Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘insegnamento’

La legge di bilancio cambia le abilitazioni all’insegnamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Con la manovra, si supera il decreto legislativo 59/2017 applicativo della riforma Renzi-Giannini: già come il 2019 il concorso a cattedra diventerà abilitante, così il docente di ruolo potrà utilizzare il titolo o per una nuova immissione in ruolo o per richiedere la mobilità professionale, quindi per il passaggio di ruolo o di cattedra. Il giovane sindacato ritiene che i corsi abilitanti debbano essere sicuramente attivati. E anche che ciò debba avvenire non solo per il personale docente di ruolo, ma pure per quello precario. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), alla luce delle diverse decine di migliaia di posti vacanti in organico di diritto e della prossima riforma del reclutamento, diventa sempre più importante introdurre nel breve periodo una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dall’algoritmo ‘impazzito’, ma anche avviare dei corsi abilitanti per il personale docente già assunto. Inoltre, questi corsi dovrebbero essere rivolti anche ai colleghi precari: in questo modo, si potrà favorire una sorta di passaggio di ruolo per tutti i supplenti che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Insegnamento Costituzione è prioritario per gli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Ho pensato che un blog può essere uno strumento facile, agevole, per dialogare direttamente con i cittadini. La politica appare ancora distante, chiusa nel Palazzo e lontana dai problemi della gente. Con il sito http://www.mariastellagelmini.it ho voluto creare uno spazio per parlare con chi sta a casa, con le mamme, con le donne, con i giovani, per confrontarci e portare in Parlamento delle proposte di legge che siano frutto di una condivisione. Basta con il Palazzo chiuso, con una politica autoreferenziale”.Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Pomeriggio 5”, su Canale 5. “Saranno tanti i temi che potremo affrontare, e il primo riguarda i nostri figli. I giovani hanno grandissime opportunità, hanno grande talento, si tratta di una generazione di ragazzi in gamba, con voglia di fare, ma anche esposta a tanti rischi, a tanti pericoli, come abbiamo visto con la vicenda tragica della discoteca. Il problema, in quel caso, non è di costruire delle leggi, ma di fare rispettare le regole che già ci sono: è un problema di come si vive la cittadinanza e di come decidiamo di essere cittadini e di costruire l’Italia di domani. La prima proposta che ho pensato è di far vivere la Costituzione all’interno delle nostre scuole. La Costituzione non rappresenta un libro impolverato, ma è l’insieme di valori che ci fanno essere italiani. Costruire a scuola i cittadini di domani, imparare cos’è la Costituzione e cosa vuole dire l’identità italiana, sentirsi parte di una comunità, credo sia estremamente importante”, ha concluso.

Posted in Politica/Politics, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

Il presidente dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (Unpli), Antonino La Spina, commenta positivamente le linee guida emanate dalla giunta regionale siciliana, su proposta dell’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla, che fanno seguito all’approvazione della legge regionale sulla promozione, valorizzazione e insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole.“L’iniziativa della giunta di governo siciliana, presieduta dal presidente Nello Musumeci, coglie nel segno – afferma La Spina – puntando alla valorizzazione di quell’immenso patrimonio immateriale rappresentato dalla cultura siciliana e dal dialetto. Un obiettivo che le Pro Loco Unpli perseguono da tempo, con un’azione capillare avviata su tutto il territorio nazionale”. L’Unpli è tra è tra le 176 realtà mondiali accreditate presso l’Unesco ai sensi della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale del 2003: un risultato conseguito grazie all’impegno profuso nella sensibilizzazione delle Pro Loco e delle comunità locali sui temi legati alle potenzialità dei beni immateriali, ma anche alla loro fragilità. Iniziative e azioni sfociate nella creazione di un inventario online (il canale youtube Memoria Immateriale) che conta migliaia di video sui temi della Convenzione Unesco del 2003 (saperi, tradizioni, artigianato, oralità, riti, conoscenze, pratiche sociali, ecc.).“Le Pro Loco – prosegue La Spina – sono da sempre impegnate nella salvaguardia e nella valorizzazione dei dialetti e delle lingue locali: un patrimonio che rappresenta la nostra identità territoriale. Un’azione che corona in alcuni appuntamenti di successo”.A partire dal premio letterario nazionale “Salva la tua Lingua Locale” rivolto a tutti gli autori ed appassionati di dialetto che ha visto il prof. Tullio De Mauro tra i suoi più illustri sostenitori; nel corso delle sei edizioni sono pervenute oltre mille opere. Una specifica sezione del premio è dedicata alle scuole, alla quale hanno partecipato oltre 100 gli istituti (per l’edizione 2018, le iscrizioni si chiudono il 30 novembre); il premio è indetto dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia e Legautonomie, in collaborazione con il Centro “Eugenio Montale” e l’ong EIP.
“L’Unpli – conclude La Spina – è costantemente attiva in materia della promozione e salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, una missione che, riteniamo, vada condotta in rete. Abbiamo già siglato accordi con il Mibac e il Miur e siamo pronti e disponibili ad ulteriori collaborazioni istituzionali”. L’Unpli organizza anche la “Giornata nazionale del dialetto” che ricorre il 17 gennaio di ogni anno.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola: Diplomati magistrale, non c’è pace

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Gli uffici competenti non avrebbero comunicato all’INPS nei tempi previsti le informazioni riguardanti i contributi versati dai docenti a partire dal 1° gennaio 2018. Questa situazione, che riguarda tutti i docenti, diventa ancor più problematica per tutti quei docenti diplomati magistrali, licenziati o estromessi dalle GaE per effetto della sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso. Anief si appella alle istituzioni preposte, a cui chiede di superare il prima possibile i problemi che stanno mettendo in crisi non solo la professionalità ma anche la dignità di tanti maestri che da anni e anni portano avanti il loro preziosissimo lavoro formativo ed ora vengono messi alla porta, pure senza sussidi. È chiaro che se gli indennizzi non dovessero essere sbloccati a breve, ci attiveremo perché ciò avvenga intervenendo nelle opportune sedi legali. Intanto, la questione dei diplomati magistrale è arrivata all’attenzione della VII Commissione Cultura che ha dato il proprio parere favorevole con modifiche all’art. 4 del Decreto Dignità. Secondo la VII Commissione di Montecitorio, scrive sempre Orizzonte Scuola, vanno individuate “modalità di esecuzione delle sentenze relative ai diplomati magistrali idonee a salvaguardare la loro prossima supplenza sino all’estate del 2019”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Forse il nostro esecutivo sta prendendo atto che è chiamato a rispondere, entro il prossimo 13 settembre, alle richieste formulate e la risposta arriverà proprio nei giorni in cui sarà convertito in legge il Decreto Dignità che concede 120 giorni di tempo all’amministrazione per ottemperare alle sentenze di merito dei tribunali e 60 giorni al Parlamento, per decidere cosa fare per evitare l’espulsione dalle GaE di tantissimi maestri che hanno studiato per fare questo lavoro e ora rischiano di rimanere a fare i supplenti ‘brevi’ a vita. Sapere che anche l’Europa sta sorvegliando l’operato dei nostri governanti e dell’amministrazione scolastica ci risolleva: perché ora dovranno giustificare anche a Bruxelles i motivi per cui si vuole attuare il più grande licenziamento collettivo della storia italiana nella PA. A meno che le Camere non diano seguito alla nostra richiesta, che è anche l’unica soluzione possibile: riaprire le GaE, con una norma di legge ad hoc, a tutti coloro che sono in possesso del diploma di abilitazione all’insegnamento.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Difendere l’insegnamento dell’italiano nelle scuole dell’Ontario (Canada)

