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Frost & Sullivan esamina l’impatto dell’incertezza politica italiana sugli investitori internazionali

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Luca Raffellini, Vice President e Head of Business and Financial Services di Frost & Sullivan, analizza la situazione politica italiana e in particolare l’impatto che questa ha avuto nelle scorse settimane e che avrà nel prossimo futuro sui mercati e gli investitori internazionali.
Le elezioni di inizio marzo in Italia hanno proiettato sulla scena partiti con una forte impostazione euroscettica. In un primo momento, sorprendentemente, gli investitori internazionali hanno risposto in modo limitato alla situazione politica piuttosto critica e che non sembrava dare spazio alla formazione di un governo in tempi brevi.“Ora invece, dopo che le due forze politiche che hanno ottenuto la maggioranza hanno stilato un chiaro accordo, i mercati si sono svegliati” commenta Luca Raffellini, “gli investitori internazionali, oltre alla cerchia specializzata degli analisti bancari, stanno penalizzando fortemente gli asset italiani”.Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread (definito come il differenziale tra BTP decennali rispetto ai Bund tedeschi) è volato a 300 punti in pochi giorni, per poi riabbassarsi. “Nonostante lo spread sia molto alto non è comunque ancora a livelli preoccupanti, i rendimenti dei BTP sono solo una delle metriche che valutano la stabilità economica di uno stato, ed è più un sintomo che una causa” continua Raffellini, “è sicuramente un indicatore utile per comprendere la situazione ma non ci dice se il timore degli investitori è l’insolvenza, il rischio valutario, la preoccupazione per la crescita del PIL o altro. Siamo comunque molto lontani dai 600 punti, valori raggiunti nel 2011 con la crisi dell’euro”.
Il dibattito di questi giorni è focalizzato anche sull’euro e sulla preoccupazione per una possibile uscita dall’Unione Europea della sua terza economia. “L’uscita dell’Italia dall’eurozona è uno scenario possibile in linea di principio ma estremamente improbabile nella pratica. Sicuramente non è “priced in” cioè le correzioni dei mercati non lo riflettono, nè su azioni nè su obbligazioni, e certamente non nel forex” commenta Luca Raffellini, “Da tutte le conversazioni fra Frost & Sullivan e i nostri clienti la tesi d’investimento che sembra prevalere si articola su tre valutazioni: La Brexit ha innegabilmente mostrato che districarsi dalla struttura europea è lungo e difficoltoso, quindi un ritorno alla Lira richiederebbe molto tempo; il danno economico inflitto sarebbe così evidente che un governo che tenti un Euroexit vedrebbe un ritorno alle urne molto prima che il processo possa essere completato”.

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Controversie commerciali internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Da qualche tempo parole come “made in” hanno cambiato significato. Uno stesso bene può difatti essere fabbricato in paesi diversi, utilizzando materie prime e servizi che provengono da altri paesi ancora.E’ la globalizzazione dei mercati, con le sue insidie e i suoi vantaggi per imprese e consumatori. E tenendo conto che il tasso di controversie nei rapporti commerciali all’interno di un Paese è già elevato, è facile desumere cosa possa accadere in caso di conflittualità sovranazionali.Nel contesto dei contratti internazionali il ricorso alla autorità giudiziaria ordinaria è reso complesso dalla presenza di sistemi giurisdizionali statali che solo in parte sono coordinati tra loro. E quindi che fare? Se ne è parlato stamani alla Camera di Commercio di Bari nell’incontro “I rapporti commerciali sovranazionali”, un evento col patrocinio dell’ente camerale barese, voluto dalla Camera Arbitrale e della Mediazione su richiesta dell’associazione “diDiritto”, rappresentata dall’avvocato Vittorio De Rosas. «Gli scambi commerciali con i paesi esteri sono fondamentali per la crescita delle imprese, ma è altrettanto fondamentale sapere di poter contare su strumenti efficaci per prevenire o gestire il conflitto, fra i quali le clausole compromissorie e l’arbitrato internazionale, garanzie in più in tutte le transazioni commerciali», ha detto nei saluti il vice presidente della Camera Arbitrale barese, avvocato Francesco Andriani. Che ha altresì evidenziato come la Camera di Commercio di Bari, nella sua funzione di regolazione di mercato, si faccia spesso promotrice di momenti e iniziative formative e informative che possano aiutare gli operatori a prevenire e gestire meglio l’eventuale controversia nel mare magnum della globalizzazione.Nei registri delle imprese pugliesi sono censite più di 380.000 imprese. E una imprenditoria diffusa, che pervade praticamente tutti i comparti economici e con moltissime eccellenze produttive.Queste imprese nel 2017 hanno esportato prodotti superando gli 8 miliardi e 261 milioni di euro per valore delle merci in uscita, un risultato ottimo rispetto al 2016. Parliamo di un +4,10%. Che tra l’altro è un fattore trainante della ripresa.In questo contesto, il contratto internazionale non è più uno scambio bilaterale che si effettua una tantum tra due soggetti ben distinti. E’ un sistema complesso di relazioni/interazioni che durano nel tempo e che integrano segmenti/parti di prodotti e di processi produttivi gestiti da imprese, a volte “indipendenti”, a volte “collegate” da un punto di vista societario, ma comunque legate dalla necessità di integrare le varie fasi del processo di progettazione, fabbricazione, messa in vendita del prodotto o servizio.Nel corso dell’incontro relatori molto qualificati, collegati da Sidney, Londra, Tirana e Bratislava, in diretta Skype e fruibile anche in streaming, hanno parlato di esportazioni e investimenti in Australia, Albania, Gran Bretagna (dopo la Brexit) e Slovacchia, di incentivi all’export nelle Zone Economiche Speciali, di clausole compromissorie e di arbitrato consumeristico internazionale, di strumenti di finanziamento della piccola e media impresa (minibond, titoli di debito, crowfunding) con i rispettivi vantaggi e svantaggi, analizzando gli aspetti tecnici e tecnico giuridici.

