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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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La Federazione italiana editori giornali ribadisce l’interesse degli editori per la rete di vendita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 gennaio 2019

Considera le edicole uno strumento indispensabile ed insostituibile per la diffusione della stampa nel nostro Paese.Gli editori italiani ritengono necessario il ruolo e la funzione delle edicole, anche come presidio territoriale con compiti di servizio pubblico e nuove utilità per il territorio. Sono, pertanto, impegnati a tutti i livelli nella promozione di iniziative per favorire tale rinnovamento e per sostenere l’attività dei punti vendita e, con essa, la maggiore diffusione dei quotidiani e dei periodici.In questa prospettiva, la Fieg ribadisce la propria disponibilità a continuare gli incontri con i rappresentanti degli edicolanti a condizione che siano rispettate le regole di un corretto confronto, senza ulteriori iniziative unilaterali che non potranno che ritardare la discussione tra le parti e, di conseguenza, le possibili soluzioni ai problemi del settore.

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Banche: Busin (LN), no ad un governo incapace di difendere interesse nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

BANCA

“In questo quadro drammatico gli unici a pagare le conseguenze sono stati i risparmiatori che dal 2013 hanno perso 30 mld dei loro risparmi. Risparmiatori truffati da dirigenti mai chiamati a rispondere delle loro responsabilità. E la risposta del governo è stata intempestiva, estemporanea e senza una strategia economica mirata. Prova ne sono il fallimento di provvedimenti come il decreto sulle banche popolari, il salva banche o la riforma degli istituti di credito cooperativo e l’ultimo Dl sulle procedure esecutive. Palliativi inutili e costosi come la creazione la del Fondo Atlante che ha già bruciato più di 4 mld. E’ inutile continuare a immettere capitale se alla base manca la fiducia nel sistema e se il governo non è in grado di opporsi ai diktat della Commissione europea che ha condannato a morte nostro sistema di credito e il sistema produttivo con parametri impossibili da rispettare in una corsa senza fine agli aumenti di capitale che portano all’inevitabile default. Decreti come questo sono inutili e non risolutivi. Per questo la Lega vota no all’azione di un governo incompetente, intempestivo e incapace di difendere l’interesse nazionale”. Così in dichiarazione di voto Filippo Busin, vicepresidente alla Camera della Lega Nord.

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Gli argomenti che non interessano gli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

meloni«A 64 giorni dalla bocciatura al referendum del Governo Renzi e delle politiche della sinistra, nel Palazzo si continua a parlare di temi che non interessano minimamente gli italiani, come la legge elettorale e i premi di maggioranza. Chi continua a perdere tempo e cerca l’inciucio per non andare a votare non sta facendo gli interessi del popolo. Fratelli d’Italia continua a chiedere elezioni subito per dare all’Italia un governo che si occupi delle vere priorità nazionali: difesa dei confini, sicurezza, certezza della pena, lotta all’integralismo islamico, rapporto con l’Europa, contrasto alla povertà e sostegno alla famiglia». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Cresce ancora l’interesse all’estero per i libri per bambini e la narrativa

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_L’editoria italiana diventa sempre più internazionale nella sua capacità di affermare autori e titoli, ormai non più solo nel settore Bambini e Ragazzi, ma anche nella Narrativa. E questo mentre diminuisce nel 2016 il numero di titoli per cui sono stati acquistati i diritti da case editrici straniere.
E’ quanto emerge dalla ricerca sull’import/export dei diritti realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per conto dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’11 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’EUR.
Una fotografia su come le case editrici italiane si muovono in ambito internazionale, e che evidenzia che nel 2016 hanno venduto all’estero i diritti di 6.229 titoli (+5,3% sul 2015) e ne hanno acquistati 10.169 (-4,8% sul 2015).
Per dimostrare l’influenza dell’export basti pensare che i titoli venduti nel 2016 rappresentano il 9,5% delle novità pubblicate mentre nel 2011 erano il 3,2%.
Quali sono i generi più venduti? L’export dei diritti italiani si basa soprattutto sui libri per Bambini (37,9%, +13,5% sul 2015) e sulla Narrativa (35,4%, +4,3 sul 2015).
E quelli più acquistati? L’attenzione degli editori italiani si concentra sulla Narrativa che occupa il 34,8% (-1,7% sul 2015) degli acquisti dei diritti. La crescita maggiore è degli Illustrati che rappresentano il 3,3%, +10,2% rispetto al 2015.
Dove? Cambiano i paesi di riferimento in cui si esporta l’editoria italiana. Mentre l’Europa si conferma il mercato tradizionale delle vendite con il 59,2% (+23,1% sul 2015), a crescere maggiormente sono il Medio Oriente (4,3%, +77,9% sul 2015) e i paesi africani che con lo 0,6% sono in aumento del +30% sul 2015.
E da dove? L’Europa continua a essere il principale paese da cui si acquistano i diritti. Rappresenta il 54,4% dei titoli acquistati ed è sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Il secondo è il Nord America con il 28,5 % di quota e una crescita del 23,6% sul 2015. Si nota anche un interesse (numericamente ancora piccolo ma culturalmente rilevante) verso i paesi e le editorie africane: rappresentano appena lo 0,1% ma con un +37% sul 2015.
In generale l’Osservatorio realizzato da AIE e ICE Agenzia conferma la capacità degli editori italiani di offrire autori, generi diversi ai loro colleghi stranieri e di esplorare letterature e mercati nuovi rispetto a quelli europei, più tradizionali.
E i piccoli? Comprano più diritti all’estero di quelli che vendono, anche per la naturale necessità in fase di avvio di crearsi un catalogo importante. Cresce però (e più della media) la loro capacità di vendere all’estero (anche come probabile effetto traino che negli anni scorso hanno fatto alcuni marchi editoriali). L’export dei diritti raggiunge il 15,3% (+13,8% sul 2015) mentre l’acquisto dei diritti è il 45,9% (+18,1% sul 2015).
Quest’anno la ricerca si integra di un osservatorio sulle coedizioni, che costituisce un altro tassello importante dei processi di internazionalizzazione dell’editoria italiana. Nel 2016 sono state 1.075 le coedizioni realizzate con gli editori stranieri. Due i generi che si impongono: quello dei Bambini e Ragazzi (57,7%) e quello degli gli Illustrati (18,5%). Due settori i cui costi di produzione possono essere abbattuti quando uno stesso titolo (o una collana) viene realizzato da più partner internazionali in modo da contenere i prezzi di copertina di prodotti in cui il «colore» e la qualità della carta incide in maniera significativa sui costi di produzione.
“L’Osservatorio – ha commentato Gianni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE – conferma le tendenze di lungo periodo dell’editoria italiana: crescente capacità di proporre autori, generi e tipologie editoriali diverse a editori e mercati stranieri; capacità di proporsi verso paesi e mercati che non sono più solo quelli tradizionali. In questo ruolo ICE-Agenzia ha mostrato le ricche opportunità di rapporto tra pubblico e privato e sembra che anche la regione Lazio si stia muovendo su traiettorie analoghe, valorizzate e imitate da altri soggetti pubblici”.
L’attenzione per l’internalizzazione dell’editoria italiana, da tempo sostenuta da ICE- Agenzia, si è rafforzata.
“L’ICE-Agenzia ha da sempre creduto alle potenzialità della piccola e media editoria italiana, sostenendo Più Libri Più Liberi sin dalla sua prima edizione – ha commentato Ferdinando Fiore, Dirigente dell’Ufficio Beni di Consumo di ICE-Agenzia-. Con questo obiettivo, in stretta collaborazione con l’AIE, è alla ricerca costante di nuovi mercati; nel 2016 infatti siamo stati Paese ospite d’onore alla Fiera internazionale del Libro di Abu Dhabi e per il 2017 saremo Paese ospite d’onore alla Fiera internazionale del libro di Teheran”.