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

L’on. Nissoli, è intervenuta in Commissione esteri per difendere i corsi di lingua italiana nelle scuole dell’Ontario e sensibilizzare i Colleghi e le Istituzioni italiane a supportare la richiesta della Comunità di Toronto di mantenere tali corsi.Inoltre, l’on. Nissoli ha scritto una lettera ai Trustees delle scuole dell’Ontario in supporto del programma di lingua italiana evidenziando l’importanza dell’insegnamento della lingua di origine per il bene dei ragazzi. Secondo l’on. Nissoli “cancellare l’insegnamento della 3 lingua in 45 scuole e licenziare 85 insegnanti, sembra un gesto avventato che non tiene conto di quanto di buono è stato fatto nel tempo, da ben 42 anni”.
Un concetto che la deputata di Forza Italia ha ribadito durante l’intervista rilasciata, oggi, a CHIN Radio di Toronto dai cui microfoni ha lanciato un appello a tutti i protagonisti di questa vicenda per evitare di cancellare l’insegnamento di lingua italiana e, anzi, migliorarlo cercando una soluzione condivisa per studenti e insegnanti.

Posted in Estero/world news, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Governo a totale trazione salviniana

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Sarà per il dilettantismo degli alleati di maggioranza e l’inesistenza delle opposizioni, ma di colpo tutta la politica italiana sembra esaurirsi in quello che dice e fa Matteo Salvini. Può piacere o non piacere, può indurre o meno a trarne la conclusione che se così fosse della Repubblica ci sarebbe rimasto ben poco, ma è incontestabilmente un dato di fatto. Tuttavia, ci pare sia un film già visto. Tant’è che più d’uno ha già suggerito a Salvini di tenersi sulla scrivania e fors’anche sul comodino in camera da letto la fotografia di un altro Matteo, ma che di cognome fa Renzi, ritratto nel momento della massima euforia, subito dopo le trionfali elezioni europee del maggio 2014 che portarono il Pd al 40% dei voti espressi. Il consiglio – per taluni nutrito di un intento malevolo, per altri, come nel nostro caso, dispensato con sincero spirito costruttivo – intende ricordare al leader della Lega che l’allora segretario del Pd riuscì prima a compromettere quel patrimonio di consenso in soli 30 mesi (referendum costituzionale del dicembre 2016) e poi a disperderlo definitivamente in altri 15 mesi.Immaginiamo l’estroverso Salvini intento a fare tutti gli scongiuri padani che conosce, e lo capiamo. Tuttavia, lo esortiamo a riflettere e a fare comunque tesoro di quel clamoroso caso di meteora politica che è stato il renzismo. Perché forse può trarre utili insegnamenti su come evitare di ritrovarsi rapidamente dalle stelle – rappresentate dal ruolo di primazia che si è conquistato a danno dei suoi alleati, sia quelli di maggioranza (5stelle) che di opposizione (Forza Italia) – alle stalle, come è capitato a Renzi e ai Democratici.Se Salvini ci pensa bene, non è solo questione di iattanza – che pure ha mostrato, per esempio nei confronti del meno visibile Di Maio, cui ha destinato frasi apparentemente gentili ma in realtà cinicamente crudeli, tipo “mi fa tenerezza” – di arroganza del potere o voglia di strafare (difficile dichiarare guerra tutti i giorni a qualche entità straniera, i paesi si esauriscono in fretta), cioè i difetti mostrati con nitida evidenza dall’ex segretario del Pd. No, il rischio che il consenso di oggi diventi un boomerang domani risiede soprattutto in quel demoltiplicare istituzionale che il Matteo con la cravatta verde mostra di maneggiare con disinvoltura. Ci riferiamo alla progressiva disintermediazione tra rappresentanti e rappresentati che sono generate dalle moderne forme di comunicazione politica (e non solo), social media in testa, usate da Salvini più e meglio di quanto non facesse Renzi. Come ha giustamente notato Paolo Madron su Lettera 43, esse hanno finito per azzerare completamente qualunque gerarchia sociale e istituzionale. Generando un appiattimento che, oltre a delegittimare ogni elité fino al punto da esporla al più totale disprezzo da parte della pubblica opinione, ha trasformato chiunque ricopra un ruolo pubblico o, peggio, rappresenti una figura istituzionale, in un cittadino come un altro cui, di conseguenza, ci si sente in diritto di essere oggi complici e domani nemici che applicano sconti. La fine del principio di autorità, spacciato come una conquista di democrazia, il rovesciamento del rapporto tra eletto ed elettore, per cui non si conquistano i voti per le idee originali che si propongono ma per la capacità di “ascoltare il paese e i suoi bisogni”, sono tutti fenomeni che hanno prodotto e stanno producendo effetti tremendamente deleteri. Per esempio, è grazie a questo andazzo se oggi gli studenti posso mobbizzare gli insegnanti e i loro genitori si sentono in diritto di picchiarli. In questi giorni circola sulla Rete un video in cui si vede il presidente francese Emmanuel Macron redarguire con veemenza un giovane studente che durante una sua uscita pubblica lo aveva apostrofato dandogli del tu e chiamandolo con l’appellativo “Manu”. L’atteggiamento del giovanotto non sembrava aggressivo e l’intento non pareva malevolo. Semplicemente, il garçon si è sentito in diritto di “stare alla pari” con il Presidente della Repubblica, probabilmente in nome della versione transalpina di quel “uno uguale a uno” che circola dalle nostre parti. Ovviamente, noi ben comprendiamo la reazione di monsieur le Président, ma fatichiamo ad essergli solidali. Perché l’idea di quel giovane francese di essere al cospetto non di chi incarna la suprema istituzione del suo Paese, bensì di un amico, solo più noto di lui, cui può dare la massima confidenza, deriva dalla medesima frequentazione che i due, lo studente e Macron, fanno di quello che qualcuno ha efficacemente chiamato “bar di Twitter”. Dove è naturale che tra avventori ci si rivolga in quel modo. Insomma, viene da dire che “chi è causa del suo mal…”.Sia chiaro, qui non si vogliono demonizzare i social media, che pure noi usiamo (con molta moderazione). E sappiamo che già la televisione, nello stesso tempo artefice e vittima della mediocretizzazione della società, è da tempo passata dalla sacralizzazione dei divi alla loro trasformazione in gente comune, alla stessa stregua di quelli che partecipano ai talent show, nella più prosaica delle contiguità. Diciamo soltanto che tutto converge, nella società come nella politica, verso la totale disintermediazione, per cui è leader quello che più somiglia – nell’estetica come nel linguaggio e nei suoi contenuti – alla massa indistinta di coloro che dovranno votarlo. Ma così, le leadership sono per forza di cose destinate a durare poco. Anzi, più passa il tempo, e più il loro ciclo si accorcia. Perché tra amici è facile deludere, e tra pari ci si manda a quel paese.Salvini, con la sua ossessiva presenza sui social, l’uso di un linguaggio più che basico, la continua forzatura semplificativa che banalizza i problemi complessi, è un campione di questo sistema di destrutturazione della politica. Solo che fino a ieri era solo un capo partito, un peones. Oggi, invece, è ministro e vicepresidente del Consiglio, e per di più leader incontrastato della maggioranza di governo. La cosa fa una certa differenza. Tenerne conto non farebbe male, a lui e a noi. Certo, ci rendiamo conto, caro Salvini, che i nostri sono consigli non richiesti. Tuttavia vogliamo offrirglieli ugualmente. Perché ora e per ora è seduto al posto di guida del nostro paese, e su questa macchina – che da troppo tempo sbanda pericolosamente – ci siamo sopra tutti in egual misura. Rifletta, per esempio, sui danni – gravi – procurati dalla disintermediazione delle parti sociali e dei corpi intermedi diffusi nella società, promossa dall’altro Matteo. Renzi, nel farlo, si è sentito forte, perché saltando ogni forma di mediazione, parlava a tu per tu con la gente. E non ha badato al fatto che senza classe dirigente intorno, surrogata da famigli, non si va da nessuna parte. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: dal trionfo all’ignominia in meno di tre anni. Ancora: rifletta che se si vuole durare occorre generare e crescere delle élite intorno alle leadership politiche. I voti vanno e vengono, le tecnostrutture restano. Gli italiani non hanno bisogno di “avvocati del popolo”, ma di guide solide – plurime, che con gli uomini soli al comando abbiamo già dato – che sappiano indicare loro la strada perché hanno un’idea di paese, sanno dove si è e, di conseguenza, sanno dove occorre andare.(fonte: Enrico Cisnetto direttorewww.terzarepubblica.it)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Aumentano gli alunni stranieri, ma mancano i docenti che dovrebbero insegnare a loro l’italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Dati ufficiali Miur: gli studenti con cittadinanza non italiana che siedono ai banchi delle nostre scuole sono 826mila, il 9,4% della popolazione studentesca complessiva, 11mila in più rispetto all’anno scolastico precedente. La Lombardia è poi la regione che registra un maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana, circa 208.000, mentre la quota più bassa si riscontra in Campania. Dieci le nazioni più rappresentate, prima fra tutte la Romania, seguita da Albania, Marocco, Cina, Filippine, India e Moldavia, Ucraina, Pakistan ed Egitto.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Nessuno ne parla, ma questi alunni sono senza insegnante specializzato. Infatti, quasi il 10% della nostra attuale popolazione studentesca è straniero; tuttavia, a due anni dal DPR 19/16 e dall’ultimo concorso a cattedre, non parte la classe di concorso per l’insegnamento di italiano ad alunni stranieri benché abbia fatto registrare centinaia di vincitori. Con le ultime indicazioni ministeriali sugli organici, l’unica novità è avere introdotto nel Cpia un posto su potenziamento, ma è una goccia nel mare: gli alunni sono 11mila in più rispetto all’anno scorso e bisogna pensare a un’implementazione delle forze di docenza specializzate in questa disciplina. Assumendo dei docenti già selezionati e che non aspettano altro di essere assunti.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovo prototipo per l’insegnamento online

