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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘integratori’

Il mercato degli integratori cavalca l’onda del benessere

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

“Al giorno d’oggi è fondamentale, e talvolta diventa un’esigenza, che alimentazione e stile di vita siano strettamente correlati tra loro. È dimostrato come una dieta varia ed equilibrata e un adeguato livello di attività fisica garantiscano una condizione di salute e benessere. È proprio qui che entrano in scena gli integratori alimentari, perché contribuiscono a migliorare lo stato nutrizionale e aiutano a mantenere una buona condizione fisica a tutte le età, stimolando le funzioni fisiologiche dell’organismo”. Parla la dott.ssa Camilla Pizzoni, Direttore Scientifico Laboratori Pool Pharma, azienda leader in Italia per lo studio e lo sviluppo di integratori alimentari, 100% made in Italy, venduti in oltre 9.000 Farmacie spalmate su tutto il territorio nazionale. “Tra gli integratori più amati e acquistati dai nostri consumatori, sempre più alle prese con vite frenetiche e sintomi psicosomatici, troviamo, al primo posto, i sali minerali e i multivitaminici come per esempio MG.K VIS, marchio icona di Pool Pharma. Al secondo posto, Kilocal, per la linea e a seguire Trio Digeracid, per la digestione. Ricerca e innovazione ci consentono di migliorare costantemente il contenuto dei prodotti per garantire sicurezza ed elevati standard qualitativi. Puntiamo da sempre su questo aspetto, specialmente oggi in un mercato molto competitivo, dove anche i big del food o dello sport producono integratori». Commenta Camilla Pizzoni, che è anche Direttore Tecnico dell’Osservatorio Pool Pharma. “Attraverso le scelte dei nostri clienti percepiamo il trend in forte crescita del concetto di auto medicazione. Assieme all’evoluzione della ricerca, nel nostro settore, è aumentata la conoscenza dei rimedi più utili a migliorare lo stile di vita e le abitudini alimentari. Gli italiani sono stati sempre attenti alla salute, si aggiunga il moltiplicarsi di formule e canali di vendita incluso l’e-commerce e poi la gdo. Per quanto ci riguarda abbiamo subito scelto le farmacie e in seguito anche le parafarmacie come canale prediletto. La competizione è altissima, per questo abbiamo deciso di investire sulla formazione diretta con i farmacisti che sono spesso i punti di riferimento riconosciuti dai consumatori per quanto riguarda la scelta dei prodotti. Il progetto di formazione a sostegno delle farmacie con cui collaboriamo si chiama ‘‘Farmacia 6 top’’ e consiste in un’operazione di affiancamento da parte di esperti sul punto vendita. Servono a coadiuvare la scelta del prodotto più adatto o semplicemente a fare formazione del personale per un paio d’ore al giorno sui temi degli integratori che non sono tutti uguali se pensiamo che solo i sali di magnesio hanno diverse formulazioni.
Pool Pharma, fondata da Giorgio Pizzoni, attuale presidente, fin dal 1990, è entrata in un mercato in costante crescita confermandosi in un comparto dinamico e vivace che comprende quello che continua a essere il principale canale distributivo: la Farmacia. Non è un caso che il claim sia da sempre “Da Pool Pharma in Farmacia”. In questi ultimi due anni il mercato ha registrato un aumento globale del +4% per un valore complessivo che supera i 3,2 mld di euro in Italia e conta 32 milioni di consumatori*. “Pool Pharma nasce con l’idea di aiutare gli italiani alla scelta e al consumo degli integratori alimentari offrendo prodotti utili alle esigenze nutrizionali e agli stili di vita dell’individuo”. – Conclude la dott.ssa Pizzoni. *(Fonte Federsalus dalla ricerca “Il valore sociale dell’integratore alimentare” realizzata dal Censis).

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Integratori alimentari e standard di qualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Nella fabbricazione di integratori alimentari occorre impiegare materie prime di qualità per garantire ai consumatori “un elevato livello di tutela”, obiettivo che si prefigge la direttiva 2002/46/CE. È l’inizio della nota con cui il Ministero della Salute fissa gli standard di qualità delle materie prime e buone pratiche di fabbricazione per gli integratori alimentari.Sono diverse le indicazioni riportate nel provvedimento, in cui si sottolinea che la qualità è assicurata dalla rispondenza a standard di purezza generalmente riconosciuti. Non solo. La fabbricazione richiede la documentazione di procedure di controllo sulle condizioni operative dello stabilimento. “Richiami ed indicazioni importanti – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ci auguriamo che vengano presi alla lettera per tutelare i consumatori. Solo pochi mesi fa, come si ricorderà, si sono registrati casi di epatite colestatica acuta segnalati dopo l’assunzione di integratori alimentari alla Curcuma. Stiamo assistendo alcuni cittadini che hanno avuto problemi di salute. Andremo fino in fondo su questa vicenda, abbiamo chiesto anche l’accesso alla relazione degli esperti – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – intanto ci auguriamo che la nota del Ministero contribuisca a tutelare i consumatori”.

