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Inaccettabili gli attacchi e le insinuazioni nei confronti della Consulta

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2012

Italiano: Il Presidente Giorgio Naplitano acco...

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E del capo dello Stato che in queste ore risuonano nei commenti sul pronunciamento della Corte. Anche se avremmo preferito una decisione che consentisse di far esprimere i cittadini su una legge elettorale che va assolutamente cambiata, il rispetto per le istituzioni, Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale in testa, viene prima di ogni considerazione. È quindi da rigettare qualunque insinuazione, frutto di un’assenza di cultura istituzionale purtroppo diffusa”. Lo scrive su Facebook Enrico Letta, vicesegretario del Partito democratico.

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Napolitano tradisce la Costituzione?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

Il vicepresidente del gruppo dei deputati del Pdl Maurizio Bianconi in una intervista apparsa sul quotidiano “Il Giornale” stigmatizza il colle. Secondo il parlamentare Napolitano sta tradendo la Costituzione. Questa sortita ha provocato le risentite reazioni del Presidente che in una nota ha precisato: “che essendo questa materia regolata dalla stessa Carta l’on. Bianconi avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti – si sottolinea – le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni”. Senza voler entrare nel merito della disputa si rileva, da subito, un dato politico. Si tratta della preoccupazione dei sostenitori delle elezioni anticipate che il presidente Napolitano, nel momento in cui Berlusconi dovesse presentare le dimissioni, invece d’indire subito le elezioni si premuri di affidare ad una carica istituzionale un incarico esplorativo per valutare la possibilità che il Parlamento possa esprimere una maggioranza. La provocazione di oggi pare, quindi, determinata al semplice scopo di far scoprire le carte al Presidente della Repubblica. Sulla stessa lunghezza d’onda a Palermo, sia pure in termini più diplomatici, si sono espressi il Ministro della giustizia Alfano e degli interni Maroni. Ciò potrebbe spiegare anche l’accanimento mediatico nei confronti di Fini per impedirgli di diventare il possibile “presidente incaricato” dopo le dimissioni di Berlusconi. In questo caso non si tratterebbe di un ribaltone, come sostengono i pidellini ma di un politico dello stesso schieramento e che più volte ha ribadito la sua fedeltà ai valori del centro-destra. Se così avvenisse le elezioni anticipate sarebbero gestite da un governo diverso dall’attuale. A questo punto diventerebbe molto difficile a Berlusconi rimontare la china e non è detto che la sua leadership non sia messa, nel frattempo, in discussione. Si troverebbe dalla sua un forte ma anche ingombrante sostegno della Lega che, a sua volta, non nasconde la sua ambizione di diventare il primo partito del Nord scalzando il Pdl. La sola possibilità di sbaragliare gli avversari per il Pdl e il suo leader sarebbe di indire le elezioni al più presto possibile e con l’attuale governo. L’elettorato lo seguirebbe per il semplice fatto che non condivide la fine prematura della legislatura, non ritenendola imputabile a Berlusconi, e non si fida di una opposizione che pare più un’armata brancaleone che un gruppo capace di garantire una valida alternativa. (A.R.)

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