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Al sud serve l’agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2015

agricolturaI dati dello Svimez hanno evidenziato il collasso del Mezzogiorno italiano causato dal menefreghismo, dalla superficialità e dall’incompetenza mostrata in questi anni da Regioni ed esecutivi. Ma quel che sbalordisce di più – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è il finto stupore dei nostri politici nel commentare quanto dovrebbe essere ovvio: il Sud è stato abbandonato nel cassetto delle promesse insieme a tanti altri temi. Eppure – continua Tiso – il patrimonio enogastronimico meridionale, la sua biodiversità e la sua ricchezza paesaggistica indicano con chiarezza e senza difficoltà il percorso da seguire: quello agricolo.
Nonostante sia tutto così evidente però – continua Tiso – c’è chi ancora oggi propone ricette industriali sullo stile di quelle di Taranto; nonché quindi, se possibile, di cercare di peggiorare la situazione del Sud Italia e dei suoi abitanti.
Quel che chiediamo al governo, ed in particolare al ministro Guidi che ha appena annunciato un “Piano Marshall” per il Sud di 80 miliardi di euro, è di ragionare sulla multifunzionalità del settore agricolo e sul beneficio reciproco che il primario e il Sud potrebbero ricevere l’uno dall’altro. Almeno per una volta – conclude Tiso – vorremmo avere l’illusione che l’esecutivo stia lavorando nell’interesse degli italiani e non solo per quello di qualche interesse particolare.

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Conflitto d’interesse: regole

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2015

palazzo chigi«La nuova priorità del Governo Renzi è la legge sul conflitto di interessi. Traduco: l’Esecutivo fa qualsiasi cosa pur di non occuparsi dei problemi reali degli italiani. Ma se proprio vogliono fare questa legge, Fratelli d’Italia ha dei contributi da dare: 1. Non è consentito a un sindaco nominare in aziende comunali un amico che gli ha pagato per anni l’affitto di casa; 2. L’azienda di famiglia di un sindaco non può prendere prestiti tramite fondi di garanzia garantiti da strutture pubbliche collegate con il sindaco stesso e non le è consentito non restituire il prestito. 3. Non è consentito a un presidente di provincia farsi pagare dallo Stato i contributi previdenziali di un contratto fatto con la propria azienda di famiglia e firmato pochi giorni prima la propria nomina; 4. Non è consentito mettere a capo del ministero che vigila sul patrimonio cooperativo chi è stato a capo del mondo cooperativo; 5. Non è consentito ai ministri fare provvedimenti che agevolino le banche dove lavorano i propri familiari; 6. Non è consentito affidare lo sviluppo economico della Nazione a chi possiede colossi aziendali che lavorano con realtà industriali pubbliche; 7. Non è consentito dare in affidamento diretto la gestione della ristorazione ai finanziatori del premier in eventi pagati con soldi pubblici; 8.Non è consentito fare condoni miliardari a società che finanziano membri del Governo o fondazioni politiche a questi collegate; 9. Non è consentito al premier nominare nei Consigli di amministrazione delle grandi aziende pubbliche i membri e i sostenitori della fondazione con la quale raccoglie i fondi per le sue campagne elettorali; 10. Non è consentito proporre alla nomina di Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica italiana i finanzieri amici e sponsor del premier, a maggior ragione quando le loro attività dovessero avere sede in un paradiso fiscale. Questi sono solo i primi contributi che Fratelli d’Italia darà alla legge sul conflitto di interessi. Ma la lista di emendamenti sarà molto, molto più lunga». È quanto scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un editoriale pubblicato da “Il Fatto Quotidiano”.

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Tassi d’interesse in salita ma moderata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 ottobre 2014

