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Posts Tagged ‘insetti’

Capire come le piante carnivore catturano la preda aiuta a sviluppare nuovi materiali

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Le piante carnivore possono essere una fonte di ispirazione per nuovi materiali dotati di proprietà meccaniche molto particolari. Questo è quanto è emerso dallo studio che ha ottenuto la copertina di PNAS, pubblicato da un gruppo di ricercatori del Centro della Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università degli Studi di Milano, che ha analizzato i meccanismi tramite i quali una di queste piante, Drosera capensis, chiude le sue foglie attorno agli insetti – rimasti appiccicati alle sue superfici – per poi digerirli.Le piante carnivore affascinano gli scienziati da molto tempo, tanto che lo stesso Charles Darwin ha scritto un libro su di loro. Gran parte della ricerca che le riguarda si è concentrata sui processi biochimici che ne regolano il movimento delle foglie. Così facendo sono state identificate diverse molecole, fra le quali anche gli ormoni vegetali, che vengono attivate dalla presenza di una preda inducendo a loro volta la chiusura della foglia attorno a essa. Quali siano le forze meccaniche che, in Drosera capensis, consentono questo processo, non è però ancora chiaro. Altre piante carnivore sono in grado di accumulare energia elastica che viene poi rilasciata con movimenti estremamente rapidi, ma D. capensisnon agisce così: le sue foglie, infatti, ci mettono dai venti minuti alle tre ore per chiudersi, il che suggerisce che il processo fisico coinvolto sia diverso.I ricercatori del CC&B sulla traccia di Darwin ma usando tecniche sofisticate, hanno studiato come la foglia della pianta di Drosera capensisè in grado di piegarsi quando viene stimolata, per esempio con una goccia di latte. L’approccio è stato interdisciplinare e ha combinato studi di biofisica con la microscopia di struttura della foglia, l’analisi quantitativa di fattori come l’auxina coinvolti nella crescita delle cellule e simulazioni al computer che hanno consentito la realizzazione di un metamateriale che racchiude tutte le proprietà biologiche osservati nella pianta. Questo studio oltre ad aver dato la possibilità di creare un nuovo materiale ha consentito anche di comprendere che il meccanismo utilizzato dalla foglia per piegarsi sulla preda è legato alle proprietà strutturali delle cellule che compongono la foglia. “Mi è capitato di leggere con attenzione cosa aveva scritto Darwin sulle piante carnivore/insettivore e sono stata affascinata da come potessero piegarsi e su come la natura era capace di creare meccanismi così sofisticati” ha detto Caterina La Porta, professoressa di patologia generale al Dipartimento di scienze e politiche ambientali dell’Università di Milano e ideatrice e coordinatrice di questa ricerca. “Come patologa generale”, continua Caterina La Porta “voglio capire i meccanismi che usa la natura e comprendere come funzionano le piante carnivore è stata una sfida incredibile che mi ha aiutato a capire meglio come la natura combina proprietà meccaniche e biochimica per raggiungere i suoi obiettivi”.“Una strategia simile può essere sfruttata per sviluppare altri metamateriali – cioè materiali artificiali dotati di proprietà in genere non presenti in natura – in grado di mutare forma” aggiunge Stefano Zapperi, professore di fisica teorica al Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano e secondo coordinatore dello studio. Questi nuovi metamateriali ispirati alle piante potrebbero venir utilizzati come componenti nella cosiddetta “soft robotics”. (fonte: https://doi.org/10.1073/pnas.1904984116 by PNAS)

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Punture di insetti e morsi di animali: cosa fare?

