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Posts Tagged ‘intelligenza artificiale’

Intelligenza artificiale e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Quasi la metà degli italiani (44%) teme l’applicazione dell’Intelligenza artificiale in ambito lavorativo, nonostante il giudizio generale sia neutro o tendenzialmente positivo. È quanto emerge da una ricerca di Chorally presentata oggi durante la seconda edizione del convegno CX2020 sulla cusotmer experience organizzato da CMI Customer Management Insights, la community della Customer Experience, presso la sede romana di Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato.“L’intelligenza artificiale – secondo Enrico Giannotti Vice President del gruppo Cedat 85 – sta rivoluzionando anche i flussi di lavoro tipici nei contact center. In particolare nel corso dell’ultimo lustro, sono stati introdotti diversi applicativi per monitorare e dunque migliorare il rapporto tra le aziende ed i loro clienti. Nell’immediato futuro – ha aggiunto Giannotti– i clienti interagiranno con soluzioni software automatiche in grado di interfacciarsi con i clienti in modo sempre più naturale e umano (chatbot e intelligenza artificiale). Diventerà dunque sempre più immediata la produzione aggreggata di dati omogenei e report utili a facilitare il lavoro di analisi dei responsabili “umani” delle relazioni con i clienti.Nei contact center l’utilizzo di applicativi AI non annullerà l’intervento di operatori umani qualificati che, invece, diverranno interpreti di una nuova fase in cui la loro professionalità sarà richiesta per rendere maggiormente “qualitativa” l’esperienza dei clienti, grazie anche all’utilizzo delle informazioni e dei dati ricavati proprio dall’utilizzo di specifiche soluzioni d’intelligenza artificiale”.Secondo lo studio presentato durante il convegno, che ha osservato le discussioni sui principali canali social e fonti nella rete in Italia, il 52% degli italiani ha un atteggiamento neutrale nei confronti dell’IA (intelligenza artificiale). Per quanto riguarda il net sentiment (la differenza tra i commenti positivi e quelli negativi) il giudizio è tendenzialmente positivo. La situazione cambia scendendo nel dettaglio degli ambiti di applicazione. Il lavoro è il tema che raccoglie le maggiori perplessità: il sentiment espresso dal 44% degli intervistati risulta essere negativo, con particolare preoccupazione nei confronti dei posti di lavoro che saranno messi a rischio dall’IA e dalla robotica. Le opinioni positive (14%) sono orientate invece verso il miglioramento della qualità del lavoro e sulla nascita di nuove professionalità. Il restante 42% ha un atteggiamento neutrale.Nella tavola rotonda ospitata nella sede di Cedat 85, è stata evidenzata una maggiore positività in ambito salute e trasporti. Il 71% degli italiani ha un atteggiamento di fiducia e speranza nei benefici della tecnologia in ambito medico, della salute e del benessere in generale. Anche in questo caso i commenti negativi (14%) riguardano preoccupazioni sulla ricaduta occupazionale.
Sul fronte trasporti, dalla ricerca Chorally emerge grande positività da parte degli italiani verso la mobilità. Il 60% delle opinioni è positiva e orientata verso i benefici che l’innovazione tecnologica portata dall’intelligenza artificiale potrà avere in ambito urbano. Minore traffico, minore inquinamento, maggiore rapidità negli spostamenti e la possibilità di ridurre il numero degli incidenti sono i focus al centro dell’atteggiamento positivo. Il 33% esprime invece preoccupazione nei confronti di mezzi totalmente automatici e la perdita del lavoro di categorie come tassisti, autisti e piloti.L’atteggiamento degli italiani resta neutrale sui temi dell’etica (92%) e del divertimento (93%). L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al tempo libero suscita curiosità nei confronti di potenzialità e benefici.
Il tema etico, invece, viene percepito come molto complesso ed emerge la volontà di formarsi un’opinione e capire le applicazioni future dell’IA prima di esprimere un giudizio. Le discussioni si concentrano prevalentemente sui limiti che si dovranno porre e sull’applicazione dell’IA in ambito bellico. Non manca chi esprime fiducia (6%) nell’impossibilità dell’uomo di essere superato dalla macchina e chi invece esprime paura (2%).

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Primo rapporto 2018 AIDP – LABLAW su Robot e Intelligenza artificiale e lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Roma 23 ottobre 2018 presso la sede del CNEL (Viale Davide Lubin, 2, Sala Parlamentino) alla presenza di numerosi direttori del personale e relatori istituzionali e associativi Presentazione primo rapporto 2018 AIDP – LABLAW su Robot e Intelligenza artificiale e lavoro in Italia. L’AIDP, la principale associazione italiana per la direzione del personale e LabLaw, tra i principali studi giuslavoristici italiani, hanno promosso il primo rapporto 2018 su Lavoro, Robot e Intelligenza artificiale in Italia a cura di Doxa.Inizio lavori ore 11.00 Saluti Tiziano Treu, Presidente CNEL Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP
Presentazione risultati rapporto AIDP-LABLAW DOXA 2018 Enrico Cazzulani, Segretario Generale AIDP
Il futuro delle relazioni industriali nell’epoca dei Robot Francesco Rotondi, Giuslavorista, Avvocato e Co-founder LabLaw
Robot e direzione del personale: la ricerca AIDP Umberto Frigelli, Coordinatore Nazionale Centro Ricerche AIDP
Intervento di Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministro del lavoro (in attesa di conferma)
Dalle 11.45 alle 12.45
Tavola Rotonda: il l futuro del lavoro tra robot e intelligenza artificiale con:
Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP
Luca Failla, Giuslavorista, Avvocato e Co-Founder LabLaw
Marco Bentivogli, Segretario Generale Fim Cisl
Massimo Sumberesi, Head of Doxa Marketing Advice
Andrea Del Chicca, HR Director Ansaldo Energia
Chiusura lavori: ore 13.00

