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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘intelligenza’

Lavoro e intelligenza emotiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

«Le soft skills, ovvero le competenze morbide (o trasversali), sono considerate fondamentali dalle aziende che assumono personale. Dimostrare, in particolare, intelligenza emotiva, si rivela ogni giorno sempre di più una carta vincente per trovare impiego. E anche per mantenerlo. È quanto constatiamo quotidianamente noi di Osservatorio Cultura Lavoro, promuovendo orientamento e formazione in tutta Italia. A questo proposito, l’ultimissimo report del World Economic Forum, che ha inserito stabilmente l’intelligenza emotiva fra le prime dieci soft skills necessarie sia nella vita sia nel lavoro, rappresenta un’autorevole conferma. Si tratta di una notizia che dovrebbe incoraggiare un’attenta riflessione nell’ambito dei settori educativo e formativo del nostro Paese».
Lo ha dichiarato Antonella Salvatore, presidente dell’Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), e direttore del Centro di alta formazione e avviamento alla carriera della John Cabot University.«Possiamo dire con certezza che l’intelligenza emotiva – cioè saper comprendere e gestire le emozioni proprie e quelle degli altri, solo per citare un esempio – risulterà sempre più importante in un mondo del lavoro che cambia rapidamente, tanto da essere ormai imprevedibile», ha concluso Antonella Salvatore.www.osservatorioculturalavoro.com

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“Con l’intelligenza artificiale bisogna avere cervello”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

E’ lo slogan del corso su artificial intelligence che negli ultimi mesi ha appassionato oltre 12.000 studenti e docenti italiani.Disponibile sia in presenza, con laboratori interattivi, sia online, il percorso formativo fa parte del programma “Ambizione Italia per la scuola”, promosso da Fondazione Mondo Digitalee Microsoft, che consentirà a 250mila giovani e 20mila insegnanti di scoprire come le tecnologie stiano rivoluzionando con grande rapidità il modo di apprendere, vivere e lavorare.
Si chiamano Selene, Maria Teresa, Maria Giulia, Carolina, Francesco e Valentina e hanno tra i 15 e i 17 anni. Sono studenti dell’IIS Marconi di Civitavecchia (Roma), ISIS Da Vinci di Poggiomarino (Napoli) e IISS Majorana di Brindisi, tre scuole selezionate tra i 37 hub che stanno sperimentando in Italia il programma di intelligenza artificiale. Questa mattina, in occasione del Microsoft Innovation Summit all’Università Bocconi di Milano, i ragazzi hanno incontrato Satya Nadella, CEO di Microsoft Corporation, e presentato i primi risultati del loro lavoro.Siamo sicuri di fare sempre le scelte giuste? Chi può aiutarci a modificare le abitudini nocive per il nostro pianeta? “Ecoassistant” è un’intelligenza artificiale realizzata dagli studenti campani, basata sull’apprendimento automatico e composta da analizzatore di ambiente, chatbot e molte funzioni per l’interazione uomo-macchina. Usando dati rilevati da sensori, Ecoassistant è in grado di suggerire il comportamento migliore per proteggere l’ambiente e produrre energia rinnovabile. Come insegnare a un’intelligenza artificiale a risolvere problemi reali di interazione e comunicazione per migliorare la vita sociale delle persone? È questo l’obiettivo che si sono posti gli studenti di Civitavecchia e di Brindisi. I primi hanno ideato “Easy talk”, un dispositivo capace di “ascoltare” la conversazione, interpretare lo stato emotivo di chi sta parlando e intervenire per facilitare l’interazione in caso di fraintendimento. Al progetto ha contribuito anche una ragazza con la sindrome di Asperger, che ha vissuto in prima persona questo tipo di problematica. Dall’esperienza di volontariato di una studentessa è nato invece “Pablobot”, il robot pittore dei ragazzi di Brindisi che può realizzare disegni e dipinti interpretando sentimenti e emozioni di chi ha di fronte.
“I nuovi trend digitali come l’Intelligenza Artificiale e la Robotica stanno creando nuovi posti di lavoro che spesso in Italia rischiano di restare scoperti perché mancano figure professionali qualificate per svolgerli. Secondo una ricerca Microsoft, il 65% degli studenti di oggi svolgerà in futuro professioni che ancora non esistono. Investire nella formazione avanzata diventa quindi indispensabile. Ambizione Italia per la scuola va proprio in questa direzione: con Fondazione Mondo Digitale stiamo affiancando alle lezioni tradizionali training su AI e Robotica per consentire agli studenti di acquisire le capacità funzionali e trasversali che serviranno per i lavori del futuro. I progetti presentati oggi a Satya Nadella dimostrano che siamo sulla strada giusta!” – spiega Barbara Cominelli, Chief Operating Officer di Microsoft Italia.
Il corso online è disponibile all’indirizzo http://www.innovationgym.org/entra-nel-mondo-dellai/
http://www.mondodigitale.org

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Polizia e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 Mag 2019

Utilizzando un rivelatore installato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, gli scienziati della collaborazione XENON1T hanno osservato un processo estremamente raro, la cosiddetta doppia cattura elettronica dell’isotopo 124 dello Xenon. L’evento in questione è un decadimento in cui l’isotopo 124 dell’atomo di Xenon (54 protoni e 70 neutroni) decade nell’isotopo 124 dell’atomo di Tellurio (52 protoni e 72 neutroni) emettendo due neutrini ed energia. Poiché il processo comporta lo scambio di due bosoni W, i mediatori delle interazioni deboli, il tempo di vita medio è inversamente proporzionale al quadrato della costante di accoppiamento debole (una quantità estremamente piccola) e dunque risulta essere estremamente grande. I ricercatori sono stati in grado di osservare un numero consistente di eventi di questo tipo grazie alla grande quantità di Xenon contenuto nel rivelatore (1,5 tonnellate racchiuse in un cilindro di 1 metro di altezza e 1 metro di diametro) e alla sua elevata sensibilità. Il tempo di vita media che hanno misurato è pari a 1,8 x 1022 anni, circa mille miliardi di volte la vita dell’Universo. La misura restituisce informazioni sulla struttura nucleare e apre la strada alla ricerca di un altro processo raro, la doppia cattura elettronica senza neutrini, che permetterebbe di capire se i neutrini sono particelle di Majorana. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature che gli ha dedicato la copertina. Nell’immagine: assemblaggio della gabbia elettrostatica (fonte: scienza in rete a cura di Chiara Sabelli)

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La Rai fa intelligenza con Macron

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

“Mi piacerebbe sapere quale sia il giudizio dei vertici Rai sulla presenza del presidente francese Macron alla trasmissione di Fazio. O forse Fazio amministra una Repubblica autonoma dal resto dell’azienda e ha licenza di brigare con chi si è fatto beffa dell’Italia in questi anni, cercando palesemente di dominarla, talvolta anche con l’uso della violenza? Macron ha definito gli italiani ‘vomitevoli’ per il tentativo in corso di bloccare l’arrivo di centinaia di migliaia di clandestini, ha però blindato la frontiera a Ventimiglia e fatto sconfinare la sua gendarmeria per riportare in Italia gli stranieri fermati oltre il confine, ha richiamato il nostro ambasciatore per i contatti tra forze politiche italiane e alcuni leader dei ’gilet gialli’, ma offre tuttora ospitalità a decine di latitanti delle Brigate Rosse condannati in Italia per terrorismo. Non spiega la ragione per la quale la Francia mantiene di fatto, nel terzo millennio, le sue colonie in Africa, sfruttando manodopera, materie prime e applicando interessi usurai sulla moneta che stampa (il Franco Coloniale Africano) e lasciandole nell’arretratezza e nella povertà, cause primarie dell’emigrazione. Non si prende le sue responsabilità sulla Strage di Ustica mentre tutto il mondo sa che il missile che abbatté l’aereo di linea sui cieli italiani proveniva da un caccia francese che intendeva colpire un velivolo Tupolev a bordo del quale ci sarebbe stato Gheddafi. Ha bombardato Tripoli, partner storico di Roma, per bloccare l’accordo commerciale stipulato dal governo italiano di centrodestra con la Libia e destabilizzato un ex nostro protettorato che dista 200 miglia dalla Sicilia, con l’intento di diventarne interlocutore primario. Blocca un’operazione commerciale di Fincantieri infrangendo tutte le regole di mercato e foraggia invece l’acquisizione di interi settori industriali italiani da parte di multinazionali francesi, talvolta partecipate con capitali dello Stato francese. Il tutto in una fase storica in cui l’alfiere della finanza speculativa europea, membro di note consorterie mondiali amiche anche del Pd italiano, conosce il suo più basso momento di popolarità, destinato a un tonfo annunciato alle elezioni europee di maggio. La domanda è: perché la Rai di Stato, i cui vertici sono stati tenuti all’oscuro di questa intervista, ospita nella sua rete ammiraglia il presidente di una nazione palesemente ostile all’Italia? Un’intervista fatta peraltro da un non giornalista al presidente di una Repubblica in una delle fase più delicate dei rapporti diplomatici. L’appartenenza di Fazio al circuito della sinistra con il Rolex, salottiera e amica dei banchieri che ispira Macron vale più della difesa dell’interesse nazionale? Se Fazio vuole continuare a trattare la Rai come il suo canale personale, si faccia una sua tv, oppure intraprenda la carriera diplomatica”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha annunciato un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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Brain 2018: Gara d’intelligenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Roma, sabato 17 novembre, si terrà la prova del Brain e anche il test del Mensa. Il Brain è il torneo annuale costituito da quiz logico matematici, che si tiene nel corso dell’intero mese di novembre in tutte le sedi locali del Mensa Italia. Saranno premiati i primi 3 classificati nella graduatoria nazionale con un prestigioso attestato di vincita e buoni Amazon.
L’età minima per partecipare è di 16 anni compiuti. I minorenni devono essere accompagnati da un genitore. È necessario solo presentarsi con un documento d’identità ed è richiesto un contributo di euro 10,00 per le spese di amministrazione, valutazione e comunicazione del risultato. Per ulteriori informazioni: Nel Lazio si contano 246 soci e il Brain vuole essere un momento per cercare di identificare e valorizzare le intelligenze che vivono e lavorano nel territorio.Il Mensa è un’associazione internazionale senza scopo di lucro della quale possono essere membri le persone che abbiano raggiunto o superato il 98º percentile del QI (quoziente di intelligenza). Per diventare un “Mensano” (così si definisce un membro del Mensa), bisogna quindi rientrare nel 2% della popolazione mondiale con il più alto Quoziente Intellettivo. “Mensa” deriva dal vocabolo latino mensa (“tavola”) e si riferisce al concetto di tavola rotonda, per il quale tutti i membri sono uguali tra loro. Gli scopi del Mensa sono: scoprire e incoraggiare l’intelligenza umana a beneficio dell’umanità; incoraggiare la ricerca su la natura, le caratteristiche e gli usi dell’intelligenza; incoraggiare i contatti sociali fra i Soci per mezzo di conferenze, discussioni, pubblicazioni, gruppi di studio, convegni o altri mezzi utili a tali fini. (fonte: brain.mensa.it)

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Convegno: “Intelligenza artificiale”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Torino Mercoledì 10 ottobre alle ore 14, nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Torino (via Verdi 8), il Centro Pannunzio, il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino e Nel futuro Magazine, propongono il convegno “Intelligenza artificiale: una realtà tra sogno e magia”. L’intelligenza artificiale è tornata di recente ad esercitare un notevole impatto sull’immaginario collettivo. Si potrebbe anche estendere questa affermazione a tutte le tecnologie dell’informazione, pensando alle recenti problematiche relative a dati e social network. Proprio per questo diventa urgente cercare una migliore comprensione delle questioni in gioco, perché nei momenti di maggiore successo di una disciplina si insinuano le incomprensioni più gravi a proposito dei suoi obiettivi e dei suoi strumenti, creando intorno ad essi un alone di magia. All’evento, presentato e coordinato da Felice Cardone e Tito Giraudo, intervengono: Giuseppe Piccoli, Pietro Bordoli, Simone Fubini, Cristina Baroglio, Guido Boella, Silvia Rosa Brusin, Luca Console, Cristina Bosco, Diego Magro e Alberto Cipriani. Al termine, in collaborazione con studenti dei Corsi di Laurea in Informatica dell’Università di Torino, coordinati da Federico Torrielli si svolge la tavola rotonda con studenti e relatori condotta dalla giornalista Silvia Rosa Brusin.

