Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘insolvenze’

Allianz: nel 2021 nuovi rischi a causa di insolvenze, minacce informatiche e adempimenti ESG

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

La pandemia di Covid-19 ha creato un ambiente altamente volatile e incerto per le imprese, determinando una serie di nuovi o aggravati rischi per amministratori e dirigenti (D&O), oltre ad inasprire la situazione in un mercato assicurativo D&O già teso, secondo quanto emerge dal nuovo rapporto Directors and Officers Insurance Insights 2021 di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS).L’aumento dell’esposizione all’insolvenza, le crescenti minacce alla sicurezza informatica e la persistente attività di class action relative a strumenti finanziari sono tra i principali rischi per i quali gli amministratori e i manager delle aziende potrebbero essere ritenuti responsabili. Nel 2021, le imprese devono anche essere preparate ad affrontare controversie causate da eventi che possono derivare da fattori scatenanti come la scarsa attenzione alla diversity o alla sustainability, oppure derivanti dalla sottovalutazione o errori di interpretazione dei rischi legati al Covid-19.La crescita del numero di cause legali e l’aumento della frequenza e della gravità delle richieste di risarcimento hanno già determinato negli ultimi anni un contesto difficile per il settore assicurativo D&O. I rapporti Sinistri/Premi sono stati superiori al 100% in molti mercati nel mondo, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Germania. All’inizio del 2020 il mercato si stava riallineando, prima di essere duramente colpito dall’attuale pandemia e dalla crisi economica. Gli attesi warning circa le insolvenze sono tra le principali preoccupazioni del settore assicurativo D&O, poiché l’insolvenza è tra le primarie cause dei sinistri D&O stessi – i commissari di solito tendono a recuperare le perdite attraverso gli amministratori. Secondo Euler Hermes, la grande massa di questi avvisi arriverà durante la prima metà del 2021 e l’indice di insolvenza globale presumibilmente raggiungerà un picco di fallimenti fino al 35% entro la fine del 2021; i maggiori aumenti sono previsti negli Stati Uniti, in Brasile, in Cina e nei principali paesi europei come Regno Unito, Italia, Belgio e Francia. “La graduale eliminazione delle politiche governative temporanee di sostegno alle aziende è una delle maggiori preoccupazioni per il 2021”, afferma David Van den Berghe, Global Head of Financial Institutions di AGCS.Le aziende devono anche affrontare la costante evoluzione delle minacce alla sicurezza informatica, poiché gli attacchi ransomware e le violazioni dei dati continuano ad essere in aumento con il passaggio al lavoro da remoto dovuto a Covid-19 che acuito le vulnerabilità della sicurezza. Gli investitori considerano la gestione del rischio informatico e l’adeguatezza degli standard di sicurezza come una componente critica delle responsabilità di supervisione di un consiglio di amministrazione. Le class action, in particolare negli Stati Uniti sono un rischio fondamentale per qualsiasi consiglio di amministrazione anche se, secondo la Cornerstone Research, le nuove class action statunitensi sugli strumenti finanziari hanno registrato un rallentamento di circa il 18% durante il primo semestre del 2020 rispetto al 2019. Questo è dovuto in gran parte all’interruzione delle attività commerciali e giudiziarie causata dalla pandemia.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Atradius: impatto coronavirus su insolvenze aziendali

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Amsterdam/Roma. La pandemia di coronavirus colpisce l’economia mondiale in un momento delicato, fatto di stime di crescita al ribasso, soprattutto a causa del perdurare delle tensioni commerciali. Questo accelera la tendenza all’aumento dei livelli d’insolvenza nelle economie avanzate.La pandemia di coronavirus pone sfide pesanti al commercio globale, rivelandosi elemento perturbatore delle catene di fornitura a livello mondiale. Si rivedono al ribasso le stime di crescita del PIL globale e locale, e l’incertezza sui tempi dell’emergenza rende particolarmente complesse le previsioni sui reali impatti economici del coronavirus, con ciò che ne consegue sui livelli d’insolvenza.
È questo, in sintesi, lo scenario che delinea Atradius, tra le società leader nel mondo nel settore dell’assicurazione del credito, cauzioni e recupero crediti a livello internazionale, nel suo rapporto “Accelera la crescita delle insolvenze nel 2020” scaricabile gratuitamente dal sito http://www.atradius.it.Messo a dura prova il clima di fiducia di consumatori e imprese, l’Eurozona dovrà scontare in corso d’opera la già delicata fase attraversata dal settore manifatturiero e dalle catene di fornitura, ora inasprita dalle ricadute delle misure prese per contenere la pandemia.“In questo particolare contesto di fragilità dei mercati, in piena emergenza coronavirus e relative misure di contenimento – commenta Massimo Mancini, Country Manager di Atradius per l’Italia – il rischio di credito commerciale si intensifica e si inasprisce, verso il quale occorre sempre avere un approccio di gestione strategico, soprattutto ma non solo in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nord America: insolvenze di nuovo in crescita in USA e Canada

