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Posts Tagged ‘innovazione’

Approvato il bilancio UE 2019: più fondi per giovani, innovazione e immigrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Gli stanziamenti di impegno per il 2019 ammontano a 165,8 miliardi di euro e quelli di pagamento a 148,2 miliardi di euro.Dopo che il 7 dicembre il Consiglio ha formalmente approvato l’accordo di conciliazione con il Parlamento sul bilancio 2019, il Parlamento ha approvato il bilancio mercoledì con 451 voti in favore, 142 voti contrari e 78 astensioni. Il testo è stato poi firmato dal Presidente Antonio Tajani.“Questo bilancio è al servizio degli europei, dei giovani, dell’innovazione, dell’occupazione, della sicurezza e della difesa. Abbiamo fornito risposte su due priorità principali. Per quanto riguarda la ricerca, siamo riusciti a stanziare altri 150 milioni di euro, quasi l’11% in più rispetto al 2018, per preparare il futuro dell’Europa. Su Erasmus, che ci sta tanto a cuore, siamo riusciti ad aggiungere 240 milioni di euro. Questo è l’ultimo bilancio della legislatura. Dei cinque bilanci che abbiamo negoziato con il Consiglio, credo sia quello che meglio risponde alle aspettative del Parlamento. Questa è una vittoria, mi auspico, per l’Europa”, ha dichiarato il presidente della commissione per i bilanci, Jean Arthuis (ALDE, FR). L’intervento di Arthuis in plenaria è disponibile qui.
“L’anno prossimo i cittadini europei, le nostre istituzioni e i nostri comuni, i nostri organismi di ricerca, i giovani, le imprese e le PMI, quelle che innovano, avranno a disposizione molte più risorse. Saremo in grado di proteggere meglio l’ambiente, combattere il cambiamento climatico o affrontare la migrazione. Il Parlamento può essere orgoglioso del bilancio che abbiamo ottenuto, perché mantiene le priorità che fissata a marzo e poi a luglio di quest’anno”, ha dichiarato il relatore principale (sezione Commissione) Daniele Viotti (S&D, IT). L’intervento di Viotti in plenaria è disponibile qui.”15 anni fa, il bilancio era ancora all’1,2% del reddito nazionale lordo dell’UE (RNL), ora siamo allo 0,9%. Mentre il 30-50% dell’RNL è speso a livello nazionale, l’UE è rimasta ben al di sotto dell’1%. Abbiamo realizzato risparmi nell’area dei fondi di pre-adesione per la Turchia, ma anche in altre aree, come i costi di costruzione. Ciò dimostra che – nei negoziati – il denaro dei contribuenti viene utilizzato con attenzione”, ha dichiarato Paul Rübig (PPE, AT), relatore per le altre sezioni. L’intervento di Paul Rübig è disponibile qui.Che cosa sono gli stanziamenti d’impegno e di pagamento? Alcune azioni devono essere gestite nell’arco di diversi anni (ad esempio il finanziamento di un progetto di ricerca della durata di 2-3 anni). Il bilancio dell’UE distingue quindi tra stanziamenti d’impegno (il costo di tutti gli obblighi giuridici contratti durante l’esercizio in corso, che potrebbero comportare costi negli anni successivi) e stanziamenti di pagamento (fondi effettivamente versati durante l’esercizio in corso, eventualmente per attuare anche gli impegni assunti negli anni precedenti).

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Prospettive del factoring alla luce dell’innovazione tecnologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Milano, 22 ottobre 2018 Unicredit Tower Hall – Via F.lli Castiglioni, 12. L’era fintech è iniziata anche per il mercato del factoring e in generale della monetizzazione delle fatture e dei crediti commerciali delle aziende. Nuove realtà, molte ancora allo stadio di start up, entrano nel settore offrendo soluzioni totalmente digitali. Alla luce dell’innovazione tecnologica che vede anche in Italia il rapido sviluppo del business dell’invoice financing, quali sono le prospettive del factoring, il cui giro d’affari vale oggi circa il 13% del Pil? La risposta viene data da un workshop organizzato con il Politecnico di Milano da Assifact, l’Associazione italiana per il factoring che riunisce gli operatori del settore, nel corso del quale vengono presentati i risultati della prima ricerca sulle prospettive di sviluppo dell’industria del factoring in chiave fintech. L’appuntamento è per il 22 ottobre prossimo a Milano, nella Unicredit Tower Hall di via F.lli Castiglioni 12, con inizio dei lavori alle ore 16.45. Viene disegnata per la prima volta la mappa delle start up di invoice fintech attive in Italia e vengono analizzati i modelli di sviluppo del business, l’evoluzione della tecnologia e gli aspetti regolamentari e contrattuali. Segue una tavola rotonda che rappresenta il punto di partenza di un percorso di conoscenza reciproca e confronto che coinvolge gli operatori tradizionali e le nuove realtà che si affacciano sul settore (a seguire il programma).Il nuovo business dell’invoice finance si sviluppa con piattaforme digitali attraverso le quali le aziende possono monetizzare i loro crediti cedendoli ad investitori professionali. La tecnologia agevola lo scambio informativo fra le parti e consente l’automatizzazione dei processi, incrementando l’efficienza e la velocità nella gestione del rapporto con la clientela. Agli operatori e ai servizi tradizionali si affiancano così nuovi operatori emergenti e nuovi prodotti, la cui struttura sfrutta le funzionalità delle nuove tecnologie. Le soglie minime di ingresso si riducono: anche le aziende di minori dimensioni possono accedere al vantaggio economico e operativo delle soluzioni al servizio del capitale circolante, ampliando così il bacino di utenza.

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Turisti sempre più digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

La commistione tra online e offline è sempre più forte e sta cambiando volto al settore del turismo. Fra le prime realtà italiane a capirlo c’è stata CartOrange: l’azienda, oltre ad aver introdotto in Italia la figura del consulente di viaggio che segue il cliente con proposte e servizi interamente su misura, e quindi fa della relazione umana il suo plus, ha sempre puntato anche sull’innovazione digitale e oggi questa scelta la premia. +18% è l’aumento previsto per il giro d’affari 2018 dell’azienda, +15% quello dei passeggeri. L’amministratore delegato Gianpaolo Romano ha parlato del caso CartOrange nell’ultima edizione di TTG Incontri, alla presentazione della Ricerca 2018 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, che CartOrange supporta.
Il risultato è positivo non solo per i parametri economici, ma anche in termini di soddisfazione dei clienti: su Feedaty, soggetto terzo che certifica le recensioni online, il 99% dei feedback è positivo e l’81% ha un rating pari a 5 su 5. «E questo è per noi il parametro più importante, perché è un parametro strategico» commenta Romano.Il cuore di CartOrange sono gli oltre 450 consulenti di viaggio che incontrano i clienti a domicilio e confezionano viaggi personalizzati. Ogni dettaglio è curato su misura e sono arricchiti con esperienze, anche “a tema” (aspetto sempre più richiesto) di tipo culturale, culinario, sportivo, eccetera. «Più cresce il digitale e più c’è bisogno di relazione umana – sottolinea Romano – perché in un mondo in cui offerte e possibilità si moltiplicano, il servizio diventa un aspetto centrale. Con la loro esperienza i nostri consulenti sanno interpretare i desideri dei clienti e confezionare viaggi memorabili. I canali online (sito, social, community, chat e servizi di messaggistica) sono il punto di partenza per instaurare una relazione che poi diventa personale: ed è qui che diviene insostituibile per i clienti».
Clienti che, come evidenzia la Ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Turismo del Politecnico di Milano, oggi utilizzano internet in modo pervasivo: l’86% usa la rete per prenotare, l’83% per cercare informazioni. E mentre viaggia, l’86% usa almeno un’app, mentre al ritorno a casa il 33% condivide l’esperienza in rete e il 36% scrive una recensione. «Sono numeri – conclude Romano – che nessuna azienda può ignorare. Il mondo retail cresce quando vede il digitale come un alleato». (www.cartorange.com)

