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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘insediamento’

Scuola – Precariato: a un anno dall’insediamento del Governo, il problema rimane

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Inutile la nuova procedura abilitante per 55 mila precari se poi non si riaprono le graduatorie a esaurimento a tutto il personale abilitato e per quelle esaurite non si assume dalle graduatorie d’istituto. Continueremo ad aumentare le supplenze affidate dai dirigenti scolastici, dalle domande di messa a disposizione dei docenti, e gli stessi posti dati ai precari se non si adegua l’organico di fatto a quello di diritto sui posti vacanti e disponibili. Marcello Pacifico (Anief): In questo modo, non si uscirà mai dal contenzioso seriale e si negherà sempre la continuità didattica.

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Insediamento Fontana: è ora di risolvere problemi cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

“Quello di Fontana, che oggi si insedia ufficialmente a Palazzo Lombardia, non è certamente un buon inizio: sta usando tutte le poltrone possibili per accontentare i partiti. Le ha già aumentate da 12 a 16, rispetto a quanto aveva dichiarato in campagna elettorale.
Ci auguriamo che questo spettacolo finisca, e si cominci a parlare di temi e di problemi dei cittadini: il trasporto dei pendolari, le infrastrutture, l’ambiente, la salute.
Se andrà in questa direzione, troverà nel M5S sempre un sostegno, perché quello che conta per noi sono le proposte, perché quello che conta per noi è il bene dei cittadini. Se invece la priorità sarà continuare a fare gli interessi di pochi, così come fatto da Formigoni prima e Maroni poi, allora saremo il peggior avversario per Fontana”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, sulla sua pagina di Facebook.

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Il discorso di insediamento di Trump sotto la lente dell’AI

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

Donald TrumpModena. Sfruttando l’intelligenza di Cogito, Expert System Expert System ha analizzato il discorso inaugurale pronunciato a Washington il 20 gennaio 2017 dal neo presidente americano Donald Trump durante la cerimonia di insediamento alla Casa Bianca. Utilizzando il software semantico Cogito in grado di analizzare automaticamente testi e parole, l’indagine ha messo in evidenza caratteristiche e peculiarità del discorso di Trump e lo ha confrontato con quello dei due predecessori all’inizio del loro primo mandato, George W. Bush nel 2001 e Barack Obama nel 2009. Analizzando il testo integrale in inglese del discorso di Trump, Expert System ha cercato di rispondere a questa
duplice domanda: Da un punto di vista linguistico, come si caratterizza il discorso di Trump? E come si differenzia dai discorsi inaugurali pronunciati da Bush e Obama?
I concetti principali
L’analisi semantica di Expert System ha messo in luce prima di tutto i concetti principali presenti nel testo. Dal discorso di Trump emergono riferimenti costanti ad American e America (concetto presente anche nello slogan ripetuto più volte alla fine del discorso), mentre Bush insiste di più su country e story e Obama su work e generation. L’uso di American, che esprime un richiamo patriottico all’appartenenza nazionale, risulta più frequente nel discorso di Bush rispetto a Obama, e appare addirittura come il concetto più frequente per Trump. Se Bush si rivolge principalmente ai cittadini (citizen), Obama, e ancora di più Trump considerato che il suo discorso è stato più breve, alle persone (people). Mentre Obama cita le donne (woman), al contrario Bush non le menziona, e Trump le cita meno frequentemente di Obama, associandole entrambe le volte agli uomini e in relazione ad un aggettivo (forgotten o military). Trump, come entrambi i predecessori, dà molta importanza all’aggettivo possessivo nostro (our) e al sostantivo nazione (nation), che trasmettono un forte senso unitario. Obama esprime concetti legati all’ecologia (planet, earth) mentre Bush affronta maggiormente l’argomento della giustizia (justice, law). Trump ignora i concetti legati all’ecologia mentre si riferisce molto più frequentemente dei predecessori ad aspetti legati alla protezione (protect) e al sogno (dream). Oltre al celebre can, Obama richiama il futuro (future), concetto meno frequente per Trump come per Bush. Mentre Bush cita gli immigrati (immigrant) e Obama i musulmani (Muslim), dalle parole del neo presidente americano emerge un riferimento ad un connotato oggi più negativo per i musulmani (Islamic) ma non parla del famoso muro. Bush è l’unico dei tre ultimi presidenti che cita la democrazia (democracy, democratic), concetti assenti invece nel discorso di Obama nel 2009. Se ObamaObama ricorda la situazione di crisi (crisis) e di pericolo (fear, threat), Trump non cita la crisi e si sofferma meno frequentemente sul pericolo, evidenziando maggiormente l’aspetto protezione, come scritto sopra.
Obama cita concetti positivi (prosperity, success) come Trump, che si sofferma più su success; Bush rammenta situazioni di povertà (poverty) così come Trump, anche se con meno enfasi. Evidente nel discorso inaugurale di Bush il richiamo al ruolo presidenziale e all’impegno che ne comporta (president, promise, honored, responsibility), che non appare invece così marcato nelle parole di Obama: anche il neo presidente sembra un po’ meno focalizzato su questo punto. Trump, come Bush prima di lui, non nomina altri Paesi, mentre nel discorso presidenziale di Obama appaiono Iraq e Afghanistan. Citazioni per Nebraska e Detroit in rappresentanza delle zone americane più in linea con il messaggio del neo presidente.
Di sanità (health care, medicare) parlano entrambi gli ex presidenti, un argomento da cui sta lontano invece Trump.
Il discorso del neo presidente termina con ripetuti riferimenti a riportare l’America ai tempi che furono in cui la nazione era, almeno nelle parole di Trump, più ricca, grande, forte, orgogliosa e soprattutto sicura. (fonte Sito: http://www.expertsystem.com/it)

