Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘interventi’

Codici: serve intervento strutturale sul caro bollette

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Bene l’azione del Parlamento, ma non basta. Secondo l’Associazione Codici, la convocazione del nuovo collegio dell’Autorità per l’Energia in Commissione Attività Produttive della Camera e in Commissione dell’Industria del Senato deve essere il primo passo per affrontare, e finalmente risolvere, il gravoso problema del caro bollette.Fa bene il Governo a chiedere chiarimenti, ma l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente avrà sempre pronta una giustificazione. E la dimostrazione è già arrivata, con Arera che sostiene che la decisione arriva per far fronte ai forti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche, che hanno raggiunto livelli record in Italia ed in Europa.
Nel settembre scorso, l’Arera aveva annunciato il congelamento dei rincari. È il secondo in pochi mesi. Quella che ad un primo sguardo sembrerebbe una buona notizia, in realtà, secondo l’Associazione Codici, è soltanto il rinvio di un problema che, con il passare del tempo, assumerà dimensioni sempre più grandi e preoccupanti, e che rischia di esplodere, con conseguenze gravi per i consumatori.Il nodo centrale della questione, secondo l’Associazione Codici, è legato agli oneri generali di sistema. Un problema che si trascina dietro da tempo degli interrogativi. Ad esempio, c’è ancora bisogno di incentivi a pioggia sulle rinnovabili? Che senso ha la messa in sicurezza del nucleare in un Paese dove le centrali nucleari sono chiuse? E poi, perché il cittadino deve sostenere i costi per garantire le agevolazioni tariffarie sulle ferrovie?Riconosciamo che ci sono anche degli oneri generali di sistema positivi, che si possono mantenere, a patto che vengano migliorati. Ci riferiamo al bonus elettrico per gli indigenti, che deve essere modificato perché è inammissibile che il 90% dei cittadini non sappiano cos’è e se ne hanno diritto. Bene anche il sostegno alla ricerca di sistema, così come la copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia e la promozione dell’efficienza energetica, fermo restando che chiama in causa le abitutidini dei cittadini.Non siamo noi a dire chi deve intervenire prima tra Governo e Autorità per l’Energia, l’importante è che la questione degli oneri generali di sistema venga affrontata e risolta una volta per tutte, perché non devono più gravare sulle famiglie italiane.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Legge di bilancio e interventi a sostegno della famiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

“Fratelli d’Italia attende di leggere i provvedimenti, ed in particolare il Def, per valutare la politica del governo a sostegno della famiglia. Abbiamo votato favorevolmente all’istituzione del ministero per la Famiglia e la disabilità, ma non siamo disponibili ad assistere al suo fallimento. La famiglia, insieme ai giovani ed alle donne, continua ad essere il grande assente della politica nazionale ed al di là degli annunci in questi primi mesi di governo abbiamo visto ben poco. Fratelli d’Italia ribadisce la strategicità delle politiche per la famiglia a partire dall’istituzione di un reddito d’infanzia, consistente in un assegno mensile per ogni minore a carico, alla previsione di specifiche agevolazioni fiscali accompagnate da incentivi alle imprese che assumono neomamme e giovani donne. Misure unite al pieno riconoscimento dei caregiver familiari, al potenziamento degli strumenti di conciliazione famiglia-lavoro e asili nido gratuiti e a tempo pieno. Interventi che riteniamo debbano trovare spazio all’interno della prossima legge di Bilancio, le cui risorse certamente non vanno impegnate per iniziative dal carattere puramente assistenziale, come il reddito di cittadinanza”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, a margine del Question time a Palazzo Madama.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola – Sicurezza: limitate risorse per gli interventi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

La relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici mostra delle pecche enormi, tra cui insufficienti risorse economiche rispetto a quanto servirebbe e in relazione agli interventi da produrre. Udir: il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Come previsto dalla legge n. 289/2002, la Corte dei Conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Ma presenta dei punti complessi, come per esempio “nella gestione dei diversi piani stralcio in cui si articola: l’inadeguatezza delle risorse finanziarie disponibili in relazione al fabbisogno stimato e all’urgenza degli interventi affermata dal legislatore, il passaggio da una logica emergenziale ad una strutturale nella programmazione, la parzialità degli interventi di messa a norma che hanno interessato solo una porzione limitata del patrimonio edilizio scolastico”. Inoltre, “risultano avviati 1951 progetti, mentre quelli non avviati sono 637 (24 per cento del totale). Sono stati conclusi 1617 interventi sui 2651 previsti, pari al 61 per cento”. Per quanto riguarda poi l’adeguamento alla norma antisismica degli istituti italiani, lo studio ha registrato “la gravità della mancata messa a norma dal punto di vista sismico per molti di essi, tenuto conto delle conseguenze e della giurisprudenza penale in materia”.
Udir si è sempre speso per trovare soluzioni al problema della sicurezza degli istituti, anche quando, qualche giorno fa, il ministro Bussetti affermò che i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale: il sindacato ricordò come questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri. Da tempo infatti lamenta che la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare.Le difficoltà sono legate al fatto che, purtroppo, la metà delle scuole ha quasi 50 anni, essendo stata realizzata prima del 1971. Ultimamente, il rigore sulle misure preventive e il logoramento delle strutture hanno fatto sì che molte scuole chiudessero: infatti, oggi rispetto a 42.292 edifici scolastici ve ne sono ben 8.450 dove non si svolgono le lezioni, poiché risultano in ristrutturazione, dismessi oppure in fase di ricostruzione. Sarebbe poi necessario modificare le norme sulla responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici, attraverso la revisione del Testo Unico sulla sicurezza: il giovane sindacato ha chiesto in più sedi, modalità ed occasioni di fare ciò, anche esonerando le responsabilità della dirigenza scolastica, ma pure dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti sul rischio e sugli interventi necessari. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice. Non possiamo essere bloccati dalle poche risorse economiche: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno tra docenti, insegnanti, Ata, DS e alunni, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Bisogna intervenire quando si è al corrente dei rischi, poiché il bene di tutti deve stare in cima alle priorità. Ma risulta altrettanto necessario essere vigili sulle fasi di manutenzione e controllo”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Interventi chirurgici alle valvole cardiache nei pazienti molto anziani e a rischio elevato

