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Posts Tagged ‘invasione’

Putin: le bufale per giustificare l’invasione

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2022

Tornano le giustificazioni all’invasione dell’Ucraina, da tempo sciorinate dal presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, e ampiamente diffuse dai social media. La Nato si è allargata e costituisce un pericolo per la Russia, afferma Putin. Ricordiamo che l’adesione alla Nato è volontaria. I Paesi dell’Est Europa – Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria – hanno deciso di aderire alla Nato e alla Ue. Qualcuno li ha costretti? No. Non risulta che la Nato abbia occupato altri Paesi, risulta, invece, che la Russia ha invaso l’Ucraina (2022), la Cecenia (1999), la Georgia (2008) e l’Ucraina (Crimea 2014), oltre a intervenire, come Urss, in Ungheria (1956) e in Cecoslovacchia (1968) con i carri armati.Le date sono per memoria a politici e giornalisti. Se l’Ucraina entrasse nella Nato avrebbe i missili al confine con la Russia, dice Putin. Logisticamente i missili non si posizionano ai confini perché sarebbero passibili di facili incursioni, e poi, un missile intercontinentale può percorrere 13 mila km, potrebbe, cioè, essere collocato ovunque, anche in Congo. Oltretutto, è dal 2008 che si discetta sulla adesione dell’Ucraina alla Nato e non se ne è fatto nulla. Comunque, l’Ucraina è uno stato indipendente che decide del proprio futuro. Gli ucraini sono russi, proclama Putin. L’etnia Rus era già presente nel mille d.C a Kyiv, dove si costruivano chiese cristiane, mentre a Mosca c’erano boschi di betulle. Semmai sarà il contrario, ma non risulta che l’Ucraina voglia invadere la Russia. Gli ucraini hanno compiuto un genocidio contro la popolazione russofona nel Donbass, afferma Putin. Il Tribunale internazionale dell’Onu smentisce. Semmai è stato Putin a compiere genocidi in Cecenia e in Georgia e ora cannoneggia abitazioni e spara sui civili ucraini. Inoltre, secondo la Caritas Ucraina, sono migliaia gli ucraini deportati nell’estremo oriente russo. Aggiungiamo una avvertenza per coloro che vogliono che l’Ucraina si arrenda a Putin. Per porre termine al massacro, dicono. Perchè non lo dicono agli assalitori non è dato sapere. Sono i pacifisti. Comunque, quando, i pacifisti verranno assaliti da un energumeno, noi non interverremo a protezione, né forniremo armi di difesa. Non vorremo che l’aggressore si imbestialisse ancor di più. Meglio lasciarlo fare. Così l’aggressione finirà prima. Poi, passerà ad altra persona. Primo Mastrantoni, Aduc

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Invasione dell’Ucraina. Putin ha già perso?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Non se ne è accorto, ma il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, ha già perso. I manuali insegnano che in caso di guerra un belligerante non deve favorire il nemico. Putin lo ha fatto. L’Ucraina aggredita ha trovato dalla sua parte la stragrande maggioranza dei Paesi del Mondo, stando alle deliberazioni dell’Onu e il sostegno compatto della Nato che fornisce armi, supporto logistico, alimenti e medicinali. Le sanzioni messe in atto contro la Russia stanno paralizzando la sua economia: il rublo ha il valore della carta sul quale è stampato. I Paesi europei che non fanno parte della Nato, Svezia, Finlandia e Svizzera, hanno aderito alle sanzioni; la Turchia che non lo ha fatto fornisce, però, droni armati all’Ucraina. Rimane l’opzione nucleare per un Putin in formato dottor Stranamore. Dovrebbe sentire, però, i suoi amici cinesi, i quali non hanno l’intenzione di interrompere il ciclo economico basato sulla esportazione che verrebbe meno in caso di mancati acquirenti. Finirà che Putin, isolato, dovrà vendere le risorse energetiche russe solo alla Cina la quale, sorniona, si sta leccando i baffi. Tanto per iniziare, vuole entrare nell’azionariato di alcuni colossi dell’energia russa.E’ la fine ingloriosa di un autocrate che pensava di essere Pietro il Grande, ma alla fine si è dimostrato un piccolo uomo che in vent’anni di potere non ha saputo promuovere il benessere dei propri governati.Ai putiniani smemorati ricordiamo che il Pil della Federazione russa è minore di quello dell’Italia e il Pil procapite russo è circa 3 volte inferiore a quello italiano. Rimane, purtroppo, la tragedia che il popolo ucraino sta vivendo. Il criminale Putin risponderà anche di questo. Primo Mastrantoni, Aduc

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Lettera aperta del mondo scientifico russo contro l’invasione dell’Ucraina

