Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘inquirenti’

Uranio su Salto di Quirra?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2011

“L’Aeronautica Militare, che gestisce il poligono Interforze del Salto di Quirra per conto del ministero della Difesa ha ribadito con un comunicato di aver fornito agli inquirenti tutta la documentazione richiesta e di potenziale interesse per le indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Lanusei, in linea con i criteri di assoluta trasparenza già adottati in passato nell’ambito delle indagini ambientali. Se ci fosse stata massima trasparenza in passato non ci sarebbe stata la necessità di una inchiesta da parte della Procura di Lanusei – i cui risultati eclatanti sono a tutti noti – e il silenzio con cui il Ministro della difesa continua a rispondere alle nostre interrogazioni, presentate dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, ci fa dubitare seriamente di quanto in queste ore vuole affermare e farci credere il vertice dell’Aeronautica militare.” Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Clamore mediatico e strumentalizzazioni politiche

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Editoriale. Silvio Berlusconi è, chiaramente, sotto assedio. Le accuse non solo sono gravi ma infamanti. Ci sembra sbagliato battere la pista mediatica dove si alternano solo le voci pro e contro  le indagini svolte. Occorre chiarire tutto e in sede giudiziaria. Il rito abbreviato è l’unica strada percorribile. Non capiamo questa idiosincrasia del Presidente a presentarsi davanti ai magistrati inquirenti. Se è innocente gli sarà facile smontare il castello accusatorio. Non presentandosi o adducendo pretesti di varia natura e li abbiamo sentito snocciolare dai suoi fedelissimi: procura incompetente territorialmente, abuso d’ufficio, ecc. D’altra parte non si può, come giustamente ha affermato il filosofo e politologo Cacciari durante una trasmissione televisiva, stare dietro alle vicende personali del presidente, e lo stiamo facendo da 16 anni a questa parte, mentre il Paese ha bisogno di essere governato per risolvere i gravi problemi del paese che partono dalla disoccupazione giovanile, l’incapacità delle nostre aziende di fare mercato, la crisi della giustizia, le ambiguità nella lotta alla criminalità organizzata, la scuola, la sanità in affanno e l’occupazione in generale dove si deve subire il ricatto delle multinazionali con il sistematico assalto ai diritti dei lavoratori. Un tempo, ma non parliamo di molti anni fa, se un certo personaggio e non solo della politica, era indagato dalla procura si dimetteva per permettersi una migliore e più efficace difesa. Oggi chi ci dice che proprio perché Berlusconi è Presidente del Consiglio non faccia in modo d’inquinare le prove addotte a suo carico? Non diciamo che lo faccia ma che questa impressione potrebbe essere percepita dall’immaginario collettivo. E allora? Rimarrebbe sempre il sospetto e monterebbe sempre di più la rabbia sia dei suoi sostenitori sia degli oppositori. Ciò che  ci sembra ragionevole per tutti è che si chiuda subito questo capitolo: se Berlusconi ha ragione e crede di averne lo dimostri e se i suoi accusatori hanno inventato un castello accusatorio inconsistente che siano subito arrestati e condannati per direttissima. Non intravediamo altra strada se vogliamo veramente andare al nocciolo della questione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sabrina forse in carcere dopo l’interrogatorio

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

“Sabrina Misseri, cugina di Sarah Scazzi, al termine dell’interrogatorio fiume al quale è stata sottoposta nella caserma dei Carabinieri di Manduria, potrebbe essere condotta direttamente in carcere. Le esigenze cautelari deriverebbero, infatti, dal rischio di inquinamento delle prove”. E’ quanto apprende l’emittente salentina TeleRama da fonti vicine agli inquirenti.

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All’ombra del palazzo

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2010

Delitti, potere e misteri  di Ugo Cubeddu. Christa Wanninger, Emanuela Orlandi, Davide Cervia, Simonetta Cesaroni, Alberica Filo della Torre, Serena Mollicone. Vite spezzate e delitti dai risvolti inquietanti, anche per il coinvolgimento degli apparati dello Stato e dei Servizi Segreti, per l’intreccio tra politica ed economia, all’interno di veri e propri giochi di potere.Lo scontro tra il Vaticano e l’Unione Sovietica, le luci sfavillanti della Dolce Vita e la bufera di Mani Pulite fanno da sfondo a storie private e pubbliche ricostruite a partire dalle lunghe indagini degli inquirenti.

