ottobre a Talent Garden Roma Ostiense con circa 200 partecipanti attivi attesi del mondo delle corporate e delle istituzioni.Il progetto, che fonda quindi sull’idea di far leva sulla grande capacità di innovazione digitale a favore di una maggiore sostenibilità non solo intesa come sviluppo green ma anche e soprattutto come ricerca di nuovi modelli economici e sociali, sta coinvolgendo in una logica di inclusione e rafforzamento delle sinergie tra passato e futuro, impresa tradizionale e innovativa, i VC Italiani, gli italiani che lavorano nei VC internazionali, i founder di startup early stage e di scaleup attive sul territorio nazionale e all’estero, università e fondazioni, insieme a incubatori e acceleratori, media, associazioni di categoria, innovation manager di grandi corporation, imprenditori dei settori più tradizionali e CEO delle multinazionali con visione e sensibilità verso l’innovazione, nonché esperti della formazione.

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“Il settore agroalimentare rimetta al centro la ricerca e l’innovazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

ASSALZOO condivide la riflessione contenuta nella lettera sul valore della ricerca e sul ruolo che la comunità scientifica può svolgere in collaborazione con il legislatore per assicurare un futuro più prospero al settore agroalimentare italiano. La pandemia di CoVid-19 ha nuovamente messo al centro del dibattito pubblico la scienza, riassegnandole il ruolo che le spetta, ovvero quello di risorsa al servizio dei decisori politici.Il messaggio di Aissa, sottoscritto dai presidenti delle ventidue società scientifiche affiliate e dai componenti del Consiglio di Presidenza, individua diversi profili di criticità in relazione ai quali anche ASSALZOO ha manifestato nel recente passato le stesse preoccupazioni.Sono anni ormai che l’Italia ha perso terreno nei confronti degli altri Stati più avanzati, sia europei che extraeuropei, in termini di competitività delle produzioni agricole. Un gap tecnologico che può essere colmato solo potenziando l’innovazione e la ricerca, come spiega Aissa. Grazie alle ultime conquiste della scienza, come ad esempio le nuove biotecnologie, si possono rinnovare processi e prodotti, aumentare la sostenibilità con benefici soprattutto a livello ambientale, ridurre i costi di produzione, riorganizzare le filiere, financo tutelare il Made in Italy e le produzioni tradizionali del nostro Paese.L’integrazione dell’innovazione nei sistemi produttivi può inoltre dare un contributo determinante a una più razionale gestione delle risorse disponibili, riducendo gli sprechi e implementando modelli di economia circolare, di cui l’industria mangimistica è pioniera per vocazione attraverso l’impiego in alimentazione animale di tantissimi co-prodotti dell’industria alimentare.L’iniziativa di Aissa coincide, inoltre, con un momento particolare per il settore agroalimentare dell’UE, che deve affrontare due dossier chiave: una PAC fortemente influenzata dal Green Deal e dalla strategia Farm to Fork, e l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. L’Italia si presenta con un sistema primario in affanno, che nel corso dell’emergenza ha manifestato tutte le sue criticità. Un settore con output domestico in calo e dipendente dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime per circa il 60% del fabbisogno interno. Un gap per colmare il quale non è possibile fare a meno dell’innovazione che la ricerca scientifica può mettere a disposizione. ASSALZOO, pertanto, appoggia con forza e convinzione l’appello di Aissa di sostenere la ricerca per il recupero, strategico, della produzione primaria nazionale.

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Lombardia, innovazione digitale. Via libera alla nascita dei Sad