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Innovazione e tecnologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 ottobre 2018

Dalla tracciabilità elettronica e le applicazioni digitali ed IoT per la trasformazione brassicola ai biomateriali, passando per il monitoraggio ambientale attraverso la modellistica, il drone e i sistemi digitali per l’’irrigazione di precisione. Queste e molte altre innovazioni vengono presentate dal CREA al Maker Faire, il più importante salone internazionale delle innovazioni tecnologiche, che si svolge a Roma dal 12 al 14 ottobre. Il CREA ha, infatti, raccolto la sfida tecnologica dell’agricoltura 4.0 per far fronte alle esigenze di un consumatore sempre più esigente ed attento alla qualità dei prodotti e alla tutela dell’ambiente. Proprio per questo i ricercatori saranno a disposizione per rispondere alle domande e alle curiosità dei visitatori, illustrando i prototipi open-source presenti nello spazio espositivo e realizzati negli ultimi anni per i settori agro-alimentare e forestale. Per garantire una maggiore trasparenza e accesso alle informazioni e, conseguentemente, accrescere la consapevolezza del consumatore nelle scelte d’acquisto, è stato realizzato un sistema modulare per la tracciabilità elettronica tramite tecnologie open-source e smartphone adattabile a diversi scopi. Tale sistema consente di immagazzinare una grande mole di informazioni, la maggior parte delle quali acquisite in maniera automatizzata, seguendo e tracciando il prodotto lungo tutto il percorso della filiera. Per definire, inoltre, la qualità dei prodotti è stato realizzato un nastro trasportatore dotato di sensori per la selezione, il riconoscimento e la qualificazione dei prodotti agro-alimentari e forestali. Tale dispositivo analizza i prodotti grazie all’acquisizione di informazioni e dati fino a 70 parametri diversi (colore, forma, spettro). È inoltre presente anche un impianto pilota ad alta accuratezza sensorizzato per la produzione di birra, lo sviluppo di nuovi prodotti derivati da fermentazione, di nuove ricette di birre e il test di ingredienti nuovi/modificati. L’impianto è interamente controllabile con applicazione via smartphone in remoto e consente il logging automatico e storicizzazione dei dati per fini analitici. In termini di sostenibilità ambientale Il CREA sta operando su diversi fronti. In un’ottica di economia circolare, infatti, sta impiegando le biomasse vegetali come bioraffinerie utilizzando scarti di frutta e biomassa vegetale, per ottenere complessi biologicamente attivi da impiegare in vari settori, dalla cosmesi al settore alimentare, ma anche biomateriali innovativi ad alto contenuto tecnologico come bioplastiche, biofilm edibili, materiali per sensoristica e per l’agricoltura, sia per la coltivazione che per la difesa fitosanitaria, utilizzando processi di sintesi solvent-free ed ecocompatibili. Non solo. Lo stato di salute delle piante viene rilevato e misurato in relazione all’inquinamento atmosferico attraverso l’uso di droni. Questo può aiutare a comprendere eventuali fattori di stress prima che si manifestino danni visibili e suggerire le giuste quantità di acqua da somministrare alle colture. Infine grazie ai modelli di simulazione applicati ai sistemi agricoli si posso ottenere scenari che ricostruiscano ad esempio l’impatto dei cambiamenti climatici sulla produttività delle colture agrarie o l’impatto di patogeni fungini a partire dai cambiamenti climatici.«È con grande soddisfazione, ma anche con una punta di orgoglio – ha dichiarato Salvatore Parlato, Presidente del CREA – che partecipiamo ad una kermesse internazionale di questa portata. Ancora una volta l’agroalimentare si dimostra un settore in grado di richiedere e offrire sempre di più innovazione e competitività. Le ricerche e le innovazioni messe in campo e che oggi sono qui esposte rappresentano la dimostrazione concreta del grande lavoro che il CREA sta facendo in tal senso». «L’innovazione in agricoltura – ha dichiarato Alessandra Pesce, Sottosegretario di stato delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo – rappresenta innegabilmente una vera sfida che ci consente di cogliere le opportunità offerte dal digitale. L’agricoltura di precisione, infatti, si impone sempre più per la funzione strategica che esercita per il nostro Paese, in termini di competitività e di attrattività. L’innovazione per essere realmente efficace deve puntare sulle specificità locali dei diversi territori e delle loro vocazioni».

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Le nuove forme di finanza alternativa e di innovazione tecnologica

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 ottobre 2018

Milano 10 ottobre 2018 ore 9 Palazzo Mezzanotte – Borsa Italiana London Stock Exchange sede della Borsa Italiana, nona edizione del Focus PMI, l’Osservatorio sulle Piccole e Medie Imprese organizzato dallo Studio LS Lexjus Sinacta e rivolto all’approfondimento di specifici argomenti legati a problematiche quotidiane affrontate dalle Piccole e Medie Imprese. Anticipazione sul normale calendario di marcia del Focus, vista la materia di forte interesse globale, l’incontro sarà dedicato alle nuove forme di finanza alternativa e di innovazione tecnologica a servizio delle PMI, attraverso anche la presentazione di una ricerca statistica compiuta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano.In particolare, insieme ad esperti e relatori sul tema “Fintech”, verranno trattate dissertazioni sui Basket Bond, strumento per aiutare le imprese a finanziare la propria crescita ed eventualmente sbarcare in Borsa, il Crowdfunding, finanziamento collettivo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di aziende, persone e organizzazioni, e i Big Data: l’insieme delle tecnologie e delle metodologie di analisi di dati eterogenei proteso a far scoprire e prevedere i legami tra fenomeni diversi.L’incontro, moderato dal giornalista de “Il Sole 24 Ore” Morya Longo, vede la partecipazione di: Luca Ferrais (Consob), Luca Peyrano (Elite – London Stock Echange Group), Alvise Biffi (Piccola Industria – Confindustria Lombardia), Fabio Brambilla (Assofintech), Giancarlo Giudici (Politecnico di Milano), Giovanni Buono (Housers Italia) e Galeazzo Scarampi Del Cairo (Green Arrow Capital SGRPA). In tale ambito verranno presentati alcune case histories a cura di Alessandro Ponti (Harley & Dikkinson Finance), Paolo Comuzzi (130 Finance), Daniele Loro (A.D. Prestiamoci S.p.a.) e Vito Rotondi (M.E.P Macchine Elettroniche Piegatrici).