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Dai ragni alle zecche, dalle zanzare alle pulci, dalle cimici agli imenotteri, passando per le meduse e le tracine, fino ad arrivare alle vipere. Al mare come in montagna, in Italia come in Paesi esotici, in estate sono sempre più frequenti le punture di insetti e i morsi di animali che, se non curati correttamente, possono rappresentare un rischio per la salute. L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) fornisce, quindi, alcune raccomandazioni utili per affrontare incontri (non proprio desiderati) con insetti e altri animali.Qui di seguito le raccomandazioni di WAIDID per affrontare brutti con insetti e altri animali
RAGNI Sebbene il 98-99% dei loro morsi sia innocuo, nei casi restanti il morso comporta ferite necrotiche, tossicità sistemica e, più di rado, la morte. Se la lesione non causa sintomi troppo intensi, per limitare i disagi si possono attuare delle semplici manovre di pronto soccorso (es. applicazione di ghiaccio, riposo e sollevamento dell’arto). Nel caso in cui si sviluppi una reazione più grave (allergia o tossicità sistemica), è consigliabile richiedere l’intervento medico immediato. In Italia, le specie il cui morso è di importanza medica per l’uomo sono principalmente tre: Il Loxosceles rufescens, comunemente chiamato “ragno violino” per via di una macchia scura presente sul dorso a forma di violino (Sardegna, Sicilia e isole minori) ; Lycosa tarentula, o tarantola, ragno ricoperto di peli neri e marroni (si trova nel centro e sud italia); Latrodectus mactans, conosciuto anche come “vedova nera”(soprattutto nel Nord America) .
ZECCHE. La caratteristica della zecca è quella di inserirsi sottopelle. Per questo la prima cosa da fare è procedere con la sua rimozione attraverso una procedura ben precisa. E’ opportuno afferrare la zecca con una pinzetta dalle punte sottili. Il movimento volto ad estrarre il parassita non dovrà essere deciso, bensì continuo e rotatorio. In alcuni casi, potrebbe rimanere comunque qualche traccia della zecca che andrebbe rimossa, in tempi brevi, mediante un ago sterile. Una volta eliminata, è opportuno disinfettare l’area interessata dal morso e tenerla sotto costante osservazione per un mese. La puntura di zecca può trasmettere all’uomo malattie molto pericolose. Un esempio ne sono la malattia di Lyme (diffusa in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige) e la meningoencefalite da zecche (diffusa in Veneto e, in generale, nell’Europa settentrionale e centro orientale).
ZANZARA TIGRE Nel nostro Paese Aedes albopictus (zanzara tigre, caratterizzata dal corpo nero a bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome), attiva al mattino presto e al tramonto da marzo fino all’inizio di dicembre, è vettore di malattie come la febbre di Chikungunya e la Dengue, che possono manifestarsi con sintomi simil-influenzali o con manifestazioni neurologiche. La terapia è esclusivamente sintomatica.
PULCI Le punture delle pulci degli animali domestici (es. gatti e cani) nell’uomo provocano delle piccole lesioni di tipo eritemato-pomfoide che circondano il punto in cui la pulce ha morso l’ospite. Sembrano prediligere gli arti inferiori. Eventualmente, per ottenere sollievo, è possibile fare impacchi di ghiaccio sulle lesioni. Tuttavia, se i pomfi o le vescicole derivanti dalle punture delle pulci sono particolarmente fastidiose, possono essere utilizzati cortisonici per uso topico. In caso di reazioni allergiche sistemiche, si possono antistaminici per uso topico o sistemico. Fondamentale è la prevenzione con trattamenti antiparassitari negli animali domestici e, in caso di infestazioni da pulci in casa, è opportuna una adeguata disinfestazione effettuata da aziende specializzate.
CIMICI DA LETTO Comuni negli alberghi, si annidano in punti nascosti tra materassi e cuscini, ma talvolta anche in divani e poltrone. Causano punture molto fastidiose, anche se in pochi giorni spariscono. Chi soffre di allergia alla saliva delle cimici, può sviluppare bolle e lesioni difficili da guarire. Per eliminarle definitivamente, si raccomanda di fare una lavatrice di vestiti e indumenti vari a 90°.