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Un passo avanti verso l’innovazione digitale e lo sviluppo informatico del territorio e della Pubblica Amministrazione. Regione Lombardia ha votato ieri, nel corso della discussione sull’Assestamento al bilancio, a favore l’ordine del giorno presentato dal consigliere M5s Marco Degli Angeli. Obiettivo, istituire i Soggetti Aggregatori Territoriali per il Digitale, i Sad. Il consigliere Degli Angeli spiega: “Nell’ambito dello sviluppo dell’Agenda Digitale, uno dei 7 pilastri della strategia “Europa 2020”, ho invitato la Lombardia a seguire l’esempio Veneto al fine di dotare il nostro territorio di competenze informatiche innovative. Sono Fiero – precisa – che la mia proposta sia stata accolto favorevolmente e, a tal proposito, ho depositato un Progetto di Legge, con l’obiettivo di meglio definire ed istituzionalizzare il tema dei Sad”.Un ambito, quest’ultimo, che il consigliere del gruppo M5s con deleghe all’innovazione ha particolarmente a cuore: “troppo spesso i nostri comuni vengono lasciati da soli e purtroppo i cittadini pagano i ritardi della burocrazia su tutto ciò che riguarda la nuova frontiera del digitale. Il territorio cremasco ha poi la fortuna di avere un soggetto aggregatore ante litteram, che già sta aiutando i nostri comuni ad essere all’avanguardia e al passo degli obiettivi dell’Agenda Digitale. Si tratta solo di ufficializzare ciò che già in parte c’è e di dotare i territori di Banda Ultra Larga velocizzando il progetto di fibra ottica”.L’obiettivo, per Degli Angeli, è quello di creare una Pubblica Amministrazione a misura di cittadino. “Per questo – conclude il consigliere – fatto il primo passo ora mi aspetto che venga approvata la mia PDL cosicché Regione possa prendere il via verso l’autostrada dell’innovazione, seguendo le linee guida dell’articolato composto assieme all’ausilio di tutti i consigliere M5s di regione Lombardia”.

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V edizione del Premio Innovazione Digitale nella Sclerosi Multipla

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Il Premio, indetto da Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha ottenuto, anche quest’anno, il patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN). Favorire l’adattamento e la convivenza con la patologia attraverso la Digital Technology: questo il principale obiettivo del bando.La SM è una patologia particolarmente complessa, caratterizzata generalmente da un decorso cronico e progressivamente invalidante, che può interferire pesantemente con il lavoro, il tempo libero e i normali compiti quotidiani, condizionando – in modo significativo – la qualità di vita dal punto di vista fisico e psicologico. Da non sottovalutare proprio l’impatto psicologico: per le persone con SM può diventare più complicato anche prendere parte a semplici serate con amici, andare a concerti o al cinema. Avere difficoltà nelle attività di svago come queste ha, necessariamente, un forte impatto negativo sull’umore comportando spesso un rischio di isolamento e solitudine.Merck, anche in questa edizione, mette in palio 2 premi da € 40.000 ciascuno che saranno assegnati ai due migliori progetti in base alla graduatoria definita dalla Commissione giudicatrice.I progetti potranno coinvolgere diverse figure professionali interessate alla gestione della persona con SM, in qualsiasi ambito e dovranno prevedere l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative, come ad esempio software di supporto alla persona con SM (anche in specifiche fasi della vita), programmi per la gestione delle difficoltà connesse all’attività fisica, dispositivi mobili e wireless con o senza sensori indossabili (mobile health). Potranno essere valutati, inoltre, progetti che prevedano l’attivazione di percorsi preferenziali che riducano in maniera significativa il forte impatto della patologia sulla vita quotidiana delle persone con SM, sempre attraverso l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative.Sul sito http://www.premioinnovazionedigitalesm.it sono disponibili tutte le informazioni relative alla modalità di partecipazione e di presentazione del progetto, ai criteri e alla modalità di valutazione, alla Commissione che giudicherà i lavori e all’annuncio dei vincitori.

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Investire nello sviluppo e nell’innovazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