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Moving Up annuncia la nascita di un polo tecnologico per l’innovazione dei media e la digital transformation

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Moving Up, la digital company specializzata in processi di digitalizzazione fondata nel 2015 dall’attuale Ceo Marco Valenti e dalla società di comunicazione outdoor Alessi SpA, preannuncia l’imminente nascita di un polo tecnologico al servizio dei media e della digital transformation che va di pari passo con un riposizionamento di Moving Up, che si colloca da oggi sul mercato con il nuovo profilo di Digital hub specializzato in processi di trasformazione digitale.
A pochi anni dalla sua fondazione, Moving Up è oggi tra i player tecnologici e di web development più preparati in ambito digital in Italia ed è pronto a porsi un obiettivo di ulteriore crescita, quale è l’istituzione di un hub di riferimento in ambito software development a cui società e aziende di ogni dimensione possono rivolgersi per dotarsi delle più idonee soluzioni tecnologiche per la loro innovazione digitale.“Siamo lieti di annunciare che da questo autunno siamo pronti in Moving Up a dare spinta vitale al nostro nuovo posizionamento che prende il via con la start-up Moving Tech, prima società a fare parte di questo progetto che vedrà nascere a breve un prodotto proprietario scalabile a livello internazionale basato su micro-servizi, per permettere ad aziende di ogni dimensione e settore di dotarsi di servizi e software flessibili per l’automatizzazione ottimizzata dei loro processi di business” dichiara Marco Valenti.Moving Tech rappresenta dunque il primo tassello di un Digital hub che si propone di portare su scala nazionale e Internazionale soluzioni IT capaci di soddisfare le mutevoli esigenze di innovazione e modernizzazione tecnologica e di processo. A guidare il nuovo polo tecnologico entra in Moving Up Salvatore Morfea che, nel ruolo di Software Architect, avrà il compito di presiedere alla progettazione delle funzioni e delle specifiche dei programmi e applicativi informatici al servizio del media e della digital transformation.Co-Founders di Moving Tech insieme a Valenti, professionisti operativi dalla sede centrale di Palermo quali Simone Marchese, sistemista specializzato in tecnologie di virtualizzazione, la back-end developer Federica Cricchio e Riccardo Curcio, a capo di Moving Tech come CTO, nonché ideatore di questa giovane realtà di sviluppo software ‘made in Sicily’ che si avvale di un approccio moderno, basato sulla creazione di un’architettura a micro-servizi, per consentire alle aziende di affrontare le molte e diverse sfide che si trovano oggi ad affrontare e a dover risolvere.“E’ per me un onore poter contribuire alla nascita di un nuovo polo tecnologico tutto Italiano, occupandomi dello sviluppo delle linee di business di questa prima società cui viene data l’opportunità di collocarsi in maniera qualificata nei mercati digitali globali in forza di una conoscenza approfondita delle tecnologie software più avanzate e, con riferimento specifico al mercato digitale, di una visione per così dire ‘dal di dentro’ delle esigenze di un settore in continua e veloce evoluzione” afferma Curcio.Tra gli obiettivi di Moving Tech vi è infatti quello di divenire la tech company a supporto anche dello stesso gruppo Moving Up per lo sviluppo di tecnologie proprietarie da mettere al servizio del media, dell’IoT e, più in generale, della digital transformation.“Al cuore di Moving Tech vi sono lo sviluppo e la progettazione di strumenti tecnologici proprietari in grado di sostenere in maniera flessibile e automatizzata strategie di innovazione al passo con i tempi, ponendo al centro sempre le esigenze degli utilizzatori finali” precisa Curcio. Un approccio che risponde alle attese dello stesso Marco Valenti secondo cui, anche in ambito digitale, è fondamentale mantenere il focus sull’utente finale quale asset cardine da cui partire per risolvere le principali criticità che si trova oggi a fronteggiare ogni industry, in particolare quella digitale in cui opera Moving Up (automazione della pianificazione digitale, dispersione di impression e budget, misurabilità qualitativa oltre che quantitativa e web safety per citarne solo alcune).www.movingup.it

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L’innovazione dietro alla tazzina

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

La produzione di macchine per caffè di CMA diventa “espressa”. Per l’azienda di Susegana (Treviso), titolare dei marchi Astoria e Wega, la gestione 4.0 dei processi portata dalle soluzioni di Tecnest ha migliorato efficienza e competitività: «Negli ultimi cinque anni i volumi sono aumentati di oltre il 36%, passando dalle 110 macchine prodotte al giorno a 150». Maurizio Gaio, responsabile dei sistemi informativi di CMA, ha comunicato i risultati a Tecnest, durante la visita che i collaboratori dell’azienda di Udine, specializzata in soluzioni di supply chain management, hanno fatto ai moderni stabilimenti di Treviso.«Il mondo delle macchine per caffè non si ferma a un buon espresso: dietro a ogni tazzina non c’è solo tecnologia all’avanguardia unita a materie prime eccellenti, ma anche la capacità di rispondere alle richieste del mercato in termini di rapidità delle consegne, qualità e monitoraggio dei processi produttivi», ha proseguito Gaio. «Per mantenere il nostro vantaggio competitivo, da sempre l’azienda investe in tecnologia e innovazione, non solo sui prodotti ma anche sui processi. La collaborazione con Tecnest è cominciata nel 2007 e, negli anni, ha portato alla realizzazione di un progetto articolato che ha via via coinvolto e informatizzato tutti i principali processi operativi, dalla pianificazione e schedulazione della produzione al monitoraggio, raccolta dati, controllo qualità e tracciabilità in produzione”.Tutto questo tenendo conto delle peculiarità e dei vincoli dei processi produttivi dell’azienda di Treviso, che opera prevalentemente con una logica “Assembly To Order” (assemblaggio dei componenti su commessa). «Ci siamo trovati davanti a due reparti principali – uno dedicato allo stampaggio di alcuni componenti e l’altro al montaggio del prodotto finito – che dovevano essere gestiti in modo sincronizzato per migliorare la precisione delle date di consegna. Questo in un contesto caratterizzato da un’elevata variabilità delle richieste e delle priorità in produzione, lotti medio-piccoli, numerose varianti di prodotto e vincoli produttivi dati dal numero finito di attrezzi e dalla complessità dei setup delle macchine di stampaggio”, ha ricordato Fabrizio Taboga, project manager Tecnest che ha gestito il progetto con CMA Macchine per Caffè, «Da tenere in considerazione, inoltre, la necessità di gestire specifici collaudi, controlli qualitativi e garantire la tracciabilità dei componenti critici, come valvole e caldaie, nel rispetto delle normative a cui è sottoposta l’azienda».La soluzione è stata quella di implementare un sistema integrato di schedulazione e gestione della produzione che tenesse conto di tutti questi aspetti. «Il progetto che abbiamo realizzato in CMA ha visto l’introduzione delle soluzioni FLEX APS (Advanced Planning & Scheduling) per la schedulazione della produzione e FLEX MES (Manufacturing Execution System) per la raccolta dati e monitoraggio in tempo reale, la tracciabilità di prodotto e di processo con rilevazione dei materiali critici, la gestione dei collaudi e dei controlli qualità e l’analisi delle performance in produzione», ha spiegato Taboga. Il risultato ha avuto impatti notevoli in termini di crescita della competitività. Oltre all’aumento della produzione che dal 2012 a oggi ha portato da 24.000 a 33.000 le macchine per caffè in uscita da CMA ogni anno, il sistema ha migliorato anche la puntualità delle consegne.

