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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘intelligenti’

A Roma arrivano pali luce intelligenti

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Roma Parte da Roma, nel quartiere Eur, la prima sperimentazione di un nuovo sistema dedicato alla regolazione dell’illuminazione, con l’installazione di 1.000 sensori sui pali della luce, con cui sarà possibile monitorare il traffico, i livelli di luminanza, il rumore e l’inquinamento atmosferico. Il progetto chiamato DIADEME e finanziato con fondi del programma LIFE dell’Unione Europea è nato dalla collaborazione tra Reverberi Enetec, azienda della provincia di Reggio Emilia che si occupa della parte tecnica del progetto, A.G.I.R.E (Agenzia per la Gestione Intelligente delle Risorse Energetiche di Mantova), ACEA e l’Assessorato alle Infrastrutture di Roma Capitale.Ogni singolo punto luce verrà dotato di appositi sofisticati sensori in grado di andare a monitorare le condizioni di traffico e la luminanza presenti sulla strada, producendo quindi un risparmio energetico consistente e al contempo un miglioramento della sicurezza della circolazione.Le informazioni verranno poi convogliate ad una unità centrale i cui algoritmi valuteranno le condizioni rilevate. Da queste analisi saranno ricavati i livelli di intensità luminosa che devono essere erogati dai singoli punti luce, in modo da ottemperare a quanto richiesto dalla norma UNI11248, perseguendo una regolazione diffusa, intelligente e real time. Ad ogni zona monitorata verrà quindi garantita la corretta illuminazione, in funzione dei dati raccolti.
Il progetto di installazione e di recupero e analisi dei dati si concluderà entro la fine del 2019. I dispositivi installati rimarranno, a fine progetto, a disposizione di Roma Capitale senza nessun onere per l’Amministrazione che potrà continuare ad utilizzarne i dati. Se l’analisi dei valori misurati produrrà risultati positivi, il progetto potrà essere diffuso e replicabile in altre zone di Roma.Un ulteriore obiettivo del progetto LIFE-DIADEME è l’acquisizione di dati di monitoraggio ambientale tramite sensori low cost; per questo motivo, ogni 20 punti luce, verranno installate delle centraline, dedicate al rilevamento di gas climalteranti. Tali centraline, sviluppate da un centro di ricerca finanziato dalla Unione Europea, verranno impiegate, per la prima volta in grande numero, a Roma. Esse recupereranno informazioni in merito alla concentrazione nell’aria di ozono (O3), monossido di azoto (NO), diossido di azoto (NO2) e monossido di carbonio (CO). Questi dati dovrebbero permettere una mappatura precisa e a basso costo del livello della qualità dell’aria lungo le vie del sito pilota.Il progetto è suddiviso in due fasi operative che prevedono l’installazione graduale dei dispositivi. Ad occuparsi degli aspetti tecnici relativi alla conformazione e al dimensionamento degli apparati nonché all’installazione degli stessi sui sostegni sono i tecnici di ARETI, società del Gruppo ACEA che si occupa dell’illuminazione pubblica di Roma. Ad oggi sono stati già installati i primi 109 punti luce, mentre a partire da ottobre 2018, si aprirà la fase relativa all’installazione dei rimanenti 891 punti luce, LARGE TEST SITE. In totale saranno quindi installate: 1000 elettroniche rilevamento traffico, luce e rumore, 50 elettroniche rilevamento gas O3, NO2, NO, CO, 30 elettroniche per rilevamento di precisione luminanza stradale, traffico veicolare e condizioni meteo.

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Contatori del gas intelligenti: L’Europa supera il Nord America diventando il più grande mercato

