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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘interessi’

Legge libro: contraria agli interessi degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

“Confermiamo il nostro giudizio contrario su questa proposta di legge sul libro. Un giudizio basato su ciò che è scritto nel testo e su ciò che manca, cioè un significativo sostegno alla domanda”. È netta la posizione del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi sul testo della proposta di legge sul libro in discussione alla Camera.“Abbiamo già detto di giudicare questo testo contrario agli interessi degli italiani e delle famiglie. Ci sentiamo di riconfermarlo – ha proseguito -. Il fatto che la stragrande maggioranza degli editori e anche delle librerie condivida un giudizio negativo sul provvedimento dovrebbe far riflettere”. “Questo – ha concluso – ci induce a esprimere la speranza che ci siano ancora i modi e i tempi per correggerlo e per mettere in campo le necessarie misure per famiglie e consumatori in un dialogo per il quale confermiamo la nostra convinta disponibilità”.

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Gli oncologi italiani sono impegnati in prima linea sul fronte del conflitto di interessi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Ragusa. Tema sensibile, che può interessare l’attività clinica quotidiana, la formazione, la produzione di linee guida fino alle campagne di informazione e alla ricerca. Il conflitto di interessi, prima che un comportamento, rappresenta una “condizione, nella quale il giudizio professionale riguardante un interesse primario (la salute di un paziente o la veridicità dei risultati di una ricerca o l’imparzialità nella presentazione di un’informazione) tende a essere indebitamente influenzato da un interesse secondario (ad esempio un guadagno economico o un vantaggio di carriera)”. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), a tutela della trasparenza di ogni sua iniziativa, ha adottato un “Regolamento per dichiarazione e regolamentazione degli eventuali conflitti di interessi”, proprio per tutelare l’imparzialità di ogni sua iniziativa. E al “Conflitto di interessi” AIOM e Fondazione AIOM dedicano l’VIII edizione delle “Giornate dell’etica in oncologia”, che si apre oggi a Ragusa.
“L’alta qualità dell’oncologia italiana è in grado di attrarre investimenti da parte dell’industria e rappresenta una leva importante dello sviluppo scientifico, economico e sociale – spiega Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM -. Ricerca, assistenza e formazione devono essere tutelate e sostenute, grazie a un nuovo modello virtuoso basato sulla confluenza dei reciproci interessi fra pubblico e privato”.
“Un modello virtuoso di partnership pubblico-privato – sottolinea Giordano Beretta, Presidente eletto AIOM – favorisce anche l’innovazione e si traduce in un miglioramento della salute dei cittadini e della qualità di vita dei pazienti e della sostenibilità del sistema sanitario. È necessario quindi promuovere l’educazione ad un comportamento etico anche in ambito professionale, assistenziale e scientifico”.
“Attenzione particolare va posta al ‘conflitto di interessi e associazioni pazienti’ – sottolinea Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM -. La mancanza di conoscenza e di informazioni specifiche, ad esempio, può far sì che le associazioni di pazienti oncologici diventino veicolo di interesse non dei pazienti ma di altri soggetti ad esse collegati. È importante quindi che i pazienti siano sempre più ‘informati’ e ‘formati’: è questo uno degli obiettivi prioritari di Fondazione AIOM. È fondamentale inoltre che le singole associazioni abbiano sempre maggior percezione dei possibili fattori di rischio correlati alle interazioni con i diversi attori con i quali devono interagire: industrie del farmaco o di tecnologie biomedicali e medici specialisti, ad esempio”.
In Italia sta aumentando il numero degli studi clinici in oncologia: nel 2017 sono stati 238 (42,2% del totale), nel 2016 erano 235 (35,6%). Rispetto al totale delle sperimentazioni l’incremento in un anno è stato del 6%. Non solo. Nel 2017, i lavori scientifici italiani in ambito oncologico pubblicati su riviste mediche indexate sono stati oggetto di 3.009 citazioni da parte di altri autori, ponendo il nostro Paese al primo posto in Europa in questa classifica, davanti a Germania (3.008), Regno Unito (2.656), Francia (2.471) e Olanda (1.457), tutte nazioni con solidissime tradizioni di eccellenza nella ricerca biomedica.
“Il dato diventa ancora più importante se si pensa che il nostro Paese investe solo l’1,3% in ricerca e sviluppo, collocandosi al dodicesimo posto tra i 28 dell’Unione Europea – afferma Roberto Bordonaro – Segretario Nazionale AIOM-. È quindi importante che esista una attenzione particolare sul conflitto di interessi tra sperimentatori e aziende del farmaco”.
L’interesse primario di una società scientifica come AIOM è la tutela della salute pubblica, attraverso redazione di Linee Guida e raccomandazioni, pubblicazioni su riviste scientifiche, eventi formativi per i professionisti, sostegno alla ricerca. “Proprio l’elaborazione di Linee Guida, uno degli obiettivi prioritari di AIOM, necessita di una particolare attenzione al conflitto di interesse – afferma Saverio Cinieri, Tesoriere Nazionale AIOM -. E l’associazione garantisce l’indipendenza nella stesura di Linee Guida grazie a Regole comportamentali che da molti anni segue”.
L’oncologia è l’area terapeutica in cui si concentrano i maggiori investimenti. Tutte le terapie antitumorali (chemioterapia, ormonoterapia, terapie a bersaglio molecolare, immunoterapia) utilizzate oggi per la cura dei tumori sono infatti il risultato di ricerche e studi precedenti. Ma anche i progressi tecnologici in ambito diagnostico (radiologia, anatomia-patologica, biologia molecolare) e terapeutico (chirurgia e radioterapia) sono il risultato della ricerca.
“Ed è grazie alla ricerca di laboratorio e clinica che abbiamo ottenuto quei progressi che si sono tradotti nell’aumento della sopravvivenza dei malati e nel continuo incremento del numero delle persone vive dopo una diagnosi di cancro, quasi 3 milioni e quattrocentomila in Italia – conclude il presidente Gori -. Il supporto economico da parte dell’industria, che rappresenta una fonte di finanziamento per queste attività, non ne compromette l’indipendenza, purché sia delimitato e trasparente. È fondamentale che esistano delle regole precise che governino il conflitto di interessi: proprio per questo il convegno di Ragusa si concluderà con le ‘Regole di trasparenza’ in oncologia”.