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Innovazione: Giffoni firma accordo con Campania New Steel

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 luglio 2018

Alfabetizzazione digitale delle startup, crescita e formazione di giovani talenti per innovare le imprese, valorizzazione dello spirito imprenditoriale attraverso laboratori e percorsi formativi, sviluppo e progettazione di format, workshop ed eventi di educazione digitale rivolti al target bambini, ragazzi e famiglie. Firmato un accordo di collaborazione finalizzato al potenziamento dei talenti innovativi delle nuove generazioni tra Giffoni Innovation Hub e Campania NewSteel.II primo incubatore del Mezzogiorno – promosso dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza – e la creative agency nata nel segno del Giffoni Film Festival per avvicinare i giovani all’innovazione e al mondo delle industrie creative e culturali – hanno siglato il protocollo durante l’incontro “Hub Campania – Competenze Digitali e Ambienti per lo Sviluppo”, parte del programma della 48 esima edizione festival del cinema, in corso a Giffoni Valle Piana fino al 28 luglio. A stringere l’intesa, Luca Tesauro, CEO di Giffoni Innovation Hub, ed Edoardo Cosenza, presidente di Campania NewSteel.
“Giffoni e Campania NewSteel sono due ecosistemi importanti – afferma Edoardo Cosenza – Campania NewSteel è l’unico incubatore del Sud riconosciuto dal ministero dello Sviluppo economico, con più di 100 startup all’attivo mentre Giffoni è un luogo unico al mondo nel suo genere. Da questo accordo ci aspettiamo tanto. La Campania ha bisogno di creare opportunità per i giovani. Ne abbiamo tanti di straordinario valore, ma poi devono andare all’estero a cercar fortuna. Le idee, fortunatamente, valgono ancora molto ma si deve passare dalla creatività alla creazione d’impresa. La cultura digitale sta avanzando fortemente. Vedi l’arrivo di Apple ma anche di Cisco e di altre realtà importanti che dimostrano uno straordinario fermento e una capacità d’attrarre dall’estero che affermano una forte controtendenza”.All’evento hanno partecipato Valeria Fascione, assessore Startup, Innovazione ed Internazionalizzazione della Regione Campania, Jacopo Gubitosi, strategist manager di Giffoni Experience, Giorgio Ventre, direttore Apple Developer Academy Napoli, Amleto Picerno Ceraso, CEO di Medaarch. Un ruolo fondamentale nella neonata collaborazione sarà rivestito dalla Apple Developer Academy, la prima iOS Developer Academy d’Europa, in considerazione del suo ruolo di riferimento strategico per la conoscenza e cultura digitale dei giovani talenti. Obiettivo: sperimentare le applicazioni sviluppate dall’Academy nell’ambito dell’universo giovanile di Giffoni e realizzare stage formativi nell’ambito delle attività e degli eventi promossi da Giffoni Innovation Hub in Italia e all’estero (giffonihub.com).
Questi gli ambiti di intervento dell’accordo appena ufficializzato: digital education for kids and adults, digital tourism, new media, digital and corporate storytelling, multimedia e web marketing, media e interattività, App development, cultural and creative industries (CCI), kids-tech startups, formazione, enterteinment, eventi, comunicazione, promozione, social entrepreneurship, Corporate Social Responsabilities, impact investing. Con una missione ulteriore: la condivisione di strategie e opportunità per contribuire alla crescita dell’ecosistema dell’innovazione regionale e meridionale.

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MARS Italia entra nei Best Workplace per l’innovazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Mars Italia è tra i migliori ambienti di lavoro in Italia anche per l’innovazione. Per la prima volta entra infatti nella classifica Best Workplace for Innovation del Great Place To Work® Institute all’11° posto tra “le magnifiche” del nostro Paese. Il premio riguarda la capacità di un’azienda di adottare politiche, strategie e pratiche che favoriscono l’innovazione e si aggiunge ai numerosi altri riconoscimenti ottenuti dall’azienda quest’anno. Solo recentemente, Mars Italia si è qualificata al 4° posto tra i Best Workplaces for WomenTM, la classifica redatta dal Great Place to Work® Institute che valuta l’ambiente di lavoro sulla base dell’opinione della popolazione femminile. Sempre quest’anno, l’azienda ha tenuto salda la propria posizione ai vertici della classifica Best WorkplacesTM, nella quale viene inclusa da oltre 10 anni. Quest’anno infatti l’azienda ha ottenuto il 3° posto nella categoria Medium Enterprises e mantenuto il 1° posto tra le aziende del largo consumo. Nell’ultima edizione, inoltre, Mars Italia ha portato a casa il Premio Sviluppo, uno speciale award sulla crescita professionale che, come recita la motivazione ufficiale del Great Place to Work® Institute, premia Mars Italia “per la propria capacità di ispirare ogni persona a raggiungere il suo pieno potenziale attraverso opportunità, risorse e politiche all’avanguardia messe al servizio di tutti gli Associati, veri protagonisti del proprio sviluppo e della propria carriera”. La bontà delle scelte e delle politiche dell’azienda è stata ulteriormente confermata dai risultati ottenuti anche all’estero: di recente, Mars si è infatti classificata al 2° posto nella classifica Best Multinational Workplaces in Europa. Tanti risultati con un denominatore comune: l’apprezzamento degli Associati, così vengono chiamati i dipendenti in Mars. A rendere infatti ancora più speciale questi riconoscimenti è la consapevolezza che si basino sull’opinione diretta delle persone, che riconoscono il successo delle scelte e delle politiche aziendali. Questo riconoscimento premia infatti la capacità dell’azienda di mettere al centro i bisogni delle persone, creando un ambiente di lavoro che metta tutti nelle condizioni di lavorare al meglio e mettendo in atto politiche volte a sostenere il talento di ogni Associato.L’ultimo premio riguarda proprio la capacità di innovare, che in Mars prende diverse forme. L’azienda investe continuamente in tecnologie di ultima generazione e politiche innovative per snellire i processi operativi, consentendo così di ‘liberare’ tempo che possa essere reinvestito in attività che puntano al benessere della persona e ad una sua formazione continua. Al bando la telefonia fissa, che lega alla propria postazione, rimpiazzata dalla dotazione di un telefono cellulare di ultima generazione per tutti gli Associati. Così come al bando la timbratura in uscita dall’ufficio, ulteriore dimostrazione della flessibilità organizzativa, che favorisce un miglior equilibrio tra vita privata e lavorativa.Anche nell’ambito del benessere delle persone, l’azienda conferma la capacità di innovarsi ed innovare. Da quest’anno, Mars Italia ha istituito una piattaforma che consente agli Associati di costruire un pacchetto personalizzato scegliendo tra un’ampia offerta di servizi messi a disposizione dall’azienda e accessibili attraverso un meccanismo di conversione del premio di risultato. Si tratta di servizi che agevolano ulteriormente la conciliazione tra vita lavorativa e impegni personali e che vanno dal benessere, all’intrattenimento, all’assistenza sanitaria, al sostegno al reddito, all’assistenza a familiari anziani o non autosufficienti, alla previdenza integrativa, fino alle spese di istruzione. Accanto a smart working, orario flessibile, agevolazioni in tema di mobilità e uffici pet friendly in cui è consentito portare il proprio cane, c’è anche la possibilità di assentarsi dal lavoro per assistere i figli, i genitori anziani o disabili in caso di malattia o visita medica. Oltre a importanti agevolazioni in tema di salute e sicurezza: la possibilità di partecipare ad un corso di guida sicura, le polizze a tutela della salute delle persone, il vaccino antinfluenzale offerto annualmente a tutti, la possibilità di sottoporsi ad un checkup gratuito per chi ha compiuto i 50 anni e di usufruire di convenzioni con centri medici.Nell’azienda l’innovazione passa poi anche da un percorso di carriera personalizzato: in Mars ogni Associato può sviluppare il proprio piano di crescita personale anche attraverso l’affiancamento di manager d’eccellenza formati allo scopo, la possibilità di usufruire della Mars University, il portale online di Mars dedicato alla formazione, un programma di job rotation e la possibilità di prendere parte ad esperienze di respiro internazionali.Questa strategia di Mars continua a dare ottimi risultati e a confermare la propria efficacia anche come leva strategica, che garantisce all’azienda un vero e proprio vantaggio competitivo e che ha permesso di raggiungere la crescita che l’azienda sperimenta ormai da 4 anni consecutivi.

