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Convegno internazionale “C’è speranza se questo accadde al Vho. Mario Lodi a cento anni dalla nascita”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2022

Roma 22 novembre 2022 dalle ore 9.30 alle 18.00, presso la sede del Dipartimento Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre in via Castro Pretorio 20, nella speciale cornice dell’Aula Volpi si terrà il convegno internazionale “C’è speranza se questo accadde al Vho. Mario Lodi a cento anni dalla nascita”. Il convegno è rivolto agli insegnanti, agli studenti di scienze pedagogiche, agli educatori, alle famiglie. Si tratta di un’occasione eccezionale per il mondo della scuola e dell’Università per riflettere su quanto e su come l’eredità del lavoro di Mario Lodi sia raccolta in diversi Paesi europei. Il Capo dello Stato ha destinato al convegno, quale Suo premio di rappresentanza, la Medaglia del Presidente della Repubblica. La presenza dei relatori spagnoli al convegno è testimonianza del ruolo avuto da Mario Lodi, e dai principali esponenti del Movimento di Cooperazione Educativa italiano, nella rinascita di una scuola democratica in Spagna all’indomani della caduta del regime franchista a metà anni ‘70.Un valore culturale quello del Maestro italiano confermato dalla presenza a questo primo convegno internazionale di due accademici della tradizione lodiana in Spagna, con José González Monteagudo, esperto di pedagogia democratica di fama internazionale, e Sara Ramos Zamora, membro del Consiglio direttivo della Fundación Ángel Llorca di Madrid, impegnata nella difesa dell’istruzione pubblica per i più svantaggiati. La loro sarà una testimonianza emblematica, insieme alle tante voci che si alterneranno lungo l’intera giornata di studi che vedrà in apertura i saluti istituzionali di: Massimiliano Fiorucci, Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre; Francesco Tonucci, Presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Mario Lodi; Paola Perucchini, Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione Università degli Studi Roma Tre; Lorenzo Cantatore, Direttore del Museo della scuola e dell’educazione «Mauro Laeng» di Roma.Gli interventi dei relatori, organizzati in sessioni mattutine e pomeridiane, vedranno il susseguirsi di quattro panel. Al mattino i lavori saranno introdotti e coordinati da Carmela Covato (Università degli Studi Roma Tre) e vedranno protagonisti: Massimo Baldacci, (Università degli Studi di Urbino) “Mario Lodi, intellettuale democratico”; Juri Meda (Università degli Studi di Macerata) “Quando la scuola cambia. Il contributo di Mario Lodi al rinnovamento della scuola italiana nel secondo dopoguerra (1948-1968)”; Susanna Barsotti (Università degli Studi di Roma Tre) “Mario Lodi e i suoi ragazzi. Dalla scrittura collettiva all’invenzione di storie protagonisti del primo”; Carla Ida Salviati (studiosa di storia dell’editoria) “Manuali e stupidari. Il dibattito sull’alternativa al libro di testo negli anni Settanta”; Elisabetta Nigris (Università degli Studi Bicocca di Milano) “Dare valore al percorso dei bambini: documentare e valutare la pratica per promuovere apprendimento”; Monica Galfré (Università degli Studi di Firenze) “Il doppio volto della scuola negli anni ’50: tra continuità e innovazione”.Al pomeriggio chairman sarà Marco Rossi-Doria (Presidente dell’Impresa Sociale “Con i Bambini”) che coordinerà gli interventi di: Sara Ramos Zamora (Universidad Complutense de Madrid, Spagna) “La recepción de la pedagogía lodiana en España en la transición democrática”; José González Monteagudo (Universidad de Sevilla, Spagna) “Narrare l’esperienza educativa: scrittura e retorica testuale nel libro Il paese sbagliato”; Silvana Loiero (GISCEL Nazionale) “Mario Lodi, Tullio de Mauro e l’educazione linguistica democratica”; Stefano Oliviero (Università degli Studi di Firenze) “Portare la vita a scuola. Mario Lodi fra cooperazione e educazione al consumo”; Franco Lorenzoni (Movimento di Cooperazione Educativa – Casa Laboratorio Cenci), “Educare in un contesto creativo ricco di molteplici linguaggi”; Lucia Vigutto (Università degli Studi di Bologna) “Mario Lodi alla bottega di Don Julio. Il carteggio con la casa editrice Einaudi”.

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Bando internazionale per la progettazione del nuovo Museo della Scienza di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2022

Roma il nuovo Museo della Scienza di Roma, negli spazi delle ex Caserme di via Guido Reni, quartiere Flaminio. Saranno illustrate le linee guida che porteranno alla realizzazione del Museo della Scienza di Roma. L’obiettivo del bando è acquisire un progetto con livello di approfondimento pari a quello di un progetto di fattibilità tecnica ed economica. Il premio per il primo classificato è di 150mila euro.

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Premio Internazionale Semplicemente Donna

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2022

Arezzo venerdì 18 e sabato 19 novembre ben undici realtà scolastiche della provincia di Arezzo ospiteranno una serie di incontri che permetteranno a centinaia di studenti e studentesse di entrare direttamente in contatto con le premiate dell’edizione 2022 e con alcune grandi protagoniste dell’albo d’oro del Semplicemente Donna come Dacia Maraini, Laura Roveri, Filomena Lamberti, Jasvinder Sanghera, Isabel Russinova, Widad Akrei e Vjosa Dobruna. In occasione del suo decimo anniversario, il Premio Internazionale Semplicemente Donna ha, inoltre, voluto ampliare il proprio impegno verso il mondo della scuola e dei giovani, mettendo in pista la II edizione del Concorso di Borse di studio “Giù le mani, il diritto di contare e allargando il parterre degli istituti che prenderanno parte al progetto. Nelle vallate, oltre a far visita all’I.S.S “Luca Signorelli” di Cortona, al Liceo “Giovanni da Castiglione” di Castiglion Fiorentino, all’I.S.I.S. “Angelo Vegni – Capezzine”, il premio approderà all’I.T.E “Guido Marcelli” di Foiano della Chiana e all’I.I.S “Benedetto Varchi” di Montevarchi. Ad Arezzo, invece, agli alunni e alle alunne del Liceo “Vittoria Colonna” e dell’I.T.I.S “Galileo Galilei”, si aggiungeranno quelli dell’I.S.I.S “Buonarroti – Fossombroni”, del Liceo “Piero della Francesca”, del Liceo scientifico “Francesco Redi”, e i giovani di Rondine Cittadella della Pace. Presentata dall’azienda aretina Menchetti, la X edizione del premio metterà in calendario anche altre iniziative collaterali che anticiperanno la cerimonia di premiazione di venerdì 18 novembre, condotta dalla giornalista di Sky Tg24 Monica Peruzzi. La tre giorni della manifestazione sarà, infatti, inaugurata giovedì 17 novembre alle 15.30 con l’appuntamento negli studi televisivi di Teletruria per la registrazione di una trasmissione, condotta da Luca Caneschi, che avrà come ospiti Laura Roveri, Filomena Lamberti e Isabel Russinova. A seguire, alle 17.30, presso la libreria Feltrinelli di Arezzo, Isabel Russinova presenterà il suo ultimo libro “Non svegliate Baba Roga”. Nello stesso pomeriggio, spazio anche all’evento promosso dall’associazione AIDDA Delegazione Toscana: una conferenza allo Chalet Fontana di Firenze che vedrà la partecipazione di Vjosa Dobruna, premio “Coraggio e Solidarietà” nel 2014, e Giuseppina Mengano Amarelli cui andrà il premio nella categoria “Imprenditoria per il sociale”.