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Vitamine, integratori e supplementi: una guida per un uso consapevole

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

Interno farmacia

É stato recentemente pubblicato un documento di consenso della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) e della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) che ha lo scopo di fare chiarezza sul fronte delle principali vitamine e micronutrienti utilizzati comunemente dal medico o direttamente dalle famiglie senza una precisa indicazione clinica, guidando il pediatra verso un utilizzo evidence based di vitamine, integratori e supplementi. Il documento si snoda attraverso un percorso che contempla un riassunto delle principali raccomandazioni per poi trattare nel dettaglio ogni singolo integratore e supplemento con un aggiornamento sulle indicazioni cliniche per l’utilizzo, i relativi dosaggi e gli eventuali effetti collaterali. Il panel ricorda che non si hanno dati sul rischio di obesità correlato a un eccesso di supplementazione vitaminica, e che in generale non vi è indicazione nei bambini e adolescenti sani per un apporto aggiuntivo di tali nutrienti oltre a quanto raccomandato nelle linee guida.
Infatti, i bambini sani e senza carenze documentate non dovrebbero assumere supplementi se praticano sport, per aumentare l’appetito, per migliorare il rendimento scolastico, o in corso di terapia antibiotica. Le prove scientifiche attualmente disponibili inoltre non hanno dimostrato un’efficacia preventiva della somministrazione di vitamine e/o oligoelementi sulle normali infezioni in età evolutiva nei soggetti sani. La supplementazione con magnesio non è raccomandata per disturbi del sonno, sudorazione eccessiva, profilassi dell’emicrania, e crampi notturni alle gambe, mentre potrebbe avere un ruolo nelle esacerbazioni dell’ADHD e nelle sindromi ticcose e nella dismenorrea per il controllo dei sintomi. Si raccomanda inoltre di trattare e prevenire le carenze di DHA, ferro e vitamina B12, in particolare durante lo sviluppo fetale in gravidanza e nella prima infanzia. La profilassi con vitamina D è raccomandata dai primi giorni di vita del bambino e per tutto il primo anno, indipendentemente dal tipo di allattamento. La profilassi con fluoro poi è consigliata fortemente a tutti i bambini in età evolutiva, almeno fino a 16 anni, tramite l’utilizzo di dentifrici e collutori al fluoro, associati a buone abitudini di igiene orale. (fonte Doctor33 – Società Italiana di Pediatria preventiva e sociale – SIPPS)

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Integratori alimentari: il farmacista al centro di un modello virtuoso

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

integratoriLe patologie croniche sono un ampio gruppo di malattie caratterizzate da una progressiva degenerazione, con un forte impatto socio economico e una ricaduta sulla qualità di vita di chi ne è affetto. In particolare, quelle legate alla salute delle ossa, al colesterolo alto, all’ipertensione, al diabete, all’apparato circolatorio, incidono su una popolazione caratterizzata da un elevato invecchiamento. Esse sono infatti più frequenti nella fascia dei Senior, tra i 55 e i 74 anni, composta da quasi 15 milioni di individui. Una quota non trascurabile di queste malattie è dovuta a stili di vita scorretti, quali fumo, alcool, mancanza di attività fisica, cattiva alimentazione. Tuttavia all’interno di questa categoria della popolazione, come emerge dalla ricerca di Gfk per FederSalus “Salute, ciclo di vita e integratori”, circa 2 milioni sono i cosiddetti Active Aging, persone attive, dedite alla cura di sé e alla promozione del proprio benessere, che mettono in pratica atteggiamenti verso la salute competenti e responsabili. In una logica di attenzione alla salute e orientamento alla prevenzione, gli Active Aging integrano più degli altri la propria alimentazione. Questa nuova fascia della popolazione costituisce un modello comportamentale da tenere in considerazione e che, se supportato, porterebbe a significativi risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale.Il ruolo del farmacista, attore fondamentale nel processo di cura, in termini di relazionalità sociale, assume in questo contesto un’importanza determinate per l’affermarsi di questo modello virtuoso che potrebbe contribuire al contenimento dei costi del SSN, abituando il paziente ad adottare atteggiamenti che prevengano l’insorgere di patologie ospedaliere.“FederSalus ha accettato l’invito a partecipare a FarmacistaPiù nella convinzione che il farmacista rappresenti una figura determinante per l’industria degli integratori alimentari – afferma Marco Testa, Presidente FederSalus -. L’integratore alimentare si è progressivamente affermato con un ruolo funzionale per affrontare e gestire specifiche esigenze di trattamento e prevenzione di malattie promuovendo il mantenimento della salute. Questi prodotti potrebbero risultare utili per la riduzione dell’incidenza di alcune patologie e delle loro complicanze e comportare quindi un reale risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. In questo il Congresso dei farmacisti italiani ha rappresentato un’importante occasione di confronto con le Istituzioni e gli attori del Sistema Salute”.

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Integratori alimentari, a Milano presentata la prima review scientifica