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Tornano a crescere, dopo quasi un decennio di flessione, i livelli d’insolvenza negli USA, che dovrebbero attestarsi su un +4% quest’anno. A questo fa da corollario un generale rallentamento della performance economica statunitense, che continua a gravare su esportazioni e investimenti, cui si aggiunge la vulnerabilità delle economie canadese e messicana, all’interno di un contesto commerciale volatile ed incerto. E’ questo in sintesi lo scenario delineato dal “Rapporto Paese Atradius – Paesi del Nord America – Febbraio 2020” che evidenza una crescente sfiducia delle imprese statunitensi, a causa di una compressione dei profitti data dai maggiori costi di importazione e dai minori investimenti e di un debito societario in crescita che, unito ad un deterioramento del merito creditizio delle aziende, sarebbe alle base del peggioramento delle insolvenze confermato per quest’anno. L’analisi condotta da Atradius evidenzia tra l’altro che, nonostante i segnali di ottimismo relativi alla politica commerciale in Nord America, che proseguono dalla firma dell’accordo USMCA, continuano alcune vulnerabilità che tengono sotto pressione la crescita economica della regione.In Canada, frena la crescita del PIL (dal +1,7% nel 2019 al +1,4% nel 2020) a causa del rallentamento dell’economia statunitense che colpisce soprattutto le esportazioni dal Canada verso gli Stati Uniti, principale mercato di destinazione dell’export canadese (75%). In Messico, si prevede un miglioramento del PIL al +1% nel 2020 dopo la stagnazione del 2019, ma persiste una minore fiducia delle imprese e una contrazione degli investimenti privati, dovuti in parte alle precedenti tensioni con gli USA in tema di immigrazione. Tuttavia, il quadro di sintesi per il Paese è positivo e un deterioramento dell’economia sembra ad oggi improbabile grazie ai fondamentali solidi e alla sostenibilità del debito messicano.Atradius è un gruppo assicurativo globale nel settore dell’assicurazione del credito, cauzioni, recupero crediti ed informazioni commerciali, con una presenza strategica in oltre 50 Paesi. I prodotti offerti da Atradius proteggono le imprese nel mondo dal rischio di mancato pagamento associato alla vendita di beni e servizi a credito. Atradius fa parte del Grupo Catalana Occidente (GCO.MC), uno dei principali assicuratori in Spagna ed uno dei maggiori assicuratori a livello mondiale. Maggiori informazioni presso https://group.atradius.com

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le insolvenze commerciali nel Regno Unito potrebbero crescere ancora

