Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘intenzioni’

La Rai del cambiamento resta nel mondo delle buone intenzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“La lotta per un cambiamento radicale del servizio pubblico è iniziata da tempo, ma non sta procedendo sui giusti binari.Ho voluto dirlo in maniera esplicita al Presidente Rai Foa stamattina in audizione in commissione di Vigilanza Rai. Riteniamo sia stato fatto un lavoro approfondito sul piano industriale triennale, ma ci sono delle incongruenze: penso alla capacità dell’azienda RAI sul mercato realtà degli OTT, sempre più competitive, che aggrediscono il mercato dei contenuti mentre il servizio pubblico rimane sempre più indietro.La riorganizzazione generale in corso, pensiamo alla chiusura di RaiMovie, avrebbe potuto portare un completo cambio di paradigma: quello che chiamo “Raiflix”.
Netflix, Amazon e gli altri OTT praticano un’attività predatoria, e la Rai annaspa. Invitiamo i vertici Rai a tutelare e garantire il pluralismo interno. Non è ammissibile il tono delle dichiarazioni del sottosegretario Vito Crimi sulla chiusura di Radio Radicale. Vergognoso è inoltre il mancato rifinanziamento del credito d’imposta per l’editoria per il 2019, che costringe molti giornali ai tagli del personale.
Questo governo, attraverso anche la Rai, si sta dimostrando un governo liberticida. Abbiamo richiesto l’audizione del sottosegretario per chiedere chiarimenti su questi atteggiamenti.Un appunto: Giorgia Meloni, quarto o quinto leader nell’indice di gradimento, è agli ultimi posti per numero di apparizioni televisive sui canali Rai, come denunciato francesco storace sul Secolo d’Italia. È pluralismo? Dubbi vengono oltretutto posti sul piano delle assunzioni: perché verranno assunti nuovi collaboratori mentre quelli precari non vengono stabilizzati e le graduatorie in sospeso non vengono assorbite? Completa solidarietà al Vicedirettore del TG1 Angelo Polimeno. L’azienda faccia velocemente chiarezza sull’eventuale lite e irrori le eventuali sanzioni.
Gli atteggiamenti aggressivi di Carboni in vigilanza fanno supporre che, probabilmente, una lite ci sia stata. La Rai del cambiamento, per ora, è sempre la stessa.”

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Il mercato cambierà idea sulle intenzioni della BCE?

