Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘intervista’

Storace sui ministeri al Nord

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

“E’ La Russa che sta esagerando. Dovrebbe appartenere alla mia stessa scuola di pensiero, ovvero dovrebbe sostenere l’unità della Nazione. Anche La Russa dovrebbe capire che i ministeri sono a Roma non per fare un favore a chi ci abita, ma perchè Roma è la Capitale d’Italia. Se pensa che questo sia sbagliato, allora cambi l’articolo della Costituzione e dica che la Capitale è a Milano, Torino, o dove gli pare. E si ricordi che ci rimprovera di fare ciò che ha sempre fatto anche lui”. L’ha detto il leader de la Destra Francesco Storace in un’intervista rilasciata al giornale online Clandestinoweb.com.Leggi l’intervista completa: http://www.clandestinoweb.com/in-primo-piano/10869-intervista-a-storace-la-russa-ci-rimprovera-cio-che-ha-sempre-fatt.html

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Amministrative, intervista a Vannino Chiti (pd)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

“Io penso che sul piano nazionale sia necessario uno sforzo per portare sul terreno della politica i grandi temi che stanno a cuore ai cittadini, quegli stessi temi che il centrodestra non ha affrontato: il lavoro, lo sviluppo, l’energia, la riforma del Wellfare, l’istruzione, la riforma dell’istituzione della legge elttorale, il fisco. Al centro della nostra attenzione metteremo i tempi concreti, incalzando la maggioranza di governo e costruendo su questi temi concreti, insieme ai cittadini, un programma alternativo in vista delle politiche. Come Pd abbiamo il dovere di unire il centrosinistra e confrontarci con il Terzo Polo per cercare di aprire un dialogo”. L’ha detto il senatore del Partito Democratico Vannino Chiti al giornale online Clandestinoweb.com

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Elezioni amministrative: parla Miccichè

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Mag 2011

“Credo che il Pdl non abbia capito nulla, continua a pensare come i malati che fanno finta di non esserlo e muoioni pur di non andare dal medico. Se il Pdl si rendesse conto delle malattie che ha, risolverebbe tanti problemi. Io non so qual è la soluzione, ma di certo devono fare analisi serie, si devono chiedere perche’ Forza del Sud è diventato un partito autonomo mentre prima era nel Pdl. E voglio sottolineare che io non auspico un Pdl malato: per poter portare risultati al sud devo essere al Governo, quindi voglio che il Pdl goda di ottima salute!”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Micciche’ in un’intervista esclusiva a Clandestinoweb.com.

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Amministrative Milanesi: la Moratti può farcela

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Mag 2011

“L’errore è a monte. La Moratti era in testa e quando si è in testa si deve evitare di attaccare il proprio avversario. Il primo errore è stato porre le dieci domande a Pisapia, perche’ non è nel nostro stile, non siamo abituati ad attaccare i nostri avversari”. Lo ha detto il deputato Pdl Giorgio Stracquadanio in un’intervista esclusiva rilasciata al giornale online Clandestinoweb.com
L’onorevole ha poi aggiunto: “L’altro sbaglio è che questo ha portato come conseguenza un confronto elettorale che andava rifiutato: quando un sindaco uscente ha tanti contendenti non ha bisogno di confrontarsi con loro. E infine, se si voleva ricordare il passato politico di Pisapia, non doveva usare l’arma giudiziaria, ma dimostrare che Pisapia nascondeva alla città la sua vera identità. L’attacco della Moratti è stato fatto con atti giudiziari e non politici, e questo è apparso come uno snaturamento delle nostre abitudini. Non si deve mai dare così tanta evidenza all’antagonista perchè si rischia di farlo diventare una vittima. Ed è possibile che questi errori li abbiamo pagati all’apertura delle urne”.

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Chiara Moroni al Clandestinoweb

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

Intervista a Chiara Moroni: chi lascia fli è in malafede. Le defezioni in Futuro e Libertà sembrano non intaccare i voti del partito. E’ quanto dicono i sondaggi in questi giorni. ma qual è il punto di vista di Fli? Ne abbiamo parlato con l’onorevole Chiara Moroni nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata in al Clandestinoweb. Onorevole Moroni, alla luce delle parole odierne di Fini (“Fli non muore), come commenta l’attuale situazione di Fli? “Fini ha solo ribadito un concetto espresso ormai tante volte. A Mirabello disse che “da questo progetto non si torna indietro”, a Bastia Umbra disse che Futuro e Libertà cominciava una esperienza innovativa, a Milano ha confermato che il progetto non è negli uomini, ma nelle idee e nei progetti che gli uomini riescono a realizzare”. Il sondaggista Mannheimer proprio oggi ha precisato che Fli perdedeputati ma non voti. Ritiene realistica questa affermazione? “I sondaggi sono utili per comprendere quali espressioni e considerazioni si stabilizzano negli elettori. Poi, come è ovvio chesia, durante la campagna elettorale possono modificarsi di molto. Diciamo che Fli naviga in ottime acque. Non è un problema di uomini, ma – lo ripeto – di idee e progetti. Chi se ne va non crede in queste idee e progetti o, come lo stesso Fini dice, è in malafede”. Quali pensa che siano in questo momento gli orizzonti e i limiti di Futuro e Liberta’? “Un partito come Futuro e Libertà non pu porsi limiti. Il nostro obiettivo non è abbattere Berlusconi o il berlusconismo. Noi siamo già oltre Berlusconi”.