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Si prevede che le insolvenze continueranno a crescere nel Regno Unito, con un aumento del 7% o maggiore nel 2020. Allo stesso modo, è atteso un aumento delle insolvenze in gran parte dell’Europa, sebbene a un ritmo più moderato. Le insolvenze nel Regno Unito sono cresciute in modo significativo dal 2018, aumentando di un altro 8% su base annua nel 2019. Il settore del commercio al dettaglio continua a registrare un numero maggiore di insolvenze a causa della minore fiducia dei consumatori e delle dinamiche proprie del settore. Data la forte dipendenza dalle opportunità stagionali, i rivenditori spesso guardano alle vendite di dicembre per migliorare il fatturato. Purtroppo le vendite al dettaglio sono complessivamente diminuite a novembre e dicembre, secondo il British Retail Consortium.Per i settori che dipendono dalle importazioni, in particolare l’alimentare e l’agricoltura, la Brexit continua a rappresentare una minaccia di maggiori costi di importazione e logistici che potrebbero essere difficilmente assorbiti. Il settore delle costruzioni, a sua volta, è già colpito da investimenti alquanto deboli, e la minaccia dell’aumento dei costi per attrarre lavoratori, insieme alla perdita di manodopera qualificata composta da cittadini europei che lavorano nel Regno Unito, potrebbero aumentare ulteriormente il rischio di insolvenza.Impatto più moderato sull’UE, ma aumentano i rischi al ribasso. Nel resto d’Europa, invece, l’impatto sulle insolvenze sarà più moderato, a parte quei Paesi con legami commerciali più stretti con il Regno Unito, come l’Irlanda, che hanno maggiori probabilità di essere esposte al rischio. L’impatto sulle insolvenze per altri importanti partner commerciali come Belgio, Paesi Bassi e Danimarca, e per il resto dell’Europa, dovrebbe essere visibile ma più limitato. Per quanto riguarda l’Italia, l’impatto diretto della Brexit sarà verosimilmente più limitato rispetto ad altri partner commerciali, data la minore incidenza dell’interscambio commerciale e degli investimenti.Comunque, il clima rimane instabile e, nel complesso, il rischio di fallimenti aziendali è più elevato rispetto alle probabilità di un impatto più modesto. Si prevede che i settori industriali con una forte dipendenza dalle esportazioni nel Regno Unito, come quello automobilistico, tessile e dei beni ad alto valore tecnologico, subiranno un impatto più significativo.Mentre le previsioni economiche generali rimangono modeste, le singole imprese continuano a conseguire successi, e quindi non deve essere sottovalutata l’opportunità di crescita commerciale, sia durante che oltre il periodo di transizione. Una delle chiavi del successo è una solida strategia di gestione del rischio, che combina l’accesso a una business intelligence affidabile per consentire un processo decisionale consapevole e la capacità di proteggere l’azienda dai rischi commerciali.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Insolvenze: possibili scenari post-Brexit secondo Atradius

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Amsterdam. A oltre tre anni dal voto per la Brexit, Regno Unito e Unione Europea si sono separati con un accordo strutturato di recesso. Venerdì 31 gennaio 2020 a mezzanotte (CET), l’uscita del Regno Unito è diventata realtà. Mentre ora l’attenzione si rivolgerà alle future relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’Europa, gli impatti economici a breve termine per il Regno Unito continuano a creare difficoltà alle imprese.Archiviata la Brexit, il Regno Unito può ora iniziare a negoziare nuovi accordi commerciali, il più importante dei quali riguarda le future relazioni commerciali con l’UE. Gli attuali accordi restano in vigore fino al 31 dicembre 2020. Tuttavia, i tempi stretti rendono come più probabile solo un accordo limitato, che potrebbe potenzialmente comportare una tormentata revisione nel 2021. Inoltre, se le due parti non riuscissero a negoziare un accordo commerciale entro la fine del periodo di transizione, rischierebbero di ricadere sotto regole del WTO. Le pressioni sul contesto economico e le incertezze sottostanti continuano a mettere a dura prova il Regno Unito e tutti i mercati dell’UE.Il lungo periodo di incertezza ha creato un sentimento negativo, che persisterà probabilmente nel 2020 in assenza di indicazioni certe sulle future relazioni commerciali tra Regno Unito e UE. Dopo la stagnazione nel 2019, prevediamo che gli investimenti delle imprese nel Regno Unito rimangano stabili anche quest’anno, a causa della bassa fiducia e l’elevata incertezza. La crescita economica del Regno Unito dovrebbe rallentare all’1,0% nel 2020, in parte attenuata dal sostegno fiscale e monetario delle banche centrali. Molte imprese già significativamente debilitate da condizioni di volatilità iniziate con il referendum 2016, rimangono soggette al rischio insolvenza.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Aumento insolvenze per il rallentamento della crescita del PIL