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Iniziativa internazionale sul debito pubblico

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 maggio 2017

ministero-finanzeDal 2007 a oggi il debito pubblico mondiale è più che raddoppiato, passando da 28,7 a oltre 61 trilioni di dollari. Nello stesso periodo quello americano è triplicato, attualmente è circa un terzo del totale. Ogni cittadino americano ha più di 60.000 dollari di debito pubblico federale sulle sue spalle. Il record mondiale. Si ricordi che in Italia esso è di circa 38.000 euro pro capite. Il crescente debito globale è una delle più pericolose minacce di crisi sistemiche.
Per il momento, però, sono i Paesi più poveri, e quelli impoveriti o a rischio default, ad esserne schiacciati. Finora i potenti della Terra, anche se di fatto sono i più indebitati, hanno avuto la spregiudicatezza e gli strumenti per far pagare il conto agli altri.
E’ perciò significativo che sia la Santa Sede, e non i governi, a portare all’esame delle Nazioni Unite il tema della legittimità del debito pubblico. Certamente si intravede la mano di papa Francesco.
L’obiettivo, come ci ricorda il professor Raffaele Coppola, direttore del Centro di Ricerca ”Renato Beccari” dell’Università di Bari e tra i principali coordinatori dell’iniziativa, è far pronunciare l’Assemblea Generale dell’Onu al fine di legittimare la richiesta di parere alla Corte internazionale di Giustizia dell’Aja sulla gestione del debito internazionale per verificarne le eventuali violazioni dei diritti umani e dei popoli. Si pone, quindi, l’esigenza di un’analisi approfondita dei fondamenti sia giuridici che etici della questione del debito. Non può diventare un macigno insostenibile per le popolazioni, né frenare lo sviluppo e limitare l’indipendenza e la sovranità di uno Stato.
Molti giuristi di varie ispirazioni stanno riflettendo sul problema del pagamento del debito da parte dei Paesi poveri e sullo stato di forza maggiore e di necessità a cui vengono sottoposti. Per lo stato di forza maggiore il non pagamento dipende da un evento incontrollabile da parte dello Stato. Lo stato di necessità, invece, giustificherebbe l’inadempienza quando il pagamento sarebbe troppo gravoso per i cittadini. Chi può pensare di affamare il popolo per pagare a tutti i costi gli interessi sul debito?
L’iniziativa presso l’Onu costituirebbe un precedente giuridico su una materia nevralgica per lo sviluppo della globalizzazione e in particolare per il rapporto fra Paesi ricchi e Paesi poveri. Di conseguenza non potranno essere ignorati gli effetti deleteri della finanziarizzazione e della deregulation dell’economia.
La proposta della Santa Sede non è campata in aria ma poggia anche su un precedente importante: la risoluzione 69/319 dell’Onu del 2015 relativa ai cosiddetti “fondi avvoltoio”, cioè quei fondi speculativi che operano in modo aggressivo sul debito dei Paesi in crisi. E’ appena il caso di ricordare che essa fu approvata nonostante il parere contrario degli Stati Uniti. I valori esplicitati nella proposta si ispirano alla Carta di Sant’Agata de’ Goti del 1997 nella quale giuristi, uomini di Chiesa, intellettuali e laici misero a punto una serie di principi giuridici per regolare secondo giustizia la questione del debito. In particolare «il divieto di accordi usurari», il rispetto «dell’autodeterminazione dei popoli» e il divieto di «una eccessiva onerosità del debito».
Intorno all’iniziativa vaticana si sta tessendo un’ampia rete di alleanze. E’ importante in quanto la Santa Sede ha lo status di osservatore alle Nazioni Unite e c’è bisogno che uno Stato presenti, in sua vece, la richiesta di discussione all’Assemblea Generale. E’ un ruolo che l’Italia naturalmente potrebbe e dovrebbe assumere. Sull’argomento pare esista già un’intesa di massima con il governo italiano.
Ricordiamo che l’Italia ha già avuto un ruolo meritorio nel 2000 quando il Parlamento approvò la legge 209 relativa alle «Misure per la riduzione del debito estero dei Paesi a più basso reddito e maggiormente indebitati». Il significativo provvedimento nacque sull’onda del Giubileo promosso da Giovanni Paolo II durante il quale fu lanciata la campagna per l’abbattimento del debito dei Paesi poveri.
Al riguardo si ricordi l’articolo 7 della citata legge che recita: «Il Governo, nell’ambito delle istituzioni internazionali, competenti, propone l’avvio delle procedure necessarie per la richiesta di parere alla Corte internazionale di giustizia sulla coerenza tra le regole internazionali che disciplinano il debito estero dei Paesi in via di sviluppo e il quadro dei principi generali del diritto e dei diritti dell’uomo e dei popoli». E’ esattamente l’obiettivo della Santa Sede.
In merito l’Italia, non solo per il rispetto della sua legge ma anche per la sua indiscussa sensibilità per le problematiche dei Paesi in via di sviluppo, può davvero svolgere un ruolo incisivo a partire dal prossimo G7 di Taormina. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Accordi internazionali: Intervento dell’on. Fucsia Nissoli FitzGerald

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

fucsia-nissoli-fitzgeraldL’on. Fucsia Nissoli FitzGerald (DS-CD) è intervenuta nell’Aula di Montecitorio, a nome del suo Gruppo parlamentare, per dichiarazioni di voto su 3 leggi di ratifica di altrettanti importanti accordi internazionali. Tali dichiarazioni sono state tutte favorevoli alla ratifica.
In particolare, si tratta della ratifica dell’Accordo di cooperazione nel settore della difesa tra il Governo della Repubblica italiana e l’Esecutivo della Repubblica dell’Angola, della ratifica dell’Accordo sulla cooperazione e mutua assistenza amministrativa in materia doganale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica socialista del Vietnam e della ratifica del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull’adesione del Montenegro. Quest’ultimo, come ha detto l’on. Nissoli, è “strategico per la gestione della sicurezza in Europa” ma allo stesso tempo non deve rappresentare un gesto ostile verso la Russia. Infatti, l’on. Nissoli ha ricordato: “ allo stesso tempo, ritengo opportuno un dialogo franco con la Federazione Russa tesa a dimostrare la non ostilità di tale operazione”. (foto: Fucsia Nissoli FitzGerald)