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10 anni di robotica e alleanza tra uomo e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

La robotica è oggi la chirurgia del presente all’IFO che festeggia 10 anni di sfide, impegno e successi con il Da Vinci. Due anni di preparazione e un grandissimo lavoro organizzativo per “accogliere” la nuova macchina che approda all’IFO nel 2010. Da allora sono oltre 2500 gli interventi robotici in Urologia, Ginecologia, Chirurgia Toracica, Otorinolaringoiatria e Chirurgia Epatobiliopancreatica. Le casistiche suggeriscono il grande valore della tecnica nello sviluppo della medicina e il coinvolgimento negli anni di un sempre maggior numero di chirurghi e di specialità.In Italia, nel 2017, sono stati ben 17.462 interventi di chirurgia robotica con un incremento di oltre il 14% rispetto al 2016. L’Urologia copre il 67% dell’attività, seguita da chirurgia generale 16%, ginecologia 10%, chirurgia, toracica 5%, ORL 2%. Anche l’IFO vede l’attività dell’Urologia al primo posto col 67% di interventi dal 2010, seguita dalla ginecologia oncologica con il 20% dell’attività. La chirurgia toracica è l’ultima arrivata, inizia a usare il robot solo nel maggio 2016, ma vive un vero e proprio exploit ed effettua in soli due anni oltre 250 interventi! A seguito dell’introduzione della tecnologia di ultima generazione anche l’ORL e la Chirurgia Epatobiliopancreatica vede un incremento della casistica.Com’è cambiata la medicina negli ultimi 10 anni grazie alla ricerca scientifica; le applicazioni della chirurgia robotica nelle varie specialità chirurgiche; i benefici in termini di salute e di gestione risorse, umane ed economiche, tutto questo è stato raccontato oggi all’evento “10 anni di medicina e chirurgia tra presente e futuro”, dai protagonisti. Oggi è anche la notte europea dei ricercatori, e i direttori scientifici Gennaro Ciliberto e Aldo Morrone hanno illustrato i risultati e le aspettative future dei 2 IRCCS internazionali: Regina Elena e San Gallicano.
E’ seguita l’inaugurazione alla mostra “Medicina 3.0: tra storia e innovazione”.
20 pannelli allestiti in collaborazione con ab medica, che raccontano l’evoluzione della medicina dall’800 ai giorni nostri e le applicazioni della chirurgia robotica nell’Istituto Regina Elena. Exhibit della mostra è uno dei primi “Carrello paziente”, componente operativo del sistema da Vinci composto da quattro braccia mobili e interscambiabili. La mostra è aperta a tutti fino al 30 ottobre.

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Medicina personalizzata, terapia genica, intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

Trieste dal 28 al 30 settembre 2018 tre giorni di grandi ospiti e attività in piazza per raccontare il rapporto fra scienza e natura. La manifestazione, offrirà inoltre una riflessione “orizzontale” sull’attualissima questione delle fake news scientifiche. La sera del 28 settembre, in concomitanza con il festival, si svolgerà anche a Trieste La Notte Europea dei Ricercatori-SHARPER, evento organizzato in contemporanea in centinaia di città europee.
Titolo della settima edizione del festival è NatureTECH: il sottile confine fra biologico e biotecnologico. Trieste, Capitale europea della scienza 2020, è un polo scientifico noto a livello internazionale, per questo il suo festival della ricerca scientifica è un appuntamento unico nel panorama italiano.
Ospiti di spicco quest’anno saranno la senatrice a vita ed esperta di cellule staminali Elena Cattaneo, l’ex ministra dell’istruzione e ingegnere cibernetico Maria Chiara Carrozza e il medico virologo attivo nella lotta alla disinformazione medica Roberto Burioni. Appuntamento importante sarà anche quello con Andrea Segrè, l’ideatore del Last Minute Market. Un contributo sostanziale alla manifestazione lo darà AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che porterà a Trieste molti dei suoi ricercatori di punta.
Trieste Next 2018 è organizzato da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, ItalyPost, Area Science Park e ICGEB, quest’ultimo nel ruolo di ente promotore guest. Importante novità è la collaborazione con la Commissione Europea e il patrocinio dello European Research Council (ERC) e di ESOF2020. Co-promotore di Trieste Next 2018 è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, mentre AIRC è presente nel ruolo di Content partner.

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Gli investimenti miliardari stanziati per l’Intelligenza artificiale nell’Imaging medicale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