IMENOTTERI Nel caso di punture di api, vespe e calabroni, se ancora presente il pungiglione, è necessario provvedere alla sua rimozione entro 20 secondi controllando che non rimangano residui. Impacchi di ghiaccio, da applicare per almeno 20 minuti, saranno utili per lenire il dolore e diminuire l’infiammazione. Lavare poi con acqua fredda. È utile anche identificare, se possibile, l’insetto responsabile. Nel caso in cui tali precauzioni non siano sufficienti, sarà necessaria la somministrazione di cortisonici per uso topico ed eventualmente antistaminici per via orale. Va valutata la possibilità di reazioni allergiche. Se il paziente presenta orticaria ed edema, potrà essere trattato solo con un ciclo orale di antistaminici e steroidi e dovrà essere tenuto sotto osservazione per almeno 4 ore. Se la situazione si presenta in modo più severo, ovvero con crisi respiratorie o dolori addominali, il farmaco di prima scelta è rappresentato dall’adrenalina.
VIPERA Le vipere italiane hanno un morso che risulta fatale soltanto nello 0,1% dei casi e quasi sempre la mortalità dipende da complicazioni collaterali come reazioni allergiche, infarti o ictus e non dall’effetto diretto del veleno. Le vipere del Trentino e quelle dell’Appennino tosco-emiliano generalmente hanno un veleno più concentrato. La persona morsa deve evitare qualsiasi movimento perché questo velocizzerebbe la distribuzione del veleno nell’organismo. Per questo, la posizione ideale è quella supina. La porzione di cute interessata deve essere lavata con acqua e sapone, poi disinfettata con soluzioni prive di alcol dal momento che questo aumenta la tossicità del veleno. Se il morso è localizzato nell’arto superiore, è consigliabile sfilare anelli e bracciali o orologi prima della comparsa del gonfiore. Deve essere poi applicato un laccio a circa 5-6 cm a monte della ferita per fermare la circolazione linfatica che veicola il veleno. Attenzione però a non stringere eccessivamente il laccio (deve poterci passare un dito) perché si corre il rischio di bloccare la circolazione sanguigna. Sulla zona del morso può essere applicato del ghiaccio. Si possono somministrare bevande eccitanti come the o caffè perché aiutano ad evitare un pericoloso calo pressorio. Indispensabile è il trasporto dell’infortunato al Pronto Soccorso (muovendolo il meno possibile!).
MEDUSA Le punture di medusa provocano bruciore e prurito intenso, mentre sulla pelle rimane una zona eritematosa ed edematosa con possibile formazione di una bolla. Dopo una puntura di medusa, è necessario disinfettare con acqua di mare e poi con bicarbonato medicando, poi, la parte con un gel a base di cloruro d’ alluminio. La stessa cura può risultare efficace anche in caso di contatto con le attinie o anemoni di mare. Non usare ammoniaca, limone, aceto, o alcol. Non strofinare o grattare perché si corre il rischio di mandare in circolo le tossine rilasciate. Non utilizzare pinzette per rimuovere eventuali frammenti di tentacoli perché la lacerazione di tessuti provocherebbe la fuoriuscita di tossine. Non disinfettare con acqua dolce, troppo fredda o ghiaccio.
TRACINA (O PESCE RAGNO) Tipiche dei fondali sabbiosi da 2 a 50 metri di profondità, può capitare che, passeggiando o giocando sul bagnasciuga, si poggi inavvertitamente una mano o un piede sui suoi aculei. Questi penetrano nella pelle e rilasciano una tossina che provoca un dolore immediato molto intenso, il punto di inoculazione del veleno si arrossa e si gonfia. Talvolta possono comparire formicolii, perdita di sensibilità nella parte interessata dalla puntura, nausea, vomito e febbre. Per alleviare il dolore bisogna sciacquare la parte colpita con acqua dolce. Procedere, eventualmente, con la rimozione degli aculei conficcati nella pelle. Poi, considerando che il calore distrugge il veleno e ne blocca la diffusione, è utile mettere il piede sotto la sabbia molto calda (o anche acqua calda): questo dona un’immediata sensazione di sollievo. Evitare assolutamente di applicare ghiaccio o ammoniaca. Il veleno della tracina non è considerato “pericoloso” per l’uomo, anche se il dolore intenso può sfociare in nausea, vomito e qualche linea di febbre, soprattutto nei più piccoli. (by GAS Communication)