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“Ars approva legge su autorizzazioni per nuovi cinema”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

“La legge Calanducci per la disciplina in materia di autorizzazioni all’insediamento dell’esercizio cinematografico approvata oggi all’ARS è un colpo di mano alle competenze dei Sindaci e un colpo di grazia definitivo agli esercenti, Legge emanata da una Regione che a tutt’oggi non ha recepito in toto la norma nazionale in materia, e le autorizzazioni vengono ancora rilasciate dalle Questure cosa che non avviene nel resto d’Italia. Non si evincono nella stessa legge quali potrebbero essere le concrete agevolazioni a favore dell’esercente, me ne guarderei bene dal pensare che si voglia aprire un percorso che tende ad agevolare i grossi gruppi e le multinazionali che come sempre vengono sponsorizzate, con l’illusione che possano creare posti di lavoro dando delle aspettative deludenti rispetto al nuovo precariato che riescono a produrre, a discapito di consolidati posti di lavoro che si perdono con le continue chiusure delle sale cinematografiche storiche”. “Sarebbe stata interessante, invece – conclude il Sindaco di San Giuseppe Jato- una legge di carattere generale, e semplificativa che riguardasse la regolamentazione d’apertura di attività produttive di interesse sovracomunale. La legge votata oggi all’ARS è contro il principio della sburocratizzazione all’insegna dell’accentramento di potere e di interessi che continuano a soffocare lo sviluppo dell’economia siciliana”. (Giuseppe Siviglia Consigliere nazionale ANCI)

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Sicurezza stradale a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Ieri mattina si è svolto a Roma il Convegno “Strade 2011 Equazione Sicurezza” giunto alla terza edizione che ha ottenuto la medaglia d’argento della presidenza della Repubblica. «Già dal nostro insediamento ci siamo attivati per intervenire sul fattore umano con corsi di prevenzione in collaborazione con Ania e Aci, e oggi con soddisfazione possiamo rendere noti i dati fornitici dal corpo della Polizia municipale relativi al 2010: 23% di morti in meno causati da incidenti stradali, 24% in meno di feriti gravi, 16% in meno di feriti e 3% in meno di incidenti stradali. Questi numeri ci confortano e ci stimolano a continuare sulla strada intrapresa. A tal proposito stiamo mettendo a punto il Piano comunale sulla Sicurezza stradale in corso di elaborazione a cura di un gruppo di lavoro tecnico formato dall’Assessorato alla Mobilità insieme al Dipartimento Trasporti, all’Agenzia della Mobilità e alla Polizia municipale». È quanto dichiara l’assessore capitolino alla Mobilità, Antonello Aurigemma.