tassi interesseIn occasione dell’Investor Day, organizzato da Legg Mason a New York i CIO del Gruppo hanno discusso delle sorti dei mercati mondiali nel breve e lungo periodo, in due tavole rotonde moderate da Consuelo Mack of WealthTrack. L’argomento cardine: dove investire in un contesto di rialzo dei tassi d’interesse.“La strada verso il rialzo dei tassi è ancora lunga”, ha dichiarato Ken Leech, CIO di Western Asset, una delle società di gestione degli investimenti obbligazionari più grandi e importanti del mondo. Vale a dire un periodo ipoteticamente compreso tra i 18 e i 24 mesi. Leech ha aggiunto che cinque anni fa nessuno avrebbe potuto prevedere gli attuali sviluppi sui mercati globali. La complessità della situazione renderà arduo per la Federal Reserve USA mettere in atto la preannunciata intenzione di rialzare i tassi nel breve periodo. “Le autorità di politica monetaria avranno bisogno di parecchio tempo prima di cambiare direzione”, ha affermato Leech. Per questa e altre ragioni, “siamo attirati dalla parte lunga della curva USA”. Si è inoltre dimostrato ottimista sui titoli corporate per gli investimenti globali, dove persiste un divario di valutazione. Leech prevede una crescita delle strategie obbligazionarie di tipo unconstrained, le quali offrono agli investitori la possibilità di accedere a uno svariato numero di prodotti e aree geografiche diverse.“Abbiamo adottato una posizione lunga sui bond statunitensi trentennali negli ultimi nove mesi”, ha commentato David Hoffman di Brandywine Global, altra boutique di Legg Mason specializzata negli investimenti value del segmento obbligazionario e azionario. “Il rischio più grave è che la Fed non faccia quello che dovrebbe”, ha sottolineato.“Quest’anno si è rivelato decisamente migliore di quanto ci aspettassimo e il prossimo non dovrebbe essere diverso”. Hoffman è stato più aggressivo sui mercati emergenti e ha evidenziato l’importanza del segmento obbligazionario messicano.A questi commenti hanno fatto eco le dichiarazioni di Isaac Souede, CIO di Permal, una delle più storiche società di asset management su vasta scala, con oltre 40 anni di esperienza nel settore.“La duplice missione della Fed riguarda la crescita e l’inflazione”, ha dichiarato Souede. “Gli USA godono di una pausa sul secondo fronte”, a suo avviso riconducibile ai trend globali. “La Cina attraversa una fase di rallentamento secolare di lungo periodo e il sensibile rafforzamento del dollaro rappresenta un fattore deflazionistico per gli USA. Assisteremo di certo a un rialzo dei tassi d’interesse ma ad un ritmo decisamente moderato”.
Souede ha sollevato un argomento che è ormai diventato una preoccupazione diffusa: “La produttività aumenterà insieme ai salari?”. Interrogato su quelle che sono le sue previsioni in merito, si è dichiarato ottimista.“Le misure adottate dai policymaker hanno mantenuto bassa la volatilità”, ha detto Souede. Il CIO di Permal è persuaso che i mercati maturi privilegeranno gli investimenti event-driven e le operazioni di M&A. Si è inoltre detto convinto che l’atteso rialzo dei tassi provocherà negli USA un’accelerazione delle operazioni di fusione e acquisizione durante i prossimi 12-24 mesi, con i tassi ancora così bassi. Ottimo il potenziale anche per operazioni di arbitraggio, ristrutturazioni e conseguente attivismo degli investitori volto a migliorare l’efficienza delle aziende.Per ciò che concerne i mercati emergenti, il consiglio è quello di “investire nelle società che vanno nella stessa direzione intrapresa dai rispettivi governi”. Il Messico sta facendo bene, il Brasile è in calo, ma non ci sono evidenti segnali di “schiuma” sui mercati. “A livello globale, gli investitori hanno dato prova di maggiore prudenza di quanto non si crederebbe”, ha commentato Souede.“Sono moderatamente ottimista riguardo agli sviluppi futuri”, ha concluso Scott Glasser di ClearBridge Investments, le cui strategie azionarie core si distinguono per active share elevato, orientamento all’income e bassa volatilità. Ha nettamente escluso l’eventualità di un’altra recessione. “I mercati sono tornati alla normalità. Per l’indice S&P 500 è attesa una crescita tra il 6% e l’8%”.Secondo Glasser è difficile individuare nuovi titoli da acquistare, considerato anche il suo focus sulle large cap. Tuttavia, cercando con attenzione, è ancora possibile identificare le giuste opportunità d’investimento. Ha citato il settore della Tecnologia, in particolare il campo degli hardware; la Salute, soprattutto le assicurazioni; e l’Energia, anche se prima di considerare le opportunità presentate da quest’ultimo settore, Glasser preferisce attendere un clima di maggiore stabilità sui mercati delle commodity.Un altro aspetto degno di particolare nota è rappresentato dal potenziale aumento di efficienza all’interno delle aziende e Glasser segue con attenzione le mosse delle società e degli investitori attivisti. Ha infatti continuato a individuare interessanti opportunità di guadagno in aziende di qualità: “la qualità è diventata un figlio non amato”.“Non ci sembra di essere in presenza dell’esuberanza o dell’autocompiacimento che in genere conducono ad un tracollo”, ha affermato Rosemary Macedo, CIO di QS Investors, in accordo con le previsioni di Glasser. QS gestisce strategie multi-asset, strumenti alternativi liquidi, azionario e soluzioni customizzate nei mercati emergenti e sviluppati. “Gil investitori in titoli azionari stanno prezzando il rischio”, ha detto Macedo, sottolineando come sia possibile utilizzare strategie protettive di portfolio insurance per gestire il rischio senza dover sacrificare i rialzi”. “Esistono strumenti atti a incorporare sistematicamente crescita e protezione nei portafogli”, ha dichiarato. “Gli investitori stanno trovando altri modi per ottenere i benefici un tempo offerti dal segmento obbligazionario”. Il suo messaggio: “la miglior difesa è la diversificazione”. Un mercato in cui i tassi d’interesse stanno salendo, a prescindere dalla rapidità con cui avviene il movimento, dovrebbe dimostrarsi favorevole a quella tipologia di aziende di qualità small-cap seguite dal leggendario CIO Chuck Royce. La società fondata da quest’ultimo, la Royce Funds, è specializzata in portafogli di piccole società gestite con un rigoroso approccio value in un orizzonte temporale di lungo termine. Secondo Royce, molti dei provvedimenti adottati dalla Federal Reserve in questi ultimi anni “hanno avuto un impatto positivo sulle società a piccola capitalizzazione e, dunque, non possiamo lamentarci”. Tuttavia, l’allentamento quantitativo si è rivelato iniquamente vantaggioso per “le società di qualità inferiore”, grazie alla notevole disponibilità di risorse destinate ai finanziamenti, soprattutto di debito high-yield. “Il QE ha avuto profondi effetti sulla loro capacità di sopravvivere e prosperare. Le aziende di qualità sono rimaste svantaggiate in termini relativi, non avendo bisogno di rinsaldare i bilanci o ricevere obbligazioni high-yield”.Quale esempio di aziende di qualità che non hanno riportato il buon andamento atteso nel contesto attuale, ha menzionato Reliance Steel e Aluminum Co. A suo avviso, le small cap estere offrono maggiori opportunità di reddito, derivanti dalle diverse tipologie d’imprese familiari presenti sui mercati internazionali. Royce preferisce la volatilità, che afferma dovrebbe aumentare con il rialzo dei tassi d’interesse. Un cambiamento forse più lento di quanto atteso da alcuni osservatori ma che sicuramente non mancherà di verificarsi.“E’ la psicologia umana”, ha dichiarato Royce. “Un piccolo cambiamento del modo di pensare e subito si avrebbero previsioni di un cambiamento dei tassi d’interesse. Ciò darebbe ai tassi un ruolo di leadership sui mercati”.