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

Perugia.Palazzo Gallenga, Piazza Fortebraccio, 4 Si chiama “Pro 3” ed è un prototipo didattico-scientifico che servirà a potenziare l’insegnamento online dei corsi di laurea magistrale dell’Università per stranieri di Perugia. Un modo rivoluzionario per avvicinare studenti, docenti e ricercatori nei percorsi formativi. L’ambizioso progetto è stato presentato oggi dal rettore della Stranieri, Giovanni Paciullo insieme a Giuliana Grego Bolli, coordinatrice del gruppo di lavoro Pro3. Il programma scientifico è stato presentato al Campus universitario della Stranieri di Perugia, in via Carlo Manuali, alla presenza del professor Marco Ronchetti, docente di Ingegneria dell’Università di Trento che ha ampiamente discusso del nuovo metodo di studio per migliorare l’apprendimento degli studenti.“L’obiettivo principale di questo progetto sperimentale – ha detto il rettore Giovanni Paciullo – assolutamente innovativo per l’Ateneo perugino è quello di rafforzare le competenze trasversali degli studenti iscritti ai quattro corsi di laurea magistrale dell’Università per Stranieri di Perugia, ed è importante di come il nostro Ateneo si pone nei confronti delle nuove sfide della frontiera didattico-scientifica sempre in costante e veloce perfezionamento”Per Giuliana Grego Bolli “La Stranieri di Perugia ha pensato come indicatori un progetto di Ateneo che mira da un lato a rafforzare le cosiddette soft skills o competenze trasversali degli studenti intese sia in termini cognitivi sia in termini relazionali ma anche come capacità creative. Un esperimento che ha tra gli obiettivi anche quello della modernizzazione degli ambienti di studio e di ricerca, dell’innovazione delle metodologie didattiche e soprattutto degli interventi per il rafforzamento delle competenze trasversali acquisite dagli studenti mediante il nuovo prototipo didattico per i corsi di Laurea magistrale dell’Università per stranieri di Perugia”.Il prototipo sperimentale dei percorsi formativi si baserà principalmente su due tipologie: una rivolta in modo specifico a studenti non frequentanti, mirato a erogare quattro insegnamenti curricolari delle quattro lauree magistrali attraverso una piattaforma e-learning, integrando strumenti e metodologie digitali a distanza; l’altra sarà rivolto in generale agli studenti delle quattro lauree magistrali, finalizzato ad assegnare due insegnamenti curricolari in una modalità integrata aula/rete, in cui strumenti e metodologie tradizionali si integrino in modo modulare con metodi innovativi, basati anche su approcci informali, sociali ed interdisciplinari all’apprendimento, come ad esempio la compresenza in aula di docenti di discipline diverse.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il diritto fondamentale all’educazione e all’insegnamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Roma 12 e 13 marzo 2018 (ore 8:45, Aula Magna “Giovanni Paolo II”) sul tema Il Diritto all’educazione e all’insegnamento Convegno di studi promosso dalla Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università della Santa Croce.
L’educazione come diritto fondamentale della persona umana, l’autonomia dei centri di insegnamento così come tutelata dalla giurisprudenza europea, i sistemi di finanziamento delle scuole nei principali Stati europei, l’educazione alla cittadinanza come possibile risposta al multiculturalismo, il ruolo educativo dei genitori, l’homeschooling e le sfide poste dalla teoria del gender.
L’iniziativa si rifà al diritto della Chiesa di trasmettere la dottrina cattolica e i valori umani fondati sulla legge naturale attraverso la fondazione e la direzione di scuole di qualsiasi disciplina, genere e grado – spiegano gli organizzatori. Per questo, sarà dato spazio anche ai principi del Magistero ecclesiastico sull’educazione e al legame esistente tra diritto canonico ed ecclesiastico, con uno sguardo al diritto fondamentale allo studio e alla ricerca che spetta ai fedeli nell’ambito delle scienze ecclesiastiche.
Ad aprire i lavori sarà il Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, mons. Angelo Vincenzo Zani. Tra i relatori, Jorge Otaduy (Universidad de Navarra), Alfred Fernández (Direttore di Oidel, Ginevra), Vincenzo Turchi (Università del Salento), Paolo Cavana (Lumsa), Emmanuel Tawil (Università di Paris II Panthéon-Assas), Alessandro Ferrari (Università degli Studi dell’Insubria), Paolo Asolan (Università Lateranense) e i docenti della Santa Croce Stefan Mückl, Jean-Pierre Schouppe e José Tomás Martín de Agar.Le sessioni pomeridiane saranno moderate dal Prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gäenswein e dal prof. Carlo Cardia, dell’Università Roma Tre. Previste anche tre tavole rotonde.Il Convegno è accreditato dal Ministero dell’Istruzione come attività di formazione per docenti e personale scolastico.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Vorrei poter dire: Berlusconi l’uomo del domani