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Italia: ratifica del parlamento agli accordi internazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2016

camera deputati2L’On. FitzGerald Nissoli, nell’Aula di Montecitorio, è intervenuta per dichiarazioni di voto favorevoli su alcune importanti ratifiche di accordi internazionali.
Nello specifico sono state approvate, dalla Camera dei Deputati, le ratifiche concernenti: l’accordo di associazione tra Unione europea ed i suoi Stati membri, e l’America Centrale; il Trattato di “assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Panama”; il “Memorandum d’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei Ministri della Bosnia ed Erzegovina sulla cooperazione nel settore della difesa” e l’accordo sul “reciproco riconoscimento dei titoli attestanti studi universitari o di livello universitario rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica popolare cinese”.
In particolare, l’On. Nissoli, per quanto concerne l’accordo di associazione tra la Ue e l’America Centrale, ha rilevato l’azione dell’Ue “tesa a contribuire lo sviluppo e la riduzione della povertà in America Centrale, in linea con gli obiettivi dell’Onu, rafforzando al contempo la lotta al terrorismo”. “Un accordo di particolare importanza – ha detto l’On. Nissoli – per il suo rilievo strategico, sia in termini politici ed economici”.
Sempre rimanendo nel quadrante latino americano, sull’accordo di cooperazione giudiziaria tra l’Italia e Panama, l’On. Nissoli ha sottolineato che la cooperazione giudiziaria può “essere una buona premessa per migliorare i rapporti tra i due Paesi ed intensificare, di conseguenza, le relazioni economiche e culturali, in un clima di fiducia dei rispettivi ordinamenti”.
Invece per quanto riguarda l’intesa fra l’Italia e Bosnia, l’On. Nissoli ha rilevato che la cooperazione militare tra i due Paesi sarà utile per “aumentare la sicurezza e la stabilità nell’area balcanica”.
Infine, l’On. Nissoli ha dichiarato il voto favorevole del suo Gruppo parlamentare sulla ratifica dell’accodo sul riconoscimento dei titoli di studio fra l’Italia e la Cina, precisando che tale accordo favorirà lo studio dell’italiano presso le scuole secondarie cinesi in modo da facilitare l’accesso alle Università italiane. Per tanto rappresenta un passo indirettamente significativo “per la promozione dell’italiano in Cina”.

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“Viaggi internazionali e salute”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

riminiRimini. Venerdì 13 novembre 2015 si svolgerà a Rimini presso le Aule dell’Università di Via Clodia il Convegno nazionale su ” Viaggi internazionali e salute” organizzato dalla Società Italiana di Medicina del Turismo in collaborazione con il Dipartimento di Scienze di Qualità della Vita dell’Università di Bologna.Il Convegno affronterà temi di grande attualità come l’impatto della migrazione sulla salute pubblica e le politiche nazionali di vaccinazione per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive.La lettura magistrale sarà tenuta dal Prof. Robert Steffen, dell’Università di Zurigo fondatore dell’ International Society of Travel Medicine.Il tema delle vaccinazioni sarà trattato da Gaetano M. Fara, Professor emerito dell’Università La Sapienza di Roma. Il tema del rapporto tra Migrazione e salute sarà trattato dal Dott. Davide Mosca, responsabile delle politiche sanitarie dell’ IOM, agenzia dell’Onu per la Migrazione.Il Convegno prevede anche la trattazione del tema sulla contraffazione dei farmaci e quello dell’infezione da Coronavirus MERS che sta provocando un’ epidemia nella Penisola Arabica.

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Investimenti per lo sviluppo di Sharjah

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

SharjahMilano Lunedì 19 ottobre alle 12, presso l’Hotel Principe di Savoia, i responsabili dell’Autorità governativa per gli investimenti e lo sviluppo di Sharjah incontrano gli investitori italiani. Shurooq, l’Autorità per gli investimenti e lo sviluppo di Sharjah, presenterà a una platea di investitori italiani le straordinarie potenzialità dell’Emirato che rappresenta il cuore industriale e culturale degli Emirati Arabi Uniti. Nel corso dello “Sharjah Day”, che si svolgerà alla presenza di Sheika Bodour bint Sultan Al Qasimi, presidente di Shurooq, gli investitori italiani potranno ascoltare e incontrare i responsabili delle diverse entità governative che guidano e supportano la crescita del Paese che sta scalando le classifiche internazionali della qualità della vita e del business.
Tema centrale della giornata le favorevoli condizioni ambientali che rendono Sharjah molto attraente per gli investimenti esteri: collocazione strategica tra Oriente e Occidente, qualità delle infrastrutture, ricchezza di capitale umano, assenza di tasse sul reddito, facilitazioni per la proprietà e le imprese, costo competitivo di immobili e magazzini. Gli interventi approfondiranno in particolare le opportunità offerte nelle aree di business giudicate più promettenti.Programma:
01:00 01:05 Welcome note by Sheikha Bodour bint Sultan Al Qasimi, Chairperson, Sharjah Investment and Development Authority (Shurooq)
01:05 01:10 Welcome note by H.E Eng. Mohammed Ahmed Bin Abdulaziz Al Shehhi, Undersecretary for Economic Affairs, Ministry of Economy
01:10 01:15 Welcome note by H.E Andrea Napoletano, Vice President of World Association of Investment Promotion Agencies (WAIPA),
Director of Foreign Direct Investment Unit – Italian Trade Promotion Agency
01:15 01:20 Welcome note by CAV.LAV. Dr. Mario Boselli, Honorary President of the Italian Chamber of Fashion, Honorary President of the Arab Fashion Council Dubai
01:20 01:30 Presentation by H.E. Marwan bin Jassim Al Sarkal CEO, Sharjah Investment and Development Authority (Shurooq)
01:30 01:40 Presentation by H.E Saud Al Mazrouei, Director of Sharjah Airport International Free Zone and Hamriyah Free Zone
01:40 02:10 Sharjah Panel Discussion – Success Stories followed by Q&A

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La bomba della liquidità nei mercati finanziari è carica

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2015

previsioniSta facendo discutere, fra gli addetti ai lavori del settore finanziario, la recente presa di posizione di Nouriel Roubini, relativa al paradosso della liquidità che potrebbe trasformarsi in una bomba innescata, pronta a scoppiare, nel momento in cui matureranno le condizioni sui mercati finanziari. Qualche mese fa abbiamo recensito un bel libro (“Previsioni”, di Mark Buchanan) che è stato molto sottovalutato dal circuito mediatico, probabilmente perché a scriverlo non è stato un autore inserito nel giro accademico degli economisti, ma un fisico.Una delle tesi principali del libro è che le fondamenta delle teorie economiche dominanti, ovvero il concetto di equilibrio tra domanda ed offerta, è totalmente sbagliata. L’equilibrio domanda-offerta, in realtà, è solo un concetto teorico che non si manifesta praticamente mai nella pratica. Nella realtà abbiamo situazioni più o meno instabili esattamente come con il clima meteorologico. La condizione “normale” è l’instabilità, non l’equilibrio.Ci sono alcune condizioni che favoriscono manifestazioni di instabilità particolarmente forti. L’eccesso di liquidità è senza alcun dubbio una di queste.In altre parole, se noi avessimo una visione teorica dei mercati finanziari più aderente a quella che è la realtà, potremmo avere anche strumenti di gestione e prevenzione delle grandi turbolenze nei mercati finanziari così come abbiamo, in parte, strumenti di gestione e prevenzioni dei grandi fenomeni atmosferici come uragani e simili. Purtroppo, al contrario, abbiamo i principali organi di controllo dei mercati finanziari (cioè le banche centrali) che stanno creando le condizioni affinché si verifichino forti turbolenze.E’ un po’ come se la Protezione Civile modificasse le temperature dell’aria artificialmente, magari con lo scopo di favorire l’agricoltura, ma non si rendesse conto che così facendo favorisce la formazione di uragani.Tornando a Nouriel Roubini, l’economista si è guadagnato una certa fama nel settore finanziario per aver in qualche modo “previsto” la crisi del 2008. Sulla base di questa “fama” (viene chiamato anche Dr. Doom, cioè Dr. Destino) ha creato un po’ la sua carriera professionale e con questa sua nuova presa di posizione da cui abbiamo preso spunto, ci riprova ancora.
La tesi di Roubini è assolutamente sensata ed a noi sembra una “facile previsione”.Cerchiamo di spiegarla meglio per i non addetti ai lavori.Le banche centrali hanno immesso (in USA, UK, Giappone ed altre) e stanno immettendo (in Europa) una quantità impressionante di liquidità nel sistema finanziario.La base monetaria negli USA è quadruplicata rispetto ai livelli pre-crisi.In pratica le banche centrali comprano obbligazioni con denaro che prima non esisteva e quindi immettono nuovo denaro nel sistema. Con questo nuovo denaro si comprano altri titoli.Così tanta nuova moneta nel sistema crea ovviamente inflazione, ma poiché il denaro, in larghissima parte, rimane nel sistema finanziario, l’inflazione è sul prezzo dei beni finanziari (obbligazioni ed azioni) e non sui beni e servizi nel mondo reale.Tutta questa massa di liquidità crea un paradosso. Un eccesso di denaro nel sistema finanziario può rendere più difficile, in determinate circostanze, riuscire a negoziare i titoli per uno squilibrio troppo forte fra domanda e offerta. Espresso in modo sintetico e paradossale: troppa liquidità crea mercati illiquidi. Ecco che ci ricolleghiamo a quanto abbiamo accennato in relazione al libro di Buchanan. Se c’è tantissimo denaro nel sistema, ma tutto il denaro è orientato in fortissima prevalenza in una direzione, non si riesce a formare il prezzo perché non c’è adeguata quantità nella direzione opposta. Immaginiamo, ad esempio, il momento nel quale i mercati si formeranno la convinzione che i tassi siano destinati a salire, magari perché le banche centrali smetteranno di immettere liquidità nel sistema. Tutti vorranno vendere obbligazioni, ma chi comprerà? I prezzi crolleranno rapidissimamente, ma faticheranno a trovare un equilibrio proprio per l’eccesso di denaro che è stato immesso precedentemente nel sistema e che porterà ad un eccesso di persone che in quel momento vorranno uscire. In breve: l’eccesso di moneta immessa dalle banche centrali sta ponendo le condizioni per incrementare gravemente l’instabilità dei mercati finanziari, li sta rendendo, paradossalmente, meno liquidi di prima.Nel suo articolo Roubini ricorda alcuni episodi recenti che dovrebbero fungere da ammonimento rispetto a ciò che potrebbe accadere in futuro. Nel maggio del 2010 avvenne ciò che è passato alla storia come “flash crash”, quando, nel giro di mezz’ora i principali indici azionari americani crollarono del 10% per poi recuperare rapidamente. Nel mondo obbligazionario, qualcosa di simile avvenne nella primavera del 2013 quando Ben Bernanke, allora capo della FED, la banca centrale degli USA, fece capire ai mercati che il così detto QE (immissione di soldi nel sistema, semplificando brutalmente) sarebbe terminato a breve: nel giro di pochissimo i tassi schizzarono di 100 punti base. Una cosa che non si era mai vista prima. Lo scorso ottobre nel giro di pochi minuti il rendimento dei titoli di stato USA salirono di 40 punti base, una cosa che statisticamente avrebbe dovuto essere sostanzialmente impossibile. Questa carrellata di eventi “improbabili” potrebbe concludersi con l’episodio di poche settimane fa relativo ai rendimenti del Bund tedesco che nel giro di pochi giorni è passato a 5 punti base ad oltre 80 punti base.Il problema su cui Roubini cerca di far soffermare la nostra attenzione è che anche i mercati considerati i più liquidi del mondo come quello dei titoli di stato di grandi paesi occidentali o il mercato azionario USA, possono non essere più sufficientemente liquidi per far fronte all’impressionante aumento di denaro che è stato immesso nel sistema, specialmente quando tutta questa massa monetaria tende a muoversi nella stessa direzione .Quali possono essere le conseguenze di questo grave incremento dell’instabilità strutturale?
Tutti coloro che si occupano di mercati finanziari professionalmente sanno che, prima o poi, i mercati invertiranno la loro direzione. Non possiamo sapere quando ciò avverrà, ma sappiamo che ciò avverrà. Ebbene, quando ciò avverrà, è ragionevole attendersi che i movimenti saranno molto più violenti di quelli che abbiamo registrato fino ad oggi. Una “facile” previsione che possiamo abbozzare è la seguente: se le banche centrali non saranno bravissime nel gestire le aspettative, è probabile che assisteremo al più grande crollo del prezzo del bund tedesco che sia mai stato registrato dalla storia dei mercati finanziari.
In generale, potremmo assistere ad un aumento della volatilità molto forte un po’ su tutti i mercati. Per evitare questa turbolenza, le banche centrali dovrebbero riuscire a ritirare la liquidità molto gradualmente riuscendo a gestire le aspettative degli investitori affinché non si precipitino a vendere. Si tratta di un’operazione non impossibile, ma difficilissima. Per i piccoli risparmiatori, che poi sono il tipo di lettore al quale prevalentemente ci rivolgiamo su questo sito, il messaggio forte e chiaro che vogliamo far arrivare è quello di cercare di evitare di trovarsi nel mezzo della prossima turbolenza finanziaria. Già adesso i prezzi della maggioranza degli strumenti obbligazionari sono chiaramente folli. Potranno continuare ad esserlo anche per molto tempo, a causa del comportamento delle banche centrali. Ma ciò che dobbiamo domandarci è: quali sono i vantaggi ulteriori che percepisco tenendo i soldi in obbligazioni che rendono lo zero virgola, rispetto ai rischi che corro nell’ipotesi in cui vi sia una turbolenza finanziaria? (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Al Bateen, cerniera strategica

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

Per chi opera in territorio afgano, per i nostri soldati che che affrontano 20 ore di volo per andare in Aghanistan o per ritornare in Patria, l’atterraggio nell’aeroporto di Al Bateen, ad Abu Dhabi, rappresenta una situazione di particolarmente interessante. Per chi va in Afghanistan, è una tappa di transito, per sostare alcune ore e salire quindi sul C130J, che atterrerà dopo un volo tattico ad Herat, in teatro operativo, ad affrontare situazioni non sempre prevedibili. Per chi rientra in Patria, invece, pur essendo sempre una sosta di alcune ora in attesa del velivolo che dirigerà verso l’Italia, è una tappa ricca di sensazioni ed emozioni che fan sentire la stanchezza fisica quasi un piacere.
Al Bateen è una importante realtà operativa dell’Aeronautica Militare e un hub strategico nel contesto mediorientale, fondamentale crocevia per l’espletamento delle missioni nell’ambito internazionale. “Una cerniera, la descrive l’attuale comandante colonnello Claudio Icardi, “che offre trasporto strategico e tattico, supporto tecnico, logistico ed operativo, alle missioni internazionali a cui l’Italia partecipa con i suoi contingenti militari” … continua … su http://www.cybernaua.it

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Roma: adozioni internazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Roma. «Nel 2010 ben 284 famiglie di Roma e provincia hanno accolto 370 minori stranieri. Il 9% delle adozioni internazionali fatte nel nostro Paese parte proprio dal nostro territorio: un dato consistente che ci fa riflettere». È quanto ha dichiarato l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani, Gianluigi De Palo, intervenendo questa mattina alla presentazione del libro “Figli in attesa” a cura dell’Ai.Bi (Associazione Amici dei Bambini), che, con l’occasione, inaugurava la sua nuova sede romana. «I genitori che scelgono di adottare un bambino tra questi, sono come un frutto fuori stagione – ricorda De Palo – ce ne sono pochi, rispetto ai “figli in attesa”. Occorre sensibilizzare i potenziali papà e mamme e accompagnarli in questa scelta di genitorialità che non è affatto di serie “B”.Abbiamo proposto alcuni corsi per e post matrimonio civile – conclude l’assessore – e mi impegno affinché quello dell’adozione sia uno dei capitoli della formazione per queste nuove coppie».

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Adozioni internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

L’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani condivide l’ambizioso progetto del Parlamento Europeo di facilitare le adozioni internazionali al fine di impedire, o quantomeno ridurre, il fenomeno della compravendita illegale di bambini o la sosta di questi ultimi presso internat o strutture simili. In merito il presidente nazionale AMI avv. Gian Ettore Gassani dice: “ Da anni si parla in Europa e nel mondo di semplificare il percorso delle adozioni internazionali.
Tuttavia manca una politica comune che concretamente miri ad assicurare sostegno all’infanzia e all’adolescenza abbandonate. A parere dell’AMI per facilitare le adozioni internazionali occorrerebbe innanzitutto prevederne la gratuità atteso che l’adozione, nobile ed alta scelta
d’amore e di coraggio, rappresenta un lusso finanche per i benestanti e che in altri ceti sociali è possibile solo accendendo un mutuo. Occorre inoltre velocizzare le pratiche burocratiche: i tempi dell’adozione internazionale, specie nel nostro Paese, sono ancora lunghi ed incerti”. I costi di un’adozione internazionale per due coniugi italiani variano tra 5 e 20.000 euro (senza tenere conto di tante spese accessorie, ma spesso indispensabili, da sostenere all’estero). I tempi sono compresi tra i 18 ed i 40 mesi, a seconda del Paese di origine del bambino da adottare. “Fin quando i genitori adottivi italiani ed europei saranno vessati sul piano economico e burocratico, le
adozioni internazionali saranno sempre difficili ed i bambini abbandonati saranno sempre più alla mercé di organizzazioni criminali che, facendo leva sulle debolezze ed imperfezioni dell’attuale sistema, continueranno a proporne la compravendita al mercato nero. ‘Comprare’ un bambino o adottarlo costa la stessa cifra (circa 15-20 mila euro). La differenza è che il mercato nero consegna i bambini in tempo reale mentre l’attuale sistema sempre più burocratico ed ipocrita, costringe le coppie ad attese insopportabili. Pertanto il Parlamento Europeo spieghi bene cosa intende quando dichiara di voler facilitare le adozioni internazionali. Vi è la netta sensazione che si tratti dell’ennesima, vuota, enunciazione di principio”.

