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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘insonnia’

I benefici dello sport sul sonno: meno insonnia e ansia da pre-addormentamento

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Secondo l’esperta di Emma esiste una forte relazione bidirezionale positiva tra sonno ed esercizio fisico. Nello specifico, fare sport regolarmente stimola il corpo a secernere il cortisolo, l’ormone dello stress, che attiva il meccanismo di allerta nel cervello. In base al livello di allenamento personale, raccomanda da 30 minuti fino a oltre un’ora di esercizio quotidiano, da effettuare almeno 2-3 ore prima di dormire, affinché si possano registrare effetti positivi sul sonno. Ma quali sono questi benefici? In primis, un aumento della durata del sonno, ma anche della sua fase profonda, oltre a una migliore qualità. L’attività fisica aiuta anche chi soffre di insonnia o disturbi del sonno, agendo sulla riduzione dei tempi di addormentamento e del tempo totale di veglia. Secondo degli studi internazionali[1], chi ha effettuato circuiti di resistenza o aerobici con intensità moderata ha registrato un aumento del tempo totale di sonno e della sua qualità e una riduzione significativa dell’ansia da pre-addormentamento.I benefici del sonno sullo sport: combatte le infiammazioni, perfeziona i movimenti e migliora le performance. Al tempo stesso, fare sport brucia energia e può esaurirne le riserve, quindi è necessario un sonno rigenerante per recuperarle e ripristinare i tessuti. Per questo dormire un po’ dopo aver effettuato un allenamento è importante, sia per gli atleti sia per gli sportivi amatoriali, perché è così che il corpo si rifocilla, combatte infiammazioni, ripara i muscoli, ripristina l’energia cellulare e si prepara a prestazioni ancora migliori. Inoltre, a livello neuronale il sonno è fondamentale per elaborare correttamente le sequenze di movimento, memorizzare con cura ogni piccola azione e trasformare il tutto in abitudini istintive che permettono di svolgere l’attività automaticamente in maniera impeccabile e quasi inconsapevole. Ad esempio, prima di un torneo sportivo sarebbe preferibile dormire di più invece di aggiungere un allenamento magari 2 ore al mattino presto, poiché le fasi di sonno leggero sono benefiche. Per i professionisti come per chi pratica sport per hobby, un sonno non adeguato può determinare problematiche. Infatti, chi dorme meno di 8 ore a notte (o peggio ancora, meno di 6 ore) si stanca più velocemente degli altri del 10-30%, la sua forza muscolare diminuisce, i livelli di ossigeno si riducono e rischia di ferirsi più facilmente.

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“L’insonnia della civetta. Dialoghi sulle mafie nella letteratura”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