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Cibi contaminati e scomparsa degli insetti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Secondo un rapporto dell’Università di Sidney il 41% delle specie di insetti è a rischio scomparsa; nel frattempo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – circa 420 mila persone all’anno (dati Fao, Oms e Unione Africana) muoiono per colpa del cibo contaminato. Questo quadro – continua Tiso – è chiaramente preoccupante; ma lo è ancora di più per la stagnazione delle istituzioni nazionali ed internazionali che evidentemente non ne colgono la gravità. A tal proposito, infatti, vanno ricordate le tante politiche agroalimentari create a discapito dei piccoli produttori agricoli con il fine di supportare la logica del profitto ad ogni costo delle multinazionali dell’agroindustria.Oggi più che mai serve una radicale inversione di tendenza e l’adozione di misure capaci di guardare al futuro delle prossime generazioni. Come Confeuro – conclude Tiso – rimaniamo estremamente convinti della necessità di puntare su un’agricoltura contadina, fatta di filiere sane, controllate, a Km zero e agroecologiche. Infatti è nella costruzione di questo nuovo mondo, in cui l’agricoltura non viene più vista solo come un semplice settore economico ma come una narrazione di vita, che si celano le speranze di quel cambiamento tanto auspicato.

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Insetti e grilli nel menu delle feste?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Cibo buono e di qualità. È questo binomio che da sempre rappresenta l’Italia a tavola, con la sua inconfondibile cucina ricca di varietà e tradizioni gastronomiche regionali che hanno saputo, e sanno tuttora, conquistare i palati più esigenti dovunque nel mondo. E se pasta e pizza non potranno essere mai davvero sostituiti nella nostra alimentazione, gli italiani cominciano tuttavia a confrontarsi anche con il novel food, che porta sulle nostre tavole nuovi alimenti, tra cui insetti e aracnidi come cavallette, grilli, coleotteri, bruchi e scorpioni.Gli insetti, ad esempio, sono alimenti ecosostenibili e ricchi di proteine e sono sempre più considerati come il vero cibo del futuro. Ma se al posto del tradizionale cappone natalizio, e dell’immancabile duo lenticchie-cotechino della notte di San Silvestro, gli italiani trovassero un menu a base di insetti? Rentokil Initial, azienda leader mondiale in disinfestazione e derattizzazione e in servizi per l’igiene, ha commissionato una ricerca a Doxa proprio per indagare il sentimento degli italiani rispetto all’entomofagia.Dall’indagine è emerso che oltre il 40% degli italiani ritiene che gli insetti possano essere uno dei cibi del futuro e sono in particolare i giovani tra i 18 e i 34 anni a dimostrare maggiore apertura (49%) contro il 63% degli over 55 che pensa che gli insetti non saranno mai accettati come alimenti in Italia.

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Aria di primavera in giardino: guida utile agli insetti buoni e cattivi

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

giardino-pensileL’agognata primavera è finalmente arrivata e con essa orti e giardini tornano rigogliosi, profumando l’aria e colorando strade e balconi. Le giornate più lunghe e il clima mite sono il periodo ideale per dedicarsi al giardinaggio, prendendosi cura delle piante e dei fiori del proprio terrazzo o, per chi è più fortunato, del proprio giardino.
Col risveglio della natura, la primavera è anche la stagione degli insetti che in tantissimi popolano i nostri giardini. Contrariamente a quanto si possa pensare, non tutti però sono da considerarsi delle minacce. Rentokil, tra i leader mondiali nel Pest Control, aiuta a riconoscere quali insetti siano davvero infestanti e quali invece benefici, se non addirittura salutari, per piante e ambiente.
Api vs Vespe. Una delle rivalità più conosciute è proprio quella tra api e vespe. Le api, oltre a produrre il miele, svolgono un ruolo fondamentale nell’impollinazione delle piante e di conseguenza sono essenziali per la conservazione della biodiversità e delle specie vegetali. La loro sopravvivenza dipende unicamente da fiori e sostanze vegetali e pungono di rado. Grazie al ruolo fondamentale che svolgono per l’ambiente, le api sono una specie protetta ed è quindi importante tutelarle e distinguerle dalle vespe.
Queste ultime, al contrario, non producono miele e si nutrono della carne di altri insetti, prediligendo sostanze alimentari zuccherine. Le vespe sono più aggressive delle api e per questo più pericolose per chi è allergico alle punture di questi insetti.
Crisopa vs Zanzare Tra gli insetti benefici che vengono spesso perseguitati, perché poco noti, troviamo la crisopa. Gli esemplari adulti di questo insetto presentano un colore verde chiaro, lunghe antenne e occhi luminosi color oro e misurano approssimativamente tra i 12 e i 20 mm di lunghezza. Scambiata spesso per infestante, la crisopa si nutre di polline e necessita di nettare o miele quale nutrimento della covata delle uova, è invece tra i principali predatori degli afidi (anche noti come pidocchi delle piante). Nutrendosi, tra gli altri, delle cocciniglie e ragnetti rossi difendono le serre e le piantagioni.
Un’altra specie di insetti benefici sono i carabidi: una famiglia di coleotteri. Esistono numerose specie di carabidi di dimensioni e colore variabili (grandi dai 3 ai 30 mm con i colori dal nero al viola con riflessi metallici). I carabidi svolgono una funzione utile all’ambiente in quanto predatori di infestanti e, difficilmente, penetrano nelle abitazioni a meno che non siano costretti da azioni di disturbo operate all’esterno degli edifici.
L’antitesi dei carabidi sono le più note e pericolose blatte, con cui vengono spesse confuse. In terrazza bisogna fare molta attenzione alle aree adiacenti le grondaie e nei sottovasi: le blatte infatti preferiscono condizioni bagnate ed umide e si spostano molto velocemente. Sono infestanti molto pericolosi e possono portare malattie come salmonellosi, epatite e influenza gastro-intestinale.
Per non arrivare impreparati e godere al meglio dell’aria di primavera, il suggerimento degli esperti di Rentokil Pest Control è di tenere giardini e terrazzi puliti e liberi da erbacce e da ristagni d’acqua che possono crearsi dentro i vasi. Inoltre, se necessario, è consigliabile prevedere una disinfestazione affidandosi a dei professionisti evitando così di esporsi a pericolosi e fastidiosi rischi.