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Misurazione dell’intelligenza non verbale dei bambini in età evolutiva

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

Un test “aptico” per la misurazione dell’intelligenza non verbale dei bambini in età evolutiva (10/16 anni) con disabilità visiva è stato messo a punto dal Centro Regionale Sant’Alessio per i ciechi di Roma, con il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica dell’Università Sapienza e la collaborazione del Polo Scientifico IAPB. La ricerca, unica in Italia e terza al mondo, mira a valutare con esattezza le abilità cognitive del minore, scongiurando così diagnosi errate di ritardi cognitivi nei bambini ciechi o ipovedenti che, a causa della loro disabilità maturano strategie cognitive individuali e diverse rispetto ai coetanei vedenti. “Il test, ancora in fase di sperimentazione, è l’unico dedicato ai minori che si avvale dell’esplorazione tattile per la misurazione dell’intelligenza, al di là degli apprendimenti scolastici e culturali – dichiara Carolina Cassar, psicologa e dottore di ricerca in psicologia dinamica e clinica, che ha svolto lo studio scientifico -. Abbiamo selezionato due campioni di bambini, con disabilità visiva e vedenti, ai quali abbiamo somministrato delle prove cognitive, procurando di bendare i vedenti e gli ipovedenti, in modo da realizzare condizioni standardizzate – spiega Cassar –. I soggetti, presi singolarmente, hanno esplorato delle matrici tattili e completato l’organizzazione sulla base di correlazioni logiche. La ricerca, durata tre anni, ha dimostrato che lo strumento ha attendibilità e validità elevate e quindi è utile per valutare le abilità logiche, di rappresentazione mentale dello spazio, di apprendimento esperienziale e di coping nel minore con disabilità visiva – ha concluso Cassar”. “Conoscere le effettive potenzialità cognitive di un bambino non vedente o ipovedente permette di effettuare un intervento riabilitativo mirato – ha dichiarato Maria Macrì, neuropsichiatra infantile e direttore medico del Centro Regionale Sant’Alessio -. In assenza di strumenti di misurazione scientifica dell’intelligenza standardizzati per non vedenti, infatti, si rischia non stimare adeguatamente le reali potenzialità di un bimbo, e quindi di compromettere o ritardare l’acquisizione delle tappe evolutive. Il Sant’Alessio da oltre un decennio è impegnato nella ricerca di strumenti utili e ha fattivamente collaborato alla realizzazione di questo strumento che ora dovrà essere ampliato anche alla fascia d’età 4/10 anni, età su cui intervenire per prevenire difficoltà nello sviluppo e negli apprendimenti scolastici. A questo punto l’impiego di questo test potrà davvero garantire una migliore definizione dell’approccio terapeutico e scolastico – ha concluso la dottoressa Macrì”.

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Sviluppo dell’intelligenza artificiale al servizio del cliente

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Al via la partnership tra Vodafone e Microsoft per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale al servizio del cliente, che consentirà di estendere ulteriormente le funzionalità e i canali di contatto di TOBi, l’assistente digitale di Vodafone.TOBi, presente da circa un anno sui canali di assistenza digitali di Vodafone, già oggi è in grado di riconoscere e interpretare il linguaggio naturale, di imparare dai propri ‘errori’, e di relazionarsi col cliente adattando l’interazione in base all’evoluzione della conversazione. TOBi, che permette di rispondere alle esigenze più semplici e immediate dei clienti assicurando un’assistenza rapida ed efficace 24/7, è in grado di mettere direttamente il cliente in contatto con un consulente specializzato, in caso di temi più complessi. L’”addestramento” della rete neurale alla base di TOBi, è assicurato dalla “Neural Network Training Unit”, un team di assistenza al cliente di Vodafone a cui è stata fornita una specifica formazione su Machine Learning e Natural Language Processing.
Con i servizi cognitivi e gli strumenti di Business Intelligence and Analytics di Microsoft, TOBi sarà in grado di gestire un numero più elevato di interazioni mensili, con l’obiettivo di arrivare a circa 10 milioni di contatti con i clienti al mese entro la fine dell’anno. Grazie ai servizi di Microsoft, l’intelligenza artificiale alla base di TOBi evolve verso un modello pienamente cognitivo che consentirà di estendere il servizio a tutti i canali di contatto – anche quelli tradizionali – e di sviluppare ulteriori funzionalità conversazionali, come quella vocale. Ad esempio, grazie alle funzionalità “Ricerca” di Microsoft Azure, TOBi sarà in grado di rispondere in modo rapido ed efficace anche alle domande aperte e non più solo a un set di richieste definite o di domande frequenti. In più, attraverso il “Language Understanding Intelligent Service” (LUIS), sono state create interfacce discorsive per diversi scenari che, nel futuro, consentiranno anche di andare oltre la conversazione.
«Vogliamo rendere la relazione con i nostri clienti ancora più semplice e immediata introducendo TOBi su tutti i canali di contatto» – dichiara Gianluca Pasquali, Direttore Commercial Operations di Vodafone Italia. «Attraverso la partnership con Microsoft puntiamo ad aumentare le conversazioni gestite attraverso TOBi, incrementando ulteriormente il tasso di risoluzione. Con le nuove tecnologie nascono nuove opportunità di differenziarsi nella gestione dei nostri clienti, integrando l’intelligenza artificiale con quella umana, che rappresenta da sempre un punto di forza di Vodafone. Per questo la Neural Network Training Unit è composta dagli stessi colleghi dell’assistenza che abbiamo opportunamente formato».«Il progetto che ci vede collaborare con Vodafone punta a semplificare la vita delle persone: è un obiettivo che ben si sposa con la nostra ambizione di aiutare singoli e organizzazioni a realizzare il proprio potenziale e con la nostra visione di un’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo. Lo scopo ultimo delle tecnologie intelligenti è proprio quello di amplificare le capacità umane e grazie alla nostra piattaforma di AI che anima TOBi, sarà possibile far leva su meccanismi conversazionali, per offrire risposte rapide e puntuali ai clienti Vodafone e dedicare maggiori risorse alla relazione e a servizi a valore aggiunto» – ha dichiarato Fabio Moioli, Direttore Enterprise Services Microsoft Italia.

