Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘insegnanti’

Scuola: Voce agli insegnanti per immaginare la mensa del futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Gli insegnanti, grazie alle loro conoscenze e competenze, ricoprono un ruolo cruciale per la crescita dei bambini e secondo CIRFOOD sono alleati importanti nel creare un contesto educativo in pausa pranzo, durante la quale apprendere corretti comportamenti nutrizionali e imparare a condividere con i compagni il piacere di stare a tavola. Alcuni dati salienti emersi dall’indagine: Per il 60% degli insegnanti il pasto a scuola rappresenta un momento di relazione e piacere, un’importante occasione di convivialità (55%) e educazione (43%) per i più piccoli. La relazione con gli alunni durante il pasto è considerata uguale (52%) e – per il 40% degli insegnanti migliore – ovvero più felice e positiva, rispetto alle ore di lezione, anche grazie a un confronto ancor più empatico dato dalla libertà di chiacchierare, di muoversi e di socializzare. Per i docenti, la pausa pranzo a scuola costituisce un contesto all’interno del quale i bambini possono socializzare fra loro (96%), accrescere la propria autonomia (91%) e trovare momenti di collaborazione con gli altri (80%). Il pasto a scuola rappresenta anche un’occasione educativa (88%) e un’opportunità di crescita e sviluppo dei bambini (84%). Secondo i docenti la mensa del futuro dovrà valorizzare ulteriormente gli aspetti educativi della pausa pranzo e in particolare quelli legati alla sostenibilità. I docenti, infatti, valutano positivamente le iniziative che prevedono l’introduzione di bag antispreco per dare una seconda vita agli alimenti non consumati a tavola e l’uso di brocche o erogatori di acqua per ridurre l’utilizzo della plastica

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Scuola Sostegno: contrastare il tentativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze di ridurre il numero degli insegnanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2022

L’ANIEF – Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori – da anni impegnata a tutela degli studenti con disabilità con l’iniziativa Sostegno, non un’ora di meno!, aderisce all’«Osservatorio182» per contrastare il tentativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze di ridurre il numero degli insegnanti di sostegno.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dichiara che il sindacato da lui presieduto “promuoverà iniziative di sensibilizzazione verso le forze politiche per l’abrogazione delle norme contenute nel decreto interministeriale 182 del 2020 che, in modo assolutamente penalizzante per gli alunni con disabilità, prevedono: l’assegnazione delle risorse professionali per il sostegno e l’assistenza sulla base di predeterminati e arbitrari “range”, con conseguente esautorazione della discrezionalità tecnica del Gruppo di Lavoro Operativo; l’esonero generalizzato degli alunni con disabilità da alcune attività della classe, con partecipazione ad attività di laboratorio separate, e/o con la riduzione dell’orario di frequenza scolastica; composizione e funzioni del Gruppo di Lavoro Operativo, con ruolo marginale delle famiglie e impossibilità di partecipazione dei professionisti retribuiti dai genitori dell’alunno”.

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Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, torna a parlare degli stipendi degli insegnanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2022

“Non è ancora chiaro? Lo stipendio dei lavoratori della scuola deve essere ancorato all’inflazione, non ridotto ai precari, dato al personale sospeso o licenziato senza giusta ragione. Basta così!” Sulla questione stipendi, dopo il bonus 200 euro per combattere il caro energia, grazie al sindacato allargato ai precari della scuola fino al 30 giugno, attraverso il Decreto Aiuti Bis si starebbe intervenendo sugli stipendi con un aumento all’1% frutto della decontribuzione dei redditi. In pratica, “i lavoratori (sia i dipendenti pubblici che quelli privati) si troveranno in busta paga una somma che ordinariamente va invece allo Stato come contributo per la pensione”, senza che però questa venga intaccata.

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Audizione e Insegnanti per “Perfezionamento TAM”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

Milano 21 luglio e 7 settembre audizione ballerini. Tam Teatro Arcimboldi Milano in collaborazione con Accademia Ucraina di Balletto lancia per i giovani ballerini neodiplomati un programma di TRANSIZIONE dalle Accademie alla professione nelle compagnie teatrali. Il progetto colma il divario tra formazione e pratica professionale e offre, ai giovani ballerini di talento in possesso di un diploma come ballerino professionista, l’opportunità di prepararsi per una carriera con i teatri o con compagnie di balletto internazionale.L’anno di studio/pratica punta all’orientamento nel mondo del lavoro in Italia e all’estero. I danzatori seguiranno un programma giornaliero che comprenderà lezioni di danza classica e repertorio, di danza contemporanea e in più seguiranno Masterclass per approfondire le arti e maestranze interne al Teatro (Nomenclatura teatrale e comportamento di palco, trucco teatrale, arte scenica, introduzione all’insegnamento). I ragazzi, inoltre, avranno l’opportunità di migliorare e di perfezionare il proprio corpo perché saranno accompagnati da un programma di potenziamento muscolare studiato ad hoc per ogni singolo allievo grazie ad istruttori qualificati che lavoreranno in collaborazione con fisioterapisti e i docenti stessi.Gli allievi avranno inoltre la possibilità di lavorare con gli insegnanti per la preparazione dei video necessari per selezioni ed audizioni. L’ammissione al programma avverrà attraverso il superamento di un’audizione. Le lezioni si terranno alternatamente presso il teatro degli Arcimboldi e presso una sede distaccata a Cinisello Balsamo (linea lilla fermata BIGNAMI, Metrotranvia 31) in concomitanza con le ore di potenziamento fisico che richiedono l’uso di macchinari ed attrezzi.

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Scuola: Introdurre una vera carriera degli insegnanti, solo a Trento si può

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Sulla carriera dei docenti il Governo prende una bella lezione da Trento: nella provincia speciale infatti si sta introducendo un modello reale di carriera professionale, che non ha nulla a che vedere con il deprecabile Decreto Legge n. 36 pubblicato lo scorso 30 aprile in Gazzetta ufficiale contro il quale tutti i sindacati rappresentativi si sono schierati proclamando anche lo sciopero per lunedì prossimo 30 maggio.“Il paradosso – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che si va ad introdurre un processo di valorizzazione del personale docente proprio a Trento, dove gli stipendi sono già allineati all’inflazione, perché mediamente più alti di 300 euro al resto d’Italia. Mentre con la riforma nelle altre province si vogliono togliere 250 euro dalla card docenti a tutti gli insegnanti per assegnare 3mila euro dal 2027 solo ad una parte di insegnanti, sempre e soltanto di ruolo, che hanno svolto una formazione aggiuntiva e continua”. “Trento, come in altri casi, è un passo avanti al resto del Paese”, scrive oggi la stampa specializzata, spiegando che “mentre in Parlamento si preparano gli emendamenti a un decreto legge che sostanzialmente elude l’impegno preso nel PNRR di introdurre la “riforma della carriera degli insegnanti”, qualcuno in Italia un modello di sviluppo per la carriera professionale dei docenti lo sta adottando sul serio. L’amministrazione trentina si è mossa per tempo attivando un processo in più fasi, che consentirà di partire con la fase sperimentale di un nuovo modello di carriera già dal prossimo anno scolastico”.“Nel frattempo – commenta il leader dell’Anief – sul rinnovo di contratto di lavoro, come prospettato nel primo incontro all’Aran, al momento siamo fermi al 4% che andrà a coprire solo una parte del costo della vita nel frattempo salito di due cifre: un aumento che comunque intendiamo far arrivare il prima possibile ai lavoratori della scuola, per poi concentrare il confronto con la parte pubblica sul contratto 2022-24 dove confluiranno nuove risorse e norme, come – conclude Pacifico – lo sviluppo di carriera dei docenti e del personale Ata”.

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Svelare il mondo dell’energia. Un progetto europeo di unibz formerà gli insegnanti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Migliorare la formazione degli lle insegnanti della scuola primaria sul versante scientifico e in particolare sulle tematiche e le problematiche che riguardano il risparmio, la produzione e la distribuzione di energia. È l’obiettivo e l’ambizione del progetto europeo e^4 (finanziato dal programma Erasmus+), scritto e coordinato dal gruppo di ricerca del prof. Federico Corni, docente di Didattica della Fisica alla Facoltà di Scienze della Formazione. Negli anni scorsi il prof. Corni aveva già introdotto nelle scuole primarie e secondarie il progetto europeo FCHgo che mirava a promuovere la conoscenza delle tecnologie dell’idrogeno come fonte energetica (fuel cell) attraverso kit didattici ad hoc e metodologie specifiche quali i giochi di ruolo. e^4 invece non si rivolge direttamente agli*lle alunni*e ma al corpo insegnante, destinatario del progetto. Nei tre anni del progetto, grazie alla collaborazione con una rete di istituzioni accademiche e partner dell’industria energetica, dell’agricoltura e delle istituzioni pubbliche, il progetto produrrà materiali didattici per i corsi universitari di formazione del corpo docente e una piattaforma web dedicata. Il progetto sarà imperniato su tre distinte fasi, fortemente interconnesse. La prima, coordinata da Ineuropa srl, consisterà nella elaborazione di linee-guida per una rete di partenariati tra accademia e attori privati/pubblici. La seconda, coordinata da riguarderà la creazione di un curriculum universitario per l’insegnamento attraverso strumenti immaginativi. Infine la terza, coordinata da SITES, darà vita a una piattaforma web interattiva a supporto del curriculum e della rete di partenariati.L’innovazione dal punto di vista didattico sarà incentrata sull’adozione di un approccio didattico basato sugli “strumenti dell’immaginazione” – già testato questo approccio nel progetto “FCHgo! Scopri l’energia dell’idrogeno” – come la narrazione, la gamification, la simulazione incarnata, la simulazione digitale e il gioco per facilitare la comunicazione scientifica a livello di scuola primaria e secondaria inferiore. “Gli approcci narrativi sono utili agli studenti di entrambi i sessi e sostengono l’apprendimento a tutti i livelli di sofisticazione scientifica. Abbiamo anche forti evidenze che tale approccio sia adatto anche per raggiungere gli alunni con bisogni speciali”, chiarisce il docente unibz.Oltre a unibz, e^4 prevede il coinvolgimento dei seguenti partner: InEuropa srl, UMK Uniwersytet Mikolaja Kopernika w Toruniu, ESCIENCIA Eventos Cientificos sl, UV Universitat de Valencia, SITES Sustanaible Innovation Technology Services Ltd, UNIMORE Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e TCU Dublin City University.

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Corso per insegnanti sul tema “Alimentazione e benessere”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2022

L’Accademia di Medicina di Torino ed il Ce.Se.Di. (Centro Servizi per la Didattica della Città Metropolitana di Torino) propongono agli insegnanti un corso di formazione sul tema “Alimentazione e benessere”. Il corso prevede due sessioni: il 16 febbraio alle ore 15 Etta Finocchiaro, Dirigente Medico presso la Struttura Complessa Dietetica e Nutrizione clinica dell’Ospedale Molinette tratta il tema “Esiste una dieta per l’adolescenza?”. Il 23 febbraio alle ore 15, Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia, interviene sul tema “Salute e stili di vita”. Le iscrizioni si raccolgono entro il 31 gennaio alla mail accademia.medicina@unito.it. Il corso si svolge nell’Aula Magna dell’Accademia di Medicina in via Po 18 a Torino. Il Ce.Se.Di. è Ente accreditato ai fini della formazione docenti ai sensi della Direttiva 170/2016 del Ministero dell’Istruzione.

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Scuola: Concorso per assumere trentaduemila insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

Il ministero dell’Istruzione ha comunicato ai sindacati le modalità di svolgimento del Concorso ordinario, per titoli ed esami, per assumere 32mila nuovi docenti su posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado, introdotto con il Decreto n. 499/20 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 34 del 28-04-2020: l’amministrazione ha espresso le sue intenzioni attraverso una bozza di modifica del decreto iniziale, che nell’estate del 2020 aveva portato alla candidatura di oltre mezzo milione di aspiranti docenti a fronte di 32mila posti complessivi messi a bando. Faranno eccezione alcune discipline scientifiche, cosiddette Stem, per le quali sarà possibile produrre nuove domande e candidature. Nella bozza ministeriale si prevede il mantenimento delle domande presentate, con modifiche mirate riguardanti i “posti delle procedure concorsuali ordinarie relative alle classi di concorso A020 (Fisica), A026 (Matematica), A027 (Matematica e fisica), A028 (Matematica e scienze) e A041 (Scienze e tecnologie informatiche)” che “sono rideterminati in ragione dei posti vacanti e disponibili, nei limiti individuati da apposito decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione”. Sempre e solo per le stesse classi di concorso è prevista la “riapertura dei termini di partecipazione”. Nel decreto di modifica si prevede anche che “i docenti delle istituzioni scolastiche statali che aspirano ad essere nominati componenti delle commissioni giudicatrici dei concorsi di cui al presente decreto per posto comune e di sostegno devono essere docenti confermati in ruolo, con almeno cinque anni di anzianità nel ruolo, titolari degli insegnamenti cui si riferisce il concorso”. Nella bozza ministeriale si prevede che la prova scritta, computer-based, distinta per ciascuna classe di concorso e per ciascuna tipologia di posto, si svolgerà nella regione per la quale il candidato ha presentato domanda di partecipazione, nelle sedi individuate dagli Uffici Scolastici Regionali competenti per territorio, e consiste nella somministrazione di 50 quesiti, ripartiti nel modo seguente: per i posti comuni, quaranta quesiti a risposta multipla distinti per ciascuna classe di concorso, volti all’accertamento delle competenze e delle conoscenze del candidato sulle discipline afferenti alla classe di concorso stessa. I quesiti vertono sui programmi previsti dall’allegato A al decreto del Ministro dell’Istruzione 9 novembre 2021, n. 326; per i posti di sostegno, quaranta quesiti a risposta multipla inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità, finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. I quesiti vertono sui programmi previsti dall’allegato A al decreto del Ministro dell’Istruzione 9 novembre 2021, n. 326; per i posti comuni e di sostegno, cinque quesiti a risposta multipla sulla conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue e cinque quesiti a risposta multipla sulle competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento. Nel caso delle classi di concorso concernenti le lingue e culture straniere, la prova è svolta nella lingua oggetto di insegnamento. Per quanto riguarda i contenuti delle domande, ciascun quesito sarà composto da una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta; l’ordine dei 50 quesiti è somministrato in modalità casuale per ciascun candidato. La prova ha una durata massima di 100 minuti, fermi restando gli eventuali tempi aggiuntivi di cui all’articolo 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Non si dà luogo alla previa pubblicazione dei quesiti. La valutazione della prova scritta sarà effettuata sulla base dei quadri di riferimento redatti dalla commissione nazionale.I candidati che avranno superato la prova scritta verranno “ammessi a sostenere la prova orale, le cui tracce sono predisposte dalle commissioni giudicatrici e che si svolge secondo le modalità previste all’articolo 7, comma 2, del Decreto ministeriale 9 novembre 2021, n. 326”. La prova orale si svolgerà “nella regione responsabile della procedura concorsuale, nelle sedi individuate dagli Uffici Scolastici Regionali”. Per la valutazione della prova orale la commissione avrà “a disposizione un massimo di 100 punti” e si riterrà “superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di 70 punti su 100”. Nel decreto si prevede che “la commissione giudicatrice, a seguito degli esiti della prova scritta, della prova orale e della valutazione dei titoli”, procederà “alla compilazione delle graduatorie di merito regionali distinte per classi di concorso e tipologia di posto. Il punteggio finale è espresso in duecentocinquantesimi. Per le classi di concorso per le quali, in ragione dell’esiguo numero dei posti conferibili, è disposta l’aggregazione interregionale delle procedure, sono approvate graduatorie distinte per ciascuna regione. Ciascuna graduatoria comprende un numero di candidati non superiore ai contingenti assegnati a ciascuna procedura concorsuale”.

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Donazioni online per potenziare le ore con insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

In pochi giorni, la campagna di raccolta fondi su piattaforma online lanciata nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, ha ottenuto alcune migliaia di euro di donazioni, a riprova che nelle Scuole Faes di Milano il tema dell’accoglienza e dell’inclusione non è solo uno slogan. Il progetto di crowdfunding solidale (crowdfunding.faesmilano.it/projects/inclusione) servirà infatti a costituire un tesoretto per potenziare le ore in cui gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado con bisogni educativi speciali (BES) saranno affiancati da insegnanti di sostegno. All’origine dell’idea, anche una frase di Papa Francesco: “L’educazione è un movimento inclusivo. Un’inclusione che va verso tutti gli esclusi: quelli per la povertà, per la vulnerabilità a causa di guerre, carestie e catastrofi naturali, per la selettività sociale, per le difficoltà familiari ed esistenziali”. “Una scuola più inclusiva e più giusta è una scuola migliore per tutti, perché permette a ciascuno di dare il meglio di sé e di contribuire con i propri talenti al bene dell’intera comunità – spiega Sam Guinea, Direttore della Scuola Faes Argonne, che ha lanciato il progetto perché è nella scuola dell’obbligo che si concentra il maggior numero di bambini con BES -. La nostra non è un’iniziativa assistenzialistica, ma un modo per stare tutti meglio, per imparare tutti di più: le risorse comunali, provinciali e regionali a cui possono accedere le famiglie con figli disabili iscritti alla scuola paritaria coprono appena 9/10 ore settimanali su 30/35 di didattica effettiva, dunque vanno integrate se si vuole disporre più a lungo del sostegno”. Ma ben pochi possono permetterselo con risorse proprie: il monte ore andrebbe aumentato almeno del 50%, o raddoppiato, per fruire maggiormente di docenti che sono una ricchezza per l’intera classe, perché sono a disposizione di tutti gli alunni, affiancano e supportano l’insegnante ‘della materia’ e contribuiscono con la propria competenza alla progettazione didattica. “Come Scuole FAES continueremo a lavorare nelle sedi opportune, insieme alle altre scuole paritarie, per ottenere le giuste risorse da destinare agli alunni BES – conclude Guinea -, ma nel frattempo diamo il nostro contributo a creare un ambiente ancora più inclusivo, sensibilizzando le famiglie, che sempre rispondono con generosità, e facendo adeguata formazione ai docenti attraverso i corsi di Faes Campus, aperti a tutti i colleghi”. Quella per aumentare le ore di sostegno non è l’unica raccolta fondi che Scuole Faes Milano conduce in nome dell’inclusione: negli ultimi 10 anni sono stati versati da 1.120 benefattori oltre 3,5 milioni di euro per garantire rette agevolate a 2.625 alunni, aiutando così 1.050 famiglie che non avrebbero potuto sostenere i costi di iscrizione. Solo nell’anno 2021-22, il 20% dei quasi 1.300 alunni che frequentano le classi dal nido ai licei, e il 12% delle famiglie, ha ricevuto un contributo medio di circa 1.300 euro a ragazzo (3.000 euro a famiglia), per un importo totale di 330.570 euro. Il Faes, ente morale no-profit nato nel 1974, gestisce infatti la scuola paritaria con il maggior numero di rette agevolate erogate, attribuite attraverso un processo rigoroso e trasparente, perché è un’associazione di famiglie per famiglie che vuole rendere i suoi istituti accessibili a chiunque lo desideri e puntare sul valore sociale di un’istruzione di qualità. Il fondo rette agevolate vuole contribuire agli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu, in particolare: istruzione di qualità, parità di genere, lavoro dignitoso e crescita economica, riduzione delle disuguaglianze.

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Nuovo reclutamento degli insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Secondo la stampa specializzata, il nuovo reclutamento degli insegnanti comincia a prendere forma. Fonti parlamentari, riferisce Orizzonte Scuola, parlano di uno schema che prevede concorsi con una sola prova scritta a risposte chiusa seguìto, per chi lo supera, dall’anno di formazione e prova. L’accesso alla procedura concorsuale sarà consentito solo previo conseguimento dell’abilitazione, che potrà essere acquisita totalizzando 60 CFU, di cui 24 riservati al tirocinio. Si tratta di un’ipotesi ancora tutta da verificare, esattamente come le voci di una possibile nuova fase transitoria per i precari con almeno tre anni di servizio, che chiedono di essere assunti attraverso una procedura per titoli e servizi.“Il reclutamento dei docenti – ricorda Marco Giordano, Segretario generale ANIEF – è una delle riforme-chiave previste dal PNRR. È significativo che una parte delle risorse del Next Generation EU siano state destinate a questo, evidentemente anche l’Europa si è accorta di quanto sia inefficace il nostro sistema di assunzione dei docenti. Non si può continuare a lasciare scoperti ogni anno decine di migliaia di posti autorizzati per le immissioni in ruolo mentre crescono a dismisura i contratti a tempo determinato. Servono misure strutturali, anche sui precari storici, non l’ennesima e inutile fase transitoria”.Sul reclutamento, ANIEF da anni chiede il ritorno al sistema del cosiddetto “doppio canale”, che prevede assunzioni al 50% dai concorsi ordinari (da bandire con regolarità) e al 50% da graduatorie per titoli e servizi.“Chiediamo l’immediata convocazione del tavolo sul reclutamento affinché non si ripetano gli errori del recente passato. L’argomento è di centrale importanza e non possiamo permetterci altri passaggi a vuoto”. Questa la richiesta dell’Anief, inviata anche formalmente al ministro, avanzata dal presidente nazionale Marcello Pacifico. “Come Anief – continua il leader del giovane sindacato – abbiamo analizzato il problema sotto tutti i profili e abbiamo una proposta forte che il ministero deve ascoltare e vagliare in sede ufficiale. È necessario riaprire i percorsi abilitanti presso le università e riconoscere finalmente il lavoro di chi è precario da tre o più anni. Il merito riguarda sia chi vince un concorso che chi fa questo mestiere da anni in attesa di essere stabilizzato. Gli uni e gli altri saranno, infine, valutati durante l’anno di prova, con buona pace di chi parla a vanvera di sanatorie”.

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Scuola: Dalla Legge di Bilancio aumenti a tre cifre per gli insegnanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

Nella Legge di Bilancio ci sono anche dei provvedimenti specifici che riguardano la scuola: dall’organico Covid docenti e Ata che sarà prorogato fino al termine delle attività didattiche fino alle risorse da destinare per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego e quindi anche per il comparto Istruzione. Secondo la stampa specializzata e Italia Oggi, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi avrebbe chiesto 110 euro lordi in più per gli insegnanti (104 euro per l’esattezza): si tratterebbe di circa 15 euro in più rispetto a quanto già stabilito (88 euro lordi mensili), che arriverebbero grazie a un incremento specifico per il settore pari a circa 200 milioni di euro. “La decisione di arrivare a 104 euro lordi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – sembra più un modo per poter dire che si arriverà ad assegnare aumenti a tre cifre che una reale intenzione di valorizzare il personale scolastico, come invece è stato detto più volte dalle più alte cariche dello Stato e dai rappresentanti del Governo: un aumento medio di quella portato, un terzo di quello che ha chiesto Anief, non andrà di certo a coprire il gap degli stipendi assegnati ai nostri docente e Ata, come bene evidenziato nei giorni scorsi dal rapporto Eurydice intitolato Teachers’ and school heads’ salaries and allowances in europe 2019/20, oltre che dallo studio annuale Aran sui dipendenti dei pubblici. Una differenza che secondo le stime della stampa di settore porta un docente delle superiori a perdere 250mila euro negli ultimi 25 anni di carriera. Ma l’aumento di 104 euro nemmeno servirà a coprire l’inflazione che si è accumulata negli ultimi anni per via del blocco contrattuale. Se vogliamo davvero recuperare il terreno perduto non si può scendere i 300 euro” in più a dipendente scolastico: solo in questo modo – conclude Pacifico – si potrà dare seguito al Patto per la Scuola di Palazzo Chigi dello scorso mese di maggio e finalmente andare a compensare l’ascesa dei prezzi al consumo registrata negli ultimi anni”.

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Gli stipendi degli insegnanti italiani sono tra i più bassi dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

Una delle emergenze della scuola è quella degli stipendi inadeguati assegnati ai suoi lavoratori: a oltre un milione e 400mila dipendenti, tra docenti, Ata, educatori e tante altre figure professionali, di ruolo e ancora peggio quando ancora precari, vengono assegnati compensi così bassi che se messi a confronto con quelli di altri Paesi diventano imbarazzanti: rispetto alla Germania, i nostri docenti delle superiori percepiscono stipendi quasi dimezzati e mediamente – ha calcolato alcuni giorni fa la stampa specializzata – arrivano a perdere 250mila euro negli ultimi 25 anni di carriera. La scorsa primavera, quando ha condiviso il Patto per la Scuola di Palazzo Chigi con i sindacati rappresentativi, tra cui l’Anief, il Governo sembrava che si fosse finalmente reso conto della gravità della situazione: invece, non era così.“Il fatto – ha detto il leader dell’Anief, durante un’intervista radiofonica ad Italia Stampa – di non poter disporre” nei confronti del personale scolastico “di stipendi adeguati è sotto gli occhi di tutti. Stipendi che non sono neanche adeguati al costo della vita”. Servono, a questo proposito, almeno “300 euro” in più a dipendente scolastico “per poter coprire i prezzi al consumo registrati negli ultimi anni”.“Come Anief – prosegue Pacifico – chiediamo che la maggior parte dei fondi che verranno a breve stanziati dal Governo”, con la Legge di Bilancio, si assegnino “proprio per il personale scolastico. Addirittura, i livelli del personale Ata risultano fermi da 45 anni: nonostante svolgano funzioni diverse. E in un periodo nel quale si parla molto di pensioni, non bisogna dimenticare il burnout che colpisce” in alto numero “chi lavora nelle nostre scuole: nel nuovo meccanismo” previdenziale “che andrà a sostituire Quota 100, serve quindi inserire una ‘finestra’ specifica per il personale scolastico”. “Di tutto questo – conclude il sindacalista autonomo – se ne sta parlando ogni giorno nelle circa venti assemblee sindacali tenute dall’Anief su tutto il territorio nazionale: è importante partecipare, per comprendere anche se queste proposte, da inserire nella piattaforma contrattuale del sindacato, sono o meno condivise da chi lavora ogni giorno con i nostri giovani e da chi deve fare ripartire il Paese proprio dalla scuola”.

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Pensioni Lavori gravosi, via pure le insegnanti delle materne?

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

Dopo aver chiesto invano i dati sullo stato di burnout certificato nel comparto scolastico, dove le percentuali di lavoratori con patologie risultano decisamente più alte che in altri settori, Anief si dichiara pronta a impugnare la disposizione immotivata e per estenderla a tutto il personale docente. Perché invece di estendere l’anticipo pensionistico a 63 anni a tutte le figure professionali della scuola, previsto per chi aderisce all’Ape Sociale, la Commissione presieduta dall’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano potrebbe avere escluso anche i maestri della scuola dell’infanzia già presenti. La nuova lista dei lavori gravosi è stata stilata in base ai criteri Inail che applicano ai mestieri del mansionario Istat tre indici: frequenza degli infortuni rispetto alla media, numero di giornate medie di assenza per infortunio, numero di giornate medie di assenza per malattia. La platea si allarga così a circa mezzo milione di lavoratori, ma altri escono. Un passo indietro si era registrato già nei giorni scorsi con l’estromissione dei docenti della primaria e dei collaboratori scolastici precedentemente inclusi.

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Scuola: In Italia manca la valorizzazione stipendiale degli insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Il sindacato è impaziente: la partita sul rinnovo contrattuale della scuola stavolta non potrà tradire i lavoratori, non ci si potrà fermare a poco più del 3% di aumento dell’ultimo contratto, scaduto da quasi tre anni. “Il ministro – ha detto Marcello Pacifico durante l’intervista alla testata specializzata – ha emanato delle linee guida per l’atto di indirizzo, aspettiamo la convocazione Aran. Noi come Anief abbiamo già pronta la nostra piattaforma, che prevede l’utilizzo di quelle risorse che il governo ha promesso nel Patto per la scuola di maggio siglato con le confederazioni, firmato dal ministro Bianchi su delega del premier Draghi. Nel Patto si è detto di mettere delle risorse aggiuntive per la scuola e valorizzare la professionalità del mondo della scuola”.L’Anief ha le idee chiare e chiederà “tre cose. Deve essere innanzitutto riconosciuta un’indennità di rischio biologico legata alla pandemia. Le vaccinazioni e le certificazioni verdi non hanno allontanato il rischio contagio, lo si vede dalle classi in quarantena. I rischi della didattica in presenza non sono stati annullati dalla vaccinazione né dall’obbligo del possesso del Green pass. Questo significa che quando si insegna nelle nostre scuole si può prendere il Covid. Il personale docente, come il personale medico, deve avere diritto a una specifica indennità di rischio Covid”. Secondo il presidente Anief i rischi professionali per la salute sono evidenti: sulla percentuale di indennizzo “se ne discuterà: diciamo almeno 10 euro al giorno e quindi 300 euro al mese”.Al tavolo di contrattazione, il sindacato autonomo rivendicherà pura “un’indennità di incarico: tutto il personale a tempo determinato, dopo tre anni di supplenza, deve avere un’indennità che deve essere inserita nel contratto, senza dover ricorrere al tribunale. Bisogna eliminare – continua Pacifico – tutte le differenze nel trattamento economico e giuridico tra precari e personale di ruolo”. Inoltre, visto che tre dipendenti della scuola su quattro sono donne “con percentuali che superano il 90% alla scuola primaria”, occorre “pensare ai problemi che possono avere le nostre donne insegnanti soprattutto legati alla mobilità” e quindi far cadere i “paletti della mobilità” per fare finalmente “coniugare la vita affettiva e familiare con il lavoro”. Parliamo del “vincolo dei tre anni e il vincolo riguardante le assegnazioni provvisorie: in Europa si parla tanto di favorire la mobilità transfrontaliera”.

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La formazione degli insegnanti per l’innovazione della Scuola e dell’Università

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

Roma Mercoledì 22 settembre, ore 10.00 Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani via della Dogana Vecchia, 29 Risorse chiave per lo sviluppo del Paese ‘’Dopo tanta attenzione alla scuola della ripartenza, è arrivato il momento di dedicare attenzione, creatività e impulso a una formazione degli insegnanti di qualità e al servizio del paese’’. Sono le parole di Maria Grazia Riva, Presidente della Conferenza Universitaria Nazionale di Scienze della Formazione, che è lieta di invitarvi all’evento dedicato al ruolo che la formazione degli insegnanti può svolgere per innovare la scuola e l’università. Si svolgerà mercoledì 22 settembre alle ore 10.00 presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma. I lavori saranno aperti dai saluti di Vanna Iori, Senatrice Pd, e introdotti e coordinati da Maria Grazia Riva, Presidente CUNSF e Direttore del Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università di Milano-Bicocca. Interverranno: Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione; Maria Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca; Cristina Grico, membro del Consiglio di amministrazione INDIRE; Renata Viganò, membro del Consiglio di amministrazione INVALSI; Vincenzo Zara, consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca per la Didattica universitaria. Previsti i contributi di Massimiliano Fiorucci, Vice-Presidente CUNSF e Direttore del Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Roma-tre; Marinella Muscarà, Segretaria CUNSF e Preside della Facoltà di Studi classici, linguistici e della formazione dell’Università di Enna-Kore; Silvana Calaprice, Presidente del Coordinamento dei Corsi di laurea per Educatore e Pedagogista, Università di Bari; Luigi D’Alonzo, Presidente del Coordinamento per le Attività di Specializzazione per il Sostegno, Università Cattolica di Milano; Elisabetta Nigris, Presidente del Coordinamento dei Corsi di laurea di Scienze della Formazione Primaria, Università di Milano-Bicocca. «La scuola e l’università costituiscono risorse fondamentali – afferma la presidente CUNSF Maria Grazia Riva – per dare un profondo e duraturo impulso allo sviluppo del Paese. Il PNRR contiene riforme e investimenti che realizzeranno concretamente il ruolo chiave che la scuola e l’università hanno nella formazione di nuove generazioni che sappiano porsi come cittadini consapevoli e interlocutori nella società democratica, abili ad interagire con gli altri nel mondo del lavoro e delle relazioni, di saper includere, che abbiano molteplici competenze cognitive, emotive, nelle soft skills e nelle character skills, e che siano capaci di imparare ad imparare. Poiché gli insegnanti sono il motore di questi processi, la loro formazione è alla base della possibilità di realizzazione di queste finalità formative ed educative». I lavori del convegno saranno trasmessi in diretta streaming al link webtv.senato.it e sul canale ouTube del Senato Italiano http://www.youtube.com/user/SenatoItaliano

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857mila insegnanti in cattedra a inizio lezioni: ne mancano duecentomila

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Il ministro Bianchi: 857mila insegnanti in cattedra a inizio lezioni, mai successo. Anief: ne mancano ancora 200 mila, comunque, avveniva fino a dieci anni prima della messa ad esaurimento delle ex graduatorie permanenti e dello spostamento delle operazione di immissioni in ruolo al 31 agosto “Il dato invece su cui riflettere è perché più della metà dei posti autorizzati per assumere gli inseganti è andato ancora una volta a vuoto”, rincalza il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, a dispetto delle assunzioni autorizzate dalla sola prima fascia delle GPS con tre anni di servizio nella sola scuola statale contro il parere del sindacato e di un ennesimo concorso straordinario. Ora l’Europa ci chiede grazie anche al reclamo presentato da Anief e accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali nuove 70 mila immissioni in ruolo con il PNRR. Unica soluzione, assumere dal doppio canale di reclutamento con le GPS da prima e seconda fascia senza limiti. Sul sostegno, ancora 50 mila cattedre saranno assegnate a personale non specializzato in deroga oltre alle altrettante già date in supplenza a dispetto delle 15 mila immissioni in ruolo realizzate per colpa dell’offerta formativa degli Atenei nei corsi TFA non orientata al reale fabbisogno.

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Per gli insegnanti un programma di lezioni online e strumenti digitali a tema sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Con l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022 e la riapertura degli istituti nel rispetto delle misure anti-contagio, Leroy Merlin consolida il proprio impegno per la scuola con nuovi progetti rivolti a insegnanti e studenti dedicati al tema della sostenibilità e dell’inclusione. L’azienda multispecialista leader nel miglioramento della rafforza la partnership con CivicaMente, attraverso la piattaforma Educazione. Digitale.it, con nuove attività pensate per rispondere anche alle esigenze con cui il mondo della scuola si è misurato durante la pandemia, in primis la didattica a distanza. A conferma della più ampia strategia di Leroy Merlin votata alla “generatività sociale”, che si pone come obiettivo la creazione di valore condiviso aggiuntivo a beneficio delle comunità e dei territori, l’azienda ha supportato la realizzazione di “Che bello essere unici!”, un nuovo strumento educativo focalizzato sul tema dell’inclusione e pensato per i bambini dai 4 ai 7 anni. Una chiocciolina, simbolo della generatività, accompagnerà i piccoli studenti attraverso contenuti e attività, consentendo loro di familiarizzare con alcune situazioni in cui si verificano discriminazioni di genere, etnia e disabilità e aiutandoli a comprendere come le diversità rappresentino, in realtà, un valore aggiunto alla collettività. Anche l’offerta formativa di Leroy Merlin valida ai fini di PCTO (Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento) si arricchisce del nuovo modulo formativo “Economia Civile”, realizzato con la collaborazione di Next Nuova Economia per Tutti. Il programma si pone l’obiettivo di stimolare una riflessione sulla possibilità effettiva di tradurre gli obiettivi di sostenibilità in un modello economico alternativo a quello basato unicamente sul profitto, che possa generare valore ed essere orientato al raggiungimento del benessere collettivo. Il modulo prevede una prima parte di formazione in e-learning articolata in 10 unità che includono videolezioni, approfondimenti teorici e pratici, e un project work che vedrà gli studenti impegnati nell’individuare un problema del territorio e nell’ideare una soluzione innovativa da realizzare attraverso un business model canvas. Ad affiancare questa nuova proposta ci sarà anche “Sportello Energia”, il percorso didattico focalizzato sul tema del risparmio energetico che nell’anno scolastico 2020/2021 ha visto coinvolti oltre 4.600 docenti (rispetto ai 309 dell’anno precedente) e più di 60 mila studenti iscritti, di cui oltre la metà ha concluso l’attività con successo (rispetto ai 1.615 dell’anno precedente). Con oltre 4 mila insegnanti e circa 138 mila studenti coinvolti dal 2014, il percorso di educazione ambientale “Gli AmicoEco” rappresenta il fiore all’occhiello dei progetti per la scuola firmati Leroy Merlin. L’anno scolastico 2020/2021 ha visto triplicare i partecipanti, con oltre 1.500 docenti iscritti, di cui 1.300 nuovi utenti, e più di 1.200 alunni, per un totale di circa 3.300 strumenti scaricati (+124% rispetto al corso precedente). Sono diversi i percorsi che i docenti potranno affrontare con le proprie classi, sia in aula sia a distanza, a partire dalle quattro lezioni pronte sul tema “Clima ed energia” (due per la scuola primaria e due per la secondaria di I grado), fruibili tramite il servizio di Educazione Digitale “Classi Virtuali”. Gli insegnanti potranno sia avviare un processo di conoscenza attraverso risorse pronte all’uso come test, video e momenti di verifica monitorabili live, sia interagire attraverso chat e webinar. Il percorso “Gli AmicoEco”, inoltre, prevede strumenti digitali e kit didattici interattivi dedicati ai temi “Sostenibilità ambientale e consumo consapevole”, “La casa sana e sicura”, “Economia civile” e “Plastica”, grazie ai quali docenti e alunni potranno riflettere e confrontarsi sugli spunti emersi sia in aula sia da remoto.

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Insegnanti di religione cattolica, Anief richiede la stabilizzazione dei precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

La pubblicazione del DPCM firmato il 20 luglio e presentato il 4 agosto sul sito della Pubblica Amministrazione ha messo in difficoltà migliaia di docenti di religione cattolica.Anief intende porre un quesito al ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, che traccia il pensiero di colleghi coinvolti: perché per un precario di altre classi di concorso che ha “racimolato” tre anni di insegnamento si prevede un concorso straordinario, addirittura assunzione diretta dalle GPS di prima fascia, e invece per un precario docente di religione cattolica di 20 e più anni si prevede un concorso ordinario?Questa evidente disparità di trattamento dovrebbe essere analizzata da Viale Trastevere, per provare a mettere a punto le misure che tengano conto di questi colleghi.Anief ricorda di avere in questi mesi proposto vie di uscita a questa situazione, con percorsi atti alla stabilizzazione dei precari. Urge una procedura straordinaria non selettiva, parallela a un bando di un concorso ordinario, quale quello che il DPCM autorizza.Negare le legittime richieste di questi colleghi significa negare decenni di professionalità impiegati nelle scuole italiane e fa passare il messaggio che, per il Ministero, i diritti della classe docente non sono tra le sue priorità.Per questi stessi diritti Anief continuerà a difendere i colleghi su ogni strada percorribile perché vengano loro garantiti.

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Finanziare i corsi di formazione anti-soffocamento per insegnanti di asili nido e scuole elementari

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Il M5S Lombardia, per la sessione dell’Assestamento di bilancio, ha chiesto di finanziare i corsi di formazione anti-soffocamento per insegnanti di asili nido e scuole elementari. Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S, dichiara: “Ho chiesto un milione di euro per i corsi anti-soffocamento per chi cura i nostri figli. Solo al Niguarda ci sono 15 casi all’anno di bambini che hanno ingoiato qualcosa che ne causa il soffocamento. L’ultimo caso noto è di un bambino di 8 anni salvato da un’operazione d’urgenza a giugno 2020, ma si tratta di una piccola parte di un problema più ampio: le linee guida del Ministero della Salute hanno infatti stimato che ci siano 80mila episodi ogni anno in Italia tra ricoveri e “quasi-eventi”. E in tutta Europa sono 500 i bambini morti ogni anno per soffocamento, nella maggior parte (tra il 60% e l’80% dei casi) a causa del cibo”. “Noi pensiamo che un modo realistico per affrontare il problema sia puntare sulla formazione, perché le ricerche mostrano come la metà degli eventi si verifica quando sono presenti degli adulti a supervisionare i bambini allora ho portato in Consiglio regionale un emendamento che chiede di stanziare risorse regionali per realizzare dei corsi di disostruzione pediatrica rivolto alle insegnanti di asili nido e scuole elementari, alle mamme ed ai papà, ai nonni e alle baby-sitter e a tutti coloro che quotidianamente si rapportano con dei bambini. Vogliamo infatti tutelare il presente e il futuro dei minori con la formazione, perché la cultura della salute può essere una base importante per le cure ai più fragili”, conclude Mammì.

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Vaccino, Governo a caccia dei 221mila insegnanti e amministrativi della scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

Dopo il passo indietro del Comitato tecnico scientifico, la decisione sull’obbligo vaccinale tra il personale scolastico resta ad appannaggio del Governo: “Ci troveremo questa settimana con il Consiglio dei ministri e la decisione sull’obbligo o meno per gli insegnanti andrà presa dall’intero collegio”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Il punto è che sulla vaccinazione obbligatoria del personale sanitario c’erano già dei forti dubbi, figuriamoci ora che si vorrebbe imporre ai lavoratori della Scuola. Ricordiamo che vi sono diversi esperti di legislazione a pensarla in questo modo. Uno di questi è il professor Ugo Mattei, socio ordinario della International Academy of Comparative Law e membro del comitato esecutivo della American Society of Comparative Law di diritto civile e di diritto internazionale e comparato all’Università della California, professore di diritto internazionale e comparato all’Hastings College of the Law dell’Università della California a San Francisco, di diritto civile all’Università di Torino e per due volte patrocinatore di un referendum presso la Corte Costituzionale italiana. “Se il governo rendesse obbligatorio il vaccino per il personale sanitario in queste condizioni di oggi, secondo me – ha detto il professor Mattei – sarebbe incostituzionale e sarebbe incostituzionale per due ragioni fondamentali: primo, perché si tratta ancora di terapie sperimentali e non si conoscono ancora tutti gli effetti; secondo, perché non è noto quanto la vaccinazione effettivamente impatti su terzi, cioè se il vaccinato sia ancora contagioso oppure no”. Quindi, “viste queste due ragioni, per l’articolo 32 della Costituzione non è possibile un obbligo vaccinale neppure in una forma mirata al personale sanitario”.Per l’esperto di diritto, “imporre un obbligo vaccinale in assenza di certezze conoscitive, relative alla funzione sociale e pubblica di un vaccino, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Riguarda la scelta personale di un individuo, se si vuole vaccinare oppure no, perché ha più o meno paura per sé stesso. Non essendoci chiarezza sull’impatto verso terzi è illegale dopodiché lo è a maggior ragione nel momento in cui la sperimentazione non è stata portata fino in fondo. Ci sono obblighi vaccinali che sono costituzionali nel nostro sistema ma questi nuovi vaccini hanno le due problematiche che dicevo all’inizio”.

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