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

Brescia. E’ aumentato di 9 volte il numero di pazienti cardiopatici con più di 80 anni che si rivolge a Fondazione Poliambulanza per interventi chirurgici alle valvole cardiache. Nell’Istituto Ospedaliero bresciano oltre il 20% dei pazienti operati al cuore è costituito da ultraottantenni: erano solo il 2% del 1997 (+775%). L’incremento è reso possibile dall’assoluto livello di eccellenza del dipartimento cardiovascolare della struttura sanitaria. A conferma della qualità dell’assistenza ci sono i dati ufficiali Agenas: l’ente di monitoraggio del servizio sanitario nazionale. Gli interventi di plastica riparativa o di sostituzione di valvole cardiache hanno, in Poliambulanza, un rischio di mortalità a 30 giorni dello 0,3%, contro il 2,7% a livello nazionale. E’ quanto annunciano con orgoglio gli specialisti di Poliambulanza, ospedale divenuto punto di riferimento nazionale per i pazienti oltre i 65 anni che in Italia, nel 10% dei casi, presenta malattia della valvola aortica o mitralica.“La nostra cardiochirurgia è sicuramente tra le migliori – osserva il prof. Giovanni Troise, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia di Fondazione Poliambulanza -. Riusciamo, infatti, a garantire a tutti i pazienti l’uso di tecniche d’avanguardia che consentono di operare in massima sicurezza anche gli ultraottantenni. I tempi di recupero post-intervento sono ridotti e le percentuali di successo delle operazioni in costante aumento. Il segreto del successo è nell’impiego sempre più diffuso delle nuove tecnologie e nella capacità di lavorare in team.” Proprio con questa finalità, il prof. Troise è stato promotore della costituzione del GTTV (Gruppo di lavoro per il Trattamento Transcatetere delle Valvulopatie), un “heart team” costituito da vari professionisti (cardiologi, cardiochirurghi, cardiorianimatori) che settimanalmente si riuniscono per discutere i casi di pazienti più complessi, per età e patologie associate, identificando la strategia terapeutica più idonea. La chirurgia delle valvole aortica e mitralica può essere effettuata con modalità operatorie convenzionali, ma con approcci meno invasivi (incisione di 6-7 centimetri invece dei 20 canonici della chirurgia tradizionale). Vengono in aiuto a questo scopo, nuove tecnologie come ad esempio le protesi aortiche “sutureless” (senza suture), che permettono una riduzione significativa dei tempi operatori. “In presenza di rischi operatori più elevati pratichiamo procedure alternative alla chirurgia convenzionale – aggiunge il prof. Giovanni Troise -. Per la stenosi aortica dell’anziano esiste la TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), con cui è possibile impiantare una protesi aortica biologica accedendo da un’arteria periferica (anche a paziente sveglio) o da un piccolo taglio laterale del torace. Per l’insufficienza mitralica, abbiamo a disposizione procedure come la “Mitraclip” (correzione con approccio dalla regione inquinale) o le “Neochord” (impianto di corde artificiali di goretex dall’apice cardiaco, a cuore battente). Bisogna precisare che, quando fattibile, la chirurgia convenzionale è quella che garantisce ancora oggi i migliori risultati ma, a beneficiare di queste nuove tecniche meno mininvasive, sono proprio quei pazienti che, per età avanzata e condizioni generali molto compromesse, presentano un profilo di rischio chirurgico particolarmente elevato. Il caso più eclatante è quello di un paziente di 94 anni in buona forma psico-fisica, che era già stato operato d’urgenza al cuore nel 2011 per una grave malattia alle coronarie e che abbiamo rioperato con successo per una stenosi aortica severa”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diplomati magistrale: Iniziative necessarie dal Parlamento

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2018

“È necessario varare un provvedimento d’urgenza, prima del 30 giugno, che tuteli i tantissimi insegnanti che a causa di un oscillante sviluppo della giustizia amministrativa, rischiano di perdere il posto di lavoro. Ho presentato in Senato un’interrogazione con carattere di urgenza per sanare questa condizione contradditoria” dichiara il Sen. La Pietra di Fratelli d’Italia.
“Noi di Fratelli d’Italia faremo di tutto per sanare questa imbarazzante situazione – continua il Senatore FdI – Le conseguenze di un mancato decreto attuativo sarebbero devastanti. Stiamo parlando di 55.000 diplomati magistrale che si troverebbero cancellati dalle graduatorie ad esaurimento e impossibilitati a lavorare sia nelle scuole pubbliche che in quelle paritarie, 6.669 insegnanti già assunti con contratti a tempo indeterminato verrebbero licenziati e infine si revocherebbero 23.356 incarichi. È inaccettabile che avvenga una cosa del genere.” Conclude il Sen. di FdI Patrizio La Pietra.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Roma e le “buche” stradali secondo M5S

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

(By MoVimento 5 Stelle) Roma. Ci sono le buche e ci sono i buchi. Le buche sulle strade di Roma e i buchi nei bilanci del Campidoglio e delle sue aziende. Abbiamo ereditato entrambi. Stiamo affrontando disagi e problemi che entrambi causano ai cittadini, e che non possiamo né vogliamo negare. Servono pazienza, costanza e determinazione. Sono doti che non ci mancano e che giorno dopo giorno produrranno soluzioni e miglioramenti. Ma il lavoro che stiamo portando avanti si può spiegare solo se inserito nel giusto contesto di partenza: quello di una città in cui per decenni è mancata la manutenzione; dove una politica irresponsabile ha gettato via i soldi dei cittadini senza risolvere un solo problema.Immaginiamo già l’obiezione dei tuttologi da tastiera, in questi giorni impegnati a spiegarci la fisica delle buche e la chimica del bitume: “basta incolpare il passato, governate da due anni e dovete risolvere i problemi”. Giusto. Ma come li risolviamo in due anni i problemi prodotti da vent’anni di malgoverno? Sprecando denaro pubblico che verrà poi pagato in futuro dai romani? Affidando i lavori agli amici degli amici per fare prima e peggio, come ha fatto chi ci ha preceduto? Aggiungendo buchi (di bilancio) alle buche (che sono già abbastanza sulle strade)? Foraggiando un sistema che produceva presunte tangenti, come quello finito nel mirino della magistratura nel 2015? Forse con la bacchetta magica?Sono strumenti che non ci appartengono. E vogliamo quindi spiegare ai cittadini cosa stiamo facendo per rispondere all’emergenza strade, causata dal ghiaccio e dalle piogge delle ultime settimane che hanno aggravato ulteriormente le condizioni dell’asfalto già deteriorato. Abbiamo deciso di mettere in campo interventi urgenti, con un piano straordinario che nella prima fase prevede 17 milioni di lavori e la copertura di 50mila buche in un mese. Vogliamo essere chiari: non è la soluzione ideale, ma la situazione è peggiorata a causa di eventi imprevedibili e la priorità in questo momento è garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.
La soluzione ideale è quella che abbiamo proposto dall’inizio del nostro mandato, lanciando l’operazione #StradeNuove: programmare appalti e interventi per il rifacimento integrale di lunghi tratti delle principali arterie cittadine. Una pianificazione da circa 90 milioni di euro che al momento prevede 88 interventi: 40 già conclusi, 11 in corso, 37 in gara. Lavori fatti bene, finalizzati a evitare che le strade si spacchino di nuovo in un prossimo futuro, a evitare nuove emergenze. Lavori che si sommano a quelli effettuati dai singoli Municipi, che ringraziamo per l’impegno che quotidianamente mettono in campo.Si può sempre fare di più e i cittadini hanno il diritto di pretenderlo. Ma noi siamo convinti di aver fatto il massimo dopo anni di incuria e mancata manutenzione. Certamente la capacità di intervento è stata ridotta dalla crescente mancanza di risorse e trasferimenti. Ne avremmo avute di più se non avessimo dovuto riconoscere oltre 150 milioni di debiti fuori bilancio, ereditati dalle precedenti amministrazioni, in due anni. Le avremmo oggi se il Governo destinasse alla città fondi e poteri adeguati al ruolo di Capitale, come abbiamo più volte chiesto.Per riportare Roma alla normalità ci vuole tempo. Lo sapevamo e siamo pronti alla sfida. Abbiamo voglia di fare le cose per bene e siamo sulla strada giusta, come ha certificato l’Anac che vigila sugli appalti del Campidoglio. Le polemiche di chi ha facili soluzioni in tasca non ci interessano. Noi guardiamo all’interesse dei cittadini e continuiamo a lavorare per loro. (n.r. Tutto giusto, ma restano le buche. Roma, a questo punto, ha bisogno, considerata la povertà delle casse statali con la sola eccezione delle banche che continuano ad essere foraggiate con il denaro pubblico, d’interventi eccezionali che possono venire solo dall’estero. In che modo? E’ un percorso a nostro avviso praticabile ma va approfondito da subito. Per il resto è inutile che ci giriamo intorno. Non possiamo giocare ai continui rinvii. Prendiamo ad esempio i lavori “sempre in corso da 11 anni” sulla via Tiburtina).