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Lucio Battisti: La vera storia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Lucio Battisti

Image via Wikipedia

Roma 8 gennaio ore 18.30 Via Reggio Emilia 89, Libreria L’Argonauta Presentazione del libro Lucio Battisti: La vera storia dell’intervista esclusiva (Coniglio editore – pp. 174 – € 14,50) di Renato Marengo Introduce e coordina: Dario Salvatori Enrico Di Troia leggerà alcuni brani dell’opera Intervento di ospiti musicali a sorpresa http://www.librerialargonauta.com
Sono oltre 50 i libri pubblicati su Lucio Battisti e in quasi tutti viene citata quella che fu l’unica, o per lo meno la più esaustiva intervista da lui mai rilasciata, in seguito alla quale il cantautore di Poggio Bustone, a parte un’intervista per la TV svizzera e una per la radio, non rilasciò più dichiarazioni alla stampa. La storia di questa intervista, con i suoi retroscena – tra aneddoti e contesti che descrivono un momento importante della musica leggera italiana – è ricordata ora dal giornalista e produttore musicale Renato Marengo che nel 1974 riuscì a superare la barriera di silenzio che avvolgeva Battisti ormai da tempo, trascorrendo con lui cinque giorni al “Mulino”, sede degli storici studi discografici della Numero 1 dove Battisti stava registrando Anima latina: dialogarono di tutto, ma soprattutto di musica.
Lucio Battisti: La vera storia dell’intervista esclusiva, edito da Coniglio editore è già diventato un cult non solo per gli operatori del settore, ma per quei giovani che vogliono scoprire un “altro” mondo e quelle persone mature che hanno bisogno di rinverdire il tempo che fu.
Renato Marengo (Vibo Valentia, 1943), operatore culturale tra i più noti del settore musicale, è giornalista, scrittore e autore radiofonico e televisivo. I suoi interessi spaziano da sempre dalla musica contemporanea al rock, dal mondo delle immagini all’etno, al progressive, scoprendo e promuovendo sin dagli anni Settanta la migliore musica italiana di avanguardia.  In radio e in televisione è autore di numerosi programmi di successo della Rai realizzando (tra gli altri) il Concerto per Demetrio Stratos, speciali su John Cage e sul rock italiano.
Ha pubblicato diversi libri sulla musica italiana e napoletana, come Song ’e Napule (1998) e l’Enciclopedia del pop-rock napoletano (2003), entrambi scritti con Michael Pergolani con il quale da 10 anni è autore e conduttore di Demo, programma “cult” di Radio1 RAI.

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Governo: intervista a Della Vedova (fli)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

“Se Berlusconi vuole andare alle elezioni, andiamoci pure”. Benedetto Della Vedova, portavoce nazionale di Futuro e Libertà, sceglie il Clandestinoweb per fare il punto della situazione dopo la sconfitta della mozione di sfiducia presentata alla Camera contro il governo. E sulla richiesta di dimissioni del premier fa retromarcia: “Questo lo chiedevamo prima. Adesso non abbiamo più ragione di chiederlo. D’ora in poi saremo un forza di opposizione nell’ambito del centrodestra”. Onorevole quale scenario si apre ora e che cosa chiede al governo Futuro e Libertà? “Futuro e Libertà non chiede nulla al governo. Da Perugiaè ormai chiara la chiusura di questa esperienza e quella di ieri rappresenta una ulteriore tappa dell’esaurimento dell’esperienza Berlusconi. Il nostro problema sarà solo quello di metabolizzare questa sconfitta nelle prossime 24/48 ore. Il governo intanto esce ulteriormente indebolito e privo di una maggioranza forte sul piano parlamentare. Noi continueremo a costruire Futuro e Libertà per offrire agli elettori di centrodestra la possibilità di sostenere e votare una destra liberale e tollerante, che guardi all’esperienza del centrodestra europeo”. Lei crede ancora che il premier debba dimettersi? “Questo lo chiedevamo prima. Adesso non abbiamo più ragione di chiederlo. Berlusconi ha scelto di resistere. D’ora in poi saremo una forza di opposizione nell’ambito del centrodestra”. E il Terzo polo? “In futuro vedremo. Sicuramente vogliamo lavorare insieme ad altre forze per guardare al futuro”. Ieri l’onorevole Polidori ha votato con Berlusconi. Si pu parlare di tradimento? “Io non parlo di tradimento. Non uso questa parola. La Polidori ha fatto un perdonabile errore politico e credo che abbia sottovalutato gli effetti di una decisione presa all’ultimo secondo, arrivando addirittura al voto di fiducia al governo”.
Il ministro Maroni ha chiesto a Berlusconi di allargare la maggioranza altrimenti si andrà al voto. “Che la fiducia di pochi voti avrebbe consentito a Berlusconi di chiedere le elezioni era nelle cose. Adesso però un problema di Berlusconi. Se il premier vuole andare al voto allora andiamoci pure”. (intervista rilasciata al Clandestino)

