Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘insegnanti’

Vaccino, Governo a caccia dei 221mila insegnanti e amministrativi della scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

Dopo il passo indietro del Comitato tecnico scientifico, la decisione sull’obbligo vaccinale tra il personale scolastico resta ad appannaggio del Governo: “Ci troveremo questa settimana con il Consiglio dei ministri e la decisione sull’obbligo o meno per gli insegnanti andrà presa dall’intero collegio”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Il punto è che sulla vaccinazione obbligatoria del personale sanitario c’erano già dei forti dubbi, figuriamoci ora che si vorrebbe imporre ai lavoratori della Scuola. Ricordiamo che vi sono diversi esperti di legislazione a pensarla in questo modo. Uno di questi è il professor Ugo Mattei, socio ordinario della International Academy of Comparative Law e membro del comitato esecutivo della American Society of Comparative Law di diritto civile e di diritto internazionale e comparato all’Università della California, professore di diritto internazionale e comparato all’Hastings College of the Law dell’Università della California a San Francisco, di diritto civile all’Università di Torino e per due volte patrocinatore di un referendum presso la Corte Costituzionale italiana. “Se il governo rendesse obbligatorio il vaccino per il personale sanitario in queste condizioni di oggi, secondo me – ha detto il professor Mattei – sarebbe incostituzionale e sarebbe incostituzionale per due ragioni fondamentali: primo, perché si tratta ancora di terapie sperimentali e non si conoscono ancora tutti gli effetti; secondo, perché non è noto quanto la vaccinazione effettivamente impatti su terzi, cioè se il vaccinato sia ancora contagioso oppure no”. Quindi, “viste queste due ragioni, per l’articolo 32 della Costituzione non è possibile un obbligo vaccinale neppure in una forma mirata al personale sanitario”.Per l’esperto di diritto, “imporre un obbligo vaccinale in assenza di certezze conoscitive, relative alla funzione sociale e pubblica di un vaccino, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Riguarda la scelta personale di un individuo, se si vuole vaccinare oppure no, perché ha più o meno paura per sé stesso. Non essendoci chiarezza sull’impatto verso terzi è illegale dopodiché lo è a maggior ragione nel momento in cui la sperimentazione non è stata portata fino in fondo. Ci sono obblighi vaccinali che sono costituzionali nel nostro sistema ma questi nuovi vaccini hanno le due problematiche che dicevo all’inizio”.

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Impegno FdI per stabilizzazione insegnanti di religione

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“Dall’inizio della legislatura Fratelli d’Italia si batte per la stabilizzazione degli insegnanti di religione cattolica. Una vicenda assurda con precari che attendono da 20 anni una procedura per essere stabilizzati. Sono professionisti, sono famiglie che devono veder riconosciuto il proprio diritto. Abbiamo presentato dall’inizio di questa legislatura un emendamento che puntualmente è stato bocciato da tutte le altre forze politiche. Fratelli d’Italia continuerà la sua battaglia e riproporrà questo emendamento per la loro stabilizzazione come ha già fatto nel decreto Scuola, nel decreto Sostegni e nel decreto di assunzione della Pubblica Amministrazione”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, capogruppo Commissione Istruzione e il deputato Paola Frassinetti, responsabile nazionale Dipartimento Istruzione di FdI, a margine della manifestazione degli insegnanti di religione nel teatro Quirino promosso dallo Snadir.

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Scuola: Insegnanti di religione cattolica

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Sono ben 57 gli emendamenti presentati da Anief alla V Commissione Bilancio della Camera per cambiare il decreto Sostegni-bis: tra essi, il sindacato ha suggerito anche specifiche proposte emendative riguardanti gli insegnanti di religione cattolica. Se infatti un insegnante su tre nelle scuole italiane di ogni ordine e grado lavora con un contratto a tempo determinato, la percentuale nazionale per il comparto dei docenti di religione cattolica presenta una statistica di un docente non stabilizzato su due. Tre emendamenti al decreto Sostegni Bis sono dunque stati predisposti per proporre l’uscita dal precariato di questi colleghi prima del bando del nuovo concorso dedicato.Innanzitutto, con l’emendamento n. 47, si propone l’assunzione a tempo indeterminato per tutti i colleghi che hanno superato 48 mesi di servizio ed hanno la cattedra completa (o almeno 12 ore nella Primaria); essi sono già assimilati ai colleghi stabilizzati per regime stipendiale con N05; la loro assunzione in ruolo non comporterebbe dunque alcun aggravio per le casse dello Stato.In secondo luogo, con l’emendamento n. 39, Anief chiede una graduatoria per soli titoli ai fini dell’assunzione di 7 mila insegnanti con più di 2 mesi di servizio; da ricordare anche la nostra pregressa richiesta al Ministero dell’Istruzione per l’assunzione di tutti i colleghi ancora presenti nelle liste del concorso espletato nel 2004, così come disposto dall’art. 1 bis, comma 3, del DL 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, nella L 20 dicembre 2019, n.159.Con l’emendamento n. 38 chiediamo procedura di selezione per titoli e servizi per i colleghi con 24 mesi di servizio per il 100% dei posti vacanti e disponibili, sentita la Conferenza Episcopale Italiana. Infine, l’emendamento 56 all’articolo 58, comma 2, lettera f) chiede che le procedure di mobilità relative ai docenti di RC siano analizzate secondo il loro particolare inquadramento, in seguito a specifiche motivazioni dell’Ordinario, riconosciute dall’USR competente.