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Maggio 2019

A fronte del rallentamento della crescita del PIL a livello globale, dal 3,2% registrato nel 2018 al 2,7% di quest’anno, si prevede un aumento del 2% nel livello di insolvenze. Le aziende dell’area Asia Pacifico, in quanto parte integrante delle catene di fornitura globali, devono necessariamente valutare in maniera approfondita il rischio d’insolvenza dei clienti cui vendono a credito. Si tratta di un valutazioni complesse, che richiedono un approccio più strategico al credit management, soprattutto da parte di chi è presente con successo sui mercati esteri, come le aziende del Made in Italy.I Paesi dell’Asia Pacifico continuano a essere il principale motore di crescita per l’economia mondiale. Sebbene la domanda interna resti robusta solida, molteplici rischi sembrano offuscare le prospettive di crescita nella regione. Il rallentamento della crescita commerciale in molti Paesi spinge le aziende dell’Asia Pacifico ad aumentare il ricorso al credito commerciale nei rapporti commerciali tra imprese (B2B) per restare competitive e guadagnare quote di mercato.E’ quanto emerge dai risultati del sondaggio condotto da Atradius nella regione dell’Asia Pacifico, riportati nell’ultima edizione del Barometro Atradius dei comportamenti di pagamento tra aziende in Asia Pacifico appena pubblicato.Nella regione, il valore delle vendite a credito sul totale delle transazioni commerciali tra imprese passa dal 48,1% dello scorso anno al 55,5% nel 2019. L’incremento maggiore in Australia dove si è arrivati al 71,5% rispetto al 47,7% registrato nel 2018.In generale, vendere a credito implica la possibilità di non essere pagati alla scadenza originaria della fattura. In Asia Pacifico, il 29,8% del valore totale delle fatture emesse dalle aziende della regione viene pagato in ritardo. Questa percentuale raggiunge il massimo in India (39,0%) ed il minimo in Giappone (13,2%).Valutare la solvibilità dell’acquirente, prima di vendere a credito, è essenziale per rendere più sicuro il processo di vendita a dilazione. Le aziende intervistate di Singapore (53%) e Cina (51%) sono le più propense a farlo. La costituzione di riserve contro i cattivi pagatori, nel caso i crediti si trasformino in inesigibili, viene fatta dal 41% delle aziende intervistate a Taiwan e Indonesia, a fronte del 33% registrato a livello regionale.Per evitare carenze di liquidità causate dala mancato rispetto delle tempistiche di pagamento dei clienti, il 41% delle aziende intervistate in Asia Pacifico ha dovuto a sua volta ritardare il pagamneto delle fatture ai propri fornitori. Questo sembra una pratica maggiormente diffusa per le aziende in India (51%) e Indonesia (46%). In definitiva, una media del 2,1% del valore totale delle vendite B2B a credito da parte degli intervistati (in aumento rispetto all’1,9% dello scorso anno) è diventato inesigibile. Questo suggerisce che le imprese fanno più fatica ad incassare i crediti rispetto all’anno scorso.In media, il 31% delle aziende intervistate in Asia Pacifico prevede un peggioramento dei comportamenti di pagamento dei propri clienti e un aumento delle fatture scadute da lungo tempo (oltre 90 giorni di ritardo). Le più preoccupate sono le aziende indiane (52%) seguite da quelle indonesiane (35%).Per proteggere la propria attività dal rischio di credito commerciale, il 42% delle aziende intervistate nella regione ha dichiarato che aumenterà il ricorso all’assicurazione del credito. Questa percentuale sale al 51% in Cina e Hong Kong, seguite dall’Australia con il 47%.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Banche: rischi insolvenza e norme europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

banca europeaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Dopo l’emanazione della direttiva BRRD, meglio nota come ‘direttiva bail-in’, che è quasi riuscita a far fallire l’intero sistema bancario italiano, l’Europa intende ora emanare nuove regole draconiane in grado di provocare effetti devastanti sui già disastrati istituti di credito italiani. Questa volta, il pericolo arriva direttamente dall’organismo di Vigilanza della Banca Centrale Europea, il quale ha annunciato di essere intenzionato ad introdurre regole molto restrittive sulla gestione dei crediti deteriorati detenuti dalle banche, i famosi NPL (Non performing loans). Se queste regole dovessero davvero passare, dal prossimo gennaio le svalutazioni diventerebbero automatiche e, dopo sette anni, il valore di un credito deteriorato di tipo ‘secured’ dovrà essere automaticamente azzerato, nonostante la presenza di garanzie.Per le banche italiane, nei cui bilanci si trovano attualmente il 25% di tutti gli NPL europei, sarebbe una vera ecatombe. La prudenzialità richiesta per far fronte al rischio insolvenza diventerebbe, infatti, talmente elevata da bloccare completamente il mercato dei prestiti a famiglie e imprese.
Il canale del credito italiano si bloccherebbe del tutto, con effetti devastanti per l’economia italiana. Siamo d’accordo, quindi, con quanto affermato dal collega Enrico Zanetti, quando afferma che l’effetto delle nuove norme imposte dalla BCE sarebbe quello di azzerare del tutto i prestiti alle Pmi. E ci uniamo alle preoccupazioni giustamente espresse a riguardo anche da Confidustria e ABI.Per questi motivi, riteniamo che queste nuove regole assurde non debbano essere introdotte nel tessuto normativo comunitario ed invitiamo quindi il Governo italiano ad effettuare le dovute pressioni politiche nelle opportune sedi europee, affinché si eviti la ripetizione di quanto già accaduto con il disastroso recepimento della direttiva bail-in”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuove norme che snelliscono le procedure d’insolvenza transfrontaliere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

