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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘inondazioni’

Sudan: gravi inondazioni devastano le comunità sfollate e quelle di accoglienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Migliaia di persone tra sfollati interni, rifugiati e comunità di accoglienza sono state colpite dalle forti piogge stagionali in Sudan, che hanno causato inondazioni improvvise e spinto i fiumi a straripare, tra cui il Nilo nella capitale Khartoum e nella città gemella Omdurman.Le condizioni igienico-sanitarie sono drasticamente peggiorate a causa degli allagamenti delle latrine e delle contaminazioni dei canali di approvvigionamento idrico che hanno impedito alle persone di praticare le necessarie misure di prevenzione del COVID-19, come il frequente lavaggio delle mani. Alcune strutture sanitarie sono state danneggiate al punto da comprometterne le capacità di curare i pazienti, nel caso dovessero aumentare i casi di trasmissione di COVID-19 o di altri virus e malattie. Si stima che, in totale, abbiano subito danni 125.000 rifugiati e sfollati interni, in particolare nelle regioni del Sudan orientale, Nilo Bianco, Darfur e a Khartoum. Molti di loro hanno urgente bisogno di alloggio e di altri aiuti di emergenza. Le piogge sono state particolarmente abbondanti nel Darfur Settentrionale, dove circa 35.000 sfollati interni, residenti e rifugiati necessitano di assistenza, 15 persone hanno perso la vita e altre 23 risultano disperse.I danni alle infrastrutture sono stati devastanti. La strade sono state ricoperte da grandi quantità di fango che ostacola la circolazione del traffico, rendendo estremamente difficile, se non impossibile, consegnare gli aiuti umanitari ad alcune comunità, specialmente nel Blu Nilo, dove le agenzie umanitarie internazionali non riescono a raggiungere circa 5.700 persone bisognose di assistenza. L’UNHCR e i partner, in collaborazione col Governo del Sudan, stanno assicurando aiuti di emergenza alle popolazioni colpite nel Nilo Bianco, tra cui teli impermeabili a beneficio di 3.500 rifugiati nel campo di Al Jameya e di altri 65.000 sfollati e membri delle comunità di accoglienza. Per attenuare gli effetti degli allagamenti nel campo, l’UNHCR, in partenariato con comunità di accoglienza e rifugiati, ha pulito i canali di drenaggio con un trattore per ripristinare il flusso dell’acqua.Ulteriore assistenza d’emergenza sarà fornita alle comunità di Darfur Orientale, Khartoum, Kordofan Meridionale e Sudan orientale nei giorni e nelle settimane a venire.Anche prima che si verificassero le inondazioni, il livello dei finanziamenti era lontano da quello richiesto per assicurare alle persone l’assistenza di cui hanno bisogno. Quest’anno, l’UNHCR ha ricevuto solo il 38% dei 274,9 milioni di dollari necessari per le proprie operazioni in Sudan, ed esorta la comunità internazionale a contribuire con ulteriori finanziamenti per assicurare assistenza umanitaria alle comunità sfollate.

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Somalia: Conflitti e gravi inondazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2020