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Incendi boschivi: l’UE contribuisce a mobilitare ulteriore sostegno per l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

European_Investment_Bank_-_LuxemburgIn seguito ad una nuova richiesta di assistenza dell’Italia per domare gli incendi boschivi, la Commissione, tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE, ha contribuito a mettere alcuni velivoli antincendio a disposizione del paese. La Francia ha risposto subito offrendo 3 aerei (2 Canadair e un aereo da ricognizione). È la terza volta quest’estate che l’Italia riceve sostegno dall’UE per fronteggiare gli incendi boschivi. L’Italia ha anche ricevuto l’assistenza del satellite Copernicus del servizio di gestione delle emergenze dell’UE, che ha fornito mappature alla protezione civile. Il Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides ha dichiarato: “L’UE è pienamente solidale con l’Italia. Per tutta l’estate, che è stata particolarmente difficile, ci siamo impegnati al massimo per aiutare i paesi a fronteggiare gli incendi boschivi. Il nostro meccanismo di protezione civile è stato attivato ancora una volta e ringrazio la Francia per la rapida offerta di assistenza all’Italia. Il nostro pensiero va alle coraggiose squadre di primo intervento e a tutte le persone colpite dagli incendi e restiamo a disposizione per fornire ulteriore assistenza, se richiesto.”
Il meccanismo di protezione civile dell’UE è stato attivato più volte quest’estate da diversi paesi in tutta Europa e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenzeCerca le traduzioni disponibili del link precedenteEN••• della Commissione, attivo ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, monitora da vicino il rischio di incendi boschivi nel continente e quest’estate ha già fornito sostegno a Portogallo, Francia, Italia, Montenegro, Albania e Grecia. Inoltre e alla luce del fatto che la capacità nazionale è sotto pressione in molti paesi, in questo periodo critico nel bacino del Mediterraneo la Commissione cofinanzia l’85% delle spese di trasporto ai paesi che forniscono assistenza tramite il meccanismo di protezione civile.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Aterosclerosi e trombosi, come intervenire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

chietiChieti. Aterosclerosi, colesterolo in eccesso, trombosi e infarto. Nonostante l’osservata, progressiva riduzione della mortalità cardiovascolare nei paesi industrializzati, le malattie conseguenti all’aterosclerosi della parete arteriosa e alla trombosi (specificamente la cardiopatia ischemica, l’ictus ischemico e l’arteriopatia periferica) rimangono ancora patologie molto frequenti e sono fra le maggiori cause di morte prematura e invalidità permanente nella popolazione europea. Le cause di queste malattie sono multifattoriali, alcune modificabili con gli interventi sullo stile di vita, come l’inattività fisica, il fumo e le cattive abitudini alimentari, altre anche con un trattamento farmacologico, come le dislipidemie, l’ipertensione arteriosa, il diabete.
Al congresso dal titolo “International Summit on Atherothrombosi” si è parlato delle principali cause di malattia cardiovascolare e delle sue conseguenze. L’incontro, è stato organizzato da Raffaele De Caterina, Dipartimento di Cardiologia all’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara e da Carlo Patrono, Dipartimento di Farmacologia all’Università Cattolica di Roma, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
Dopo una lettura da parte del Professor Luigi Capasso di Chieti, il venerdì si apre con interventi da parte dell’eccellenza americana in questo campo. Parleranno infatti dei meccanismi alla base dell’aterotrombosi Renu Virmani (Washington), Peter Libby (Boston), Garret FitzGerald (Philadelphia), Anne Marie Schmidt (New York), Daniel J. Rader (Philadelphia) e Bruce Furie (Boston). Seguono venerdì pomeriggio e sabato gli interventi di relatori italiani e internazionali riguardanti le prospettive cliniche e le terapie disponibili.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Intervenire per garantire reale tutela alle Forze di Polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

volanti-polizia-di-stato“C’è un poliziotto che a Bolzano è finito in un letto d’ospedale, gravemente ferito, per aver risposto senza alcun tentennamento al proprio altissimo senso del dovere e alla propria impagabile esperienza. A lui rivolgiamo i nostri migliori auguri di pronta guarigione e la nostra vicinanza, e lo facciamo mentre, contemporaneamente, rivolgiamo lo stesso sentimento di solidarietà al collega che a Guidonia è finito sotto inchiesta per aver sventato una rapina a mano armata. Ciò che la cronaca ci consente di tracciare stamane è lo sconfortante riepilogo delle conseguenze cui oggi, troppo spesso, un operatore della sicurezza va incontro a causa del proprio servizio: o finisce in tribunale, o finisce all’ospedale. Le due vicende di Guidonia e Bolzano sono estremamente simili: due colleghi liberi dal servizio che si rifiutano di girarsi dall’altra parte di fronte all’illegalità e al bisogno dei cittadini e rischiano la vita pur di intervenire in situazioni di altissimo rischio. Uno è finito sotto i ferri del chirurgo e raccoglierà giustamente gratitudine, stima e vicinanza comune. L’altro ha rimediato un’inchiesta penale a suo carico e gli strali dei soliti schiamazzanti esponenti del partito dell’antipolizia. Ma oggi vogliamo sapere senza se e senza ma, e senza ipocrisia: il Paese vuole Poliziotti che rispondono sempre e comunque quando il dovere chiama oppure no?”.
Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commentando quanto avvenuto a Bolzano dove un agente della Squadra volante, libero dal servizio, ha riconosciuto in strada un’auto segnalata come rubata con il motore acceso e ha cercato di fermarla, ma il conducente lo ha travolto ed è scappato. Il poliziotto ha riportato gravi lesioni a un arto e contusioni multiple ed ha poi subito un intervento chirurgico.
“A chi detiene il potere legislativo ed esecutivo, infine – conclude Pianese -, chiediamo che ci si assicurino gli strumenti operativi e legali perché andando in strada ogni giorno possiamo contare almeno su un’alternativa alle due attuali opzioni tribunale, ospedale”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Autismo e Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività: quali interventi per un futuro migliore

