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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘interazioni’

Interazioni tra farmaci ed Echinacea? No, grazie

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

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I preparati di Echinacea purpurea sono ampiamente utilizzati per la gestione di infezioni respiratorie superiori, spesso in combinazione con i farmaci convenzionali. In questo contesto, i costituenti fitochimici di E. purpurea possono potenzialmente interagire con altri composti, ad esempio attraverso i trasportatori di efflusso ABCB1 e ABCG2. Lo scopo dello studio di Awortwe et al (2021) è stato proprio quello di valutare l’impatto dei derivati dell’acido caffeico (acido cicorico ed echinacoside) e dei tetraeni (24 ore di esposizione a tre diverse concentrazioni dei vari composti 1, 10 e 50 ug/mL), derivati da E. purpurea, sui livelli di mRNA e proteine e sull’attività di efflusso di ABCB1 e ABCG2, in due modelli di linee cellulari intestinali (Caco-2) ed epatiche (HepG2). L’acido cicorico non ha mostrato alcun effetto citotossico fino alla concentrazione di 500 ug/mL, mentre i valori EC20 dei tetraeni (45,0±3,0 ug/mL in cellule Caco-2 e 28,0±4,3 ug/mL in cellule HepG2) ed echinacoside (52,0±4,0 ug/mL e 62,0±9,9 ug/mL) hanno messo in luce una tossicità concentrazione-dipendente. Comunque, gli autori sottolineano come la probabile concentrazione fisiologica di tetraeni (che sono i fitocomposti di E. purpurea maggiormente biodisponibili data la loro natura lipofila), in seguito alla somministrazione di diverse preparazioni di E. purpurea, sia stata stimata tra 0,28 e 14,8 ug/mL (a partire dalla somministrazione orale di prodotti commerciali di E. purpurea con un contenuto tra 0.04 e 18.8 mg/g di peso secco). Nessuno dei composti studiati ha significativamente modificato i livelli proteici di ABCG2, mentre sono stati in grado di indurre moderatamente la produzione di ABCB1, in entrambi i modelli cellulari. Considerando le possibili concentrazioni fisiologiche, i derivati dell’acido cicorico non sarebbero in grado di inibire o attivare ABCB1 e ABCG2 a una concentrazione simili all’EC20 sia negli enterociti che nelle cellule epatiche; i tetraeni, al contrario, potrebbero indurre ABCB1. Il saggio di trasporto bidirezionale sia per ABCB1 che per ABCG2 non ha mostrato alcun effetto sull’attività delle due pompe di efflusso da parte dei fitocomposti quando testati a concentrazioni non rilevanti clinicamente. Quindi, questo studio in vitro mostra una possibile induzione dell’espressione di ABCB1 da parte dei tetraeni di E. purpurea, ma non un effetto sull’attività del trasportatore tale da causare interazioni farmacologiche. Tuttavia, occorre considerare che ci sono altre preparazioni di E. purpurea che contengono quantità di fitocomposti superiori a quelle studiate nel presente lavoro. Inoltre, ci sono altri fattori, come la predisposizione genetica, che possono contribuire all’insorgenza di interazioni farmacologiche. (fonte: Fitoterapia33)

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In uno studio dell’Ateneo, le conseguenze del coronavirus sulle interazioni sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

Parma. La pandemia da COVID-19 ha inevitabilmente e profondamente cambiato la natura delle nostre interazioni quotidiane. Questo è vero non solo a causa del distanziamento sociale, ma anche dei dispositivi di protezione individuale che siamo tenuti ad indossare. Si tratta di misure necessarie e imprescindibili per contrastare la trasmissione del contagio, ma come influenzano il riconoscimento delle emozioni altrui? Se naso e bocca sono coperti da una mascherina o da una sciarpa riconosceremo ugualmente le emozioni delle persone vicine a noi? Il tipo di dispositivo di protezione modula il nostro desiderio di distanziarci fisicamente e socialmente dagli altri? Esistono differenze in queste risposte tra femmine e maschi? Lo studio, condotto in Italia nel maggio scorso da Marta Calbi, assegnista di ricerca dell’Università di Parma nel Laboratorio di Neuroscienze Cognitive Sociali del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, e pubblicato su Nature Scientific Reports, si è posto l’obiettivo di rispondere a queste domande. I risultati mostrano che i partecipanti riconoscono le emozioni di felicità e rabbia anche quando i volti sono parzialmente coperti.In un contesto di pandemia, l’uso di un dispositivo di protezione appropriato ed efficace (mascherina) porta le persone a ridurre la distanza reciproca, promuovendo così la relazione interpersonale. Femmine e maschi, però, si comportano diversamente: mentre le prime scelgono quanta distanza tenere dall’altra persona sulla base dell’emozione vista, i secondi scelgono la distanza secondo il tipo di dispositivo indossato dall’altra persona, riducendola per il dispositivo più efficace. Lo studio ha inoltre mostrato una correlazione tra la paura del virus COVID-19 e tratti di personalità, mettendo in evidenza l’impatto del virus sul nostro benessere psicofisico.

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La scienza delle interazioni umane

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

di Paolo Borzacchiello e Luca Mazzilli. L’acronimo è HCE, e sta per “Human Connections Engineering”. Il metodo HCE spiega come rapportarsi con la realtà che ci circonda sfruttando cinque tipi di intelligenza: strategica, comportamentale, ambientale, linguistica ed emotiva. È limitante infatti dire che le persone “comunicano”; le persone “interagiscono”.Se vogliamo interagire in modo efficace con noi stessi e con qualunque interlocutore dobbiamo superare le vecchie regole della comunicazione e affidarci allo studio scientifico di variabili come ambiente, stati d’animo, cocktail ormonali, neurosemantica, look, paradigmi cognitivi e così via. Soprattutto dobbiamo conoscere e studiare come queste variabili interagiscono le une con le altre.È questo il fulcro del nuovo libro “HCE. La scienza delle interazioni umane”, di Paolo Borzacchiello e Luca Mazzilli, il manuale che rivela le scoperte e le tecniche innovative di questa nuova scienza umana, che studia le variabili coinvolte in ogni interazione tra persone e le tecniche per influenzarle.Il testo – per la prima volta raccolto in un volume edito da Gribaudo e dal 4 giugno anche presente in edicola per un mese con Il Sole 24 Ore – è destinato a rivoluzionare qualsiasi approccio precedente e le modalità che utilizziamo per interagire – spesso inconsciamente – con noi stessi e con gli altri in ufficio, con i clienti o nella vita quotidiana. In ambito business, HCE rappresenta lo strumento più completo per gestire con successo qualsiasi negoziazione e trattativa commerciale.Insegna i segreti del profiling, l’approccio che viene usato anche nelle tecniche investigative, per conoscere la persona che si ha davanti e quindi poter interagirvi al meglio.Un libro dunque ambizioso, destinato a cambiare l’approccio alla comunicazione negli ambiti più diversi: in famiglia, al lavoro, persino nella dinamica di coppia.La prima parte del testo è teorica: spiega le cosiddette bias e le euristiche (cioè quei “pregiudizi” con cui spesso fraintendiamo persone e situazioni) e come possiamo migliorare la nostra percezione; spiega cosa sono il Decode, il Profile e l’Influence. Analizza i vari tipi di intelligenza: strategica, comportamentale, ambientale, linguistica, emotiva. La seconda parte analizza casi reali e mostra alcune tecniche di immediato utilizzo. La terza parte, infine, è “in azione”: grazie a test ed esercitazioni, il lettore potrà toccare con mano le potenzialità di questo metodo innovativo.
Paolo Borzacchiello è uno scrittore, consulente e imprenditore italiano. Divide la sua vita fra corsi di formazione sulle interazioni umane, consulenze per le più importanti aziende del mondo e speech che tiene ogni anno davanti a migliaia di persone. Autore di numerosi best seller legati al mondo della comunicazione e della PNL e di un romanzo di successo, è l’ideatore dell’innovativo metodo HCE, l’unico metodo esistente che codifica e aiuta a comprendere le relazioni umane mettendo in relazione i diversi tipi di intelligenza, con un forte contributo neuroscientifico.
Luca Mazzilli è un imprenditore seriale, un consulente del lavoro, un trainer, un programmatore, e ora anche uno scrittore. All’età di 27 anni aveva già contribuito ad avviare direttamente oltre 50 aziende. È ora e consulente strategico di centinaia di realtà nazionali e internazionali e co-creatore con Paolo Borzacchiello di HCE e supervisiona lo sviluppo del modello.
Per acquistare il libro online: http://offerte.ilsole24ore.com/scienzainterazioniumane Titolo: HCE. La scienza delle interazioni umane Autore: Paolo Borzacchiello 200 pagine In edicola per un mese a partire da giovedì 4 giugno 2020 12,90€ + il prezzo del quotidiano

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Interazioni tra farmaci, Corsini: attenzione all’autoprescrizione. Fondamentale inquadrare il paziente

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

L’invecchiamento della società comporta inevitabilmente l’aumento di soggetti anziani sottoposti a polifarmacoterapia per la gestione di patologie croniche. Alcuni anziani arrivano a prendere tra i 10 e i 15 farmaci al giorno e l’area cardiologica è una di quelle più rilevanti da questo punto di vista. È a partire da queste premesse che l’Informatore Farmaceutico Codifa ha realizzato una raccolta ragionata di tutte le interazioni note dei farmaci dell’area cardiologica, organizzate per via di somministrazione, livello di rilevanza clinica e relativo dettaglio delle conseguenze e raccomandazioni. Doctor33 ha intervistato il prof Alberto Corsini, Direttore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari (DiSFeB) dell’Università degli Studi di Milano, che collabora attivamente con la banca dati Codifa, per fare il punto sul fenomeno e dare alcuni consigli pratici ai medici. «Il problema delle interazioni» esordisce il farmacologo «è un problema ben consolidato. È da più di trent’anni che se ne parla e abbiamo raccolto diverse osservazioni epidemiologiche sul tema. Si tratta di una delle cause più rilevanti di morte nei paesi industrializzati, dove occupa tra la quarta e la sesta posizione perché l’uso improprio dei farmaci porta a eventi avversi e anche letali. Si parla di oltre un milione di pazienti ricoverati all’anno, tra i 150 e 200mila morti negli Usa dove i dati sono ben consolidati per un impiego scorretto dei farmaci. Un terzo di questi eventi è legato a politerapia» continua il farmacologo «problema che negli ultimi 15 20 anni grazie a alle conoscenze ottenute sui meccanismi coinvolti nell’iter del farmaco nell’organismo ci ha permesso di avere visione sia qualitativa che quantitativa del fenomeno. Siamo in grado di prevedere quando si verifica l’interazione, prevenirla e proporre strategie terapeutiche al clinico, perché a sua volta proponga farmaci con più sicurezza ed efficacia. Il discorso vale per i farmaci ma anche per prodotti alimentari o erboristici».
Il paziente anziano è il principale target come conferma Corsini «perché è politrattato e riceve da 4 a 6 farmaci prescritti dal medico. Si tratta del 20% circa della popolazione ma utilizza il 70% dei farmaci, grazie ai quali l’aspettativa di vita è cresciuta» E l’area cardiovascolare è tra quelle che spiccano perché facilmente dopo i 50 anni almeno un fattore di rischio cardiovascolare si profila e in quest’ambito ci sono un “pacchetto” di farmaci, antiaggreganti, anticoagulanti e statine, che hanno permesso al paziente di avere una vita migliore come lunghezza e stile di vita». Al numero di farmaci che il paziente assume si aggiunge anche un altro aspetto che il Direttore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’ateneo milanese mette in evidenza, ossia l’uso di integratori non prescritti, innocui ma potenzialmente pericolosi. «Con l’automedicazione» conferma «si arriva fino a 10 farmaci con la complicazione che il paziente spesso non è aderente alla prescrizione dei farmaci cardiovascolari, rimborsati da Ssn, mentre lo è con gli “unnecessary drugs, spesso inappropriati perché non prescritti ma a pagamento. L’adesione al trattamento in ambito cardiovascolare» sottolinea Corsini «si aggira attorno al 30-40%, con i rischi che ne conseguono». Al quadro già complesso si aggiunge il fatto che ci sono una serie di variabili interferenti nella real life e su 100 pazienti che possono avere un’interazione la manifestano solo 10. Ma quali sono le variabili? «Si va dalla componente genetica all’alimentazione, dall’alcol al fumo fino agli stili di vita. Sono diverse le problematiche da inquadrare per il medico» spiega Corsini. «Diventa necessaria una personalizzazione dell’approccio. Oltretutto il paziente anziano anche quando sta bene ha minore funzionalità renale, epatica e cardiaca e si riduce l’azione degli organi».Le conoscenze su come l’organismo risponde ai farmaci, d’altro canto, sono maggiori. «Oggi» conferma Corsini «sappiamo che il 70% delle interazioni sono su base farmacocinetica, la base farmacodinamica è ormai consolidata». Ci può fare un esempio? «Penso a un paziente ipotiroideo che prende un farmaco per la tiroide e un integratore multivitaminico per avere più forza. Ma l’integratore inibisce l’assorbimento del farmaco, quindi l’effetto è su base farmacocinetica. Ma gli esempi possono essere molti altri. Dall’uso di integratori salini in un paziente in terapia per osteoporosi con rischio di effetto chelante e conseguente mancato assorbimento del farmaco o un altro effetto frequentemente ignorato è quello del cibo». Osservazioni semplici ma non così note, sottolinea il farmacologo. «Sono tante le raccomandazioni che il medico di famiglia può fare al paziente relativamente all’assunzione del farmaco, a condizione di esserne a conoscenza. Lo scenario è complesso» conclude Corsini. «Fondamentale è inquadrare il paziente e personalizzare l’approccio con un occhio di riguardo all’eventuale autoprescrizione. Il paziente ha una sua storia e come tale va gestito. Può essere che con l’assunzione di dieci farmaci non succeda nulla e l’aggiunta di un altro principio attivo scateni il problema». (Marco Malagutti fonte doctor33)

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Antibiotici e inibitori di pompa, possibili interazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

heart electrocardiogrammIl trattamento combinato con l’antibiotico ceftriaxone e l’inibitore della pompa protonica lansoprazolo può portare a un aumento del rischio di aritmie indotte da farmaci, secondo i risultati di uno studio pubblicato sul Journal of American College of Cardiology. Gli autori, coordinati da Nick Tatonetti, professore associato di informatica biomedica alla Columbia University di New York, utilizzando un algoritmo combinato che prevedeva l’analisi degli eventi avversi da farmaci e delle cartelle cliniche elettroniche dei pazienti, supportato dalla successiva conferma mediante analisi di laboratorio, hanno scoperto che i pazienti trattati con entrambi i farmaci avevano un significativo aumento della frequenza della sindrome del QT lungo (Lqts), una condizione potenzialmente fatale, rispetto a quelli che avevano ricevuto solo l’uno o l’altro dei due medicinali. Per arrivare a questa conclusioni, il team di ricerca ha analizzato un database di 1,8 milioni di segnalazioni di eventi avversi raccolti dalla US Food and Drug Administration con un algoritmo simile a quelli usati da aziende come Google e Facebook per indirizzare agli utenti pubblicità personalizzate. Così facendo i ricercatori hanno scoperto l’associazione tra ceftriaxone, lansoprazolo e Lqts in entrambi i generi: il Qt lungo variava da una media di 12 millisecondi negli uomini e 9 millesecondi nelle donne. Da un’ulteriore stratificazione per etnia è emerso che l’effetto era maggiore negli uomini bianchi e nelle donne nere, con un prolungamento medio di 12 millisecondi in entrambi i gruppi. «Presi singolarmente, entrambi i farmaci soddisfano ampiamente i requisiti normativi di sicurezza per l’approvazione, ma data la misura in cui sono stati in grado di bloccare il canale hERG, sarebbe improbabile che venissero approvati in associazione» commenta Tatonetti, spiegando che la principale causa della Lqts è appunto una disfunzione del canale hERG, indispensabile per la normale attività elettrica del muscolo cardiaco, che resta aperto per troppo poco tempo. «L’interazione tra ceftriaxone e lansoprazolo necessita di ulteriori approfondimenti» concludono gli autori. (fonte: farmacista33) (foto: cuore stilizzato)