europaBruxelles. Sono entrate in vigore in tutta l’Unione europea le nuove norme in materia di procedure di insolvenza transfrontaliere, proposte dalla Commissione nel 2012 ed adottate dai legislatori dell’UE nel 2015.Le nuove norme mirano a facilitare il recupero dei crediti nel quadro delle procedure d’insolvenza transfrontaliere. Grazie alle nuove norme, che garantiscono l’efficienza e l’efficacia delle procedure collettive di recupero transfrontaliero dei crediti, sarà più facile per le imprese procedere alla ristrutturazione e per i creditori recuperare il proprio denaro. Il regolamento risolve i conflitti di competenza tra le normative da applicare nelle procedure d’insolvenza transfrontaliere e garantisce inoltre il riconoscimento in tutta l’UE delle sentenze in materia di insolvenza.Il primo vicepresidente della Commissione europea Timmermans ha dichiarato: “In un vero mercato interno, le imprese che devono procedere alla ristrutturazione non dovrebbero essere ostacolate da conflitti relativi alle norme nazionali da applicare, né le frontiere nazionali dovrebbero rappresentare un ostacolo per chi vuole recuperare i propri crediti. Le nuove norme sosterranno le imprese e gli investimenti grazie alla maggiore certezza del diritto che esse garantiscono. Dobbiamo continuare su questa strada ed adottare norme comuni a livello UE per permettere alle imprese di procedere in tempi rapidi alla propria ristrutturazione, come già proposto dalla Commissione”.
Le nuove norme si applicano a una gamma più ampia di procedure nazionali di ristrutturazione. Alcune tipologie nazionali più moderne ed efficaci di procedure di ristrutturazione non rientravano nel campo di applicazione del precedente quadro normativo e non potevano quindi essere utilizzate nei casi transfrontalieri. Da oggi è invece possibile utilizzare le moderne procedure nazionali di ristrutturazione per salvare le imprese o per recuperare i crediti presso i debitori degli altri paesi dell’UE.
Aumento della certezza del diritto e delle salvaguardie contro il “turismo dei fallimenti”: se un debitore si trasferisce in un altro paese poco prima di depositare la dichiarazione di insolvenza, il giudice dovrà esaminare attentamente tutte le circostanze del caso e verificare che il trasferimento sia genuino e non sia stato motivato dalla prospettiva di beneficiare di nome meno severe in materia di insolvenza. Il giudice dovrà verificare che il debitore non sia un “turista dei fallimenti”.
Le nuove norme evitano che vengano avviate le “procedure secondarie” (le procedure aperte dai giudici di paesi UE diversi da quello dove si trova la sede legale dell’impresa), rendendo più facile ristrutturare le imprese in contesti transfrontalieri. Al tempo stesso, esse prevedono misure di salvaguardia degli interessi dei creditori locali.
Procedure di insolvenza dei gruppi di imprese: le nuove norme introducono un quadro normativo per le procedure di insolvenza dei gruppi di imprese, che aumenterà l’efficacia delle procedure d’insolvenza che riguardano membri diversi di un gruppo di imprese. Ciò, a sua volta, comporterà l’aumento delle probabilità di salvataggio del gruppo nel suo insieme.Entro l’estate del 2019, i registri fallimentari elettronici nazionali di tutta l’UE risulteranno collegati tra loro e sarà quindi più facile ottenere informazioni sulle procedure d’insolvenza avviate negli altri paesi dell’UE.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Crisi: farmacie e imprese indebitate