Inondazioni devastanti, conflitti, un’economia paralizzata, incombenti invasioni di locuste del deserto e la diffusione esponenziale del COVID-19 stanno minacciando la sicurezza e il benessere sociale dei 2,6 milioni di sfollati interni presenti in Somalia.L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, teme che l’insieme di queste molteplici emergenze causerà conseguenze devastanti, a meno che comunità internazionale, autorità somale nazionali e locali e attori umanitari non implementino un’azione efficace e coordinata per rispondere alle enormi esigenze umanitarie della popolazione.Dall’inizio dell’anno, più di 220.000 somali sono rimasti sfollati all’interno del Paese, di cui 137.000 a causa di conflitti. Le catastrofi naturali, o legate alle condizioni climatiche, tra cui siccità, con conseguente carenza di mezzi di sostentamento, e inondazioni rappresentano ulteriori fattori complessi e interconnessi che causano gli esodi.Nella Somalia meridionale e centrale, si stima che inondazioni improvvise e le prime alluvioni fluviali causate dalle piogge “Gu” stagionali abbiano già costretto alla fuga 90.000 persone e che altre ancora fuggiranno, andando ad aggravare in modo significativo le preesistenti esigenze umanitarie degli sfollati interni e delle comunità di accoglienza. Se le tendenze attuali continuano, le piogge di quest’anno lasciano chiaramente presagire che potrebbero costituire la stessa catastrofica minaccia portata dalle piogge “Deyr” del 2019, che costrinsero più di 400.000 persone a fuggire dalle proprie case. Sciami di locuste del deserto, l’insetto migratore più distruttivo al mondo, minacciano di decimare le coltivazioni e di causare una diffusa carenza di derrate alimentari dopo la stagione delle piogge “Gu”.All’inizio di questa settimana, l’UNHCR e il Governo della Somalia tramite ponte aereo hanno assicurato aiuti di emergenza quali taniche, sapone, coperte, materassi, set da cucina e teli impermeabili, per assistere più di 8.000 persone a Baidoa, Bardheere e Qardho. Un secondo ponte aereo previsto per oggi, con aiuti destinati a Qardho, Bardheere, Beletweyn e Berdale, dovrebbe consentire all’UNHCR di estendere l’assistenza a un totale di 37.000 beneficiari.A marzo e aprile, sono ripresi gli attacchi armati ai danni di Al Shabab nella regione del Basso Scebeli, costringendo oltre 50.000 persone a fuggire dalle proprie case. Durante la fuga, le comunità sono state esposte direttamente al fuoco incrociato e agli attacchi di mortaio, nonché alle esplosioni verificatesi lungo le strade. Inoltre, sono stati riportati casi di reclutamento di minori, violenza sessuale e di genere e arresti arbitrari. Infine, a Gedo, nell’Oltregiuba, si stima che, a inizio marzo, i combattimenti in corso tra le varie parti in conflitto nella regione abbiano costretto 40.000 persone a fuggire da Belet Xawoo.L’UNHCR ritiene che, con l’ulteriore diffusione del COVID-19, la situazione sul piano umanitario peggiorerà. La maggior parte dei 2,6 milioni di IDP presenti in Somalia vive in insediamenti sovraffollati e molti di questi, soprattutto i nuovi sfollati, vivono in alloggi di fortuna fatti di sacchi di plastica, cartone e ramoscelli. Praticare distanziamento fisico e sociale è pressoché impossibile, e la disponibilità di acqua potabile è appena sufficiente per dissetarsi, certamente non per lavarsi la mani. Sussistono le condizioni ideali per una diffusa trasmissione del virus.Il Governo della Somalia ha cominciato a effettuare i test per rilevare il COVID-19 in tutto il Paese. Tuttavia, decenni di conflitto, accompagnati dalla carenza di kit per i test su scala mondiale, hanno lasciato le infrastrutture sanitarie in una condizione troppo precaria per poter assicurare una risposta, qualora il virus dovesse diffondersi rapidamente. Nonostante la Somalia abbia registrato 928 casi confermati di COVID-19, solo uno ne è emerso tra la popolazione di sfollati interni.Molti sfollati interni somali hanno visto crollare il proprio reddito, dal momento che le misure di prevenzione da COVID-19 hanno generato disoccupazione o una riduzione degli orari di lavoro, in particolare ai danni dei lavoratori a giornata o dei commercianti nei mercati. L’UNHCR ha osservato come i rifugiati siano stati tra i primi a perdere il lavoro. Allo stesso tempo, i prezzi degli alimentari salgono mentre le rimesse, un’àncora di salvezza per milioni di somali, continuano a calare vertiginosamente.In questa fase di crisi, l’UNHCR esorta la comunità internazionale ad assicurare fondi ulteriori alle agenzie umanitarie e al Governo della Somalia. Ieri, nell’ambito di un piano di più ampia portata lanciato dalle Nazioni Unite, l’UNHCR ha sollecitato gli Stati, il settore privato e i singoli sostenitori a donare 745 milioni di dollari per finanziare l’appello dell’Agenzia contro il COVID-19 al fine di garantire assistenza e protezione alle popolazioni in fuga nel mondo.