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

porto antico genovaGenova mercoledì 24 e giovedì 25 maggio ore 9 Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9. I bambini con Disturbi dello Spettro dell’Autismo e con Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività siano sempre più numerosi, e quanto la gestione di questi disturbi sia complessa e multidisciplinare, necessitando sia un piano diagnostico terapeutico precoce, sia di un network operativo solido e ben preparato, costituito da figure professionali che accompagnino il paziente, dal riconoscimento della problematica all’inserimento nella società in età adulta. È per rispondere a queste sfide che mercoledì 24 e giovedì 25 maggio Edvige Veneselli, Direttore dalla UO di Neuropsichiatria dell’Istituto G. Gaslini di Genova, organizza due incontri, promossi dalla Fondazione Internazionale Menarini e pensati per Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Psicologi, TNPEE (Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva), Infermieri, Logopedisti, Educatori, ma anche insegnanti e famiglie, finalizzati ad analizzare lo stato dell’arte ma anche gli aspetti più pratici legati a queste due importanti problematiche.
La prima giornata, mercoledì 24 maggio, sarà dedicata all’Autismo, ad approfondire le prospettive dalla ricerca clinica, le problematiche cliniche e il percorso dalla diagnosi precoce alla presa in carico e, durante il pomeriggio, verranno trattate le innovazioni tecnologiche e dei sistemi educativi e la delicata situazione della transizione all’età adulta.
Giovedì 25 maggio inizierà con un update sulla realtà italiana e sugli interventi farmacologici. Verranno trattate la comorbidità con il Disturbo dello Spettro dell’Autismo e le novità sugli interventi terapeutici e sulle terapie complementari.
Nel pomeriggio saranno affrontati altri argomenti come L’ADHD nei bambini superdotati, Il Disturbo Ipercinetico-Disattentivo nella Disabilità Intellettiva, la transizione all’età adulta, il trattamento farmacologico e non.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Gli interventi su scuole e strade si possono fare anche in assenza del DUP”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 maggio 2017

Roma “Negli anni passati la Provincia prima e la CM dopo hanno investito risorse – anche in sforamento del patto di stabilità – Per mettere in sicurezza strade e scuole. Oggi i 5stelle cercano scuse tecniche e intanto bloccano tutto.
Il DUP è un documento di programmazione che non autorizza alcunché. Solo il bilancio di previsione autorizza a spendere ciò che è stato programmato.
I previsti 8 milioni di opere citate dalla Sindaca (tra i quali gli interventi sulle scuole, i lavori del ponte di Castiglione e della frana di Rorà) non verranno dunque autorizzati con l’approvazione del DUP. Quindi, invece di raccontare frottole trincerandosi dietro fumose argomentazioni tecniche, i 5stelle che governano oggi si assumano la responsabilità di mandare avanti i lavori, almeno quelli urgenti, come è sempre avvenuto con le precedenti amministrazioni.” Commenta il capo-gruppo Barrea. (n.r. Non entriamo nel merito delle questioni tecniche che impediscono agli amministratori romani di porre mano ai lavori d’urgenza che continuano a rinviare. Resta, tuttavia, un dato di fatto. Da mesi, oramai, la sindaca Raggi ha annunciato lo stanziamento di milioni di euro per la sistemazione del manto stradale che oggi brilla per le sue numerose buche e che con le piogge stanno diventando sempre più copiose e profonde e che costano, tra l’altro, ben dieci milioni di euro per i danni arrecati ai cittadini oltre a un consistente contenzioso ancora più oneroso eppure niente o pochissimo è stato fatto in proposito.)

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Pazienti affetti da ipoparatiroidismo”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

tiroide5Mantova. Da malattia rara a patologia comune: l’ipoparatiroidismo cambia il suo profilo eziologico: se prima era causata da fattori autoimmuni, congeniti e familiari, oggi in Europa oltre la meta’ dei casi l’anno sono causati da danni alle ghiandole paratiroidi durante gli interventi di tiroidectomia totale.“I pazienti affetti da ipoparatiroidismo” sottolinea il Prof. Andrea Giustina, Direttore della Cattedra di Endocrinologia dell’Universita’ Vita e Salute San Raffaele di Milano, durante l’8° Skeletal Endocrinology Meeting che si è appena concluso a Mantova “ presentano sintomi prevalentemente sensitivi e motori causati dalla riduzione dei livelli circolanti di calcio come parestesie, soprattutto alle mani ma anche alle labbra ed alle dita dei piedi, convulsioni, crampi muscolari sino alla tetania, condizione caratterizzata da spasmi e prolungamento doloroso della contrazione dei muscoli dovuta ad una alterazione dell’attività delle fibre di actina e miosina.Nell’intervento di asportazione della tiroide il danno alle ghiandole paratiroidi è la complicanza più comune che può interessare fino al 40-50% dei pazienti. Nella maggioranza dei casi, l’ipoparatiroidismo e’ transitorio correlato ad un danno funzionale su base vascolare e meccanica durante le procedure chirurgiche. Tuttavia, l’ipoparatiroidismo post-chirurgico può anche essere permanente (fino al 7-10% dei casi). Ciò può accadere anche in mani di chirurghi esperti quando si rendono necessari interventi chirurgici estesi e demolitivi per malattie tiroidee neoplastiche o per gozzi multi nodulari di grandi dimensioni. “L’ipoparatiroidismo permanente e’ una malattia invalidante a causa dei disturbi causati dall’ipocalcemia cronica dovuti alla frequente inefficacia della terapia farmacologica, che peraltro risulta pure spesso poco accettata dai pazienti ipoparatiroidei” prosegue Giustina “Fino ad oggi, infatti, il trattamento dell’ipoparatiroidismo si e’ basato sull’utilizzo di analoghi attivi della vitamina D e di composti a base di calcio che, per le loro modalità di somministrazione (necessarie più somministrazioni al giorno) e per i non infrequenti effetti collaterali gastrointestinali, risultano spesso poco tollerati dal paziente che pertanto tende ad assumerli con incostanza”.Ne può derivare quindi una inefficacia terapeutica con conseguente persistenza di ipocalcemia e rischio di complicanze cliniche che talvolta causano il ricorso alle cure ospedaliere. In Italia, è stato calcolato che ogni anno si verificano oltre 3000 ricoveri ospedalieri per complicanze acute causate correlate all’ipoparatiroidismo con una durata media di ricovero di circa 7 giorni. Numeri importanti che rendono l’ipoparatiroidismo una malattia ad elevato impatto clinico per il paziente e per il sistema socio-sanitario.
Come per le altre malattie endocrine caratterizzate da un deficit ormonale, anche per la terapia dell’ipoparatiroidismo sarà possibile avere a disposizione il corrispondente ormone sintetico (paratormone 1-84) per la cui immissione in commercio è stato dato parere positivo dal comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). Gli studi condotti finora con il paratormone 1-84 hanno dimostrato una maggiore efficacia del farmaco nel normalizzare i valori circolanti di calcio rispetto alla terapia convenzionale e soprattutto un miglioramento della qualità di vita del paziente, correlato sia alla migliore correzione dell’ipocalcemia che alla ottimizzazione del trattamento in termini di riduzione dell’elevato numero di farmaci che il paziente ipoparatiroideo ancora oggi e’ costretto ad assumere. (foto: logo)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il ‘non detto’ nella crisi delle banche italiane. Sono necessari interventi sistemici

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2016

bancaIl comunicato stampa di Banca MPS dell’altro giorno ha lasciato molti stupiti e tanti scandalizzati. La maggior parte dei commentatori si e’ concentrata sull’aumento richiesto dalla Banca Centrale Europea (BCE) dei capitali necessari per mettere in regola la Banca: si è passati, infatti, da 5 a 8,8 miliardi. L’aspetto più rilevante di questa vicenda, a nostro avviso, non è tanto l’aumento richiesto, quanto il fatto che la né Banca MPS né il Tesoro erano a conoscenza dei criteri di calcolo applicati.Il comunicato stampa di MPS termina con questa frase: “La Banca ha tempestivamente avviato le interlocuzioni con le Autorità competenti al fine di comprendere le metodologie sottese ai calcoli effettuati da BCE”. In altre parole MPS non sa come siano stati calcolati questi 8,8 miliardi ed ha chiesto subito spiegazioni. Lo stesso ministero italiano del Tesoro è stato preso alla sprovvista e non era a conoscenza di questa eventualità.Ma come è possibile che la Banca (ed il massimo esponente in materia dello Stato) non sappia quali sono e quali regole applica la BCE?La BCE ha una discrezionalità così forte che può decidere come gli pare e di volta in volta?Come è possibile che una banca non sia informata preventivamente quali siano i requisiti di patrimonializzazione nei vari scenari?Abbiamo delle regole europee di gestione del sistema bancario che lasciano margini d’incertezza su un aspetto così centrale come i requisiti di patrimonializzazione?
Stiamo parlando di Topolinia o dell’Unione Europea?E’ evidente che questo sistema di vigilanza bancaria non funziona e non può funzionare.Il sistema bancario sta in piedi solo ed esclusivamente perché i clienti hanno fiducia nel fatto che le banche siano in grado di far fronte ai propri impegni. Se la BCE non fa una chiarezza cristallina su quali siano le regole di patrimonializzazione in tutti gli scenari, è evidente che mina alla base la fiducia che gli operatori hanno sul sistema bancario.E’ chiaro che l’incertezza, se da una parte è un serio problema per il sistema bancario, è molto utile politicamente perché se non vi sono delle regole ben chiare tracciate che si debbano semplicemente applicare, allora si ampliano molto i margini di trattativa politica e si può agevolmente tentare di applicare i propri obiettivi.Il punto, infatti, appare chiaramente politico.
La Germania vuole che l’Italia applichi il dogma dell’austerity e vuole che risolva il problema delle banche chiedendo aiuto, come hano fatto Spagna e Grecia, al così detto “fondo salva Stati”. Questo implica una serie di vincoli di bilancio che metterebbero l’Italia in una sorta di commissariamento. L’Italia, fino ad oggi, ha sempre negato di voler chiedere questo tipo di aiuti, ma ha un solo modo per evitare questo commissariamento: presentare un piano sistemico nazionale di supporto all’intero sistema bancario. Deve smettere di negoziare con compromessi al ribasso ogni singolo passaggio con la commissione europea e la BCE. Deve smettere di prendere soluzioni tampone come i GAGS o il Fondo Atlante. Fino ad oggi il ministro Padoan si è dimostrato largamente inadeguato al ruolo.
E’ difficile che possa gestire un cambio di politica così radicale.Se non si prenderà contezza che quella che stiamo vivendo è una vera e propria crisi sistemica, che richiede interventi non caso per caso, ma per l’appunto sistemici, la crisi si allargherà di più e verrà il giorno che non potremo far altro che richiedere aiuto al fondo salvastati. L’Italia può evitarlo, ma ha già perso tantissimo tempo. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cardiochirurgia: Interventi sempre più complessi

