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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Posts Tagged ‘innovazione’

Presentazione del volume ‘Forme Imminenti. Città e innovazione urbana’

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

ambienteRoma Giovedì 27 Aprile 2017, ore 18:00 Dipartimento di Architettura Largo Giovanni Battista Marzi 10. Forme imminenti, città e innovazione urbana Presentazione del nuovo libro del professore Alberto Clementi, a cura del professore Paolo Desideri. Parteciperanno alla discussione Achille Bonito Oliva, Gregorio Botta, Enrico Menduni, Anna Laura Palazzo, Alfredo Pirri. “Un libro esito di una riflessione teorica e un percorso di approfondimento sulla città, di uno dei maggiori pensatori dell’urbanistica italiana contemporanea: Alberto Clementi. Nell’incrocio di posizioni e ipotesi, intorno ai diversi aspetti del progetto contemporaneo, si delineano i tratti di un viaggio internazionale, un itinerario reale e virtuale, nel tentativo di comporre un mosaico della situazione urbana tra città e luoghi, da tempo ormai alle prese con i profondi mutamenti della contemporaneità, le questioni dell’ambiente, il valore del paesaggio, la transizione energetica, i mutamenti climati accelerati, e al contempo le nuove tecnologie, dentro un’epoca in cui sta cambiando ogni cosa”. Alberto Clementi è un urbanista. E’ stato per molti anni preside della facoltà di Architettura dell’Università di Chieti-Pescara e segretario della Società Italiana degli Urbanisti. È Autore di numerosi volumi tra cui: “Infrascape. Infrastrutture e paesaggio” (Firenze 2003), (con, M. Ricci); “Ripensare il progetto urbano” (Roma 2004).

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Nasce il Quarto Polo Popolare

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

foto antonino SenatoOggi nasce a Bologna presso l’Hotel Meeting a Calderara Di Reno alle ore 15.00, il quarto polo. Si tratta di una nuova formazione politica confederativa, che vede aggregarsi svariate Associazioni, Movimenti politici, Sindacati autonomi e piccoli partiti, oltre alla società civile, che non si riconosco nei partiti attuali o tradizionali, con l’intento di dare una svolta decisiva al modo di governare l’Italia, ponendo al primo posto il diritto di ogni cittadino ad avere un lavoro, una casa, la sanità gratuita, la pensione assicurata, nonché la sicurezza. La finalità primaria che il Quarto Polo Popolare si prefigge è restituire, innanzitutto, la propria sovranità al Popolo Italiano, ormai coinvolto in un processo economico, sociale e civile voluto esclusivamente dall’Unione Europea, di grande degrado. “L’Italia deve ritrovare la propria identità – dichiara il futuro Segretario politico, Antonino Magistro – riconquistando la propria Sovranità Popolare, per non divenire lo zerbino di un’Europa che la Antonino Magistroimpoverisce sempre più. Il nostro partito denominato “Quarto Polo Popolare” rappresenta la vera innovazione politica nello scenario italiano, in quanto si fonda sulla partecipazione diretta alla vita politica dei cittadini. Il m5s ha dimostrato di essere un contenitore politico virtuale, apparentemente democratico e partecipativo, ma sostanzialmente guidato solamente da 4 persone. Il Pd è diventato ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Noi intendiamo essere concretamente un movimento che farà proprie le idee e i progetti dei cittadini. La sinistra ha disatteso le speranze che riponevano in essa coloro i quali erano convinti fosse l’espressione politica della difesa dei lavoratori e delle classi più deboli. Difatti, chi la rappresenta o l’ha rappresentata ha tutelato unicamente gli interessi dei potenti. Il centro e la destra non hanno saputo costituire un’alternativa compatta perché non sono stati in grado di creare una Leadership capace di guidare. Lo scenario politico italiano è stato teatro delle gesta insensate di tre poli non in grado di guidare un paese sempre più allo sbando ed in vendita al peggiore offerente.
Per tale motivo, il Popolo Italiano è stanco ed impoverito. Chi governa, in realtà, “governa” lo scambio di poltrone e di favori, facendo finta di litigare per dare un senso a qualcosa che non ha senso. C’è bisogno di democrazia libertà legalità e di umanità. Da Bologna, a partire da sabato prossimo, si prenderanno le mosse per dar vita ad un nuovo modo di concepire la politica, ponendo l’uomo ed i suoi diritti e la carta dei diritti, al centro del pensiero politico, impegnandosi contro la povertà ed il degrado, a favore del benessere”. (foto antonino Senato)

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Campidoglio: Giunta approva istituzione Forum Innovazione di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

campidoglioRoma Promuovere il confronto tra l’Amministrazione Capitolina e la cittadinanza sui temi strategici della trasformazione digitale. Con questo obiettivo la Giunta ha approvato l’istituzione del Forum Innovazione, uno spazio permanente che intende favorire la partecipazione di cittadini e associazioni ai processi decisionali sulle politiche di innovazione.Il Forum si articolerà in quattro laboratori tematici – open government, competenze digitali, agenda digitale e smart city – a supporto dell’Amministrazione nell’elaborazione di proposte e nel monitoraggio sullo stato di avanzamento delle iniziative in materia di innovazione.L’iniziativa sarà coordinata dall’Assessorato Roma Semplice con il coinvolgimento di Consiglieri Capitolini e dei Municipi.”L’istituzione del Forum Innovazione rispetta gli impegni assunti nelle Linee Programmatiche ed è coerente con la nostra idea di costruzione partecipata del futuro di Roma – dichiara l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano – Attraverso il Forum intendiamo accrescere le opportunità di partecipazione dei cittadini alla definizione delle politiche dell’innovazione”.

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Bike sharing in Europa: Boom grazie a innovazione e sostegno dei governi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