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Genitori bambini morti rifiutano aiuti comune Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

Roma «L’Amministrazione capitolina si è adoperata sin da subito per dare un aiuto concreto ai genitori dei bimbi morti due giorni fa nel rogo avvenuto nell’insediamento di via Appia Nuova, innanzitutto offrendo accoglienza presso una delle strutture comunali preposte. La famiglia, però, non ha voluto accettarla». Così l’assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale, Sveva Belviso. «Ieri mattina la famiglia è stata condotta nel centro di via Salaria dove ha usufruito delle docce e del cambio di vestiario, prima di essere accompagnata presso l’Istituto di medicina legale – spiega l’Assessore –  In serata, sono stati portati in una struttura comunale di accoglienza ma l’offerta di aiuto è stata rifiutata». «Domani alle 17.30 insieme al sindaco Alemanno – conclude Sveva Belviso –  sarò presente alla veglia di preghiera in memoria dei quattro piccoli defunti che si terrà nella basilica di santa Maria in Trastevere».

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Brambilla presidente consiglio esecutivo turismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Federcongressi prende atto con grande soddisfazione che l’Italia è stata eletta alla Presidenza del Consiglio esecutivo del World Tourism Organization, il massimo organo internazionale deputato a definire le strategie del turismo, al quale aderiscono 154 Paesi e oltre 400 organizzazioni. Il mandato, rinnovabile, sarà valido per tutto il 2011. La cerimonia di insediamento del Ministro Michela Vittoria Brambilla, quale Presidente del Consiglio esecutivo, avrà luogo venerdì 12 novembre presso la sede centrale dell’Organizzazione a Madrid. «E’ un risultato importante per l’Italia», commenta il Presidente Federcongressi Paolo Zona, «e dobbiamo essere orgogliosi che il nostro Paese, dopo aver trascorso tre lustri senza il Ministero del Turismo e dunque privo di una politica strategica di sviluppo, nel giro di due soli anni dalla ricostituzione del dicastero sia riuscito a raggiungere questo traguardo, che sottolinea l’attenzione verso gli sforzi che il sistema politico-imprenditoriale sta facendo e che restituisce all’Italia la giusta evidenza internazionale. «Ci auguriamo tutti che questo successo abbia riflessi positivi sulla crescita turistica del Paese e che, a catena, possa produrre benefici effetti anche sui flussi congressuali. «Al Ministro Brambilla le più vive congratulazioni dell’associazione e mie personali».

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Lazio:cerimonia insediamento comando regione militare