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

Silvio BerlusconiMa, purtroppo, non è così. Non è solo una questione anagrafica. L’età si sa ha il suo peso ma lo è altrettanto la mentalità che è stata affidata, anni prima, agli archivi del suo cervello. Sono ricordi che possono influenzare l’agire presente e farlo andare in controtendenza con il nostro futuro. Non a caso alcuni studiosi avevano elaborato una teoria per spiegare taluni arretramenti dei nostri piani evolutivi come se a un certo punto il “tempo storico” si fosse fermato o avesse ingranata la retromarcia. E a quanto pare ora sta accadendo la stessa cosa a Berlusconi. Non sembra aver tratto dal suo trascorso un utile insegnamento ma semmai gli resta la convinzione che repetita iuvant gli potrà giovare per rinnovare il suo passato di successi e di interessi. Di certo l’idea di far soldi e del come metterli a frutto, anche se ciò lo obbligava a cogliere il lato deteriore della politica per farla collimare con i suoi interessi privati, lo attraeva e continua a sedurlo irresistibilmente. (Il Fatto quotidiano, ad esempio, ha annotato decine di leggi emanate ad personam per consolidare il suo impero finanziario e le sue aziende). Continua ad usare le vecchie frasi ad effetto e ad adattarle agli avversari di oggi: allora erano i comunisti, oggi sono i grillini scambiandoli per marxisti dell’ultima ora. Allora vi era la tassa sulla prima casa oggi propone un drastico abbassamento delle imposte facendo, però, la felicità dei ricchi e dei benestanti o non certo della classe medio-bassa. Ma questi sono dettagli che sfuggono al volgo. Restano le suggestioni. Sul fondo del pozzo rimangono gli italiani con la loro memoria corta e la loro distorta convinzione che basta non andare a votare per fare un dispetto alla politica. E la politica si vendica riproponendoci i fantasmi del passato. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi politici e sociali della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La scuola e i diplomati magistrale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

 

scuolaI Diplomati magistrale sono contro la sentenza della discordia. Arrivano le interrogazioni parlamentari. Gli onorevoli Maestri, Civati, Brignone e Pastorino appartenenti a “Liberi e Uguali”, la formazione politica che mette insieme Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, chiedono formalmente alla Ministra Valeria Fedeli quali misure intenda adottare a seguito dell’estromissione dall’inserimento nelle GaE e dalla stabilizzazione dei maestri della scuola dell’infanzia e primaria con titolo conseguito ante 2002 derivante dalla sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato emessa poco prima di Natale: la Ministra è consapevole che le “azioni innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo” del sindacato, “ove fossero accolte, renderebbero del tutto ingestibile la situazione ed esporrebbero lo Stato italiano al rischio di pesanti sanzioni, anche in relazione alla sentenza della Corte di Giustizia Europea ‘Mascolo’ del 24 novembre 2014 contro l’abuso di contratti a tempo determinato nella scuola italiana?”. Alla luce di questo, si chiede anche di modificare “l’art. 17 del D.Lgs. 59/2017, nella parte in cui non prevede anche per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria l’avvio di una fase transitoria e l’estensione del concorso riservato ai docenti abilitati, attualmente previsti esclusivamente per la scuola secondaria di I e II grado”.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’alto numero di politici che stanno auspicando soluzioni a favore dei diplomati magistrale, benché con scarse possibilità di riuscita per via dello scioglimento delle Camere, dimostra che quella sentenza del Consiglio di Stato sta producendo delle scorie davvero pesanti. Alla nostra soluzione al problema pronta da mesi, riaprire le GaE e ammettere tutti gli abilitati, modificare il decreto legislativo sulla formazione iniziale e reclutamento estendendolo anche ai docenti della scuola infanzia e primaria, se ne stanno aggiungendo ora delle altre. Tutte finalizzate al medesimo obiettivo: assorbire nei ruoli dello Stato questi maestri che da anni, anche da decenni, permettono alle nostre scuole dell’infanzia e primaria di garantire un servizio efficiente e continuativo.