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

eurozoneLondra. Commento di Richard Booth, Portfolio Manager e Research Analyst di Western Asset (gruppo Legg Mason), in vista della riunione della BCE. La positiva dinamica di crescita innescatasi nell’Eurozona dall’estate del 2016 ha frenato bruscamente nella prima parte del 2018. Alla fine del 2017, infatti, lo ‘shock’ di un economia dell’Eurozona che cresceva di più e più a lungo di quanto ci si attendesse ha portato ad un’aspettativa irrealistica: ossia che questo trend potesse continuare allo stesso ritmo anche nel 2018. Quando poi i dati sulla crescita si sono rivelati inferiori, il contraccolpo negativo è stato decisamente superiore alla norma. Ultimamente invece gli indici di sorpresa economica – che misurano lo scarto tra le attese dei mercati e la realtà – hanno registrato un rialzo rispetto ai livelli molto negativi toccati quest’estate (quando dunque le aspettative del mercato erano state deluse). I dati registrati da questi indici in genere tendono a riflettersi sui dati reali dopo circa tre mesi. È interessante notare come l’indice di sorpresa sull’inflazione, pur avendo sperimentato un calo, è comunque rimasto in territorio positivo durante gran parte di questo periodo di bassa crescita. Da questo punto di vista, ci aspettiamo che l’inflazione di fondo (detta anche ‘core’) aumenti, passando dall’1% all’1,3% entro fine anno, mentre l’inflazione complessiva (detta anche inflazione ‘headline’) dovrebbe rimanere attorno al 2%.Nel medio termine, prevediamo che l’inflazione di fondo salirà ancora raggiungendo – e potenzialmente superando – l’1,5%, ma la nostra view resta comunque al di sotto delle previsioni della BCE, che parlano di un’inflazione di fondo all’1,6% nel 2019 e all’1,9% nel 2020. Va notato come in media negli ultimi tre anni le previsioni a due anni della BCE sull’inflazione di fondo si siano rivelate dello 0,5% troppo alte.Cosa ancor più importante, il mercato forward “1 year 1year” (tasso forward dell’inflazione tra un anno) mostra di aspettarsi un’inflazione di fondo tra l’1,3 e l’1,4%, quindi la nostra posizione è leggermente più alta della prezzatura attuale del mercato. Una delle principali ragioni del prolungato periodo di bassa inflazione nell’Eurozona è stato il divergere dell’inflazione dei prezzi dei servizi tra paesi core e paesi periferici: in questo senso sta avvenendo un riallineamento, che motiva le nostre aspettative di una maggior inflazione di fondo.
Come sappiamo, la BCE ha manifestato l’intenzione di ridurre il suo Programma di acquisto di titoli pubblici (PSPP) a 15 miliardi al mese, con l’obiettivo di azzerarlo entro fine anno, se i dati economici confermeranno le sue previsioni. Allo stesso tempo la BCE è stata di proposito ambigua sulle tempistiche del suo primo rialzo dei tassi, accennando vagamente all’estate del 2019. Il fatto che banca centrale si sia prefissata di seguire un certo percorso sui tassi, cosa non avvenuta in precedenza, ha certamente ridotto la volatilità ed è probabile che le prossime riunioni della banca centrale genereranno meno movimenti sul mercato. Molte probabilmente le discussioni ruoteranno attorno alle previsioni di crescita (specialmente in relazione all’impatto delle guerre commerciali) e alla possibilità di alleggerire gli acquisti mensili di obbligazioni o di acquistare obbligazioni di maggior durata attraverso i reinvestimenti.La nostra sensazione è che la BCE sia ora più serena sull’inflazione, e che attualmente voglia concentrarsi maggiormente sulla formazione dei salari. A margine, sottolineiamo come al momento il candidato favorito (seppur di poco) per sostituire Draghi è Erkki Liikanen, uno stretto collaboratore di Draghi noto per il motto “pazienti, perseveranti e prudenti”. Dovesse verificarsi questo passaggio di consegne, crediamo che cambierà poco nell’indirizzo generale della BCE.In conclusione, non siamo certi che nella prossima riunione la BCE rivelerà quando ha intenzione di alzare i tassi, ma il mercato per ora sta prezzando un percorso molto morbido (con il primo vero rialzo di 20 punti base atteso non prima del primo trimestre 2020). Ma se la nostra previsione di un’inflazione di fondo che crescerà più di quanto il mercato si aspetta si rivelerà esatta, crediamo che il mercato potrebbe presto cominciare a prezzare un percorso di rialzi dei tassi più rapido. (Fonte: Citigroup, Western Asset)

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Intenzioni di vacanza degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2018

Un punto percentuale di crescita nelle intenzioni di vacanza degli Europei rispetto al 2017. Il 64% dichiara che ci andrà, un dato cui si allineano i progetti vacanzieri degli italiani che, se nel 2018 perdono un punto rispetto alla scorsa edizione, vedono una crescita generale di 10 punti percentuali in 4 anni. Dal 52% di un pessimistico 2014 al 62% di oggi gli italiani che dichiarano che si, certamente andranno in vacanza d’estate, fanno registrare una crescita nel quadriennio unica in Europa.Se il budget che gli europei affermano in media di voler destinare alle vacanze si abbassa di 2 punti percentuali rispetto al 2017 (€ 1.957), dato che comprende anche Paesi fuori dalla zona Euro, l’Italia è tra le nazioni virtuose. Un rinnovato ottimismo economico porta a dichiarazioni di spesa pro capite per l’estate 2018 in crescita del 2% rispetto allo scorso anno: 1.776 euro da destinare alle vacanze estive per i nostri connazionali.In Europa, dove la durata delle vacanze rimane stabile rispetto al 2017 a 1.8 settimane (fatta eccezione per Francia e Svizzera che sono pari o oltre le due settimane), l’Italia, in linea con lo scorso anno, è leggermente sotto la media europea con 1.7 settimane di vacanza.
La tendenza dominante rimane quella di fare vacanze domestiche ma c’è un dato che sorprende riguardo agli italiani. Scende di ben quattro punti percentuali (dal 56 al 52%) il dato che indica la preferenza di vacanze domestiche per i nostri connazionali che si scoprono più desiderosi di mete estere per la prossima estate. Sul podio delle destinazioni straniere rimane in vetta la Spagna – come lo scorso anno – seguita da Francia e Grecia.A guadagnare nella classifica dei più “localisti” sono gli spagnoli che dichiarano di avere in programma per l’estate un viaggio nel proprio Paese per il 56% (+4 rispetto al 2017) mentre i francesi, anche loro tradizionalmente molto legati all’idea di vacanza domestica, scendono nelle intenzioni di rimanere dentro i confini di ben 6 punti percentuali. Dal 63 al 57% quelli che hanno intenzione di rimanere in Francia, seguiti solo dai britannici (-5% sul 2017) in quanto a decrescita nella preferenza di vacanza nazionale.Anche per entrambi questi paesi la meta straniera preferita è la Spagna seguita dall’Italia per i francesi (l’8% la indica come seconda meta) e dalla Francia per i britannici con l’11% delle preferenze. L’Italia sale comunque sul podio delle preferenze estere dei cittadini d’oltremanica con il 10%. Il mare rimane un grande amore per chi dichiara di avere progetti di in vacanza per la prossima estate.Gli italiani che preferiscono la vacanza sulle spiagge sono il 70% (la percentuale più alta dell’indagine) seguiti da svizzeri (67%), tedeschi (65%) e spagnoli (64%). Pur rimanendo questo il primo desiderio di vacanza, un’estate alla scoperta di nuovi posti sembra attirare sempre di più i cittadini della nostra penisola. La percentuale di italiani che indicano questa possibilità cresce di ben 5 punti. Tra le ragioni di scelta della destinazione solo il 29% degli italiani dichiara di orientarsi su una meta conosciuta, una percentuale tra le più basse dell’indagine insieme a francesi, spagnoli, polacchi e portoghesi. Altri criteri per la scelta della destinazione sono la possibilità di fare attività, le condizioni meteo, la possibilità di far visita ad amici e parenti.

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Dimitte voces accipe sensum

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2011

Ginger and Cinnamon

Image via Wikipedia

Tralascia la parola, cogli il senso. E’ questa la regola d’oro tra quanti ascoltano il “vociare” della politica, fatta di promesse, di bugie, di disinformazione, di provocazioni e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo tante, tantissime parole in libera uscita che è arduo dare loro un ordine, una misura, una spiegazione logica. E’ che, come nel detto latino, dobbiamo abituarci, per vederci chiaro, a capire ciò che si nasconde dietro il paravento delle parole. La recente finanziaria è un campione di parole vendute al vento, raccolte dagli ingenui, smerciate dai furbi e dagli opportunisti delle opposte fazioni per gli usi di comodo. Se fossimo andati diritto alle riserve mentali che opportunamente nascondevano e ne avessimo colto il senso, con molta probabilità oggi saremmo più arrabbiati di prima, più offesi nei confronti di chi ha carpito la nostra buona fede, per aver fatto mercimonio delle nostre idee e principi. Lo stesso dovremmo dire per le note vicende del nostro presidente del Consiglio. Sfido chiunque a voler negare che si tratti non di un caso raro ma unico. Lo hanno attraversato 49 indagini delle procure, alcuni sono stati rinvii a giudizio seguiti da processi e per tutta questa mole di atti che ci dicono le parole? Che è tutto un accanimento giudiziario, che sono tutte invenzioni dei giudici brigatisti, eversivi, persecutori di vittime innocenti. Sono state intercettate telefonate a dir poco compromettenti per fissare appuntamenti con escort, passate per signorine di buona società in visita al premier per farsi emendare dai loro traviati costumi e che qualcuno vi abbia pure speculato per trarne illeciti profitti ricattando il padrone di casa. E noi, anche questa volta, ci siamo fermati alle parole. E sono sempre le parole che generano applausi convincendoci che tutto è normale, tutto è conforme allo spirito degli italiani, donnaioli, seduttori, cacciatori di avventure erotiche, guardoni. Ma sono sempre e solo parole. Possibile che non siamo tanto maturi da andare oltre e fermarci a coglierne il senso? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Oltre lo schermo del computer

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

“Bisogna avere comprensione per i giovani che scelgono di costruirsi una vita parallela su internet, a volte anche indossando maschere, creando falsi profili sui social network o pseudo-identità nelle chat. E’ giusto combattere con forza chi fa tutto questo per scopi illegali o ingannevoli. Ma occorre anche distinguere chi ha cattive intenzioni dalle tante persone timide e fragili, che cercano ascolto ed hanno difficoltà ad esprimersi”. E’ il messaggio lanciato dallo scrittore Carlo Climati, autore di saggi sul mondo giovanile, nella sua conferenza nel corso “La suora nell’epoca digitale”, organizzato a Roma dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Carlo Climati, parlando del tema della gioventù nell’era digitale, ha spiegato che “sono tante le pressioni psicologiche che i giovani si ritrovano ad affrontare nel mondo di oggi. La fuga in una vita virtuale alternativa, tramite internet, può rappresentare un modo per riuscire a sopportare questo peso angosciante. E’ una facile medicina che può aiutare a guarire il senso di inadeguatezza che tormenta le nuove generazioni”. “I ragazzi del terzo millennio – ha spiegato Climati – sono spesso vittime dell’era dell’apparenza e dell’immagine, in cui tutto dovrebbe essere perfetto. Le edicole espongono riviste e calendari con le fotografie ritoccate al computer di modelle dalla bellezza irraggiungibile. Un cattivo uso della pubblicità, attraverso spot martellanti, spinge a credere che puoi essere felice soltanto se hai l’ultimo modello di automobile o di telefono di cellulare. Tanti ragazzi, che non riescono ad assomigliare a certi modelli di falsa perfezione, rischiano di sprofondare in una crisi senza fine. Si sentono limitati, incompleti o addirittura inferiori rispetto al resto del mondo. Per questa ragione finiscono per sostituire la realtà con l’ambiente protetto di una vita virtuale su internet, in cui è possibile nascondersi dietro una maschera e sfuggire al giudizio degli altri. Si tratta di una tendenza sicuramente negativa, in quanto priva di autenticità. Ma deve essere affrontata considerando anche il punto di vista di quei giovani che hanno semplicemente difficoltà ad esprimersi”. Nella sua conferenza al Regina Apostolorum, Climati ha sottolineato: “Bisogna combattere i fenomeni illegali di internet e, al tempo stesso, avere comprensione per chi sceglie di proteggersi nel guscio dei mondi virtuali, senza avere cattive intenzioni. In alcuni casi, dietro una falsa identità può nascondersi un disperato S.O.S., un bisogno di comunicare, di essere ascoltati senza essere giudicati”. “Per questa ragione – ha detto Climati – tutti siamo chiamati ad utilizzare bene il web, giungendo in soccorso di chi ha bisogno di una mano tesa, di un momento d’ascolto e di un gesto di solidarietà”. Nella sua conferenza Carlo Climati ha citato una preghiera di Sant’Ambrogio, che dice: “Vieni, Signore Gesù, ricerca la tua pecora spossata; vieni pastore: la tua pecora si è smarrita. Vieni senza cani, vieni senza cattivi guardiani, vieni senza il mercenario, vieni senza aiutanti e non inviare messaggeri: io aspetto ormai che venga tu in persona”. “Tanti ragazzi – ha detto Climati – attendono soltanto di essere amati da qualcuno. Qualcuno che li capisca, li ascolti e li abbracci. E che li venga a cercare senza cani e senza cattivi guardiani, anche sul web. Non riuscire a cogliere questo S.O.S. significa non accorgersi che le nuove generazioni hanno bisogno di una mano tesa. Una mano tesa che, inizialmente, può arrivare anche attraverso lo schermo di un computer. Poi, a poco a poco, attraverso il dialogo, si potranno aiutare i giovani ad abbandonare la trappola della vita virtuale, per ritrovare la gioia di un sorriso e di un abbraccio reale”.

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No allo scippo dei referendum

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

Nel motivare la sfiducia della delegazione radicale al Decreto legge OMNIBUS, i deputati Radicali Zamparutti, Bernardini e Turco sono così intervenuti “a titolo personale” nel limitatissimo tempo loro concesso: Elisabetta Zamparutti. Signor Presidente, non voterò la fiducia posta dal Governo su questo provvedimento, il cui passo indietro sul nucleare costituisce, a ben vedere, l’ennesimo tentativo di boicottare l’istituto referendario. Nessun processo alle intenzioni, collega Calderisi, di fronte alle parole che Berlusconi ha usato nell’incontro e nel vertice con Sarkozy, con lui prima e più che nei confronti degli italiani, quando lo ha rassicurato dicendo che, se fossimo andati al referendum, il nucleare non sarebbe stato possibile in Italia per anni. Chiaritevi le idee innanzitutto al vostro interno! Voglio però dire che non è certo peculiarità esclusiva di questo Governo cercare di negare ai cittadini il diritto ad espressioni democratiche, se penso ai vari espedienti che sono stati escogitati per evitare i referendum o ai tradimenti degli esiti referendari da parte del Parlamento. Voglio anche dire che, nell’assenza di un grande dibattito pubblico sulle questioni energetiche, dibattito che costantemente continuate a negare, non è neanche possibile riuscire a definire una seria strategia energetica nazionale. Il fatto è che su tutte le grandi questioni, anche quelle cosiddette etiche, ma anch’esse al 100 per cento questioni sociali, il popolo è sempre stato dalla nostra parte, cioè dalla parte delle riforme liberali e democratiche, che, invece, il potere politico, impotente, ha sempre temuto, e quindi osteggiato, e continuate a farlo.
Rita Bernardini. Signor Presidente, a 19 giorni dal voto referendario – qui mi rivolgo all’onorevole Calderisi – non credo che esistano motivi di necessità e urgenza per strappare letteralmente dalle mani degli italiani la scheda referendaria. Su altre ragioni possono esservi, non certo su questo. È chiaramente strumentale quanto si sta facendo in questo momento. D’altra parte, non è la prima volta – non è il genio del male il Governo Berlusconi – che gli italiani sono privati dell’esercizio di uno strumento costituzionale. In sessant’anni è accaduto molte volte, con il concorso della Corte costituzionale. Questa scheda referendaria è stata stracciata decine di volte. In questi giorni, dal 20 aprile scorso, Marco Pannella sta conducendo uno sciopero della fame perché l’Italia provi a tornare ad essere una democrazia. Per questo ci stiamo battendo con gli strumenti della nonviolenza, perché riteniamo che quanto è stato fatto agli italiani, togliendo loro un diritto fondamentale, sia di estrema gravità
Maurizio Turco. Signor Presidente, non faremo l’errore di considerare i componenti della maggioranza come i nuovi barbari che sono contro il rispetto del diritto, della democrazia e della legalità. Sono semplicemente gli ultimi a fare ciò. Per anni, come è già stato ricordato, anche con il contributo della Corte costituzionale, i cittadini non hanno potuto usufruire della seconda scheda elettorale, quella referendaria. Per ben cinque volte il Parlamento ha preferito le elezioni anticipate al voto referendario! Oggi non si recepisce il quesito referendario, ma si rinvia la decisione perché, come ben sa l’onorevole Calderisi, con il voto referendario, per cinque anni, non avreste potuto riprendere in mano il provvedimento in oggetto, cosa che potreste fare il giorno dopo!