Nelle settimane di lockdown è emersa in tutta la sua evidenza la necessità di adeguare le infrastrutture tecnologiche alle esigenze dei cittadini, che hanno diritto di poter accedere alla Rete in tutte le aree del Paese. Nei mesi scorsi gli utenti hanno utilizzato diverse tipologie di strumenti tecnologici per accedere a servizi e attività online, soprattutto per coloro i quali hanno dovuto confrontarsi con lo smartworking e con l’istruzione a distanza. Il forzato trasferimento “in remoto” di alcune attività ha evidenziato il digital divide esistente in Italia: un’importante percentuale della popolazione si vede, di fatto, negato il cosiddetto “diritto all’accesso” ad internet.Abbiamo più volte chiamato gli operatori e le istituzioni a stanziare gli investimenti necessari in direzione di una estensione ed un potenziamento delle infrastrutture per renderle pienamente e diffusamente fruibili. Ora anche l’Antitrust ha rilevato la medesima problematica in una segnalazione trasmessa a Parlamento, Governo, AGCom e Anci e ha giustamente evidenziato il ruolo delle infrastrutture di telecomunicazioni nello sviluppo e nella crescita dell’intero sistema.
Accogliamo quindi positivamente l‘intervento dell’AGCM e chiediamo che le istituzioni pubbliche rispondano con azioni rapide ed efficaci alla richiesta dell’Autorità di rimuovere gli ostacoli all’installazione di infrastrutture di tlc e di promuovere l’utilizzo di servizi di comunicazione elettronica. Il diritto all’accesso, non ci stanchiamo di ribadirlo, deve essere garantito a tutti.

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Aumentano i balzelli sull’innovazione tecnologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2020

La copia privata non esiste più, resa obsoleta dallo streaming che è diventato di gran lunga la modalità prevalente con cui gli italiani usufruiscono legalmente di contenuti digitali. Eppure continua a comparire sotto forma di una tassazione soggetta ad aumenti periodici, che grava su Pc, smartphone e tablet ed è stata estesa nel tempo a decoder, Smart Tv e per ultimo ai device indossabili (fit trackers e orologi smart). Lo ha confermato ancora una volta il ministro Franceschini lo scorso venerdì sera diffondendo l’allegato tecnico del decreto che sarà pubblicato a breve, con cui stabilisce i nuovi balzelli per tutti i device elettronici, con in più la novità dell’introduzione della nuova categoria di strumenti, quali smartwatch e gli activity tracker, a patto che siano dotati di capacità di riprodurre audio o video. Il nuovo decreto dispone aumenti sugli smartphone e tablet che arrivano fino ad un compenso di 6,30 euro dai 64 GB ai 128 GB e di 6,90 euro dai 128 GB in su, incrementando così il gettito su smartphone del 17% e sui tablet quasi del 30%. Confermato il compenso su tutte le TV dotate di funzione PVR pari a 4,00 euro e l’introduzione di una tariffa sui decoder aventi la medesima funzione, il che considerando che questi apparecchi hanno solo la possibilità di registrare e non memorizzare, si tratta in realtà di una doppia imposizione. Le nuove tariffe, unitamente all’introduzione di nuovi device: wearables (fit trackers e orologi “smart” con capacità di registrazione) STB e memorie interne dei Pc, aumenteranno il gettito complessivo derivante dal compenso per la cosiddetta copia privata, che non è più utilizzata da nessun consumatore che fruisca oggi di contenuti digitali.
“Risulta chiaro che la visione ministeriale che ha guidato in questi anni il compenso per copia privata è stata quella di considerare i prodotti dell’innovazione tecnologica come mucche da mungere con balzelli sempre più ingiustificabili, invece che come opportunità per sviluppare in maniera innovativa le potenzialità di allargamento del mercato dell’industria della cultura, costruire nuovi modelli di business e di remunerazione“ sostiene Cesare Avenia presidente di Confindustriale Digitale che conclude – E’ questa una logica estremamente miope e penalizzante che non solo non favorisce l’evoluzione del settore, ma va in controtendenza con le esigenze generali di trasformazione digitale, chiaramente emerse durante l’emergenza sanitaria e oggi al primo posto nell’agenda per il rilancio del Paese”.

