Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘interventi’

Campidoglio, Protezione Civile effettua 50 interventi in seguito al maltempo

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Roma. Sono stati 50 gli interventi effettuati dalla Protezione Civile di Roma Capitale per fronteggiare il maltempo delle ultime ore. In particolare hanno riguardato alberature e rimozione di rami caduti, che ostruivano la viabilità.Sono circa 60 le associazioni di volontariato operative su tutto il territorio capitolino, mentre 3 squadre del Servizio Giardini lavorano senza sosta in base alle necessità. Dieci nuclei della Protezione Civile sono stati inviati nelle aree più sensibili e nei punti in cui sono state registrate criticità: Prima Porta, Ostia, Monte Stallonara, Piana del Sole. In molti casi, è stato assicurato supporto a cittadini con problemi alle automobili.Il centro di coordinamento della Protezione Civile capitolina ė operativo con tutte le risorse in servizio dalla mezzanotte di ieri. Segue l’evolversi della situazione disponendo gli interventi ove necessari fino al termine dell’allerta meteo che si prevede possa rientrare nella notte, come indicato dal Sistema di Protezione Civile Regionale. Lo riferisce, in una nota, il Campidoglio.

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Factotum, presentata alle scuole la nuova piattaforma web per gli interventi di edilizia scolastica

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2019

Si chiama Factotum ed è il nome rassicurante della nuova piattaforma per la gestione delle segnalazioni di intervento negli edifici scolastici, e dei lavori che ne conseguono, che è stata messa a punto dalla Città metropolitana di Torino e che a breve entrerà in funzione. E’ stata presentata oggi alle scuole durante un incontro nell’auditorium di corso Inghilterra, introdotto dai saluti del vicesindaco Marco Marocco e del nuovo consigliere delegato ai lavori pubblici Fabio Bianco. Factotum, che è già stata adottato dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte, prenderà il posto del sistema Sigmanet, utilizzato fin dal 1999 dai dirigenti scolastici delle scuole superiori per segnalare i problemi di manutenzione e di edilizia scolastica prima alla Provincia di Torino e dal 2015 alla Città metropolitana.
È una piattaforma web più aggiornata e dotata di numerose applicazioni aggiuntive, che consente di rispettare il Regolamento europeo sulla privacy, in quanto prevede l’accesso con le credenziali Spid. Accanto alle storiche funzioni di Sigmanet – come la segnalazione delle necessità di intervento, la gestione delle comunicazioni con i tecnici di riferimento e l’invio dell’ordine alle ditte incaricate – il nuovo sistema, dotato di un interfaccia semplice e intuitivo, permetterà, per esempio, di associare a ogni edificio le planimetrie su cui individuare le zone di intervento, cosa che abbrevierà ulteriormente i tempi della diagnosi e dell’intervento, oltre alle informazioni tecniche e alle banche dati. È in corso già da un anno, infatti, il caricamento dei dati dei fabbricati (anagrafica, planimetrie, certificati, ecc.) che entreranno gradualmente in funzione, nell’ambito della costruzione del “fascicolo fabbricato” di ogni edificio scolastico, frutto della collaborazione tra i tecnici dell’Edilizia scolastica della Città metropolitana e il Csi. Sigmanet, che sta per essere pensionato dal sistema Factotum, gestiva circa 3000 segnalazioni all’anno, provenienti da 200 edifici: 160 scuole e 40 sedi e uffici della Città metropolitana.
“La Città metropolitana di Torino” spiega il vicesindaco Marco Marocco “continua a investire nell’informatizzazione dei suoi processi, ed è una scelta strategica perché tutto ciò le consente di liberare risorse e personale da impiegare in modo più fruttuoso all’interno e all’esterno dell’Ente”.

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Nuovi interventi di miglioramento finanziati dall’UE sulla linea Napoli-Bari

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “Questo progetto dell’UE darà impulso alle economie locali di Napoli, Caserta, Benevento, Foggia e Bari, riducendo i tempi di percorrenza per gli abitanti e i turisti. A lungo termine questa linea ferroviaria e le numerose altre realizzate con il finanziamento dell’UE nell’Italia meridionale contribuiranno a migliorare la qualità dell’aria nella regione.” Sulla bretella di innesto verso Napoli si inserirà un collegamento con lo scalo merci di Maddaloni Marcianise, che sottopassa la linea storica Cancello-Caserta. Tale collegamento consentirà di instradare il traffico merci direttamente verso lo scalo, senza interferire con la linea regionale. Il progetto prevede anche la realizzazione di due nuove fermate, Valle di Maddaloni e Frasso Telesino-Dugenta.La linea Napoli-Bari fa parte del corridoio centrale scandinavo-mediterraneo della rete transeuropea di trasporto. Il completamento del corridoio, con la costruzione di oltre 9 300 km di ferrovia (un terzo dei quali in Italia), collegherà importanti poli economici dell’UE che rappresentano il 20% del suo PIL e circa il 15% della sua popolazione totale.

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Scuola: Interventi di adeguamento antisismico degli istituti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Via libera in 60 plessi scolastici di 50 Comuni (di Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto) per interventi di adeguamento alla normativa antisismica degli edifici scolastici. L’elenco degli enti locali aggiudicatari dei fondi è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale 187 del 10/8/2019.La norma è stata oggetto di svariati rinvii, fino al decreto del MEF del 3 gennaio 2018, con cui sono stati definiti termini e modalità di redazione della programmazione unica nazionale 2018/20 in materia di edilizia scolastica approvati dal successivo decreto ministeriale 615 del 2018.Solo alcune regioni si sono viste approvare i piani di intervento, col risultato che degli 80 milioni di cui al decreto del Miur del 10 dicembre 2018, n. 849, solo 58.111.670,63 sono stati assegnati agli istituti degli enti di cui agli allegati dalla lettera A alla lettera M.Gli enti locali beneficiari saranno tenuti ad effettuare la proposta di aggiudicazione degli interventi entro e non oltre 12 e la durata dei lavori non dovrà superare i due anni dall’aggiudicazione definitiva dell’intervento.“Gli interventi finanziati e approvati sono una goccia nell’oceano – fa notare Marcello Pacifico, presidente nazionale di Udir – se si considera che sono oltre 27mila i plessi scolastici esistenti in Italia, in zone ad alta sismicità e in molte delle regioni già interessate da questo provvedimento, che necessiterebbero di essere adeguate alla normativa. Senza considerare la burocrazia. Basti pensare che solo i passaggi d’attribuzione degli appalti e i successivi ribassi di gara potrebbero portare via più tempo di quanto stabilito dal decreto, con la speranza che i movimenti bradisismici concedano il tempo di concludere gli interventi senza ulteriori danni a cose e persone, specie ai dirigenti scolastici mantengono sempre la culpa in vigilando per la salute fisica delle persone all’interno dei plessi degli istituti a loro assegnati. È paradossale che lo Stato lasci soli i ds e non dia loro strumenti per assolvere a quanto ottusamente le sue leggi richiedono”.

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Castelli: “L’Italia ha bisogno di un piano nazionale di interventi”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

Roma. “Purtroppo è sempre la solita storia: non lo capisci fino a che non ci passi. Ora che anche i numeri della Germania traballano, anche lì si rispolverano antiche e ottime ricette:gli investimenti pubblici per far ripartire l’economia. Questa è stata la direttrice di un anno e mezzo di governo; abbiamo sbloccato 50 miliardi di investimenti solo al Cipe e molti altri in altri settori. E ne abbiamo programmati decide nei settori strategici.Ma soprattutto gli investimenti pubblici sono la base della prossima manovra, cui stiamo lavorando. Tra i temi che anche i tedeschi guardano c’è l’edilizia pubblica. Come il nostro “Piano Casa Mia”. Il piano, messo a punto insieme a Marco Pellegrini, prevede interventi di ricostruzione e recupero di edifici o ex aree industriali dismesse.
L’Italia ha bisogno di un piano nazionale di interventi, aggiuntivo rispetto alle competenze regionali, che punti a ricostruire e riqualificare edilizia vecchia e inefficiente dal punto di vista energetico. Noi ci siamo! E sono convinta che ci siano i margini per trattare con Bruxelles affinché questi investimenti siano esclusi dai vincoli di bilancio”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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CIPE \ Castelli, “Approvati interventi per 99 milioni di euro in infrastrutture al Sud”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

“Sono molto soddisfatta per l’approvazione, da parte del CIPE, nell’ambito del piano operativo Infrastrutture, degli interventi per la messa in sicurezza del Porto di Palermo, con un investimento di 39 milioni, del Porto di Castellammare di Stabia, 35 milioni, e dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria, 25 milioni. Si tratta di un’importante risultato utile a far ripartire gli investimenti nel sud del Paese, su cui abbiamo lavorato intensamente negli ultimi mesi”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in merito alla delibera adottata dal CIPE in mattinata.

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Protezione civile UE: interventi più efficaci e rapidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Bruxelles. I deputati hanno approvato in via definitiva la riforma del Meccanismo di protezione civile UE, messo a dura prova nel 2017 e 2018 da incendi boschivi, tempeste e inondazioni.
L’obiettivo della nuova legislazione, già concordata informalmente con il Consiglio lo scorso dicembre, è quello di aiutare gli Stati membri a rispondere più rapidamente e con maggiore efficacia alle catastrofi naturali e a quelle provocate dall’uomo, grazie a una condivisione più efficiente dei mezzi della protezione civile.
La legge istituisce inoltre, su richiesta del Parlamento, il fondo di risorse “RescEU” che metterà a disposizione mezzi aerei per combattere gli incendi boschivi, unità di pompaggio ad alta capacità, ospedali da campo e squadre mediche di emergenza da utilizzare in ogni tipo di emergenza. A seguito di una decisione della Commissione europea, RescEU interverrà qualora gli Stati membri non dispongano di risorse sufficienti per rispondere a una catastrofe.I deputati sono inoltre riusciti a introdurre misure per rafforzare la rete di conoscenze in materia di protezione civile dell’Unione e facilitare gli scambi tra giovani professionisti e volontari della protezione civile.

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«In Italia un terzo di viadotti, ponti e gallerie hanno bisogno di interventi urgenti»

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

«In Italia sono state complessivamente monitorate 5.931 opere a rischio tra viadotti, ponti e gallerie di cui 1.918 considerate di ‘priorità 1’ che necessitano quindi di interventi urgenti»: lo ha detto il parlamentare di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco, il quale nei mesi scorsi aveva presentato alla Camera un ordine del giorno, approvato, riguardante le «misure volte a potenziare e a sostenere la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture». L’atto è stato firmato anche dai parlamentari Carlo Fidanza, Paolo Trancassini, Alessio Butti e Tommaso Foti. «Un terzo delle opere risultano a rischio secondo il monitoraggio effettuato dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova – ha dichiarato Prisco -. I Comuni e le province italiane, Anci e Upi stimano siano necessari almeno otto miliardi di euro per realizzare interventi di carattere prioritario».

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Codici: serve intervento strutturale sul caro bollette

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Bene l’azione del Parlamento, ma non basta. Secondo l’Associazione Codici, la convocazione del nuovo collegio dell’Autorità per l’Energia in Commissione Attività Produttive della Camera e in Commissione dell’Industria del Senato deve essere il primo passo per affrontare, e finalmente risolvere, il gravoso problema del caro bollette.Fa bene il Governo a chiedere chiarimenti, ma l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente avrà sempre pronta una giustificazione. E la dimostrazione è già arrivata, con Arera che sostiene che la decisione arriva per far fronte ai forti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche, che hanno raggiunto livelli record in Italia ed in Europa.
Nel settembre scorso, l’Arera aveva annunciato il congelamento dei rincari. È il secondo in pochi mesi. Quella che ad un primo sguardo sembrerebbe una buona notizia, in realtà, secondo l’Associazione Codici, è soltanto il rinvio di un problema che, con il passare del tempo, assumerà dimensioni sempre più grandi e preoccupanti, e che rischia di esplodere, con conseguenze gravi per i consumatori.Il nodo centrale della questione, secondo l’Associazione Codici, è legato agli oneri generali di sistema. Un problema che si trascina dietro da tempo degli interrogativi. Ad esempio, c’è ancora bisogno di incentivi a pioggia sulle rinnovabili? Che senso ha la messa in sicurezza del nucleare in un Paese dove le centrali nucleari sono chiuse? E poi, perché il cittadino deve sostenere i costi per garantire le agevolazioni tariffarie sulle ferrovie?Riconosciamo che ci sono anche degli oneri generali di sistema positivi, che si possono mantenere, a patto che vengano migliorati. Ci riferiamo al bonus elettrico per gli indigenti, che deve essere modificato perché è inammissibile che il 90% dei cittadini non sappiano cos’è e se ne hanno diritto. Bene anche il sostegno alla ricerca di sistema, così come la copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia e la promozione dell’efficienza energetica, fermo restando che chiama in causa le abitutidini dei cittadini.Non siamo noi a dire chi deve intervenire prima tra Governo e Autorità per l’Energia, l’importante è che la questione degli oneri generali di sistema venga affrontata e risolta una volta per tutte, perché non devono più gravare sulle famiglie italiane.

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Legge di bilancio e interventi a sostegno della famiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

“Fratelli d’Italia attende di leggere i provvedimenti, ed in particolare il Def, per valutare la politica del governo a sostegno della famiglia. Abbiamo votato favorevolmente all’istituzione del ministero per la Famiglia e la disabilità, ma non siamo disponibili ad assistere al suo fallimento. La famiglia, insieme ai giovani ed alle donne, continua ad essere il grande assente della politica nazionale ed al di là degli annunci in questi primi mesi di governo abbiamo visto ben poco. Fratelli d’Italia ribadisce la strategicità delle politiche per la famiglia a partire dall’istituzione di un reddito d’infanzia, consistente in un assegno mensile per ogni minore a carico, alla previsione di specifiche agevolazioni fiscali accompagnate da incentivi alle imprese che assumono neomamme e giovani donne. Misure unite al pieno riconoscimento dei caregiver familiari, al potenziamento degli strumenti di conciliazione famiglia-lavoro e asili nido gratuiti e a tempo pieno. Interventi che riteniamo debbano trovare spazio all’interno della prossima legge di Bilancio, le cui risorse certamente non vanno impegnate per iniziative dal carattere puramente assistenziale, come il reddito di cittadinanza”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, a margine del Question time a Palazzo Madama.

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Scuola – Sicurezza: limitate risorse per gli interventi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

La relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici mostra delle pecche enormi, tra cui insufficienti risorse economiche rispetto a quanto servirebbe e in relazione agli interventi da produrre. Udir: il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Come previsto dalla legge n. 289/2002, la Corte dei Conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Ma presenta dei punti complessi, come per esempio “nella gestione dei diversi piani stralcio in cui si articola: l’inadeguatezza delle risorse finanziarie disponibili in relazione al fabbisogno stimato e all’urgenza degli interventi affermata dal legislatore, il passaggio da una logica emergenziale ad una strutturale nella programmazione, la parzialità degli interventi di messa a norma che hanno interessato solo una porzione limitata del patrimonio edilizio scolastico”. Inoltre, “risultano avviati 1951 progetti, mentre quelli non avviati sono 637 (24 per cento del totale). Sono stati conclusi 1617 interventi sui 2651 previsti, pari al 61 per cento”. Per quanto riguarda poi l’adeguamento alla norma antisismica degli istituti italiani, lo studio ha registrato “la gravità della mancata messa a norma dal punto di vista sismico per molti di essi, tenuto conto delle conseguenze e della giurisprudenza penale in materia”.
Udir si è sempre speso per trovare soluzioni al problema della sicurezza degli istituti, anche quando, qualche giorno fa, il ministro Bussetti affermò che i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale: il sindacato ricordò come questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri. Da tempo infatti lamenta che la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare.Le difficoltà sono legate al fatto che, purtroppo, la metà delle scuole ha quasi 50 anni, essendo stata realizzata prima del 1971. Ultimamente, il rigore sulle misure preventive e il logoramento delle strutture hanno fatto sì che molte scuole chiudessero: infatti, oggi rispetto a 42.292 edifici scolastici ve ne sono ben 8.450 dove non si svolgono le lezioni, poiché risultano in ristrutturazione, dismessi oppure in fase di ricostruzione. Sarebbe poi necessario modificare le norme sulla responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici, attraverso la revisione del Testo Unico sulla sicurezza: il giovane sindacato ha chiesto in più sedi, modalità ed occasioni di fare ciò, anche esonerando le responsabilità della dirigenza scolastica, ma pure dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti sul rischio e sugli interventi necessari. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice. Non possiamo essere bloccati dalle poche risorse economiche: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno tra docenti, insegnanti, Ata, DS e alunni, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Bisogna intervenire quando si è al corrente dei rischi, poiché il bene di tutti deve stare in cima alle priorità. Ma risulta altrettanto necessario essere vigili sulle fasi di manutenzione e controllo”.

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Interventi chirurgici alle valvole cardiache nei pazienti molto anziani e a rischio elevato

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

Brescia. E’ aumentato di 9 volte il numero di pazienti cardiopatici con più di 80 anni che si rivolge a Fondazione Poliambulanza per interventi chirurgici alle valvole cardiache. Nell’Istituto Ospedaliero bresciano oltre il 20% dei pazienti operati al cuore è costituito da ultraottantenni: erano solo il 2% del 1997 (+775%). L’incremento è reso possibile dall’assoluto livello di eccellenza del dipartimento cardiovascolare della struttura sanitaria. A conferma della qualità dell’assistenza ci sono i dati ufficiali Agenas: l’ente di monitoraggio del servizio sanitario nazionale. Gli interventi di plastica riparativa o di sostituzione di valvole cardiache hanno, in Poliambulanza, un rischio di mortalità a 30 giorni dello 0,3%, contro il 2,7% a livello nazionale. E’ quanto annunciano con orgoglio gli specialisti di Poliambulanza, ospedale divenuto punto di riferimento nazionale per i pazienti oltre i 65 anni che in Italia, nel 10% dei casi, presenta malattia della valvola aortica o mitralica.“La nostra cardiochirurgia è sicuramente tra le migliori – osserva il prof. Giovanni Troise, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia di Fondazione Poliambulanza -. Riusciamo, infatti, a garantire a tutti i pazienti l’uso di tecniche d’avanguardia che consentono di operare in massima sicurezza anche gli ultraottantenni. I tempi di recupero post-intervento sono ridotti e le percentuali di successo delle operazioni in costante aumento. Il segreto del successo è nell’impiego sempre più diffuso delle nuove tecnologie e nella capacità di lavorare in team.” Proprio con questa finalità, il prof. Troise è stato promotore della costituzione del GTTV (Gruppo di lavoro per il Trattamento Transcatetere delle Valvulopatie), un “heart team” costituito da vari professionisti (cardiologi, cardiochirurghi, cardiorianimatori) che settimanalmente si riuniscono per discutere i casi di pazienti più complessi, per età e patologie associate, identificando la strategia terapeutica più idonea. La chirurgia delle valvole aortica e mitralica può essere effettuata con modalità operatorie convenzionali, ma con approcci meno invasivi (incisione di 6-7 centimetri invece dei 20 canonici della chirurgia tradizionale). Vengono in aiuto a questo scopo, nuove tecnologie come ad esempio le protesi aortiche “sutureless” (senza suture), che permettono una riduzione significativa dei tempi operatori. “In presenza di rischi operatori più elevati pratichiamo procedure alternative alla chirurgia convenzionale – aggiunge il prof. Giovanni Troise -. Per la stenosi aortica dell’anziano esiste la TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), con cui è possibile impiantare una protesi aortica biologica accedendo da un’arteria periferica (anche a paziente sveglio) o da un piccolo taglio laterale del torace. Per l’insufficienza mitralica, abbiamo a disposizione procedure come la “Mitraclip” (correzione con approccio dalla regione inquinale) o le “Neochord” (impianto di corde artificiali di goretex dall’apice cardiaco, a cuore battente). Bisogna precisare che, quando fattibile, la chirurgia convenzionale è quella che garantisce ancora oggi i migliori risultati ma, a beneficiare di queste nuove tecniche meno mininvasive, sono proprio quei pazienti che, per età avanzata e condizioni generali molto compromesse, presentano un profilo di rischio chirurgico particolarmente elevato. Il caso più eclatante è quello di un paziente di 94 anni in buona forma psico-fisica, che era già stato operato d’urgenza al cuore nel 2011 per una grave malattia alle coronarie e che abbiamo rioperato con successo per una stenosi aortica severa”.

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Diplomati magistrale: Iniziative necessarie dal Parlamento

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2018

“È necessario varare un provvedimento d’urgenza, prima del 30 giugno, che tuteli i tantissimi insegnanti che a causa di un oscillante sviluppo della giustizia amministrativa, rischiano di perdere il posto di lavoro. Ho presentato in Senato un’interrogazione con carattere di urgenza per sanare questa condizione contradditoria” dichiara il Sen. La Pietra di Fratelli d’Italia.
“Noi di Fratelli d’Italia faremo di tutto per sanare questa imbarazzante situazione – continua il Senatore FdI – Le conseguenze di un mancato decreto attuativo sarebbero devastanti. Stiamo parlando di 55.000 diplomati magistrale che si troverebbero cancellati dalle graduatorie ad esaurimento e impossibilitati a lavorare sia nelle scuole pubbliche che in quelle paritarie, 6.669 insegnanti già assunti con contratti a tempo indeterminato verrebbero licenziati e infine si revocherebbero 23.356 incarichi. È inaccettabile che avvenga una cosa del genere.” Conclude il Sen. di FdI Patrizio La Pietra.

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Roma e le “buche” stradali secondo M5S

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

(By MoVimento 5 Stelle) Roma. Ci sono le buche e ci sono i buchi. Le buche sulle strade di Roma e i buchi nei bilanci del Campidoglio e delle sue aziende. Abbiamo ereditato entrambi. Stiamo affrontando disagi e problemi che entrambi causano ai cittadini, e che non possiamo né vogliamo negare. Servono pazienza, costanza e determinazione. Sono doti che non ci mancano e che giorno dopo giorno produrranno soluzioni e miglioramenti. Ma il lavoro che stiamo portando avanti si può spiegare solo se inserito nel giusto contesto di partenza: quello di una città in cui per decenni è mancata la manutenzione; dove una politica irresponsabile ha gettato via i soldi dei cittadini senza risolvere un solo problema.Immaginiamo già l’obiezione dei tuttologi da tastiera, in questi giorni impegnati a spiegarci la fisica delle buche e la chimica del bitume: “basta incolpare il passato, governate da due anni e dovete risolvere i problemi”. Giusto. Ma come li risolviamo in due anni i problemi prodotti da vent’anni di malgoverno? Sprecando denaro pubblico che verrà poi pagato in futuro dai romani? Affidando i lavori agli amici degli amici per fare prima e peggio, come ha fatto chi ci ha preceduto? Aggiungendo buchi (di bilancio) alle buche (che sono già abbastanza sulle strade)? Foraggiando un sistema che produceva presunte tangenti, come quello finito nel mirino della magistratura nel 2015? Forse con la bacchetta magica?Sono strumenti che non ci appartengono. E vogliamo quindi spiegare ai cittadini cosa stiamo facendo per rispondere all’emergenza strade, causata dal ghiaccio e dalle piogge delle ultime settimane che hanno aggravato ulteriormente le condizioni dell’asfalto già deteriorato. Abbiamo deciso di mettere in campo interventi urgenti, con un piano straordinario che nella prima fase prevede 17 milioni di lavori e la copertura di 50mila buche in un mese. Vogliamo essere chiari: non è la soluzione ideale, ma la situazione è peggiorata a causa di eventi imprevedibili e la priorità in questo momento è garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.
La soluzione ideale è quella che abbiamo proposto dall’inizio del nostro mandato, lanciando l’operazione #StradeNuove: programmare appalti e interventi per il rifacimento integrale di lunghi tratti delle principali arterie cittadine. Una pianificazione da circa 90 milioni di euro che al momento prevede 88 interventi: 40 già conclusi, 11 in corso, 37 in gara. Lavori fatti bene, finalizzati a evitare che le strade si spacchino di nuovo in un prossimo futuro, a evitare nuove emergenze. Lavori che si sommano a quelli effettuati dai singoli Municipi, che ringraziamo per l’impegno che quotidianamente mettono in campo.Si può sempre fare di più e i cittadini hanno il diritto di pretenderlo. Ma noi siamo convinti di aver fatto il massimo dopo anni di incuria e mancata manutenzione. Certamente la capacità di intervento è stata ridotta dalla crescente mancanza di risorse e trasferimenti. Ne avremmo avute di più se non avessimo dovuto riconoscere oltre 150 milioni di debiti fuori bilancio, ereditati dalle precedenti amministrazioni, in due anni. Le avremmo oggi se il Governo destinasse alla città fondi e poteri adeguati al ruolo di Capitale, come abbiamo più volte chiesto.Per riportare Roma alla normalità ci vuole tempo. Lo sapevamo e siamo pronti alla sfida. Abbiamo voglia di fare le cose per bene e siamo sulla strada giusta, come ha certificato l’Anac che vigila sugli appalti del Campidoglio. Le polemiche di chi ha facili soluzioni in tasca non ci interessano. Noi guardiamo all’interesse dei cittadini e continuiamo a lavorare per loro. (n.r. Tutto giusto, ma restano le buche. Roma, a questo punto, ha bisogno, considerata la povertà delle casse statali con la sola eccezione delle banche che continuano ad essere foraggiate con il denaro pubblico, d’interventi eccezionali che possono venire solo dall’estero. In che modo? E’ un percorso a nostro avviso praticabile ma va approfondito da subito. Per il resto è inutile che ci giriamo intorno. Non possiamo giocare ai continui rinvii. Prendiamo ad esempio i lavori “sempre in corso da 11 anni” sulla via Tiburtina).

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Incendi boschivi: l’UE contribuisce a mobilitare ulteriore sostegno per l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

European_Investment_Bank_-_LuxemburgIn seguito ad una nuova richiesta di assistenza dell’Italia per domare gli incendi boschivi, la Commissione, tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE, ha contribuito a mettere alcuni velivoli antincendio a disposizione del paese. La Francia ha risposto subito offrendo 3 aerei (2 Canadair e un aereo da ricognizione). È la terza volta quest’estate che l’Italia riceve sostegno dall’UE per fronteggiare gli incendi boschivi. L’Italia ha anche ricevuto l’assistenza del satellite Copernicus del servizio di gestione delle emergenze dell’UE, che ha fornito mappature alla protezione civile. Il Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides ha dichiarato: “L’UE è pienamente solidale con l’Italia. Per tutta l’estate, che è stata particolarmente difficile, ci siamo impegnati al massimo per aiutare i paesi a fronteggiare gli incendi boschivi. Il nostro meccanismo di protezione civile è stato attivato ancora una volta e ringrazio la Francia per la rapida offerta di assistenza all’Italia. Il nostro pensiero va alle coraggiose squadre di primo intervento e a tutte le persone colpite dagli incendi e restiamo a disposizione per fornire ulteriore assistenza, se richiesto.”
Il meccanismo di protezione civile dell’UE è stato attivato più volte quest’estate da diversi paesi in tutta Europa e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenzeCerca le traduzioni disponibili del link precedenteEN••• della Commissione, attivo ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, monitora da vicino il rischio di incendi boschivi nel continente e quest’estate ha già fornito sostegno a Portogallo, Francia, Italia, Montenegro, Albania e Grecia. Inoltre e alla luce del fatto che la capacità nazionale è sotto pressione in molti paesi, in questo periodo critico nel bacino del Mediterraneo la Commissione cofinanzia l’85% delle spese di trasporto ai paesi che forniscono assistenza tramite il meccanismo di protezione civile.

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Aterosclerosi e trombosi, come intervenire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

chietiChieti. Aterosclerosi, colesterolo in eccesso, trombosi e infarto. Nonostante l’osservata, progressiva riduzione della mortalità cardiovascolare nei paesi industrializzati, le malattie conseguenti all’aterosclerosi della parete arteriosa e alla trombosi (specificamente la cardiopatia ischemica, l’ictus ischemico e l’arteriopatia periferica) rimangono ancora patologie molto frequenti e sono fra le maggiori cause di morte prematura e invalidità permanente nella popolazione europea. Le cause di queste malattie sono multifattoriali, alcune modificabili con gli interventi sullo stile di vita, come l’inattività fisica, il fumo e le cattive abitudini alimentari, altre anche con un trattamento farmacologico, come le dislipidemie, l’ipertensione arteriosa, il diabete.
Al congresso dal titolo “International Summit on Atherothrombosi” si è parlato delle principali cause di malattia cardiovascolare e delle sue conseguenze. L’incontro, è stato organizzato da Raffaele De Caterina, Dipartimento di Cardiologia all’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara e da Carlo Patrono, Dipartimento di Farmacologia all’Università Cattolica di Roma, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
Dopo una lettura da parte del Professor Luigi Capasso di Chieti, il venerdì si apre con interventi da parte dell’eccellenza americana in questo campo. Parleranno infatti dei meccanismi alla base dell’aterotrombosi Renu Virmani (Washington), Peter Libby (Boston), Garret FitzGerald (Philadelphia), Anne Marie Schmidt (New York), Daniel J. Rader (Philadelphia) e Bruce Furie (Boston). Seguono venerdì pomeriggio e sabato gli interventi di relatori italiani e internazionali riguardanti le prospettive cliniche e le terapie disponibili.

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Intervenire per garantire reale tutela alle Forze di Polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

volanti-polizia-di-stato“C’è un poliziotto che a Bolzano è finito in un letto d’ospedale, gravemente ferito, per aver risposto senza alcun tentennamento al proprio altissimo senso del dovere e alla propria impagabile esperienza. A lui rivolgiamo i nostri migliori auguri di pronta guarigione e la nostra vicinanza, e lo facciamo mentre, contemporaneamente, rivolgiamo lo stesso sentimento di solidarietà al collega che a Guidonia è finito sotto inchiesta per aver sventato una rapina a mano armata. Ciò che la cronaca ci consente di tracciare stamane è lo sconfortante riepilogo delle conseguenze cui oggi, troppo spesso, un operatore della sicurezza va incontro a causa del proprio servizio: o finisce in tribunale, o finisce all’ospedale. Le due vicende di Guidonia e Bolzano sono estremamente simili: due colleghi liberi dal servizio che si rifiutano di girarsi dall’altra parte di fronte all’illegalità e al bisogno dei cittadini e rischiano la vita pur di intervenire in situazioni di altissimo rischio. Uno è finito sotto i ferri del chirurgo e raccoglierà giustamente gratitudine, stima e vicinanza comune. L’altro ha rimediato un’inchiesta penale a suo carico e gli strali dei soliti schiamazzanti esponenti del partito dell’antipolizia. Ma oggi vogliamo sapere senza se e senza ma, e senza ipocrisia: il Paese vuole Poliziotti che rispondono sempre e comunque quando il dovere chiama oppure no?”.
Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commentando quanto avvenuto a Bolzano dove un agente della Squadra volante, libero dal servizio, ha riconosciuto in strada un’auto segnalata come rubata con il motore acceso e ha cercato di fermarla, ma il conducente lo ha travolto ed è scappato. Il poliziotto ha riportato gravi lesioni a un arto e contusioni multiple ed ha poi subito un intervento chirurgico.
“A chi detiene il potere legislativo ed esecutivo, infine – conclude Pianese -, chiediamo che ci si assicurino gli strumenti operativi e legali perché andando in strada ogni giorno possiamo contare almeno su un’alternativa alle due attuali opzioni tribunale, ospedale”.

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Autismo e Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività: quali interventi per un futuro migliore

Posted by fidest press agency su martedì, 23 Mag 2017

porto antico genovaGenova mercoledì 24 e giovedì 25 maggio ore 9 Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9. I bambini con Disturbi dello Spettro dell’Autismo e con Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività siano sempre più numerosi, e quanto la gestione di questi disturbi sia complessa e multidisciplinare, necessitando sia un piano diagnostico terapeutico precoce, sia di un network operativo solido e ben preparato, costituito da figure professionali che accompagnino il paziente, dal riconoscimento della problematica all’inserimento nella società in età adulta. È per rispondere a queste sfide che mercoledì 24 e giovedì 25 maggio Edvige Veneselli, Direttore dalla UO di Neuropsichiatria dell’Istituto G. Gaslini di Genova, organizza due incontri, promossi dalla Fondazione Internazionale Menarini e pensati per Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Psicologi, TNPEE (Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva), Infermieri, Logopedisti, Educatori, ma anche insegnanti e famiglie, finalizzati ad analizzare lo stato dell’arte ma anche gli aspetti più pratici legati a queste due importanti problematiche.
La prima giornata, mercoledì 24 maggio, sarà dedicata all’Autismo, ad approfondire le prospettive dalla ricerca clinica, le problematiche cliniche e il percorso dalla diagnosi precoce alla presa in carico e, durante il pomeriggio, verranno trattate le innovazioni tecnologiche e dei sistemi educativi e la delicata situazione della transizione all’età adulta.
Giovedì 25 maggio inizierà con un update sulla realtà italiana e sugli interventi farmacologici. Verranno trattate la comorbidità con il Disturbo dello Spettro dell’Autismo e le novità sugli interventi terapeutici e sulle terapie complementari.
Nel pomeriggio saranno affrontati altri argomenti come L’ADHD nei bambini superdotati, Il Disturbo Ipercinetico-Disattentivo nella Disabilità Intellettiva, la transizione all’età adulta, il trattamento farmacologico e non.

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“Gli interventi su scuole e strade si possono fare anche in assenza del DUP”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 Mag 2017

Roma “Negli anni passati la Provincia prima e la CM dopo hanno investito risorse – anche in sforamento del patto di stabilità – Per mettere in sicurezza strade e scuole. Oggi i 5stelle cercano scuse tecniche e intanto bloccano tutto.
Il DUP è un documento di programmazione che non autorizza alcunché. Solo il bilancio di previsione autorizza a spendere ciò che è stato programmato.
I previsti 8 milioni di opere citate dalla Sindaca (tra i quali gli interventi sulle scuole, i lavori del ponte di Castiglione e della frana di Rorà) non verranno dunque autorizzati con l’approvazione del DUP. Quindi, invece di raccontare frottole trincerandosi dietro fumose argomentazioni tecniche, i 5stelle che governano oggi si assumano la responsabilità di mandare avanti i lavori, almeno quelli urgenti, come è sempre avvenuto con le precedenti amministrazioni.” Commenta il capo-gruppo Barrea. (n.r. Non entriamo nel merito delle questioni tecniche che impediscono agli amministratori romani di porre mano ai lavori d’urgenza che continuano a rinviare. Resta, tuttavia, un dato di fatto. Da mesi, oramai, la sindaca Raggi ha annunciato lo stanziamento di milioni di euro per la sistemazione del manto stradale che oggi brilla per le sue numerose buche e che con le piogge stanno diventando sempre più copiose e profonde e che costano, tra l’altro, ben dieci milioni di euro per i danni arrecati ai cittadini oltre a un consistente contenzioso ancora più oneroso eppure niente o pochissimo è stato fatto in proposito.)

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“Pazienti affetti da ipoparatiroidismo”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

tiroide5Mantova. Da malattia rara a patologia comune: l’ipoparatiroidismo cambia il suo profilo eziologico: se prima era causata da fattori autoimmuni, congeniti e familiari, oggi in Europa oltre la meta’ dei casi l’anno sono causati da danni alle ghiandole paratiroidi durante gli interventi di tiroidectomia totale.“I pazienti affetti da ipoparatiroidismo” sottolinea il Prof. Andrea Giustina, Direttore della Cattedra di Endocrinologia dell’Universita’ Vita e Salute San Raffaele di Milano, durante l’8° Skeletal Endocrinology Meeting che si è appena concluso a Mantova “ presentano sintomi prevalentemente sensitivi e motori causati dalla riduzione dei livelli circolanti di calcio come parestesie, soprattutto alle mani ma anche alle labbra ed alle dita dei piedi, convulsioni, crampi muscolari sino alla tetania, condizione caratterizzata da spasmi e prolungamento doloroso della contrazione dei muscoli dovuta ad una alterazione dell’attività delle fibre di actina e miosina.Nell’intervento di asportazione della tiroide il danno alle ghiandole paratiroidi è la complicanza più comune che può interessare fino al 40-50% dei pazienti. Nella maggioranza dei casi, l’ipoparatiroidismo e’ transitorio correlato ad un danno funzionale su base vascolare e meccanica durante le procedure chirurgiche. Tuttavia, l’ipoparatiroidismo post-chirurgico può anche essere permanente (fino al 7-10% dei casi). Ciò può accadere anche in mani di chirurghi esperti quando si rendono necessari interventi chirurgici estesi e demolitivi per malattie tiroidee neoplastiche o per gozzi multi nodulari di grandi dimensioni. “L’ipoparatiroidismo permanente e’ una malattia invalidante a causa dei disturbi causati dall’ipocalcemia cronica dovuti alla frequente inefficacia della terapia farmacologica, che peraltro risulta pure spesso poco accettata dai pazienti ipoparatiroidei” prosegue Giustina “Fino ad oggi, infatti, il trattamento dell’ipoparatiroidismo si e’ basato sull’utilizzo di analoghi attivi della vitamina D e di composti a base di calcio che, per le loro modalità di somministrazione (necessarie più somministrazioni al giorno) e per i non infrequenti effetti collaterali gastrointestinali, risultano spesso poco tollerati dal paziente che pertanto tende ad assumerli con incostanza”.Ne può derivare quindi una inefficacia terapeutica con conseguente persistenza di ipocalcemia e rischio di complicanze cliniche che talvolta causano il ricorso alle cure ospedaliere. In Italia, è stato calcolato che ogni anno si verificano oltre 3000 ricoveri ospedalieri per complicanze acute causate correlate all’ipoparatiroidismo con una durata media di ricovero di circa 7 giorni. Numeri importanti che rendono l’ipoparatiroidismo una malattia ad elevato impatto clinico per il paziente e per il sistema socio-sanitario.
Come per le altre malattie endocrine caratterizzate da un deficit ormonale, anche per la terapia dell’ipoparatiroidismo sarà possibile avere a disposizione il corrispondente ormone sintetico (paratormone 1-84) per la cui immissione in commercio è stato dato parere positivo dal comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). Gli studi condotti finora con il paratormone 1-84 hanno dimostrato una maggiore efficacia del farmaco nel normalizzare i valori circolanti di calcio rispetto alla terapia convenzionale e soprattutto un miglioramento della qualità di vita del paziente, correlato sia alla migliore correzione dell’ipocalcemia che alla ottimizzazione del trattamento in termini di riduzione dell’elevato numero di farmaci che il paziente ipoparatiroideo ancora oggi e’ costretto ad assumere. (foto: logo)

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