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ACI riunisce a Roma il Tavolo tecnico dell’Osservatorio “Muoversi con Intelligenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

Si è riunito per la prima volta a Roma il Tavolo tematico sull’evoluzione dei sistemi tecnologici a supporto della guida, promosso dalla Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, a cui hanno partecipato i rappresentanti pubblici e privati della filiera automotive. E’ il primo passo dell’Osservatorio “Muoversi con intelligenza”, che ha l’obiettivo di rendere la mobilità più sicura ed efficiente. ACI ha riunito al tavolo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dello Sviluppo Economico, con il contributo ai lavori di rappresentanti del mondo accademico, scientifico imprenditoriale ed assicurativo.
Due i principali temi affrontati nella discussione di interesse concreto e immediato: come rendere operativo al meglio il nuovo Decreto (Smart Road) che regola la sperimentazione su strada dei veicoli a guida autonoma e come concretizzare, nel più breve tempo possibile e nella realtà italiana, i vantaggi promessi dai sistemi innovativi di assistenza alla guida.“Dando seguito all’ultima edizione della Conferenza del Traffico e della Circolazione – dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – dedicata proprio alla guida autonoma, ci poniamo come aggregatori di forze istituzionali, scientifiche ed imprenditoriali per favorire la convergenza di politiche ed investimenti sul futuro della mobilità, partendo dai dispositivi ADAS a supporto della guida più sicura. Puntiamo i riflettori soprattutto sugli utenti deboli della strada, compresi i neopatentati più esposti ai rischi di una guida distratta”.“La sfida di domani della guida autonoma si vince oggi – afferma Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Filippo Caracciolo – eliminando ogni ostacolo con il contributo di tutti. Il confronto è fondamentale per costruire norme e regole che favoriscano, in sicurezza, la sperimentazione delle nuove tecnologie. Gli investimenti avviati, per rendere più intelligenti le nostre infrastrutture, vanno incrementati e velocizzati. E occorre più informazione e sensibilizzazione degli automobilisti sul processo di sviluppo”.“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è in prima linea – sottolinea Mario Nobile della Direzione generale per i sistemi informativi e statistici del MIT – e c’è grande disponibilità al confronto. L’Osservatorio della Fondazione Caracciolo, che riunisce intorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, può svolgere con efficacia il compito di approfondimento e di informazione. Sarebbe opportuno che a questi incontri tecnici seguissero sessioni operative per conoscere da vicino le soluzioni più avanzate per la mobilità”.

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Le sfide dell’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

L’indagine Global Future of Work Survey di Willis Towers Watson – società di consulenza, brokeraggio e soluzioni per le aziende leader a livello globale – ha messo in luce una scarsa preparazione da parte dei responsabili HR nell’ambito dei cambiamenti organizzativi legati all’automazione e una profonda incapacità nel gestire un numero sempre più esiguo di dipendenti full time a tempo indeterminato e persone ingaggiate per progetti specifici e contingenti.
La ricerca ha rilevato che l’automazione rappresenterà in media il 22% del lavoro svolto nei prossimi tre anni. Ciò equivale al 12% di quelle che affermano oggi di impiegare l’intelligenza artificiale e la robotica e solo il 7% di tre anni fa.
Dal sondaggio, che evidenzia il punto di vista dei Responsabili Risorse Umane, emerge che meno del 7% afferma di essere sufficientemente preparato all’avvento della digitalizzazione in tutti i processi e soprattutto appare evidente un atteggiamento poco proattivo e in grado di dare il via fin da ora a strategie per ripensare la gestione dei talenti. Solo il 31% delle aziende interrogate ha già adottato misure per affrontare la contrazione di posti di lavoro e solo il 32% degli HR manager ha intrapreso azioni per identificare le competenze emergenti per la propria attività. Appena il 27% sta cercando di ripensare percorsi di carriera in linea con strutture organizzative più snelle, flessibili e dove lo smart working avrà un peso importante.Molti fra gli intervistati, inoltre, affermano di aver intenzione quest’anno di intraprendere iniziative per prepararsi al futuro, iniziando a pensare ad una “ridefinizione” dei ruoli, e a identificare quali attività, all’interno di questi, potrebbero essere automatizzate (50%) o ad individuare percorsi di riqualificazione per coloro il cui lavoro sarà assorbito dall’automazione (48%). I datori di lavoro stanno anche prendendo provvedimenti per identificare gap di “abilità e volontà” man mano che l’automazione cambia i riconoscimenti per le competenze (50%), e per rivedere il total reward e benefit complessivi per adattarsi a una forza lavoro radicalmente diversa (53%).Nel ricordare le complessità associate all’automazione, l’indagine ha evidenziato alcune interessanti dicotomie. Ad esempio, si prevede che nei prossimi tre anni la percentuale di datori di lavoro che automatizzeranno il lavoro e vedranno un aumento del fabbisogno di competenze aumenterà rapidamente dal 27% al 45%. Viceversa, nello stesso lasso temporale, oltre un terzo (42%) prevede di applicare l’automazione e riprogettare i lavori per ridurre i requisiti di competenza.Degno di nota è anche l’impatto dell’automazione sull’utilizzo di talenti non dipendenti. Mentre ora il 19% degli intervistati afferma che allo stato delle cose l’automazione consente o richiede l’utilizzo di più talenti non dipendenti, come agenti o consulenti, ben il 50% si aspetta che ciò possa accadere nel prossimo triennio. Quasi la metà dei datori di lavoro (49%) ritiene che nello stesso intervallo temporale, in virtù dell’avvento dell’automazione, avrà bisogno di un numero inferiore di dipendenti (oggi la percentuale è del 27%).“Molte aziende credono che l’automazione avrà conseguenze significative per i leader e per i manager nei prossimi tre anni”, afferma Edoardo Cesarini. Questo è reso evidente dalla percentuale di quanti affermano che l’automazione cambierà il modo in cui i manager saranno capaci di educare i dipendenti circa il suo impatto sul loro lavoro nei prossimi tre anni (32% quest’anno, contro il 61% nel 2020). Inoltre, quasi i due terzi (63%) afferma che i leader dovranno pensare in modo diverso ai requisiti e alle competenze per chi verrà dopo e per la gestione delle successioni come risultato dell’automazione.