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola Precariato: addio all’abilitazione all’insegnamento

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cCon la prossima approvazione finale dello schema di decreto legislativo recante il riordino, l’adeguamento e la semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente, scompare quel percorso a pagamento che apriva la strada verso il ruolo: all’assunzione a tempo indeterminato si arriverà gradualmente attraverso un percorso di tirocinio. Ossia, i precari verranno pagati durante la fase di formazione. Per il Pd, questo nuovo modello selettivo ‘permetterà di avere finalmente procedure prestabilite, chiare e regolari nel tempo. Nel frattempo il Governo s’impegna a svuotare le graduatorie del concorso 2016, degli abilitati (GaE e II fascia d’istituto) e ad avviare alla stabilizzazione precari con 36 mesi di servizio. Questi ultimi verranno inclusi nelle nuove G.R.A.M.E.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non servono nuove prove, nuove graduatorie, nuovi sistemi. Basterebbe una sola operazione: assumere subito tutti i precari che hanno svolto 36 mesi di servizio, come ci dice l’Unione Europea dal 1999. Stiamo parlando di docenti laureati, selezionati e abilitati all’insegnamento. E per quelli che non lo sono, basta riconoscere loro un anno di corso universitario per confermare l’abilitazione che hanno conseguito nel campo. Per fare tutto ciò bisogna però liberare gli organici e ammettere che il bluff è finito. Ma occorre avere il coraggio di dire basta al precariato cronico, agli organici potenziati, con docenti ‘mobili’, da spostare come pedine: quello che serve alla nostra scuola sono delle stabilizzazioni sui veri posti vacanti e disponibili. E recuperare il tempo scuola tagliato. Solo con queste operazioni oggi avremmo 200mila insegnanti in più. Per non parlare del personale Ata: assunto per l’ultima volta nel 2011 e poi dimenticato, assieme agli educatori, da quella che ancora chiamano la Buona Scuola.

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Morante e le scrittrici del Novecento al crocevia della critica, dei saperi dell’insegnamento e dell’apprendimento

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

Roma Fino al 5 Maggio 2017 Dipartimento di Studi Umanistici, Aula 22 Via Ostiense 234. Nell’ambito dell’insegnamento dedicato a “Scrittrici, scrittori e opere della Letteratura italiana” del corso di laurea in Lettere, avrà luogo un ciclo di incontri dedicato a Morante e le scrittrici del Novecento, in collaborazione con la Società Italiana delle Letterate. Intervengono studiose e critiche che da diversi posizionamenti hanno affrontato questioni come quella del canone letterario, l’insegnamento della letteratura ai vari livelli della formazione, il suo apprendimento. Agli incontri parteciperanno studenti del corso e insegnanti e il corso ha il riconoscimento del Miur come corso di formazione e aggiornamento.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Matematica, un altro metodo di insegnamento è possibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2016

SONY DSCCalcinate del Pesce (Varese) venerdì 25 novembre alle 20.30 alla scuola Montessori Percorsi per Crescere di via Maggiora 10 ne parla Mario Valle, data scientist al Centro Svizzero di Calcolo Scientifico. Tabelline, addizioni in colonna, sottrazioni con la prova, divisioni. Per molti alunni la matematica è una materia difficile e complicata, uno scoglio arduo da superare, anche se i numeri sono presenti in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Esiste però un modo diverso da quello tradizionale di insegnare la matematica. L’incontro di venerdì 25 novembre rientra in una serie di incontri organizzati durante l’anno dalla scuola Percorsi per crescere per approfondire e confrontarsi sui temi riguardanti la crescita e l’educazione dei bambini. «Mio figlio, che oggi ha 14 anni, ha frequentato la scuola Montessori di Varese: un percorso iniziato quasi per caso, né io né mia moglie conoscevamo il metodo Montessori – racconta Valle –. Durante il suo percorso scolastico ho avuto modo di approfondire queste idee, grazie anche agli incontri con Grazia Honegger Fresco, una delle ultime allieve dirette di Maria Montessori. Per me è stato sorprendente ritrovare così tanti parallelismi tra il mio lavoro e gli insegnamenti, che risalgono a più di un secolo fa, di Maria Montessori». Valle si occupa di supercalcolo, rapportandosi con ricercatori e scienziati. «Una parte importante del mio lavoro consiste nella visualizzazione scientifica, ossia nel rappresentare i risultati numerici di simulazioni e calcoli in maniera visiva, così da far scattare nello scienziato quella comprensione quasi intuitiva resa possibile dalle meravigliose capacità della nostra percezione visiva. Ed è proprio quello che succede con l’insegnamento della matematica con il metodo Montessori: dall’astrazione si passa al concreto, rendendo più facile l’apprendimento. I numeri non sono più solo dei concetti, ma diventano reali. Anche le tabelline non si imparano a memoria, ma si trasformano in configurazioni visive, non numeriche ma visuali». La matematica Montessori è presentata in modo attivo e interessante, usando materiali concreti che aiutano i bambini a costruire solide fondamenta per i concetti astratti. I progressi dei bambini avvengono per libera scelta e ripetizione, seguendo il ritmo delle loro necessità interne e non quello stabilito da insegnanti e genitori. (foto: mario valle)

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

John Peter Sloan si trasferisce in Sicilia e apre a Menfi la sua rivoluzionaria scuola di inglese

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2016

sloanIl più famoso degli insegnanti di lingua inglese, che ha rivoluzionato i metodi di apprendimento della lingua britannica per bambini e adulti, si trasferisce in Sicilia «Per sempre».John Peter Sloan, il popolare attore e scrittore di decine di grammatiche inglesi, che ha sconvolto in meno di dieci anni il metodo di insegnamento della lingua d’Oltremanica – diventando riferimento dei docenti sia nelle scuole private che in quelle pubbliche d’Italia – ha deciso di trasferirsi in Sicilia e di aprire a Menfi la “Sloan scuola di inglese”, ovvero un vero e proprio luogo di apprendimento della lingua, che si rivolgerà ai bambini, agli adulti e ai docenti che voglio sviluppare al meglio l’apprendimento tra i propri allievi.La sede sarà la scuola paritaria Rotolo di Menfi, in provincia di Agrigento, in via Benvenuto Cellini 12.Sloan qui con Asia Gagliano – anche lei di Menfi e insegnante di inglese con cui Sloan ha curato il metodo rivolto ai più piccoli intitolato “Da zero kids” – porterà quello che nell’ambito dell’insegnamento della più diffusa delle lingue straniere del mondo è noto come “Metodo Sloan”, incentrato sulla convinzione che gli italiani fatichino ad apprendere l’inglese per colpa di corsi noiosi e inefficaci.Il “Metodo Sloan” è incentrato sul divertimento e sugli esempi basati su immagini e dialoghi diretti. E i risultati gli danno ragione. Quattordici sono le pubblicazioni editoriali firmate John Peter Sloan – noto a molti anche come comico di Zelig, Amici, Quelli che il calcio, opinionista nei talk show televisivi e speaker per numerose radio – che hanno venduto centinaia di migliaia di copie e che sono pubblicate, oltre che in Italia, in Francia, Germania, Spagna, Polonia e sloan1Brasile. Le stesse tecniche di Sloan oggi sono applicate per insegnare anche lo spagnolo e il francese.Tornando alla Sicilia, sarà Menfi il cuore pulsante di tutte le attività presenti e future di Sloan. Qui il 7 dicembre presenterà al pubblico la scuola in un grande evento. Le attività cominceranno a gennaio 2017. Sono intanto aperte le iscrizioni ai corsi.«Parto da un’aula – dice Sloan, nato a Birmingham il 27 febbraio 1969 e in Italia dal 1990 – e spero che col tempo diventeranno due o tre. Se ci saranno molti iscritti, porterò con me altri insegnanti già educati col mio metodo. Ci rivolgiamo a bambini e adulti. Serve tanto l’inglese qui in Sicilia. Non è colpa dei siciliani se non sono spigliati in inglese. Il problema è dei docenti che devono imparare a insegnare. I siciliani, così creativi, hanno di certo una carta in più per imparare le lingue. Non è importante avere una grammatica perfetta, ma sapere utilizzare la lingua per comunicare».Sulle origini del suo trasferimento da Milano in Sicilia, Sloan spiega: «Sono stato a Menfi tre anni fa in vacanza e da allora sono tornato più volte in Sicilia, fino alla scelta di trasferirmi definitivamente qui. Vivo a Menfi già da cinque mesi e sto vendendo la casa di Milano per comprarne una qui. Perché? Perché non capisco come ho fatto a vivere 20 anni a Milano, quando a Menfi posso lavorare, scrivere e vedere il mare dalla finestra della mia attuale abitazione. E vivere così è fantastico. Qui la vita è bella, semplice e ancora a misura d’uomo» Il progetto di Sloan per la Sicilia è semplice ed è figlia della sua esperienza a Roma e a Milano: «Bastano poche lezioni per imparare e parlare l’inglese da zero, semplicemente giocando. Voglio fare della mia lingua il passaporto dei siciliani nel mondo. E io voglio scommettere su quest’isola». (foto: sloan)

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Classifica Censis-Repubblica: ottimo risultato per Parma, quarta tra i grandi Atenei

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2015

parma universitàL’Università di Parma si colloca al quarto posto nella categoria riservata agli atenei con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000 (grandi Atenei), con un punteggio complessivo di 86,6. Il Rettore dell’Ateneo Loris Borghi esprime grande soddisfazione per questo risultato: «La nuova governance dell’Ateneo, che presiedo da poco più di un anno, ha messo in campo strategie nuove e di qualità per migliorare la performance dell’Ateneo, invertendo un trend negativo in atto da alcuni anni, e l’ottimo risultato ottenuto nella classifica di Censis–Repubblica sancisce questo percorso. Abbiamo messo realmente al centro della nostra attenzione lo studente nel senso più ampio e inclusivo del termine, continuando nel contempo ad offrire un’ampia offerta didattica, e siamo felici che questo sforzo sia riconosciuto». Riguardo alla valutazione della didattica effettuata da Censis, Parma è seconda in Medicina Veterinaria (punteggio 102, lauree magistrali a ciclo unico) e nell’Ambito Geo-Biologico (96), quinta nell’Ambito Economico-statistico (punteggio 102), in quello Scientifico (punteggio 96) e in quello di Ingegneria (punteggio 98). Si colloca inoltre decima nell’Ambito di Architettura (85,5), tredicesima nell’Ambito Medico-Sanitario (88,5) e in quello Agrario-Veterinario (86), quindicesima nell’Ambito dell’Insegnamento (88,5), diciassettesima in Medicina e Chirurgia (89, lauree magistrali a ciclo unico) e Farmacia e Farmacia industriale (82, lauree magistrali a ciclo unico), diciottesima nell’Ambito Linguistico (87,5) e Chimico-Farmaceutico (82), diciannovesima in Giurisprudenza (88,5, lauree magistrali a ciclo unico), ventiduesima nell’Ambito Sportivo (81,5), ventitreesima in Odontoiatria e Protesi dentaria (82,5, lauree magistrali a ciclo unico) e ventisettesima nell’Ambito Letterario-Umanistico (83,5).

Posted in Recensioni/Reviews, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Arriva la rivoluzione per l’assegnazione di 1,5 miliardi di fondi statali in base al merito: per molti atenei del Sud sarà la fine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 novembre 2014

stefania gianniniLa nuova ripartizione del Fondo per il Finanziamento Ordinario è già stata firmata dal Ministro, Stefania Giannini, e inviata alla Corte dei conti. Le rassicurazioni del Miur: oltre il 22% delle risorse disponibili quest’anno sarà distribuito sulla base delle performance dei singoli atenei, tra quota premiale, programmazione triennale, dottorati di ricerca, fondo per i giovani e fondo perequativo. Tra i requisiti figura anche l’internazionalizzazione delle università. Marcello Pacifico (Anief-Confedir): il Ministero parla di clausole di salvaguardia, ma è evidente che queste risorse verranno assegnate con il contagocce negli atenei collocati nei contesti svantaggiati: si ragiona, infatti, sulla base di performance di carattere nazionale. E un modello simile potrebbe purtroppo essere in serbo anche nella scuola, dove però oltre nel frattempo i fondi si sono già prosciugati.Il Governo ha intenzioni di riformare non solo la scuola, ma anche l’Università. Il metro però è sempre lo stesso: quello dell’inserimento del merito adottando tagli ai finanziamenti complessivi. Il Miur ha infatti comunicato che è in arrivo una vera “rivoluzione nell’assegnazione dei fondi alle università: oltre il 22% delle risorse disponibili quest’anno – fa sapere il Ministero – sarà distribuito sulla base delle performance dei singoli atenei, tra quota premiale, programmazione triennale, dottorati di ricerca, fondo per i giovani e fondo perequativo”. La novità, che riguarda circa l’assegnazione di un miliardo e mezzo di euro l’anno, è contenuta nel decreto di ripartizione del Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO), firmato dal Ministro Stefania Giannini e inviato al vaglio della Corte dei conti, che introduce per la prima volta nel calcolo per la ripartizione delle risorse anche il costo standard di formazione per studente in corso. Si tratta di un caso unico nella Pubblica Amministrazione.Il Fondo di finanziamento ordinario ammonta, per il 2014, a poco più di 7 miliardi di euro (7.010.580.532). Il 18% di queste risorse (1.215.000.000) è assegnato alla cosiddetta quota premiale su cui pesano i risultati conseguiti nella valutazione della ricerca (per il 70%), la valutazione delle politiche di reclutamento (20%), i risultati della didattica con specifico riferimento alle aperture internazionali (10%). Anche altri stanziamenti come il fondo per i dottorati, quello per il sostegno ai giovani e il piano triennale delle università (per complessivi 259.296.174 euro) vengono ripartiti attraverso criteri meritocratici. Una fetta della quota base dell’FFO è poi assegnata, per 1 miliardo circa, in base al costo standard di formazione per studente in corso. Un sistema inedito che punta ad agganciare lo stanziamento delle risorse non più a criteri storici, ma alla qualità e alla tipologia dei servizi offerti agli studenti. “Il decreto – assicurano dal Miur – tiene conto degli atenei situati in contesti economicamente più deboli, con clausole di salvaguardia che stabiliscono un tetto massimo di riduzione dei fondi pari al 3,5%, contro il 5% del 2013”. Tuttavia, fa notare l’Anief, sarà inevitabile che ad essere penalizzati da questa nuova distribuzione di oltre il 20% delle risorse saranno gli atenei collocati nei contesti più svantaggiati, ad iniziare da quelli del Sud. Chi potrà pagare, del resto, l’addio ai tetti all’incremento degli stanziamenti destinati agli atenei virtuosi, quelli che hanno aumentato il livello della loro prestazione, introdotto proprio che queste nuove disposizioni? E chi uscirà danneggiato dall’aumento sensibile della quota premiale del finanziamento (dal 13,5% del 2013 al 18% del 2014), che sarà distribuita prendendo in considerazione anche l’internazionalizzazione delle università?
“Le rassicurazioni del Ministero sul tenere in considerazioni i problemi oggettivi in cui versano le facoltà universitarie dei Sud – sostiene Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – non ci convincono, perché è evidente che i fondi per il merito verranno assegnati principalmente sulla base di modelli e performance di carattere nazionale. Ma non solo: abbiamo il fondato motivo di temere che un modello del genere possa essere adottato anche nella scuola”.“Le premesse di questo scenario – continua Pacifico – sono contenute nelle linee guida della stessa ‘Buona Scuola’, ancora per due settimane sottoposta all’esame degli italiani, dove si parla espressamente di valutazione degli istituti e scatti stipendiali legati da assegnare in base all’efficienza delle strutture e dei singoli docenti. Oltra alla inevitabile sperequazione che si verrebbe a creare, con le scuole del Meridione, in particolare quelle delle isole maggiori, penalizzate in partenza per la presenza di studenti difficili e un contesto socio-culturale dimesso, viene da chiedersi di cosa stiamo parlando visto che le risorse destinate alle scuole sono già state abbondantemente assorbite”.“Oltre la metà del fondo d’istituto è stato infatti destinato alla copertura degli scatti di anzianità. E quello che rimane del Mof, poco più di 600 milioni di euro da dividere per 8.400 scuole autonome sparse per il territorio, dovrebbe servire per tenere in vita funzioni extra, progetti, visite culturali, corsi di recupero e tanto altro. Viene da chiedersi – conclude il sindacalista Anief-Confedir – come si può pensare di parlare, in queste condizioni di modesta copertura finanziaria, di spinta del merito e di innalzamento della qualità dell’istruzione pubblica”.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola obsoleta

Posted by fidest press agency su sabato, 23 agosto 2014

scuolatramat3Più spazio alla pratica e all’attualità e meno alla teoria, avere strutture meno fatiscenti e maggiormente attrezzate, rendere la lettura un piacere per gli alunni e non un obbligo. Sono alcune delle caratteristiche principali della scuola ideale che le mamme italiane desidererebbero per i propri figli, le quali inoltre vorrebbero che nei programmi scolastici fosse dato maggiormente spazio ad approfondimenti legati ad arte (56%) religione (49%), ed ambiente (44%). Le principali problematiche? Emergono soprattutto dal punto di vista formativo (61%) che strutturale (39%) nonostante la pesante denuncia di strutture scolastiche fatiscenti (45%) e della mancanza di strumenti multimediali idonei all’insegnamento (39%).
E’ quanto emerge da un’indagine di Liberiamo (www.libreriamo.it), la piazza digitale per chi ama i libri e la cultura fondata da Saro Trovato, condotta su circa 800 mamme italiane, di eta’ compresa tra i 30 e i 60 anni, condotta con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate, realizzata in occasione del prossimo inizio dell’anno scolastico. “La scuola è un’istituzione fondamentale per la formazione di quelli che saranno gli adulti di domani – afferma Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo – I problemi del sistema scolastico interessano personalmente un grande numero di persone: gli insegnanti gli studenti, i loro genitori. Proprio di quest’ultimi, in particolare delle mamme, abbiamo voluto raccogliere i pareri e le idee per rendere il sistema scuola una realtà più a misura dei propri figli.”Quali sono le materie che non vengono trattate nel modo adeguato? Secondo le mamme la prima materia da rivedere e’ un italiano “che permetta di saper scrivere correttamente”(45%), quindi troviamo l’informatica (39%), da approfondire piu’ dal punto di vista pratico e meno da quello tecnico e teorico, e la geografia (33%), la quale andrebbe studiata non tanto dal punto di vista fisico, ma soprattutto dal punto di vista culturale, politico, ambientale. Per quanto riguarda le lingue straniere, quasi una mamma su 3 (31%) sottolinea la necessita’ di studiare meno la letteratura e piu’ il linguaggio parlato, mentre il 27% insiste sull’importanza di approfondire in particolare la storia contemporanea, “per comprendere meglio il presente e guardare al futuro”. Quali altre materie non obbligatorie meriterebbero maggiore spazio? Secondo le mamme i programmi didattici delle scuole italiane dovrebbero prevedere maggiori approfondimenti legati all’arte (56%), (o meglio alle diverse arti figurative, in primis la fotografia ed anche il teatro), alla religione (49%), all’ambiente e all’ecologia (44%), sino ad arrivare al diritto ed all’economia (36%). Cosa andrebbe migliorato dal punto di vista formativo? Secondo oltre una mamma su 2 (53%) occorrerebbero maggiori attivita’ extrascolastiche che non comprendano necessariamente attivita’ legate allo studio o al programma didattico. Altre (41%) sognano per i loro figli di studiare programmi legati maggiormente all’attualita’ e a cio’ che sta avvenendo nel mondo, per comprendere meglio la realta’, mentre una cospicua percentuale (26%) desidera orari di insegnamento piu’ flessibili. Cosa non funziona, invece, dal punto di vista strutturale? Qui le mamme italiane lamentano soprattutto la presenza di strutture scolastiche fatiscenti (45%), per le quali occorrerebbe un maggior controllo e messa in regola, la mancanza di strumenti multimediali idonei per attuare un programma didattico al passo con i tempi (39%) e l’assenza nella maggior parte dei casi di una biblioteca scolastica ben fornita (33%). Di chi sono le principali responsabilita’ di queste mancanze? Secondo le mamme italiane a finire “dietro la lavagna” sono in primis le istituzioni (32%), sia a livello locale che nazionali, colpevoli di non dare gli strumenti necessari e basilari per avere in Italia un corretto insegnamento. Seguono i professori (29%), ai quali le mamme rimproverano il fatto di concentrarsi prevalentemente sul lato didattico e meno su quello pedagogico educazionale (56%), di non essere adeguatamente preparati (44%) rimanendo troppo ancorati ai classici metodi d’insegnamento (38%), ed infine il concentrarsi piu’ sulla teoria e meno sulla pratica (31%). Cosa dovrebbero quindi fare gli insegnanti? Secondo le mamme bisognerebbe investire innanzitutto su forme didattiche innovative e multimediali (54%), appassionare allo studio i bambini (49%), coinvolgendoli maggiormente e facendo scoprire il piacere della lettura, da intendere non piu’ come un obbligo, e prevedere all’interno del programma formativo meno libri da studiare (41%), molti dei quali ritenuti troppo pesanti ed ingombranti da trasportare e i cui temi trattati non sempre sono utili dal punto di vista lavorativo. Infine, una mamma italiana su 3 (32%) auspica un maggior confronto con gli insegnanti, nel corso di appositi incontri che non siano i colloqui.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’insegnamento dalle elezioni politiche

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2013

questa campagna elettorale di cose strane se ne sono vedute tante. Eppure abbiamo avuto un segnale inequivocabile da parte, per lo meno, da chi ha individuato nel messaggio di Grillo l’indicazione di un cambiamento reale. Ad essi, purtroppo si sono aggiunti gli “gnoccoloni” che hanno bevuto le promesse del solito imbonitore di turno e altri che non hanno capito come Monti oltre ad essere un tecnocrate è anche un “servus servorum dei” e per “dei” intendo i poteri forti europei delle banche e dell’alta finanza. L’Italia vuole continuare a crescere ma per farlo deve incominciare dalla politica e dalle iniziative che è intenzionata ad assumere per invertire la tendenza al decadimento: la ripresa dell’attività economica e imprenditoriale. Se si lavora e si produce si creano nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per crescere e prosperare. Ma non si può fare se noi non ci scrolliamo di dosso la corruzione che si mangia ben 70 miliardi di euro l’anno, l’evasione fiscale che ne erode altri 150 miliardi e se non poniamo un freno alle spese folli per la difesa come se dovessimo andare in guerra da un momento all’altro. E poi dove abbiamo visto una giustizia dai tempi bliblici? I rimedi ci sono tutti per invertire la tendenza ma manca solo la volontà politica. Quella, per intenderci, che è fatta per avallare le spinte corporative o i conflitti d’interesse giudiziari del solito innominato. Poi, in proposito smettiamola di credere alle sue paventate “persecuzioni giudiziarie”. Avrebbe potuto evitarle se si fosse fatto giudicare invece d’inseguire le prescrizioni di motu proprio con la compiacenza del Parlamento. D’altra parte se proprio crede che una parte della magistratura ce l’ha con lui, quand’era Presidente del consiglio avrebbe potuto mandare i carabinieri ad arrestare quei magistrati che senza prove e valide motivazioni attentavano alle istituzioni dello stato imbastendo processi inesistenti. D’altra parte non si è mai visto, se non nei paesi del terzo mondo che un presidente del consiglio si porti dietro uno strascico così imponente di casi giudiziari che lo riguardano e con imputazioni, a dir poco, sconcertanti. Per molto meno all’estero si esce dalla vita politica. Meditate, gente, se vuole essere meno gnoccolona” e più avveduta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Minori: fare tesoro di certi insegnamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2012

A tutta pagina su un quotidiano c’è la notizia di un minorenne arrestato, altri denunciati per possesso di droga, in classe, a scuola, dentro gli zainetti, come fosse un prodotto naturale commerciare, usare, e trasportare da uno spazio all’altro, dentro una vita appena iniziata e già compromessa. Ragazzi a studiare per obbligo, poca attenzione alla salita, alla porta chiusa da aprire con garbo, studenti fermi all’angolo ad aspettare un passaggio, un tiramisù che stende senza fare complimenti. Poche sere fa a un incontro con i genitori, a parlare di trasgressione e devianza nell’incapacità di subordinare le passioni alle regole. Di uso e abuso di sostanze, tutte, non di una in particolare, tutte, e nessuna normale, tutte, e in ogni caso destinate a fare vittime innocenti.
Di valori e disvalori che si cambiano di abito, di posto, si nascondono, si mimetizzano, costringendo all’appropriazione indebita, a rubare, rapinare, uccidere la dignità delle persone. A confrontarci sul futuro che ancora non c’è, sul tempo che non è una comoda convenzione, sui compagni di viaggio che non si dimostrano persone autorevoli, su Dio che c’è ma ne rifiutiamo le orme da seguire, le tracce da custodire e curare con attenzione.
A sollecitare con fermezza una maggiore prevenzione, una minore sindacalizzazione del bene, impegnandoci a rispettare le parole, le forme, i contenuti, a chiamare con il proprio nome gli indicatori di pericolo sparsi all’intorno, le luci rosse di emergenza, dapprima intermittenti, poi paralizzate dall’approssimarsi di una desolazione intellettuale, che toglie spessore e importanza alle regole, al rispetto dei ruoli, delle competenze, al valore stesso della vita umana.
Genitori e adulti, docenti e professionisti, annuiscono, rendono possibile un confronto, una discussione, protagonista l’educazione, la possibilità di fare prevenzione attraverso l’educare, educare e ancora educare.
Educarci a non pensare che parlarne troppo possa perdere di sostanza, di interesse, non ottenga il risultato prefissato, oppure che non ci sia l’esigenza di discutere di disagio e adolescenza, di droga e bullismo, di rischi estremi e fascino del vicolo cieco, di devianza e carcere, perché “nella mia scuola non ci sono di questi inciampi, nella mia scuola c’è il giardino pulito, nella mia scuola è tutto in ordine”.
Occorre fare meno strategia discorsiva, per contrastare il verificarsi di accadimenti dichiarati semplicisticamente “accidentali” lungo il percorso scolastico.
Misfatti che però confermano non solamente gli atteggiamenti trasgressivi, bensì un vero e proprio stile di vita improntato all’uso, all’acquisto, alla vendita di droga, di merce illegale, come a voler rivendicare che non si è più dipendenti dai soldi di mamma, non si deve più rubare in casa: “ora compro, vendo, mi faccio i denari per avere sempre la mia dose giornaliera”.
Oltre che scandalizzarsi per il luogo ove è avvenuto il fermo, bisogna abbandonare definitivamente la pratica buonista e deleteria della concessione di attenuanti generiche prevalenti alle aggravanti, forse c’è urgenza di imparare qualcosa in più di noi, così conosceremo meglio i nostri figli.(vincenzo.andraous)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »