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Posts Tagged ‘interscambio’

Nell’interscambio Italia-Francia, l’intermodalità è relegata a una quota del tutto marginale

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

In netto contrasto con la situazione degli altri valichi alpini: 6,7% la quota modale ferrovia dei valichi con la Francia (Frejus-Ventimiglia) contro il 69,9% dei valichi con la Svizzera (Gottardo-Sempione) e il 29,7% con l’Austria (Brennero-Tarvisio).
Allo stesso tempo lo sviluppo di sistemi di trasporto e logistici sostenibili per l’ambiente e capaci di fornire alle imprese un servizio efficiente e di qualità per assecondarne la ripresa e supportare il mercato delle esportazioni/importazioni è quanto mai necessario. Il traffico merci tra Italia e Francia e con i Paesi limitrofi – Spagna, Belgio, Regno Unito – esiste ed è rilevante quanto a volumi attuali e a prospettive future ed è il secondo per importanza dopo quello con la Germania. È ormai assodato che i limiti dell’attuale infrastruttura ferroviaria pregiudicano qualità e costi del servizio, rendendo poco appetibile il trasporto intermodale, mentre la nuova linea Torino-Lione, grazie alle caratteristiche peculiari dei corridoi TEN-T e a un notevole incremento delle tracce orario (dalle attuali 60 teoriche a 200 per il solo traffico merci) permetterà treni da 2.000ton, lunghezza 740m e sagoma P80-410 idonea per il trasporto di semirimorchi da 4,00m nonché una gestione ottimizzata delle circolazioni, rendendo competitivo il sistema ferroviario rispetto al tutto strada. Da questi presupposti muove il gruppo di lavoro voluto dalle Confindustrie di Lombardia e Piemonte con Assologistica per proporre interventi, da qui alla data di attivazione del tunnel, mirati a rafforzare la competitività del trasporto ferroviario intermodale nelle relazioni Italia-Francia e porre già le condizioni per sfruttare al meglio la capacità della nuova linea quando sarà disponibile, nel 2030.
Le proposte: Erogazione di un incentivo a sostegno del trasporto intermodale e trasbordato su ferro con le stesse caratteristiche del c.d. “Ferro-bonus”, ma con la peculiarità di applicarsi ai trasporti ferroviari che si svolgono sul transito in oggetto al fine di compensare i maggiori costi e oneri derivanti dall’inadeguatezza della linea e fino alla realizzazione del nuovo tunnel e relativo tracciato ferroviario; Finanziamenti, anche attraverso il ricorso a fondi europei, per l’acquisto di locomotive interoperabili, tra l’Italia e la Francia, funzionali a ridurre i costi complessivi del trasporto e ridurre/ eliminare i disservizi derivanti dai perditempi correlati ai cambi di trazione. Gli investimenti in oggetto sono propedeutici alla piena funzionalità, all’atto dell’apertura, della nuova linea ferroviaria; Finanziamenti di materiale rotabile, c.d. carri ultra bassi, in linea con la normativa europea sul rumore, per il trasporto di unità di carico, compresi semi-rimorchi che necessitano di particolari sagome in attesa della realizzazione della nuova linea. Essi permetterebbero sin da oggi l’acquisizione alla modalità ferroviaria della domanda di trasporto di molti clienti e sarebbero immediatamente utilizzabili, non necessitando di investimenti particolari per allestire nuovi terminali specializzati;
Finanziamenti, anche attraverso il ricorso a fondi europei, per la realizzazione dei nuovi terminali intermodali in previsione della nuova linea di valico. Si indicano le esigenze in Italia di Torino Orbassano, Novara, area di Milano (impianti di Milano Smistamento e Segrate); in Francia dell’area di Lione, Parigi.

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Verso la Brexit: Toscana protagonista dei rapporti con Regno Unito e Irlanda

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Firenze. E’ di oltre 34 miliardi di euro, in netta crescita, l’interscambio commerciale dell’ultimo anno fra Italia e Regno Unito, di questi un decimo (3,8 miliardi) passa dalla Toscana, con il nostro Paese che vanta un surplus di circa 11 miliardi. Con l’Irlanda l’import-export è arrivato a quasi 6 miliardi, in grande crescita nell’ultimo anno (+13,8%) e la Toscana che ha una quota superiore al 5%. E’ partendo dalla realtà di questi numeri e di fronte allo scenario dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea fissata per il 29 marzo 2019 che la Camera di Commercio italiana per il Regno Unito (ICCIUK), con il patrocinio di Camera di Commercio, Comune e Città metropolitana di Firenze, ha organizzato il Forum Italy-UK-Irlanda. Fra gli altri, hanno partecipato alla mattina di discussioni l’ambasciatore irlandese a Roma Colm Ó Floinn, il responsabile del dossier EU Exit all’ambasciata britannica a Roma Jakob Lund, la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, la vicensindaca di Firenze Cristina Giachi, il presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi e il presidente di Confindustria Firenze Luigi Salvadori, insieme a esponenti del mondo imprenditoriali, ai senatori Laura Garavini, Vito Rosario Petrocelli e al sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi. I panel tecnici dopo l’intervento iniziale di Massimo Messeri si sono concentrati su sanità, cibo e turismo, manifattura, settore bancario e finanziario, cultura e innovazione. Ha chiuso la mattinata il presidente di ICCIUK Leonardo Simonelli. Al centro della discussione come rafforzare la competitività delle imprese in un momento in cui sembrano vincenti le strategie «glocal», che puntano a valorizzare le opportunità della globalizzazione pur tutelando identità, tradizioni e realtà locali, e le testimonianze delle aziende che sono riuscite a consolidare gli storici legami con il Regno Unito e quelli più recenti, ma in costante crescita, con la Repubblica d’Irlanda. Fra i settori dove gli scambi sono maggiormente attivi fra il nostro Paese e la Gran Bretagna nell’export il tessile, l’’abbigliamento, la pelle, gli accessori (13,3% del totale) e i prodotti alimentari (13,1%), nell’import i mezzi di trasporto (22,9%), il farmaceutico (10,3%) e il chimico (9,2%). Con l’’Irlanda è il settore farmaceutico il più vivace: rappresenta il 51,3% nell’import e il 40,5% nell’export, seguito dal chimico (16,1% nell’import, 12,4% nell’export).

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Accordo per espandere il business tra Italia e Turchia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

turchia-ist3SACE e il principale gruppo bancario privato turco Yapı Kredi hanno finalizzato un importante accordo di collaborazione destinato a espandere le opportunità di interscambio e investimento tra Italia e Turchia, facilitando la realizzazione di iniziative di reciproco interesse. L’accordo prevede il rafforzamento dei canali di comunicazione e informazione tra SACE e Yapı Kredi al fine di identificare progetti strategici e sostenere l’accesso ai finanziamenti necessari da parte di aziende che operano nel mercato turco e che sono interessate ad acquistare prodotti e servizi dall’Italia. L’accordo sarà annunciato di fronte a una platea di esecutivi e manager di circa 150 aziende e istituzioni finanziarie nel corso di un grande evento di business organizzato oggi ore 18.00 da SACE a Istanbul (Grand Tarabya Hotel) insieme a Yapı Kredi e UniCredit, in occasione del quinto anniversario di attività dell’Ufficio turco di SACE.
Niccolo Ubertalli, Deputy CEO di Yapı Kredi ha dichiarato: “Questo accordo comprova la solidità e l’esperienza di Yapı Kredi in materia di trade finance. A tal fine, UniCredit dimostra ancora una volta di essere vicino ai propri clienti turchi e fortemente impegnato a sostenerli con soluzioni finanziarie facili e adeguate.” Michal Ron, Managing Director, Responsabile della Rete Internazionale di SACE ha dichiarato: “Negli ultimi anni, gli impegni di SACE in Turchia sono molto aumentati fino a raggiungere i 2,3 miliardi di euro, facendo di questo uno dei mercati più strategici nel nostro portafoglio. L’accordo di oggi rappresenta un fondamentale passo in avanti, che pone le basi per una più forte collaborazione con un attore chiave come Yapı Kredi. Siamo pronti a esplorare nuove vie per facilitare le opportunità di interscambio e investimenti tra Italia e Turchia, per esempio in comparti come il leasing”.

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Mozambico e nuova collaborazione economica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Incontro tra Da Pozzo e S.E. Carla Elisa Luis Mucavi: possibilità per le Pmi friulane nell’agricoltura e agroindustria, nella logistica e nella formazione delle competenze produttive e tecnologiche Nuove opportunità di collaborazione economica con il Mozambico, nei comparti dell’agricoltura e dell’agroindustria, ma anchenelle competenze e nell’esperienza produttive, nelle tecnologie e infrastrutture logistiche o per il turismo. L’interscambio commerciale con il Fvg, se in una serie storica non presenta cifre significative, ha visto un miglioramento soprattutto negli ultimi due anni. Anche se i numeri non sono elevati, la provincia di Udine, nel 2010, rappresenta addirittura il 98% dell’export della regione verso il Mozambico. Esportiamo principalmente macchinari per l’agricoltura e la silvicoltura, mobili, prodotti della siderurgia, macchine per la formatura di metalli e altre macchine utensili, e prodotti tessili, mentre dal Mozambico, sempre restando ai dati 2010, importiamo metalli, combustibili e altre materie prime, come la pietra e l’argilla. (dal pozzo)

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Migliorare il volontariato

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2010

Interloquire con le istituzioni per modificare le leggi che regolano il volontariato in Italia, organizzare campi formativi internazionali di interscambio tra i giovani volontari europei nelle zone a rischio o così dette difficili del tessuto metropolitano e la realizzazione di un evento mediatico che metta in rete associazioni di volontariato, cittadini, istituzioni e mezzi di comunicazione.  Sono queste le proposte del Forum Nazionale dei Giovani  che sono emerse stamani durante il Volunteering, iniziativa voluta dall’European youth forum che si è svolta a L’Aquila. Si tratta della prima iniziativa europea di preparazione al 2011, anno europeo sul volontariato. All’appuntamento hanno partecipato le principali associazioni europee della piattaforma dell’European Youth Forum che si occupano di volontariato in tutti i Paesi membri. Durante i lavori si è discusso delle linee guida e dei valori che animeranno tutte le iniziative promosse nel 2011, delle modalità d’impiego dei fondi destinati all’anno europeo e di una proposta di legge europea sul volontariato.

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Brasile e le Pmi del vitivinicolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

Presentare al Brasile le eccellenze dell’agroalimentare friulano e italiano, «convinti che questo settore sia uno dei migliori mezzi attraverso cui lanciare l’intero nostro territorio, la sua produttività, la qualità della sua economia, e aiutare le nostre Pmi ad aprirsi nuove opportunità di interscambio commerciale con questo grande Paese». Ha esordito così il presidente della Camera di commercio di Udine, Giovanni Da Pozzo – che è anche componente dell’esecutivo nazionale di Unioncamere –, aprendo i lavori del primo di una serie di incontri, seminari, workshop e degustazioni previste per tre giorni, a San Paolo, nell’ambito della missione imprenditoriale nazionale “Sapori d’Italia nel mondo”, organizzata dal Gruppo nazionale delle strutture camerali per l’internazionalizzazione e guidata dalla Cciaa udinese. La missione, durante la quale la delegazione ha incontrato l’onorevole Edoardo Pollastri, presidente della Camera di commercio italo-brasiliana, riguarda il settore agroalimentare e vitivinicolo: tra le aziende presenti, le friulane Vigna Traverso, Forchir, Valchiaro, Conte Attimis, Bitussi, Petrussa, Foffani, la triestina Parovel, l’isontina Venturini e altre imprese di Toscana, Campania, Veneto, Basilicata e Puglia. Il gruppo friulano è il più numeroso, con oltre la metà delle imprese: 9 sulle 17 italiane.  Dopo Da Pozzo ha preso la parola il direttore dell’Ice Giovanni Sacchi, che ha reso noto come il Brasile goda, adesso, «di una certa stabilità macro-economica. Il Paese – ha detto – ha visto un progressivo concreto innalzamento della classe media, con una crescita nel primo bimestre 2010 del 7,5 %». Riferendosi al vitivinicolo, Sacchi ha affermato che «dagli attuali due litri pro capite di consumo di vino in Brasile si stima di passare ai 3,4 litri nei prossimi anni, raggiungendo così i mercati argentini e nord americani». Il Brasile ha quasi 45 milioni di abitanti che formano la classe media. Di questi, 20 milioni sono oriundi italiani, che rappresentano la percentuale più elevata di immigrati in Brasile, il 30%.  Saranno numerosi gli eventi che di cui il Brasile sarà protagonista prossimamente: le presidenziali del prossimo autunno, la Coppa del mondo di calcio del 2014, le Olimpiadi di Rio de Janeiro due anni dopo. Tutte date da segnare, perché di estremo interesse per chi punta a quel mercato.

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Fvg-Austria, cresce l’interscambio commerciale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

Vicini geograficamente ed economicamente.Il Friuli Venezia Giulia, secondo i dati evidenziati dal consigliere commerciale dell’Ambasciata d’Austria (ufficio di Padova) Ingrid Valentini Wanka durante la giornata di incontri bilaterali tra 30 imprese friulane e una ventina di agenti di vendita austriaci organizzata dall’Azienda Speciale I.Ter della Cciaa di Udine con l’obiettivo di offrire un concreto supporto alla diffusione del “Made in Italy” sul mercato d’oltralpe, «è uno dei principali partner commerciali dell’Austria tanto da superare, per valore dell’interscambio, Paesi come Ucraina e Brasile».  Nel 2008, la nostra regione ha esportato merci e prodotti per un valore complessivo di 653 milioni 472 mila euro (+14,88% rispetto all’anno precedente), mentre dal Paese austriaco ne ha importate per complessivi 558 milioni 316 mila euro. Tra le tipologie di merci esportate, compaiono i prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio (22% del totale export), i prodotti siderurgici (20,8%) e i mobili (5,6%); importiamo maggiormente, invece, materiali di recupero per l’industria e legno tagliato/piallato.

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Pasquale Mirra meets Hamid Drake

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

mirraSpinea 9 luglio  Barone Rosso (Via Martiri 5) Ore 21.45  Pasquale Mirra (vibrafono), Hamid Drake (batteria, percussioni, voce) Sorpresa e imprevedibilità, la voglia di superare il limite della convenzione con una incessante ricerca sonora, questi gli elementi rintracciabili in questo suggestivo duo. La sinergia musicale e l’intenso scambio che Mirra e Drake riescono a creare ammaliano per la brillantezza delle idee che esprimono con un interscambio e una interazione strumentale impressionante. Le composizioni sono usate nel flusso improvvisativo per suggerire a questo strade diverse, ma nello stesso tempo la creatività dei due ne determina cambiamenti – anche strutturali – che per mano loro si caratterizzano, di volta in volta, di incontro in incontro, come momenti unici, irripetibili, mai uguali a se stessi. Le melodie si costruiscono da sole, grazie anche alle conoscenze musicali dei due interpreti, alla loro notevole apertura mentale, alla capacità di spaziare nei ritmi di Drake, vero maestro nel creare basi poliritmiche torrenziali su cui si innestano le sonorità poetiche ed impattanti di Mirra, senza mai farci perdere il filo. http://www.ubijazz.it (mirra)

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