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

integratoriE’ stata presentata a Milano da ‘Integratori Italia’ (Associazione italiana industrie prodotti alimentari – Aiipa). E’ il frutto di oltre un anno di lavoro di un pool di otto tra i maggiori esperti italiani e offre lo stato dell’arte delle evidenze scientifiche più significative e delle frontiere più promettenti dell’alimentazione e della salute. Il corposo documento, pubblicato da Edra, affronta numerosi temi: il ruolo degli integratori alimentari nei moderni stili di vita, gli integratori a base di vitamine e minerali, gli estratti vegetali e i probiotici, gli integratori per la salute cardiovascolare e per contrastare il declino cognitivo.«Nonostante la difficoltà oggettiva di dimostrare secondo il metodo scientifico un beneficio clinicamente significativo sul mantenimento dello stato di salute e del benessere, oggi disponiamo di un ampio numero di pubblicazioni di alto livello qualitativo che conferma quanto i diversi componenti degli integratori svolgano effettivamente questo ruolo» afferma Alessandro Colombo, presidente di Integratori Italia. Se è evidente che uno stile di vita sano rappresenta la base irrinunciabile del wellness, vi possono essere periodi in cui lo stato di benessere è messo alla prova e può essere necessario integrare la dieta con elementi concentrati di sostanze normalmente presenti negli alimenti ma in quantità minori. Una recente ricerca di Gsk Eurisko, del resto, ha evidenziato non solo che 4 italiani su 10 hanno usato un integratore alimentare, ma anche l’alto livello di interesse dei consumatori ad avere informazioni su rischi, controindicazioni e corretto uso dei principi attivi. «Su questo fronte giocano un ruolo fondamentale i farmacisti (citati dal 49% degli intervistati), così come il medico di medicina generale e gli specialisti» sottolinea Colombo.Gli integratori, in particolare, possono rappresentare una valida opportunità per il sostegno di funzioni fisiologiche, contribuendo anche alla prevenzione di fattori di rischio di malattia, aggiunge Franca Marangoni, responsabile ricerca Nutrition foundation of Italy (Nfi). «Per esempio» spiega «nel Physicians’ health study condotto su una popolazione di 14mila medici americani di età =/>50 anni seguiti per 11 anni, l’assunzione di un multivitaminico si è associata a una riduzione, modesta ma significativa, del rischio di tumori». Benvenuto Cestaro, direttore della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione dell’Università degli studi di Milano, si sofferma sui meccanismi con i quali un’adeguata dieta e integrazione alimentare possono contrastare l’invecchiamento. «Le principali direttrici della ricerca biochimica in questo campo» asserisce «sono indirizzate alla necessità di mantenere l’efficienza mitocondriale e alla riduzione dei processi perossidativi e dell’infiammazione silente, un processo di bassa intensità ma cronico – volto all’inattivazione di virus, batteri e allergeni ambientali – che può portare a esaurimento del sistema immunitario. Per contrastarlo è utile una dieta antinfiammatoria: limitare l’assunzione di acidi grassi idrogenati, saturi e omega-6 (privilegiando i monoinsaturi come quelli contenuti nell’olio d’oliva), oltre a ridurre l’intake di zuccheri semplici e incrementare quello di carboidrati integrali. Utile anche l’integrazione di acido linolenico, cardiolipine o fosfolipidi precursori delle cardiolipine, in grado di prevenire e riparare i danni mitocondriali».
Per frenare il declino cognitivo legato allo stress ossidativo, ricorda Giovanni Scapagnini, associato di Biochimica clinica al Dipartimento Scienze per la Salute dell’Università di Messina, «oltre al glucosio, da cui dipendono le funzioni cerebrali, sono fondamentali le vitamine del gruppo B, gli omega 3 (per la trasmissione dell’impulso nervoso, la memoria e l’apprendimento), i fosfolipidi (componenti delle membrane cellulari), la L-acetil carnitina per la sua azione neuroprotettiva. Ulteriori sostanze “non nutrienti” in grado di ridurre il danno ossidativo e migliorare il tono dell’umore e la memoria sono le antocianine e le procianidine del mirtillo, le catechine del tè, i flavonoli e le epicatechine del cacao, il resveratrolo, la curcumina e l’omotaurina presente in alcune alghe marine».Sul fronte della prevenzione cardiovascolare Andrea Poli, presidente Nfi, sottolinea vari integratori alimentari efficaci nel controllo del profilo lipidico e quindi utili nella prevenzione del rischio coronaropatico: i fitosteroli, gli integratori a base di riso rosso fermentato, il beta-glucano, la berberina, gli omega-3. Molti altri temi sono stati analizzati nell’incontro milanese: dai fattori utili per condizioni carenziali a salvaguardia della salute delle donne in tutte le fasi della vita, agli integratori a base di erbe (i cosiddetti ‘botanicals’) di cui Patrizia Restani, del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell’Università degli studi di Milano elenca quelle preferite dagli italiani (aloe, finocchio, valeriana, ginseng, mirtillo, passiflora, melissa, guaranà, tarassaco, carciofo), ai probiotici, rispetto ai quali Lorenzo Morelli, preside Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza evidenzia le linee di ricerca attualmente ammissibili secondo l’Efsa (European food safety authority): discomfort gastro-intestinale (colon irritabile negli adulti, coliche gassose nei neonati), difesa immunitaria contro agenti patogeni (come infezioni da Clostridium difficile) e benefici nella risposta agli allergeni. Infine, Giancarlo Cravotto, direttore del dipartimento di Scienza e tecnologia del farmaco dell’Università di Torino, evidenzia come «la forza del sistema di sicurezza italiano per alimenti e integratori è diventato un riferimento per molti Paesi», osservando che «i produttori di integratori alimentari in Italia vantano un elevato standard produttivo e un efficiente sistema di assicurazione della qualità, che li colloca ai primi posti d’Europa». (fonte: Farmacista33. Per scaricare il documento integrale:
http://www.integratoriitalia.it/review-scientifica-sullintegrazione-alimentare/) (foto: integratori)

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L’informazione sugli integratori alimentari viaggerà sempre più sul web

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2016

integratori alimentariSempre più connessi attraverso tablet, smartphone ed il più tradizionale pc da scrivania, medici di famiglia e specialisti utilizzano Internet, oggi più di prima, per approfondire tematiche specifiche, inclusi gli integratori alimentari. Una tendenza in forte crescita secondo le previsioni di GfK Eurisko emerse dallo studio “Gli integratori alimentari: il ruolo del medico e la comunicazione digitale”, condotto su un campione di 217 medici di famiglia e 456 specialisti, presentato al recente seminario FederSalus “Integratori alimentari: trend, prospettive di mercato e multicanalità”.Negli ultimi anni il web si è integrato sempre di più alle fonti più tradizionali di aggiornamento, il medico si aggiorna sugli integratori attraverso un mix ricco ed articolato di canali di comunicazione. Ai tradizionali incontri con gli ISF (utilizzati dall’ 83% degli MMG e dal 67% degli specialisti), alle riviste mediche (36% dei MMG e 33% degli specialisti) e ai congressi e simposi nazionali ed internazionali (14% degli MMG e 24% degli specialisti), si affiancano strumenti digitali quali newsletter (22% degli MMG e 17% degli specialisti), siti aziendali (9% degli MMG e 13% degli specialisti) e di informazione sulla salute (11% degli MMG e 18% degli specialisti), social media quali facebook, Linkedin, YouTube e Twitter.Dall’indagine emerge inoltre che l’interesse verso la categoria degli integratori da parte della classe medica è ormai consolidato: i medici riconoscono agli integratori razionale scientifico e li considerano validi strumenti nella loro pratica clinica, tanto che ben il 65% degli MMG e il 41% degli specialisti li consigliano abitualmente ai propri pazienti. “4,7 milioni di italiani ricevono abitualmente consigli e prescrizioni di integratori alimentari da parte del medico, dato questo che ben sintetizza come l’integratore sia entrato nella pratica clinica quotidiana per la gestione o prevenzione di piccoli disturbi – sottolinea Isabella Cecchini, Direttore del Dipartimento Salute di GfK Eurisko e curatore della ricerca – Cresce quindi il bisogno di informazione sui diversi integratori da parte del medico, sia esso medico di medicina generale o specialista. E se oggi gli ISF sono la fonte di informazione centrale per i medici, nel prossimo futuro i medici attendono che questo ruolo sia svolto dal canale web, nelle sue diverse piattaforme.”
FederSalus, Associazione Nazionale produttori e distributori di prodotti salutistici è l’associazione italiana rappresentativa del settore degli integratori alimentari. Fondata nel 1999, attualmente conta oltre 160 aziende associate. Attraverso la collaborazione con strutture di ricerca ed istituzioni nazionali ed europee, l’associazione si propone di sostenere le istanze del comparto e, al contempo, tutelare la salute del consumatore promuovendo la corretta informazione sui prodotti salutistici e la loro qualità e sicurezza. Per approfondimenti è disponibile il sito http://www.federsalus.it

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Integratori alimentari e internazionalizzazione: opportunità di crescita negli USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 gennaio 2015

integratori alimentariAl primo posto secondo il AT Kearney 2014 FDI Confidence Index, gli Stati Uniti rappresentano il più grande e ricco mercato mondiale, che nello stesso anno vale quasi 25 MLD di dollari[i], con margini interessanti alle aziende che decidono di investire. Questo anche grazie agli accordi di libero commercio e agli scambi bilaterali privilegiati con 20 nazioni che permettono di raggiungere una popolazione complessiva di 695 milioni di consumatori e 7 trilioni di dollari di PIL. Non si hanno dazi e barriere doganali e si può contare sugli incentivi fiscali offerti dai singoli Stati.A differenza di quanto accade per altri mercati che vedono l’internazionalizzazione come una leva di sopravvivenza in un contesto di saturazione del mercato nazionale, per l’industria italiana degli integratori alimentari rappresenta un’occasione di crescita strategica finalizzata a esportare l’eccellenza raggiunta negli anni, grazie allo sviluppo tecnologico e agli elevati livelli qualitativi dei prodotti.«Il know how, la tecnologia e la qualità dell’industria degli integratori alimentari italiana rappresentano ormai uno standard di riferimento nel mondo. I mercati esteri offrono straordinarie potenzialità di sviluppo e oggi ci sono i presupposti per guardare anche gli USA, in cui quest’industria ha avuto origine, come un potenziale mercato di attrattività per investimenti italiani» ha sottolineato Marco Fiorani, Presidente di FederSalus, in occasione dell’incontro di presentazione del programma SelectUSA: Perché investire negli Stati Uniti? organizzato da Federsalus in collaborazione con il Dipartimento del Commercio Americano presso il Consolato USA a Milano.
L’Italia si presenta all’undicesimo posto tra i paesi esportatori e al tredicesimo per quanto riguarda i paesi investitori negli USA. Tra il 2009 e il 2013 lo stock di investimenti diretti italiani negli USA è cresciuto del 35% e nei prossimi anni si stima un ulteriore incremento.
Grazie alla partnership tra FederSalus e l’US Commercial Service, verrà realizzato un percorso di lavoro finalizzato a fornire un supporto concreto alle aziende che vogliono investire negli USA, affinché possano prepararsi adeguatamente, conoscere il contesto, la diversa regolamentazione e cultura del business. «Il SelectUSA Summit del 23-24 marzo 2015 rappresenta un cruciale momento informativo e di incontro con esperti pubblici e privati nel settore degli investimenti – afferma Andrea Rosa, CommerciaI Specialist SelectUSA – In collaborazione con FederSalus, stiamo mettendo a punto possibili spin-off con esperti ed associazioni del settore».
«L’incontro al Consolato USA è stato un momento significativo – conclude il Presidente Marco Fiorani – La massiccia partecipazione e l’interesse mostrato dalle aziende associate è un chiaro segnale di conferma del percorso intrapreso dall’Associazione di esplorazione dei mercati extraeuropei e di sostegno ai progetti di internazionalizzazione delle nostre realtà imprenditoriali. I tempi e il nostro know how sono ormai maturi. La riunione del Gruppo di Studio sull’internazionalizzazione, non a caso fissata nella medesima giornata, rappresenta l’avvio di una serie di attività di networking e di nuovi progetti che stiamo preparando da mesi, anche in vista di Expo».