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Festival dell’innovazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Londra 18 e 19 Luglio il centro espositivo “Old Truman Brewery” – tra le più prestigiose convention del settore digitale e del tech che ospiterà più di 5000 partecipanti (imprenditori, investitori, dirigenti aziendali, ecc.) da ogni parte del mondo con oltre 100 relatori e 200 espositori.
Tra gli ospiti anche la modenese Pikkart, leader nella realizzazione di soluzioni che sfruttano la realtà aumentata, la computer vision, l’intelligenza artificiale e il deep learning, scelta al pari di altre startup e PMI italiane dalla selezione coordinata dall’Agenzia ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero) come avvenuto di recente per lo StartUp Village di Skolkovo (Russia). La partecipazione al festival assume un’importanza particolare poiché il Regno Unito si posiziona al primo posto tra gli investitori globali in Europa e al quinto tra quelli internazionali dopo Cina, USA, India e Brasile, mentre è il terzo cluster mondiale dopo San Francisco e New York per numero di investimenti di venture capital. Ad UnBound 2018 l’attenzione sarà focalizzata sulle ultime tendenze e servizi in materia di innovazione che riguardano il mondo digitale. Ragione che porterà Pikkart a presentare – in occasione della due giorni londinese – i prodotti Pikkart-AR Discover e Pikkart AR-Logo. Il primo è la più recente evoluzione della Realtà Aumentata, alla quale si uniscono le potenzialità del riconoscimento visuale: si tratta, dunque, di un software in grado di riconoscere, da pochissime foto scattate in loco, oggetti e luoghi in contesto, ed agganciare loro contenuti in Realtà Aumentata come schede informative, foto, video e modelli 3D. Un tipo di soluzione adatta ad essere applicata in contesti indoor ed outdoor, come gallerie commerciali, stazioni, aeroporti, nell’industria 4.0, nel turismo, nei musei e nei Beni culturali. Il secondo, Pikkart AR-Logo, è un prodotto brevettato e unico a livello mondiale che permette di associare contenuti digitali diversi a più copie della una stessa immagine. Premiata lo scorso anno dall’Unione Europea con il prestigioso Seal of Excellence, trova applicazione dal marketing al settore museale.

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Innovazione delle micro e piccole imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 giugno 2018

Torino. L’iniziativa nasce dalla Città metropolitana di Torino attraverso il consigliere delegato alle attività produttive Dimitri De Vita, impegnato in un progetto per migliorare il grado di innovazione delle micro e piccole imprese del territorio attraverso la ricerca di investimenti diretti nel loro capitale. “Le micro e piccole imprese – dice De Vita – guidano i processi di innovazione: lavoro alla costruzione di un fondo, ad oggi non ancora attivo, che permetta loro di ricevere investimenti finalizzati all’acquisto di prodotti o servizi forniti dagli Atenei torinesi ma anche da da imprese innovative, purché abbiano sede operativa nel territorio della Città Metropolitana di Torino”.
Per il consigliere di Città metropolitana De Vita, è necessario superare la logica della concessione di fondo perduto: “Dobbiamo andare verso investimenti diretti nel capitale di micro e piccole imprese. Per questo ho pensato alla costituzione di un apposito fondo di private equity, che chiameremo “Innometro” . Otterremmo un duplice vantaggio perché le micro e piccole imprese che non sono di norma il target dei capitali di rischio potrebbero così perfezionare le proprie conoscenze rispetto ai rapporti con il mercato dei capitali di rischio (un mercato che assume sempre più importanza a livello nazionale ed europeo), ma allo stesso tempo la Città Metropolitana di Torino sperimenterebbe per la prima volta una metodologia innovativa di supporto al sistema economico locale, rafforzando le proprie competenze in materia tecnico finanziaria e la propria capacità di dialogo nei rapporti pubblico privati”.
De Vita ha già presentato il progetto alla Regione Piemonte incontrando l’assessore Giuseppina De Santis, al Rettore del Politecnico Guido Saracco, alla Cna Artigiani; sono in programma incontri con le fondazioni bancarie e naturalmente con gestori di fondi. “Il nostro obiettivo – conclude De Vita – è fare rete anche sul piano finanziario e non procedere da soli”. Il fondo Innometro si configurerà come fondo di private equity aperto, di investimento pubblico/privato, per investire in operazioni di sviluppo realizzate da micro e piccole imprese con sede operativa nel territorio metropolitano torinese. Il private equity è un’attività finanziaria attraverso la quale un investitore istituzionale rileva quote di una società acquisendo azioni esistenti ed apportando nuovi capitali.

