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Posts Tagged ‘insufficienza respiratoria’

Francesco Cossiga è morto

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

Roma. Il decesso è avvenuto alle 13,18 presso il reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma dove era ricoverato dal 10 agosto per insufficienza respiratoria. Per giorni si è sperato che la forte fibra dell’uomo politico avesse ragione delle pur gravi condizioni di salute e che avevano costretto i medici, in questi giorni, a non sciogliere la prognosi. L’aggravamento è avvenuto durante la notte dopo che da qualche giorno le condizioni di mantenevano critiche ma stabili tanto che si era passati ad una graduale riduzione dei supporti farmacologici. Che la situazione stesse precipitando si è avvertita alla lettura del bollettino medico di questa mattina alle 12 da parte di Massimo Antonelli, primario del reparto di Rianimazione del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Emergeva con tutta evidenza che il quadro clinico del paziente era di estrema gravità.
Se ne va una parte della storia vissuta da un uomo politico che ha ricoperto svariati ruoli istituzionali sino a culminare con la presidenza della Repubblica. Figura, in un certo senso scomoda, per le sue “picconate” che resero incandescenti i suoi rapporti con i partiti politici e alcuni suoi esponenti di spicco. Aveva dovuto affrontare un difficile momento, da ministro degli interni durante il sequestro Moro. La sua morte lo spinse alle dimissioni. Sino a non molto tempo fa riusciva a catturare l’attenzione dei media con le sue battute salaci e la sua franchezza. Si porta, probabilmente, una parte di quei misteri della politica italiana e internazionale di cui talvolta faceva cenno ma che si guardava bene dal rivelarne i contorni.(articoli collegati: qui qui qui qui qui qui qui qui qui

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Insufficienza respiratoria: ECMO utile agli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 Mag 2009

La terapia con ossigenazione con membrana extracorporea (ECMO) migliora la sopravvivenza in pazienti selezionati di età non neonatale con insufficienza respiratoria acuta in cui il supporto ventilatorio massimale si è dimostrato inefficace. Benchè la ECMO sia un mezzo alternativo già in uso per questi casi in età neonatale, la sua applicazione in pazienti di altre età rimane controverso, nonostante i molti studi controllati e non effettuati in proposito. Molti considerano questa tecnica una modalità ventilatoria di “ultima spiaggia”, ma si tratta in realtà di un ulteriore strumento a disposizione di chirurghi e specialisti in terapia intensiva nei centri altamente specializzati. E’ chiaro comunque che i tempi richiesti dal parenchima polmonare per riprendersi sono dinamici e dipendono dal singolo paziente e dalle cause dell’insufficienza respiratoria. Per il momento, sarebbe opportuno che solamente i pochi centri con una solida esperienza nella ECMO neonatale si avventurino nei programmi di ECMO non neonatale. (Arch Surg 2009; 144: 427-32)

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Inquinamento, anziani e salute

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Uno studio epidemiologico della Stanford University (USA), durato 12 anni in 183 citta’, ha analizzato il volume delle cure mediche di milioni di americani dai 65 agli 84 anni. Lo studio dimostra chiaramente la nocivita’ dell’inquinamento atmosferico poiche’ emerge una stretta correlazione tra la qualita’ dell’aria e i costi sanitari. I ricoveri ospedalieri per insufficienza respiratoria sono il 19% in piu’ nelle citta’ inquinate rispetto a quelle con basso inquinamento. I risultati dovrebbero far riflettere i nostri legislatori -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc- che approvano provvedimenti restrittivi sul fumo. Che le esalazioni del tabacco facciano male e’ indubbio, cosi’ come e’ sacrosanto il diritto dei non fumatori a tutelare la propria salute dal fumo dei fumatori, purtroppo non registriamo analoga attenzione nei confronti dell’inquinamento da gas di scarico delle automobili. Ultimo esempioriguarda la Capitale d’Italia, dove un timido tentativo di limitare il traffico nel centro e’ naufragato per l’opposizione dei commercianti. Insomma sono sempre gli interessi economici di questa o quella lobby che dettano legge. Una di queste lobby e’ proprio lo Stato che mentre si appresta a varare una legislazione piu’ severa, dall’altra detiene il monopolio dei tabacchi, con una imposizione fiscale che raggiunge il 75% del valore di un pacchetto di sigarette. Insomma il denaro non ha odore, neanche di tabacco! Le riforme strutturali in Italia. L’economia nazionale si sta imballando proprio perché non è in grado di imbrigliare le crescenti spese derivanti da voci di bilancio che non sembrano comprimibili senza provocare forti reazioni popolari. Eppure esiste, come emerge chiaro da un progetto messo a punto dai Centri studi della Fidest, una soluzione cercando di risolvere il problema pensando in modo diverso al come lo abbiamo germinato. In altre parole se pensiamo, ad esempio, alla sanità ed analizziamo le spese ci accorgiamo che esse incidono in misura notevole sui costi di gestione e sui prodotti farmaceutici. Se, quindi, noi riduciamo i vari passaggi, oggi richiesti per l’assistenza sanitaria di base, determiniamo un abbassamento notevole del rapporto costi generali/prestazioni effettuate. Dobbiamo, quindi, ragionare in modo diverso per darci un approccio semplificato per l’assistenza sanitaria dando più contenuto al ruolo del medico di base e permettendogli di interagire in tutte le situazioni in cui i propri pazienti abbisognano ora di visite specialistiche ora di ricoveri ospedalieri, ora di terapie particolari, ecc. Tutto ciò cosa può significare? Senza dubbio una minore prescrizione di farmaci o l’uso, in alternativa, di prodotti omeopatici o fitofarmaci o altre soluzioni che possono andare a combinarsi con la propria dieta alimentare. Ma è tutta la filiera assistenziale che, se meglio seguita dal medico di base, consente la contrazione delle spese sanitarie evitando la duplicazione o il ripetersi di accertamenti diagnostici in tempi brevi e per i quali è comprovata la inutilità. E’ una strada percorribile se non ci fossero interessi lobbistici che tendono a far lievitare la spesa sanitaria per poter emungere da essa congrui profitti. E questi interessi sono tanto potenti che ogni possibile riforma è destinata al fallimento se prevede economie di gestione andando a ricadere sull’uso dei prodotti farmaceutici e sui tanti interessi privati messi a punto con il solo scopo di attrarre risorse pubbliche sotto l’egida del servizio costoso, ma con prestazioni mediocri e che prevedono, altresì, interventi ripetitivi.

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