L’imaging medicale è diventata il settore leader per l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA), in particolare delle tecniche di apprendimento approfondito nell’ambito sanitario. Per esempio, oltre 90 società sono impegnate in diverse fasi di sviluppo e commercializzazione di soluzioni basate sull’IA per l’industria dell’imaging medicale. Questo numero continua a crescere man mano che nascono nuove startup, che gli incumbent sviluppano soluzioni IA native e le aziende tecnologiche fanno il loro ingresso nel settore, dando vita a un ecosistema collaborativo estremamente dinamico tra partecipanti provenienti da diversi contesti. Con numerosi paesi che superano la fase di adozione degli innovatori ed entrano in quella dei primi utilizzatori, ora gli stakeholder dovrebbero concentrarsi sul perfezionamento e il collaudo della propria proposta di valore, dell’approccio collaborativo e delle strategie di go-to-market.La recente analisi di Frost & Sullivan, intitolata Artificial Intelligence for Medical Image Analysis—Companies-to-Action, 2018, esamina le differenze regionali, gli sviluppi normativi, le opportunità di crescita, gli investimenti in finanziamenti, le modalità di imaging, le specializzazioni cliniche, gli stati patologici e degli organi destinatari delle soluzioni IA ed illustra le 10 principali previsioni per il futuro di questo settore. Lo studio inoltre presenta i casi d’uso che spopoleranno nel mercato e le principali società che stravolgeranno le procedure di analisi delle immagini medicali tradizionali.“Considerando i progressi attuali nella ricerca e nello sviluppo (R&S), possiamo già iniziare a stabilire un parallelo tra il settore dell’automotive, l’avvento delle automobili senza conducente e l’industria dell’imaging medicale dove gli scanner automatizzati alimentati dall’IA stanno prendendo forma” afferma Nadim Daher, Industry Principal del settore Medical Imaging and Informatics. “Le apparecchiature per l’imaging intelligente in grado di assumere il comando nell’ottimizzazione e personalizzazione degli studi di imaging per ogni paziente, accelerando nel contempo il processo di supporto decisionale e migliorando la profondità dell’immagine, il tutto con contrasto e dosi di radiazioni inferiori, sono motivo di entusiasmo per il settore in attesa della prossima generazione di sistemi di imaging medicale.” Questi progressi nell’IA per l’imaging medicale sono evidenti in tutto il mondo ma ogni paese ha una motivazione e una visione diverse. Alcuni paesi sviluppati, come gli Stati Uniti, richiedono una maggiore produttività e standardizzazione. Altri paesi invece, come il Regno Unito, devono far fronte a carenze e tempi di attesa più lunghi mentre quelli in via di sviluppo, come la Cina, potrebbero averne bisogno per fornire l’accesso e la competenza necessari al fine di migliorare i tassi diagnostici.

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Accordo strategico per l’intelligenza artificiale nell’imaging medico per il fegato

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Guerbet, un’azienda globale specializzata sugli agenti di contrasto e soluzioni per l’imaging medico diagnostico e interventistico, ha annunciato oggi di aver firmato un accordo di sviluppo esclusivo per la realizzazione di una soluzione software di intelligenza artificiale (AI) in collaborazione con IBM Watson Health, con l’obiettivo di supportare la diagnostica del cancro del fegato, utilizzando l’imaging TC e MRI e conseguentemente l’approccio terapeutico.Attraverso questa collaborazione, Guerbet e IBM Watson Health hanno pianificato di sviluppare congiuntamente soluzioni cliniche innovative di supporto decisionale. Il primo, chiamato Watson Imaging Care Advisor for Liver, è progettato per essere uno strumento di supporto clinico per i medici, che utilizzerà l’intelligenza artificiale per guidare il rilevamento, la stadiazione, la localizzazione, il monitoraggio, la terapia e la risposta del cancro al fegato primario e secondario. Il team di ricerca IBM lavorerà anche allo sviluppo delle soluzioni sfruttando ulteriori innovazioni in ambito di ricerca.
Il cancro al fegato è la seconda causa di morte per cancro in tutto il mondo ed è la causa di decesso in più rapida crescita negli Stati Uniti. Circa l’83% dei casi di cancro al fegato primario si verifica nei paesi in via di sviluppo. Il fegato è anche un sito comune per le metastasi, in particolare nel caso dei tumori del tratto digestivo, in cui quasi il 50% dei pazienti sviluppa metastasi. La speranza è che una migliore caratterizzazione e una più tempestiva identificazione di queste metastasi possa portare a un miglioramento degli esiti. “Il cancro del fegato è un problema in crescita per la salute a livello globale, e l’uso dell’intelligenza aumentata sull’imaging medico può essere un valido supporto nella sua risoluzione. Siamo orgogliosi di lavorare con IBM Watson Health per sviluppare una soluzione dedicata alle patologie epatiche, che potrebbe aiutare i medici ad effettuare caratterizzazioni più informate del tessuto senza ricorrere alla biopsia”, ha dichiarato Yves L’Epine, CEO di Guerbet.Care Advisor for Liver sarà progettato per essere compatibile con i più comuni sistemi di visualizzazione PACS, facilitando l’integrazione diretta nei flussi di lavoro degli operatori sanitari.
“L’imaging è un’area critica nel settore sanitario in cui crediamo che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per ampliare la visione del medico in modo che possa integrare maggiori informazioni relative al caso guidandolo nelle scelte diagnostiche e terapeutiche per i propri pazienti. Siamo entusiasti di riunire le rispettive competenze di IBM e Guerbet per promuovere l’innovazione in questo importante settore e, infine, contribuire a combattere la sfida del cancro del fegato a livello globale”, ha affermato Anne Le Grand, Vicepresidente di Imaging presso Watson Health.Watson Imaging Care Advisor for Liver farà parte di una famiglia di strumenti di supporto decisionale basati sull’ IBM Watson image analytics, progettata per sostenere le decisioni diagnostiche dei radiologi e clinici relativamente ai loro pazienti. Queste soluzioni sono in via di sviluppo con l’obiettivo condiviso di creare insights derivati dall’analisi delle immagini e aiutare a migliorare le decisioni cliniche.”Non vediamo l’ora di lavorare con IBM Watson Health sul primo progetto di Guerbet volto a migliorare l’assistenza ai radiologi grazie all’intelligenza aumentata. Questo ci aiuterà a far crescere le nostre capacità nell’intelligenza artificiale per consentire soluzioni innovative che supportino i percorsi assistenziali”, ha affermato François Nicolas, Chief Digital Officer di Guerbet.