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Scuola: Diventare insegnanti, in arrivo norme dei concorsi mutevoli con le classi di concorso

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2021

Le norme sul nuovo reclutamento devono cambiare. Secondo il leader dell’Anief è evidente che questo sistema deve andare a regime e bisogna fare in modo che chi ripete più volte queste procedure possa anche scegliere un punteggio più favorevole, perché la graduatoria cambia ogni anno e non bisogna penalizzare chi, in passato, ha superato certe prove.Pacifico ha detto che dopo la stipula del ‘Patto per la Scuola’ “tutte queste modifiche le chiederemo al tavolo sul reclutamento con il ministro Patrizio Bianchi, ma anche nelle aule parlamentari, perché è importante ripristinare il doppio canale di reclutamento: il 50% per cento dei posti assegnato a chi vince i concorsi, l’altro 50% dato ai precari che insegnano da anni nelle nostre scuole”.La verità, conclude il sindacalista autonomo, è che “i precari hanno pieno diritto ad avere il riconoscimento della loro professionalità attraverso titoli abilitanti, la specializzazione su sostegno, insieme al personale di ruolo, che ha diritto a passaggi di ruolo e a conseguire altre abilitazioni per non rimanere sempre immobilizzato” nella stessa scuola suo malgrado.

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Insegnanti di religione cattolica, richiesta di confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

Alessandro Manfridi, delegato Anief per gli Insegnanti di religione cattolica, ritiene necessario un confronto con le senatrici Bianca Laura Granato e Luisa Angrisani di “L’Alternativa c’è” in merito alle loro affermazioni nei confronti della categoria dei docenti di religione cattolica da loro ingiustamente ed erroneamente attaccata. Il docente chiede alle senatrici, “alla luce di queste precisazioni, un confronto, perché tutta la categoria degli insegnanti di religione cattolica, che vivono nelle scuole italiane con gli stessi diritti e gli stessi doveri dei loro colleghi, con non minore professionalità e abnegazione per il loro servizio didattico, siano riconosciuti da tutti come parte integrante e risorsa per tutto il mondo della Scuola”.La questione nasce da un emendamento, durante la XXVIII Legislatura, in 1° Commissione permanente, come riportato dal Resoconto sommario n. 245 del 04/05/202 su Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici il senatore Andrea Rampi (PD) presentava emendamento 10.27 che passava nella discussione nel Senato della Repubblica con 144 voti favorevoli il 13 maggio 2021; l’emendamento chiede: Dopo il comma 1, aggiungere il seguente: «1-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ai fini della partecipazione alle procedure concorsuali, per il reclutamento di personale delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 maggio 2001, n. 165, il possesso del titolo di laurea magistrale in scienze delle religioni (LM64), secondo la classificazione indicata dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, spiega i medesimi effetti del titolo di laurea magistrale in scienze storiche (LM84), scienze filosofiche (LM78) e in antropologia culturale ed etnologia (LM01).»L’emendamento dunque spiega e afferma che i laureati in Scienze delle Religioni (LM64) possono accedere, oltre alle attuali classi di concorso A18 e A19 anche ad altre classi di concorso alle quali si accede con le LM84, LM78 e LM01.Proprio in queste settimane Anief sta organizzando una serie di Assemblee sindacali dedicate allo stato giuridico dei docenti di religione cattolica. Il Concordato del 1929 e la sua revisione del 1984 prevedono l’insegnamento della religione cattolica non come elemento confessionale ma per motivi culturali e per le finalità della stessa scuola italiana, riconoscendo le radici della nostra stessa società nei valori del cristianesimo cattolico. La Costituzione della Repubblica Italiana ha confermato i Patti Lateranensi nell’Art 7. Per quel che riguarda la “materia alternativa” di Etica, Storia delle Religioni o Filosofia teoretica, questa è prevista in solo 12 nazioni su 47 in Europa. L’Emendamento Rampi non riguarda in alcun modo gli insegnanti di religione cattolica in servizio nella scuola italiana, perché non è inerente al titolo della Laurea Magistrale in Scienze Religiose conseguita negli Istituti riconosciuti dall’autorità ecclesiastica, si riferisce invece alla Laurea Magistrale LM64 conseguita nelle Facoltà dello Stato Italiano di Lettere, Storia e Filosofia.

