Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘internazionalizzazione’

Risultati 2017: crescita record del supporto a export e internazionalizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

L’Assemblea degli azionisti di SACE (Gruppo CDP), presieduta da Beniamino Quintieri, ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2017. In un anno in cui l’export italiano ha segnato una crescita del 7,4%, superiore a quella di Germania e Francia, e si è confermato motore di sviluppo del Paese con un contributo al PIL pari al 30%, il Polo SACE SIMEST ha incrementato significativamente il sostegno alle attività di export e internazionalizzazione delle imprese italiane, mobilitando risorse per 25,3 miliardi di euro – il livello più alto raggiunto in 40 anni di attività -, in crescita del 41% rispetto al 2016.“La straordinaria crescita delle attività registrata nel 2017 è frutto dell’impegno di tutte le società e delle persone del Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP nel perseguire l’obiettivo di massimizzazione del supporto alle imprese italiane – ha dichiarato Alessandro Decio, amministratore delegato di SACE -. Continueremo a lavorare con determinazione per consolidare i risultati raggiunti e sostenere, attraverso le importanti risorse e la solidità del Polo SACE SIMEST, la capacità di innovazione e lo sviluppo internazionale di un numero crescente di imprese”.Al forte aumento dei volumi, SACE ha confermato la sostenibilità economico e finanziaria del proprio modello di business, registrando un miglioramento della solidità patrimoniale (SCR in crescita di 23 punti percentuali a 177%) e degli indici di efficienza (cost/income in calo dal 14% al 10%), e una redditività in linea con gli obiettivi di Piano Industriale (ROE pari a 5,9%).L’Assemblea ha approvato, inoltre, la distribuzione all’Azionista di un dividendo pari a 150 milioni di euro e l’accantonamento a riserva di 124,9 milioni di euro.

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Al via Bando Regione Lazio Internazionalizzazione PMI 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

A sostegno delle PMI, dei liberi professionisti e delle imprese, per rilanciare il Made in Italy nel mondo e aprire nuove connessioni con il mercato internazionale, Lazio Innova presenta il bando Regione Lazio Internazionalizzazione PMI 2018: 2,2 milioni per le piccole e medie imprese che vogliono rafforzare la competitività sui mercati esteri. Il nuovo bando è un contributo a fondo perduto per le singole PMI, i liberi professionisti e le aggregazioni d’impresa, con almeno una sede operativa nel Lazio, che intendono realizzare progetti imprenditoriali di internazionalizzazione. La dotazione complessiva è di 2,2 milioni di euro e offre alle imprese laziali il sostegno nella promozione dell’export, con l’obiettivo di avviare e/o consolidare le attività e i prodotti sui mercati esteri. Tra i diversi investimenti ammissibili, sono riconosciuti i costi per la partecipazione alle manifestazioni fieristiche, ai saloni internazionali e agli eventi commerciali di rilievo presso showroom e centri espositivi all’estero. Così come le spese per le attività connesse alla realizzazione della prima vendita in un paese estero e per l’acquisizione di altri servizi specialistici come i piani di penetrazione commerciale, il Temporary Export Manager e altre consulenze. Il bando sostiene inoltre tutte quelle attività rivolte al miglioramento della qualità della struttura aziendale o del sistema produttivo che abbiano per obiettivo l’esportazione o di stabilire accordi con clienti e partner esteri. Ma anche i costi d’acquisto delle certificazioni degli standard tecnici, di qualità, di tipicità dei prodotti e dei sistemi ambientali e per proteggere, nei paesi target, i marchi e gli altri diritti industriali.
Partecipare è semplice, basta accedere già da subito alla piattaforma telematica di Lazio Innova GeCoWEB e compilare il relativo formulario on-line. La domanda di partecipazione dovrà essere poi perfezionata e inviata a Lazio Innova tramite PEC a partire dalle ore 12.00 del 1 marzo e fino alle ore 12.00 del 24 maggio 2018. Per le PMI in forma singola il costo complessivo di ciascun progetto presentato non dovrà essere inferiore a 5 mila euro, mentre le spese ammissibili a contributo non potranno comunque superare i 30 mila euro. Per le aggregazioni temporanee invece gli stessi costi sono rispettivamente di 20 mila e 100 mila euro.

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Deutsche Bank e SACE (Gruppo CDP) insieme per l’internazionalizzazione delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Deutsche Bank e SACE (Gruppo CDP) hanno finalizzato un’operazione del valore complessivo di circa 9 milioni di euro, destinati a sostenere l’espansione in Messico di Fimer, azienda di Vimercate specializzataDeutsche bank nella progettazione, produzione e vendita di inverter modulari a elevatissima efficienza per impianti fotovoltaici di grandi dimensioni.
Nello specifico, SACE ha garantito due performance bond del valore complessivo di 4,3 milioni di dollari emessi da Deutsche Bank nell’interesse di Fimer per l’esecuzione delle forniture di centrali di conversione destinate a due impianti fotovoltaici in Messico.
Inoltre, Deutsche Bank ha fornito a Fimer un finanziamento di ulteriori 5 milioni di euro di liquidità per perfezionare le commesse.“Con questo progetto consolidiamo la nostra posizione di leadership nei mercati latinoamericani per la fornitura di sistemi di conversione di energia elettrica per impianti fotovoltaici cliente – spiega Ambrogio Carzaniga, Amministratore Delegato di Fimer –. Siamo grati a SACE e Deutsche Bank per il sostegno finanziario garantito al progetto vinto grazie all’elevata specializzazione e innovazione dei nostri prodotti che hanno saputo rispondere al meglio alle esigenze tecniche e tecnologiche del cliente. Fimer investe costantemente in ricerca e sviluppo e da quest’anno è pienamente operativo il nostro nuovo stabilimento a Vimercate, aumentando la nostra capacità produttiva. Con questa strategia riteniamo di aver creato le condizioni per soddisfare un mercato in crescita a livello mondale come quello del fotovoltaico ed aver interpretato al meglio il concetto di internazionalizzazione del Made in Italy”.“Siamo soddisfatti di continuare, insieme a SACE, nostro consolidato partner, ad affiancare le imprese del nostro Paese nei loro processi di crescita, non solo sul mercato domestico, ma anche all’estero – commenta Silvio Ruggiu, responsabile rete filiali di Deutsche Bank in Italia –. Pmi e internazionalizzazione sono per noi un binomio fondamentale per la sviluppo dell’Italia e per la valorizzazione delle sue eccellenze”.“Con questa operazione, prosegue il nostro impegno al fianco di Deutsche Bank nel supporto ai progetti di internazionalizzazione delle imprese italiane che, come Fimer, crescono in mercati complessi ma ad elevato potenziale come quelli latinoamericani, in cui prevediamo buone prospettive di sviluppo per le tecnologie Made in Italy” – afferma Enrica Delgrosso, responsabile Nord-Ovest di SACE che, insieme a SIMEST, costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP.Il Gruppo FIMER con sede a Vimercate (MB) è presente a livello globale con sedi in Cile, Brasile, Messico, Algeria e Congo. Fondata nel 1942 per la produzione di macchine saldatrici, grazie all’esperienza maturata sugli inverter, ha successivamente esteso il suo business anche alla Climatizzazione (2003) ed Energie Rinnovabili (2008), oggi la business unit in maggior espansione con un portafoglio di 2.7 GW in costruzione e 1.8 GW di impianti installati dei quali gestisce, in maggioranza, anche le attività di Operation & Maintenance.

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Made in Italy, come promuovere un’azienda all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

beaconL’internazionalizzazione è una sfida importante per le piccole-medie imprese italiane che vogliono avere successo all’estero. In un Paese in cui la “fuga dei cervelli” è considerata un male endemico della società, ci sono professionisti che guardano oltre i confini dello Stivale con grande ottimismo. Se l’acquisizione da parte di colossi internazionali di eccellenze nostrane come Valentino, Garofalo, Poltrona Frau e Peroni, ha lasciato l’amaro in bocca ai cultori del fashion/food/design/beverage made in Italy, esistono esempi di aziende che pur mantenendo la proprietà italiana riescono a sfondare anche oltre le Alpi, grazie alla consulenza di esperti di internazionalizzazione.Le piccole-medie imprese italiane che vogliono affacciarsi ai mercati esteri possono trovare un alleato vincente in società di consulenza come la milanese Beacon. Obiettivo dei due giovani soci fondatori, Riccardo Rabuffi e Lorenzo Massucchielli, è proprio quello di fornire assistenza ai clienti che sognano di sviluppare il proprio business in nuovi Paesi. Per farlo Beacon partecipa alle più importanti fiere internazionali dedicate ai settori in cui l’Italia eccelle – moda, cibo, turismo, design – e organizza incontri B2B volti a promuovere un certo marchio/prodotto made in Italy varsaviatramite tasting, presentazioni e schede di valutazione. Il cliente che si affida a Beacon può contare su un team qualificato che parla fluentemente inglese e su hostess madrelingua.
Dal 2012 ad oggi il team Beacon, appoggiandosi all’ufficio di Londra e a contatti locali in Indonesia, Singapore, Ghana e Repubblica Democratica del Congo, ha messo in bacheca una storia di successo dietro l’altra, partecipando attivamente a kermesse di importanza mondiale come ad esempio la Jakarta Fashion Week (settimana della moda indonesiana), FHT Bali (fiera dedicata al settore HORECA) e BellaVita Expo Londra (fiera dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane). Alla lista bisogna aggiungere anche la fiera Bellavita Warsaw dedicata al food & beverage che si svolgerà dall’11 al 13 aprile 2017 nella capitale polacca, presso il Trade Show WorldFood Warsaw. La manifestazione attira ogni anno più di 4000 buyers del settore e l’Italia si presenta nell’esclusivo padiglione dedicato alle eccellenze enogastronomiche del Belpaese. Si tratta di un’occasione imperdibile per quelle aziende italiane che intendono approcciare non solo un mercato vibrante e in crescita come quello polacco, ma anche sfruttare la centralità di Varsavia che richiama professionisti e visitatori dall’Est e Centro Europa. (foto: beacon, varsavia)

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Roma: Internazionalizzazione imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2016

internazionalizzazione-impreseRoma Ieri in Campidoglio Daniele Frongia, vice sindaco e assessore allo sport e alle politiche giovanili, e Adriano Meloni, assessore allo Sviluppo economico, turismo e lavoro, hanno incontrato Pierluigi Testa, presidente del Think Tank Trinità dei Monti, insieme a una delegazione statunitense di funzionari e investitori guidati dalla presidente della Camera di Commercio di Washington D.C. Barbara Lang e dal professore Fabio Marazzi, esperto di internazionalizzazione. Questo è solo il primo di una serie di incontri volti alla collaborazione tra Stati Uniti e Italia con lo scopo di favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e di avviare rapporti istituzionali con i rappresentanti di importanti Stati, come Virginia, Connecticut e Maryland, che hanno dimostrato interesse alle esperienze di collaborazione con aziende del territorio. “Rinforzare e consolidare i legami che Roma, anche nella sua veste di Città Metropolitana, ha con l’estero rappresenta un’occasione importantissima per il rilancio e lo sviluppo economico del territorio e per la costituzione di rapporti di collaborazione, investimento e integrazione in diversi settori produttivi”, hanno commentato Frongia e Meloni durante l’incontro. (foto: internazionalizzazione imprese)

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Processo di internazionalizzazione delle imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2016

lecceLecce Mercoledì 20 aprile, presso HILTON GARDEN INN, si svolgerà la 5°tappa del 2016 del Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri”. Lecce, città poliedrica dalle mille vocazioni, prime fra tutte turismo e agroalimentare, si sviluppa in un’area che ambisce ad internazionalizzarsi per far apprezzare, anche sui mercati globali, le eccellenze delle proprie produzioni e le bellezze del territorio. Importante sottolineare come sia fondamentale per il rilancio dell’economia nazionale saper individuare per ogni territorio le eccellenze produttive, che se ben seguite e assistite, potranno avere successo e farsi apprezzare sui mercati internazionali, con vantaggio per l’intero sistema Paese.Alcune aziende dell’area salentina, che hanno avuto modo di beneficiare dei servizi di assistenza e consulenza offerti dal sistema Paese, realizzando positivi percorsi di internazionalizzazione, hanno voluto raccontare la loro esperienza di crescita e di sviluppo sui mercati globali.
Giovanni Melcarne dell’Oleificio Forestaforte, azienda con più di 500 anni di storia, e anche Presidente del Consorzio camerale Olio D.O.P. Terra d’Otranto, racconta: “Il percorso di internazionalizzazione della nostra azienda é stato intrapreso grazie alle conoscenze dirette degli importatori che, durante soggiorni presso la nostra sede, hanno avuto modo di conoscere nei dettagli le varie fasi di lavorazione e apprezzarne i prodotti. Riteniamo che far conoscere direttamente le nostre aziende ai potenziali acquirenti esteri sia, se non il migliore, uno dei metodi più efficaci per internazionalizzare una realtà italiana, che ha l’obiettivo di produrre alta qualità e conquistare mercati esteri”. “Di grande rilevanza è il rapporto con l’Ente Camerale salentino, al quale siamo legati da una stretta collaborazione, soprattutto per quanto riguarda le attività di promozione internazionale che ci hanno visto protagonisti in questi anni. Un’attività che certamente sarà incrementata anche nel futuro” conclude.
Pastificio Benedetto Cavalieri, azienda fondata nel 1872 e diventata pastificio nel 1918, produce vari formati di pasta secca di diverse varietà di grano duro, lavorata ed essiccata con il metodo delicato.Sin dagli anni ’80, dichiara Andrea Cavalieri: “Il Pastificio Benedetto Cavalieri ha avviato un percorso di internazionalizzazione attraverso esportazione indiretta ovvero tramite importatori e distributori. I primi Paesi sono stati USA, Germania, Regno Unito, Svizzera e Australia.
La distribuzione avviene in un segmento di mercato ben preciso: siamo presenti esclusivamente in negozi gourmet, enoteche, prestigiosi ristoranti e nei migliori premium quality food department stores, escludendo il mass retail channel. Attualmente, la nostra pasta è stabilmente presente in USA, Europa, Canada, Australia, Giappone, Russia, Singapore, UAE, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Hong Kong ed Egitto”.Nel nostro processo di internazionalizzazione, prosegue Cavalieri: “Ci siamo appoggiati a missioni imprenditoriali all’estero, incoming di buyer e fiere di settore promosse da ICE Agenzia, Camere di Commercio e Camere di Commercio Italiane all’estero”.
In conclusione, quando vi è un perfetto “matching” tra segmento di mercato nel quale opera l’impresa e i buyer selezionati, per esperienza, è possibile ottenere buoni risultati.Un altro caso di successo ci viene presentato da Giorgia Marrocco di PIMAR, azienda dalla lunga esperienza di estrazione, consulenza tecnica, manodopera specializzata nella pietra leccese.
“Gli oltre 150 anni di storia e tradizione artigianale, poi imprenditoriale, hanno permesso a PIMAR di collocarsi nei mercati internazionali come impresa italiana altamente riconoscibile e fortemente concentrata sulla qualità e sull’eccellenza, non solo dei materiali ma di tutti i processi produttivi. L’internazionalizzazione dell’impresa si è svolta in maniera fluente ma dinamica, sfruttando strumenti commerciali sviluppati da enti promotori, ma allo stesso tempo coinvolgendo nomi e figure professionali dall’elevato carisma e sensibilità, che con i loro progetti internazionali hanno portato lontano il nome PIMAR”.
“L’azienda”, prosegue Giorgia Marrocco: “ha sempre ricevuto grandi attenzioni da parte degli enti regionali ed internazionali, e tra i vari strumenti utilizzati negli anni ci sono numerosi progetti regionali di carattere commerciale e culturale, partecipazione ad eventi dal respiro internazionale, a B2B con importanti buyer e professionisti del settore, ed ovviamente la presenza presso esposizioni e fiere in qualsiasi Paese, dagli Stati Uniti alla Russia, dal centro-nord Europa ai Paesi Arabi e dall’Oriente”.
“Tra le principali istituzioni che ci hanno sostenuto – conclude – la Camera di Commercio, la Regione Puglia e i suoi organismi, manifestazioni turistiche ed ovviamente l’ICE con le sue numerose iniziative dalle più svariate attività. Prendere parte a questi eventi significa riconoscere le loro potenzialità, sapere che sono investimenti, non solo economici, ma anche di impegno, passione e forza lavoro. Col tempo, PIMAR ha raggiunto confini lontani, firmando progetti di elevato prestigio”.
Un’altra testimonianza ci viene raccontata da Piernicola Leone de Castris, dell’omonima azienda vinicola attiva dal 1665, prima in Puglia dal 1925 per l’imbottigliamento.
“La nostra azienda – dichiara De Castris – dagli anni ‘40 si presenta sui mercati europei e negli Stati Uniti e poi in Asia, Canada, Centro e Sud America, Australia, Nuova Zelanda.
Partecipa al Vinitaly dalla prima edizione e da tempo alle altre principali fiere internazionali.
“Per internazionalizzarci – prosegue – in alcuni anni abbiamo utilizzato l’Ocm Paesi Terzi e la legge 133, Agea e Regione Puglia. I risultati si giudicano interessanti anche perché consentono a più aziende di raggiungere obiettivi, a breve termine, difficilmente ottenibili da singole realtà”.Maglio, azienda dolciaria dal 1875, riporta la sua esperienza: “Negli ultimi anni la nostra Azienda ha partecipato a varie iniziative di internazionalizzazione promosse sia dalla Camera di Commercio che dall’ICE. In particolare abbiamo intensificato la nostra partecipazione a fiere di settore in paesi per noi di particolare importanza, quali Germania (ISM, ANUGA), Francia (SIAL), Paesi Arabi (SIAL di Abu Dhabi), Giappone (FoodEx) e Sud-Est Asiatico (Thaifex di Bankok).
Inoltre, abbiamo partecipato a diversi workshop e incontri B2B volti sia ad ampliare la conoscenza delle norme e delle culture dei Paesi verso cui intendevamo allargare la nostra rete commerciale che ad entrare in contatto con nuovi buyer interessati ai nostri prodotti.
I risultati, per quanto non immediati e probabilmente in alcuni casi non così eccellenti da giustificare certi investimenti, si sono comunque avuti.
Di sicuro, adesso il nostro prodotto è molto più conosciuto all’estero rispetto a qualche anno fa, abbiamo avviato diverse importanti collaborazioni con partner in aree strategiche, il fatturato export è sicuramente aumentato e le prospettive per l’anno in corso sembrano piuttosto buone”.Il Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri” è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre all’ICE-Agenzia, a SACE e a SIMEST, l’evento si avvale della collaborazione di Confindustria, Unioncamere e di Rete Imprese Italia.

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“L’internazionalizzazione negli atenei piemontesi”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

torinoTorino. È stata pubblicata l’edizione 2014/15 del rapporto “L’internazionalizzazione negli atenei piemontesi: gli iscritti stranieri e gli studenti in mobilità” redatto dall’Osservatorio regionale per l’Università e il Diritto allo Studio universitario.
«La fotografia che viene scattata dal rapporto ci dice che le Università piemontesi sono sempre più una meta per molti studenti stranieri, la testimonianza dell’ottimo livello della formazione universitaria nella nostra regione. Non solo, i dati ci dicono che molti di questi sono figli di stranieri residenti in Italia: la prova che l’integrazione in Piemonte è già in atto. Chi invece arriva dall’estero non può che essere una ricchezza per il nostro tessuto sociale» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora al Diritto allo Studio universitario della Regione Piemonte.
Nell’anno accademico 2014/15 gli studenti stranieri iscritti in Piemonte sono stati 9.025: 3.789 presso l’Università di Torino; 4.475 al Politecnico; 690 all’Università del Piemonte Orientale; 71 a Scienze Gastronomiche. In dieci anni la presenza di studenti stranieri sul totale degli iscritti è passata da 1,7% del 2003/04, a 8% del 2014/15; un dato che è ampiamente al di sopra di quello italiano che è fermo al 4,3%.
Il trend di crescita positivo è stato registrato anche per quanto riguarda il numero degli immatricolati: nell’anno accademico 1998/99 gli stranieri immatricolati erano poco più di un centinaio; nell’anno accademico 2014/15 erano quasi 1.600.
Il gruppo disciplinare più frequentato dagli studenti stranieri immatricolati nell’anno 2014/15 all’Università di Torino è stato quello Linguistico, seguito dall’Economico-statistico, dallo Scientifico e da quello Politico-sociale. Al Politecnico il gruppo disciplinare più frequentato da immatricolati stranieri è quello di Architettura.
I Paesi che hanno presentato il maggior numero di matricole straniere sono state la Romania, l’Albania, la Cina e il Marocco: rumeni e albanesi sono più numerosi presso l’Università di Torino e presso il Piemonte Orientale; al Politecnico invece la componente più forte è quella cinese.
All’Università di Torino e all’Università del Piemonte Orientale la presenza femminile tra gli stranieri superava quella maschile e risultava superiore anche alla componente femminile tra gli studenti italiani. Il 60% delle matricole di UniTo e l’80% delle matricole del Piemonte Orientale in grande maggioranza hanno conseguito il diploma secondario superiore in Italia; la stessa cosa non si può dire del Politecnico dove si trovano in questa condizione solo il 36% degli studenti.
Anche gli studenti stranieri possono fare richiesta per accedere all’assegnazione di borse di studio o all’erogazione di servizi come abitazione e ristorazione. Gli studenti stranieri non appartenenti all’Unione Europea accedono agli interventi di diritto allo studio universitario a parità condizione di quelli italiani purché in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità. Nell’anno accademico 2014/15 gli studenti stranieri idonei alla borsa di studio sono stati 1.997; provenivano prevalentemente dall’Asia (44%), il 28% è europeo, il 24% circa è africano e il 4% è americano.
Non possono essere trascurati neppure i dati che riguardano la mobilità in ingresso e uscita degli studenti.Gli studenti in ingresso nell’anno accademico 2014/15 sono stati 1.620, di cui 889 al Politecnico, 670 all’Università di Torino e 51 presso il Piemonte Orientale. Il 59% di questi arriva attraverso il programma Erasmus+ e sono spagnoli, francesi tedeschi, portoghesi e polacchi. Il restante 41% ha utilizzato altri canali per giungere negli atenei piemontesi e in questo caso l’ateneo più attrattivo è stato il Politecnico che ha ospitato ben 522 studenti stranieri tramite un programma non afferente all’Erasmus+. Principalmente i canali alternativi sono: accordi bilaterali che prevedono un periodo di frequenza degli studi in Italia e un periodo in un paese straniero; Erasmus Mundus; free mover; Campus Italo Cinese Politong.
Nell’anno accademico 2014/15 sono partiti dall’Italia verso l’estero per studio o tirocinio 2.029 studenti degli atenei del Piemonte; hanno scelto come mete principali Spagna, Francia, Germania e Portogallo. Il Politecnico di Torino è l’unico ateneo a livello regionale e uno dei pochi a livello nazionale ad avere un numero di studenti in uscita inferiore a quello in entrata, ciò vuol dire che attrae più studenti dall’estero rispetto a quelli che partono verso l’estero.

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Università Parma: nuove opportunità di internazionalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaL’Università di Parma realizzerà una serie di percorsi di laurea magistrale internazionale tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, volti al conseguimento di una doppia titolazione. Partner dell’Ateneo in questa importante iniziativa sarà il New Jersey’s Institute of Technology (NJIT) di Newark (New Jersey), a pochi km da Manhattan: oggi allo CSAC la firma di un accordo tra le due istituzioni. Il NJIT rappresenta una prestigiosa realtà statunitense con percorsi formativi che nel solo ambito tecnico includono 33 corsi di laurea di primo livello, 40 corsi di laurea magistrale e 19 scuole di dottorato di ricerca. NJIT è già partner dell’Ateneo di Parma all’interno del programma di internazionalizzazione UMANE – ATLANTIS, finanziato dall’Unione Europea e sviluppato in ambito di Ingegneria triennale gestionale.
Oggi dunque la sigla del “Memorandum of Understanding” da parte del Rettore dell’Università di Parma, prof. Loris Borghi, e del Presidente del NJIT, dott. Joel S. Bloom, ospite dell’Ateneo di Parma in occasione delle lauree, il 14 luglio, degli studenti americani appartenenti al progetto UMANE – ATLANTIS.
Il progetto, che inizierà formalmente col prossimo anno accademico e sarà rivolto inizialmente agli studenti del corso magistrale di Ingegneria gestionale, potrà essere esteso a tutti i corsi magistrali di Ingegneria e Architettura che vedranno, in questa opportunità di internazionalizzazione, un nuovo e strategico percorso formativo da proporre agli studenti.Il progetto di internazionalizzazione è stato promosso e sarà coordinato dal prof. Roberto Montanari e dalla prof.ssa Eleonora Bottani, entrambi afferenti al Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Parma. L’iniziativa è stata possibile grazie all’esperienza del dott. Alessandro Bernazzoli, Responsabile dell’Unità Organizzativa Specialistica Internazionalizzazione, e rientra nelle attività di internazionalizzazione dell’Ateneo sostenute dalla Pro Rettrice con delega al Coordinamento delle attività di internazionalizzazione, prof.ssa Francesca Zanella, e dal Delegato del Rettore per la Mobilità studentesca internazionale, prof.ssa Gioia Angeletti. L’obiettivo principale del percorso internazionale è fornire agli studenti la possibilità di acquisire la doppia titolazione presso le università partner del progetto e, in particolare, per gli studenti dell’Università degli Studi di Parma, il Master Degree statunitense. Attraverso il percorso internazionale gli studenti acquisiranno competenze multidisciplinari, beneficiando delle conoscenze specifiche sviluppate all’interno delle sedi coinvolte. Non ultimo, gli studenti che parteciperanno al progetto avranno l’opportunità di migliorare le proprie capacità linguistiche e professionali, attraverso la conoscenza di diverse realtà e culture. Il percorso internazionale sarà attivo dall’A.A. 2015-16 per il solo corso magistrale in ingegneria gestionale, ma potrà essere allargato ad altre lauree magistrali di ambito ingegneristico e architettonico. Per accedere al programma saranno previste opportune modalità di selezione degli studenti. Una tra le prime attività di progettazione del percorso internazionale sarà la realizzazione di un sito internet dedicato, dove gli studenti interessati potranno trovare le informazioni e i riferimenti necessari per l’accesso alla laurea internazionale. (dott. Alessandro Bernazzoli)

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Sudan: imprese italiane pronte ad internazionalizzare

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

“La proclamazione dell’indipendenza della regione meridionale del Sudan è accolta positivamente dal mondo delle imprese italiane. L’auspicato processo di stabilità potrebbe permettere, nel medio e lungo termine, a molte nostre aziende di internazionalizzare le proprie attività in quella parte d’Africa ricca di materie prime e dalle grandi potenzialità inespresse” afferma l’ing. Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale. “La nascita di un nuovo Stato laddove ci sono stati 22 anni di una fratricida guerra civile è punto di partenza per la creazione delle indispensabili condizioni di sicurezza per gli investimenti, per gli scambi commerciali e le transazioni economico-finanziarie, per la comunità di imprenditori e tecnici italiani la cui presenza in loco sarebbe necessaria in caso di internazionalizzazione di attività. ItalAfrica Centrale e le 300
grandi e PMI associate guardano con grande attenzione alla evoluzione democratica della comunità sudanese avviatasi sulla strada di un reale sviluppo e finalmente pacificatasi. Realizzate le condizioni sopra descritte, ItalAfrica Centrale sarà pronta ad organizzare missioni
imprenditoriali con la partecipazione delle aziende italiane interessate ad esplorare quel nuovo mercato”. La macro regione del Sudan è ricca di materie prime, minerali, petrolio. Potenzialmente molto interessanti le possibilità di produzione e commercializzazione di cotone e caffè. Nel campo delle estrazioni petrolifere si registrano le attive presenze di compagnie francesi, inglesi e statunitensi. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è Ente senza scopi di lucro. Fondata del 2004, iscritta registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale associa oltre 300 tra grandi e PMI nazionali interessate alla internazionalizzazione delle attività nei Paesi della fascia sub sahariana

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Accordo internazionalizzazione imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