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L’intelligenza artificiale fa parte della nostra vita

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Siamo circondati da macchine sempre più intelligenti in grado di elaborare algoritmi comportamentali e anticipare le nostre esigenze.Basti pensare a Siri di Apple, l’assistente digitale personale con voce sempre più umana, che ci offre aiuto a richiesta; ad Alexa di Amazon che ci permette di fare acquisti online e che prevede anche i nostri desideri futuri; al pilota automatico di Tesla; a Netflix che riesce ad analizzare i parametri che determinano le scelte cinematografiche.Stiamo vivendo ciò che solo qualche decennio fa apparteneva al mondo della fantascienza.A New York, all’inizio degli anni ’80, nasceva ufficialmente il Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico creato dall’ italiana residente a New York Carmen Gallo a cui si deve il neologismo stesso.Con una mostra-installazione dal titolo “Chips r us”, i microchips siamo noi, dava inizio ad una lunga serie di conversazioni sulla tecnologia-robotica che al tempo era meglio conosciuta con il nome cibernetica.Le collezioni di opere presentate rappresentavano uomini-macchina, macchine intelligenti sempre più simili agli umani, automi intelligenti presenti in ogni aspetto dell’esistenza.Nel corso degli anni il centro ha promosso un vasto programma di ricerca interdisciplinare rivolto alla tecnologia avanzata, alla robotica in ogni sua forma convalidando il concetto di Cibernetica formulato già nel 1947 dal matematico Norbert Wiener.Il centro ha così raccolto una preziosa collezione di opere d’ arte ispirate alla tecnologia del momento, in particolare opere che vanno dagli anni 50 fino al presente, che sono state esposte negli Stati Uniti, in Sud America e in Asia.Quando a Manhattan Carmen Gallo all’inizio degli anni ’80 iniziava a parlare di Esistenzialismo Cibernetico e a presentare quadri che ritraevano con umorismo e immaginazione vari tipi di macchine pensanti, erano gli anni di Jean Michel Basquiat, Keith Haring, Andy Warhol, della Transavanguardia.Il concetto che proponeva era apprezzato dagli intellettuali newyorkesi con un raffinato sense of humor, da una elite, ma era ancora lontano dalla mentalità comune. Oggi tutti possono capire le opere, il loro umorismo, ma anche che la visione artistica per quel tempo futuristica, si è rivelata profetica.Il centro che ha operato senza scopi commerciali è, nella definizione di Carmen Gallo, la sua fondatrice e sponsor “uno spunto di conversazione che ci ha permesso di conoscere persone geniali con idee innovative e soprattutto grande senso dell’umorismo, che anno animato interminabili e divertentissime riunioni”. Non esclude di poter presentare le opere anche in Italia, quando incontrerà una sede adeguata ad ospitare la preziosa collezione che abbraccia l’evoluzione della tecnologia interpretata dagli artisti negli ultimi decenni. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Intelligenza artificiale e selezione del personale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2018

L’impatto dell’intelligenza artificiale e della robotica sulle attività dei professionisti delle risorse umane è crescente. In modo particolare uno degli ambiti più interessati, ad oggi, è l’attività della selezione del personale. Si tratta di un lavoro che prevede, se fatto in modo tradizionale, la raccolta di informazioni principalmente attraverso le notizie contenute nei curriculum vitae (occhio alla Web Reputation, però), un’attività complessa di valutazione e classificazione delle informazioni raccolte, fino alla selezione dei profili più idonei e alla pianificazione di un colloquio conoscitivo per poi giungere all’assunzione. Tale processo – sintetizzato – fino a poco tempo fa era un’attività esclusivamente umana. E oggi? Questa la domanda di fondo che si è posta la ricerca AIDP tra i propri associati (3mila iscritti).
Il dato più sorprendente è che il oltre il 58% degli intervistati negli ultimi tre anni ha introdotto sistemi digitalizzati e automatizzati nei processi di reclutamento e selezione. Per quali attività? Il 63% ha utilizzato questi sistemi per le attività di pre-screening e per facilitare l’attività di selezione e il 45% per fare un’analisi automatizzata dei curricula e dei profili presenti nei data base. Percentuali minori ma significative, invece, per coloro che ricorrono all’intelligenza artificiale e alla chatbot per l’analisi di processi più complessi. Tra queste, il 27% dichiara di utilizzare tali sistemi per fare un’analisi motivazionale del candidato tramite un check sui social e per verificare la sua Web Reputation; il 25% del campione li utilizza per fare interviste virtuali ai candidati; il 19% per un’analisi semantica dei curricula dei candidati, l’11% per esaminare i video dei candidati.
I vantaggi che derivano dall’utilizzo dei sistemi “intelligenti” nei processi di selezione sono principalmente la velocizzazione dei processi di reclutamento e selezione, per il 60%, e il risparmio di tempo per 58%. Ma, per percentuali significative i vantaggi tangibili riguardano anche la qualità del processo di selezione. Per il 25%, infatti, c’è una maggiore accuratezza nella selezione dei curricula, per il 17% aumenta la rapidità di risposta al candidato, mentre per il 10% circa c’è una maggiore accuratezza nelle interviste dei candidati.Per il 76% degli intervistati l’intelligenza artificiale cambierà in modo significativo l’attività dei professionisti delle risorse umane ma allo stesso tempo tale cambiamento non costituisce una minaccia per la propria professione per oltre il 94%.
L’impatto dell’intelligenza artificiale nelle attività delle risorse umane va oltre la sola attività di selezione. Alla domanda, in quali altri ambiti può essere utilizzata? il 57% dei rispondenti ha indicato la formazione, il 41% la valutazione delle performance, il 40% la compensation, il 35% la valutazione del potenziale dei dipendenti, il 27% la mobilità e il 19% per lo sviluppo delle carriere.I limiti dell’intelligenza artificiale. Il 96% dei direttori del personale è convinto che il processo di reclutamento e selezione non potrà essere completamente automatizzato. Per l’84%, infatti, l’intelligenza artificiale potrà integrare le attività umane per renderle più efficienti e per il 41%, invece, tale attività potrà sostituire solo le attività ripetitive del processo di selezione. Alla domanda secca se l’intelligenza artificiale possa sostituire completamente l’uomo il 100% ha risposto di no.

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Intelligenza artificiale: l’ultima invenzione dell’umanità?

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

intelligenza artificialeZurich conferenza annuale del World Economic Forum 2018 che si terrà a Davos, in Svizzera. Esposizione aperta al pubblico: 23 – 25 gennaio 2018 Aperta tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00. Il padiglione di ETH Zurich diventerà un laboratorio sperimentale di esposizioni interattive che consentirà di addentrarsi nei meandri del cervello e solleticare le papille gustative dei visitatori presso il TasteLab café.
ETH Zurich – classificata tra le prime dieci università del mondo – ospiterà una discussione interattiva pre-conferenza annuale dal titolo “RETHINKING INTELLIGENCE”. Se da una parte le future applicazioni dell’apprendimento automatico (machine learning) dimostrano capacità potenzialmente sbalorditive, dall’altra hanno sollevato profonde controversie. “Come dobbiamo compilare il codice per garantire un futuro sostenibile evitando al tempo stesso l’autodistruzione?” In qualità di membro della stampa internazionale svizzera, La inteligenza artificiale1invitiamo a unirsi a questo evento per approfondire il concetto di “superintelligence”. La Sua presenza garantirà l’accesso a leader di primo piano e ricercatori di Google Research Europe, IBM Research Zurich, Disney Research, Starmind, Silicon Valley Robotics ed ETH Zurich Robotics nonché esperti di intelligenza artificiale.John Fraher di Bloomberg News sarà il moderatore di un confronto interattivo che analizzerà i rischi e le potenzialità dell’intelligenza artificiale, probabilmente l’ultima invenzione dell’umanità.
“I creatori di sistemi intelligenti attualmente seguono due diversi indirizzi. Il primo mira a realizzare calcoli analoghi a quelli del cervello reingegnerizzando le esatte proprietà dei neuroni e delle reti all’interno del cervello. Il secondo approccio tenta di comprendere gli algoritmi neurali di alto livello utilizzati dal cervello per i calcoli e di replicarli in un dispositivo hardware computerizzato. Non è ancora chiaro quale dei due indirizzi prevarrà”. Benjamin Grewe, Assistente Professore di Neuroinformatica e di Sistemi Neuronali di ETH Zurich.

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Si è conclusa la conferenza internazionale sull’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

tavolo convegnoPerugia – “Intelligenza artificiale e responsabilità” è stato il tema della conferenza internazionale che si è svolta nell’aula Magna di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. Studiosi italiani e stranieri si sono interrogati su come evolverà il concetto di responsabilità in uno scenario in cui l’intelligenza artificiale e la robotica diventano sempre più rilevanti ed evolute. Illustri rappresentanti del mondo accademico, delle assicurazioni, e dell’industria automobilistica hanno ampiamente discusso, misurandosi con queste complesse tematiche, in particolare con le implicazioni etiche ed assicurative connesse ai nuovi profili di responsabilità. All’incontro di studio, organizzato dall’Università per Stranieri in concorso con l’Ordine degli Avvocati di Perugia e dell’Associazione Italiana Giovani avvocati (AIGA), hanno preso parte, tra gli altri, il rettore, professor Giovanni Paciullo, il professor Ugo Ruffolo, docente di Diritto Civile all’Università di Bologna, la professoressa Maria Costanza, docente di Diritto Privato all’Università di Pavia, il professor Francesco Di Giovanni, docente di Diritto Privato all’Università di Bari, e Margherita Scalamogna, presidente della Sezione di Perugia dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati. “L’auto che si guida da sé – ha detto il rettore Giovanni Paciullo in apertura del convegno – sta diventando una scelta strategica dell’industria automobilistica che pone sfide inedite sul piano delle tutele. Assistiamo a nuovi orizzonti in cui la fantascienza è resa realtà, di spazi interconnessi che danno vita a scenari complessi di una intelligenza sempre più collettiva, di sfide a livello non solo tecnologico ma anche etico. La robotica – ha aggiunto il rettore – sta acquisendo progressivamente sempre più spazi: dall’applicazione nella medicina operatoria, a tutte quelle aree di più prossima e quotidiana consuetudine”. Il rettore Paciullo ha poi sottolineato l’impegno del Governo regionale dell’Umbria nel sostenere questa iniziativa scientifica: “L’idea – ha spiegato Paciullo – è quella di promuovere a Perugia una sede stabile di approfondimento di questi temi, offrendo anche all’avvocatura di Perugia l’opportunità di rimodulare il proprio profilo professionale a misura di questi scenari. È quindi necessario – ha concluso il rettore – il confronto tra i due orizzonti, perché non può la tecnologia procedere in maniera autonoma, ma deve rapportarsi con il catalogo dei diritti della persona e modularsi a misura di questo”.Margherita Scalamogna dell’Associazione AIGA ha ribadito che l’automazione e l’avvento di tutte le nuove tecnologie hanno fortemente inciso sulla nostra quotidianità, sulla vita sociale, e soprattutto nel mondo delle professioni.Per il professor Ugo Ruffolo i tempi sono maturi per una riflessione in materia di relazioni tra Diritto ed ‘artificial intelligence’ con riguardo, in particolare, ai problemi di mediazione giuridica posti dalle nascenti tecniche di robotica avanzata, “Sono temi complessi – ha detto Ruffolo – e incidono seriamente sia sulle fondamentali esigenze di tutela del consumatore, sia, parallelamente, sul rischio d’impresa collegato ai possibili nuovi costi da responsabilità, contrattuale ed extracontrattuale, con la conseguente esigenza di poterli ragionevolmente predeterminare e gestire. Tra gli interrogativi che stanno ricevendo maggiore attenzione in questo ambito ancora relativamente inesplorato – ha evidenziato Ruffolo – spicca, in particolare, anche a livello europeo, quello relativo all’eventuale necessità di nuove norme e nuove categorie giuridiche al fine di regolare tali scenari innovativi”.E sul rapporto tra intelligenza artificiale, attività d’impresa e responsabilità̀ è intervenuta la professoressa Maria Costanza dell’Università di Pavia: “L’incremento tecnologico – ha spiegato – consente il miglioramento della condizione umana. Ma l’eccesso di tecnologia nelle imprese può dare luogo ad un decremento di occupazione. Quando si parla dei tassi di disoccupazione – ha continuato – non si tace del fatto che l’evoluzione tecnologica ha reso meno importante il numero dei lavoratori rispetto alle rese dell’attività produttiva industriale. Nella nostra società occorre un equilibrio fra gli sviluppi della tecnologia e le esigenze umane e sociali.”
Intelligenza artificiale e rapporto contrattuale è stato invece il tema del panel trattato dal professor Francesco Di Giovanni, che ha posto l’accento sul cambiamento in atto delle attività contrattuali in relazione alla rapida evoluzione della robotica. “All’ offerta di servizi diffusa – ha affermato Di Giovanni – si sostituisce un’offerta concentrata nelle mani di chi avrà un forte potere contrattuale, soprattutto perché avrà le conoscenze tecniche”.Ma nell’intensa giornata di studi promossa dalla Stranieri, si è dibattuto anche di connessioni tra l’intelligenza artificiale e le attività d’impresa; di diritto della robotica; del sistema assicurativo, di profili e prospettive evolutive del quadro normativo europeo. Al convegno sono intervenuti Andrea Amidei, ricercatore dell’Università di Bologna, Antongiulio Lombardi, direttore affari regolamentari Wind-Tre; Carl Taylor, director of Application Services and Global Technology Strategy Hutchison Whampoa Limited e Stefano Forges Davanzati, amministratore della GBSAPRI SpA. (foto: tavolo convegno)

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Intelligenza artificiale e tutele giuridiche

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

auto futuroPerugia Mercoledì 29 novembre, ore 9.00, Aula Magna di Palazzo Gallenga l’Università per Stranieri di Perugia ha posto al centro di un importante convegno internazionale coinvolgendo la comunità accademica, le assicurazioni, l’industria automobilistica. Il programma ricomprende le varie questioni legate alla robotica ed alla sua applicazione nei vari campi e si lega al ruolo crescente assunto dall’intelligenza artificiale. Il convegno, patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Perugia e dall’Aiga e in quella sede verranno forniti i primi risultati di una ricerca condotta in collegamento con l’Università tedesca di Würzburg. Sono previste le relazioni del Magnifico Rettore Prof. Giovanni Paciullo, Prof. Avv. Ugo Ruffolo (già Professore Ordinario di Diritto Civile – Università di Bologna), Avv. Andrea Amidei, Prof. Avv. Maria Costanza (Professore Ordinario di Diritto Privato-Università di Pavia), Prof. Avv. Francesco Di Giovanni (Professore Ordinario di Diritto Privato-Università di Bari), Dott. Antongiulio Lombardi (Direttore Affari Regolamentari Wind-Tre) – Ing. Carl Taylor (Dirigente tecnico di settore), Avv. Marilù Capparelli (General Counsel Google Italia), Dott. Stefano Forges Davanzati (Partner e Amministratore della GBSAPRI SpA). Da sottolineare l’adesione data al convegno da Google che fornirà un originale contributo prodotto di un’approfondita ricerca.

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Sl CNR il convegno sull’Intelligenza Artificiale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

intelligenza artificialeRoma Mercoledì 22 novembre 2017 8,45 – 13 CNR – Aula Magna Piazzale Aldo Moro,7 (Ingresso Via dei Marrucini) A Future Open Day – the Awareness Building Conference.
Il rapporto uomo-macchina da tempo indagato dalle scienze umane e dalla ricerca scientifica, deve trovare oggi – alle soglie del tempo dell’Intelligenza Artificiale che lascia intravedere un salto di paradigma epocale nel tessuto connettivo dei sistemi della conoscenza, della produzione e dell’economia – un rinnovato livello di consapevolezza da parte di tutti gli attori della scena sociale, culturale ed istituzionale, chiamati come mai prima ad affrontare il tema inesplorato del rapporto tra intelligenze diverse – biologica una e non biologica l’altra -, ciascuna capace di creare, oggi e sempre di più in prospettiva, un ecosistema proprio ed autoreferenziale.
La domanda dai confini inesplorati che si viene a porre è lapidaria e suggestiva: stiamo assistendo alla nascita di un nuovo genere umano? La conferenza promossa dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale e da Artix con il patrocinio del Consiglio Nazionale delle Ricerche e la collaborazione di Management Innovation – si rivolge agli stakeholders del futuro e del cambiamento e cerca la risposta chiamando ad una riflessione comune visioni e linguaggi filosofici, scientifici, economici ed industriali (foto: intelligenza artificiale)