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Piano Colao e la tecnologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

C’è molta enfasi sull’innovazione tecnologica, ma non è ancora chiara la visione politica che la ispira – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Nel giorno della presentazione del piano Colao agli Stati Generali, l’azione del Governo sembra sempre più orientata a premere sull’acceleratore della modernizzazione per un Paese completamente digitalizzato e un’agricoltura 4.0 che possa contare su reti ultraveloci. Siamo da sempre favorevoli alle buone innovazioni, ma il nostro timore è che i problemi di fondo dell’economia e dell’agricoltura vengano messi in ombra da una riforma troppo focalizzata sull’introduzione di nuove tecnologie e troppo poco sulla direzione da prendere e sul reperimento delle risorse economiche e umane per far ripartire il Paese – spiega Tiso.Nessuna tecnologia può sostituire una chiara visione del futuro del settore primario, che al di là dell’annunciata volontà di una svolta sostenibile non ha ancora preso forma. La tecnologia deve restare al servizio di programmi e idee, amministratori e lavoratori, e non viceversa. Per questo crediamo che la politica debba al più presto tornare a svolgere un ruolo centrale.Siamo convinti che l’innovazione tecnologica possa e debba essere utilizzata in modo saggio per proteggere la salute e l’ambiente, ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento, anche favorendo nuove modalità di trasporto e di produzione di energia. Solo mettendo al centro l’individuo e i suoi bisogni la tecnologia può contribuire a migliorare in modo significativo la qualità della nostra vita.

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Innovazione e ricerca in Neuroscienze: prospettive future

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

In Europa, circa 179 milioni di cittadini vivono, o hanno esperienza nella loro vita, con una patologia cerebrale, ed è stato calcolato che le patologie del SNC rappresentano circa il 45% del bilancio sanitario annuale in Europa, per un totale di circa 800 miliardi di euro all’anno (Gustavsson A. et al., 2011; Di Luca M. and Olesen J., 2014).Questo costo non tiene ovviamente in considerazione, né lo potrebbe, tutte le conseguenze che queste patologie hanno non solo per il paziente, ma per l’ambiente e per coloro che lo circondano e se ne prendono cura, del tempo dedicato all’assistenza e alla conseguente assenza dalla partecipazione attiva e produttiva alla società. Questi costi di impatto socio-economico, che comunque fanno riflettere, riassumono semplicemente l’onere economico, trascurando l’impatto sociale ed emotivo.Altri aspetti contribuiscono ad aumentare la complessità di questo quadro. Con l’aumento dell’aspettativa di vita e l’invecchiamento della popolazione in Europa, la prevalenza dei più comuni disturbi neurologici e psichiatrici aumenterà notevolmente (Morris et al., 2015).C’è solo una risposta a queste osservazioni: concentrare i nostri sforzi sull’aumento della nostra comprensione del cervello e dei suoi disturbi attraverso scoperte e progressi nelle neuroscienze di base. Monica Di Luca Università degli Studi di Milano e Presidente European Brain Concil. (fonte quaderni della Sif – Società Italiana di Farmacologia – numero 1 maggio 2020 numero speciale)

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Favorire l’innovazione delle micro-imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Promuovere iniziative per favorire il trasferimento tecnologico, e quindi l’applicazione sul mercato dei risultati della ricerca, il consolidamento dei rapporti di collaborazione e cooperazione tra il mondo della ricerca e il sistema delle imprese.
Sono questi gli obiettivi del progetto Innometro per il quale il primo giugno è stato dato il via al secondo bando di selezione dedicato ai soggetti attuatori. E’ un’iniziativa che rientra nelle strategie messe in atto dalla Città metropolitana di Torino per valorizzare il più possibile le risorse di supporto al sistema economico del territorio.
E’ sempre più forte la necessità di innovazione da parte delle nostre imprese per imprimere un’accelerazione alla loro competitività e, proprio attraverso progetti come Innometro, si è scelto di intervenire nel triennio 2020-2022 a favore delle micro-imprese. Sono queste ultime che incontrano le maggiori difficoltà nell’intraprendere progetti di ricerca e innovazione, sia per ragioni di tipo organizzativo, sia per ottenere l’acceso agli strumenti finanziari.
Ecco che, sulla base di queste considerazioni, la Città metropolitana ha proposto non solo uno strumento di sostengo finanziario, ma alle imprese viene affiancato un sistema di percorsi di accompagnamento da parte di soggetti esperti per facilitare la strutturazione di rapporti di collaborazione con il mondo della ricerca e dello sviluppo.
Un sistema che ha proprio la finalità di focalizzare le esigenze di innovazione delle micro-imprese per aiutarle a individuare il percorso da seguire e le tecnologie necessarie, i partner per la realizzazione dell’idea, oltre ad assisterle nella redazione della proposta di progetto innovativo. Il contributo erogato dalla Città Metropolitana serve anche a facilitare lo sviluppo dell’idea ricorrendo ai servizi proposti dagli atenei del territorio metropolitano, ovvero dalle imprese innovative del territorio.
Le domande per candidarsi ad accompagnare le imprese dovranno essere presentate entro le ore 10 del 3 luglio 2020.
Il bando per il finanziamento alle imprese è previsto per la fine di giugno e proseguirà fino al 2022.