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Falsi trattamenti per i traumi cranici con integratori alimentari ‘miracolosi’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 agosto 2014

integrtoriUna fuorviante affermazione: l’utilizzo di un particolare integratore alimentare favorisce la guarigione piu’ veloce dopo una commozione cerebrale o altro trauma cranico. Sfruttando la preoccupazione del pubblico circa le commozioni cerebrali, alcune aziende stanno offrendo prodotti non provati e potenzialmente pericolosi che pretendono di prevenire, trattare o curare traumi e altre lesioni cerebrali traumatiche (TBI). Questi prodotti “miracolosi” sono integratori alimentari a base di curcuma (una spezia indiana della famiglia dello zenzero) e di acidi grassi omega-3 derivati ??da olio di pesce. Vengono venduti su internet.
L’allarme viene dalla FDA americana.Non c’è alcuna prova scientifica per sostenere l’uso di qualsiasi integratore alimentare per la prevenzione di traumi o la riduzione dei sintomi post-commozione cerebrale.Il consiglio e’ quello di non credere a trattamenti mirabolanti, magari con qualche testimonianza, ma di rivolgersi alle appropriate strutture sanitarie. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Caffeina nascosta negli integratori Usa, rischio overdose

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2013

Il contenuto in caffeina nei supplementi dietetici varia considerevolmente e le etichette dei prodotti non sono sempre accurate nel riportare se e quanta caffeina è presente. Ciò non rende un prodotto pericoloso di per sé, ma può rappresentare un rischio per la salute degli ignari consumatori qualora dovessero associare all’integratore un altro alimento o bibita “caffeinati”. E leggere attentamente l’etichetta alcune volte non basta, come evidenziato da uno studio statunitense che ha analizzato la composizione di 31 prodotti dietetici venduti nelle basi militari dell’esercito Usa. Dai risultati, pubblicati su Jama Internal Medicine, è emerso che dei 20 integratori contenenti caffeina: 9 riportavano in etichetta informazioni corrette sul contenuto; in 5 prodotti il contenuto in caffeina era maggiore o minore di quanto dichiarato in etichetta; nei rimanenti 6 erano presenti alti livelli di caffeina (da 210 a 310 mg per porzione, mentre una tazza di caffè ne contiene 100 mg) ma l’etichetta non specificava il quantitativo. La legislazione Usa in materia di etichettatura dei supplementi dietetici presenta delle omissioni che consentono, di fatto, ai produttori di evitare legalmente la segnalazione puntuale dei quantitativi di caffeina. Così però esiste il rischio di overdose, dato che la caffeina è presente anche in molte bibite e alimenti di uso estremamente comune come il caffè, il cioccolato, gli energy drinks e le bevande a base di c ola. Tra l’altro un eccesso di caffeina sarebbe particolarmente dannoso proprio per i militari, per i quali effetti collaterali come tremori e ansia si andrebbero a sommare a una condizione di base già sufficientemente stressante. Troppa caffeina ha dichiarato uno degli autori, Pieter Cohen dell’Harvard Medical School di Boston «potrebbe far passare una persona dall’essere semplicemente un po’ nervoso all’avere un vero e proprio attacco di panico».
JAMA Intern Med. 2013;():1-2. doi:10.1001/jamainternmed.2013.3254 (fonte farmacista33)

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Integratori e tisane non curano

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

I prodotti a base naturale e vegetale, come tisane e integratori, che «stanno riscuotendo un crescente interesse nel pubblico, con un consumo che coinvolge in modo significativo anche bambini nella prima infanzia e donne in gravidanza o durante l’allattamento», possono «favorire fisiologicamente le funzioni dell’organismo nell’intento di ottimizzarne il normale svolgimento», ma non curare. Lo sottolinea in un documento appena pubblicato la Commissione per la dietetica e nutrizione del Ministero della salute che aggiunge come «funzioni alterate in senso patologico richiedono sempre il controllo e l’intervento del medico con la prescrizione all’occorrenza dei presidi terapeutici più indicati». L’origine naturale di questi prodotti «di per sé non é una garanzia di sicurezza» sottolinea la commissione «e bisogna leggere attentamente quanto indicato in etichetta, dove possono essere riportate anche specifiche avvertenze in presenza di particolari estratti vegetali». Inoltre il consumo di un prodotto di derivazione vegetale, come complemento della dieta, soprattutto se concomitante all’assunzione di farmaci, «può innescare nell’organismo una serie di reazioni» che possono portare a effetti indesiderati. Un’evenienza che si può verificare anche nelle fasce più vulnerabili, come quella pediatrica e le donne in gravidanza o in allattamento. L’uso di derivati vegetali ed integratori in queste fasce «non dovrebbe avvenire senza consultare il pediatra o il medico». Per quanto riguarda gli integratori alimentari destinati alla prima infanzia é già stata detto alle imprese di riportare in etichetta una avvertenza del tipo seguente: “Per l’uso del prodotto si consiglia di sentire il parere del medico”. I prodotti naturali «possono dare un contributo» conclude il Ministero «per mantenere e ottimizzare il benessere senza alcuna finalità di cura». (fonte farmacista33)

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Sostanze vietate in alimenti ma presenti negli integratori

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2012

Alcuni integratori alimentari di origine vegetale contengono una sostanza tossica, l’alchilbenzene, in quantità tale da determinare, come dimostrato da sperimentazioni sugli animali, un aumento di casi di cancro al fegato. La sostanza è già vietata nell’Unione europea come aromatizzante per gli alimenti, ma non ancora vietata per gli integratori alimentari. Lo ha segnalato uno studio pubblicato su Food and nutrition sciences, in cui un team di ricercatori dell’università di Wageningen, nei Paesi Bassi, e dell’università di Milano, ha scoperto che sono in vendita alcuni integratori alimentari vegetali contenenti tali sostanze a livelli paragonabili a quelli che aumentano i casi di cancro nei test sperimentali sugli animali. Nell’analisi sono stati valutati 30 composti di integratori alimentari a base di basilico, finocchio, noce moscata, sassofrasso, cannella o calamo o i loro oli essenziali, e alcuni di questi prodotti contengono livelli relativamente alti di alchilbenzeni o composti del gruppo degli alcaloidi pirrolizidinici. L’uso di questi ultimi è già proibito per i cibi e per gli integratori alimentari vegetali nella maggior parte degli Stati membri dell’Unione, così come è proibito l’uso di alcuni alchilbenzeni (estragolo, metileugenolo, safrolo o beta-asarone) come sostanze aromatizzanti negli alimenti, ma mancano ancora le norme che stabiliscano limitazioni sulla presenza degli alchilbenzeni negli integratori alimentari.

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Un miliardo e mezzo integratori alimentari

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2011

Un miliardo e mezzo di euro in integratori speso dal 30% degli italiani. Una spesa inutile nella stragrande maggioranza dei casi e che, oltre ad avere un costo per le nostre tasche, puo’ danneggiare la salute. La necessita’ di una aggiunta di integratori nella alimentazione, riguarda una ristretta fascia di popolazione, per il resto e’ moda, che si paga a caro prezzo. Dosi eccessive di vitamine possono essere dannose, quelle liposolubili (A, E, D, K) possono intossicare il fegato e quelle idrosolubili (gruppo B, C, H, PP, ac.folico e pantotenico) possono alterare la funzionalita’ renale. Basta una corretta alimentazione per assicurare al nostro organismo tutto quello che necessita e la posizione geografica del nostro Paese consente di avere una vasta gamma di prodotti per tutto l’anno. Chissa’ quando il nostro ministro della Salute vorra’ avviare una campagna informativa sull’argomento. Attendiamo, con fiduciosa speranza. (Primo Mastrantoni segretario dell’Aduc)

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È nata Pharmentis

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

E’ la nuova azienda farmaceutica italiana che offre prodotti di qualità per la cura e il benessere della persona. Commercializza sia farmaci etici a marchio che prodotti da banco e integratori di alta qualità, innovativi e convenienti. L’azienda nasce da un ramo di Teva Italia, dopo che il gruppo israeliano, leader mondiale nel settore dei farmaci equivalenti, ha recentemente acquisito ratiopharm. Pharmentis è infatti il risultato di una innovativa politica di riassetto aziendale che predilige la creazione di nuove realtà imprenditoriali rispetto ai tagli di personale spesso derivanti dalle acquisizioni. L’operazione è stata resa possibile da una precisa scelta del management di Teva che, in fase di acquisizione di ratiopharm, ha voluto garantire il posto di lavoro a tutti i dipendenti italiani dei due gruppi. Aspetto che ha aumentato i costi dell’operazione ma che ha garantito continuità e stabilità a livello occupazionale e sociale, oltre ad una forte motivazione del personale. Passione, dinamismo e forte attenzione al cliente caratterizzano l’azienda che, per il futuro, punta anche sulla ricerca e l’innovazione, per la creazione di nuovi farmaci che rispondano alle emergenti esigenze di salute della collettività.

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Integratori alimentari e loro benefici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

Massicce campagne pubblicitarie ce li propinano come manna dal cielo per migliorare le Nostre diete, la concentrazione, le energie, le prestazioni quotidiane, la vista, il controllo della glicemia, del peso corporeo, della funzionalità intestinale o del cuore e chi più ne ha ne metta, ma i benefici promessi da integratori alimentari quali vitamine, minerali, fibre alimentari specifiche o lattobacilli vivi, si traducono spesso in delusione o in effetti per così dire placebo poiché in realtà rimangono solo sulle diciture delle confezioni ed in concreto poco o addirittura nulla. Almeno è questa l’opinione espressa da un comitato scientifico di esperti dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che dopo uno studio approfondito su 808 indicazioni funzionali generiche sulla salute ha stilato pareri negativi per gran parte delle indicazioni analizzate basandosi in particolare: sulla scarsità delle informazioni fornite, a partire dall’impossibilità di identificare la sostanza specifica su cui è basata l’indicazione (ad esempio per le fibre alimentari spesso non viene specificato il tipo di fibra); la mancanza di prove che l’effetto indicato sia davvero benefico per mantenere o migliorare la funzionalità organica (ad esempio indicazioni sull’eliminazione dell’acqua per via renale); la mancanza di precisione relativa all’indicazione sulla salute (ad esempio indicazioni riferite a termini come energia e vitalità); la mancanza di studi condotti sull’uomo con misurazioni affidabili del rivendicato effetto benefico sulla salute.  Con questa terza serie di pareri, l’agenzia ha valutato ad oggi oltre un terzo delle indicazioni sulla salute sulla totalità di quelle incluse nell’elenco compilato dagli Stati membri e dalla Commissione europea e si avvia allo studio completo entro la fine di giugno del 2011.  Nonostante i tanti pareri negativi, gli italiani sembrano essere una popolazione conquistata dagli integratori. Da una recente statistica commissionata dall’AIIPA (Associazione Italiana Industrie Alimentari) è infatti emerso che oltre un terzo degli intervistati utilizza con regolarità gli integratori alimentari di vario genere.  Il profilo del consumatore – tipo è quello di una persona colta, soprattutto tra i 45-54 anni e i 55-69 anni, che vanta abitudini alimentari buone o addirittura ottime e uno stile di vita sano.  Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” si domanda quale sia l’utilità – se non in stretti termini commerciali – degli integratori alimentari, tenuto conto che al di là dell’assenza pressoché generale di riscontri scientifici suffragati anche dall’autorevole agenzia europea, la Nostra alimentazione è così variegata e completa, che a detta degli esperti nutrizionisti risponde ai fabbisogni dell’organismo, per non dire che eccede il normale apporto quotidiano dei nutrienti di cui abbiamo bisogno.

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Integratori alimentari importati dalla Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

«In commercio si trovano molte confezioni importate illegalmente che contengono sostanze pericolose e etichette truccate». A lanciare l’allarme nel corso del Festival della Salute di Viareggio è stata Antonella Bellucci, presidente nazionale dell’Adcs (Associazione difesa dei consumatori sportivi). «Nonostante la legislazione italiana sia molto rigida in materia – ha spiegato – accade purtroppo che vengano importati e commercializzati illegalmente integratori provenienti dalla Cina, contenenti sostanze potenzialmente dannose e con etichettatura “truccata”: spesso si trovano confezioni con un’etichetta adesiva posta sopra quella originale, che in realtà riportava dosaggi più alti e composizione diversa». Proprio per sensibilizzare i ragazzi – grandi utilizzatori di capsule,  tavolette e affini – sul tema del corretto uso degli integratori, l’associazione ha lanciato una campagna nelle scuole di 5 regioni italiane (Puglia, Toscana, Lazio, Umbria e Calabria) e sta portando avanti una serie di incontri a livello parlamentare per promuovere una proposta di legge che definisca univocamente la figura del “trainer”.

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Cresce la spesa per gli integratori

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Con una crescita del 10% nei dodici mesi che terminano con lo scorso luglio, gli integratori si confermano la locomotiva del mercato dei cosiddetti prodotti funzionali, una classe dell’area di libero commercio che ormai sfiora i 5 miliardi di euro in valore e che per il 70% ha radici nel canale farmacia. Sono alcuni dei dati che arrivano dal seminario organizzato venerdì a Milano da Fedesalus (la Federazione nazionale delle aziende di prodotti salutistici) sul tema “Integratori e consumatore – Scenario competitivo e processi di acquisto”. Dati tutto sommato incoraggianti per la farmacia. Non soltanto il canale si aggiudica la fetta più consistente del mercato (che riunisce trasversalmente classi appartenenti al segmento otc/sop, a agli alimenti e agli integratori) ma fa anche segnare negli ultimi dodici mesi un trend di crescita superiore a quello della Gdo: 2,5% rispetto al 2,2% del mass market, una performance che in tempi di crisi non è da disdegnare. «A dire il vero l’incremento di mercato più importante lo fanno segnare le parafarmacie con un 12,3%» ha puntualizzato Riccardo Bruno, analista di Nielsen «ma il canale degli esercizi di vicinato ha fatto da poco il suo ingresso nell’arena e quindi la sua crescita va valutata con qualche cautela». Come si diceva sono gli integratori la locomotiva di questo comparto: gli alimenti infatti crescono nello stesso periodo di osservazione “soltanto” dell’1,6%, mentre gli otc/sop fanno un passo indietro e scendono dell1,7%. «Al riguardo» ha segnalato ancora Bruno «è interessante osservare come gli alimenti facciano segnare i balzi più consistenti nelle classi di prodotto per “intolleranze” e “intestino”, rispettivamente 5,9% e 3,6%, mentre perdono a favore di integratori e sop/otc nelle classi “anticolesterolo” e “difesa dai piccoli disturbi”, dove probabilmente il consumatore preferisce un approccio incentrato sul farmaco o su ciò che gli è vicino». (fonte farmacista33)

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Impiego di vegetali negli integratori

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

Il ministero della Salute ha ritenuto di intervenire sul piano normativo per l’impiego negli integratori di sostanze come estratti vegetali ammissibili per finalità “salutistiche”, soprattutto piante e derivati, predisponendo un apposito decreto che ha notificato preventivamente alla Commissione europea in quanto norma tecnica di adozione unilaterale. È quanto si apprende da un articolo di Bruno Scarpa, Direttore IV Ufficio alimenti particolari e Integratori del ministero della Salute, apparso sull’ultimo numero di Fitoterapia33. Contestualmente alla notifica, in un recente meeting, lo stesso Ministero alla presenza di rappresentanti della Commissione europea, dell’Efsa, di altri Stati membri, nonché di esponenti nazionali del mondo scientifico e accademico, ha illustrato le motivazioni del provvedimento e ha aperto un confronto sul tema, alla luce del complesso quadro attuale della legislazione alimentare comunitaria. L’approccio italiano parte dal presupposto che un integratore alimentare ha ragione di esistere solo se la fonte concentrata di sostanze a effetto fisiologico da cui è composto è attiva in modo plausibile. Mentre per gli altri alimenti lo svolgimento di effetti sulla salute non può rappresentare un obbligo ma solo una facoltà (riconducibile all’eventuale presenza nella matrice alimentare di determinati costituenti), gli integratori, per la loro natura e le tipiche forme di presentazione in capsule, compresse, fialoidi e simili, sono legittimati come opzione salutistica solo dalla effettiva capacità di svolgere gli effetti per i quali vengono ideati e proposti al consumo. Ne deriva che, se l’attività è un requisito necessario, è altrettanto necessario indicare in etichetta in che direzione si svolge, sulla base del complesso delle evidenze scientifiche e dell’uso tradizionale, per orientare correttamente le scelte dei consumatori in funzione delle aspettative e delle specifiche esigenze individuali. In conseguenza di tale approccio, l’indicazione dell’effetto di un integratore non può essere assoggettata direttamente al regolamento (Ce) 1924/2006 che è stato adottato a livello comunitario per disciplinare gli effetti sulla salute degli alimenti rivendicati dalle imprese su base volontaria. La Commissione europea, dopo la notifica del provvedimento, ha tre mesi di tempo per le sue valutazioni. Si resta in attesa degli sviluppi. (fonte farmacista33)

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Farmaci mascherati da integratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

Le ultime segnalazioni di integratori vegetali contaminati con farmaci riferite dai mezzi di comunicazione non sono casi isolati. Il più recente è quello dell’estratto di noce contaminato con un derivato del sildenafil (più noto col nome commerciale di VIAGRA), di origine cinese e commercializzato in tutta Italia da una ditta di Prato, ma è storia recente anche anche la contaminazione con sibutramina di un lassativo vegetale che è costata la squalifica al calciatore della Fiorentina Adrian Mutu. Il dott Alfredo Vannacci, ricercatore del Centro di Farmacovigilanza e Fitovigilanza dell’Università di Firenze afferma: “Non sono pochi i casi di contaminazione che si sono verificati in Italia negli ultimi anni. Il nostro centro ha avuto modo di studiarne diversi, alcuni dei quali hanno anche avuto conseguenze gravi per i pazienti”. Il dott. Vannacci coordina infatti una ricerca nazionale finanziata dal Ministero della Salute con un fondo per i giovani ricercatori che ha lo scopo di definire efficacia e sicurezza dei prodotti a base di erbe, in particolare di quelli della Medicina Tradizionale Cinese. “In collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ci siamo posti innanzitutto l’obiettivo di capire quanti pazienti utilizzino questi prodotti e quanti medici li prescrivano. In una seconda fase condurremo una serie di analisi di tipo epidemiologico, clinico e di laboratorio che ci forniranno importanti informazioni sull’efficacia e sulla sicurezza dei prodotti a base di erbe. La ricerca avrà una durata di tre anni”. Lo scopo è quello di garantire ai cittadini la possibilità di assumere prodotti di origine vegetale minimizzando il rischio di andare incontro ad effetti nocivi. “Affidarsi a professionisti qualificatiè l’unica soluzione possibile” aggiunge il dott. Fabio Firenzuoli, responsabile del Centro di Riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana, che collabora con la Farmacovigilanza di Firenze. http://www.naturamedica.net

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Alleati della gravidanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

Durante la gravidanza alcune sostanze come l’acido folico, acidi grassi essenziali della serie omega 3, vitamine B6 e B12, calcio e vitamina D, sono fondamentali, non solo per il corretto sviluppo degli organi vitali del nascituro, ma anche per il benessere della madre. L’Osservatorio AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) ha individuato diversi studi scientifici che confermano l’utilità dell’assunzione di integratori alimentari a base di queste sostanze durante tutta la gravidanza. Recenti studi, uno dei quali pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, rendono infatti noti gli effetti benefici della vitamina B6, assieme a quelli della vitamina B12. La vitamina B6 risulterebbe particolarmente indicata per le mamme che non consumano alimenti di origine animale, la vitamina D per le gestanti  che si espongono poco al sole. Inoltre, secondo lo studio, livelli elevati di vitamina B6 aumentano le probabilità di concepimento riducendo il rischio di aborti prematuri. Anche gli acidi grassi Omega 3 aumentano le possibilità di avere un figlio sano, ne favoriscono infatti lo sviluppo e abbassano le possibilità di un parto prematuro. Per questo, il Comitato UE composto da oltre 50 nutrizionisti, consiglia, in gravidanza, l’assunzione di almeno 200 milligrammi al giorno di un tipo di acido grasso omega 3, l’acido acido docosaesaenoico. Inoltre, le linee guida nazionali e internazionali raccomandano anche un introito doppio, rispetto al livello di assunzione generalmente raccomandato, di acido folico, pari a 400 mcg/die. Fra i minerali è consigliabile infine aumentare l’assunzione di calcio, poiché parte di quello che la mamma assume con l’alimentazione viene prevalentemente utilizzato dal feto; da non trascurare poi un apporto giornaliero di ferro, pari a 30mg durante tutta gravidanza, unitamente a zinco e rame la cui biodisponibilità potrebbe essere compromessa dalla supplementazione di ferro.

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Tumori prostatici: no all’integrazione del selenio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

Nei pazienti con tumore prostatico l’assunzione di selenio potrebbe essere controindicata. Gli integratori di selenio sono stati finora venduti e promossi come mezzo di prevenzione per questi tumori, la un ampio studio recente ha già dimostrato che la loro assunzione non modifica minimamente l’incidenza di questi tumori, ed è stato ora suggerito che il selenio possa essere dannoso nei pazienti già affetti: elevati livelli ematici di selenio infatti sono associati ad un netto aumento di fenotipo aggressivo della malattia. Il rischio risulta particolarmente elevato per gli uomini portatori di una variante del gene codificante l’enzima SOD2. Fino alla disponibilità di ulteriori dati che consentano di individuare i pazienti in cui l’assunzione di selenio è sicura al di là di ogni ragionevole dubbio, è consigliabile che i pazienti con tumore prostatico evitino gli integratori contenenti selenio. (J Clin Oncol online 2009, pubblicato il 15/6)

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