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Un protocollo d’intesa per l’incremento e la formazione degli insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Torino C’è anche la Città metropolitana di Torino tra i firmatari del protocollo d’intesa, intitolato alla promozione della cultura dell’inclusione e finalizzato ad ampliare il numero dei docenti specializzati per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. L’accordo, che coinvolge Università degli Studi di Torino, Regione Piemonte, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Università del Piemonte orientale e Città metropolitana di Torino, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali del comparto scuola Cgil, Cisl e Uil, è stato presentato oggi in diretta streaming sulla piattaforma Webex dell’Università di Torino alla presenza, tra gli altri, del rettore Stefano Geuna. A rappresentare la Città metropolitana era presente la consigliera metropolitana con delega all’istruzione Barbara Azzarà. Secondo il protocollo d’intesa, le istituzioni firmatarie “intendono contribuire a coordinare le proprie azioni secondo un modello di società inclusivo e sostenibile al fine di garantire i diritti e il benessere delle persone con disabilità”, nella convinzione che “con la collaborazione reciproca possa essere valorizzata la disseminazione della cultura dell’inclusione delle persone diversamente abili”.Nel dettaglio, le Università di Torino e del Piemonte orientale realizzeranno le attività formative degli insegnanti di sostegno, l’Ufficio scolastico regionale collaborerà mettendo a disposizione docenti esperti in materia per lo sviluppo delle competenze culturali e professionali dei docenti in formazione, la Regione finanzierà l’Università con 20mila euro per la formazione di docenti qualificati a svolgere le attività formative e la Città metropolitana collaborerà alla ricerca di spazi per la realizzazione delle attività formative.È già stato avviato un gruppo di lavoro che ha lo scopo di incrementare il numero di docenti specializzati per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per diminuire il divario tra il numero di insegnanti di sostegno in servizio e il numero di insegnanti in servizio su posto di sostegno in possesso di specializzazione, formando al contempo un pool di esperti che potranno essere “ambasciatori” della cultura dell’inclusione sul territorio. Nelle prossime settimane sarà attivato il corso di aggiornamento e formazione professionale “Esperto nei processi di inclusione scolastica” al Dipartimento di filosofia e scienze dell’educazione dell’Università degli studi di Torino”Il protocollo è volto a migliorare la formazione dei docenti che si occupano degli studenti disabili” commenta la consigliera Barbara Azzarà. “Un’intesa della quale Città metropolitana di Torino è particolarmente soddisfatta, perché unisce l’esigenza dell’aggiornamento per i nostri insegnanti all’attenzione indispensabile per gli alunni che più hanno bisogno di un sostegno qualificato”.

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Vaccini agli insegnanti: AstraZeneca, l’Italia sospende l’utilizzo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

Sulle vaccinazioni anti-Covi19 del personale, Anief chiede quindi la massima trasparenza. Su tutte le vaccinazioni fatte, sulle possibili conseguenze a chi si è sottoposto al vaccino, sul breve e sul lungo periodo. E sulle vaccinazioni da fare. Il giovane sindacato ribadisce inoltre la necessità impellente di allestire il prima possibile il già annunciato tavolo specifico con i rappresentanti del ministero dell’Istruzione, del Comitato tecnico scientifico e delle Regioni per monitorare gli andamenti dei contagi da Covid19. E, alla luce degli ultimi fatti riguardanti gli effetti collaterali, anche per rendicontare gli andamenti delle vaccinazioni.Come Francia e Germania, anche il nostro paese ferma la somministrazione delle dosi in via precauzionale. Sulle vaccinazioni anti-Covi19 del personale, Anief chiede quindi la massima trasparenza. Su tutte le vaccinazioni fatte, sulle possibili conseguenze a chi si è sottoposto al vaccino, sul breve e sul lungo periodo. E sulle vaccinazioni da fare. Il giovane sindacato ribadisce inoltre la necessità impellente di allestire il prima possibile il già annunciato tavolo specifico con i rappresentanti del ministero dell’Istruzione, del Comitato tecnico scientifico e delle Regioni per monitorare gli andamenti dei contagi da Covid19. E, alla luce degli ultimi fatti riguardanti gli effetti collaterali, anche per rendicontare gli andamenti delle vaccinazioni

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Concorso per studenti e insegnanti in diretta web

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2021

Si svolge oggi a partire dalle ore 16 la premiazione del concorso “Ci basta un pianeta” dedicato a studenti e insegnanti delle scuole secondarie di tutto il territorio metropolitano. L’iniziativa è stata promossa dalla Città metropolitana di Torino, dal Museo A come Ambiente di Torino (MAcA), e dal Politecnico di Torino – Innovation Design Lab del Dipartimento di Architettura e Design. Il concorso si è posto l’obiettivo di sensibilizzare i giovani rispetto ai temi ambientali verso un cambiamento di abitudini utili a ridurre la propria impronta ecologica in una competizione fra gruppi di studenti e/o classi di scuole in gara, i Green Club, per la realizzazione di buone pratiche scolastiche e per valorizzare la cultura della sostenibilità. Il bando prevedeva la progettazione e la messa in campo di strumenti, azioni e attività finalizzate alle migliori buone pratiche scolastiche in 5 ambiti diversi. Oltre ai premi previsti, i partner hanno proposto azioni di supporto differenziate a tutte le scuole partecipanti al Bando di concorso: la Città metropolitana di Torino ha offerto le borracce da destinare a tutti gli allievi dei Green Club partecipanti, la distribuzione è in corso proprio in questi giorni; sono stati inoltre assegnati alle scuole iscritte 330 ingressi gratuiti al Museo A come Ambiente, utilizzabili entro il 23 dicembre di quest’anno; il Politecnico di Torino – Innovation Design Lab ha invece offerto un supporto metodologico agli studenti per la comunicazione e per il monitoraggio delle iniziative. I premi assegnati consistono in 3 monitor interattivi LED con carrello, 132 tablet, 7 armadi di ricarica sincronizzazione per tablet, 9 videocamere e 60 cardboard e sono stati consegnati presso le sedi delle scuole vincitrici del concorso, individuate da una apposita Commissione incaricata della valutazione. Alla cerimonia di premiazione, moderata dal giornalista scientifico Andrea Vico, interverrà la Consigliera delegata all’Ambiente della Città metropolitana Barbara Azzarà. Per seguire l’evento in diretta su piattaforma Webex, con iscrizione obbligatoria, occorre collegarsi al seguente link: https://bit.ly/3bY5xlN By Carlo Prandi.