Un plafond di 50 milioni di euro per le attività delle imprese su tutta la filiera dell’internazionalizzazione. Uno sconto sulle condizioni economiche del 15% per attività di internazionalizzazione che aggreghino almeno 3 imprese. Rapidità nella tempistica, con la garanzia della risposta sulla praticabilità dell’operazione entro 10 giorni. Sono le caratteristiche dell’innovativo accordo di collaborazione tra la Camera di commercio di Udine e la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, firmato oggi dai presidenti Giovanni Da Pozzo e Giuseppe Morandini – accompagnato dal Direttore Generale Maurizio Marson –, nella Sala Valduga della Cciaa udinese. Caratteristiche che Morandini ha rappresentato come gli “optional” di «una Ferrari che la Cari Fvg consegna con il serbatoio pieno». Obiettivo strategico comune di Cciaa e Cari Fvg è infatti migliorare concretamente la competitività delle imprese aumentandone e sostenendone l’attività internazionale, stimolandole a lavorare insieme, ad aggregarsi per “pesare” di più, specie sui mercati esteri. Morandini ha sintetizzato con immediatezza ciò che prevede l’accordo:
– finanziamenti con un plafond di 50 milioni di euro (anche con utilizzo di fondi speciali gestiti dal Gruppo Intesa Sanpaolo) destinati all’internazionalizzazione delle imprese, con rientro a 18 mesi (per ricerca partner, partecipazione missioni, fiere; per studi di mercato, per la realizzazione di strutture commerciali all’estero, per supportare i flussi commerciali import/export); altri finanziamenti per investimenti all’estero e per acquisto/rinnovo di impianti e macchinari a servizio dell’attività di esportazione: rientro a 5 anni;
– impulso concreto alla realizzazione di progetti sinergici tra più imprese: la banca si impegna a praticare uno sconto sulle condizioni economiche pari al 15% per le operazioni a valere su progetti che prevedano l’aggregazione di almeno tre imprese.
– tempistica rapida: la Cassa di Risparmio si impegna a dare risposte sulla praticabilità delle operazioni richieste entro 10 giorni.
– servizi di prima consulenza personalizzata alle imprese (informazioni commerciali di base, incontri settoriali; incontri mirati presso l’impresa ecc.);
– servizi di supporto commerciale e finanziario per l’estero (informazioni sul Paese e su controparti estere, servizi informativi avanzati per promuovere l’azienda nei mercati esteri);
– servizi offerti presso le banche estere del Gruppo Intesa Sanpaolo (conti accentratori; servizi di tesoreria internazionale centralizzata; altri servizi finanziari e creditizi);
– attività di comunicazione (convegni, seminari, pubblicazioni, ecc.).

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Le imprese chiedono più internazionalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

“Le imprese ci chiedono sempre più servizi relativi all’internazionalizzazione – ha sottolineato Da Pozzo -. La Cciaa di Udine ha messo a disposizione del settore l’azienda speciale che impegna una quindicina di collaboratori e che, nel 2008, ha coinvolto nella propria attività quasi 800 imprese di cui una quarantina si sono rapportate direttamente con i mercati esteri. Nel primo semestre del 2009, questi numeri sono praticamente raddoppiati”. I settori di maggiore impegno, ha sottolineato il presidente camerale, sono quelli della promozione della meccanica, dell’arredo e dell’agroalimentare, con una rinnovata sensibilità verso il turismo. I mercati di presenza sono quelli ritenuti più promettenti dalle imprese che guardano verso il Centro Est Europa, ma anche al Far Est, al Nordamerica e ai Paesi Arabi. Già ora, una buona parte di questi progetti ha preso corpo con la collaborazione della Regione, della Provincia di Udine e dell’intero sistema camerale del nostro territorio.

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Quarta Giornata dell’Internazionalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

Camerino, E’ in programma per il prossimo 16 ottobre ad Unicam, nell’aula degli Stemmi di Palazzo Ducale, la quarta Giornata dell’Internazionalizzazione promossa dalla sezione Mobilità internazionale dell’Area Servizi agli Studenti e Internazionalizzazione. Dopo i saluti di Fulvio Esposito, Rettore Unicam, e Mario Ali, Direttore Generale per l’Internazionalizzazione della ricerca del MiUR, la mattinata sarà dedicata alla mobilità dei ricercatori con la presentazione di “EURAXESS”, il nuovo portale italiano curato dall’Università di Camerino, in collaborazione con la Fondazione CRUI e l’area Science Park di Trieste e la descrizione di possibili strategie per la sua implementazione e la valorizzazione del capitale umano. EURAXESS è una rete di più di duecento centri presenti in 35 paesi europei, creata dalla Commissione Europea al fine di contribuire a sviluppare un ambiente favorevole per la mobilità dei ricercatori e a incrementare lo sviluppo delle relazioni scientifiche. La rete italiana dei centri di mobilità è coordinata dalla Fondazione CRUI ed è composta da 13 centri: le Università di Bologna, Camerino, Catania, Milano, Padova, Pisa, Siena, Torino, Udine e Verona, il CNR, l’APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea) e l’AREA Scienze Park di Trieste. I centri assistono i ricercatori nel progettare e organizzare la permanenza in un paese europeo con un servizio personalizzato che li aiuta a risolvere tutti i problemi di alloggio, visto, permessi di lavoro, corsi di lingua, scuole per i figli, previdenza sociale e assistenza medica.   La sessione pomeridiana sarà incentrata sul tema della mobilità degli studenti. Dopo il saluto ai partecipanti, il Prof. Claudio Pettinari, Referente del Rettore per l’Internazionalizzazione, presenterà le nuove opportunità di internazionalizzazione dell’Università di Camerino, con un particolare sguardo allo strumento del Placement che si sta affermando sempre più e che rappresenta una delle maggiori attrattive e uno strumento di formazione fondamentale per gli studenti. Saranno, inoltre, illustrate le attività svolte da Unicam nell’anno accademico 2008-2009 e le nuove opportunità che l’Ateneo offrirà per il prossimo anno. La giornata si concluderà con la premiazione dei vincitori del premio ERASMUS 2008 rivolto a studenti in mobilità che hanno raccontato la loro esperienza attraverso filmati, racconti, foto e poesie.

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Bus&bus per l’internazionalizzazione

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Veronafiere si è classificato prima nella graduatoria dei progetti ammessi dal Ministero dello Sviluppo Economico ai fondi 2008 del Piano Promozionale ICE, dedicati agli accordi bilaterali nell’ambito delle iniziative per l’internazionalizzazione del sistema fieristico italiano, sostenute dal Ministero e co-finanziate dall’ICE (Istituto per il Commercio Estero).  Grazie a questo accordo, è stato possibile organizzare la prima edizione di Bus&Bus Egypt, con l’obiettivo di dare un supporto concreto alle aziende dell’intera filiera in un mercato dai trend di crescita tra i piu’ interessanti del nord Africa. L’Egitto, infatti, offre grandi opportunità alle imprese, merito dei programmi di costruzione e rinnovamento dei trasporti e delle infrastrutture recentemente avviati dal Governo. In rivoluzione anche il sistema di trasporto delle persone: è in corso una regolarizzazione del sistema tariffario e si prevedono in un futuro immediato degli appalti per la fornitura di autobus che coprono il trasporto locale nelle 27 province del paese. L’evento è organizzato in un momento convegnistico, a cui interverranno, oltre ai promotori del progetto Veronafiere ed Ice Cairo, il Ministero dei Trasporti Egiziano, l’Ambasciatore della Repubblica Italiana in Egitto – Claudio Pacifico, le Aziende dei Trasporti del Cairo e di Alessandria, il Presidente di ASSTRA Marcello Panettoni, EAMA e ANFIA in rappresentanza del mondo industriale. Seguiranno gli incontri programmati e visite per le aziende partecipanti.

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Cciaa di Udine, focus sul mercato sudafricano

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Udine 8 settembre, alle ore 10.30 Sala Consiglio della Cciaa di Udine, una funzionaria della Camera di Commercio italo-sudafricana di Johannesburg illustrerà le prospettive di sviluppo in diversi settori Da un’economia prevalentemente basata sul settore primario e minerario, a un modello di sviluppo in cui il terziario gioca un ruolo predominante. Il Sudafrica, area di potenziale interesse per i programmi d’internazionalizzazione regionali, offre molte prospettive di sviluppo in diversi settori: dall’agroalimentare e vitivinicolo all’arredo, dal manifatturiero ai servizi. Per presentare le diverse opportunità di business nel Paese africano e offrire una panoramica completa del mercato locale, l’Azienda Speciale Imprese e Territorio-I.Ter della Cciaa di Udine organizza una specifica tavola rotonda alla quale interverrà Monika Matika, branch manager della Camera di Commercio italo-sudafricana di Johannesburg.

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Economie regionali

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

Mai, per quanto ci è dato da pensare, in passato è emerso forte il richiamo per il risanamento dei diffusi fenomeni, soprattutto evidenti per il contrasto che genera nell’ambito di una stessa nazione, come accade oggi nel meridione d’Italia, di sottosviluppo e da livelli elevati di disoccupazione, in specie giovanile. Tutto ciò richiede non solo  la creazione e lo sviluppo di elevate competenze per le Amministrazioni centrali e locali ma una “regia” di livello regionale in grado di assicurare il coordinamento dei programmi di internazionalizzazione da realizzare in ambito locale. In sostanza l’avvio e l’implementazione di un nuovo quadro normativo ed istituzionale in grado di garantire efficacia e tempestività alle misure di internazionalizzazione previste dagli stessi Programmi operativi regionali (Por). Per innescare un percorso di crescita stabile e duraturo che parta dal basso non vi è dubbio che la scuola è in grado di esercitarvi il suo ruolo sino in fondo purché ne abbia gli strumenti per farlo.

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Le strategie regionali per il Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

Le strategie regionali per condurre il Mezzogiorno fuori della condizione storica di marginalità geo-economica e geo-politica. Queste strategie sono essenzialmente due. La prima definita “internazionalizzazione dell’economia” è finalizzata al sostegno del processo di internazionalizzazione delle imprese del Mezzogiorno, ossia al rafforzamento della loro presenza e dell’integrazione sul mercato internazionale attraverso la riorganizzazione ed il miglioramento dei servizi alle imprese e la promozione di nuove attività di investimento. La seconda strategia, definita “Mezzogiorno e relazioni con l’esterno”, mira a rafforzare la capacità delle istituzioni culturali, politiche e sociali del Mezzogiorno di relazionarsi con l’esterno, instaurando relazioni più solide e più rispondenti alle specifiche esigenze di dialogo ed interazione che emergono dai vari contesti internazionali. Le due strategie risultano legate da un chiaro rapporto di integrazione, poiché gli obiettivi economici perseguiti dalla prima possono realizzarsi solo contestualmente alla valorizzazione della cultura e delle caratteristiche della società civile e delle istituzioni del Mezzogiorno prevista dalla seconda. L’intreccio di funzionalità tra le due strategie agisce anche in senso inverso, poiché gli obiettivi della massimizzazione delle variabili economiche devono essere realizzati compatibilmente con i percorsi di crescita dei Paesi terzi e previa condivisione dei governi e delle rappresentanze di interesse di quei Paesi delle iniziative che si svilupperanno. In questo modo il Mezzogiorno, ponendosi al servizio della necessità di integrazione mediterranea, diviene il ponte ideale tra lo spazio comunitario europeo e la sponda Sud ed Est del Mediterraneo.

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Quando “global” e “local” sono interconnessi

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Importanti riconoscimenti per il docente Unicam Andrea Catorci, del Dipartimento di Scienze Ambientali. In occasione del 32°  Simposio della  Eastern Alpine and Dinaric Society for Vegetation Ecology (Società estalpino-dinarica di Fitosociologia) tenutosi a  Pörtschach (Austria) dal 2 al 5 luglio 2009 il Dr. Andrea Catorci è stato eletto Presidente della Società Scientifica che vanta oltre 200 iscritti appartenenti a 14 diverse nazionalità. Si tratta del terzo Presidnete italiano dopo Sandro Pignatti (1972-1974 e 1976-1981) e Erika Pignatti (1986-1990). Il 28 giugno 2009 il Dott. Catorci ha inoltre ricevuto un premio (Ciauscolo d’Oro), istituito dall’Accademia Italiana della Cucina e dal Comune di Castelsantangelo sul Nera, con la motivazione “Per l’impegno scientifico profuso nella valorizzazione delle eccellenze del territorio e nella riscoperta di produzioni tipiche ormai dimenticate, per la passione con cui si dedica in convegni e pubblicazioni a far conoscere la ricchezza dell’entroterra umbro-marchigiano”. Due riconoscimenti sicuramente molto diversi tra loro, ma strettamente correlati dal fatto di essere entrambi relativi a due degli obiettivi strategici che UNICAM ha individuato per il suo sviluppo: la presenza sul territorio e l’internazionalizzazione.

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Incontro tra Banca Popolare di Verona e Finest SpA

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2009

Importante incontro nella sede generale della Banca Popolare di Verona, tra Finest SpA, la società finanziaria di promozione della cooperazione economica con i Paesi dell’Est europeo, e i vertici della Direzione e della Rete commerciale dell’istituto di credito veneto. L’evento è stato organizzato nell’ambito degli incontri che Finest Spa sta moltiplicando in tutto il Veneto per far conoscere al mondo imprenditoriale e bancario gli strumenti che mette a disposizione dell’economia a sostegno dei processi di internazionalizzazione. L’incontro, dedicato al tema “percorsi e opportunità per l’impresa”, ha rappresentato un momento significativo nella prospettiva di futuri accordi. Presenti per Finest Spa la Vicepresidente Alessandra Camposampiero e l’Ad Fulvio Beltrame, mentre per l’istituto di credito c’era il Direttore Generale Cristiano Carrus. Ad aprire i lavori è stato il Direttore Generale della Banca Popolare di Verona San Geminiano e San Prospero, Cristiano Carrus, che ha ricordato la qualità e la gamma dei servizi sull’estero che la Banca Popolare di Verona ha storicamente messo a disposizione dei suoi clienti. Questa tradizione di competenze si aggiorna e si rinnova nel contesto attuale del Gruppo Banco Popolare, e consente di integrare le competenze tecniche di un Gruppo di rilevanza nazionale con le capacità commerciali di una Banca con forte connotazione territoriale e vicina alle esigenze dei suoi clienti. La Vicepresidente Finest, Camposampiero, da veronese, si è detta molto orgogliosa di “riuscire ad interfacciare Finest con la Banca Popolare di Verona, istituto di credito fortemente radicato nel territorio e particolarmente vocato al sostegno delle aziende che vi operano e che sono orientate all’internazionalizzazione”. I rapporti con la Banca Popolare di Verona s’inseriscono in un più ampio quadro d’accordi che Finest SpA sta sottoscrivendo con diverse sedi dell’Assindustria, Camere di commercio e istituti finanziari del Veneto, mettendo sempre l’imprenditore al centro di un’azione di consulenza e di sostegno finanziario nei processi di internazionalizzazione.  L’Ad Finest, Fulvio Beltrame, da parte sua ha tenuto a precisare che la società finanziaria, malgrado il momento difficile per l’economia mondiale, “ha avuto un trend di crescita e dai 26 milioni di euro investiti nel 2008-2009, conta di arrivare nel 2009-2010 a 40 milioni di euro complessivi in investimenti”. I futuri accordi tra Finest Spa e Banca Popolare di Verona potranno offrire opportunità concrete allo sviluppo della competitività delle pmi del Triveneto. “L’intervento di Finest – ha spiegato Beltrame –, rafforzando la dimensione patrimoniale delle aziende del Nordest, costituisce un supporto anche per il sostegno che il sistema bancario offre alle imprese, quindi risulta doppiamente efficace – ha aggiunto –, perché produce effetti positivi sia diretti, sia indiretti”.  L’interazione tra Finest e una grande banca triveneta nella sua dimensione nazionale e internazionale, secondo l’Ad Beltrame “aumenta le opportunità di Finest per poter crescere ulteriormente in uno spirito di servizio al suo territorio d’elezione”.

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L’Italia torna al nucleare, titolano i giornali

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2009

Lo hanno fatto anche quando il decreto legge 1441 era stato presentato lo scorso anno e quando Enel ed EDF hanno firmato una lettera d’intenti per progettare la costruzione di quattro centrali (tipo EPR) in Italia.  In realtà il nucleare italiano ha ancora molta strada davanti a se’. Ieri la maggiornaza, con fatica, ha approvato tre articoli (14,14,166) del disegno di legge intitolato “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia”, inserendo alcune modifiche. La prima è relativa alla scadenza del mandato conferito al governo per adottare, “entro il 30 giugno 2009” i decreti legislativi necessari al ritorno del nucleare nel nostro paese. Visti i ritardi è stata tolta qualsiasi scadenza temporale per inserire un piu’ neutro “entro sei mesi” dall’approvazione del DDL. DDL che, sempre che la maggironaza riesca a far approvare in questa settimana alla Camera, dovra’ poi tornare al Senato. Altre modifiche da segnalare sono il fatto che mentre nel testo originale si parlava di autorizzazione unica per gli impianti nucleari, in modo da snellire al massimo l’iter autorizzativo, ora sono ricomparse la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e la VAS (Valurtazione ambientale strategica), inoltre gli eventuali benefici da elargire alle popolazioni locali dovranno essere a carico delle imprese proprietarie delle future centrali nucleari. La maggioranza dunque procede nei suoi obiettivi, convinta di questa scommessa che, per usare le parole del “grande” Lupi (Pdl) “ci permettera’ di vincere la sfida di una minore dipendenza energetica e di una concorrenzialita’ sui costi per dare sviluppo alle nostre imprese” (Il Mattino 13 maggio 2009). Parole incredibili se si pensa che i possibili quattro EPR sono di tecnologia francese, noi italiani abbiamo una sola società con un presidio nucleare, l’Ansaldo, ma non abbiamo scelto il tipo di reattore a cui ha lavorato (l’AP1000), dunque di quale sviluppo di società italiane di parla? Della solita Impregilo per il cemento armato? Sa, ad esempio,  il signor Lupi che il contenitore del reattore EPR è fabbricato nel mondo da una sola ditta Giapponese? L’investimento nucleare è un investimento che andrà soprattutto all’estero, sia chiaro. (Roberto Meregalli – Beati i costruttori di pace)

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