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2011

riscossione debiti

Image by g.parker via Flickr

Sono sempre di più le imprese italiane che non riescono a far fronte ai debiti bancari: tra l’agosto del 2010 e lo stesso mese del 2011 il loro numero è aumentato del 40%. E ammontano a più di 74,5 miliardi di euro le somme non restituite agli istituti di credito. L’allarme arriva dalla Cgia di Mestre, che nei giorni scorsi ha diffuso un report sulla situazione economica del paese dalle tinte fosche. Perché l’aumento delle insolvenze tra le imprese è a livelli d’allarme rosso, soprattutto in alcune regioni: nel Lazio, infatti, le aziende in sofferenza bancaria sono cresciute nell’ultimo anno del 70%, in Sicilia del 62%, in Molise del 60%. «La cronica mancanza di liquidità e la prolungata fase di crisi economica che stiamo vivendo» è il commento di Giuseppe Bortolussi (foto), segretario della Cgia di Mestre «sono alcune delle cause che hanno fatto esplodere l’insolvibilità. Inoltre, negli ultimi 3 anni i tempi di pagamento nei rapporti commerciali tra le imprese e tra le imprese e la pubblica amministrazione si sono ulteriormente allargati». E le farmacie? I dati scarseggiano ma le riflessioni che arrivano dagli esperti non inducono all’ottimismo: «Una piccola analisi che ho condotto su un centinaio di farmacie» spiegaFranco Falorni, commercialista e docente di economia d’impresa alla facoltà di Farmacia di Pisa «dice che il 24% di queste sono ben capitalizzate, il 35% è a pareggio e il 41% è decapitalizzata, cioè indebitata. In quest’ultima fetta, un po’ più di un terzo ha un livello d’indebitamento tale da poter essere dichiarata in default, cioè morta». E la platea delle farmacie che rischiano di finire nelle stesse condizioni cresce di anno in anno: «A rendere pessimisti» continua Falorni «è la costante erosione della redditività, per le ragioni che ben sappiamo. A fronte di uscite che è sempre più difficile comprimere, se non a scapito della qualità del servizio. Quanto poi agli oneri finanziari, il costo dei prodotti bancari per il credito è in crescita mentre diminuiscono le dilazioni, soprattutto da parte dei distributori intermedi che per lungo tempo hanno fatto da banca alle farmacie». Il consiglio ai titolari, quindi, è uno solo: «Capitalizzare, capitalizzare, capitalizzare. Perché solo le farmacie sane e forti sapranno affrontare le sfide in arrivo, sopportare periodi di perdita e fare gli investimenti che occorrono. In tal senso, credo che sia arrivato il momento di una riflessione seria e serena sulle società di capitali o su soluzioni alternative come i contratti di rete tra farmacie». (fonte farmacista33)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le insolvenze aziendali nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