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Guida autonoma: Il mercato si focalizza su intelligenza artificiale e cloud cognitivo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

auto futuroLa crescente preferenza dei consumatori per le tecnologie che aumentano la convenienza e le opzioni di utilizzo dell’automobile “as a service” hanno contribuito a far raddoppiare la diffusione di veicoli con funzionalità di guida automatica nel 2016. Guardando al futuro, gli investimenti su larga scala delle case produttrici (OEM) raffineranno ulteriormente l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle soluzioni tecnologiche basate sul cloud cognitivo, rendendo possibile la guida autonoma di livello 4/5 entro i prossimi cinque anni. Le soluzioni di guida automatica installate a posteriori e l’implementazione di queste tecnologie nelle piattaforme di mobilità condivisa (taxi) assisteranno ad una forte crescita. Global Autonomous Driving Market Outlook, 2017, la recente analisi del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che il mercato globale dei veicoli autonomi raggiungerà quota 83 miliardi di dollari entro il 2025. Lo studio esamina le principali tendenze del mercato della guida automatica, tra cui sviluppi come il crescente utilizzo di sistemi di assistenza al conducente, nuove soluzioni, taxi robot, cloud cognitivo e l’adozione di sistemi LiDAR meccanici per il miglioramento della percezione visiva.
“Con l’introduzione dei taxi a guida automatica per sostenere i modelli di business per la mobilità condivisa, l’ingresso commerciale dei veicoli di livello 4 è previsto entro il 2020”, afferma Anirudh Venkitaraman, analista del gruppo per la Mobilità. “Nei mercati di Europa e Nord America, l’introduzione dell’automazione di livello 3 entro il 2018, guidata dagli aggiornamenti over-the-air di Tesla, rafforzerà i tassi di adozione iniziali per questa tecnologia. Le offerte pilota di Audi, BMW e Mercedes-Benz seguiranno a breve distanza, portando il prodotto nel mercato premium.” “Le preoccupazioni relative alla legislazione, ai problemi di affidabilità del sistema e alle infrastrutture incompatibili limitano le opportunità per le case produttrici interessate alla guida automatizzata”, osserva Venkitaraman. “Tuttavia, il percorso che porta dalle automobili guidate da esseri umani alle automobili completamente autonome è una progressione e i veicoli pionieristici semi-automatici saranno una tappa importante verso l’ottenimento di veicoli automatizzati di livello 5.”Per ora, l’innovazione rapida delle start-up e dei leader tecnologici nell’ambito delle tecnologie dei veicoli automatizzati porterà le case automobilistiche, i fornitori tecnologici e le aziende fortemente innovative a collaborare, acquisire o aggiornare i propri team di ricerca e sviluppo per restare competitivi.

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L’intelligenza artificiale di apprendimento automatico rivoluzionerà il settore automobilistico

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

auto futuroL’intelligenza artificiale di apprendimento automatico nelle automobili è la chiave per sbloccare le potenzialità dei veicoli autonomi e aumentare il valore offerto agli utenti finali attraverso l’assistenza virtuale. Offre alle case automobilistiche (OEM) nuovi flussi di entrate grazie alla concessione di licenze, alle partnership e ai nuovi servizi per la mobilità. Allo stesso tempo, gli scenari d’uso dell’intelligenza artificiale di autoapprendimento nelle automobili stanno portando verso il settore automobilistico diverse aziende tecnologiche, aziende attive nell’ambito di Internet delle cose e fornitori di servizi per la mobilità. Questa tecnologia ha inoltre attirato l’attenzione e gli investimenti dei governi grazie al suo potenziale di migliorare lo stile di vita e il valore economico.
Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre approfondimenti su motori, car sharing e gestione della mobilità intelligente. Il team ha recentemente rilasciato un’analisi sull’intelligenza artificiale nelle automobili intitolata “New Executive Analysis of Self-learning Artificial Intelligence in Cars, Forecast to 2025”, che punta ad analizzare la tecnologia di auto-apprendimento nell’ambito delle automobili e il suo contributo al settore automobilistico.
Entro il 2025, quattro livelli di tecnologia di autoapprendimento rivoluzioneranno il settore automobilistico. Le automobili di proprietà con tecnologia di autoapprendimento di livello 4 saranno fondamentali per le nuove aziende nell’ambito della mobilità, favorendo alleanze con le case automobilistiche. Gli OEM stanno già facendo investimenti strategici o acquisizioni per le tecnologie di autoapprendimento di livello 3 e livello 4; esistono diverse importanti start-up nel mercato.“Si prevede che le aziende tecnologiche saranno il nuovo primo livello per le case automobilistiche, relativamente alla tecnologia di apprendimento profondo”, afferma Sistla Raghuvamsi, analista di Frost & Sullivan. “Google e NVIDIA saranno aziende chiave all’interno di questo spazio, arrivando a dominare il mercato entro il 2025. Nel frattempo, 13 case automobilistiche investiranno oltre 7 miliardi di dollari nello sviluppo di diversi casi d’uso dell’intelligenza artificiale.

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A Torino il Centro di Sviluppo per l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