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2022

“Noi, scienziati e giornalisti scientifici russi, dichiariamo la nostra risoluta protesta contro le azioni militari lanciate dalle forze armate del nostro paese sul territorio dell’Ucraina. Questo passo fatale porta a enormi perdite di vite umane e mina le fondamenta dell’attuale sistema di sicurezza internazionale. La responsabilità di scatenare una nuova guerra in Europa ricade interamente sulla Russia.Non c’è alcuna giustificazione ragionevole per questa guerra. I tentativi di usare la situazione nel Donbass come pretesto per dispiegare un’operazione militare non ispirano alcuna fiducia. È ovvio che l’Ucraina non rappresenta una minaccia per la sicurezza del nostro paese. La guerra contro di lei è ingiusta e francamente inutile. L’Ucraina è stata e rimane un paese vicino a noi. In Ucraina molti di noi hanno parenti, amici e colleghi nel lavoro scientifico. I nostri padri, nonni e bisnonni hanno combattuto insieme contro il nazismo. Scatenare una guerra per il bene delle ambizioni geopolitiche della leadership russa, guidata da dubbie fantasie storiosofiche, è un cinico tradimento della loro memoria.Rispettiamo la statualità ucraina, che si basa su istituzioni democratiche realmente funzionanti. Siamo favorevoli alla scelta europea dei nostri vicini. Siamo convinti che tutti i problemi nelle relazioni tra i nostri paesi possano essere risolti pacificamente. Scatenando la guerra, la Russia si è condannata all’isolamento internazionale, alla posizione di uno stato canaglia. Ciò significa che noi, scienziati, ora non saremo in grado di svolgere normalmente la nostra attività: dopotutto, condurre ricerche scientifiche è impensabile senza la piena collaborazione con colleghi di altri paesi. L’isolamento della Russia dal mondo significa un ulteriore degrado culturale e tecnologico del nostro paese in completa assenza di prospettive positive. La guerra con l’Ucraina è un passo verso il nulla. È amaro per noi renderci conto che il nostro paese, insieme ad altre repubbliche dell’ex URSS, che hanno dato un contributo decisivo alla vittoria sul nazismo, è ora diventato l’istigatore di una nuova guerra nel continente europeo.Chiediamo l’immediata cessazione di tutte le operazioni militari dirette contro l’Ucraina. Chiediamo il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dello Stato ucraino. Chiediamo la pace per i nostri paesi.” Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Invasione dell’Ucraina: il PE chiede di rispondere alla Russia con fermezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

In una risoluzione approvata martedì, i deputati europei condannano con la massima fermezza l’aggressione militare illegale della Federazione russa nei confronti dell’Ucraina e chiedono che il Cremlino ponga immediatamente fine a tutte le attività militari in Ucraina. Il Parlamento denuncia anche il ruolo del dittatore bielorusso Aliaksandr Lukashenko nell’aggressione.I deputati al Parlamento europeo “respingono categoricamente la retorica russa che fa riferimento al possibile ricorso ad armi di distruzione di massa”, ricordando “alla Federazione russa i suoi obblighi internazionali” e mettendo in guardia “dai pericoli di un’escalation nucleare del conflitto”.Invitano la Commissione e i Paesi dell’UE “a prestare un’assistenza umanitaria di emergenza supplementare all’Ucraina, in cooperazione con le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e con altre organizzazioni partner internazionali”.Il testo, non legislativo, è stato approvato con 637 voti favorevoli, 13 voti contrari e 26 astensioni.Concedere all’Ucraina lo status di paese candidato all’UE La risoluzione adottata invita “le istituzioni dell’Unione ad adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di paese candidato all’adesione all’UE”. Tale procedura dovrebbe essere “in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea e sulla base del merito”. Nel frattempo, l’UE dovrebbe “continuare ad adoperarsi” per l’integrazione dell’Ucraina “nel mercato unico dell’Unione” in virtù dell’esistente accordo di associazione UE-Ucraina.Pur accogliendo con favore la rapida adozione di sanzioni da parte dell’UE, i deputati chiedono “che la portata delle sanzioni sia ampliata e che esse siano mirate strategicamente a indebolire l’economia e la base industriale russe”.I deputati chiedono, “in particolare, che siano limitate le importazioni delle più importanti merci di esportazione russe, tra cui petrolio e gas, che siano vietati nuovi investimenti dell’UE nella Federazione russa e nuovi investimenti russi nell’UE, che l’accesso di tutte le banche russe al sistema finanziario europeo sia bloccato, che la Federazione russa” sia esclusa dal sistema SWIFT.Il Parlamento chiede inoltre che una serie di sanzioni, compresa l’esclusione dal sistema SWIFT, “siano estese alla Bielorussa in ragione del suo appoggio diretto all’invasione russa dell’Ucraina”. Il testo invita inoltre i Paesi dell’UE “ad accelerare la fornitura di armi difensive all’Ucraina […] in linea con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, che consente l’autodifesa individuale e collettiva”. È poi favorevole “a rafforzare la cooperazione in materia di intelligence con l’Ucraina per quanto riguarda l’aggressione in corso”.Il Parlamento accoglie con favore l’impegno assunto dall’Unione europea di “attivare la direttiva sulla protezione temporanea, al fine di garantire una protezione immediata a tutti i rifugiati provenienti dall’Ucraina”. Chiede inoltre che “la responsabilità per l’accoglienza dei rifugiati che arrivano alle frontiere esterne dell’UE” sia ripartita equamente tra i paesi dell’Unione.Sanzioni mirate nei confronti di singoli individui, stop ai “visti d’oro” per i milionari russi I deputati chiedono la rapida adozione di “sanzioni mirate nei confronti delle persone responsabili di corruzione ad alto livello in Russia e Bielorussia, nonché degli oligarchi e dei funzionari vicini ai vertici del potere”. Invitano infine i Paesi dell’UE e “i paesi alleati con regimi di residenza tramite investimenti” (i cosiddetti “visti d’oro”) “a rivedere tutti i beneficiari di tali status di residenza e a revocare quelli attribuiti ai cittadini russi con ingenti patrimoni e alle loro famiglie, in particolare quelli legati a persone e imprese oggetto di sanzioni”.

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Invasione Ucraina. Gli errori dell’Ue. Morire per la ragion di Stato?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Nel passaggio della risoluzione approvato ieri sulla richiesta del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di concedere immediatamente lo status di Paese candidato, il Parlamento europeo invita “le istituzioni dell’Unione ad adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di Paese candidato all’adesione all’Ue, in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea e sulla base del merito”. Cioé: nessuna accelerazione del processo, né si dice che l’Ucraina debba entrare subito, anzi si sottolinea che la procedura prevista dai Trattati deve essere rispettata, quindi rispetto dei criteri di Copenaghen, rapporti della Commissione sull’avanzamento delle riforme, decisioni unanimi dei governi… Il Coreper, l’istituzione dove siedono gli ambasciatori dei ventisette, ha discusso della richiesta, scegliendo la procedura ordinaria. Il Consiglio dell’Ue chiederà alla Commissione di esprimere la sua opinione. Ma, secondo un diplomatico dell’Ue, toccherà ai capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo dare delle indicazioni su come procedere. Nel frattempo, per chi avesse ancora qualche dubbio su chi sono gli ucraini oggi ancora al potere e cosa è successo in Ucraina in questi ultimi anni, il partito dell’Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa (Alde) ieri ha annunciato l’ingresso di “Sluha Narodu” (Servi del popolo), il partito fondato dal presidente Volodymyr Zelensky. L’Alde fa parte del gruppo di Renew al Parlamento europeo. E’ evidente che il moloch burocratico, figlio dei partiti dei singoli regimi che governano i Ventisette, non ha intenzione di cogliere l’opportunità che le si è presentata. Registriamo: – grandi innovazioni per l’esposizione che l’Ue sta facendo coi propri aiuti umanitari e militari all’Ucraina, – grandi discorsi come quello di ieri al Parlamento della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, – ravvedimenti “sulla via di Kiev” di partiti italiani e gruppi ex-putiniani al Parlamento europeo che si impegnano contro l’invasione… … ma non registriamo disponibilità da parte del moloch burocratico comunitario a fare un salto di qualità raccogliendo l’occasione storica e umana che gli si è presentata per diventare leader politico, economico e umanitario del continente europeo. Al moloch di Bruxelles sembra che gli basti riconoscere la propria “grandeur”, far saltellare tra un tavolo e l’altro Emmanuel Macron, presidente francese nonché presidente di turno del Consiglio Ue, raccogliendo qualcosa che assomiglia a impegni ma che subito dopo Putin viola.Se non è quella che ci dovrebbe servire in momenti tragici come questo, è questa l’Ue che vogliamo? Noi, cittadini europei, siamo dei signori nessuno, e per quanto strilliamo.. i nostri rappresentanti nazionali ed europei sembrano ingabbiati in regimi istituzionali che oggi si abbracciano con la morte. La ragion di Stato sembra avere la meglio. Abbiamo una terribile impressione: che moriremo civicamente e fisicamente, insieme alle sorelle e ai fratelli ucraini, grazie a questa ragion di Stato. Le vittorie sono sconfitte per ogni morto che non è stato impedito. Trasformare oggi e subito il territorio ucraino in territorio dell’Unione è il miglior argine che conosciamo. Qualcuno non ha ancora capito: l’Ucraina è oggi uno dei quartieri delle nostre città, gli ucraini sono nostri cugini. Non si tratta di aiutarli a casa loro, ma salvare le nostre case in cui ci sono già gli ucraini. François-Marie Arouet – http://www.aduc.it

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Invasione russa e aumento prezzi. Occhio ai profittatori

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2022

L’invasione russa dell’Ucraina ha ripercussioni su tutti i prezzi, all’ingrosso e al dettaglio. Non c’è altro da aggiungere a quanto in corso per i prezzi energetici, coi provvedimenti del governo appena approvati e coi molteplici dubbi sollevati da più parti e la Germania che ha bloccato il gasdotto russo Nord Stream2. Non c’è altro da aggiungere anche al blocco dei camionisti che protestano per l‘aumento dei carburanti… se non capiscono da soli che bloccare la mobilità su gomma serve solo ad esasperare la situazione dei consumatori ché è già esplosivo in sé (anche peggio di uno sciopero) il fatto che non trasportano le merci. Con la “novità” della guerra è altamente probabile che diversi prezzi, pur non direttamente coinvolti dall’invasione, schizzeranno in alto: alla richiesta del consumatore, il dettagliante è probabile che ci risponderà “è la guerra”… anche se sono le arance che vengono dalla Sicilia o il grano che arriva dal Canada. In situazioni del genere i furbi e le canaglie non demordono, ma si perfezionano. Per difendersi e individuare i profittatori: – non accettare passivamente l’aumento di un prodotto o servizio, non rassegnarsi alle spiegazioni del dettagliante e verificare presso altri negozi, segnalando ovunque, anche sui media e i social, ciò che sta accadendo, sì da punire il profittare con la principale arma del consumatore: il non-acquisto! – verificare, soprattutto nella grande distribuzione, se si verificano pratiche commerciali scorrette (per esempio: prezzi garantiti bloccati per tot tempo che invece cambiano). Pratiche commerciali scorrette anche per eventuali cartelli di prezzi: aumenti nello stesso momento degli stessi prodotti pur in catene diverse. E di conseguenza segnalare all’Antitrust e denunciare pubblicamente. Insomma, l’invasione russa è in corso, ma non è detto che dobbiamo pagarla anche oltre il dovuto.François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Roma città della pace si mobilita contro l’ingiustificabile invasione russa dell’Ucraina

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

Il Colosseo è ora illuminato con i colori della bandiera ucraina mentre oggi pomeriggio il Sindaco Gualtieri ha indetto una fiaccolata per la pace in solidarietà al popolo ucraino. L’appuntamento sarà alle 18 in Piazza del Campidoglio da cui si partirà con una simbolica marcia per la pace verso il Colosseo. “Condanniamo fermamente l’attacco all’Ucraina. Invito tutte le romane ed i romani a partecipare alla fiaccolata di domani per la pace. Facciamo sentire la nostra presenza a sostegno del popolo ucraino contro una guerra assurda e pericolosa per il futuro dell’Europa. Facciamolo con i colori della pace” ha detto il Sindaco Gualtieri.

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L’invasione russa avrà un impatto maggiore sull’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

By Rohan Reddy, Research Analyst di Global X. i prezzi del petrolio e del gas naturale sono aumentati di oltre il 20% da inizio anno, poiché le crescenti tensioni sull’Ucraina minacciavano di interrompere la fornitura di petrolio. Sebbene gli aumenti del prezzo del petrolio si facciano sentire in tutto il mondo, l’Europa sarebbe molto più colpita degli Stati Uniti data la forte dipendenza europea dal gas naturale russo. In Europa, i prezzi del gas naturale sono aumentati di oltre il 10%, dopo che la Germania ha interrotto il gasdotto Nord Stream 2 in risposta al dispiegamento di truppe russe in Ucraina. I prezzi nell’Europa nordoccidentale sono ora quasi cinque volte più alti di un anno fa. Una potenziale invasione potrebbe interrompere le spedizioni russe di gas naturale e petrolio verso l’Europa, dove l’Europa fa affidamento sulla Russia per circa il 35% del suo gas naturale. I prezzi del greggio Brent potrebbero raggiungere oltre $ 100 al barile a causa dei problemi di fornitura. Attualmente, le sanzioni imposte da Stati Uniti, UE, Gran Bretagna e altre nazioni occidentali si sono concentrate sulle banche e sulle élite russe. L’amministrazione Biden non dovrebbe prendere di mira direttamente i settori petroliferi e dei combustibili russi a causa delle preoccupazioni sull’inflazione e sui danni ai mercati petroliferi globali. Occorre trovare una fonte alternativa: una parte considerevole delle esportazioni di gas naturale della Russia viene trasportata in Europa attraverso gasdotti che passano attraverso l’Ucraina. A dicembre, la Germania ha importato il 32% del proprio gas dalla Russia, anche se il capo di una società di servizi pubblici in Germania ha affermato che questa cifra può raggiungere la metà della fornitura di gas in alcuni mesi. Quindi la Germania è fortemente dipendente dal gas russo. È probabile che i prezzi del gas tedesco aumenteranno ulteriormente, soprattutto se le relazioni tra Russia e Occidente si deteriorano e vengono imposte ulteriori sanzioni. Ma l’entità dell’aumento dei prezzi del gas dipende anche da altre decisioni che la Germania deve prendere. Vale a dire la decisione sull’energia nucleare, di cui era prevista l’eliminazione graduale, e sui combustibili fossili. Il Ritorno sul mercato del petrolio iraniano potrebbe avvenire con una wild card: i colloqui tra Stati Uniti e Iran per rilanciare l’accordo nucleare del 2015 stanno raggiungendo la loro fase finale. Se entrambe le parti raggiungessero un accordo per revocare le sanzioni, l’Iran potrebbe esportare rapidamente milioni di barili di greggio e alleviare i prezzi del petrolio.

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A tre anni dall’invasione della regione curda di Afrin da parte dei turchi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

Tre anni dopo l’inizio dell’invasione della regione curda di Afrin nella Siria settentrionale da parte delle truppe turche il 20 gennaio 2018, avvenuta in completa violazione del diritto internazionale, ci sono ancora numerose violazioni dei diritti umani e crimini di guerra contro la popolazione civile. Secondo l’Associazione per i popoli minacciati (APM) e i gruppi curdi per i diritti umani nel nord della Siria, almeno 58 civili sono stati assassinati l’anno scorso dalle forze di occupazione turche e dai mercenari siriani da loro sostenuti. Sono state rapite 987 persone, di cui 92 erano donne. Anche la natura e la storia di Afrin ne risentono sempre di più. Solo nel 2020, 50 siti storici sono stati danneggiati, 72.000 alberi di ulivo sono stati abbattuti, 250 case sono state confiscate dalle milizie islamiste. Continuano anche le razzie e i combattimenti tra milizie islamiste. In 39 esplosioni in Afrin, 170 persone sono state coinvolte, molte delle quali sono rimaste uccise. Inoltre, ci sono innumerevoli attacchi alla cultura e alla lingua curda: alle località vengono improvvisamente cambiati i nomi in turco o in arabo. L’ex Piazza della Libertà di Afrin si chiama ora Piazza Ataturk. La piazza con il nome curdo Kawa è stata ribattezzata Ramo d’Ulivo in onore dell’offensiva turca avvenuta in violazione del diritto internazionale. La lingua curda viene oppressa e il turco viene imposto alla popolazione. Le bandiere turche sono esposte sulle uniformi scolastiche e i cittadini siriani sono costretti a portare la carta d’identità turca. Con l’occupazione turca ad Afrin non ci sono più gli abitanti cristiani. Fino al gennaio 2018 vi abitavano circa 1.200 credenti cristiani curdi. La percentuale della popolazione curda,
compresi gli Yezidi, gli Alevi e i Cristiani, è scesa dal 96% a meno del 35%. I santuari di Yezidi e Alevi e i cimiteri musulmani curdi vengono distrutti o saccheggiati. Nell’ambito dell’Operazione Ramo d’Ulivo, nella regione di Afrin sono stati distrutti circa 314.400 alberi di ulivo. La produzione di olive e di olio d’oliva è uno dei principali settori economici della regione. A quanto pare, l’esercito turco vuole privare la popolazione del suo sostentamento economico. Secondo i gruppi per i diritti umani nel nord della Siria, almeno 300.000 membri dell’etnia curda sono stati sfollati dal regime di occupazione dal gennaio 2018. Tra la popolazione civile, 674 persone sono state uccise e 7.343 rapite. Secondo dati non facilmente verificabili sembra che 82 persone abbiano perso la vita a causa delle
torture subite. Circa 696 civili sono rimasti feriti, tra cui 303 bambini e 213 donne. Le esplosioni delle mine hanno ferito 2.017 persone ad Afrin. La violenza mirata contro le donne è stata segnalata in 68 casi: nelle società islamiche conservatrici, il termine “stupro” è spesso evitato.

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“Scandaloso e sovversivo indagare un ministro che cerca di fermare l’invasione di clandestini”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

“Come chiesto a gran voce dai cittadini italiani nelle ultime elezioni politiche, per costringerlo invece a far sbarcare gli immigrati e a non cambiare nulla. Ancora più scandaloso se si tiene conto che mai nessun magistrato ha pensato di indagare il precede governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, pur essendoci tutti i presupposti. Nessuno creda di potersi porre al di sopra della volontà popolare e di piegare la nostra democrazia alla propria ideologia. Fratelli d’Italia esprime la sua solidarietà a Salvini e chiede al Ministro della Giustizia e al Presidente della Repubblica di intervenire immediatamente per censurare questo gravissimo atto. E ci aspettiamo una parola di sdegno anche da quella parte significativa della magistratura non obnubilata dal furore ideologico”. Lo ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Il vero razzismo è l’invasione dei migranti senza controlli

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

“Carabinieri aggrediti e picchiati da migranti a Vittoria, nel Ragusano. Dove è finito Renzi? Dove è finita la sinistra, che ieri urlava al razzismo? Non ho letto o ascoltato parole di solidarietà verso i militari finiti in ospedale per arrestare uno spacciatore. E nemmeno di condanna verso un migrante delinquente”. E’ quanto afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fratelli di Italia.“Ad oggi l’unico vero razzismo che esista in Italia è quello dei migranti che hanno invaso la nostra Nazione e continuano a delinquere, facendo i loro comodi, grazie alle politiche buoniste della sinistra” – continua – Cirielli. “Dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al netto dei tweet, ci attendiamo fatti concreti sulle espulsioni di delinquenti stranieri a qualsiasi titolo sul suolo nazionale e azioni di contrasto contro politiche migratorie che stanno minando la libertà degli italiani e il diritto a vivere in una Nazione sicura” – conclude il Questore della Camera.

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Invasione immigrati non significa emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

marco minniti“Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ieri ha detto in Parlamento che non ci sono le condizioni per chiedere lo stato di emergenza in merito all’invasione dei migranti che il nostro Paese sta subendo da mesi e mesi, salvo poi andare in Europa, lo ha fatto nelle scorse settimane, a dire che in Italia c’è un’emergenza. Si metta d’accordo con se stesso. I cittadini italiani non possono più sopportare indecisioni e improntitudine”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Dall’inizio del 2017 sulle nostre coste sono sbarcati oltre 93.292 migranti, il 16,79 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Dal 2014, cioè da quando la sinistra è al governo, sono sbarcati sulle nostre coste oltre 600mila disperati. È troppo facile dare la colpa al regolamento di Dublino e all’Europa cattiva. Ed è fuorviante richiamare gli errori delle missioni Triton e Sophia, su cui la stessa sinistra al governo, con Renzi premier, ha svenduto l’Italia. Cosa ormai assodata dopo le rivelazioni della Bonino e le conferme dello stesso Minniti.È invece importane conoscere i contenuti degli accordi che hanno portato l’Italia a diventare l’unico approdo di tutti i migranti del Mediterraneo, visto che il governo sta facendo carte false per cambiare i piani operativi di quelle missioni che ora sono diventate ‘sbagliate’, ricevendo solo porte in faccia.È importante poi conoscere i contenuti del Regolamento di condotta per i salvataggi in mare a cura delle Ong, visto che è evidente come il traffico degli ultimi mesi sia cambiato, e che i migranti vengono caricati direttamente su gommoni destinati ad affondare, che guidano loro stessi, e recuperati direttamente dalle navi delle Ong, senza la possibilità di incriminare gli scafisti.È importante aprire gli occhi di fronte alla drammatica realtà, e dichiarare lo stato di emergenza: non solo per adottare più agevolmente ogni misura urgente e utile per affrontare la catastrofe migratoria, ma, soprattutto, per assumersi la responsabilità politica di una questione che non può più essere scaricata sul territorio e sugli amministratori locali.Dal governo nessuna risposta degna di questo nome, nessuna trasparenza, nessuna chiarezza, solo una fuga irresponsabile dalla realtà. Sarà bene che il premier Gentiloni e il ministro Minniti tornino al più presto con i piedi per terrà per gestire con decisione, con azioni forti, un’emergenza senza fine. Blocco dei porti, blocco navale, regole stringenti per le Ong. Basta pannicelli caldi”, conclude Brunetta. (n.r. Con 600mila immigrati arrivati in Italia negli ultimi due anni dobbiamo aggiungere che non si tratta tanto di ospitarli ma di come gestirli tra lavoro che non c’è, abitazioni che mancano, assistenza sempre più carente, i terremoti e gli incendi che hanno messo in ginocchio gran parte dell’Italia e le risorse finanziarie che si sono ridotte all’osso.)

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Migranti: invasione dai paesi del Nord Africa

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

mediterraneoDichiarazione dell’onorevole Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati:“Il vertice di Tallin segna la sconfitta di questa Europa con la certezza, ormai evidente, che il governo italiano non ha la capacità né l’autorevolezza per segnare un punto sulla sempre più drammatica crisi immigrazione.Ha ragione da vendere il Presidente Tajani quando lancia l’allarme migranti della povertà. E il governo italiano farebbe bene a chiamare per nome e cognome questa migrazione epocale. L’Italia non può farsi carico di un evento, ampiamente annunciato, che riguarda in primis l’Europa. In Italia non c’è più posto per la povertà di mezzo mondo, pena lo scivolamento del nostro Paese verso tensioni sempre più gravi.La via maestra – anche in questo caso indicata da Tajani ma ben nota ai nostri impotenti governanti – è quella di fermare l’invasione nei Paesi del nord Africa, aiutando i governi di quel continente a costruire il loro futuro. Ma non può farlo l’Italia da sola.Ci ha provato il ministro Minniti, ma le sue parole sono state scritte sulla sabbia. È l’Europa a dover fare una scelta precisa, non per generosità verso l’Italia, ma per salvare gli equilibri e l’economia di un intero continente. Prima se ne renderà conto e meglio sarà per tutti noi”.

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Referendum: l’invasione mediatica di Renzi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

tar-lazio“Il ricorso al Tar contro il quesito truffa del referendum costituzionale è una delle strade che democraticamente e legittimamente le forze politiche stanno perseguendo. Ci sono anche altri ricorsi in campo contro uno stato delle cose inaccettabile”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “E’ sotto gli occhi di tutti l’invasione da parte di Renzi e dei suoi ministri dei media: della carta stampata, delle televisioni e delle radio. Si accende una tv, si sfoglia un giornale, e c’è solo Renzi e la campagna per il ‘sì’. Questo è inaccettabile, non è democrazia”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a Montecitorio a margine della presentazione del libro “Lo stupidario del Sì, le ragioni del No”.“Abbiamo chiesto all’Osce e adesso anche al Consiglio d’Europa di intervenire, inviando propri osservatori, in questa campagna referendaria. Non è possibile che l’Italia sia trattata come una dittatura da parte di un dittatore che usa i media a proprio uso e consumo. Non è accettabile l’invasione di Renzi della Rai, delle televisioni private, dei giornali. Non è possibile, né accettabile, ne va della nostra democrazia.Abbiamo chiesto alle grandi organizzazioni internazionali, che sono preposte a questo, di mandare propri osservatori in Italia per controllare la regolarità della campagna referendaria. Su questo ci batteremo. Ho fatto un esposto all’Agcom perché faccia le stesse verifiche. Non molleremo di un millimetro su questo punto, la campagna referendaria deve essere corretta e regolare. Così come non è corretta e regolare la presenza oggi a ‘Politcs’ di Renzi, così come non lo è stata domenica scorsa a ‘L’Arena’ di Giletti. Tutto questo non è accettabile, questo è solo degno di autocrazie o di regimi autoritari”, ha concluso Brunetta.

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Eugenio Bennato: Brigante se more

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

(Coniglio editore) pp. 224 – € 14.00 Dal 7 ottobre 2010 in tutte le librerie.  Eugenio Bennato, fondatore del celebre movimento Taranta Power e accurato ricercatore della musica del Sud, inforca la penna per scrivere la storia di una ballata, quella scritta insieme a Carlo D’Angiò, divenuta oramai un inno per migliaia di giovani legati al mondo della musica folk e popolare. Brigante se more, composta su commissione nel 1979 per lo sceneggiato L’eredità della Priora di Anton Giulio Majano, ha fatto conoscere a tutti la storia dell’emigrazione e del brigantaggio, raccontando la ribellione della gente meridionale all’invasione piemontese del 1860, ma è diventata anche l’emblema di tante altre storie di ribellione e lotta e non asservimento alla retorica di Stato. Il brano si è diffuso a macchia d’olio risvegliando questioni tenute in poco conto nelle stanze della storiografia ufficiale, tanto che qualcuno ha confusamente insinuato il dubbio che la canzone sarebbe stata scritta un secolo prima, non si sa dove e non si sa da chi, e sono nate dispute e controversie infinite circa la sua “reale” appartenenza. Sull’onda di queste polemiche non documentate, Bennato ha deciso di descrivere dettagliatamente il percorso umano e creativo che lo ha portato alla composizione di Brigante se more, interfacciandosi anche con i suoni e i rituali del Sud di ieri e di oggi e approfondendo, in un viaggio a ritroso tra terre impervie e soleggiate, l’affascinante e triste storia di alcuni tra i più combattivi briganti di fine Ottocento: Ninco Nanco, Carmine Crocco, Michelina De Cesare, personaggi dall’anima pura e implacabile che, vivendo le loro vite di battaglia e rapina, segnarono profondamente le divisioni e le lotte che sarebbero venute in quella che ancora conosciamo come Questione meridionale.

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L’invasione degli ultracomici…

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2010

Roma 9 agosto ore 21,00, Via di San Gregorio – Parco del Celio “All’Ombra del Colosseo” avremo l’opportunità di vedere all’opera i rappresentanti più autorevoli della scuola comica italiana emergente basterà seguire gli “Ultracomici”. Sono  Gianluca Giugliarelli, Elettra Zeppi, Alessandro Serra e i Sequestrattori offriranno al pubblico saggi del proprio repertorio ormai rodato tra teatro e televisione.
Gianluca Giugliarelli ritorna sul palco della rassegna con “Scusate le Spalle”,  una pungente satira sull’attualità, attraverso monologhi e personaggi che incarnano la follia della società contemporanea.
Elettra Zeppi, versatile artista formatasi alla scuola di Enzo Garinei, può vantare un  repertorio teatrale che passa dal genere comico al drammatico sino al musical, nonché doti vocali non comuni. I Sequestrattori, entrati a far parte di Zelig Off, sono composti da Barbara, milanese “non doc”, e Christian romano da sette generazioni. Cresciuti come animatori, decidono all’inizio del 2001 di intraprendere la strada dello spettacolo che li ha portati a calcare i palcoscenici prima di Milano, poi di Roma, con crescente successo. sino a sbarcare in Tv,  con partecipazioni a diverse trasmissioni televisive tra le quali “Matinée”.
Alessandro Serra, monologhista dai caratteri romaneschi, nelle sue performance ama raccontarci  della quotidianità. Attore comico e cabarettista uscito dalla grande fucina della comicità televisiva di Zelig, nel suo spettacolo tratta argomenti quotidiani entrando polemicamente sul sociale. Serra, non arriva in scena con un testo già pronto. http://www.allombradelcolosseo.it (sequestratori, giugliarelli, serra, zeppi)

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Tutti matti per Colorno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

teatro necessarioColorno (Parma) 4-5 settembre Festa internazionale di circo e teatro di strada: Un vecchio un motto paesano recitava: ‘I dventén tut mat par gnir a Colorni’, ed a questo detto si ispira il festival che ospiterà un’invasione folle e sbalorditiva di personaggi e figure stravaganti che si esibiranno e conquisteranno tutto il paese. La follia in tutte le sue declinazioni sarà il filo conduttore di un fine settimana, dove anche la più fervida immaginazione verrà messa a dura prova e le tonalità saranno quelle dell’audacia, dell’estro, della provocazione e dell’umorismo.  Ecco allora che l’Associazione Culturale Teatro Necessario presenta “Tutti matti per Colorno”, la festa internazionale di circo e teatro di strada.  La 2ª edizione si tiene a Colorno il 5 settembre dalle ore 18:30 alle ore 00:30. Venerdì 4 settembre, alle ore 22:00 l’anteprima del festival con “Nuova Barberia Carloni” della compagnia Teatro Necessario. Si alza nuovamente il sipario sulle strade e piazze di Colorno che anche quest’anno faranno da palcoscenico agli artisti invitati alla seconda edizione della festa internazionale di circo e teatro di strada, ideata dall’associazione culturale Teatro Necessario. Nella splendida cornice del centro storico di Colorno e della maestosa Reggia ed i suoi giardini, saranno presenti 12 compagnie provenienti da Italia, Francia, Spagna, Germania, Cile, per un totale di circa 40 artisti coinvolti che si esibiranno in un incessante susseguirsi di musica, performance e spettacoli fino a notte fonda.  Oltre al cartellone ufficiale, segnaliamo lo spazio dedicato ai ‘fuori programma’: una serie di jam session, interviste, salotti artistici, ed anche spazi ristoro all’aperto come la Barbotaberna, dal nome rustico ma dallo chef sopraffino. A corollario dell’iniziativa saranno presenti le mostra ‘Sai che…’ a cura dei progetti Economia solidale – Semi di Futuro e Kuminda, in collaborazione con Forum Solidarietà e gli Illustratori dell’associazione Tapirulan. Tutti matti per Colorno: festa internazionale di circo e teatro di strada – 2° edizione – Colorno (Parma) – 4 e 5 settembre 2009  – ore 18.30- 00.30. Info: Associazione Teatro Necessario – tel.328.3926956 La manifestazione, gratuita, si terrà anche in caso di pioggia (teatro necessario)

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Per un mondo senza guerre

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Roma  4 agosto, dalle 19:00 alle 23:30, nei splendidi giardini di Castel Sant’Angelo, le associazioni romane promotrici della prima Marcia Mondiale della Pace e della Nonviolenza, si riuniranno nello stand di “Mondo senza guerre” per discutere sui temi della pace e sull’importanza di questo primo evento mondiale che attraverserà tutti i continenti.  L’intento di questa manifestazione mondiale, che durerà 90 giorni e passerà per più di 100 paesi dei 5 continenti, è di chiedere il disarmo nucleare a livello mondiale, il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati, la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali, la firma di trattati di non aggressione tra paesi e la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.   Programma:  ore 19:00: Drum Circle facilitato da Lorenzo Rampato  ore 21:00: tavola rotonda (prima parte) con Edoardo Marino, Presidente di CooperAction Onlus, Shahrzad Shahbazy di Onda verde Iran, Sergio Mazzanti di Per il bene comune e Federica Fratini di Mondo senza guerre. L’evento costituirà un’ulteriore tappa di avvicinamento alla Marcia mondiale della Pace e Nonviolenza che passerà a Roma il 12 novembre 2009.  ore 22:00: musica iraniana e lettura di poesie in farsi-dari tratte dal libro di Vincenzo La Salandra “Florilegio afgano” accompagnata da musica tradizionale  ore 22:30: tavola rotonda (seconda parte) con le associazioni promotrici che si racconteranno con la proiezione di video e di fotografie mostrando il loro impegno e le loro proposte per la costruzione della pace e della non violenza.

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