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Intelligenza artificiale e le aziende

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

Alistair CoxL’intelligenza artificiale (AI) sta cambiando il modo in cui le aziende, e in particolare gli uffici risorse umane, ricercano e assumono talenti. Secondo gli esperti di Hays – società leader nel recruitment specializzato – la tecnologia permette di elaborare e semplificare sempre di più le montagne di dati presenti all’interno di ogni organizzazione, sintetizzandole e rendendole più facilmente analizzabili, accessibili e comprensibili. Non fa eccezione il mercato del lavoro.
“L’Intelligenza artificiale è uno strumento da non temere – afferma Alistair Cox, CEO di Hays -. Al contrario, sono da valutare i molteplici vantaggi che il suo utilizzo nel settore recruitment, può apportare su differenti livelli, rendendo più veloci e vincenti le scelte dei selezionatori”.
In particolare, secondo Cox, l’AI offre tre grandi vantaggi strettamente legati al mondo delle risorse umane.”Un semplice annuncio di lavoro – afferma il CEO di Hays – può generare decine di migliaia di application, molte delle quali inadatte alla posizione aperta. Naturalmente, per individuare le risorse più idonee, tutti i CV devono essere letti e analizzati. Con l’arrivo dell’AI, attività che richiedevano un ampio dispendio di tempo come lo screening dei curricula, la descrizione dei profili ricercati e la comunicazione con i candidati, possono essere svolte in pochi secondi. Si ha così molto più tempo da dedicare all’aspetto umano dell’assunzione, offrendo un servizio più personale sia ai clienti, sia ai professionisti”. “Hays ha già mosso i primi passi per sfruttare la potenza dell’AI con un partner esterno – prosegue Cox -. Questa piattaforma ha certamente accelerato il processo di recruiting e consente ai nostri consulenti di concentrarsi sulla valutazione di una ristretta rosa di candidati selezionati dalla tecnologia, evitando di riversare inutilmente le proprie energie su decine di migliaia di persone non in linea con la posizione ricercata “.A volte, la causa principale dell’insuccesso di un’assunzione è da cercare in un mancato match culturale tra il dipendente e l’azienda. L’AI permetterà presto di superare questo ostacolo: per esempio, le bacheche online con gli annunci utilizzano algoritmi che attirano l’attenzione dei recruiter solo sui profili più adatti per le ricerche aperte. Un annuncio di lavoro su LinkedIn classifica l’idoneità delle risorse utilizzando le informazioni disponibili nella loro descrizione. In un futuro prossimo queste formule matematiche non solo prenderanno in considerazione le abilità tecniche, ma diventeranno così sofisticate da riuscire, verosimilmente, ad analizzare la capacità di adattamento di un candidato all’azienda.Tuttavia, l’elemento umano rimarrà una parte fondamentale del processo. “Risulta incredibilmente difficile – continua Cox – per ogni macchina analizzare le soft skills dei candidati che rappresentano un elemento di fondamentale importanza: non è stato ancora trovato, infatti, un algoritmo che possa individuare abilità come l’umorismo, il temperamento o l’entusiasmo. E non dimentichiamo che, in ultima analisi, la supervisione umana è ancora indispensabile: nessuno mai affiderebbe i propri affari a una persona selezionata esclusivamente da una macchina”.
Grazie all’AI sarà possibile diminuire il turnover in azienda, consentendo una maggiore crescita professionale delle risorse. Se il settore della vendita al dettaglio – spiega Cox -, negli ultimi anni ha saputo sfruttare con successo le informazioni raccolte dai clienti, tanto da riuscire a fidelizzarli con offerte e premi personalizzati, i datori di lavoro non dovranno essere da meno, offrendo ai loro dipendenti incentivi ad hoc che rispecchiano i loro interessi e le loro passioni. Un altro vantaggio apportato dall’Intelligenza Artificiale sarà di poter percepire il malumore di un membro del proprio team, dando così la possibilità al datore di lavoro di reagire prontamente. Per esempio, sarà possibile capire istantaneamente quando la mole di lavoro all’interno di una divisione è aumentata così tanto da giustificare l’assunzione di una nuova risorsa”.Oggi le aziende crescono grazie alle persone – conclude Cox – e mi auguro che ciò non cambi mai. A dispetto dell’eccitazione e della paura che cresce intorno all’Intelligenza Artificiale, la gestione dei talenti rimane in gran parte un’attività basata sul contatto umano, dove le sensazioni “a pelle”, fondate su migliaia di piccole sfaccettature impossibili da acquisire come dati, continuano a svolgere un ruolo chiave nel recruitment”. (foto: Alistair Cox)

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“Serve intelligenza per gestire l’immigrazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

immigrati“Bisogna ragionare sulla sostenibilità. Il buonismo produce razzismo. I buonisti sono complici dei trafficanti di esseri umani”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo al “Caffè della Versiliana”, a Marina di Pietrasanta (Lucca).“Minniti è una persona seria, che fa bene le cose della quali è esperto. Qualche mese fa gli ho consigliato di chiudere i porti contro l’immigrazione incontrollata e per regolare le Ong. Ha fatto trapelare un’ipotesi di questo tipo e pochi giorni dopo ha ricevuto attacchi assurdi dal suo Pd. Nelle ultime settimane sono bastate nuove regole di ingaggio nei confronti delle Ong, è bastata un po’ di fermezza in più per ottenere un calo drastico degli sbarchi nei nostri porti”.
Per quanto riguarda “I fatti di Roma di qualche giorno fa? Da una parte sola, dalla parte della polizia. Sempre. Questo Paese non ha futuro se non ritrova un’etica della legalità”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo al “Caffè della Versiliana”, a Marina di Pietrasanta (Lucca).“Non è possibile che a Roma ci siano cento palazzi occupati. Non è possibile che in tutta Italia ci siano per ogni centro cinque, sei, dieci centri sociali che operato in totale illegalità.Se Minniti ha detto che non ci saranno altri sgombri senza alternative abitative, beh, questa è una follia. È un’istigazione ad occupare le case”.

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Il mondo delle auto e l’intelligenza emotiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