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Renato Marengo Lucio Battisti

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

La vera storia dell’intervista esclusiva con un saggio di Gianfranco Salvatore Coniglio Editore (pp 174 – € 14,50) Dal 25 novembre in tutte le librerie italiane Sono oltre 50 i libri pubblicati su Lucio Battisti e in quasi tutti viene citata quella che fu l’unica, o per lo meno la più esaustiva intervista da lui mai rilasciata, in seguito alla quale il cantautore di Poggio Bustone, a parte un’intervista per la TV svizzera e una per la radio, non rilasciò più dichiarazioni alla stampa.  La storia di questa intervista, con i suoi retroscena – tra aneddoti e contesti che descrivono un momento importante della musica leggera italiana – è raccontata ora dal giornalista e produttore musicale Renato Marengo che nel 1974 riuscì a superare la barriera di silenzio che avvolgeva Battisti ormai da tempo, trascorrendo con lui cinque giorni al “Mulino”, sede degli storici studi discografici della Numero 1  dove Battisti stava registrando Anima latina: dialogarono di tutto, ma soprattutto di musica. La vera storia dell’“intervista esclusiva” e di quello strano e intenso incontro (Marengo non era un “battistiano” e sicuramente preferiva il rock alle rime romantiche di Lucio) viene per la  prima volta raccontata in questo libro dallo stesso Marengo, con dovizia di particolari, con dichiarazioni inedite dell’artista e con l’ausilio di coloro che furono testimoni di quel memorabile incontro: Claudio Pascoli, Alberto Radius, Toni Esposito, Claudio Bonivento, Dario Salvatori e Cesare Montalbetti.  Si tratta di una testimonianza storica relativa ad un momento importante nella vita di Battisti in cui la sua musica, ma anche il suo atteggiamento verso il pubblico e verso la vita, subirono una radicale trasformazione: “L’anima gli stava diventando latina” – afferma Marengo- ed io  ero lì con lui proprio mentre questo avveniva e la cosa mi stupiva e mi coinvolgeva”. Il libro è preceduto da un lungo saggio del musicologo Gianfranco Salvatore, uno dei massimi studiosi di Lucio Battisti, che scompone e ricompone i 9 brani di Anima latina, il disco che rappresentò una mutazione e una maturazione nel suo stile oltreché una svolta nel modo di fare musica in Italia.
Renato Marengo (Vibo Valentia, 1943), operatore culturale tra i più noti del settore musicale, è giornalista, scrittore e autore radiofonico e televisivo. I suoi interessi spaziano da sempre dalla musica contemporanea al rock, dal mondo delle immagini all’etno, al progressive, scoprendo e promuovendo sin dagli anni Settanta la migliore musica italiana di avanguardia.
Leader del movimento musicale Napule’s Power, ha prodotto molti dischi della scena rock napoletana innovativa, portando al successo artisti come Edoardo Bennato, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Toni Esposito, Musicanova di Eugenio Bennato, Teresa De Sio, Concetta Barra, Roberto De Simone,  Antonio Infantino, ma anche musica d’avanguardia e contemporanea come Opus Avantra, Schoenberg Kabarett e Luciano Cilio. Ha diretto settimanali e mensili di cultura visiva, di musica e di comunicazione ed ha collaborato con alcuni tra i maggiori quotidiani e periodici italiani di musica, tra cui “Ciao 2001”. (lucio battisti)

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Giorgio Stracquadanio a Radio 24

