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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘innovazione’

19° edizione del PNI – Premio Nazionale per l’Innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

Roma 30 novembre e il 3 dicembre 2021 l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” ospiterà la due giorni dedicata alle migliori idee di impresa hi-tech nate dalla ricerca accademica, provenienti da 16 regioni italiane. «La scelta di organizzare quest’anno a Roma, all’Università di “Tor Vergata”, il PNI – ha dichiarato il Rettore Orazio Schillaci – è testimonianza ulteriore della volontà di dare concretezza al valore della ricerca e dell’università per il progresso sostenibile, in un momento cruciale per la ripresa del Paese e dell’Europa. Si tratta di un’occasione importante anche per il confronto e la progettualità sui temi della cooperazione tra università e imprese, argomento urgente per il Paese e tra le priorità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.» Un percorso generativo unico a livello locale e nazionale, quello del PNI, che l’OCSE (Report, 2019) ha riconosciuto come best practice per la sua capacità di mettere in rete i network locali – enti pubblici, investitori, imprese dei territori e le 51 università aderenti al circuito – per la promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità accademica. Dalla prima edizione, svoltasi nel 2003, il PNI ha selezionato e accompagnato al mercato 899 startup, circa 50 l’anno: «Un contributo strategico in innovazione e sostenibilità per uno sviluppo omogeneo delle regioni e dell’intero Paese – ha sottolineato la professoressa Paola Paniccia, coordinatrice per l’Ateneo di “Tor Vergata” del PNI 2021 e di Start Cup Lazio – che ci consente di poter affermare che grazie alla ricerca italiana ai giovani talenti possiamo costruire un futuro che sia davvero migliore per tutti.» Info e programma https://www.pnicube.it/pni-2021.

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Il Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI) approda per la prima volta nel Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

Roma Il 30 novembre e il 3 dicembre 2021 l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” ospiterà la due giorni dedicata alle migliori idee di impresa hi-tech nate dalla ricerca accademica, provenienti da 16 regioni italiane. Vale oltre 11 miliardi di euro la componente “Dalla ricerca all’impresa” della missione 4 del PNRR dedicata a Istruzione e Ricerca, che si pone l’obiettivo di “innalzare il potenziale di crescita del sistema economico”, rafforzando i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni. «Un’irripetibile opportunità di sviluppo che anche la rete degli incubatori universitari è determinata a cogliere – ha sottolineato il Presidente di PNICube Alessandro Grandi nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – D’altronde, sostenere la nascita di imprese ad alto contenuto di innovazione, diffondere la cultura d’impresa in ambito accademico e favorire il rapporto tra ricercatori, aziende e finanza, sono da sempre le finalità del Premio Nazionale per l’Innovazione, e le startup nate dalla ricerca aiutano il Paese a rispondere alle sfide del presente e a costruire il futuro.» E proprio “Dalla ricerca all’impresa per un futuro sostenibile” sarà il tema dell’edizione 2021 della più importante e capillare business plan competition d’Italia, PNI, promossa dall’Associazione Italiana degli Incubatori Universitari – PNICube, che l’Ateneo di “Tor Vergata” organizza quest’anno a Roma il 30 novembre e 3 dicembre in un momento decisivo per il Paese, grazie al sostegno di Regione Lazio, Lazio Innova, Unindustria, con la main partnership del Gruppo Iren e la main sponsorship di Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Gilead Sciences.PNI 2021 si svolgerà in modalità mista in 2 giornate: martedì 30 novembre (dalle 10 alle 17:30), online, e venerdì 3 dicembre (dalle 09:30 alle 13:30), in presenza nell’Ateneo di “Tor Vergata” e in streaming. Nell’area virtuale Innovation Expo aziende, investitori e “open innovator” nazionali e internazionali potranno accedere agli stand dei migliori progetti d’impresa innovativa, con i quali sarà poi possibile approfondire opportunità di business iscrivendosi alle sessioni di Business Match. Nel corso delle due giornate, si terranno numerosi panel di riflessione e confronto sul ruolo dell’università nel passaggio “dalla ricerca all’impresa” all’interno del nuovo contesto socio-economico creato dalla pandemia, e nel quadro degli obiettivi del PNRR. Il 3 dicembre (9:30-13:30), invece, andrà in scena – anche in streaming – la sfida finale e la cerimonia di premiazione. Entrambe le giornate sono aperte al pubblico attraverso la piattaforma “unitorvergata-pni2021.ibrida.io”.Gli oltre 60 finalisti provenienti da tutta Italia si contenderanno 4 premi settoriali di 25.000 euro ciascuno – IREN Cleantech&Energy, ICT, Industrial e Life Sciences-MEDTech – e il titolo di vincitore assoluto del PNI 2021, che garantirà all’istituzione accademica di provenienza la Coppa Campioni PNI. Novità di quest’anno, l’istituzione di due Premi Speciali promossi dall’Ateneo di Roma “Tor Vergata” per la Migliore startup innovativa sociale, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center, e per la Migliore startup innovativa giovani, in collaborazione con Gruppo Giovani Imprenditori Unindustria. Saranno inoltre assegnati il Premio LIFTT Innovation Contest, il Premio Mito Technology “PoC of the Year di Progress Tech Transfer” e il Premio Unicredit Start Lab. Info e programma https://www.pnicube.it/pni-2021

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Una Masterclass per rendere le Donne protagoniste dell’innovazione