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L’innovazione friulana si afferma in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Grande interesse per l’offerta economica innovativa delle imprese friulane in Cina, dove si trova in questi giorni una delegazione formata da una decina di aziende del territorio per la missione-studio organizzata dalla Camera di Commercio e da Confindustria Udine, in collegamento con le attività avviate dalla Regione Fvg. Con i presidenti Giovanni Da Pozzo e Anna Mareschi Danieli, nel viaggio d’affari ci sono Engen Meccanica con Cristina Mattiussi, il Gruppo Luci rappresentato da Jacopo Luci, Meccanotecnica con Nicola Collino, Mechanics srl con Giulio Fornasiere, Quin con Fabio Valgimigli, Saitel con Dino Feragotto, Serrametal con Giuseppe Vesca e The Next con Kevin Feragotto.«L’obiettivo di questa visita ricca di appuntamenti con le massime istituzioni e realtà economiche di Pechino e Shanghai – ha commentato il presidente Da Pozzo – è conoscere un territorio in cui si stanno creando sempre più spazi di azione, con un focus puntuale sul digitale, in una sinergia fra il programma di Impresa 4.0 e il progetto Made in Cihina 2025, lanciato nel 2015, che punta a trasformare la “fabbrica del mondo” cinese in una fucina di innovazione, di produzioni automatizzate ad alto valore aggiunto e tecnologie produttive avanzate. In questi primi incontri sono rimasto particolarmente colpito dall’apertura e dall’interesse verso le nostre piccole e medie industrie, che possono esprimere qui un grande potenziale soprattutto per le capacità di innovazione, professionalità, ecologia, qualità».
Come ha evidenziato anche la presidente Mareschi Danieli «con il piano Made in China 2025, la Cina passa dalla produzione di massa a bassa qualità a quelle tecnologicamente innovative. Cosa fare? Collaborare, perché è una grande opportunità, investendo in ricerca e innovazione per essere sempre un passo avanti a loro. La nuova economia con il Programma Made in China 2025 aprirà le porte a molteplici opportunità bidirezionali tra i due Paesi. La Cina si sta aprendo al mercato globale: su questo dobbiamo concentrarci per cogliere subito ogni opportunità per le imprese italiane di svilupparsi in Cina. Il tutto, in un’ottica win win per sviluppare una manifattura sostenibile. La missione in corso, per quanto riguarda Confindustria Udine, ha proprio questo obiettivo: accompagnare ed accreditare le nostre aziende nei confronti di qualificati interlocutori istituzionali e imprenditoriali cinesi».Il programma della delegazione friulana in Cina, reso possibile dalla collaborazione col sistema Italia in Cina, in primis l’Agenzia Ice, è fitto di incontri: gli imprenditori hanno partecipato a un approfondimento sulle specificità del business in Cina, anche dal punto di vista della tutela della proprietà industriale, degli investimenti, delle peculiarità doganali e della business etiquette, con un particolare focus sul sistema ricerca e sviluppo cinese, e hanno quindi cominciato gli incontri istituzionali. Innanzitutto alla China Chamber of Commerce for Machineries and Electronics, dove hanno conosciuto anche imprese cinesi, quindi alla China Chamber of International Commmerce e China Machine Tool and Toolbuilder’s Association. Dopo di che, una nutrita serie di visite ad aziende locali, tra Pechino e Tianjin. Giovedì il trasferimento a Shanghai, dove proseguiranno, con la collaborazione di Danieli China, gli approfondimenti con le principali autorità economiche e dell’innovazione e le visite aziendali, con particolare attesa per quella al Parco Industriale e al Data Centre. La visita a Shanghai è stata studiata anche come anticipazione edizione di China InternatImport Expo (CIIE), che si terrà dal 5 al 10 novembre nel padiglione Italia al National Exhibitioand Convention Center di Shanghai. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane.

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Presentazione dell’innovazione digitale e due nuovi canali radiofonici

Posted by fidest press agency su domenica, 3 giugno 2018

Roma Mercoledì 6 giugno ore 11.30 Sala A Via Asiago, 10  Conferenza stampa per la presentazione di R(ADIO)EVOLUTION Rai Radio presenta l’innovazione digitale e due nuovi canali radiofonici. Interverranno: Mario Orfeo – Direttore Generale Rai Roberto Sergio – Direttore Rai Radio Gerardo Greco – Direttore Radio1Paola Marchesini – Direttore Radio2

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L’innovazione della customer experience del settore banking richiede una rete aziendale flessibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Di Gabriel Schild, Executive Director Digital Business Transformation di Verizon Enterprise Solutions. Al giorno d’oggi la richiesta di una maggiore evoluzione nelle aziende progredisce costantemente. Questa richiesta perviene non soltanto dagli odierni consumatori digitali con una fame insaziabile di una customer experience consolidata e flessibile, ma anche dai crescenti bisogni delle aziende. Una regolamentazione inflessibile, una forte concorrenza di mercato ed il bisogno di immettere nuove tecnologie nei servizi e nelle strategie di business stanno trasformando le aziende in un modo mai visto fino ad ora. E’ il momento della trasformazione della customer experience (CX), in un’era che richiede un ripensamento circa le organizzazioni, che devono diventare “aziende flessibili”.
Quindi, quale tipo di tecnologia di rete è in grado di adattarsi rapidamente alle continue evoluzioni pur sostenendo questo “pensiero equilibrato”? La tecnologia software defined network, appositamente pensata per gestire le applicazioni e controllare il flusso di dati a seconda del diverso tipo e della loro funzione si sta evolvendo, e sta spingendo sempre più in là le potenzialità delle reti flessibili. La tecnologia software defined network, adesso è in grado di analizzare i dati delle applicazioni quasi in tempo reale, e di fornire dei sensibili miglioramenti logici nel processo di elaborazione. In sintesi, la rete stessa si sta adattando alla differente domanda di mercato per una migliore customer experience. Il futuro ha in serbo una rete basata sul “pensiero equilibrato” che consiste nell’abilità di pensare in modo autonomo e multidimensionale, e prevedere i cambiamenti necessari affinché possa evolvere, e non soltanto quelli basati sulla domanda di rete, ma anche sulla domanda dei consumatori per una migliore customer experience. L’evoluzione di queste reti rappresenta un cambiamento radicale in questo settore.Prima che la trasformazione digitale diventasse un tema centrale in questo campo, le organizzazioni in ambito servizi finanziari concentravano la maggior parte dei propri sforzi sull’acquisizione di dati relativi ai trend dei propri clienti attraverso sondaggi e focus group. I dati raccolti, non venivano utilizzati con il solo scopo di strutturare gli investimenti nei programmi di marketing, ma anche per gli investimenti in tecnologie che comprendessero nuove modalità di raggiungere i propri clienti.
Mentre da un lato flessibilità e velocità applicate ai processi di business sono ancora essenziali, la gestione dei rischi legati alla sicurezza nelle aziende flessibili non è mai stata così importante. Il diffondersi dell’ombra digitale veicolato dall’esplosione nel mercato delle grandi funzioni e possibilità dell’Internet of Things ha creato una superficie di attacco quasi illimitata per le violazioni informatiche. Poiché una imponente quantità di dati viene raccolta dai vari dispositivi, processata e presentata al fine di creare una migliore customer experience, il rischio potenziale di falle nei protocolli di sicurezza diventa più alto. Come parte di una più ampia strategia di customer experience, le organizzazioni hanno bisogno di fare un passo indietro, guardare in una prospettiva più ampia i propri processi di sicurezza, e valutare se la strategia attuale del proprio programma di sicurezza sia sufficientemente ampia. E’ abbastanza sicura per i cambiamenti che sono stati recentemente apportati all’ azienda? Quale possibile impatto può avere per gli stakeholder interni coinvolti nello sviluppo del processo di trasformazione della customer experience? L’attuale programma di sicurezza in vigore in un’organizzazione supporta la loro visione? Questi interrogativi rendono evidente la necessità, per le organizzazioni che operano nel settore della sicurezza, di essere maggiormente proattive come parte integrante del team di Customer Experience, prendendo parte ai progetti futuri che possano soddisfare sia il bisogno di sicurezza dei clienti, sia il loro desiderio di una customer experience più articolata. (abstract)

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Ipsen annuncia i risultati del primo trimestre 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Il gruppo bio-farmaceutico globale focalizzato sull’innovazione e sulla Specialty Care, ha annunciato i risultati del primo trimestre 2018.
• Aumento delle vendite del 23,1% guidato da una crescita del 27,4% della Specialty Care, che riflette il ritmo continuo di vendita di lanreotide e l’incremento del contributo derivante dal lancio di cabozantinib e irinotecan liposome.
• Nel primo trimestre il fatturato consolidato ha raggiunto i 510,3 milioni di euro (a tassi di cambio costanti).
• Le previsioni per il 2018, confermate dalle forti vendite del primo trimestre, indicano una crescita superiore al 16% con margine operativo maggiore del 28% sui ricavi netti.
David Meek, Chief Executive Officer di Ipsen, ha dichiarato: “Il primo trimestre del 2018 evidenzia un buon inizio d’anno. La Specialty Care ha guidato la crescita delle vendite del Gruppo grazie alla for-te e costante spinta di lanreotide e alla performance dei lanci di cabozantinib e irinotecan. Durante questo periodo abbiamo anche fatto notevoli progressi per espandere il potenziale mercato di cabo-zantinib, che ulteriormente rafforza la sua presenza in Oncologia. Rimaniamo ora focalizzati sullo svi-luppo del nostro portfolio commerciale e sull’identificazione di nuove opportunità di business per so-stenere la nostra crescita a lungo termine”.