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

“Con Berlusconi è tutto chiarito e ha concluso la telefonata dicendomi ti abbraccio” E’ quanto dichiara il deputato del Pdl, Giorgio Stracquadanio a Radio 24 commentando la nota di Berlusconi uscita in seguito alla pubblicazione della sua intervista sul Corriere della Sera e prosegue “C’e stato un eccesso di sensibilità di amici che sono comprensibilmente in una situazione di fibrillazione e hanno chiamato il Premier per protestare”. Poi alla domanda di Cruciani se i Finiani sono dei traditori il deputato del Pdl risponde:  “Hanno rotto il patto con gli elettori e oggi stiamo discutendo di un partito che non ha un voto. Qualsiasi governo senza Berlusconi è un colpo di stato, è un golpe perché è un rovesciamento della volontà popolare che non passa attraverso la volontà popolare. Qualsiasi governo se non passa dalle urne non è legittimato dal popolo. Il patto con gli elettori era Berlusconi come premier. E la gente questo ha votato”.E conclude ai microfoni della zanzara di Radio 24: ” Io non ho giurato sulla Costituzione e da parlamentare non sono tenuto a giurare. A me interessa la legittimazione politica delle decisioni che è più importante della Costituzione”

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Clandestinoweb intervista Matteo Renzi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2010

Di Miriam Giangiacomo – Trasparenza, legalità, fiducia, libertà, speranza. Sono le parole chiave intorno alle quali ha ruotato ‘Prossima fermata Italia’, la convention dei cosiddetti ‘rottamatori’ del Pd, promossa dal sindaco Matteo Renzi e dal consigliere regionale lombardo Pippo Civati.
La rottamazione in questione, ovviamente, non è quella delle persone, ma delle “carriere di chi è lì da 30 anni e non ha risolto i problemi, perché ricambio generazionale e idee nuove sono ‘una priorità’ per la politica italiana, in particolare nel Pd”. Con queste premesse si è svolta l’affollata tre giorni durante i quali si è simbolicamente assediato il Palazzo del Pd, nonostante le rassicurazioni di Renzi: “Noi non siamo un pericolo per il Pd e abbiamo unito, non diviso, non faremo correnti o spifferi, abbiamo fatto una cosa inedita ed entusiasmante e abbiamo dimostrato che la politica non è una parolaccia”. E riguardo al grande assente, Bersani, Renzi ha precisato: “Al segretario voglio dire tre cose: lui ci dice ‘amate la ditta’ e noi amiamo la ditta, anche se questa parola non mi piace, ma diciamo non facciamola fallire, la ditta. Ci dice che pretende rispetto e noi abbiamo rispetto, lo stesso rispetto che è mancato a chi è venuto qui a Firenze a dire che il sindaco di questa città è un maleducato (riferendosi alla senatrice Anna Finocchiaro, ndr). Ci dice che bisogna rispettare il solco, ma quel solco non deve diventare una fossa: al passato dobbiamo dire grazie, al futuro diciamo sì. Il futuro lo pretendiamo. Del resto non chiediamo posti, ma senza chiederli ce li prenderemo da soli: ci mettiamo in gioco perchè abbiamo sogni concreti da condividere”.
In contemporanea con la vostra si è tenuta la convention di Fini. Dopo la sua richiesta di dimissioni al premier pensa che si apriranno nuovi scenari per il Governo? “Credo che tutto si risolverà nel solito giochino per addetti ai lavori, un rito da Prima Repubblica. Non so dire se sarà una cosa seria o la solita ‘ammuina’. Io credo che Fini tenterà di dimostrare che Berlusconi non è autosufficiente. Giocheranno fino all’ultimo a capire chi dei due rompe, a chi rimane con in mano il cerino. Comunque la mia opinione è chiara: penso che il Partito democratico con Gianfranco Fini non dovrebbe avere nulla a che spartire. In caso di elezioni anticipate, il Pd dovrà essere pronto perché un partito che sta all’opposizione non deve far altro che farsi trovare pronto per quando si va a votare. E dobbiamo provare a vincere perché per il momento ci siamo specializzati solo nel vincere le primarie”.

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Il Copasir invita Berlusconi a riferire

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2010

“Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, deve assoggettarsi a quelli che rappresentano degli obblighi imposti dalla legge, senza nessuna riserva. Se i soldi dei contribuenti vengono utilizzati in maniera impropria, solamente per soddisfare i suoi vizi, certamente i cittadini hanno il diritto di saperlo”. Dura la replica del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, nell’esprimere il suo parere in merito all’invito a riferire rivolto al capo del Governo dal Copasir.  Durante un’intervista rilasciata sul canale La7 dal presidente dell’organo di controllo dei servizi segreti, Massimo d’Alema, al direttore del Tg Enrico Mentana, l’esponente del PD sottolinea come il presidente del Consiglio non abbia intenzione di presentarsi di fronte al Parlamento e di come al contrario ci sia un legge vigente che lo impone. Questa legge stabilisce il diritto e il dovere da parte di tale organo di convocare il premier, che tuttavia in questi anni si è dimostrato un po’ refrattario alle ripetute convocazioni fatte pervenire anche dall’ex presidente Francesco Rutelli. L’invito rivolto dall’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro è chiaro: “Questa non è l’Italia che vogliamo, è necessario che il presidente del Consiglio attui un drastico cambiamento di stile di vita evitando di abusare dei mezzi messi a disposizione dai cittadini. Oltretutto questi atteggiamenti distolgono l’attenzione su quelle che sono le reali tematiche, come la sanità o il lavoro,  che in questo momento preoccupano non poco il nostro Paese”. Soldà aggiunge anche, in tono sarcastico e quasi provocatorio, che “l’unico vizio che forse non graverebbe sul bilancio dello Stato e che eventualmente si potrebbe concedere al presidente Berlusconi è al massimo quello della sigaretta”.

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La democrazia in Bosnia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Roma 7 ottobre alle 18,15 Istituto della Enciclopedia Italiana – Palazzo Mattei di Paganica – Sala Igea Piazza della Enciclopedia Italiana, 4   Incontro pubblico con il card. Vinko P Uljic, arcivescovo di Sarajevo “In Bosnia occorre uno Stato dove ci sentiamo tutti a casa, non uno Stato con cittadini diseguali. Pensiamo che è possibile vivere insieme ai musulmani. Tanti del popolo semplice, quando vado in cattedrale a piedi, mi salutano. Sono musulmani.
Il clima di tensione viene dai media e dalla politica. Sono parole del Card. Puljic contenute nel libro Cristiani a Sarajevo (Paoline) una lunga intervista che l’Arcivescovo di Sarajevo, ha rilasciato a Roberto Morozzo della Rocca, docente di Storia dell’Europa Orientale.
In Bosnia-Erzegovina nel 1991, alla vigilia della guerra originata dal processo di dissoluzione della Jugoslavia, i cattolici erano 820.000, il 17% della popolazione. Oggi sono appena 460.000, il 9% degli abitanti. Al contempo i serbi sono passati dal 33% al 37% e i musulmani sono giunti nel 2005 a superare il 50% della popolazione, pervenendo quindi alla maggioranza assoluta. Che cosa è accaduto nella città un tempo luogo di pace, di dialogo, di integrazione e di convivenza pacifica? Partecipano all’incontro: Marco Impagliazzo , Presidente della Comunità di Sant’Egidio Antonio Zanardi Landi  Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Gianni V Alente, Giornalista di 30Giorni Alberto Bobbio, Giornalista di Famiglia cristiana. Saranno presenti: Il Card. Vinko P. Uljic, Arcivescovo di Sarajevo R Oberto Morozzo Della Rocca , Curatore del libro.

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L’intervista di clandestino web a Bocchino

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Di Alessandra Lanzi. All’indomani del voto sull’uso delle intercettazioni a carico dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino, il capogruppo di Fli a Montecitorio, Italo Bocchino sceglie il Clandestinoweb per fare il punto della situazione. E sul voto ai 5 punti di Berlusconi previsto per il 29 settembre alla Camera: “Saremo determinanti”
D. Sono 308 i parlamentari che hanno votato contro la richiesta dell’autorizzazione all’uso delle intercettazioni. I conti non tornano e qualcuno ha parlato di franchi tiratori all’interno di Fli.
R. ”Ritengo sia un’analisi errata. I franchi tiratori sono per eccellenza trasversali, ma sono convinto provenissero soprattutto dalle file del centrosinistra” Il voto di oggi rappresentava la prima prova di compattezza della maggioranza. “La prima prova è stata contraddistinta dalla richiesta di voto segreto, una pratica inusuale per la maggioranza. Si è dimostrato che senza Fli il governo non ha la maggioranza in Parlamento, perché senza il voto segreto sarebbe andato sotto”
D. Come ci si sente a votare con l’opposizione?
“Non era un voto contro il Governo, sia chiaro. Noi di Futuro e libertà siamo stati coerenti, e abbiamo ribadito la posizione legalitaria che ci appartiene da sempre?
D.E il 29 settembre? Sarà fiducia al premier?
R. Certamente, come ho sempre annunciato. Sulla fiducia al governo non ci saranno  sorprese
D. Berlusconi è convinto che avrà alla Camera almeno 316 deputati a favore escluso il gruppo di Futuro e Libertà e quindi di non essere nelle mani di Gianfranco Fini.
D. Noi invece riteniamo che saremo determinanti. E la votazione di oggi lo conferma. Vedremo il 29 Settembre?.
D. Intanto secondo i recenti sondaggi siete in crescita (Crespi vi dà al 7,5% nelle intenzioni di voto).
R. “Siamo ottimisti, anche considerando che il partito non è ancora nato. Abbiamo una fila interminabile di persone che vuole aderire al nostro progetto politico, tantissimi giovani, e quindi non possiamo che essere fiduciosi”.
D. Il presidente della Sicilia Raffaele Lombardo ha annunciato martedì il suo quarto governo regionale, formando un esecutivo tecnico centrista allargato al Partito Democratico.
R. “Non è un Governo centrista, ma è quello scelto liberamente dagli elettori, che premiarono Lombardo con una percentuale altissima. E noi intendiamo restare fedeli al mandato popolare”.
(Alessandra Lanzi)