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

Roma 12 ottobre, alle ore 15.00, nella caserma “Castro Pretorio” in viale castro pretorio, 123, alla presenza del capo di stato maggiore dell’esercito, generale di corpo d’armata Giuseppe Valotto, di autorità civili e militari e di alte cariche istituzionali locali, avrà luogo la cerimonia di insediamento al comando della regione militare centro –  comando militare della capitale, del generale di corpo d’armata Mario Marioli, che subentrerà al generale di divisione Giuseppe Pilosio. Gli onori saranno resi da un battaglione di formazione del raggruppamento logistico centrale con bandiera di guerra dell’11° battaglione trasporti e banda dell’esercito.  il comando regione militare centro/comando militare della capitale, nell’ambito del territorio di giurisdizione che coincide con la regione Lazio, e’ preposto alle attività presidiarie, connesse al demanio terrestre, di pubblica informazione e promozionali, di reclutamento e forze di completamento, inoltre, pianifica e conduce su delega grandi eventi. Contestualmente al cambio del comandante, l’ente passerà alle dirette dipendenze del capo di stato maggiore dell’esercito.
Il generale di corpo d’armata Mario Marioli, assume il comando dopo aver ricoperto, tra gli altri,  gli incarichi di comandante della scuola interforze per la difesa nbc, di capo del 3° reparto politica militare e pianificazione presso lo stato maggiore della difesa e di comandante del 1° comando forze di difesa. Tra i propri titoli di studio, il gen. c.a. marioli annovera la laurea in scienze strategiche, la laurea in scienze internazionali e diplomatiche conseguita presso l’università degli studi di Trieste con una tesi sulla “gestione delle emergenze nucleari, batteriologiche e chimiche” e la laurea in coordinamento delle attività della protezione civile ottenuta presso l’università di Perugia presentando una tesi sulle “pandemie”. Nel corso degli anni ha maturato notevole esperienza in ambito internazionale ricoprendo delicati e rilevanti incarichi all’estero, tra cui quello di capo delegazione di forza armata per l’utilizzo dei poligoni in Ungheria, Polonia, Lituania, Romania, Bulgaria, Egitto e Tunisia, nonchè di vice comandante delle forze Nato in Kosovo e di vice comandante delle forze terrestri della coalizione in Iraq.  Per meriti di servizio e’ stato insignito di numerose decorazioni ed onorificenze tra cui spiccano la croce d’oro e d’argento al merito dell’esercito, di commendatore dell’ordine al merito della repubblica italiana, della medaglia mauriziana, della legio of merit dell’esercito degli stati uniti e di croce di cavaliere della legion d’honneur della repubblica francese.

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L’Italia e l’abbraccio coloniale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

La prima nel considerare l’occasione perduta dall’Italia di “trarsi fuori” dall’abbraccio coloniale che ha visto nel XIX secolo, e nel prosieguo, in prima fila gli europei nei confronti dei paesi terzi e, per quanto ci riguarda in particolare, il mondo arabo. La seconda ho cercato di capire il “travaglio” che le stesse comunità hanno subito prima con il vulnus coloniale e poi quello altrettanto grave dell’insediamento al potere di uomini corrotti e avidi e facilmente ricattabili e che  hanno rappresentato, per una certa mentalità “occidentale”, la versione corretta e riveduta del “colonialismo”. Non a caso, infatti la risposta libica con la rivoluzione ghedaffiana di oltre 40 anni fa ha saputo cogliere efficacemente tali vergognose e arroganti ingerenze.. Il primo passo è stato quello di abbattere  un tiranno e il secondo di far capire all’occidente che non si trattava della stessa logica passata di “un’alternanza di corrotti”. Una rivoluzione, quindi, “atipica” per l’occidente che non fu capita e quando fu compresa si cercò di contrastarla costringendo il leader libico a cercare rapporti più di sostegno alla sua causa. Tutto questo allontanò l’occidente dalla politica di buon vicinato e di amicizia con il mondo arabo poiché non si trattò del solo caso libico ma dovremmo mettere in conto la Tunisia e l’Algeria ma anche il Libano e altri. Non vi è dubbio che la prima contraddizione l’abbiamo in casa nostra. L’occidente con la sua cultura fondata su valori di giustizia, di libertà e di uguaglianza è stato un modello di ambiguità nel predicare bene in casa e nel razzolare male altrove. Questo non è stato solo percepito a livello di conoscenza popolare ma continua a creare sospetti e timori nella leadership araba sul come si possa dialogare coerentemente con chi è capace con tanta facilità d’essere una lingua biforcuta.

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Strianese alla presidenza di Assocamerestro