A cura di Giovanna Torre, introduzione di Enzo Ciconte Edizioni Santa Caterina, Pavia 2020, pp. 144, euro 12. “L’insonnia della civetta. Dialoghi sulle mafie nella letteratura” (Edizioni Santa Caterina) a cura di Giovanna Torre, è un libro che nasce dagli incontri pubblici organizzati lo scorso autunno dal Collegio Universitario S. Caterina da Siena di Pavia, a corollario del corso in “Storia delle Mafie italiane” riconosciuto dall’Università di Pavia e tenuto dal professor Enzo Ciconte, già parlamentare e consulente della Commissione antimafia e uno dei massimi esperti di organizzazioni criminali.Gli scrittori contemporanei che raccontano nei loro romanzi i diversi territori della nostra penisola, sono qui in dialogo con giornalisti, storici, professori e magistrati, per illuminare meglio quella civetta che vola ancora di giorno senza trovare riposo in un’attualità sempre investita di mafia e corruzione.L’ex Procuratore di Roma, oggi Presidente del Tribunale della Città del Vaticano, Giuseppe Pignatone, con Alberto Vannucci dell’Università di Pisa e il giornalista Gianluca Di Feo, discute di un breve e profetico testo di Italo Calvino “L’apologo sull’onestà nel paese dei corrotti” pubblicato dal quotidiano “La Repubblica” nel 1980. Il Procuratore capo di Roma Michele Prestipino e il giornalista siciliano Gaetano Savatteri riflettono sui legami tra società e mafia come li aveva presentati Sciascia nel suo romanzo, pubblicato da Einaudi nel 1961.Diego De Silva, autore nel 2001 di un romanzo divenuto film “Certi Bambini”, riflette con una nota firma della RAI, Fabrizio Feo, sui cambiamenti della narrazione della camorra e su certi stereotipi sulla Campania ai tempi delle serie televisive.Danilo Chirico giornalista, scrittore e autore del fortunato romanzo “Chiaroscuro”, si confronta con Giuseppe Creazzo, procuratore capo della Repubblica di Firenze già nella DDA di Reggio Calabria, su come la ‘ndrangheta rappresenti nel mondo della letteratura ancora un ambito poco esplorato.Spazio infine a Guido Guerrieri eroe del dramma processuale creato dallo scrittore ex-magistrato Gianrico Carofiglio che si confronta con il giornalista d’inchiesta Giovanni Tizian. L’avvocato protagonista de “La misura del Tempo” è lo spunto per parlare di letteratura, ma anche di attualità e politica: “ I romanzi e la letteratura, anche quando si parla di criminalità organizzata, non sono un forma di evasione, ma, come scrive Enzo Ciconte nell’introduzione al volume: “un modo per dire che i mafiosi sono un fenomeno complesso per la cui comprensione è utile leggere altri libri, studiare più documenti perché quelli della magistratura non sono sufficienti a farci comprendere la complessità e la forza di penetrazione territoriale”.

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Soffri di insonnia? Dormire in coppia aiuta a riposare meglio

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Quante volte la mattina, dopo una notte passata senza dormire, siamo irritati e nervosi? Le coppie dormono meglio da sole o insieme? Tante le ricerche scientifiche che dimostrano come un buon riposo sia essenziale e importante sia per la salute mentale che fisica dell’individuo.Il sonno influisce infatti sulla nostra vita a 360º e un buon sonno permette alla persona di concentrarsi di più nelle attività quotidiane, di pensare ed agire bene.Dormire bene, quindi, è fondamentale per ricaricare al meglio le proprie energie e per affrontare al meglio la nuova giornata.Ma come possiamo migliorare la qualità del nostro sonno? Da una ricerca pubblicata dalla rivista Psychological Science potrebbe arrivare una risposta al quesito.Recentemente, un team di ricercatori guidato da Marlise Hofer dell’Università della British Columbia ha esaminato se l’esposizione al profumo/odore del proprio partner possa influenzare la qualità del sonno e la sua durata.La risposta è stata affermativa.I ricercatori, a tal proposito, affermano che “Il profumo di un’altra persona è emotivamente evocativo”.La scoperta riguarda il fatto che l’esposizione all’odore di un partner durante la notte migliori notevolmente la qualità e la durata del sonno.Il risultato ottenuto è stato molto interessante e quasi stupefacente.Si può affermare infatti con certezza che il sonno dei partecipanti che hanno dormito per 4 giorni con la camicia del loro partner sul cuscino sia migliorato rispetto alla normalità e rispetto a coloro che dormivano con la maglietta nuova e priva di qualsivoglia odore e profumo sul cuscino.È importante far notare di come questo succedesse anche se i partecipanti non fossero assolutamente a conoscenza dell’esperimento e questo elemento non fa altro che avvalorare l’esito finale: dormire con il proprio partner migliora le condizioni e la qualità del sonno.Se da un lato dormire insieme può significare porre delle fondamenta solide al proprio rapporto di coppia basate sulla complicità e sulla fiducia, dall’altro lato, invece, dormire insieme significa dare una svolta in termini qualitativi del sonno in quanto sarà più facile addormentarsi e sarà più facile avere un sonno più sereno.Basta veramente molto poco per migliorare la qualità e la durata del proprio sonno e quindi del benessere individuale. Questo è ciò che i ricercatori vogliono far comprendere in seguito all’esito del loro esperimento.Queste alcune regole per dormire meglio, addormentarsi più velocemente e ottenere un sonno più tranquillo e sereno indicate dal portale Psicologi Online.net:
• Non consumare bevande contenenti caffeina la sera o prima di andare a dormire
• Non dormire il pomeriggio dopo pranzo o fare sonnellini sparsi nella giornata
• Non fumare, non bere bevande alcooliche, non fare pasti molto abbondanti e non allenarsi nelle due ore immediatamente precedenti al sonno
• La stanza deve essere il più confortevole possibile (possibilmente silenziosa, buia e con una temperatura nè troppo fredda, nè troppo calda)
• Non stare troppo tempo davanti allo schermo dello smartphone o a quello di una TV prima di addormentarsi
• Andare a letto solo quando si inizia ad avere sonno o quando si inizia ad avvertire segni di stanchezza
• Seguire uno schema di sonno piuttosto regolare, cercando di stabilire degli orari ben precisi anche attraverso l’ausilio delle applicazioni disponibili sugli smartphone.

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L’impiego delle benzodiazepine nella cura dell’insonnia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

insonniaDiversi studi indicano che le benzodiazepine (BDZ) sono tra i farmaci più prescritti in tutti i paesi occidentali. In particolare in Italia l’ultimo rapporto OSMED 2015 mostra che il consumo di BDZ nel nostro Paese è relativamente alto ed è stimato in 52,9 DDD/1000 abitanti/die. Un adulto su 10 ne fa uso ma la percentuale sale a 1 su 4 nella popolazione oltre i 65 anni di età. Complessivamente il 5% della popolazione generale italiana (circa 3 milioni di persone) fa uso cronico di questa classe di farmaci. Le BDZ rappresentano una classe di psicofarmaci la cui struttura chimica è caratterizzata dalla fusione di un anello benzenico e un anello diazepinico. Queste molecole agiscono prevalentemente legando il recettore GABA-A, un canale ionico per il cloro. Le BDZ, legandosi a un sito specifico, aumentano l’affinità recettoriale del GABA, con conseguente aumento della permeabilità allo ione. La struttura pentamerica del recettore GABA-A è costituita da almeno tre delle subunità recettoriali alfa, beta, gamma, delta, ed epsilon, di cui esistono innumerevoli isoforme, ciascuna avente una distribuzione peculiare nelle diverse aree cerebrali. La subunità á1 sembra mediare gli effetti sedativi, amnesici e anticonvulsivanti; la subunità alfa2 gli effetti ansiolitici; le subunità alfa3 e alfa5, rispettivamente, gli effetti miorilassanti e cognitivi. Mentre l’azione ansiolitica è correlata al potenziamento della trasmissione GABAergica, l’induzione dell’azione ipnotica si verifica mediante un prevalente effetto sulle strutture del tronco encefalico; l’azione anticonvulsivante è legata, invece, all’inibizione dei centri mesencefalici e diencefalici, che svolgono un ruolo attivante rispetto all’eccitabilità corticale; l’azione miorilassante è, infine, correlata a una inibizione sui centri che regolano il tono muscolare sia a livello corticale, sia a livello sottocorticale. I diversi effetti terapeutici delle BDZ (azione ansiolitica, sedativo-ipnotica, miorilassante e anticonvulsivante) ne determinano l’indubbia utilità nel trattamento di disturbi psichiatrici e neurologici complessi e di varia gravità 1-2. Le principali indicazioni terapeutiche delle BDZ variano a seconda delle singole molecole e includono: insonnia, ansia e disturbo di panico, convulsioni e stato di male epilettico, mioclono, spasmi muscolari, sindrome da astinenza alcolica, pre-anestesia, sedazione in alcune manovre diagnostiche o terapeutiche, induzione e mantenimento dell’anestesia bilanciata.
In particolare tra le terapie farmacologiche supportate da studi che ne confermano la sicurezza e l’efficacia, le benzodiazepine (BDZ) sono farmaci di prima linea nel trattamento dell’insonnia. Se usate a breve termine (meno di due settimane), le BDZ sono considerate sicure ed efficaci per il trattamento dell’insonnia(4). Approvate per l’uso come ipnotici/sedativi in commercio in Italia sono brotizolam, estazolam, flunitrazepam, flurazepam, lorazepam, lormetazepam, nitrazepam, nordazepam, temazepam e triazolam(3). Le principali controindicazioni all’assunzione di BDZ sono la nota ipersensibilità, la miastenia gravis, la grave insufficienza respiratoria o la depressione respiratoria acuta e l’insufficienza epatica avanzata. Le BDZ sono anche controindicate nel primo trimestre di gravidanza e durante l’allattamento, sebbene i dati in letteratura non siano univoci a tal proposito (nel primo e secondo trimestre l’assunzione di BDZ si assocerebbe a un aumentato rischio di palatoschisi, stenosi pilorica e malformazioni cardiache, mentre nel terzo trimestre al rischio di eccessiva ipotonia muscolare nel neonato (floppy infant syndrome). Altre controindicazioni sono rappresentate dall’intossicazione alcolica acuta, dalla sindrome da apnee notturne del sonno, dallo stato confusionale e da tutte quelle condizioni caratterizzate da decadimento cognitivo(1-2). Le benzodiazepine si differenziano dal punto di vista farmacodinamico (potenza e persistenza del legame recettorial) e altre alle caratteristiche farmacocinetiche (emivita e metabolismo)(1-2).
Rispetto all’emivita, le BDZ si distinguono in molecole a emivita breve, intermedia e lunga. Tra quelle a lunga emivita diazepam, delorazepam, durata di 24-72 ore (talora oltre). Fra le BDZ a emivita intermedia (10-20 ore) sono ampiamente utilizzati il lorazepam e il lormetazepam. BDZ a emivita medio-breve (6-12 ore) sono l’alprazolam e l’etizolam, ad azione breve il triazolam ecc. L’emivita è un criterio importante anche per operare la scelta di una BDZ ipnoinducente: nell’insonnia iniziale che corrisponde alla difficoltà nell’addormentamento possono essere utilizzate molecole a breve emivita, nell’insonnia centrale o terminale (risvegli nel cuore della notte o risveglio prematuro),” possono essere impiegate molecole con emivita più protratta. Va inoltre tenuta in considerazione il possibile fenomeno hangover, ovvero del protrarsi dell’azione sedativa non desiderata. Benché molecole caratterizzate da elevata maneggevolezza, le BDZ possono determinare l’insorgenza di effetti indesiderati che, insieme al rischio di dipendenza, devono essere monitorati. Tra gli effetti collaterali vengono riferiti sedazione, amnesia anterograda, astenia, atassia, sonnolenza e riduzione delle performances cognitive e psicomotorie. In particolare la sedazione presenta un effetto dose dipendente, maggiormente evidente nei primi giorni di trattamento, rappresenta un possibile fattore di rischio per le cadute accidentali negli anziani. (by Doctor33) (foto: insonnia)

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L’insonnia delle valdostane

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2011

Aosta. Oggi, all’Hotel Europa in piazza Narbonne, si tiene il primo incontro nazionale “La gestione del paziente nello spazio di autocura”. Un’iniziativa che vede come primo focus proprio il sonno dato che, per tutti i martedì del mese, sarà possibile ottenere nelle farmacie della rete Apoteca Natura una valutazione della qualità del proprio riposo ed essere indirizzati a medici formati. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) ha sottolineato l’importanza del progetto: “La sinergia è fondamentale. L’obiettivo è di permettere al farmacista di svolgere una importante funzione di sensibilizzazione e filtro nei confronti della persona, aiutandola a prendere atto dei suoi problemi di salute e a riconoscere le situazioni in cui è opportuno rivolgersi al medico”. I disturbi del riposo rappresentano il primo banco di prova: su questo tema è attiva la campagna “Facciamo luce sul sonno delle donne”, patrocinata da SIMG e dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDa) che vede nella farmacia il punto cruciale di incontro con i cittadini. I dati raccolti attraverso i test, rigorosamente in forma anonima, saranno utilizzati a scopo di ricerca e pubblicazione.
La Valle D’Aosta è capofila di un’iniziativa di formazione che toccherà tutta l’Italia: per vari ambiti terapeutici, a partire dal sonno, verranno definiti “campanelli d’allarme” che permettano al farmacista di indirizzare, al bisogno, il paziente dal medico. “In tutti gli altri casi invece – aggiunge Cricelli – si potranno curare i disturbi con un’automedicazione consapevole, tramite l’utilizzo di piante medicinali e il rispetto di alcune regole, sotto lo stretto controllo del farmacista”. Fra i protagonisti dell’incontro di domani vi sono il dott. Giuseppe Ventriglia, responsabile del progetto per SIMG, il dr. Andrea Nicola, esperto di fitoterapia e rappresentante dei farmacisti della rete Apoteca natura in Valle D’Aosta e la dr.ssa Dania Tassotti, farmacista, addetta alla formazione tecnico-scientifica.L’insonnia è la più grande nemica delle donne: una su 4 non dorme. Si tratta di una delle più frequenti cause di ricorso ai consigli del farmacista, un problema che colpisce 16 mila donne in Valle D’Aosta, secondo le più recenti stime. Proprio da qui prende il via il progetto sperimentale per creare una vera e propria “task force” tra chi sta dietro al bancone e i medici di famiglia.
La Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) è un’associazione che promuove il ruolo professionale dei medici di medicina generale, sia nella sanità italiana che nelle organizzazioni sanitarie europee ed extraeuropee. L’associazione presta particolare attenzione alla formazione, alla ricerca e allo sviluppo professionale e realizza attività di ricerca clinica ed epidemiologica, valutazioni di qualità, editoriali, di Information Technology, informatiche, di formazione a distanza e nell’ambito del management della professione. Collabora con Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, AIFA, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e con l’organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Apoteca Natura, con 500 Farmacie presenti nel territorio italiano, rappresenta una precisa scelta di specializzazione sui prodotti naturali e un punto di riferimento per il benessere quotidiano. I farmacisti del network, infatti, intraprendono un percorso di specializzazione sul mondo della salute naturale per garantire ai clienti un consiglio professionale, integrando al bisogno prodotti fitoterapici e farmaci. http://www.apotecanatura.it

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L’insonnia negli anziani

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

(Centro Maderna) L’insonnia, come altri disturbi del sonno, può avere effetti devastanti sulla salute delle persone anziane, diventando spesso la causa di depressione e cadute con conseguenti fratture. Si stima inoltre che il tasso di mortalità sia maggiore tra le persone che ne soffrono che tra quelle che invece dormono bene. I medici prendono dunque il problema dell’insonnia molto seriamente, non esitando a prescrivere farmaci (di solito sedativi ipnotici) che aiutano i pazienti a riposare meglio ma che possono creare stati di confusione e disorientamento durante la veglia e portare anch’essi a cadute, come ha evidenziato uno studio pubblicato dal British Medical Journal nel 2005. Oggi, un’equipe di ricercatori dell’università di Pittsburgh, ha invece dimostrato, confermando i risultati di altri studi precedenti, come una breve terapia comportamentale possa essere molto più efficace e sicura di quella farmacologica. Lo studio, pubblicato lo scorso gennaio sul “The Archives of Internal Medicine”, ha coinvolto 79 di anziani di età media intorno ai 72 anni i quali hanno partecipato a due sessioni informative tenute da un’ infermiera specializzata. Durante gli incontri gli anziani sono stati “educati” sui principi base del sonno e sulle quattro regole fondamentali identificate dai ricercatori: ridurre il tempo che si passa a letto, alzarsi alla stessa ora tutti i giorni, non andare a letto finché non si ha effettivamente sonno e non rimanere a letto se non si dorme. Possono sembrare regole banali, ma l’atteggiamento più comune è esattamente l’opposto: si stima infatti che molti anziani rimangano a le tto 10-12 ore per dormirne soltanto 5. Oltre alle due sedute informative i partecipanti hanno ricevuto due telefonate da parte dell’infermiera responsabile del progetto nell’arco del mese e alcuni questionari e diari del sonno da compilare. Dopo sole 4 settimane i miglioramenti registrati dal gruppo sono stati notevoli, miglioramenti che si sono protratti fino ai primi 6 mesi successivi allo studio. (New York Times, 23 marzo 2011)

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