lussemburgoLussemburgo. Amazon ha annunciato oggi che aprirà un nuovo Centro di Sviluppo a Torino per mettere a punto le capacità di Intelligenza Artificiale e apprendimento automatico di Alexa, l’assistente vocale basata su cloud di Amazon, che supporta Amazon Echo, Echo Dot, Amazon Fire TV e Amazon Tap.Il nuovo centro, che aprirà entro la fine del 2016, sarà dedicato al progresso del riconoscimento vocale e della comprensione del linguaggio naturale. Torino è stata scelta per la quantità di talenti a cui poter attingere e per la presenza delle università in città.“Siamo felici di lanciare un centro di Machine Learning a Torino, città ricca di talenti nel campo delle tecnologie di apprendimento automatico, di diretto interesse per Alexa”, dichiara Rohit Prasad, Vicepresidente e Chief Scientist per Alexa. “Il nostro centro di Torino avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo delle capacità di comprensione del linguaggio da parte di Alexa”.Il Machine Learning è una branca dell’informatica e si basa su algoritmi che consentono ai sistemi di effettuare analisi predittive a partire da ampie raccolte di dati, senza che questi sistemi vengano appositamente programmati. Alexa usa l’apprendimento automatico in campi come il rilevamento delle parole di attivazione, il riconoscimento vocale basato sul cloud e la comprensione del linguaggio naturale.Amazon può contare su ricercatori di Machine Learning in tutto il mondo, tra cui Seattle, Boston e Palo Alto (Stati Uniti), Aquisgrana, Berlino, Edimburgo e Cambridge (Europa) e Bangalore (India).Le assunzioni per il Centro di Sviluppo di Torino inizieranno a breve e i candidati interessati potranno visitare il sito Amazon jobs per avere maggiori informazioni (www.amazon.jobs/it). Per iniziare, saranno 10 le posizioni aperte per i ricercatori dedicati al riconoscimento vocale e alla comprensione del linguaggio naturale.“Continuiamo a investire in modo rilevante in Italia e stiamo creando centinaia di posti di lavoro” spiega Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna. “Innovare per conto dei nostri clienti è alla base di tutto ciò che facciamo qui ad Amazon in Italia. Siamo felici che Torino sia stata scelta come sede principale per alcune delle attività tecnologiche più interessanti tra quelle su cui stiamo lavorando in diverse parti del mondo”.Oggi Amazon ha annunciato, inoltre, l’apertura di un nuovo Centro di Distribuzione nel Lazio, investendo 150 milioni di euro in un edificio di 60.000 mq che aprirà nell’autunno del 2017 e che ci si aspetta possa sviluppare 1.200 posti di lavoro.Il 2015 è stato un anno record per la creazione di posti di lavoro per Amazon in Europa, con oltre 10.000 nuovi contratti a tempo indeterminato, che hanno portato il totale della forza lavoro dell’azienda a oltre 40.000 dipendenti nel Vecchio Continente. Dal 2010, Amazon ha investito in Europa oltre 15 miliardi di euro.Dalla sua apertura in Italia nel 2010, Amazon ha investito oltre 450 milioni di euro e creato 1700 posti di lavoro. Gli impieghi attualmente sono stati creati nel Centro di Distribuzione di Castel San Giovanni, nel Centro di Distribuzione di Milano per i clienti di Prime Now, negli uffici corporate nel capoluogo lombardo, aperti nel 2012, e nel Customer Service di Cagliari.

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Per le sinapsi neurali un bip è sufficiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2015

sinapsi neuraliGli studi sull’Intelligenza Artificiale stanno progredendo molto rapidamente e le prestazioni sono sempre più sorprendenti: la codifica di immagini complesse, la guida automatica di autoveicoli sono esempi di azioni che possono apparire semplici ma nella realtà richiedono operazioni molto articolate.Per costruire macchine sempre più “intelligenti” sinora uno dei campi di ricerca più attivi è quello delle deep networks, che studia reti neurali artificiali molto complesse dotate di centinaia di milioni di connessioni tra neuroni, in grado di processare milioni di esempi e imparare da essi – in modo del tutto autonomo – a svolgere compiti elaborati come ad esempio il riconoscimento vocale. La struttura di queste reti ricorda in qualche modo quella del cervello umano, dove miliardi di neuroni sono interconnessi tramite migliaia di miliardi di sinapsi. Sono proprio tali connessioni che vengono modificate quando le reti imparano dagli esempi e, nel cervello umano, lo stesso meccanismo è anche alla base della memorizzazione delle informazioni. Lo stesso avviene con le reti artificiali.La più prestigiosa rivista scientifica di fisica, la “Physical Review Letters” dell’American Physical Society, ha appena pubblicato lo studio di un gruppo di ricerca del Politecnico di Torino e della Human Genetics Foundation (disponibile al link http://journals.aps.org/prl/ abstract/ 10.1103/PhysRevLett.115.128101), coordinato dal prof. Riccardo Zecchina e composto da Carlo Baldassi, Alessandro Ingrosso, Carlo Lucibello e Luca Saglietti, che getta le basi per aprire la strada a nuove implementazioni tecnologiche nel campo delle reti neurali artificiali e al contempo per aiutare la comprensione dei meccanismi biologici della memoria.Lo studio ha infatti preso spunto da considerazioni biologiche e dalle più recenti evidenze sperimentali, che indicano che durante i processi di apprendimento e memorizzazione le sinapsi non vengono modificate in modo graduale (come presupposto attualmente nelle deep networks), ma “a scatti”, ovvero usando un numero molto più piccolo di possibili stati, o bit di precisione. Come precisamente ciò avvenga non è per nulla chiaro; per di più, non era finora chiaro nemmeno in linea di principio come fosse possibile che il sistema potesse funzionare con così pochi bit.
In questo studio i ricercatori hanno usato un approccio nuovo rispetto ai precedenti, e dimostrato come sinapsi “elementari” (al limite con un singolo bit) possono essere utilizzate in modo sorprendentemente efficace. Il loro utilizzo comporta vantaggi tecnologici in termini di semplicità di implementazione e di velocità di esecuzione, e di conseguenza potrebbe portare anche alla realizzazione di reti più grandi e architetture più complesse. Inoltre l’innovazione metodologica – che suggerisce anche come sviluppare nuovi schemi algoritmici – è stata sviluppata nell’ambito della Fisica Statistica dei sistemi complessi, che trova applicazione anche in molti altri contesti (apparentemente) molto diversi tra loro, dai problemi di ottimizzazione di risorse su larga scala allo studio della struttura delle proteine, allo studio delle dinamiche dei social network o dello sviluppo delle epidemie. Tutti questi campi potrebbero dunque beneficiare dalle novità evidenziate in questo studio.

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