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Robotica e Scienze della Vita nell’ecosistema dell’innovazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Roma dal 16 al 18 aprile presso l’Ateneo e in Campidoglio. Alla dodicesima edizione collaborano Lazio Innova (main partner), TIM, Olivetti, Enea, MSD Italia, Unindustria, Masmec e Inail. Tra i media partner Radio Rai 1 e Studenti. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio di Roma Capitale, Assessorato Roma Semplice, Regione Lazio e Ambasciata americana in Italia.
Giunta alla sua dodicesima edizione, la RomeCup conferma la formula di successo del multi evento: area convegnistica con conferenze, talk interattivi e di orientamento per le scuole e contest creativi universitari; area espositiva con prototipi realizzati da studenti, centri di ricerca, università, aziende e startup; laboratori e competizioni di robotica con selezione delle squadre italiane che parteciperanno ai mondiali di robotica in Canada (Robocup Junior).
Per la prima volta, con il contributo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, la RomeCup propone un focus su scienze della vita, robotica e innovazione, coinvolgendo la filiera produttiva delle bioscienze, uno dei comparti di eccellenza dell’economia laziale. In collaborazione con Lazio Innova, l’evento Strategy Digilife Workout coinvolge Pmi e grandi aziende, start up innovative, spin-off, università, centri di ricerca, ospedali, centri di cura e scuole in una sfida di open innovation per stimolare un dialogo creativo e strategico tra i diversi attori e mettere a fattor comune risorse ed eccellenze del settore.
Nel 2017 hanno partecipato alla RomeCup 142 team di studenti, provenienti da 16 regioni italiane e 2 paesi europei. Oltre 3.500 i visitatori dell’area espositiva e dei laboratori didattici. 25 i relatori che hanno animato conferenze, tavole rotonde e talk interattivi. Per l’edizione 2018 sono previsti oltre 5.000 visitatori. All’iniziativa intervengono l’Università Sapienza di Roma, l’Università degli studi di Roma Tor Vergata e l’Istituto di Bio-Robotica dell’Università Sant’Anna di Pisa. In connessione con la RomeCup 2018 i progetti Make:Learn:Share:Europe (Erasmus+), Mathisis (Horizon 2020) e Mix User Experience – MUX in collaborazione con il Palazzo delle Esposizioni. http://www.mondodigitale.org

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L’azienda che produce innovazione

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

Bologna Martedì 27 marzo dalle ore 17:30 alle ore 20:00 c/o Scrambler Ducati Food Factory, – Via Stalingrado 27/6. Innovazione aziendale non è necessariamente tecnologia, ma anche innovazione organizzativa e delle competenze, è su questo concetto che si basa l’Open Organization. L’azienda open è più efficiente, più rapida, più capace di soddisfare i clienti.
Il dibattito aperto coinvolgerà Stefano Gallotti – Scrum Master ING BANK Italia che racconterà l’esperienza open che ING BANK ha intrapreso da qualche tempo e che sta portando nuova linfa alle persone che ci lavorano in questa azienda e ai risultati in termini di performance anche economiche. Il gruppo bancario ha spostato la sua organizzazione tradizionale in un modello “agile” ispirato a società come Google, Netflix e Spotify. Il nuovo approccio di ING ha già migliorato il “time-to-market”, rafforzato l’impegno dei dipendenti e aumentato la produttività.
Paolo Bruttini – Presidente Forma del Tempo, nonché organizzatore dell’evento, con il suo team ha messo a punto un metodo per far diventare un’azienda open. Cosa deve fare un’azienda per andare in questa direzione? Bruttini parlerà, tra le altre cose, di alcuni step imprescindibili per il cambiamento Open. Sarà anche l’occasione per presentare una nuova professionalità lavorativa: l’Open Agent, colui che connette saperi e culture diverse.
L’Open Agent sa parlare i linguaggi di diverse tribù aziendali, capendo che aria tira, quali sono i crucci e le scoperte e mettendole in connessione. L’Open Agent favorisce l’autoorganizzazione. Lui non è un capo, semmai facilita i lavori di progetto. “Il metodo che abbiamo messo a punto in questi anni di ricerca, – racconta Bruttini – , ha ben chiara una cosa: non può esserci cambiamento se non lo si sogna, lo si prova, lo si discute, lo si cambia, lo si negozia, lo si tenta, lo si sbaglia. Non può esserci cambiamento se non si innesca un processo collettivo di comprensione ed adattamento.“Per partecipare è necessaria la registrazione su http://www.openorganization.it
Forma del Tempo è una società di consulenza dedicata al cambiamento organizzativo e all’innovazione, attiva sul mercato nazionale dal 1996. Gestisce la complessità e il cambiamento all’interno delle aziende, con la consapevolezza che generare valore oggi significa investire su due asset fondamentali: la crescita del Capitale Umano e lo sviluppo del Capitale Sociale.

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Clima: tagli più ampi alle emissioni di CO2 e finanziamenti per l’innovazione a basse emissioni

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Philippine climateStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Nuove regole UE per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra, attraverso il Sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS) saranno sottoposte a votazione finale martedì. Il progetto di legge, sul quale c’è già un accordo informale con i ministri dell’UE, prevede che la quantità totale di emissioni che le imprese UE possono produrre, messe all’asta ogni anno nel sistema ETS, sia ridotta più rapidamente. Inoltre, la capacità della riserva di stabilità del mercato ETS verrebbe raddoppiata con lo scopo di eliminare le quote di emissioni in eccesso e quindi di non far crollarne il prezzo.Per promuovere l’innovazione a basse emissioni di carbonio, la legge istituirebbe un “fondo di modernizzazione” per contribuire a migliorare i sistemi energetici degli Stati membri a basso reddito e un “fondo di innovazione” per sostenere le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e i progetti sull’innovazione a basse emissioni.Il sistema ETS dell’UE introduce una soglia massima alla quantità totale di gas a effetto serra che può essere emessa dai settori interessati dal sistema. All’interno di tale soglia, le imprese UE ricevono o acquistano “quote di emissioni” (ovvero permessi di emissione di CO2) che possono, se necessario, scambiare tra loro.La Commissione ha pubblicato il 15 luglio 2015 la sua proposta relativa alla fase IV dell’ETS. La proposta mira a conseguire l’obiettivo “minimo” UE di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% per il 2030, proteggendo allo stesso tempo l’industria europea dal rischio di “rilocalizzazione” (ovvero lo spostamento delle industrie inquinanti in Paesi terzi con limiti meno rigorosi) e promuovendo l’innovazione e la modernizzazione dell’industria e del settore energetico dell’UE nel corso dei dieci anni successivi al 2020.