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Vaccini somministrati agli insegnanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

I vaccini che saranno somministrati agli insegnanti e al personale scolastico garantiscono una efficacia sufficiente al raggiungimento dell’immunità del sistema scuola e Università. È quanto sostiene Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma, a proposito dell’annunciata accelerazione del piano vaccini che, in anticipo rispetto a quanto programmato, permetterà già nei prossimi giorni di avviare la Fase 3 (che coinvolge il personale scolastico e universitario docente e non docente, ma anche altre categorie considerate maggiormente a rischio come le forze dell’ordine, il personale e gli ospiti delle carceri e altre) in parallelo alla Fase 1. “I dubbi sull’efficacia del vaccino riservato al personale scolastico e universitario docente e non docente – ha spiegato la professoressa Susanna Esposito – sono legittimi. Tuttavia, l’accelerazione del piano vaccinale che permette di anticipare i tempi è una buona notizia. Seppur in attesa di definire l’impatto che i nuovi vaccini avranno sul contagio, non c’è dubbio sul fatto che il loro impiego permetterà di raggiungere una sorta di immunità del sistema scuola e Università, assolutamente prioritaria in questa fase”.Si all’impiego nel vaccino nelle scuole e nelle Università anche al di sotto dei 55 anni. Nessun dubbio sull’efficacia dei nuovi vaccini e nessun rischio per la salute delle persone. “Il personale scolastico – continua la professoressa Esposito – ricopre un enorme ruolo sociale, non inferiore a quello dei medici e del personale sanitario. È assolutamente prioritario garantire a questa categoria la protezione dai rischi di contagio, così come è necessario rispondere ai dubbi e rassicurare gli indecisi sia sull’efficacia della somministrazione, sia sulla sicurezza dei vaccini sgomberando il campo da pregiudizi e fake news. Come gli altri vaccini, anche quelli per il Covid, indipendentemente dal tipo, possono procurare all’indomani della somministrazione effetti collaterali prevalentemente lievi e locali nella sede di iniezione, senza che esista alcun rischio per la salute delle persone”.Il piano vaccinale non rappresenta l’unica arma a disposizione per garantire il regolare svolgimento delle lezioni da qui alla fine dell’anno scolastico. Secondo la prof.ssa Esposito, infatti, è necessario integrare l’azione di monitoraggio, in particolare avviare un maggior numero di test rapidi su tamponi tra la popolazione studentesca. “Ѐ ormai confermato – spiega la professoressa Esposito – che la trasmissione di SARS-CoV-2 è sostenuta principalmente dai gruppi di età 20-49 anni e che questa fascia di popolazione continua ad essere quella che contribuisce in modo deciso alla diffusione del virus. Ne è prova che la riapertura della scuola non ha comportato un aumento sostanziale delle morti attribuibili a COVID-19. I ragazzi dei licei si sono ammalati soprattutto nelle attività extra-scolastiche. È, tuttavia, importante affiancare al piano di vaccinazione del personale scolastico, quella di monitoraggio tra gli studenti, aumentando l’attività di contact tracing e rendendo sistematici i test e i tamponi tra la popolazione studentesca”.

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Scuola: A settembre tutti gli insegnanti in classe?

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato rappresentativo, traccia il percorso da attuare per coprire in tempi ristretti le oltre 200 mila cattedre annuali con l’inizio del nuovo anno scolastico, così come illustrato dal presidente incaricato Mario Draghi ai partiti politici durante il secondo giro di consultazioni in vista della formazione del Governo: “Bisogna assumere tutti i candidati inseriti nelle graduatorie vigenti entro luglio e prevedere un canale riservato per i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, esattamente come ci chiede l’Europa”, dichiara Pacifico. A questo proposito, è di pochi giorni fa la notizia dell’accoglimento – da parte del Comitato dei diritti sociali europei – del ricorso n. 146/2017 che ha detto sì a decine e decine di migliaia di precari che protestano per l’ingiusta reiterazione dei contratti a termine a cui sono sottoposti a ogni inizio d’anno scolastico, in pieno contrasto con la direttiva, la 1999/70/CE, che l’UE ha emesso proprio per assumere in modo automatico tutti i precari storici.

