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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘insegnanti’

Svelare il mondo dell’energia. Un progetto europeo di unibz formerà gli insegnanti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Migliorare la formazione degli lle insegnanti della scuola primaria sul versante scientifico e in particolare sulle tematiche e le problematiche che riguardano il risparmio, la produzione e la distribuzione di energia. È l’obiettivo e l’ambizione del progetto europeo e^4 (finanziato dal programma Erasmus+), scritto e coordinato dal gruppo di ricerca del prof. Federico Corni, docente di Didattica della Fisica alla Facoltà di Scienze della Formazione. Negli anni scorsi il prof. Corni aveva già introdotto nelle scuole primarie e secondarie il progetto europeo FCHgo che mirava a promuovere la conoscenza delle tecnologie dell’idrogeno come fonte energetica (fuel cell) attraverso kit didattici ad hoc e metodologie specifiche quali i giochi di ruolo. e^4 invece non si rivolge direttamente agli*lle alunni*e ma al corpo insegnante, destinatario del progetto. Nei tre anni del progetto, grazie alla collaborazione con una rete di istituzioni accademiche e partner dell’industria energetica, dell’agricoltura e delle istituzioni pubbliche, il progetto produrrà materiali didattici per i corsi universitari di formazione del corpo docente e una piattaforma web dedicata. Il progetto sarà imperniato su tre distinte fasi, fortemente interconnesse. La prima, coordinata da Ineuropa srl, consisterà nella elaborazione di linee-guida per una rete di partenariati tra accademia e attori privati/pubblici. La seconda, coordinata da riguarderà la creazione di un curriculum universitario per l’insegnamento attraverso strumenti immaginativi. Infine la terza, coordinata da SITES, darà vita a una piattaforma web interattiva a supporto del curriculum e della rete di partenariati.L’innovazione dal punto di vista didattico sarà incentrata sull’adozione di un approccio didattico basato sugli “strumenti dell’immaginazione” – già testato questo approccio nel progetto “FCHgo! Scopri l’energia dell’idrogeno” – come la narrazione, la gamification, la simulazione incarnata, la simulazione digitale e il gioco per facilitare la comunicazione scientifica a livello di scuola primaria e secondaria inferiore. “Gli approcci narrativi sono utili agli studenti di entrambi i sessi e sostengono l’apprendimento a tutti i livelli di sofisticazione scientifica. Abbiamo anche forti evidenze che tale approccio sia adatto anche per raggiungere gli alunni con bisogni speciali”, chiarisce il docente unibz.Oltre a unibz, e^4 prevede il coinvolgimento dei seguenti partner: InEuropa srl, UMK Uniwersytet Mikolaja Kopernika w Toruniu, ESCIENCIA Eventos Cientificos sl, UV Universitat de Valencia, SITES Sustanaible Innovation Technology Services Ltd, UNIMORE Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e TCU Dublin City University.

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Corso per insegnanti sul tema “Alimentazione e benessere”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2022

L’Accademia di Medicina di Torino ed il Ce.Se.Di. (Centro Servizi per la Didattica della Città Metropolitana di Torino) propongono agli insegnanti un corso di formazione sul tema “Alimentazione e benessere”. Il corso prevede due sessioni: il 16 febbraio alle ore 15 Etta Finocchiaro, Dirigente Medico presso la Struttura Complessa Dietetica e Nutrizione clinica dell’Ospedale Molinette tratta il tema “Esiste una dieta per l’adolescenza?”. Il 23 febbraio alle ore 15, Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia, interviene sul tema “Salute e stili di vita”. Le iscrizioni si raccolgono entro il 31 gennaio alla mail accademia.medicina@unito.it. Il corso si svolge nell’Aula Magna dell’Accademia di Medicina in via Po 18 a Torino. Il Ce.Se.Di. è Ente accreditato ai fini della formazione docenti ai sensi della Direttiva 170/2016 del Ministero dell’Istruzione.

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Scuola: Concorso per assumere trentaduemila insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