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Intervista del Clandestinoweb: Micciché

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2010

Intervista di Alessandra Lanzi (stralcio). Miccichè sceglie il Clandestinoweb, per parlare della nascita del nuovo Partito siciliano. E precisa: “Voglio fare una premessa. Di là del mio disagio nel PdL, noi stiamo correndo un rischio per il Sud a causa dell’alleanza tra il PdL e la Lega. E la nostra gente non crede che questa alleanza, lavori per gli interessi del Sud. Con l’uscita di Fini e la rottura di Casini, se dovessimo andare alle elezioni ora, lasceremmo l’elettorato del Sud completamente nelle mani di gente che sfrutterebbe l’opportunità elettoralmente e basta. L’elettorato del Sud non può affidarsi alla Lega. Noi vogliamo lavorare per gli interessi del nostro territorio. Questo tipo di messaggio non lo può passare Bossi e neanche il PdL che, oggettivamente, è a trazione nordista. E’ l’inizio di un nuovo percorso”.
Alla domanda della Lanzi su quali sarebbero i progetti del Partito siciliano Miccichè risponde:
“Voglio chiarire un concetto. Noi non abbiamo alcuna intenzione di lasciare Berlusconi. Rimarremo nel PdL fino a fine legislatura. Vogliamo costruire qualcosa da offrire al centrodestra, affinché possa occupare uno spazio nella politica territoriale. Il nostro obiettivo è rafforzare Berlusconi, non certo logorarlo”.
D. Possiamo parlare di una Lega Sud?
“Si’. Ma deve nascere dall’unione delle regioni del Sud, mosse dalla stessa idea. Ricordiamoci che prima è nata la Lega Veneta e poi si è arrivati alla Lega Nord. E’ per questo che faccio appello alle classi dirigenti delle regioni del Sud affinché possano valutare la stessa idea che abbiamo avuto noi, nelle loro regioni. Solo così, tutti insieme, potremo pensare a una Lega Sud”.
D. Ha avuto un colloquio con Berlusconi a Taormina. Che cosa ne è uscito fuori?
“Noi stiamo facendo qualcosa di positivo che conviene a Berlusconi. E infatti il premier ha capito che si tratta di un opportunità. E’ incuriosito da questo tipo di iniziativa”.
D. Ha chiesto al premier il permesso di fondare il nuovo partito?
“No. Non è necessario. Anche perché il processo che abbiamo iniziato è irreversibile”.
D. Ha intenzione di presentarsi solo alle elezioni regionali o anche a quelle politiche?
“A livello regionale sicuramente. Dopo la separazione del gruppo di Fini dal PdL è arrivato il momento di partire da soli. Per pensare invece di presentarsi a livello nazionale bisogna costruire un unione delle regioni del sul prima”.
D. Si prevede Un accordo con l’Mpa di Lombardo?
“E’ escluso. Via dal governo Lombardo. Siamo in antitesi”.
D. Secondo lei il governo Lombardo andrà avanti in Sicilia o si andrà alle elezioni del nuovo Presidente? “Credo che in un paese normale non gli sarebbe consentito andare avanti. Ma non siamo un paese normale. Secondo me andrà avanti perché i parlamentari della regione non vogliono essere mandati a casa. Io spero oggi che il governo Lombardo continui così per un po’intanto noi avremo il tempo per crescere”.
D. Cosa pensa dei deputati dell’Udc Sicilia, tra cui Cuffaro, che vogliono stare con Berlusconi e contestano Casini?
Al di là delle singole persone, in Sicilia è assolutamente antistorico allearsi col Pd. Ed è per questo che i finiani perderanno tutto l’elettorato. La gente per strada me lo ripete tutti i giorni: “con la sinistra mai”. Che Casini pensi di costringere uomini come i siciliani di lavorare a un alleanza con la sinistra è una totale follia. Questa è la fine per Casini così com’è la fine per il presidente della Camera. Se Fini pensa di stringere un’alleanza col Pd qui in Sicilia sbaglia.