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2016

cardiologyE’ il 21 settembre 1960: il cardiochirurgo americano Albert Starr impianta la prima protesi di valvola cardiaca, sviluppata insieme all’ingegnere idraulico Miles Lowell Edwards. Si tratta di una valvola meccanica, che assomiglia a una gabbietta per tappo da champagne. Trascorrono poco più di 7 anni. Il 3 dicembre 1967 l’equipe di Christiaan Barnard, a Città del Capo, esegue il primo trapianto di cuore umano al mondo. Sembra passata una vita, ma sono trascorsi meno di cinquant’anni. Da allora molta strada è stata percorsa da una disciplina che può essere considerata un paradigma dell’innovazione scientifica e tecnologica in medicina. Siamo, infatti, passati dall’introduzione della circolazione extra-corporea, e quindi dell’intervento ‘a cuore aperto’, a fine anni ‘50, all’avvento e al consolidamento, oggi, delle procedure minimamente invasive, delle protesi valvolari sutureless a impianto rapido, dei VAD (dispositivi di assistenza ventricolare, costituiti da pompe meccaniche che aiutano il cuore nell’attesa di un trapianto), del cuore artificiale.“Contemporaneamente si assiste a un ulteriore cambiamento epocale, legato all’evoluzione dei trattamenti medici, al miglioramento dello stile di vita, allo sviluppo della cardiologia interventistica e delle procedure percutanee: all’inizio degli anni 2000, in Italia, si effettuavano circa 70mila angioplastiche coronariche, oggi sono 146mila, con un raddoppio di interventi in 15 anni. Tra le opzioni di cura per le malattie cardiache si sono affermate tecniche interventistiche che prima non esistevano, come ad esempio l’impianto di valvola aortica per via transcatetere, la TAVI, nata nel 2002 e arrivata in Italia nel 2007: nel 2015, nel nostro Paese, sono stati trattati con questa metodica circa 3.500 pazienti”, spiega Francesco Musumeci, Direttore Cardiochirurgia e Trapianti di Cuore dell’AO San Camillo Forlanini di Roma e presidente eletto SICCH. “Come conseguenza, il fabbisogno di interventi cardiochirurgici è diminuito sul territorio nazionale: oggi se ne effettuano circa 50.000 l’anno, con una riduzione di circa il 10% rispetto a quanto avveniva 5-6 anni fa”, aggiunge.Un altro aspetto fondamentale è il profondo cambiamento del profilo clinico dei pazienti che vengono sottoposti ad intervento. Grazie al miglioramento delle tecniche e delle tecnologie, e al progressivo aumento dell’aspettativa di vita, chi va incontro alla cardiochirurgia oggi è più anziano, presenta un numero maggiore di comorbidità di tipo medico e problemi cardiaci più articolati: si assiste, quindi, a un sensibile incremento di interventi combinati, di maggiore complessità, come ad esempio la sostituzione valvolare più il bypass coronarico.Positivi sono i risultati clinici. Secondo i dati rilevati dal Programma nazionale esiti di Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la mortalità a 30 giorni per gli interventi di valvuloplastica o sostituzione di valvole cardiache è in continua diminuzione, dal 3,5% del 2008 al 2,9% del 2014; è stabile, intorno al 2,4%, la mortalità a 30 giorni per interventi di bypass aortocoronarico. “Tutto questo è indubbiamente reso possibile dal progresso scientifico, dalla messa a punto di nuove tecniche d’intervento, dalla disponibilità di tecnologie ultramoderne e di nuovi materiali”, prosegue Musumeci.Ne è un esempio la protesi valvolare aortica Inspiris Resilia, capostipite della nuova classe di valvole ‘resilienti’ sviluppata dai ricercatori e dai tecnici di Edwards Lifesciences, l’azienda fondata dall’inventore della protesi valvolare cardiaca impiantata da Starr, alla quale anche si deve la messa a punto delle valvole biologiche in tessuto animale.Questa nuova classe di valvole ha due caratteristiche. La prima è la costruzione con un nuovo tessuto, denominato RESILIA™– pericardio bovino trattato con una tecnologia brevettata – che gli garantisce caratteristiche di resilienza, ossia la capacità di resistere e adattarsi a ogni sollecitazione dinamica, e permette lo stoccaggio delle valvole in ambiente asciutto anziché immerse in un liquido di conservazione. “Il nuovo tessuto permette alla valvola, dal punto di vista pratico, di resistere meglio al processo di calcificazione e di avere migliori proprietà emodinamiche. Inoltre, il non dover lavare e preparare la valvola prima dell’intervento, per eliminare i residui del liquido di conservazione, semplifica e rende più rapido il lavoro in sala operatoria”, dice Musumeci.Seconda caratteristica è la tecnologia VFit, che le predispone la valvola, laddove in futuro se ne presentasse la necessità, all’alloggiamento ottimale di una seconda protesi impiantata con la procedura valve in valve. “Questa tecnica – spiega Musumeci – corrisponde all’inserimento per via percutanea di una protesi all’interno dell’altra, qualora la prima risulti, col tempo, a sua volta degenerata o danneggiata. Proprio grazie alla sua conformazione e alla capacità resiliente sarà possibile impiantare, nella prima, protesi valvolari di dimensioni più adeguate al bisogno”, chiarisce Musumeci.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Regione Lazio approva il “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

regione-lazio«Finalmente anche la Regione Lazio ha una legge che regolamenta le politiche sociali, un provvedimento che pone al centro la Persona quale titolare di diritti fondamentali a prescindere dalla cittadinanza, dal motivo di presenza nel territorio, dall’età e dalla regolarità della residenza».
Il direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci, esprime così apprezzamento per il lavoro svolto dalla Giunta e dal Consiglio regionale con l’approvazione – la scorsa notte – della proposta di legge 88 sul “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali”.Per il direttore della Caritas «si tratta di un ottimo passo avanti verso la definizione di una struttura normativa con la quale sarà possibile realizzare politiche integrate che eliminino la divisione dei beneficiari in categorie, ma che riconoscano come diritti per tutti l’assistenza sanitaria, l’alloggio, l’integrazione sociale e lavorativa, il diritto allo studio».
In particolare, monsignor Feroci ringrazia la Giunta e i consiglieri regionali per aver posto tra i beneficiari della “presa in carico” della rete integrata i soggetti più fragili «così come avviene naturalmente all’interno di ogni famiglia»: tra questi i minori, le vittime del gioco d’azzardo patologico e le persone con disagio psichico, in particolare quelle dimesse dagli ospedali psichiatrici giudiziari.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Interventi urgenti per garantire cure salva vita per epatite C a oltre 100.000 pazienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

epatite-CLettera aperta al Presidente del Consiglio
In nome e per conto di migliaia di pazienti affetti da Epatite C, con La presente vogliamo esprimere profonda preoccupazione per la grave situazione in cui versano almeno 100.000 pazienti che tuttora non posso accedere ai nuovi e potenti farmaci salva vita che curano l’epatite C nel 95-100% dei casi.
Il primo dei farmaci innovativi in oggetto è stato autorizzato nel Dicembre 2014, ma reso rimborsabile solo ed esclusivamente per i pazienti con malattia grave o gravissima, attraverso limitazioni di accesso decise dall’Agenzia del Farmaco.
Tali limitazioni furono elaborate sulla scorta di un presunto impatto economico “devastante”, calcolato sul costo medio per terapia, ma soprattutto su un numero di pazienti da curare ancora indefinito.
Il solo fatto che nessuna Istituzione pubblica abbia provveduto a stimare con precisione il numero di pazienti con epatite C da curare rappresenta un primo fatto sorprendentemente negativo e che impedisce la elaborazione di qualunque stima di investimento necessario nel breve e medio periodo per garantire la cura per tutti i pazienti.
A una tale mancanza, ha cercato di provvedere l’associazione EpaC onlus, che attraverso la raccolta delle esenzioni per patologia di tutte le regioni Italiane, ha tentato di stimare il numero totale di pazienti diagnosticati ed eleggibili a un trattamento antivirale, in circa 160/180.000.Se le nostre stime sono epatite C ospedale cardarelliveritiere, e in virtù di imminenti rinegoziazioni dei prezzi dei farmaci con le aziende farmaceutiche, è assolutamente fattibile un piano di intervento pluriennale sostenibile per garantire la cura a tutti, da subito.
Vogliamo sottolineare che altri Paesi al mondo hanno già deciso di non porre alcun limite di accesso alle cure per l’epatite C, come l’Australia, il Portogallo, Olanda, Croazia ed altri Paesi.Le limitazioni di accesso stanno generando una serie di storture e anomalie incredibili a cui stiamo assistendo da diversi mesi.
Parliamo del fenomeno del turismo farmaceutico, ovvero cittadini italiani che si recano nelle farmacie di Paesi come India, Marocco, Egitto per acquistare di tasca propria la formula generica di tali farmaci, disponibili per qualche migliaio di euro e altrettanto efficaci.Nei fatti, per quello che ci riguarda siamo in presenza della fine dell’universalismo sanitario, da più parti sbandierato, poichè lo Stato non è più in grado di garantire l’assistenza farmaceutica necessaria a un esercito di pazienti.
Eppure, Signor Primo Ministro,Ci viene detto che per curarci dobbiamo attendere che la malattia si aggravi, nonostante la letteratura scientifica e ogni elementare assunto sulla prevenzione, affermi chiaramente che le malattie infettive trasmissibili e cronico degenerative debbano essere bloccate e curate il prima possibile;ma, soprattutto, ci viene detto che non ci sono le risorse per curare tutti.Tuttavia nessuno sa quanti sono questi “tutti”.Vogliamo e pretendiamo che questa follia cessi.Noi, in rappresentanza di migliaia di pazienti affetti da epatite C, le chiediamo un intervento immediato per garantire la cura a tutti i pazienti attraverso uno stanziamento pluriennale ragionevole e che consenta all’Agenzia del Farmaco di eliminare immediatamente le restrizioni di accesso tuttora vigenti.

Posted in Cronaca/News, Lettere al direttore/Letters to the publisher, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Gli interventi delle Banche Centrali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2016

Banca europea per gli investimentiA cura di Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm. Dopo circa 10 anni durate i quali le banche centrali hanno operato per rimediare alla crisi finanziari che ha colpito l’economia globale, la fede degli investitori nell’efficace dei loro interventi ha iniziato a svanire negli ultimi anni. Il QE, i bassi tassi d’interesse, la strategia di comunicazione pubblica etc non sono stati risolutivi e gli investitori temono che banche centrali abbiano giocato tutte le carte in loro possesso per aiutare la crescita globale e generare inflazione. Inoltre, la lenta crescita economica, la mancata spinta inflazionista e i fattori di rischio esterni hanno portato i policymakers a rimanere sulla difensiva, come dimostrato in particolare nei primi mesi del 2016. Nell’ultimo periodo, come sintetizzato nella tabella sottostante, abbiamo assistito a diverse operazioni da parte delle banche centrali. Prime fra tutte, la Banca Centrale Europea (BCE) e la Bank of Japan (BoJ) si sono mostrate le più determinate nella lotta contro la deflazione e la stagnazione economica.
Il pacchetto di misure previste dalla BCE include un ulteriore taglio dei tassi d’interesse, una estensione del QE non solo nell’ammontare di titoli comprati ma anche nella tipologia di titoli comprati (oltre a titoli governativi, ora anche alcuni titoli obbligazionari societari potranno essere comprati) e di conseguenza un incoraggiamento verso la maggiore circolazione di denaro, spingendo le banche all’erogazione di nuovi prestiti.
Anche negli Stati Uniti, dove la situazione economica appare più solida, non mancano le preoccupazioni per una crescita globale lenta, come dimostrato della FED e della sua decisione di tenere invariati i tassi di interesse.
Emergono quindi temi comuni alle banche centrali globali accomunate dalla risoluzione delle medesime problematiche.
L’intervento delle banche centrali, nonostante sia la dimostrazione di un sostegno necessario ad un’economia che fatica a crescere, ha rinvigorito la fiducia degli investitori e influenzato i mercati. La volatilità sui mercati azionari e di credito negli ultimi anni è stata molto correlata con il tono usato dalle banche centrali. Un esempio recente è l’intervento a marzo della BCE, che annunciando l’espansione del suo piano di acquisto ha avuto un impatto enorme sul mercato delle obbligazioni societarie.
È importante sottolineare come anche la cosiddetta forward guidance (la strategia di comunicazione pubblica) sia a tutti gli effetti uno strumento di politica monetaria, tramite la quale una banca centrale regole le attese degli operatori economici. L’annuncio della BCE di nuove politiche hanno fatto, come è normale aspettarsi, indebolire l’Euro, che poi si è rafforzato in seguito alle parole di Draghi sul fatto che ulteriori tagli non saranno necessari. Le aspettative di tassi non in diminuzione hanno pesato più delle effettive politiche dispiegate.Si era osservata una reazione simile alle scelte della Boj di implementare tassi di interesse negativi, che contrariamente alle attese ha portato a un rafforzamento dello Yen.
Una chiara evidenza dei limiti delle politiche monetarie in atto che tuttavia, stanno sostenendo i mercati e la loro ripresa, dopo un inizio anno difficile.
Alcuni economisti non mancano di rimarcare il fatto che in fondo l’intervento della Bce è solo un palliativo, un modo per temporeggiare in mancanza di riforme strutturali efficaci. La ripresa economica non potrà che passare per i governi e il loro operato, meglio ancora se prima che l’effetto “palliativo” possa svanire.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Caso Libia e interventi militari

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

libia“Pensare che la situazione in Libia possa essere risolta con un intervento di terra senza mettere dei paletti ben precisi è fuori da ogni logica. È infatti impensabile mettere gli scarponi in quel territorio senza la seguente premessa: la presenza di un governo solido che, data la situazione, non può che essere di tipo federale prevedendo larghe autonomie a Cirenaica, Tripolitania e Fezzas. In un sistema federale di questo tipo saranno sia la Lega Araba che l’Unione africana, l’Ue, la Russia e gli Usa a volerne fare parte. E questo è un bene”.Lo dichiara l’on. di Area Popolare, Alessandro Pagano.“In Libia gli equilibri sono fragili e l’Occidente non può pensare di entrare in una terra così difficile come farebbe un elefante in una cristalleria… La nostra priorità – spiega Pagano – deve essere il depotenziamento del rischio che la presenza occidentale diventi il collante fra i Paesi arabi disposti ad annientare differenze e diffidenze pur di contrastare un nemico comune”.“Se il nostro Paese dovesse decidere di dare l’ok a un intervento militare dovrà essere pienamente consapevole che – conclude Pagano – i rischi per questo contingente, che sarebbe logico fosse a guida italiana, arriverebbero da due fronti: da parte dell’Isis e di fazioni contrarie al nuovo governo pronti a mettere in pratica attacchi terroristici e rivolte popolari da parte di chi si dice contrario alle scelte politiche/gestionali della nuova amministrazione. Alla luce di tali rischi è ovvio che i paletti cui abbiamo fatto riferimento in precedenza debbano essere insuperabili”.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Convegno sulla Prevenzione FICT