Colonia, Germania. I ‘super eroi del quotidiano’, oltre a disporre di una intelligenza fuori dal comune, sono tenuti a possedere una serie di ulteriori attitudini, tra le quali rientrerebbero quelle legate all’intelligenza emotiva. Proprio come accade anche per gli sviluppatori che si occupano di ideare le automobili del futuro*. Ford, a tal proposito, sta collaborando con la Facoltà di Tecnologia presso l’Università di Aachen a un progetto per lo sviluppo di un corso di formazione del personale sull’intelligenza emotiva.“Tradizionalmente, gli sviluppatori sono visti come più adatti al lavoro in autonomia, e nell’analizzare i loro profili spesso si tende a soffermarsi sulle loro competenze tecniche, conoscenze e inventiva”, ha commentato il Prof. Richard Boyatzis della Case Western Reserve University, Ohio. “Ma, contrariamente alla percezione comune, gli sviluppatori non lavorano da soli: operano in team multidisciplinari con diversi interlocutori dove, pertanto, la capacità di lavorare in team rappresenta una competenza fondamentale”.Secondo uno studio condotto da Ford, unico nel suo genere, l’ascolto, la comprensione, e la capacità di motivare i colleghi possono incidere fino al 31% sull’efficacia lavorativa. Questa è una scoperta chiave nell’ambito della ricerca condotta sulle performance degli sviluppatori di Ford, ai quali, unitamente ai loro interlocutori, è stato domandato quanto si trovino a proprio agio nell’ambiente lavorativo, e come collaborino e si confrontino nello sviluppo di idee per i progetti futuri. Lo studio ha anche messo in luce come sia possibile prevedere il livello di entusiasmo relativo a un progetto, semplicemente in base a come questo sia stato precedentemente comunicato.“L’intelligenza emotiva comporta l’essere in grado di riconoscere le emozioni, proprie e degli altri, sapere come viverle e gestirle, al meglio”, ha spiegato Rocio Luna, Team Coach and Mediator, Training and Consulting, Ford Europa. “Stiamo cercando di formare i nostri sviluppatori affinché possano imparare a riconoscere i propri sentimenti e a comprendere quelli degli altri, in modo da saper gestire eventuali reazioni negative che possono creare problemi al team, moderare lo stress di altri collaboratori, o rendere ancora più partecipe una persona entusiasta”.
In un’epoca in cui prendono sempre più spazio l’intelligenza artificiale e l’impiego di robot, ci si aspetta che gli individui aumentino le loro abilità in quelle attitudini che all’oggi sfuggono ai così detti ‘cervelli artificiali’ come la capacità di comprensione, motivazione, e relazione con le altre persone. Ford ha sviluppato un network di 10 centri in tutto il mondo dedicati alla ricerca e sviluppo dell’innovazione ingegneristica, tra i quali Merkenich in Germania e Dunton, in Inghilterra. La società, inoltre, ha recentemente aperto le porte del Merkenich Innovation Hub, che offre al personale una serie di laboratori dedicati, sessioni di formazione e di creatività, privilegiando l’accesso a programmi personalizzati, con approfondimenti dedicati a materie specifiche, come tra le altre, le valutazioni per i brevetti.“In molti corsi e programmi di ingegneria, viene data poca attenzione all’intelligenza emotiva e sociale. Ma le aziende si trovano ad affrontare spesso crisi motivazionali dove capita che un dipendente non si senta in sintonia con il proprio ambiente di lavoro. La nostra ricerca mostra quanto contino le emozioni”, ha aggiunto il Prof. Boyatzis. (foto: ford boffin)

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L’intelligenza artificiale di Expert System per la lotta contro il cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

Cancro-sintetizzata-molecola-che-blocca-proteina-tumoraleModena. Alcune delle applicazioni di intelligenza artificiale più promettenti e rivoluzionarie riguardano sicuramente uno dei settori prioritari a livello sociale, la medicina, con particolare riferimento all’analisi dei dati utili alla valutazione delle malattie. In questo scenario, grazie all’esperienza precedentemente maturata da Expert System in ambito oncologico (progetto di analisi clinica ConSoRe, Continuum Soin-Recherche, svolto in collaborazione con il Gruppo ospedaliero francese UNICANCER, dedicato alla lotta contro il cancro), si inserisce la selezione della tecnologia Cogito per “OncoSNIPE®”, un programma finalizzato a supportare con l’intelligenza artificiale le attività di diagnosi e trattamento dei tumori.Coordinato dall’azienda francese Oncodesign, specializzata in biotecnologie per il settore farmaceutico, e supportato dai fondi del programma “Investments for the Future” operato dalla banca pubblica di investimenti Bipfrance (€7,7 milioni in 4 anni), OncoSNIPE favorirà lo sviluppo e l’implementazione di innovativi approcci “bio-IT” basati sulla combinazione di diverse metodologie, fra cui algoritmi di intelligenza artificiale, tecniche statistiche di machine learning, analisi e arricchimento dei dati attraverso l’elaborazione semantica. Obiettivi principali del programma saranno l’identificazione, l’analisi e la correlazione di tutte le informazioni relative a pazienti resistenti ai trattamenti antitumorali per indirizzare le attività di ricerca scientifica verso nuove e più efficaci terapie.Insieme a Oncodesign ed Expert System, il programma si avvarrà del contribuito di altri due partner industriali (Sword, società internazionale con sede a Lione, specializzata in servizi e consulenze in ambito digitale; Acobiom, realtà all’avanguardia nelle biotecnologie, con sede a Montpellier, specializzata in particolare nella ricerca di nuovi marcatori biologici e nello sviluppo di strumenti diagnostici innovativi incentrati sulle medicina personalizzata) e dell’apporto scientifico di Ospedali Universitari e Istituti di Ricerca accademica (Hôpitaux Universitaires di Strasburgo, il Centre George François Leclerc di Digione, l’Institut Paoli Calmettes di Marsiglia).“Siamo fieri di supportare con la nostra tecnologia cognitiva Cogito attività di R&D finalizzate a migliorare i processi di diagnosi e terapia in ambito oncologico”, ha commentato Claudio Palmolungo, Executive Vice President Europe di Expert System. “Il progetto OncoSNIPE rappresenta un’ulteriore testimonianza delle potenzialità dell’intelligenza artificiale per il progresso sociale, e un importante esempio di come si possano avviare collaborazioni fra realtà d’eccellenza in ambito tecnologico, organizzazioni accademiche e istituzioni sanitarie con l’obiettivo di portare benefici all’intera comunità”.Il progetto OncoSNIPE si focalizzerà in particolare sullo studio di tre tipi di tumore (al seno, al pancreas e al polmone) per identificare diversi meccanismi di resistenza ai farmaci utilizzati nei tradizionali trattamenti oncologici e supportare le attività di ricerca e sviluppo finalizzate all’identificazione di terapie in grado di aumentare l’efficacia della cura. A questo scopo, verranno coinvolti nello studio oltre 800 pazienti per raccogliere informazioni sulle reazioni ai trattamenti. Tali informazioni, analizzate e arricchite mediante elaborazione semantica automatica, serviranno a tracciare modelli ricorrenti nei meccanismi di resistenza, identificare biomarcatori, scoprire nuovi target terapeutici e, più in generale, arricchire il patrimonio di conoscenze necessarie per rendere sempre più preciso e personalizzato l’approccio medico nei confronti dei pazienti con particolari resistenze ai farmaci oncologici.