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Scenari internazionali: crisi e ruolo religioni

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2010

Nei giorni in cui i lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite non nascondono i limiti dell’azione diplomatica internazionale e acuiscono l’esigenza che l’O.N.U. trovi una sua più efficace collocazione rispetto ai mutati contesti socio-politici ed economici, i Vescovi hanno espresso preoccupazione per uno scenario mondiale che si presenta incerto e conflittuale. La perdurante tensione in Iraq, la precaria situazione in Afganistan, in Palestina e le tragedie dimenticate di molti Paesi africani chiedono un coerente impegno di tutta la comunità internazionale per dare concreta applicazione ai diritti dell’uomo e dei popoli. Il nuovo blocco imposto al processo di pacificazione in Terra Santa rafforza la convinzione che si potrà avere qualche probabilità di un dialogo costruttivo tra palestinesi e israeliani solo nell’impegno “concorde, coordinato e determinato” delle maggiori potenze e istanze internazionali. La stessa spirale del terrorismo, con una sequenza crescente di attentati e di massacri, che determina un clima di instabilità e di incertezza, non sembra possa essere sconfitta con il solo ricorso al contrasto armato, quanto piuttosto con il “dare soluzione ai problemi da cui essa trae alimento”. Occorre, quindi, intraprendere un cammino di vera equità, di forte solidarietà, di matura libertà, di pieno rispetto dei popoli e di autentica civiltà, che veda in prima linea i Paesi democraticamente avanzati ed economicamente più forti, evitando anacronistiche chiusure e ingiustificate contrapposizioni di interessi.

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Le adozioni internazionali in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

Restano senz’altro significative scelte d’amore e di coraggio da parte di aspiranti genitori che intendono adottare bambini senza famiglia. Tuttavia resistono moltissime zone d’ombra attorno a questo gesto che dovrebbe fare dell’altruismo il vero filo conduttore.  “Le statistiche descrivono un fenomeno preoccupante: le adozioni internazionali perseguite da molte famiglie italiane sovente sono motivate da scelte razziste e sessiste” afferma l’avv. Gian Ettore Gassani, Presidente Nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani.  “Nel 2009 – continua – sono stati 3.964 i bambini adottati in Italia. Negli ultimi 10 anni sono stati adottati 27.965 bambini da 22.665 coppie (con una media di 1.23 per famiglia). Dati i costi delle adozioni del tutto imprevedibili (dai 5 mila ai 25 mila euro a seconda del Paese di origine del bambino adottato), le adozioni internazionali restano sostanzialmente appannaggio delle coppie benestanti di cui il 65% è residente nelle regioni centro settentrionali (dal 16 novembre 2000 al 31 dicembre 2009 la Lombardia è stata la regione con il maggior numero di bambini adottati: 4.644 seguita dal Veneto: 2.459; Toscana: 2.065; Lazio: 1.947; Campania: 1.416). La maggioranza delle coppie di aspiranti genitori adottivi ‘sceglie’ e ‘acquista’ bambini di pelle bianca, per lo più provenienti dall’est europeo (Russia in primis poi Ucraina). Pochissimi sono i bambini provenienti dal ‘Terzo mondo’. L’aspetto più significativo è che i coniugi italiani, nel 60% dei casi, chiedono ed ottengono bambini di sesso maschile quando invece la maggioranza dei piccoli abbandonati è di sesso femminile. Le leggi internazionali e gli ultimi orientamenti della Suprema Corte di Cassazione sanciscono, di contro, che una coppia debba adottare un bambino ‘a scatola chiusa’ senza poter scegliere etnia, colore della pelle, provenienza geografica, sesso e condizioni di salute. Soltanto l’età è subordinata a quella degli adottandi anche se si registrano casi di adozioni di bambini molto piccoli (la media è 5 anni) in favore di coppie non più giovanissime”.  La maggioranza delle coppie vuole, quindi un bambino maschio, di pelle bianca, biondo, occhi azzurri, sano e piccolo di età. Questo è quanto emerge dai dati della CAI (Centro Adozioni Internazionali) e del Centro Studi AMI.  Dati alla mano, Gassani denuncia: “Nel 2008 nel 26% dei casi i Tribunali per i Minorenni hanno rilasciato alla coppie decreti di idoneità ‘mirati’ (con l’indicazione del Paese di provenienza del bambino, la specifica appartenenza ad una determinata etnia, il genere del minore, lo stato di salute, l’età giusta). Soltanto 14 bambini su 100 che entrano in Italia sono affetti da patologie a fronte del 35% dei bambini malati che vive negli internat”.