bicilondraPoiché i centri urbani densamente popolati di tutto il mondo sono alle prese con problemi legati all’aumento dei consumi di carburante e delle emissioni di carbonio, le soluzioni verdi per la mobilità come i servizi di bike sharing pubblico stanno guadagnando popolarità. L’allontanamento dalle automobili personali verso soluzioni di mobilità sostenibili è favorito dalle tariffe elevate dei parcheggi, dai costi volatili del carburante e dalla crescente congestione del traffico nelle aree urbane trafficate.“I pendolari urbani stanno considerando diverse opzioni di mobilità per ottimizzare i tempi di viaggio e la convenienza degli spostamenti brevi, inferiori a 5 chilometri”, afferma Debanjali Sen, analista di Frost & Sullivan. “L’interesse dei consumatori ha portato diversi operatori di bike sharing pubblico ad esplorare l’integrazione del bike sharing con i trasporti pubblici e altri metodi di trasporto condivisi, come ad esempio il car sharing / ride sharing su una piattaforma digitale unificata per semplificare i pagamenti e le prenotazioni.”
L’approfondimento ha rilevato che la flotta dei servizi di bike sharing più che raddoppierà, aumentando da 151.302 unità nel 2016 fino a 341.250 unità nel 2025. L’Europa meridionale e occidentale assisteranno ad un’elevata attività nell’ambito dei servizi di bike sharing. Circa 196 città nell’Europa meridionale hanno oltre 35.000 biciclette a noleggio; nell’Europa occidentale, 150 città hanno quasi 70.000 biciclette a noleggio. Spagna e Francia sono i mercati più forti, ma Regno Unito, Germania e Italia si stanno rapidamente espandendo.
Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: https://goo.gl/H9ZHPu <https://goo.gl/H9ZHPu?utm_campaign=PR_AZ_BikesharingITA_21.2.16&utm_medium=email&utm_source=Eloqua&utm_content=CFRSU000002132514&gt;
Anche se i servizi di bike sharing pubblico hanno una richiesta sempre maggiore, gli elevati costi di assicurazione potrebbero rappresentare un deterrente per la loro adozione su larga scala. Inoltre, le linee guida sulla sicurezza dei programmi di bike sharing spesso non sono allineate con quelle dettate dagli schemi assicurativi, richiedendo pertanto un’analisi più approfondita e una soluzione delle questioni assicurative.
“A causa dei costi operativi e di capitale spesso proibitivi legati ai programmi di bike sharing pubblico, è probabile che le città e gli operatori di bike sharing dipenderanno da sponsorizzazioni di terze parti”, osserva Sen. “Alcuni fornitori di rilievo utilizzano il modello della pubblicità. Il loro successo incoraggerà le aziende provenienti da diversi mercati verticali, come ad esempio quello della sanità, degli stili di vita, bancario e alimentare, ad entrare nel mercato dei servizi di bike sharing pubblico come sponsor, partner pubblicitari e finanziatori per le opportunità di promozione del marchio.”

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Sanità, a Parigi Roche protagonista di innovazione sul diabete

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

diabetePARIGI – Si è aperta a Parigi la 10a edizione dell’Advanced Technologies & Treatment for Diabetes (ATTD), appuntamento internazionale clinico-scientifico che incentra tutta la sua attenzione ai sistemi di cura e governo del diabete ad alto contenuto tecnologico. In uno scenario di rivoluzione digitale e mobile che mostra come negli anni la digital-health stia proponendo sempre nuovi servizi di qualità, i servizi digitali offerti ai diabetici per la gestione della loro patologia sono sempre più numerosi ed efficaci.
Un dato numerico che conferma questa tendenza è quello delle app per il mondo del diabete, che sono passate da 1.101 nel 2013 a 1.787 nel 2016 con una prospettiva di arrivare a 2.877 nel 2021: questo è una delle cifre offerte al simposio di Parigi e che mostrano con chiarezza analitica quanto la gestione della glicemia e dei problemi connessi al diabete siano terreno di sviluppo per sistemi tecnologici avanzati nell’ambito healhtcare.In questo settore Roche Diabetes Care ha presentato all’ATTD tre innovativi sistemi di monitoraggio dei valori del diabete: Il sistema Accu-Chek Guide: innovativo sistema di monitoraggio glicemico interattivo e cloud-based; Accu-Chek Insight CGM system ed Eversense system di Senseonics: soluzioni innovative di monitoraggio continuo del glucosio.
Si tratta di soluzioni ad alta tecnologia che uniscono la facilità d’uso con la possibilita di controllare il proprio valore glicemico, in periodi differenziati di tempo e costruendo diagrammi statistici che rendono il paziente-utilizzatore in grado di programmare le proprie giornate, la propria dieta e la necessita di insulina senza senza ossessione, visto che – come ormai sottolineato dagli stessi diabetologi – è essenziale che le persone con diabete siano meno “ossessionate dalla gestione quotidiana della malattia“.
I sistemi sono già disponibili in Italia? Risponde Massimo Balestri, general manager di Roche Diabetes Italy: “Le soluzioni presentate a Parigi sono già disponibili in Italia. Come azienda stiamo già dialogando con singole Usl, identificando un certo numero di centri di diabetologia, per addestrarli all’uso del sistema e verificarne le risposte. Ad oggi stiamo lavorando con gli ospedali di Padova, Catanzaro, Bari e Olbia, ma l’obiettivo è arrivare a 40 centri coinvolti in tutto il Paese”.Una delle parole chiave che emergono dall’Advanced Technologies & Treatment for Diabetes (ATTD) di Parigi è: cambiamento di sistema. L’evento parigino sta mostrando con forza che se si vuol vincere la battaglia del diabete occorre cambiare paradigma di cura, con un coinvolgimento nuovo e collaborativo di tutti gli stakeholder (pazienti, clinici, aziende, sistemi di cura, decisori politico-economici, ingegneri clinici, start-up, università, agenzie regolatorie). L’esempio è proprio dato dalle app per diabetici: medical device e software connessi, che rilasciano dati di monitoraggio in cloud, con immediata connessione dei dati da parte non solo del paziente, ma anche (previa autorizzazione) del suo diabetologo e del centro di cura da cui il paziente è supportato.
Ma la domanda che da Parigi rimbalza verso la Penisola è: il sistema sanità del nostro Paese è pronto per un nuovo approccio di sistema in cui il paziente e il suo dato siano trattati in modo altamente connesso e davvero utile? Ce la farà l’Italia – frammentata nei sistemi regionali ed anche in mille soluzioni tecnologiche che non dialogano tra loro – a stare al passo di questa profonda rivoluzione che ha nella gestione condivisa dei dati un elemento essenziale di un sistema di cure davvero performante?
Risponde Massimo Balestri (general manager di Roche Diabetes Care Italy), presente a Parigi per la presentazione di tre innovative soluzioni per il supporto dei pazienti con diabete: “Con i dati offerti dal monitoraggio digitale ci troviamo di fronte ad una vera rivoluzione. Il data management oggi è costituito di tre differenti aree: i dati per il paziente, quelli per i clinici e quelli per il livello amministrativo. Ci sono ovviamente centri di cura che sanno già utilizzare molto bene queste tre diverse aree di dati. Se vogliamo fare invece un discorso complessivo e di sistema, possiamo dire che l’Italia è molto differenziata. Abbiamo regioni, come ad esempio la Toscana, che sono molto aperte ad un approccio di fortissima connessione, in cui si promuove la gestione in rete dei dati e si sancisce così la responsabilità dei clinici sulle successive decisioni in merito ai medical device da utilizzare. Sono regioni in cui in pratica si decide di mettere in atto un sistema organizzato e strutturato di raccolta informazioni e che in un certo senso offrono un modo operativo virtuoso ed europeo. Altre regioni invece sono completamente refrattarie. Probabilmente abbiamo bisogno di un passo diverso, ma credo che sarà il cammino complessivo di tutta la comunità scientifica e clinica europea e mondiale a costringere anche il nostro Paese a sincronizzarsi”.

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Innovazione, formazione, trasferimento tecnologico

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli giovedì 12 gennaio 2017, alle 15, nell’Aula Magna del Complesso San Giovanni a Teduccio, in Corso Nicolangelo Protopisani, 70. Apriranno i lavori i saluti di Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II, e di Francesco Guido, Direttore Generale Banco di Napoli. Interverranno Valeria Fascione, Assessore Internazionalizzazione, Innovazione e Startup Regione Campania, Renato Abate, Presidente Confindustria Piccola Industria Campania, Maurizio Montagnese, Chief Innovation Officer Intesa Sanpaolo, e Giorgio Ventre, Direttore Scientifico iOS Developer Academy Università Federico II.Concluderà Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo Verrà sottoscritta una lettera di intenti tra il Banco di Napoli e l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel corso dell’incontro su ‘Innovazione, Formazione, Trasferimento tecnologico. Un nuovo hub per l’open innovation’

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Coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

Lorenzin beatriceCon questo titolo ha preso il via a Roma la IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici, appuntamento annuale che pone al centro del dibattito il tema dei dispositivi medici avvalendosi dell’intervento dei principali attori del sistema, tra cui ministero della Salute, rappresentanti regionali, esperti nazionali ed europei provenienti dal mondo universitario e industriale, Assobiomedica e tante altre rappresentanze associative delle imprese. Attraverso sessioni e workshop di approfondimento, l’evento (in programma anche martedì presso il centro congressi ‘Auditorium Antonianum’) è l’occasione per presentare i risultati di alcuni tra i più importanti progetti in essere nel settore e le linee politiche programmatiche per il futuro.
Grande spazio è inoltre riservato all’approfondimento tecnico normativo delle maggiori novità nel campo, che tratteggeranno il settore dei medical device nei prossimi anni. Ad aprire i lavori il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. ‘Stiamo lavorando ad un grosso progetto sulla contraffazione dei dispositivi medici- ha detto il ministro- perché sul settore industriale, legato al sistema salute, abbiamo fatto numerosi passi in avanti e soprattutto abbiamo abbandonato un pregiudizio, quello di vedere l’industria come qualcosa che sta fuori dalla porta. Se noi abbiamo un sistema sanitario che continua a splendere con i miliardi di corrette prestazioni che vengono erogate tutti i giorni, creando ricerca, innovazione e un indotto, anche con tutte le ombre che ci sono, è perché il sistema industria è all’interno del sistema salute e deve essere un elemento di valore e valorizzazione. Per me e per il ministero della Salute è così e siamo contenti di essere riusciti a portare avanti questo tipo di approccio, con le difficoltà che tutti conosciamo, mantenendo una visione’.
Che cosa deve aspettarsi il settore dei dispositivi medici per il 2017? ‘Per quanto riguarda i device- ha proseguito Lorenzin- dobbiamo portare a termine il lavoro cominciato, dall’Hta (Health technology assessment, ndr) al Fast track per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, fino al tema che riguarda la valorizzazione dei prodotti ma anche quello delle centrali uniche di acquisto. Io ho più volte indirizzato, e su questo ci stiamo arrivando- ha poi sottolineato il ministro- le centrali regionali a lavorare con il metodo di Consip, che su questo ha fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo quindi sentire tutte le voci e dialogare con gli operatori sanitari per fare scelte, nella formazione di un capitolato, che tengano conto dell’innovazione e della sua specificità ma anche delle eccezioni che ci possono essere’.
Per il resto, per il 2017, il lavoro principale per il ministero sarà quello di avere la garanzia di vedere ‘tra gennaio e febbraio i nuovi Lea nella vita dei cittadini’. Punto centrale della giornata di apertura, intanto, è stata la firma del protocollo d’intesa ‘Fast track’ per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, che consentirà di istituire una procedura veloce per le valutazioni di tali sperimentazioni, assicurando tempi certi e misurabili, a normativa vigente, a cui possano aderire in maniera volontaria e sottoscritta tutti gli stakeholders interessati e coinvolti nel processo.
‘Gli obiettivi del protocollo sono quelli del disegno di legge Lorenzin- ha spiegato Marcella Marletta, direttore generale per i dispositivi medici e diagnostici del ministero della Salute- cioè principalmente la semplificazione, perché abbiamo bisogno di superare quelli che sono i problemi legati alle sperimentazioni cliniche sia dei farmaci sia dei dispositivi medici, abbiamo bisogno dell’individuazione di centri di qualità, abbiamo bisogno di superare la difformità nelle valutazioni e di dare tempi più certi. Sappiamo di avere un problema nei tempi rispetto ad altri Paesi e speriamo con questo protocollo, firmato da tutti gli attori (ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Aifa, Farmindustria, Assobiotech e Assobiomedica), di essere più attrattivi anche per le sperimentazioni cliniche di farmaci e dispositivi oltre che di diventare, volendo, anche il primo hub sperimentale. La ricerca è un volano economico per i Paesi che in questo momento sono in crisi, ma soprattutto vogliamo più ricerca p er tenere a casa i nostri ricercatori’.
Secondo il presidente di Assobiomedica, Luigi Boggio, il protocollo ‘Fast track’ può essere un primo passo verso l’efficienza ‘perché semplifica e in teoria rende più uniforme l’accesso agli studi clinici su tutto il territorio nazionale- ha detto- l’unica preoccupazione è che questo protocollo richiede del ‘volontarismo’, cioè devono adeguarsi le Regioni e gli enti. Noi allora ci auguriamo veramente che venga fatta un’opera di sensibilizzazione molto forte, da parte tutti gli attori, affinché venga recepito’. Per Boggio, inoltre, bisogna guardare all’innovazione in termini di efficacia e non di costo, come invece spesso accade nel nostro Paese: ‘In questo momento tutti gli addetti agli acquisti- ha proseguito- hanno l’ordine di tagliare i costi e di spendere il meno possibile e non esiste un sistema che permetta di valutare il valore di quello che si acquista e gli impatti sull’intera struttura o sull’intero sistema sanitario.
Se un ospedale deve per esempio acquistare una tecnologia, per risolvere in maniera definitiva una cronicità, che invece costa tantissimo al territorio, non la sceglierà mai perché si tratta di un costo aggiuntivo. Finché non colmiamo questo gap, allora, non avremo mai benefici. Devo dire però che il nuovo codice degli appalti suggerisce di analizzare l’offerta in base a criteri diversi: il prezzo è uno, ma assolutamente non l’unico, e si devono analizzare tutti gli impatti che l’acquisizione della tecnologia ha sull’intera organizzazione. Il ciclo di vita del prodotto, lo smaltimento e i consumi elettrici, insomma, sono tutti costi che bisogna analizzare. E oggi francamente questo avviene molto poco’.
Presente all’incontro anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che ha parlato di importanti novità per il settore dei dispositivi medici a partire dal 2017: ‘Dal primo gennaio partiranno tutti i nuovi dipartimenti e i centri dell’Istituto che si occuperanno delle problematiche in questo settore, ma ce ne saranno alcuni che saranno particolarmente focalizzati. Il primo è l’organismo notificato unificato, cioè noi avremo un organismo notificato, che per altro ha superato la rigidissima valutazione della Commissione europea, ispezione avvenuta più volte, per sancire che noi siamo uno dei pochi Paesi ad avere un organismo che rilascia la certificazione europea nei confronti dei dispositivi medici. E questo è molto importante per la ricerca e le aziende italiane che sono tante e che così sono in grado di certificarsi in italiano nel nostro Paese da un ente pubblico.
Poi ci sono i nuovi centri specifici come il Centro nazionale per l’Health technology assessement, quello nazionale per le tecnologie innovative in sanità pubblica, quello nazionale per la telemedicina e poi il Centro nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure che, se il Parlamento andrà avanti sulle leggi che ha in previsione, si occuperà delle linee guida quindi di tutto il programma nazionale per aiutare gli operatori a fare al meglio il proprio lavoro’. Nelle due giornate sono previsti infine incontri e dibattiti incentrati sul monitoraggio dei consumi di dispositivi medici, sulla vigilanza e sulla sorveglianza del mercato con la lotta alla contraffazione, ma anche sull’Health technology assessment (Hta) per il Servizio sanitario nazionale, oltre che sul tema dei dispositivi medici in campo estetico. Sul sito dedicato http://www.forumdm.it è possibile trovare il programma dettagliato dell’evento.

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L’innovazione tecnologica e il settore sanitario globale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2016

the-future-of-healthcareEntro il 2025, si prevede che l’ecosistema della sanità avrà un aspetto radicalmente diverso rispetto ad oggi. Crescendo con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 5,6%, il settore sanitario globale probabilmente raggiungerà quota 2,69 trilioni di dollari di entrate entro il 2025. Tuttavia, le regioni e i settori che genereranno questi profitti cambieranno in modo significativo:Se attualmente l’Europa è il secondo mercato della sanità più grande del mondo, l’Asia è destinata a prendere il suo posto entro il 2025. Il Nord America dovrebbe rappresentare il più grande mercato della sanità fino al 2028 circa, quando l’Asia probabilmente guadagnerà il primo posto.
La crescita della regione Asia-Pacifico nella spesa sanitaria (come percentuale del PIL) è destinata ad essere maggiore rispetto a quella di Nord America ed Europa, sostenendo la forte crescita del mercato.Entro il 2025, l’America Latina è destinata a superare il Giappone diventando il quarto mercato della sanità a livello globale.L’invecchiamento della popolazione in tutto il mondo metterà alla prova i sistemi sanitari esistenti dal punto di vista finanziario e richiederà risultati migliori in ambito sanitario. Ciò provocherà uno spostamento verso cure basate sul valore e richiederà un cambiamento radicale delle politiche nazionali.Anche la crescita della consumerizzazione porterà a modelli di assistenza sanitaria incentrati sul paziente.I progressi tecnologici sbloccheranno valori e segmenti prima inaccessibili. Tra gli altri, le interfacce cervello-computer, gli avatar digitali, i dispositivi indossabili e la medicina di precisione si affermeranno come tecnologie di punta.Il settore dell’informatica sanitaria assisterà alla crescita più rapida, crescendo a un tasso fenomenale del 16,1% fino al 2025. La nuova analisi, intitolata “Vision 2025 – Future of Healthcare”, che fa parte del programma Advanced Medical Technologies Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, esplora i modi in cui si prevede che si evolverà il panorama della sanità. Identifica inoltre 18 tecnologie che avranno un forte impatto su questo settore, sottolinea le aree chiave di crescita all’interno di ogni segmento e si focalizza sulle sfide che le diverse regioni dovranno affrontare per ottenere migliori prospettive future per la sanità.Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: http://frost.ly/12w
“Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della diffusione delle malattie croniche, aumenterà l’attenzione posta su prevenzione e monitoraggio. Ciò si riflette nell’aumento della percentuale della spesa sanitaria destinata a prevenzione, monitoraggio e diagnosi, mentre la quota destinata alle cure diminuirà”, osserva Siddharth Shah, analista del gruppo Transformational Health di Frost & Sullivan. “I nuovi progressi tecnologici volti ad aiutare a mitigare la situazione creeranno nuove opportunità da miliardi di dollari in tutti i settori collegati. L’effetto combinato dei cambiamenti trasformazionali e delle nuove opportunità faciliteranno la nascita di nuovi modelli di business nel settore.”
Frost & Sullivan presenterà aggiornamenti settimanali sui risultati chiave di questa analisi. Le aree di focus comprenderanno: il futuro della sanità nei diversi settori, il futuro della sanità nelle diverse regioni e le 18 più importanti tecnologie che daranno forma a questo settore fino al 2025. (foto: The Future of Healthcare)

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“Oltre il CUP” vince il premio nazionale Innovazione S@lute 2016

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

premioIl progetto “Oltre il CUP” si aggiudica il Premio “Innovazione S@lute2016” assegnato ieri a Regione Veneto, Arsenàl.IT e Azienda ULSS 1 Belluno in occasione del Forum dell’Innovazione per la Salute in corso di svolgimento a Milano. La cerimonia di premiazione è stata presieduta dall’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. L’iniziativa, che permette ai medici di medicina generale di prenotare le visite specialistiche e gli esami di laboratorio direttamente all’atto della prescrizione avviato lo scorso anno nel territorio dell’ULSS 1 Belluno, è stata premiata per la categoria “Infrastrutture di comunicazione e comparto amministrativo-gestionale”. Il premio nazionale è promosso da Aris-Allea, ForumPA e Motore Sanità e ha raccolto 101 progetti provenienti da tutta Italia che rispondono ai crescenti bisogni di salute in sei ambiti differenti. Tutto ciò nella convinzione che la costante ricerca di innovazione delle istituzioni, delle strutture della sanità pubblica e privata, dei professionisti della cura e dell’assistenza, delle imprese produttrici di beni e servizi è una strada irrinunciabile per cambiare stili di vita e comportamenti dannosi, migliorare le modalità di erogazione dei servizi di assistenza e cura, assicurare benessere e sviluppo.
“Oltre il CUP” è un progetto della Regione Veneto coordinato da Arsenàl.IT e realizzato nell’Azienda ULSS 1 Belluno nell’ambito della realizzazione del fascicolo sanitario elettronico ed in particolare nella attività legate alla ricetta dematerializzata. Proprio per sfruttare alcune delle potenzialità offerte dalla dematerializzazione delle prescrizioni, dal 2015 è stato avviato grazie ad alcuni medici bellunesi un progetto pilota che permette al medico, contestualmente alla compilazione della ricetta con i dati relativi al tipo di visita o esame da prescrivere, di accedere telematicamente, tramite al proprio gestionale, alle prime disponibilità dell’azienda sanitaria o ospedaliera di riferimento. In base alle alternative offerte, il medico è in grado di selezionare la soluzione più appropriata in base al quadro clinico e in accordo con le esigenze dell’assistito, stampare il promemoria dell’appuntamento e consegnarlo al paziente, il quale potrà recarsi direttamente nel luogo prescelto. Nel caso in cui le alternative proposte non rispondano alle necessità dell’assistito, questo può scegliere di essere contattato telefonicamente successivamente. Tutto ciò è reso possibile da un sistema di interoperabilità che mette in collegamento la cartella del medico di medicina generale, il sistema di prenotazione dell’azienda sociosanitaria e i servizi informativi socio-sanitari regionali, permettendo lo scambio di dati dentro l’infrastruttura del fascicolo sanitario elettronico regionale.La sperimentazione ha permesso di identificare i punti di forza del progetto in particolare per quanto concerne i vantaggi identificati dai medici: condivisione dei tempi di attesa rispetto alla prestazione, scelta condivisa del percorso diagnostico in base alle esigenze dell’assistito, minori abbandoni del percorso terapeutico e/ diagnostico; e dei vantaggi percepiti dai pazienti: semplificazione delle attività di prenotazione, riduzione degli spostamenti con risparmio di tempo e denaro, soluzione accessibile anche a chi non ha dimestichezza con le tecnologie, e comunque l’utente può scegliere di prenotare autonomamente.Il progetto è partito da un gruppo di medici volontari dell’Azienda ULSS 1 Belluno ed è in corso di estensione nell’Azienda ULSS 12 Veneziana e ULSS 17 Bassa Padovana. Entro il 2017 è prevista l’estensione in tutto il Veneto. (foto: premio)