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Nuovo sprint film Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2012

Roma Aurea

Roma Aurea (Photo credit: Giovy.it)

«Bene la nomina di Paolo Ferrari a presidente del festival del Film di Roma». Gli auguri di buon lavoro arrivano dal delegato al turismo di Roma Capitale Antonio Gazzellone. «La manifestazione è ormai ben radicata sulla scena internazionale – dichiara Gazzellone – Roma è sempre stata considerata una location privilegiata per le produzioni cinematografiche, un set a cielo aperto, amata da registi italiani quali Fellini, che vi girò La Dolce vita, e Roberto Rossellini che vi girò il toccante Roma città aperta, per citarne alcuni, ma anche americani come William Wyler che vi ambientò il suo Vacanze romane, fino a Franco Zeffirelli con il suo Omaggio a Roma». «Il cinema è stato sempre un traino incredibile per il turismo ed il cineturismo ha fatto la fortuna di molte località in tutto il mondo – aggiunge il delegato capitolino – Il festival del cinema è un appuntamento importante che accende i riflettori dell’interesse internazionale sulla Caput Mundi un’opportunità incredibile di ritorno di immagine per la città ed il turismo».

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Doctor Mag

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

Doctor Mag é il primo web magazine in campo medico che ci accompagna nel viaggio della ricerca attraverso gli occhi di chi ha fatto della sua vita una missione. L’innovazione é la chiave di tutto il progetto e rappresenta non solo lo sguardo verso il futuro, ma anche la costante osservazione del tempo in evoluzione e della genialitá delle idee che costituiscono una realtá parallela a cui poche persone guardano con attenzione. Doctor Mag offre ai suoi lettori la possibilitá di tenersi aggiornati sulle proprie aree di interesse, proponendosi al contempo come punto d’incontro e di dialogo tra le diverse discipline di ambito medico.

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Potere come responsabilità verso gli altri

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Da almeno 20 anni abbiamo assistito ad un notevole e inarrestabile imbarbarimento dei costumi. La politica non ha fatto eccezione, anche se ci saremmo aspettati, per lo meno, un tentativo nel cercare di contenere tale tendenza. Tanto per cominciare è stato stravolto il concetto di “potere” assunto dalle istituzioni e dai palazzi della politica poiché non si esercita più nell’interesse della collettività, ma si traduce invariabilmente per fini personali e clientelari. Quello che appare sempre più evidente è l’assenza di vergogna. Gli illeciti penali diventano bravate. Le violenze, atti di goliardia. Non mancano teen agers che si denudano e si mostrano in pose osé, via internet, come se si trattasse della cosa più naturale. Si sta perdendo il senso del limite. Qui non si tratta di alzare steccati moralistici e bacchettoni. Qui dobbiamo, concretamente, capire quali sono i nuovi limiti per un vivere comune rispettando certe regole. D’altra parte dovrebbe restare un punto fermo l’idea che la propria libertà finisce dove comincia quella degli altri. E si può essere liberi di fare certe cose ma non esserlo se si assumono incarichi pubblici poiché ciò che appare è sotto gli occhi di tutti e può diventare facile motivo d’imitazione. Come dire? Se l’ha fatto lui perché non dovrei farlo anch’io? Poi vi è un aspetto altrettanto grave come quello di attribuire la leicità di alcuni comportamenti. Penso a quanto ha detto al Teatro Dal Verme, Giuliano Ferrara a proposito dei fatti imputabili a Berlusconi e del suo rinvio a giudizio per concussione e favoreggiamento alla prostituzione minorile. Egli ritiene che la magistratura sulla circostanza confonda “le inclinazioni naturali con i reati”. Ferrara finge d’ignorare che le inclinazioni naturali, se fuori controllo, possono indurre a commettere reati. A mio parere, dal punto di vista morale (non legale!), quella del premier, che Veronica Lario ha definito malattia, e la figlia Barbara, debolezza, non può essere considerata una colpa, giacché prescinde dalla volontà, o meglio, è più forte della volontà. Il Cavaliere, in qualche modo, è costretto ad avere contatti, non solo fisici, con giovani donne. La prova? Ce ne sono due. La prima è che se dipendesse dalla sua volontà, non si sarebbe mai messo nelle condizioni di dare un dispiacere alla famiglia, che ama profondamente, e disgusto agli italiani che pure ama profondamente. La seconda è che, pur essendo consapevole d’essere sotto l’occhio vigile dei magistrati, ha continuato a dare sfogo ai suoi desideri per les jeunes filles en fleur. Saverio Romano (Pid) nella trasmissione Ottoemezzo del 26 gennaio ha affermato che lui non vede nulla di male nel comportamento del suo Cavaliere, giacché non reca danno a nessuno, e che solo i comportamenti che nuocciono a qualcuno sono riprovevoli. Evidentemente Romano non ha mai sentito parlare di decoro, convenienza, dignità, senso della misura, sobrietà. E se si comportasse alla stessa maniera il Presidente della Repubblica? Ma a parte ciò, in realtà, le vicende del Cavaliere danneggiano eccome alla società, e soprattutto ai giovani ai quali trasmettono modelli di comportamento basati su falsi valori. E tutto questo significa una sola cosa: quello che spicca è l’assenza di vergogna. Abbiamo sollevato un altro tabù ai nostri veli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Chi ha paura dell’opinione pubblica?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

«Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri » Il progresso dilaga a velocità sempre maggiore, superando di gran lunga nel giro di pochi decenni il cammino compiuto di precedenti secoli e millenni… La stampa è l’unica a lavorare per il pubblico interesse. “L’interesse di tutti è l’interesse di nessuno”, ma questo non vale per il giornalista: esso è suo per adozione. Se non fosse per le sue attenzioni, quasi ogni riforma fallirebbe in partenza. Egli ricorda ai funzionari il loro dovere. Denuncia piani segreti di ladrocinio. Promuove ogni promettente progetto di sviluppo.
Avvicina tra loro le classi e le professioni, insegna loro ad agire di concerto sulla base del senso civico comune. La nostra Repubblica e la sua stampa progrediranno o cadranno insieme. Una stampa capace, animata da spirito civico, con un’intelligenza allenata a distinguere ciò che è giusto e ad avere il coraggio di realizzarlo, può preservare quella pubblica virtù senza la quale il governo del popolo non è che impostura e dileggio. Una stampa cinica, mercenaria, demagogica e corrotta a lungo andare renderà il popolo tanto ignobile quanto lo è essa stessa. Il potere di plasmare il futuro della Repubblica è nelle mani dei giornalisti delle future generazioni.” “Un’opinione pubblica ben informata è la nostra corte suprema. Perché a essa ci si può appellare contro le pubbliche ingiustizie, la corruzione, l’indifferenza popolare o gli orrori del governo”.
Joseph Pulitzer Famoso giornalista ed editore. A sua memoria e per sua volontà è stato istituito un premio, il Premio Pulitzer, il più importante nel campo giornalistico, assegnato per la prima volta nel 1917, secondo proprio le volontà lasciate dal giornalista stesso scomparso pochi anni prima. Leggere questi scritti del primo novecento è una esperienza veramente incredibile. La prima sensazione che si coglie, è quella di leggere il nostro presente, con una limpidezza eccezionale, quasi fossero scritti per noi, i posteri. Ma l’America non è l’Italia. In America le pubblicazioni di due liberi giornalisti hanno provocato le dimissioni di un presidente americano. In America, la Pubblica Opinione, sorretta da una libera informazione, controllano l’operato dei politici e dei governi. In Italia, questa definizione non è applicabile, e per molti motivi, taluni ben visibili, altri sommersi nella voluta confusione politica. La politica sembra pensare solo a farsi una banca, farsi un giornale, farsi una televisione, al fine di sottomettere l’opinione pubblica ed asservire il popolo sovrano.
Non sembrano esistere più magnati e potentati economici disposti a finanziare battaglie civili che non abbiano un ritorno immediato, che non soddisfino, un interesse personale o di parte. Almeno in Italia.
L’America, è un’altra cosa, questo lo abbiamo capito. Ma l’America ha inventato ARPAnet, un sistema di comunicazione e di condivisione di informazioni pensato inizialmente per un uso militare, e divenuto invece e clamorosamente, il più grande progetto civile di libertà umana: Internet. E’ questo il mondo dove trovano rifugio le libertà negate, le pubbliche opinioni vessate, le infomazioni celate. E’ questo il mondo da cui vi scrivo e dal quale voi leggete. Un mondo virtuale, affermano taluni. Ma non è più così, e da un bel pezzo. Le rivolte popolari nei paesi in grave crisi di libertà, partono tutte dal web, così come le iniziative spontanee popolari che, anche in Italia, riuniscono cittadini qualunque a protestare in una piazza che non è più virtuale, ma reale. Ai miei nuovi amici nel social network Facebook, uso sempre una frase di benvenuto, sempre la stessa: welcome, to the real world, tratta dal famoso film Matrix. Perchè il loro ingresso nel mio mondo, connota un nuovo mondo, più reale di quello reale, più umano di quello umano, più libero di quello cosiddetto libero. Ed è così che il virus benigno della libertà si espande, sempre sotto il cappello di iniziative socio-economiche americane come Facebook o Twitter. Tutto oggi passa attraverso il libero mondo del web: la televisione, la radio, i giornali, la politica, il mondo del lavoro. E questo fatto, non piace al potere che vive di potere, non piace a sistemi di potere corporativi organizzati in caste che provvedono al mantenimento del potere ad escludendum del popolo, dei cittadini. Ed è proprio come nel film Matrix, che si verifica come la realtà umana sia spesso parallela a quella quotidiana, ma non la medesima, ne la stessa. Ed è proprio come in quel film che, “agenti” contrastino l’emersione di questo mondo popolare, l’innovazione del cambiamento, la voglia di libertà, di benessere e di felicità che proviene dai popoli invece sottomessi da ordinamenti statuali non più rispondenti alle esigenze della persona umana. Agenti che contrastano la libera divulgazione delle informazioni, che condizionano le riforme, che sottomettono il popolo sovrano all’impero di una conservazione restaurativa di privilegi ad uso esclusivo dei già potenti, di ricchezze a godimento esclusivo dei già ricchi. Ed è la strana storia del nostro paese, scosso dai sussulti dello scandalo Tangentopoli, che fece emergere un mondo fatto di corruzione e di mafiosità impossibile, un sussulto popolare che apriva prospettive per un futuro diverso e migliore di quello. L’indignazione popolare che sollevò il sapere che un mondo profondamente corrotto e mafioso aveva governato nel silenzio generalizzato dell’informazione ufficiale, un mondo che lasciava aperte le porte solo a qualche film di denuncia e a null’altro. Ed è ancora l’informazione che oggi, ci narra di una corruzione tutt’altro che sconfitta, a tutti i livelli. Ed è ancora una indignazione popolare che emerge potente e urlante dal mondo del web, poichè ogni altra via è negata. Ed è ancora questa informazione libera a tratti ed a comando che impedisce ogni riforma ed ogni controllo sul governo della politica. Ed è questa “corte suprema” soppressa ed in gran parte pilotata ad impedire che l’opinione pubblica affermi il suo primato sul primato della politica, il suo primato sulla redistribuzione della ricchezza, il suo primato nel controllo sulla corruzione dilagante. La politica italiana ha costruito un incredibile postribolo di poltrone del potere, di condizionamento pesante nelle selezioni nel mondo del lavoro, compreso quello del giornalismo, al solo fine di “corrompere” il più gran numero possibile di soggetti che oltraggino l’indignazione popolare relegandola al ruolo di “sfogatoio pubblico” invece di moto popolare propositivo. La condivisione della corruzione parte dal basso, dalla selezione di ogni singolo posto di lavoro, di ogni singola poltrona o sediolina del potere. E se Tangentopoli esiste ancora, indiscussa ed imbattuta, lo dobbiamo proprio all’assenza di una corte suprema che esprima l’inesprimibile malessere popolare, che controlli l’incontrollabile potere pubblico deviato od abusato. Chiamatela come volete, chiamatelo Quarto Potere, chiamatela Corte Suprema, chiamatela mondo dell’informazione. Io so come chiamarla: il suo nome è libertà. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X)

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Sfumano investimenti miliardari in Libia

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2011

Con la scelta di appoggiare militarmente gli oppositori interni al Governo Gheddafi l’Italia sta perdendo le grosse opportunità garantite, fino a prima della guerra, dal sostanzioso interesse dei fondi sovrani libici nei confronti di ENI, Telecom e di altre nostre aziende” dice l’ing. Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere. “Acquisito il 4,23 del capitale Unicredit – continua –la Libia aveva manifestato un interesse crescente per diverse aziende italiane tra cui l’ ENI”. Citando in merito il rapporto dell’ICE, racconta: “Il 6 dicembre scorso una nota della Presidenza del Consiglio dei ministri aveva reso pubblico questo interesse:’ingresso della Libia in ENI con una quota di capitale rilevante era stato concordato con il governo italiano. L’obiettivo del Libyan Energy Fund, il fondo sovrano che avrebbe dovuto acquisire la partecipazione in ENI, era di giungere ad ottenere il 10% a fronte di un esborso di circa 6 miliardi di euro. Operazione vantaggiosa per entrambe le parti:la Libia avrebbe rafforzato i legami con un’azienda che estraeva nel paese 800 mila barili di petrolio al giorno (di cui 300 mila di esclusivo utilizzo dell’ENI) investendo parte dell’ingente liquidità accumulata con la vendita di greggio in una delle più redditizie imprese industriali italiane; l’ENI avrebbe consolidato i rapporti con un paese in cui è presente fin dalla fine degli anni ’50 con attività di grande valore strategico.La Libia rappresenta per l’ENI il primo paese di produzione su scala mondiale che lì, in prospettiva, aveva stimato investimenti per 15 miliardi di euro. Nel2010 l’ENI aveva concluso un accordo strategico con la società di Stato libica LNOC, che le ha consentito di prolungare fino al 2042 la durata dei suoi titoli minerari per l’estrazione di petrolio e fino al 2047 quelli per l’estrazione di gas. Il fondo libico sarebbe quindi diventato il secondo azionista dell’ENI dopo lo Stato italiano, che ne possiede il 30% ed esercita sul gruppo una serie di poteri speciali attraverso il ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo. Oltre all’ENIla Libia si era dimostrata interessata a Telecom, Impregilo, Terna e Generali e ad altre 4-5 grandi aziende di altri settori”.  La prima partecipazione libica in Italia avvenne nel 1976.La Libiaattraversola Lafico(Libyan Arab Foreign Investment) entrò nel capitale di una FIAT in forte crisi con una quota iniziale di circa il 9,7%, fornendo liquidità fondamentale per il rilancio dell’azienda torinese.

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In libreria il romanzo di Mariano Lanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

“Il tesoro di re Ruggero”, Prefazione di Pasquale Hamel, Ed. La Zisa, pagg. 320, euro 19,50 Il romanzo di Mariano Lanza si inserisce nel recente rinnovato interesse per la storia del normanno Regno di Sicilia, della sua leggendaria edificazione, dei traguardi notevoli raggiunti specialmente sotto lo scettro di Ruggero II, e del suo drammatico e repentino tracollo di fronte all’avanzare delle truppe germaniche di Enrico di Hohenstaufen. Proprio a questa ultima fase si collega, tra fantasia e realtà storica, il lavoro in questione. L’Autore, con le dovute licenze consentite ad un’opera di invenzione che tratti eventi realmente accaduti, offre una sua personalissima interpretazione della fine di quella che resta, nell’età medievale, una delle più riuscite e moderne esperienze di governo, sulla quale gli storici, anche per la mancanza di fonti certe, sono ancora lontani dal proporre chiavi di lettura più che soddisfacenti. Il lavoro di Mariano Lanza, dunque, può essere letto come un romanzo e, per la sua accurata ricostruzione degli ambienti, dei fatti e degli uomini, come un saggio di storia. Godibile nell’un caso e nell’altro, al pari della migliore produzione letteraria di Luigi Natoli, il grande Maestro del romanzo storico siciliano.
Mariano Lanza (Marsala, 1961), docente di ruolo di Lingua e Civiltà Inglese nelle scuole superiori, ha pubblicato: “Pagine di vita palermitana” (Palermo, 2000) e “La baronia di Solanto” (Palermo, 2011). Le Edizioni La Zisa aderiscono ad “Addiopizzo” e a “Libera” di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati “pizzo free”.

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Banche: Tassa contante

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Il Comitato Esecutivo ABI ha iniziato a recepire le richieste delle Associazioni Consumatori in tema di commissione sul prelievo del contante e sui mutui. Adiconsum e Assoutenti apprezzano le dichiarazioni del presidente Mussari, che vedono come un primo passo. In particolare Adiconsum e Assoutenti ritengono fondamentale l’abolizione da parte di tutti gli istituti della commissione di prelievo del contante e una informazione corretta ai potenziali mutuatari in termini di vantaggi e di rischi nella scelta del tasso di interesse dei mutui. Per tale motivo Adiconsum e Assoutenti parteciperanno costruttivamente al tavolo di lavoro dove porteranno anche altri argomenti tra cui, come già concordato con la stessa ABI, la ricerca di soluzioni a regime per il “piano casa”.

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La Russa e la soldatessa esclusa dal concorso

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

Riprendiamo una precisazione pubblicata su (GrNet.it) riguardo il caso “diventato nazionale” e non solo perché ha attratto l’interesse della rete mediatica nazionale ma per un fatto di costume sul modo come si cerca di glissare i fatti. Ci riferiamo, nella fattispecie al Ministro. Infatti giunge puntuale la risposta dell’avvocato di parte: «Le dichiarazioni del Ministro della difesa La Russa sul caso della soldatessa esclusa dal concorso per il servizio permanente perché incinta, così come riportate dalla stampa, non sono chiare»  afferma l’avvocato Giorgio Carta che difende Valentina Fabri. «Il ministro, infatti, ha affermato ad Herat che la ragazza potrà sottoporsi alle procedure concorsuali, una volta terminata la gravidanza, ma non ha spiegato a quali selezioni egli faccia riferimento» – precisa il legale. «Infatti, se il Ministro ha inteso riammettere al concorso ora in svolgimento la giovane madre, dovrà farlo con provvedimento espresso che revochi il precedente e saremo ben lieti di ritirare il ricorso proposto dinnanzi al TAR Lazio. Inoltre, non risponde al vero il fatto che Valentina Fabri non sia mai stata esclusa dal concorso. Se, invece, il ministro ha semplicemente fatto presente che Valentina Fabri potrà partecipare ai concorsi di futura indizione, il caso non è affatto chiuso, attesa l’ingiustizia e l’illegittimità della odierna esclusione della ragazza-madre e considerato il danno che comunque a questa deriverebbe dalla riduzione di chance – rispetto ai colleghi maschi – di transitare nel servizio permanente». «Il ministro, poi, ignora l’importante circostanza per cui Valentina Fabri non appartiene alla categoria dei volontari in ferma prefissata (VFP) per  i quali è prevista una periodica indizione di concorsi, ma a quella dei volontari in ferma breve (VFB) per i quali i concorsi di stabilizzazione sono solo eventuali e rimessi alla discrezionale determinazione dell’Amministrazione militare. In quest’ultimo caso, quindi, il caso non sarebbe affatto chiuso e si insisterebbe per ottenere una pronuncia dei giudici amministrativi».  Aggiunge Giuseppe Paradiso, leader del Partito Sicurezza e Difesa, che «se il caso non potrà dirsi chiuso giudiziariamente, nemmeno lo sarà sul piano politico, onde manterremo ferme le interrogazioni parlamentari sollecitate sul caso».

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Mec-Art Italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2010

Milano 11 gennaio 2011, ore 11.30  Nuova sede del Circolo della Stampa di Milano (Corso Venezia, 48) presentazione per la stampa: nuova edizione di Bergamo Arte Fiera (BAF 2011), la fiera d’arte moderna e contemporanea di Bergamo in programma dal 14 al 17 gennaio presso gli spazi del polo fieristico cittadino, una selezione di opere di Gianni Bertini, Mimmo Rotella, Aldo Tagliaferro, Elio Mariani e Bruno Di Bello.  Inaugurazione: venerdì  14 gennaio 2011, ore 18.00 Quartiere Fieristico di  Bergamo (via Lunga)  L’esposizione vuole sollecitare l’interesse per la sperimentazione nelle forme espressive della Mec-Art (abbreviazione di Mechanical Art), le quali si dimostrano particolarmente utili nel descrivere l’evoluzione dei rapporti fra arte e linguaggio mediatico negli anni ’60, periodo di maggiore espansione della società dell’immagine e della cultura di massa.
Contraddistinta da opere realizzate su tela emulsionata con procedimenti fotografici, eseguite tramite il ricorso a processi meccanici o tipografici (riporti fotografici su tela, serigrafie, artypo e riporti di clichés), la Mec-Art si manifesta come l’interprete della sua epoca documentandone le peculiarità, assimilandone i modelli di riferimento e attuando una vera e propria contaminazione tra cultura contemporanea, arte e nuove tecnologie.  La Mec-Art nasce nella prima metà degli anni ’60 a Parigi, grazie al sostegno del critico francese Pierre Restany, e si sviluppa in Italia fra il 1966 e il 1970.  Restany, convinto della crisi della pittura e stanco della supremazia dell’arte astratto-informale e del suo “gesto creativo”, vede nell’arte meccanica e nella sua “estetica oggettiva” una possibilità per una “ristrutturazione dell’immagine”. Sotto la sua guida ideologica, gli artisti metodologicamente affini alla Mec-Art formano un gruppo internazionale ed eterogeneo fra cui figurano Serge Beguier, Alain Jacquet, Pol Bury e Nikos, oltre agli italiani Gianni Bertini e Mimmo Rotella, i quali hanno un ruolo fondamentale nella crescita del gruppo. Sono, tuttavia, le successive sperimentazioni dei più giovani Aldo Tagliaferro, Elio Mariani e Bruno Di Bello a dare coesione alle teorie di cui la Mec-Art si fa portatrice.   La mostra “Mec-Art italiana” si concentra sulla produzione artistica dei cinque protagonisti italiani della tendenza, non limitandosi agli anni della germinazione ideologica ma comprendendo opere datate fino alla metà degli anni ’70, quando i caratteri distintivi si vanno trasformando nelle poetiche individuali degli autori.  In esposizione le “mitologie” di Gianni Bertini i cui soggetti meccanomorfi spaziano dall’erotismo da rivista patinata, alle automobili, alle motociclette; gli artypo di Mimmo Rotella, rielaborazioni di immagini desunte da materiali tipografici e manifesti pubblicitari; il complesso lavoro di Aldo Tagliaferro fra critica, impegno politico e ricerca sul linguaggio con le sue “possibilità combinatorie”; la cronaca, gli amanti, la periferia e gli interni asettici di Elio Mariani; le scomposizioni e ricomposizioni di Bruno Di Bello e la sua ricerca su segni e scrittura di luce.  Il volume “MEC ART, arte oltre la fine della pittura / kunst nach dem ende der malerei” (a cura di Volker W. Feierabend con testi critici di Francesco Tedeschi, Silvana Editoriale) è consultabile in sede espositiva.  La mostra è organizzata grazie alla collaborazione di Bergamo Arte Fiera 2011 e delle gallerie che vi partecipano.

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Proteggersi dalla crescita dei tassi d’interesse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

In un contesto caratterizzato da aspettative di ripresa economica,  i tassi  a breve stanno registrando significativi andamenti in crescita. Per i consumatori che hanno stipulato mutui a tasso variabile, si pone il problema di un rialzo sfavorevole delle rate e la prospettiva potrebbe riservare sorprese sgradite se, come è probabile, la dinamica continuerà su tale trend di crescita. L’Euribor a 3 mesi, che a marzo era sotto lo 0,65%, in questa settimana ha superato l’1,00%.
Il Credito Cooperativo, proprio per proteggere il cliente da aumenti eccessivi che potrebbero causare serie difficoltà per il bilancio familiare,  ha previsto alcune opportunità in grado di assicurare una ‘protezione‘, un tetto massimo alla rata del mutuo da pagare.
«Le Bcc continuano a pensare alle esigenze finanziarie delle comunità – è il commento di Giorgio Minute, direttore della Federazione regionale delle Banche di Credito Cooperativo – affiancando alla capacità di concedere credito, l’approccio culturale verso l’indebitamento responsabile e sostenibile».
La protezione viene tecnicamente offerta a mezzo dello strumento finanziario denominato “covered warrant cap”, con cui il sottoscrittore si garantisce l’incasso del differenziale positivo tra l’Euribor e il tasso soglia fissato come massimo (cap), tutelandosi così dagli aumenti eccessivi del valore percentuale del tasso. Per i clienti che contraggono un mutuo a tasso variabile, diventa estremamente interessante in questo momento fissare un livello conveniente entro il quale contenere le proprie capacità di far fronte ai rimborsi futuri. Il vantaggio per i sottoscrittori è, dunque, immediatamente comprensibile: non si paga mai più del tasso massimo stabilito anche se, nel tempo, la variabilità dovesse portare a un suo superamento.
E per chi, invece, ha già stipulato il proprio contratto con la banca? In tal caso, è possibile rivolgersi al consulente di fiducia del Credito Cooperativo che analizzerà, per ogni singolo caso, la soluzione che assicuri la copertura più appropriata

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Danza: Water

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Grosseto  21 ottobre 2010 – ore 21.00 – Teatro degli Industri  Water, l’ultima produzione della Compagnia di danza Gruppo E-Motion, coreografia e regia di Francesca La Cava e le musiche di Angelo Valori, è stata presentata ufficialmente il lo scorso 21 luglio al Festival di Vignale danza in Piemonte dove il direttore Artistico e coreografa, Francesca La Cava, ha ricevuto il prestigioso Premio Vignale Danza 2010 riservato alle eccellenze della danza italiana.  Quest’ultima produzione concentra l’attenzione su un argomento che negli ultimi tempi ha destato attenzione ed interesse: l’acqua è un bene di tutti e tale deve rimanere. Da questa idea nasce la nuova coreografia di Francesca La Cava che in cinque quadri ha raccontato e descritto le varie fasi da quella ludica a quella tragica del diluvio universale, fino ad arrivare ad un mondo disperato senza acqua. L’ultimo quadro, quello del ritorno alla vita, con l’acqua e la gioia trasportate da secchi contenenti abiti da sposa: sposa bagnata sposa fortunata che dona un momento di speranza e di ritrovata gioia dopo un percorso carico di pathos. Lo spettacolo chiede alle bravissime giovani danzatrici e al loro partner una performance recitativa oltre che coreutica dando così corpo ad un’armonica fusione di movimento, gesto e parola che conferiscono allo spettacolo una tensione espressiva insolita e fortemente coinvolgente. I vari elementi dello spettacolo vengono splendidamente collegati ed efficacemente sottolineati dalla presenza in scena della stessa regista e coreografa Francesca La Cava.  musica originale Angelo Valori  interpreti Stefania Bucci, Annalisa Celentano, Flaminio Galluzzo, Francesca La Cava, Teresa Marcaida. Produzione: E-motion Gruppo Phoenix, progetto “Febbrile agitazione 1” con il contributo di Ministero Beni e Attività Culturali e della Regione Abruzzo e con il patrocinio di Comune di L’Aquila e Provincia di L’Aquila.  (Letizia Di Tommaso)

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Roberto Bertagnin: Vetrine d’Artista

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Savona fino al 19/10/2010 Cassa di Risparmio di Savona corso Italia, 10 L’Associazione “R. Aiolfi” no profit di Savona continua l’alternanza degli “omaggi” ai Maestri dell’arte del Novecento, dopo il ricordo dedicato a Guglielmo Bozzano che tanto interesse ha suscitato, e’ la volta di un piccolo “omaggio” rivolto all’opera dello scultore Roberto Bertagnin, con l’aiuto della sua Famiglia.
Roberto Bertagnin (1914- 2008)  Nel secondo anniversario della sua scomparsa, l’Associazione “R. Aiolfi” ha voluto ricordare uno scultore, un pittore, un ceramista, un poeta, allievo e genero di Arturo Martini, una “voce” di assoluta limpidezza europea, seguendo qualità plastico- spaziali estetiche totalmente basilari e fondamentali. Il suo e’ stato un discorso nel corso della sua lunga attività, oltre sessant’anni di ricerca, di opere con l’acciaio, con la terra e la ceramica, di disegni, personale, puro ed assolutamente autonomo nelle linee, nella plastica, nella sensibilità ed essenzialità del modellato. Le scelte delle opere e degli Artisti sono legate all’impegno critico della Dr.ssa Silvia Bottaro, presidente dell’Associazione proponente. (bertagnin)

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Fini-Berlusconi: Un amore per interesse?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

Gianfranco Fini ha parlato in “tenuta” solenne agli italiani. Una specie di Presidente della Repubblica ante-litteram ha cercato di spiegare, per messaggio video, una vicenda imbarazzante. L’attesa di tutti noi si è fatta spasmodica anche perché avrebbe fatto chiarezza una volta e per tutte sulla famosa casa di Monte Carlo occupata da suo cognato. Il testo, a rileggerlo sembra corretto e ricorretto assolutamente addolcito nei toni e negli aggettivi, morbido nella declaratoria.  Questo è stato il risultato del continuo rimandare in video delle sue ragioni. E’ stato presentato, durante tutto il giorno, quasi come una minaccia idonea ad essere contrattualizzata nel frattempo e detenuta come una lama puntata al petto del PDL. Perciò siamo sicuri che quello non fosse il testo di prima stesura ma che fosse il distillato di quanto accaduto durante il giorno nelle camere caritatis sparse in tutto il centrodestra. Non siamo tanto ingenui da credere ad una pantomima vergognosa a scapito degli italiani che davanti ai televisori aspettavano chiarezza. Tra tutte le cose non dette dal Presidente Fini, quello che più inquieta è stata la sviolinata proferita a beneficio di Gianni Letta che egli ben sa essere l’eminenza grigia, l’alter ego, il vero Cavaliere  a cavallo. Non è necessario essere politici per indignarsi e leggere tra le righe di quanto ha detto Gianfranco Fini, basta essere uomini di mondo e conoscere l’interesse che ha spinto alla creazione del PDL. Basta aver fatto il militare a Cuneo, per esempio. (On. Antonio Razzi (IdV)

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