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Posts Tagged ‘interrogazione’

Francia. FdI Senato: pronta interrogazione su Gozi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

“Anche in Senato presenteremo un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri Moavero sulla incredibile vicenda di Sandro Gozi che sarà nominato responsabile degli affari europei per il Governo francese, dopo esserlo stato per l’Italia”. Ad annunciarlo il capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato, Luca Ciriani, e il senatore di FdI, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze, primo firmatario dell’interrogazione.”Il governo non può chiamarsi fuori. In base alla legge il presidente Conte intimi a Gozi di recedere dall’incarico o avvii l’iter per la perdita della cittadinanza. Sarebbe impensabile che chi ha avuto accesso a dossier delicati e riservati della nostra Nazione, possa poi rappresentare uno Stato che negli ultimi anni ha dimostrato ostilità proprio nei confronti dell’Italia. FdI su questo punto incalzerà il governo e non consentirà che siano fatte scelte che danneggino i nostri interessi” concludono i due esponenti di FdI.

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Interrogazione su Ponte Arci (Tivoli)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Insieme agli altri due componenti del gruppo FdI, Volpi e Silvestroni, ho presentato oggi alla Città Metropolitana di Roma Capitale un’istanza urgente alla Sindaca Raggi, per fare chiarezza sul nuovo viadotto degli Arci a Tivoli, fresco di doppia inaugurazione. Dico doppia non per ironia, ma per le dichiarazioni bellicose che si son scambiati in settimana Zingaretti e la Raggi (assente al battesimo del’opera) per rivendicare la paternità dell’impresa. Qualcuno avrà pensato anche ad un taglio del nastro ad entrambe le estremità del viadotto, come si faceva il secolo scorso con le gallerie di confine… La cosa drammatica, lo dico anche per esperienza di studi e professionale, sta però nel fatto che con l’apertura del nuovo collegamento stradale, il vecchio tracciato sormontato dai famosi resti di acquedotto romano non sarà chiuso al traffico: potrà essere percorso a senso unico dai veicoli provenienti da Tivoli – direzione Arci e Castel Madama… Dal km 2+100 al km 1+900 il tratto del nuovo collegamento stradale sarà invece aperto al transito a senso unico per i veicoli provenienti da Castel Madama in direzione Tivoli e per chi svolta in direzione Arci. Stando così le cose di poco verrebbe alleggerito il carico sul vecchio tratto viario e parimenti minimo sarebbe il beneficio per le condizioni degli archi romani e del vicino ponte settecentesco, finora utilizzato a senso alternato! Non solo: la viabilità locale risulterebbe paradossalmente aggravata, essendo obbligata a seguire i due sensi di marcia unici, creando una gigantesca rotatoria per i residenti… Immagino poi che sull’opera sussistano allo stato attuale rilevanti prescrizioni e vincoli della Soprintendenza comunicati alla Regione ed alla Città metropolitana di Roma Capitale.
Dalla Sindaca, noi di Fratelli d’Italia vogliamo sapere anche se, stante la pericolosità dei ruderi romani per il traffico veicolare e pedonale (caduta masso su autoveicolo recentemente registrata) e al fine di preservare l’integrità e migliorare la fruibilità turistica del sito, non sia da interdire la viabilità del tratto sull’Empolitana esistente, sfruttando la nuova opera con il doppio senso di marcia; se non sia da istituire, per le criticità sovraesposte, il doppio senso di marcia almeno temporaneo finché non sia realizzata una rotatoria prima e una dopo il viadotto, tale da alleggerire e semplificare il traffico veicolare e, infine, se l’impianto di illuminazione di cui è stata dotata l’opera – di spropositata potenza per una strada locale (peraltro prossima ad un cimitero), tale da impattare in maniera irrispettosa della naturalità e della storicità del sito – sia stato approvato dal competente ufficio del Mibac prima di essere installato e collaudato.
In assenza, come temiamo, di risposte convincenti, il costo dell’opera, interamente sostenuto dalla Regione Lazio, superiore ai 10 milioni di euro, apparirà eccessivo per un manufatto che non è a doppio senso di marcia, complica la viabilità locale (vista anche l’inspiegabile assenza di rotatorie), non mette in sicurezza gli archi romani ed il vecchio ponte né tutela l’integrità paesaggistica del sito, esposto ad illuminazione simile a quella della Roma-Fiumicino o di una pista di atterraggio! Forse dopo la frenetica contesa sulla paternità dell’opera e l’euforia dell’inaugurazione, comincerà un altrettanto rapido disconoscimento di paternità dell’opera da parte del PD e del M5S.

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Questionario su omofobia nelle scuole umbre: interrogazione parlamentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Un’interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è stata presentata dal senatore Franco Zaffini e dal parlamentare Emanuele Prisco in merito al questionario sui temi dell’omofobia diffuso in alcune scuole dell’Umbria. Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno sollecitato l’invio degli ispettori del Miur all’Ufficio scolastico regionale.
«Ai dirigenti degli istituti – spiegano in una nota – è stato proposto un elenco di domande che dovrebbe servire all’indagine sul bullismo omofobico promosso con il medesimo progetto nato dalla collaborazione tra Omphalos, associazione Lgbti di riferimento per la comunità lesbica, gay, bisessuale, trans e intersex a Perugia e in Umbria, Regione, Ufficio scolastico regionale e il dipartimento Fissuf dell’Università».
«Ci aspettiamo che il questionario sia stato redatto da un pool altamente specializzato di pedagogisti e psicanalisti dell’adolescenza in quanto se così non fosse andrebbe immediatamente ritirato – proseguono gli esponenti di FdI -. Il nostro timore è che fra gli autori ci siano anche soggetti non titolati».
Secondo Zaffini e Prisco «l’esclusiva presenza di domande a risposta multipla, ben 98, su orientamento politico, religioso, sessuale, uomini gay, donne lesbiche, adozioni da parte di persone dello stesso sesso, matrimoni gay, e soltanto 18 sui fenomeni di bullismo, la dice lunga sulle reali intenzioni di chi ha stilato il questionario con la volontà, piuttosto, di dimostrare un teorema semplicistico religione-politica-discriminazione nel quale si tenta di incasellare il sentire degli adolescenti in risposte preconfezionate proprio per alimentare i pregiudizi. Nelle intenzioni dichiarate – si legge nel comunicato – il test dovrebbe rilevare il livello di bullismo omofobico nelle scuole e le altre forme di discriminazione ma in realtà sembrano altre le finalità e proprio l’assenza di domande aperte mostra la mancanza di qualsiasi intento conoscitivo del fenomeno del bullismo e dei reali problemi degli studenti rispetto a esso».
«A studenti di 13 anni – affondano Prisco e Zaffini – verrebbe chiesto di mettere una crocetta su questioni complesse come i matrimoni e le adozioni omosessuali, senza neppure verificare se abbiano compreso fino in fondo la domanda. E lo stesso discorso vale per le 21 domande avente ad oggetto i migranti».
Fratelli d’Italia insiste anche sul modulo per il consenso informato sottoscritto dai genitori degli alunni: «Non c’è alcun riferimento ai contenuti del questionario, piuttosto sembra ‘estorto’ agli adulti ignari delle domande alle quali avrebbero risposto i figli. In un caso del genere l’informazione alle famiglie sarebbe dovuta essere esaustiva e tempestiva». E concludono sugli ispettori: «Purtroppo non è la prima volta che ci troviamo di fronte ad atteggiamenti tutt’altro che di garanzia per gli studenti e le famiglie, ora più che mai è opportuno l’invio degli ispettori per verificare l’operato della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale».

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Interrogazione consiliare del PD a proposito stato comatoso delle strade romane

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

INTERROGAZIONE art. 104 Premesso che le annunciate precipitazioni atmosferiche degli ultimi giorni riversatesi sulla Capitale hanno decisamente aggravato lo stato già deteriorato delle pavimentazioni stradali, rendendole in larga parte impraticabili.
Considerato che
è stato necessario chiudere e limitare il traffico in alcuni tratti di viabilità principale, come la Tangenziale, Foro Italico, Tiburtina, Ostiense, Casilina e Aurelia, per fare alcuni esempi;
è stato necessario altresì istituire nuovamente il limite di 30 km/h in numerose via della città, tra cui Circonvallazione Nomentana, Circonvallazione Salaria, Tangenziale Est, Vai del Foro Italico, Via Laurentina, Via di Acilia, Via Cristoforo Colombo e in larga parte della viabilità del X municipio, su cui domenica 11 marzo si terrà la manifestazione podistica “Roma Ostia”.
Considerato inoltre che
risultano numerose ed ingenti le denunce e i danni a mezzi e persone, a causa del gravissimo ammaloramento del manto stradale.Visto che a mezzo stampa l’assessora ai Lavori Pubblici, Margherita Gatta, ha annunciato un cosiddetto “Piano Marshall”, che consisterebbe, citiamo testuale, “in un piano di interventi straordinari sulla manutenzione stradale”;
in data 6 marzo, la Sindaca Raggi ha inviato una lettera a tutti i municipi, chiedendo di rispondere entro il giorno successivo ed in vista della riunione convocata nel giorno 8 marzo tra i Presidenti e l’Assessorato ai Lavori Pubblici: “l’ammontare dei fondi destinati alla manutenzione stradale, a decorrere dal 2017, specificando sia le somme già impegnate che quelle residue; gli interventi già effettuati sul manto stradale, a decorrere dall’anno 2016 e quelli programmati, l’elenco delle strade maggiormente ammalorate che necessitano di interventi urgenti e lo stato delle stesse”;
TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO, SI CHIEDE ALLA SINDACA E L’ASSESSORA AI LAVORI PUBBLICI:
se siano state attuate misure straordinarie, ai fini della sicurezza di mezzi e persone, per il pronto intervento e la sorveglianza delle strade;
quanti, quali e dove sono stati eseguiti i maggiori interventi di ripristino del manto stradale e in che tempi si è intervenuto;
di rendere noto quali procedure di gara sulla manutenzione stradale (grande viabilità e viabilità locale) si siano avviate e concluse da luglio 2016;
come si intende porre rimedio nel breve periodo ai fini della sicurezza dei cittadini e dei mezzi circolanti nel territorio della città;
a quanto ammonta in definitiva il finanziamento del cosiddetto “Piano Marshall” per le buche della capitale, che tempi avrà e quale sarà la forma di finanziamento di questo;
a fornire un report dettagliato delle segnalazioni degli ultimi 15 giorni arrivate tramite il portale “Io segnalo” di Roma Capitale.f.to Valeria Baglio Ilaria Piccolo Giulia Tempesta. (n.r. Come non dare ragione ai consiglieri di opposizione? Non sta a noi esprimere un giudizio politico ma riteniamo che il calo di consensi dei romani in quest’ultima tornata elettorale (almeno del 10%) la vogliono dire lunga. La Raggi è stato un pessimo investimento del Movimento per la poltrona di sindaco a Roma. Lo abbiamo sempre detto e i fatti odierni, non solo per lo stato comatoso delle strade della capitale lo stanno a dimostrare, ma perchè ci troviamo al cospetto di un’amministrazione che si fa poco amare e che, soprattutto, difetta in comunicazione. Non parla alla gente ma preferisce le conferenze stampa e gli articoli sulle testate amiche. Ricalca, per altro, troppo lo stile di chi l’ha preceduta anche se è stata, quand’era all’opposizione, molto critica sul loro modo di amministrare. Le avevamo detto che occorreva soprattutto coinvolgere i romani nella gestione delle attività di amministratrice come sta facendo ad esempio la sua collega di Torino con i giovani per migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Ora che per il movimento 5 stelle la frittata su Roma è stata fatta cerchiamo almeno di salvare il salvabile con il concorso di tutte quelle forze sane che guardano al Campidoglio non come un terreno di conquista ma un modo per riportare i romani ad avere l’orgoglio di appartenenza e a sentire che è una città che sa riscattarsi in dignità e in serenità.

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Interrogazione al ministro Lorenzin sulla morte della 50enne di Omignano

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 gennaio 2018

Lorenzin beatrice“Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha il dovere di accertare eventuali responsabilità politiche da parte della Regione Campania sulla morte di Barbara Di Matteo, una donna di 50 anni di Omignano, in provincia di Salerno, ricoverata in gravi condizioni all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania ma deceduta durante il tragitto da Salerno e Napoli perché nel nosocomio cilentano la tac non funziona da giorni: è quanto denuncia il deputato di Fratelli di Italia, Edmondo Cirielli, annunciando un’interrogazione parlamentare sul caso.“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di malasanità targato De Luca. Da mesi spiega Cirielli – l’ospedale di Vallo della Lucania, per una chiara volontà politica, è in fase di smantellamento mentre l’ospedale di Agropoli, nonostante i proclami dell’ex sindaco Franco Alfieri e del governatore Vincenzo De Luca, commissario alla Sanità in Campania, resta chiuso”. “La morte di Barbara Di Matteo non può essere archiviata come tragica fatalità, perchè i cilentani, mentre il servizio pubblico è carente, sono costretti ad assistere al rilascio nuove convenzioni da parte della Regione Campania a strutture private. Convenzioni stranamente elargite recentemente e proprio in concorrenza col servizio pubblico. Con l’interrogazione chiederò al Ministro di far luce sull’ennesimo caso di malasanità in Campania. Mentre una volta al Governo chiederemo al nuovo Ministro della Salute un’ispezione per verificare la legittimità dell’operato della Regione Campania sul rilascio delle convenzioni ai privati” – conclude il deputato salernitano.

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I paradisi fiscali vanno in Parlamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

camera deputatiRoma Interrogazione alla Camera dopo la denuncia di Donzelli sulla realizzazione degli outlet: “Chi c’è dietro le off-shore di Panama e Cipro?” Operazioni sulle quali c’è una “evidente ambiguità” per cui è necessario “verificare se sussistano conflitti d’interessi o sistemi mirati ad eludere il fisco”, “quali siano gli orientamenti del ministro” e “verificare i trasferimenti finanziari collegati ai cosiddetti paradisi fiscali, accertando, tra l’altro, i nominativi di coloro che sono collegati alle società in questione”. E’ quanto chiede il deputato di “Fratelli d’Italia – Terra Nostra” Walter Rizzetto, in una interrogazione presentata oggi alla Camera in seguito alla denuncia del coordinatore dell’esecutivo nazionale e capogruppo in Toscana di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, pubblicata dalla stampa, su movimenti anomali e l’utilizzo dei paradisi fiscali in alcune società legate ai soci del papà e ai finanziatori del premier Matteo Renzi. “Si tratta di passaggi di denaro anomali per 12,5 milioni di euro di cui 8,1 milioni provenienti dai paradisi fiscali e finiti nelle casse di tre società, la Mall Re, la Egnazia Shopping Mall e la Dil Invest, impegnate nella realizzazione di outlet a Reggello (Firenze), Fasano (Brindisi) e Sanremo (Imperia), operazioni nelle quali ha avuto un ruolo anche il padre del premier, Tiziano Renzi – spiega Rizzetto – il governo ha il dovere di spiegare le anomalie in cui sono coinvolti personaggi vicini al Presidente del Consiglio. Vogliamo sapere chi c’è dietro a queste società con sede nei paradisi fiscali, a cosa siano mirati i passaggi di quote e se siano state condotte per evadere il fisco – conclude Rizzetto – il governo lo deve ai cittadini onesti che lavorano e pagano le tasse più alte d’Europa”.

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Specializzandi in farmacia ospedaliera

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Mag 2011

Con la prossima approvazione del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013, si prospetta un primo importante passo avanti per i giovani che scelgono la specializzazione in farmacia ospedaliere e che, finora erano pesantemente penalizzati rispetto ai colleghi specializzandi dell’area medica. Come si ricorderà, la questione era stata sollevata e illustrata in tutti i suoi aspetti da un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute del vicepresidente della Fofi, Senatore Luigi D’ambrosio Lettieri. Nell’interrogazione si sottolineava come gli specializzandi in farmacia ospedaliera, pur avendo gli stessi obblighi dei medici specializzandi in termini di partecipazione all’attività assistenziale, non percepiscono né compensi né trattamento previdenziale. Oggi l’iniziativa parlamentare riceve una prima risposta concreta. Infatti, nel nuovo PSN, spiega il Senatore D&rsquo ;Ambrosio Lettieri “si dice chiaramente che il necessario ampliamento del numero di medici specialisti, si può realizzare solo attraverso un aumento delle risorse finanziarie stanziate per la formazione di questi professionisti, e che il reperimento di risorse finanziarie aggiuntive permetterebbe altresì di dare applicazione all’art 8 della legge n. 401 del 29 dicembre 2000, che prevede, appunto, la corresponsione delle borse di studio anche a favore degli specializzandi laureati in farmacia, medicina veterinaria, odontoiatria, biologia, chimica, fisica e psicologia. In tale contesto, secondo le stime effettuate, un’eventuale revisione dell’ammontare del finanziamento stanziato per la formazione specialistica, dovrebbe prevedere la riserva di una quota per la copertura di 800-1000 contratti destinati a questi professionisti”. “Nella fase attuale, in cui si sta cercando di razionalizzare la spesa sanitaria attraverso la riduzione degli sprechi e degli interventi non necessari, è fondamentale che si favorisca la formazione di figure, come quella del farmacista ospedaliero, che possono dare un grande contributo all’appropriatezza delle terapie e alla gestione del rischio clinico” ha dichiarato il presidente della Fofi Andrea Mandelli “come provano non soltanto le esperienze e gli studi condotti all’estero, ma anche la sperimentazione del farmacista di dipartimento avviata dal Ministero della Salute in collaborazione con la SIFO e la Federazione”

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Beatificazione Wojtyla e spese comune di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Mag 2011

Dichiarazione dei senatori Radicali, Donatella Poretti e Marco Perduca: “Passata la festa gabbato lo santo, recita il vecchio proverbio adatto piu che mai alla situazione. Previsto e puntuale è stato presentato da parte del Comune di Roma al Governo il conto della cerimonia per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Il sindaco Alemanno aveva gia’ stimato spese non coperte per oltre 3 milioni nei giorni scorsi e noi avevamo chiesto al Governo chi li avrebbe pagati con una interrogazione parlamentare. Oggi si scopre che il conto e’ perfino piu salato: mancano ben 4,6 milioni di euro che per un Comune dalle casse vuote come quello di Roma non e’ piccola cosa.
E ora che succede? A fronte delle generose parole di non voler gravare sulle casse dello Stato italiano dalla Santa sede, attraverso l’Opera romana pellegrinaggi, sono arrivati solo 370 mila euro (80 mila in meno di quelli promessi); e gli sponsor che dovevano coprire il resto che fine hanno fatto? E la Regione presentera’ anche lei il conto? La cerimonia non essendo stata inserita tra i Grandi Eventi ora non puo’ piu gravare sulle casse dello Stato italiano. E nonostante il sindaco chieda aiuto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, solo un miracolo di cassa potrebbe risolvere la situazione.

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Libia: interrogazione Vernetti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

The former Benghazi Cathedral, which was later...

Image via Wikipedia

In occasione del Question Time alla Camera dei deputati l’on. Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia, già Sottosegretario agli Affari esteri ha presentato un’interrogazione urgente con la quale ha sollecitato il Governo a proporre al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una risoluzione per istituire una “No Fly-Zone” sui cieli della Libia, per proteggere la popolazione civile e permettere alle forza di opposizione al regime di Gheddafi di poter realizzare la propria azione militare in condizioni meno impari. “La rivolta in Libia è iniziata ormai un mese fa – ha dichiarato l’on. Venetti – e non dobbiamo deludere le aspettative che migliaia di giovani a Bengasi e in tutta la Libia hanno riposto nell’Occidente”. “Le forze leali al colonnello Gheddafi stanno riconquistando terreno e sono reali i rischi di una rappresaglia militare nei confronti degli insorti e della popolazione civile”. “Serve immediatamente una “No Fly-Zone” per impedire agli aerei di Gheddafi di bombardare la popolazione civile insieme alla realizzazione di un corridoio umanitario e di un blocco navale per garantire l’embargo delle armi. E’ tempo di agire –  ha concluso l’on. Vernetti – non facciamo gli errori che la comunità internazionale ha già commesso a Srebrenica nella ex Jugoslavia, nella regione del Darfur o in Rwanda quando non ebbe il coraggio di intervenire per impedire immani massacri”. (n.r. sorprende l’interrogazione del parlamentare. Fin dallo scorso 4 marzo fu evidente che i ribelli senza una guida carismatica e un preciso disegno strategico-militare avevano solo una possibilità: quella di prendere contropiede la leadership ghedaffiana. Non essendoci riusciti, nelle prime 72 ore, ora sono condannati alla sconfitta ed anche alla inevitabile rappresaglia. D’altra parte è assurdo pensare che la comunità europea e l’Onu con essa potessero intervenire per fermare i bombardamenti contro i ribelli e la popolazione delle città libiche. Gheddafi, checché si possa dire, resta per l’occidente una garanzia rispetto a gruppi di rivoltosi “anonimi”. E la “rappresaglia” fa parte del “danno collaterale” che la comunità internazionale si prepara ad assorbire con solo qualche sterile protesta. Niente di nuovo e di diverso sul fronte libico.)

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Lazio: spese consulenze Polverini

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

“Come si fa a bandire una gara da quattro milioni e 600 mila euro per una consulenza? Per fare una centrale acquisti che già esiste in Emilia, in Toscana, in Lombardia, in Veneto, in Piemonte …la Polverini non si può far prestare due funzionari da quelle Regioni o dal ministero dell’Economia? Sono soldi pubblici! Evitiamo che diventino un grazioso regalo a qualcuno. Chiedo al ministro Tremonti di farci sapere la sua opinione. In fretta”. Lo chiede il senatore Pd  Lionello Cosentino, della commissione Sanità di Palazzo Madama in una interrogazione urgente rivolta al ministro dell’Economia e delle Finanze dove spiega le altre urgenze che affliggono la Regione Lazio, come il grave indebitamento della sanità, la mancata nomina dei direttori generali delle Asl e l’assenza di un piano di riorganizzazione della rete ospedaliera.

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Emigrazioni: Gheddafi presenta il conto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-Vicepresidente del senato del Partito Radicale Nonviolento: “Ecco però apparire in tutta la sua solita scaltrezza la strategia de questa visita di Gheddafi in Italia, infatti a conclusione del circo equestre di ieri sera, il Colonnello ha dichiarato che ”per fermare l’immigrazione clandestina la Libia chiede all’Europa, davanti a milioni di immigrati che avanzano, almeno 5 miliardi di euro l’anno” e che tale richiesta, ma forse andrebbe chiamata vera e propria estorsione, è “sostenuta dall’Italia”. Con la Senatrice Poretti abbiamo depositato oggi una interrogazione parlamentare al Ministro Frattini (vedi sotto) che chiede quali siano in termini del sostegno che il nostro Governo intende dare a tale richiesta, in come si strutturi e con quali tempi e modi dovrebbe essere corrisposto l’ammontare esatto. Il futuro a cui guardano Berlusconi e Gheddafi è chiaro: dopo Roma, mettere anche Bruxelles in ginocchio davanti al Colonnello. Essendosi l’Italia aggiudicata la golden share per la costruzione delle infrastrutture libiche c’è da temere che presto quei “milioni di immigrati” verranno rilasciati dai campi di prigionia libici e fatti arrivare sulle coste europee. Alla vigilia di un sempre più imminente trattato UE-Libia, occorre smascherare le tattiche dello stratega di Tripoli, e, al contempo, continuare ad indagare sul passato per individuare e imputare le responsabilità politiche dello sdoganamento di uno dei peggiori regimi del mondo che gode di ottime amicizie nei salotti politico-finanziari d’Italia.”

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Difesa e rappresentanza: Abolire il Cocer?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Dichiarazione di Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (PDM). “La rappresentanza militare è uno strumento interno all’Amministrazione, controllato e gerachizzato, e quindi totalmente inutile e impotente, ma costa al Ministro La Russa oltre 40 milioni di euro all’anno, cifra questa che opportunamente recuperata permetterebbe al Governo di non perdere la faccia proponendo emendamenti, come quello sulle tredicesime che non solo non è stato ritirato ma aggiunge una notevole forza alla “mannaia” che sta per essere calata sulle teste dei militari e dei poliziotti. Ieri il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, ha depositato una interrogazione (4-07889) rivolta a La Russa per chiedergli se non ritenga che «gli obbiettivi di contenimento dei costi che si prefigge il Governo giustificherebbero il riconoscimento del diritto di costituire associazioni a carattere sindacale per il personale delle Forze armate, ponendo così, a carico degli iscritti ai sindacati medesimi i costi di gestione e funzionamento della rappresentanza del personale che ora gravano pesantemente sui bilanci della Difesa.». Abbiamo sempre sostenuto che i Cocer rappresentano una “organizzazione” che troppo spesso si è prestata a servire determinate parti politiche o determinati interessi, totalmente distanti da quelli del personale, e per questo voglio suggerirgli di cogliere l’occasione pubblica che il ministro gli ha voluto concedere per per chiedere con forza di emendare la manovra finanziaria nel senso da noi suggerito, contrariamente non ci faremo scrupoli a nello spiegare ai militari che i soldi delle loro tredicesime o dei loro avanzamenti di carriera servono a mantenere una rappresentanza militare fine a se stessa.” Luca Marco Comellini – Segretario Pdm

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Roma-metro C: senza fondi?

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

“La risposta del sindaco Alemanno sullo stanziamento per il completamento della metro C appare ancora molto vaga. Tant’è che con altri senatori del Pd ho presentato un’interrogazione perché vi sia un diretto interessamento del governo nella questione ormai annosa delle risorse per la Mettro C della Capitale”. Lo dichiara il senatore del Pd Raffaele Ranucci che ha presentato un’interrogazione rivolta al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli insieme ai senatori Marco Filippi, Franca Donaggio, Maurizio Fistarol, Marina Magistrelli, Fabrizio Morri, Antonino Papania, Silvio Sircana, Luigi Vimercati e Luigi Zanda.  nell’interrogazione i senatori del Pd ricordano che: “I residui da finanziare per ultimare la Metro C sono: per il Comune di Roma 394,215 milioni di euro; per la regione Lazio 254,332 milioni di euro; per lo Stato 355,862 milioni di euro”. Sottolineano i senatori del Pd: “La mancata disponibilità delle risorse pubbliche da parte del soggetto attuatore provocherà inevitabilmente il fermo dei lavori per il completamento della metropolitana C. Il Governo, la regione Lazio e il Comune di Roma appartengono allo stesso quadro politico, il centrodestra, e con ampie maggioranze. Questa coalizione, pertanto, non dovrebbe avere alibi, qualora ci fosse unità di intenti programmatici, nel decidere sollecitamente al fine di dare una risposta celere all’esigenza di ultimare la nuova metropolitana di Roma e rendere la città pari alle altre metropoli europee, visto che la stessa detiene un patrimonio culturale di inestimabile grandezza”. I senatori ricordano anche di quale importanza strategica per la città di Roma sarà l’anno 2011 e, quindi, chiedono al Ministro competente di sapere: “se e quali iniziative intende assumere per scongiurare lo stallo nei lavori di realizzazione della metropolitana C di Roma, con gravissimi rallentamenti, già in atto nell’esecuzione degli stessi, a causa dei ritardi nella messa a disposizione delle risorse stabilite dalle istituzioni competenti; se e quali intraprenderà a livello statale, ma anche con riguardo alla regione Lazio e al Comune di Roma, per garantire e rendere disponibili le risorse residue necessarie per il prosieguo e l’ultimazione dei lavori per la realizzazione del Tracciato fondamentale T2-T7 della metropolitana C di Roma; quali iniziative avvierà per fare chiarezza sui tempi di realizzazione di una infrastruttura fondamentale quale la metropolitana C di Roma, nonché per ovviare alle ben note problematiche del traffico e del trasporto locale e per essere pronti alla sfida che vede Roma protagonista nella scelta come sede per le Olimpiadi 2020”.

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Interrogazione sulla casa dell’aviatore

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

“Il circolo ufficiali dell’Aeronautica militare, meglio conosciuto come “La Casa dell’aviatore”, con sede in Roma, è stata costituita nel lontano 1933 ed è stata eretta in ente morale nel 1938 con regio-decreto 25 ottobre 1938, n. 2005. Per il raggiungimento dei fini sociali dispone di una confortevole struttura al centro di Roma, in viale dell’Università n. 20, adiacente al Palazzo dell’Aeronautica, nonché di una valida ulteriore struttura destinata esclusivamente ad alloggi, situata in via Lazzaro Spallanzani n. 42. presso le strutture citate sono impiegati lavoratori che svolgono i servizi di ricezione degli ospiti, di amministrazione e contabilità, e vi è anche un apprezzato ristorante accessibile solamente agli ufficiali o i loro ospiti, specialmente se politici.” – Lo rende noto il partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) – “Ieri abbiamo presentato una interrogazione (n. 4-07749) al Ministro della Difesa, a firma del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, perché è strano che sulla gestione di questo “Ente morale” non si sappia praticamente nulla – dichiara Comellini, segretario del Pdm – e ci sembra alquanto strano che per il raggiungimento dei suoi scopi l’Ente si avvalga di efficentissime e riservatissime strutture allogiative che gestisce come un albergo, con annesso ristorante, per ospiti esclusivi. Abbiamo chiesto al Ministro di conoscerne i bilanci e i contributi erogati all’Ente dallo Stato, nonché di sapere se presso le strutture del sodalizio sono impiegati militari in servizio permanente delle forze armate, con quali mansioni e quale retribuzione. A parte i bilanci e i contributi percepiti . che dovrebbero essere pubblici, non mi meraviglierei più di tanto, vista la vicinanza con “Palazzo Aeronautica”, se si venisse a scoprire che dei militari pagati dallo Stato, lavorano, magari a tempo pieno, alla “reception” o al ristorasnte o ancora negli uffici di amministrazione dell’Ente che, per sua natura, è estraneo all’amministrazione militare. Certo che sarebbe veramente una cosa spiacevole se ciò fosse confermato e lo sarebbe ancora di più se questi “lavoratori in prestito” fossero dei marescialli, visto che l’Ente è ad uso esclusivo di ufficiali. Ma a queste domande sarebbe opportuno che rispondesse lo stesso ministro La Russa che sicuramente non vede l’ora di fare chiarezza sull’Ente morale e la sua gestione, prima che lo faccia qualche magistrato”.

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Enel: bollette per i terremotati

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2010

Secondo quanto segnalato da Gino Antognetti, militante radicale storico dell’Abruzzo, sfollato dalla sua casa dell’Aquila a causa delle gravi condizioni di pericolo in cui si trova la sua abitazione dopo il grave terremoto dell’aprile 2009, l’Enel sta tentando di far pagare alcune bollette collegate alle abitazioni pericolanti pur essendo i titolari sfollati in altri luoghi. L’Enel ha contattato il Signor Antognetti sul cellulare intestato alla moglie. Chi ha fornito all’Enel il suo recapito? Su questa vicenda i deputati radicali – pd, primo firmatario  Maurizio Turco, hanno oggi depositato una interrogazione parlamentare urgente. Di seguito il testo integrale che ricostruisce quanto avvenuto al Signor Antognetti.

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Siti nucleari nel Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

“Sono due le aree nel Lazio candidate a ospitare siti nucleari: la zona costiera di Montalto di Castro e l’area alla confluenza di Tevere e Nera tra Orte e Magliano Sabina”. Lo denunciano i senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che sul punto hanno preannunciato un’interrogazione urgente al ministro Scajola.  “Durante il ‘question time’ di martedì alla Camera – proseguono i due senatori ecodem – il governo, rispondendo a un’interrogazione di Ermete Realacci, si è rifiutato di indicare l’elenco dei siti nucleari, preoccupato per gli effetti sulle prossime elezioni regionali, ma non ha smentito che la lista in via di predisposizione ricalchi quella definita a suo tempo dal Cnen. Ciò significa molto semplicemente che degli oltre 40 siti della mappa nucleare dell’Italia, almeno due si trovano nel Lazio: uno è la zona costiera di Montalto di Castro, già scelta trent’anni fa per costruire una centrale atomica, l’altro è l’area alla confluenza del Tevere e del Nera tra Orte e Magliano Sabina. In base alla mappa stilata a suo tempo dal Cnen, questi due siti soddisfano i requisiti richiesti dal nucleare, a cominciare dall’ampia disponibilità di risorse idriche”.  “I silenzi ‘pre-elettorali’ del governo – continuano Della Seta e Ferrante – confermano che la scelta nucleare di Berlusconi e Scajola non è solo profondamente sbagliata in sé, per gli altissimi rischi ambientali e gli esorbitanti costi economici collegati alla realizzazione di nuove centrali atomiche: è anche una scelta inaccettabile per i metodi e le procedure seguiti. Mentre ai cittadini viene tenuto nascosto dove nasceranno gli impianti nucleari, la lista è perfettamente a conoscenza non solo del governo ma anche delle imprese interessate all’affare: di recente l’ha ammesso candidamente lo stesso amministratore dell’Enel Fulvio Conti, dichiarando testualmente che ‘nemmeno sotto tortura avrebbe rilevato la lista’. Intanto, undici Regioni italiane, tra le quali il Lazio, hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro la norma che consentirebbe di realizzare le centrali anche contro la volontà delle amministrazioni regionali coinvolte: sarebbe bello sapere – concludono Della Seta e Ferrante – come la pensa sull’argomento il centrodestra del Lazio e la sua candidata alla presidenza della Regione”

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Le vittime dell’uranio in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2010

“Sono almeno 216 i militari italiani morti per possibile contaminazione da uranio impoverito”. Lo sostiene l’Associazione Vittime Uranio che questa mattina a Lecce ha denunciato due nuovi casi di morte e quattro di malattia e reso pubblico in una conferenza stampa un documento ufficiale della Sanità militare, agli atti dell’ultima commissione parlamentare di inchiesta. “Si tratta tuttavia – ha spiegato Francesco Palese, portavoce dell’associazione  –  di un bilancio incompleto. Il documento della Sanità militare (che elenca 171 morti e 2500 malati) registra infatti l’ultimo decesso nel 2006 e non comprende peraltro i reduci da molte missioni, dai poligoni e tutti coloro che al momento della morte non erano più in servizio”.  “Integrando questo documento con i dati in possesso dell’associazione – ha detto Palese – arriviamo a contare 216 morti, ma è un dato ancora parziale”. Sulla questione, lo scorso 22 dicembre, il deputato radicale Maurizio Turco ha presentato un’interrogazione al Ministro della Difesa La Russa perché venga fatta chiarezza sulle reali dimensioni del fenomeno.  Nel corso della conferenza, che ha visto anche la partecipazione di alcuni ex militari malati, è stata chiesta l’istituzione di una nuova commissione parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito “per completare e ampliare il lavoro della precedente”. I nuovi casi di morte segnalati riguardano: D.S., ex paracadutista della Folgore, della provincia di Reggio Calabria, deceduto nell’ottobre del 2007 all’età di 32 anni a causa di una leucemia sorta in seguito alle missioni in Somalia e in Bosnia e V.C. militare della provincia di Taranto morto sempre di leucemia alcuni anni fa. I casi di malattia riguardano invece un ex militare della provincia di Varese al quale è stato diagnosticato un linfoma dopo una missione presso il poligono a mare di Capo San Lorenzo, in Sardegna, un militare della provincia di Taranto, reduce da diverse missioni all’estero e ora malato di linfoma, due ex militari della provincia di Lecce anche loro malati di cancro, il primo dopo una missione in Bosnia, il secondo dopo il servizio di leva nel poligono salentino di Torre Veneri. Sul sito dell’associazione Vittimeuranio.com è stato pubblicato un dossier proprio sul poligono di Torre Veneri. Alla conferenza ha preso parte anche la deputata del Pd Teresa Bellanova che ha annunciato una nuova interrogazione sul poligono.

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Giudice su istituto Montalcini

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

“E’ un’ottima notizia per la ricerca e per il futuro del Paese”. Così il senatore del Pd Raffaele Ranucci commenta la sentenza del giudice che dispone che l’Ebri, l’European brain research institute di Rita Levi Montalcini, potrà restare nella sua sede attuale a Roma. Ranucci, che aveva presentato un’interrogazione in proposito, sottolinea che “la decisione del giudice è particolarmente significativa poiché arriva all’indomani dell’appello del Presidente Napolitano a fare della ricerca una priorità delle politiche del nostro Paese poiché, proprio in questo settore, esiste un serio ritardo da colmare e ci sono tante difficoltà da superare. Sicuramente permettere all’Istituto del Nobel Montalci di continuare a funzionare va nella direzione degli auspici del Presidente della Repubblica e dei tanti ‘cervelli’, giovani e capaci, costretti ogni anno a fuggire all’estero perché in Italia non viene loro permesso alcuno spazio. La speranza adesso – conclude Ranucci – è che questa disposizione inauguri una più assennata e ben più ricca politica di investimenti nelle infrastrutture della ricerca, a partire già dalla Finanziaria in discussione nelle Commissioni del Senato”.

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La sicurezza dei militari in zona d’operazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Gli onorevoli del Pd Turco Maurizio, Bernardini Rita, Beltrandi Marco, Farina Coscioni Maria Antonietta, Mecacci Matteo e Zamparutti Elisabetta hanno nei giorni scorsi presentata una interrogazione a risposta scritta al ministro della difesa per sapere – premesso che: il Corriere della Sera, in un articolo pubblicato a pagina due, dell’edizione del 27 luglio 2009, riporta la notizia dell’avvio di una indagine congiunta della Procura ordinaria e di quella militare sulle responsabilità dei recenti avvenimenti che hanno visto la morte e il ferimento di alcuni militari italiani. Nell’articolo si fa espresso riferimento ai difetti del veicolo «Lince» utilizzato nelle attività di pattugliamento effettuate dai militari del contingente italiano impiegato in Afghanistan; risulta all’interrogante che recentemente, nel corso di un’attività di addestramento svoltasi presso il «Centro di Addestramento Alpino» di Aosta, un mezzo Lince si è ribaltato durante la simulazione di una manovra evasiva, mettendo in evidenza una elevata criticità nella stabilità e tenuta di assetto su strade accidentate -: se il Ministro interrogato, nel corso dell’annunciato vertice con i Capi di Stato maggiore delle Forze armate, che dovrebbe svolgersi a l’Aquila nei prossimi giorni, sia intenzionato ad impartire disposizioni volte ad acquisire, direttamente dal personale operante come istruttore di guida o facente parte di equipaggi impiegato sui mezzi Lince, quelle informazioni che, con la loro esperienza e professionalità, potrebbero risultare utili a chiarire le cause e le modalità dell’incidente e, nel contempo, verificare con i vertici militari le necessarie modifiche da apportare ai mezzi per renderli più efficienti dal punto di vista della protezione e della sicurezza degli equipaggi; se durante istruzioni o esercitazioni i mezzi Lince abbiano presentato problemi, ovvero quanti incidenti si siano verificati e per quali cause. (4-03761)

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Gli scontri di Massa vanno in Parlamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Gli onorevoli del Pd Turco Maurizio, Bernardini Rita, Beltrandi Marco, Farina Coscioni Maria Antonietta, Mecacci Matteo e Zamparutti Elisabetta hanno nei giorni scorsi presentata una interrogazione a risposta scritta al ministro della difesa per sapere – premesso che: in relazioni agli scontri avvenuti a Massa nella serata del 26 luglio 2009, da notizie di stampa si apprende che Enzo Letizia, segretario dell’associazione funzionari di polizia, avrebbe dichiarato che «risulta che chi è stato denunciato per aver fatto il saluto romano sia un maresciallo dei carabinieri in quel momento fuori servizio, ma in forza a Pisa» -: se abbia già appurato o intenda appurare la veridicità di quanto denunciato dal segretario dell’associazione funzionari di polizia e, in caso affermativo, quali iniziative intenda prendere.(4-03757)

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