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Il cremasco capofila dell’innovazione targata banda ultra larga

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Costruire un’autostrada fatta di innovazione e sviluppo. Obiettivo BUL, banda ultra larga. Connettività all’avanguardia (dai 30 ai 100 Mbit/s) in tutte le zone del Paese, comprese le cosiddetta aree bianche, quei territori più isolati dove non sono previsti investimenti da parte degli operatori. È l’obiettivo che il Mid (Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione) assieme al Mise (Ministero sviluppo economico) si sono prefissi di raggiungere quanto prima. È il viaggio che la zona del cremasco, pioniera in Italia, ha intrapreso con successo.Sono infatti 40, i comuni del cremasco, che hanno dato il via al progetto BUL. Tutti assieme, in perfetta sintonia con il comune capofila, Casaletto Ceredano. I lavoro si stanno svolgendo come da programma e i frutti dei benefici verranno raccolti dalle imprese così come dai privati cittadini, con buona probabilità a partire già nelle prossime settimane.È su questo punto che Marco Degli Angeli, Consigliere Regionale del M5S pone l’accento: “Un grande plauso va al nostro territorio, a chi ha lavorato con dedizione e ai sindaci che hanno lavorato a questo progetto fondamentale. La banda ultra larga è un’opportunità da cogliere soprattutto ora, in questo particolare momento di emergenza sanitaria. Si pensi allo smart working, alla telemedicina e alla teledidattica ed ai servizi della pubblica amministrazione. Tutti strumenti innovativi che possono rendere l’accesso ai servizi di tutti i giorni, non solo migliori, ma anche più rapidi e sicuri.” La banda ultra larga, insomma, abbatterebbe un grande scoglio creando l’accesso a quella che il consigliere Degli Angeli chiama “la grande autostrada del digitale a cui bisogna mirare”. Un mondo digitale , dove grazie alla tecnologia, ogni servizio sarebbe interconnesso e di rapido accesso per chiunque. “Un’opportunità – precisa il consigliere regionale – da cogliere a maggior ragione all’interno del territorio cremasco, che ha lavorato in modo compatto e pionieristico, distinguendosi a livello lombardo”. Il cremasco deve ambire a diventare incubatore di innovazione nonché un esempio a cui la Lombardia può guardare come territorio capofila dove poter testare e sperimentare nuovi progetti a livello territoriale.

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Nasce ‘Retail Together’

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Per sostenere il tessuto imprenditoriale messo in difficoltà dalla pandemia da Covid-19, Retex, azienda leader sul fronte dell’innovazione tecnologica per il retail, insieme con ARAD.Digital, boutique di consulenza strategica focalizzata su e-commerce e omnicanalità in ambito retail, lancia il progetto Retail Together che per le prossime settimane metterà gratuitamente a disposizione di CEO e Top Manager delle aziende italiane un pool di 20 esperti in specifiche aree di business per una consulenza finalizzata a individuare possibili strategie per affrontare la crisi, secondo specifiche modalità spiegate nel sito dedicato.“Vogliamo offrire, attraverso il progetto Retail Together – commenta Fausto Caprini, Amministratore Delegato diRetex – Un nostro contributo per sostenere le aziende italiane del retail che attraversano questo momento di grossa difficoltà per l’emergenza Coronavirus. Retex da dieci anni porta con successo l’innovazione tecnologica nel retail nei settori che meglio rappresentano il Made in Italy, aiutando le imprese nel loro business domestico e internazionale.””Uno dei valori di ARAD.Digital è l’inclusività, perché nata con l’idea di mettere a disposizione delle aziende la competenza di esperti provenienti dal mondo dell’impresa – commenta Maria Laura Albini, Partner di ARAD.Digital – Il progetto Retail Together nasce dal desiderio di tutti i professionisti del nostro network di dare il proprio contributo al Paese, sia per trovare risposte nell’immediato, sia per sfruttare questo momento come un’opportunità per ripensare le attuali logiche operative e ripartire domani più forti di prima.” I professionisti di Retex edi ARAD.Digital hanno una solida esperienza in ambito retail nei settori Fashion, Food & Beverage, GDO, Beauty, Hospitality e Design. Tramite il portale dedicato http://www.retailtogether.it sarà possibile prenotare un appuntamento scegliendo una tra le otto macro-aeree tematiche che si desidera approfondire: corporate, retail, cross channels, product, e-commerce, operationse technology strategy, insieme a internationalization strategy, dedicata al business nel mercato cinese.
Basterà descrivere l’ambito di interesse e si verrà messi in contatto con l’esperto più adatto a fornire un’opinione qualificata in merito.Il progetto rientrerà nel novero di prodotti e soluzioni tecnologiche presenti sul sito solidarietadigitale.agid.gov.it del Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, realizzato con il supporto tecnico dell’Agenzia per l’Italia Digitale, che imprese e associazioni italiane hanno messo a disposizione di utenti e aziende a titolo gratuito per ridurre l’impatto sociale ed economico del Coronavirus.

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FPA Annual Report: passi avanti nell’innovazione della PA

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Realizzare una concreta trasformazione digitale della PA come driver per l’innovazione del Paese, rivedere i processi pubblici di acquisto e il rapporto tra pubblico e privato, semplificare radicalmente la ‘geografia’ delle amministrazioni e degli enti, puntare sul valore delle persone e sulle competenze. Sono alcune delle azioni centrali per rendere la PA protagonista nel processo di sviluppo del Paese all’interno della “quarta rivoluzione industriale”, che emergono dall’Annual Report 2019 di FPA. I nodi da sciogliere non mancano, ma finalmente appare chiaro come la PA sia un attore imprescindibile per accompagnare il Paese nel suo percorso per diventare una “smart nation”, un Paese che sa utilizzare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per favorire un modello di crescita e sviluppo sostenibile, secondo la visione definita dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.“Il 2019 ci restituisce una visione più chiara e coerente del percorso di innovazione del Paese, di cui l’amministrazione pubblica può e deve essere protagonista – dice Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA –: sono stati razionalizzati i processi ed è stata condivisa una visione di futuro. Ora è il momento di confrontarsi sui metodi e le singole scelte per la PA: non abbiamo bisogno di champions analogici o digitali ma di persone competenti e motivate messe in condizione di fare cose straordinarie”.“Perché l’azione pubblica sia davvero promotrice di innovazione, nel 2020 speriamo di veder realizzate alcune azioni – dice Carlo Mochi Sismondi, presidente di FPA –: formazione per tutti i dirigenti sui fondamenti della trasformazione digitale e alfabetizzazione informatica di base per tutti i dipendenti pubblici; integrazione delle basi di dati delle amministrazioni e dialogo diretto tra i sistemi informatici; razionalizzazione dei data center pubblici; ripensamento dei processi di procurement; potenziamento degli strumenti per la cybersecurity”.“Guardando ai fatti dell’innovazione digitale, nel 2019 sono accadute diverse cose buone, ma il trend è ancora troppo limitato e troppo lento a causa di una bassa consapevolezza dell’urgenza di questi interventi – spiega Andrea Rangone, CEO di Digital360 –. Nel mezzo della quarta rivoluzione industriale, solo attraverso il digitale e la nuova imprenditorialità il Paese può rinnovarsi e rilanciarsi, generando quelle risorse economiche indispensabili per affrontare tutti gli altri temi al centro del dibattito, dall’occupazione alla sicurezza, dal welfare alle pensioni”.

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