Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘invalidi’

Anziani autosufficienti e non

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

In Europa l’8,8% degli over 65 ha difficoltà a svolgere attività quotidiane come mangiare o vestirsi. In Italia questa quota è più alta, siamo all’11,2%. Pur essendo il secondo paese al mondo per longevità siamo soltanto 11esimi in Europa per aspettativa di vita senza limitazioni fisiche. Questo significa che in Italia si vive più a lungo ma peggio a livello fisico. “In 10 anni gli anziani tra i 65 e i 74 anni saranno 6,5 milioni e oltre il 90% dei pensionati attuali – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – non è in grado di far fronte alle spese di assistenti familiari full-time”. Per una badante convivente i costi annuali oscillano tra i 16.000,00 (54 ore livello CS) e i 21.000,00 Euro se la badante è formata (54 ore livello DS). “I dati dell’Osservatorio nazionale sulla Sanità delle regioni italiane – prosegue Gasparrini – delineano un sistema debole che non è in grado di far fronte alla richiesta di assistenza di lungo periodo. Bisogna intervenire con progetti di aiuto alle famiglie datori di lavoro domestico che rendano sostenibile il costo dell’assistenza negli anni”.

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Invalidi e inps

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

“Se la lotta ai falsi invalidi è doverosa, non si può però portarla avanti cancellando i diritti di tutti gli altri disabili, quelli veri, che quotidianamente lottano per avere riconosciuto un loro diritto: invece, un anno dopo l’entrata in vigore delle nuove norme che avrebbero dovuto portare chiarezza e celerità nella procedura per il riconoscimento dei benefici, si registrano gravissime inefficienze, che stanno provocando disagi a persone già drammaticamente colpite, costrette ad aspettare mesi e mesi prima di vedere riconosciuto un loro diritto”: questa è la denuncia dell’On. Luigi BOBBA (Deputato PD e VicePresidente Commissione Lavoro) che ha presentato un question time chiedendo al Governo di spiegare le ragioni dei ritardi e delle inadempienze da parte dell’Inps.  “L’Inps – ricorda l’On. Luigi BOBBA – si era impegnato a non superare il periodo dei 120 giorni per concludere l’iter amministrativo delle domande e aveva annunciato, con grande enfasi, l’utilizzo di una procedura informatica innovativa che avrebbe consentito di rendere più rapido lo scambio di informazioni tra i diversi enti coinvolti (da qui l’obbligo di presentare le domande soltanto per via telematica). La realtà di oggi sta dimostrando che l’istituto non ha saputo raggiungere i suoi obiettivi; infatti, si sta procedendo a rilento, con gravi ricadute sul piano dei diritti, anche nel caso di persone affette da patologie oncologiche. E’ stato un errore grave e superficiale non verificare prima l’incompatibilità tra i sistemi informatici in uso nelle Asl e il nuovo programma dell’Inps,e il Governo deve dare spiegazioni esaustive”.  “Sostanzialmente le nuove procedure hanno finito per restringere ulteriormente i meccanismi di controllo sulle invalidità, sottoponendo molti cittadini a una doppia visita (prima dell’Asl e poi dell’Inps), e chiedendo nuovi accertamenti specialistici al fine di dimostrare la permanenza dello stato invalidante anche a persone con patologie molto gravi per le quali la legge evita i controlli”.  “Infine, il Presidente Cota dovrebbe dirci che cosa pensa del fatto che a causa dell’introduzione del nuovo programma informatico dell’Inps si rischia di dover abbandonare, dopo tanti investimenti, l’ottima anagrafe sanitaria regionale, ovvero il ‘Passaporto delle abilità”.

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Solidarietà agli invalidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2010

Esprimo tutto il mio sostegno e la mia vicinanza politica alle associazioni di disabili che oggi stanno manifestando davanti a Montecitorio contro le norme previste nella manovra Tremonti che avevano innalzato la soglia per accedere all’assegno di invalidità da 74% all’ 85%. Sono molto soddisfatto dell’apertura dimostrata dal Governo sul tema tant’è che la norma sarà completamente eliminata dal testo della manovra. Essere disabile non deve essere un limite e l’integrazione deve essere reale. La nostra legislazione a fatto molti passi in avanti nel riconoscere i diritti essenziali a queste categorie e ed è necessario proseguire su questo cammino con una adeguata programmazione e partecipazione delle istituzioni per l’abbattimento di tutti i limiti alla vita di relazione. Abbattimento dei limiti che passa – a mio avviso – anche attraverso il sostegno economico. Ecco perchè la battaglia ideologica che il Governo ha voluto mettere in campo, non avrebbe dovuto prevedere riduzioni di possibilità per i veri invalidi ma  attraverso l’ inasprimento dei controlli e delle sanzioni per la lotta ai “falsi invalidi”.  Il risultato ottenuto è una vittoria del buon senso e spero che si possa trovare una linea di mediazione anche sull’altro tema ancora aperto relativo all’indennità di accompagnamento, misura essenziale per il sostegno reale all’integrazione dei disabili. (On. Aldo Di Biagio)

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Assunzioni invalidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Una sentenza che farà discutere la n. 6017/2010 della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, secondo il parere di Giovanni D’Agata – componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori – che se da una parte pone dei punti fermi sulla necessità di evitare lavori mortificanti per i diversamente abili, dall’altra introduce la possibilità di una limitazione del diritto al lavoro degli stessi. I giudici di piazza Cavour, infatti, con la decisione in oggetto riguardo al collocamento obbligatorio, delineano il principio secondo cui l’imprenditore può rifiutare l’assunzione del disabile se il profilo richiesto non è in linea con la qualifica del lavoratore.  Secondo la Cassazione, in particolare, la norma, la cui ratio parte dal presupposto di considerare l’invalido una «risorsa» per l’azienda al pari degli altri lavoratori e non un «peso», è tesa a fare sì che la collocazione di un diversamente abile nell’organizzazione aziendale «sia utile all’impresa e che nello stesso tempo, per consentire l’espletamento delle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto, non si traduca in una lesione della sua professionalità e dignità». Pertanto, «il datore di lavoro può legittimamente rifiutare l’assunzione non soltanto di un lavoratore» disabile «con qualifica diversa, ma anche di un lavoratore con qualifica “simile” a quella richiesta, in mancanza di un suo previo addestramento o tirocinio da svolgere secondo le modalità previste dall’art. 12 della legge 68 del 1999» norma regolatoria della materia del diritto al lavoro dei disabili. Gli ermellini hanno definito, quindi, il ruolo dei datori di lavoro nei confronti dei diversamente abili accogliendo il ricorso di una società di costruzioni romana alla quale nei giudizi di merito era stato imposto l’obbligo di assumere un lavoratore disabile inserito dalla Provincia nella lista dei lavoratori diversamente abili che la società avrebbe dovuto assumere come “manovale”. Qualifica non richiesta dall’azienda, alla quale occorrevano “operai specializzati”, e che per questo aveva rifiutato l’assunzione dell’invalido. Un comportamento che sei nei primi due gradi di giudizio era stato ritenuto illegittimo è stato poi sconfessato dai giudici di legittimità che interpretando la ratio della legge del ’99 hanno ritenuto che con la stessa «il legislatore con la legge ha inteso trovare un nuovo e più giusto equilibrio tra le aspirazioni dell’invalido ad un posto di lavoro, che sia più confacente alle proprie professionalità, e l’interesse dell’impresa ad un inserimento realmente proficuo dei lavoratori nella compagine aziendale». Secondo la Cassazione la nuova disciplina sul collocamento degli invalidi ha introdotto «un sistema che non vede nel disabile un soggetto avente diritto ad un posto in virtù di un intervento meramente assistenziale dello Stato, che sia volto ad addossare alle imprese la responsabilità finale della doverosa tutela di alcuni cittadini, ma che in un’ottica diversa individui nel disabile una risorsa per la stessa impresa assicurandogli nello stesso tempo una giusta collocazione in azienda funzionalizzata, nel pieno rispetto della sua personalità, ad attestarne le sue capacità professionali e la effettiva utilità delle sue prestazioni lavorative». La Cassazione ha puntualizzato che la nuova normativa ha posto un «radicale cambiamento» rispetto alle precedenti leggi in tema di collocazione dei diversamente abili ed ha introdotto nelle sue “linee guida” la «specificazione delle capacità tecnico-professionali di cui deve essere provvisto il disabile assumendo» perchè così si pone riparo alla «frequente insoddisfazione dei disabili per una collocazione mortificante perchè non di rado avvertiva come un peso da sopportare per non essere di alcuna effettiva utilità».