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Emergency in Afghanistan e i talebani

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2010

“Quanto emerso in queste ore circa il coinvolgimento di tre volontari italiani di Emergency – che avrebbero partecipato all’organizzazione di attentati terroristici nei confronti dei referenti del governo Afghano – lascia atterriti e sollecita l’esigenza di fare piena chiarezza sulle reale responsabilità dei nostri connazionali sul territorio afghano”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL. “Le accuse nei confronti dei nostri connazionali sono serie e fanno riflettere – continua – così come la presunta confessione da parte degli stessi circa il loro coinvolgimento negli attentati apre una voragine sul modo di operare e di gestire le criticità da parte di molti referenti e cooperanti in territori di crisi”. “Restiamo in attesa di capire cosa riveleranno le indagini, sedimentate le informazioni anche contraddittorie che stanno emergendo in queste ore – spiega – al fine di provare le reali e concrete responsabilità degli italiani”. “In questa delicata fase di raccolta delle informazioni e di indagine è bene non cadere nella deriva dell’eccessiva politicizzazione degli eventi – conclude – ed in questa prospettiva, esorcizzando l’ipotesi anche di una caduta di immagine internazionale del nostro Paese, la stessa Emergency dovrebbe regolare gli approcci e le accuse, mettendosi a disposizione degli inquirenti”.

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Quando gli sprechi diventano un affare

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Editoriale fidest Da tempo oramai non si fa che parlare di sprechi nella pubblica amministrazione e nello specifico nella sanità dove per giunta abbondano i disservizi e un crescente malumore nell’opinione pubblica che finisce con il coinvolgere anche le gestioni virtuose, che per quanto può apparire strano con questo tran tran, non mancano e non sono poche. Tale andazzo, per quanto accertato e perseguito dagli organi inquirenti dalla magistratura ordinaria alla Corte dei conti e agli organi ispettivi ministeriali e regionali, continua a manifestarsi imperterrito. Dovremmo meravigliarci? Non necessariamente. Vi è da una parte la consapevolezza di farla franca e anche se si è presi con le mani nel vasetto della marmellata, c’è sempre la scappatoia di processi decennali, di cavilli giudiziari, dei conflitti di competenze, di amnistie e di indulti. Nel frattempo chi ha beneficiato vendendo cose inutili, inutilizzabili, inutilizzate, o avviando a costruzione opere solo per avere contributi ma per poi abbandonarle subito dopo, mettono in opera una macchina capace di realizzare alti profitti con rischi limitati o quasi nulli. Anni fa la Fidest condusse un’inchiesta per cercare di capire meglio questo fenomeno malavitoso che coinvolgeva per lo più i colletti bianchi della pubblica amministrazione e che aveva come controparte società private e spregiudicati faccendieri. Ci rendemmo subito conto della vastità del fenomeno congiunto ad un alto grado di connivenze che attraversavano tutti i settori della vita civile. In altre parole il “sommerso” dava prova di resistere agli scandali, per la sua capacità di metabolizzarli e anche di occultarli con una certa maestria. Ci rendemmo altresì conto che se la classe politica lo avesse voluto saremmo stati in grado di ridurre di un buon 70% tali e tanti sprechi e truffe. La ricetta che proponemmo alla presidenza del consiglio dell’epoca era di costituire una task force per accertare, in via amministrativa, le irregolarità che emergevano ma a condizione che si procedesse attraverso la magistratura ordinaria a tracciare una corsia preferenziale per colpire in tempo reale tali irregolarità di rilevanza penale con danni all’erario. Il fine era chiaro: lanciare un segnale credibile nel quale si facesse capire senza fraintendimenti che se commetti un illecito nel giro di pochi mesi ti ritrovi con un fascicolo aperto presso la procura di competenza, al sequestro di tutti i tuoi beni e un processo con la contestuale sospensione da tutti gli incarichi sino a completamento dell’iter giudiziario che deve essere concluso categoricamente, con una sentenza definitiva, non oltre i due anni. Ma tutto questo andò ad urtare la logica del profitto e non se ne fece nulla come non se ne farà. Ma poi non venite a dirci, ipocritamente, che non vi sono risorse per migliorare il nostro stato di cose. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Girlando sostiene la protesta dei magistrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