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III Convegno Internazionale sul Paesaggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2022

Parma 27 e 28 ottobre 2022 al Palazzo del Governatore di Parma. L’apertura giovedì 27 ottobre alle 10 con i saluti istituzionali. Interverranno il Prorettore Vicario dell’Università di Parma Paolo Martelli, il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Parma Lorenzo Lavagetto, l’Assessora alla Rigenerazione urbana Chiara Vernizzi, il Direttore dell’Unione Parmense degli Industriali Cesare Azzali, il Direttore Generale di AIPO Meuccio Berselli, il Direttore del Dipartimento Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma Antonio Montepara, il Direttore del Consorzio interuniversitario per le Scienze Ambientali Nelson Marmiroli, Professore Emerito dell’Università di Parma, il Presidente del Corso di Laurea in Architettura e Città sostenibili Michele Zazzi, la Presidente del Corso di Laurea in Storia e critica delle arti e dello spettacolo Elisabetta Fadda, il Vicedirettore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II Pasquale Miano, coordinatore scienti­fico del Master RISCAPE, il Presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Parma e Provincia Daniele Pezzali, il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Parma e Provincia Claudio Ferrari e il Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Parma Antonio Fiorani.A seguire l’introduzione della curatrice Isotta Cortesi e le lezioni magistrali di Gullivar Shepard (Michael Van Valkenburgh Associates, New York) e Francesco Ferrini (Università di Firenze).Nel pomeriggio, alle 14.30, lezioni magistrali di Henri Bava (Agence Ter, Karlsruhe Institute of Tecnologhy, Parigi) e Joao Nunes (PROAP, Universidade Técnica de Lisboa Accademia di Architettura di Mendrisio), e alle 15.30 l’apertura dei tavoli di dialogo. Una riflessione ampia e di alto profilo, promossa dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma a cura di Isotta Cortesi, docente di Architettura del Paesaggio, realizzata con il patrocinio e il contributo dell’Ateneo e del Comune di Parma e patrocinata da diverse realtà non solo locali. Il Paesaggio al Centro – Tra Natura pubblica e Natura operante il titolo della “due giorni”, aperta a studentesse, studenti, esperte/i, professioniste/i e al mondo accademico. Il convegno vuole valorizzare l’interesse e la necessità nel contemporaneo di diversi saperi nell’ambito comune della progettazione e gestione del paesaggio; studi tra i quali diviene sempre più necessaria una condivisione di conoscenze e pratiche nell’idea di fondo che solo con l’impegno comune per il benessere delle persone e la cura degli ecosistemi si potranno avere esiti positivi e durevoli nel tempo. Il progetto di paesaggio elabora la necessaria congiunzione tra la dimensione dell’esperienza estetica (che va oltre l’apparenza delle forme), la dimensione scientifica (ecologica) e la responsabilità etica. Agli esperti viene richiesto di ragionare all’interno di un perimetro, non univocamente definito ma in fase di costante elaborazione, proponendo strategie di trasformazione in relazione ai principi individuati e sanciti dalla Convenzione Europea del Paesaggio, nelle Conferenze internazionali sul Clima e in quelle sul valore della Biodiversità, e nell’orizzonte dell’Agenda 2030 dell’ONU. Nelle due giornate del convegno sono in programma lezioni magistrali di figure di rilievo internazionale (Henri Bava, Catherine Mosbach, João Ferreira Nunes, Gullivar Shepard, Laurent Testot) e nazionale (Francesco Ferrini e Alessandro Bratti), cui si affiancano dialoghi strutturati in modo informale attraverso cinque tavoli tematici (Paesaggio, risorse fossili, deperimento; Paesaggio, energia, sorgenti inesauribili; Paesaggio, crisi ambientali, trasformazione; Paesaggio, acqua, democrazia; Paesaggio, vegetazione, progresso).Venerdì 28 ottobre dalle 9.30 discussione e restituzione pubblica dei lavori. A seguire, dalle 10.30, lezioni magistrali di Laurent Testot (saggista e giornalista, Lione), Alessandro Bratti (Vicepresidente dell’Agenzia Europea dell’Ambiente) e Catherine Mosbach (Mosbach Paysagistes, ENSVersailles, Parigi). Infine la chiusura dei lavori.

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Giornata Internazionale della Pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2022

E’ stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1981. La Comunità di Sant’Egidio si unisce all’appello lanciato dal Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres, e alle sue parole allarmate di fronte allo scenario internazionale e al grido dei popoli che soffrono per i tanti conflitti in corso. Un “compito immenso” è infatti posto davanti ai capi di Stato riuniti per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di fronte al rischio – purtroppo meno remoto rispetto al passato recente – di una catastrofe nucleare, all’aggravarsi della guerra in Ucraina, parte di quella “terza guerra mondiale a pezzi”, di cui papa Francesco denuncia da tempo le tragiche conseguenze sulla vita di milioni di persone. Ma anche di fronte al cambiamento climatico, una vera e propria guerra dell’uomo contro la Terra, è fondamentale dare nuovo slancio al dialogo multilaterale e alla collaborazione tra i popoli, mettendo da parte gli interessi particolari di gruppi o nazioni. Come ha detto recentemente Papa Francesco, “solo il dialogo è la via necessaria e senza ritorno”. La Comunità di Sant’Egidio, impegnata da anni in processi di mediazione e riconciliazione, ribadisce il proprio impegno a fianco delle vittime dei conflitti, lavorando per l’accoglienza a profughi e migranti, e nel favorire il dialogo tra le nazioni e le religioni, come avverrà dal 23 al 25 ottobre a Roma nell’incontro internazionale di Preghiera per la Pace delle religioni mondiali, che avrà come titolo “Il Grido della Pace”.