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Relazioni internazionali e superpotenze asiatiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

Perugia 6 ottobre a Palazzo Gallenga  Aula Magna, (ore 18:00) Ne discuteranno Lucio Caracciolo, direttore di Limes, e Alessandro Campi, direttore scientifico di Farefuturo. Introdurrà i lavori Dianella Gambini, direttore del Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell’Ateneo, mentre al rettore Giannini avrà il compito di svolgere l’intervento conclusivo.  Sarà presente l’autore del libro Emidio Diodato: <<Il paradigma geopolitico: le relazioni Internazionali nell’età globale>>. L’evento ha un titolo provocatorio, ma non troppo: <<Addomesticare L’Iran: una missione per Washington o per Pechino?>>. Nel corso dell’incontro verrà presentato il volume di Emidio Diodato <<Il nuovo paradigma geopolitico: le relazioni internazionali nell’età globale>>  C’era una volta la guerra fredda, due potenze contrapposte e molte costellazioni di ordigni nucleari pronti all’uso. Del proprio avversario ognuno dei protagonisti della scena mondiale spesso sapeva poco ma capiva tutto. Oggi la locomotiva della storia ci ha condotto verso orizzonti diversi, dove, sovente, i decisori internazionali si trovano – al contrario – a sapere tutto ciò che c’è da sapere ma a capire poco degli scenari che hanno di fronte. L’asse planetario pare essersi spostato ad Est e nuovi sono gli ambiti regionali di crisi. Le autostrade di fibre ottiche hanno reso globali comunicazione, produzione e beni di consumo, facendo tuttavia germogliare il seme dell’interdipendenza planetaria in ordine a finanza, economia, ecologia, energia, ecc.   Come organizzare strategie di governo del pianeta in questo nuovo millennio e in un presente in cui, in controtendenza, c’è ancora chi, come l’Iran,  insegue il traguardo della dotazione nucleare?

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Internazionali di S. Teodoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

“L’E…Vento di San Teodoro”, la kermesse che dal 16 al 19 settembre ha riunito per il quinto anno consecutivo in Sardegna alcuni dei migliori atleti del kitesurf e windsurf a livello italiano e internazionale, premia la classe di Alice Brunacci. La 23enne atleta di Follonica (GR) – già campionessa italiana di kitesurf per 4 anni consecutivi – si rende protagonista di un exploit straordinario classificandosi al secondo posto assoluto nella gara di freestyle, competizione aperta a campioni di  entrambi i sessi.
Con una seconda parte di gara “perfetta”, la Brunacci ha sbaragliato la concorrenza degli altri kiter, arrendendosi solo al portoghese Paulino Pereira (Portogallo), rinomato campione della specialità. Il podio è stato completato dal brasiliano Gleison Monteiro (Brasile). Alice – che a 16 anni si è innamorata del kite ed è supportata anche da importanti sponsor tra i quali Daihatsu, North Kiteboarding e Ion – non è nuova ad exploit di questo genere e nelle competizioni italiane si è rivelata talvolta superiore ad alcuni atleti uomini.  Per la ragazza di Follonica un successo sensazionale impreziosito dal folto pubblico che – durante i quattro giorni di San Teodoro “E…Vento 2010” – ha toccato quota 12.000 presenze. Oltre 80 invece i brand presenti alla kermesse sarda e 150 atleti iscritti alle gare, tra competizioni di kite, windsurf, Stand up paddle, Beach Tennis, Canoe e tanto divertimento sulla splendida spiaggia “La cinta” di San Teodoro. (alice)

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Studi biochimici internazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Parma. Sono stati pubblicati sull’edizione on-line di Nature Chemical Biology, la più autorevole rivista internazionale di studi biochimici, i risultati di un importante studio condotto da un gruppo di ricerca delle Università di Parma e Padova. In particolare, la ricerca è stata condotta presso il Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Ateneo da Roberto Costa, Ileana Ramazzina, Rodolfo Berni, Alessio Peracchi e Riccardo Percudani, e presso il Dipartimento di Chimica Biologica dell’Università di Padova da Laura Cendron e Giuseppe Zanotti.
Lo studio si incentra sulle sostanze che vengono eliminate dall’uomo e da altri animali come scarti del metabolismo. Esse possono essere utilizzate da microorganismi (ad esempio batteri che colonizzano l’intestino umano) come fonti di nutrimento. E’ il caso delle basi puriniche, componenti del DNA e dell’RNA, che vengono prima trasformate in forma ossidata e poi eliminate per ridurre l’eccesso di azoto dell’organismo. Nell’uomo, il prodotto della degradazione delle purine è l’acido urico, una molecola poco solubile che, quando presente in concentrazioni eccessive, si deposita a livello delle articolazioni o dei reni provocando una malattia nota come gotta. Un tempo etichettata come malattia dei ricchi – era definita la malattia dei re – la gotta è divenuta in tempi moderni una patologia democratica, costituendo la forma più comune di artrite infiammatoria nei paesi sviluppati e in via di sviluppo.
Paradossalmente, l’acido urico eliminato dal metabolismo umano deriva da molecole che richiedono un notevole investimento di materiali ed energia. Ad oggi non si conosceva una via metabolica che permettesse di recuperare almeno in parte le molecole investite nella sintesi delle purine. Ora una via metabolica che consente il recupero di una sostanza utile per la cellula (l’aminoacido glicina) dall’acido urico è stata identificata in alcuni microorganismi.
Le somiglianze strutturali tra la transaminasi batterica e le transaminasi di uomo e altri animali hanno permesso di ricostruire la storia evolutiva della proteina, datandone l’origine in concomitanza con la comparsa degli animali, ovvero gli organismi che eliminano grandi quantità di purine ossidate. La presenza nel tratto digestivo di batteri in grado di metabolizzare efficacemente l’acido urico potrebbe essere tra i fattori che determinano i livelli generali di acido urico e la possibilità di sviluppare le patologie correlate alla gotta. Nature Chemical Biology, Pubblicato on-line 19 sett. 2010, DOI 10.1038/nchembio.445. (Riccardo Percudani)

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Berlusconi e il cavallo di Troia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

Si sta avverando quando avevo previsto già da alcuni anni: il berlusconismo sarebbe finito  a causa di “fuoco amico”, per eccesso di sicumera e abuso di tracotanza. E’ penoso rilevare ciò, perché dimostra l’inconsistenza di una opposizione incapace di fronteggiare un fenomeno mediatico che nulla ha a che vedere con la politica,  il governo di uno Stato, l’economia di una nazione, i rapporti internazionali, la diplomazia e, infine, la solidarietà tra tutti  (indistintamente tutti…!) i componenti della società  civile, senza privilegi noti o occulti e senza persecuzioni immotivate. Combattere il berlusconismo con le medesime armi non sarebbe stato possibile, proprio per una abissale differenza del “potenziale di  fuoco”; il m berlusconismo possedeva e possiede ancora i mezzi di comunicazione di massa con TV, giornali, radio, riviste, nonché i mezzi di corruzione di massa, trovandosi sempre parlamentari disposti alla corruzione in cambio della certezza di un seggio. Lo sgambetto decisivo non poteva che partire dall’interno. C’è da dover ammettere che una opposizione in grado di prospettare soluzioni sociali, programmi di sviluppo,  progetti generazionali, non avrebbe avuto alcuna chance  di successo, dovendo prospettare soluzioni e impostazioni impopolari ma necessarie, contro le promesse da marinaio d’acqua dolce, elaborate non sulla base di una progettualità ideologica, ma molto più banalmente attraverso i sondaggi. In pratica sono stati alterati i termini del problema politico: utilizzare il governo per ottenere consensi e non beneficiare dei consensi per ben governare.  Da qui il fuoco amico, giunto quando è stata impostata una politica personalistica identificabile con il vecchio adagio “il troppo storpia”.Ora sarebbe il momento per una saldatura generazionale, in grado di fornire i numeri necessari per cacciare fuori dalla stanza dei bottIni i mallevadori  del malgoverno, badando, innanzitutto, al futuro del paese e non all’immediato presente di pochi. (Rosario Amico Roxas)

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Il ruolo della diplomazia italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Roma  17 giugno alle ore 17.00 presso la Sala conferenze dello “Spazio Europa” in Via Quattro Novembre, 149   convegno, organizzato in collaborazione con il  Consiglio  Italiano del Movimento  Europeo I lavori iniziano con i saluti di  Lucio Battistotti, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, segue l’introduzione  di Arrigo Levi Consulente del Presidente della Repubblica. Interventi Amb. Rocco Cangelosi   autore di “Il ventennio costituzionale dell’Unione europea”, ed. Marsilio 2009. Amb. Silvio Fagiolo   autore di “L’idea dell’Europa nelle relazioni internazionali”, ed. Franco Angeli 2009.  Amb. Guido Lenzi, curatore scritti di Roberto Ducci “Le speranze d’Europa”, ed. Rubbettino 2007. Le conclusioni saranno tratte dall’Amb. Pietro Calamia Socio benemerito CIME, già Rappresentante Permanente dell’Italia presso l’UE, dal Prof. Paolo Ponzano, Istituto Universitario Europeo, già direttore al Segretariato Generale della Commissione europea. Coordina i lavori: Valerio Zanone, Presidente Consiglio Italiano del Movimento Europeo – CIME

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Investimenti internazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2010

Londra 17 maggio 201014 e 50 ora di Londra (8 e 50 CT – 9 e 50 ET – 6 e 50 PT) Conferenza annuale sugli investimenti internazionali  di Rodman & Renshaw. Far East Energy Corporation (OTC Bulletin Board: FEEC) ha annunciato che il suo presidente e amministratore delegato, Michael R. McElwrath, sarà tra gli oratori della conferenza annuale sugli investimenti internazionali di Rodman & Renshaw in programma alla Grosvenor House di Londra. McElwrath terrà una presentazione a nome di Far East Energy il 17 maggio 2010 alle 14 e 50 ora di Londra. Chi vi fosse interessato può assistere alla presentazione tramite il Webcast, il cui link è disponibile presso il sito dell’azienda alla pagina http://www.fareastenergy.com. Per partecipare occorre iscriversi circa 10 minuti prima della presentazione:
La Far East Energy Corporation, con sede a Houston, Texas, e uffici a Pechino, Kunming e Taiyuan in Cina, si occupa principalmente di esplorazione e sviluppo di gas metano da strati carboniferi in Cina. http://www.fareastenergy.com

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Settimana culturale egiziana a Milano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Milano 28 aprile – 2 maggio 2010 Cinema Gnomo  La serata inaugurale della rassegna avrà luogo presso la Sala del Grechetto a Palazzo Sormani il 28 aprile alle ore 18.30. Sotto l’Alto Patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica Araba d’Egitto, con la Collaborazione dell’ Ufficio Culturale Egiziano, dell’Ufficio del Turismo Egiziano e dell`Accademia d`Arte Egiziana a Roma e con la collaborazione del Comune di Milano, del Gabinetto del Sindaco Ufficio Relazioni Internazionali e dell’Assessorato alla Cultura, Settore Spettacolo e Ufficio Cinema del Comune di Milano, con la collaborazione della Direzione del Settore Biblioteche del Comune di Milano e del Conservatorio di Milano, Il Console Generale d`Egitto a Milano, Sua Eccellenza Amr ABBAS e la sua Consorte Maha ABBAS, Si pregiano di annunciare la Prima Edizione a Milano di una Rassegna Cinematografica dedicata all’Egitto, la cui Cultura Millenaria da sempre affascina.  Presentando una selezione filmografica dell’Egitto dalla metà del secolo scorso ai giorni nostri, si entrerà nel vivo della conoscenza della vita contemporanea di un Egitto Moderno che mantiene alti i valori delle Sue Tradizioni.   Anche i seminari che anticiperanno la proiezione dei film  proposti nelle quattro  serate avranno la caratteristica di risvegliare nel pubblico quella voglia di ascoltare ancora trame sull’ Egitto Dorato e di stupirlo con spettacoli di un’avanguardia artistica eccezionale.   Ingresso Libero sino ad esaurimento dei posti

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