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I disordini in Libia e gli interessi italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

“Il governo Conte, di concerto con le opposizioni, nomini subito un Commissario straordinario per la Libia che coordini l’attività a tutti i livelli dello Stato italiano per dar forza alla strategia italiana e tutelare il nostro interesse nazionale in Libia”.
Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Esteri Andrea Delmastro all’esito dell’audizione congiunta del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e della Difesa Elisabetta Trenta.
“La Libia – ha aggiunto Delmastro – per l’approvvigionamento energetico, la sicurezza internazionale e nazionale e il contrasto all’immigrazione illegale, deve essere considerata la priorità geopolitica dell’Italia. Altri Paesi europei potrebbero avere interessi contrapposti ai nostri e sperare o operare, affinché l’attuale situazione caotica si protragga sine die. Il governo Conte non resti fermo ad osservare la situazione. Si impegni con forza per una Libia stabile perché anche da questa dipenderà il futuro dell’Italia”.
“Inoltre – conclude il deputato di Fratelli d’Italia – alla luce del nuovo caos libico, ancora di più emerge la necessità di realizzare immediatamente il blocco navale più volte sollecitato da Giorgia Meloni, visti gli allarmi lanciati dalla intelligence non solo italiana sul rischio di infiltrazioni jihadiste sui barconi.”

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Autostrade: tutelare gli interessi degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

“Lo Stato deve tutelare i suoi interessi che sono, o dovrebbero essere, quelli dei cittadini. Quando si entra in sistemi complessi e strategici, come la rete autostradale, bisogna almeno garantirsi la cosiddetta quota d’oro, (golden share). In questo caso, pare assurdo che lo Stato non abbia nel Cda di Autostrade neppure un suo componente e ancora più incomprensibile è l’inconsapevolezza, nella cessione della gestione, di essere controparte rispetto al privato, dovendo quindi esercitare controlli quotidiani stringenti e dare adeguati indirizzi. Alle presenti condizioni, per ragioni pratiche e non ideologiche, conviene incamerare direttamente gli incassi dei pedaggi che ‘cubano’ 6 miliardi l’anno, facendo meglio la manutenzione ordinaria e straordinaria e riprendendo la costruzione di nuove tratte, promesse e mai realizzate dal gestore. Il regalo all’epoca non è solo quello di aver apparecchiato a un solo imprenditore la tavola della rete autostradale, ma anche quello di aver preparato tutto per beneficiare un imprenditore tessile che non aveva alcuna competenza in materia, a meno che l’asfalto non dovesse essere ricoperto con tappeti e moquette”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, intervenendo a Coffee Break dal Meeting dell’Amicizia di Rimini.

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Si può vivere senza interessi?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Il vecchio non ha più interessi come quello di far carriera, di mettere a frutto talune conoscenze, di sfruttare l’ingenuità degli altri per trarne vantaggi, di prostituirsi per una nota di lode. Il vecchio può solo ricordare e capire e amare ciò che ha già amato distrattamente o ha disprezzato ingiustamente.
Egli, in questo modo, esce dal calcolo di chi si cimenta nella vita e la vive minuto per minuto, per sublimarla, per ispessirla di valori, per esaltarla, per arricchirla di cose che ha tralasciato ora per distrazione e ora per calcolo e ora, ancora, per ignoranza e per stupidità.
Ogni età ha il suo prezzo e va speso per la moneta che si dispone. Può suonare falsa ma è difficile che il giovane la riconosca per tale, al vecchio non sfugge il suo tintinnio stonato.
Se il giovane avesse coscienza di quanta fragilità e delicatezza si nutrono le povere ossa dell’anziano raccolte in un gesto estremo per tenerle unite sottraendole alla sofferenza o almeno attenuandone gli effetti con qualche piccolo accorgimento, presterebbe, di certo, un’attenzione maggiore a quel vetusto uomo che gli siede accanto o che ha lasciato distrattamente in una casa di riposo o a svernare solitario ed errante tra le quattro mura di una casa vuota e silenziosa.
Sovente non vi è dialogo tra chi si muove leggero, affrancato dal peso degli anni, e chi li avverte, nella loro interezza o più greve, di quanto è in realtà. Ciò accade poiché negli uni vi è un futuro, negli altri il futuro non ha più senso.
Cambiano i valori. Negli uni il tempo diventa relativo; negli altri l’assoluto predomina. Negli uni è tempo per affrontare nuovi cimenti, per gli altri è quello di meditare su di essi e su quelli della loro giovinezza.
E’ un discorso che potrebbe essere colto in tutta la sua bellezza e validità se solo le generazioni che s’incontrano, e spesso si scontrano o non si comprendono o diffidano o sono insofferenti, sapessero trovare il loro punto d’incontro che è anche fatto di sottigliezze come quella tra la me-moria e il ricordo, tra l’esuberanza e la pacatezza, tra la saggezza e l’ignoranza. Sono considerazioni di profonda verità che mai come oggi dovrebbero essere ripetute, oggi che non il selvaggio cantore agita le anime nostre verso le terre dell’ignoto splendore, verso i confini del Divino e dell’infinito.
Oggi l’essere umano è visto come chi è stretto dalla mediocrità dell’esistenza quotidiana. Non sa staccarsi dall’ambiente in cui si è plasmato, in cui vive. Non sa imporre una concezione propria del valore della vita, ma vi ambisce al talento immiserito e puramente meccanico che si rispecchia negli altri. Non sa scrutare con occhi antiveggenti, ma vede attraverso le ombre subdole della comunità.
Non dice il verbo della profezia, virtù delle anime sensibili, ma ripete le parole volgari e le trasciniamo miserevolmente dalla piazza, al caffè, al teatro, sugli spalti degli stadi, nelle discoteche.
Tito Livio ci ricorda che “questa è l’indole della moltitudine.” “O servilmente si sottomette o ferocemente signoreggia.” “Essa non sa né misuratamente spregiare, né possedere la libertà che è nel mezzo.” (Riccardo Alfonso)

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Agenzia entrate non può chiedere gli interessi e i compensi quando riscuote le sanzioni al Codice della Strada

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Agenzia delle Entrate Riscossione (già Equitalia), non può richiedere gli interessi pari addirittura ad un decimo ogni semestre di ritardo nel pagamento né i relativi compensi, quando riscuote le sanzioni pecuniarie previste dal Codice della Strada perché nella fattispecie va applicato l’articolo 203 comma 3 del Codice della Strada in deroga all’articolo 27 della Legge 689/81 di depenalizzazione delle sanzioni amministrative. È questo il principio di diritto stabilito dal Giudice di Pace di Lecce nella persona dell’avvocato Nicola Brunetti con la sentenza n. 2561/2018 e depositata il 9 giugno 2018 che ha accolto l’opposizione ad una cartella esattoriale proposta da un’automobilista leccese che si era rivolta allo “Sportello dei Diritti”. La donna, assistita dall’avvocato Donato Maruccia, aveva ritenuto esorbitanti e ben oltre la sanzione edittale della multa a cui si riferivano, le somme riportate nell’atto impositivo ed aveva deciso di proporre ricorso che è stato ritenuto fondato dal giudice onorario del capoluogo leccese. Ricorda il giudice di Pace che la Corte di Cassazione con sentenza n. 3701/07 ha chiarito che “…alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l’art. 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla L. n. 689 del 1981, art. 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza-ingiunzione, prevede, l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale non anche degli aumenti semestrali del 10%…”. Ed è a questo orientamento che ha aderito anche il Giudice di Pace con un’articolata decisione che per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, costituisce un ulteriore importante precedente in materia e che dovrebbe essere generalmente applicato, in quanto le somme rivenienti dalla sanzioni amministrative pecuniarie al Codice della Strada sono iscritte a ruolo anche a distanza di anni con conseguenti ingiustificate maggiorazioni di un decimo ogni semestre e di ulteriori compensi per la riscossione che non sono dovuti in ragione della corretta applicazione della richiamata disciplina di cui all’articolo 203 comma 3 del Codice della Strada. È bene, quindi, che tutti i contribuenti, prima di pagare una cartella esattoriale o un’ingiunzione proveniente da un ente che assume di aver notificato un verbale per un’infrazione stradale, prestino la massima attenzione alle voci di pagamento riportate nell’atto impositivo, al fine di presentare tempestiva opposizione nella sede competente.

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La “selva oscura” degli interessi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 dicembre 2017

Roma Lunedì 4 Dicembre 2017, ore 10:00 Dipartimento Studi Aziendali, Aula 1 Via Silvio D’Amico 77 il Cons. Marco Rossetti della Corte Suprema di Cassazione, III Sezione civile, terrà una lezione seminariale su “La “selva oscura” degli interessi. Come orientarsi fra interessi legali, convenzionali, corrispettivi, compensativi, moratori, anatocistici, usurari”.

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Esplorare l’Europa: un’esposizione selettiva per rendimenti interessanti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Sarah CataniaLondra. Analisi a firma di Sarah Catania, Responsabile per gli investimenti per JP Morgan Private Bank in Italia: “Dopo il miglioramento delle condizioni dell’economia e dei mercati finanziari europei negli ultimi tempi, si manifestano ora differenze sostanziali a livello settoriale nei diversi asset della regione. Nella sua recente edizione di EMEA Perspectives, Sarah Catania di J.P. Morgan Private Bank esplora la ripresa dell’Europa e le opportunità per gli investitori mediante un’esposizione selettiva agli attivi europei in tutta la regione.”Le prospettive favorevoli dell’economia globale e il miglioramento del contesto interno ci inducono a ritenere che in tutta Europa le attività rischiose offrano rendimenti potenzialmente interessanti. Dopo la brillante performance degli ultimi anni, la regione sembra destinata a entrare in una fase in cui un’attenta selettività diverrà sempre più importante”, spiega Sarah Catania, Responsabile per gli investimenti per JP Morgan Private Bank in Italia.Nei mercati core europei, le riforme del mercato del lavoro del presidente Macron possono dare forte slancio alla crescita degli utili delle società francesi, ancora indietro rispetto ai livelli precedenti la crisi e alla recente performance delle aziende tedesche. Spiega Catania: “Rispetto ad altri Paesi europei, vediamo con favore la composizione del mercato azionario francese, che presenta una maggiore ponderazione di società nazionali ed è ottimamente posizionato per beneficiare della ripresa dell’attività economica. Siamo altresì ottimisti nei confronti delle banche, che rappresentano una quota consistente del mercato.”Per gli investitori che non intendono esporsi a maggiori rischi azionari, le obbligazioni societarie ibride costituiscono una fonte di rendimenti potenzialmente allettanti. Un portafoglio diversificato composto da obbligazioni societarie ibride può offrire una significativa esposizione alla crescita e alla ripresa attualmente in atto nei Paesi europei core. Secondo Catania: “Nel confronto con i titoli high yield, gli attuali rendimenti delle obbligazioni societarie ibride appaiono interessanti rispetto alla media storica. Questi titoli forniscono un’esposizione a emittenti investment grade in Paesi europei core offrendo al contempo maggiori rendimenti corretti per il rischio rispetto ad altri asset grazie alla loro posizione subordinata nell’ambito della struttura del capitale.”Sebbene l’Europa core sia stata oggetto di grande attenzione, il miglioramento del contesto macroeconomico non riguarda solo i Paesi di quest’area. I mercati europei emergenti beneficiano della maggiore stabilità delle quotazioni globali delle materie prime, dell’aumento dei volumi degli scambi internazionali e dell’accresciuto ottimismo degli investitori. Polonia, Russia e Turchia sembrano attualmente favorite dalla ripresa economica e dopo anni di deprezzamento, le rispettive valute si sono stabilizzate rispetto a quelle dei Paesi sviluppati.”Una delle opportunità da noi individuate è costituita dall’investimento in titoli a reddito fisso denominati in lire turche, che offrono rendimenti a doppia cifra sulle scadenze brevi non superiori ai due anni; particolarmente interessanti sono le obbligazioni emesse da agenzie sovranazionali. Un tale investimento comporta naturalmente il rischio di cambio. Sebbene sia improbabile che la lira turca si rafforzi considerevolmente, l’era del rapido deprezzamento sembra essere terminata”, a detta di Catania.
In uno scenario caratterizzato dal miglioramento dell’economia e dei mercati finanziari europei negli ultimi anni, anche il settore bancario del continente offre opportunità selezionate. Spiega Catania: “Durante la recente recessione del 2012, le banche europee hanno visto minacciata la propria stabilità a causa del carico rappresentato dai crediti inesigibili, tuttavia al momento vi sono opportunità di rendimenti interessanti tanto nel comparto azionario quanto in quello obbligazionario. La volatilità delle quotazioni azionarie, i rendimenti del cash flow e la capacità di ampliare la quota di mercato sono tutti temi che continueranno probabilmente ad alimentare la dispersione dei rendimenti degli asset del settore.”Conclude Catania: “J.P. Morgan Private Bank mantiene ormai da qualche tempo un orientamento positivo nei confronti del contesto d’investimento europeo, alla luce del miglioramento della crescita economica, del calo della disoccupazione, delle politiche favorevoli della banca centrale e della ripresa della fiducia di aziende e consumatori. Ravvisiamo numerose opportunità nell’ambito di questo mercato vivace, dinamico e vario, che gli investitori possono sfruttare per migliorare i rendimenti rettificati per il rischio dei propri portafogli.” (foto: Sarah Catania)

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Immigrazione e interessi italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

mediterraneo“Quella dell’immigrazione è classica tragicommedia all’italiana. Come tipicamente italiana è la debolezza dei Governi di sinistra che in questi anni hanno gestito (si fa per dire) l’emergenza dei flussi migratori”. Lo dichiara l’On. di Forza Italia Sandra Savino.
“Invece di riempirsi la bocca – prosegue la parlamentare – con l’accoglienza e organizzare marce pro-migranti, salvo poi alzare i toni perché la situazione non è più sostenibile e minacciare respingimenti delle navi delle ONG non battenti bandiera italiana quando si accorge che perde le elezioni, sarebbe ora che la sinistra al Governo si decidesse una volta per tutte a difendere gli interessi italiani, come fanno (giustamente) gli altri. L’Italia non può diventare il corridoio di passaggio e di bivacco di tutti coloro che decidono di partire dall’Africa, tanto meno dei moltissimi migranti economici”. “La tragedia più grande per un Paese è avere dei governanti che non amano il loro Paese”, conclude Sandra Savino.

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Ambulantato. Palumbo (PD): “M5S costringe aula tour de Force aula per proteggere interessi consolidati e abusivismo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

aula-giulio-cesare“Quella tracciata sull’ambulantato dal M5S è una incomprensibile linea gotica, un vallo atlantico a difesa delle bancarelle e dei camion bar. L’aula Giulio Cesare è stata costretta ad un assurdo ‘tour de force’ notturno su un provvedimento che ha ricevuto i pareri contrari degli uffici sulla regolarità contabile e tecnico amministrativo e a cui sui è aggiunta anche la bocciatura del I° municipio. Hanno scritto un nuovo regolamento sull’ambulantato all’interno del gruppo M5S e non nell’assessorato di riferimento, di fatto esautorando l’assessore Meloni. Si porta in aula un provvedimento su una materia controversa senza alcuna consultazione con le categorie del commercio e con le associazioni dei residenti che contestano il nuovo regolamento. Dopo un anno di immobilismo l’M5S schiera le truppe a mo’ di testuggine romana a difesa di privilegi monopolistici consolidati e dell’abusivismo. Quale emergenza per la città ha indotto i 5 stelle ad organizzare una furiosa battaglia d’aula che si è protratta fin oltre le sette del mattino senza esito e con costi ingenti di personale e vigilanza? Quale urgenza ha indotto il capogruppo M5S e la maggioranza a voler discutere un regolamento controverso e iniquo, emendato dallo stesso primo firmatario e che potrebbe finire sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti?Tanto attivismo comparato ad altrettanta opacità ingenera sospetti. Sospetti più che legittimi perché finora la giunta e la maggioranza su altre questioni spinose come l’emergenza rifiuti, il trasporto, il decoro e la riorganizzazione delle partecipate comunali continuano ad essere latitanti e continuano ad arrampicarsi sugli specchi con l’arroganza di chi non ascolta e non accetta confronti. E guai a chi prova ad avanzare critiche, allora scatta la lista di proscrizione come quella sui giornalisti rei di lesa maestà. Roma rischia di affondare nell’immobilismo e nelle inadeguatezze ma guai a toccare le bancarelle.” Così in una nota il consigliere del PD Capitolino Marco Palumbo.

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Cosa cambia per i mutui nel 2017

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2016

salva bancheNuove tutele e tassi di interesse: con l’arrivo del 2017 per i mutui la musica potrebbe essere vicina a cambiare. Mutui.it, in collaborazione con Facile.it, ha cercato di fare ilpunto anche su questo aspetto. Qualcosa cambia, anche in via definitiva: vediamo in che senso. Innanzitutto, dal punto di vista delle tutele riservate al consumatore: dallo scorso luglio sono entrate in vigore (ed ora sono operative) le norme contenute nel decreto legislativo 72/2016 che recepisce una direttiva europea che obbliga le banche ad una sempre maggiore trasparenza nel momento della stipula di un mutuo. Per riassumere, al cliente l’istituto di credito deve fornire in modo trasparente – tramite il modulo denominato Prospetto Informativo Europeo Standardizzato – ogni informazione relativa all’offerta, in modo che sia sempre possibile fare dei confronti per scegliere la migliore soluzione presente sul mercato. Per altri contenuti della direttiva, cliccare qui. Per quanto riguarda invece i tassi di interesse, sebbene sia probabile che resteranno bassi ancora per diverso tempo, va ricordato che l’anno che si conclude è stato quello che ha visto i valori storicamente al minimo per i costi dei finanziamenti, e che quindi un rialzo nei prossimi mesi o anni è da mettere in conto. Se infatti il tasso Euribor, al quale sono legati i mutui a tasso variabile, resterà probabilmente sui livelli attuali ancora per un paio di anni, l’Eurirs a dieci anni (dal quale dipendono i mutui a tasso fisso) ha già cominciato una lenta risalita guadagnando da luglio oltre 40 punti base. Risalita che potrebbe proseguire, a causa di vari fattori tra cui la diminuzione dell’importo del Quantitative Easing della Bce (ovvero della quantità di titoli di Stato che la Banca Centrale Europea acquisterà per immettere liquidità sul mercato) fino al dicembre 2017, passato da 80 a 60 miliardi di euro al mese. Va poi considerato che da ora esiste maggiore incentivo ad acquistare titoli a breve scadenza (non più a due anni, ma anche ad un anno) a scapito di quelli a scadenze più lunghe, il che va a impattare sul livello del tasso Eurirs. Infine, bisogna mettere in conto ciò che avviene oltre Oceano: negli Usa la Fed ha appena ritoccato al rialzo il costo del denaro, comportamento che indubbiamente inizierà a trasmettersi anche in Europa sebbene col consueto ritardo. Non solo, ma con l’elezione del nuovo presidente Trump e l’attuazione delle politiche fiscali espansive presenti nel suo programma l’inflazione Usa potrebbe mettersi a correre più del previsto, portando a politiche monetarie restrittive (e quindi ad ulteriori rialzi dei tassi) che si rifletteranno anche sul Vecchio Continente, probabilmente già nel corso dei prossimi cinque anni.
Sono quindi le ultime ore utili per chi voglia stipulare mutui a tasso fisso con la certezza di cogliere il momento più favorevole? Può darsi, perché dal prossimo gennaio diventerà molto probabile un ritocco al rialzo degli spread bancari, peraltro già “difesi” contro eccessivi ribassi dai contestati tassi floor, che da tempo impediscono che al ribasso dei tassi sui mutui non ci sia alcun limite. Una mossa, questa, che potrebbe frenare anche il mercato delle surroghe (a che pro infatti cambiare il proprio mutuo con un altro se le rate diventano più care?), che già, secondo l’Osservatorio di Facile.it, ha visto nel semestre un calo del 19,8% dopo aver rappresentato per anni il pilastro su cui si reggeva la domanda di mutui. (di Floriana Liuni fonte mutui.it)