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Premio internazionale della fisarmonica

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

Più di 200 musicisti da tutto il mondo sono attesi a Castelfidardo (Ancona) dal 28 al settembre al 2 ottobre per la 47° edizione del Premio Internazionale della Fisarmonica (PIF), il più ambito concorso per fisarmonicisti a livello internazionale e trampolino di lancio per i talenti dello strumento a mantice. Nei cinque giorni la città marchigiana, capitale mondiale del popolare strumento, si trasformerà in un villaggio globale della musica grazie a un cartellone con più di 80 eventi, tra concerti, audizioni, premiazioni, presentazioni, seminari, incontri e mostre. Attesi grandi nomi e astri nascenti del panorama musicale con progetti inediti, prime assolute e spettacoli ricchi di contaminazioni artistiche. Oltre a Mario Biondi, tra i concerti si segnalano l’esibizione di Didier Laloy, acclamato interprete della fisarmonica diatonica, insieme a Fabrizio Meloni, primo clarinetto solista della Scala di Milano, il live di Stefano Di Battista, sassofonista di fama internazionale, e il concerto di Vincent Peirani, straordinario fisarmonicista francese considerato l’erede di Richard Galliano.

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Desigual è una casa di moda internazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2022

E’ stata fondata a Barcellona nel 1984. Si caratterizza per la singolarità e il carattere unico delle sue creazioni, pensate per portare positività e autenticità a migliaia di persone che cercano di esprimere la migliore versione di sé stesse. Attualmente, l’azienda ha oltre 2.700 dipendenti ed è presente in 100 Paesi attraverso 10 canali di vendita, 408 negozi monomarca e sei categorie di prodotto: Woman, Man, Kids, Accessories, Shoes e Sport.Dal 2011, la relazione di Desigual con Monsieur Christian Lacroix è molto più di una semplice collaborazione: è una storia di amicizia, rispetto e amore.Lo stilista francese è uno degli elementi imprescindibili dell’haute couture della fine del XX secolo. Legato a nomi e marchi storici, come Hermès, nel 1987 apre la sua maison e per decenni riceve riconoscimenti da parte della critica e del pubblico. Nel corso della sua carriera ha disegnato non solo abbigliamento, ma anche borse, calzature e occhiali; ha creato una linea di make-up con Avon ed è stato persino responsabile di una Capsule Collection per Schiaparelli nel 2013. Per Desigual, avere un amico come Monsieur Christian Lacroix che traduce il suo immaginario haute couture in capi di streetwear per un’infinità di donne, è un sogno che diventa realtà.

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Finanza internazionale: La Fed nel pallone

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi Come ogni anno, nell’ultima settimana di agosto l’attenzione del mondo della finanza internazionale è puntata sul seminario organizzato dalla Federal Reserve Bank di Kansas City nella cittadina di Jackson Hole tra le montagne del Wyoming. Il tema di quest’anno è “Riesaminare i vincoli su economia e politica”, per cercare di far fronte all’inflazione galoppante e alla recessione incipiente. In altre parole alla stagflazione. Dal discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, emerge la mancanza di ammissione degli errori fatti in passato. Invece, egli avverte che, per mettere sotto controllo l’inflazione, sarà necessario uno sforzo prolungato e doloroso per le famiglie e le imprese. Egli parla di alti tassi d’interesse per un periodo più lungo, sperando che “a un certo punto sarà opportuno rallentare il ritmo degli aumenti”. Purtroppo, come sempre, gli effetti delle politiche monetarie della Fed si riverseranno su tutto il resto del mondo, in particolare sui Paesi emergenti e sull’Europa. Per capire sia la grave situazione sia la “pochezza” della visione e della politica del banchiere centrale è il caso di ricordare quanto disse nei due passati incontri di Jackson Hole. Nel 2021 si distinse per le affermazioni relative alla “temporaneità” dell’inflazione, che, secondo lui, sarebbe tornata sotto il fatidico, magico 2%. Un “wishful thinking”, un pio desiderio. Nel 2020, invece, Powell affermò che avrebbe continuato ad acquistare asset fino a ottenere progressi sostanziali quali la massima occupazione e la stabilità dei prezzi. “La mia opinione, disse, è che il test di un nuovo progresso sostanziale sia stato soddisfacente per quanto riguarda l’inflazione.”. Un altro abbaglio. Oggi il bilancio della Fed è di 9.000 miliardi di dollari, con un aumento di circa 4.800 miliardi dal Covid del 2020. Nel discorso di qualche giorno fa, egli ha spiegato la crisi in corso negli Stati Uniti affermando che “l’alta inflazione attuale è il prodotto di una forte domanda e di un’offerta limitata“. Ancora una volta l’abusata e semplicistica legge del mercato, dove domanda e offerta non trovano equilibrio. In questo modo si cercano delle spiegazioni e delle giustificazioni oggettive per coprire le politiche finanziarie “soggettive”, cioè le decisioni e i comportamenti errati e tolleranti verso le speculazioni e le innumerevoli bolle del debito. La politica del tasso zero e degli acquisti di titoli attraverso i quantitative easing hanno gonfiato a dismisura il debito pubblico e privato. Siamo in una situazione peggiore di quella del 2008, con un’incipiente crisi finanziaria con effetti globali. Infatti, tutti gli strumenti di “gestione della crisi” sono già stati utilizzati! Powell ha affermato che, dalle crisi economiche dei passati cinquanta anni, ha imparato tre lezioni. La prima è che “la banca centrale può e dovrebbe assumersi la responsabilità per raggiungere un’inflazione bassa e stabile”. Troppo ovvia. Ci mancherebbe altro. La seconda lezione riguarda il fatto che “le attese pubbliche rispetto all’inflazione futura possono giocare un ruolo importante nel tracciare il percorso dell’inflazione nel tempo”. Quando mancano i programmi e le politiche ancora una volta si ricorre alla psicologia più spicciola per rimpiazzare l’economia. Powell spera che non ci siano altri “grandi choc” e ricorda la Great Inflation del 1979 quando l’allora governatore della Fed, Paul Volcker, intervenne con alti tassi d’interesse. Dimentica, però, di dire che nel giugno 1981 il tasso era del 20%! La terza e ultima lezione sarebbe stare sul pezzo fino alla fine, a qualunque costo. Ricorda che nei 15 anni precedenti l’inizio degli anni ottanta tutti i tentativi di contenere l’inflazione fallirono. In seguito, Volcker impose “una politica monetaria molto restrittiva per un lungo periodo”. Prospettiva amara. Veramente l’ottimismo è poco. Ovviamente le tensioni geopolitiche tra gli Usa, la Cina e la Russia contribuiscono a ridurre ancora di più le speranze di affrontare insieme anche le grandi sfide economiche, finanziarie e monetarie globali. L’unico spazio operativo rimasto è il G20, che alcuni addirittura vorrebbero smantellare. Spazi enormi per l’Europa si aprono se vuole giocare a tutto campo il ruolo di “pacificatore” da un lato e dall’altro di riformatore del sistema economico, finanziario e monetario tra i Paesi del cosiddetto mondo occidentale e i Paesi degli altri continenti, a partire dalla Cina. Di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Formarsi per diventare Funzionario Internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2022