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Pedaggio raccordi autostradali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Roma “Bocciando l’Ordine del giorno presentato dai senatori del Pd, Pdl e Lega hanno di fatto deciso di avallare il pedaggiamento dei raccordi autostradali e delle autostrade, di tassare tutti i cittadini che quotidianamente li percorrono per motivi di lavoro, di studio e familiari e di non destinare le entrate derivanti dal pedaggiamento per investirle in opere e interventi di manutenzione straordinaria. Anche i senatori romani del Pdl, nonostante le tante dichiarazioni di buone intenzioni, alla prova dei fatti si sono tirati indietro”. Lo dichiara il senatore del Pd Raffaele Ranucci, vicepresidente della Commissione lavori pubblici e primo firmatario dell’Ordine del Giorno alla Legge di stabilità bocciato con 136 voti contrari, 129 a favore, tra cui anche quelli di Fli, e otto astenuti.  “Se l’ordine del giorno fosse stato approvato – continua Ranucci – il governo avrebbe dovuto provvedere a modificare il decreto legge per quel che riguarda l’applicazione del pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta dell’Anas, al fine di intervenire a favore dei pendolari, escludendo determinati tratti di autostrade e raccordi autostradali interessati da traffico prevalentemente urbano e dei pendolari, prevedendo forme di esenzione, anche diversificate per tali utenti. Con l’approvazione di questo Odg – spiega ancora Ranucci – l’esecutivo avrebbe anche dovuto individuare provvedimenti legislativi affinché le entrate derivanti dal pedaggiamento fossero utilizzate dall’Anas per interventi di manutenzione straordinaria, direttamente sugli stessi territori interessati dai nuovi pedaggiamenti”. Conclude Ranucci: “Tutto questo non sara’ possibile per responsabilita’ del voto contrario dei senatori romani della maggioranza tra cui, voglio ricordarlo, c’è anche il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo”.

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L’amore nel Vangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Lettera al direttore Giorgio Israel sul settimanale Tempi (n. 44 – 4 novembre), in un articolo dove esprime qualche riserva nei riguardi di coloro che, sostenendo l’opportunità di ricostruire un rapporto tra Occidente e Islam,  vedono positivamente l’introduzione nella scuola dell’ora di religione islamica, scrive: “Si possono apprezzare le buone intenzioni che animano queste affermazioni – volersi bene è sempre una bella cosa, purché l’amore sia ricambiato – ma non bisogna esagerare”. L’inciso mette bene in evidenza la novità del concetto dell’amore nel Vangelo, rispetto a quello espresso dall’Antico Testamento. Secondo il Vangelo, voler bene è una bella cosa anche se l’amore non è ricambiato. Anzi, Gesù arriva a parlare così: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici…E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (cf Mt 5,43-48). Ora, amare i nemici non è cosa facile, e neppure essere perfetti, però nei limiti del possibile potremmo anche sforzarci di non imitare il cattivo comportamento altrui, e dare il buon esempio.

(Veronica Tussi)

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Sisal e Win for life

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Roma, 23 Settembre 2009. 4.000 euro netti al mese per 20 anni. E’ quanto promette il nuovo gioco “Win for life” lanciato da Sisal. Insomma, si vince un buon stipendio per una parte consistente della vita. Attenzione, pero’, perche’ la vincita non e’ adeguata all’inflazione e, quindi, nel tempo il tesoretto mensile sara’ eroso. Quanto? Ipotizzando una inflazione media al 2,5%  cio’ comportera’ il dimezzamento della rendita al termine dei 20 anni, vale a dire non piu’ 4.000 euro ma 2.000 euro. Dopo 10 anni  il “vitalizio” sara’ eroso del 25% ovvero si percepiranno 3.000 euro il che, ovviamente, costituisce sempre una buona entrata. Positiva la decisione di destinare il 23% degli introiti alla raccolta fondi per aiutare le popolazioni terremotate. Sarebbe utile conoscere come saranno spesi i soldi incassati. Siamo diffidenti perche’ di buone intenzioni e’ lastricata la via dell’inferno e le tasse di scopo spesso si sono perse nel mare magnum dei tributi generici, infatti, stiamo ancora pagando la guerra di Abissinia (Etiopia) del 1936 con una addizionale sulla benzina. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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