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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘interventi’

Ortopedia: semaforo verde per visite ambulatoriali e interventi semi-urgenti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

Appuntamenti rispettosi del distanziamento sociale, diminuzione della frequenza delle visite e più tempo tra un paziente e l’altro. Sì a interventi di artroprotesi (anca/ginocchio/spalla/gomito/caviglia), di chirurgia vertebrale (ad es. laminectomia, artrodesi) e altre procedure elettive a carattere semi-urgente.Non solo traumi e interventi urgenti dunque, sempre garantiti anche durante il lockdown e nei momenti di più intensa crescita della pandemia di COVID-19.L’accesso agli ambulatori sarà consentito finalmente grazie all’adozione delle nuove linee guida redatte proprio per garantire la massima sicurezza sia ai pazienti che al personale medico e sanitario: appuntamenti programmati in linea con i principi di distanziamento fisico, con meno pazienti, ma con sessioni ambulatoriali più frequenti e più lunghe. Sono previsti, inoltre, percorsi dedicati per quei pazienti che giungono in Pronto Soccorso per problemi o traumi muscolo-scheletrici minori. Si farà infine ricorso minimo agli esami radiologici e altri metodi di indagine per avere il minor impatto possibile sulle strutture.Per le procedure elettive a carattere semi-urgente, sarà demandato ad un comitato formato da professionisti di area perioperatoria di ciascun Centro (rappresentanti di chirurgia, anestesia e assistenza infermieristica) stabilire i criteri di accesso all’intervento per quei pazienti ritenuti idonei (più urgenti) al trattamento chirurgico. L’accesso all’intervento terrà conto delle caratteristiche del paziente, della patologia e dei benefici attesi rispetto ai rischi legati al contagio del COVID-19.Fatte salve tutte le condizioni di semi-urgenza e sicurezza, nel corso della Fase 2 sarà possibile ripristinare gli interventi di artroprotesi (anca/ginocchio/spalla/gomito/caviglia) per patologie croniche degenerative, quelli di chirurgia elettiva vertebrale (ad es. laminectomia, artrodesi) per patologie degenerative del rachide, osteosintesi di fratture chiuse inveterate, interventi per sindromi da compressione neurologica cronica (ad es. tunnel carpale) e interventi di traumatologia dello sport.Per tutta la Fase 2, comunque, tutti gli interventi di elezione non urgenti saranno ancora posticipati per ridurre al minimo l’affluenza negli ospedali, l’impatto sulle risorse e salvaguardare la ricettività del sistema sanitario. Inoltre la SIOT sconsiglia, fino a nuove indicazioni ministeriali e regionali, la mobilità sanitaria interregionale per gli interventi in regime di elezione.La Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia per il tramite della sua Commissione ha elaborato un documento di “Raccomandazioni SIOT” di maggiore applicabilità ed aderenza alla realtà assistenziale nazionale che in questo storico momento è in continua evoluzione.

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“Necessario intervenire subito sugli affitti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Alessio Russo rappresentante della U.C.E. UNIONE COMMERCIANTI ESERCENTI (Federazione Nazionale finalizzata alla difesa, rappresentanza, assistenza e tutela di quanti svolgano attività di commercio anche nei pubblici esercizi.) ha affermato oggi che è più che urgente intervenire sugli affitti e propone che lo Stato intervenga con un contributo al momento di una misura corrispondente a tre mesi di affitto. In sott’ordine ove lo Stato dovesse decidere di non poter intervenire al 100% di questa somma si propone:
a) Il conduttore versi 1/3 dell’affitto;
b) Il locatore rinunci ad 1/3 dell’affitto;
c) Lo Stato intervenga con 1/3 da dare al locatore con modalità da stabilire. In considerazione che le parti hanno ridotto le richieste lo Stato dovrebbe far pagare le tasse sull’immobile per 9/12;
d) Inoltre a partire da marzo 2020 i proprietari degli immobili pagheranno di tasse il 10% in meno di quanto pagano ora, misura che rimarrà anche negli anni futuri, accreditandone 1/3 ai locatori.

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Roma: “Interventi della Protezione Civile puntuali ed efficienti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

“Nella Commissione Ambiente abbiamo ascoltato i vertici del Dipartimento Sicurezza e Protezione Civile di Roma Capitale, dottor Giuseppe Savarese e dottor Giuseppe Morabito, circa gli interventi attuati sul territorio capitolino in materia di covid-19 con il supporto delle 90 associazioni di volontariato presenti sul territorio. Un’emergenza che Roma Capitale sta fronteggiando con la massima attenzione sin dal 25 febbraio, data in cui ha avuto luogo la prima riunione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), poi attivato in maniera permanente in data 10 marzo. Oltre quattromila le chiamate a cui il Dipartimento ha risposto, per lo più incentrate su richieste di pacchi alimentari, di ritiro buoni spesa e di supporto nelle spese quotidiane.
Richieste evase al 100% grazie alla preziosa e imprescindibile sinergia attuata con il Dipartimento Politiche Sociali che, adesso, dovrà fornire alla Protezione Civile, per le relative operazioni di distribuzione, la lista dei cittadini che beneficeranno di 40.000 nuovi pacchi alimentari. La Protezione Civile di Roma Capitale, divisa in due tronconi operativi per evitare catene di contagio che possano pregiudicarne l’operatività, è altresì impegnata in ulteriori azioni di supporto ad Ama, alle prese con le operazioni di sanificazione e di raccolta rifiuti nei Municipi maggiormente interessati dall’emergenza covid-19, e con il Dipartimento Tutela Ambientale attraverso la creazione di una catena di solidarietà finalizzata a donazioni di fieno e avena.
Durante la seduta abbiamo interloquito anche con i rappresentanti delle associazioni Animalisti Italiani, Lav, Earth, Leidaa ed Enpa, con le quali è stato attivato un protocollo mirato a fornire sostegno e solidarietà alle persone impossibilitate a portare a spasso i propri amici a quattro zampe. Sempre in tema di animali, proseguono regolarmente le attività di soccorso dell’ambulanza veterinaria. La Protezione Civile, inoltre, ha annunciato che a breve terrà una riunione finalizzata ad acquisire e recepire l’ultima direttiva del Ministero della Salute. Nelle prossime settimane, ulteriori sedute della Commissione saranno dedicate all’emergenza coronavirus e a ogni aggiornamento utile sull’argomento”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco.

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Coronavirus: Fp Cgil, bene Toscana e E-R su interventi strutture private

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

“La decisione assunta dalla Regione Toscana, che attraverso l’Asl Toscana Centro è subentrata nel controllo della gestione di 39 strutture sociosanitarie gestite dal privato, e quella annunciata dalla Regione Emilia-Romagna riguardo al divieto per le strutture private di effettuare test sierologici, vanno nella direzione giusta”. Ad affermarlo è la Fp Cgil nazionale.Di fronte all’emergenza determinata dall’epidemia, prosegue il sindacato, “è necessario che le istituzioni affianchino al loro ruolo di governance anche interventi diretti che, laddove si palesino inadeguatezze organizzative, speculazioni e rischi per la salute gli utenti e degli operatori, surroghino nella gestione i soggetti a cui questi servizi sono stati affidati o che si candidano a gestire pezzi dell’emergenza. In attesa del momento in cui si dovrà avviare una riflessione generale e matura sul tema appalti ed esternalizzazioni e sulla prova che parte del privato ha fornito in questo contesto drammatico, è questa la strada da seguire, e non quella del gioco allo scaricabarile a cui assistiamo in altre parti del Paese”, conclude la Fp Cgil.

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Rinviare gli interventi del Green Deal Ue?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Greenpeace Italia ritiene che le richieste di rinviare gli interventi del Green Deal Ue a data non definita – giunte da diversi esponenti politici in Europa, tra i quali gli europarlamentari di Fratelli d’Italia (Ecr) – dimostrano ancora una volta la miopia di chi vuole continuare a mettere il profitto delle aziende prima della salute e del benessere dei cittadini.«Per uscire da questa pandemia, tutto ci serve tranne che aggravare il quadro generale del degrado ambientale e climatico che già viviamo», dichiara Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia. «Gli interventi di stimolo economico che servono per uscire dalla crisi innescata da questa pandemia devono essere indirizzati nella direzione del Green Deal, come ribadito nelle ultime ore dalla stessa Commissione europea. Puntare altrove, regalando ancora una volta soldi pubblici ai soliti noti inquinatori, anziché mirare a un mondo più giusto e pulito, sarebbe l’ennesima pericolosa ingiustizia che ormai non possiamo più permetterci».Greenpeace crede che ci sia bisogno di un taglio netto con quelle politiche che hanno condotto all’attuale quadro generale di degrado ambientale, causa di sconvolgenti alterazioni degli ecosistemi planetari che probabilmente non sono estranee alle ricorrenti zoonosi, inclusa la tragica pandemia che stiamo affrontando.

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Castelli: “Cura Italia prima misura, per interventi immediati”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Roma. “Il Decreto Cura Italia è una prima misura, serviva per intervenire immediatamente in una situazione di emergenza, e lo abbiamo fatto su alcuni capi saldi. Il primo riguardo la sanità, dove abbiamo previsto l’assunzione di medici, infermieri e di personale tecnico e di biologi. In questi anni in cui noi siamo al Governo abbiamo sempre aggiunto fondi alla sanità, purtroppo nei dieci anni precedenti erano stati tagliati. Ma siamo in una situazione in cui servivano molte più risorse, e le abbiamo messe.
Abbiamo stanziato più soldi per la Protezione Civile, che sta gestendo l’emergenza ed a cui va tutto il nostro supporto. Ed abbiamo inserito alcune norme relative alla produzione di materiale sanitario, per fare anche in modo che la burocrazia non rallentasse la produzione.E poi c’è la parte del lavoro e quella per garantire liquidità alle imprese. L’idea è che nessuno debba perdere il proprio lavoro per colpa del coronavirus. Per questo abbiamo messo a disposizione risorse per la Cassa Integrazione, così l’impresa, in questo momento di stop, potrà riprogrammare senza lasciare a casa i lavoratori. Ed abbiamo previsto una serie di altre misure per i lavoratori atipici, le partite iva, gli stagionali”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, durante una diretta Facebook con il Deputato Questore Francesco D’Uva.

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L’emergenza epidemiologica e gli ultimi interventi del Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Hanno costretto tutti i cittadini italiani a stravolgere comportamenti, abitudini e stili di vita. Un cambiamento di questa portata dev’essere anzitutto reso noto ai milioni di cittadini con modalità semplici, chiare ed esaustive, facilmente comprensibili dai cittadini della scuola dell’obbligo perché sono norme cui ognuno di noi deve attenersi e, a maggior ragione, se la loro violazione comporta delle denunce penali. Purtroppo, semplicità e chiarezza non hanno fino a oggi contraddistinto le norme per la gestione di questa emergenza.Sia chiaro: non si tratta di una critica sterile e fine a sé stessa bensì, in un momento così delicato per il Paese, di uno stimolo per migliorare l’azione governativa evidenziando le difficoltà per i cittadini..
In primo luogo, manca la semplicità di consultazione e la chiarezza degli atti normativi. Infatti, anziché prevedere un unico articolato che il cittadino può consultare facilmente, il governo è andato avanti a colpi di decreti (Decreti Legge e Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) che hanno disorientato e disorientano il cittadino perché ogni provvedimento rimanda alla lettura di precedenti norme. Ecco un esempio di come perdersi anche leggendo poche righe:
Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 ha previsto una serie di disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6 fra le quali misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e in 14 province (articolo 1), misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus (articolo 2) e misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale (articolo 3). L’articolo 5, poi, prevede che le disposizioni del decreto si applichino alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Poi, con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020 si è esteso le misure di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 all’intero territorio nazionale. Inoltre, si è previsto sul territorio nazionale il divieto di ogni forma di assembramento e si è sostituita la lettera d) dell’articolo 1 del decreto dell’8 marzo 2020. Infine, all’articolo 2 del nuovo decreto, si è previsto la cessazione degli effetti delle misure di cui agli articoli 2 e 3 del precedente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 ove incompatibili con la disposizione dell’articolo 1 del nuovo decreto. Restano quindi efficaci le misure dell’art. 5 (l’applicazione del dPCm 8 marzo alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione). Con ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 sono state dettate ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica sull’intero territorio nazionale. All’articolo 2 di tale decreto si prevede che cessino di produrre effetti, ove incompatibili con le disposizioni del nuovo decreto, le misure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020. All’articolo 3, inoltre, è specificato che le disposizioni del nuovo decreto si applichino alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
La difficoltà maggiore sta nella delicata operazione ermeneutica consistente nel valutare la compatibilità o l’incompatibilità tra gli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e l’articolo 1 del decreto Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020 nonché la compatibilità / incompatibilità tra le misure previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 da un lato e le misure di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e 9 marzo 2020.
Un ulteriore problema nel problema è dato dall’applicazione delle misure previste nei decreti alle Regioni a statuto speciale e Province autonome di Trento e di Bolzano e dalla loro compatibilità/incompatibilità con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
È più semplice e di più agevole lettura e comprensione per il cittadino il predisporre, di volta in volta, un unico testo comprendente le misure di attuazione del decreto legge n. 6/2020 che non contenesse né rinvii né valutazioni di compatibilità con altre disposizioni. In altri termini un nuovo decreto integralmente sostitutivo dei precedenti.

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Sindrome pronatoria: sintomi e interventi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

“Per sindrome pronatoria – spiega il chirurgo ortopedico Flavio Polliano del team PBS – si intendono un insieme di segni e di sintomi dovuti ad un’errata conformazione del piede con eccesso di valgismo del retropiede, adduzione dell’avampiede di compenso, riduzione della volta plantare, che ha come effetto principale una riduzione della forza di spinta dell’arco mediale e del primo raggio del piede.Il difetto meccanico si estrinseca in una difettosa distribuzione dei carichi in regione plantare che a sua volta provoca la sintomatologia dolorosa correlata al quadro clinico meglio conosciuto come piede piatto.La sindrome pronatoria si può riscontrare sia nell’adulto che nel bambino con caratteristiche decisamente differenti. Nel bambino le deformità sono “riducibili” e passibili di correzione sia grazie a meccanismi naturali legati alla crescita e allo sviluppo sia tramite tecniche correttive attive e passive. Nell’adulto lo stabilizzarsi e lo strutturarsi delle deformità (col passare del tempo sempre più caratterizzate dalla rigidità) porta allo sviluppo di diverse situazioni cliniche legate ora alla parte ossea (quadro artropatico della astragalo-scafoidea, sindrome della sotto-astragalica, altre) ora alle strutture capsulo legamentose e tendinee (vedi la tendinopatia del tibiale posteriore, la sindrome della coxa-pedis, le tendinopatie inserzionali del tendine d’Achille e della fascia plantare, altre).
Il primo approccio a questi quadri clinici è senza dubbio non chirurgico, laddove le deformità rispondono ancora in maniera soddisfacente alle tecniche fisioterapiche, ortesiche, farmacologiche. Una volta applicate tali procedure senza risultati apprezzabili sulla funzione e il quadro clinico sintomatologico, si può intervenire con le più diverse tecniche chirurgiche che devono vertere ad un miglioramento funzionale e meccanico della struttura podalica: la riduzione del valgismo calcaneare tramite osteotomie correttive, la ricostruzione della volta plantare tramite piccole ortesi senotarsiche (nel piede piatto del bambino) o artrodesi (blocchi articolari, nel piede piatto dell’ adulto), ritensionamenti tendinei e ricostruzioni (tenoplastiche) sia come gesto principale (lesioni lacerative tendinee, vedi lacerazione spontanea del tendine tibiale posteriore) che come gesto accessorio alle correzioni ossee, altre. Per concludere: una sola definizione include più situazioni cliniche a loro volta caratterizzate da deficit funzionali del piede che si traducono in una disparata serie di quadri sintomatici di non semplice inquadramento nosologico e senza dubbio di complesso trattamento sia esso ortopedico che chirurgico. http://www.ufficiostampa.milano.mi.it

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Campidoglio, Protezione Civile effettua 50 interventi in seguito al maltempo

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Roma. Sono stati 50 gli interventi effettuati dalla Protezione Civile di Roma Capitale per fronteggiare il maltempo delle ultime ore. In particolare hanno riguardato alberature e rimozione di rami caduti, che ostruivano la viabilità.Sono circa 60 le associazioni di volontariato operative su tutto il territorio capitolino, mentre 3 squadre del Servizio Giardini lavorano senza sosta in base alle necessità. Dieci nuclei della Protezione Civile sono stati inviati nelle aree più sensibili e nei punti in cui sono state registrate criticità: Prima Porta, Ostia, Monte Stallonara, Piana del Sole. In molti casi, è stato assicurato supporto a cittadini con problemi alle automobili.Il centro di coordinamento della Protezione Civile capitolina ė operativo con tutte le risorse in servizio dalla mezzanotte di ieri. Segue l’evolversi della situazione disponendo gli interventi ove necessari fino al termine dell’allerta meteo che si prevede possa rientrare nella notte, come indicato dal Sistema di Protezione Civile Regionale. Lo riferisce, in una nota, il Campidoglio.

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Factotum, presentata alle scuole la nuova piattaforma web per gli interventi di edilizia scolastica

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2019

Si chiama Factotum ed è il nome rassicurante della nuova piattaforma per la gestione delle segnalazioni di intervento negli edifici scolastici, e dei lavori che ne conseguono, che è stata messa a punto dalla Città metropolitana di Torino e che a breve entrerà in funzione. E’ stata presentata oggi alle scuole durante un incontro nell’auditorium di corso Inghilterra, introdotto dai saluti del vicesindaco Marco Marocco e del nuovo consigliere delegato ai lavori pubblici Fabio Bianco. Factotum, che è già stata adottato dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte, prenderà il posto del sistema Sigmanet, utilizzato fin dal 1999 dai dirigenti scolastici delle scuole superiori per segnalare i problemi di manutenzione e di edilizia scolastica prima alla Provincia di Torino e dal 2015 alla Città metropolitana.
È una piattaforma web più aggiornata e dotata di numerose applicazioni aggiuntive, che consente di rispettare il Regolamento europeo sulla privacy, in quanto prevede l’accesso con le credenziali Spid. Accanto alle storiche funzioni di Sigmanet – come la segnalazione delle necessità di intervento, la gestione delle comunicazioni con i tecnici di riferimento e l’invio dell’ordine alle ditte incaricate – il nuovo sistema, dotato di un interfaccia semplice e intuitivo, permetterà, per esempio, di associare a ogni edificio le planimetrie su cui individuare le zone di intervento, cosa che abbrevierà ulteriormente i tempi della diagnosi e dell’intervento, oltre alle informazioni tecniche e alle banche dati. È in corso già da un anno, infatti, il caricamento dei dati dei fabbricati (anagrafica, planimetrie, certificati, ecc.) che entreranno gradualmente in funzione, nell’ambito della costruzione del “fascicolo fabbricato” di ogni edificio scolastico, frutto della collaborazione tra i tecnici dell’Edilizia scolastica della Città metropolitana e il Csi. Sigmanet, che sta per essere pensionato dal sistema Factotum, gestiva circa 3000 segnalazioni all’anno, provenienti da 200 edifici: 160 scuole e 40 sedi e uffici della Città metropolitana.
“La Città metropolitana di Torino” spiega il vicesindaco Marco Marocco “continua a investire nell’informatizzazione dei suoi processi, ed è una scelta strategica perché tutto ciò le consente di liberare risorse e personale da impiegare in modo più fruttuoso all’interno e all’esterno dell’Ente”.

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Nuovi interventi di miglioramento finanziati dall’UE sulla linea Napoli-Bari

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “Questo progetto dell’UE darà impulso alle economie locali di Napoli, Caserta, Benevento, Foggia e Bari, riducendo i tempi di percorrenza per gli abitanti e i turisti. A lungo termine questa linea ferroviaria e le numerose altre realizzate con il finanziamento dell’UE nell’Italia meridionale contribuiranno a migliorare la qualità dell’aria nella regione.” Sulla bretella di innesto verso Napoli si inserirà un collegamento con lo scalo merci di Maddaloni Marcianise, che sottopassa la linea storica Cancello-Caserta. Tale collegamento consentirà di instradare il traffico merci direttamente verso lo scalo, senza interferire con la linea regionale. Il progetto prevede anche la realizzazione di due nuove fermate, Valle di Maddaloni e Frasso Telesino-Dugenta.La linea Napoli-Bari fa parte del corridoio centrale scandinavo-mediterraneo della rete transeuropea di trasporto. Il completamento del corridoio, con la costruzione di oltre 9 300 km di ferrovia (un terzo dei quali in Italia), collegherà importanti poli economici dell’UE che rappresentano il 20% del suo PIL e circa il 15% della sua popolazione totale.

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Scuola: Interventi di adeguamento antisismico degli istituti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Via libera in 60 plessi scolastici di 50 Comuni (di Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto) per interventi di adeguamento alla normativa antisismica degli edifici scolastici. L’elenco degli enti locali aggiudicatari dei fondi è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale 187 del 10/8/2019.La norma è stata oggetto di svariati rinvii, fino al decreto del MEF del 3 gennaio 2018, con cui sono stati definiti termini e modalità di redazione della programmazione unica nazionale 2018/20 in materia di edilizia scolastica approvati dal successivo decreto ministeriale 615 del 2018.Solo alcune regioni si sono viste approvare i piani di intervento, col risultato che degli 80 milioni di cui al decreto del Miur del 10 dicembre 2018, n. 849, solo 58.111.670,63 sono stati assegnati agli istituti degli enti di cui agli allegati dalla lettera A alla lettera M.Gli enti locali beneficiari saranno tenuti ad effettuare la proposta di aggiudicazione degli interventi entro e non oltre 12 e la durata dei lavori non dovrà superare i due anni dall’aggiudicazione definitiva dell’intervento.“Gli interventi finanziati e approvati sono una goccia nell’oceano – fa notare Marcello Pacifico, presidente nazionale di Udir – se si considera che sono oltre 27mila i plessi scolastici esistenti in Italia, in zone ad alta sismicità e in molte delle regioni già interessate da questo provvedimento, che necessiterebbero di essere adeguate alla normativa. Senza considerare la burocrazia. Basti pensare che solo i passaggi d’attribuzione degli appalti e i successivi ribassi di gara potrebbero portare via più tempo di quanto stabilito dal decreto, con la speranza che i movimenti bradisismici concedano il tempo di concludere gli interventi senza ulteriori danni a cose e persone, specie ai dirigenti scolastici mantengono sempre la culpa in vigilando per la salute fisica delle persone all’interno dei plessi degli istituti a loro assegnati. È paradossale che lo Stato lasci soli i ds e non dia loro strumenti per assolvere a quanto ottusamente le sue leggi richiedono”.

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Castelli: “L’Italia ha bisogno di un piano nazionale di interventi”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

Roma. “Purtroppo è sempre la solita storia: non lo capisci fino a che non ci passi. Ora che anche i numeri della Germania traballano, anche lì si rispolverano antiche e ottime ricette:gli investimenti pubblici per far ripartire l’economia. Questa è stata la direttrice di un anno e mezzo di governo; abbiamo sbloccato 50 miliardi di investimenti solo al Cipe e molti altri in altri settori. E ne abbiamo programmati decide nei settori strategici.Ma soprattutto gli investimenti pubblici sono la base della prossima manovra, cui stiamo lavorando. Tra i temi che anche i tedeschi guardano c’è l’edilizia pubblica. Come il nostro “Piano Casa Mia”. Il piano, messo a punto insieme a Marco Pellegrini, prevede interventi di ricostruzione e recupero di edifici o ex aree industriali dismesse.
L’Italia ha bisogno di un piano nazionale di interventi, aggiuntivo rispetto alle competenze regionali, che punti a ricostruire e riqualificare edilizia vecchia e inefficiente dal punto di vista energetico. Noi ci siamo! E sono convinta che ci siano i margini per trattare con Bruxelles affinché questi investimenti siano esclusi dai vincoli di bilancio”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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CIPE \ Castelli, “Approvati interventi per 99 milioni di euro in infrastrutture al Sud”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

“Sono molto soddisfatta per l’approvazione, da parte del CIPE, nell’ambito del piano operativo Infrastrutture, degli interventi per la messa in sicurezza del Porto di Palermo, con un investimento di 39 milioni, del Porto di Castellammare di Stabia, 35 milioni, e dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria, 25 milioni. Si tratta di un’importante risultato utile a far ripartire gli investimenti nel sud del Paese, su cui abbiamo lavorato intensamente negli ultimi mesi”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in merito alla delibera adottata dal CIPE in mattinata.

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Protezione civile UE: interventi più efficaci e rapidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Bruxelles. I deputati hanno approvato in via definitiva la riforma del Meccanismo di protezione civile UE, messo a dura prova nel 2017 e 2018 da incendi boschivi, tempeste e inondazioni.
L’obiettivo della nuova legislazione, già concordata informalmente con il Consiglio lo scorso dicembre, è quello di aiutare gli Stati membri a rispondere più rapidamente e con maggiore efficacia alle catastrofi naturali e a quelle provocate dall’uomo, grazie a una condivisione più efficiente dei mezzi della protezione civile.
La legge istituisce inoltre, su richiesta del Parlamento, il fondo di risorse “RescEU” che metterà a disposizione mezzi aerei per combattere gli incendi boschivi, unità di pompaggio ad alta capacità, ospedali da campo e squadre mediche di emergenza da utilizzare in ogni tipo di emergenza. A seguito di una decisione della Commissione europea, RescEU interverrà qualora gli Stati membri non dispongano di risorse sufficienti per rispondere a una catastrofe.I deputati sono inoltre riusciti a introdurre misure per rafforzare la rete di conoscenze in materia di protezione civile dell’Unione e facilitare gli scambi tra giovani professionisti e volontari della protezione civile.

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«In Italia un terzo di viadotti, ponti e gallerie hanno bisogno di interventi urgenti»

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

«In Italia sono state complessivamente monitorate 5.931 opere a rischio tra viadotti, ponti e gallerie di cui 1.918 considerate di ‘priorità 1’ che necessitano quindi di interventi urgenti»: lo ha detto il parlamentare di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco, il quale nei mesi scorsi aveva presentato alla Camera un ordine del giorno, approvato, riguardante le «misure volte a potenziare e a sostenere la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture». L’atto è stato firmato anche dai parlamentari Carlo Fidanza, Paolo Trancassini, Alessio Butti e Tommaso Foti. «Un terzo delle opere risultano a rischio secondo il monitoraggio effettuato dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova – ha dichiarato Prisco -. I Comuni e le province italiane, Anci e Upi stimano siano necessari almeno otto miliardi di euro per realizzare interventi di carattere prioritario».

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Codici: serve intervento strutturale sul caro bollette

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Bene l’azione del Parlamento, ma non basta. Secondo l’Associazione Codici, la convocazione del nuovo collegio dell’Autorità per l’Energia in Commissione Attività Produttive della Camera e in Commissione dell’Industria del Senato deve essere il primo passo per affrontare, e finalmente risolvere, il gravoso problema del caro bollette.Fa bene il Governo a chiedere chiarimenti, ma l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente avrà sempre pronta una giustificazione. E la dimostrazione è già arrivata, con Arera che sostiene che la decisione arriva per far fronte ai forti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche, che hanno raggiunto livelli record in Italia ed in Europa.
Nel settembre scorso, l’Arera aveva annunciato il congelamento dei rincari. È il secondo in pochi mesi. Quella che ad un primo sguardo sembrerebbe una buona notizia, in realtà, secondo l’Associazione Codici, è soltanto il rinvio di un problema che, con il passare del tempo, assumerà dimensioni sempre più grandi e preoccupanti, e che rischia di esplodere, con conseguenze gravi per i consumatori.Il nodo centrale della questione, secondo l’Associazione Codici, è legato agli oneri generali di sistema. Un problema che si trascina dietro da tempo degli interrogativi. Ad esempio, c’è ancora bisogno di incentivi a pioggia sulle rinnovabili? Che senso ha la messa in sicurezza del nucleare in un Paese dove le centrali nucleari sono chiuse? E poi, perché il cittadino deve sostenere i costi per garantire le agevolazioni tariffarie sulle ferrovie?Riconosciamo che ci sono anche degli oneri generali di sistema positivi, che si possono mantenere, a patto che vengano migliorati. Ci riferiamo al bonus elettrico per gli indigenti, che deve essere modificato perché è inammissibile che il 90% dei cittadini non sappiano cos’è e se ne hanno diritto. Bene anche il sostegno alla ricerca di sistema, così come la copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia e la promozione dell’efficienza energetica, fermo restando che chiama in causa le abitutidini dei cittadini.Non siamo noi a dire chi deve intervenire prima tra Governo e Autorità per l’Energia, l’importante è che la questione degli oneri generali di sistema venga affrontata e risolta una volta per tutte, perché non devono più gravare sulle famiglie italiane.

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Legge di bilancio e interventi a sostegno della famiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

“Fratelli d’Italia attende di leggere i provvedimenti, ed in particolare il Def, per valutare la politica del governo a sostegno della famiglia. Abbiamo votato favorevolmente all’istituzione del ministero per la Famiglia e la disabilità, ma non siamo disponibili ad assistere al suo fallimento. La famiglia, insieme ai giovani ed alle donne, continua ad essere il grande assente della politica nazionale ed al di là degli annunci in questi primi mesi di governo abbiamo visto ben poco. Fratelli d’Italia ribadisce la strategicità delle politiche per la famiglia a partire dall’istituzione di un reddito d’infanzia, consistente in un assegno mensile per ogni minore a carico, alla previsione di specifiche agevolazioni fiscali accompagnate da incentivi alle imprese che assumono neomamme e giovani donne. Misure unite al pieno riconoscimento dei caregiver familiari, al potenziamento degli strumenti di conciliazione famiglia-lavoro e asili nido gratuiti e a tempo pieno. Interventi che riteniamo debbano trovare spazio all’interno della prossima legge di Bilancio, le cui risorse certamente non vanno impegnate per iniziative dal carattere puramente assistenziale, come il reddito di cittadinanza”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, a margine del Question time a Palazzo Madama.

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Scuola – Sicurezza: limitate risorse per gli interventi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

La relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici mostra delle pecche enormi, tra cui insufficienti risorse economiche rispetto a quanto servirebbe e in relazione agli interventi da produrre. Udir: il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Come previsto dalla legge n. 289/2002, la Corte dei Conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Ma presenta dei punti complessi, come per esempio “nella gestione dei diversi piani stralcio in cui si articola: l’inadeguatezza delle risorse finanziarie disponibili in relazione al fabbisogno stimato e all’urgenza degli interventi affermata dal legislatore, il passaggio da una logica emergenziale ad una strutturale nella programmazione, la parzialità degli interventi di messa a norma che hanno interessato solo una porzione limitata del patrimonio edilizio scolastico”. Inoltre, “risultano avviati 1951 progetti, mentre quelli non avviati sono 637 (24 per cento del totale). Sono stati conclusi 1617 interventi sui 2651 previsti, pari al 61 per cento”. Per quanto riguarda poi l’adeguamento alla norma antisismica degli istituti italiani, lo studio ha registrato “la gravità della mancata messa a norma dal punto di vista sismico per molti di essi, tenuto conto delle conseguenze e della giurisprudenza penale in materia”.
Udir si è sempre speso per trovare soluzioni al problema della sicurezza degli istituti, anche quando, qualche giorno fa, il ministro Bussetti affermò che i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale: il sindacato ricordò come questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri. Da tempo infatti lamenta che la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare.Le difficoltà sono legate al fatto che, purtroppo, la metà delle scuole ha quasi 50 anni, essendo stata realizzata prima del 1971. Ultimamente, il rigore sulle misure preventive e il logoramento delle strutture hanno fatto sì che molte scuole chiudessero: infatti, oggi rispetto a 42.292 edifici scolastici ve ne sono ben 8.450 dove non si svolgono le lezioni, poiché risultano in ristrutturazione, dismessi oppure in fase di ricostruzione. Sarebbe poi necessario modificare le norme sulla responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici, attraverso la revisione del Testo Unico sulla sicurezza: il giovane sindacato ha chiesto in più sedi, modalità ed occasioni di fare ciò, anche esonerando le responsabilità della dirigenza scolastica, ma pure dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti sul rischio e sugli interventi necessari. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice. Non possiamo essere bloccati dalle poche risorse economiche: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno tra docenti, insegnanti, Ata, DS e alunni, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Bisogna intervenire quando si è al corrente dei rischi, poiché il bene di tutti deve stare in cima alle priorità. Ma risulta altrettanto necessario essere vigili sulle fasi di manutenzione e controllo”.

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Interventi chirurgici alle valvole cardiache nei pazienti molto anziani e a rischio elevato

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

Brescia. E’ aumentato di 9 volte il numero di pazienti cardiopatici con più di 80 anni che si rivolge a Fondazione Poliambulanza per interventi chirurgici alle valvole cardiache. Nell’Istituto Ospedaliero bresciano oltre il 20% dei pazienti operati al cuore è costituito da ultraottantenni: erano solo il 2% del 1997 (+775%). L’incremento è reso possibile dall’assoluto livello di eccellenza del dipartimento cardiovascolare della struttura sanitaria. A conferma della qualità dell’assistenza ci sono i dati ufficiali Agenas: l’ente di monitoraggio del servizio sanitario nazionale. Gli interventi di plastica riparativa o di sostituzione di valvole cardiache hanno, in Poliambulanza, un rischio di mortalità a 30 giorni dello 0,3%, contro il 2,7% a livello nazionale. E’ quanto annunciano con orgoglio gli specialisti di Poliambulanza, ospedale divenuto punto di riferimento nazionale per i pazienti oltre i 65 anni che in Italia, nel 10% dei casi, presenta malattia della valvola aortica o mitralica.“La nostra cardiochirurgia è sicuramente tra le migliori – osserva il prof. Giovanni Troise, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia di Fondazione Poliambulanza -. Riusciamo, infatti, a garantire a tutti i pazienti l’uso di tecniche d’avanguardia che consentono di operare in massima sicurezza anche gli ultraottantenni. I tempi di recupero post-intervento sono ridotti e le percentuali di successo delle operazioni in costante aumento. Il segreto del successo è nell’impiego sempre più diffuso delle nuove tecnologie e nella capacità di lavorare in team.” Proprio con questa finalità, il prof. Troise è stato promotore della costituzione del GTTV (Gruppo di lavoro per il Trattamento Transcatetere delle Valvulopatie), un “heart team” costituito da vari professionisti (cardiologi, cardiochirurghi, cardiorianimatori) che settimanalmente si riuniscono per discutere i casi di pazienti più complessi, per età e patologie associate, identificando la strategia terapeutica più idonea. La chirurgia delle valvole aortica e mitralica può essere effettuata con modalità operatorie convenzionali, ma con approcci meno invasivi (incisione di 6-7 centimetri invece dei 20 canonici della chirurgia tradizionale). Vengono in aiuto a questo scopo, nuove tecnologie come ad esempio le protesi aortiche “sutureless” (senza suture), che permettono una riduzione significativa dei tempi operatori. “In presenza di rischi operatori più elevati pratichiamo procedure alternative alla chirurgia convenzionale – aggiunge il prof. Giovanni Troise -. Per la stenosi aortica dell’anziano esiste la TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), con cui è possibile impiantare una protesi aortica biologica accedendo da un’arteria periferica (anche a paziente sveglio) o da un piccolo taglio laterale del torace. Per l’insufficienza mitralica, abbiamo a disposizione procedure come la “Mitraclip” (correzione con approccio dalla regione inquinale) o le “Neochord” (impianto di corde artificiali di goretex dall’apice cardiaco, a cuore battente). Bisogna precisare che, quando fattibile, la chirurgia convenzionale è quella che garantisce ancora oggi i migliori risultati ma, a beneficiare di queste nuove tecniche meno mininvasive, sono proprio quei pazienti che, per età avanzata e condizioni generali molto compromesse, presentano un profilo di rischio chirurgico particolarmente elevato. Il caso più eclatante è quello di un paziente di 94 anni in buona forma psico-fisica, che era già stato operato d’urgenza al cuore nel 2011 per una grave malattia alle coronarie e che abbiamo rioperato con successo per una stenosi aortica severa”.

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