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Vincolo quinquennale insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Tutti i docenti titolari sul sostegno sono soggetti al vincolo quinquennale su questa tipologia di posto. Questi docenti, infatti, sono obbligati a rimanere sul sostegno per 5 anni a decorrere dall’anno scolastico di immissione in ruolo su questa tipologia di posto o dall’anno scolastico in cui ottengono il trasferimento da posto comune a sostegno. Come chiarisce l’art. 23 comma 7, infatti, “Il trasferimento ai posti di tipo speciale, ad indirizzo didattico differenziato e di sostegno comporta la permanenza per almeno un quinquennio a far data dalla decorrenza del trasferimento su tali tipologie di posti”. Fanno eccezione a questo vincolo soltanto i docenti trasferiti a domanda condizionata, in quanto soprannumerari da posto comune o cattedra a posto di sostegno. Pertanto questi docenti conservano titolo alle precedenze previste nell’art. 13 punti II) e V) del CCNI, riguardanti il rientro con precedenza nella scuola (II) e nel comune (V) di precedente titolarità e potranno chiedere trasferimento anche per posto comune. Su questo punto, l’Anief non ha dubbi: costringere a rimanere 60 mesi sulla cattedra di sostegno è troppo

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Vaccini e priorità. Dopo i sanitari, buoni motivi per anziani, insegnanti e studenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Vaccinato tutto il personale sanitario pubblico e privato (coinvolgendo anche quest’ultimo nel piano nazionale vaccini), la cui necessità di immunità crediamo non sia in discussione, ci sarebbero buoni motivi per alcune priorità. Gli anziani in quanto soggetti più deboli e colpiti dalla pandemia. Tocca all’autorità stabilire da quale età in poi (75/80?). Tutti gli insegnanti, e il personale scolastico. Gli studenti da 14 anni in poi, dalle scuole superiori fino all’università inclusa (25 anni?). Le motivazioni che la scuola a distanza (DAD), pur nella sua temporanea utilità sanitaria, sia un disastro, sembra che siano un dato di fatto. Come i contagi che aumentano a scuole aperte. La formazione scolastica è determinante per il prossimo presente e futuro: chi nei prossimi anni farà muovere il Paese umanamente, socialmente ed economicamente, è bene che abbia avuto meno conseguenze possibili dalla pandemia. Da questi soggetti dipenderà il futuro degli attuali “adulti” e dei bimbi che oggi comunque vanno a scuola in presenza. Un investimento sul presente con la prospettiva di danni minori per il futuro.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Si è chiuso un anno che ha messo a dura prova studenti, insegnanti

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2021

Ata, dirigenti scolastici e la scuola tutta: l’emergenza Covid-19 ha dettato legge e ha portato in primo piano temi come la didattica a distanza, i rischi per la salute, l’esigenza di organici aggiuntivi. In un momento in cui i capi d’istituto sono stati caricati di ulteriori oneri e responsabilità, il giovane sindacato ha portato avanti battaglie per tutelate il loro operato. Lo ha fatto presentando emendamenti in Parlamento, attraverso consulenza garantita ai propri soci, con webinar tematici di supporto e formazione tenuti da esperti. Anche grazie all’azione di Udir è stato infatti possibile recuperare 3mila plessi scolastici, salvare le piccole scuole con 300 alunni nelle isole e in zone di montagna, mantenendo altrettante dirigenze scolastiche e quindi la preziosa autonomia. Marcello Pacifico, presidente Udir riconfermato da pochi giorni leader del sindacato per altri 4 anni, ha affermato che “la nostra costante azione ha avuto come fine ultimo quello di sostenere le attività dei dirigenti scolastici, fare sentire loro il nostro supporto. Lotteremo fino a quando sarà realizzato uno scudo penale. Non ci fermeremo, lotteremo sempre e saremo al loro fianco. Ci auguriamo un anno luminoso, in cui la scuola possa ripartire in presenza e sicurezza, azzerare i propri problemi e rinascere”.

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Nessuna fuga di insegnanti al Sud. Anief: tanto rumore per nulla

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2020

In questi ultimi giorni si è parlato, anche a sproposito, della fuga al Sud dei professori, con scuole a rischio chiusura a seguito dei troppi permessi richiesti dai docenti il 19 dicembre per evitare, in vista delle festività natalizie e lo stop dell’attività didattica fino almeno al 6 gennaio, il possibile blocco degli spostamenti imposti dal Governo con l’ultimo Dpcm per evitare una nuova impennata di contagi da Covid19. Una richiesta dovuta alla confusione determinatasi dal succedersi delle norme e dal timore che lo spostamento tra le regioni potesse diventare problematico. Anief ritiene che lo spostamento territoriale dei docenti è un atto più che comprensibile, dovuto al timore di rimanere bloccati lontani dai loro affetti. Un diritto, quello al ricongiungimento della famiglia, che non si può certamente negare anche perché garantito costituzionalmente. Ma il problema andrebbe affrontato anche da un altro punto di vista: in particolare, quello di risalire alla motivazione che ha lasciato decine di migliaia di docenti a centinaia di chilometri dai propri cari. Una costrizione gratuita, derivante dalla Legge del 20 dicembre 2019, che diventa paradossale in presenza di posti vacanti e disponibili, ancora di più in piena emergenza epidemiologica.“Per questi motivi – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – abbiamo fatto presentare due emendamenti specifici alla Legge di Bilancio 2021per cancellare il vincolo dei cinque anni nel chiedere la mobilità territoriale. Lo abbiamo detto diverse volte: bisognava fare di tutto per evitare che i cittadini si debbano mettere in viaggio, proprio eliminando il problema alla fonte. Soprattutto in presenza di posti di lavoro vacanti e disponibili”.Sugli spostamenti pre-natalizi di un numero importante di docenti serve fare un po’ di chiarezza. “In verità – scrive oggi Orizzonte Scuola – l’insegnante che mantiene la residenza o il domicilio nella propria regione potrà spostarsi anche il 23 e 24 dicembre, senza restrizioni se non quelle sanitarie obbligatorie previste dalla regione in cui si rientra (come in Sicilia)”. Per quanto riguarda il versante didattico, bisognerebbe inoltre verificare caso per caso e quindi stilare una statistica di come l’assenza degli insegnanti potrà incidere sul percorso didattico.“Nella scuola primaria ad esempio – scrive ancora la rivista specializzata – è possibile che sia già configurato un “cambio” delle ore e quindi le attività di fatto risultano essere quelle di sempre. Così come è possibile che per quelle giornate fossero già programmate attività legate al Natale e dunque una progettualità che esula dalla normale “didattica”. Per non parlare delle scuole secondarie di II grado, dove è prassi utilizzare l’ultimo giorno di lezione per l’assemblea di istituto, da svolgere quest’anno a distanza ma non per questo meno importante dal punto di vista dei diritti degli studenti”. Anief ricorda che il vulnus risiede principalmente nell’insensibilità del legislatore e ministero dell’Istruzione verso decine di migliaia di dipendenti della scuola assunti nei ruoli dello Stato a centinaia di chilometri dalle loro famiglie. Qualora gli emendamenti Anief per superare il problema non siano approvati nella Legge di Bilancio, ci rivolgeremo ancora con più vigore in tribunale, con ricorsi ad hoc, perché il diritto al ricongiungimento non venga meno.

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“Dialoghi sull’educazione linguistica: prospettive sulla formazione insegnanti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Questo il titolo del ciclo di sette webinar, organizzato dalla Società DILLE (Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa) e dal Laboratorio di Glottodidattica dell’Università di Parma che prenderà il via il 5 novembre, per poi tenersi tutti i giovedì, fino al 17 dicembre. L’obiettivo è confrontare i punti di vista dei diversi settori scientifico-disciplinari impegnati nella formazione degli insegnanti.Durante gli incontri, rappresentanti di due o più associazioni e istituzioni dialogheranno sui temi proposti nel programma con al centro l’educazione linguistica nella formazione degli insegnanti.Nel dettaglio, il 5 novembre si parlerà delle prospettive sulla formazione degli insegnanti insieme a membri del CUN di Area 10, il 12 novembre il dialogo riguarderà l’educazione linguistica, il 19 novembre l’educazione plurilingue, il 26 novembre l’educazione linguistica in presenza di BES, il 3 dicembre la didattica dell’inglese come lingua franca, il 10 dicembre la valutazione degli apprendimenti linguistici e il 17 dicembre la formazione dei docenti in CLIL. Tutti i seminari si terranno dalle 17.30 alle 19.Dopo gli interventi degli esperti, si aprirà il dialogo con il pubblico.I webinar saranno moderati dal prof. Marco Mezzadri, delegato del Rettore per la formazione iniziale e in servizio degli insegnanti e coordinatore del Laboratorio di Glottodidattica.Alla conclusione del ciclo di webinar, i partecipanti che avranno seguito almeno 5 incontri riceveranno un attestato di partecipazione.

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Il ministero dell’Istruzione blocca le assunzioni annuali dei 70 mila insegnanti e Ata

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Avrebbero costituito il personale aggiuntivo finanziato in parte con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e con il decreto-legge n. 34 del 2020, introdotti proprio per fronteggiare l’emergenza coronavirus, in particolare nelle scuole dove le classi sono state sdoppiate per mantenere i distanziamenti fisici di almeno un metro imposti dal Comitato tecnico scientifico. Dopo che gli istituti scolastici, sulla base del numero indicato dai propri Uffici territoriali, hanno nei giorni scorsi provveduto ad assumere gli insegnanti e Ata autorizzati, è delle ultime ore la “doccia fredda”, sotto forma di circolare, inviata dal Ministero ai presidi di tre regioni: a causa di non meglio specificate difformità tra i calcoli fatti dal Mi e quelli del portale degli stipendi della Pubblica amministrazione, i dirigenti sono stati invitati a fermare questo genere di assunzioni. “L’incidente che coinvolge proprio una delle misure «finalizzate a consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 – dice sempre Il Corriere della Sera – è stato commesso dal Ministero dell’Istruzione lo scorso agosto quando ha inviato agli uffici scolastici la tabella di calcolo che non corrisponde alla «spesa calcolata dal sistema NoiPa», il servizio degli stipendi della pubblica amministrazione. In attesa che il ministero, di concerto con il Mef, elabori le divisioni corrette dei fondi a disposizione, «si chiede di sospendere a decorrere l’attivazione degli incarichi temporanei del cosiddetto organico Covid non ancora perfezionati». Anief ricorda che l’inquadramento dei docenti-Covid è stato istituito dall’art. 231-bis della Legge 17 luglio 2020, n. 77 e quindi indicato nella lettera b) dello stesso articolo 231 bis del decreto-legge n. 34 del 2020, con la quale si dispone di “attivare ulteriori incarichi temporanei di personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni, non disponibili per le assegnazioni e le utilizzazioni di durata temporanea. In caso di sospensione dell’attività in presenza, i relativi contratti di lavoro si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo”. Successivamente, con una doppia nota di chiarimento del capo dipartimento Max Bruschi, la n. 1843 del 13 ottobre e la nota, la n. 1870 del giorno successivo, il ministero dell’Istruzione ha chiarito che tali docenti rientrano a pieno titolo nell’organico dell’autonomia, non possono essere utilizzati esclusivamente per le supplenze del personale assente ed essere collocati per fare sostegno agli alunni disabili, ma soprattutto in caso di lockdown potranno operare in smart working. Quindi, non potranno essere licenziati. Sempre che vengano assunti.

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Scuola: nel prossimo anno più insegnanti, meno precari

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

Tra i tanti allarmi che vengono lanciati da più parti e su più versanti riguardo al buon andamento dell’anno scolastico alle porte, dalla carenza di aule al ritardo dei nuovi banchi, si sente dire da mesi che questo sarà l’anno del record del precariato nella scuola, con un’esplosione dei contratti a tempo determinato, “zero assunzioni a tempo indeterminato”, e così via.Sarà così? In realtà mettendo in fila i vari provvedimenti che si sono susseguiti in tema di organici, emerge che mentre il numero di insegnanti nel cosiddetto organico di fatto aumenterà (ci saranno quindi più insegnanti in cattedra), i docenti precari saranno significativamente meno dell’anno scorso, sia in valore assoluto sia come incidenza percentuale, se si escludono i maggiori posti creati per il Covid (che non possono che essere a tempo determinato, data la temporaneità dell’esigenza).
Insomma se si mette a confronto in termini omogenei l’organico dello scorso anno scolastico determinato dall’ex ministro Marco Bussetti, governo gialloverde, con quello che si profila quest’anno, ministra dell’istruzione Lucia Azzolina nel governo giallorosso, risulta che il tasso di insegnanti precari scenderà dal 22,3% al 20,8%. Altro quindi che precariato record: pur mantenendosi a un livello alto (molto grave in particolare la situazione del sostegno, in cui quasi la metà dei posti sono “in deroga”, ossia precari) ci sarà una riduzione non da poco in un solo anno, che potrebbe segnare un’inversione di tendenza. Ciò non significa che non si farà fatica a coprire alcune tipologie di cattedre vacanti, ma questo è un altro fenomeno.
Per Tuttoscuola hanno un effetto immediato di stabilizzazione del personale con nomina in ruolo dal 1° settembre 2020 quasi centomila persone (97.223): 84.808 docenti nominati dalle GAE (Graduatorie ad esaurimento) e da Graduatorie di merito (GM) di preesistenti concorsi, 472 docenti di religione cattolica dalle GM del primo concorso, 91 unità di personale educativo, 11.323 unità di personale ATA.
Anche questi 97.223 vanno ad occupare subito altrettanti posti esistenti, senza incremento del numero di cattedre; tuttavia, rispetto alle ordinarie immissioni in ruolo che si effettuano ogni anno, quest’anno in via straordinaria le nuove nomine andranno a ricoprire quasi tutti i posti vacanti, riducendo sensibilmente la quota di precariato. Un fatto inedito in queste proporzioni.Non si ricorda a memoria una stabilizzazione dei posti vacanti della dimensione uguale a quella decisa dal Consiglio dei ministri (sfiora il 100%), se non quella della Buona Scuola che implicava, però, altri aspetti eccezionali.Un risultato forse figlio dell’emergenza che ha convinto il MEF ad accogliere quasi in toto la richiesta della ministra dell’istruzione Azzolina di assicurare il massimo di stabilità ai posti esistenti vacanti. Un maxi reclutamento reclamato a gran voce dai sindacati della scuola e anche dall’opposizione che, con la Lega in testa, aveva chiesto il massimo possibile di stabilizzazione.
Dopo avere stabilizzato quasi tutti i posti vacanti, rimarranno senza titolare i posti dei concorsi che si svolgeranno nei prossimi mesi, relativamente alla quota prevista per il 2020-21 (circa 18 mila posti accantonati che per quest’anno saranno assegnati in supplenza annuale – contratto fino al 31 agosto- ad altrettanti docenti precari).L’anno scorso i supplenti annuali nominati su un posto vacante privo di titolare sono stati (secondo una documentazione della Cisl scuola) 38.241.Rispetto ai supplenti annuali di quest’anno (poco più di 18 mila), la differenza (in meglio) è di circa 20 mila supplenti annuali in meno.L’anno scorso i supplenti nominati fino al 30 giugno invece sono stati 149.624.Per quest’anno quel numero potrebbe essere confermato con l’incremento di 7-10 mila posti su sostegno in deroga. L’anno scorso, i supplenti annuali e fino al 30 giugno sono stati complessivamente 187.865; quest’anno potrebbero essere oltre 10 mila in meno. (fonte: tuttoscuola.com in abstract)

