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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘intervistati’

Tagli alla macchina parlamentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Giulio Tremonti, italian politician.

Image via Wikipedia

Il 94% degli Italiani approva i tagli ai costi del Parlamento proposti da Giulio Tremonti e il 76% degli stessi pensa che in Italia sia necessaria una riforma fiscale. Questo quanto emerso da un sondaggio, effettuato tramite mail e controllo dati, dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch a giugno 2011 su un campione di 1025 italiani tra i 18 e i 60 anni. Gli intervistati sembrano però sfiduciati (al 42%) sul fatto che il Ministro dell’Economia riuscirà a convincere il Parlamento ai tagli su di esso proposti e indecisi sul momento più adatto per attuare la riforma (secondo il 56% è un buon momento, di parere contrario il 42%) . Qui sotto tutti i dati emersi:
Pensa sia necessaria una riforma del fisco in Italia? Sì 76% No 14% Non so 10%
Pensa che, visto lo storico momento di austerity e gli occhi dell’Europa puntati sui nostri conti pubblici, sia il momento giusto per una riforma del fisco? Sì 56% No 42% Non so 2%
Pensa che, togliendo due aliquote dall’Irpef e aggiungendo di un punto percentuale l’Iva, si possa dare uno slancio all’economia o si rischia un ulteriore indebolimento del potere d’acquisto dei cittadini? Slancio 28% Indebolimento 30% Non so 42%
Approva i tagli ai costi del parlamento proposti nella riforma fiscale? Sì 94% No 4% Non so 2%
Pensa che il Ministro Tremonti riuscirà a convincere il Parlamento sui tagli alle spese della macchina parlamentare? Sì 31% No 42% Non so 17%
“Le misure di rigore e austerità che sono state e verranno chieste all’Italia, – spiega CarloVittorio Giovannelli, Presidente dell’Osservatorio Giornalistico Mediawatch – richiedono sacrifici da parte di tutti. Trovo giusto che i politici facciano la loro parte tagliando dove possibile i loro costi.”

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Italia: sondaggio nucleare

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Quasi il 90% degli italiani preferirebbe investire nelle energie rinnovabili che nel nucleare, sono inoltre il 17% gli italiani che a seguito del disastro in Giappone hanno cambiato idea sulla sicurezza del nucleare. Questi alcuni dei risultati di un sondaggio effettuato a marzo 2011 dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1.030 italiani, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, tramite mail e controllo dati. Da questo sondaggio risulta inoltre che il 68% degli intervistati è contrario all’utilizzo del nucleare in Italia. “Recenti ricerche di esperti – spiega CarloVittorio Giovannelli, giornalista e esperto di comunicazione-media – dicono che se investissimo gli stessi soldi di una centrale nucleare in energie rinnovabili, nell’arco di tempo necessario per costruire la centrale, avremmo l’equivalente in energia di sei centrali nucleari. Inoltre una stima ipotizza che  se si utilizzasse ¼ della superficie del deserto del Sahara in pannelli fotovoltaici si ricaverebbe l’energia necessaria per tutto il mondo (ovviamente rimarrebbe il problema del trasporto della stessa). Questi dati dovrebbero far riflettere sulla situazione nel Belpaese. Perché non pensare al fatto che potrebbe bastare ricoprire l’intera rete ferroviaria italiana di pannelli fotovoltaici per ottenere l’energia necessaria per tutto il Paese? In questo modo si avrebbero i pannelli e si ovvierebbe agli inestetismi paesaggistici. Vorrei inoltre rispondere a quanti affermano che senza il terremoto ed il conseguente tsunami non sarebbe successo nulla alle centrali giapponesi, che, se non ci fossero state le centrali non sarebbe comunque successo nulla, tsunami o meno.”

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Mercato del lavoro italiano per il 2011

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

Secondo le “Previsioni d’impiego 2011” elaborate da CareerBuilder.it, i primi segni della ripresa economica hanno fatto emergere un cauto ottimismo da parte degli imprenditori italiani riguardo la possibilità di nuove assunzioni per l’anno appena iniziato. Mentre la maggioranza dei datori di lavoro intervistati (67%) descrive la propria situazione economica come “in ripresa” o “stabile”, il 33% riporta un “declino” del proprio business oppure “incertezza”. Il 46% degli imprenditori intervistati pianifica di assumere nuovi dipendenti nel 2011 con contratti full-time, part-time, di consulenza, di lavoro temporaneo o di stage. Lo studio è stato condotto da Shape the Future, per conto di CareerBuilder.it, nel periodo dal 17 novembre al 17 dicembre, e ha coinvolto 112 business leader italiani in rappresentanza di tutti i principali settori industriali.
Le aziende italiane si stanno focalizzando sulle aree che hanno un forte impatto sul fatturato. Creare nuove efficienze, innovare per sviluppare ulteriori possibilità d’introito, espandere il portafoglio clienti e la fedeltà degli stessi sono tra gli obiettivi principali delle aziende. Ecco il dettaglio delle aree in cui le aziende cercheranno maggiormente nuove posizioni:
– Vendita (22%)
–      Customer service (22%)
–      Amministrazione (19%)
–      Ingegneria (17%)
–      Creatività/design (9%)
–      IT (9%)
–      Creatività/design (9%)

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Sondaggi: La Carfagna batte la Mussolini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Il “caso Carfagna” continua ad attirare l’attenzione degli italiani. Secondo l’ultimo sondaggio di Crespi Ricerche (effettuato il 22 novembre), l’86,7% degli intervistati ha seguito la vicenda delle dimissioni annunciate dal ministro delle Pari opportunità (contro il 13,3% che non ha dimostrato interesse). Tra chi ha seguito la vicenda, poi, c’e’ una netta maggioranza di italiani (il 74,3%) che “condivide le posizioni assunte dal ministro su cio’ che riguarda la Campania”. Anche nella disputa con Alessandra Mussolini, la maggioranza degli intervistati (64,8% contro 15,3%) si schiera con Mara Carfagna, con il 19,9% del campione che preferisce non prendere posizione. Schiacciante, infine, il consenso per il ministro nel “faccia a faccia” con il coordinatore del Pdl in Campania, Nicola Cosentino. Secondo il 76,3% dei cittadini, Silvio Berlusconi dovrebbe prendere “maggiormente in considerazione” la posizione del ministro, contro l’8,4% che preferirebbe Cosentino. Le ultime vicende sembrano aver rafforzato la fiducia degli italiani in Mara Carfagna: il 57,3% degli intervistati dichiara infatti di avere “molta” (22,4%) o “abbastanza” (34,9%) nel ministro; contro il 32,1% che ne ha “poca” (25,7%) o “nulla” (6,4%).

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Burqa: per 7 italiani su 10 è giusto vietarlo

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

L’accordo è particolarmente diffuso a centro destra (87%) e al centro (78%), mentre gli elettori di centro sinistra e i giovani si dividono a metà  Gli italiani ritengono che sia giusto vietare il burqa. Secondo una recente indagine realizzata dall’istituto SWG di Trieste, il 71% dell’opinione pubblica appoggia la direzione verso la quale si sta muovendo la Francia, dove la commissione parlamentare ha proposto il divieto del velo islamico integrale in scuole, ospedali, trasporti pubblici e uffici statali.  L’accordo sul divieto di indossare il burqa è particolarmente accentuato tra gli elettori di centro destra (87%) e tra coloro che si collocano politicamente al centro (78%), mentre gli elettori di centro sinistra sono divisi a metà: il 52% degli intervistati è a favore del divieto e il rimanente 48% si schiera contro. I consensi alla norma proposta qualche tempo fa in Italia dalla Lega, infine, sono più elevati tra i 35-44enni e, in seconda battuta, tra i 55 e i 64 anni (76%), mentre, tra i giovani, dice sì al divieto il 55% degli intervistati.  L’accordo sul divieto, invece, non riscontra particolari differenze tra uomini e donne. L’idea di vietare il burqa conquista la maggioranza degli intervistati, indipendentemente dal sesso.  In particolare gli uomini dicono sì al divieto nel 72% dei casi, mentre le donne si dimostrano leggermente più caute (69%), ma sostanzialmente concordi con l’idea che sia giusto vietare l’utilizzo di questo indumento in pubblico.

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Body scanner, sicurezza e salute

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2010

Il “body scanner” negli aeroporti serve a tutelare la nostra sicurezza. E’ la frase che in questi giorni abbiamo sentito ripetere da telegiornali e radiogiornali. Posta la questione  in questi termini, i cittadini intervistati, a stragrande maggioranza si sono espressi favorevolmente all’istallazione del “body scanner”. E’ proprio cosi’? Basta prendere in considerazione le parole del presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, in merito al mancato attentato, il 25 scorso, ad un aereo diretto negli Usa. Obama ha dichiarato che le informazioni utili sono state raccolte ma non sono state utilizzate in modo corretto. Il problema, allora, sono le persone e le strutture che non hanno funzionato. Rilevatore o non rilevatore il problema rimane comunque e sollecitare la paura dei passeggeri serve a nascondere i prossimi grandi affari, il business della paura insomma. C’e’, inoltre, il problema della salute dovuto al bombardamento di radiazioni ionizzanti sul corpo umano dovuto al “body scanner”. La preoccupazione non riguarda tanto il passeggero occasionale quanto quello abituale, le donne in gravidanza e i bambini. Scopriremo tra qualche anno che le leucemie nei bambini sono state prodotte dai “body scanner”? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Vacanze e relax: gli italiani in fuga

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Relax e e bisogno di ferie, quest’anno più che mai gli italiani sentono il  bisogno di fuggire da impegni lavorativi e pressioni finanziarie. Una ricerca commissionata da Lipton Ice Tea alla società di ricerca SWG (campione di 600 intervistati) su “Come si rilassano gli italiani” spiega che il bisogno di relax è dovuto soprattutto alla necessità di staccare la spina da una società sempre più esigente, indagando il modo in cui lo fanno le donne rispetto agli uomini. Per rilassarsi, la gran parte degli italiani ha bisogno di NATURA (70% donne e 71% uomini) e AMORE (74% donne e 67% uomini). In questo momento economicamente difficile per il Paese, il benessere emotivo è legato più a valori di base, alle cose semplici più che a soluzioni di consumo (il denaro è stato indicato dal 48% degli intervistati e fare shopping è tra le attività meno praticate per rilassarsi, indicata dal 10% degli intervistati).

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