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Brunetta e gli Italiani da Roma in giù

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2010

Il ministro Brunetta con una frase ad effetto, in un’intervista al Giornale, ha definito Napoli, Caserta e la Calabria come “un cancro” che non permette all’Italia di svilupparsi. Questo passaggio ha provocato, com’era presumibile, le reazioni dei diretti interessati. La risposta, anche autorevole, come quella del vescovo di Acerra non è mancata bollando il ministro con una sola parola: “spaccone”. Noi vi aggiungiamo la sua scarsa memoria storica e ci rammarichiamo che non ha colto l’occasione per tacere su un argomento che riapre drammaticamente molte ferite e non certo in favore di quel Nord che vuole guardare con aria di sufficienza il resto del paese. Se andasse a sfogliare le pagine di storia, che sembra abbia dimenticato, saprebbe che il Regno Borbonico era più prospero del nord del paese. Che la questione meridionale fu a lungo dibattuta in sede parlamentare (vedesi la documentazione agli atti) a cavallo tra il XIX e i ventesimo secolo, ma invano, per l’avidità del Nord che scelse la strada della distruzione sistematica dell’economia del sud per favorire quella del Nord. E ancora con la farsa della Cassa del Mezzogiorno dei primi anni dell’Italia repubblicana dove si fingeva il finanziamento alle imprese del nord che trasferivano le loro attività industriali al Sud, ma che, in effetti, erano più interessate ad incassare i contributi a fondo perduto dopo una breve visitina nel paese del sole. Le banche, a loro volta, fecero il resto trasferendo i risparmi dei meridionali al Nord per finanziare quelle imprese. Non solo. Negli anni sessanta vi aggiungemmo il meglio delle nostre risorse umane che emigrarono al nord bisognoso di manodopera. Persino la malavita organizzata del Sud servì a certi settori dell’economia del Nord per procurarsi fondi per prosperare e i numerosi intrallazzi e connivenze che, un poco alla volta stanno affiorando, lo dimostrano ampiamente. E non certo ultimo, in ordine di tempo, ricordiamo i fondi fas utilizzati impropriamente per pagare le quote latte del nord, per finanziare i trasporti del lago di Garda e i disavanzi delle ferrovie dello stato, per risanare i buchi di bilancio del comune di Roma e Catania (gestione Scapagnini,pdl) e per la copertura finanziaria dell’abolizione dell’ici, il meridione avrebbe avuto a disposizione 50 miliardi negli ultimi 2 anni. Ma di una cosa il ministro ha ragione. Il cancro che corrode il paese c’è ed è una classe politica meridionale incapace di rispondere alle reali esigenze dei territori che pretende di rappresentare e di amministrare. Dovrebbe, semmai, chiedersi, il ministro, il perché di tanta rassegnazione, di tanta pazienza dei meridionali: Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Noi una proposta ce l’avremmo: perché i tanti iscritti meridionali al Pdl non scendono in piazza e fanno un falò delle loro tessere di partito? E’ questo e non altro il vero cancro del Paese. (Riccardo Alfonso e Girolamo Foti  del MoVimento On)

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Napoli (Pdl) tira per la giacca il Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

“Siamo costretti a constatare, per la seconda volta in meno di una settimana, che il vicepresidente dei deputati del PDL, Osvaldo Napoli, ha una concezione tutta sua, ed evidentemente bizzarra, della democrazia parlamentare. Ma che vuol dire che il presidente Napolitano deve fare, testualmente, ‘sintesi fra le funzioni che la Costituzione gli assegna e la volontà degli elettori’? Nell’intervista di oggi Napolitano non ‘mette il carro davanti ai buoi’ come irresponsabilmente dice Napoli, ma, con la consueta e pacata intelligenza, ci dimostra di saper cogliere e rappresentare autorevolmente  il comune sentire degli italiani. La severe condanna di un approccio torbido alle relazioni politiche e a volte istituzionali è di fatto non solo l’espressione del Capo dello Stato, ma l’interpretazione autentica di ciò che pensano gli italiani. Ritenere di poter lucrare qualche posizione di consenso in più, come fa quel che resta del PDL, è miope e indecoroso. Ma c’è di più: il capo dello Stato chiarisce che l’eventuale soluzione della crisi politica (se diventerà anche parlamentare) si svilupperà nel solco esclusivo delle prerogative costituzionali: non saranno né gli umori personali di Berlusconi e della sua corte, né  i sondaggi del momento a determinare nuovi scenari di governo, ma solo il percorso democratico previsto dalla Carta. Ascoltiamo Napolitano. E il collega Napoli si prenda qualche giorno di riposo per evitare di ripetere in futuro simili scivoloni”. Così Paola De Micheli, deputato PD, tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Donadi: entro un anno il leader coalizione

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

“Destra e sinistra sono concetti da radere al suolo e da ricostruire sulla base di progetti nuovi. Abbiamo bisogno di passione e generosità e di pochi calcoli politici fatti a tavolino, di quelli che hanno visto indulgere il Pd su pallottolieri magici che gli elettori hanno rifiutato. E abbiamo bisogno di trovare presto, sulla base di valori trainanti, un leader, poiché nelle democrazie moderne non si può fare a meno di incarnare il progetto in una leadership”. Lo afferma Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera, in una intervista all’Unità. “Al Pd va riconosciuto il merito di avere imposto un metodo di grande partecipazione come le primarie. Bisognerebbe avere il coraggio di trasformarle in qualcosa di ancora più americano di quanto non siano state fino adesso. Diamoci tempo un anno in cui candidati della società civile e dei partiti si confrontino sulle idee, poiché l’unico modo di fare emergere una leadership è il confronto delle idee. Se aspettiamo le segreterie dei partiti, non dico un Obama ma nemmeno un Tony Blair verrà mai fuori”. sostiene Donadi nell’intervista.