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

smart-gasIl via libera all’introduzione dei contatori elettrici intelligenti sta favorendo il lancio simultaneo dei contatori del gas intelligenti, ora che gli enti regolatori riconoscono i benefici economici di un’infrastruttura delle comunicazioni condivisa per i contatori elettrici e del gas. Il Lussemburgo sta già attuando un programma di implementazione del dual-fuel e si stanno pianificando progetti simili anche in Germania, Austria, Irlanda e Belgio dopo il successo dei programmi pilota.Grazie al procedere delle installazioni di contatori del gas intelligenti in Francia, Italia, Regno Unito e Paesi Bassi, la regione EMEA ora rappresenta il principale mercato regionale dei contatori del gas, davanti al Nord America, che sarà sorpassato anche dal mercato della regione Asia-Pacifico, esclusa la Cina, entro il 2018.L’analisi “Global Smart Gas Meters Market” fa parte del programma Power Generation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, che comprende approfondimenti sulle reti e i contatori intelligenti, i generatori, le micro-reti, l’energia rinnovabile, le turbine a gas e a vapore, i generatori industriali, la tecnologia GTL (gas-to-liquid) e GTL su piccola scala.“L’approvazione di una legislazione favorevole come il Terzo Pacchetto Energia dell’Unione Europea ha dato un notevole slancio alla crescita delle soluzioni avanzate per i contatori”, afferma Maximilian-Eckart Wernicke, consulente del gruppo Energia e Ambiente. “In assenza di mandati a livello nazionale, le utility del gas avrebbero trascurato il segmento residenziale e offerto i contatori del gas intelligenti soltanto ai clienti industriali e commerciali con consumi annuali superiori a 1.500.000 kWh.”Le diverse specifiche nazionali per i contatori intelligenti rendono difficile per molti produttori di contatori commercializzare i propri prodotti a livello globale. Soprattutto, i costi totali di possesso dei contatori del gas intelligenti sono, in molti casi, superiori al risparmio complessivo sui costi dell’energia. Di conseguenza, le installazioni residenziali sono spesso ridimensionate, posticipate o annullate.Anche se i produttori di contatori del gas intelligenti stanno traendo beneficio dalle installazioni programmate dei contatori intelligenti, la limitata innovazione tecnologica sta rapidamente orientando il mercato sulle commodity. Ciò pone un’enorme pressione sui produttori premium, specialmente poiché i produttori cinesi stanno puntando in modo aggressivo al mercato internazionale.“Come risultato, molti fornitori affermati stanno definendo sempre più la propria proposizione di valore come ottimizzazione dei processi di business delle utility”, osserva Wernicke. “Questo sviluppo segna una fase di transizione in cui i produttori di contatori si convertiranno da meri fornitori di componenti a fornitori di servizi completi che offrono soluzioni per la gestione dell’energia e che si occupano della lettura dei contatori per conto dei propri clienti.” Rispetto ai contatori di gas non intelligenti, la quota di contatori del gas intelligenti installata annualmente aumenterà dall’attuale 18,5% fino al 51% nel 2025. Anche la liberalizzazione del mercato e la crescita del numero di abitazioni nei paesi sviluppati espanderanno la base di clienti dei contatori del gas intelligenti e, in definitiva, aumenteranno le opportunità di profitto. (foto: smart gas)

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Tumori, per batterli nanofarmaci “intelligenti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2016

tumoreUn po’ cavallo di Troia, un po’ Caronte. Ecco come saranno i nanofarmaci che i ricercatori, in Italia, in Europa e nel mondo, stanno sviluppando per battere il cancro. Si lavora per sviluppare sistemi che trasportino il farmaco solo nelle cellule malate, annullando così gli effetti collaterali di una somministrazione massiccia che lo diffonderebbe ovunque. Nanoveicoli che navigano nell’organismo per portare il farmaco dove occorre, invisibili al suo sistema immunitario e capaci di superare le barriere biologiche attive nel nostro organismo per difenderci da corpi estranei. Se ne è parlato questa mattina nel corso del Nano World Cancer Day 2016, evento internazionale organizzato da ETPN (European Technology Platform for Nanomedicine, un organismo che raggruppa istituzioni di ricerca, aziende farmaceutiche e scienziati per promuovere la ricerca e lo sviluppo della nanomedicina) in collaborazione con istituzioni locali. La conferenza stampa italiana, una delle 12 simultanee organizzate in Europa, dal Regno Unito alla Svizzera, alla Germania, Francia, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda, Austria e Turchia, è stata organizzata dall’Università di Milano-Bicocca e dalla Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori.Alla conferenza stampa presso l’Università di Milano-Bicocca hanno partecipato Cristina Messa, rettore dell’Ateneo, Furio Gramatica, responsabile Health technology della Fondazione Don Gnocchi e membro del comitato esecutivo dell’ETPN, Nadia Zaffaroni, direttore della struttura complessa di Farmacologia Molecolare della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Federico Pantellini, Medical Affairs Director Oncology Celgene Italia, Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico AIRC, Francesco Nicotra, ordinario di Chimica Organica dell’Università di Milano-Bicocca e membro dell’ETPN. I vettori, che hanno una grandezza che va dai 20 ai 500 miliardesimi di metro, hanno spiegato i ricercatori riuniti in Bicocca, si adattano sia ai tradizionali farmaci chemioterapici sia ai farmaci biologici (acidi nucleici, proteine): entrambe le classi di farmaci hanno bisogno di nano-shuttle che li portino alla destinazione desiderata, ad esempio il tessuto tumorale.
Raggiunta la destinazione occorre ancora superare le barriere biologiche. A tal fine si stanno sviluppando due differenti strategie. «Una – ha spiegato Francesco Nicotra – prevede l’”apertura delle porte” col rilascio del farmaco prima del superamento della barriera; se il farmaco è una piccola molecola, potrà essere in grado di superarla per diffusione. L’altra, indispensabile per i farmaci che non sono in grado di diffondere, consiste nel dotare la nanoparticella di una “chiave” per attraversare la barriera e aprire le porte solo dopo averla superata. Le barriere dispongono infatti di sistemi di trasporto che riconoscono le sostanze utili e ne consentono il passaggio».La ricerca è attualmente concentrata sui sistemi di riconoscimento della fermata giusta, sui metodi per aprire le porte e sulle chiavi per superare le barriere. Anticorpi e ligandi di recettori espressi in abbondanza dalle cellule tumorali, ultrasuoni da indirizzare sul tumore per fare collassare le nanoparticelle sono solo alcuni esempi. «In questo contesto – ha detto Nadia Zaffaroni, direttore della struttura complessa di Farmacologia Molecolare della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori -, l’Istituto Nazionale dei Tumori, in collaborazione con ricercatori leader mondiali nel settore delle nanotecnologie, come il professor Mauro Ferrari dello Houston Methodist Research Institute e il professor Frank Caruso dell’University of Melbourne, sta studiando a livello preclinico la rilevanza terapeutica di nanoparticelle “intelligenti” capaci, ad esempio, di concentrarsi specificamente a livello delle aree di infiammazione nel tessuto tumorale mimando la struttura dei globuli bianchi o altre in grado di aprirsi rilasciando le molecole terapeutiche solo dopo l’internalizzazione nelle cellule tumorali sfruttando caratteristiche chimico-fisiche».«La nanomedicina – ha commentato Federico Pantellini, Medical Affairs Director Oncology Celgene – è una strada innovativa intrapresa da qualche anno dal settore farmaceutico e biotecnologico, che sta aprendo scenari inaspettati nel trattamento di tumori difficili da curare come il carcinoma del pancreas, della mammella e del polmone in fase avanzata ma l’innovazione richiede investimenti: il biofarmaceutico è leader in Europa tra gli altri settori industriali per l’impegno in Ricerca e Sviluppo. Celgene, dal canto suo, reinveste il 30 per cento del fatturato in R&S, un impegno che si traduce in una solida pipeline in oncologia, guidata da un farmaco innovativo che coniuga un principio attivo di efficacia antitumorale comprovata, paclitaxel, con una tecnologia d’avanguardia basata sulle nanoparticelle (NabTM)». In Europa sono più di 500 le piccole e medie imprese, tra farmaceutiche, aziende di biotech, chimiche e tecnologie mediche, che operano nella nanomedicina, 150 negli Stati Uniti. Attualmente sono circa 49 i nanofarmaci presenti sul mercato, per un valore complessivo che oscilla tra i 100 e 130 miliardi di dollari. Sul fronte della sperimentazione sono più di 230 i nanofarmaci attualmente testati sull’uomo, il 30 per cento dei quali sono farmaci per la cura del cancro. L’Unione Europea, tra il 2008 e il 2014, ha finanziato più di 50 progetti di nanomedicina che vanno dalla messa a punto di nuovi sistemi di somministrazione dei farmaci nanostrutturati alla medicina rigenerativa, fino alla creazione di nanoparticelle per la diagnostica precoce. Uno sforzo importante alla luce del fatto che con 4 milioni di nuovi casi all’anno e 8,2 milioni di decessi (nel 2012, fonte World Cancer Report 2014), il cancro è la causa principale di morte e comorbilità a livello mondiale e, nonostante i grandi passi avanti nelle cure, rimane letale nella metà dei casi. Nelle prossime due decadi è attesa una crescita del 70 per cento di nuovi casi di cancro. Dalla nanomedicina ci si attende il più forte contributo alla soluzione di questa piaga.«La nanomedicina – ha concluso il rettore Cristina Messa – è uno dei campi nei quali eccelle il sistema della ricerca di Milano e della Lombardia. Sistema che può e deve dare un contributo a questo importante tassello lo sviluppo di una medicina di precisione, fine ultimo di molti progetti, fra cui il più recente Human Technopole».

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Il futuro delle reti intelligenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2011

Diagram showing overview of cloud computing in...

Image via Wikipedia

Easynet Global Services annuncia oggi, in occasione del Gartner Symposium/ITxpo 2011, l’ultimo ingresso nel proprio portafoglio prodotti. Si tratta di una soluzione innovativa – denominata Smart MPLS – che è stata sviluppata in risposta alle esigenze dei propri clienti attuali e futuri, necessità confermate da un approfondito studio paneuropeo condotto all’inizio di quest’anno. Il nuovo servizio ha ricevuto il plauso da parte del Customer Advisory Board della società, di cui fanno parte i principali clienti globali che hanno la possibilità di fornire un contributo regolare alla strategia di business, alle roadmap di prodotto ed ai processi operativi di Easynet.Lo studio, condotto su 800 CIO e senior IT manager in otto nazioni europee, ha portato alla luce una generale discordanza di opinione quando si tratta di pianificare la transizione al Cloud Computing. Secondo i risultati, solo un intervistato su cinque considera la propria rete aziendale un elemento fondamentale nel passaggio verso il Cloud, nonostante il 43% dei CIO ritenga che non potrebbe passare al Cloud senza aggiornare la capacità di rete.I dati emersi dallo studio hanno costituito le basi su cui Easynet ha formulato l’approccio innovativo che ha portato a sviluppare l’offerta Smart MPLS. Questa soluzione unica coniuga per la prima volta l’approccio classico orientato alle prestazioni, che tiene conto di perdita dei pacchetti, latenza e instabilità, con una nuova e innovativa struttura di gestione orientata alle applicazioni. La soluzione monitora costantemente e analizza le prestazioni della rete a livello applicativo, consentendo cambiamenti di configurazione sia automatici che assistiti, al fine di assicurare che la rete si comporti secondo le aspettative dell’utente finale.Oltre a ciò, Smart MPLS è semplice da configurare e da gestire per ottenere prestazioni ottimali, con l’ulteriore vantaggio di richiedere minori investimenti di capitale. La differenza fondamentale tra una rete MPLS e Smart MPLS è che quest’ultima non si limita a decifrare e prioritizzare il traffico IP, bensì è in grado in ogni momento di comprendere, monitorare e soprattutto di reagire alle applicazioni supportate dalla rete Smart MPLS.Un ulteriore elemento di differenziazione è che la soluzione Smart MPLS di Easynet include servizi di consulenza che solitamente sono acquistati separatamente e a costi aggiuntivi. Ciò consente alle principali figure IT del cliente di usufruire di una serie di servizi quali audit, progettazione e risoluzione dei problemi – attività focalizzate sulle applicazioni e non semplicemente sui pacchetti.“L’adozione di tecnologie di Cloud Computing è in costante crescita e le aziende sono spesso alla ricerca di consigli su come garantire che la propria infrastruttura sia in grado di supportare le sempre maggiori richieste che le reti si trovano a dover gestire,” ha dichiarato Justin Fielder, CTO di Easynet. “I nostri clienti ci hanno fatto capire che è fondamentale disporre di un fornitore di servizi che gestisca la rete da una prospettiva focalizzata sulle applicazioni. Ci hanno esplicitamente detto che i giorni della ‘rete non intelligente’, dove tutto viene gestito a livello di pacchetto o di trasporto, non si adattano più alla loro realtà. La questione chiave è che i processi di virtualizzazione delle applicazioni cambiano il rapporto tra la rete e la modalità in cui le applicazioni stesse vengono erogate, rendendo la gestione a livello di pacchetto inefficace. Smart MPLS è la nostra risposta a questo problema”.La ricerca è stata condotta da Vanson Bourne nel mese di aprile 2011 sulla base di interviste a 800 CIO in Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Benelux

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Nascono le nanoparticelle intelligenti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Mercogliano (AV) Martedì 19 Luglio – ore 11 e 30 Centro di Ricerche Nanoparticelle intelligenti a base di Acido Ialuronico in grado di colpire direttamente il tumore senza danneggiare gli organi, sono state progettate e brevettate dal team del Professore Rosario Vincenzo Iaffaioli, primario di oncologia presso l’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori G. Pascale di Napoli. “Queste nanoparticelle deputate alla veicolazione di chemioterapici e sostanze naturali antiossidanti ad azione chemiopreventiva ed antitumorale – ha affermato Iaffaioli – sono dei vettori non virali, non tossici per l’organismo, biodegradabili e dotati di intelligenza : come dimostrato da studi preliminari in vitro e su modelli animali, le nanoparticelle cariche di farmaco si accumulano in maniera massiva nel tumore risparmiando altri organi vitali come il cuore, i polmoni, il midollo osseo che sono, invece, targets collaterali dei più comuni farmaci utilizzati routinariamente in clinica”. L’obiettivo è salvaguardare la qualità della vita dei malati ma non solo . “Le Nanoparticelle, grazie alle attività di ricerca svoltesi presso il Centro di Ricerche CROM di Mercogliano – ha continuato Iaffaioli, vice Presidente ASMO – sono state opportunamente ingegnerizzate per essere resistenti e responsive, al microambiente tumorale e rilasciare il farmaco in maniera controllata come un nano-robot che, solo conseguentemente a particolari stimoli, svolge la sua attività di killer delle cellule tumorali. Una sorta di bombe intelligenti pronte ad arrivare sul luogo e a colpire con la dovuta precisione senza danneggiare la parte sana”. Ma si guarda già al futuro senza porre limiti alla speranza.

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Donne e uomini onesti del Pdl dove siete?

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Lettera al direttore. Ha fatto sì che l’Italia fosse messa alla berlina da tutto il mondo. Agli spaghetti e al mandolino che stavano per essere dimenticati, ho fatto sì che fosse sostituito il bunga bunga. L’Italia del bunga bunga. Che soddisfazione. Tenta di aizzare la popolazione contro le istituzioni, le famiglie contro gli insegnanti, sembra provare gusto a dividere il Paese. Non ha perso solo il controllo delle inclinazioni sessuali, ma anche il controllo della parola. C’è solo da sperare che i politici onesti e intelligenti del Pdl (qualcuno c’è), coloro che si sono segretamente schifati dei comportamenti del Cavaliere, diano ascolto alla propria coscienza, ed escano allo scoperto. (Elisa Merlo)

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Ragionamenti intelligenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Lettera al direttore. Eugenia Roccella, durante la trasmissione “Domenica in” (29 novembre) ha dichiarato: “Siamo liberi di non mettere il casco, di non mettere la cintura di sicurezza, siamo liberi di drogarci, di farci del male, siamo liberi persino di ucciderci ma non è che queste cose siano diritti anzi in genere sono contro la legge, cioè la libertà non è che possa diventare sempre un diritto, la libertà di morire è una libertà contro l’umano tanto è che se noi vediamo che una persona si sta suicidando interveniamo”. Non ha vicino qualcuno, un collega, non so, un familiare che le eviti di far brutte figure e le spieghi il significato del termine “libertà” e del termine “diritto”? Che la mamma può stabilire che cosa è male per il suo piccolo e che cosa è bene,  ma lo Stato, che mamma non è, non ha il diritto di stabilire che cosa sia bene e che cosa sia male  per una persona? Che le spieghi perché lo Stato ci obbliga a mettere il casco, o la cintura, mentre non ci impedisce di portare il cilicio, come fa la senatrice Binetti, oppure di digiunare, o procurarci altri tormenti? Che, ammesso non si abbia il diritto (morale, al più) di nuocere alla propria salute, nessuno ha diritto di impedircelo? Che le spieghi la differenza tra il suicidio di colui che  ha avuto una delusione d’amore, ha perso persone care, il lavoro, ecc., e il suicidio del malato senza speranza? Secondo il sottosegretario al Ministero della Salute (siamo in buone mani!), il fatto che interveniamo qualora vediamo qualcuno che sta per gettarsi da un ponte (qualcuno che potrebbe avere la possibilità di riprendere una vita sana e normale), dimostra che la libertà di morire è “una libertà contro l’umano”. Se lo dice lei, la Roccella, vuol dire che così è. (Renato Pierri)

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Città intelligenti per uno sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

Roma 30 settembre 2010 Ore 10:30 Centro Congressi Palazzo Rospigliosi Sala delle Statue Via XXIV Maggio, 43.  Il termine di “città intelligente” è stato introdotto come un qualificatore di vivibilità per ambienti urbani in cui infrastrutture di comunicazione integranti le più avanzate tecnologie cablate e senza filo si combinano ad apparati terminali, servizi e applicazioni di avanguardia, allo scopo di semplificare la vita dei cittadini e delle imprese, nelle abitazioni, negli uffici e nei luoghi pubblici. La Commissione Europea, nella sua Agenda Digitale, prevede un’attenzione speciale per il tema della città intelligenti, come presupposto per una crescita dell’economia della conoscenza, dell’inclusione sociale, del turismo, della cultura e di un ambiente più vivibile. A precedere e seguire la relazione di base saranno brevi interventi di esperti italiani in campo accademico, che illustreranno punti di vista di carattere sociale ed ambientale e iniziative di ricerca e sperimentazione in cui essi hanno parte. Seguirà poi una tavola rotonda di approfondimento con esponenti del mondo della ricerca, dell’industria ICT e dei gestori di telecomunicazioni. Agenda
Ore 10,30 Apertura:   • Enrico Manca, Presidente Fondazione Bordoni
Intervento: Enzo Pontarollo, Università Cattolica di Milano –  CdA FUB
Ore 11,00 Relazione di base: Norbert Streitz, Smart Future Initiative
Interventi: Ruggero Eugeni, Università Cattolica di Milano, Alessandro Neri, Università di Roma Tre
Ore 14,30 Tavola Rotonda “Ricerca e sperimentazione in Italia in tema di città intelligenti”
Introduce e modera: Mario Frullone, Direttore delle Ricerche Fondazione Ugo Bordoni
Partecipano: Alessandra Rosa Ammaturo, Ericsson Roberto Bisiani, Università di Milano Bicocca      Pier Paolo Marchese, TILab      Jesse Marsh, Atelier Studio Associato Luigi Saccà,  H3G   Maria Rita Spada, Wind Luigi Vimercati*, Segretario Commissione Lavori Pubblici, Comunicazioni Senato della Repubblica.

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“Città intelligenti per uno sviluppo sostenibile”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Roma 30 settembre 2010 Ore 10:30 Centro Congressi Palazzo Rospigliosi Sala delle Statue Via XXIV Maggio, 43.  Il termine di “città intelligente” è stato introdotto come un qualificatore di vivibilità per ambienti urbani in cui infrastrutture di comunicazione integranti le più avanzate tecnologie cablate e senza filo si combinano ad apparati terminali, servizi e applicazioni di avanguardia, allo scopo di semplificare la vita dei cittadini e delle imprese, nelle abitazioni, negli uffici e nei luoghi pubblici.  La Commissione Europea, nella sua Agenda Digitale, prevede un’attenzione speciale per il tema della città intelligenti, come presupposto per una crescita dell’economia della conoscenza, dell’inclusione sociale, del turismo, della cultura e di un ambiente più vivibile. L’evoluzione delle realtà urbane verso città intelligenti è considerata un volano per mantenere, se non per riguadagnare, posizioni di primo livello a livello mondiale. Sono, infatti, innumerevoli – non solo in Europa –  le iniziative di ricerca, i gruppi di sperimentazione, i progetti dimostrativi e le realizzazioni pilota sul territorio.
La relazione di base per il Seminario è affidata al dott. Norbert Streitz (Smart Future Initiative, Germania), esperto riconosciuto a livello mondiale nel settore delle città intelligenti, il quale esplorerà le diverse concezioni e i diversi approcci di ricerca ad esso associati. A precedere e seguire la relazione di base saranno brevi interventi di esperti italiani in campo accademico, che illustreranno punti di vista di carattere sociale ed ambientale e iniziative di ricerca e sperimentazione in cui essi hanno parte. Seguirà poi una tavola rotonda di approfondimento con esponenti del mondo della ricerca, dell’industria ICT e dei gestori di telecomunicazioni.

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Edifici silenziosi e intelligenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

E’ stata pubblicata oggi l’attesa norma UNI 11367 “Acustica in edilizia -Classificazione acustica delle unità immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera”. Dopo le norme sulle prestazioni energetiche degli edifici (UNI TS 11300) ecco quindi un altro importante tassello che UNI mette a disposizione degli operatori per affrontare le sfide del costruire a regola d’arte, nell’interesse del cittadino consumatore quando si rapporta al bene principale della propria esistenza come, in genere, è la casa: nel caso specifico la norma definisce la classificazione acustica degli edifici.  La norma, nella sua interezza, è liberamente consultabile presso i “punti UNI” distribuiti in tutto il territorio nazionale.   La classificazione acustica di una unità immobiliare, basata su misure effettuate al termine dell’opera, consente di informare i futuri proprietari/abitanti sulle caratteristiche acustiche della stessa e di tutelare i vari soggetti che intervengono nel processo edilizio (progettisti, produttori di materiali da costruzione, costruttori, venditori, ecc.) da possibili successive contestazioni.  La norma UNI prevede quattro differenti classi di efficienza acustica: si va dalla classe 1, che identifica il livello più alto (più silenzioso), alla classe 4 che è la più bassa (più rumoroso): va considerato che, seppure il livello prestazionale “di base” sia rappresentato dalla terza classe, la stragrande maggioranza degli edifici italiani attualmente esistenti non raggiunge neppure la quarta classe…. La valutazione complessiva di efficienza sarà obbligatoriamente accompagnata da valutazioni per ogni singolo requisito considerato; sono infatti oggetto di classificazione l’isolamento di facciata, l’isolamento rispetto ai vicini (sia per i rumori aerei, sia per i rumori di calpestio) e il livello sonoro degli impianti. Nel caso degli alberghi sono considerati altresì gli isolamenti acustici fra ambienti della stessa unità immobiliare (es. fra le camere).

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“Verso infrastrutture intelligenti per le utility”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2010

Roma 22 aprile 2010 ore 10,30 Centro Congressi Palazzo Rospigliosi Sala delle Statue Via XXIV Maggio, 43. L’attenzione crescente verso un uso più attento delle risorse energetiche e naturali e la salvaguardia del patrimonio ambientale hanno spinto negli ultimi anni verso lo sviluppo di nuovi modelli di generazione, distribuzione e consumo di energia che vedono l’ICT come strumento essenziale delle nuove reti energetiche intelligenti, comunemente note come smart grid. La raccolta, la comunicazione e l’elaborazione distribuita di informazione occuperanno un ruolo sempre maggiore nei sistemi energetici del futuro in cui prevarranno modelli di generazione eterogenea (fonti alternative) e derivante da  una molteplicità di soggetti, non solo strettamente locali ma anche individuali. Si dovranno pertanto attuare strategie di controllo e governo dei flussi energetici in grado di assicurare efficienza (in tutte le fasi del ciclo dell’energia, inclusi il trasporto, la distribuzione, l’accumulo, la vendita e il consumo), sicurezza e parsimonia di utilizzo. In questo contesto fertile di sviluppi si inserisce il Seminario della Fondazione Bordoni che ha invitato i Proff. Andrea Silvestri e Maurizio Delfanti, esperti di fama nel settore, con lo scopo di esporre una relazione di base sullo stato dell’arte e sulle prospettive delle reti energetiche intelligenti. Tutte le organizzazioni governative di rilievo nazionale e sovranazionale hanno avviato programmi di indirizzo e di incentivazione allo sviluppo delle reti energetiche intelligenti. I maggiori player del settore energetico si sono attivati con progetti di smart grid, catalizzando anche l’attenzione dell’industria non tradizionalmente focalizzata sull’applicazione dell’ICT al settore energetico (inclusi operatori e manifatturieri delle telecomunicazioni e dell’informatica generalista). Telelettura e telecontrollo di contatori digitali per l’elettricità e il gas (ma anche per l’acqua) si inquadrano negli interventi di sviluppo delle reti energetiche intelligenti. A livello nazionale, Enel è stata pioniere nel mondo con un progetto di misurazione intelligente (smart metering) applicato su larga scala all’energia elettrica, mentre la sua applicazione al settore del gas appare di imminente attuazione in ottemperanza a quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia e dal CIG (Comitato Italiano Gas). Per quanto riguarda il progetto più ampio delle smart grid si assiste ad un concorso  di contributi di idee e di proposte di realizzazioni che provengono da organismi di normativa tecnica e da importanti attori dell’energia, del controllo industriale e dell’ICT. Di questo quadro si darà debitamente conto in interventi successivi alla relazione di base e in una tavola rotonda che occuperà la seconda parte della giornata. Apre i lavori Enrico Manca, Fondazione Ugo Bordoni. Segue intervento di  Vittorio Trecordi, Comitato Scientifico FUB. La relazione di base è tenuta da Andrea Silvestri e Maurizio Delfanti, Politecnico di Milano  “Smart grid: integrare reti di energia e di informazione”. Intervengono: Mario Paolone, Università di Bologna Marco Merlo, Politecnico di Milano. Dopo la pausa buffet alle 14,30 si tiene una  Tavola Rotonda “Reti energetiche ed ICT: il punto di vista dei player e dei regolatori” Introduce e modera: Mario Frullone, Fondazione Ugo Bordoni Partecipano: Carmine Auletta, Terna Stefano Antonio Donnarumma, Acea Giovanni Valtorta, Enel Vincenzo Lecchi, Alcatel-Lucent Raffaele Mosca, Wind Gianni Rocca, Telecom ItalianGuido Roda, Fastweb  Contributo di: Luca Lo Schiavo, Autorità per l’energia elettrica e il gas

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“Verso infrastrutture intelligenti per le utility”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Roma 22 aprile 2010 Ore 10,30 Centro Congressi Palazzo Rospigliosi Sala delle Statue Via XXIV Maggio, 43 Apertura: Enrico Manca, Fondazione Ugo Bordoni  Intervento di: Vittorio Trecordi, Comitato Scientifico FUB Relazione di base: Andrea Silvestri e Maurizio Delfanti, Politecnico di Milano “Smart grid: integrare reti di energia e di informazione” Interventi di: Mario Paolone, Università di Bologna Marco Merlo, Politecnico di Milano Ore 14.30  Tavola Rotonda “Reti energetiche ed ICT: il punto di vista dei player e dei regolatori” Introduce e modera: Mario Frullone, Fondazione Ugo Bordoni Partecipano: Carmine Auletta, Terna Stefano Antonio Donnarumma, Acea Eugenio Di Marino, Enel Vincenzo Lecchi, Alcatel-Lucent Raffaele Mosca, Wind Gianni Rocca, Telecom Italia Roberto Scrivo, Fastweb  Contributo di: Luca Lo Schiavo, Autorità per l’energia elettrica e il gas
L’attenzione crescente verso un uso più attento delle risorse energetiche e naturali e la salvaguardia del patrimonio ambientale hanno spinto negli ultimi anni verso lo sviluppo di nuovi modelli di generazione, distribuzione e consumo di energia che vedono l’ICT come strumento essenziale delle nuove reti energetiche intelligenti, comunemente note come smart grid. La raccolta, la comunicazione e l’elaborazione distribuita di informazione occuperanno un ruolo sempre maggiore nei sistemi energetici del futuro in cui prevarranno modelli di generazione eterogenea (fonti alternative) e derivante da  una molteplicità di soggetti, non solo strettamente locali ma anche individuali. Si dovranno pertanto attuare strategie di controllo e governo dei flussi energetici in grado di assicurare efficienza (in tutte le fasi del ciclo dell’energia, inclusi il trasporto, la distribuzione, l’accumulo, la vendita e il consumo), sicurezza e parsimonia di utilizzo. Tutte le organizzazioni governative di rilievo nazionale e sovranazionale hanno avviato programmi di indirizzo e di incentivazione allo sviluppo delle reti energetiche intelligenti. I maggiori player del settore energetico si sono attivati con progetti di smart grid, catalizzando anche l’attenzione dell’industria non tradizionalmente focalizzata sull’applicazione dell’ICT al settore energetico (inclusi operatori e manifatturieri delle telecomunicazioni e dell’informatica generalista). Telelettura e telecontrollo di contatori digitali per l’elettricità e il gas (ma anche per l’acqua) si inquadrano negli interventi di sviluppo delle reti energetiche intelligenti.

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Senza giornalisti che giornalismo è?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Una professione chiamata a reinventarsi per sopravvivere. Il 2010 è l’anno della svolta. Così, è la tesi di Gaggi e Bardazzi, ci dovremo abituare all’idea, in un futuro remoto, di pagare una «bolletta delle news» a fine mese, come ci siamo abituati a pagare quelle del telefonino o della tv satellitare (che prima non esistevano) perché ne abbiamo riconosciuto l’utilità. Navigheremo nell’informazione digitale con una sorta di Telepass, senza fermarci ai caselli. O su piattaforme sempre più intelligenti e avvincenti come l’iPad. Ma il presupposto è che la qualità dell’informazione ha un suo costo. Io non sono convinto che le notizie su Internet si possano semplicemente far pagare, perché ciò accada bisogna creare una vera informazione multimediale che sappia mettere insieme approfondimento e accuratezza dello scritto con grafici, video e audio. Per sopravvivere occorre tenere presente la regola delle «3 C» introdotte dal web: «Condivisione, comunità, conversazione» e sapere aprirsi ogni giorno di più. A queste, il giornalismo porta in dote le sue «3 C» storiche e irrinunciabili: «Contenuti, credibilità, creatività». di Mario Calabresi  per La Stampa del 17/2/2010 (fonte: http://www.francoabruzzo.it)

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Quello che non ha capito il governatore della Sicilia Lombardo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

E’ lo stesso governatore della Sicilia che conferma il suo stesso errore, quando afferma che ci sarebbero due Italie, una europea e una africana  per la quali auspicherebbe una reciproca integrazione. L’errore sta nella valutazione geografica delle differenze, mentre si tratta, innanzitutto di differenze culturali. Al nord la cultura pragmatica che sfocia nell’individualismo egoista e razzista, nel meridione la cultura umanistica che promuove la solidarietà globalizzata, ben conoscendo la propria storia che è quella multirazziale e mediterranea. Che il Nord nutra prospettive di inserimento nel cuore dell’Europa, è una speranza che si tramuterà in condanna, quando si accorgeranno di non poter competere con le nazioni più intelligenti d’Europa che dell’isolazionismo non hanno fatto una bandiera. Il Nord leghista perderà sempre più competitività perché non potrà disporre di manodopera; si affiderà alla delocalizzazione produttiva e  dalla delocalizzazione riceverà la più agguerrita concorrenza. Il Meridione non è quella seconda Italia chiamata da Lombardo “africana”; è l’Italia mediterranea, inserita geograficamente, storicamente e culturalmente nel Mediterraneo, che non è il Mare che divide  tre  Continenti, bensì il trait-d’union che avvicina Europa, Asia e Africa. L’Italia è ben poco presente nell’attenzione verso una realtà che non viene tenuta nella dovuta considerazione; intendo parlare della Comunità Mediterranea, prima ancora di parlare della Unione Europea. Non intendo sostenere che una Comunità Mediterranea debba sostituire, in prospettiva, l’ipotesi della nascita degli Stati Uniti d’Europa, desidero affermare che l’Unione Europea non può essere, da noi italiani e, principalmente, da noi siciliani e da tutti i meridionali, concepita e non può rivelarsi utile ai nostri interessi e ai nostri destini sociali ed economici e, quindi, politici e civili, se non integrata da una Comunità Mediterranea, che ci consenta di esercitare il ruolo primario di grande ponte verso tutti i popoli rivieraschi dell’Africa del Nord o, per meglio identificarli, dell’Eurafrica Mediterranea. Non si possono lasciare vuoti in politica e, men che meno, in politica estera, senza che qualcuno li riempia; esiste un vuoto italiano in Africa Settentrionale e, ovviamente, qualcuno lo sta riempiendo. Se vi fosse una presenza italiana, forte sia in termini civili che economici e sociali, nel bacino del Mediterraneo, ogni altra presenza o collaborerebbe con la nostra o, quanto meno, sarebbe condizionata in tutto o in parte dalla nostra presenza, innanzitutto in termini di civile convivenza fra i popoli. I governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi decenni non hanno realizzato alcun programma a medio-lungo termine indirizzato al progetto di penetrazione, con il fine di promuovere l’integrazione, verso i paesi del Nord-Africa; le poche attività che si registrano sono frutto di iniziative private, non sostenute né incoraggiate dalle strutture istituzionali. La presenza, sia pur significativa, dell’ICE non basta a stimolare interventi e/o rapporti di qualsiasi genere, così un mercato in piena evoluzione viene trascurato, lasciando le iniziative ad altre nazioni della UE, in primo luogo alla Francia, favorita in partenza dalla comunione linguistica. Le attività della Francia e delle altre nazioni che si stanno muovendo verso quei mercati non sono indirizzate a promuovere e stimolare l’integrazione, bensì sono mirate allo sfruttamento e all’utilizzazione del loro potenziale economico secondo interessi unilaterali.  L’esempio dell’Algeria è illuminante: potrebbe essere la nazione in assoluto più ricca del Nord-Africa e del Mediterraneo  (petrolio, gas naturale, pesca, agricoltura, turismo), al contrario è una delle meno sviluppate, con un costo elevatissimo della vita, salari medi bassissimi, concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi algerini, associati con i potentati francesi. Queste discrasie, in Algeria, provocano la reazione in difesa delle classi più deboli, sviluppando tragici fenomeni di intolleranza integralista. Questa situazione, legata anche alla instabilità politico-amministrativa, scoraggia ogni tipo di intervento, ….tranne quello francese. L’Italia ha dimostrato di non nutrire grandi interessi verso quest’area, che comprende oltre 800 milioni di abitanti  (Tunisia, Algeria, Marocco, Libia, Egitto, Giordania, Siria, Kurdistan, Yemen, Senegal, Niger, Nigeria, Costa d’Avorio, Paesi Arabi e del Golfo e del Vicino Oriente) con nazioni fortemente in via di sviluppo; sono state realizzate numerosissime “tavole rotonde” (anche troppe), con grande dispendio di parole, peraltro sempre le stesse, con programmi mai concretizzati, mentre altre nazioni (specie la Francia e il Belgio) si stanno organizzando in maniera molto concreta, collocando, nelle nazioni commercialmente più attive, propri uffici in grado di fornire assistenza agli operatori interessati a tali aree. (Rosario Amico Roxas)

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