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Livorono. L’11 e il 12 novembre (Grand Hotel Palazzo a Livorno, in Viale Italia 195) Daxo WomenLab realizzerà la Women 4.0 Masterclass Esperienziale Empowerment e Leadership delle donne nella 4° Rivoluzione Industriale. Due giornate di formazione dove vivere una esperienza unica di crescita personale e professionale. Attraverso esercitazioni e laboratori personali e di gruppo, le donne potranno sviluppare un nuovo mindset e competenze digitali, comportamentali, manageriali e strategiche in ottica Industria 4.0. Le esercitazioni e le esperienze individuali e di gruppo saranno al centro del percorso. L’incontro è rivolto a tutte le donne, indipendentemente dal settore nel quale operano e dal ruolo che ricoprono, perchè la quarta rivoluzione industriale interessa tutti gli ambiti e impone un miglioramento continuo, personale e organizzativo, fondamentale per adattare costantemente il proprio ruolo professionale al cambiamento in atto. Le professioni di alto livello, oltre alle competenze digitali richiedono anche le cosiddette soft skill: lavorare in multitasking, collaborare piuttosto che competere, costruire e valorizzare le reti sociali, mettere in gioco l’intelligenza emotiva per generare ambienti di lavoro empatici e adattarsi con flessibilità alle nuove funzioni lavorative richieste dall’innovazione e dalla nuova visione 4.0. «Si aprono concrete opportunità per le donne che sapranno fare proprie le nuove competenze digitali e soft e che riusciranno a trasformare i loro talenti in nuovi servizi e nuovi modelli di business supportati dalle tecnologie per diventare artefici della trasformazione in atto», ha dichiarato Darya Majidi, imprenditrice tech, presidente dell’Associazione Donne 4.0 nonché Ceo e owner di Daxolab, coworking, acceleratore ed incubatore di imprese che ha dato vita a una quindicina di startup innovative e oggi ospita un eco sistema di professionisti, PMI e grandi aziende. «Nonostante le nuove opportunità, le donne sono tuttora sottorappresentate nelle nuove tecnologie e non sono sufficientemente presenti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, delle start-up digitali e dei prodotti ad alta tecnologia. Per superare questo digital gender gap, è necessario favorire percorsi di crescita e carriera per le donne, sviluppare in loro leadership e consapevolezza e offrire strumenti di re-skill e up-skill per l’industria 4.0 e per incrementare la loro presenza nello sviluppo di piattaforme tecnologiche». Daxo WomenLab è la Business Unit di Daxo Group dedicata all’empowerment delle donne per l’industria 4.0. Affianca imprenditrici, manager e professioniste nello sviluppo delle skills e della cultura del digitale e della leadership, con percorsi e laboratori esperienziali di reskilling e upskilling, utili per individuare la strada da percorrere per lo sviluppo personale e professionale. Per maggiori informazioni: http://www.womenlab.it

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Agricoltura e innovazione tecnologica

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

L’intervento della Commissaria Ue alla salute Stella Kyriakides all’Europarlamento di Strasburgo ha confermato che l’Europa intende puntare con forza sulle nuove tecniche genetiche per accelerare la transizione ecologica – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il focus della strategia europea si sta progressivamente spostando verso l’innovazione tecnologica, destinata a diventare un pilastro della nuova agricoltura.Le nuove tecniche di editing genetico sono frutto di ricerche molto recenti e sappiamo ancora molto poco sui possibili effetti per l’uomo e l’ambiente. L’Europa ha saputo adottare normative stringenti sugli Ogm e crediamo che anche per queste ultime biotecnologie sia opportuno procedere senza chiusure preconcette, ma con cautela e attenzione – continua Tiso.Il principale pericolo di un’eccessiva enfasi sull’innovazione tecnologica è però un altro: quello di trascurare le armi già a nostra disposizione per realizzare una transizione ecologica. Tra queste ci sono, solo per fare alcuni esempi, la rotazione delle colture, la tutela del benessere degli animali, l’uso di letame per concimare i terreni e l’estensione delle infrastrutture ecologiche quali siepi, stagni e alberi. È insomma necessario estendere il più possibile l’utilizzo delle pratiche sostenibili già note, sviluppando al tempo stesso la ricerca scientifica, senza fare di quest’ultima il pilastro esclusivo del Green Deal.

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KFI, trent’anni di innovazione al servizio della supply chain

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

KFI, azienda di Binasco (MI) leader nell’implementazione di soluzioni integrate per l’efficientamento dei processi in tutte le fasi della supply chain, festeggia in questo 2021 un importante traguardo: non un punto di arrivo, ma una ripartenza all’insegna dello sviluppo e della crescita. Un compleanno che è stato ricordato nei giorni scorsi con la visita del sindaco di Binasco, Riccardo Benvegnù, alla sede di Via delle Scienze. Tutto è iniziato nell’ormai lontano 1991 «con tre scrivanie e tre lampadine», ricorda Carlo Caserini presidente di KFI e cofondatore dell’azienda insieme con Renzo Castelli. «Cercavamo una strada innovativa e virtuosa per dare risposte alle aziende della logistica e del manifatturiero. Dalla vendita di hardware, essenzialmente terminali e stampanti per i codici a barre, siamo passati allo sviluppo di soluzioni software customizzate per la gestione di logistica, produzione e retail». Oggi KFI è una realtà leader nel proprio settore: una settantina di dipendenti tra la sede di Binasco e le filiali italiane e un volume di affari che per la fine dell’anno punta ad arrivare a 30 milioni di euro. «Siamo un’azienda che si differenzia sul mercato: seguiamo la progettazione e la produzione di prodotti per il mercato OEM, abbiamo un reparto servizi di eccellenza che è unico in termini di organizzazione e, da quattro anni a questa parte, abbiamo attivato la consulenza di soluzioni innovative per la supply chain. Questo ci permette di non essere più dei semplici distributori di prodotto, ma una società di consulenza e system integrator di hardware, software e servizi post-vendita. È un cambio di paradigma importante: siamo partiti dal vendere terminali e stampanti e siamo arrivati a offrire un livello di competenza più articolato e pregiato». Per l’azienda di Binasco il futuro è oggi. Ed è un futuro che si costruisce seguendo gli stessi principi che hanno guidato KFI nei suoi 30 anni di storia: persone, contaminazione e innovazione, tre elementi che sono profondamente interconnessi. «Le idee arrivano dalle persone, indipendentemente dal ruolo che svolgono in azienda. La contaminazione è fondamentale per trovare la giusta soluzione: l’innovazione si alimenta con il dialogo e il confronto tra comparti diversi, con il lavoro in team e con un rapporto aperto con il cliente. Tutto questo permette non solo di dare risposte, ma di dare risposte nuove rispetto a quelle di ieri. E finché ci sono novità, c’è sempre da imparare».