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Assemblea regionale e locale dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Riuniti a Bruxelles per la sessione plenaria costitutiva del Comitato delle regioni del mandato 2010 2015, i rappresentanti regionali e locali hanno preso l’impegno di usare i nuovi poteri attribuiti loro dal Trattato di Lisbona per avvicinare l’Europa ai suoi cittadini. Oltre all’estensione degli obblighi di consultazione del Comitato delle regioni nella fase di adozione della legislazione dell’UE, il Trattato di Lisbona stabilisce il diritto del Comitato di adire la Corte di giustizia dell’Unione europea per difendere le competenze delle regioni e delle città d’Europa. “La nostra Assemblea è un crogiolo di democrazia locale, ma bisogna essere meno timidi e meno assorbiti dal solo lavoro amministrativo a vantaggio della politica!”: l’intervista in cui Luciano Caveri parla delle priorità politiche della delegazione italiana per i prossimi anni è disponibile sul sito Internet del CdR. Inoltre, Sergio Chiamparino, sindaco del comune di Torino (PSE), è stato nominato vicepresidente del Comitato delle regioni. Rappresenterà con Ugo Cappellacci, presidente della regione Sardegna (PPE), e Giuseppe Castiglione, presidente della provincia di Catania (PPE), la delegazione italiana all’interno dell’Ufficio di presidenza del CdR, l’organo esecutivo dell’istituzione.

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10 Domande al Presidente del Co.Ce.R.

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

il Gen. C.A. Domenico Rossi in qualità di presidente dell’organo di rappresentanza dei militari è stato intervistato da Girolamo Foti responsabile del Rotocalco Militare per fare il punto sulla situazione delle forze armate e sul ruolo che intende esercitare l’organismo a sostegno dei diritti dei militari. Il testo della lunga intervista è visibile sul sito del “movimento sud dei diritti. Di là delle problematiche specifiche che attengono la vita militare noi intendiamo soffermarci su quanto ci pare importante rilevare per gli aspetti che coinvolgono il parlamento nella sua azione legislativa. Dobbiamo, innanzitutto rilevare che esiste, e non solo nell’ambito militare, un malessere diffuso per la mancanza di sensibilità mostrata dal Governo, e poco o nulla stimolato dalla maggioranza che lo sostiene, sul basso e diffuso livello retributivo e delle rendite pensionistiche che continuano la loro inesorabile corsa all’erosione come si evince dai recenti aumenti che per le associazioni dei consumatori andranno a gravare sui bilanci delle famiglie pro capite in non meno di 500 euro annui. Tutto questo mentre non si risparmiano gli elogi per l’impegno profuso dai militari in patria e all’estero a sostegno delle diverse emergenze e si pone l’accento sull’alta professionalità delle nostre forze armate e con essi tutti coloro, e sono tanti, che nel pubblico impiego e nel privato, operano nell’interesse dell’azienda Italia. Un riconoscimento dovuto ma che non trova riscontro nei fatti se il parlamento non riesce a trovare il tempo e il modo, e lo avrebbe dovuto fare già in passato, a sostegno di una doverosa ridistribuzione delle risorse a fronte di palesi sperequazioni tra gli stessi lavoratori. Ci imbattiamo, invece, e qui dobbiamo dare ragione a Bossi quando dice: “”Noi siamo disposti a parlare con chiunque, a trovare accordi, ma ad una condizione: che le cose si facciano! Non vogliamo chi perde tempo o lo fa perdere apposta.” E i chiacchierii, purtroppo, sono tanti e il peggio è che non ci permettono di fare nemmeno un quarto di passo avanti, anzi rischiamo più delle volte di arretrare. Non vogliamo insegnare a nessuno le cose che si devono fare anche perché basta guardarsi intorno per accertarsene, ma non credete signori parlamentari e membri del governo che la morale bossiana debba essere messa in pratica? Datemi una mossa una volta tanto. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Numero di dicembre della rivista «Madre»

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

Con un ampio inserto dedicato al Natale con le riflessioni sul significato di questa festa con enzo bianchi e di gennaro matino; il vocabolario della solidarieta’; le idee regalo piu’ curiose; il fascino dei mercatini di natale; il bon ton per organizzare al meglio le serate di festa; i libri per bambini e per ragazzi. inoltre, una intervista a Michelle Hunziker, sugli schermi in questi giorni con il suo ultimo film natalizio dal titolo “Natale a Beverly Hills”. (madre)

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