La Compagnia di assicurazione crediti Euler Hermes, ha presentato i risultati dello studio sulle Insolvenze aziendali, dai quali emerge che la ripresa economica mondiale proseguirà anche nel 2012. Secondo l’analisi, il 2011 avrà un andamento eterogeneo in funzione delle aree geografiche e, nell’insieme, procederà più a rilento.  Dopo aver registrato un +4% nel 2010, la crescita mondiale dovrebbe calare al 3% nel 2011, per poi riportarsi al 3,3% nel 2012. Il commercio mondiale dovrebbe aumentare dell’8% circa, sia nel 2011 che nel 2012, dopo essere riuscito a compensare nel 2010 il crollo registrato nel 2009. Nel nuovo anno si prevede che i Paesi dell’OCSE registreranno un rallentamento delle attività economiche più marcato che nei Paesi emergenti. “La ripresa mondiale vede una  “zona euro” tuttora perdente, con un livello del PIL che, solo alla fine del 2012, si riporterà sui valori del 2008, grazie soprattutto agli sforzi di consolidamento del bilancio” sottolinea Wilfried Verstraete, Presidente del Direttorio di Euler Hermes.  E’ in questo contesto che dovrebbe proseguire, anche nel 2011, il rallentamento delle insolvenze aziendali nel mondo (-4% nel 2010), che si attesteranno ad un -5%. Tuttavia, anche l’anno prossimo il loro livello resterà elevato. La ripresa economica mondiale, avviata nella primavera del 2009, si è andata confermando nel corso dei mesi : il PIL mondiale è cresciuto negli ultimi sei trimestri e la maggior parte degli indicatori mondiali (produzione industriale, commercio internazionale, etc.) hanno compiuto un deciso balzo in avanti.                    Hermes, la crescita della regione asiatica dovrebbe rallentare di oltre 1 punto del PIL, attestandosi al 7%, contro un 8,5% nel 2010, procedendo allo stesso ritmo della Cina (8,8% previsto nel 2011 e 2012, dopo un 10% nel 2010). Le prospettive per il 2012 sono sempre favorevoli: +7,4% per l’intera area. Nell’insieme,  Euler Hermes considera che, dopo essere cresciuta del 4% nel 2010, l’economia mondiale segnerà un incremento moderato (+3,0%) nel 2011, per poi accelerare nel 2012 (+3,3%). La battuta d’arresto del 2011 dovrebbe essere più marcata nei Paesi OCSE, mentre il commercio mondiale avrà un andamento grosso modo parallelo, passando da una crescita in volume del 14% nel 2010 a un +8% nel 2011 e un +9% nel 2012.
Dopo aver registrato un +1,7% nel 2010, la zona euro dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2011 e dell’ 1,5% nel 2012. L’entità così modesta della crescita è la conseguenza del persistere di una domanda debole, influenzata, in particolare, da una disoccupazione che è aumentata ovunque tranne che in Germania, dalla moderazione salariale e da misure di austerity nei bilanci annunciate da molti Paesi che resteranno in vigore fino al 2013-2014: 100 miliardi di euro di tagli per la Francia, 80 per la Germania. “Questi piani di risanamento rappresentano un grosso sforzo per tutte le economie, tuttavia l’austerity imposta si annuncia proporzionalmente più aspra nei Paesi che hanno beneficiato meno della ripresa, come l’Irlanda e la Grecia.”, sottolinea Karine Berger, Direttrice Mercati e Marketing e Chief Economist di Euler Hermes. La progressiva ripresa dell’economia mondiale, quantunque meno decisa nel 2011, dovrebbe favorire un calo delle insolvenze (-5% nel 2011) in un numero maggiore di Paesi, ma non basterà comunque a compensare le cifre record del 2008 e 2009.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Credito, Usa: crescono le insolvenze

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

L’esposizione finanziaria delle famiglie americane a maggior rischio di insolvenza (subprime e deep subprime) è cresciuta del 33% negli ultimi tre anni. Sul dato ha influito molto la migrazione alle fasce subprime di un 10% di famiglie prima ritenute affidabili (superprime). Lo afferma Experian, di riferimento nei servizi per il credito, che ha condotto un’indagine sul fenomeno in collaborazione  con la nota società di consulenza Oliver Wyman. L’indagine rileva anche che l’incremento dell’attivazione di nuovi finanziamenti (nelle forme più comuni, come mutui, prestiti personali, carte di credito e revolving) è risultato in netta crescita nel primo trimestre del 2009 (+38% rispetto all’ultimo trimestre del 2008). Questo però per effetto delle rinegoziazioni e rifinanziamenti di rapporti preesistenti, relativi alle sole categorie ritenute più affidabili, le uniche a poter approfittare delle opportunità di respiro offerte da banche e finanziarie, che si rivelano sempre più prudenti. A dimostrare la crescente cautela delle banche è la diminuzione delle linee di credito di tipo revolving, come ad esempio quelle connesse all’uso di carte bancarie, scese negli ultimi 12 mesi del 17%,  da 3.800 a 3.100 miliardi di dollari.
Experian (Experian Plc) è leader mondiale nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, il marketing  e la protezione dei dati di aziende e consumatori. E’ quotata alla Borsa di Londra (EXPN), ove concorre all’indice FTSE-100, espresso dai 100 titoli azionari più importanti.  Ha sede a Dublino (Irlanda) e le principali direzioni operative sono  a Costa Mesa (California, USA) e Nottingham (GB). Conta circa 15.000 addetti in 40 paesi per una clientela estesa a più di 65 paesi, con un fatturato annuo che supera i 3,9 miliardi di dollari. In Italia, opera dal 1995; ha sede a Roma, e filiali a Milano e Pontedera (PI).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

insolvenze aziendali

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2009

Euler Hermes SIAC, la compagnia leader in Italia dell’assicurazione crediti, presenta Insolvency Outlook 2009, ovvero i risultati dell’analisi condotta sulle insolvenze nel mondo, dal 2008 fino all’estate del 2009. La crisi economica sta lasciando segni pesanti sulla capacità finanziaria delle imprese, generando un aumento esponenziale delle insolvenze. Il bilancio finale delle insolvenze del 2008 è andato di gran lunga oltre le previsioni, registrando un aumento di un terzo in Europa e del 50% negli Stati Uniti. L’Indice Globale delle Insolvenze ha fatto segnare un preoccupante +27%, incrementando notevolmente la tendenza già in essere dal 2007 (+4%). Il deteriorarsi della situazione finanziaria delle imprese ha portato a una forte impennata dei ritardi nei pagamenti, che, a eccezione della Germania, ha generato livelli di insolvenze come in Danimarca (+67%), Irlanda (+113%), Italia (+45%), Portogallo (+67%), Regno Unito (+31%), Spagna (+187%) e Stati Uniti (+45%). L’inizio del 2009 non fa segnalare alcun cambiamento di marcia. I dati relativi al primo trimestre dell’anno confermano la tendenza, con aumenti annuali già superiori al 15% in Francia, Austria e Svizzera, 20% in Belgio, 30% in Portogallo, 40% nel Regno Unito, con un aumento delle insolvenze che raddoppiano in Danimarca e Irlanda e triplicano in Spagna. Una proiezione dell’Indice Globale delle Insolvenze, porta a prevedere un aumento nel 2009 del 35% in media annua. E in Italia? Si prevede una caduta libera del PIL nel 2009, con un calo superiore al 5%, dovuto al peggioramento delle condizioni economiche nel corso del primo trimestre 2009 (-2,4% in variazione trimestrale). I dati ufficiali ISTAT (2007) spiegano come i fallimenti più numerosi riguardano il commercio (oltre un terzo), l’industria (26%) e le costruzioni (17%), con una ripartizione sulla nostra Penisola che vede una forte concentrazione nel Nord (47%), segue il Sud (30%) e il Centro (23%). La congiuntura negativa che continuerà a pesare sulle imprese anche nel 2009, porterà a un nuovo aumento delle insolvenze aziendali (+31%), che si prolungherà anche nel 2010 (+15%), con un crescente numero dei fallimenti: circa 13.000 (6.000 nel 2007 e 11.000 tra il 2000 e il 2006).
Euler Hermes SIAC è la compagnia leader in Italia dell’assicurazione crediti. Consociata di Euler Hermes, contribuisce allo sviluppo del business delle imprese, proteggendo il loro portafoglio clienti. La compagnia affianca le aziende nel selezionare i clienti e offre un pacchetto di servizi integrati per la gestione del rischio credito sia in Italia che all’estero: Valutazione dei Rischi, Assicurazione dei Crediti e Recupero Crediti. Avvalendosi di 400 collaboratori, Euler Hermes SIAC realizza nel 2008 un giro d’affari di circa 246 milioni di euro e annovera, nei suoi circa 6.000 clienti, imprese di ogni dimensione e fatturato.
Euler Hermes è il primo gruppo mondiale dell’assicurazione crediti e uno dei maggiori operatori nel mercato delle cauzioni e del recupero crediti commerciali. Con 6.200 collaboratori presenti in oltre 50 paesi, Euler Hermes offre una gamma completa di servizi per la gestione del portafoglio clienti e ha raggiunto un giro d’affari consolidato di 2,2 miliardi di euro nel 2008. Euler Hermes ha sviluppato una rete internazionale di monitoraggio che permette di analizzare la stabilità finanziaria di 40 milioni di imprese. Il Gruppo copre 800 miliardi di Euro di transazioni commerciali nel mondo.  Euler Hermes, consociata di Allianz, è quotata all’ Euronext Paris. Il gruppo e le sue principali società di assicurazione crediti hanno ricevuto il rating AA- da Standard & Poor’s.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »