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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘insufficienti’

Scuola: Organici e tempo scuola insufficienti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Riempire gli enormi “buchi” di organico del personale scolastico e predisporre una quota aggiuntiva per incrementare il tempo scuola e i cicli d’istruzione, al fine anche di ridurre la dispersione scolastica. È questo il filo conduttore che ha portato il sindacato Anief a presentare una serie di emendamenti presentati al Disegno di legge di Bilancio 2020 AS 1586, ora all’esame della V Commissione del Senato. Le richieste vanno dall’utilizzo razionale di posti liberati con “Quota 100” alla cancellazione dell’organico di fatto; dal miglioramento del rapporto alunni-docenti per la formazione delle classi al ripristino dell’insegnamento per moduli nella scuola primaria; dall’avvio dell’Educazione motoria nella scuola primaria all’obbligo scolastico sino alla maggiore età e anticipandone l’inizio a 5 anni; dall’insegnamento curricolare dell’educazione civica all’attivazione dei posti in organico profilo AS e C del personale ATA, di un corso di formazione rivolto al personale, della mobilità professionale per le graduatorie 2010 e l’indizione nuove procedure concorsuali, sino al ripristino di organici adeguati e di supplenze senza gli attuali vincoli.Sono molte e tutte ampiamente motivate le richieste sindacali di modifica della manovra di bilancio, nelle parti in cui si affronta il problema degli organici del personale, fortemente ridotti e quindi da rimpolpare il prima scuola, e del tempo scuola che a seguito delle ultime riforme ha subìto un decremento che è alla base del mancato arretramento della dispersione scolastica. Tra le disposizioni rivendicate dal sindacato figurano quelle di accantonare i posti lasciati liberi dal personale che ha lasciato anticipatamente il lavoro attraverso “Quota 100”, cancellare l’organico di fatto, ad iniziare dai posti in deroga di sostegno e delle sezioni primavera; di migliorare il rapporto alunni-docenti per la formazione delle classi; di ripristinare l’insegnamento per moduli nella scuola primaria, rifacendosi al modello vigente fino alla Legge 133/08, anche sulla base dei deludenti risultati indicati nei rapporti PIRLS sulle capacità di lettura e sui processi di apprendimento degli alunni del primo ciclo; di introdurre in modo obbligatorio e istituzionale la pratica dell’Educazione motoria nella scuola primaria; di estendere l’obbligo scolastico sino alla maggiore età e anticipandone l’inizio a 5 anni anziché a 6 anni. Sempre nello stesso ambito, il giovane sindacato ha chiesto di introdurre l’insegnamento curricolare dell’educazione civica, intesa come disciplina autonoma e non inglobata in altre materie; attivare i posti in organico profilo AS e C del personale ATA, prevedendo in questo modo la possibilità, prevista da diversi anni nel contratto collettivo nazionale di categoria, di fare elevare professionalmente assistenti e collaboratori scolastici; di prevedere anche un corso di formazione rivolto al personale, la mobilità professionale per le graduatorie 2010 e l’indizione nuove procedure concorsuali. Infine, sempre per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, Anief chiede di ripristinare gli organici su livelli numerici decisamente maggiori degli attuali e l’attivazione di supplenze senza gli attuali vincoli, a iniziare dalla riattivazione delle supplenze brevi sin dal primo giorno di assenza del titolare.

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Pa: Cgil Cisl Uil, bene impegno governo ma risorse insufficienti

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

“Registriamo l’impegno del governo ma le risorse investite non sono soddisfacenti. Gli stanziamenti in legge di Bilancio per il rinnovo del contratto non tengono conto del complesso di interventi necessari sul salario delle lavoratrici e dei lavoratori, così come sull’elemento perequativo e sull’indennità di vacanza contrattuale. Non solo, come previsto dai passati contratti, c’è bisogno di accelerare e investire risorse sul nuovo sistema di classificazione del personale. Per riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori il giusto valore della loro professione”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, in merito alle parole del ministro della Pa, Fabiana Dadone, su contratti pubblici e legge di Bilancio.”Sostenere di aver garantito un recupero di potere d’acquisto superiore all’indice Ipca, come ha fatto il ministro Dadone, – proseguono – non tiene conto dei prolungati anni di blocco della contrattazione e della strada ancora da fare per registrare un vero recupero dell’inflazione registrata. Apprezziamo la volontà politica espressa dal ministro nel praticare il confronto con i sindacati ma, allo stesso tempo, riteniamo insoddisfacenti le risorse messe a bilancio”.Intenzione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, aggiungono, “è puntare all’innovazione, generando un vero cambiamento nella Pa che consenta una valorizzazione dei lavoratori e che offra sempre migliori servizi ai cittadini. Per fare questo servono interventi che guardino anche al varo di un piano straordinario di occupazione, alla proroga di tutte le graduatorie in essere e alla stabilizzazione dei precari, al liberare dagli stringenti vincoli la contrattazione decentrata. Rivendicazioni che saranno al centro di un Attivo unitario nazionale promosso da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in programma a Roma il prossimo mercoledì 30 ottobre”, concludono.

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Imprese italiane insufficienti

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Il 55% delle aziende italiane ha un livello medio di conoscenza dell’inglese non superiore alla sufficienza. È il dato principale che emerge da uno studio che goFLUENT Italia, filiale della società svizzera leader nell’offerta di corsi d’inglese a distanza, ha promosso e condotto sui livelli di importanza, diffusione e conoscenza dell’inglese all’interno delle aziende italiane. Il campione d’indagine della ricerca è composto da 180 aziende da 50 dipendenti in su, rappresentative di diversi settori di mercato.  A rispondere al questionario, erogato online tramite una piattaforma web, sono stati i direttori del personale di ciascuna azienda interpellata.  Oltre la metà degli intervistati, il 55%, ritiene che il livello di conoscenza media dell’inglese all’interno della propria organizzazione sia drasticamente “scarso” (26%) o appena “sufficiente” (29%). Questo a dispetto del fatto che il 66% del campione abbia definito l’uso della lingua inglese “molto” (31%) o “moltissimo” (35%) importante nel proprio settore di mercato, e il 58% lo abbia definito “molto” (16%) o “moltissimo” (42%) importante in modo specifico nella propria azienda.  Il 42% considera “buono” l’inglese praticato nella propria azienda. Solo il restante 3% del campione ha definito “ottimo” l’inglese diffuso in azienda.  È analoga la situazione nel confronto con i colleghi stranieri, dove ciò è stato possibile (la metà esatta degli intervistati non ha saputo o non è stata in grado di dare una risposta per assenza di altre sedi estere della propria azienda). Il 50% di coloro che hanno risposto alla domanda considera l’inglese parlato dai propri colleghi peggiore di quello mediamente parlato dai colleghi delle filiali straniere. Il restante 44% lo considera uguale, mentre solo il 6% lo ritiene migliore.  D’altra parte solo il 35% ha affermato che nella propria azienda sono previsti con continuità programmi d’insegnamento dell’inglese rivolti al personale interno. Negli altri casi i corsi d’inglese o non sono mai stati praticati (24%) o sono stati fatti in passato e poi interrotti (41%): tra coloro appartenenti a questi due gruppi, il 74% ritiene che sarebbe dovere dell’azienda prevederli.  Il 65% del campione, infine, si dichiara favorevole all’introduzione in azienda di corsi d’inglese personalizzati a distanza, accessibili via Internet o telefono senza vincoli di data e ora per i partecipanti.
goFLUENT, nata nel 2000 da un’idea del suo fondatore e attuale Presidente Christophe Ferrandou, è il principale fornitore mondiale di soluzioni per l’apprendimento della lingua inglese a distanza per imprese, scuole e privati. Il Gruppo è presente in 10 Paesi con un totale di 600 dipendenti, di cui 400 docenti, che gli permettono di offrire soluzioni di formazione che rispondono alle esigenze delle più grandi aziende a livello internazionale. Attualmente la società fornisce i suoi servizi a più di 2.000 aziende clienti in tutto il mondo. La filosofia del Gruppo si fonda sull’elaborazione di progetti di formazione semplici da gestire, facilmente fruibili e focalizzati sulle peculiarità locali e sulle esigenze del singolo studente.  Per approfondimenti: http://www.gofluent.com

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Uffici questura sotto “canicola”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

Cagliari, questura. In un comunicato congiunto il Coisp, sindacato di polizia,e il Silp/Cgil ci informano: “Ormai da mesi gli operatori del settore sono costretti a subire temperature da “forno elettrico”, all’interno di alcuni uffici della nostra Questura si respira aria africana che si cerca in qualche modo di affrontare con l’inutile utilizzo di alcuni ventilatori! Sappiamo tutti che il declino della Pubblica Amministrazione, ed in questo caso della Polizia di Stato, è giunto al punto tale da comprometterne anche il decoro: caserme, auto e strumenti di lavoro in genere sono per lo più obsoleti, inefficienti o insufficienti, ma se è vero che funzionalità ed efficienza sono demandate ormai allo stoicismo di pochi eroi è anche vero che i cittadini, munti dal fisco oltre ogni limite censurabile, non si aspettano certo di patire anche la calura di questa torrida estate isolana presso gli uffici destinati al pubblico della questura di Cagliari, ove gioco forza si recano quotidianamente numerosi per ottenere passaporti, porto d’armi, nulla osta e quant’altro il presidio è obbligato a garantirgli. A causa della cronica inadeguatezza dell’impianto di climatizzazione, infatti, i locali di Via Tuveri somigliano ogni giorno di più a veri e propri forni. Il disagio agli utenti è indescrivibile, ma è paradossale che gli stessi manifestino solidarietà, quando non anche compassione, nei confronti degli operatori di Polizia che in quel contesto sudano le storiche sette camicie, dando un immagine della pubblica amministrazione da terzo mondo. È necessario un intervento urgente e risolutivo che non può attendere la prima “vittima”. La normativa sugli ambienti di lavoro non ammette deroghe, tanto meno in una struttura deputata a garantire il rispetto delle leggi ed ogni cittadino può sentirsi in diritto di farle rispettare. Invitiamo gli addetti alla carta stampata a farci visita al fine di verificare personalmente il grado di “temperatura” sotto la quale gli operatori si trovano costretti a lavorare… in condizioni indecenti!!”

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