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Come creare reti WiFi affidabili nelle scuole per studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Entro il 30 settembre 2020, insegnanti, personale IT e dirigenti scolastici dovranno scegliere come utilizzare le risorse stanziate dal Decreto Rilancio che include anche, ad esempio, le spese relative all’acquisto e/o noleggio e leasing di hardware, comprensivi di servizi di installazione e formazione per utilizzo, servizi di manutenzione di hardware, software e altri sistemi informatici e acquisto licenze software.In ambito connettività, Netgear, offre sia per l’ambiente domestico sia per quello lavorativo, soluzioni in grado di rispondere in maniera puntuale alle esigenze attuali e del futuro del mercato.
Il portafoglio Netgear comprende infatti soluzioni hardware come access point wireless avanzati e semplici da gestire che possono essere combinati e abbinati a switch, router e storage di rete per offrire agli istituti scolastici le funzionalità WiFi necessarie per lo svolgimento di lezioni, invio compiti e archivio. Soddisfano anche tutte le altre esigenze legate al WiFi: rete WiFi estesa e aperta a tutti, velocità, sicurezza integrata per proteggere studenti e dati riservati, una facilità di installazione che non richiede interventi strutturali e, soprattutto, investimenti minimi di capitale. Oltre alla facilità d’uso dell’hardware è importante per le scuole poter fare affidamento su soluzioni software che semplifichino la gestione della rete WiFi da parte del responsabile IT e installatori. Netgear Insight Pro è la soluzione cloud-based che permette ai responsabili IT di scuole, anche su più sedi, installatori e rivenditori di gestire le reti completamente da remoto, senza la necessità di recarsi fisicamente a scuola: questo significa che installazioni, diagnostica, risoluzione dei problemi, analisi e persino modifiche alle configurazioni possono essere gestite ovunque ci si trovi, sia via web che persino da uno smartphone.

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Bisogna bandire un nuovo concorso straordinario per reclutare gli insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Scatta subito la polemica, sarebbero esclusi i docenti inseriti nelle altre graduatorie. Mentre l’ufficio legale di Anief continua a raccogliere le adesioni ai ricorsi per far partecipare ai concorsi attuali banditi ordinari nella scuola secondaria, infanzia-primaria e straordinari nella scuola secondaria, chi ha presentato domanda di accesso al TFA V ciclo. Anche la senatrice Angrisani (M5S), relatrice dell’AS 1774 presso la VII Commissione del Senato – si rende conto della necessità di reclutare il più alto numero di insegnanti di sostegno possibile ma ancora una volta la soluzione pensata si ritrova insoddisfacente. L’emendamento oltre a non affrontare il problema del precariato degli insegnanti con anni di servizio, ad escludere personale già specializzato, comunque produrrebbe i nuovi ruoli fra due o anche tre anni, quando il prossimo anno, invece, la scuola italiana ha bisogno di 40 mila docenti di sostegno in cattedra. Sarà chiamato ancora una volta chi non ha una specializzazione, mentre ci saranno migliaia di immissione in ruolo andate a vuoto come negli anni passati. Ecco perché il sindacato conferma i ricorsi promossi attraverso gli attuali bandi di concorso per far partecipare chi vuole iscriversi al V TFA sostegno le cui prove di accesso sono state rinviate a fine settembre.

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Il Papa prega per studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Il Pontefice dice di stare vicino ai docenti “che devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche”. La viceministra all’Istruzione si sofferma sullo svilimento della professione degli insegnanti che continuano ad essere “bistrattati”. Anche studenti e famiglie si dicono grati a chi sta facendo i salti mortali, anche con mezzi tecnologici di fortuna, a proprie spese e di notte, per portare avanti l’offerta didattica. Marcello Pacifico (Anief): “Cosa altro dobbiamo attendere per dare il giusto merito ai nostri straordinari insegnanti, che con il personale Ata e i dirigenti scolastici, anche senza avere indicazioni tempestive e chiare dall’amministrazione, stanno portando avanti la didattica online? Perché, invece, di essere stabilizzati i nostri maestri vengono addirittura licenziati, pure dopo essere stati immessi in ruolo? Appena terminata questa emergenza, il Governo convochi i sindacati per arrivare a sottoscrivere un contratto che dia finalmente il giusto merito, economico e organizzativo, a questi professionisti della formazione che operano in silenzio sempre e comunque”.È diventata ancora più forte l’attenzione delle massime istituzioni per la scuola: oggi, Papa Francesco, nell’introduzione della messa a Santa Marta, ha dedicato un pensiero ad alunni e docenti, alle prese con lockdown imposto dall’emergenza coronavirus. “Preghiamo oggi – ha detto il Pontefice – per gli insegnanti che devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche. E preghiamo per gli studenti che devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati”.

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