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2009

Un lungo e caloroso applauso ha sottolineato l’elezione di Augusto Strianese alla presidenza di Assocamerestero. La proclamazione è avvenuta quasi subito dopo l’avvio dei lavori del nuovo Consiglio, segno evidente della compatta volontà ad indicare nel presidente della Camera di Commercio di Salerno il successore di Edoardo Pollastri alla guida del più importante organismo di rappresentanza del Business italo-estero. Sono ben note a tutti, infatti, le grandi capacità di Augusto Strianese sia come imprenditore sia, e forse soprattutto, come rappresentante di enti di promozione. Il suo insediamento al vertice della Camera di Commercio di Salerno ha consentito, nell’arco di circa dieci anni, di far sviluppare in maniera esponenziale non solo il commercio locale ma anche il concetto di internazionalizzazione, aspetto da sempre trascurato dalle aziende del territorio. Anche in seno ad Assocamerestero, nel ruolo ricoperto fino a ieri di vice Presidente, ha dato segno di grande capacità e di operatività, contraddistinguendosi come “uomo del fare”, qualità, queste, che gli sono valse la stima incondizionata di tutti i presidenti camerali del mondo che, oggi, gli hanno tributato il giusto riconoscimento eleggendolo alla carica di Presidente. “Sono sempre stato un sostenitore del fatto che, se si opera con serietà e professionalità, alla fine si raggiungono grandi risultati. Il mio impegno incessante sia in Camera di Commercio a Salerno sia a Roma in Assocamerestero ha, evidentemente, fatto maturare la convinzione nei vari delegati che il mio non è un “fare” a parole, ma vero, operativo, concreto. Non posso negare che l’elezione di oggi è per me il raggiungimento di un obiettivo che da tempo rincorrevo. Sono stato paziente, ho lavorato con fervore e con grande determinazione, e alla fine, sono stato premiato non solo con la nomina di stasera, ma con l’evidente stima raccolta intorno a me”.

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A Obama serve il “New Deal” di Roosevelt

