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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘intelligenza artificiale’

Soluzioni IoT end-to-end

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Verizon Business ha annunciato i piani per semplificare e accelerare la creazione di soluzioni IoT end-to-end rendendo disponibili per i clienti tutti i componenti critici nella catena del valore IoT, come dispositivi connessi, rete / funzionalità, cloud hosting e intelligenza artificiale. La rete leader del settore 5G / LTE di Verizon, la piattaforma IoT ThingSpace – incluse la connessione sicura alla rete 5G / LTE e le funzionalità complete di gestione e diagnostica – e i dispositivi Critical Asset Sensor (CAS) sono stati integrati con Microsoft Azure per permettere agli IoT builder di creare nuove applicazioni IoT in modo rapido ed efficiente.Microsoft Azure IoT Central offre analisi basate su cloud a livello di applicazione, nonché modelli predefiniti per molti casi d’uso di differenti settori industriali. Integrando la piattaforma ThingSpace di Verizon e l’infrastruttura di Azure, i system builder IoT, i system integrator e i service provider sono in grado di sviluppare, distribuire e rendere operative rapidamente soluzioni IoT complete.”Si tratta di semplificare lo sviluppo delle soluzioni IoT”, ha affermato Aamir Hussain, senior vice president of Business Products di Verizon Business. “Integrando le piattaforme Verizon e Microsoft, stiamo consentendo agli IoT builder di portare più facilmente le loro soluzioni sul mercato e di conseguenza per renderle disponibili per gli utenti. L’obiettivo è far sviluppare il settore dell’Internet of Things e rendere più semplice per le imprese e i consumatori trarre vantaggio dall’innovazione IoT “.
“Microsoft si è impegnata per semplificare l’IoT introducendo Azure IoT Central, IoT Plug and Play e altre soluzioni di Azure”, ha affermato Tony Shakib, GM di IoT Business Acceleration di Microsoft. “L’integrazione con Verizon semplifica tutto questo e costruisce soluzioni IoT sfruttando la rete Verizon e la piattaforma ThingSpace.”Una delle prime grandi aziende “builder”, Cognizant, è stata fra le prime ad adottare la piattaforma integrata, utilizzandola per sviluppare un’applicazione IoT per la gestione e l’uso efficienti delle celle frigorifere, in grado di supportare le operazioni vitali per i beni deperibili, inclusi lo stoccaggio e la spedizione di prodotti alimentari e farmaceutici.Ad esempio, l’applicazione monitora i farmaci soggetti a prescrizione durante l’immagazzinamento per assicurarsi che siano in condizioni ottimali, salvaguardando la qualità dei prodotti farmaceutici distribuiti ai clienti e riducendo la quantità delle scorte scadute. La soluzione di Cognizant offre ai rivenditori farmaceutici una maggiore visibilità delle scorte lungo tutto la catena di distribuzione.Questa soluzione è oggi disponibile a livello globale.

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Convegno “Intelligenza Artificiale: per una governance umana. Prospettive educative e sociali”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

’Università Pontificia Salesiana di Roma, per iniziativa della sua Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale, sta costruendo, per le giornate del 25 e 26 settembre 2020, l’evento “Intelligenza Artificiale: per una governance umana. Prospettive educative e sociali”. In base alla possibilità del momento, vista l’emergenza sanitaria in atto, si terrà in forma presenziale rispettando le misure di distanziamento oppure sarà realizzato online. Il sito https://intelligenzartificiale.unisal.it, costantemente aggiornato, ospita il programma in fieri dell’evento e il costruendo panel degli interventi, anche per le sessioni parallele dedicate ai casi applicativi e ai workshop, nonché bibliografie, strumenti e utilities per lo studio su questi temi. Sul portale, infatti, il progetto stesso cresce, continuamente alimentato dai contributi e dalle idee di soggetti istituzionali, ricercatori, studiosi e interessati, a diverso titolo coinvolti o interessati.
Con l’obiettivo della più larga partecipazione al progetto, l’Università lancia oggi una Call for Papers: coloro che intendano sottoporre una proposta di paper da discutere nell’evento di settembre, o comunque da diffondere attraverso il portale, potranno realizzare e inviare entro il 24 maggio 2020 l’abstract del proprio paper, compilando il form presente sul sito al seguente link https://intelligenzartificiale.unisal.it/call-for-papers, dove sono indicate tutte le procedure di selezione, le tempistiche e ogni informazione utile. L’abstract dovrà consistere in non più di 2 cartelle, essere privo di riferimenti a prodotti commerciali o a materiale sottoposto a copyright di terzi, e recare indicata la pertinenza principale ad uno dei temi previsti su uno o più degli aspetti scelti: teorici e umanistici; casi d’uso pratici, esperenziali, tecnici; altro.
Le Aziende – Accanto a questi aspetti, che è fondamentale indagare, rivestono importanza per gli addetti ai lavori e per gli utenti i casi d’uso – pratici, esperienziali, tecnici – messi in campo in tutti i settori: pubblica amministrazione, educazione, ricerca, agricoltura, ingegneria, robotica e informatica naturalmente, ambiente, energia, reti delle telecomunicazioni, mobilità, smart cities, industria manifatturiera, farmacologia, salute, assistenza alla persona, sicurezza, vision recognition & classification. Tutti campi del fare umano che ci si aspetta siano interessati da una produttività ed un’efficienza amplificate dal contributo di velocità e precisione delle macchine. Per questo nel corso dell’evento e online sarà previsto uno spazio espositivo dedicato alle aziende per i propri innovativi prodotti e servizi di IA.
La diffusione crescente dell’IA, accompagnata ad una evoluzione del pensiero su di essa ed accelerata dalla diffusione dell’emergenza epidemiologica – che ha imposto una brusca virata verso forme di tecnologia avanzate anche ad ambiti che ne restavano ancora ai margini – ne fa un elemento già ben integrato nelle nostre stesse esistenze. Di più. Non esiste neanche più una sola Intelligenza Artificiale, ma almeno tre, che gli studiosi definiscono come Artificial Narrow Intelligence, Artificial General Intelligence eArtificial Super Intelligence.

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In azienda mancano le competenze? Ci pensa l’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

In azienda mancano le competenze? Nessun problema, da oggi ti viene in aiuto l’intelligenza artificiale. Grazie ad una giovane startup di Milano, Beyond the box, trovare le competenze specifiche per una impresa sarà più facile che mai.
La startup infatti nasce per aiutare e supportare manager e imprenditori nelle loro decisioni e sfide quotidiane.Ben il 30% del tempo passato in ufficio viene usato per cercare su internet “come si fa” un certo tipo di attività per un’azienda: un importante costo sommerso, che comporta una grande inefficienza.Chi lavora nelle oltre 5 milioni di Piccole Medie Imprese (PMI) in Italia è costretto infatti ad affrontare ogni giorno nuove attività per le quali c’è bisogno di competenze sempre più specifiche.BeyondTheBox, una giovane startup nata nel 2019 a Milano, ha però trovato la soluzione a questo problema creando il primo servizio che utilizza l’intelligenza artificiale per mettere in contatto manager e imprenditori con le competenze specifiche delle persone, con l’obiettivo di aiutare le imprese nelle loro sfide quotidiane.Come? Basta cercare nel sistema una frase specifica, che identifica l’attività che si ha bisogno di portare a termine, e ci pensa l’intelligenza artificiale a fare i match tra l’impresa e le competenze dei professionisti disponibili.L’impresa e il professionista prescelto poi si incontreranno in una videochiamata di 20 o 40 minuti ospitata dalla piattaforma per la massima confidenzialità, durante la quale il manager potrà rivolgere tutte le domande e dubbi a cui non trova risposta, per poter poi continuare a svolgere la sua attività focalizzandosi sulle sue competenze chiave. L’idea del servizio nasce da due manager che le PMI le conoscono bene: Aleksandra Maravic, di origini croate ma cresciuta in Italia che ha avuto una brillante carriera come export manager viaggiando per il mondo. Ogni volta però che Aleksandra cambiava azienda le venivano fatte domande private e discriminatorie come “Ha intenzione di avere figli nei prossimi due anni?” o “Come mai ha cambiato azienda così spesso? È decisamente sintomo di inaffidabilità”.“Nessuno sembrava considerare le mie vere competenze, il fatto che parlassi 6 lingue o avessi diverse lettere di referenze. Non riuscivo a spiegare che io non avevo mai cambiato lavoro negli ultimi 10 anni, avevo solo cambiato azienda” ci racconta Aleksandra.“I manager affrontano nuove attività per le quali non hanno le competenze, si demotivano e il risultato è sempre mediocre. In quel momento si passa a chiedere consulenze esterne che, anche a causa dell’urgenza, costano tanto e non sempre portano i risultati sperati” dice Massimo Ciccarone, che essendo dirigente, amministratore e CFO nelle PMI, ha potuto misurarne le tipiche inefficienze.A pochi mesi dal lancio la piattaforma conta già più di 400 utenti che condividono e accedono alle competenze della rete.Ed è già possibile trovare risposte su tematiche legali, amministrative, marketing, software e molto altro: tutte competenze di alto livello capaci dj soddisfare al meglio le esigenze dei manager.La società sta per lanciare una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BackToWork24 aprendo così agli investitori che potranno offrire il proprio supporto per rendere il modello di condivisione competenze – sharing competencies – disponibile a tutti.Ulteriori informazioni sul servizio si possono trovare sul sito della società http://www.beyondthebox.it. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Intelligenza artificiale: garantirne uso equo e sicuro per i consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

Il PE chiede una serie di diritti per proteggere i consumatori nel contesto dell’Intelligenza artificiale e dei processi decisionali automatizzati, in una risoluzione approvata mercoledì. La risoluzione non legislativa affronta le diverse sfide derivanti dal rapido sviluppo delle tecnologie dell’Intelligenza artificiale (IA) e dei processi decisionali automatizzati (automated decision-making – ADM), con particolare attenzione alla protezione dei consumatori.
Nel testo approvato, il Parlamento accoglie con favore il potenziale dell’ADM nel fornire servizi innovativi e migliorati, compresi i nuovi servizi digitali come gli assistenti virtuali e i chatbot. Tuttavia, secondo i deputati, quando i consumatori interagiscono con un sistema automatizzato, dovrebbero essere sempre adeguatamente informati “su come contattare un essere umano dotato di potere decisionale e come sia possibile controllare e correggere le decisioni”.Inoltre, il Parlamento afferma che: “gli esseri umani devono sempre essere responsabili, in ultima istanza, delle decisioni prese nell’ambito di servizi professionali”, come le professioni mediche, forensi e contabili, il settore bancario.Per tanto, si chiede di utilizzare solo dati di alta qualità e algoritmi imparziali, e introdurre strutture di revisione per rimediare a possibili errori nelle decisioni automatizzate, incluso un rimedio specifico per le decisioni automatizzate che sono permanenti.
I deputati chiedono alla Commissione di presentare nuove proposte per aggiornare le norme sulla sicurezza per i prodotti (ad esempio, sulla sicurezza dei macchinari e dei giocattoli) per informare i consumatori sull’utilizzo corretto di tali prodotti e siano protetti dai danni, e i produttori sui loro obblighi.Anche la Direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, adottata più di 30 anni fa, dovrebbe essere rivista per adattare concetti come “prodotto”, “danno”, “difetto” e le regole che regolano l’onere della prova.Secondo la legislazione UE, i commercianti devono informare i consumatori quando il prezzo dei beni o dei servizi è stato personalizzato sulla base di ADM e della profilazione del comportamento dei consumatori, ricordano i deputati, che chiedono alla Commissione di monitorare attentamente l’attuazione di tali norme. L’UE deve inoltre garantire che gli ADM non siano indebitamente utilizzati per discriminare i consumatori in base a nazionalità, luogo di residenza o ubicazione temporanea.La risoluzione, approvata per alzata di mano, sarà trasmessa al Consiglio dell’UE (Stati membri) e alla Commissione, affinché tengano conto delle proposte su AI e ADM. La Commissione ha annunciato che presenterà le sue proposte sull’Intelligenza artificiale il 19 febbraio 2020.

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L’intelligenza Artificiale al servizio dell’accessibilità

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Il mondo della sanità è interessato da una trasformazione senza precedenti, che prospetta nuovi scenari socioeconomici. Si tratta di fenomeni accelerati dai progressi tecnologici che i leader del settore possono guidare per rendere il sistema sanitario sempre più efficiente e sostenibile, in particolare grazie all’uso sapiente dei dati e all’utilizzo degli algoritmi di Intelligenza Artificiale.In questo scenario Janssen Italia, la società farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson, da sempre attenta a cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie digitali per metterle a disposizione degli operatori sanitari e dei pazienti, ha dato vita a una piattaforma chiamata Janssen Genia®, in grado di interagire con i farmacisti ospedalieri per fornire loro una serie di informazioni a valore aggiunto relative al proprio portafoglio di prodotti.
Attraverso comandi vocali, Janssen Genia® può fornire informazioni dettagliate relative alla tracciabilità delle consegne dei farmaci agli ospedali, gestire la richiesta di verifica di variazione di temperatura dei farmaci stessi e far conoscere in tempi rapidissimi al farmacista ospedaliero lo stato di una richiesta di rimborso.Basata su un software di Intelligenza Artificiale sviluppato dalla startup innovativa LIFEdata e accessibile attraverso dispositivi attivabili tramite comando vocale (al momento fruibile tramite Alexa di Amazon, sia via APP, sia via device Alexia stesso), Janssen Genia® è utile ai farmacisti ospedalieri che devono accedere a una notevole quantità di informazioni con la necessità di lavorare con le mani “libere”, dovendo maneggiare prodotti particolarmente delicati.Al momento Janssen Italia ha dato vita a un progetto pilota che ha già coinvolto 32 aziende ospedaliere su tutto il territorio italiano.
Janssen è impegnata nell’affrontare alcune tra le più importanti esigenze mediche insoddisfatte, in diverse aree terapeutiche fra cui oncoematologia, immunologia, neuroscienze, malattie infettive e vaccini, malattie cardiovascolari e metaboliche e ipertensione arteriosa polmonare (PAH). Mossi dal nostro impegno nei confronti dei pazienti, sviluppiamo prodotti, servizi e soluzioni innovative per la salute delle persone di tutto il mondo.

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Intelligenza artificiale, materia attiva e precursori sismici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

Roma Lo European Research Council (ERC), l’organismo dell’Unione Europea che finanzia progetti di eccellenza legati ad attività di ricerca di frontiera, premia la Sapienza con 3 Advanced Grant per un totale di 6.756.447 euro.
I vincitori sono Giuseppe De Giacomo del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale “Antonio Ruberti”, Roberto Di Leonardo del Dipartimento di Fisica e Chris Marone del Dipartimento di Scienze della Terra. I progetti:
Giuseppe De Giacomo. Il progetto WhiteMech (White-Box Self-Programming Mechanisms) riguarderà lo studio di base e la realizzazione di sistemi dotati di intelligenza artificiale che sono in grado di ri-programmarsi autonomamente per raggiungere nuovi obiettivi, per reagire a cambiamenti inaspettati, e per adeguarsi all’evolvere di regole e convenzioni umane nel contesto in cui operano. In particolare, l’obiettivo è realizzare sistemi che siano “white-box by design”, cioè che permettano in ogni momento di essere interrogati, analizzati e gestiti in termini comprensibili a noi umani, per arginare il rischio implicito in un sistema che si auto-programma. Le linee parallele di ricerca sono volte all’applicazione di questi sistemi in smart manufacturing (Industria 4.0), smart spaces (Internet of Things) e robotic process automation (Business Process Management).
Per il progetto WhiteMech, Sapienza disporrà di un finanziamento di circa 2.5 milioni di euro.
Roberto Di Leonardo. Il progetto SYGMA esplorerà la frontiera tra la fisica della materia e la biologia sintetica con l’obiettivo di creare un catalogo di parti genetiche in grado di trasformare cellule batteriche in micro-componenti meccanici configurabili e controllabili. Questi batteri potranno essere impiegati come propulsori all’interno di micro-robot telecomandati mediante segnali luminosi oppure come “atomi” attivi per la progettazione di materiali plasmabili con la luce. La comprensione e il controllo di questi sistemi pone delle sfide fondamentali in un campo di ricerca in forte espansione: la fisica della materia attiva, ovvero lo studio di aggregati di particelle in grado di muoversi autonomamente. Un team di ricerca fortemente interdisciplinare vedrà fisici e biologi collaborare combinando metodi di biologia molecolare, tecniche di elaborazione digitale della luce e fisica statistica. Per il progetto Sygma, Sapienza disporrà di un finanziamento di circa 1.6 milioni di euro (il finanziamento complessivo è di 2.4 milioni, in partnership con IIT).
Chris Marone Il progetto Tectonic si occupa di migliorare le conoscenze sui precursori dei terremoti, unendo ricerche di laboratorio con attività sul campo.Gli studi attuali sulla previsione dei terremoti sono molto limitati, ma recenti esperimenti di laboratorio hanno mostrato che i terremoti sperimentali sono preceduti da una serie di piccoli eventi che irradiano energia elastica, e che possono essere utilizzati per prevedere un evento molto energetico. Questi terremoti di laboratorio, assieme ai loro segnali precursori, possono essere previsti mediante tecniche di apprendimento automatico, machine learning TECTONIC, attraverso il machine learning, collegherà i risultati ottenuti in laboratorio con osservazioni sul campo per cercare i precursori dei terremoti naturali. In questo ambito è prevista l’acquisizione e l’analisi di dati sismologici e geodetici ad alta risoluzione e la costruzione di apparecchiature di laboratorio di nuova generazione, capaci di svelare la fisica dei terremoti ed i loro segnali precursori. Il progetto contribuirà a formare la prossima generazione di ricercatori delle scienze dei terremoti e promuoverà un nuovo livello di collaborazione scientifica comunitaria. Per il progetto Tectonic, Sapienza disporrà di un finanziamento di circa 2.6 milioni di euro (il finanziamento complessivo è di 3.4 milioni, in partnership con INGV).

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Intelligenza artificiale nella gestione delle risorse umane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

Il 52,1 per cento delle aziende ha introdotto sistemi di intelligenza artificiale nella gestione per il supporto alla gestione delle risorse umane negli ultimi due anni. Gli ambiti di applicazione principali sono: selezione e reclutamento e valutazione della performance per oltre il 60% del campione, seguono formazione (47.8%), sistemi retributivi (39%), sicurezza sul lavoro (24%) e mobilità sul lavoro (14,9%). Le ragioni principali di utilizzo di sistema di intelligenza artificiale e di digitalizzazione sono legati soprattutto a necessità di risparmiare e ottimizzare i tempi (59,7%), alla velocità di aumentare l’efficienza nella gestione delle risorse umane (56,7%), e più in generale per la semplificazione dei processi (44.8%). La digitalizzazione permette inoltre di aumentare la produttività della funzione risorse umane (29,8%) e di garantire livelli di servizi di alta qualità (29,8%).Questi i primi risultati della ricerca a cura di AIDP(l’associazione dei direttori del personale) dal titolo Robot e Direzione del personaleelaborati a fine 2018 e presentati nell’ambito del rapporto AIDP-LabLaw a cura di Doxa su . L’indagine è stata condotta su 169 direttori del personale.“E’ innegabile che l’intelligenza artificiale stia avendo un impatto anche nella gestione delle risorse umane e in particolar modo nei processi di selezione dei candidati, come la nostra ricerca conferma ampiamente- spiega Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP-. La domanda di fondo, tuttavia, che ci poniamo come direttori del personale è fin dove può arrivare tale processo. Ebbene, siamo tuti concordi su un punto: l’intelligenza artificiale e la stessa robotizzazione dei processi (vedi le chatbot) può migliorare l’efficienza di diversi ambiti della selezione, soprattutto quelli più ripetitivi – e far guadagnare tempo – ma non potrà mai sostituire il processo di selezione e valutazione umana dei candidati. La decisione finale sui candidati rimane un imprescindibile fattore umano, come i risultati della nostra ricerca confermano”. L’intelligenza artificiale nei processi di selezione e reclutamento delle persone. Tali sistemi sono utilizzati soprattutto per velocizzare il processo di selezione (66%), per automatizzare l’analisi dei Cv (37%). Infine, la digitalizzazione porta a un miglioramento nella rapidità di risposta ad ogni candidato (15,1%) e nell’accuratezza delle interviste effettuate (26,4%).Valutazione della performance e formazione.Il 60% degli HR Manager intervistati ha introdotto sistemi digitali e di intelligenza artificiale per la gestione delle fasi di valutazione della performance. La digitalizzazione in questo ambito permette di gestire il monitoraggio della performance utilizzando sistemi di macchine learning (69,3%) e inoltre consente agli Hr Manager di fare previsioni più accurate tramite algoritmi predittivi (10,26%), ossia quei sistemi integrati in soluzioni di intelligenza artificiale che consentono di fare predizioni sul futuro, in questo caso sulla performance dei candidati. L’utilizzo di sistemi IT e di intelligenza artificiale in ambito formativo si concretizza principalmente nell’utilizzo di piattaforme e-learning o programmi di formazione online (95,3%). Inoltre, si sta progressivamente aprendo la strada anche all’utilizzo di Virtual Trainer o Assistenti Virtuali che permettono la formazione continua dei propri dipendenti.
Il futuro. Rispetto ai trend di sviluppodell’intelligenza artificiale in ambito gestione delle risorse umane prevede sviluppi soprattutto nell’ambito della selezione (65%), formazione (37%) e valutazione della performance (31%). Si confermano questi tre gli ambiti di maggiore applicazione e di maggiore prospettiva, allo stato, di applicazione dell’IA nelle risorse umane.

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Intelligenza Artificiale italiana per sviluppare soluzioni anche per il mercato interno cinese

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Sul quotidiano online spraynews.it è pubblicata una intervista al presidente di DeepBlue Technology, divisione Eurorpe, David Duan. Azienda specializzata in intelligenza artificiale fondata a Shanghai nel 2014 in una conferenza stampa in occasione della visita del presidente cinese Xi Jinping. Come ci spiega in questa intervista David Duan «l’aspetto più importante di questa operazione è prima di tutto sul piano culturale. La presenza a Roma di Deep Blue nello stesso giorno della visita Xi Jinping non è, ovviamente, una coincidenza. E’ il primo progetto che viaggerà sulla Belt and Road e si inscrive nella cornice dell’accordo commerciale in vista tra Italia e Cina. Oggi – sottolinea Duan – compiamo il primo passo. E la volontà è quella di andare avanti e fare lunga strada assieme all’Italia»

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FotoFinder Systems: l’intelligenza artificiale rivoluziona il rilevamento del tumore della pelle

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

L’intelligenza artificiale (IA) è attualmente sulla bocca di tutti. Gli esperti dicono che le aziende devono concentrarsi sui tre aspetti dell’IA per avere un ruolo importante nel settore: le ultime conoscenze di programmazione, l’importanza dei dati e l’integrazione dell’IA nei flussi di lavoro esistenti. FotoFinder Systems unisce questi aspetti chiave già oggi. Come pioniere, l’azienda high-tech è un leader nell’integrazione dell’IA nella tecnologia per la diagnosi del cancro della pelle. Con il nuovo software esperto Moleanalyzer pro, i dermatologi sono in grado di valutare i nevi con l’IA, e i risultati confermano una precisione estremamente elevata. Moleanalyzer pro offre ai medici la possibilità di confermare le loro diagnosi con varie tecniche di valutazione. Per la prima volta, è possibile combinare l’esperienza specializzata con l’IA e ricevere inoltre una seconda opinione – basta un clic del mouse – da celebri esperti internazionali di oncologia cutanea.Moleanalyzer pro funziona con l’apprendimento approfondito, il “deep learning”: l’abilità umana di apprendere da esempi ed esperienze viene trasferita al computer. A questo scopo, la rete neurale convoluzionale è stata addestrata con la raccolta attualmente più grande di immagini dermatoscopiche, compresa la diagnosi corrispondente. Il successo dell’algoritmo è dovuto al continuo “accrescimento” dovuto ai tanti anni di utile collaborazione con medici di tutto il mondo. Grazie alla sempre maggiore esperienza e alle sue proprie regole autonome, l’algoritmo è in grado di distinguere tra lesioni benigne e maligne. Il risultato è un punteggio che supporta la valutazione del rischio di entrambe le tipologie di lesioni cutanee, melanocitarie e non-melanocitarie. Tra breve, questo “Score IA” sarà disponibile ai medici anche su dispositivi mobili.
Stando allo studio rappresentativo “Man against machine” (“Uomo contro macchina”), l’algoritmo di apprendimento approfondito ha dimostrato una sensibilità straordinariamente elevata identificando correttamente il 95% dei tumori cutanei maligni. Nel gruppo di confronto, gli esperti – 58 dermatologi da 17 paesi – hanno correttamente identificato l’86,6% delle lesioni maligne. L’algoritmo ha mostrato anche una specificità elevata in modo affidabile, identificando correttamente come benigni l’82,5% dei nevi, mentre gli esperti ne avevano identificato come benigni il 71,3%.Per quanto sia affascinante, l’IA non può sostituire l’esperienza umana quando si tratta di tumore della pelle. Alla fine, la decisione sul da farsi spetta al medico. In caso di dubbio, Moleanalyzer pro offre un servizio di seconda opinione da specialisti di tumore della pelle di fama internazionale per confermare la diagnosi.

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Intelligenza artificiale e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Quasi la metà degli italiani (44%) teme l’applicazione dell’Intelligenza artificiale in ambito lavorativo, nonostante il giudizio generale sia neutro o tendenzialmente positivo. È quanto emerge da una ricerca di Chorally presentata oggi durante la seconda edizione del convegno CX2020 sulla cusotmer experience organizzato da CMI Customer Management Insights, la community della Customer Experience, presso la sede romana di Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato.“L’intelligenza artificiale – secondo Enrico Giannotti Vice President del gruppo Cedat 85 – sta rivoluzionando anche i flussi di lavoro tipici nei contact center. In particolare nel corso dell’ultimo lustro, sono stati introdotti diversi applicativi per monitorare e dunque migliorare il rapporto tra le aziende ed i loro clienti. Nell’immediato futuro – ha aggiunto Giannotti– i clienti interagiranno con soluzioni software automatiche in grado di interfacciarsi con i clienti in modo sempre più naturale e umano (chatbot e intelligenza artificiale). Diventerà dunque sempre più immediata la produzione aggreggata di dati omogenei e report utili a facilitare il lavoro di analisi dei responsabili “umani” delle relazioni con i clienti.Nei contact center l’utilizzo di applicativi AI non annullerà l’intervento di operatori umani qualificati che, invece, diverranno interpreti di una nuova fase in cui la loro professionalità sarà richiesta per rendere maggiormente “qualitativa” l’esperienza dei clienti, grazie anche all’utilizzo delle informazioni e dei dati ricavati proprio dall’utilizzo di specifiche soluzioni d’intelligenza artificiale”.Secondo lo studio presentato durante il convegno, che ha osservato le discussioni sui principali canali social e fonti nella rete in Italia, il 52% degli italiani ha un atteggiamento neutrale nei confronti dell’IA (intelligenza artificiale). Per quanto riguarda il net sentiment (la differenza tra i commenti positivi e quelli negativi) il giudizio è tendenzialmente positivo. La situazione cambia scendendo nel dettaglio degli ambiti di applicazione. Il lavoro è il tema che raccoglie le maggiori perplessità: il sentiment espresso dal 44% degli intervistati risulta essere negativo, con particolare preoccupazione nei confronti dei posti di lavoro che saranno messi a rischio dall’IA e dalla robotica. Le opinioni positive (14%) sono orientate invece verso il miglioramento della qualità del lavoro e sulla nascita di nuove professionalità. Il restante 42% ha un atteggiamento neutrale.Nella tavola rotonda ospitata nella sede di Cedat 85, è stata evidenzata una maggiore positività in ambito salute e trasporti. Il 71% degli italiani ha un atteggiamento di fiducia e speranza nei benefici della tecnologia in ambito medico, della salute e del benessere in generale. Anche in questo caso i commenti negativi (14%) riguardano preoccupazioni sulla ricaduta occupazionale.
Sul fronte trasporti, dalla ricerca Chorally emerge grande positività da parte degli italiani verso la mobilità. Il 60% delle opinioni è positiva e orientata verso i benefici che l’innovazione tecnologica portata dall’intelligenza artificiale potrà avere in ambito urbano. Minore traffico, minore inquinamento, maggiore rapidità negli spostamenti e la possibilità di ridurre il numero degli incidenti sono i focus al centro dell’atteggiamento positivo. Il 33% esprime invece preoccupazione nei confronti di mezzi totalmente automatici e la perdita del lavoro di categorie come tassisti, autisti e piloti.L’atteggiamento degli italiani resta neutrale sui temi dell’etica (92%) e del divertimento (93%). L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al tempo libero suscita curiosità nei confronti di potenzialità e benefici.
Il tema etico, invece, viene percepito come molto complesso ed emerge la volontà di formarsi un’opinione e capire le applicazioni future dell’IA prima di esprimere un giudizio. Le discussioni si concentrano prevalentemente sui limiti che si dovranno porre e sull’applicazione dell’IA in ambito bellico. Non manca chi esprime fiducia (6%) nell’impossibilità dell’uomo di essere superato dalla macchina e chi invece esprime paura (2%).

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Primo rapporto 2018 AIDP – LABLAW su Robot e Intelligenza artificiale e lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Roma 23 ottobre 2018 presso la sede del CNEL (Viale Davide Lubin, 2, Sala Parlamentino) alla presenza di numerosi direttori del personale e relatori istituzionali e associativi Presentazione primo rapporto 2018 AIDP – LABLAW su Robot e Intelligenza artificiale e lavoro in Italia. L’AIDP, la principale associazione italiana per la direzione del personale e LabLaw, tra i principali studi giuslavoristici italiani, hanno promosso il primo rapporto 2018 su Lavoro, Robot e Intelligenza artificiale in Italia a cura di Doxa.Inizio lavori ore 11.00 Saluti Tiziano Treu, Presidente CNEL Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP
Presentazione risultati rapporto AIDP-LABLAW DOXA 2018 Enrico Cazzulani, Segretario Generale AIDP
Il futuro delle relazioni industriali nell’epoca dei Robot Francesco Rotondi, Giuslavorista, Avvocato e Co-founder LabLaw
Robot e direzione del personale: la ricerca AIDP Umberto Frigelli, Coordinatore Nazionale Centro Ricerche AIDP
Intervento di Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministro del lavoro (in attesa di conferma)
Dalle 11.45 alle 12.45
Tavola Rotonda: il l futuro del lavoro tra robot e intelligenza artificiale con:
Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP
Luca Failla, Giuslavorista, Avvocato e Co-Founder LabLaw
Marco Bentivogli, Segretario Generale Fim Cisl
Massimo Sumberesi, Head of Doxa Marketing Advice
Andrea Del Chicca, HR Director Ansaldo Energia
Chiusura lavori: ore 13.00

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10 anni di robotica e alleanza tra uomo e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

La robotica è oggi la chirurgia del presente all’IFO che festeggia 10 anni di sfide, impegno e successi con il Da Vinci. Due anni di preparazione e un grandissimo lavoro organizzativo per “accogliere” la nuova macchina che approda all’IFO nel 2010. Da allora sono oltre 2500 gli interventi robotici in Urologia, Ginecologia, Chirurgia Toracica, Otorinolaringoiatria e Chirurgia Epatobiliopancreatica. Le casistiche suggeriscono il grande valore della tecnica nello sviluppo della medicina e il coinvolgimento negli anni di un sempre maggior numero di chirurghi e di specialità.In Italia, nel 2017, sono stati ben 17.462 interventi di chirurgia robotica con un incremento di oltre il 14% rispetto al 2016. L’Urologia copre il 67% dell’attività, seguita da chirurgia generale 16%, ginecologia 10%, chirurgia, toracica 5%, ORL 2%. Anche l’IFO vede l’attività dell’Urologia al primo posto col 67% di interventi dal 2010, seguita dalla ginecologia oncologica con il 20% dell’attività. La chirurgia toracica è l’ultima arrivata, inizia a usare il robot solo nel maggio 2016, ma vive un vero e proprio exploit ed effettua in soli due anni oltre 250 interventi! A seguito dell’introduzione della tecnologia di ultima generazione anche l’ORL e la Chirurgia Epatobiliopancreatica vede un incremento della casistica.Com’è cambiata la medicina negli ultimi 10 anni grazie alla ricerca scientifica; le applicazioni della chirurgia robotica nelle varie specialità chirurgiche; i benefici in termini di salute e di gestione risorse, umane ed economiche, tutto questo è stato raccontato oggi all’evento “10 anni di medicina e chirurgia tra presente e futuro”, dai protagonisti. Oggi è anche la notte europea dei ricercatori, e i direttori scientifici Gennaro Ciliberto e Aldo Morrone hanno illustrato i risultati e le aspettative future dei 2 IRCCS internazionali: Regina Elena e San Gallicano.
E’ seguita l’inaugurazione alla mostra “Medicina 3.0: tra storia e innovazione”.
20 pannelli allestiti in collaborazione con ab medica, che raccontano l’evoluzione della medicina dall’800 ai giorni nostri e le applicazioni della chirurgia robotica nell’Istituto Regina Elena. Exhibit della mostra è uno dei primi “Carrello paziente”, componente operativo del sistema da Vinci composto da quattro braccia mobili e interscambiabili. La mostra è aperta a tutti fino al 30 ottobre.

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Medicina personalizzata, terapia genica, intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

Trieste dal 28 al 30 settembre 2018 tre giorni di grandi ospiti e attività in piazza per raccontare il rapporto fra scienza e natura. La manifestazione, offrirà inoltre una riflessione “orizzontale” sull’attualissima questione delle fake news scientifiche. La sera del 28 settembre, in concomitanza con il festival, si svolgerà anche a Trieste La Notte Europea dei Ricercatori-SHARPER, evento organizzato in contemporanea in centinaia di città europee.
Titolo della settima edizione del festival è NatureTECH: il sottile confine fra biologico e biotecnologico. Trieste, Capitale europea della scienza 2020, è un polo scientifico noto a livello internazionale, per questo il suo festival della ricerca scientifica è un appuntamento unico nel panorama italiano.
Ospiti di spicco quest’anno saranno la senatrice a vita ed esperta di cellule staminali Elena Cattaneo, l’ex ministra dell’istruzione e ingegnere cibernetico Maria Chiara Carrozza e il medico virologo attivo nella lotta alla disinformazione medica Roberto Burioni. Appuntamento importante sarà anche quello con Andrea Segrè, l’ideatore del Last Minute Market. Un contributo sostanziale alla manifestazione lo darà AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che porterà a Trieste molti dei suoi ricercatori di punta.
Trieste Next 2018 è organizzato da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, ItalyPost, Area Science Park e ICGEB, quest’ultimo nel ruolo di ente promotore guest. Importante novità è la collaborazione con la Commissione Europea e il patrocinio dello European Research Council (ERC) e di ESOF2020. Co-promotore di Trieste Next 2018 è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, mentre AIRC è presente nel ruolo di Content partner.

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Gli investimenti miliardari stanziati per l’Intelligenza artificiale nell’Imaging medicale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

L’imaging medicale è diventata il settore leader per l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA), in particolare delle tecniche di apprendimento approfondito nell’ambito sanitario. Per esempio, oltre 90 società sono impegnate in diverse fasi di sviluppo e commercializzazione di soluzioni basate sull’IA per l’industria dell’imaging medicale. Questo numero continua a crescere man mano che nascono nuove startup, che gli incumbent sviluppano soluzioni IA native e le aziende tecnologiche fanno il loro ingresso nel settore, dando vita a un ecosistema collaborativo estremamente dinamico tra partecipanti provenienti da diversi contesti. Con numerosi paesi che superano la fase di adozione degli innovatori ed entrano in quella dei primi utilizzatori, ora gli stakeholder dovrebbero concentrarsi sul perfezionamento e il collaudo della propria proposta di valore, dell’approccio collaborativo e delle strategie di go-to-market.La recente analisi di Frost & Sullivan, intitolata Artificial Intelligence for Medical Image Analysis—Companies-to-Action, 2018, esamina le differenze regionali, gli sviluppi normativi, le opportunità di crescita, gli investimenti in finanziamenti, le modalità di imaging, le specializzazioni cliniche, gli stati patologici e degli organi destinatari delle soluzioni IA ed illustra le 10 principali previsioni per il futuro di questo settore. Lo studio inoltre presenta i casi d’uso che spopoleranno nel mercato e le principali società che stravolgeranno le procedure di analisi delle immagini medicali tradizionali.“Considerando i progressi attuali nella ricerca e nello sviluppo (R&S), possiamo già iniziare a stabilire un parallelo tra il settore dell’automotive, l’avvento delle automobili senza conducente e l’industria dell’imaging medicale dove gli scanner automatizzati alimentati dall’IA stanno prendendo forma” afferma Nadim Daher, Industry Principal del settore Medical Imaging and Informatics. “Le apparecchiature per l’imaging intelligente in grado di assumere il comando nell’ottimizzazione e personalizzazione degli studi di imaging per ogni paziente, accelerando nel contempo il processo di supporto decisionale e migliorando la profondità dell’immagine, il tutto con contrasto e dosi di radiazioni inferiori, sono motivo di entusiasmo per il settore in attesa della prossima generazione di sistemi di imaging medicale.” Questi progressi nell’IA per l’imaging medicale sono evidenti in tutto il mondo ma ogni paese ha una motivazione e una visione diverse. Alcuni paesi sviluppati, come gli Stati Uniti, richiedono una maggiore produttività e standardizzazione. Altri paesi invece, come il Regno Unito, devono far fronte a carenze e tempi di attesa più lunghi mentre quelli in via di sviluppo, come la Cina, potrebbero averne bisogno per fornire l’accesso e la competenza necessari al fine di migliorare i tassi diagnostici.

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Accordo strategico per l’intelligenza artificiale nell’imaging medico per il fegato

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Guerbet, un’azienda globale specializzata sugli agenti di contrasto e soluzioni per l’imaging medico diagnostico e interventistico, ha annunciato oggi di aver firmato un accordo di sviluppo esclusivo per la realizzazione di una soluzione software di intelligenza artificiale (AI) in collaborazione con IBM Watson Health, con l’obiettivo di supportare la diagnostica del cancro del fegato, utilizzando l’imaging TC e MRI e conseguentemente l’approccio terapeutico.Attraverso questa collaborazione, Guerbet e IBM Watson Health hanno pianificato di sviluppare congiuntamente soluzioni cliniche innovative di supporto decisionale. Il primo, chiamato Watson Imaging Care Advisor for Liver, è progettato per essere uno strumento di supporto clinico per i medici, che utilizzerà l’intelligenza artificiale per guidare il rilevamento, la stadiazione, la localizzazione, il monitoraggio, la terapia e la risposta del cancro al fegato primario e secondario. Il team di ricerca IBM lavorerà anche allo sviluppo delle soluzioni sfruttando ulteriori innovazioni in ambito di ricerca.
Il cancro al fegato è la seconda causa di morte per cancro in tutto il mondo ed è la causa di decesso in più rapida crescita negli Stati Uniti. Circa l’83% dei casi di cancro al fegato primario si verifica nei paesi in via di sviluppo. Il fegato è anche un sito comune per le metastasi, in particolare nel caso dei tumori del tratto digestivo, in cui quasi il 50% dei pazienti sviluppa metastasi. La speranza è che una migliore caratterizzazione e una più tempestiva identificazione di queste metastasi possa portare a un miglioramento degli esiti. “Il cancro del fegato è un problema in crescita per la salute a livello globale, e l’uso dell’intelligenza aumentata sull’imaging medico può essere un valido supporto nella sua risoluzione. Siamo orgogliosi di lavorare con IBM Watson Health per sviluppare una soluzione dedicata alle patologie epatiche, che potrebbe aiutare i medici ad effettuare caratterizzazioni più informate del tessuto senza ricorrere alla biopsia”, ha dichiarato Yves L’Epine, CEO di Guerbet.Care Advisor for Liver sarà progettato per essere compatibile con i più comuni sistemi di visualizzazione PACS, facilitando l’integrazione diretta nei flussi di lavoro degli operatori sanitari.
“L’imaging è un’area critica nel settore sanitario in cui crediamo che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per ampliare la visione del medico in modo che possa integrare maggiori informazioni relative al caso guidandolo nelle scelte diagnostiche e terapeutiche per i propri pazienti. Siamo entusiasti di riunire le rispettive competenze di IBM e Guerbet per promuovere l’innovazione in questo importante settore e, infine, contribuire a combattere la sfida del cancro del fegato a livello globale”, ha affermato Anne Le Grand, Vicepresidente di Imaging presso Watson Health.Watson Imaging Care Advisor for Liver farà parte di una famiglia di strumenti di supporto decisionale basati sull’ IBM Watson image analytics, progettata per sostenere le decisioni diagnostiche dei radiologi e clinici relativamente ai loro pazienti. Queste soluzioni sono in via di sviluppo con l’obiettivo condiviso di creare insights derivati dall’analisi delle immagini e aiutare a migliorare le decisioni cliniche.”Non vediamo l’ora di lavorare con IBM Watson Health sul primo progetto di Guerbet volto a migliorare l’assistenza ai radiologi grazie all’intelligenza aumentata. Questo ci aiuterà a far crescere le nostre capacità nell’intelligenza artificiale per consentire soluzioni innovative che supportino i percorsi assistenziali”, ha affermato François Nicolas, Chief Digital Officer di Guerbet.

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L’intelligenza artificiale fa parte della nostra vita

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Siamo circondati da macchine sempre più intelligenti in grado di elaborare algoritmi comportamentali e anticipare le nostre esigenze.Basti pensare a Siri di Apple, l’assistente digitale personale con voce sempre più umana, che ci offre aiuto a richiesta; ad Alexa di Amazon che ci permette di fare acquisti online e che prevede anche i nostri desideri futuri; al pilota automatico di Tesla; a Netflix che riesce ad analizzare i parametri che determinano le scelte cinematografiche.Stiamo vivendo ciò che solo qualche decennio fa apparteneva al mondo della fantascienza.A New York, all’inizio degli anni ’80, nasceva ufficialmente il Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico creato dall’ italiana residente a New York Carmen Gallo a cui si deve il neologismo stesso.Con una mostra-installazione dal titolo “Chips r us”, i microchips siamo noi, dava inizio ad una lunga serie di conversazioni sulla tecnologia-robotica che al tempo era meglio conosciuta con il nome cibernetica.Le collezioni di opere presentate rappresentavano uomini-macchina, macchine intelligenti sempre più simili agli umani, automi intelligenti presenti in ogni aspetto dell’esistenza.Nel corso degli anni il centro ha promosso un vasto programma di ricerca interdisciplinare rivolto alla tecnologia avanzata, alla robotica in ogni sua forma convalidando il concetto di Cibernetica formulato già nel 1947 dal matematico Norbert Wiener.Il centro ha così raccolto una preziosa collezione di opere d’ arte ispirate alla tecnologia del momento, in particolare opere che vanno dagli anni 50 fino al presente, che sono state esposte negli Stati Uniti, in Sud America e in Asia.Quando a Manhattan Carmen Gallo all’inizio degli anni ’80 iniziava a parlare di Esistenzialismo Cibernetico e a presentare quadri che ritraevano con umorismo e immaginazione vari tipi di macchine pensanti, erano gli anni di Jean Michel Basquiat, Keith Haring, Andy Warhol, della Transavanguardia.Il concetto che proponeva era apprezzato dagli intellettuali newyorkesi con un raffinato sense of humor, da una elite, ma era ancora lontano dalla mentalità comune. Oggi tutti possono capire le opere, il loro umorismo, ma anche che la visione artistica per quel tempo futuristica, si è rivelata profetica.Il centro che ha operato senza scopi commerciali è, nella definizione di Carmen Gallo, la sua fondatrice e sponsor “uno spunto di conversazione che ci ha permesso di conoscere persone geniali con idee innovative e soprattutto grande senso dell’umorismo, che anno animato interminabili e divertentissime riunioni”. Non esclude di poter presentare le opere anche in Italia, quando incontrerà una sede adeguata ad ospitare la preziosa collezione che abbraccia l’evoluzione della tecnologia interpretata dagli artisti negli ultimi decenni. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Intelligenza artificiale e selezione del personale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2018

L’impatto dell’intelligenza artificiale e della robotica sulle attività dei professionisti delle risorse umane è crescente. In modo particolare uno degli ambiti più interessati, ad oggi, è l’attività della selezione del personale. Si tratta di un lavoro che prevede, se fatto in modo tradizionale, la raccolta di informazioni principalmente attraverso le notizie contenute nei curriculum vitae (occhio alla Web Reputation, però), un’attività complessa di valutazione e classificazione delle informazioni raccolte, fino alla selezione dei profili più idonei e alla pianificazione di un colloquio conoscitivo per poi giungere all’assunzione. Tale processo – sintetizzato – fino a poco tempo fa era un’attività esclusivamente umana. E oggi? Questa la domanda di fondo che si è posta la ricerca AIDP tra i propri associati (3mila iscritti).
Il dato più sorprendente è che il oltre il 58% degli intervistati negli ultimi tre anni ha introdotto sistemi digitalizzati e automatizzati nei processi di reclutamento e selezione. Per quali attività? Il 63% ha utilizzato questi sistemi per le attività di pre-screening e per facilitare l’attività di selezione e il 45% per fare un’analisi automatizzata dei curricula e dei profili presenti nei data base. Percentuali minori ma significative, invece, per coloro che ricorrono all’intelligenza artificiale e alla chatbot per l’analisi di processi più complessi. Tra queste, il 27% dichiara di utilizzare tali sistemi per fare un’analisi motivazionale del candidato tramite un check sui social e per verificare la sua Web Reputation; il 25% del campione li utilizza per fare interviste virtuali ai candidati; il 19% per un’analisi semantica dei curricula dei candidati, l’11% per esaminare i video dei candidati.
I vantaggi che derivano dall’utilizzo dei sistemi “intelligenti” nei processi di selezione sono principalmente la velocizzazione dei processi di reclutamento e selezione, per il 60%, e il risparmio di tempo per 58%. Ma, per percentuali significative i vantaggi tangibili riguardano anche la qualità del processo di selezione. Per il 25%, infatti, c’è una maggiore accuratezza nella selezione dei curricula, per il 17% aumenta la rapidità di risposta al candidato, mentre per il 10% circa c’è una maggiore accuratezza nelle interviste dei candidati.Per il 76% degli intervistati l’intelligenza artificiale cambierà in modo significativo l’attività dei professionisti delle risorse umane ma allo stesso tempo tale cambiamento non costituisce una minaccia per la propria professione per oltre il 94%.
L’impatto dell’intelligenza artificiale nelle attività delle risorse umane va oltre la sola attività di selezione. Alla domanda, in quali altri ambiti può essere utilizzata? il 57% dei rispondenti ha indicato la formazione, il 41% la valutazione delle performance, il 40% la compensation, il 35% la valutazione del potenziale dei dipendenti, il 27% la mobilità e il 19% per lo sviluppo delle carriere.I limiti dell’intelligenza artificiale. Il 96% dei direttori del personale è convinto che il processo di reclutamento e selezione non potrà essere completamente automatizzato. Per l’84%, infatti, l’intelligenza artificiale potrà integrare le attività umane per renderle più efficienti e per il 41%, invece, tale attività potrà sostituire solo le attività ripetitive del processo di selezione. Alla domanda secca se l’intelligenza artificiale possa sostituire completamente l’uomo il 100% ha risposto di no.

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Intelligenza artificiale: l’ultima invenzione dell’umanità?

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

intelligenza artificialeZurich conferenza annuale del World Economic Forum 2018 che si terrà a Davos, in Svizzera. Esposizione aperta al pubblico: 23 – 25 gennaio 2018 Aperta tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00. Il padiglione di ETH Zurich diventerà un laboratorio sperimentale di esposizioni interattive che consentirà di addentrarsi nei meandri del cervello e solleticare le papille gustative dei visitatori presso il TasteLab café.
ETH Zurich – classificata tra le prime dieci università del mondo – ospiterà una discussione interattiva pre-conferenza annuale dal titolo “RETHINKING INTELLIGENCE”. Se da una parte le future applicazioni dell’apprendimento automatico (machine learning) dimostrano capacità potenzialmente sbalorditive, dall’altra hanno sollevato profonde controversie. “Come dobbiamo compilare il codice per garantire un futuro sostenibile evitando al tempo stesso l’autodistruzione?” In qualità di membro della stampa internazionale svizzera, La inteligenza artificiale1invitiamo a unirsi a questo evento per approfondire il concetto di “superintelligence”. La Sua presenza garantirà l’accesso a leader di primo piano e ricercatori di Google Research Europe, IBM Research Zurich, Disney Research, Starmind, Silicon Valley Robotics ed ETH Zurich Robotics nonché esperti di intelligenza artificiale.John Fraher di Bloomberg News sarà il moderatore di un confronto interattivo che analizzerà i rischi e le potenzialità dell’intelligenza artificiale, probabilmente l’ultima invenzione dell’umanità.
“I creatori di sistemi intelligenti attualmente seguono due diversi indirizzi. Il primo mira a realizzare calcoli analoghi a quelli del cervello reingegnerizzando le esatte proprietà dei neuroni e delle reti all’interno del cervello. Il secondo approccio tenta di comprendere gli algoritmi neurali di alto livello utilizzati dal cervello per i calcoli e di replicarli in un dispositivo hardware computerizzato. Non è ancora chiaro quale dei due indirizzi prevarrà”. Benjamin Grewe, Assistente Professore di Neuroinformatica e di Sistemi Neuronali di ETH Zurich.

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Si è conclusa la conferenza internazionale sull’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

tavolo convegnoPerugia – “Intelligenza artificiale e responsabilità” è stato il tema della conferenza internazionale che si è svolta nell’aula Magna di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. Studiosi italiani e stranieri si sono interrogati su come evolverà il concetto di responsabilità in uno scenario in cui l’intelligenza artificiale e la robotica diventano sempre più rilevanti ed evolute. Illustri rappresentanti del mondo accademico, delle assicurazioni, e dell’industria automobilistica hanno ampiamente discusso, misurandosi con queste complesse tematiche, in particolare con le implicazioni etiche ed assicurative connesse ai nuovi profili di responsabilità. All’incontro di studio, organizzato dall’Università per Stranieri in concorso con l’Ordine degli Avvocati di Perugia e dell’Associazione Italiana Giovani avvocati (AIGA), hanno preso parte, tra gli altri, il rettore, professor Giovanni Paciullo, il professor Ugo Ruffolo, docente di Diritto Civile all’Università di Bologna, la professoressa Maria Costanza, docente di Diritto Privato all’Università di Pavia, il professor Francesco Di Giovanni, docente di Diritto Privato all’Università di Bari, e Margherita Scalamogna, presidente della Sezione di Perugia dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati. “L’auto che si guida da sé – ha detto il rettore Giovanni Paciullo in apertura del convegno – sta diventando una scelta strategica dell’industria automobilistica che pone sfide inedite sul piano delle tutele. Assistiamo a nuovi orizzonti in cui la fantascienza è resa realtà, di spazi interconnessi che danno vita a scenari complessi di una intelligenza sempre più collettiva, di sfide a livello non solo tecnologico ma anche etico. La robotica – ha aggiunto il rettore – sta acquisendo progressivamente sempre più spazi: dall’applicazione nella medicina operatoria, a tutte quelle aree di più prossima e quotidiana consuetudine”. Il rettore Paciullo ha poi sottolineato l’impegno del Governo regionale dell’Umbria nel sostenere questa iniziativa scientifica: “L’idea – ha spiegato Paciullo – è quella di promuovere a Perugia una sede stabile di approfondimento di questi temi, offrendo anche all’avvocatura di Perugia l’opportunità di rimodulare il proprio profilo professionale a misura di questi scenari. È quindi necessario – ha concluso il rettore – il confronto tra i due orizzonti, perché non può la tecnologia procedere in maniera autonoma, ma deve rapportarsi con il catalogo dei diritti della persona e modularsi a misura di questo”.Margherita Scalamogna dell’Associazione AIGA ha ribadito che l’automazione e l’avvento di tutte le nuove tecnologie hanno fortemente inciso sulla nostra quotidianità, sulla vita sociale, e soprattutto nel mondo delle professioni.Per il professor Ugo Ruffolo i tempi sono maturi per una riflessione in materia di relazioni tra Diritto ed ‘artificial intelligence’ con riguardo, in particolare, ai problemi di mediazione giuridica posti dalle nascenti tecniche di robotica avanzata, “Sono temi complessi – ha detto Ruffolo – e incidono seriamente sia sulle fondamentali esigenze di tutela del consumatore, sia, parallelamente, sul rischio d’impresa collegato ai possibili nuovi costi da responsabilità, contrattuale ed extracontrattuale, con la conseguente esigenza di poterli ragionevolmente predeterminare e gestire. Tra gli interrogativi che stanno ricevendo maggiore attenzione in questo ambito ancora relativamente inesplorato – ha evidenziato Ruffolo – spicca, in particolare, anche a livello europeo, quello relativo all’eventuale necessità di nuove norme e nuove categorie giuridiche al fine di regolare tali scenari innovativi”.E sul rapporto tra intelligenza artificiale, attività d’impresa e responsabilità̀ è intervenuta la professoressa Maria Costanza dell’Università di Pavia: “L’incremento tecnologico – ha spiegato – consente il miglioramento della condizione umana. Ma l’eccesso di tecnologia nelle imprese può dare luogo ad un decremento di occupazione. Quando si parla dei tassi di disoccupazione – ha continuato – non si tace del fatto che l’evoluzione tecnologica ha reso meno importante il numero dei lavoratori rispetto alle rese dell’attività produttiva industriale. Nella nostra società occorre un equilibrio fra gli sviluppi della tecnologia e le esigenze umane e sociali.”
Intelligenza artificiale e rapporto contrattuale è stato invece il tema del panel trattato dal professor Francesco Di Giovanni, che ha posto l’accento sul cambiamento in atto delle attività contrattuali in relazione alla rapida evoluzione della robotica. “All’ offerta di servizi diffusa – ha affermato Di Giovanni – si sostituisce un’offerta concentrata nelle mani di chi avrà un forte potere contrattuale, soprattutto perché avrà le conoscenze tecniche”.Ma nell’intensa giornata di studi promossa dalla Stranieri, si è dibattuto anche di connessioni tra l’intelligenza artificiale e le attività d’impresa; di diritto della robotica; del sistema assicurativo, di profili e prospettive evolutive del quadro normativo europeo. Al convegno sono intervenuti Andrea Amidei, ricercatore dell’Università di Bologna, Antongiulio Lombardi, direttore affari regolamentari Wind-Tre; Carl Taylor, director of Application Services and Global Technology Strategy Hutchison Whampoa Limited e Stefano Forges Davanzati, amministratore della GBSAPRI SpA. (foto: tavolo convegno)

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Intelligenza artificiale e tutele giuridiche

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

auto futuroPerugia Mercoledì 29 novembre, ore 9.00, Aula Magna di Palazzo Gallenga l’Università per Stranieri di Perugia ha posto al centro di un importante convegno internazionale coinvolgendo la comunità accademica, le assicurazioni, l’industria automobilistica. Il programma ricomprende le varie questioni legate alla robotica ed alla sua applicazione nei vari campi e si lega al ruolo crescente assunto dall’intelligenza artificiale. Il convegno, patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Perugia e dall’Aiga e in quella sede verranno forniti i primi risultati di una ricerca condotta in collegamento con l’Università tedesca di Würzburg. Sono previste le relazioni del Magnifico Rettore Prof. Giovanni Paciullo, Prof. Avv. Ugo Ruffolo (già Professore Ordinario di Diritto Civile – Università di Bologna), Avv. Andrea Amidei, Prof. Avv. Maria Costanza (Professore Ordinario di Diritto Privato-Università di Pavia), Prof. Avv. Francesco Di Giovanni (Professore Ordinario di Diritto Privato-Università di Bari), Dott. Antongiulio Lombardi (Direttore Affari Regolamentari Wind-Tre) – Ing. Carl Taylor (Dirigente tecnico di settore), Avv. Marilù Capparelli (General Counsel Google Italia), Dott. Stefano Forges Davanzati (Partner e Amministratore della GBSAPRI SpA). Da sottolineare l’adesione data al convegno da Google che fornirà un originale contributo prodotto di un’approfondita ricerca.

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