Online il bando SIOI delle Borse di studio per partecipare alla 40a edizione del Master Universitario per le Funzioni Internazionali e per la Cooperazione allo Sviluppo che si svolgerà in modalità blended dal 9 maggio al 18 novembre 2022.Il Master organizzato dalla SIOI, in collaborazione con Unitelma Sapienza, ha l’obiettivo di promuovere la formazione di esperti nella cooperazione internazionale con specifiche competenze nelle relazioni internazionali, nella progettazione di interventi di cooperazione e nella gestione del rischio e nel monitoraggio elettorale. La SIOI, per questa edizione, assegna 3 borse di studio, una a copertura totale e due a copertura del 50% della quota di partecipazione al Master. La domanda di partecipazione dovrà essere inviata entro e non oltre venerdì 8 aprile 2022 all’indirizzo e-mail formazione@sioi.org. Per il Bando e la Domanda di partecipazione, visita la pagina del Master nella sezione “BORSE DI STUDIO”:Il percorso didattico del Master si articola nei seguenti moduli: Diritto e Organizzazione Internazionale; Tutela dei Diritti Umani e Diritto Internazionale Umanitario; Gender, Trade and Emergencies (in lingua inglese); Geopolitica e aree di crisi. Completano il programma i seminari specialistici di carattere multidisciplinare: Progettazione di interventi di cooperazione internazionale; Le missioni internazionali di osservazione elettorale; Fund Raising; Digital Diplomacy; Risk Management: lavorare in Paesi a rischio; il sistema italiano della cooperazione internazionale; Diplomazia Interculturale; La Leadership; La negoziazione; Il Public Speaking. In evidenza – Gli iscritti al Master parteciperanno alla 3a edizione della Spring School Ambiente e Diritti Globali: “Crisi delle Risorse, Conflitti e Disastri Ambientali”, organizzata in collaborazione con Greenpeace Italia, che si svolgerà in modalità web live dal 9 al 13 maggio 2022.

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Radio Onda UER diventa internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2021

L’Università Europea di Roma (UER) appartiene ad un network internazionale che si dedica alla formazione.I corsi di laurea sono pensati per una dimensione globale con esami in lingua inglese, Erasmus, placement e scambi culturali.Anche Radio Onda UER, la web radio nata nell’ambito della Formazione Integrale, vuole rivolgersi ad un pubblico internazionale.In questi giorni sono iniziate le sue trasmissioni in varie lingue, con un messaggio del Rettore Padre Pedro Barrajón LC, dedicato agli studenti di altri Paesi del mondo.“Siamo molto grati al Rettore per il dono di questi messaggi inaugurali, che aprono un nuovo percorso per la nostra giovane web radio”, spiega Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma”. “Il Rettore ha rivolto bellissime parole di saluto e di incoraggiamento ai giovani, ricordando l’importanza del dialogo, dell’ascolto e dell’accoglienza nel percorso universitario. La nostra ispirazione, infatti, è la cultura dell’incontro, che Papa Francesco ci invita a seguire nella vita quotidiana”.

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Summit internazionale “G20 Standardisation organisations contributing to sustainability goals

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2021

Giovedì 28 ottobre dalle 12:00 alle 15:00 si terrà – sotto gli auspici della Presidenza italiana del G20. Organizzato da UNI e CEI insieme agli organismi mondiali IEC – International Electrotechnical Commission, ISO – International Organization for Standardisation e ITU – International Telecommunication Union, l’evento metterà in luce come la normazione tecnica volontaria possa aiutare i governi e le autorità di regolamentazione a trasformare le politiche in azioni concrete sul campo, per implementare in modo efficiente gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030. Le due sessioni affronteranno – rispettivamente – il tema di come la normazione: si inserisca nel processo decisionale politico per contribuire al raggiungimento di specifici obiettivi grazie alla sua peculiare natura consensuale, volontaria, apolitica e transnazionale e possa sostenere il cambiamento senza soffocare l’innovazione; stia già contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU e quale possa essere il suo ruolo nel supportare le priorità espresse dai leader del G20 nel lungo periodo. Ne discuteranno i rappresentanti dei Ministeri e delle Autorità di regolazione italiani più coinvolti, del WTO, dell’OECD, della Commissione Europea e delle organizzazioni mondiali di normazione. “Il power play mondiale si è accorto dell’importanza e delle potenzialità della normazione, adesso sta a noi mettere a disposizione di tutte le Nazioni gli strumenti migliori e supportarle nel corretto uso: per le persone e per il pianeta” afferma Giuseppe Rossi, Presidente UNI. “Sono molto lieto che l’occasione cada nel centenario della fondazione UNI e che i Segretari Generali IEC, ISO e ITU abbiano voluto onorarci della loro presenza”.“Generare e diffondere un patrimonio comune di conoscenze costruite attraverso il consenso è il fine della normazione” commenta Riccardo Lama, Presidente CEI. “In un’epoca di sfide globali decisive e non procrastinabili, il nostro impegno a supporto della visione dei policy makers può renderla un complemento efficace alla legislazione primaria e alla regolazione nel perseguire la prosperità per tutte le persone nel rispetto del nostro pianeta.” http://www.uni.com e http://www.ceinorme.it

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18° Congresso Internazionale SOI

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2021

Roma mercoledì 7 luglio 2021 ore 12.00 Hotel Rome Cavalieri, via Cadlolo, 101 lLa Società Oftalmologica Italiana ha organizzato, il primo congresso in presenza dopo la ripartenza. Tante le tematiche affrontate: ad esempio quelle del Simposio SOI su Responsabilita’ e opportunita’ dell’oftalmologia nella ripartenza post pandemia e le linee guida Covid in oftalmologia. Non solo. Poiché il congresso vedrà la partecipazione di oftalmologi provenienti da tutto il mondo saranno anche illustrate le linee guida internazionali per la cataratta elaborate da SOI e verrà presentata la cronaca e storia della terapia delle maculopatie. Linee guida SOI 2021.

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XXV Premio Internazionale Fair Play – Menarini

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

Roma Giovedì 15 luglio 2021 ore 11.00 c/o Sede nazionale di Confagricoltura – Palazzo della Valle Corso Vittorio Emanuele II, 101 presentazione del XXV Premio Internazionale Fair Play – Menarini, nel corso della quale saranno ufficializzati il programma e alcuni dei premiati dell’edizione 2021, anno del venticinquennale della manifestazione.

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I deputati europei approvano fondi più verdi per lo sviluppo e la cooperazione regionale

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

Il Parlamento ha approvato mercoledì tre fondi UE per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale in Europa per un totale di 243 miliardi di euroIl cosiddetto “pacchetto coesione” comprende l’obiettivo di cooperazione territoriale europea (Interreg), il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione, come anche il regolamento recante disposizioni comuni e un insieme di norme che regolano i fondi regionali, di coesione e sociali dell’UE per i prossimi sette anni.I tre regolamenti, approvati in via definitiva, saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 30 giugno ed entreranno in vigore il giorno successivo.In linea con le nuove norme sulle disposizioni comuni, Interreg e il Fondo regionale e di coesione dovranno destinare almeno il 30% delle loro risorse all’azione per il clima, all’economia circolare e agli investimenti nella crescita sostenibile e nella creazione di posti di lavoro. Sono previste anche misure specifiche per PMI e regioni ultraperiferiche.Con una dotazione di 243 miliardi di euro (a prezzi 2018), il nuovo Fondo regionale e di coesione integrato, equivalente a circa un quarto del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, è il più grande fondo pubblico dell’UE. L’obiettivo non è solo di contribuire alla ripresa dalla pandemia di COVID-19, ma anche di garantire un sistema sanitario pubblico più resiliente. Sostegni anche a cultura, turismo sostenibile e trasformazione digitale.Gli investimenti legati all’energia nucleare o ai combustibili fossili sono esclusi dal sostegno, ad eccezione dei progetti sul gas naturale in sostituzione del carbone (fino al 31 dicembre 2025).Per la cooperazione territoriale europea (Interreg) è previsto un bilancio di 8,05 miliardi di euro (a prezzi 2018) per il periodo 2021-2027, un aumento del 3% rispetto al periodo precedente, con un tasso complessivo di cofinanziamento dell’80% (85% per le regioni ultraperiferiche). La cooperazione transfrontaliera riceverà il 72,2% di queste risorse, mentre la dotazione per la cooperazione transnazionale, interregionale e delle regioni ultraperiferiche ammonta rispettivamente al 18,2%, al 6,1% e al 3,5%. Fino al 20% dei fondi di un programma Interreg può essere assegnato a piccoli progetti.

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Giornata internazionale della luce

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

16 maggio 2021. Il mondo non sarebbe lo stesso senza luce. Da quella del sole fino a quella prodotta dall’energia elettrica, la luce è parte integrante della vita di ognuno e svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita degli individui e della società.In occasione del Light Day, Selectra (selectra.net), il servizio gratuito che confronta e attiva le offerte di luce, gas e internet per aziende e privati, celebra i 7 scienziati che hanno rivoluzionato il mondo dell’energia elettrica. Da Benjamin Franklin a Nikola Tesla, passando per Alessandro Volta e Thomas Edison, ecco allora i 7 uomini che hanno contribuito ad illuminare il mondo, simbolicamente e letteralmente. Benjamin Franklin è uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti, ma anche un uomo che ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo della scienza moderna. Durante la sua vita, infatti, Franklin si interessò allo studio dei fenomeni elettrici, conducendo esperimenti come quello che portò alla nascita del parafulmine, ed elaborò la teoria dell’unicità del fluido elettrico, un concetto che non solo permise allo studio dell’elettricità di svilupparsi verso una concreta applicazione pratica, ma pose anche le basi per le teorie di altri scienziati come Volta, Ohm e Faraday. Alessandro Volta, l’uomo che diede il nome all’unità di misura dell’energia. Nato a Como nel 1745, Alessandro Volta è uno dei più importanti scienziati italiani: scopritore del gas metano, inventore della pila, antenata della batteria e in grado di produrre corrente elettrica in maniera costante. A questo si aggiungono i numerosi studi sull’elettricità, come quelli che portarono alla misurazione accurata della forza elettrica. In sua memoria, ancora oggi l’unità di misura del potenziale elettrico è chiamata “Volt”. George Ohm, il padre dell’unità di resistenza elettrica Fisico e matematico tedesco vissuto tra il 18esimo e il 19esimo secolo, George Ohm fu uno dei tanti studiosi a sfruttare le teorie e gli esperimenti di Volta per compiere ulteriori passi avanti nel mondo della scienza. In particolare, basandosi sulla cella elettrochimica dello scienziato italiano e affiancandola ad attrezzature di sua invenzione, Ohm riuscì a identificare la correlazione tra tensione elettrica, corrente e resistenza. Da questo studio nacquero le leggi di Ohm che portarono alla successiva analisi dei circuiti elettrici e della corrente alternata ad opera di Nikola Tesla. Oggi dà il nome all’unità di resistenza elettrica: l’Ohm. Michael Faraday, lo scopritore dell’induzione elettromagnetica Michael Faraday è uno dei più grandi scienziati britannici di tutti i tempi e grazie al suo instancabile lavoro di ricerca pose le basi per tutti i successivi studi legati all’elettromagnetismo. Scopritore dell’induzione elettromagnetica, nonché di molteplici fenomeni fisici legati all’elettricità, e inventore della gabbia di Faraday, sistema ancora oggi utilizzato per la protezione degli edifici contro i fulmini e per eliminare le interferenze di campi elettromagnetici negli apparecchi per le telecomunicazioni, Faraday ha dato anche il nome all’unità di misura della capacità elettrica: il Farad. James Clerk Maxwell, fisico e matematico scozzese vissuto nel 19esimo secolo, è il padre della moderna teoria dell’elettromagnetismo e colui che per primo definì la luce come un’onda elettromagnetica in grado di muoversi anche nel vuoto. Grazie a quelle che oggi sono note come “equazioni di Maxwell”, lo scienziato permise di riunire in un unico modello i fenomeni elettrici e quelli magnetici, una rivoluzione considerata dalla scienza la “seconda grande unificazione della fisica” dopo quella ad opera di Isaac Newton. Thomas Edison, inventore illuminatolPassato alla storia come uno dei più grandi progettisti e inventori di tutti i tempi, con all’attivo il numero record di 1093 brevetti registrati a suo nome, Thomas Edison riuscì a illuminare il mondo con la sua lampada a incandescenza e con la creazione di un sistema per la generazione e distribuzione dell’elettricità nelle case e nei luoghi di lavoro. A fare la differenza rispetto a tanti altri inventori del suo tempo le straordinarie capacità imprenditoriali, che gli permisero di brevettare prima dei suoi colleghi le sue invenzioni ponendolo al centro della diatriba con Nikola Tesla, passata alle storia come la “Guerra delle correnti”. Nikola Tesla, pioniere dell’elettromagnetismo, Secondo protagonista della lotta scientifica per il controllo del mercato globale dell’energia fu Nikola Tesla, inventore e fisico di origine serbo-croata. Tra brevetti e studi, lo scienziato è ora considerato uno dei pionieri dell’elettromagnetismo e delle sue applicazioni pratiche, ma anche colui che pose le basi per il sistema elettrico a corrente alternata e per il motore elettrico, due esperimenti che portarono alla seconda rivoluzione industriale. Oggi Tesla è conosciuto non solo come un grande innovatore, ma anche come uno dei più importanti ingegneri elettrici di sempre. (fonte: Selectra Italia)

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“Corti a Ponte”, festival internazionale di cortometraggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2021

Online dal 10 al 22 maggio 2021 la quattordicesima edizione del festival internazionale di cortometraggi dai 3 ai 99 anni. Il festival per il 2021 è offerto in un’edizione online per raggiungere il proprio pubblico, nazionale e internazionale, senza che abbia la necessità di muoversi da casa, garantendo la sicurezza di tutti. Una formula di successo, che nel 2020 ha visto superare le 4500 iscrizioni online da tutto il mondo e di tutte le età, per un evento unico nel suo genere in Italia. In aumento il numero di cortometraggi inviati per la selezione. Quest’anno hanno partecipato 2624 corti pervenuti da 101 paesi diversi, tra cui Nepal, Malesia, Egitto e Colombia In 9 mesi, 17 selezionatori volontari hanno visionato i contenuti per 300 ore per offrire un programma di alta qualità e valore culturale. «Il tema scelto per la quattordicesima edizione di “Corti a Ponte” è la Tecnologia – racconta Raffaella Traniello – che intendiamo come quell’ingranaggio che vede da un lato il cervello, il pensiero umano, e dall’altro gli strumenti prodotti da esso, che, a loro volta, generano nuovi pensieri, dando vita a nuovi oggetti e nuovi strumenti. Un ciclo potenzialmente infinito che, a partire dalla coppia primitiva “cervello/selce” ha dato origine a tutto il resto. Abbiamo quindi voluto approfondire la definizione di tecnologia, esplorando i significati che il termine ha avuto nei secoli, quali ad esempio quello di “scienza applicata” oppure di “ricerca e studio sistematico della tecnica”, cioè il pensiero, la riflessione, lo sguardo critico e multidisciplinare che guarda, analizza e progetta il fare della tecnica» La proiezione dei cortometraggi sarà online, con biglietto gratuito, dal 10 al 21 maggio, prenotabile sul sito del Festival (www.cortiaponte.it).

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Giornata internazionale dell’Ostetrica/o

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Maggio 2021

By Dott.ssa Elisabetta Cannone. «Celebrare la Giornata internazionale dell’Ostetrica/o non è solo un appuntamento da calendario, ma significa soprattutto ricordare l’importanza dell’assistenza qualificata e basata su evidenze scientifiche erogata dall’Ostetrica/o: professionista adeguatamente formata nelle scienze ostetrico neonatali e ginecologiche, con un ruolo chiave storico per la salute delle donne, delle madri, dei neonati, delle famiglie e della comunità. L’essenza di questo messaggio è racchiusa nello slogan coniato per la celebrazione del 2021 dall’International Confederation of Midwives: “Follow the data: invest in Midwives”, che invita a focalizzarci sulle evidenze scientifiche che dimostrano come investire nelle Ostetriche/ci migliori gli esiti di salute materno-feto/neonatali», affermano le componenti del Comitato centrale FNOPO. «Già nel dicembre del 2020, un articolo del Lancet Global Health, aggiornando l’analisi svolta nel 2014, ha stimato l’impatto dell’assistenza ostetrica sugli esiti di salute materni e feto/neonatali dimostrando ancora una volta che investire e valorizzare il ruolo delle Ostetriche e modelli organizzativi di continuità assistenziale (presa in carico della donna e della sua famiglia nel periodo perinatale) può ridurre, entro il 2035, del 67% le morti materne e del 64% le morti neonatali prevedibili. Questi risultati non si riferiscono solo ai Paesi a basso reddito, poiché anche in Occidente i Modelli di assistenza a gestione autonoma dell’Ostetrica/o sono associati a migliori esiti di salute: riduzione dei parti pre-termine, delle morti endouterine fetali e degli interventi ostetrici, con un maggior grado di soddisfazione materna.Prestare attenzione ai dati significa programmare e attuare politiche sanitarie e di welfare appropriate e sicure attraverso un maggiore investimento sulla professione ostetrica per il suo ruolo strategico nel promuovere strategie di prevenzione e di empowerment che rafforzano le competenze delle donne all’interno di una relazione di “care” fondata sul rispetto, sulle necessità individuali, sulla promozione dei normali processi riproduttivi e che prevede il trattamento tempestivo delle situazioni complicate e di emergenza – spiegano le rappresentanti nazionale della professione ostetrica -. Anche la pandemia da Covid-19 ha fatto emergere il valore dell’assistenza ostetrica e neonatale territoriale che si realizza attraverso la presa in carico delle donne da parte delle ostetriche/ci e il potenziamento dei servizi di prevenzione nel periodo perinatale ed in ogni fase della vita della donna. L’Ostetrica/o rappresenta, quindi, la chiave per il miglioramento della salute pubblica: la connessione nel tempo (dal parto alla vita adulta) e nei luoghi (dal domicilio, al territorio, fino ai servizi ospedalieri), nonostante il limitato riconoscimento e investimento sul suo ruolo. Molti interventi di salute erogati dalle Ostetriche/i italiane in ogni setting assistenziale, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, si sono dimostrati efficaci nel ridurre la diffusione della pandemia e nel garantire standard assistenziali raccomandati anche alle donne con malattia da SarsCovid-19. In particolare, sono state attivate strategie per intercettare e assistere le donne che, temendo il contagio, avrebbero rinunciato all’offerta di incontri ed esami perinatali raccomandati e indifferibili – spiegano le rappresentanti nazionali della professione Ostetrica. Anche da un punto di vista economico e di tenuta di bilancio dei Governi, investire su questa professione si traduce in una spesa maggiormente sostenibile e, di conseguenza, migliori esiti anche in termini economici.Sebbene abbiamo i dati e le evidenze, spesso però mancano i fatti della politica. La FNOPO, in rappresentanza delle 21mila Ostetriche/i italiane, persevera nella propria azione di dialogo e confronto con i politici e i decisori, affinché prendano coscienza che la formazione accademica, le normative che definiscono l’esercizio professionale dell’Ostetrica/o nonché la robusta letteratura sul ruolo delle Scienze Ostetrico-Ginecologiche Neonatali (Midwifery) nei processi di salute di genere, della donna e dei bambini, impongono di rivedere il paradigma organizzativo orientandolo all’ottimizzazione della risorsa Ostetrica/o in favore di esiti di benessere e salute di donne e bambini maggiormente raggiungibili.Ad esempio, l’implementazione del modello di “Ostetrica di famiglia e di comunità” nel SSR – SSN persegue l’obiettivo di realizzare un sicuro presidio di assistenza continua ed una costante interfaccia con le diverse organizzazioni pubbliche e del privato sociale, Consultori famigliari pubblici e privati, scuole e Servizi sociali, punti nascita e Università, Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta. Un modello che sviluppa un empowerment di comunità, a partire dalla realizzazione del reticolo inter-organizzativo per l’attivazione delle reti solidali socio-sanitarie e di comunità e per il rafforzamento della presa in carico integrata delle donne, dei minori e delle famiglie.L’appello, dunque, è alla responsabilità della Politica, affinché dia risposte alle domande di salute delle donne e delle loro famiglie, non solo in occasione di ricorrenze ma soprattutto con atti normativi per un rinnovamento del welfare sociosanitario basato anche sul potenziamento della dotazione di personale Ostetrico in base alle esigenze della popolazione e con adeguati finanziamenti.Infine – concludono i vertici Fnopo -, per questa edizione 2021 della Giornata internazionalmente dedicata all’Ostetrica/o, la FNOPO ha deciso di realizzare due iniziative: l’ideazione di un logo dedicato all’evento che vuole essere un ringraziamento per la dedizione con cui ogni giorno le colleghe e i colleghi sono accanto alle donne, alle madri, ai bambini e alla comunità e un video che raccoglie immagini della celebrazione delle passate edizioni della giornata del 5 maggio, iniziative e/o eventi realizzati dagli Ordini territoriali per rinforzare la partnership con la loro comunità e le donne».

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Aprile è il mese internazionale della rosacea

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

E’ una malattia cronica della pelle che può suscitare imbarazzo a causa delle manifestazioni cliniche visibili sul volto. Colpisce circa 415 milioni di persone in tutto il mondo e oltre 3 milioni di persone in Italia, ovvero circa il 7-8% della popolazione adulta. La rosacea, come ogni malattia cronica, necessita di controlli periodici, i quali però nell’ultimo anno, a causa del Covid-19, hanno subito forti rallentamenti. In particolare, come dimostrato in un’indagine condotta in Canada e Germania da Galderma, da inizio pandemia solo il 33% delle persone con rosacea si è recata dal proprio medico o dermatologo e solo l’8% ha ricevuto un video-consulto. Analogamente, anche in Italia l’epidemia da Covid-19 ha sommerso tutta la sanità, come ha evidenziato il report «Equità di accesso alle cure e Covid-19» dell’associazione Salutequità; rispetto al 2019, nel periodo marzo-maggio 2020 si è avuta una riduzione di circa il 58% del numero di ricette per prestazioni di specialistica erogate e nel periodo gennaio-giugno 2020 la riduzione è stata pari a 13,3 milioni di prestazioni di accertamenti diagnostici e a 9,6 milioni di visite specialistiche. Si tratta di una condizione visibile, spesso caratterizzata da sintomi quali arrossamento transitorio o persistente e/o manifestazioni infiammatorie quali papule e/o pustole. Questi sintomi se trascurati, possono aggravarsi diventando persistenti. Per questo motivo è stata creata una guida personalizzata per la visita con il dermatologo che i pazienti possono compilare e scaricare sul sito http://www.facciaafacciaconlarosacea.it realizzato da Galderma. Il sito Web guida gli utenti con una serie di domande relative ai propri segni e sintomi, all’impatto emotivo della rosacea e ai trattamenti utilizzati. Una volta completato il questionario viene generata una guida per la visita dermatologica personalizzata in grado di facilitare un dialogo aperto medico-paziente.Un recente studio multicentrico italiano, pubblicato su Dermatologic Therapy Journal, ha analizzato l’impatto dell’uso della mascherina, indossata per almeno 6 ore al giorno, nei pazienti con rosacea e acne non in trattamento. In entrambi i casi, è stato rilevato che l’uso prolungato del dispositivo aveva peggiorato i sintomi della malattia, influendo in modo significativo sulla qualità di vita dei pazienti. In particolare, per la rosacea, è stato riscontrato dopo 6 settimane un peggioramento della malattia, rilevato sia dal clinico sia dall’autovalutazione del paziente, con una diminuzione statisticamente significativa nella qualità di vita. “Questo studio ha evidenziato come la mascherina mantenuta aderente sul viso per tutta la giornata, protettiva per il SARS-CoV-2, è però dannosa per le dermatosi infiammatorie del viso, come la rosacea”, commenta Giovanni Damiani, Assegnista di Ricerca presso l’Università degli Studi di Milano e Direttore dello Young Dermatologists Italian Network (YDIN). “Lo studio ha seguito 36 pazienti con rosacea durante il primo lockdown ed ha monitorato l’andamento della patologia valutandoli al tempo 0 e dopo 6 settimane. I risultati sono stati inaspettati in quanto la mascherina andava a peggiorare la gravità della rosacea aumentando il numero di pustole e l’intensità dell’eritema. In altre parole, la mascherina amplificava l’infiammazione della pelle dei pazienti esaminati. Risulta, perciò, cruciale consultare il proprio specialista anche in pandemia per un monitoraggio stretto della rosacea, sia questo in persona o in teledermatologia”. La rosacea può peggiorare se non trattata e le persone che sospettano di soffrirne devono consultare il proprio dermatologo per una diagnosi precoce e per discuterne il trattamento.

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Giornata Internazionale Epilessia

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

In occasione della Giornata Internazionale Epilessia che si celebra lunedì 8 febbraio, la Società Italiana di Neurologia (SIN) fa il punto su questa patologia neurologica e l’emergenza pandemica che stiamo vivendo. Si tratta di una malattia che interessa circa 50 milioni di persone in tutto il mondo e non meno di 500.000 in Italia, e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) annovera tra le malattie sociali.“L’anno che ci siamo lasciati alle spalle e quello appena iniziato – ha dichiarato il Prof. Giancarlo Di Gennaro, Direttore UO Centro per la Chirurgia dell’Epilessia IRCCS NEUROMED, Pozzilli (IS) e Coordinatore Gruppo di Studio Epilessia SIN – sono stati caratterizzati da sfide inattese e complesse che hanno interessato tutti noi, pazienti e medici insieme: l’emergenza pandemica e il prolungato lock-down che ne è conseguito hanno messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, e limitato l’accesso dei pazienti ai luoghi e alle prestazioni di cura. Queste difficoltà hanno pesato fortemente anche sulle persone con epilessia, affette da una patologia cronica che, in quanto tale, richiede cure periodiche e costanti, e che per di più si associa, in una percentuale non trascurabile di casi, a serie comorbidità cognitive, comportamentali e psichiatriche. In quest’epoca di distanza materiale e incertezza psicologica, si è reso necessario il ricorso a strategie innovative per tentare di garantire la continuità dell’alleanza terapeutica: in particolare, la ‘telemedicina’ ha rappresentato una risorsa importante, e inevitabilmente si candida a conquistare sempre maggior spazio nella gestione di lungo termine delle patologie croniche come l’epilessia. In tal senso – ha concluso il Prof. Di Gennaro – sarà fondamentale uno sforzo collettivo di istituzioni, società medico-scientifiche, pazienti e associazioni, per mettere a frutto l’esperienza della pandemia e rinnovare i modelli di cura e di impiego delle risorse, in modo da essere più preparati alle prossime sfide e più fiduciosi nel futuro”.
Le misure di prevenzione e la campagna vaccinale attualmente in corso rappresentano la chiave di volta per uscire dall’emergenza: le evidenze scientifiche a disposizione non suggeriscono che l’epilessia e i farmaci anti-epilettici rappresentino di per sé una controindicazione all’impiego del vaccino, cui quindi è auspicabile che le persone con epilessia si sottopongano secondo le modalità e le tempistiche previste dagli organi preposti.Molto resta ancora da fare nell’ambito della cura dei pazienti con epilessia: la pandemia in corso ha reso più pressante la necessità di rafforzare le politiche socio sanitarie a favore dei pazienti al fine di migliorare così l’accesso alle cure ed elevare sempre di più gli standard diagnostico-terapeutici.Pur manifestandosi in tutte le epoche della vita, l’epilessia colpisce in particolare le fasce d’età più vulnerabili, registrando due picchi di incidenza: uno nei primi anni di vita, legato principalmente a cause genetico-metaboliche, e l’altro in età più avanzata, in virtù non solo dell’aumento dell’aspettativa di vita, ma anche della maggiore incidenza, negli anziani, di malattie vascolari e neurodegenerative.
L’aspetto più negativo della malattia riguarda il fatto che le crisi si manifestano all’improvviso, in qualsiasi momento e contesto, e possono accompagnarsi a un’alterazione di coscienza che potenzialmente espone il paziente a seri rischi, esitando talora in cadute traumatiche e lesioni anche gravi.Nonostante un vasto arsenale di farmaci dotati di meccanismi d’azione innovativi e tollerabili, ancora oggi un terzo circa dei pazienti risulta resistente al trattamento farmacologico. L’obiettivo che le scienze di base, in stretta alleanza con la ricerca clinica, si pongono dunque per il prossimo futuro è quello di cambiare radicalmente il paradigma del trattamento dell’epilessia, elaborando terapie che interferiscano con l’epilettogenesi, e che quindi siano in grado di curare la malattia e non solo i suoi sintomi, nel contesto di una medicina davvero centrata sul singolo paziente.Sempre in quest’ottica, nei pazienti farmacoresistenti (e non) è inoltre possibile valutare, dopo un accurato studio prechirurgico multidisciplinare, la possibilità di ricorrere a un trattamento chirurgico finalizzato a rimuovere la regione di corteccia cerebrale responsabile delle crisi, spesso con ottime possibilità di guarigione. Qualora questa opzione non fosse percorribile, un’ulteriore risorsa è rappresentata dalla cosiddetta “neuromodulazione”, ossia un trattamento palliativo mediante l’impianto chirurgico di dispositivi (stimolatore vagale o stimolazione cerebrale profonda) che erogano impulsi elettrici diretti al cervello, in grado di ridurre progressivamente il numero e la gravità delle crisi.

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Abu Dhabi riapre al turismo internazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

Abu Dhabi. Lo ha annunciato il Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi), dopo che l’Abu Dhabi Emergency Crisis and Disasters Committee for Covid-19 ha riesaminato e aggiornato le misure attuate dal Paese, comprese le procedure relative all’ingresso di visitatori internazionali.Abu Dhabi continuerà ad implementare misure rigorose in materia di salute e sicurezza per contenere la diffusione del virus e garantire il benessere di residenti e visitatori. I viaggiatori di tutto il mondo potranno volare nella capitale dopo aver presentato un risultato negativo del test PCR Covid-19 valido ricevuto entro 96 ore prima della partenza programmata.All’arrivo ad Abu Dhabi, i viaggiatori dovranno fare un secondo test PCR. I viaggiatori degli stati citati nella ‘green list’ non saranno più obbligati a sottoporsi alla quarantena dopo aver ricevuto un risultato negativo. I viaggiatori provenienti da altri Paesi dovranno invece sottoporsi ad un isolamento fiduciario di dieci giorni. Tutti i viaggiatori dovranno eseguire un test PCR il sesto giorno di permanenza, se soggiorneranno nella capitale per sei o più giorni, e il dodicesimo giorno, se si tratterranno per 12 o più giorni.Ulteriori informazioni sui requisiti e le procedure di viaggio, nonché l’elenco dei Paesi “green”, che verrà aggiornato ogni due settimane, sono disponibili su https://visitabudhabi.ae/en/plan-your-trip/covid-safe-travel/permitted-countries. L’impegno, le iniziative e i regolamenti messi in atto da Abu Dhabi per contenere la diffusione del Covid-19, garantendo nel contempo la continuità dell’attività economica, hanno avuto un grande successo. Le misure adottate hanno consentito all’emirato di mantenere una percentuale eccezionalmente bassa (0,39%) di casi confermati sul totale dei test effettuati.S.E. Saood Abdulaziz Al Hosani, Undersecretary di DCT Abu Dhabi, ha dichiarato: “Accogliere il mondo nel nostro Paese è al centro della visione di DCT Abu Dhabi e siamo lieti che i turisti internazionali possano tornare ad esplorare l’offerta variegata del nostro splendido e vibrante emirato, con la garanzia di viaggiare in una delle mete più sicure al mondo. Sono orgoglioso dell’efficienza e dell’innovazione dimostrate da DCT Abu Dhabi quest’anno, poiché abbiamo saputo reinventare il nostro approccio alla cultura e al turismo, per tornare accogliere i viaggiatori internazionali, proteggendo al contempo il benessere della nostra comunità e dei turisti, che rimane la nostra massima priorità”.S.E Ali Al Shaiba, Executive Director of Tourism and Marketing di DCT Abu Dhabi ha aggiunto: “Il governo e le autorità sanitarie di Abu Dhabi hanno implementato i più elevati standard di sicurezza possibili, insieme a linee guida che continuano ad essere rigorose ed efficaci, permettendoci di accogliere i viaggiatori internazionali senza compromettere la salute pubblica. Abbiamo riscontrato una straordinaria capacità del nostro settore nel garantire la conformità dei livelli igienico-sanitari previsti dalla pionieristica certificazione Go Safe promossa da DCT Abu Dhabi, che fornisce sicurezza e garanzia assoluta a residenti, turisti locali e visitatori internazionali”.

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