Il ministero dell’Istruzione ha comunicato ai sindacati le modalità di svolgimento del Concorso ordinario, per titoli ed esami, per assumere 32mila nuovi docenti su posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado, introdotto con il Decreto n. 499/20 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 34 del 28-04-2020: l’amministrazione ha espresso le sue intenzioni attraverso una bozza di modifica del decreto iniziale, che nell’estate del 2020 aveva portato alla candidatura di oltre mezzo milione di aspiranti docenti a fronte di 32mila posti complessivi messi a bando. Faranno eccezione alcune discipline scientifiche, cosiddette Stem, per le quali sarà possibile produrre nuove domande e candidature. Nella bozza ministeriale si prevede il mantenimento delle domande presentate, con modifiche mirate riguardanti i “posti delle procedure concorsuali ordinarie relative alle classi di concorso A020 (Fisica), A026 (Matematica), A027 (Matematica e fisica), A028 (Matematica e scienze) e A041 (Scienze e tecnologie informatiche)” che “sono rideterminati in ragione dei posti vacanti e disponibili, nei limiti individuati da apposito decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione”. Sempre e solo per le stesse classi di concorso è prevista la “riapertura dei termini di partecipazione”. Nel decreto di modifica si prevede anche che “i docenti delle istituzioni scolastiche statali che aspirano ad essere nominati componenti delle commissioni giudicatrici dei concorsi di cui al presente decreto per posto comune e di sostegno devono essere docenti confermati in ruolo, con almeno cinque anni di anzianità nel ruolo, titolari degli insegnamenti cui si riferisce il concorso”. Nella bozza ministeriale si prevede che la prova scritta, computer-based, distinta per ciascuna classe di concorso e per ciascuna tipologia di posto, si svolgerà nella regione per la quale il candidato ha presentato domanda di partecipazione, nelle sedi individuate dagli Uffici Scolastici Regionali competenti per territorio, e consiste nella somministrazione di 50 quesiti, ripartiti nel modo seguente: per i posti comuni, quaranta quesiti a risposta multipla distinti per ciascuna classe di concorso, volti all’accertamento delle competenze e delle conoscenze del candidato sulle discipline afferenti alla classe di concorso stessa. I quesiti vertono sui programmi previsti dall’allegato A al decreto del Ministro dell’Istruzione 9 novembre 2021, n. 326; per i posti di sostegno, quaranta quesiti a risposta multipla inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità, finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. I quesiti vertono sui programmi previsti dall’allegato A al decreto del Ministro dell’Istruzione 9 novembre 2021, n. 326; per i posti comuni e di sostegno, cinque quesiti a risposta multipla sulla conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue e cinque quesiti a risposta multipla sulle competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento. Nel caso delle classi di concorso concernenti le lingue e culture straniere, la prova è svolta nella lingua oggetto di insegnamento. Per quanto riguarda i contenuti delle domande, ciascun quesito sarà composto da una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta; l’ordine dei 50 quesiti è somministrato in modalità casuale per ciascun candidato. La prova ha una durata massima di 100 minuti, fermi restando gli eventuali tempi aggiuntivi di cui all’articolo 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Non si dà luogo alla previa pubblicazione dei quesiti. La valutazione della prova scritta sarà effettuata sulla base dei quadri di riferimento redatti dalla commissione nazionale.I candidati che avranno superato la prova scritta verranno “ammessi a sostenere la prova orale, le cui tracce sono predisposte dalle commissioni giudicatrici e che si svolge secondo le modalità previste all’articolo 7, comma 2, del Decreto ministeriale 9 novembre 2021, n. 326”. La prova orale si svolgerà “nella regione responsabile della procedura concorsuale, nelle sedi individuate dagli Uffici Scolastici Regionali”. Per la valutazione della prova orale la commissione avrà “a disposizione un massimo di 100 punti” e si riterrà “superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di 70 punti su 100”. Nel decreto si prevede che “la commissione giudicatrice, a seguito degli esiti della prova scritta, della prova orale e della valutazione dei titoli”, procederà “alla compilazione delle graduatorie di merito regionali distinte per classi di concorso e tipologia di posto. Il punteggio finale è espresso in duecentocinquantesimi. Per le classi di concorso per le quali, in ragione dell’esiguo numero dei posti conferibili, è disposta l’aggregazione interregionale delle procedure, sono approvate graduatorie distinte per ciascuna regione. Ciascuna graduatoria comprende un numero di candidati non superiore ai contingenti assegnati a ciascuna procedura concorsuale”.

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Donazioni online per potenziare le ore con insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

In pochi giorni, la campagna di raccolta fondi su piattaforma online lanciata nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, ha ottenuto alcune migliaia di euro di donazioni, a riprova che nelle Scuole Faes di Milano il tema dell’accoglienza e dell’inclusione non è solo uno slogan. Il progetto di crowdfunding solidale (crowdfunding.faesmilano.it/projects/inclusione) servirà infatti a costituire un tesoretto per potenziare le ore in cui gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado con bisogni educativi speciali (BES) saranno affiancati da insegnanti di sostegno. All’origine dell’idea, anche una frase di Papa Francesco: “L’educazione è un movimento inclusivo. Un’inclusione che va verso tutti gli esclusi: quelli per la povertà, per la vulnerabilità a causa di guerre, carestie e catastrofi naturali, per la selettività sociale, per le difficoltà familiari ed esistenziali”. “Una scuola più inclusiva e più giusta è una scuola migliore per tutti, perché permette a ciascuno di dare il meglio di sé e di contribuire con i propri talenti al bene dell’intera comunità – spiega Sam Guinea, Direttore della Scuola Faes Argonne, che ha lanciato il progetto perché è nella scuola dell’obbligo che si concentra il maggior numero di bambini con BES -. La nostra non è un’iniziativa assistenzialistica, ma un modo per stare tutti meglio, per imparare tutti di più: le risorse comunali, provinciali e regionali a cui possono accedere le famiglie con figli disabili iscritti alla scuola paritaria coprono appena 9/10 ore settimanali su 30/35 di didattica effettiva, dunque vanno integrate se si vuole disporre più a lungo del sostegno”. Ma ben pochi possono permetterselo con risorse proprie: il monte ore andrebbe aumentato almeno del 50%, o raddoppiato, per fruire maggiormente di docenti che sono una ricchezza per l’intera classe, perché sono a disposizione di tutti gli alunni, affiancano e supportano l’insegnante ‘della materia’ e contribuiscono con la propria competenza alla progettazione didattica. “Come Scuole FAES continueremo a lavorare nelle sedi opportune, insieme alle altre scuole paritarie, per ottenere le giuste risorse da destinare agli alunni BES – conclude Guinea -, ma nel frattempo diamo il nostro contributo a creare un ambiente ancora più inclusivo, sensibilizzando le famiglie, che sempre rispondono con generosità, e facendo adeguata formazione ai docenti attraverso i corsi di Faes Campus, aperti a tutti i colleghi”. Quella per aumentare le ore di sostegno non è l’unica raccolta fondi che Scuole Faes Milano conduce in nome dell’inclusione: negli ultimi 10 anni sono stati versati da 1.120 benefattori oltre 3,5 milioni di euro per garantire rette agevolate a 2.625 alunni, aiutando così 1.050 famiglie che non avrebbero potuto sostenere i costi di iscrizione. Solo nell’anno 2021-22, il 20% dei quasi 1.300 alunni che frequentano le classi dal nido ai licei, e il 12% delle famiglie, ha ricevuto un contributo medio di circa 1.300 euro a ragazzo (3.000 euro a famiglia), per un importo totale di 330.570 euro. Il Faes, ente morale no-profit nato nel 1974, gestisce infatti la scuola paritaria con il maggior numero di rette agevolate erogate, attribuite attraverso un processo rigoroso e trasparente, perché è un’associazione di famiglie per famiglie che vuole rendere i suoi istituti accessibili a chiunque lo desideri e puntare sul valore sociale di un’istruzione di qualità. Il fondo rette agevolate vuole contribuire agli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu, in particolare: istruzione di qualità, parità di genere, lavoro dignitoso e crescita economica, riduzione delle disuguaglianze.

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Nuovo reclutamento degli insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Secondo la stampa specializzata, il nuovo reclutamento degli insegnanti comincia a prendere forma. Fonti parlamentari, riferisce Orizzonte Scuola, parlano di uno schema che prevede concorsi con una sola prova scritta a risposte chiusa seguìto, per chi lo supera, dall’anno di formazione e prova. L’accesso alla procedura concorsuale sarà consentito solo previo conseguimento dell’abilitazione, che potrà essere acquisita totalizzando 60 CFU, di cui 24 riservati al tirocinio. Si tratta di un’ipotesi ancora tutta da verificare, esattamente come le voci di una possibile nuova fase transitoria per i precari con almeno tre anni di servizio, che chiedono di essere assunti attraverso una procedura per titoli e servizi.“Il reclutamento dei docenti – ricorda Marco Giordano, Segretario generale ANIEF – è una delle riforme-chiave previste dal PNRR. È significativo che una parte delle risorse del Next Generation EU siano state destinate a questo, evidentemente anche l’Europa si è accorta di quanto sia inefficace il nostro sistema di assunzione dei docenti. Non si può continuare a lasciare scoperti ogni anno decine di migliaia di posti autorizzati per le immissioni in ruolo mentre crescono a dismisura i contratti a tempo determinato. Servono misure strutturali, anche sui precari storici, non l’ennesima e inutile fase transitoria”.Sul reclutamento, ANIEF da anni chiede il ritorno al sistema del cosiddetto “doppio canale”, che prevede assunzioni al 50% dai concorsi ordinari (da bandire con regolarità) e al 50% da graduatorie per titoli e servizi.“Chiediamo l’immediata convocazione del tavolo sul reclutamento affinché non si ripetano gli errori del recente passato. L’argomento è di centrale importanza e non possiamo permetterci altri passaggi a vuoto”. Questa la richiesta dell’Anief, inviata anche formalmente al ministro, avanzata dal presidente nazionale Marcello Pacifico. “Come Anief – continua il leader del giovane sindacato – abbiamo analizzato il problema sotto tutti i profili e abbiamo una proposta forte che il ministero deve ascoltare e vagliare in sede ufficiale. È necessario riaprire i percorsi abilitanti presso le università e riconoscere finalmente il lavoro di chi è precario da tre o più anni. Il merito riguarda sia chi vince un concorso che chi fa questo mestiere da anni in attesa di essere stabilizzato. Gli uni e gli altri saranno, infine, valutati durante l’anno di prova, con buona pace di chi parla a vanvera di sanatorie”.

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Scuola: Dalla Legge di Bilancio aumenti a tre cifre per gli insegnanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

Nella Legge di Bilancio ci sono anche dei provvedimenti specifici che riguardano la scuola: dall’organico Covid docenti e Ata che sarà prorogato fino al termine delle attività didattiche fino alle risorse da destinare per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego e quindi anche per il comparto Istruzione. Secondo la stampa specializzata e Italia Oggi, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi avrebbe chiesto 110 euro lordi in più per gli insegnanti (104 euro per l’esattezza): si tratterebbe di circa 15 euro in più rispetto a quanto già stabilito (88 euro lordi mensili), che arriverebbero grazie a un incremento specifico per il settore pari a circa 200 milioni di euro. “La decisione di arrivare a 104 euro lordi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – sembra più un modo per poter dire che si arriverà ad assegnare aumenti a tre cifre che una reale intenzione di valorizzare il personale scolastico, come invece è stato detto più volte dalle più alte cariche dello Stato e dai rappresentanti del Governo: un aumento medio di quella portato, un terzo di quello che ha chiesto Anief, non andrà di certo a coprire il gap degli stipendi assegnati ai nostri docente e Ata, come bene evidenziato nei giorni scorsi dal rapporto Eurydice intitolato Teachers’ and school heads’ salaries and allowances in europe 2019/20, oltre che dallo studio annuale Aran sui dipendenti dei pubblici. Una differenza che secondo le stime della stampa di settore porta un docente delle superiori a perdere 250mila euro negli ultimi 25 anni di carriera. Ma l’aumento di 104 euro nemmeno servirà a coprire l’inflazione che si è accumulata negli ultimi anni per via del blocco contrattuale. Se vogliamo davvero recuperare il terreno perduto non si può scendere i 300 euro” in più a dipendente scolastico: solo in questo modo – conclude Pacifico – si potrà dare seguito al Patto per la Scuola di Palazzo Chigi dello scorso mese di maggio e finalmente andare a compensare l’ascesa dei prezzi al consumo registrata negli ultimi anni”.

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Gli stipendi degli insegnanti italiani sono tra i più bassi dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

Una delle emergenze della scuola è quella degli stipendi inadeguati assegnati ai suoi lavoratori: a oltre un milione e 400mila dipendenti, tra docenti, Ata, educatori e tante altre figure professionali, di ruolo e ancora peggio quando ancora precari, vengono assegnati compensi così bassi che se messi a confronto con quelli di altri Paesi diventano imbarazzanti: rispetto alla Germania, i nostri docenti delle superiori percepiscono stipendi quasi dimezzati e mediamente – ha calcolato alcuni giorni fa la stampa specializzata – arrivano a perdere 250mila euro negli ultimi 25 anni di carriera. La scorsa primavera, quando ha condiviso il Patto per la Scuola di Palazzo Chigi con i sindacati rappresentativi, tra cui l’Anief, il Governo sembrava che si fosse finalmente reso conto della gravità della situazione: invece, non era così.“Il fatto – ha detto il leader dell’Anief, durante un’intervista radiofonica ad Italia Stampa – di non poter disporre” nei confronti del personale scolastico “di stipendi adeguati è sotto gli occhi di tutti. Stipendi che non sono neanche adeguati al costo della vita”. Servono, a questo proposito, almeno “300 euro” in più a dipendente scolastico “per poter coprire i prezzi al consumo registrati negli ultimi anni”.“Come Anief – prosegue Pacifico – chiediamo che la maggior parte dei fondi che verranno a breve stanziati dal Governo”, con la Legge di Bilancio, si assegnino “proprio per il personale scolastico. Addirittura, i livelli del personale Ata risultano fermi da 45 anni: nonostante svolgano funzioni diverse. E in un periodo nel quale si parla molto di pensioni, non bisogna dimenticare il burnout che colpisce” in alto numero “chi lavora nelle nostre scuole: nel nuovo meccanismo” previdenziale “che andrà a sostituire Quota 100, serve quindi inserire una ‘finestra’ specifica per il personale scolastico”. “Di tutto questo – conclude il sindacalista autonomo – se ne sta parlando ogni giorno nelle circa venti assemblee sindacali tenute dall’Anief su tutto il territorio nazionale: è importante partecipare, per comprendere anche se queste proposte, da inserire nella piattaforma contrattuale del sindacato, sono o meno condivise da chi lavora ogni giorno con i nostri giovani e da chi deve fare ripartire il Paese proprio dalla scuola”.

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Pensioni Lavori gravosi, via pure le insegnanti delle materne?

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

Dopo aver chiesto invano i dati sullo stato di burnout certificato nel comparto scolastico, dove le percentuali di lavoratori con patologie risultano decisamente più alte che in altri settori, Anief si dichiara pronta a impugnare la disposizione immotivata e per estenderla a tutto il personale docente. Perché invece di estendere l’anticipo pensionistico a 63 anni a tutte le figure professionali della scuola, previsto per chi aderisce all’Ape Sociale, la Commissione presieduta dall’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano potrebbe avere escluso anche i maestri della scuola dell’infanzia già presenti. La nuova lista dei lavori gravosi è stata stilata in base ai criteri Inail che applicano ai mestieri del mansionario Istat tre indici: frequenza degli infortuni rispetto alla media, numero di giornate medie di assenza per infortunio, numero di giornate medie di assenza per malattia. La platea si allarga così a circa mezzo milione di lavoratori, ma altri escono. Un passo indietro si era registrato già nei giorni scorsi con l’estromissione dei docenti della primaria e dei collaboratori scolastici precedentemente inclusi.

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Scuola: In Italia manca la valorizzazione stipendiale degli insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Il sindacato è impaziente: la partita sul rinnovo contrattuale della scuola stavolta non potrà tradire i lavoratori, non ci si potrà fermare a poco più del 3% di aumento dell’ultimo contratto, scaduto da quasi tre anni. “Il ministro – ha detto Marcello Pacifico durante l’intervista alla testata specializzata – ha emanato delle linee guida per l’atto di indirizzo, aspettiamo la convocazione Aran. Noi come Anief abbiamo già pronta la nostra piattaforma, che prevede l’utilizzo di quelle risorse che il governo ha promesso nel Patto per la scuola di maggio siglato con le confederazioni, firmato dal ministro Bianchi su delega del premier Draghi. Nel Patto si è detto di mettere delle risorse aggiuntive per la scuola e valorizzare la professionalità del mondo della scuola”.L’Anief ha le idee chiare e chiederà “tre cose. Deve essere innanzitutto riconosciuta un’indennità di rischio biologico legata alla pandemia. Le vaccinazioni e le certificazioni verdi non hanno allontanato il rischio contagio, lo si vede dalle classi in quarantena. I rischi della didattica in presenza non sono stati annullati dalla vaccinazione né dall’obbligo del possesso del Green pass. Questo significa che quando si insegna nelle nostre scuole si può prendere il Covid. Il personale docente, come il personale medico, deve avere diritto a una specifica indennità di rischio Covid”. Secondo il presidente Anief i rischi professionali per la salute sono evidenti: sulla percentuale di indennizzo “se ne discuterà: diciamo almeno 10 euro al giorno e quindi 300 euro al mese”.Al tavolo di contrattazione, il sindacato autonomo rivendicherà pura “un’indennità di incarico: tutto il personale a tempo determinato, dopo tre anni di supplenza, deve avere un’indennità che deve essere inserita nel contratto, senza dover ricorrere al tribunale. Bisogna eliminare – continua Pacifico – tutte le differenze nel trattamento economico e giuridico tra precari e personale di ruolo”. Inoltre, visto che tre dipendenti della scuola su quattro sono donne “con percentuali che superano il 90% alla scuola primaria”, occorre “pensare ai problemi che possono avere le nostre donne insegnanti soprattutto legati alla mobilità” e quindi far cadere i “paletti della mobilità” per fare finalmente “coniugare la vita affettiva e familiare con il lavoro”. Parliamo del “vincolo dei tre anni e il vincolo riguardante le assegnazioni provvisorie: in Europa si parla tanto di favorire la mobilità transfrontaliera”.

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La formazione degli insegnanti per l’innovazione della Scuola e dell’Università

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

Roma Mercoledì 22 settembre, ore 10.00 Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani via della Dogana Vecchia, 29 Risorse chiave per lo sviluppo del Paese ‘’Dopo tanta attenzione alla scuola della ripartenza, è arrivato il momento di dedicare attenzione, creatività e impulso a una formazione degli insegnanti di qualità e al servizio del paese’’. Sono le parole di Maria Grazia Riva, Presidente della Conferenza Universitaria Nazionale di Scienze della Formazione, che è lieta di invitarvi all’evento dedicato al ruolo che la formazione degli insegnanti può svolgere per innovare la scuola e l’università. Si svolgerà mercoledì 22 settembre alle ore 10.00 presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma. I lavori saranno aperti dai saluti di Vanna Iori, Senatrice Pd, e introdotti e coordinati da Maria Grazia Riva, Presidente CUNSF e Direttore del Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università di Milano-Bicocca. Interverranno: Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione; Maria Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca; Cristina Grico, membro del Consiglio di amministrazione INDIRE; Renata Viganò, membro del Consiglio di amministrazione INVALSI; Vincenzo Zara, consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca per la Didattica universitaria. Previsti i contributi di Massimiliano Fiorucci, Vice-Presidente CUNSF e Direttore del Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Roma-tre; Marinella Muscarà, Segretaria CUNSF e Preside della Facoltà di Studi classici, linguistici e della formazione dell’Università di Enna-Kore; Silvana Calaprice, Presidente del Coordinamento dei Corsi di laurea per Educatore e Pedagogista, Università di Bari; Luigi D’Alonzo, Presidente del Coordinamento per le Attività di Specializzazione per il Sostegno, Università Cattolica di Milano; Elisabetta Nigris, Presidente del Coordinamento dei Corsi di laurea di Scienze della Formazione Primaria, Università di Milano-Bicocca. «La scuola e l’università costituiscono risorse fondamentali – afferma la presidente CUNSF Maria Grazia Riva – per dare un profondo e duraturo impulso allo sviluppo del Paese. Il PNRR contiene riforme e investimenti che realizzeranno concretamente il ruolo chiave che la scuola e l’università hanno nella formazione di nuove generazioni che sappiano porsi come cittadini consapevoli e interlocutori nella società democratica, abili ad interagire con gli altri nel mondo del lavoro e delle relazioni, di saper includere, che abbiano molteplici competenze cognitive, emotive, nelle soft skills e nelle character skills, e che siano capaci di imparare ad imparare. Poiché gli insegnanti sono il motore di questi processi, la loro formazione è alla base della possibilità di realizzazione di queste finalità formative ed educative». I lavori del convegno saranno trasmessi in diretta streaming al link webtv.senato.it e sul canale ouTube del Senato Italiano http://www.youtube.com/user/SenatoItaliano

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857mila insegnanti in cattedra a inizio lezioni: ne mancano duecentomila

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Il ministro Bianchi: 857mila insegnanti in cattedra a inizio lezioni, mai successo. Anief: ne mancano ancora 200 mila, comunque, avveniva fino a dieci anni prima della messa ad esaurimento delle ex graduatorie permanenti e dello spostamento delle operazione di immissioni in ruolo al 31 agosto “Il dato invece su cui riflettere è perché più della metà dei posti autorizzati per assumere gli inseganti è andato ancora una volta a vuoto”, rincalza il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, a dispetto delle assunzioni autorizzate dalla sola prima fascia delle GPS con tre anni di servizio nella sola scuola statale contro il parere del sindacato e di un ennesimo concorso straordinario. Ora l’Europa ci chiede grazie anche al reclamo presentato da Anief e accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali nuove 70 mila immissioni in ruolo con il PNRR. Unica soluzione, assumere dal doppio canale di reclutamento con le GPS da prima e seconda fascia senza limiti. Sul sostegno, ancora 50 mila cattedre saranno assegnate a personale non specializzato in deroga oltre alle altrettante già date in supplenza a dispetto delle 15 mila immissioni in ruolo realizzate per colpa dell’offerta formativa degli Atenei nei corsi TFA non orientata al reale fabbisogno.

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Per gli insegnanti un programma di lezioni online e strumenti digitali a tema sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Con l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022 e la riapertura degli istituti nel rispetto delle misure anti-contagio, Leroy Merlin consolida il proprio impegno per la scuola con nuovi progetti rivolti a insegnanti e studenti dedicati al tema della sostenibilità e dell’inclusione. L’azienda multispecialista leader nel miglioramento della rafforza la partnership con CivicaMente, attraverso la piattaforma Educazione. Digitale.it, con nuove attività pensate per rispondere anche alle esigenze con cui il mondo della scuola si è misurato durante la pandemia, in primis la didattica a distanza. A conferma della più ampia strategia di Leroy Merlin votata alla “generatività sociale”, che si pone come obiettivo la creazione di valore condiviso aggiuntivo a beneficio delle comunità e dei territori, l’azienda ha supportato la realizzazione di “Che bello essere unici!”, un nuovo strumento educativo focalizzato sul tema dell’inclusione e pensato per i bambini dai 4 ai 7 anni. Una chiocciolina, simbolo della generatività, accompagnerà i piccoli studenti attraverso contenuti e attività, consentendo loro di familiarizzare con alcune situazioni in cui si verificano discriminazioni di genere, etnia e disabilità e aiutandoli a comprendere come le diversità rappresentino, in realtà, un valore aggiunto alla collettività. Anche l’offerta formativa di Leroy Merlin valida ai fini di PCTO (Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento) si arricchisce del nuovo modulo formativo “Economia Civile”, realizzato con la collaborazione di Next Nuova Economia per Tutti. Il programma si pone l’obiettivo di stimolare una riflessione sulla possibilità effettiva di tradurre gli obiettivi di sostenibilità in un modello economico alternativo a quello basato unicamente sul profitto, che possa generare valore ed essere orientato al raggiungimento del benessere collettivo. Il modulo prevede una prima parte di formazione in e-learning articolata in 10 unità che includono videolezioni, approfondimenti teorici e pratici, e un project work che vedrà gli studenti impegnati nell’individuare un problema del territorio e nell’ideare una soluzione innovativa da realizzare attraverso un business model canvas. Ad affiancare questa nuova proposta ci sarà anche “Sportello Energia”, il percorso didattico focalizzato sul tema del risparmio energetico che nell’anno scolastico 2020/2021 ha visto coinvolti oltre 4.600 docenti (rispetto ai 309 dell’anno precedente) e più di 60 mila studenti iscritti, di cui oltre la metà ha concluso l’attività con successo (rispetto ai 1.615 dell’anno precedente). Con oltre 4 mila insegnanti e circa 138 mila studenti coinvolti dal 2014, il percorso di educazione ambientale “Gli AmicoEco” rappresenta il fiore all’occhiello dei progetti per la scuola firmati Leroy Merlin. L’anno scolastico 2020/2021 ha visto triplicare i partecipanti, con oltre 1.500 docenti iscritti, di cui 1.300 nuovi utenti, e più di 1.200 alunni, per un totale di circa 3.300 strumenti scaricati (+124% rispetto al corso precedente). Sono diversi i percorsi che i docenti potranno affrontare con le proprie classi, sia in aula sia a distanza, a partire dalle quattro lezioni pronte sul tema “Clima ed energia” (due per la scuola primaria e due per la secondaria di I grado), fruibili tramite il servizio di Educazione Digitale “Classi Virtuali”. Gli insegnanti potranno sia avviare un processo di conoscenza attraverso risorse pronte all’uso come test, video e momenti di verifica monitorabili live, sia interagire attraverso chat e webinar. Il percorso “Gli AmicoEco”, inoltre, prevede strumenti digitali e kit didattici interattivi dedicati ai temi “Sostenibilità ambientale e consumo consapevole”, “La casa sana e sicura”, “Economia civile” e “Plastica”, grazie ai quali docenti e alunni potranno riflettere e confrontarsi sugli spunti emersi sia in aula sia da remoto.

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Insegnanti di religione cattolica, Anief richiede la stabilizzazione dei precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

La pubblicazione del DPCM firmato il 20 luglio e presentato il 4 agosto sul sito della Pubblica Amministrazione ha messo in difficoltà migliaia di docenti di religione cattolica.Anief intende porre un quesito al ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, che traccia il pensiero di colleghi coinvolti: perché per un precario di altre classi di concorso che ha “racimolato” tre anni di insegnamento si prevede un concorso straordinario, addirittura assunzione diretta dalle GPS di prima fascia, e invece per un precario docente di religione cattolica di 20 e più anni si prevede un concorso ordinario?Questa evidente disparità di trattamento dovrebbe essere analizzata da Viale Trastevere, per provare a mettere a punto le misure che tengano conto di questi colleghi.Anief ricorda di avere in questi mesi proposto vie di uscita a questa situazione, con percorsi atti alla stabilizzazione dei precari. Urge una procedura straordinaria non selettiva, parallela a un bando di un concorso ordinario, quale quello che il DPCM autorizza.Negare le legittime richieste di questi colleghi significa negare decenni di professionalità impiegati nelle scuole italiane e fa passare il messaggio che, per il Ministero, i diritti della classe docente non sono tra le sue priorità.Per questi stessi diritti Anief continuerà a difendere i colleghi su ogni strada percorribile perché vengano loro garantiti.

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Finanziare i corsi di formazione anti-soffocamento per insegnanti di asili nido e scuole elementari

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Il M5S Lombardia, per la sessione dell’Assestamento di bilancio, ha chiesto di finanziare i corsi di formazione anti-soffocamento per insegnanti di asili nido e scuole elementari. Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S, dichiara: “Ho chiesto un milione di euro per i corsi anti-soffocamento per chi cura i nostri figli. Solo al Niguarda ci sono 15 casi all’anno di bambini che hanno ingoiato qualcosa che ne causa il soffocamento. L’ultimo caso noto è di un bambino di 8 anni salvato da un’operazione d’urgenza a giugno 2020, ma si tratta di una piccola parte di un problema più ampio: le linee guida del Ministero della Salute hanno infatti stimato che ci siano 80mila episodi ogni anno in Italia tra ricoveri e “quasi-eventi”. E in tutta Europa sono 500 i bambini morti ogni anno per soffocamento, nella maggior parte (tra il 60% e l’80% dei casi) a causa del cibo”. “Noi pensiamo che un modo realistico per affrontare il problema sia puntare sulla formazione, perché le ricerche mostrano come la metà degli eventi si verifica quando sono presenti degli adulti a supervisionare i bambini allora ho portato in Consiglio regionale un emendamento che chiede di stanziare risorse regionali per realizzare dei corsi di disostruzione pediatrica rivolto alle insegnanti di asili nido e scuole elementari, alle mamme ed ai papà, ai nonni e alle baby-sitter e a tutti coloro che quotidianamente si rapportano con dei bambini. Vogliamo infatti tutelare il presente e il futuro dei minori con la formazione, perché la cultura della salute può essere una base importante per le cure ai più fragili”, conclude Mammì.

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Vaccino, Governo a caccia dei 221mila insegnanti e amministrativi della scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

Dopo il passo indietro del Comitato tecnico scientifico, la decisione sull’obbligo vaccinale tra il personale scolastico resta ad appannaggio del Governo: “Ci troveremo questa settimana con il Consiglio dei ministri e la decisione sull’obbligo o meno per gli insegnanti andrà presa dall’intero collegio”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Il punto è che sulla vaccinazione obbligatoria del personale sanitario c’erano già dei forti dubbi, figuriamoci ora che si vorrebbe imporre ai lavoratori della Scuola. Ricordiamo che vi sono diversi esperti di legislazione a pensarla in questo modo. Uno di questi è il professor Ugo Mattei, socio ordinario della International Academy of Comparative Law e membro del comitato esecutivo della American Society of Comparative Law di diritto civile e di diritto internazionale e comparato all’Università della California, professore di diritto internazionale e comparato all’Hastings College of the Law dell’Università della California a San Francisco, di diritto civile all’Università di Torino e per due volte patrocinatore di un referendum presso la Corte Costituzionale italiana. “Se il governo rendesse obbligatorio il vaccino per il personale sanitario in queste condizioni di oggi, secondo me – ha detto il professor Mattei – sarebbe incostituzionale e sarebbe incostituzionale per due ragioni fondamentali: primo, perché si tratta ancora di terapie sperimentali e non si conoscono ancora tutti gli effetti; secondo, perché non è noto quanto la vaccinazione effettivamente impatti su terzi, cioè se il vaccinato sia ancora contagioso oppure no”. Quindi, “viste queste due ragioni, per l’articolo 32 della Costituzione non è possibile un obbligo vaccinale neppure in una forma mirata al personale sanitario”.Per l’esperto di diritto, “imporre un obbligo vaccinale in assenza di certezze conoscitive, relative alla funzione sociale e pubblica di un vaccino, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Riguarda la scelta personale di un individuo, se si vuole vaccinare oppure no, perché ha più o meno paura per sé stesso. Non essendoci chiarezza sull’impatto verso terzi è illegale dopodiché lo è a maggior ragione nel momento in cui la sperimentazione non è stata portata fino in fondo. Ci sono obblighi vaccinali che sono costituzionali nel nostro sistema ma questi nuovi vaccini hanno le due problematiche che dicevo all’inizio”.

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Impegno FdI per stabilizzazione insegnanti di religione

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“Dall’inizio della legislatura Fratelli d’Italia si batte per la stabilizzazione degli insegnanti di religione cattolica. Una vicenda assurda con precari che attendono da 20 anni una procedura per essere stabilizzati. Sono professionisti, sono famiglie che devono veder riconosciuto il proprio diritto. Abbiamo presentato dall’inizio di questa legislatura un emendamento che puntualmente è stato bocciato da tutte le altre forze politiche. Fratelli d’Italia continuerà la sua battaglia e riproporrà questo emendamento per la loro stabilizzazione come ha già fatto nel decreto Scuola, nel decreto Sostegni e nel decreto di assunzione della Pubblica Amministrazione”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, capogruppo Commissione Istruzione e il deputato Paola Frassinetti, responsabile nazionale Dipartimento Istruzione di FdI, a margine della manifestazione degli insegnanti di religione nel teatro Quirino promosso dallo Snadir.

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Scuola: Insegnanti di religione cattolica

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Sono ben 57 gli emendamenti presentati da Anief alla V Commissione Bilancio della Camera per cambiare il decreto Sostegni-bis: tra essi, il sindacato ha suggerito anche specifiche proposte emendative riguardanti gli insegnanti di religione cattolica. Se infatti un insegnante su tre nelle scuole italiane di ogni ordine e grado lavora con un contratto a tempo determinato, la percentuale nazionale per il comparto dei docenti di religione cattolica presenta una statistica di un docente non stabilizzato su due. Tre emendamenti al decreto Sostegni Bis sono dunque stati predisposti per proporre l’uscita dal precariato di questi colleghi prima del bando del nuovo concorso dedicato.Innanzitutto, con l’emendamento n. 47, si propone l’assunzione a tempo indeterminato per tutti i colleghi che hanno superato 48 mesi di servizio ed hanno la cattedra completa (o almeno 12 ore nella Primaria); essi sono già assimilati ai colleghi stabilizzati per regime stipendiale con N05; la loro assunzione in ruolo non comporterebbe dunque alcun aggravio per le casse dello Stato.In secondo luogo, con l’emendamento n. 39, Anief chiede una graduatoria per soli titoli ai fini dell’assunzione di 7 mila insegnanti con più di 2 mesi di servizio; da ricordare anche la nostra pregressa richiesta al Ministero dell’Istruzione per l’assunzione di tutti i colleghi ancora presenti nelle liste del concorso espletato nel 2004, così come disposto dall’art. 1 bis, comma 3, del DL 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, nella L 20 dicembre 2019, n.159.Con l’emendamento n. 38 chiediamo procedura di selezione per titoli e servizi per i colleghi con 24 mesi di servizio per il 100% dei posti vacanti e disponibili, sentita la Conferenza Episcopale Italiana. Infine, l’emendamento 56 all’articolo 58, comma 2, lettera f) chiede che le procedure di mobilità relative ai docenti di RC siano analizzate secondo il loro particolare inquadramento, in seguito a specifiche motivazioni dell’Ordinario, riconosciute dall’USR competente.

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Scuola: Diventare insegnanti, in arrivo norme dei concorsi mutevoli con le classi di concorso

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

Le norme sul nuovo reclutamento devono cambiare. Secondo il leader dell’Anief è evidente che questo sistema deve andare a regime e bisogna fare in modo che chi ripete più volte queste procedure possa anche scegliere un punteggio più favorevole, perché la graduatoria cambia ogni anno e non bisogna penalizzare chi, in passato, ha superato certe prove.Pacifico ha detto che dopo la stipula del ‘Patto per la Scuola’ “tutte queste modifiche le chiederemo al tavolo sul reclutamento con il ministro Patrizio Bianchi, ma anche nelle aule parlamentari, perché è importante ripristinare il doppio canale di reclutamento: il 50% per cento dei posti assegnato a chi vince i concorsi, l’altro 50% dato ai precari che insegnano da anni nelle nostre scuole”.La verità, conclude il sindacalista autonomo, è che “i precari hanno pieno diritto ad avere il riconoscimento della loro professionalità attraverso titoli abilitanti, la specializzazione su sostegno, insieme al personale di ruolo, che ha diritto a passaggi di ruolo e a conseguire altre abilitazioni per non rimanere sempre immobilizzato” nella stessa scuola suo malgrado.

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Insegnanti di religione cattolica, richiesta di confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

Alessandro Manfridi, delegato Anief per gli Insegnanti di religione cattolica, ritiene necessario un confronto con le senatrici Bianca Laura Granato e Luisa Angrisani di “L’Alternativa c’è” in merito alle loro affermazioni nei confronti della categoria dei docenti di religione cattolica da loro ingiustamente ed erroneamente attaccata. Il docente chiede alle senatrici, “alla luce di queste precisazioni, un confronto, perché tutta la categoria degli insegnanti di religione cattolica, che vivono nelle scuole italiane con gli stessi diritti e gli stessi doveri dei loro colleghi, con non minore professionalità e abnegazione per il loro servizio didattico, siano riconosciuti da tutti come parte integrante e risorsa per tutto il mondo della Scuola”.La questione nasce da un emendamento, durante la XXVIII Legislatura, in 1° Commissione permanente, come riportato dal Resoconto sommario n. 245 del 04/05/202 su Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici il senatore Andrea Rampi (PD) presentava emendamento 10.27 che passava nella discussione nel Senato della Repubblica con 144 voti favorevoli il 13 maggio 2021; l’emendamento chiede: Dopo il comma 1, aggiungere il seguente: «1-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ai fini della partecipazione alle procedure concorsuali, per il reclutamento di personale delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 maggio 2001, n. 165, il possesso del titolo di laurea magistrale in scienze delle religioni (LM64), secondo la classificazione indicata dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, spiega i medesimi effetti del titolo di laurea magistrale in scienze storiche (LM84), scienze filosofiche (LM78) e in antropologia culturale ed etnologia (LM01).»L’emendamento dunque spiega e afferma che i laureati in Scienze delle Religioni (LM64) possono accedere, oltre alle attuali classi di concorso A18 e A19 anche ad altre classi di concorso alle quali si accede con le LM84, LM78 e LM01.Proprio in queste settimane Anief sta organizzando una serie di Assemblee sindacali dedicate allo stato giuridico dei docenti di religione cattolica. Il Concordato del 1929 e la sua revisione del 1984 prevedono l’insegnamento della religione cattolica non come elemento confessionale ma per motivi culturali e per le finalità della stessa scuola italiana, riconoscendo le radici della nostra stessa società nei valori del cristianesimo cattolico. La Costituzione della Repubblica Italiana ha confermato i Patti Lateranensi nell’Art 7. Per quel che riguarda la “materia alternativa” di Etica, Storia delle Religioni o Filosofia teoretica, questa è prevista in solo 12 nazioni su 47 in Europa. L’Emendamento Rampi non riguarda in alcun modo gli insegnanti di religione cattolica in servizio nella scuola italiana, perché non è inerente al titolo della Laurea Magistrale in Scienze Religiose conseguita negli Istituti riconosciuti dall’autorità ecclesiastica, si riferisce invece alla Laurea Magistrale LM64 conseguita nelle Facoltà dello Stato Italiano di Lettere, Storia e Filosofia.

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Un protocollo d’intesa per l’incremento e la formazione degli insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Torino C’è anche la Città metropolitana di Torino tra i firmatari del protocollo d’intesa, intitolato alla promozione della cultura dell’inclusione e finalizzato ad ampliare il numero dei docenti specializzati per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. L’accordo, che coinvolge Università degli Studi di Torino, Regione Piemonte, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Università del Piemonte orientale e Città metropolitana di Torino, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali del comparto scuola Cgil, Cisl e Uil, è stato presentato oggi in diretta streaming sulla piattaforma Webex dell’Università di Torino alla presenza, tra gli altri, del rettore Stefano Geuna. A rappresentare la Città metropolitana era presente la consigliera metropolitana con delega all’istruzione Barbara Azzarà. Secondo il protocollo d’intesa, le istituzioni firmatarie “intendono contribuire a coordinare le proprie azioni secondo un modello di società inclusivo e sostenibile al fine di garantire i diritti e il benessere delle persone con disabilità”, nella convinzione che “con la collaborazione reciproca possa essere valorizzata la disseminazione della cultura dell’inclusione delle persone diversamente abili”.Nel dettaglio, le Università di Torino e del Piemonte orientale realizzeranno le attività formative degli insegnanti di sostegno, l’Ufficio scolastico regionale collaborerà mettendo a disposizione docenti esperti in materia per lo sviluppo delle competenze culturali e professionali dei docenti in formazione, la Regione finanzierà l’Università con 20mila euro per la formazione di docenti qualificati a svolgere le attività formative e la Città metropolitana collaborerà alla ricerca di spazi per la realizzazione delle attività formative.È già stato avviato un gruppo di lavoro che ha lo scopo di incrementare il numero di docenti specializzati per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per diminuire il divario tra il numero di insegnanti di sostegno in servizio e il numero di insegnanti in servizio su posto di sostegno in possesso di specializzazione, formando al contempo un pool di esperti che potranno essere “ambasciatori” della cultura dell’inclusione sul territorio. Nelle prossime settimane sarà attivato il corso di aggiornamento e formazione professionale “Esperto nei processi di inclusione scolastica” al Dipartimento di filosofia e scienze dell’educazione dell’Università degli studi di Torino”Il protocollo è volto a migliorare la formazione dei docenti che si occupano degli studenti disabili” commenta la consigliera Barbara Azzarà. “Un’intesa della quale Città metropolitana di Torino è particolarmente soddisfatta, perché unisce l’esigenza dell’aggiornamento per i nostri insegnanti all’attenzione indispensabile per gli alunni che più hanno bisogno di un sostegno qualificato”.

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