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Permesso per gli invalidi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2010

Non commette reato l’automobilista che espone una fotocopia in bianco e nero del permesso di parcheggio per invalidi.Lo ha deciso la Corte di Cassazione nella sentenza 222578 di oggi che afferma come l’allestimento di una fotocopia in bianco e nero di un permesso di parcheggio per invalidi che mostri palesemente la sua natura di fotocopia ed il suo uso per l’occupazione di un parcheggio riservato da parte di soggetto non legittimato non costituisce il reato di uso di atto falso Secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA,  la decisione costituisce un precedente utile che fa chiarezza sull’utilizzo del permesso di parcheggio per invalidi derubricando l’originaria contestazione di contraffazione in quella di uso di permesso falso.

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Ecco i falsi invalidi!

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2010

Il Ministro dell’Economia la scorsa settimana fa ha annunciato che a pagare la Manovra sarebbero stati “falsi invalidi e veri evasori”.  Autorevoli esponenti della Maggioranza hanno pervaso i media di invettive contro i falsi invalidi – causa del disastro economico –  sui quali sarebbe caduta la scure di una politica nuova che elimina le ingiustizie e fa cassa.  Sono seguite veline artatamente false che buona parte dei giornali, schierati e non, hanno rilanciato acriticamente, senza approfondire i fatti e i risvolti. Dimenticando, ad esempio, che l’Italia per l’invalidità civile spende meno della Polonia, dell’Ungheria, della Francia e della Germania e di molti altri. Che meno di noi spende solo la Grecia, l’Estonia, la Bulgaria, l’Irlanda.  Che la nostra spesa è inferiore all’Europa dei 15 e anche a quella dei 27 (Fonte: Relazione sullo stato economico del Paese, Ministero dell’economia). L’innalzamento della soglia percentuale dal 74% all’85% per vedersi erogare l’assegno mensile, non colpisce in alcun modo i falsi invalidi, bensì principalmente persone con disabilità intellettive di media entità espulse dal mercato del lavoro per lo stigma dell’improduttività e per lo stesso stigma privati della vita di relazione ordinaria. Il carico assistenziale ricade, ancora una volta, esclusivamente sulle loro famiglie.  “I falsi invalidi secondo il Ministro Tremonti – commenta Pietro Vittorio Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – sono le persone ai margini della società che – alla faccia del principio costituzionale della non discriminazione e del pieno sviluppo della personalità, e dei loro diritti fondamentali – vengono private dell’unica misura nazionale che ne incentiva, già in modo esiguo, la permanenza nel proprio contesto familiare, e che restituisce qualche seppur minima opportunità di inclusione sociale.” La FISH e le associazioni aderenti sono mobilitate per ogni iniziativa democratica affinché la discussione parlamentare possa riequilibrare una mancanza di equità così evidente.

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False notizie sui falsi e sui veri invalidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2010

Il Ministro dell’economia ha garantito che uno dei due baluardi della manovra anti crisi salita  a 28 miliardi, sarà nel colpire i cosiddetti falsi invalidi. I dati sui quali si basa sono quelli dell’Inps ripresi dalla Cgia di Mestre nelle scorse settimane: negli ultimi 5 anni le pensioni di invalidità sono aumentate del 25,5% per quasi un punto di PIL.  L’aumento di questa spesa sarebbe imputabile dall’assenza di controlli. Ci si dimentica che dal 2004 l’Inps verifica ogni certificato di invalidità prodotto dalle Commissioni ASL e che ogni certificato non diviene operativo senza la conferma dell’Inps. E prima dell’Inps la verifica spettava al Ministero del Tesoro. Si dimenticano poi le ripetute campagne di questi anni per il controllo straordinario sui “falsi invalidi”. Ma allora perchè le pensioni e le indennità sono aumentate? L’invecchiamento della popolazione aumenta esponenzialmente il numero degli aventi diritto e vi è un progressivo impoverimento delle famiglie italiane.  Quindi non è un problema di “false invalidità” e questo lo sa anche il Ministero che tuttavia usa questo argomento per far digerire ben altre misure. Infatti le ipotesi di reale incidenza formulate dal Ministero si concentrano su un taglio orizzontale a tutti gli aventi diritto, legando l’accesso all’indennità di accompagnamento al reddito. Il che colpisce la popolazione con grave disabilità senza alcun discrimine. Altra affermazione inesatta è nel trasferimento di competenze all’Inps con il decreto anti crisi del 2009, convertito in legge 102/09, che avrebbe tagliato ben 13 passaggi dove si anniderebbe la modalità di costruzione del fenomeno dei ‘falsi invalidi’.  In realtà i passaggi certificatori rimangono gli stessi, si introduce solo la loro tracciabilità. Infine, non è vera l’informazione circa la spesa più alta d’Europa. È vero purtroppo il contrario: l’Italia spende almeno 4 punti di PIL in meno di quei Paesi in politiche sociali.

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Assunzioni di falsi invalidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

A consuntivo degli illeciti consumati in favore dei “falsi invalidi”, non si constata solo la sistematica violazione di norme di legge a tutela di chi è risultato penalizzato dalla vita: viene in evidenza la sottrazione, o il ritardo, della fruizione del vantaggio riconosciuto dalla legge (assunzione presso gli uffici pubblici e possibilità di una vita professionale) da parte dei veri invalidi. Nella vicenda giudicata dalla Corte dei Conti, inoltre, i pubblici dipendenti coinvolti hanno operato in diretta lesione dei principi costituzionali (nella fattispecie di immediata applicazione) recati dalla Carta Costituzionale della Repubblica agli artt. 2 (solidarietà), 3 (uguaglianza), 4 (diritto al lavoro) e 97 (buon andamento della pubblica Amministrazione). Da ciò l’esigenza di riparazione del pregiudizio “diffuso” alla finanza pubblica. L’accertato danno erariale trova due indici in relazione ai quali operare una quantificazione: 1. oneri finanziari ricadenti sulla collettività per l’assistenza degli invalidi civili – derivanti dalla mancata assunzione di questi ultimi, posto che l’illecita occupazione di un posto di invalido determina, in sostanza, l’effetto del mantenimento a carico dell’assistenza pubblica di un invalido “vero”, sicché, dal punto di vista  meramente finanziario, un pregiudizio va già rinvenuto nell’erogazione del trattamento assistenziale spettante all’invalido non chiamato all’impiego (che continua ad essere corrisposto in luogo del trattamento di attività, stante il complesso di assunzioni impiegatizie in frode alla legge); 2. riflessi della voluta distorsione dell’apparato amministrativo per finalità ripugnanti alla pubblica coscienza, sul piano diffuso dell’economia nazionale. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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Roma disabili, rilascio pass parcheggi

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2009

Criteri oggettivi di valutazione e abbattimento dei tempi per il rilascio dei contrassegni per i parcheggi riservati ai disabili. Il Consiglio comunale ha approvato la delibera, proposta dall’assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso, di modifica e integrazione del Regolamento comunale relativo alle modalità di valutazione per l’assegnazione dei contrassegni per gli spazi sosta personalizzati per le persone con disabilità. Queste le novità che interessano le Commissioni, il tempo di rilascio dei permessi e i criteri di valutazione. Saranno cinque, e non più una, le commissioni preposte a ricevere e valutare le richieste di assegnazione, una per ogni distretto capitolino. Ogni commissione dura in carica due anni ed è costituita da un presidente, un medico legale della Asl di riferimento, un rappresentante dell’Ufficio Interdisciplinare Traffico e Segnaletica (U.T.I.S.) del Municipio, un rappresentante della Consulta municipale sui problemi dell’handicap. La Commissione si riunisce ogni settimana. Tempi di rilascio. Le cinque commissioni consentiranno lo snellimento delle domande da esaminare e la velocizzazione dei rilasci dei pass. Ad oggi  viene  esaminata una media di 25-30 pratiche ogni settimana. Con la moltiplicazione delle commissioni, si stima che si riusciranno ad esaminare circa 150 domande a settimana e arrivare all’azzeramento delle liste d’attesa in pochi mesi.  Criteri di valutazione. Con l’approvazione della delibera viene stabilità l’uniformità dei criteri di valutazione delle domande. Le commissioni valuteranno i casi di particolare rilevanza sociale tenendo presenti i seguenti tre criteri: persone con patologie gravi che compromettano fortemente la normale mobilità e l’uso di mezzi pubblici di trasporto; persone con disabilità intellettiva che non renda possibile l’uso di mezzi di trasporto pubblico e che non possano essere lasciate sole; persone con capacità di deambulazione permanentemente ridotta, non abilitate alla guida, e che necessitino di essere trasportati con frequenza nel corso della settimana, in relazione ad attività lavorative, studio o sanitarie dimostrate.

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