“La reazione unitaria dei giudici che in maniera democratica cercano di contrastare una campagna di linciaggio mediatico distillata con cadenza quotidiana attraverso le televisioni, compresa quella pubblica, la carta stampata e i ‘giornali’ di famiglia, non può che essere da me appoggiata totalmente”. Così Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, ha commentato la decisione dell’Anm di inscenare una protesta sabato prossimo, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. I togati usciranno dall’aula non appena prenderà la parola il rappresentante del ministro Alfano e rientreranno soltanto quando avrà terminato il suo intervento, per leggere un duro comunicato di sconfessione degli insulti, delle denigrazioni ai danni dei magistrati e delle riforme  distruttive che l’esecutivo starebbe portando avanti. “In questi giorni  le procure antimafia – ha continuato l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – sono state oggetto di intimidazioni, minacce e attentati e non mi pare che questo governo si sia schierato senza se e senza ma al loro fianco. Anzi, ha cercato e cerca di propagandare l’idea che i tribunali della Penisola brulichino di fannulloni, parassiti, persone che non lavorano, ‘antropologicamente inferiori’ tanto per fare una citazione diretta. Invoca le legge e l’ordine e poi vara dei provvedimenti che per salvare uno, il solito e illustrissimo premier, marciano nella direzione esattamente contraria, mandando al macero i processi, mortificando il lavoro degli inquirenti e depotenziando gli strumenti a loro disposizione. È giunta l’ora di dire ‘basta!'”.

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Le stragi di mafia verso l’archiviazione?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

Il tutto sembra originato da una decisione del CSM che ha avanzato l’esigenza di annullare i trasferimenti presso le procure (compresa Caltanissetta) di quei magistrati che avessero nel loro curriculum attività antimafia. Qui parliamo di ben 50 magistrati provenienti da tutte le parti d’Italia. Nello stesso tempo Ciancimino junior, testimone chiave, dell’indagine svolta a Caltanissetta sulle stragi mafiose, ha deciso di non collaborare più con la magistratura ed avvalersi della facoltà di non rispondere. Ora ci chiediamo: E’ solo una circostanza casuale o si stanno maturando fatti che non permettono ai magistrati inquirenti di svolgere serenamente il loro lavoro e ai testimoni d’essere garantita la loro incolumità? D’altra parte la posta in gioco è molto alta e parliamo di miliardi di euro di appalti e, in una regione dove la componente mafiosa è molto forte, non è facile pensare che si lascino sfuggire questa ghiotta occasione. Un altro segnale potrebbe provenire dal rientro dei capitali dall’estero per costituire società e la stessa banca del Sud di cui ha fatto riferimento il ministro Tremonti per la gestione dei fondi comunitari. In pratica questa banca potrebbe anche essere un modo per “ripulire” il denaro sporco e condizionare gli appaltatori con la leva delle concessioni creditizie. Forse è finito il tempo delle “stragi” ed è incominciato quello della “diplomazia mafiosa” che si serve dei colletti bianchi  e delle alleanze d’alto livello con più successo rispetto al passato. Certo è che la situazione si sta evolvendo e non nel senso della chiarezza. Abbiamo in pratica acque limpide ma stagnanti su un fondo fangoso e basta poco per intorbidarle. (R.A.)

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Il conflitto di interessi non è a senso unico

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

L’on.le Gianluca Susta del Pd ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La vicenda De Magistris ci insegna che è inaccettabile che nel giro di poche settimane i magistrati possano passare da giudici o inquirenti a legislatori, magari per occuparsi nella nuova veste delle stesse questioni trattate nel precedente incarico.  E’ giunto il tempo di predisporre una legge che stabilisca come minimo due anni di cesura dalla cessazione della funzione di magistrato prima che ci si possa candidare a ricoprire ruoli nel potere esecutivo nazionale o regionale o nel potere legislativo.  Il conflitto di interessi o le incompatibilità non possono essere a senso unico. E così pure la questione morale.  Mi auguro che tutti i magistrati in aspettativa eletti nelle assemblee legislative e nominati negli organi esecutivi si dimettano dall’ordine giudiziario per evitare commistioni tra ruoli, funzioni e tra i diversi poteri dello Stato”.

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