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Conflitti d’interessi ai vertici dell’Inps

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

inpsLa USB Pubblico Impiego INPS ha inviato una lunga nota al Presidente del Consiglio, ai Ministri del Lavoro e dell’Economia che vigilano sull’attività dell’INPS e ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari di Camera e Senato per chiedere la rimozione di Tito Boeri e Massimo Cioffi dall’incarico di presidente e direttore generale dell’INPS, evidenziando l’imbarazzo che si vive all’interno dell’Ente di previdenza per il doppio conflitto d’interessi.Dichiara Luigi Romagnoli dell’Esecutivo nazionale della USB Pubblico Impiego INPS – “Dopo che a febbraio era uscita la notizia dell’indagine della Procura di Nocera sull’evasione di 40 milioni di euro da parte dell’ENEL in occasione di esodi incentivati gestiti da Cioffi, all’epoca capo del personale di quell’azienda, pochi giorni fa si è saputo di una presunta truffa ai danni dell’INPS da parte del Gruppo Editoriale l’Espresso, con il quale Boeri ha una duratura collaborazione professionale sospesa temporaneamente per svolgere l’incarico di presidente dell’Istituto di previdenza”.“Nella nota – prosegue il dirigente sindacale della USB – citiamo anche alcuni episodi che ci portano a sostenere che i ventuno mesi di governo dell’INPS da parte di Boeri sono stati tutt’altro che trasparenti”.“Il presidente dell’INPS – incalza Romagnoli – cerca di far passare scelte organizzative che mortificano il ruolo del direttore generale nel processo di selezione della dirigenza. Boeri e Cioffi sono ai ferri corti e questo contrasto produce uno stallo generale che incide negativamente sul livello dei servizi”.Conclude il delegato nazionale della USB – “Abbiamo chiesto al Governo la nomina di un Commissario straordinario e di un direttore generale che abbiano maturato esperienze professionali in campo previdenziale, in attesa di una governance che restituisca collegialità al governo dell’INPS. Infine abbiamo sottolineato che senza 6.000 nuove assunzioni nei prossimi quattro anni l’INPS non potrà più svolgere le proprie funzioni”.

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Salva la Costituzione: Vota NO

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x447In questi mesi in migliaia abbiamo difeso la Costituzione, nata dalla Resistenza al nazifascismo, e con essa la possibilità di affermare diritti sociali e civili, accrescere le libertà, combattere la politica asservita agli interessi di pochi.
Raccogliendo l’appello dei migliori costituzionalisti del Paese, da Pace a Zagrebelsky, da Rodotà a Carlassare e tanti altri, abbiamo formato 600 Comitati per il NO, nei quartieri, nelle scuole, nelle università, negli uffici e nei luoghi di lavoro. Abbiamo cominciato a promuovere incontri, diffondere volantini, invadere la rete per informare i cittadini, e consentire loro una scelta consapevole.
Ma rischiamo di dover combattere a mani nude contro il potente apparato mediatico, finanziario ed economico che sostiene la controriforma della Costituzione. Mentre i cittadini pagano il canone RAI, Matteo Renzi sta occupando tutti gli spazi della TV pubblica con la sua campagna per il SI raccontando menzogne e prendendo in giro tutti gli italiani.
Grandi giornali, potenti dell’economia e delle banche, le tecnocrazie europee, in cambio dei favori ricevuti dal Governo, stanno mettendo a disposizione i loro mezzi e i loro apparati a sostegno del SI.
Le nostre strade, le nostre piazze, le nostre stazioni e aeroporti sono già invasi da migliaia di poster e manifesti per i quali sono stanziati 3 milioni di euro provenienti per la gran parte dal finanziamento pubblico, cioè dalle tasche di tutti i cittadini.Dalla nostra parte noi abbiamo la passione e l’impegno di migliaia di cittadini grazie ai quali abbiamo potuto finora raccogliere tra luglio e agosto 180.000 euro che ci stanno consentendo di far fronte alle prime spese della campagna elettorale: per affiggere manifesti, stampare volantini, mettere in onda su tv e radio locali spot pubblicitari, fare manifestazioni.
A tutti coloro che hanno donato e ci hanno fornito il loro indirizzo, abbiamo già cominciato ad inviare la copia della Costituzione con i nostri ringraziamenti e una lettera ai discendenti, per spiegare le ragioni del presente impegno straordinario. Per combattere la disinformazione e far arrivare a tutti le ragioni del NO, abbiamo bisogno di ulteriori risorse, quelle attuali ci consentono di arrivare solo fino al 4 novembre, dopodiché avremo finito tutte le risorse. Questa volta, per ringraziarvi, manderemo a tutti coloro che donano, comunicandocelo all’indirizzo e-mail (salvalacostituzione@gmail.com), un “Certificato di sana e robusta Costituzione” con il vostro nome e cognome e la firma del nostro Presidente. Qui un facsimile: goo.gl/r3pP9ML’appello che vi rivolgiamo è di aiutarci secondo le vostre possibilità a compiere questo ulteriore sforzo di raccolta fondi. Se siamo in tanti a mobilitarci, possiamo raccogliere le risorse finanziarie necessarie a vincere la battaglia contro i potenti che vogliono manomettere, per i loro interessi, la nostra Costituzione.
Al termine della campagna referendaria ci impegniamo, fin da ora, a rendere conto fino all’ultimo centesimo, di quanto abbiamo raccolto e di quanto avremo speso.

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TTIP: chi difende l’interesse dell’Europa?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

europa-261011-cSi sta facendo di tutto affinché in Europa la stessa politica e la società civile non siano in grado di esprimere in modo sovrano e pacato un giudizio consapevole sul Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), il Trattato di libero scambio tra Stati Uniti e Unione Europea in cantiere da ben tre anni. Da una parte è stata imposta una peculiare quanto ingiustificata ed intollerabile segretezza sui documenti, sulle procedure e sul contenuto del Trattato. Dall’altra, avendo radicalizzato l’argomento e avendolo portato nelle piazze con forti dimostrazioni, a volte anche provocatoriamente degenerate in scontri, si tenta di etichettare come “facinoroso” chiunque chiede chiarezza e vuole esprimere la sua democratica opposizione. Eppure, dal poco che è trapelato, il TTIP potrebbe avere un impatto profondo, per alcuni anche devastante, sulle nostre produzioni, soprattutto, ma non solo, nel settore agricolo ed agroalimentare, sul nostro sistema sociale di mercato e sul nostro commercio.
I promotori vorrebbero la sua ratifica prima della scadenza della presidenza Obama, che ne è stato uno dei grandi promotori. Hilary Clinton lo ha già definito la nostra ‘Nato economica’. Alcuni parlamentari tedeschi hanno recentemente chiesto di visionare i documenti presso il Ministero dell’Economia di Berlino. Ne hanno fatto un resoconto desolante. Si possono leggere alcuni documenti solo sul computer in una stanza controllata, per poche ore senza consultazioni con altri e senza prendere appunti. Del materiale letto non se ne può neanche parlare pubblicamente. E’ grave che il commissario europeo per il Commercio, Cecilia Malmström, sostenga che la stesura del trattato non sia di competenza dei parlamenti nazionali. L’obiettivo del TTIP sarebbe la creazione della più grande zona di libero scambio commerciale del pianeta, con circa 800 milioni di consumatori. Questa rappresenterebbe quasi la metà del Pil mondiale e un terzo del commercio globale. L’Ue è la principale economia e il maggior mercato del mondo. In gioco, quindi, ci sono enormi interessi economici. Ma in gioco c’è anche il futuro delle relazioni politiche internazionali.
Non si tratta di mettere in discussione il rapporto di amicizia con gli Stati Uniti, ma la mancanza di trasparenza fa dubitare della bontà dell’accordo. Gli interrogativi che i cittadini e gli operatori economici, non solo italiani, si pongono sono tanti. Gli Usa usano gli ogm in agricoltura. Sarà anche l’Europa costretta a introdurli nelle sue coltivazioni? L’Italia ha 280 prodotti a denominazione d’origine protetta. E’ il numero più grande in Europa. Gli Usa li rispetteranno oppure avremo il ‘parmisan della Virginia’ o il ‘san danny del Minnesota’? Eventualmente venduti anche nei nostri mercati?
Molti, anche negli Stai Uniti, credono che uno dei principali pericoli del TTIP sia la possibilità che investitori privati possano iniziare procedimenti legali e querele milionarie contro gli Stati in tribunali internazionali d’arbitraggio. L’intenzione positiva di proteggere l’interesse pubblico potrebbe essere interpretata dalle multinazionali come una “limitazione dei profitti degli investitori stranieri”, un ostacolo al business e alla libera concorrenza.
E’ molto importante notare che questa è anche la maggior preoccupazione della London School of Economics che punta appunto il dito sulle camere arbitrali, i tribunati istituiti dal Trattato. Nel suo studio l’istituto inglese cita come esempio una serie di querele passate, come quelle della Phillips Morris contro l’Uruguay e l’Australia per aver lanciato delle campagne contro il fumo.
In Europa si sentono voci di grande preoccupazione, anche se ancora espresse troppo sottovoce. Il governo francese afferma che dirà un forte no se il Trattato dovesse mettere in discussione la struttura della sua agricoltura. Ci si augura che l’Italia non si dica soddisfatta di qualche generica garanzia di rispetto del nostro ‘made in italy’.
Per il sistema agroalimentare italiano, a partire da quello del Sud, il Trattato sarebbe esiziale. La geopolitica ed il business tout court non possono mortificare le prerogative democratiche e indisponibili dei popoli e dei loro parlamenti, a partire dal diritto alla conoscenza. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Banca Etruria: micidiale groviglio di interessi renziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2016

bancaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “In merito al sistema bancario italiano e a quanto accaduto negli ultimi mesi Banca Etruria merita un discorso a parte. Non tanto per la grandezza – Banca Marche è un caso di dimensioni maggiori – quanto per il micidiale groviglio di interessi che per molti anni si è sostanziato in una dissennata politica di prestiti di cui fin d’ora risulta essere stata beneficiaria la nomenklatura renziana. Quel poco che è dato conoscere trapela dai rilievi del commissario Santoni. Silenzio assordante, invece, sul versante della Procura di Arezzo, il cui inquirente Rossi ha prima negato di conoscere Pierluigi Boschi, padre del ministro e vicepresidente della banca, e poi è risultato addirittura essere un consulente del DAGL di Palazzo Chigi, regnante Renzi. Ma il CSM a trazione renziana ha preferito sorvolare. Cosa dobbiamo pensare, infine, dei recenti avvicendamenti nella GdF, polizia giudiziaria nel caso Etruria? Non manca chi ha messo in relazione tanto la nomina del comandante generale, Toschi, quanto la rimozione del comandante dei reparti speciali, generale Carta, con la vicenda Etruria”.

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Un saggio sull’alimentazione in ostaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

alimentazione in ostaggioUn mercato delle sementi controllato da pochissime multinazionali; carne prodotta in laboratorio con l’ausilio di stampanti 3D; prodotti agricoli irrorati di pesticidi non sempre adeguatamente testati nella loro tossicità; fondazioni, come quella di Bill e Melinda Gates, che finanziano think-tank e organismi governativi i cui interessi nel campo dell’alimentazione sono agli antipodi rispetto agli obiettivi delle loro non-profit. Questi sono alcuni aspetti della dettagliata e documentata analisi del controllo e del potere esercitato dalle multinazionali dell’alimentazione su tutta la filiera produttiva, che José Bové e Gilles Luneau propongono nel loro nuovo e rivoluzionario saggio L’alimentazione in ostaggio. Le mani delle multinazionali su quel che mangiamo (Editrice Missionaria Italiana, prefazione di Carlo Petrini), in libreria da giovedì 31 marzo. L’obiettivo di José Bové, contadino, attivista, ecologista e oggi deputato del Parlamento Europeo nella lista dei Verdi, e di Gilles Luneau, giornalista francese esperto di globalizzazione e di questioni agro-alimentari, è quello di denunciare come, negli ultimi decenni, il capitalismo e il suo spirito di profitto abbiano conquistato anche la società rurale, mettendo le mani sulla produzione agricola e, di fatto, impedendoci di scegliere come e con che cosa alimentarci. Gli Autori illustrano come, in pochi anni, un manipolo di aziende transnazionali siano arrivate ad esercitare un controllo quasi totale sul nostro cibo, fornendo da una parte le sementi da loro selezionate e, dall’altra, i fertilizzanti e i pesticidi chimici necessari a non farle ammalare. «Sementieri con la mano sinistra, chimici con la destra, Basf, Bayer, Dow, Chemical, DuPont, Monsanto, Syngenta si spartiscono i tre quarti del mercato mondiale di pesticidi» denunciano Bové e Luneau. O ancora, l’erosione della biodiversità nel campo dell’allevamento, dove per «guadagnare tempo» si raccolgono ovuli già fecondati da una mucca di ottima razza, per poi impiantarli in venti vacche portatrici per ottenerne una migliore e più selezionata; si acquistano embrioni «a pacchetto» per «generare» greggi di pecore omogenee; si selezionano i puledri delle cavalle da corsa e così via, costringendo i contadini a comprare embrioni pre-confezionati che saranno capaci di resistere al cambiamento climatico, invece che seguire metodi antichi e naturali nel rispetto degli animali stessi e dell’ambiente.Tuttavia, come sottolinea Carlo Petrini nella sua prefazione al volume, la forza de L’alimentazione in ostaggio risiede nella capacità degli autori di «svelare al grande pubblico, sia con i loro scritti che con il loro attivismo, le storture di un sistema alimentare che non funziona e il cui obiettivo, ormai da tempo, non è più “nutrire gli esseri umani” ma è diventato “riempire le tasche di alcuni (molto pochi) di loro”».
Non tutto però è perduto. Bové e Luneau, infatti, danno spazio anche alla speranza, elogiando l’operato dei contadini e di semplici cittadini che, con le loro battaglie, possono rifiutare questi meccanismi di controllo e, attraverso scelte informate e responsabili, diventare consumatori veramente liberi. «Non esiste società senza speranza» rimarcano gli autori. «Le speranze migliori sono quelle che si portano e che vengono condivise. Le nostre – a parte le nostre lotte nel Parlamento europeo, sulla stampa e sul terreno delle nostre vite – le leggiamo nelle iniziative dei contadini e dei cittadini».Ricco di infografiche a colori curate da Hughes Piolet, dati scientifici e curiosità – solo per ricordarne alcuni, si scopre che le mele sono la frutta che contiene il più alto residuo di pesticidi, mentre l’avocado il più basso; o che dal 1903 al 1983 si sono perse circa 461 varietà di insalata, 516 varietà di cavolo e 329 varietà di pomodori; infine, che per produrre 1.000 calorie di carne bovina sono necessari 1642,2 litri di acqua, a confronto dei «soli» 145 litri utilizzati per la carne di pollo, il che rende la carne di mucca quella con la più alta impronta ecologica – il volume è una lettura necessaria per coloro che vogliono riappropriarsi dei loro «piatti» e non sottostare alle logiche di profitto di poche multinazionali. (foto: alimentazione in ostaggio)

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Nuove misure per incoraggiare i lobbisti a firmare il registro per la trasparenza dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

parlamento europeoIl Parlamento ha approvato le misure volte a incoraggiare i lobbisti che lavorano con le istituzioni europee a firmare il registro pubblico per la trasparenza dell’UE. I deputati hanno chiesto nuovamente di rendere il registro obbligatorio e approvato nuove disposizioni per spingere i gruppi di interesse a creare legami più chiari con l’UE. “Per evitare che la forza di pochi prevalga sugli interessi di molti, l’attività dei gruppi d’interesse (…) deve essere trasparente e seguire norme rigorose”. Queste modifiche (…) costituiscono un passo in avanti in questa direzione, anche se parziale (…) rispetto alla richiesta del Parlamento di istituire un registro obbligatorio”, ha affermato il relatore Roberto Gualtieri (S&D, IT) durante il dibattito di lunedì.La decisione stata approvata con 646 voti a favore a 7, con 14 astensioni.
A oggi, si stima che il 75% di tutte le importanti organizzazioni collegate alle imprese e circa il 60% delle ONG che operano a Bruxelles abbiano firmato il registro. Il Parlamento ha chiesto alla Commissione di presentare una proposta legislativa, entro la fine del 2016, per rendere obbligatorio tale registro.