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2009

Anche se successivamente si è personalmente corretto, il presidente Barack Obama è stato un po’ imprudente a dichiarare che “siamo all’inizio della fine della crisi”. Certo è che i suoi consiglieri lo hanno spinto a rassicurare l’elettorato che, colpito dalla disoccupazione e dalla insicurezza sociale,  sta perdendo fiducia nel suo presidente.  Si è sempre paragonato l’attuale crisi finanziaria ed economica globale con la Grande Depressione del 1929-33. Se analizzassimo sinteticamente quello che è stato fatto nei mesi passati con gli interventi messi in campo dal presidente Franklin Delano Roosevelt subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca nel marzo del 1933, vedremmo che c’è ancora molta strada da fare per rimettere la nave dell’economia americana sulla giusta rotta.  Roosevelt lanciò subito il famoso “New Deal”, un pacchetto di programmi economici per realizzare le “tre R”, Relief (assistenza per i disoccupati), Reform (del sistema bancario) e Recovery (ripresa dell’economia produttiva). L’economia americana annaspava con il 25% di disoccupazione, un crollo dei prezzi del 50%, con fallimenti di industrie e di famiglie con mutui impagabili.   Realizzò la riforma della Emergency Banking Act e, dopo aver chiuso per alcuni giorni l’intero sistema bancario, lo rimise in moto sottoponendolo ad una sorta di riorganizzazione per bancarotta. Con la legge Glass-Steagall  stabilì una rigorosa separazione delle banche commerciali da quelle di investimento per “porre fine alle speculazione fatta con i soldi degli altri”. E introdusse una “rigorosa supervisione sulle operazioni bancarie, sui crediti e sugli investimenti”. Per affrontare di petto la speculazione e “il nuovo dispotismo di Wall Street”, favorì la creazione della cosiddetta “Commissione Pecora” (dal nome del PM italo americano di New York Ferdinand Pecora, uno tra i più stretti collaboratori di Roosevelt) che sfidò le lobby della finanza cominciando dal suo numero uno, J.P. Morgan.   Nel contempo iniziò subito la “guerra contro la Depressione” rimettendo in moto l’economia reale e l’occupazione. Fu lanciato la Public Work Administration (l’agenzia per i lavori pubblici) che con un fondo di partenza di 3,3 miliardi di dollari, una cifra notevole per allora, iniziò una serie di lavori che ebbero un effetto moltiplicatore per l’intera economia e per l’occupazione.  Nel maggio del 1933 partiva anche la famosa Tennessee Valley Authority (TVA) per lo sviluppo dell’intera vallata intorno al fiume Tennessee che copriva il territorio di 7 stati. Attraverso un processo di elettrificazione, di intereventi nei settori della navigazione, dei trasporti e della produzione di fertilizzanti, si mirò alla modernizzazione dell’economia e dell’industria di una delle zone più colpite dalla Grande Depressione. Il New Deal mise in moto 50.000 progetti infrastrutturali di tutte le dimensioni.   In seguito Roosevelt realizzò  il Social Security System che, tra le altre cose importanti, garantiva per la prima volta l’assicurazione contro la disoccupazione e un sistema pensionistico moderno, copiato poi da altri stati del mondo. Superando tanti ostacoli, garantì anche il diritto di tutti i lavoratori di organizzarsi in sindacati.  L’uscita dalla depressione non fu indolore e fu di lunga durata, fino a collegarsi con la mobilitazione militare ed economica della seconda guerra mondiale.  Oggi naturalmente la crisi sistemica ha caratteristiche diverse, in primis la sua dimensione globale, il ruolo preponderante della finanza anche su quello delle banche e una situazione geopolitica molto differente. Obama si trova di fronte ad una lobby finanziaria molto più potente e agguerrita. E quindi la lotta contro “gli speculatori senza scrupoli”, i money-changers di Roosevelt, è molto più difficile e complessa.  Non di meno si possono già  individuare delle profonde diversità con le riforme del 1933, con le quali Obama non potrà non confrontarsi. Anche se la recente “Financial Regulatory Reform” indica alcune importanti regole e modifiche da apportare al sistema bancario e finanziario, lascia comunque quasi intatto l’apparato che ha prodotto le bolle dei derivati, del debito ecc. Va bene sottoporre gli hedge fund speculativi alle stesse regole e restrizioni delle banche e delle assicurazioni ma poi, per modificare i meccanismi della crisi, bisognerebbe incidere il bisturi a fondo nelle operazioni in derivati OTC, nei titoli tossici.  Ma il problema più complesso è la qualità degli interventi nell’economia reale. L’amministrazione di Obama ha sottoscritto pacchetti di stimoli economici per centinaia di miliardi di dollari: 800 miliardi con un solo pacchetto e migliaia di miliardi di liquidità per le banche in crisi. Però ha di fatto lasciato le banche a gestire gran parte di questi fondi, sperando che li trasformino speditamente in crediti per la produzione e in nuovi investimenti.  Roosevelt aveva, invece, creato delle nuove ed efficienti strutture, sotto la direzione dello stato, per convogliare le risorse verso progetti strategici già ben identificati.   Anche Obama dovrebbe cambiare metodo e tornare in modi moderni ai principi  di quel “New Deal”, pilotando direttamente interventi contro la disoccupazione e per il rilancio economico.  E’ un compito importante che il presidente degli Stati Uniti stia giocando tutte le sue carte con la riforma del sistema sociale nazionale.   Quando si opera su una riforma di così grande portata è inevitabile che ci siano delle differenze e anche delle polemiche, ma Obama intende affrontare una questione storica, quella di dare un servizio sanitario e sociale a tutti gli americani, anche ai quei 50 milioni di poveri e socialmente emarginati, che la società del consumo e del profitto ha lasciato fuori dalla porta. Di ciò e della sua capacità di riforma bisogna dargli atto. (Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi, Paolo Raimondi, economista)

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I Serbi di Trieste: Mostra documentaria