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Giochi mondiali della pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Roma 13 novembre, h. 11.30 Spazio Europa – Via IV Novembre 149 Conferenza Stampa con la presenza del Presidente Fondatore Yves Angelloz e del Presidente Nazionale AIG Vanni Cecchinelli,  Vi parteciperanno tutti gli organismi coinvolti e gli studenti dell´Incontro Culturale Erasmus 2010, provenienti dall´Italia e da numerosi Paesi esteri. Durante l´incontro sarà presentato anche il “Progetto Interazioni”  che si propone di mettere in contatto i giovani per lo scambio di informazioni di viaggio, curiosità, servizi low-cost e molto altro ancora attraverso l´assistenza di Guide Virtuali che accompagneranno ragazzi e ragazze nella programmazione dei propri  viaggi e nella ricerca di contatti e news.  Il mezzo sarà prevalentemente rappresentato dal sito http://www.interagiamo.org (che verrà messo on-line in occasione della presentazione). “Interazioni” è un Progetto dell´AIG, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero della Gioventù.
I Giochi si svolgeranno Sabato 11 e Domenica 12  Dicembre a Roma presso l´Atlantico Live, in Viale dell´Oceano Atlantico 271/d, dalle 10,00 alle 24,00, preceduti da una Cerimonia di Apertura che prevede l´arrivo a Roma della bandiera – simbolo dei Giochi – e lo scambio della stessa tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, ed una spettacolare esibizione di ginnastica artistica e ritmica con la partecipazione straordinaria di Laura Vernizzi, campionessa del mondo 2005 e medaglia d´argento alle Olimpiadi di Atene; mentre una specialissima “anteprima” avrà luogo Mercoledì 8 Dicembre alle 11,30 con la “Partita della Pace”: un incontro di calcio a 5 organizzato appositamente dalla Nazionale Attori.

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Il Campania Teatro Festival Italia continua

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

Napoli 28, 29 e 30 luglio, alle ore 21,  presso Città della Scienza (via Coroglio 104 -) andrà in scena Il Caos del Cinque,  ideato e diretto da Emma Cianchi, e con le videocreazioni di Gilles Dubroc. Suggestivo l’utilizzo dello spazio all’interno di Città della Scienza. La regista ha, infatti, ideato un ambiente che si sviluppa attraverso quattro stanze disposte lungo un percorso che disegna la sezione aurea e che conduce poi in una “quinta” stanza dove è situato il palcoscenico.
Le videocreazioni di Gilles Dubroca saranno messe in relazione ai movimenti sviluppati dai danzatori attraverso sensori ottici. Il rapporto tra le interazioni video e i movimenti corporei verrà sottolineato da una partitura musicale selezionata o, in alcuni casi, appositamente composta seguendo i principi matematici che hanno ispirato il progetto.

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A cena con delitto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Roma, Teatro Ghione Via delle Fornaci 37 Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 17,00. Giallo interattivo Scritto e diretto da Raffaele Castria “Dopo anni di richieste del pubblico e di riflessioni, nelle stagioni scorse, ci siamo decisi a mettere in scena un giallo interattivo. Ovvero uno spettacolo in cui è prevista la partecipazione dello spettatore. Il successo di Cluedos, ha superato perfino i sogni più arditi. 12 settimane al nostro Teatro e due settimane al Teatro Ghione di tutto esaurito. Per questo si è deciso di farne un altro, completamente nuovo, “A Cena Col Delitto, Giallo Interattivo”. Il giallo interattivo è un genere da anni in voga nei paesi anglosassoni, sempre precursori, e che comincia ad affacciarsi anche nel panorama nostrano. Le modalità classiche di interazione sono molteplici, visto che Cluedos richiedeva al pubblico di indagare su mistero, nel nuovo giallo gli spettatori  interverranno sulla drammaturgia, proponendo essi stessi una soluzione dell’intrigo. Ne è uscito uno spettacolo pieno di mistero, suspence e umorismo, godibile anche ad uno spettatore che voglia solo assistere, in cui non solo i detective, coi loro tic e il loro geniale egoismo, ma il giallo stesso, come genere, sono sottoposti a una spietata ironia. I più grandi detective del mondo, Hercule Poirot, Charlie Chan, Philip Marlowe e Nick e Nora Charles, sono prigionieri, in un castello sperduto nella brughiera inglese, di un misterioso personaggio che annuncia che uno di loro sarà assassinato durante la notte. Chi e perché?  Un enigma intricato carico di colpi di scena e di situazioni esilaranti, di cui lo spettatore avrà il piacere sopraffino di scrivere ogni sera l’epilogo, interpretando l’evolversi della vicenda e gli indizi disseminati, tra brividi, sussulti e risate”. (Raffaele Castria) Costo biglietti, € 22,00 platea intero, € 18,00 platea ridotto, € 18,00 galleria, galleria ridotto € 16,00 (più €2  di prevendita). (cena con delitto)

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