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Robot e intelligenza artificiale: i deputati chiedono norme europee

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

robot chirurgicoBruxelles. Parlamento europeo. Sono necessarie norme UE nel campo della robotica, un settore in rapida evoluzione, ad esempio per far rispettare standard etici o per stabilire la responsabilità civile in caso di incidenti che coinvolgono un’auto senza conducente. Un progetto di risoluzione sarà discusso mercoledì e votato giovedì.Nel progetto di risoluzione, i deputati chiedono alla Commissione europea di proporre norme in materia di robotica e di intelligenza artificiale per sfruttare appieno il loro potenziale economico e per garantire un livello standard di sicurezza e protezione.I deputati sottolineano che un progetto di legge è necessario per chiarire questioni di responsabilità, in particolare per le auto senza conducenti. Chiedono, quindi, un regime di assicurazione obbligatoria e un fondo integrativo al fine di garantire che le vittime di incidenti che coinvolgono auto senza conducente siano completamente risarcite. Chiedono inoltre alla Commissione di prendere in considerazione la creazione di un’Agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale, per dare alle autorità pubbliche competenze tecniche, etiche e normative.

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Intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2015

istituto nazionale tumoriFinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma “LLP – KA3 Multilateral projects”, “ENACT” (Enhancing Negotiation skills through on-line Assessment of Competencies and interactive mobile Training) rappresenta una pietra miliare nella formazione e valutazione psicologica: metodologie di modellizzazione psicologica, uso di tecnologie innovative (e-learning, mobile app, internet, intelligenza artificiale), sistemi di intelligenza artificiale.
Al progetto ENACT, coordinato dall’Università di Plymouth, partecipano l’Università di Napoli “Federico II”, la start-up innovativa specializzata in robotica e intelligenza artificiale “Aidvanced srl”, Fondazione Mondo Digitale, il Ministero dello Sport della Turchia e Fundetec. Nei primi mesi di attività, i ricercatori hanno testato la piattaforma su numerosi target tra cui: studenti di scuola superiore (Italia, Roma), studenti universitari impegnati in corsi di dottorato (Italia, Napoli; UK), giovani coinvolti in formazione e partecipazione sportiva (Turchia), managers SME (Spagna). Oggi tutti possono già testare la piattaforma andando sul sito del progetto (enactskills.eu): un personaggio virtuale interagisce con l’utente collocandolo in uno scenario di negoziazione. L’utente dialoga con questo personaggio, scegliendo una tra quattro possibili risposte. Le risposte vengono poi utilizzate per valutare lo stile di negoziazione dell’utente.“Lo scopo di ENACT – spiega Davide Marocco, docente di Scienze Computazionali, Elettronica e Matematica presso l’Università di Plymouth e coordinatore del progetto – è sviluppare e testare una metodologia didattica e di valutazione innovativa per migliorare le capacità di negoziazione e di comunicazione in contesti educativi formali e informali. Il gioco on line che abbiamo progettato come metodologia di formazione innovativa può essere utilizzato sia come strumento per l’auto-apprendimento, sia in contesti di apprendimento collaborativo contestualmente alle metodologie di formazione tradizionale”.“Per la realizzazione del software – precisa Onofrio Gigliotta, ricercatore di Psicologia alla Federico II di Napoli e tra i responsabili del progetto – è stato utilizzato il modello di Rahim e Bonoma. Questo perché esso mette l’accento sul fatto che gli stili di negoziazione si possano imparare; non determina una visione normativa degli stili e non fornisce giudizi di valore, per esempio sottolineando che uno stile è meglio dell’altro, ma specifica che tutti gli stili possano essere usati, in base alle esigenze; tale modello, infine, è fondato su un sistema facilmente strutturabile in operazioni e algoritmi”.Fino ad oggi la gestione delle risorse umane è stata esclusivamente affidata a professionisti di psicologia del lavoro che sottopongono numerose batterie di test ai candidati. Si tratta di un processo che ha dei costi non più sostenibili, perlomeno dalle piccole e medie imprese, che tutt’ora continuano a rappresentare la stragrande maggioranza del tessuto produttivo europeo: Il 91,8% delle aziende europee conta meno di 9 dipendenti, percentuale che in Italia sale al 95% del totale. Ciò costituisce chiaramente un limite, in quanto limita la capacità di valorizzare le competenze dei candidati sulla base delle loro competenze sia tecniche sia sociali.Grazie alla creazione di un ambiente virtuale e di un innovativo uso delle tecnologie di intelligenza artificiale, ENACT pone le basi per la creazione del primo strumento low-cost, inclusivo e accessibile, di valutazione dei cosiddetti soft skills in ambito lavorativo.

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L’intelligenza del cuore

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2012

L’obiettivo di diventare sensibili, che può apparire inattuale per i giovani, si esprime nel cercare un difficile equilibrio tra la morbosa avidità di sensazioni forti e la chiusura che estromette la vita emotiva in nome di una razionalità onnicomprensiva.
Come scrive Roberta De Monticelli, il sentire è onnipresente e non è “opaco” e “irrazionale”, ma è apertura alla verità, ai valori, alle risposte etiche, al volere. Per questo nella complessità della vita affettiva riveste un ruolo prioritario l’educazione del sentire. L’esercizio del sentire è “il cuore stesso della formazione”. Se ci si attiene al valore del sentire sarà possibile gettare un nuovo sguardo sul mondo emotivo che spalanca inesplorati percorsi pedagogici.
È opportuno segnalare che lo sviluppo delle neuroscienze ripropone oggi l’importanza di una presenza delle emozioni nelle dimensioni normali della vita psichica, mostrando che separare mente e sentimenti, coscienza ed emozioni, è impossibile.
Antonio Damasio in L’errore di Cartesio, 2002, afferma che “la capacità di esprimere e di sentire delle emozioni è indispensabile per attuare dei comportamenti razionali”.
Come aiutare i ragazzi disorientati e bersagliati da messaggi contradditori a perseguire un’educazione del cuore? a cogliere il caleidoscopio dei sentimenti autentici che colorano l’esistenza e danno sapore alla vita? Il rischio è quello di una generazione sovrastimolata da un eccesso di provocazioni emotive, generatrice di confusione interiore.
Cogliere le sfumature delle emozioni significa predisporsi ad ascoltare e ad apprendere anche quei sentimenti più pacati quali la tenerezza, la nostalgia, la compassione, l’empatia.
Per ridare dignità ai sentimenti occorre prendersi cura delle parole: non solo delle parole che spiegano, ma anche delle parole che parlano il linguaggio della condivisione e della solidarietà. Le parole sussurrate sono forse in grado di colmare quel vuoto interiore che i giovani cercano invece di riempire tramite la ricerca di sensazioni forti contro la noia (i sassi gettati dal cavalcavia), di parole gridate contro l’indifferenza.
Il tema dell’ascolto e dell’ascolto del silenzio è oggi difficile per gli adolescenti che sono educati piuttosto al non-ascolto, nel tempo della sordità affettiva, della diffidenza, della paura. Ascoltare con il cuore, il cuore dell’altro, è quanto mai difficile poiché il dialogo si trasforma in monologo e, in questo isolamento, si fa strada la ricerca delle emozioni del branco: ribellioni condivise di cui le mode dettano i linguaggi, gli atteggiamenti, le “posture” emotive (V. Iori, Il disagio dei genitori, 2002).
La costruzione di una società che si prenda cura dell’educazione come bene comune, ha bisogno, anche nelle situazioni apparentemente più rischiose e degradate, di educatori che sappiano essere, secondo l’espressione di Etty Hillesum “cuori pensanti”. (Vanna Iori Ordinario di Pedagogia Università Cattolica Milano – Piacenza)

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Touadj e la polizia municipale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

“Conosco l’Onle Touadj come una persona seria ed onesta mentalmente percio’ posso solo sperare che ricordi male, infatti durante il suo mandato di assessore alla sicurezza di Roma la Polizia Municipale guidata dal Dirigente Di Maggio ha fatto indagini per usura, sfruttamento della prostituzione e spaccio internazionale di droga finendo spesso sui giornali, io stesso partecipai ad alcune di queste operazioni non capisco come faccia oggi a definirci surrogato della polizia” !o ha dichiarato Alessandro Marchetti, Segretario Generale Aggiunto del Sulpm commentando le affermazioni di Touadi in merito all’episodio di Monti cosi come riportate da alcune agenzie di stampa. “E poi le indagini di polizia giudiziaria non le decide il Sindaco,” ha aggiunto Marchetti “ma la Procura della Repubblica, quindi mi sembra sia fuori tema anche il destinatario della polemica di Touadj.””Io credo invece che se la Polizia Municipale è arrivata prima sul posto” ha concluso Marchetti “sia più un merito che un elemento di dispregio, mi spiace che ci siano ancora sacche della politica che utilizzano la polizia municipale solo per fare inutile polemica politica. A loro chiediamo di smetterla di insultare la nostra intelligenza e di lasciarci lavorare in santa pace nell’interesse dei cittadini, che ci chiedono di non fare solo multe ma di contribuire invece ad aumentare la sicurezza nelle città.”

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Commenti che offendono l’intelligenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 febbraio 2011

Lettera al direttore. Gentile direttore, alle volte mi viene voglia di non inviarle più miei scritti, per non leggere commenti insulsi. Ovviamente è solo un pensiero fugace, anche perché so perfettamente che lei non può eliminare commenti per il solo fatto che offendono l’intelligenza.
Mi riferisco al commento al mio articolo “Il Vaticano separa la Chiesa dal Cristo”. Vittorio Messori, giornalista e scrittore, non è uno sprovveduto, conosce bene il Vangelo, e le pare che se avesse potuto scusare la Chiesa, citando le parole di Gesù: «Date dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio», non lo avrebbe fatto?. E le pare che non farebbero altrettanto coloro che giustificano in qualche modo il silenzio (vero o presunto, non posso entrare qui nel merito) della Chiesa davanti ai crimini nazisti? “Gesù, andando molto di là della grettezza dei suoi avversari che avrebbero voluto prenderlo in trappola, chiedendogli: «Maestro…Dicci dunque il tuo parere: è lecito o no pagare il tributo a Casare?», enuncia un principio di enorme importanza nella storia religiosa non solo della nazione eletta, ma di tutta l’umanità: la chiara distinzione fra i poteri politici e quelli spirituali, tra Stato e religione. In concreto: pagando il tributo all’autorità romana non si compromette affatto l’autorità di Dio, perché l’ordine religioso come è voluto da Cristo non viene necessariamente limitato da quello politico” (Angelo Lancellotti – Nuovissima Versione della Bibbia – Ed. Paoline).
Vittorio Messori ha detto la verità. La Chiesa è obbligata ad osservare la diplomazia (fa rima con ipocrisia), poiché ha uno Stato (in realtà, esistono anche altre ragioni di puro interesse).  Il sottoscritto ha osservato che questo è il guaio della Chiesa, giacché non può apostrofare i potenti che vanno contro la legge di Dio, con le parole aspre di Gesù (non era un diplomatico!): “Serpenti, razza di vipere, come sfuggirete al castigo della Geenna?” (Mt 23, 33); “Guai a voi che siete ricchi…” (Lc 6,24). Un saluto cordiale (Renato Pierri) (n.d. Penso sia superfluo confermarle la mia stima e considerazione per quanto mi scrive e che non li considero solo una “lettera al direttore” ma dei piccoli saggi di riflessione religiosa che io leggo senza commentare poiché non c’è nulla da commentare ma inducono ad una maggiore riflessione. La ringrazio se, nonostante tutto, non mi fa mancare il suo contributo di idee. Come dire? Guarda e passa e non di curar di loro. D’altra parte  il “critico” citato è un genere di persona che non si rende nemmeno conto delle enormità che dice e della confusione che ha nella testa per sperare in un rinsavimento. Ma non credo sia del tutto colpa sua. Se non altro dimostra i danni che provocano certi insegnamenti capaci di generare un giudizio critico).

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La guerra dei mondi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Di Herbert Gorge Wells La guerra dei mondi, pubblicato a Londra nel 1897, è considerato uno dei primi romanzi di fantascienza scritto da uno dei pionieri del genere. L’avvio è lento, con una riflessione sulle false certezze umane, a metà tra il filosofico e l’umoristico, nell’epoca dell’illusione positivista. Subito, però, la storia si anima e, in un crescendo di suspense, viene descritto l’arrivo sulla Terra di terrificanti marziani che seminano distruzione e minacciano di cancellare ogni traccia di vita sul pianeta. Un gioco della fantasia e una lente di ingrandimento sulle paure della società post industriale inglese, ancora oggi attuale, grazie a uno stile che coniuga con intelligenza gli ingredienti del racconto fantastico e del romanzo dell’orrore. Pagine 192 Euro 14,00 EAN 978-88-425-4405-0

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