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

spiridioneTrieste fino al 4/11/2009 Castello di S. Giusto Piazza Cattedrale 3 a cura di Lorenza Resciniti e Michela Messina  Con questa mostra il Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura-Direzione Area Cultura-Civici Musei di Storia ed Arte intende ripercorrere la storia della Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste, in occasione del 140° anniversario della consacrazione della chiesa di San Spiridione e del 240° anniversario della prima messa celebrata a Trieste in antico slavo ecclesiastico. I primi insediamenti serbi a Trieste risalgono al Settecento. Sono gli anni in cui la città, che l’Imperatore Carlo VI assurgeva a Porto Franco di un Adriatico in cui era finalmente permessa la libera navigazione, spiccava il volo verso la modernità, quale principale porto commerciale dell’Impero austriaco.  A Trieste confluivano e si insediavano mercanti, uomini d’affari, armatori marittimi provenienti da tutta Europa e dall’Impero Ottomano, contribuendo a costruire rapidamente le fortune economiche dell’emporio adriatico: negli anni ’70 del ‘700 approdavano annualmente a Trieste tra i 5 e i 6 mila bastimenti e le merci esportate superavano il valore di 6 milioni di fiorini.  Numericamente la Comunità Serbo Ortodossa non raggiunse mai grandi numeri, da poche decine a poche centinaia di persone. Nel 1864, periodo particolarmente florido per Trieste, gli Illirici erano circa 500, i Protestanti di confessione augustana 850, di confessione elvetica 520, anglicana 350, i Greci ortodossi 1200 e gli Ebrei 4400.  Eppure il ruolo dei Serbi fu significativo: l’attività marittima era di primaria importanza ma non esauriva gli interessi dei commercianti della comunità illirica, che preferivano investire gli ingenti capitali di cui disponevano in diversi settori di attività. Quando, il 20 febbraio del 1751, Maria Teresa emise la Patente di Riconoscimento in base alla quale a Greci e Illirici veniva riconosciuto il diritto di fondare una propria comunità religiosa e fondare una chiesa, la Comunità decise di innalzarne una dedicandola a San Spiridione. Il tempio doveva confermare a tutti il “peso” economico e culturale di una comunità piccola ma di grande prestigio e rilevanza. Una comunità i cui membri stavano innalzando anche alcuni dei piu’ imponenti edifici privati della nuova Trieste. Le opere esposte provengono prevalentemente dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, dalla Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste e dalla chiesa di San Spiridione, ma per garantire la completezza del percorso espositivo ci si e’ avvalsi delle opere d’arte di proprietà della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di diverse istituzioni museali, tra cui il Civico Museo Revoltella ed il Museo Etnografico di Servola a Trieste, ed i Musei Provinciali di Gorizia, fornendo cosi’ anche l’occasione per ammirare opere inedite o raramente visibili. (spiridione)

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Il Governo punta sul nucleare

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che contiene disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia. Tra le norme approvate c’è quella per il ritorno al nucleare, con la delega al governo per la localizzazione dei siti per le nuove centrali.  Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e di QualEnergia ha evidenziato alcuni aspetti contraddittori che emergono dal disegno di legge appena approvato. “Innanzitutto preoccupa la possibile reazione negativa delle popolazioni e degli enti locali”, ha detto Silvestrini. “Come risposta si può prevedere quindi l’esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, tanto che l’esecutivo si propone di dichiarare i siti scelti quali aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione”. “Curiosa poi la valutazione dei costi – continua il direttore scientifico di Kyoto Club – Da un lato un comma del disegno di legge garantisce priorità di accesso alla rete per l’elettricità nucleare, come avviene con le fonti rinnovabili. Insomma, alla faccia della liberalizzazione dei mercati. E poi questo è un segno evidente di insicurezza sui reali costi di generazione del nucleare”. “Dall’altro, si prevede il lancio di una campagna di informazione sull’energia nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità”.  Secondo Silvestrini però questa è un’operazione che appare sempre più difficile, considerando le brutte notizie che giornalmente si susseguono. Il MIT ha appena pubblicato un rapporto, “Update of the MIT 2003 Future of Nuclear Power Study”, che ha aggiornato le sue valutazioni del 2003 sulle prospettive di un rilancio del nucleare. Secondo la prestigiosa università, in soli sei anni le stime sui costi di costruzione degli impianti “overnight” (che non includono cioè gli oneri finanziari, particolarmente pesanti per questa tecnologia) sono raddoppiati passando da 2.000 $/kW a 4.000 $/kW.  Sugli aspetti economici e finanziari del nucleare Gianni Silvestrini ricorda inoltre che: “la legge prevede tutta una serie di paracaduti per le imprese che volessero lanciarsi nell’avventura. Si prevedono, così, strumenti di copertura finanziaria e assicurativa contro il rischio di prolungamento dei tempi di costruzione per motivi indipendenti dal titolare dell’autorizzazione”. “Insomma – conclude Silvestrini – il disegno di legge mette le mani avanti rispetto ai problemi di insediamento e agli aspetti economici, due nodi decisivi per la riuscita o il fallimento del nucleare”.