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Dai governi tecnici ai “pseudo politici”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Si dice che l’Italia sia un paese di furbi. Io sono propenso a pensare che l’esercito dei furbi faccia il paio con gli “gnoccoloni”. Non si può pensare diversamente, stando ai fatti recenti, che un “furbo” dica agli “gnoccoloni” che l’Imu va abolita e che alle poste è possibile avere la restituzione dell’imposta pagata nel 2012 che migliaia di persone si precipitano per chiedere la restituzione dell’indebito pagamento. E ora ci risiamo. Si fa un gran clamore affermando che finalmente l’Imu è stata cancellata ma ci si guarda bene dal precisare che al suo posto vi sarà un’imposta ancora più gravosa con l’espediente dell’accorpamento di altre due tassazioni. E non finisce qui. Si continua a parlare dell’Italia salvata dal rigore di Monti e ora ci accorgiamo che si poteva evitare o per lo meno calibrarlo con investimenti produttivi. Abbiamo fatto, invece, solo gli interessi della Germania che con la recessione italiana ha permesso alle sue imprese manifatturiere di mettere alle corde le omologhe produzioni italiane. Con il varo del governo delle larghe intese abbiamo favorito Mediaset facendogli guadagnare, in pochi mesi, oltre un miliardo di euro. La controprova l’abbiamo avuta in questi giorni in cui si parlava tanto di un Berlusconi che avrebbe staccato la spina al governo. I titoli Mediaset hanno fatto un calo preoccupante e di certo è stato questo il motivo per il quale il cavaliere si è rabbonito. E storie di questo genere ciascuno di noi potrebbe citarle ma a che pro se non sappiamo mettere alla gogna i furbi ed essere meno “gnoccoloni?” (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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La politica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Se in proposito consideriamo più da vicino l’andamento della politica italiana, di questi giorni, ci accorgiamo che siamo interamente sommersi da note contraddittorie. Ci troviamo con una sinistra divisa tra una proposta di stampo socialdemocratico e un’altra massimalista, con una politica economica e sociale di destra e una destra populista. Al centro vi è una folla composita fatta più da scontenti che da elementi impegnati per qualcosa, qualunque essa sia. Inoltre la sinistra mostra chiaramente la sua scarsa vocazione al governo del paese e la destra ed il Centro, che lo saprebbero fare, rimangono schiacciati da un peso ingombrante: quello che, per altri versi, è il suo leader carismatico, Silvio Berlusconi. Costui, bisogna dargliene merito, ha compiuto letteralmente un miracolo mettendo in piedi, in pochi mesi, una forza politica capace di diventare maggio-ranza nel paese, ma non ha saputo gestirla nel senso politico della parola e non certo in quello organizzativo. In questo modo ha perso l’occasione per imprimere un’effettiva svolta al Paese. Oggi è chi, di fatto, inibisce a questa stessa forza di riprendere il controllo politico nazionale. Il suo limite è stato, inizialmente, giudiziario ora lo è nel ritenersi con troppa enfasi un “padre della patria”. Qualche dubbio me lo consente se penso che mostra d’avere più interessi personali che collettivi da difendere.
Quando parla di giustizia e di garantismo diventa naturale pensare ai suoi guai giudiziari. Quan-do parla di tutela dei più deboli quelli che hanno un minimo di memoria pensano ai suoi miliardi “conquistati” in una manciata di anni. Quando parla del tea-trino della politica, rivolgendosi ai politici suoi opposi-tori, non può sfuggire la considerazione che di quel teatrino vi ha fatto parte e vi ha concorso a tenerlo in piede perché gli faceva comodo. Probabilmente ora che è nelle mani degli altri ne sente la nostalgia. Ci troviamo, quindi, con un’opposizione e una maggioranza che di continuo perdono colpi e diventano sempre meno credibili. Con quest’andazzo con quale criterio si può mettere mano alle necessarie ed an-che urgenti riforme strutturali da tutti invocate ma da nessun politico desiderate?
Eppure vi è un’opinione pubblica che ascolta i “profeti” della morale civica e dimentica che sono gli stessi personaggi inquisiti per corruzione e quant’altro. E le loro parole contro l’immoralità cre-scente sono espresse e scritte intingendo la penna d’oro in un calamaio tempestato di pietre preziose mentre vi è gente che muore di fame o è alla ricerca di un posto di lavoro, da tanto, troppo tempo oramai.
Questa stessa gente deve privare i loro figli di un tozzo di pane mentre qualcun altro già pensa di destinare ai propri rampolli un piccolo libretto di risparmio da 70 miliardi di lire e una villa sulla costa Smeralda da 15-20 miliardi di vecchie lire. Per costoro rappresentano gli spiccioli, il superfluo.

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Le nuove regole per le agenzie di rating confermate dal Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

Nuove regole su quando e come le agenzie di notazione del credito possono emettere rating sul debito pubblico e sullo stato di salute finanziaria delle aziende private sono state approvate mercoledì. Secondo la nuova legislazione, le agenzie potranno emettere rating non richiesti sul debito sovrano solo in periodi specifici e per prevenire conflitti d’interessi, è fissato un tetto alle quote azionarie che le agenzie possono possedere negli enti di cui devono stilare la valutazione. È introdotta anche la possibilità per gli investitori di richiedere i danni per rating che si rivelano infondati e danneggiano i loro interessi. Le nuove regole sono state già concordate con il Consiglio.
Grazie ai deputati, le nuove norme migliorano la trasparenza dei rating introducendo l’obbligo per le agenzie di illustrare gli elementi chiave che le hanno portate a stabilire un rating e di astenersi da qualsiasi tentativo di influenzare le politiche nazionali. Date prestabilite per l’emissione di notazioni sul debito sovrano.
Rating non richiesti sul debito sovrano potranno essere pubblicati due o tre volte l’anno, in date stabilite in precedenza dalle stesse agenzie alla fine dell’anno precedente. Inoltre, questi rating potranno essere pubblicati solo dopo la chiusura dei mercati europei e almeno un’ora prima dell’apertura.
Gli investitori che basano le loro attività sui rating potranno citare in giudizio un’agenzia nel caso che la notazione emanata sia in contrasto con le nuove regole previste da questa legislazione, sia intenzionalmente sia per forte negligenza, indipendentemente dalla presenza di una relazione contrattuale fra le parti. Tali violazioni includono anche, a titolo di esempio, la pubblicazione di una notazione compromessa da un possibile conflitto d’interessi.
Per ridurre l’eccessivo affidamento sui rating, i deputati chiedono agli istituti di credito e a quelli privati d’investimento di sviluppare al loro interno le capacità per valutare il rischio creditizio. La Commissione europea dovrebbe inoltre considerare la possibilità di sviluppare delle linee guida europee.
Entro il 2020, nessuna legislazione europea dovrà più fare riferimento a rating esterni e le istituzioni finanziarie non saranno più obbligate a vendere automaticamente in caso di rating verso il basso.
Un’agenzia di notazione del credito dovrà astenersi dal pubblicare rating, o informare il pubblico sull’esistente conflitto d’interessi, nel caso in cui un azionista o un socio, in possesso di almeno il 10% dei diritti di voto, abbia investito nel soggetto valutato.Le nuove regole impediscono infine a qualsiasi persona di possedere più del 5% di diverse agenzie, salvo che queste non appartengano allo stesso gruppo.La relazione Domenici sul regolamento è stata adottata con 579 voti a favore, 58 contrari e 60 astensioni e quella sula direttiva con 599 voti a favore, 27 contrari e 68 astenuti.

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