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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘introduzione’

Introduzione al Buddismo Tibetano

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

buddhismo tibetanoArcidosso (GR) 3 Giugno 2017 Ore 18,00 Castello Aldobrandesco Sala Conferenze Dopo l’ampia partecipazione e l’ottimo riscontro di pubblico delle conferenze di maggio, Fabian Sanders, professore di lingua e letteratura tibetana all’università Ca’ Foscari di Venezia, autore di vari articoli e di un volume sulla lingua tibetana classica, torna ad Arcidosso, presso la sala conferenze del Castello Aldobrandesco, per illustrare alcuni dei tratti salienti del mondo buddhista tibetano, presentando in modo sintetico le varie scuole, il mondo monastico, la tradizione laica e alcuni aspetti della ‘religione popolare’ che maggiormente lo caratterizzano. Quando il Buddhismo si è diffuso fuori dall’India, sua terra d’origine, ha assunto connotazioni assai diverse a seconda dei luoghi dove si è insediato in Asia centrale e Orientale. La particolare forma che ha preso in Tibet è dovuta al periodo storico in cui vi si è instaurato e alla inclusione di elementi peculiari della cosmologia, della simbologia e dell’espressività diffuse nell’ampio territorio himalayano. Oggi il buddismo è la terza religione praticata in Italia, contando più di 100 mila credenti. Tra questi sempre in crescita la percentuale degli italiani. La globalizzazione ha contribuito ad accorciare le distanze tra oriente e occidente, ma nel caso del buddismo c’è molto di più. (foto: buddhismo tibetano)

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Cambiare la legge Basaglia?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

“La 180  è una buonissima legge, purtroppo però è stata applicata in Italia a macchia di leopardo”. Così Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, interviene sulla proposta presentata dal deputato del Pdl, Carlo Ciccioli, in relazione alla modifica della legge Basaglia. La norma prevede la nascita di un Dipartimento nazionale per la Salute Mentale che si occupi delle persone affette da problemi psichiatrici dalla culla sino all’anzianità. Altro punto rilevante sarebbe l’introduzione di una nuova forma di trattamento sanitario obbligatorio, il Tsop, trattamento sanitario obbligatorio prolungato, della durata di 6 mesi. “Basaglia – prosegue Smiroldo – ha stabilito che dopo 15 giorni di ricovero vengano subito attivati i servizi territoriali, come i centri di salute mentale locali, per intervenire e verificare l’opportunità di trasferire i pazienti in strutture protette. Se questi centri esistono e vengono gestiti in maniera efficiente, allora la persona non ha bisogno del ricovero coatto, sostituendo così il manicomio con continui controlli clinici che preservano le libertà individuali. In regioni come il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna ciò ha funzionato egregiamente, tuttavia lì dove le istituzioni pubbliche locali non hanno fatto il proprio dovere si sono verificati problemi enormi, con i pazienti abbandonati senza adeguata assistenza sanitaria nelle mani dei rispettivi parenti. Non mi stupisco che ora di fronte alle proteste esasperate dei familiari dei pazienti affetti da malattie mentali, esponenti della maggioranza come al solito stiano decidendo di tagliare la testa al toro, adottando la strategia più semplice per affrontare un problema che non deve essere assolutamente generalizzato”. Alle parole di Smiroldo, si aggiungono quelle della responsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti, Pamela Aroi: “Esistono vie sicuramente più idonee per la cura dei pazienti afflitti da problemi psichiatrici, i quali vorrei ricordare a chi di dovere che possiedono gli stessi diritti degli altri degenti. Ovvio che il pericolo maggiore in una situazione come questa sia quella di generalizzare la questione – nota l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, ma certamente l’aumento delle attività di monitoraggio sullo stato di salute di questi pazienti sarebbe il primo passo. Bisognerebbe poi valutare scrupolosamente caso per caso, non facendo di tutta l’erba un fascio, trovando una soluzione concreta che sia in grado di conciliare sia le libertà degli ammalati e sia la sicurezza di tutti coloro che vivono loro accanto”.

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Comunicazione elettronica

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Roma 8 luglio 2010 Ore 10,30 Centro Congressi Palazzo Rospigliosi Sala delle Statue Via XXIV Maggio, 43.  In Italia, l’adozione di servizi ICT con esigenze di banda larga è tutt’ora inferiore alle aspettative e sembra non giustificare a breve termine gli  investimenti da parte degli operatori di rete. I recenti dati macroeconomici, caratterizzati da una riduzione del reddito reale delle famiglie e quindi dei loro consumi, da un ridimensionamento degli investimenti e dell’export delle imprese, da un aumento del deficit pubblico e da una riduzione complessiva del PIL, contribuiscono a rendere il quadro ancora più problematico. Relatori del Seminario, a fronte di una introduzione esplicativa del Prof. Leporelli Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Ugo Bordoni,  saranno il Prof. Alfredo del Monte, dell’Università “Federico II” di Napoli e il Prof. Giorgio Alleva, dell’Università “La Sapienza” di Roma. Nelle loro presentazioni le riflessioni sull’attuale contesto si intrecceranno a una rigorosa analisi dei dati sull’uso attuale della banda larga e sui servizi maggiormente auspicati dagli utenti finali. Obiettivo è quello di contribuire a disegnare scenari futuri dell’evoluzione della domanda cercando di individuare eventuali segnali deboli nei tre macro segmenti delle famiglie, delle imprese e della PA. Alle due relazioni seguirà un intervento orientato a presentare le attività di ricerca svolte dalla Fondazione in questo ambito. Nel pomeriggio, una tavola rotonda con i principali attori del mondo ICT (broadcast e telecomunicazioni) e rappresentanti delle istituzioni cercherà di fare il punto sulle applicazioni video a banda larga in Italia. La discussione si focalizzerà specificamente sulle prospettive e sui principali segmenti della domanda che potrebbero beneficiarne.

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Manovra economica e verità nascoste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2010

Editoriale fidest. La manovra economica messa in atto dal governo italiano è stata definita da Giulio Tremonti il  “segno di una discontinuità intensa di sistema che tutti dobbiamo comprendere”. In altre parole il ministro ha voluto dirci che questo provvedimento è diventato necessario per evitare all’Italia il rischio di vedersi ridurre i trasferimenti europei ai paesi con deficit eccessivi. Significa anche che d’ora in poi facciamo parte di quella generazione che incomincia a pagare gli sperperi che i nostri padri hanno compiuto nel ventennio che va dal 1970 al 1990. Non solo. Per il ventennio successivo abbiamo fatto ben poco per invertire la tendenza e abbiamo preferito presentarci al primo importante appuntamento nel 2001 con l’introduzione dell’euro con una lira debole tanto che al cambio è stata pesantemente penalizzata. Ma i critici di oggi, e che si aggiungono a quelli che in passato hanno fortemente contestato una politica economica che ha portato l’Italia sopra le sue possibilità, restano scettici su questo provvedimento poiché non muta nella sostanza il solito sistema di prelievo delle risorse andando a gravare su chi ha sempre dato e ben poco o nulla ricevuto in cambio. E quando il sottosegretario Gianni Letta dichiara che «Ci saranno sacrifici duri, ma spero provvisori» accende una lampadina nel nostro cervello e ci rende consapevoli nell’ennesima presa in giro che si sta maturando a carico dei pensionati, delle famiglie monoreddito, di tutti i dipendenti a reddito fisso, delle piccole e medie imprese i quali saranno i primi e, purtroppo, i soli a doversi caricare di questa ennesima stangata. E la presa in giro diventa reale allorchè il governo dice: non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani ed è vero ma non dice che tagliando i fondi alle regioni, alle province e ai comuni costoro saranno costretti a prendersela con i loro amministrati aumentando l’addizionale irpef e tutti i servizi compresi i ticket sanitari, ecc. E chi paga? Il solito pantalone a dispetto dei circa 200 miliardi di euro di evasione fiscale, dei 50 miliardi di euro di sprechi che non si vogliono evitare nella sanità e nella pubblica amministrazione in generale, dei 35 miliardi di euro di mancati introiti nel lavoro in nero e degli stipendi d’oro dei manager pubblici e privati e per finire, ma non del tutto, con i 15 miliardi recuperabili con l’abolizione delle province. E la presa in giro continua se si ricorre al pseudo populismo e si dice che si riducono le retribuzioni dei grand commis di stato del 10%: cosa significa per uno che guadagna tra i 7 e i 15mila euro al mese vedere la busta paga decurtata di 500-1000 euro? Poco o nulla. Ma la vergogna è anche un’altra ed è bene che sia detta. Sapete quanto guadagna un usciere o un commesso pubblico dipendente dopo 10 anni di servizio? Nella busta paga gli vanno tra i 1000 e i 1200 euro mensili. Ma se il commesso è un dipendente della camera dei deputati, del senato, della presidenza del consiglio e della repubblica sapete quanto guadagna mensilmente? Più del doppio.  E’ questa l’Italia di chi ci vi dice armiamoci di sacrifici ma poi li fa fare ai soliti “gnoccoloni di turno” che sono, guarda caso, quelli di sempre. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Difesa del made in Italy

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2010

“Per la difesa del Made in Italy sarebbe importante un regolamento comunitario ad hoc”. Lo afferma Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, in merito al problema della difesa della proprietà industriale della produzione italiana, spesso contraffatta. “La proposta di legge Reguzzoni è Versace (2624 bis), è continua il sottosegretario è che istituisce un sistema di etichettatura obbligatoria per i prodotti destinati alla vendita, è un’importante passo in avanti in questa direzione. Inoltre fornisce maggiori garanzie al consumatore finale perchè permette di ricevere un’adeguata informazione sul processo di lavorazione dei prodotti”. Per il sottosegretario “l’introduzione della clausola di prodotto prevalentemente realizzato in Italia, per il riconoscimento del marchio Made in Italy, rappresenta una forte difesa del sistema del tessuto delle nostre pmi e dei posti di lavoro”. Infine Saglia conclude: “La proposta di regolamento Ue in materia di difesa della proprietà industriale presentata ad ottobre è stato un successo per il Governo italiano. Ora chiediamo un passo in avanti come l’introduzione di misure antidumping o di salvaguardia. Il governo sosterrà l’iniziativa parlamentare italiana”.

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In difesa prodotto italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Udine 5 marzo Ore 9  Sala Valduga  Camera di Commercio. Continua l’approfondimento del mondo dell’economia friulana sulla nuova disciplina del “Made in Italy”, che mira a proteggere le imprese italiane dalla contraffazione, puntando a valorizzare il lavoro e i prodotti nazionali, con una particolare attenzione alle Pmi. La Camera di Commercio di Udine, in partnership con lo Studio Glp – punto di riferimento dal 1967 in materia di proprietà industriale – e in collaborazione con lo sportello Enterprise Europe Network, intende arricchire il dibattito con un’analisi che si concentrerà sugli aspetti normativi e gli strumenti che permettono di applicarli al meglio.. Dopo l’introduzione ai lavori da parte del presidente della Cciaa di Udine Giovanni Da Pozzo, comincerà il dibattito, moderato da Sebastiano Barisoni, Caporedattore di Radio 24 -“Il Sole 24 Ore” e conduttore del programma “Focus Economia”. Per gli aspetti normativi interverranno gli avvocati Massimo Cartella e Vincenzo Franceschelli, Ordinari di Diritto Commerciale e di Diritto Privato nell’Università di Milano-Bicocca. Lo sguardo del mondo imprenditoriale sarà invece quello di Alessandro Calligaris, Presidente Calligaris S.p.a., Francesco Carducci, Responsabile ufficio legale Parmalat S.p.a., Alberto Morgante, Amministratore delegato Prosciuttificio Morgante S.p.a. e Marco Piccitto, Responsabile ufficio legale De’ Longhi S.p.a. Dopo il lunch break interverranno il maggiore Alessandro N. Serena, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Udine della Guardia di Finanza, il capitano Fabio Pasquariello, Comandante del Nucleo Investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri, e Nicola Palladino, Funzionario dell’Agenzia delle Dogane di Trieste.

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Ddl Gasparri: il processo breve scagiona l’usura

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

Il reato di usura rientra nelle casistiche per le quali sarà applicabile il Ddl presentato ieri al Senato. l’effetto sarà l’estinzione dei processi per usura avviati più di due anni fa.“È inammissibile – dichiara l’Avv. Luigi Ciatti, Presidente dell’Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma – che si faccia un tale regalo ai criminali contro i quali c’è chi ha avuto il coraggio di sporgere denuncia. In questo modo si mette a repentaglio la sicurezza di tante famiglie vessate dal giogo e dalle minacce dei cravattari e s’impedisce l’emersione di un fenomeno dilagante. Chiediamo con forza la revisione del testo e l’introduzione del reato di usura tra le casistiche di esclusione dall’applicazione del Ddl Gasparri. Ci auguriamo che il legislatore non pecchi più di tale leggerezza”.

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Family day

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

«Bene fa il sottosegretario Giovanardi a chiedere al governo, in vista della Finanziaria, un forte segnale politico in favore della famiglia» afferma Francesco Belletti, presidente del Forum. «Le promesse al Family day, gli impegni elettorali ed il programma di governo avevano lecitamente alimentato nelle famiglie italiane le speranze di vedere finalmente una manovra in favore delle famiglie. Ed invece si sono viste solo iniziative di lotta alla povertà ed un Bonus famiglia che si è poi scoperto favorire soprattutto le coppie senza figli e single. «Il Forum rinnova con forza la richiesta che venga avviato il processo orientatoad una fiscalità a misura di famiglia, come confermato da un milione e duecentomila italiani che hanno sottoscritto la Petizione popolare presentata al Capo dello Stato nello scorso anno. Nella logica della gradualità chiediamo l’introduzione di un quoziente familiare (o sistema analogo) che impegni le finanze pubbliche nella stessa misura (2,4 miliardi di euro) del Bonus famiglia 2009. «Chiediamo inoltre un Piano casa che favorisca le giovani coppie e le famiglie in situazione di bisogno abitativo per un valore di un miliardo di euro da integrare al Piano caso attualmente in vigore. «A fronte delle questioni poste da Giovanardi e delle nostre richieste reiterate in vista della prossima Finanziaria» conclude Belletti «restiamo in attesa della risposta di Berlusconi e del governo nel suo insieme. Fin da ora chiediamo al Premier ed ai ministri economici un incontro per illustrare il senso ed i contenuti delle nostre richieste»

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Posta elettronica certificata (PEC) per tutti

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Adiconsum chiede una proroga all’introduzione di questo strumento di dialogo tra il cittadino e lo Stato per consentire a tutte le parti sociali interessate, consumatori, sindacati e associazioni di categoria, di studiarne le dinamiche di funzionamento in modo da poter poi supportare i cittadini”. Adiconsum è preoccupata dell’impatto che le recenti leggi sulla PEC e la volontà del ministro Brunetta di voler regalare una PEC (Posta Elettronica Certificata) a tutti i cittadini, di fatto pagata dai contribuenti ed  imposta dall’alto,  può creare in un Paese ancora colpito da un pesante digital divide strutturale e culturale. L’introduzione a freddo di una tale rivoluzione comunicativa rischia, al contrario, di provocare confusione e creare un rigetto dello strumento stesso. Adiconsum ha rilevato inoltre che: •  la PEC non è interoperabile world wide. Sostanzialmente, quindi, è inutile al di fuori dell’Italia e in futuro potrebbe essere rigettata dalla UE. Una PEC “regalata”, ma pagata da tutti. Una PEC che dovrebbe consentire al cittadino di comunicare con la P.A., ma che riteniamo serva solo alla Pubblica Amministrazione, per comunicare con il cittadino/consumatore inviando al suo account di Posta: multe, ingiunzioni, etc.. In un paese dove ancora lo Stato non è riuscito a risolvere con efficacia il delicato problema dell’archiviazione e conservazione dei documenti digitali, si pretende che il cittadino abbia la sufficiente cultura e competenza informatica atta a gestire, oltre che recepire, questo tipo di documentazione. Adiconsum chiede l’immediata sospensione dei provvedimenti legislativi sino a quando le parti sociali del settore non avranno compreso questo strumento ed attuato la necessaria fase di learning per i propri rappresentati.

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I cambiamenti organizzativi negli assetti societari

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Essi prevedono nuovi modelli organizzativi e nuove competenze. Si distinguono dalle macro-complementarità in quanto queste ultime riguardano le relazioni tra assetti di governo societario,sviluppo dei mercati finanziari, istituzioni del mercato del lavoro e ordinamento giuridico. I nuovi beni capitali sono prodotti dai settori di base, ma l’uso intensivo anche in questi ambiti delle stesse tecnologie informatiche consente uno scambio continuo di informazioni tra imprese appartenenti a varie fasi della produzione. I nuovi beni capitali sono co-inventati dalle imprese dei settori di base e dalle imprese dei settori utilizzatori. La conoscenza delle strozzature, delle difficoltà d’impiego, delle rigidità incontrate dalle imprese utilizzatrici servono ai produttori di beni di capitali per innovare continuamente i beni capitali stessi da loro prodotti. In generale il progresso tecnologico che nasce nei settori di base si diffonde all’intera economia attraverso l’introduzione dei nuovi beni capitali. I nuovi modelli organizzativi si caratterizzerebbero anche per un più esteso ricorso all’outsourcing e per il passaggio da strutture rigidamente gerarchiche a strutture più “organiche”, dove i canali verticali di scambio informativo sono rimpiazzati da canali “orizzontali” (inter-dipartimentali), meno gerarchizzati, si avrebbe una connessa tendenza alla riduzione della specializzazione delle mansioni, intesa come l’identificazione di ciascun agente con un particolare compito.

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Il triunvirato dell’economia europea

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Germania, Francia e Gran Bretagna sono stati ritenuti, da sempre, i motori dell’economia europea. Su queste tre nazioni riposano i destini dell’Europa per vincere la sfida dell’economia globale e della concorrenza continentale, in specie quella emergente dell’Asia. L’economia tedesca, nello specifico, ha il merito di aver avuto dal 2005 al 2008 una fase ininterrotta di crescita e solo verso la fine del 2008 ha mostrato i segni di un rallentamento. Ciò le permette, rispetto alle altre due locomotive di registrare, in ragione temporale, una più ridotta fase recessiva mentre in queste ore si registrano un po’ per tutti i primi segnali di ripresa. Possiamo persino annotare che il rallentamento della domanda mondiale e le minori possibilità di sbocco sui mercati esteri non ha fatto perdere del tutto all’industria tedesca il clima di fiducia per le proprie potenzialità di ripresa. Bene ha fatto il governo tedesco a predisporre un maxipiano per favorire il sistema creditizio e rafforzare le garanzie in favore dei risparmiatori, delle banche in crisi e delle piccole e medie imprese. Questi crescenti e ben coordinati interventi a favore dell’economia reale hanno permesso di contenere tra il corrente e il prossimo anno il deficit finanziario intorno al 4-5% del Pil e a stabilizzare sull’80% del Pil il debito pubblico ossia di poco sopra il limite fissato dagli accordi di Maastricht. La Francia, invece, già prima del 2008 aveva fatto registrare progressi deboli e stentati della sua economia. La crisi, quindi, l’ha colta in un momento di affanno peggiorandone drasticamente i sintomi. Ne derivano vendite al dettaglio ed esportazioni stagnanti. E’ salito anche il tasso di disoccupazione e si sono accresciute le preoccupazioni sul rallentamento della domanda mondiale e sul progressivo strozzamento del credito. Il governo francese, ovviamente, non è stato con le mani in mano ma, a nostro avviso, più che altrove si è avvertita la mancanza di una politica comunitaria concordata e che ha finito con il lasciare alle iniziative dei singoli stati gli interventi correttivi del caso per ridare fiducia ai mercati e al sistema economico nel suo complesso. La Gran Bretagna, a sua volta, si trovava in una posizione migliore della Germania avendo alle spalle una crescita ininterrotta che durava da 17 anni. Ora si trova a che fare con una forte contrazione delle esportazioni, una altrettanta sostenuta flessione dei prezzi essendosi indebolito il mercato interno e la possibilità che il debito pubblico riceva una impennata di almeno del 10% del Pil verso la fine del corrente anno, Il governo, tuttavia, non si è fatto prendere di contropiede e ha varato, a spron battuto, un piano straordinario basato su tutta una serie di misure a favore del sistema creditizio sia per la ricapitalizzazione dei grandi istituti finanziari sia per rafforzare le garanzie statali in favore delle obbligazioni emesse dal sistema creditizio sia per ridare fiato all’industria automobilistica e, più in generale, alle imprese disposte ad investire in tecnologie ecologiche e in formazione del personale. Da annotare che anche in Gran Bretagna è stato fatto qualcosa di analogo dell’Italia con l’introduzione dello scudo fiscale per stimolare il rientro dei capitali dall’estero. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Incontro sulla telemedicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

Roma 26 giugno 2009 a presso la Sede di Rappresentanza in Italia della Commissione Europea (in via IV Novembre, 149), con inizio alle 9:30, si è tenuto un incontro di informazione e valutazione del Progetto Europeo sulla telemedicina, sui possibili sviluppi dell’iniziativa in Italia, sulle eventuali indicazioni e proposte pragmatiche. L’incontro è promosso dal giornale telematico TELEMEDITALIA (www.telemeditalia.it) in collaborazione con l’Università di Camerino, con la Sede di Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e con l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE).  Il programma prevede, dopo gli indirizzi di saluto, una introduzione del tema da parte del Prof. Francesco Amenta, docente UNICAM e Direttore Editoriale di Telemeditalia, che tratterà della valutazione delle linee essenziali del Progetto Europeo sulla telemedicina (COM-2008-689-definitivo- del 4 novembre 2008 ) “a beneficio dei pazienti, dei sistemi sanitari e della società”, cui seguiranno gli interventi dei partecipanti. Le conclusioni saranno a cura del Dott. Riccardo Fragomeni, Responsabile Servizi Informatici ed Eventi Speciali di Telemeditalia.  L’incontro, è rivolto in particolare a rappresentanti di istituzioni, aziende del settore, associazioni di cittadini, società medico-scientifiche, esperti in Information and Communication Technology (ICT ).

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Il Regno si Agarttha Saint Yves

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

Un libro spesso citato, al quale sovente ci si riferisce in ambito esoterico, ma che sino a ora non era mai stato tradotto in italiano. Il suo titolo originale è Mission de l`Inde en Europe ma si è preferito chiamarlo Il regno di Agarttha in quanto il nucleo ideale e fattuale dell`opera è la descrizione visionaria di questo centro occulto, peraltro già noto in Occidente, anche se con alcune varianti nella trascrizione del suo nome, ma di cui qui per la prima volta si parla diffusamente. Nonostante si tratti di un`opera non facile, scritta con un linguaggio sovente criptico e in tono enfatico e oracolare, con numerosi riferimenti e avvenimenti e personaggi dell`epoca, si è pensato di farla conoscere ai lettori del nostro paese in una edizione critica che tenesse presenti le precedenti francesi, e arricchendola di una introduzione che parlasse diffusamente del suo autore, di quel che significò la sua opera complessiva e questa in particolare, della fortuna e dei fraintendimenti di cui è stato oggetto il sistema sociale che ideò sulla carta, cioè la Sinarchia Universale. (D’alveydre A. € 17,50 pag.170) (fonte Libreria Ibis Via Castiglione 31 Bologna)

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Introduzione alle elezioni europee

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2009

In ognuno dei 27 Stati membri dell’Unione europea, tra il 4 e il 7 giugno 2009 si svolgeranno le elezioni europee. Più di 375 milioni di cittadini europei potranno recarsi alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo che avranno un mandato di cinque anni. Sui 736 eurodeputati che conterà il Parlamento, 72 saranno italiani.   Il Parlamento europeo rappresenta i cittadini degli Stati membri a livello di Unione europea. Si tratta dell’unica istituzione europea eletta direttamente – dal giugno 1979 – e il solo parlamento multinazionale del mondo eletto a suffragio universale. Dal 1958 al 1979, i deputati europei erano nominati dai rispettivi governi nazionali ed avevano tutti un doppio mandato.  Le elezioni del Parlamento europeo si svolgono ogni cinque anni. Quella che inizierà a giugno 2009 sarà la settima legislatura e coinciderà con il trentesimo anniversario delle prime elezioni europee a suffragio universale diretto.  Dal 1958, il Parlamento europeo è cambiato notevolmente a causa dei progressivi ampliamenti dell’UE: il numero di Stati membri è salito da 6 a 27, il numero di deputati è aumentato da 142 a 736 e le lingue ufficiali dell’UE sono cresciute da 6 a 23. Inoltre, la successiva revisione dei trattati ha esteso i poteri del Parlamento europeo: da un ruolo meramente consultivo nel 1958, è diventato un co-legislatore, assieme ai rappresenti dei governi nazionali, per la maggior parte della normativa UE.   Quando si recheranno alle urne i cittadini europei? Le elezioni del 2009 si terranno tra il 4 e il 7 giugno. Le date delle elezioni variano da paese a paese in funzione delle tradizioni locali, ma i risultati di ognuno dei 27 Stati membri saranno resi noti solo alla sera del 7 giugno.  Nel Regno Unito e nei Paesi Bassi si voterà il 4 giugno, mentre in Irlanda il 5. In Repubblica ceca le urne saranno aperte il 5 e il 6 giugno, mentre a Cipro, in Lettonia, a Malta e in Slovacchia si voterà solo il 6 giugno. In Italia, si potrà votare il 6 giugno pomeriggio e per tutta la domenica 7. In Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, si terranno le elezioni nella sola giornata di domenica 7 giugno.   Quanti sono gli eurodeputati?  Il numero di deputati europei è cresciuto in parallelo ai successivi ampliamenti dell’UE. Dal 2007, il Parlamento europeo è composto di 785 deputati provenienti dai 27 Stati membri. Tuttavia, il Trattato di Nizza, modificato a seguito dell’adesione di Romania e Bulgaria, sancisce che il numero totale di deputati sarà pari a 736 a partire dalle elezioni del 2009. Di seguito figura la ripartizione dei seggi tra i diversi Stati membri.

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