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Consiglio nazionale dalla D.C. – Terzo Polo di Centro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2009

Roma 3 luglio 2009 alle ore 17.30, presso la Sala convegni dell’Hotel Portamaggiore, ubicata in Piazza di Portamaggiore n. 25 è convocato il Consiglio nazionale e i lavori proseguiranno nella giornata di sabato 4 luglio 2009 alle ore 10. E’ stato indicato il  seguente ordine del giorno: •  Insediamento della Presidenza, nomina del Segretario verbalizzante e della Commissione verifica poteri; •  Relazione introduttiva del Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana – Terzo Polo di Centro. •   Nomina dell’Ufficio politico della Democrazia Cristiana – Terzo Polo di Centro, su proposta del Segretario politico nazionale, ex articolo 84 dello Statuto della Democrazia Cristiana. • Problematiche di carattere amministrativo; risultanze della Commissione finanziaria eletta nel Consiglio nazionale del 16-05-2009; elezione del Segretario amministrativo nazionale e legale rappresentante del partito. •Tesseramento alla Democrazia Cristiana per l’anno 2009 • Problematiche concernenti la testata giornalistica Il popolo della democrazia cristiana; necessaria ricapitalizzazione della società Concretezza e dialogo s.r.l. proprietaria della testata. • Situazione giuridica e problematiche attinenti l’uso del simbolo della Democrazia Cristiana •  Convocazione dei Congressi regionali e provinciali della Democrazia Cristiana – Terzo Polo di Centro •Organizzazione della XXII ° Festa nazionale dell’Amicizia •Organizzazione iniziative in vista degli anniversari del 8 agosto 2009 (cinquantesimo anniversario della scomparsa di don Luigi Sturzo9 e del 19 agosto 2009 (cinquantacinquesimo anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi).• V giornata dell’Amicizia in Cadore, la festa dell’Amicizia in  varie province e regioni d’Italia• Organizzazione della XV Conferenza Organizzativa nazionale della Democrazia Cristiana – Terzo Polo di Centro• Organizzazione della IX Conferenza Programmatica nazionale della Democrazia Cristiana – Terzo polo di Centro;•Attività dei Dipartimenti D.C. – TPDC e loro potenziamento• Scuola di formazione nazionale D.C. – TPDC per il prossimo autunno suddivisa per aree geografiche di competenza.• Varie ed eventuali

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Riforma della rappresentanza Militare

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2009

Scrive Michele Fornicola: “La delibera allegata del CoBaR Friuli analizza il problema della riforma della rappresentanza Militare come pochi altri CoBaR hanno saputo fare. La delibera è un pò vecchia ma ritengo valga la pena riproporla in quanto i riferimenti politici sono stati espressi in maniera chiara ed inequivocabile. A distanza di circa due anni dall’insediamento stiamo ancora aspettando che le idee possano concretizzarsi in atti formali. La domanda nasce spontanea: Ma se le idee erano già così chiare perchè ci dobbiamo ridurre a chiedere la proroga del mandato?  Non ci potevano pensare prima? Io ritengo che la decisione sarebbe sbagliata per due motivi. Il secondo motivo lo conoscete già ma vale la pena ancora di ricordare che ci roviamo davanti ad un CoCeR, quello dei carabinieri; che non è pienamente legittimo. La sua formazione è il frutto di errori che sono risultati vantaggiosi per il “centro Italia”. Non voglio pensare a brogli o a zone d’ombra ma l’inerzia a cui abbiamo assistito fa scaturire possibili legittimi dubbi che meritavano risposte adeguate da parte dell’Istituzione.”

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