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Innovazione tecnologica e conoscenza sul campo del patrimonio artistico

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2016

universita-europeaRoma. Sono queste le caratteristiche del Corso di perfezionamento per Operatori della valorizzazione del territorio e del Corso di Alta formazione per Guide turistiche che iniziano martedì 8 novembre 2016, alle 15, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190. L’edizione di quest’anno, la terza, è stata rinnovata nella formula e nell’impostazione, per rispondere meglio alle esigenze di formazione e aggiornamento di professioni che stanno vivendo grandi trasformazioni in un contesto globale sempre più concorrenziale.
E’ basata sulla centralità delle tecnologie digitali e su un ricco programma di lezioni in esterno, sopralluoghi, simulazioni di visite, incontri con i direttori dei musei. Questa doppia dimensione permetterà sia di acquisire strumenti operativi per posizionarsi efficacemente sul mercato, sia di consolidare metodologie di studio per l’approfondimento e per l’inserimento in aree diverse, in Italia e in Europa. Consente inoltre di sviluppare, grazie al ruolo di collegamento dell’Università, una rete di contatti che faciliteranno l’operatività e un rapporto diretto con le diverse tipologie di soggetti del sistema turistico culturale.
Ogni iscritto, durante i corsi, dovrà sviluppare un progetto professionale o imprenditoriale individuale, con il supporto dei professori e degli esperti che compongono il Collegio dei Docenti: nei prossimi sei mesi ciascuno implementerà le attività che già svolge oppure ne avvierà di nuove, potenziando la propria rete di contatti, definendo il business plan, valutando l’efficacia di azioni e iniziative.
Le lezioni teoriche sono trasmesse anche in streaming, con la creazione di una vera e propria aula virtuale in cui tutti possono interagire anche in voce. Uno dei punti di forza dei corsi è la formazione di un gruppo di professionisti con curriculum già consolidato e competenze diversificate, che lavorano insieme, si confrontano e sviluppano iniziative economiche e occupazionali comuni. (foto: università europea)

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Sailing to Rome

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

tommy1Fiumicino Domenica, 16 ottobre alle 12.00 lo stand vip allestito alla Darsena di Fiumicino di Sailing to Rome, evento promosso dalla Regione Lazio e dal Comune di Fiumicino con lo scopo di creare una vetrina del comparto nautico regionale e un luogo di incontro tra armatori e aziende fornitrici, ospiterà la consegna del premio ”Il Faro d’oro”, assegnato a chi interagisce con il mare per diversi aspetti, dalla tutela ambientale all’innovazione tecnologica, dall’impegno imprenditoriale ai meriti sportivi, alla sicurezza.
E’ un premio a chi, con la propria opera, contribuisce a creare quella “cultura” del mare che dovrebbe essere il motore primo per un Paese come il nostro, bagnato da oltre 8.000 chilometri di costa. La testata giornalistica Il Faro on line quest’anno ha deciso di assegnare uno dei premi al Corpo della Guardia Costiera con una motivazione particolare: “per il performante utilizzo dei social network al servizio di un’informazione puntuale, precisa e fruibile da un vastissimo numero di utenti, con particolare riferimento all’immediatezza nelle situazioni di crisi”. Il premio – che sarà ritirato dal Direttore Marittimo del Lazio, Contrammiraglio (CP) Giuseppe Tarzia, quale delegato del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Ammiraglio Vincenzo Melone – viene assegnato dopo un’approfondita analisi della web reputation, svolta mediante lo studio – effettuato da ilsocialpolitico.it (primo magazine in Italia deputato al rilevamento della popolarità on line di Istituzioni, P.A., fenomeni sociali e culturali) del posizionamento sui principali social media e motori di ricerca. Il secondo “Faro d’oro” è stato assegnato a Edopera S.r.l.s, già premiata da Regione Lazio – Lazio Creativo per essere “il miglior esempio possibile di start up innovativa per le attività tese allo sviluppo tecnologico ed all’utilizzo di materiali e metodologie produttive all’avanguardia nel settore della nautica occupando esclusivamente giovani under 30”. Ritirerà il premio l’arch. Laerzio Cassano. Il terzo e ultimo riconoscimento va al Tommy Racing Team per meriti sportivi. Secondo al mondiale Offshore a Chioggia, è l’ennesimo risultato positivo del Tommy Racing team, che gareggia nelle più prestigiose competizioni internazionali di Off shore. Solo la sfortuna, concretizzatasi nella rottura di un’elica per un corpo estraneo in mare, ha privato il team del titolo mondiale. Ritira il premio il pilota e patron del team Maurizio Schepici. Sailing to Rome, organizzato dall’associazione FEDEX dell’Architetto Alessandro Inno e cofinanziata da Regione Lazio e Lazio Innova, vedrà la partecipazione di più di trenta aziende e della stampa di settore come Nautica, storica rivista del settore, il portale online Nautica Report, e la testata giornalistica “Il Faro”. (foto: tommy)

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Convegno “L’Innovazione nell’Assicurazione Salute”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

Milano. Si svolgerà il prossimo 12 ottobre, a partire dalle ore 9.00, presso l’Hotel Principe di Savoia, il convegno “L’Innovazione nell’Assicurazione Salute”, organizzato da RBM Assicurazione Salute S.p.A. in occasione della 4a edizione dell’Health Insurance Summit. I lavori si apriranno con la presentazione del volume “L’Innovazione nell’Assicurazione Salute” realizzato dal Team di ricerca dell’Osservatorio sui Consumi Privati di SDA Bocconi che approfondisce le linee evolutive dell’Assicurazione Sanitaria nei principali Paesi europei anche in una logica di sussidiarietà all’interno dei sistemi di sicurezza sociale.
La mattinata proseguirà con l’intervento di Marco Vecchietti, Consigliere Delegato di RBM Assicurazione Salute, sui temi “Il Secondo Pilastro Sanitario aperto nella riforma dei Livelli Essenziali di Assistenza” e “IoT, A.I. & Data Science: Strategie avanzate per la gestione dell’Assicurazione Salute”. Seguirà tavola rotonda sui programmi di WellBeing e sui percorsi di rewarding per la promozione di stili di vita attivi a favore degli Assicurati con alcuni partner del progetto di RBM Assicurazione Salute “Sempre in Forma, Sempre in Salute, Sempre Protetti”. La giornata si concluderà con un confronto sulle tematiche distributive anche alla luce dei trend innovativi nel settore della sanità integrativa illustrati in mattinata “Distribuire Piani Sanitari Individuali: la Nuova Sfida per il Mercato”.

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Vittorio Loreto sulla scienza del nuovo: gioco, creatività e innovazione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2016

comoComo Martedì 6 settembre ore 18, nell’ambito della Lake Como School of Advanced Studies, la Fondazione Alessandro Volta di Como, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED di Como, propone un nuovo incontro aperto al pubblico tra scienza, innovazione e tecnologia.
Alle 18 presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED di Como si terrà la conferenza “La scienza del nuovo: gioco, creatività e innovazione”, con Vittorio Loreto, Professore di Fisica dei sistemi complessi all’Università Sapienza di Roma e Research leader alla Fondazione ISI di Torino.
Noi tutti sperimentiamo il nuovo. Le novità fanno parte della nostra quotidianità. Incontriamo nuove persone, impariamo e usiamo nuove parole, ascoltiamo una nuova canzone, vediamo un film o adottiamo una nuova tecnologia.
Le innovazioni sono fattori chiave per l’evoluzione delle società umane, in quanto rappresentano il motore principale per esplorare nuove soluzioni in ambienti imprevedibili e in continua evoluzione. Nuovi artefatti tecnologici, nuove scoperte scientifiche, nuove strutture sociali e culturali, sono molto spesso stimolati dalle mutazioni della condizioni esterne. Storicamente la nozione del “nuovo” ha sempre rappresentato una sfida per l’umanità.
Ciò che è nuovo spesso sfida la naturale tendenza degli esseri umani a prevedere e controllare gli eventi futuri. Eppure, la maggior parte delle decisioni che prendiamo sono basate sulle nostre aspettative per il futuro. Da questo punto di vista un’indagine approfondita e una profonda comprensione dei meccanismi attraverso i quali novità e innovazioni emergono, si diffondono, competono e si affermano è cruciale per il progresso in tutti i settori delle attività umane.
In questa conferenza Vittorio Loreto presenterà una panoramica degli approcci recenti alla scienza del nuovo che uniscono da un lato teorie e dati e, dall’altro, la possibilità di sfruttare i giochi come strumento per studiare i meccanismi alla base della creatività, dell’innovazione e dell’apprendimento. L’incontro, organizzato nell’ambito della scuola “Creativity and Evolution: Games – Language – Robots – Life – Art”, è a ingresso gratuito.

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Promozione dell’innovazione e politiche a supporto della competitività delle PMI

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

reti impresaCa’ Tron (Treviso) martedì 6 settembre a partire dalle ore 9.15 presso la sala Convivium di H-FARM in via Sile 41.23 milioni di micro, piccole e medie imprese rappresentano l’intelaiatura per la crescita economica, l’innovazione, l’occupazione e l’integrazione sociale dell’UE a 28 Paesi. La Commissione Europea, attraverso i programmi Horizon2020 e COSME, e le Regioni italiane, con il POR FESR 2014-2020, forniscono tutti gli strumenti utili a promuovere un’imprenditorialità di successo e a migliorare il contesto delle attività per le PMI, che arrivano a fornire 75 milioni di posti di lavoro.In questo contesto si inserisce l’incontro «Promozione dell’innovazione e politiche a supporto della competitività delle PMI». L’incontro, che analizza le opportunità fornite dal nuovo schema di finanziamento SME Instrument a supporto dei progetti di innovazione, vedrà coinvolte molteplici realtà: Unioncamere del Veneto, Veneto Innovazione ed ENEA nell’ambito della rete Enterprise Europe Network; H-FARM, APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea e la Scuola Superiore Sant’Anna. Durante la sessione del mattino verranno spiegati il programma Horizon 2020 e le sue finalità, riportando casi di successo di aziende vincitrici dello SME Instrument e si affronterà infine il tema della gestione dell’innovazione in riferimento anche alla normativa CEN/ISO. Nel pomeriggio le aziende interessate potranno partecipare ad una sessione di screening di idee progettuali da presentare nell’ambito dello SME Instrument.

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L’instabilità dell’economia a livello globale crea opportunità di crescita e innovazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2016

londraLondra. Gli amministratori delegati delle aziende di tutto il mondo e i membri della comunità di Frost & Sullivan per la crescita, l’innovazione e la leadership (GIL) rivelano che l’instabilità del settore rappresenta una delle principali sfide che un amministratore delegato deve affrontare per la crescita.
Una percentuale sempre maggiore di amministratori delegati sta assistendo a cambiamenti radicali nei modelli di business che comportano la trasformazione totale dell’ecosistema del proprio settore. In un tale contesto, la resistenza interna al cambiamento e la mancanza del lavoro di squadra necessario per la trasformazione visionaria stanno ostacolando la capacità delle aziende di sviluppare e attuare potenti strategie di innovazione e di crescita. Le fusioni e le acquisizioni sono comunemente utilizzate dagli amministratori delegati per sviluppare e sostenere la crescita e l’innovazione. Ciò, tuttavia, è in conflitto con il dato di fatto che fusioni e acquisizioni sono le strategie di crescita con il più basso tasso di successo. Alla luce di queste informazioni, come potranno gli amministratori delegati sviluppare e sfruttare le best practice per trasformare le proprie aziende e dare slancio all’innovazione e alla crescita?
“Nell’economia globale fortemente dinamica di oggi, è estremamente importante che gli amministratori delegati dimostrino una leadership visionaria nel guidare le proprie aziende, specialmente nel momento in cui l’ecosistema del settore in cui operano subisce cambiamenti, crolli e trasformazioni”, afferma Sandeep Kar, Global Vice President di Frost & Sullivan. “La conoscenza delle tendenze nuove ed emergenti del settore, delle forze dirompenti, delle opportunità di crescita trasformazionale e delle best practice è necessaria agli amministratori delegati per prepararsi ai diversi scenari aziendali ed evitare la morte delle proprie aziende e dei relativi ecosistemi in seguito ai numerosi tagli richiesti”. Frost & Sullivan 2016 Annual CEOs Voice on Growth, Innovation and Leadership punta a fare chiarezza sul processo decisionale strategico offrendo approfondimenti potenti e concreti mutuati dalla nostra comunità globale di amministratori delegati appartenenti a una vastissima gamma di settori e regioni.

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SACE (Gruppo Cdp) e Banco Popolare: € 300 milioni per progetti di innovazione e internazionalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

saceBanco Popolare e SACE (Gruppo Cdp) hanno finalizzato un nuovo importante accordo che mette a disposizione delle aziende clienti della banca 300 milioni di euro di nuovi finanziamenti per sostenere progetti d’innovazione e crescita all’estero nell’ambito del “Programma 2i per l’Impresa – Innovazione & Internazionalizzazione” sviluppato da Cdp (anche in qualità di ente nazionale di promozione del piano Juncker), SACE e FEI (Gruppo BEI).Grazie all’intesa, le PMI e le Small Mid Cap (fino a 250 milioni di euro di fatturato e 499 dipendenti) il cui fatturato export sia pari almeno al 10% del totale, potranno rivolgersi agli sportelli di Banco Popolare per richiedere finanziamenti, garantiti da SACE, destinati a sostenere esigenze di capitale circolante connesse a processi di espansione sui mercati esteri o finanziare investimenti in ricerca e sviluppo e internazionalizzazione.I finanziamenti, di durata compresa tra i 12 e i 96 mesi, prevedono importi a partire da 100 mila euro fino a 7,5 milioni di euro e potranno essere garantiti da SACE fino all’80%.L’accordo rappresenta un esempio di collaborazione sinergica tra SACE e Banco Popolare, offrendo strumenti a sostegno di tutte quelle aziende che aspirano ad accrescere la loro competitività all’estero, e consolida una partnership decennale che ha già consentito di erogare 1 miliardo di euro di finanziamenti a mille imprese clienti.

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“Servizio pubblico guardi a futuro, più innovazione e formazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

Rai: sede di roma“Dai palinsesti della Rai sembra evidente che, tra la strada nuova, certamente difficile perché sconosciuta ma entusiasmante, e quella vecchia, si sia scelto di intraprendete la seconda, con la quale si portano a casa risultati forse sicuri, ma non certo innovativi e dirompenti. E’ con queste scelte che la dirigenza della Rai pensa di portare la tv pubblica nel futuro? Siamo nel 2016, i linguaggi sono profondamente cambiati e la Rai che noi immaginiamo, in virtù del suo ruolo di servizio pubblico nazionale, deve saper guardare al futuro, parlare un linguaggio moderno ed innovativo, pur muovendosi nel solco della tradizione. Di tutto questo, sino ad oggi, stando alle scelte compiute sui palinsesti, sui contenitori televisivi e nelle scelte di conduzione, non scorgiamo segnali significativi” lo ha detto Maurizio Lupi, oggi, durante l’audizione del direttore di RaiUno, Andrea Fabiano, in Commissione di Vigilanza Rai.“Il servizio pubblico deve investire in formazione e creazione di nuovi talenti, sia artistici che giornalistici, da crescere e coltivare al suo interno. In tutti questi anni, ed in particolare negli ultimi, quanti giovani talenti sono figli della Rai? Il Parlamento, con la designazione di Monica Maggioni a presidente, ha compiuto una scelta importante e coraggiosa ma soprattutto ha voluto mandare un segnale preciso: una giornalista interna, cresciuta in Rai ed ora ai vertici. La domanda che poniamo è: quanto si sta facendo, in termini di investimenti e formazione, perché vi siano tante Maggioni nel futuro della Rai? Noi vogliamo sapere quanto c’è di produzione interna ed esterna nei palinsesti che si stanno creando, quanto la Rai attinga da risorse interne e quanto da quelle esterne, anche in termini di valutazioni di costi” ha aggiunto Lupi.
“Infine, oltre al pluralismo televisivo e dell’informazione, la Rai del futuro deve essere in grado di garantire il pluralismo culturale. Ben vengano film, ben venga l’informazione sui conflitti ma accanto a tutto questo ci deve essere anche il racconto di quel Paese positivo che c’è, esiste e che vale la pena raccontare e far conoscere, come accaduto in passato attraverso ad esempio la sperimentazione del format “La buona novella” ha concluso Lupi.

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Innovazione e rischi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

Banca d'ItaliaL’innovazione, l’investimento devono beneficiare di un ambiente che li premi. Questa breve e in apparenza banale frase è stata estratta dalle considerazioni finali lette lo scorso 31 maggio dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco davanti alla consueta platea di banchieri e imprenditori.
L’innovazione e l’investimento, ripetiamo, devono beneficiare di un ambiente che li premi. Poiché nessuno potrebbe affermare il contrario sembrerebbe un’ovvietà. Ma non lo è se cerchiamo d’inquadrarne il senso nella consapevolezza, tanto per cominciare, che quell’ambiente da noi si presenta ostile.Innovare è bellissimo ma rischioso. E quanto più l’innovazione è radicale tanto più si deve accettare la possibilità del fallimento. Ma chi, avventurandosi in terra incognita, può avere la certezza che raggiungerà il suo obiettivo? E chi, accettando di sperimentare, ha già fisso in mente l’obiettivo che vuole raggiungere?
L’innovazione che conosciamo, quella che siamo capaci di comprendere e affrontare, è necessariamente di seconda fascia. Si limita a rincorrere piccoli aggiustamenti nei processi o nei prodotti che danno l’illusione del cambiamento lasciando tutto, nella sostanza, com’è.E non potrebbe essere diversamente perché la paura di sbagliare – e di pagare sanzioni molto salate in termini economici, giudiziari e di reputazione – è così alta da sconsigliare voli pindarici suggerendo invece di procedere per corti e goffi saltelli che offrono una rassicurante aderenza al suolo.Chi non risica non rosica ma nemmeno si fa male. Nel paese che non riesce a perdonare il successo bisogna schivare anche l’insuccesso perché basta mettere un piede in fallo per essere espulsi dal gioco. Accettare questa condizione non è da tutti ed è per questo che alla fine vince la prudenza.
In America, per parlare di un paese amico dell’intrapresa, l’insuccesso dovuto a fattori di mercato è considerato normale. Una tappa obbligata del percorso che, provando e riprovando, porterà alla formula vincente, al premio destinato a chi non s’arrende e con tenacia ritenta la sorte.Inseguire un’intuizione e scommettere sul futuro sprigiona tanti e forti sentimenti dove il coraggio si fonda con l’orgoglio e questo con la consapevolezza di appartenere a quella particolare e straordinaria élite destinata a passare alla storia per il contributo portato al progresso.
Il nostro ambiente è fatto di molte insidie e altrettante invidie. Da noi il mal comune è ancora e sempre un mezzo gaudio. L’uovo di oggi è preferito alla gallina di domani e, soprattutto,chi lascia la vecchia via per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova. Naturalmente questa stessa condizione di sofferenza per gli attori che si muovono con correttezza diventa un brodo di convenienza per gli spregiudicati e i malintenzionati che sanno bene come muoversi nei terreni accidentati del paese. (di Alfonso Ruffo Consiglio Direttivo Società Libera http://www.societalibera.org)

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La white economy parla italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2016

écologie planète terre mains

écologie planète terre mains

Innovazione, controllo e riduzione dei consumi, gestione aziendale orientata alla sostenibilità ambientale, visione imprenditoriale di largo respiro: tutto questo è la white economy, quella che oggi più che mai sembra essere la chiave per lo sviluppo del business del futuro in Italia e all’estero, perché tutto il mondo si sta oggi muovendo sulla strada dell’efficientamento energetico.Ne è convinto l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia (www.avvenia.com), che da anni ha fatto della white economy il suo marchio di fabbrica, rendendo la sua azienda e l’Italia un polo di eccellenza del risparmio energetico.Ed è proprio Avvenia che ora rimane l’unico dei grandi player nel settore della white economy a capitale privato ad essere al 100% italiano. Nei giorni scorsi, infatti, un altro importante marchio italiano dell’efficientamento energetico è stato messo in portafoglio da un’azienda tedesca.La fila dei corteggiatori anche per Avvenia è stata lunga, ma l’impegno assunto dalla famiglia Campaniello a fare rimanere italiana l’azienda ha prevalso. «Non abbiamo intenzione di vendere a un concorrente. Vogliamo continuare a sviluppare progetti a medio e lungo termine e non siamo interessati a massimizzare i ricavi nel breve termine come fanno altri operatori del settore. Siamo nati come un’impresa di famiglia e intendiamo restare tale» spiega il dottor Francesco Campaniello, direttore generale di Avvenia.Da anni alcuni grandi operatori stranieri fanno la fila alla porta di Avvenia per proporre transazioni che permetterebbero all’azienda di confluire in un gruppo dalle spalle più larghe. Ma nemmeno il valore raggiunto dall’azienda della famiglia Campaniello, cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, ha convinto la famiglia a fare un passo indietro.Il piano di Francesco Campaniello per il prossimo quinquennio è quello di raddoppiare le dimensioni della società creata da suo padre Giovanni e di uscire maggiormente dai confini italiani, all’interno dei quali oggi si realizza oltre l’80% del fatturato, per espandersi oltre l’Europa.Negli ultimi 5 anni la Cina, ad esempio, proprio nel settore dell’efficienza energetica ha investito oltre 250 miliardi di dollari e in quest’ambito l’Italia potrebbe avere un ruolo fondamentale.

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L’innovazione in Europa viene dal nord

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

capital raisedHelsinki. Spesso si dice che il clima mite sia il vero segreto della Silicon Valley. Questa regola non sembra tuttavia trovare applicazione in Europa, dal momento che più si va verso il nord, più elevata risulta la capacità di dare vita e far scalare aziende innovative. Questo è quanto rivela l’ultimo Monitor presentato oggi all’evento Arctic15 di Helsinki da Startup Europe Partnership, la prima piattaforma paneuropea nata con l’obiettivo di trasformare le startup europee in scaleup mettendole in contatto con le grandi aziende consolidate internazionali. L’analisi si concentra sulle scaleup ICT di 5 paesi nordici – Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia – e mostra un ecosistema assai giovane e prolifico. SEP ha infatti identificato 430 scaleup ICT nei 5 paesi, che hanno raccolto in tutto oltre 6.5 miliardi di dollari, per l’84% ($5.5B) da fondi di Venture Capital e per il 16% dal mercato azionario ($1B). Inoltre, il 60% delle scaleup identificate sono state fondate dopo il 2010: ciò rivela l’esistenza di un ecosistema giovane e rende i numeri dei paesi nordici ancora più apprezzabili.“I paesi nordici hanno messo l’innovazione al centro della propria politica industriale. Questi dati non devono stupirci più di tanto. Sono paesi con una struttura industriale e un PIL molto più ridotti del nostro che tuttavia hanno maggiore capacità propulsiva di generare aziende di successo. Ciò dimostra che nel momento in cui si applicano delle politiche strutturali volte al supporto dell’innovazione i risultati con il tempo arrivano – ha commentato Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge e responsabile SEP – L’Italia non esce tuttavia ridimensionata da questo confronto. Paga semmai il fatto di essere partita in ritardo: capital raised1l’attenzione per il mondo dell’innovazione e delle startup è un fenomeno recente e solo ora iniziamo a raccogliere i primi risultati di ciò che abbiamo seminato negli ultimi anni. Casi come Mosaicoon, Facilitylive, Pizzabo o Vislab dimostrano che anche in Italia possano nascere giocatori con ambizioni internazionali”.Per quanto riguarda il numero di scaleup, i paesi nordici si collocano più o meno allo stesso livello di Regno Unito (399) ed Europa Continentale (Germania-Francia, 413), mentre “doppiano” l’Europa Meridionale (Italia-Portogallo-Spagna, 218). Questo significa una media di 1.6 scaleup ogni 100,000 abitanti, che è 2.5 volte il rapporto presente nel Regno Unito, circa 6 volte quello dell’Europa Continentale e 9 volte quello dell’Europa Meridionale. La Svezia dimostra di essere il maggiore hub per scaleup con 149 aziende (35% del totale). La Finlandia si colloca al secondo posto con 126 (29%) mentre la Danimarca segue con 96 (22%). In Norvegia e Islanda i numeri sono più bassi: 44 (10%) e 15 (4%), rispettivamente. Se si analizzano inoltre i dati del PIL, si scopre che quello dei 5 paesi nordici ($1292B) è circa la metà di quello del Regno Unito ($2663B), 1/5 di quello dell’Europa Continentale ($6523B) e 1/3 di quella Meridionale ($4134B). Ma mentre i paesi nordici hanno investito lo 0.5% del PIL in scaleup, la rispettiva percentuale nel Regno Unito cala allo 0.42%, in Europa Continentale crolla allo 0.15% fino ad arrivare allo 0.06% in Europa Meridionale. A quanto pare, l’investimento nei paesi nordici sta dando i suoi frutti, rendendo questa zona un concentrato di innovazione europea.
Le scaleup dei paesi nordici hanno raccolto in media $15M ciascuna (includendo sia capitale raccolto attraverso Venture Capital che attraverso mercato azionario). Questo dato si colloca al di sotto di quello raggiunto da Regno Unito ($28M) ed Europa Continentale ($24M) ma è assolutamente più capital raised2vicino alla media conseguita dai paesi dell’Europa Meridionale ($10M).La Svezia guida la classifica con $3.4B di capitale raccolto: oltre 3 volte l’importo raccolto dalle scaleup finlandesi, 2.8 volte il capitale raccolto dalle aziende danesi e oltre 4 volte il totale raccolto dalle scaleup di Norvegia e Islanda. Ad ogni modo, questo importo totale è significativamente influenzato dal fundraising miliardario realizzato dall’unicorno locale “Spotify”. Vale anche la pena sottolineare che le scaleup danesi hanno raccolto 1.3 volte più capitale rispetto ai loro omologhi finlandesi, anche se ci sono in media 1.3 più scaleup in Finlandia che in Danimarca.
Il 3% (12) delle scaleup si è rivelato essere in realtà costituito da “scaler”, vale a dire scaleup che sono riuscite a raccogliere oltre 100 milioni di dollari di finanziamento. Queste sono Supercell e Blyk (Finlandia); Spotify, King.com, Klarna, iZettle, Tobii (Svezia); Zendesk, Momondo, Tradeshift, Trustpilot (Danimarca); Thin Film Electronics (Norvegia). E hanno raccolto quasi la metà (45%) del finanziamento totale messo a disposizione delle aziende nordiche. Se aggiungiamo alle scaler le scaleup che hanno ricevuto oltre 20 milioni di dollari di finanziamento, scopriamo che il 15% delle scaleup nordiche (3% >$100M, 3% $50-100M, 9% $20-50M) ha raccolto il 75% (45%, 14%, 17%, rispettivamente) dei fondi totali rilevati nell’intera regione.
Il settore più attrattivo per le acquisizioni è risultato quello delle Software Solutions, con un peso del 24% sul totale delle attività M&A rilevate dal Monitor SEP. Altri settori “caldi” risultano E-Commerce (10%), Gaming (8%), Digital Media e Mobile (6% ciascuno). 20 scaleup si sono infine rivelate “dual company”, ovvero startup che hanno trasferito il proprio quartier generale all’estero pur mantenendo significative attività operative nella propria terra natale. Nella maggior parte dei casi (75% del totale) si sono trasferite negli Stati Uniti, più nello specifico in Silicon Valley.(graphic: capital raised)

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