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Inondazioni 2018: 277 milioni di euro dall’UE all’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Il PE ha approvato mercoledì 293,551794 milioni di euro in aiuti dal Fondo di solidarietà UE, in seguito agli eventi meteorologici estremi del 2018 in Austria, Italia e Romania.I 293,5 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) sono così ripartiti: 277,2 milioni di euro per l’Italia per le copiose piogge, i forti venti, le inondazioni e le frane avvenute nell’autunno 2018; 8,1 milioni di euro per l’Austria, a seguito degli stessi eventi meteorologici, e 8,2 milioni di euro per la regione nordorientale della Romania, dopo le inondazioni avvenute nell’estate 2018.Nell’autunno del 2018 quasi tutte le regioni italiane, da nord a sud, sono state colpite da fenomeni meteorologici estremi che hanno causato frane, alluvioni e caduta di alberi, e all’origine di decine di decessi. Fra i danni materiali, si sono registrati gravi interruzioni delle reti stradali e fluviali, allagamenti di edifici pubblici e privati, interruzioni delle reti elettriche e del gas, oltre a perdite significative nei settori del legname e del turismo.I finanziamenti sono stati approvati dal Parlamento con 645 voti favorevoli, 18 contrari e 30 astensioni.Maggiori informazioni sono disponibili nella proposta della Commissione e nel progetto di relazione del PE del relatore Siegfried Muresan, (PPE, RO). La relazione che approva il relativo progetto di bilancio rettificativo, presentata dal relatore John Howarth (S&D, Regno Unito), è stata approvata con 649 voti favorevoli, 19 contrari e 30 astensioni.

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Inondazioni 2018: in arrivo più di 250 milioni di euro in aiuti UE per l’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

La commissione per i bilanci ha approvato la mobilitazione di un totale di 293,5 milioni di euro, in seguito agli eventi meteorologici estremi del 2018 in Italia, Austria e Romania.I 293,5 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) approvati sono così ripartiti: 277,2 milioni di euro per l’Italia per le forti piogge, le inondazioni e le frane avvenute nell’autunno 2018; 8,1 milioni di euro per l’Austria, a seguito degli stessi eventi meteorologici e 8,2 milioni di euro per la regione nordorientale della Romania, dopo le inondazioni avvenute nell’estate 2018.Nell’autunno del 2018 quasi tutte le regioni italiane, da nord a sud, sono state colpite da fenomeni meteorologici estremi che hanno causato frane, alluvioni e caduta di alberi, e all’origine di decine di decessi. Fra i danni materiali, si sono registrati gravi interruzioni delle reti stradali e fluviali, allagamenti di edifici pubblici e privati, interruzioni delle reti elettriche e del gas, oltre a perdite significative nei settori del legname e del turismo.

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Bangladesh: aiuti alle popolazioni colpite dalle inondazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

BangladeshL’UNICEF con i suoi partner sta ampliando i suoi interventi di risposta all’emergenza per le popolazioni colpite dalle inondazioni nelle aree centrali e settentrionali del Bangladesh. L’UNICEF sta anche garantendo supporto nel distretto di Cox’s Bazar dato il recente arrivo di bambini e famiglie Rohingya. I bambini sono quelli più duramente colpiti e hanno bisogno di supporto per sopravvivere e superare i traumi mentali e fisici delle inondazioni e degli sfollamenti.L’UNICEF sta supportano il Governo per dare assistenza a 1,5 milioni di persone colpite dalle inondazioni attraverso la fornitura di pastiglie per potabilizzare l‘acqua, kit igienici, taniche e candeggina. L’UNICEF sta lavorando per la riattivazione del sistema scolastico, che avverrà quando i livelli delle acque scenderanno.L’UNICEF sta lavorando anche a Cox’s Bazar per rispondere ai bisogni dei bambini e delle famiglie Rohingya e delle comunità ospitanti. L’UNICEF ha già predisposto 8 Spazi a Misura di Bambino per i bambini e gli adolescenti Rohingya, garantendo sostengo psicosociale e supporto ricreativo. L’UNICEF ha iniziato a monitorare lo stato di malnutrizione die bambini e le vaccinazioni contro morbillo e rosolia per i bambini tra i 9 e i 59 mesi negli accampamenti di fortuna e nelle comunità ospitanti difficili da raggiungere. Oltre 15.200 persone adesso hanno accesso ad acqua potabile sicura e 9.700 persone hanno potuto usufruire di strutture igienico sanitarie migliorate nelle comunità ospitanti.Con il recente arrivo di Rohingya – di cui oltre l’80% è composto da bambini e donne – la richiesta di assistenza è incrementata. L’UNICEF sta lavorando per dare maggiore supporto e rafforzare le attività già presenti. Per dare supporto ricreativo e psicosociale ai bambini Rohingya arrivati, sono in funzione 33 Spazi a Misura di Bambino Mobili con 100 kit ricreativi, Kit per l’Istruzione nelle Emergenze e per la formazione degli insegnanti. Attraverso questi spazi è stato già dato supporto a 226 bambini Rohingya. L’UNICEF sta inoltre identificando i bambini separati e non accompagnati e sta distribuendo kit igienici e pastiglie per potabilizzare l‘acqua.

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Allarme inondazioni in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

Maltempo a GenovaPonzoni: “ Esce oggi studio della Federazione Europea dei Geologi: nei prossimi anni aumenteranno inondazioni ed alluvioni con un costo medio annuo di 23,5 MLD di euro per l’Europa . Chiediamo che la geologia venga inserita in tutte le direttive europee ” “E’ Drammatica la previsione di inondazioni ed alluvioni in Europa ottenuta dal Panel of Expert in forza alla Federazione Europea dei Geologi. Si stima, infatti, che entro il 2050, nella UE arriveremo a spendere ben 23,5 MLD di Euro l’anno per i danni causati da inondazioni, alluvioni e dunque mancata prevenzione. Ben oltre cinque volte l’importo speso per il periodo dal 2000 al 2012 di 4,6 MLD di Euro.Lo ha dichiarato Gabriele Ponzoni, Segretario Generale della Federazione Europea dei Geologi e Consigliere Nazionale dei Geologi. Dunque dalla Federazione che raggruppa, Ordini professionali ed associazioni di categoria di ben 24 Stati Europei, in rappresentanza dei 50.000 geologi , arriva una previsione davvero importante.
“Il costo delle sole recenti inondazioni di Parigi è attualmente stimato in 600 milioni di euro di danni – ha proseguito Ponzoni – ma con ogni probabilità si supererà il miliardo di euro. Le inondazioni che hanno colpito l’Europa nel Giugno del 2013 hanno causato perdite economiche per 12 MLD di euro in 9 Stati Membri.E’ essenziale concentrarsi sulla riduzione dei rischi di calamità naturali ed a tal fine è strategico adottare misure di mitigazione e prevenzione.Inoltre spesso si costruisce in aree vulnerabili quali pianure alluvionali dove gli equilibri tra sistemi naturali e attività antropiche ne risultano fortemente alterati con conseguenti danni importanti a persone ed anche alla produzione agricola. L’odierna politica si concentra sulla reazione ai disastri, piuttosto che adottare misure di prevenzione e di mitigazione. Con i cambiamenti climatici e il continuo aumento delle attività antropiche in aree a rischio , questo trend porterà solo ad un continuo aumento dei costi”.Una corretta conoscenza delle condizioni geologiche alla base dei fattori di pericolo può aiutare a quantificare il rischio associato e quindi limitare e contenere di molto il costo dei danni e soprattutto salvare vite umane. “Chiediamo che la geologia venga inserita nelle future direttive europee ed in tutte le legislazioni nazionali. Governi, Regioni e Comuni facenti parte dell’Europa – ha concluso Ponzoni – devono avere le mappe di pericolosità come base della pianificazione territoriale e dello sviluppo del territorio. Bisogna educare la società, i cittadini alla conoscenza del rischio naturale, ai comportamenti da adottare in caso di emergenze ed all’importanza della prevenzione.Molti disastri naturali sono aggravati da azioni umane inadeguate o incaute. Sensibilizzare l’opinione pubblica ed aumentare la conoscenza delle scienze geologiche potrà indubbiamente anche aiutare i team di gestione delle catastrofi e delle operazioni di soccorso a comprendere meglio la situazione nella sua complessità ed evoluzione (anche per evitare un’ulteriore escalation dei problemi).
Una migliore comprensione delle scienze geologiche potrebbe anche a migliorare le misure di prevenzione e di mitigazione contro i pericoli naturali. Chiediamo infine lo scambio libero dei dati scientifici tra governi europei: Dunque un progetto di coordinamento europeo sulla conoscenza e diffusione della cultura geologica nei suoi aspetti più critici e sensibili”.

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Aiuti d’emergenza per i Tamil

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Sri Lanka. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha lanciato un appello all’Unione europea per aumentare gli aiuti di emergenza per i Tamil nel nord dello Sri Lanka. Le piogge torrenziali e le inondazioni da metà novembre 2010 hanno provocato danni enormi e più di 70.000 persone appartenenti alla minoranza Tamil, rientrate nei propri villaggi dopo la guerra civile, sono ormai senza casa.  La maggior parte dei 325.000 Tamil che sono tornati a partire dal novembre 2009 nel loro zone d’insediamento nel nord dello Sri Lanka, dopo la fine della guerra civile nel maggio 2009 erano stati rinchiusi dalle autorità per mesi in uno stato di detenzione in campi di internamento. Le condizioni di questi campi di internamento erano disumane come hanno potuto riferire i testimoni oculari. Nei campi mancavano medici, medicine, acqua potabile, cibo e servizi igienici adeguati. Solo dopo le proteste internazionali, nel novembre 2009 le autorità hanno aperto i campi di internamento e consentito ai detenuti di ritornare ai loro insediamenti di origine. Le agenzie umanitarie lamentano che a causa della mancanza di sostegno finanziario, i programmi di aiuto internazionali già pianificati e più urgenti che mai, non saranno realizzati. Solamente il 50% circa dei fondi necessari per gli interventi di assistenza sono stati garantiti dalla comunità internazionale nel corso del 2010.

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Roma: rischio smottamenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

“Anche a Roma c’è un pericolo inondazioni e smottamenti che non va minimamente sottovalutato. Migliaia di persone rischiano la vita.”– Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, preoccupato dalla situazione metereologica che investe la Capitale in questi giorni. “Appare quanto mai improcrastinabile la riqualificazione e la messa in sicurezza  di alcune zone periferiche quali Podere San Giusto, Podere Zara, Torresina e Quartaccio. E’ necessario che gli organi preposti intervengano immediatamente per porre fine a situazioni di pericolo e abusivismo che si protraggono oramai da troppo tempo e che mettono a repentaglio la salute e  la sicurezza dei residenti, soprattutto con l’arrivo del periodo invernale, quando le piogge sono più frequenti e l’area rischia di andare soggetta a smottamenti e allagamenti. Non si possono invocare tutte le volte le  calamità naturali come un paravento dietro al quale nascondere incuria e lassismo, se non addirittura incoscienza. E’ quanto mai improcrastinabile un intervento risolutivo nell’area prima che accada l’irreparabile” – spiega Santori.“I cantieri presenti nelle zone Podere San Giusto, in particolare in Via Virgilio Testa, Torresina e Consorzio Quarto Grande non risultano in regola per lo smaltimento delle acque chiare e nere, aggravando la situazione degli scoli, considerata l’assenza di una condotta che li convogli al vicino fosso delle Campanelle, il quale necessita di essere pulito e bonificato in quanto unico punto di raccolta delle acque meteoriche dell’intera area, per evitare che un eventuale smottamento distrugga le abitazioni sottostanti.  Prioritario appare anche il ripristino della gabbionatura sita alla fine di Via Andrea Barbato, indispensabile alla zona per il drenaggio dell’acqua, al fine di evitare frane ed allagamenti nelle abitazioni limitrofe, altro provvedimento che i residenti attendono da tempo”– conclude Santori.

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Pacchetto finanziario di 100 miliardi di dollari

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2009

Copenhagen. Jeremy Hobbs, Direttore Esecutivo di Oxfam International: “È una buona notizia che le discussioni sui fondi per il clima stiano finalmente avanzando dopo due lunghi anni e numerosi ritardi. Questo deve essere il punto di partenza e non il traguardo finale delle trattative. Il pacchetto di 100 miliardi di dollari rappresenta solo la metà di quanto i paesi poveri hanno bisogno per ridurre le loro emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici”. Elisa Bacciotti, portavoce di Oxfam e Ucodep: “Questi fondi devono essere pubblici, non soggetti agli alti e bassi dei mercati e aggiuntivi a quelli già promessi per l’aiuto allo sviluppo. I paesi poveri non possono essere costretti a scegliere tra proteggersi da inondazioni e siccità in continuo aumento e costruire scuole e ospedali. Oxfam e Ucodep chiedono ai paesi più ricchi di fornire almeno 200 miliardi di dollari l’anno.  Questa somma può essere assicurata con fondi pubblici e tramite strumenti di finanza innovativa, come per esempio una tassa sulle transazioni finanziarie”.

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Programma Alimentare Mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Bruxelles – La produttività dei piccoli agricoltori in Africa, Asia e America Latina sarà migliorata grazie ai progetti del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) finanziati da una donazione di oltre 34 milioni di euro dell’Unione Europea (UE) attraverso la ‘Food Facility’. Il finanziamento delle operazioni in Bolivia, Guatemala, Senegal, Nepal e Filippine aiuterà i contadini poveri – in maggioranza donne – a produrre il cibo in modo più efficiente attraverso programmi tesi a sostenere sforzi collettivi in agricoltura e diversificazione dei raccolti. In alcune comunità, il WFP fornirà cibo in cambio di lavori finalizzati a migliorare l’irrigazione, la difesa dalle inondazioni o la predisposizione di sistemi di pronta allerta per mitigare gli effetti delle inondazioni o della siccità. Questi progetti volti alla sicurezza alimentare fanno parte di uno stanziamento di €1 miliardo dell’UE per la Food Facility e saranno attuati dal WFP in collaborazione con le altre agenzie ONU del polo agro-alimentare, FAO ed IFAD, con l’obiettivo di rispondere ai crescenti problemi della sicurezza alimentare in cui si dibattono molti paesi in via di sviluppo. I fondi saranno così suddivisi: Bolivia (€1,8 milioni), Guatemala (€6,3 milioni), Senegal (€10,9 milioni), Nepal (€9 milioni) e Filippine (€6,4 milioni). Il mese scorso, l’UE ha anche confermato un contributo di €3,5 milioni per le attività del WFP in Liberia comprese nel fondo UE per la Food Facility. Il WFP è la più grande agenzia umanitaria del mondo e l’organizzazione delle Nazioni Unite in prima linea nel rispondere ai problemi della fame. Nel 2009, il WFP prevede di sfamare 108 milioni di persone in 74 paesi. Visita il sito web in italiano: http://www.wfp.it

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Tutela del clima nella regione della Jungfrau

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Maggio 2009

Berna, Svizzera. L’incontro inaugurale sulla “Co2operazione sul clima della Jungfrau” avrà luogo in presenza dei suoi promotori e degli esponenti di Confederazione e Cantone di Berna in occasione della giornata sul clima di giovedì 4 giugno 2009, dalle ore 13.00 a Grindelwald (BE), presso il centro sportivo.  Nella regione della Jungfrau, si trova il sistema di ghiacciai più esteso d’Europa, dichiarato patrimonio naturale dall’UNESCO ed esempio lampante degli effetti provocati dal riscaldamento climatico: basti pensare all’arretramento dei ghiacciai, all’erosione delle montagne e alle inondazioni.  Vista l’impellenza della situazione e la piena disponibilità ad agire dei partecipanti, sarà presentato al pubblico interessato in Svizzera e all’estero una nuova iniziativa sulla riduzione delle emissioni di CO2, sviluppata nella regione della Jungfrau in favore della tutela del clima a livello regionale e oltre..  In stretta collaborazione con l’Università di Berna e BKW FMB Energie SA, i quattro comuni di Grindelwald, Gündlischwand, Lütschental e Lauterbrunnen si sono posti tre obiettivi nel quadro della “Carta sul clima della Jungfrau”: la presa di coscienza su basi scientifiche, la riduzione volontaria delle emissioni di CO2 e la comunicazione su scala regionale e oltre i confini nazionali. Questa carta sarà firmata il 4 giugno, con lo sguardo rivolto al ghiacciaio di Grindelwald, che con il suo visibile arretramento assurge a monito contro il riscaldamento climatico.  Durante l’incontro sarà inoltre presentato un innovativo progetto dell’Università di Berna, una sorta di “guida sul clima della Jungfrau”, che prevede di divulgare informazioni sul cambiamento climatico direttamente sul posto, lungo sette percorsi climatici. La guida multimediale sarà installata su dispositivi iPhone che potranno essere affittati negli uffici del turismo della regione. Le iscrizioni sono aperte fino al 28 maggio 2009

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