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Le 5 innovazioni tecnologiche che rivoluzioneranno il 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

polo tecnologico1Milano (MI) 3 gennaio 2018– Il 2018 è appena all’inizio, ma si sta già delineando come l’anno che scombinerà le carte in gioco nella tecnologia. Tra le tendenze tecnologiche su ci si aspettano grandi novità nel prossimo anno, Cisco ne indica 5, da tenere d’occhio e su cui investire.
1. Mettere i dati al lavoro. Le aziende oggi raccolgono più dati di quanto un cervello umano potrebbe elaborare in una vita (spesso anche considerando più persone). Per questo Cisco realizzato soluzioni basate sull’apprendimento automatico per raccogliere e analizzare i dati, da qualsiasi luogo. Tutto per aiutare i propri clienti a fare le cose al meglio. Qualche esempio? Le banche possono individuare e risolvere i problemi con le loro app mobile prima di chiamare gli utenti. I musei possono vedere quali attrazioni vengono visitate più frequentemente. E l’elenco può continuare. Nel 2018 molti altri nuovi esempi daranno prova del limite a cui l’immaginazione umana può tendere.
2. Re-inventare il funzionamento delle reti.Nel corso degli ultimi 30 anni, le reti hanno funzionato più o meno allo stesso modo. Per gestirle era necessario un esercito IT che programmasse manualmente le reti. Ora non più: nel 2018 amministrare le reti non sarà più manuale, perché le reti intuitive saranno in grado di programmarsi da sole. Il passaggio da manuale ad automatico è già a buon punto, nelle nostre reti. Pensando alla rete come un’auto, fino ad ora per procedere doveva esserci qualcuno al volante. Ma una rete intuitiva è come un’automobile a guida autonoma. Una volta definita la destinazione, l’auto sa come arrivare. È necessario allestire la rete in un nuovo edificio? La rete configurerà automaticamente le macchine e le collegherà nel modo giusto. In millisecondi, non più in ore, senza che nessuno debba spostarsi o farlo manualmente.
3. Assistenti virtuali automatizzati. Oggi, agli assistenti virtuali si chiede di mostrare le previsioni del tempo, o le indicazioni stradali. Il punto è che bisogna chiederlo. Ma se non lo facessimo? Nel 2018, gli assistenti virtuali saranno abbastanza intelligenti da capire ciò di cui le persone hanno bisogno prima che gli venga comunicato. Per esempio, entrando in una sala riunioni ‘intelligente’, la smart room è in grado di comprendere dal cellulare chi è entrato nella stanza. Dopodiché lo strumento di videconferenza interagisce con l’agenda dei presenti e avvia la riunione, perfettamente puntuale. La stanza inoltre si accorge che sono entrate poche persone e alza la
temperatura di un paio di gradi, per rendere la permanenza più confortevole. Così è possibile concentrarsi sulla riunione, senza perdere tempo a cercare un maglione. Questo è il potere degli
assistenti automatici: tutti dispositivi e i sensori che parlano tra loro in background per far accadere le cose giuste al momento giusto. Sembra fantascienza, ma è già una realtà. E nel 2018 sarà ancora più diffusa.
4. Dieci, cento, mille cloud. Non si tratta più di cloud al singolare. Si tratta di accedere a dati e applicazioni su qualsiasi cloud, di volta in volta quello che funziona meglio. E di poterli spostare a
piacimento. In tutta sicurezza.Chi preferisce un cloud privato nel proprio Data Center. Chi preferisce un cloud pubblico. Qualsiasi cloud. Oppure anche un mix di varie soluzioni. Ora è possibile gestire
e proteggere i dati ovunque, indipendentemente dall’utilizzo di un cloud o di un centinaio di cloud.
Il 2018 sarà l’anno in cui i dati saranno memorizzati ovunque si desidera. Sarà possibile adottare un cloud privato nel data center. Oppure optare per i cloud pubblici di Microsoft, Amazon e Google. Ma
anche fare un misto di tutte le opzioni. Più ampia è la scelta, meglio è. Perché i dati saranno protetti, gestiti e orchestrati in modo efficace, indipendentemente dal fatto che si stia usando un cloud o un centinaio di cloud.
5. Sicurezza integrata in tutto Non si tratta di ‘sicurezza su tutto’ o ‘sicurezza ovunque’. La parolina ‘embedded’ che sta in mezzo è davvero importante. Nel 2018, sarà possibile integrare la sicurezza in tutto ciò che si fa. Le soluzioni di cybersecurity osservano il comportamento delle persone o delle cose, imparano i modelli, e ricevono o inviano avvisi se si verificano dei cambiamenti. Questo aiuta le aziende a rilevare violazioni della sicurezza prima che si verifichino. O almeno a rispondere più rapidamente. “Osservandole con attenzione, queste tendenze sono tutte strettamente correlate tra loro,” conclude Degradi. “Non vanno pensate come tendenze separate. Sono una piattaforma digitale, che può essere la base per migliorare un po’ tutto. Le aziende che vogliono prosperare nell’era digitale sono quelle che le padroneggeranno tutte e cinque.”

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Presentazione del volume “Vision and Trends of Social Innovation for Europe”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

europa comunitaria1Innovazione e benessere dell’individuo: sono i temi al centro di “Vision and Trends of Social Innovation for Europe” il volume di Filippo Addarii e Fiorenza Lipparini (fondatori di PlusValue) presentato presso la sala stampa della Camera dei Deputati dall’onorevole Antonio Palmieri (FI) coordinatore Intergruppo Parlamentare per la sussidiarietà. Lo studio pubblicato per la direzione generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea ha come obiettivo di fare un bilancio dell’efficacia delle politiche e dei programmi di finanziamento europei a supporto dell’innovazione sociale dell’ultimo decennio e di proporne una rinnovata visione che possa orientare il prossimo decennio di programmazione. Secondo gli autori, per essere rilevante rispetto alla complessità e all’urgenza delle sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare, la nuova strategia europea per l’innovazione sociale dovrà essere incentrata sul benessere dell’individuo, sistemica e fortemente politica.
afferma Filippo Addarii autore di Vision and Trends of Social Innovation for Europe.
Al termine della presentazione si è anche parlato dei rischi che corre l’Italia quando lascia andare all’estero idee e risorse che potrebbe invece valorizzare al suo interno. Sarebbero circa 35 i miliardi di euro persi dall’Italia, a favore della Gran Bretagna, con l’emigrazione oltremanica di 700mila italiani dall’inizio della crisi economica. conclude a margine dell’incontro Filippo Addarii.Alla presentazione oltre a Filippo Addarii e Fiorenza Lipparini di Plus Value, e all’onorevole Antonio Palmieri, sono intervenuti Nadia Boschi Head of Sustainability Lendlease Italia e Riccarda Zezza AD di Life Based Value – Maternity as a Master.

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