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L’industria delle Life Science come motore di innovazione e crescita sostenibile per il Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

All’alba del nuovo ciclo economico e con l’arrivo dei primi fondi connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il settore produttivo è chiamato ad un ruolo da protagonista per la ripartenza del Paese, in sinergia e dialogando con il pubblico e le istituzioni. Il settore delle Life Science, in particolare, ha fornito un contributo decisivo durante la pandemia e ha evidenziato l’importanza per il Paese di poter contare su un sistema di ricerca scientifica all’avanguardia e di una filiera di produzione e distribuzione di farmaci e dispositivi efficiente e resiliente. È stato questo il punto di partenza dell’evento “L’industria delle Life Sciences come motore di innovazione e crescita sostenibile per il Paese. Modelli per il rilancio nella new normality”, organizzato da The European House – Ambrosetti, 1˚ Think Tank in Italia e 4° nell’Unione Europea nella categoria “Best Private Think Tanks” nell’ultima edizione del “Global Go To Think Tanks Report” dell’Università della Pennsylvania e tra i più rispettati indipendenti al mondo su 11.175 a livello globale e Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico nei settori Healthcare, Life Science ed Electronics, con sede centrale a Darmstadt (Germania) e con una presenza molto rilevante in Italia.L’evento, moderato da Frediano Finucci (Caporedattore economia ed esteri, TG LA7), è stato aperto dall’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia Viktor Elbling, che ha sottolineato il potenziale di una più stretta cooperazione tra Germania e Italia per la crescita degli investimenti e dell’industria.A seguire la professoressa Veronica De Romanis (Full Professor, Università LUISS Guido Carli, Roma), ha illustrato come, “per poter sfruttare al meglio i fondi collegati al PNRR, sarà necessario mettere le imprese, soprattutto quelle innovatrici, nella condizione di crescere, investire e generare valore per l’economia e per la società. Particolare importanza assumerà il contributo di donne e giovani, per cui la pandemia ha reso la situazione ancor più drammatica e che il sistema economico produttivo dovrà saper mettere nelle condizioni di partecipare al rilancio”.Tra i molti dati analizzati nello studio, si evidenzia come Merck fornisca un contributo al PIL complessivo, tra diretto, indiretto e indotto, di 403 milioni di euro. Questo grazie al coinvolgimento diffuso della filiera e a investimenti crescenti: tra il 2015 e il 2019 l’azienda ha investito in Italia 174 milioni di euro (+4,9% medio annuo, un ritmo più elevato della media del settore farmaceutico), concentrati in particolare al Sud presso il sito produttivo di Modugno-Bari. I dipendenti diretti di Merck nel nostro Paese sono oltre 1.200 (con il 50,7 di occupazione femminile), ma superano le 4.000 unità considerando anche l’occupazione sostenuta nelle filiere coinvolte.Questi importanti impatti sono stati commentati da Jan Kirsten (General manager, Healthcare, Merck Italia): “Lo studio della European House of Ambrosetti evidenzia molto bene il valore generato da Merck in Italia e le caratteristiche distintive della nostra presenza. Siamo infatti l’unica tra le maggiori multinazionali estere del settore presenti in Italia a coprire tutte le fasi della filiera, dalla ricerca preclinica e clinica alla produzione e commercializzazione del farmaco, senza trascurare la fornitura di reagenti e strumentazione a supporto della ricerca scientifica.

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Innovazione in sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

Gli investimenti del pharma in R&S, nel mondo, sono in costante aumento, con una crescita del 25% tra 2020-2026. L’Italia, che ricopre una leadership con Francia e Germania nel campo della produzione farmaceutica, può concorrere ad attrarre una quota importante di questi investimenti nella ricerca e sviluppo, incrementando gli 1,62 miliardi di € investiti nel 2020, che già rappresentano ben il 13% del totale dell’industria manifatturiera italiana. Gli investimenti nel pharma generano importanti ricadute: infatti il rapporto tra risorse investite dalle aziende e valore economico totale generato è di 1 a 3.Questi alcuni dei dati e delle riflessioni condivise oggi durante il secondo incontro organizzato da The European House – Ambrosetti, con il sostegno dell’Italian American Pharmaceutical Group (IAPG) e del Gruppo Europeo e Nipponico di Farmindustria (EUNIpharma). Si è discusso di come promuovere l’innovazione e di quali politiche economiche, industriali e sanitarie possono aumentare l’attrattività del nostro Paese per gli investimenti esteri nel settore farmaceutico.La pandemia ha accresciuto notevolmente la consapevolezza delle istituzioni italiane sull’importanza strategica del settore farmaceutico per il nostro Paese. Per cogliere queste opportunità di crescita occorre tradurre questa consapevolezza in misure in grado di migliorare l’attuale governance della farmaceutica.Nel dibattito sono state, infatti, ricordate le criticità connesse all’equivalenza terapeutica, con le sue ricadute negative sulla tutela brevettuale. Ma il vero problema rimane il sottofinanziamento cronico della spesa farmaceutica per acquisti diretti, che accresce inoltre le difficoltà di accesso per i pazienti alle terapie innovative. L’innovazione e la tutela brevettuale sono inoltre penalizzate dall’attuale sistema di governance della spesa farmaceutica. Infatti, il sistema del payback impatta fortemente la spesa per acquisti diretti in cui sono presenti la quasi totalità dei farmaci innovativi e quelli coperti da brevetto.Esiste un sottofinanziamento strutturale della spesa per acquisti diretti, solo in parte ridotto, dalla creazione dei fondi per i farmaci innovativi e dalla revisione dei tetti di spesa introdotta con la Legge di Bilancio 2021.Un altro esempio di limiti strutturali è rappresentato dal processo di approvazione di nuovi farmaci, questi quando approvati a livello EMA vengono messi a disposizione dei pazienti italiani moltissimi mesi dopo perché soggetti ad un doppio passaggio approvativo, una valutazione da parte di Aifa (418 giorni in media) e passaggi burocratici a livello delle regioni. L’effetto prodotto da tali lungaggini è un -19% di consumi pro-capite in Italia verso la media dei grandi paesi europei.

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PAM Prize Award 2021 a Maria Pia Rossignaud per il progetto “Donna è Innovazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

L’ambasciatore Sergio Piazzi, Segretario Generale PAM, Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, organizzazione internazionale di cui fanno parte i rappresentanti di numerosi Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, ha annunciato a Napoli, città simbolo della cultura mediterranea, i vincitori del prestigioso PAM Prize Award 2021.A Maria Pia Rossignaud, giornalista napoletana, direttrice di Media Duemila e vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia va l’autorevole riconoscimento per il progetto Donna è Innovazione che promuove la parità di genere condividendo pratiche e percorsi di chi fa la differenza nel suo territorio. La cerimonia di premiazione si terrà a Roma nell’autunno prossimo.

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Primo laboratorio di innovazione circolare e Green Pie Award

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Torino City Lab (TCL), piattaforma dell’innovazione della Città (www.torinocitylab.it), si arricchisce di un nuovo prestigioso partner, Green Pea, il primo Green Retail Park al mondo dedicato al tema del Rispetto, simbolo di futuro e sostenibilità.Dalla collaborazione tra le due realtà nascono il primo laboratorio di innovazione circolare e Green Pie Award, un premio su scala nazionale per progetti ad alto impatto per la città intelligente. Green Pea è lo scenario perfetto per i progetti e i partner green & circular di Torino City Lab, un luogo innovativo dove sarà possibile raccontare il nuovo volto della smart city circolare e digitale. Con TCL e Green Pea innovazione e sostenibilità saranno al servizio dei cittadini e, in entrambi si potranno testare le soluzioni del futuro e valutarne ricadute e accettabilità/impatto sociale/ambientale.Il nuovo laboratorio di innovazione circolare di Torino selezionerà e sperimenterà progetti nazionali e internazionali basati su natural based solutions (NBS) e tecnologie emergenti così come evidenziato dalle linee guida europee e nazionali in merito a transizione verde e digitale nonché agli obiettivi delle Nazioni Unite 2030 (SDG2030).Il Green Pie Award premierà i migliori progetti del nuovo laboratorio suddivisi in due categorie: Impresa, (classe speciale del premio Ecohitech Award) in collaborazione con i partner di TCL Lumi 4 Innovation e Torino Wireless; Ricerca, in collaborazione con ICxT (Centro Interdisciplinare dell’Università di Torino per le imprese e il territorio) e il dottorato di ricerca in “Innovation for the Circolar Economy” di Unito.TCL ha già selezionato 12 progetti per il programma Green Pie che, dal mese di giugno a fine settembre 2021, avranno a disposizione, per una settimana ciascuno, uno spazio vetrina all’interno di Green Pea (corner gestito dalla Città di Torino e Turismo Torino e Provincia). Di questi, 4 sono interni al Lab Sharing & Circular (il living lab finanziato nell’ambito del Programma AxTO con cui la Città di Torino ha voluto cogliere le potenzialità dell’economia circolare e collaborativa), 3 sono promossi da partner TCL e 5 fanno parte dei Progetti Europei.I progetti ammessi saranno caratterizzati da 3 principi: – Economia circolare e collaborativa. Sperimentazioni orientate al co-sviluppo, testing di nuovi sistemi, strumenti, servizi – anche abilitati a soluzioni e/o piattaforme tecnologiche – che rispondano alle sfide sociali e di qualità della vita e che siano in grado di favorire la valorizzazione degli scambi sociali, il riuso di beni e risorse strumentali e forme sostenibili di consumo e organizzazione dei servizi di prossimità su scala di quartiere. – Natura. Proposte che utilizzino le nature based solution (NBS) e la natura come strumento attuativo al fine di raggiungere benefici ambientali, sociali ed economici. – Inclusione sociale. Idee che nelle diverse fasi di progettazione, realizzazione e fruibilità finale coinvolgano gruppi differenti di portatori di interessi. A ottobre si svolgerà la premiazione della prima edizione di Green Pie Award.

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Accordo per sviluppare forme di collaborazione a supporto di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

Genova. Il CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano e l’Università degli Studi di Genova hanno sottoscritto una Convenzione per individuare azioni comuni nell’organizzazione di programmi, progetti, eventi istituzionali e tutto ciò che si riterrà di ulteriore beneficio al fine di promuovere la cultura scientifico-tecnologica e imprenditoriale a livello locale e nazionale. Il CEI e l’Università degli Studi di Genova ritengono infatti strategici i settori della didattica e della formazione, e si prefiggono di operare con la sinergia tra le rispettive strutture per creare una consapevolezza dell’importanza della standardizzazione nell’ambito degli sviluppi tecnologici e industriali finalizzati all’interazione con il mercato.Le parti si impegnano ad assicurare la reciproca collaborazione attraverso pubblicazioni scientifiche congiunte, partecipazioni congressuali e azioni divulgative e di formazione risultanti da tali attività, dandone adeguato risalto in tutte le comunicazioni verso l’esterno. È infatti interesse comune attuare nuove forme di raccordo tra il mondo della formazione universitaria e quello del lavoro, al fine di migliorare la qualità dei processi formativi e di ricerca, favorendo la diffusione della cultura d’impresa.Il CEI è l’Ente responsabile della normazione nel settore elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni e pubblica norme che costituiscono la regola d’arte di prodotti, processi, sistemi e impianti. Annovera 140 Comitati Tecnici e SottoComitati, con 3.000 esperti, e tratta temi di attualità, quali: E-Mobility, Cybersecurity, Smart Grid, Efficienza Energetica, IoT (Internet of Things), Sostenibilità, Energie Rinnovabili. L’Università degli Studi di Genova opera in tutti i campi declinati dal CEI in una logica di cooperazione fra l’Accademia e il tessuto industriale, anche in collaborazione con gli organi rappresentativi di categoria e con specifiche azioni nei maggiori Progetti relativi alla Digitalizzazione, Elettrificazione, Efficientamento energetico, Ecosostenibilità, AI (Artificial Intelligence), Cybersecurity nonché su tutte le esperienze connesse alle Energie rinnovabili applicate anche ai trasporti terrestri e marittimi.

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Una sei giorni di incontri e dibattiti sul mondo tecnologico e dell’innovazione digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Dal 17 al 22 maggio 2021 l’I-Week è l’evento web dedicato a pubblica amministrazione, imprese e società di settore; protagonisti i massimi esperti, politici ed opinion leaders. Dalla sanità all’agricoltura, dall’energia alla sicurezza e mobilità: come verranno stravolti dall’intelligenza artificiale questi ambiti? Sono tre le macro aree che verranno trattate durante i 27 talk del programma: Intelligence, Geopolitica, Tecnologia. Durante l’I-Week si incontreranno policy e decision makers, imprenditori, innovatori, giornalisti per fare il punto sul presente ed una diagnosi sul futuro. Obiettivo: il rilancio del nostro Paese. I saluti istituzionali saranno della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, di Giampaolo Azzoni, Prorettore dell’Università degli Studi di Pavia, e di Gianmarco Senna, Presidente Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia.Tra i rappresentanti istituzionali ed esponenti della politica: Teresa Bellanova, Alessandra Todde, Maria Virginia Tiraboschi, Enrico Borghi, Marco Minniti, Raffaele Volpi, Adolfo Urso, Emanuele Fiano, Angelo Tofalo, Marianna Vintiadis, Carlo Robiglio, Stefano Besseghini, Lorenzo Mariani, Alberto Dell’Acqua, Marco Gay, Emanuele Marcianò, Massimo Moggi, Massimiliano Santoro, Giuliano Tomiazzo, Italo Soncini, Giuliana Paoletti, Michele Perrino.L’evento, organizzato da V&A SB, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Corte Sconta e di Dune, è gratuito e aperto a tutti. Per iscriversi basta cliccare su https://i-week.it/ e scegliere i talk ai quali assistere.

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Scuola e innovazione, nasce “Impariamo ad utilizzare gli OKR”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Maggio 2021

Se ne sente parlare sempre di più, nonostante in Italia non sia ancora un metodo particolarmente diffuso. Gli OKR, acronimo di “Objective Key Results”, sono il metodo di gestione in assoluto più efficace che sta portando grandi soddisfazioni a tante aziende che hanno deciso di integrarli nel proprio business. Dalle tech company Google, Apple, Microsoft ad Amazon, Spotify e Netflix, questo metodo sta spopolando fra le grandi compagnie internazionali. Un modello partecipativo e innovativo che consente a tutti di muoversi in una direzione unificata, concentrarsi su obiettivi di business condivisi e ottenere risultati misurabili. Inoltre, gli OKR fungono anche da potente strumento di gestione delle prestazioni per valutare i progressi, migliorare la collaborazione e l’impatto complessivo. Il fine ultimo è rendere tutti i dipendenti partecipi e artefici del successo dell’azienda, e contemporaneamente, padroni del loro tempo. Perché non iniziare a insegnare questo metodo agli studenti delle scuole superiori? È quello a cui hanno pensato i soci fondatori dell’AIOKR – Associazione Italiana OKR, che ha ideato l’iniziativa “AIOKR Cares”. Insieme a WWG, innovativa software house presente sul mercato da oltre 20 anni, e a un gruppo di insegnanti dell’Istituto Niccolò Machiavelli di Pioltello (MI) è nato il progetto “Impariamo ad utilizzare gli OKR” dedicato agli alunni del terzo anno. Il webinar che ha avuto luogo il 29 aprile alle 15 ha visto la partecipazione attiva degli studenti delle classi III ATS , III CT e III BTS.Mohamed Deramchi, CEO di WWG, racconta che “non è la prima volta che desideriamo coinvolgere giovani ragazzi nella sperimentazione degli OKR. La Generazione Z riceve continui stimoli dal mondo esterno, tanto che diventa sempre più difficile per loro focalizzarsi sui propri obiettivi e orientarsi in modo efficace durante l’intero percorso scolastico. La pandemia e la didattica a distanza hanno provocato nei ragazzi un continuo stato di apatia e insoddisfazione, facendoli allontanare, in primis dalla socialità, e da quelli che possono essere i loro piani per il futuro. Questa iniziativa nasce dalla volontà di trasmettere un metodo che possa stimolare gli studenti a diventare protagonisti di un progetto di vita personale, acquisendo una maggiore consapevolezza di sé stessi, delle proprie potenzialità e permettendo loro di agire in modo autonomo e responsabile. Noi utilizziamo un sistema basato sugli OKR già da qualche anno. Sono certo gli studenti avranno modo di riflettere sugli aspetti di carattere comportamentale, sui punti di forza e debolezza, spostare il focus dal raggiungimento al miglioramento, trovare stimoli e motivazioni allo studio anche finalizzato agli sbocchi professionali e perseguire sfide di miglioramento continuo, sono solo alcuni degli obiettivi che speriamo gli studenti possano apprendere al meglio”.Ma in cosa consiste il metodo OKR? Si basa principalmente sull’individuazione di due livelli di obiettivi, gli “objectives” e i “key results”: i primi sono obiettivi ambiziosi, qualitativi e dovrebbero indicare la direzione che si vuole seguire, mentre i “key results” sono i fattori che aiutano a misurare il raggiungimento o meno dell’obiettivo e devono essere quantitativi, limitati nel tempo, misurabili e verificabili. Una volta definiti, devono essere individuati gli OKR di ogni singolo collaboratore o dei team, da condividere poi con tutti i colleghi, a garanzia della massima trasparenza organizzativa. Nel periodo successivo seguono dei follow-up di allineamento, ma le persone sono, di fatto, sempre autonome. Nella fase finale di valutazione viene misurato il raggiungimento dell’objective. Gli OKR dovrebbero essere ambiziosi ma fattibili, utilizzati per impostare la strategia e gli obiettivi in un’organizzazione, visibili e accessibili da tutti in azienda, ma soprattutto, devono essere discussi, rivisti e modificati in base alla performance nel tempo”.

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PA: Sottoscritto il Patto Innovazione e coesione sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Arriva a compimento l’accordo tra amministrazione pubblica e Confederazioni sindacali, presso l’Aran, degli gli atti di indirizzo sul riavvio della stagione contrattuale: un rinnovo, relativo al triennio 2019-2021, che interessa oltre tre milioni di dipendenti pubblici e che prevede anche di far confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni all’interno della retribuzione fondamentale. Sarà compito del Governo, successivamente, individuare le misure legislative utili a promuovere la contrattazione decentrata e a superare il sistema dei tetti ai trattamenti economici accessori. L’accordo fa anche riferimento al lavoro agile: nei futuri contratti collettivi nazionali dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle PA. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, i permessi e le assenze dal lavoro.Con i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà anche alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. Lo stesso vale per le specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche e per l’estensione dei sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.Con questo accordo, inoltre, il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale: questo significa che formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo. All’interno dei nuovi Ccnl saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa. Si concorda, infine, sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità finalizzati a migliorare i servizi e a valorizzare il personale meritevole.

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Scuola: Patto per l’innovazione del lavoro pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

L’attuazione del Patto per l’Innovazione del Lavoro pubblico e la Coesione sociale, le cui linee guida sono state appena accordate con i sindacati, non può prescindere dalla valorizzazione delle risorse umane, a partire dalla stabilizzazione dei precari storici della PA della scuola pubblica e paritaria, oltre che dall’assegnazione di stipendi finalmente adeguati al ruolo e dall’introduzione reale di professionalità sinora solo approvate sulla carta. A sostenerlo è il sindacato Anief, che ha realizzato delle osservazioni sul documento, attraverso le quali intende definire, in chiave costruttiva, il piano programmatico che seguirà la già avvenuta sottoscrizione del Patto. Per rinnovare la Pubblica Amministrazione, definita “motore di sviluppo”, il sindacato “richiede misure e piani mirati che guardino alla stabilità e all’aumento dell’occupazione e alla valorizzazione professionale del lavoro pubblico. Secondo l’Anief, “il rilancio della Pubblica Amministrazione si costruisce anche investendo sulle risorse umane. La questione emergente è la valorizzazione del personale: rispetto alla media europea degli stipendi del settore istruzione il divario è notevole, circa 9.539,98 euro in meno per la scuola primaria è un esempio non isolato.Nell’ambito del lavoro agile, sempre secondo l’Anief “è indispensabile uscire da una dimensione emergenziale dotando tutto il personale della strumentazione necessaria per svolgere la prestazione lavorativa in modalità remota e garantendo l le adeguate tutele sindacali. Particolarmente urgente è l’accessibilità, per tutto il personale scolastico, a percorsi di abilitazione, specializzazione e qualificazione professionale che consentano l’accesso alla stabilizzazione e/o alla progressione di carriera”. Inoltre, “a tutto il personale docente, Ata ed educativo, con contratti a tempo determinato o indeterminato, deve essere garantita l’attribuzione della card per la formazione e l’aggiornamento, attualmente riservata solo ai docenti di ruolo.Come diventa sempre più “opportuna l’attivazione di profili intermedi, con specifiche competenze in ambito di didattico (con particolare riferimento all’innovazione metodologica e alle buone pratiche), formativo e gestionale. Tra gli interventi più urgenti, l’Anief segnala una revisione della Legge 30 dicembre 2010, n. 240; l’Implementazione delle risorse FFO, con il superamento del tetto del salario accessorio; l’emanazione di linee guida che rendano omogenei i protocolli d’intesa Università- Regioni; il riconoscimento giuridico dell’equiparazione economica ex art. 31del D.P.R. 20.12.79. n.761; un piano straordinario di reclutamento; l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund per la transizione digitale”. A livello di Ricerca, per il rinnovo contrattuale, “di cui si auspica l’emanazione degli atti di indirizzo in tempi brevi, è necessario investire nel capitale umano con un piano di stabilizzazione, reclutamento e formazione del personale. La nuova contrattazione, da concludersi presumibilmente entro giugno 2021, non potrà recare modifiche peggiorative rispetto al precedente contratto”. Come “è urgente un processo di delegificazione per ricondurre alcune materie alla contrattazione cui sono state sottratte come, ad esempio, in materia di sanzioni disciplinari. Va riaffermato che l’efficacia e l’efficienza dell’azione delle pubbliche amministrazioni non possono essere esclusivamente legate alla valutazione oggettiva della produttività ed ai contenuti dei testi contrattuali. Occorre invece una semplificazione dell’organizzazione e dei processi di lavoro e una riduzione consistente della componente burocratica”.

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Dirigenti scolastici: Patto per l’innovazione del lavoro pubblico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

Dirigenti scolastici: Patto per l’innovazione del lavoro pubblico

Il sindacato dei dirigenti scolastici UDIR, in riferimento al Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per la Pubblica Amministrazione e delle maggiori sigle sindacali, formula le elaborazioni e proposte di seguito riportate discorso dell’alta figura istituzionale sembra riguardare più che altre attività pubbliche proprio la scuola che con notevole sorpresa degli stessi attori del processo educativo, nell’attuale stato di emergenza, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. È sotto gli occhi di tutti infatti la grande flessibilità e capacità di adattamento e resilienza, in condizioni che sono mutate con una rapidità frastornante, che ha caratterizzato l’azione di capillare presenza educante e formativa messa in campo dalla scuola italiana in tutti i suoi ordini e dislocazioni territoriali. La scuola italiana infatti si era preparata per tempo per questo inaspettato e non programmato esperimento formativo, probabilmente il più grande che la storia conosca, avendo proprio i Dirigenti Scolastici nell’ultimo ventennio dotato le scuole di hardware e della conseguente ricaduta formativa su alunni, personale docente e ATA. Il trascorso anno, segnato dalla pandemia, ha reso più solida la dotazione di strumentazione informatica nelle scuola e la capacità di corretta utilizzazione da parte di tutti gli attori del processo formativo. Una prima conclusione è che non si può arretrare rispetto a queste dinamiche, in gran parte acquisite, perciò da consolidare e ampliare.In relazione al reperimento delle indicazioni guida e dell’individuazione delle risorse si riparte dal documento citato ad apertura di questa nota, nel punto in cui dice che: l’Italia del 2021 affronta la triplice emergenza sanitaria, economica e sociale indicata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la consapevolezza di non poter perdere l’opportunità straordinaria del Next Generation EU e di dover perseguire, insieme alla modernizzazione del Paese, l’obiettivo cruciale della coesione sociale.Il documento firmato tra gli altri proprio dal Presidente del Consiglio Draghi dichiara intenti positivi quando dice che il Ministero della Pubblica Amministrazione intende avviare una nuova stagione di relazioni sindacali che punti sul confronto con le organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori e a centrare obiettivi ambiziosi. In questa ottica, i rinnovi contrattuali sono un investimento politico e sociale che favorisce il rilancio dei consumi e un clima di fiducia e di stabilità, precondizioni essenziali per qualsiasi percorso di innovazione e riforma.La riforma dell’ordinamento professionale non potrà così non dare una risposta compiuta e seria all’istanza, annosa oramai, formulata dai Presidi di UDIR di una piena perequazione normativa ed economica dei Dirigenti Scolastici con tutte le altre dirigenze di tutte le Amministrazioni dello Stato. Naturalmente non si tratta di una proposta di livellamento al ribasso, bensì al contrario di un giusto e legittimo posizionamento al livello più alto. Ciò anche in considerazione della complessità del ruolo e delle grandi responsabilità amministrative, penali e patrimoniali che dirigere le scuole comporta. Il ruolo della scuola, quale agenzia formativa permanente, aperta a fasce di lavoratori del settore pubblico e privato, sulla base anche della grande esperienza dell’utilizzo i strumenti informatici nella didattica, è certamente esportabile in altri, amplissimi settori della vita sociale e professionale. A suggerirlo è lo stesso Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale nel dire che viene comunemente assunto l’impegno a definire, previo confronto, politiche formative di ampio respiro in grado di rispondere alle mutate esigenze delle Amministrazioni Pubbliche, garantendo percorsi formativi specifici a tutto il personale con particolare riferimento al miglioramento delle competenze informatiche e digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. In questo le scuole e i loro Dirigenti saprebbero mettere a disposizione di tutti la loro esperienza, la loro capacità e l’esperienza di carattere formativo ed educativo.

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Webinar sulla sicurezza e l’innovazione tecnologica nell’Industria 4.0

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2021

Parma Giovedì 4 febbraio, dalle 11 alle 13, si svolgerà su piattaforma MS Teams il webinar “Industria 4.0. Sicurezza & innovazione tecnologica. Progetto W–Artemys, sviluppi futuri”.L’incontro ha lo scopo di illustrare i risultati delle ricerche del progetto W-Artemys (bando BRIC 2016-18 ID38), di cui è capofila l’Università di Parma. Al progetto, finanziato dalla Direzione Ricerca dell’INAIL-Dipartimento di Innovazioni Tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici-DIT, partecipano l’Università degli Studi di Genova e l’Università della Calabria.Per l’Ateneo di Parma parteciperanno al webinar Giuseppe Vignali, responsabile scientifico del Progetto, ed Eleonora Bottani, entrambi docenti del Dipartimento di Ingegneria e Architettura. Le attività di ricerca del progetto W-Artemys si sono focalizzate sulla possibilità di sviluppare e applicare strumenti di realtà aumentata e Mixed Reality per il miglioramento della sicurezza nei sistemi manifatturieri, con particolare riferimento ai sistemi di macchine. I sistemi di macchine, interagendo tra loro, presentano maggiori criticità in termini di sicurezza; in tal senso le attività di ricerca, partendo dai risultati già ottenuti nel corso del primo anno di progetto, hanno avuto come obiettivo lo sviluppo di un’applicazione mediante l’utilizzo di smart-glasses e dispositivi portatili su due casi di studio relativi a due sistemi produttivi differenti.Nel corso del webinar verranno illustrate le interazioni tra tecnologie abilitanti Industria 4.0 e la sicurezza sul lavoro e come in altri paesi della UE si stiano portando avanti ricerche similari a quelle condotte in questo Progetto. L’incontro si concluderà con una tavola rotonda a cui parteciperanno le aziende Gea Procomac, Parmalat e Verallia Italia, coinvolte nelle attività del progetto. La partecipazione al webinar è gratuita.

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L’UE investe 300 milioni di € per promuovere l’innovazione nel settore spaziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

Bruxelles. La partecipazione del FEI è sostenuta dal Fondo europeo per gli investimenti strategici(link is external (FEIS), il pilastro principale del piano di investimenti per l’Europa. L’investimento riguarda due fondi incentrati sulla tecnologia spaziale, Orbital Ventures e Primo Space, nell’ambito del primo progetto pilota di equity finanziato dall’UE nel settore spaziale, vale a dire InnovFin Space Equity Pilot. Orbital Ventures, un fondo paneuropeo dedicato alle aziende nelle fasi di avviamento e iniziali, si concentra sulle tecnologie spaziali, comprese quelle a valle (comunicazioni, crittografia, conservazione e trattamento dei dati, geolocalizzazione, osservazione della Terra) e a monte (hardware, materiali, elettronica, robotica, razzi, satelliti). Primo Space, un investitore italiano dedicato al trasferimento tecnologico in fase iniziale, è stato il primo fondo selezionato dal FEI – che sta ora aumentando il suo sostegno – nell’ambito di questo progetto pilota. Il fondo è uno dei primi dedicati al trasferimento tecnologico in Europa, e il primo in Italia, a incentrarsi esclusivamente sulle tecnologie spaziali. Investe in progetti o imprese nelle fasi di proof-of-concept, seed e altre fasi iniziali, e promuoverà la commercializzazione di innovazioni pionieristiche nell’industria spaziale in Europa.Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato: “Il rafforzamento della competitività nell’industria spaziale è un elemento essenziale per la ripresa del settore. Accolgo con grande favore questo investimento nelle PMI del settore delle tecnologie spaziali, che ci avvicina al nostro obiettivo di transizione digitale. Ciò sostiene lo sviluppo di start-up europee in questo settore e dimostra che l’impresa spaziale europea è in forte espansione.”La Commissaria per la Ricerca, l’innovazione, la cultura, l’istruzione e i giovani, Mariya Gabriel, ha dichiarato: “Queste operazioni, che beneficiano del progetto pilota InnovFin Space Equity Pilot, contribuiranno a rafforzare il private equity per le PMI innovative e le start-up nel settore spaziale. Gli investimenti in Orbital Ventures e Primo Space testimoniano la crescita del settore in Europa e dimostrano il nostro impegno a sostenere le imprese con idee e tecnologie rivoluzionarie.”

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SACE e CDP al fianco dell’innovazione di CIFA SpA

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

CIFA SpA, l’azienda lombarda che rappresenta un’eccellenza a livello internazionale nel campo delle tecnologie per il calcestruzzo, ha ottenuto un finanziamento di 5 milioni di euro, erogato da Cassa Depositi e Prestiti e garantito in tempi brevi da SACE tramite Garanzia Italia, lo strumento del Decreto Liquidità destinato al sostegno delle imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Il finanziamento, come previsto dal Decreto, ha una durata di 5 anni ed è finalizzato a sostenere il piano di investimenti (capex) dell’azienda in Italia.Dal 1928, CIFA produce e commercializza in tutto il mondo prodotti per la costruzione di edifici e di grandi opere pubbliche, come ponti o gallerie, che vanno dalla miscelazione alla distribuzione, dal pompaggio alla messa in opera del calcestruzzo.Una lunga storia fatta di ricerca e passione, che ha portato CIFA a diventare un riferimento innovativo a livello internazionale, grazie anche alla sua rete capillare di distribuzione, nel campo delle tecnologie per il calcestruzzo, con una serie di veri e propri primati, tra cui l’introduzione sul mercato della prima betoniera ibrida plug-in (Energya) e la pompa per calcestruzzo più lunga del mondo costruita in tecnologia Carbotech. L’azienda, che investe costantemente nella ricerca e nello sviluppo di prodotti e servizi, con questa operazione targata CDP e SACE potrà portare avanti i suoi piani di sviluppo in Italia.L’Azienda ha realizzato nel 2019 un fatturato consolidato di circa 200 milioni di euro e conta un organico di più di 600 collaboratori. Il Gruppo è presente in Italia con 5 stabilimenti produttivi (Senago, Castiglione delle Stiviere, Rogolo, Vasto e Faenza).

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CREA per l’innovazione 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

E’ la “Genomica” (il moderno nome della genetica) – cioè la scienza che descrive e determina le caratteristiche degli esseri viventi – l’ultima frontiera di un’agricoltura sempre più sostenibile, competitiva e resiliente ai cambiamenti climatici. Ed è in questo ambito che opera il CREA GENOMICA E BIOINFORMATICA, con l’obiettivo di rendere l’industria sementiera italiana protagonista del mercato sementiero e l’agricoltura nazionale “proprietaria” dei semi che coltiva, una condizione che oggi spesso non si verifica. 4 le principali tappe per essere protagonisti della rivoluzione genomica che ci attende nei prossimi anni: Una nuova dimensione della biodiversità. Dopo aver sequenziato i genomi delle principali specie agrarie, la sfida dei prossimi anni sarà comprendere la biodiversità. Comprendere è molto più che caratterizzare e conservare, è trovare i geni che rendono una varietà diversa da un’altra. Sarà necessario ricorrere sempre più al sequenziamento completo dei genomi di varietà/linee diverse della stessa specie, in modo da costruire il pangenoma, cioè la somma dei geni di tutte le varietà di una specie, compresi quelli presenti solo in alcune varietà e che sono i responsabili della biodiversità. Conoscere il pangenoma significa, ad esempio, capire in modo approfondito cosa rende le nostre varietà tipiche diverse dalle altre, ma anche quali geni ci servono per selezionare le varietà necessarie per l’agricoltura di oggi. Una piattaforma di genomica avanzata per il miglioramento genetico. Si tratta di applicare il genome editing (cioè la biotecnologia recentemente premiata con il Nobel) al miglioramento genetico delle principali specie coltivate (progetto BIOTECH). Si ricercano nuovi geni per resistenza alle malattie ai picchi termici estivi ed alla limitata disponibilità idrica e si sviluppano nuovi modelli di selezione basati sulla selezione genomica, una tecnologia che consente di predire le migliori combinazioni di geni per permettere alle piante di adattarsi alle condizioni climatiche future e di essere coltivate con il minor impatto ambientale possibile. In questa prospettiva, il Centro Genomica e Bioinformatica è impegnato nel trasferire al sistema sementiero nazionale le avanzate tecnologie messe a punto e per questo lavora in stretta collaborazione con il mondo sementiero, tramite progetti di finanziati direttamente da privati. La scoperta dei microrganismi intorno alle piante. Ogni pianta vive circondata da un universo di microrganismi, alcuni patogeni, altri benefici. Studiandolo con gli strumenti genomici, si possono isolare i ceppi benefici da utilizzare per promuovere la performance agronomica e la resilienza agli stress ambientali delle colture. Il DNA per tracciare le filiere agroalimentari. La tracciabilità è un requisito essenziale per garantire la qualità delle produzioni agricole e dei prodotti alimentari ed i metodi basati sul DNA si stanno affermando come strumenti di controllo affidabili, efficienti ed altamente sensibili. Quindi, se da un lato, il Centro studia i genomi delle piante, dall’altro usa queste informazioni per sviluppare sistemi di tracciabilità delle filiere agroalimentari basati sul tracciamento del DNA: presso il Centro si stanno sviluppando test da impiegare direttamente sui luoghi di produzione, con costi limitati e gestibili anche da personale non specializzato.

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Cavalcare l’onda dell’innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

A cura di Christophe Donay, Head of Asset Allocation & Macro Research di Pictet Wealth Management. Questa ondata di innovazione tecnologica presenta quattro caratteristiche essenziali: è dirompente, esponenziale, deflazionistica e globale. Inoltre, riveste un ruolo importante nelle previsioni sulla crescita economica e sulla performance delle varie asset class. Sinora l’attuale ondata di innovazione non ha aiutato granché la crescita e la produttività perché ha semplicemente “rottamato” alcuni settori senza necessariamente aumentare la domanda complessiva.Tuttavia, si profila all’orizzonte una fase molto più creativa in cui i nuovi prodotti e servizi basati su innovazioni recenti contribuiranno finalmente all’espansione economica. L’innovazione, insieme – per così dire – a una crescita salariale più solida ed equa, potrebbe dare impulso a una maggiore produttività. Altri osservatori sostengono invece che i cambiamenti dettati dall’innovazione nei processi produttivi, soprattutto in relazione al ruolo dell’uomo, potrebbero esacerbare le disuguaglianze e sfociare nell’estromissione dei lavoratori non preparati a confrontarsi con le ultime novità tecnologiche o per lo meno in una riduzione dei loro stipendi. Una prospettiva che spiana la strada al populismo. Al contempo, le società più innovative potrebbero invadere il territorio delle funzioni statali – si pensi ad esempio al progetto di valuta digitale di Facebook (Libra) – nonché la privacy di tutti noi. L’innovazione appare spesso come l’uovo di Colombo in grado di trainare l’economia e aumentare la competitività nel lungo periodo. L’offerta di prodotti e servizi innovativi alimenta la domanda, che a sua volta dà impulso alla crescita economica. Ad esempio, l’avvento delle nuove tecnologie di calcolo e comunicazione negli anni ‘90 del secolo scorso ha generato un aumento del PIL annuale degli USA del 3,5%, ben superiore al tasso di equilibrio a lungo termine del 2,5%. Nel 2016 il CEO di Google Sundar Pichai dichiarò che “L’IA è la scoperta più importante dell’umanità, forse ancor più dell’elettricità o del fuoco”.D’altro canto, le innovazioni possono anche far sorgere nuove problematiche, dal momento che riducono la privacy personale e favoriscono le diseguaglianze. In particolare, l’automazione delle occupazioni di basso e medio livello aumenta il divario salariale e contribuisce alla polarizzazione sociale.Al di là di questi timori, l’innovazione può rappresentare una fonte di extra rendimento in un contesto di rendimenti persistentemente bassi. L’asset class che potrebbe trarre maggiori vantaggi da questo trend è quella delle azioni. Basti pensare che negli ultimi 10 anni l’indice Nasdaq, che dà ampio spazio alle società innovative, ha generato rendimenti annui del 20% circa, oltre il doppio di quelli dello Stoxx Europe 600. Gli investitori dovrebbero tenere a mente 4 cose. Primo: i rendimenti azionari delle società più innovative sono destinati a crescere grazie a migliori prospettive di utili e a favorire l’economia nel suo insieme. Secondo: l’attuale ondata di innovazione produrrà probabilmente un aumento delle valutazioni tramite le conseguenti pressioni al ribasso che esercita sui tassi di interesse – un’evoluzione che interessa i mercati azionari come anche le obbligazioni in circolazione. Terzo: l’impatto deflazionistico di questa ondata di innovazione dovrebbe dare ulteriore impulso alle valutazioni delle società attive in quest’area poiché aumenta l’attrattiva dei flussi di cassa in rapida crescita attualizzati a oggi. Quarto: le società innovative dovrebbero cavarsela meglio dei peer poiché (non si limitano a seguire ma) trainano la rivoluzione.Ma spesso un rendimento sopra la media comporta rischi più elevati. Detto ciò, le società davvero innovative di norma superano il mercato a lungo termine. Una prospettiva allettante per chi ha un orizzonte di investimento lungo, soprattutto nell’attuale fase di rendimenti bassi di cui ancora non si vede la fine.Gli investitori potrebbero tuttavia mirare a una buona rappresentanza dei diversi temi legati all’innovazione nei rispettivi portafogli per non perdere l’onda (o le onde) dell’innovazione.

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