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Perché un integratore a base di insetti per prevenire le patologie cardiovascolari?

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

heart electrocardiogramm

Perché conviene all’ambiente, al portafoglio e alla salute. Infatti, rispetto ai prodotti similari attualmente in commercio sia di origine vegetale (per esempio la soia) che animale (pesci), gli allevamenti degli insetti non comportano inquinamento ambientale, gestione di rifiuti organici, scarti di produzione inquinanti, consumo di acqua, impiego di pesticidi e fertilizzanti e per di più occupano spazi molto contenuti. Inoltre, i composti benefici, cioè gli acidi grassi polinsaturi, in particolare gli omega 3, e peptidi ad azione anti-ipertensiva sono estratti direttamente dagli insetti superando la nostra resistenza culturale al loro consumo alimentare. Infine, ma non meno importante, i bassi costi di produzione si traducono in un prezzo decisamente competitivo.
E’ questo l’obiettivo del progetto “Gli insetti e la prevenzione delle malattie cardiovascolari-INSECT CARD”, finanziato dalla Regione Toscana, cui partecipano il CREA – con l’esperienza prettamente entomologica del suo Centro di ricerca Difesa e Certificazione, sede di Firenze – il Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacologia dell’Università di Siena e la ditta Lead Discovery Siena s.r.l. con le loro competenze specifiche in ambito chimico-alimentare.
I ricercatori di INSECT CARD si sono focalizzati sulle potenzialità nutraceutiche di due specie di insetti edibili: la Camola della farina (Tenebrio molitor, Coleoptera Tenebrionidae) e la Camola del miele (Galleria mellonella, Lepidoptera Pyralidae). Entrambe sono state recentemente inserite dall’EFSA (2015) tra quelle potenzialmente allevabili nei paesi dell’Unione Europea per il consumo sia umano che animale. Le analisi finora condotte nell’ambito del progetto hanno evidenziato per entrambe le specie un contenuto soddisfacente in acidi grassi essenziali fondamentali per la salute, perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo. In particolare, è stato possibile regolare i livelli dell’acido alfa-linolenico (omega-3) attraverso le diete garantendo un rapporto omega6/omega3 idoneo al consumo umano. La Camola della farina offre anche la possibilità, già evidenziata in letteratura, di purificare e caratterizzare peptidi ACE-inibitori, sostanze molto efficaci nella terapia dell’ipertensione arteriosa, del post-infarto del miocardio e dell’insufficienza cardiaca cronica. Ambedue le specie presentano, poi, un basso valore di colesterolo, un’ulteriore caratteristica che rende gli insetti studiati fonti alimentari di qualità, ideali da utilizzare come integratori di acidi grassi nella dieta umana.
Per poter individuare e caratterizzare i peptidi ACE-inibitori e per valutarne in vitro la loro attività anti-ipertensiva, i ricercatori stanno lavorando ad un protocollo di estrazione e di idrolisi della componente proteica presente nelle larve delle due specie. I peptidi ACE-inibitori che avranno dimostrato la maggiore attività anti-ipertensiva in vitro saranno in seguito testati anche in vivo su ratti ipertesi. Infine, verrà messa a punto una metodologia per poter formulare un integratore alimentare che, sulla base delle componenti nutraceutiche, sia efficace nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

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Escrementi e insetti nelle uova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Maxisequestro per una ditta di dolciumi nel Veronese. I carabinieri del Nas di Verona hanno sequestrato dieci milioni e 300mila uova stoccate senza tenere conto delle norme igienico-sanitarie, a temperature non adatte e addirittura in mezzo a insetti e connessi escrementi di topi. In merito alla notizia a dir poco sconcertante è intervenuto Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Questo è un vero e proprio crimine, fatti ripugnanti come questi avvenivano in tempo di guerra e mi rincresce sapere che nel nostro Paese esistano ancora  individui capaci di simili scempi”. L’operato disdicevole dell’azienda è venuto alla luce grazie ai Nas di Padova e del Reparto Analisi dei carabinieri per la Tutela della Salute, i quali hanno accuratamente ispezionato la ditta specializzata nella fornitura di ovoprodotti destinati negli impasti di panettoni, pandori e dolci di produzione industriale. “Mi fa piacere apprendere – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  che i Nas, il quale svolgono da sempre un egregio lavoro, siano riusciti a contrastare l’azione criminosa e spero che i malfattori paghino con una pena severissima”.

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