Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘intervenire’

“La violenza nei confronti degli operatori del Sistema Sanitario: conoscere, comprendere, intervenire!”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Bergamo lunedì 10 dicembre all’auditorium “L. Parenzan” del Papa Giovanni XXIII, p.le OMS, 1 con inizio alle ore 9,00. Sono sei le ore di formazione previste, con l’obiettivo di offrire strumenti teorici e pratici per la tutela di chi tutti i giorni si trova in prima linea a dover gestire il fenomeno. Il Convegno intende indagare le dimensioni del fenomeno e comprenderne le dinamiche per poter definire misure efficaci di prevenzione, percorsi attivabili da parte delle aziende sanitarie con riferimenti comuni per l’attivazione di procedure di sicurezza. Numerosi e vari i punti di vista che saranno messi a confronto, per un fenomeno senza dubbio complesso: medici, infermieri, psicologi, responsabili della Medicina del Lavoro, dei Comitati per le pari opportunità, dei servizi di Prevenzione e Protezione e Risk Management, degli URP e degli uffici a contatto con il pubblico, delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie, gli esponenti del mondo sindacale. Tra i relatori anche una rappresentanza della Regione e della Rete dei Comitati Unici di Garanzia (CUG): in discussione è infatti la promozione di un tavolo tecnico permanente di coordinamento sulla materia.
Seppure in assenza di dati certi, tutti gli osservatori assicurano che il fenomeno delle aggressioni nelle strutture sanitarie è in continua crescita. Il Ministero della Salute, nel marzo scorso, ha istituito un “Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie”. Nell’agosto 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di Legge, ora all’esame del Parlamento, che prevede una modifica del codice penale con circostanze aggravanti nei confronti di chi commette reati con violenza o minacce ai danni degli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni. Lo stato dell’arte di questa proposta di modifica normativa sarà al centro di una tavola rotonda nella sessione pomeridiana del Convegno. Tutti gli attori coinvolti concordano sulla necessità di promuovere percorsi condivisi di censimento del fenomeno. Al Papa Giovanni XXIII sono stati 22 i casi di operatori che nel biennio 2016-2017 si sono rivolti al Pronto Soccorso in seguito ad aggressioni fisiche. In tutti questi casi sono stati refertati alcuni giorni di prognosi. Ma questo dato cela una realtà di dimensioni senza dubbio maggiori. Le aggressioni fisiche, di varia intensità e gravità, si attestano su alcune decine di casi all’anno. Solo la presenza costante del servizio di vigilanza interno, in molti casi, evita che il fenomeno degeneri ai danni degli operatori coinvolti. Per non parlare degli episodi che si limitano al livello verbale o alle minacce, pur senza tradursi in atti di violenza concreta.
La data del 10 dicembre coincide con la chiusura della campagna di attivismo contro la violenza sulle donne e di genere promossa da UN Women con l’iniziativa “International Day for the Elimination of Violence against Women, Sixteen Days of Activism against Gender Violence”.

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Roma: lunapark all’Eur

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

“Chiedo al governo di intervenire sulla vicenda che riguarda il lunapark del Eur. E’ vergognoso espropriare di questo bene la città di Roma per una mera lucrosa speculazione edilizia ed è ancora più disdicevole il silenzio del sindaco Alemanno e della sua Giunta che da tre anni si disinteressano totalmente di questo problema”. Così il senatore del Pd annuncia la sua interrogazione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro dell’Economia Tremonti e al Ministro dei Beni culturali Bondi.  Nell’interrogazione Ranucci ricorda che il “Luneur di Roma è stato aperto al pubblico negli anni ’60, con ingresso libero, e per cinquant’anni è stato luogo storico d’incontro, svago e divertimento per famiglie, ragazzi e turisti. Nel luglio 2007 Eur SpA ha avviato una gara ad evidenza pubblica europea per la selezione di un gestore a cui affidare la conduzione del parco divertimenti. Tra le condizioni, la tutela dei sub-conduttori e dei lavoratori stessi. Il bando di gara è stato vinto dalla società Cinecittà Entertainment SpA, la quale si è avvalsa della società veicolo Luneur Park SpA. Nel testo del contratto di locazione tra Eur SpA e Cinecittà Entertainment SpA, sparisce il riferimento alle prescrizioni vincolanti viene inserito al suo posto la dicitura ‘libero da cose e persone’. Ad oggi – spiega Ranucci – Eur SpA non ha convocato i sub-conduttori per informarli sulla loro collocazione nel business plan di cui al bando di gara”. “Mentre i lavoratori del Luneur sono impegnati in una battaglia con l’ente Eur per difendere il loro lavoro e il patrimonio che il parco dei divertimenti più antico della città rappresenta, c’è chi, come il Sindaco Alemanno, ha cercato di usare il fatidico progetto di realizzare il circuito di Formula Uno, che avrebbe portato a nuove speculazioni edilizie proprio nell’area del Luneur, soggetta peraltro a vincoli di inedificabilità”.  Nel ricordare la raccolta firme avviata dalle famiglie e dai cittadini romani, a sostegno di una petizione popolare – volta a sollecitare la riapertura del parco  grazie anche al sostegno di “Atuttaleur”, del Consiglio di quartiere dell’Eur e del comitato Salute e ambiente Eur-, Ranucci chiede al “ministro Tremonti, responsabile socio al 90 per cento di Eur SpA, se intende intervenire al fine di chiarire le anomalie contrattuali evidenziate e che andrebbero a ledere i diritti sacrosanti dei sub-conduttori”. Ranucci chiede inoltre “quali iniziative il Governo intenda adottare nei confronti della società Eur SpA, al fine di dare risposte certe ed esaustive, scongiurando una fine drammatica, alle 150 famiglie coinvolte in questa vicenda, che ad oggi si trovano in una crisi buia e senza prospettive”. Infine il senatore del Pd chiede se e quali iniziative il Ministro per i beni culturali prenderà per salvaguardare l’area dell’Eur, all’interno della quale ricade il complesso del lunapark Luneur, da una speculazione selvaggia che ne deturperebbe l’intero assetto urbanistico”.

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Chi paga il federalismo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

La RdB Pubblico Impiego ha consegnato agli amministratori locali, riuniti a Roma per il Consiglio Nazionale dell’ANCI, un dossier sulle proposte contenute nella piattaforma per il rinnovo contrattuale degli Enti locali, insieme ad uno specifico documento sul potenziamento dei servizi scolastici ed educativi pubblici ed una nota con cui si invitano gli amministratori a tener conto delle recenti pronunce della magistratura ordinaria e contabile che dilazionano l’applicazione del Dlgs 150/2009, il cosiddetto “decreto Brunetta”. La trasformazione epocale a cui sono chiamati gli Enti locali in nome del federalismo non può avvenire facendone pagare il conto ai lavoratori e ai cittadini”, dichiara Roberto Betti della RdB P.I. Enti Locali. “Per questo riteniamo necessario intervenire in sede contrattuale per rivedere l’ordinamento professionale, adeguare gli organici e retribuire meglio il personale degli Enti Locali che ha le retribuzioni più basse di tutto il Pubblico Impiego”. “Ci auguriamo che gli amministratori locali facciano sentire la loro voce nei confronti del governo anche per ottenere la garanzia delle risorse per il funzionamento della macchina amministrativa ed il miglioramento della qualità dei servizi pubblici”, conclude Betti. Molti amministratori, fra cui lo stesso Presidente ANCI Chiamparino, hanno espresso interesse nei confronti delle proposte contenute nel dossier e, a margine del Consiglio Nazionale, si sono soffermati ad approfondirle con i rappresentanti RdB

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Soldato italiano: ma chi te lo fa fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Scrive un prete, un certo Paolo Farinella a proposito dei soldati italiani morti a Kabul: “I soldati morti sapevano che potevano morire (fa parte del loro mestiere), ma sono andati ugualmente per scelta e per interesse economico, cioè per guadagnare di più. So anche che molti vanno per il brivido della guerra, per dirla alla popolana per menare le mani e sperimentare armi nuove e di precisione. Dov’è l’eroismo nell’uccidere sistematicamente, per sbaglio o per fuoco amico, civili che a loro volta sono vittime nel loro paese e vittime degli occupanti stranieri?” Parole crude, ma anche ingenerose. Quante volte la cronaca ci informa di aggressioni, di violenze, dove spesso molti altri fanno da spettatori ma non intervengono? Qualcuno mi dice: avrei voluto intervenire, ma con quale risultato? Non può un inerme competere con una pistola o un mitra spianato o anche un coltello. E’ cosi che restiamo a guardare inermi e impotenti. In una terra dove la lotta politica si identifica spesso con il terrorismo esercitato dai kamikaze, dalle bande armate e dalla logica della violenza per terrorizzare i civili disarmati l’unico baluardo resta chi indossando una divisa riesce, con le armi in pugno, a contrapporsi a questo bagno di sangue. Ne sanno qualcosa, don Farinella, anche i suoi confratelli missionari che scelgono al posto del crocefisso da tenere in una mano e nell’altra un ramoscello d’ulivo d’imbracciare un mitra e diventare dei “preti guerrieri” o di tuonare dal pulpito con parole di fuoco contro i mercanti di droga per poi essere trucidati dalla violenza offesa. Se qualcuno commenta: peggio per loro se la sono andata a cercare e aggiunge sarcastico alludendo ai commenti, ritenuti ipocriti, del vaticano che li chiama martiri della fede, il buon cattolico si ribella e si dichiara offeso. E lo fa a ragione come lo facciamo noi pensando a chi cerca di creare una barriera tra la pace e la guerra per far trionfare la prima e sconfiggere la seconda. Ma don Farinella non esita ad incalzare:  “Quale democrazia hanno difeso questi soldati, quella del corrotto Karzai o quella del corruttore e corrotto Berlusconi? In questi giorni di lutto nazionale, sospendo moralmente la mia appartenenza all’Italia e mi tiro fuori da ogni complicità da queste nefandezze, travestite da eroismo. Forse le mie parole che precedono e quelle che seguono susciteranno stupore e scandalo in qualcuno. Ebbene, passi oltre e non se la prenda: sono infatti certo di essere nel giusto, in buona coscienza”. Essere nel giusto? Ma qui confondiamo i ruoli. Se io difendo i cittadini dai soprusi, faccio opera meritoria e non credo che vi siano dubbi in tal senso. E i soldati cercano di seguire questo dettato. Ma chi invece ci dice che Berlusconi sia un corrotto e un corruttore? Non certo il Vaticano che non passa giorno a tessere elogi al premier Berlusconi. E i preti che diritto hanno di contestare la parola del Santo Padre? Non sono votati all’obbedienza? Ma diciamocela davvero tutta, don Farinella: perché non solo i preti ma l’intera comunità religiosa e con essi i laici che la pensano allo stesso modo non scendono in piazza per far chiudere le fabbriche di armi non solo in Italia ma in tutte le parti del mondo? Le armi sono la fonte primaria di tutte le guerre regionali e tribali che insanguinano il pianeta e sono quelle che i dittatori di turno comprano affamando i loro sudditi e privandoli dell’assistenza sanitaria provocando nell’area delle pandemie che uccidono milioni di persone. E chi ci dice, come paventa qualcuno, che la vera violenza non tragga la sua origine proprio da quel baratto incestuoso tra la droga e le armi? Ma i militari italiani possono anche essere mandati per interessi meno nobili ma essi sanno farne un uso più che nobile e non vi è denaro che li ripaghi allorché sono lì come birilli alla mercè dei terroristi mentre difendono la vita di chi è inerme. Se non vi fossero sarebbe davvero triste. (Riccardo Alfonso)

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E’ necessario avere un decoder unico

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

“Dopo le ripetute segnalazioni e i ripetuti appelli all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ad intervenire nel “guazzabuglio”  della tv italiana, abbiamo appreso con favore le decisioni assunte dall’Agcom, in particolare quelle relative all’apertura dell’istruttoria nei confronti della Rai e del decoder unico. La situazione della tv in Italia dopo lo spegnimento in alcune Regioni del Paese del segnale analogico e dopo l’entrata dal 31 luglio di Tivùsat è, per usare un eufemismo, incerta”.Lo afferma Adiconsum. Per questo Adiconsum nei propri comunicati aveva più volte chiesto alla Rai di non escludere la visione dei propri canali dal decoder di Sky per non far venir meno il suo ruolo di servizio pubblico. “Bene quindi  – per Adiconsum -la decisione presa all’unanimità dall’Agcom per l’apertura dell’istruttoria nei confronti della Rai. Adiconsum aveva già chiesto all’Agcom di intervenire in merito alle difficoltà degli utenti di vedere i canali televisivi indicando anche la soluzione: il rispetto della Delibera 216/00 sul decoder unico, delibera emessa dalla stessa Autorità. Agcom ha accolto questa richiesta ed ha aperto un’istruttoria. Il decoder unico rappresenta l’unico strumento garante della visione di tutti canali televisivi trasmessi da qualsiasi piattaforma satellitare e non. Adiconsum chiede, ad Agcom però di agire con una certa rapidità ed urgenza, convocando tutte le parti interessate per trovare la soluzione tecnica che garantisca la visione delle trasmissioni delle emittenti nazionali sul satellite con un solo decoder”.

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