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

basilica san giovanni romaRoma 5 Novembre 2015 presso la Sala dell’Unicef di via Palestro 68, dalle ore 9,30 alle ore 16,00, Convegno: “Prevenzione nel nulla chimico… E se la chiamassimo educazione e promozione della connettività sociale?” in collaborazione con l’Istituto Superiore Universitario di scienze psicopedagogiche e sociali “Progetto Uomo” affiliato all’Università Pontificia Salesiana di Roma. La Federazione Italiana Comunità Terapeutiche da sempre pone al centro di ogni sua azione la centralità della persona e la promozione del benessere come azione preventiva. Tramite i suoi 44 centri federati riesce a mettere in campo in Italia un’ampia capillarità di interventi, coinvolgendo la famiglia, la scuola, gli oratori, le periferie, i luoghi di aggregazione giovanile e il mondo dello sport.
Come si legge dall’ultima Relazione annuale sulle tossicodipendenze al Parlamento, sebbene il momento preventivo sia riconosciuto come vitale, nel corso degli ultimi 8 anni, in Italia, si evidenzia una rilevante riduzione delle sue attività, passando dal 55,5% del 2007 fino al 18% nell’anno 2014. Altro dato significativo: gli istituti scolastici, che hanno attuato progetti di prevenzione all’uso di sostanze psicoattive, passano nel corso degli anni dal 58% nel 2008, al 50% nel 2011, a circa il 46% nel 2014. Mentre la prevalenza di cannabis, nell’ultimo anno, riferita dagli studenti, passa dal 23% nel 2007 al 26,4% nel 2014, come anche rilevante è l’uso di alcol e di psicofarmaci senza prescrizione medica nella popolazione studentesca. Il trend degli utenti in trattamento rileva un costante aumento delle persone tossicodipendenti assistite dai servizi pubblici del sistema sanitario nazionale. L’età media dei nuovi utenti è di 34 anni, di cui meno del 9% ha un’età compresa tra i 15 e i 19 anni. La diagnosi precoce, il riconoscimento tempestivo dei sintomi, l’anticipo dell’accesso ai Servizi rappresentano sicuramente importanti obiettivi preventivi. Ma, come riportato anche all’interno del titolo scelto per il convegno, nel nostro presente fatto di “nulla chimico”, una prevenzione attenta deve trascendere l’approccio esclusivamente medico, per connotarsi di aspetti educativi e formativi. Inoltre, nell’attuale realtà sociale va considerato che occuparsi di prevenzione significa non solo fare riferimento alle forme di dipendenza, ma anche di altre situazioni di disagio, che rappresentano i nuovi bisogni sociali emergenti: il contrasto all’illegalità, l’immigrazione, la protezione delle vittime di tratta, l’inclusione sociale, l’inserimento lavorativo.
Il Convegno approfondirà gli aspetti peculiari dell’azione educativa nel territorio, presentando alcuni modelli di riferimento e prassi operative consolidate. Spiega la dr.ssa Maria Calabrese, coordinatrice della Rete sulla prevenzione FICT: “Il metodo preventivo, la struttura e la professionalità degli operatori sono chiari; tuttavia, gli interventi di prevenzione dipendono per la quasi totalità da progettazioni a termine. La mancanza di continuità negli interventi realizzati rischia di vanificare il lavoro svolto, creando interventi spot, piuttosto che servizi stabili e verificabili nel tempo. Dal punto di vista territoriale, esistono grandi differenze sul nostro territorio nazionale, sia nel servizio pubblico che nel privato, creando un’eterogeneità nelle possibilità di intervento ed una struttura a macchia di leopardo. Le Associazioni che operano nella prevenzione sono costrette, a volte, a rispondere alle esigenze e alle richieste dei propri territori adattandosi alle possibilità offerte e alle esigue risorse; oltre che agendo innanzitutto in forme di volontariato e di gratuità. Per questo è fondamentale creare reti territoriali in cui le istituzioni, le associazioni e i servizi dialoghino e si confrontino a livello nazionale e locale, in cui diventi centrale anche il contributo di una visione politica. Una prevenzione alle dipendenze che basa tutte le sue intuizioni e le sue azioni attraverso il solo paradigma della cura e rimane orfana di una visione politica, intesa come attenzione al ben-essere della popolazione – afferma – è una visione riduttiva del senso di partecipazione sociale alla comunità. Pertanto, lo scopo di questo incontro è di far nascere domande che aprano a nuovi modi di pensare e di leggere i bisogni emergenti per tracciare possibili risposte metodologiche, culturali, educative e politiche di promozione alla salute.” Interventi:
Saluti: Consigliere Patrizia De Rose – Dipartimento Politiche Antidroga , Sac. Mimmo Battaglia – Presidente FICT e il prof. Nicolò Pisanu – Presidente Istituto Progetto Uomo. Relatori: Marica Ferri – EMCDDA, Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Lisbona, Franca Olivetti Manoukian – Psicosociologia, consulente di organizzazione dei servizi – Studio APS, Milano, Francesco D’Angella – Psicosociologo Studio A. P. S. di Milano. Ci sarà inoltre una tavola rotonda dal titolo: “Dove sta andando la prevenzione? Pre-visioni, pre-testi e pre-supposti” a cui parteciperanno: Maria Calabrese – FICT; Mario Dondi – Istituto Progetto Uomo; Leopoldo Grosso – Gruppo Abele; Riccardo De Facci – CNCA; Franco Taverna – EXODUS. Prenderà parte alla tavola rotonda anche la dr.ssa Filomena Rocca, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, MIUR.

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Screening per la preeclampsia, nel primo trimestre di gravidanza ha limitata utilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

test screeningI test di screening per la preeclampsia svolti nel primo trimestre di gravidanza hanno un basso valore predittivo positivo, e non ci sono prove che il loro svolgimento porti a risultati migliori. Questo, almeno, è il parere di una commissione di esperti dell’American College of Obstetricians and Gynecologists appena pubblicato sulla rivista Obstetrics & Gynecology. Nella preeclampsia compaiono ipertensione e proteinuria che possono manifestarsi dopo la 24° settimana di gestazione, causando ritardo dello sviluppo fetale, distacco di placenta, insufficienza renale, edema polmonare, emorragia cerebrale e convulsioni. «Raccogliere una dettagliata anamnesi per valutare i fattori di rischio è attualmente l’unico approccio di screening consigliato per la preeclampsia, e dovrebbe rimanerlo finché gli studi in corso non avranno dimostrato che l’aspirina o altri interventi riducono l’incidenza di della malattia nelle donne ad alto rischio individuate sulla base dei test predittivi svolti nel primo trimestre, che includono la velocimetria Doppler e la misurazione dei livelli sierici di PlGF (Placental Growth Factor) e PAPP-A (Pregnancy Associated Protein A)» scrivono gli esperti, puntualizzando che in precedenti ricerche basse dosi di aspirina hanno dimostrato di ridurre la grave preeclampsia e altre complicazioni nelle gravide che hanno iniziato la terapia prima di 16 settimane, ma questi studi utilizzano fattori di rischio clinici per identificare le donne che potrebbero beneficiare del trattamento. «I test di screening, invece, dovrebbero in teoria consentire ai medici di fornire alle loro pazienti una maggiore sorveglianza o terapie preventive, ma in pratica non ci sono prove che migliorino la prognosi» riprendono gli autori dell’articolo. E concludono: «Per raggiungere valori predittivi positivi sufficienti a un’esauriente valutazione del rischio i futuri test di screening dovrebbero avere sensibilità e specificità ben al di sopra di quanto attualmente realizzabile». (Fonte doctor33)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »